LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTESIMA PARTE

02/02/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena   Cosa c’è di più gustoso di un piatto di polpette con polenta?  Queste sono polpette nuove,  piene di sapore anche se non contengono carne.  Sono alle cime di rapa e funghi porcini.

POLPETTE ALLE CIME DI RAPA

E FUNGHI PORCINI

Ingredienti:  cime di rapa,  funghi porcini, sale, pepe,  porro,  prezzemolo,  olio extra vergine d’oliva,  noce moscata, brodo al sapore di funghi,  parmigiano,  pangrattato,  un uovo,  vino bianco,  aceto di mele. Contorno: polenta e gorgonzola,  insalata mista.

Esecuzione:  pulire,  mondare le cime di rapa,  sbollentarle,  scolarle e tagliarle a coltello finemente.  Mettere i funghi a trifolare con olio,  porro tagliato fine, pepe,  un po’ di aceto.  Una volta trifolati,  tagliarli a piccoli pezzettini,  poi unirli alle cime di rapa insieme all’uovo,  sale,  parmigiano,  pangrattato,  noce moscata;  formare le polpette e adagiarle nel soffritto di porro,  sfumare con il vino bianco,  aggiungere un po’ di brodo,  mettere il coperchio e lasciare cuocere per cinque minuti.  Lasciare intiepidire e aggiungere un giro di olio.  La polenta si è già cotta,  lasciamo raffreddare,  la taglieremo a fettine e la metteremo sulla griglia ad abbrustolire, poi la irroreremo con un po’ di gorgonzola dolce.

Federica  Anche questo è un piatto da 30 e lode,  è buonissimo!

03/02/2022

Elena  In passato ricordo il piatto che ho fatto delle castagne in brodo,  oggi invece presento i maltagliati in brodo di castagne secche,  qui da noi si chiamano “bascotti”,  buone per dolci e minestre.

MALTAGLIATI ALLE

CASTAGNE  SECCHE

Ingredienti:  castagne secche,  uova,  farina per pasta fresca,  sale,  olio extra vergine d’oliva, rosmarino,  alloro, pepe,  cannella,  una crosta di parmigiano,  vino bianco,  latte,  pecorino.

Esecuzione:  lasciamo le castagne in ammollo con acqua e bicarbonato per 24 ore.  Prima di cucinarle le passeremo una ad una e toglieremo i residui delle pellicine rimaste.  Poi me metteremo in una casseruola con acqua,  sale,  rosmarino,  alloro,  pepe,  cannella, la crosta di parmigiano e mezzo bicchiere di vino;  portiamo ad ebollizione e lasciamo cuocere  fino a quando le castagne non saranno diventate tenere e si sfalderanno.  Ne prendiamo la metà e la frulleremo nel mixer con il latte,  poi verseremo il tutto nella casseruola di cottura.  Adesso impastiamo le uova con la farina, la tiriamo bene sottile, poi la giriamo su se stessa e taglieremo i maltagliati;  lasciamo riposare la pasta per mezz’ora.  Caliamo i maltagliati nella casseruola delle castagne,  li facciamo cuocere per 45 secondi,  poi li condiremo con una salsa di pecorino e portiamo in tavola.  Una minestra buona e salutare.

Federica  Non dirmi niente se ti dico che amo anche questo piatto,  da matti!

04/02/2022

Elena  Oggi presento una delle mie focacce al lievito madre.  Leggera,  croccante anche il giorno seguente;  con molte ore di lievitazione.

FOCACCIA AL ROSMARINO

Ingredienti:  200 g di farina Manitoba,  100 g di farina tipo “0” e 100 g di farina senza glutine.  Lievito madre 100 g,  olio extra vergine d’oliva, sale,  rosmarino fresco tagliati a coltello,  a piacere,  acqua frizzante.

Esecuzione:  impastiamo le farine con acqua frizzante,  poco sale,  rosmarino tritato fine,  abbondante olio extra vergine d’oliva  e acqua frizzante.  Dopo avere ricavato un impasto omogeneo e liscio,  lasciamo riposare per un giorno intero il nostro impasto.  Passato il tempo,  reimpastiamo la focaccia con un po’ di farina e la stenderemo in una teglia unta e infarinata;   lasciamo riposare ancora per 4 ore e inforniamo a 270 ° per 7 minuti.  Buona da sola,  con formaggi e salumi perché è leggerissima.

Federica  Certo che i prodotti di forno che ci regali sono veramente buoni e leggerissimi davvero!

05/02/2022

Elena  Con la focaccia ci starebbe bene anche una bella zuppa di cipolle,  ed è quello che presento oggi;  buona,  gustosa piace a tutti.

L’ALTRA MIA ZUPPA DI CIPOLLE

Ingredienti per 4 persone:  un kg di cipolle rosate,  sale,  pepe, topinambur,  olio extra vergine d’oliva,  brodo,  alloro,  spezie miste,  vino bianco,  parmigiano, e le erbe che preferiamo,  mezzo porro e uno spicchio di aglio.

Esecuzione:  laviamo e tagliamo le cipolle a fettine sottili,  il porro e l’aglio  (togliendo l’anima) li facciamo soffriggere in poco olio,  sfumiamo con il vino,  lasciamo evaporare, aggiungiamo le spezie,  le erbe il sale,  il pepe  i topinambur e il brodo;  lasciamo cuocere lentamente con il coperchio per 20 minuti circa.  Una volta cotta la zuppa, se la vogliamo cremosa senza alcun frammento di verdure,  diamo un giro con il mixer,  poi un giro di olio e parmigiano,  e la zuppa è pronta da servire in tavola con crostini o focaccia.

Federica   La zuppa di cipolle è buonissima,  a me piacciono le cipolle quindi non si sbaglia mai!

07/02/2022

Elena  oggi metterò in risalto un’erba aromatica molto gradevole,  che non è tanto conosciuta quanto le erbe che solitamente usiamo in cucina,  ma non per questo ha meno proprietà e valore,  si tratta dell’erba Luisa;  io ho fatto un pesto squisitissimo per condire gli gnocchi.  Tempo fa c’era grande consumo di quest’erba per chi avesse voluto fare il liquore in casa, si usava anche nelle distillerie di liquori e nelle aziende farmaceutiche.

GNOCCHI AL PESTO DI ERBA LUISA

Ingredienti:  patate,  farina per pasta fresca, sale,  un uovo per ogni kg di patate,  spezie, parmigiano,  erba Luisa,  dragoncello,  sale,  mandorle pelate,  pepe,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  come al solito per fare gli gnocchi di patate dobbiamo prima cuocere le patate, poi schiacciale con l’apposito strumento,  fare prima una fontana con poca farina,  mettere le patate schiacciate,  le spezie,  l’uovo,  poi dopo avere impastato,  formare dei cordoni e tagliarli  della lunghezza di un cm e mezzo per ogni gnocco. Calare gli gnocchi  nell’acqua che bolle e versarli nella zuppiera del pesto,  fatto con erba Luisa,  dragoncello,  olio,  sale,  pepe, mandorle e parmigiano;  mixare il tutto ed il pesto è pronto.  Una volta mescolati gli gnocchi,  aggiustare di sale,  e mettere una spolverata di parmigiano grattugiato.

Federica  Che buoniii!

08/02/2022

Elena   Un altro primo piatto buono buono,  sono i cannelloni fatti in diversi modi:  e anche oggi ne propongo di diversi.  Mentre stavo camminando ho composto questa ricetta,  sono venuti molto buoni.

ALTRI CANNELLONI

DI CASA MIA

Ingredienti:  Riccione coltivate,  primo sale, parmigiano,  soppressa,  besciamella leggera,  due uova,  farina per pasta fresca,  pepe,  olio extra vergine d’0liva,  2 scalogni,  vino bianco,  alloro,  ginepro, latte q.b.

Esecuzione per il ripieno:  nel mixer mettiamo una fetta di soppressa di 300 g,  200 g di formaggio magro,  400 g di riccione  (radicchio selvatico di campo e coltivato)  lessate e passate in padella con gli scalogni,  sale,  pepe, vino,  alloro e ginepro;  uniamo il parmigiano,  aggiustiamo di sale e pepe.  Adesso impastiamo per la pasta dei cannelloni,  la tiriamo sottile,  la tagliamo a rettangoli,  poi la immergeremo in acqua bollente,  li scoliamo e andranno immersi in acqua gelida,   infine li toglieremo dall’acqua,  li asciugheremo e li stendiamo sul piano di lavoro.  A questo punto versiamo un po’ di besciamella nella teglia, poi riempiamo i cannelloni,   a fine lavoro li copriremo con la restante besciamella,  il parmigiano,  un po’ di latte e andranno in forno a 180° per venti minuti.  Buonissimi e leggeri.

Federica  Che sapori!

09/02/2022

Elena  La ricetta di oggi è tosta,  è di una bontà!  Si tratta di funghi:  funghi trifolati e funghi fritti in polenta fresca e polenta abbrustolita,  una vera delizia.

FUNGHI MISTI TRIFOLATI,  FRITTI

E POLENTA

Ingredienti:  funghi champignons,  funghi porcini r funghi pioppini,  sale,  pepe,  aglio  porro,  scalogno,  vino bianco,  tabasco,  farina tipo “o”, q.b ,  olio extra vergine d’oliva,  brodo ai funghi,  latte,  alloro,  farina per polenta.

Esecuzione:  puliamo bene i funghi e li laviamo sotto acqua corrente.  Facciamo un trito di scalogno,  aglio e porro,  li soffriggiamo in poco olio,  mettiamo i funghi  champignons e porcini a piccoli pezzi,  sfumiamo con il vino e lasciamo evaporare;  aggiungiamo una goccia di tabasco,  tre foglie di alloro,  un giro di pepe e un po’ di sale,  infine un mestolo di brodo e lasciamo cuocere a fiamma moderata per 15 minuti.  Lasciamo riposare,  aggiungiamo un bicchierino di latte e portiamo ad ebollizione sempre mescolando;  si formerà una cremina densa,  quando i fungi trifolati si saranno raffreddati aggiungeremo un giro di olio.  Ora facciamo la polenta classica,  quando la polenta sarà cotta ne stenderemo unpo’ sul piatto,  dove sopra ci stenderemo i funghi trifolati.  Adesso lasciamo riposare l’altra polenta che abbiamo versato in un recipiente e nel frattempo friggeremo i funghi pioppini:  li infariniamo e li caleremo nell’olio bollente al punto giusto, quando i funghi saranno dorati li scoleremo dall’olio e li metteremo un attimo sulla carta assorbente.  Ora tagliamo a fette la polenta, la mettiamo ad abbrustolirsi sulla piastra,  e quando sarà pronta finiamo di impiattare polenta e funghi.  (i funghi fritti sono buoni con la polenta abbrustolita,  mentre quelli trifolati con la polenta fresca).

Federica  Come ultima ricetta di questo articolo di cucina è proprio gustosissima!

APPLICAZIONI TECNICHE

02/02/2022

Rispondo pubblicamente a P.  che mi ha chiesto se le moke del caffè vanno lavate tutte le volte che si prepara il caffè;  e se è vero che più le moke  sono vecchie e più il caffè è buono,  addirittura secondo lei non dovrebbero mai essere lavate.

Io ho risposto:  secondo me per fare un buon caffè la moka deve essere sempre lavata e ben pulita,  senza detersivo,  ma periodicamente passarle con acqua e bicarbonato e sciacquarle con acqua e aceto.  In quanto alle moke di tanti anni fa,  sì,  è vero il caffè riesce più saporito,   però la moka deve essere completamente pulita dentro priva di residui che con il tempo generano muffe invisibili ma tossiche;  in quanto alla facciata sia interna che esterna non importa se non sono più brillanti,  l’importante è il pulito dentro!

