PER I BAMBINI OTTO

28/07/2026

 

 

C’ERA UNA VOLTA UNA PRINCIPESSA

C’era una volta una principessa,  che  aveva chiuso il grembo,  così che non poteva avere bambini.  Ella andava tutte le mattine in giardino e pregava Dio di farle il dono di un bimbo.  Ed ecco che un gorno sentì una voce che le diceva:  “Rassicurati,  avrai un figlio che non dovrà mai desiderare invano:  qualunque cosa al mondo egli voglia, l’otterrà.  Ella andò dal re e gli diede la lieta notizia;  a suo tempo partorì un figlio e il re era felice.  Tutte le mattine col bimbo andava nel parco a lavarsi a una chiara sorgente.  Il bimbo ea già un po’ cresciuto quando un giorno,  tenendolo in grembo,  ella si addormentò.  Ed ecco,  soppraggiungere il vecchio cuoco;  egli sapeva che il bimbo non avrebbe mai desiderato invano e lo rapì;  prese un pollo,  lo fece a pezzi,  e spruzzò di sangue il grambiule della madre.  Poi portò il bambino in un luogo nascosto,  dove lo fece allattare da una balia,  corse dal re e accusò la regina di esserselo lasciato rapire dalle bestie feroci.  Il re vedendo il sangue sul grembiule lo credette e s’infuriò con la regina talmente tanto che fece costruire una torre senza nemmeno un lama di luce e non penetrava il sole,  e là la fece rinchiudere e murò la porta.  Elle doveva starci sette anni senza mangiare né bere,  e morirvi di fame.  Ma Dio le mandò due angeli dal cielo,  sotto forma di bianche colombe,  che due volte al giorno dovevano volare da lei portandole da mangiare e da bere,  fino allo scadere dei sette anni.  Arrivò un giorno che il cuoco pensò:  “Se si avvera qualche desiderio del bambino e io sono qui,  potrei essere rovinato  “.  Lasciò il castello e andò dal bambino,  che era già abbastanza grande e sapeva parlare,  e gli disse:” Desidera un bel castello con un bel giardino e tutto l’occorrente” . E come al bimbo uscirono di bocca queste parole,  ecco là tutto quello che aveva desiderato.  Dopo un certo tempo,  il cuoco gli disse:”  Non va bene che tu sia così solo,  desidera la compagnia di una bella fanciulla.  Il principino espresse il desiderio,  e la fanciulla fu subito davanti a lui.  Ora i due ragazzi giocavano insieme e si amavano teneramente,  e il vecchio cuoco andava a caccia come un signore.  Ma gli venne in mente che il principe poteva desiderare di stare con suo padre, e così metterlo in gravi guai;  allora uscì e chiamò la fanciulla e le disse:  stanotte quando il ragazzo dorme,  accostati al suo letto e piantagli il coltello nel cuore;  portami il suo cuore e la sua lingua,  e se non lo farai perderai la vita.  Poi se ne andò,  e il giorno dopo,  quando tornò,  ella non l’aveva fatto e gli disse : ” Perché devo uccidere un innocente che non ha ancora offeso nessuno?  Il cuoco disse di nuovo:” Se non lo farai ti costerà la vita”!  Quando egli se ne fu andato, la fanciulla si fece portare una cerbiatta,  la fece uccidere,  prese il cuore e la lingua,  li mise su un piatto e,  quando vide arrivare il vecchio,  disse al ragazzo:  ” Va’ a letto e tirati la coperta sul viso”.  Quel mostro entrò e disse:  “Dove sono il cuore e la lingua del ragazzo?  La fanciulla gli porse il piatto,  ma il principe gettò via la coperta e dicendo:  ” Vecchio scellerato,  perché volevi uccidermi?  Adesso pronuncerò la tua sentenza:  devi trasformarti in un cane barbone dal pelo nero,  con la catena al collo e mangiare carboni ardenti,  così che divampino le fiamme dalla tua gola”.  E appena dette queste parole,  il vecchio si trasformò in un cane dal pelo nero con una catena d’oro al collo,  e i cuochi dovettero portargli  dei carboni ardenti,  che egli divorò così che le fiamme divamparono dalla gola.  Il principe rimase là ancora per poco tempo,  e pensava a sua madre,  se mai fosse ancora viva.  Infine disse alla fanciulla:” Voglio tornare in patria se vieni con me,  penserò io a mantenerti per sempre.  Ma ella rispose:  Ah  é così lontano!  E poi che farei in un paese straniero disse dove sono sconosciuta? ”  Poiché lei non consentiva e non volevano separarsi,  egli desiderò che la fanciulla diventasse un bel fioree se lo mise in tasca.  S’incamminò,  e il cane barbone dovette seguirlo di corsa:  ed egli giunse in patria.  Andò subito alla torre,  dov’era la madre,  ma la torre era così alta che egli desiderò una scala che arrivasse fino in cima.  Poi salì,  guardò dentro e gridò: carissima madre,  dolce regina,  come state siete ancora viva?  Ella rispose:  ”  Sì,  ho appena mangiato e sono sazia;  lei credeva che fossero gli angeli.  Sono il vostro caro figlio!  Quello che le bestie feroci vi abrebbero rapito mentre vi stavo in grembo,  ma sono ancora vivo e presto vi salverò”.  Poi scese e andò da suo padre,  si fece annunciare come un cacciatore forestiero,  chiedendo di entrare al suo servizio.  Il re rispose di sì:  venite pure,  purché siate esperto e riusciate a procurarmi della selvaggina,  ma in tutta la contrada non c’era mai stata.  Il cacciatore promise di procurargli tanta selvaggina,  quanta ne poteva occorrere alla mensa reale.  Poi fece riunire tutti i cacciatori e ordinò che lo seguissero nel bosco.  Andarono e là egli ordinò che formassero un gran cerchio aperto da un’estremità;  poi vi entrò e si mise a desiderare.  Subito entrarono nel cerchio più di duecento animali selvatici,  e i cacciatori dovettero ucciderli.  Poi caricarono il tutto su sessanta carri e li prtarono al re;  e questi potè finalmente ornare la sua tavola di selvaggina,  dopo esserne stato privo per tanti anni.  Continua domani.  Ciao a tutti i bambini!