Le moke che vedi nella foto sopra,  sono quasi tutte antiche:  (una era di mia madre e un’altra di mia nonna)  tranne quella di colore verde,  le altre hanno compiuto dai cinquanta ai quarant’anni,  tutte funzionanti e fanno ancora tutte un ottimo caffè,  le ho sempre mantenute funzionanti:  pulendo o cambiando loro periodicamente i filtri e lavate accuratamente.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOUNDICESIMA PARTE

01/02/2022

CONTINUA  DALL’ARTICOLO   “RISPOSTE AI LETTORI

QUARANTADUE CENTODECIMA PARTE”

Il sangue e le sue funzioni

Giardino d’inverno

Il colore rosso del sangue è determinato dall’emoglobina contenuta negli eritrociti.  Il contenuto di emoglobina in ciascun eritrocito è definito da un parametro caratteristico,  detto valore globulare.  Gli eritrociti concludono il loro ciclo vitale in 120 giorni ca. ;  essendo privi di nucleo,  essi non hanno la capacità di moltiplicarsi.  La loro distruzione (eritrocateresi) avviene per fagocitosi ad opera di cellule del sistema reticolo-istiocitario,  specialmente a livello della milza.  I leucociti hanno l’importante funzione di provvedere alle difese dell’organismo contro gli agenti patogeni che,  per qualsiasi causa,  penetrano nel circolo sanguigno o si insediano nei tessuti a livello cellulare. Tale  funzione è svolta soprattutto dai granulociti:  i granulociti neutrofili hanno la capacità di uscire dai vasi sanguigni per portarsi nel territorio dove è in corso un processo infettivo.  A tale livello essi attuano la fagocitosi delle particelle batteriche,  che vengono poi distrutte dalla digestione a opera di particolari enzimi endocellulari ( catepsine).  La mobilità dei granulociti si deve in parte ai loro movimenti ameboidi,  in parte a forze attrattive di natura chimica che spingono tali cellule verso il territorio dell’infezione  (chemiotassi).  A differenza dei neutrofili,  i granulociti eosinofili hanno scarsa mobilità e modesta attività fagocitaria.  In essi sono presenti enzimi che intervengono nei processi immunitari, in particolare nella distruzione dei complessi antigene- anticorpo.  I granulociti basofili interverrebbero nei processi dell’emostasi,  contenendo nelle loro granulazioni forti quantità di eparina.  I linfociti svolgono un ruolo di grande importanza nei processi immunitari, essendo sede di sintesi delle globuline anticorpali.  I monociti svolgono un’intensa immunità fagocitaria e quindi svolgono anch’essi una funzione di difesa antinfettiva.  Le piastrine si formano nel midollo osseo dal disfacimento dei dei megacariociti;   svolgono l’importante funzione di favorire la coagulazione del sangue.  Esse infatti si portano nel punto di lesione dei vasi,  dove si agglutinano e liberano fattori che concorrono alla formazione della tromboplastina.   Quest’ultima agisce,  unitamente alla protrombina,  per appunto formare la trombina:  la formazione di questa sostanza,  indispensabile per far trasformare il fibrinogeno in fibrina,  che avviene però soltanto in presenza di ioni Ca++.   continua con i gruppi sanguigni: come e perché.

I GRUPPI SANGUIGNI

Molti di noi sanno che il sangue dei diversi individui può essere suddiviso in gruppi,  in base alla presenza  o meno sulla superficie dei globuli rossi di particolari complessi molecolari,  con caratteristiche di antigeni.  I sistemi antigenici più importanti secondo cui si può giungere alla suddivisione in gruppi,  sono il sistema  ABO e il sistema Rh.  La denominazione ABO deriva dal nome degli antigeni che con la loro presenza (gruppi A,  B,  AB) o con la loro assenza (gruppo 0)  determinano quattro diversi gruppi.  Il sistema Rh prende invece  in considerazione il fattore Rh:  nell’ 87% circa degli individui è presente l’antigene Rh,  per cui questi soggetti vengono  definiti Rh+,  mentre quelli in cui tale antigene è assente vengono definiti  Rh-.  Per quanto riguarda il sistema ABO, nel sangue sono presenti sia gli antigeni eritrocitari,  sia gli anticorpi plasmatici, quindi, negli individui di gruppo A il plasma contiene l’anticorpo (agglutinina) anti-B e i globuli rossi L’antigene (agglutinogeno) A.  Negli individui di gruppo B il plasma contiene l’agglutinina anti-A e i globuli rossi l’agglutinogeno B.  Negli individui di gruppo AB il plasma non contiene nessuna agglutinina e i globuli rossi contengono ambedue gli agglutinogeni A e B.  Infine negli individui di gruppo O il plasma contiene ambedue le agglutinine anti-A e anti-B,  mentre i globuli rossi non contengono alcun agglutinogeno.  I gruppi sanguigni  prendono dunque il nome dagli agglutinogeni presenti nei globuli rossi;  nel sangue di ciascuno individuo non sono mai presenti l’antigene (agglutinogeno)  e l’anticorpo agglutinina) corrispondenti,  mentre è sempre presente invece  l’agglutinina dell’agglutinogeno mancante.  I caratteri che definiscono l’appartenenza di un individuo a un gruppo sanguigno si trasmettono secondo le leggi dell’ereditarietà.  Continua…

03/02/2022

Nell’ambito del sistema ABO l’appartenenza a un determinato gruppo è definita da geni aventi carattere di dominanza.  Così ad esempio,  se uno dei genitori è del gruppo A e l’altro di gruppo O,  il figlio potrà essere di gruppo O o di gruppo A;  oppure ancora,  se uno dei genitori è del gruppo AB e l’altro di gruppo A il figlio potrà essere di gruppo AB,  A,  o AB e così via. Oltre ai due sistemi ABO e Rh,  ne esistono altri,  come per es.  quello MN,  per cui si possono avere tre gruppi: M,  N,  MN.  Questi gruppi non hanno grande importanza pratica.  Da quanto detto risulta chiaro che prima di effettuare una trasfusione di sangue è necessario accertare la compatibilità tra il sangue del ricevente e quello del donatore.  Da sempre gli incidenti trasfusionali sono dovuti all’incompatibilità di gruppo. La trasfusione di sangue tra soggetti che appartengono allo stesso gruppo è sicuramente priva di inconvenienti;  invece ,  in caso di incompatibilità, i globuli rossi del donatore vengono agglutinati dalle agglutinine anticorpali presenti nel sangue del ricevente:  si formano ammassi coerenti che determinano l’ostruzione dei vasi sanguigni  (embolia) e alterazioni circolatorie in organi vitali,  fino al collasso e alla morte.  Inoltre,  in caso di agglutinazione,  i globuli rossi vengono distrutti massivamente;  la grande quantità di emoglobina che da essi si libera tende a precipitare sotto forma di cristalli nei tubuli renali,  provocando insufficienza renale,  anuria e quindi la morte.  Grande attenzione deve essere posta nella pratica trasfusionale al gruppo Rh.  Un individuo Rh¨  ,  trasfuso con sangue Rh+,  viene sensibilizzato e quindi produce anticorpi anti-Rh che possono provocare agglutinazione degli eritrociti in seguito a una seconda trasfusione di sangue Rh+.   Va infine rilevato che l’importanza dei gruppi sanguigni,  oltre che nella pratica trasfusionale,  è notevole anche in campo medico-legale,  perché rappresenta un utile elemento di identificazione personale consentendo di accertare la non paternità.  Elena  Lasagna

05/02/2022

È vero che le ghiandole sudoripare e altri annessi cutanei si possono ammalare di infezioni?  Grazie  Marco di Patty.

Sì,  il dottor Robert dice di sì.   Questa flogosi è determinata da infezione stafilococcica che interessa appunto le ghiandole sudoripare e gli annessi cutanei.  L’infezione interessa elettivamente le ghiandole sudoripare apocrine (ascelle,  perineo,  inguine,  ecc. )  con aspetto foruncoloide – ascessuale,  più frequente durante le stagioni calde.  Il sesso femminile risulta più colpito per l’uso di creme depilatorie e altri prodotti non sempre adeguati al tipo di pelle di ciascun individuo.  Si manifesta con un nodulo di forma sferica,  sottocutaneo,  ma aderente alla cute,  libero sui piani profondi,  dolente;  a volte si risolve spontaneamente.  Spesso diventa molle e dolente,  anzi molto doloroso con arrossamento della pelle a fluttuazione e finisce con l’ulcerarsi al centro:  dove ne fuoriesce pus denso,  senza cencio  (stato di debolezza fisica e psicologica).  Oltre alla forma descritta degli adulti è frequente anche l’infezione infantile che si localizza di solito con ascessi plurimi al capillizio dei lattanti.  Elena  L.

07/02/2022

Secondo te che cosa dobbiamo aspettarci dalle radiazioni?  Marco di Patty.

Tutte le radiazioni hanno effetto su tutta la materia,  sia organica che inorganica,  in rapporto alla natura e alla lunghezza d’onda della radiazione,  perché la materia assorbe,  trasmette,  riflette più o meno intensamente ogni radiazione.  Diciamo che i materiali biologici sono i più sensibili e l’effetto può variare da semplici alterazioni superficiali,  ad alterazioni patologiche.  Tali effetti si verificano non solo con le radiazioni degli infrarossi ma anche con periodi più o meno lunghi di esposizione ad altri tipi di radiazioni.  In particolare le radiazioni elettromagnetiche:  campi di microonde emesse da installazioni radar,  possono provocare danneggiamento termico di tessuti sensibili come la retina dell’occhio;  sensibilmente radiazioni luminose  ecc. e anche le radiazioni ionizzanti.  Campi intensi di microonde possono provocare  alterazioni della popolazione cellulare del sangue.  In pratica gli effetti delle radiazioni sull’organismo dipendono da quattro fattori fondamentali:  la qualità e la dose della radiazione,  in rapporto al tempo di esposizione;  la modalità dell’irradiazione interna o esterna;  il carattere acuto o cronico dell’esposizione;  la sensibilità specifica dei tessuti.  Particolarmente sensibili agli effetti delle radiazioni sono i nuclei delle cellule:  le radiazioni indotte nei cromosomi portano durante la riproduzione sessuale,  a profonde trasformazioni delle cellule figlie;  quando vengono colpitecellule riprodutrici si può giungere a una vera e propria mutazione. L’azione delle radiazioni sui cromosomi e geni non si rivela però sempre nociva:  la microbiologia infatti sfrutta, le mutazioni radioindotte per ottenere nuove forme viventi di grande utilità per il genere umano.  come ad esempio nuovi ceppi di muffe per la riproduzione di nuovi antibiotici.  Nell’uomo in genere ,  i danni più gravi si riscontrano nei tessuti emopoietici.  L’irradiazione del timo delle linfoghiandole, della milza,  e del midollo osseo,  porta a una rapida distruzione delle cellule emopoietiche,  con la relativa scomparsa di linfociti,  granulociti,  emazie e piastrine del sangue.  Anche l’apparato digerente è altrettanto sensibile,  come lo è l’apparato genitale,  dove le radiazioni provocano  la riduzione del volume testicolare,  ecc.  e la cute,  che in base alle dosi può presentare arrossamenti,  dermatiti,  ulcerazioni,  adiodermiti croniche.  Per ciò che riguarda il sistema nervoso periferico si è sempre ritenuto che eventuali disturbi fossero conseguenza di alterazioni metaboliche,  ma l’elettrofisiologia invece ha scoperto che anche le cellule nervose sono sensibili alle radiazioni anche a dosi relativamente piccole.  Anche a distanza di molti anni,   possono comparire malattie e fenomeni correlati con l’effetto delle radiazioni sul patrimonio genetico dell’individuo esposto o dei suoi discendenti.  Anche l’esposizione ripetuta a piccole dosi di radiazioni ionizzanti può turbare gravemente i sistemi dell’informazione ereditaria delle cellule  riprodutrici e di quelle somatiche ad alto ritmo riproduttivo,  con conseguenze diverse.  Elena  L.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODECIMA PARTE

26/01/2022

 

 

 

IL TIMO

 

Il timo è una grossa ghiandola situata nel torace,  è un organo bilobato nel mediastino anteriore. Di notevoli dimensioni nell’infanzia fino alla pubertà,  poi entra in involuzione e si atrofizza progressivamente,  perdendo la capacità di elaborare linfociti che in origine è più accentuata degli altri organi linfopoietici    Ha una struttura tipicamente linfoide:  infatti tra le maglie dello stroma ghiandolare,  tra cellule epiteliali che originano embriologicamente dall’endoderma faringeo,  si trovano numerose cellule di tipo linfatico,  alle quali è riconosciuto un importante ruolo nella funzione immunitaria.  Al timo a più riprese ad esso è stata attribuita un’attività endocrina.  Si è supposto che svolga una funzione regolatrice sulla crescita,  sullo sviluppo e sulla calcificazione dello scheletro, e una attività inibitrice della maturazione sessuale.  La  struttura del timo presenta una parte corticale costituita da tessuto linfoide e una parte midollare contenete linfociti e grappoli di cellule situati in un reticolo (corpuscoli di Hassall).  Ho accennato che il timo è essenzialmente un organo linfoide.  Sotto la sua influenza in epoca infantile si formano le cellule responsabili della produzione degli anticorpi che intervengono nelle reazioni di rigetto di tessuti omologhi trapiantati e delle reazioni di ipersensibilità ritardata.  Ancora oggi si pensa che la funzione del timo si svolga attraverso un ormone;  questo agirebbe sulle cellule degli organi linfoidi trasformandoli in linfociti immunocompetenti,  cioè in strutture capaci di formare anticorpi contro proteine estranee. Il timo sembra essere implicato nella patogenesi delle malattie autoimmunitarie,  come l’ertrite reumatoide,  il lupus eritematoso disseminato,  in cui si osservano reazioni di ipersensibilità nei componenti dello stesso organismo.  Elena  L.

 

28/01/2022

 

IL SANGUE E LE SUE FUNZIONI

 

Il sangue è un particolare tessuto che circola dentro i vasi sanguigni,  rappresenta il fattore più importante di uniformità dell’ambiente interno dell’organismo.  Il sangue consta di una funzione liquida detta plasma,  che rappresenta la trama intercellulare,  e di una frazione corpuscolata,  la quale comprende diverse serie di cellule distinguibili,  in base ai caratteri morfologici specifici,  in eritrociti  (globuli rossi)  piastrine e leucociti  (o globuli bianchi). Questi ultimi non rappresentano una classe omogenea di cellule,  poiché comprendono linfociti,  monociti,  e granulociti polimorfonucleati;  i granulociti si differenziano,  a loro volta,  in neutrofili,  basofili ed eosinofili.  I leucociti hanno l’aspetto di masse medie gelatinose del diametro di pochi micron;  sono dotati di nucleo e provvisti di pseudopodi che ne facilitano i movimenti.  Il loro numero varia da 5000 a 9000 per mm³ in funzione dell’età,  dello stato fisiologico e delle eventuali condizioni patologiche dell’individuo.  Il numero dei leucociti dei diversi tipi,  espresso come percentuale del numero totale,  costituisce la formula leucocitaria.  le piastrine si trovano nel sangue circolante in numero di 200.000 ÷ 300 000 per mm³ ;  hanno un diametro di 2-3 μ e presentano una parte centrale colorabile (cromomero)  circondata da una parte chiara,  trasparente,  detta ialomero.  Nell’individuo adulto la massa sanguigna totale è ca.  5 1,  corrispondendo in misura  approssimativa,  1/12 del peso corporeo.  Il rapporto tra la componente corpuscolata e quella plasmatica viene definito ”  valore ematocrito”;  in condizioni normali esso è costante e corrisponde al 45%  per gli elementi corpuscolati e al 55% per il plasma.  Gli elementi corpuscolati,  infatti,  mantengono costante sia la forma e la struttura sia il loro numero,  ciò che porta a conservare inalterato il valore ematocrito  (omeocitostasi).

Il plasma è essenzialmente una soluzione salina,  contenete sali di metalli alcalini  (sodio e potassio)  e alcalinoterrosi  (calcio  magnesio);  tra questi sali il è più importante è il cloruro di sodio che vi è contenuto nella quantità di 9 g per litro.  Nel plasma insieme ai sali troviamo delle proteine plasmatiche,  che vengono raggruppate in diverse frazioni, aventi natura chimica e funzione molto diversa,  quale per esempio,  quella di anticorpi difensivi  (gammaglobuline) o quella di legare grassi  (lipoproteine),  ecc. Una di queste frazioni il “fibrinogeno” è particolarmente interessante,  perché conferisce al sangue una proprietà essenziale,  quella di coagulare,  cioè di trasformarsi da sostanza liquida in sostanza solida.  La coagulazione del sangue impedisce il dissanguamento che deriverebbe da lesioni,  anche piccole,  dei vasi sanguigni.  Certi uomini essendo affetti da una malattia ereditaria,  “l’emofilia”  hanno il sangue incoagulabile,  vivono perciò in costante pericolo di dissanguamento.  La coagulazione del sangue è dovuta,  essenzialmente alla coagulazione di uno dei componenti proteici del plasma,  il fibrinogeno.   Questa proteina è normalmente allo stato disperso ma, quando il sangue viene a contatto con una superficie diversa dal rivestimento interno dei vasi,  essa si rapprende formando fibrille che si intrecciano in una rete ,  la “fibrina” ,  che racchiude nelle sue maglie il siero  (plasma privo di fibrinogeno)  e le cellule ematiche;  l’insieme forma il coagulo di sangue.   Continua…

 

29/01/2022

 

In un tempo successivo la rete di fibrina si contrae ed espelle dalle sue maglie il siero,  mentre vi rimangono ancora incorporati i globuli rossi ed i globuli bianchi.  Questa trasformazione del fibrinogeno dallo stato disperso allo stato di rete solida è dovuto ad una trasformazione chimica irreversibile;  infatti nella rete non troviamo più ò a proteina  fibrinogeno,  ma un’altra proteina,  a fibrina,  derivata dalla prima per parziale idrolisi.  Questa scissione proteica è opera di un enzima,  la trombina,  che si trova nel sangue nello stato inattivo,  come protrombrina,  e che,  in presenza di calcio,  viene attivata da una chinasi che si libera dalle piastrine.  Le piastrine non sono veri elementi cellulari,  come i globuli rossi e i globuli bianchi,  ma frammenti di cellule.  Esse sono molto fragili e a contatto con una superficie ruvida,  diversa dal rivestimento endoteliale vasale,  si disgregano,  liberando la chinasi e dando origine,  in tal modo,  al processo della coagulazione.  Nell’emofilia,  la protrombina si attira molto più lentamente che di norma, mancando nel plasma un altro fattore,  il fattore Vlll, cosicché il tempo di coagulazione è pericolosamente prolungato.

 

La funzione fondamentale del sangue è quella di assicurare le connessioni metaboliche tra i vari organi α,e tessuti dell’organismo,  conferendo così a quest’ultimo un aspetto unitario sotto il profilo biochimico.  Continua.

30/01/2022

 

Più precisamente,  il sangue svolge una funzione di trasporto delle sostanze nutritive e dei metaboliti,  tra questi comprendono  i gas respiratori:  ossigeno e anidride carbonica,  il cui trasporto costituisce la cosiddetta fase ematica della respirazione.  Attraverso il sangue vengono anche veicolati gli ormoni, le vitamine,  gli enzimi e alcune frazioni proteiche aventi,  nel medesimo tempo,  attività regolatrice e di difesa.  Nel plasma sono contenute numerose sostanze allo stato di soluzione;  fra queste figurano il cloruro di sodio,  che conferisce al sangue gran parte della sua pressione osmotica,  e il bicarbonato di sodio, che rappresenta una delle forme di trasporto ematico dell’anidride carbonica.  Una seconda importante funzione del bicarbonato è quella di mantenere entro i limiti fisiologici le variazioni del pH del sangue.  Analogo potere tampone hanno i fosfati,  nella duplice forma di fosfati monobasici e bibasici.  Le proteine sono contenute nel plasma in concentrazioni comprese tra 6,5  e 8%.  Con le tecniche più progredite di separazione (elettroforesi) si è  riusciti a distinguere fino a  30 frazioni proteiche plasmatiche.  La proteina a maggiore velocità di migrazione è l’albumina,  contenuta nel plasma nella percentuale di 4,5%.  Seguono le globuline, contenute nella percentuale di 2’5%,  distinguibili a loro volta in tre frazioni principali,  α,  β,  ϒ,  che a un esame elettroforetico approfondito possono venire ulteriormente classificate in varie frazioni α¹,  α²,  α³,  β¹,  β²,  ϒ¹,  ϒ².  Vi è infine il fibrinogeno,  frazione compresa tra le β e le ϒ globuline.  Ciascuna cellula dell’organismo può contribuire alla sintesi  delle proteine plasmatiche;  esistono strutture specificamente preposte a tale funzione,  in particolare il fegato e le cellule del sistema reticolo-endoteliale.  Continua.

 

31/01/2022

 

Le Globuline rappresentano gli anticorpi naturali e acquisiti dall’organismo,  svolgono un’importantissima funzione immunitaria,  vengono elaborate in gran parte dalle plasmacellule.  Va comunque sottolineato che le proteine plasmatiche rappresentano un sistema in equilibrio con la cosiddetta “frazione labile”  delle proteine tessutali potendo reversibilmente scambiarsi con queste.  Un’altra funzione delle proteine plasmatiche è quella di concorrere a determinare la pressione osmotica del plasma.  Ciò ha implicazioni importanti per quello che riguarda gli scambi idrici del plasma e liquido interstiziale. Nel determinare la pressione osmotica del sangue,  le albumine hanno più importanza delle globuline.  Pertanto,  là dove il contenuto totale di proteine plasmatiche risulti invariato, ma il rapporto albumine  globuline diminuito,  si avrà la diminuzione della pressione osmotica del plasma;  tale circostanza,  al pari della diminuzione generalizzata delle proteine plasmatiche,  è una delle cause determinanti l’edema tessutale,  cioè l’accumulo di liquidi nello spazio intercellulare.  Il processo di produzione della componente corpuscolata,  cioè delle cellule del sangue (emopoiesi),  si svolge,  durante i primi anni di vita,  nel midollo rosso delle diafisidelle ossa lunghe per lcalizzarsi poi,  in età adulta,  nel midollo delle ossa cortee piatte  (vertebre,  sterno,  bacino,  costole,  cranio,  ecc.);  l’insieme degli organi e dei tessuti in cui avviene la produzione degli elementi corpuscolati del sangue è detto sistema “emopoietico”.  Tutte le cellule del sangue  deriverebbero da un’unica cellula progenitrice indifferenziata,  l’emoblasto,  il quale darebbe vita ai vari elementi maturi attraverso diversi stadi di sviluppo e di differenziazione.  Tuttavia,  si sa che la percentuale di monociti e linfociti derivanti dal midollo osseo è assai modesta dato che l’origine specifica di queste cellule è a livello dei tessuti linfatici,  quali i linfonodi e la milza.   L’ultima parte sarà nel prossimo capitolo:  Risposte ai lettori quarantadue centoundicesima parte.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTINOVESIMA PARTE

25/01/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Questa volta voglio incominciare l’articolo con un dolce,  il dolce che ho fatto per Federica e Alessandro.  Si tratta di una torta alle albicocche,  pasta di mandorle e cioccolato,  l’ho assaggiata e avevano ragione loro:  era buonissima!  Questa ricetta l’ho inventata  proprio il giorno stesso in cui l’ho eseguita;  avevo fiducia,  per il fatto che questi ingredienti sani non avrebbero fallito,  ma sinceramente avrei voluto che avesse un aspetto perfetto!  La rifarò quando ci saranno le albicocche fresche,  allora troverò la perfezione anche nell’ aspetto.

TORTA MODERNA ALLE

ALBICOCCHE

Ingredienti:  le mie albicocche surgelate,  pasta di mandorle fatta in casa,   zucchero semolato e zucchero a velo con vaniglia,  30 g di cacao amaro,  100 g di cioccolato bianco,  150 g di biscotti secchi,  50 g di burro fresco,  3 etti di ricotta vaccina,  la buccia grattugiata di un limone,  e di un’arancia,  succo di albicocche,  200 g di cioccolato fondente al  70%,  estratto di vaniglia,  savoiardi,  liquore al caffè,  tuorli .

Esecuzione:  Una base di cheese cake,  con biscotti macinati,  cioccolato bianco sciolto a bagnomaria,  e un po’ di burro. Poi ho fatto uno strato di cioccolato fondente alla vaniglia,  uno strato di pasta di mandorle,  poi ricotta e zabaione,  fatto con tuorli,  zucchero e liquore al caffè,  uno strato di savoiardi imbevuti nel succo della composta di albicocche e cacao,  infine uno strato leggero di cioccolato fondente e le albicocche in composta con zucchero a velo.

Federica  Io  voglio solo dirti che era una cosa meravigliosa ma è dire poco!  Tu dovresti  apprezzarti di più!  Noi lo pensiamo da sempre!

Elena  Grazie!

26/01/2022

Elena  Questa ricetta sembrerà grassa a molti, in realtà non è così perché si tratta della coda di manzo,  con carne magra e cartilagine;  ha pochissimo grasso.  È una specie di brasato ma senza le fettine di carne;  molto gustoso questo piatto, e anche leggero, leggete gli ingredienti.

CODA DI MANZO BRASATA

Ingredienti:  coda di manzo q.b.,  due cipolle,  olio extra vergine d’oliva,  salsa di pomodoro fatta in casa,  chiodo di garofano,  pepe,  peperoncino,  un bicchiere di vino  secco,  sale q.b.,  brodo,  ginepro, cerfoglio,  salvia.

Esecuzione:  Laviamo bene i pezzi di coda e la metteremo a marinare in acqua acidula con aceto.  Poi al momento di cucinarla l’asciugheremo,  e la rosoliamo in una casseruola senza alcun grasso.  Sfumiamo con tre cucchiai di vino,  aggiungiamo le cipolle tritate, mescoliamo bene e sfumiamo con il rimanente vino.  Incorporiamo tutti gli altri sapori,  infine il brodo e lasciamo cuocere a calore basso,  fino alla cottura (ogni tanto diamo un’occhiata,  io l’ho cotta lentamente sulle braci del camino), poi spegneremo oppure togliamo l’intingolo dal calore,  aggiungiamo un poco di olio e la consumeremo con la focaccia di mais alle braci oppure abbrustolita nell’altra maniera.  Gustosissima!

Federica  Ricordi quando l’hai fatta la prima volta?  Ero lì,  ti chiesi cosa fosse quel profumo che si sentiva in cucina,  tu mi dicesti che era un intingolo con la coda di manzo;  Io ti dissi che per la prima volta non avrei mangiato lì, invece era una cosa deliziosissima!  Da allora mia madre la cucina spesso.