29/07/2026

Tutto contento,  il re stabilì che il giorno dopo l’intera corte pranzasse con lui e diede un gran banchetto.  Quando furono tutti riuniti,  disse al cacciatore:” Poiché sei così valente,  devi sederti accanto a me”.  Quello rispose:”  Sire,  vostra Maestà mi perdoni,  non sono che un principiante”.  Ma il re insistette a dire:” Devi sederti accanto a me!”.  Finché egli lo fece.  Mentre era là seduto pensò alla sua carissima madre, e desiderò che almeno uno dei primi cortigiani si mettesse a parlare di lei,  chiedendo come stesse nella torre,  se era viva o se morta di fame?  Ma il re rispose: ” Ha lasciato sbranare il mio caro figlio dalle bestie feroci: non me ne parlate.  Allora il cacciatore si alzò e disse:”  Mio nobile padre,  la regina è ancora viva e io sono suo figlio;  non mi hanno rapito le bestie feroci,  ma quello scellerato del vecchio cuoco,  che mi ha portato via dal suo grembo mentre ella dormiva,  e le ha spruzzato il grembiule con il sangue di un pollo.  Prese il cane dal collare d’oro e disse:  “Ecco lo scellerato e fece portare dei carboni ardenti,  che il cane dovette mangiare davanti a tutti,  così che le fiamme gli divampavano dalla gola.  Poi il giovane domandò al re se voleva vedere quell’uomo nel suo vero aspetto e desiderò che ridiventasse cuoco:  ed eccolo,  col grembiule bianco e il coltello in cintura.  Al vederlo il re s’infuriò e ingiunse di gettarlo nel carcere più fondo.  Poi il cacciatore proseguì:  “Padre mio,  volete vedere anche la fanciulla che mi ha educato con tanta tenerezza e poi doveva uccidermi,  ma non l’ha fatto,  benché fosse in gioco la sua stessa vita? Il re rispse:”Sì,  la vedrei volentieri.  Disse il figlio:  “Mio nobile padre,  ve la mostrerò sotto forma di un bel fiore”.  Tasse di tasca il fiore e lo mise sulla tavola regale,  bello,  come il re non ne aveva mai visti.  Il figlio disse:  ” Ora voglio mostrarvela nel suo vero aspetto,  e desiderò che ridiventasse una fanciulla;  ed eccola,  così profonda nello sguardo che si distingueva da tutte le altre:  per la sua classe,  il suo sorriso e la sua bontà.  Ma il re mandò alla torre due cameriere e due servi,  che andassero a prendere la regina e la conducessero alla tavola regale.  Ma la regina non mangiò nulla e disse: ”  Iddio clemente e misericordioso che mi ha serbato in vita nella torre ,  presto mi libererà”.  Visse ancora tre giorni poi morì come una santa.  E la seguirono fino alla sepoltura le due bianche colombe,  che le avevano porato il cibo nella torre erano angeli del cielo;  e si posarono sulla sua tomba.  Il vecchio re fece condannare il cuoco,  ma il dolore lo consumava e presto morì.  Il figlio sposò la fanciulla che si era portato in tasca sotto forma di fiore;  e se sono ancora vivi lo sa solo Iddio.  Fine.