27/01/2022

Elena  Ed ora una ricetta a base di pesce e legumi.  Molto buona e richiesta.

PESCE E LEGUMI

Ingredienti:  fagioli borlotti,  salsa di pomodoro fatta in casa,  erbe aromatiche (alloro,  origano,  rosmarino,   prezzemolo ) e pepe in grani;  cipolle tropea,  vino bianco ,  brodo,  olio extra vergine d’oliva,  sale q.b.  Pesce: trancetti di spigola,  merluzzetto,  e sarde,  farina tipo “0” per l’infarinatura,  e succo di agrumi per la marinatura,  sale,  peperoncino.

Esecuzione:  per lo stufato di fagioli:  tritare le tropea,  soffriggerle in poco olio,  aggiungere la salsa di pomodoro, le erbe,  i borlotti precotti,  sfumare con il vino,  aggiungere il brodo per finire la cottura, gli aromi e lasciare cuocere lentamente.  Togliamo il pesce dalla marinatura,  lo infariniamo,  e lo caliamo nell’olio bollente a temperatura ottimale,  una volta cotto e dorato lo metteremo sulla carta assorbente,  poi lo serviremo con lo stufato di fagioli.

Federica  Che buono anche questo piatto!

28/01/2022

Elena  Un bel piatto di pasta non ce lo leva nessuno!  Tra l’altro ho inventato una ricetta squisita,  sempre con la salsa di pomodoro,  ma siccome  a me che piace molto il sedano,  ho dato un sapore nuovo in più:  un’emulsione di sedano e olio da mettere sopra la salsa,  prova,  è davvero buonissima!

PENNETTE  AL SUGO DI

POMODORO

  SEDANO E CACIO

Ingredienti:  pennette q.b.,  salsa di pomodoro fatta in casa,  uno scalogno e uno spicchio di aglio,  bacche di ginepro,  pepe in grani,  vino bianco o prosecco,  sale,  peperoncino, mezzo bicchiere di succo di sedano,  parmigiano,  pecorino grattugiati,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  facciamo il sugo soffriggendo lo scalogno e l’aglio tagliati sottili,  versiamo la salsa di pomodoro,  sfumiamo con il vino,  poi aggiungeremo le bacche di ginepro,  il pepe in grani,  il peperoncino;  lasciamo sobbollire per 10 minuti.  Terminato il tempo verseremo nel sugo mezzo bicchiere di succo di sedano,  mescoliamo bene,  infine aggiungiamo l’olio a crudo,  e una spolverata su ogni piatto dei due formaggi.

Federica   Che bontà!

29/01/2022

Elena  È già tempo di carnevale,  oggi,  ho rinnovato i miei dolci per questo avvenimento:  ho rifatto le chiacchiere,  o lattughe,  perché  molte signore  e DICO MOLTE ma non solo,  mi hanno chiesto se rinnovo la ricetta,  in loro onore le ho rifatte con successo e sono sicura che riusciranno a farle uguali alle mie.

LATTUGHE  FRIABILI DI

CARNEVALE

Ingredienti:  400 g di farina tipo “00”, + quella di lavorazione;  tre uova,  tre cucchiai di olio di mais,  tre cucchiai rasi di zucchero,  un pizzico di sale, tre cucchiai di brandy,  vaniglia pura,  zucchero a velo meglio se vanigliato,  olio per friggere. (l’impasto deve risultare omogeneo e liscio,  abbastanza elastico per poterlo stendere sottile senza fatica;  carta assorbente.

Esecuzione:  facciamo la fontana con la farina,  mettiamo tutti gli ingredienti:  uova,  i tre cucchiai di olio,  i tre cucchiai di brandy infine i tre cucchiai scarsi di zucchero e la vaniglia.  Impastiamo il tutto,  formando un bel panetto liscio,  lo lasceremo riposare per 20 minuti coperto da un telo da cucina e poi lo tiriamo ben sottile e diamo forma alle lattughe:  le mie sono milleforme,  voi potete fare le forme che desiderate.  L’olio è a temperatura ideale e senza fermarsi mai le friggeremo poi verranno messe sulla carta assorbente infine spolveriamo di zucchero a velo.  Sono leggerissime!

Federica  Mia madre tutti gli anni le fa usando la tua ricetta;  un’altra così buona non l’abbiamo mai trovata!

Elena  Grazie anche a voi!

31/01/2022

Elena  Un’altra ricetta di carnevale fa brillare gli occhi ai golosi di dolci:  sono i bombolotti al forno,  eccoli!

BOMBOLOTTI  AL  FORNO

Ingredienti per la pasta: 400 g di farina,  100 g di burro,  un limone,  un bicchierino di latte,  170 g di zucchero,  150 g di noci tritate a coltello,  una bustina di lievito per dolci,  3 uova,  un bicchierino di nocino fatto in casa;  70 g di zucchero a velo  marmellata di tamarindo fatta in casa  canditi all’arancia.

Esecuzione:  prepariamo la farina dentro in una capiente zuppiera,  mettiamo le uova,  lo zucchero,  il burro sciolto a bagnomaria,  il nocino,  la buccia grattugiata del limone,  un po’ di succo di limone alternato ad un po’ di latte, le noci tritate finemente a coltello e il lievito;  impastiamo bene il tutto,  lo facciamo riposare solo 5 minuti,  poi incominciamo a fare i bombolotti:  stendendo un po’ di pasta allargandola sulla spianatoia con le mani,  poi li riempiremo con la farcia,  copriremo con la pasta usando lo stesso metodo:  non il mattarello ma le mani,  poi con un coppa pasta giriamo e diamo forma.  Inforniamo a 180° per 15 minuti,  controlliamo la cottura e la doratura;  li lasciamo intiepidire e cospargeremo lo zucchero a velo con vaniglia.

Federica  Una bontà superlativa!

01/02/2022

Elena   Come martedì  grasso, oggi si festeggia con la carne:  presento una fiorentina sottile alle braci,  in contorno di peperoni al forno ripieni di patate in pasticcio.  Un piatto davvero goloso.

CARNE ALLE BRACI CON PEPERONI

E PATATE PASTICCIATE

Ingredienti:  dal macellaio acquistiamo una fiorentina sottile e grande,  olio extra vergine d’oliva,  aceto di mele, sale,  pepe,  uno spicchio di aglio,  rosmarino.  Pe ril contorno:  peperoni,  patate,  porro,  origano,  parmigiano,  prezzemolo,  latte.  Per le cipolle in agrodolce:  tropea,  aceto,  zucchero,  sale, peperoncino,  olio,  brodo.

Esecuzione:  mettiamo a marinare la carne la sera prima del consumo;  con olio,  aceto,  sale,  aglio,  rosmarino,  pepe.  Al momento di consumare la carne toglierla dalla marinatura e metterla direttamente sulla griglia sopra le braci;  spennelliamola di tanto in tanto,  la giriamo e quando la carne avrà raggiunto la cottura preferita la toglieremo e la serviremo con i peperoni ripieni e le cipolle in agrodolce. Per i peperoni ripieni ho fatto soffriggere il porro,  con pochissimo olio,  ho aggiunto le patate tagliate a tocchetti,  le ho salate e pepate,  h aggiunto un po di brodo,  l’origano,  il prezzemolo tritato,  e alla fine le ho mantecate con il latte e parmigiano grattugiato.  Nel frattempo avevo messo  a cuocere i peperoni in forno,  li ho tolti e li ho riempiti di pasticcio di patate,  li ho infornati per 5 minuti a 180° e poi li ho serviti insieme alla carne con le cipolle in agrodolce.

Federica  Che spettacolo!  Hai finito l’articolo con un bel piatto;  semplice sì ma bisogna saperlo fare!

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTONOVESIMA PARTE

21/01/2022

 

 

 

 

LA TIROIDE :  è situata nella base del collo ,  sotto la laringe (pomo d’Adamo), è formata da due grossi lobi uniti dall’itsmo,  stretto ponte di tessuto tiroideo,  dalla parte mediana dal quale si può elevare un sottile lobo intermedio. Il suo peso è di circa 20-30 g.  Come ho già accennato,  la tiroide ha struttura follicolare e le pareti dei follicoli sono formate,  nell’adulto,  di un solo strato di cellule cubiche o appiattite a seconda della quantità di sostanza colloide che si trova dentro il follicolo.  La colloide,  così chiamata per la sua sostanza gelatinosa,  contiene la tiroxina,  ormone tiroideo ricco di iodio.  Il prodotto dell’attività secretoria delle cellule tiroidee che prima viene versato e depositato dentro il follicolo,  deve poi attraversare l’epitelio,  portandosi verso l’esterno per essere immesso nei capillari sinusoidi che come una rete avvolgono i follicoli.  Nelle cellule tiroidee sono stati riconosciuti diversi stati di attività,  corrispondenti a richieste funzionali varie.  La tiroide è uno degli organi più abbondantemente vascolarizzati.  Essa secerne due tipi di ormoni :  la tirocalcitonina,  polipeptide secreto dalle cellule follicolari che controlla la calcemia e le iodotironine,  amminoacidi prodotti dalle cellule dei  follicoli, i cui effetti sono rivolti essenzialmente al controllo del metabolismo.  Il nucleo delle iodotironine è costituito dalla forma levogira della tironina alla quale possono legarsi due atomi di iodio  (3,3 -diiodotironina)  ,  oppure (3,5,3) -(triiodotironina) o quattro(3,5,4,5- tetraiodotironina o tiroxina.  Solo le due ultime iodotironine (T, e T 4 ) sono attive dal punto di vista fisiologico e rappresentano i veri ormoni tiroidei.  Continua…

 

22/01/2022

 

Nel sangue la tiroxina si trova per lo più legata a proteine, nella concentrazione di mcg/100 ml. Solo la quota libera circolante,  pari a 0,o04 mcg/100 ml,  esercita l’azione fisiologica.  La T³ è più attiva della tiroxina,  rispetto alla quale è meno legata alle proteine plasmatiche.  Gli effetti fisiologici degli ormoni tiroidei sono rivolti essenzialmente al controllo del metabolismo.  Le iodotironine aumentano il consumo di ossigeno in tutti i tessuti metabolicamente attivi e aumentano la produzione di calore.  Tale effetto inizia dopo parecchie ore dalla somministrazione,  diventa massimo dopo cinque- sei giorni per poi scomparire lentamente.  Gli ormoni tiroidei aumentano la glicogenolisi, aumentano l’assorbimento del glucosio da parte dell’intestino e diminuiscono la produzione di insulina,  provocando di conseguenza iperglicemia,  con curva da carico di glucosio di tipo diabetico.  L’azione sul metabolismo lipidico consiste essenzialmente nella diminuzione della colesterolemia determinata dall’aumento dell’eliminazione biliare del colesterolo.  Piccole dosi di ormoni tiroidei,  in sinergismo con l’ormone somatotropo attivano l’anabolismo proteico;  per contro dosi elevate lo accelerano negativizzando il bilancio dell’azoto.  Nell’ipertiroidismoil bilancio azotato è positivo,  l’ eccesso di proteine tende ad accumularsi nei liquidi interstiziali provocando il mixedema.  La tiroxina esercita effetti stimolanti sul cuore:  aumenta la frequenza cardiaca e la gittata sistolica,  come l’eccitabilità del miocardio e la velocità di circolo.  L’ormone stimola inoltre l’accrescimento scheletrico,  la maturazione sessuale e lo sviluppo psichico.  la secrezione tiroidea è regolata dalla tireotropina dell’ipofisi.   L’ipofisectomia provoca atrofia e ipofunzione della tiroide, mentre la somministrazione di di estratti ipofisari esalta la captazione dello iodio e la secrezione ormonale.

 Elena  L.  Diciamo che così può bastare,  altrimenti ti annoierai, ma più stringato di così non te lo farei mai,  perché le cose si devono sapere perfettamente.

 

Le ghiandole paratiroidi:

sono 4 piccoli corpi di forma rotondeggiante,  situati sulla faccia posteriore della tiroide,  racchiusi dentro la capsula connettivale della tiroide.  La loro struttura è fatta a cordone,  a file di cellule compatte,  dentro una fitta trama di connettivo e di sinusoidi.   Sono due superiori o interne, e due inferiori o esterne posti sulla faccia posteriore dei lobi laterali tiroidei,  tra i rami dell’arteria tiroidea inferiore. Vi si distinguono cellule principali,  o cromofobe,  con citoplasma omogeneo e cellule cromofile (acidofile) ricche di granuli.  Alcuni individui possono ritrovarsi altre  ghiandole paratiroidee dette: “paratiroidi ectopiche situate in altre parti del colo o nel mediastino,  mentre ammassi di tessuto analogo a quello proprio delle paratiroidi possono trovarsi anche nello spessore di altri organi come ad esempio il timo.  La funzione delle paratiroidi è quella di secernere un ormone detto: “paratiroideo o paratormone” ,  che è il principale regolatore del livello ematico del calcio e interferisce quindi in molti processi biochimici generali dell’ organismo.  La disfunzione dell’attività paratiroidea può provocare tetania  (in caso di ipoparatiroidismo)  quindi atonia muscolare,  calcolosi renale,  alterazioni ossee,  ecc.

Perché è così importante il paratormone?   Perché il suo ruolo fisiologico è strettamente legato al metabolismo del calcio.  Continua…

24/01/2022

 

Questo ormone favorisce l’assorbimento del calcio introdotto con gli alimenti,  collaborando in questo con la vitamina D,  riduce l’ escrezione renale del calcio e aumenta la mobilizzazione a livello delle ossa.   Attraverso questi effetti il paratormone regola l’eccitabilità nervosa,  controlla i processi della coagulazione e i processi contrattili a livello della muscolatura scheletrica e cardiaca,  infine determina il tenore calcico della parte minerale delle ossa. In casi di deficienza di paratormone,  che di solito si verificano nel corso di processi tumorali a carico delle paratiroidi o in seguito all’esporazione chirurgica di queste ghiandole,  si instaura una grave ipocalcemia,  con convulsioni che potrebbero portare alla morte per paralisi dei muscoli respiratori. Nei bambini una carenza di paratormone,  se associata alla mancanza di calcio o di vitamina D,  può essere responsabile di uno stato di ipereccitabilità muscolare o spasmofilia,  in cui brusche contrazioni muscolari seguono all’applicazione di stimoli anche lievissimi sui nervi o sui muscoli.  Mentre l’eccesso di questo ormone è una condizione piuttosto rara,  ma viene in seguito a un tumore secernente delle paratiroidi.  Le caratteristiche dell’iperparatiroidismo  sono appunto l’ipercalcemia,  la decalcificazione di ampie zone delle ossa e la deposizione di sali di calcio nel rene e in altri tessuti.  Elena  L.

 

Isole pancreatiche del Langerhans

 

Tra gli acini ghiandolari del pancreas esocrino,  si trovano sparsi ammassi di cellule epiteliali in cui si riconosce una struttura a cordoni anastomizzati,  frammisti a capillari sinusoidi.  Le cellule possono essere distinte in due categorie:  cellule piccole,  con granuli acidofili che non vengono sciolti nei trattamenti con alcool,  usato per l’allestimento dei preparati istologici,  e cellule più grandi con granuli che vengono invece disciolti dall’alcool. Le prime dette cellule A,  producono il glucagone;  le seconde dette β o B (basofile) producono l’insulina.  Alcuni studiosi descrivono altri tipi di cellule  (γ o C e D)  che si trovano più o meno costantemente e la cui attività funzionale è incerta.  Riassumendo,  le isole del Langerhans sono dei piccoli ammassi globosi di cordoni cellulari separati da capillari sinusoidali,  presenti in grandi quantità nel pancreas.  Elena L.

 

LE CAPSULE SURRENALI

 

Sono due corpi ghiandolaridalle dimensioni di una grossa mandorla,  situati,  come indica il loro nome, uno su ciascun rene.  Sono formati da due parti,  la corticale e la midollare, di origine e significato diverso.

La corticale deriva dal mesoderma ed ha una struttura cordonale con file di cellule epiteliali disposte in varia maniera ,  che è facile riconoscere tre strati o zone:  zone glomerulare o esterna,  in cui i cordoni sono avvolti a vortice o a gomitolo.  Zona fascicolata o media,  con cordoni rettilinei e paralleli.  Zona reticolare o interna con cordoni anastomizzati a rete;  in tutti e tre gli strati,  ovviamente i sinusoidi sono interposti tra i cordoni e ne seguono l’andamento.

La midollare della surrenale si origina dall’ectoderma,  quando si differenzia il sistema nervoso;  anzi dalla stessa zona(creste gangliari) da cui deriva la midollare della surrenale derivano le cellule dei gangli simpatici,  simpatoblasti,  che si trovano anche frammiste alle cellule tipiche della midollare, con cui hanno compiuto un lungo percorso migratorio.  Le cellule proprie della midollare sono le cellule cromaffini, così chiamate perché si colorano in giallo-bruno con il bicromato di potassio;  tale colorazione è dovuta alla riduzione di questo sale ad opera di un precursore dell’adrenalina, che è l’ormone secreto appunto dalla midollare.  L’adrenalina è simile al mediatore chimico delle cellule simpatiche con le quali c’è affinità di origine embriologica e c’è anche uguaglianza di attività fisiologica  (per esempio vasocostrizione dei vasi periferici).

 

La corticale surrenale produce vari ormoni a struttura steroidea,  che influiscono sulle ghiandole sessuali maschili e femminili e sui caratteri sessuali secondari,  sul ricambio idrico-salino e sul metabolismo dei carboidrati,  dei lipidi e delle proteine,  sugli stati infiammatori  e allergici (cortisonici).  È interessante notare come,  sia nel maschio che nella femmina,  vengono secreti ormoni sessuali di tutti e due i tipi,  ma in rapporti diversi.  Continua.

Riassumendo:  le capsule surrenali,  sono le due ghiandole a secrezione interna che sormontano il polo superiore,  l’una del rene destro e l’altra del rene sinistro;  il colore l’abbiamo già detto, e sono avvolte in una fascia renale. Al taglio sono costituiti da due parti:  parte periferica costituita da due strati sovrapposti di cellule epiteliali;  parte centrale (midollare) costituita da cellule epiteliali poliforme riunite a cordoni intersecantisi a formare una rete.  Ogni strato ha una diversa fisionomia funzionale. La corteccia secerne due tipi di ormoni.  Al primo tipo appartengono quelli ad azione prevalentemente sessuale.  Al secondo tipo quelli influenzanti il ricambio degli idrati di carbonio.  Al terzo tipo quelli attivi sul ricambio idrosalino.  La parte midollare secerne l’adrenalina e la noradrenalina.  la patologia comprende essenzialmente affezioni di natura infiammatoria ed affezioni di natura blastomatosa.  Nell’uno e nell’altro caso si possono avere  sindromi di insufficienza funzionale delle ghiandole (morbo di Addison) o sindrome di iperfunzione surrenale Iperaldosteronismo  o sindrome di Conn,  sindrome di Cushing,  un’esaltata funzione della corticale).

   Elena  L.

 

 

 

 

TU E IL 2022-23 COSA VUOI SAPERE ?

17/01/2022

 

 

IL TUO 2022-23 FATTO

 

CON IL CUORE

 

 

 

Sono C. di Mantova,  ho 50 anni sono del Capricorno.  Come faccio a mantenere la positività se a questo mondo esistono persone così crudeli da non sopportare nemmeno loro stessi?  Se la prendono con chi non ha colpe come il mio cane;  solo perché di giorno qualche volta abbaia!  Come si può essere così spietati senza un motivo?  Dimmelo tu.  Grazie!

 

Io non lo so davvero,  se lo chiedono in molti,  da dove viene tanta cattiveria!  Sarà stato  il virus?  E prima del Covid-19,  da dove veniva tutta questa cattiveria?  Se almeno una volta nella vita queste persone si limitassero all’estrazione del comprendere,  forse saprebbero tradurre ciò che essi sono e perché sono diventati così! Questi applaudono la cattiveria,  l’ignoranza e deridono le virtù!  La distruzione dell’ambiente è volta a minimizzare una personale insicurezza,  appare come scopo segreto di un intero stile di vita.  C.  ti auguro un buon proseguimento di vita e cerca di stare alla larga se puoi da persone in delirio.  Ciao!

 

18/01/2022

 

Sono D.  ho sessant’anni e sono dell’Acquario.  Secondo te che cosa spinge un uomo così in basso da usare violenza su una donna?  Una mia parente,  poco tempo fa è stata picchiata a sangue dal marito,  e non si sa il perché!  Lei è una persona per bene,  molto più di lui,  e ancora non si sa spiegare il motivo di questa violenza.  Ora lei vive dai suoi parenti,  (suo fratello e la cognata),  e non ne vuole più sapere di lui;   i figli per fortuna sono sposati fuori casa,  e   sta ricominciando poco a poco a vivere.  E di quelle donne violentate occasionalmente,  cosa ne pensi?  Grazie!

 

 

Qualunque siano i motivi che spingono un uomo ad una violenza così grave, non si può giustificare in nessun modo.  Più una donna è sottomessa e più questi uomini senza scrupoli usano potere su di loro;  come fossero proprietà loro.  Qui l’intelligenza non esiste più,  ammesso che fosse mai esistita. L’irrazionale rifiuta il dominio della moderazione diciamo pure della ragione.  Queste donne devono aprire gli occhi, sparire completamente dalle loro vite per sempre!  Senza parlare poi dei violentatori carnali: dalle cronache giudiziarie,  emergono in media personaggi comuni,  spesso dai 16 ai 38 anni,  il più delle volte questi soggetti hanno mogli e fidanzate che frequentano regolarmente.  Comunque in quasi tutti i casi le donne presentano caratteristiche  culturali di gran lunga superiori a loro! Purtroppo di queste cose ce ne sono spesso,  in molti vorremmo che tutti i tipi di violenza fatta su altri esseri umani sparisse per sempre!  Elena  L.

 

24/01/2022

 

Ciao,  sono di Mantova,  ho quarantotto anni.  Da molto tempo volevo chiederti:   che cosa scatta in certe persone che vogliono comandare la vita degli altri?  Cercano di essere in mezzo alla gente,  in qualità di volontari in qualsiasi campo,  ( ho una grande ammirazione per i volontari veri)  ma quelli invece non dovrebbero essere lì!  Se dovessero trovare qualcuno di timido,  oppure sopra pensiero per i suoi problemi,  questi,  vengono trattati con cattiveria e ingiustizia!  Quando invece questo impegno si dovrebbe esercitare con educazione, e il sorriso sulle labbra.  Grazie!

 

 

C’è gente che con la sua autorevolezza si eleva sulla quotidianità come se avesse le ali:  con grazia,  naturalezza,  rispetta un’idea di forma tenendosi alla larga da frustrazioni e malumore,  io quelli li stimo molto!  Ma non tutti hanno quella serenità ed elasticità da premiare.  Persone  con grande voglia di comandare gli altri,  potrebbe essere che durante il percorso della  vita,  è sempre stato comandato,  sia sul lavoro che in casa,  e allora quando si trova in un posto di mezzo potere diciamo così,  diventa quello che sono stati gli altri con lui!  Oppure potrebbe essere che aderisca a personaggi poco raccomandabili,  e per timore o per altri motivi,  fanno i prepotenti,  questi sono insopportabili!   Purtroppo questi soggetti che esercitano potere sugli altri  sono ovunque!  Il fatto è che si comportano così perché credono che siano dei deboli,  per la loro compostezza ed educazione;  mentre i deboli veri sono loro!  Chi si associa è fatto della stessa pasta mafiosa!  L’unico comportamento da adottare quando s’incontrano questi teppisti,  è fare finta di niente:  come se non esistessero!  Solo se dovessero offendere o essere sgarbati nelle loro prestazioni,  allora sì che ci si deve difendere anche se in pubblico.  Ti auguro buona vita!  E buon anno!  Elena L.

 

27/01/2022

 

Ciao, sono Gisella,  nata 49 anni fa sotto il segno dell’Acquario.  Si dice che nella vita tutto viene a galla;  ci sono storie tristi che se anche noi siamo le vittime,  non vorremmo mai fare pagare ai figli gli errori dei loro padri,  a meno che non siano così poco intelligenti come quelli che conosco io!  Ci sono padri pedofili che per loro fortuna hanno portato il segreto nella tomba,  solo perché certi bambini non erano in grado di difendersi.  Anche perché quei bambini intelligenti già sapevano che sarebbe stata una battaglia persa fin dall’inizio:  chi poteva credere che gente dalla facciata impeccabile che frequentava chiesa e prelati, e nella loro quotidianità poi si trasformassero in mostri!  A chi avrebbero creduto?  Abbiamo preferito che i nostri genitori non si sporcassero le mani con quella gente.  Per questo abbiamo taciuto,  ma quello che più sconvolge è che il figlio di quella gente nonostante sappia che abbiamo perdonato nel senso che non abbiamo parlato,  quando parlano di noi,  lui ci degrada,  inventandosi cose che un minimo d’intelligenza fa capire agli altri la sua colpevolezza! Voglio dire lui sa chi erano quelli della sua famiglia!  Si tradisce da solo!  Aspetterò la tua risposta,  perché so che i tuoi consigli sono giusti.  Grazie!