11/08/2026

 

IL RAGAZZO GIRAMONDO

 

C’era una volta una povera donna,  che aveva un figlio; questo figlio aveva tanta voglia di girare il mondo e la madre gli disse: “Come farai? Noi non abbiamo denaro che tu possa portare con te”.  Disse il figlio:” Me la caverò.  Dirò sempre: ” molto,  non molto,  non molto”. Girò il mondo per qualche tempo e diceva sempre: ” Non molto,  non molto,  non molto.  Trovò un gruppo di pescatori e disse: ” Dio vi assista! Non molto,  non molto,  non molto!”.  Perché dici:”Non molto mascalzone?” E quando tirarono le reti non avevano preso molto pesce,  allora lo bastonarono e dissero:  Non hai mai visto come si fa a trebbiare? Cosa devo dire allora? Domandò il ragazzo.  Devi dire :”Piglia tanto!  Piglia tanto!”. Egli continua a girare per qualche tempo e dice:” Piglia tanto! Piglia tanto finché arriva a una forca mentre stanno impiccando un malfattore.  Allora dice:” Buon giorno ! Piglia tanto! Piglia tanto! Perché dici piglia tanto mascalzone? Ce ne vuole ancora di farabutti al mondo? Non basta questo? E gliele suonano di nuovo. Devi dire:” Dio conforti la pover’ anima!”.  Il ragazzo continua a girare per un pezzo e dice: “Dio conforti la pover’anima!”. Arriva a un fosso,  dove c’è uno scorticatore che ammazza un cavallo.  Il ragazzo dice:” Buon giorno! Dio conforti la pover’anima!”.  Cosa dici farabutto? E gli da in testa il mazzapicchio da lasciarlo intontito.  “Cosa devo dire allora?” Devi dire che tu possa finire in un fosso carogna!”.  Egli se ne va dicendo sempre :”Che tu possa finire in un fosso carogna! Vede passare una carrozza piena di gente e dice: ” Buon giorno! Che tu possa finire in un fosso carogna!”. Allora la carrozza finisce in un fosso e il cocchiere prende a frustate il ragazzo che deve tornare da sua madre.  E a quel punto gli passò la voglia di girare il mondo!

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La nonna poi mi chiese:  tu avresti smesso di coronare il tuo sogno di girare il mondo? Che cosa avresti fatto?

Io le risposi che avrei continuato a girare il mondo ma non avrei chiesto a nessuno che cosa dovevo dire,   avrei deciso da sola nelle diverse circostanze quello se dovevo parlare o stare zitta.

E lei mi rispose:  è quello che volevo sentirti dire.

14/08/2026

 Oggi cari bambini vi racconterò la storia della serpe.

 