 

A me infastidisce chi soffre tra le righe della vita e lo fa passare come un rap di un superficiale aneddoto!  Queste cose gravi andrebbero svelate subito!  Dopo tutti questi anni non so se faresti bene ad entrare in territorio di guerra!  A meno che lui non faccia il primo passo.  Toccare per primo questo tema che ti ha fatto personalmente soffrire molto,  denota scarsa intelligenza,  dal momento che viene da una famiglia di pedofili!  Questa sua lucidità fredda,  che gli fa mettere le mani avanti nei confronti di persone innocenti,  fa pensare a tutti che anche lui sia fatto della stessa  pasta dei suoi antenati!  Secondo me è meglio non farsi trasportare dal desiderio di vendetta,  a meno che lui non continui a dire cose false nei vostri riguardi.  Allora devi trovare una soluzione drastica;  non devi più perdonare l’incomprensione e la stupidità,  ma trovare una soluzione per te stessa per non sentirti calpestata un’altra volta!  Devi mettere fine a questa storia ingiusta e riscattarti per vivere felice.  Auguri di cuore!  Elena L.

 

04/02/2022

 

Sono L.  nata 45 anni fa sotto il segno dell’Ariete.  Da poco tempo mi sono trasferita in un appartamento di periferia, credevo di trovarmi bene come ho sempre fatto,  ma evidentemente non ho calcolato che le persone non sono sempre come sembrano.  Non rispettano le regole e sono molto rumorosi,  non so se sono sempre stati così ma è impossibile per me convivere nello stesso stabile.  Li ho fatti chiamare da un avvocato,  ma loro non si sono presentati;  il legale mi ha detto di trovare dei testimoni,  altrimenti non sa come andare avanti.  Una sera è rimasta a dormire una mia zia,  ma quella sera,  guarda caso non si sentiva nulla di nulla;  allora lo fanno apposta!  Non saprei come fare,  davvero, ho ingoiato tanti sonniferi che mi sento intontita,  ma non riesco a dormire per il rumore.  Gli altri ormai ci hanno fatto l’abitudine,  forse perché quelli incutono timore,  ma io so di avere ragione per il fatto che non hanno rispetto delle regole e di nessuno e vorrei andare avanti  senza paura,  loro non riusciranno a farmi andare via da qui!  Grazie!

 

 

Così,  dovrebbero essere le persone,  determinate a difendersi specialmente quando devono far valere i loro diritti.  La maleducazione è il cancro del mondo! Questa cosa denota scarsa sensibilità,  mancanza di attenzione non solo della forma ma anche   nei confronti di se stessi. È un comportamento che nasce tra le righe di una vita incerta e confusa,  mancano di introspezione,    mostrano il vuoto assoluto delle emozioni del coraggio e dello spirito di civiltà!  Comunque dovresti richiamarli ancora per l’ultimo avviso,  se non dovessero sentire,  allora procedi per il verso giusto.  Solo così,  tutto si potrà tradurre in realtà e la tua vita avrà una svolta,  un respiro salutare,  perché sperando che nascano eccellenti aperture di mente per potere comunicare con civiltà mi sembra un sogno lontano;  ma non si può mai sapere!  Tutti gli auguri di questo mondo!  Ciao!  Elena  L.

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTOTTESIMA PARTE

17/01/2022

 

 

IN CUCINA CON AMORE

 

E CON FEDERICA

 

Elena  Ecco i dolci che ho fatto per Alessandra e Giovanni (per il pranzo che avevano domenica). Ho ricevuto i complimenti anche perché l’ho fatta proprio come volevano loro.  Loro amano molto le fragole,  le mangerebbero sempre;  io presento anche i miei muffin che ho fatto tempo fa ,  troverete la ricetta nel mio blog in “Ricette di cucina articolo duecentocinquantaduesima parte”.

 

I MUFFIN DI CASA MIA

 

 

 

TORTA CREMOSA ALLE FRAGOLE

 

 

Ingredienti: 600 g di ricotta vaccina,  150 g di panna da montare,  zucchero q.b.,  estratto di vaniglia,  200 g di cioccolato fondente,  100 ml di latte,  20 savoiardi fatti in casa,  10 biscotti secchi,  5 tuorli,  vino moscato,  5 cucchiai di zucchero,  800 g di fragole,  un bicchierino di rum,  zucchero a velo.

 

Esecuzione:  Incominciamo con tagliare le fragole a piccoli pezzi,  metterle in una casseruola con due cucchiai di zucchero e portare ad ebollizione.  Lasciare raffreddare;  nel frattempo setacceremo la ricotta,  poi faremo lo zabaione sbattendo i tuorli a spuma con lo zucchero,   li mettiamo a bagnomaria  e mano a mano che incominceranno a scaldarsi aggiungeremo a filo il moscato.  Poi monteremo la panna,  e solo a montatura avvenuta aggiungeremo un po’ di zucchero a velo.  Adesso setacceremo anche le fragole,  risparmiandone un po’ per la decorazione.  Sul piano di lavoro prepariamo tutti gli ingredienti e incominciamo a comporre la torta.  Ora sciogliamo il cioccolato con un po’ di latte e rum,  sbricioliamo i biscotti e li amalgameremo in un po’ di cioccolato fuso;  formiamo il primo strato nelle due  tortiere,  aggiungiamo uno strato di savoiardi imbevuti nel frullato di fragole,  poi uno strato di ricotta e panna mescolate insieme al gusto vaniglia,  lo zabaione,  ancora uno strato di savoiardi sempre con le fragole,  e mano a mano sempre così fino ad esaurimento degli ingredienti.  Alla fine metteremo alcuni pezzi di fragole zuccherate e un giro di cioccolato fondente.  Ecco le torte.

 

Federica  Mi  Hanno detto che erano squisitissime e sono piaciute ai loro parenti.

 

Elena  Grazie Fede,  loro non amano la glassa a specchio,  niente paura,  io le ho fatte col cuore.

 

18/01/2022

 

Elena  Il piatto di oggi è gustoso e leggero:  sono cappelletti di magro:  il pesto è fatto con patate al rosmarino e pistacchi,  sbollentati e cotti al forno dentro i peperoni.

 

 

CAPPELLETTI DI MAGRO NEL

 

LETTO DI PEPERONI

 

 

Ingredienti:  peperoni grandi,  patate,  rosmarino,  pistacchi,  parmigiano,  peperoncino,  farina per pasta fresca,  uova,  olio extra vergine d’oliva,  mezzo porro;  besciamella leggera,  pecorino romano.

 

 

Esecuzione:  per prima cosa mettiamo le patate tagliate a dadini in forno con rosmarino e porro tagliato a fettine;  spennelliamo il tutto e facciamo cuocere a 160° fino a cottura ultimata.  Intanto prepariamo i peperoni tagliati a metà,  li spennelliamo con l’olio e una volta che le patate saranno pronte faremo cuocere in forno anche i peperoni a calore moderato.  Ora dobbiamo preparare i pistacchi:  li sgusciamo e li passiamo nel mixer ma non troppo, non dovranno andare in polvere.  Le patate sono  pronte,  uniamo i pistacchi e mescoliamo bene il tutto;  con la forchetta cerchiamo di schiacciare un po’ i dadini di patate e formiamo un impasto omogeneo.  Per finire il nostro pesto metteremo un po’ di parmigiano,  peperoncino e aggiustiamo di sale.  Adesso togliamo i peperoni dal forno,  e incominciamo a impastare la farina con le uova,  poi tracciamo i quadrati, metteremo il ripieno e li chiuderemo a cappelletti.  La besciamella leggera è pronta,  sbollentiamo i cappelletti nel brodo,  poi li scoleremo e li condiremo con la besciamella,  un giro di pepe,  pecorino grattugiato,  li metteremo dentro i peperoni e in forno per 10 minuti a 170° cent.

 

Federica  Buoni,  buoni buoni da matti!

 

19/01/2022

 

Elena   Oggi presento i fusi di pollo alla grappa di erbe che ho fatto io,  è diventato leggero e saporito;  piace a molti.

 

 

POLLO ALLA GRAPPA DI ERBE

 

 

 

Ingredienti:  fusi di pollo,  succo di melagrana,  grappa verde,  rosmarino,  aglio,  salvia,   genziana,  pepe,  brodo vegetale o di carne,  sale,  tabasco,  noce moscata.  Per il contorno:  melanzane,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  spezie miste.

 

 

Esecuzione:  Mettiamo i fusi di pollo a marinare nel succo di melagrana,  sale e pepe,  per una notte;  il giorno successivo lo  faremo dorare ad alta temperatura in una casseruola con il doppio fondo,  sfumiamo con la grappa,  lasciamo evaporare,  poi aggiungiamo le erbe,  le spezie,  e il brodo q.b. per la cottura.  Nel frattempo mettiamo le melanzane in forno a 140° cent. per 10 minuti,  già state sotto sale,  e passate con l’olio . Una volta cotta la carne,  torniamo a rosolarla nel suo sugo,  e impiattiamo i fusi in un letto di melanzane spolverate di parmigiano e di spezie miste.

 

Federica  Io amo tutti i tuoi sapori e i tuoi piatti!

 

20/01/2022

 

Elena  Ho ancora un’altra zuppa squisita:  la zuppa di sedano rapa e sedano verde. Un elisir di lunga vita,  sempre per chi piacciono le zuppe.

 

 

ZUPPA DI SEDANO RAPA

 

E SEDANO VERDE

 

 

Ingredienti per 4 persone:  2 sedano rapa,  6 stecche di sedano verde,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe in grani,  brodo di carne,  due spicchi di aglio,  un porro,  due patate grandi,  una manciata di piselli, alloro,  mezzo bicchiere di vino bianco,  parmigiano grattugiato.

 

 

Esecuzione:  puliamo bene e laviamo le verdure, le tagliamo a tocchetti.  In una casseruola facciamo rosolare l’aglio e il porro in poco olio,  poi sfumiamo con il vino bianco,  aggiungiamo le verdure tagliate a pezzi,  il brodo,  l’alloro, il pepe in grani e portiamo ad ebollizione.  Cuocere a calore moderato le verdure,  poi passare tutto al mixer,  aggiungiamo anche un po’di noce moscata,  il parmigiano grattugiato e un giro di olio.  Servire fumante con focaccine fatte in casa al levito madre:  eccole nella foto in basso.

 

FOCACCINE AL LIEVITO MADRE

 

 

Federica  Solo a vederle mi mettono calore e appetito.

 

21/01/2022

 

Elena  Ale mi ha chiesto se è vero che la carne suina fa parte delle carni bianche,  io ho risposto di sì.  Ha meno calorie,  ed è buona.

 

 

BRACIOLE DI SUINO

 

 

 

Ingredienti:  braciole di maiale,  rosmarino,  sale,  pepe,  aglio,  aceto di vino bianco,  bicarbonato,  latte.  Per il contorno:  verza o cavolo cappuccio,  aceto,  sale,  noce moscata,  aglio,  olio extra vergine d’oliva,  pepe in grani,  peperoncino o tabasco,  parmigiano.

 

 

Esecuzione dei crauti: tagliamo il cavolo a piccoli pezzi,  lo mettiamo a marinare con:  aceto,  sale, noce moscata,  aglio,  pepe in grani,  mescoliamo bene.  Il giorno seguente aggiungeremo il brodo vegetale e lo porteremo a cottura a fuoco moderato.  Una volta cotti i crauti aggiungeremo una bella manciata di parmigiano e olio extra vergine d’oliva.  Abbiamo messo a marinare anche le braciole con latte e bicarbonato per una notte;  il giorno seguente le asciugheremo e le spennelleremo in un’emulsione di olio,  aceto,  e aromi,  poi le cuoceremo con il calore delle braci.  Questo trattamento dona alla carne morbidezza e sapore.

 

Federica  Messe così piacciono a tutti,  di sicuro.  L’importante è rendere la carne molto tenera.

 

Elena  Se la carne è buona e non dura come il  cartone,  questo trattamento aiuta a renderla sugosa.

 

22/01/2022

 

Elena  Ecco i miei ravioloni con il radicchio rosso e ricotta piccante,  sono saporitissimi.

 

 

RAVIOLI ALLA RICOTTA DI CAPRA

 

NOCI E RADICCHIO ROSSO

 

 

Ingredienti per il ripieno:  quattro etti di ricotta di capra,  10 noci,  un radicchio rosso 300 g,  noce moscata,  gorgonzola 70 g,  parmigiano 70 g,  sale q.b.,  uno scalogno.  Per la pasta:  due uova intere,  sale,  220 g di farina per pasta fresca o di semola.  Per il ragù:  salsa di pomodoro fatta in casa,  due scalogni,  vino bianco,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,  due foglie di alloro,  basilico fresco,  origano fresco.

 

Esecuzione:  incominciamo con il ripieno tagliando gli scalogni e il radicchio a strisce  sottili,  poi faremo soffriggere in pochissimo olio gli scalogni, sfumiamo col vino, lasciamo appassire un po’ e togliamo dal fuoco.  Amalgamiamo bene la ricotta con il gorgonzola e il parmigiano,  aggiungiamo le noci tagliate a coltello molto finemente,  infine il radicchio passato al tegame,  sale,  noce moscata.  Adesso facciamo il sugo soffriggendo un altro scalogno,  sfumando con il vino e incorporare la salsa di pomodoro,  le erbe e solo a cottura ultimata metteremo l’olio.  Intanto faremo la pasta e i ravioli,  poi li caleremo in acqua bollente o brodo vegetale,  li scoleremo e li mantecheremo nella padella del sugo aggiungendo il parmigiano grattugiato.  A questo punto auguro un buon pranzo.

 

Federica  Che buono tutto l’insieme!

 

24/01/2022

 

Elena  Un’altra ricetta buonissima e salutare di pesce è il rombo:  involtini di rombo alle melanzane,  buonissimi!

 

 

INVOLTINI DI ROMBO ALLE

 

MELANZANE

 

 

Ingredienti:  filetti di rombo,  una melanzana,  pecorino,  sale,  pepe,  olio extra vergine d’oliva,  pangrattato fine,  rosmarino,  salvia porro,  prezzemolo.  Per il contorno:  due finocchi,  besciamella leggera,  una bustina di zafferano,  sale,  pepe,  noce moscata,  latte, parmigiano grattugiato.

 

 

Esecuzione:  incominciamo con le melanzane:  le tagliamo a fette sottili,  le metteremo sotto sale per circa un’ora.  Adesso tritiamo le erbe,  e le mescoliamo al pangrattato,  saliamo il pesce, e lo spennelleremo in un’emulsione di olio e aceto.  Trascorso il tempo di posa delle melanzane,  le spennelleremo con l’olio e le cospargeremo di pecorino grattugiato, andranno in forno a 160° per 10 minuti.  Quando le melanzane saranno pronte faremo gli involtini passando i filetti di rombo nel trito di erbe e panco,  poi metteremo un fetta di melanzana in ognuno degli involtini e li fermeremo con uno stuzzichino oppure li possiamo legare con spago da cucina.  Mettiamo gli involtini sulla carta da forno in una teglia,  faremo un giro di olio, e inforniamo a 170° cent. per 15 minuti.  Nel frattempo abbiamo pulito e tagliato i finocchi,  li sbollentiamo per qualche minuto in acqua salata  e poi le metteremo in casseruola con un  po’ di latte,  basciamella leggera con dentro lo zafferano,  noce moscata,  e li facciamo cuocere per qualche minuto. A fuoco spento metteremo una bella spolverata di parmigiano.  Ed ecco il piatto.

 

Federica:  Meraviglioso!

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOOTTESIMA PARTE

11/01/2022

 

 

 

Io adoro i medici,  però anche se vorrei perdere peso non ho il tempo di seguire una dieta appropriata,  ho comprato delle riviste dove ho trovato mille idee ma non posso seguire diete così drastiche,  e poi quelle cose non mi piacciono.  Come potrei perdere peso senza andare dal medico?  Per ora non riesco a trovare il tempo.  Grazie B.

 

 

Io non mi sognerei mai di dare una dieta senza conoscere i tuoi esami e passare davanti al tuo medico sarebbe segno di maleducazione.  Posso solo dirti che se non hai patologie o disturbi seri potresti mangiare di tutto e di tutto un po’.  Se sei ingrassata per il troppo cibo,  togliendone un po’ potresti anche dimagrire;  se invece si tratta di una disfunzione allora devi proprio andare dal medico.  Elena L.

 

Che cosa significa diabete insipido?  Io non ci capisco niente.  Grazie.  B.

 

Il diabete insipido è il diabete renale,  è una forma ereditaria con carattere benigno e non evolutivo,  dovuta alla resistenza dei tubuli renali all’azione della vasopressina.  Ha la stessa sintomatologia del diabete insipido,  ma non è sensibile alla terapia con vasopressina:  sono efficaci alcuni diuretici,  i quali provocano la deplezione di piccole quantità di sodio con il risultato di aumentare il riassorbimento dell’acqua nel segmento prossimale del tubulo renale. IL DIABETE INSIPIDO è UNA SINDROME LEGATA A LESIONI DEL SISTEMA  DIENCEFALO-IPOFISARIO,  caratterizzata da una ridotta produzione di vasopressina ad ormone antidiuretico.  L’insieme delle cause sono da riferirsi generalmente a meningiti,  tubercolosi,  tumori encefalici e ipofisari,  ecc.

A causa del mancato riassorbimento dell’acqua del tratto  distale dei tubuli renali,  si ha l’emissione di forti quantità di urina altamente diluita,  con conseguente disidratazione e sete intensa fastidiosa perché quasi insaziabile.  Elena L.

 

14/01/2022

 

Da che cosa si differenziano le nevralgie dalle nevriti o neuriti? Patty

 

Le neuriti si differenziano dalle nevralgie in quanto i nervi presentano lesioni parenchimatose,  con interessamento del cilindrasse o dalla guaina mielinica,  oppure da lesioni interstiziali concernenti il connettivo intra- e perifascicolare.  Le mononevriti insorgono in seguito a un trauma del nervo interessato o ad un’infezione.  Si manifestano con paralisi flaccida e atrofia dei muscoli innervati dal nervo offeso, anestesia superficiale nei territori cutanei dipendenti da questo,  abolizione dei riflessi tendinei,  disturbi vasomotori,  secretori e trofici.  Le forme cliniche delle mononevriti dipendono dalla localizzazione e dalla natura della lesione e dall’interruzione completa e incompleta del tronco nervoso. La natura della lesione che ha compromesso l’integrità dell tronco nervoso,  ha influenza sulla sintomatologia.

La nevralgia è caratterizzata da dolori spontanei continui e parossistici,  nel territorio di un nervo,  che non trovano spiegazione in lesioni anatomiche evidenti delle fibre nervose.  La crisi dolorosa può essere scatenata da raffreddamento,  gravi anemie,  malattie infettive,  intossicazioni endogene,  ecc.  Si manifesta con indolenzimento continuo,  profondo,  interrotto con intermittenza da fitte improvvise parossistiche,  molto fastidiose,  a volte provocate dal movimento,  dal caldo dal freddo oppure spontaneamente.  Le sedi più frequenti delle nevralgie sono legate al decorso dei vari tronchi nervosi.  tra le nevralgie ricordiamo: la nevralgia del trigemino; la nevralgia occipitale;  la nevralgia bronchiale;  la nevralgia intercostale;  la nevralgia sciatica.  Elena L.

 

15/01/2022

 

Che cosa sono veramente i polipi?  È vero che possono essere anche di natura  maligna? Marco

 

Queste proliferazioni circoscritte della mucosa, sono escrescenze molli,  spesso anche in gruppi, di colore rosato spento, formate a peduncolo impiantate con una base più o meno larga appunto sulla mucosa.  Si sviluppano più di frequente sulle mucose intestinali,  nasali e uterine.  Possono insorgere a qualsiasi età:  quelli delle mucose nasali sono di un colorito rosa giallastro,  della grandezza di un chicco di granoturco,  ma possono raggiungere le dimensioni grandi come una noce.  Si distinguono in polipi adenomatosi e polipi angiomatosi o teleangectasici con una varia componente di vasi sanguigni dilatati.  Anche i polipi della mucosa uterina hanno frequente riscontro:  Sono dotati di una larga base di impianto e spesso riempiono la cavità uterina riproducendone la forma;  quelli cervicali sporgono spesso attraverso l’orificio uterino esterno.  I polipi della mucosa intestinale possono essere multipli e disseminati integrano il quadro della poliposi intestinale.  I polipi  isolati si riscontrano più di frequente nelle parti basse dell’intestino crasso,  polipi multipli sono invece situati a livello delle fessure coliche e del retto,  nelle sedi dove più intensamente agiscono quei sintomi irritativi cronici che sono alla base genetica di questa displasia.  Questi polipi presentano spesso lievi atipie citologiche e strutturali,  interpretabili come l’inizio di una trasformazione neoplasica.  Elena L.

 

18/01/2022

 

Io vorrei imparare bene l’anatomia delle ghiandole endocrine,  me le faresti come hai fatto con altri argomenti?  Grazie!  Marco di Patty.

 

 

Anatomia delle ghiandole endocrine

 

Gli ormoni di cui ho già parlato sono prodotti da cellule epiteliali secernenti riunite in strutture consistenti ed autonome,  come alcune grosse ghiandole quali la tiroide,  le surrenali,  l’ipofisi,  l’epifisi.  In altri casi,  tali cellule formano raggruppamenti più piccoli,  più o meno compressi dentro altre ghiandole:  come ad esempio le paratiroidi,  situate nella capsula connettivale della tiroide, e delle isole di Langherhans,  sparse nel tessuto pancreatico esocrino; in altri casi ancora le cellule secernenti sono frammiste ad altre cellule,  come le cellule interstiziali delle gonadi e gli elementi endocrini sul tubo digerente.  Nel caso in cui le cellule endocrine costituiscono accumuli consistenti,  l’organizzazione spaziale può essere follicolare,  cioè le cellule endocrine tappezzano cavità rotondeggianti piene di secreto,  come nel caso della tiroide e dei follicoli di Graaf dell’ovaio o ovario,  sono disposti in cordoni,  come file di cellule separate dai capillari, la cui disposizione determina l’ordinamento delle cellule:  cordoni a file di cellule parallele molto evidenti si osservano nella corticale delle surrenali.  In altri casi i capillari formano una rete a maglie piccole e quindi la disposizione delle cellule epiteliali non è chiaramente orientata.  Continua domani.

 

19/01/2022

 

Il fatto anatomico importante è l’intimo contatto esistente tra le cellule endocrine e la parete dei capillari,  le prime possono versare direttamente nei vasi il loro secreto.  I capillari sono qui di tipo sinusoide, cioè di calibro non uniforme ma con la possibilità di dilatarsi o di restringersi a seconda dello spazio tra le cellule epiteliali, in modo di aderire completamente ad esse,  e che inoltre il connettivo perivasale è ridotto a scarse fibrille reticolari intrecciate lassamente.  Ricordiamo ancora le ghiandole endocrine nell’umano,  sono le seguenti:  epifisi,  ipofisi,  tiroide,  paratiroidi,  isole di Langerhans del pancreas,  surrenali,  follicoli ovarici e corpo luteo femminile,  cellule interstiziali del testicolo maschile,  tessuto endocrino della mucosa dello stomaco e del duodeno.

 

Epifisi,   o ghiandola pineale,  è collegata per mezzo di un peduncolo al diencefalo; ha forma piccola di un pisello.  Vi si trovano cellule di nevroglia,  cellule nervose e cellule epiteliali;  queste sono distinguibili in vari gruppi in base alle caratteristiche dei granuli presenti nel citoplasma.  La funzione endocrina dell’epifisi negli umani regolerebbe l’attività delle cellule che producono pigmento e inoltre sembra agire da antagonista dell’attività gonadotropa dell’ipofisi.  Continua…

 

20/01/2022

 

Ipofisi,   o ghiandola pituitaria,  ha la forma arrotondata come un cece,  pesa circa 0,5 grammi ed è situata in un’infossatura della base del cranio (nella sella turcica).  Ha una struttura molto complessa, essendo formata da tre parti:  una parte anteriore o adenoipofisi,  una parte intermedia,  ambedue epiteliali e secernenti,  e una parte nervosa,  detta anche neuroipofisi,  collegata con l’infundibolo (ipotalamo) del diencefalo, e in rapporto con elementi  neuro-secretori di questa parte del sistema nervoso.  Questo rapporto anatomico è moto importante,  in quanto  l’adenoipofisi controlla per mezzo di un delicato sistema di azioni e controazioni,  che si realizza attraverso la via sanguigna,  il funzionamento di molti organi e soprattutto l’attività delle altre ghiandole endocrine;  a sua volta essa subisce l’influenza del sistema nervoso che la giunge per via nervosa attraverso βla connessione con l’ipotalamo e va a completare i cerchio di correlazioni interne.  La parte anteriore dell’ipofisi ha una struttura cordonale;  le cellule epiteliali sono caratterizzate dalla maggiore o minore affinità per i coloranti e per la reazione dei granuli in esse contenuti.  Si hanno cellule cromofobe e cellule cromofile,  queste ultime distinte in acidofile o cellule ∝,  e basofile,  o cellule β.   La parte intermedia è formata da cellule allungate e da cellule cubiche che circoscrivono cavità (piccoli follicoli).  Nella parte nervosa,  che ha origine embriologica diversa dalle precedenti,  si trovano vari tipi di cellule,  alcune fusiformi con prolungamenti sottili,  altre derivanti dall’epitelio ependimale che tappezza le cavità interne del sistema nervoso.  Queste ultime sono ricche di granulazioni.  Numerose fibre nervose provenienti dall’ipotalamo  caratterizzano inoltre questo lobo dell’ipofisi.  È ovvio che  tra gli elementi epiteliali di ciascuna porzione dell’ipofisi si trovi una ricca rete di sinusoidi in cui viene versato il secreto.  Continua.