C’era una volta una mamma che dava al suo bambino ogni giorno per merenda una scodella di latte e pane dolce,  e con quello  il bimbo andava a sedersi in cortile.  Ma quando si metteva a mangiare, da una fessura del muro della casa ,  sbucava fuori la testolina di una serpe,  che curiosava e  usciva per mangiare con lui.  Il bimbo era felice,  e quando erà là e la serpina non usciva,  lui la chiamava:  Vieni serpicina,  vieni cara,  la mia briciola c’è ancora e il mio latte ti ristora!  La serpe accorreva e mangiava con appetito.  Si mostrava riconoscente portando al bambino tante belle cose luccicanti:  diamanti,  perle,  nonnoli d’oro ecc. Ma la serpe beveva soltanto il latte e lasciava i pezzetti di pandolce.  Una volta il bimbo prese il suo cucchiaino e la picchiò dolcemente sulla testolina dicendole:”  Sù,  mangia anche il pane che poi starai bene! La madre dalla finestra vide il suo babino che picchiando la bestiolina con il cucchiaino credeva che lui avesse paura e lei di corsa prese un grosso legno e la uccise.  Da allora ci fu nel bambino un cambiamento:  finché la serpe mangiava con lui era diventato più robusto e felice, ma da quando la madre uccise quella serpicina che lui aveva incominciato a voler bene, il bambino incominciò a dimagrire e le sue guancette rosse divennero giorno dopo giorno spente e magre.  La civetta prese a gridare nella notte,  il pettirosso raccolse dei rametti e delle figlie per una corona funebre e il bimbo giacque ben presto nella bara.  Un’orfanella sedeva presso il muro di cinta e filava,  quando vide una serpe sbucare dalla fessura a piè del muro.  Stese subito accanto a sé il suo scialletto di seta azzurra;  piace tanto alle serpi e non vanno che su quello. Appena la serpe lo vide tornò indietro e scomparve,  portò una piccola coroncina d’oro,  la mise sullo scialle e se ne andò.  La  fanciulla prese la corona che luccicava ed era di sottile filigrana d’oro.  Poco dopo la serpe tornò per la seconda volta;  ma quando non vide più la corona,  strisciò fino al muro,  e per disperazione picchiò contro il muro la testina finche ebbe fiato,  e poi giacque morta.  Se la fanciulla non avesse toccato la corona,  la serpe avrebbe portato fuori dalla buca anche gli altri tesori.

DEDICATO AI BAMBINI

23/03/2012

Questa poesia la dedico a tutti quei bambini che non sono più tra di noi perché so che lassù c’è per loro il giardino con i fiori più belli!

“PRIMAVERA “

              

È così vivo il bosco in questi mesi!

Sembra che t’inviti alla sua festa.

Come un rifugio senza le pareti, il silenzio

fa risanar ogni ferita.

Il vento in un mattino dolce si alza all’improvviso

manda i suoi profumi.

Le siepi lasciano il pallore dell ‘inverno

rivestono i loro grami steli.

Le zone pianeggianti penetran di luce

all’improvviso riprendono i colori

Le fontane cantano; si specchiano in girotondo i cinguettii

fuggono tra spine e ortiche, alla mensa del buon Dio

negli angoli nascosti senza aver paura.

S’alzano in volo sullo sfondo blu, sugli arazzi delle nuvole

portano i pensieri verso l’infinito,

poi ritornano alla pergola fiorita, apron le ali a suon di banderuola

per dire: la nuova vita è qui

avvolge tutto ciò che il cuore sogna.

Elena  Lasagna. Da nella mente e nel cuore © 2009

LA STORIA DI GIUSEPPE

27/12/2021

VORREI INFORMARE I MIEI LETTORI PER UNA FACILE RICERCA DELLE ATTUALITÁ,  CHE DAL 2018  LE CATEGORIE CHE HO PORTATO AVANTI SONO:  RICETTE DI CUCINA;  LA NOSTRA SALUTE;  VARIE E RISPOSTE AI LETTORI;  DIALOGANDO CON VOI;  LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI E NATURALMENTE TUTTE LE ILLUSTRAZIONI:  LE FOTOGRAFIE SCATTATE DA ME E ALCUNE DAI MIEI AMICI.

25/10/2011

 In ogni libro che narra la storia vera di bambini c’è sempre un pizzico di magia. Chi era Giuseppe? Non era un bambino dell’ottocento e nemmeno dell’era del Medio Evo, ma era un bambino di un piccolo borgo del mio paese, la sua storia si consuma in” quegli anni”, sì, nei famosi anni di piombo. Anche questa storia è molto bella ma come l’altra dei ” Poteri dell’anima ” lascia l’amaro in bocca.