Ecco gli ormoni secreti dall’ipofisi  parte anteriore:  ormone somatotropo,  (STH secondo la denominazione internazionale desunta dalla terminologia inglese),  ormone adenocortitropo  (ACTH);  ormone tireotropo (TTH) ;  ormone follicolostimolante  (FSH);  ormone stimolante la secrezione delle cellule interstiziali del testicolo (ICSH);  ormone luteinizzante (LH) e la prolattina.

 

Parte intermedia: intermedina,  ormone stimolante la melanogenesi (MSH).

 

Parte  posteriore:  vasopressina e oxitocina.  per quanto riguarda l’attività funzionale di questi ormoni le ho già ripartite nei capitoli precedenti.

 

Continua nell’articolo risposte ai lettori quarantadue centonovesima parte.  Elena L.

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTISETTESIMA PARTE

07/01/2021

 

 

IN CUCINA CON AMORE

 

E CON FEDERICA

 

 

Elena   Incominciamo l’anno nuovo con un piatto sostanzioso e leggero;  pesce azzurro e funghi insieme,  sono una fonte di salute.  Eccoli.

 

 

PESCE AZZURRO E FUNGHI

 

 

 

Ingredienti:  sarde,  alici fresche,  2 acciughe sotto sale,  aglio,  origano fresco,  dragoncello,  sale q.b.  pepe,  olio extra vergine d’oliva,  lime (succo e scorza)  aceto di mele.  Funghi champignons,  pioppini,  porcini,  porro,  sale,  peperoncino, vino bianco secco,  prezzemolo,  basilico.

 

 

Esecuzione:  puliamo e laviamo bene il pesce azzurro,  lo mettiamo a marinare nel succo di agrumi,  aceto di mele, per mezza giornata.  Poi  stendiamo i pesci aperti in una teglia da forno,   lo cospargiamo con l’olio,  le acciughe sciolte,  pepe, e un trito di erbe (aglio,  origano e dragoncello,  aggiustiamo di sale e pepe poi le inforniamo a 120° per 10 minuti.  Nel frattempo faremo i funghi trifolati,  soffriggendo il porro tagliato a rondelle in poco olio,  aggiungiamo  i funghi misti tagliati,  e sfumiamo con il vino,  poi mettiamo il peperoncino,  prezzemolo,  basilico  e lasciamo cuocere per cinque minuti.  Impiattiamo il pesce con i funghi,  aggiungendo il succo di lime,  pepe,  le scorze di lime e ancora un po’ di erbe fresche,  un giro di olio  e il piatto è pronto da portare in tavola.

 

Federica  Anche se si fa fatica dalla carne al pesce,  questo piatto non è da meno della carne o di altro.

 

Elena   Grazie,   però cara Fede tutto dipende dai gusti.

 

09/01/2022

 

Elena  Un altro piatto salutare e gustoso è questo:  salmone e carciofini in agro dolce;  un piatto svelto da fare ma molto buono.

 

SALMONE E CARCIOFINI

 

IN AGRODOLCE

 

Ingredienti:  salmone q. b,  agrumi:  succo di limone,  di lime,  e di arancia,  sale,  pepe,  prezzemolo,  aglio,  rosmarino,  spezie miste,  olio extra vergine d’oliva,  carciofini,  aceto di mele,  un cucchiaino di zucchero,  un cucchiaino di miele,  peperoncino, prezzemolo,  scalogno (poco), una noce di burro chiarificato, mezzo mestolo di brodo.

 

Esecuzione.  mettiamo il salmone a marinare nel succo di agrumi,  sale,  pepe,  rosmarino,  aglio e prezzemolo.  Poi lo metteremo a cuocere in forno,  spennellandolo con l’olio e un’altra manciata di erbe e un pizzico di spezie miste.  Nel frattempo faremo i carciofini tritando lo scalogno,  aglio e prezzemolo,  peperoncino,  lo zucchero,  il miele,  l’aceto e il brodo.  Facciamo cuocere a calore moderato e quando i carciofini saranno cotti al dente li mantechiamo con il burro chiarificato e li cospargeremo ancora di erbe tritate e poco olio.

 

Federica  Io direi a tutti:  buon appetito!  Che meraviglia le tue ricette!

 

Elena  Grazie!  A domani.

 

10/01/2021

 

Elena   Un bel risotto saporito e leggero ci vuole proprio,  questa ricetta del risotto è nuova,  ha un sapore intenso e gradevole;  si tratta di una cacciatora rivisitata.

 

 

RISOTTO NUOVO

 

 

 

Ingredienti:  riso per risotti,  carota,  sedano cipolla tropea, porro,  noce moscata o macis, vino bianco, sale,  tabasco, brodo vegetale,  due cucchiai di salsa di pomodoro fatta in casa,  qualche cappero, pecorino,  parmigiano,  mezza salsiccia grigliata e tritata,  olio extra vergine d’oliva.

 

Esecuzione:  Tostiamo il riso nella casseruola senza alcun grasso,  poi lo aggiungiamo al soffritto fatto con le verdure e le spezie elencate sopra:  cipolla,  porro,  carota,  sedano tabasco,  noce moscata pomodoro,  salsiccia macinata fine,  infine incorporiamo il brodo.  A fine cottura al dente mantechiamo il riso con crema di parmigiano e pecorino grattugiato.

 

Federica  Deve essere squisitissimo!  A volte basta poco per rendere i piatti gustosi e invitanti dall’aspetto sì,  ma anche dai profumi.

 

Elena  Grazie!

 

Federica  Vorrei farti una domanda di medicina,  ma non è la sede giusta vero?  Vorrei chiederti se è vero che il lievito di birra è un integratore di vitamine specialmente del gruppo B, è vero?  Grazie!

 

Elena  Sì,  è vero,  a volte lo prendo anch’io.

 

11/01/2022

 

Elena  Il piatto che presento oggi sono le crostatine salate: una pasta leggera e un ripieno gustoso e altrettanto leggero.  Eccole nella foto sotto.

 

 

CROSTATINE SALATE

 

 

Ingredienti:  impasto al lievito madre, per il ripieno:  stracchino,  capperi,  acciughe,  pomodori, origano;  insalata di finocchi in besciamella leggera,  parmigiano grattugiato,  qualche fettina di salame sottile,  finocchietto selvatico noce moscata,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe.

 

Esecuzione:  facciamo il solito impasto con il lievito madre per pane e per pizza e per crostate salate:  lievito madre,  una punta di zucchero,  farina tipo “0” olio extra vergine di oliva,  latte.  Lasciamo lievitare l’impasto per almeno 24 ore e poi formeremo delle palline che lasceremo lievitare ancora per 20 minuti.  Mettiamo l’impasto nelle formine,  e una parte sarà farcita con i primi ingredienti ,  mentre l’altra con la seconda parte.  Inforniamo per 12 minuti a 180° e le crostatine sono pronte da gustare.  Per la colazione sono ottime,  per la merenda,  e anche come antipasti nelle feste dove si consuma al buffet.

 

Federica  Sono belle da vedere,  ma sono sicura che saranno anche molto buone.

 

12/01/2022

 

E oggi continuo con le colazioni salate o le merende o antipasti,  possiamo usarli come meglio crediamo.  Questa è una torta salata sottilissima,  croccante  e morbida,  ma molto molto buona.

 

 

TORTA SALATA AGLI SPINACI

 

 

 

Ingredienti per la pasta:  250 g di farina ,  100 g di burro chiarificato,  un uovo intero,  mezza bustina di lievito istantaneo,  sale, latte q.b. per un impasto omogeneo che non attacchi alle dita.  Ingredienti per il ripieno:  500 g di spinaci lessati e strizzati,  mezzo bicchiere di latte,  100 di parmigiano o pecorino grattugiati,  un uovo,  sale,  pepe tre etti di ricotta,  una grossa cipolla,  sale.

 

Esecuzione:  incominciamo con la pasta,  in una zuppiera impastiamo tutti gli ingredienti,  poi stendiamo la pasta molto sottile e la mettiamo in una teglia imburrata.  Mescoliamo bene gli spinaci lessati e tritati,  aggiungiamo sale,  il latte e li faremo bollire per circa 10 minuti (fino a quando si saranno insaporiti ed assorbito tutto il latte.  Li lasciamo intiepidire e aggiungiamo la ricotta,  la cipolla tritata e passata in padella con poco olio e sfumata con il vino bianco;  aggiungiamo l’uovo sbattuto,  il formaggio e amalgamiamo bene  Ora stendiamo il tutto nella teglia abbassando i bordi della pasta e inforniamo a 170° cent. per 15 minuti circa.  La torta risulterà bassa,  sottile e morbida molto gradevole.

 

Federica  Io questa l’ho assaggiata e devo dirti che era squisitissima.

 

Elena  Grazie!

 

13/01/2022

 

Elena  Ho provato a fare la zuppa diceci in un alteo modo,  ed è venuta benissimo,  perché è piaciuta molto.  Eccola nella foto in basso.

 

 

ZUPPA DI CECI PEPATA

 

 

 

Ingredienti:  ceci,  una fettina di zucca, un porro,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe,  rosmarino,  alloro,  vino bianco,  una crosta di parmigiano,  brodo vegetale.

 

Esecuzione:  la sera prima di fare la zuppa laviamo i ceci, gettiamo l’acqua e li metteremo in ammollo in acqua pulita.  Il mattino seguente li cuoceremo al dente nella loro acqua;  in una casseruola a parte faremo soffriggere il porro tagliato a rondelle con due cucchiai di olio,  sfumiamo col vino,  aggiungeremo i ceci passati al mixer grossolanamente  anche una decina di ceci interi,  e la zucca tagliata a dadini,  pepe in grani,  alloro,  rosmarino. Incorporiamo un mestolo di brodo vegetale saporito dove abbiamo messo anche la crosta di parmigiano,  lasciamo cuocere per circa 20 minuti,  poi decoriamo con un giro di olio,  pepe macinato  e qualche filino di porro lasciato da parte.

 

Federica  Una bontà!  Domani la farò subito.

 

14/01/2022

 

Elena  Ancora una volta cuciniamo la faraona,  ma ovviamente in modo diverso,  con dei risultati meravigliosi.

 

FARAONA ALLA BIRRA E

 

 

ALL’ACETO BALSAMICO

 

 

Ingredienti: cosce e petto di faraona,  il resto lo useremo per il brodo. Per la marinatura: succo di lime e arancia,  sale,  alloro. Aceto balsamico,  birra,  rosmarino e salvia,  una foglia di alloro,  aglio,  tropea,  sale,  pepe in grani,  olio extra v. d’oliva,  brodo per ultimare la cottura. Per il contorno:  patate,  zucca al forno.

 

Esecuzione:  dopo aver tolto le cosce e il petto dalla faraona,  le metteremo a marinare per una notte con il succo di agrumi,  sale,  pepe, e alloro.  Il giorno seguente la togliamo dalla marinatura e la metteremo a sigillare in una casseruola dal doppio fondo senza alcun grasso.  Dopo di che sfumiamo con la birra e aggiungeremo gli aromi,  e mettiamo il coperchio;  se occorre aggiungeremo brodo.  A cottura quasi ultimata,  aggiungeremo mezzo bicchiere di aceto balsamico, e faremo cuocere ancora per 15 minuti fino a quando la carne sarà ben caramellata nel suo sugo.  Nel frattempo abbiamo messo le verdure in forno:  patatine e zucca,  le abbiamo spennellate con l’olio, spruzzate di birra,  e cotte per 15-20 minuti.

 

Federica  A ma queste le farò subito!

 

15/01/2022

 

Elena   Siamo arrivati all’ultima ricetta di questo articolo di cucina.  Con il freddo che c’è  un’altra zuppa golosa non può fare altro che bene.  Eccola!

 

ZUPPA GOLOSA

 

 

 Ingredienti:  tre patate grosse,  brodo vegetale,  sale,  peperoncino,  una manciata di funghi porcini, due cipolle dorate,  un finocchio intero,  alloro,  noce moscata,  rosmarino,  olio extra vergine d’oliva,  parmigiano grattugiato,  birra q.b..

 

 

Esecuzione:  Facciamo soffriggere in poco olio le cipolle,  sfumiamo con la birra,  aggiungiamo le patate e il finocchio,  il tutto tagliato a piccoli pezzi,  saliamo un po’,  e mettiamo l’alloro,  il peperoncino,  la noce moscata, il rosmarino e il brodo.  Lasciamo cuocere adagio con il coperchio, e a cottura al dente aggiungeremo i porcini tagliati a pezzetti non troppo piccoli;  ultimiamo la cuttura,  aggiustiamo di sale e peperoncino,   aggiungiamo anche una bella manciata di parmigiano e un giro di olio.  Buonissima!

 

Federica  Squisitissima!