Avevo quindici anni quando mia madre decise di farmi questo regalo: parlò con il parroco del paese, allora Don Fausto, e mi regalarono un mese di soggiorno in una colonia montana che ospitava più di cento bambini. Non avevo raggiunto la maggiore età per assumere l’incarico di vigilatrice dei bimbi, ma fui inserita ugualmente come vice. Il parroco mi disse che tra di loro c’era un bambino speciale di nome Giuseppe, dall’apparenza ribelle, ma di una tenerezza inconfondibile e dalla mente adulta. Veniva da una famiglia disastrata: la madre malata di sovente ospite in sanatorio, il padre disoccupato e quasi sempre vagabondo; Giuseppe, viveva con la nonna molto anziana, e spesso  doveva occuparsi di lei nonostante i suoi sei anni. Giuseppe era un bambino ripudiato dalla scuola perché dicevano che era un fannullone, in realtà era molto più avanti dei suoi coetanei perché sapeva già scrivere da solo. Aveva un grande talento per costruire i suoi giocattoli, parlava di ogni cosa come se avesse già vissuto prima.

Quando l’incontrai per la prima volta fu nel salone del dormitorio, fra tanti visini vispi e sorridenti, incrociai il suo sguardo: fu come un lampo, il viso era triste ma i suoi occhi nel semi buio brillavano come fossero stelle, per la prima volta vidi il suo sorriso, come se volesse dirmi :<<  Grazie per essere qui! >>. Per lui non ero la dimessa vigilante o la figura autoritaria della maestra ma una ragazza che era lì per lui, per capirlo, forse per la mia giovane età o chissà, forse riportavo un po’ di casa sua, del suo paese. Giuseppe visse quel mese d’agosto come in una fiaba, un sogno che svanisce al risveglio. La fine di agosto quando finì il soggiorno in colonia Giuseppe mi chiese se ai primi di settembre sarei andata alla fiera del paese circostante, perché suo padre gli promise che l’avrebbe portato sulle giostre; così, voleva che lo vedessi mentre volava sulla giostra delle catene, forse voleva tenere il ricordo della montagna. Io gli dissi che sarei andata a prenderlo alla domenica per la messa, e lì  avrebbe incontrato i suoi amichetti, Lui annuì felice. Quella domenica non rividi Giuseppe, né lo rividi mai più, perché morì quella stessa notte. Il padre l’aveva portato sulle giostre subito dopo avere mangiato in una bettola della fiera, forse si sentì male e non lo disse, o forse fu trascurato da tutti, quella triste notte Giuseppe morì per dissenteria… o forse chissà…

Ancora oggi mi sto chiedendo : Chi era o chi è Giuseppe? Sono certa che lassù è genio, è bellezza, ed è la primavera quando tutto si riveste di fiori variopinti. Quando viene notte se alzi lo sguardo al cielo vedi i suoi occhi! E quando segui con lo sguardo il volo degli uccelli, man mano che scompaiono lassù vedi l’ombra dorata del suo sorriso.

Dal mio libro : ” La storia di Giuseppe”. Copyright 2011 tutti i diritti sono riservati.

Elena  Lasagna

A tutti quelli che sfasciano le storie degli altri senza chiederne il permesso, dovrebbero cambiare mestiere! Molte persone se non copiassero le idee degli altri sarebbero sulla via del tramonto da parecchio tempo! L’insensibilità non è una componente dell’intelligenza umana!

DEDICATO AI BAMBINI SECONDA PARTE

07/10/2011

Ciao sono Luana

Ho un figlio di sette anni di una vivacità sfrenata,

a scuola si comporta normalmente, ma quando

torna a casa non riesco più a gestirlo. Ho dovuto

lasciare il lavoro perché i miei genitori non ne

vogliono più sapere.

Carissima Luana, io non so fino a che punto il tuo bambino sia vivace, ma se riesce a controllarsi a scuola significa che la sua vivacità è sana.

Io credo che si senta solo e abbia bisogno della tua complicità e autorevolezza. Non dovresti picchiarlo per ogni sua marachella, ma creargli degli interessi, che vanno al di là di quelli scolastici: nel gioco per esempio; poi stuzzicargli il palato sì, ma con la giusta alimentazione. Dovresti lasciargli più libertà di fare, anche di sporcarsi tenendolo a bada senza aggressività. La libertà che gli lascerai a lungo andare finirà per calmarlo e tra di voi nascerà un sentimento di comprensione reciproca. Il tuo comportamento esemplare segnerà il suo modo di porsi ora e nel suo futuro.

Elena  Lasagna

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09/10/2011

Se tu fossi un bambino

cosa chiederesti

ad un artista?

Vorrei che i tuoi pensieri

dipingessero i miei sogni

Le tue note mi facessero sognare

E le tue parole mi arrivassero dritto al cuore

Elena  Lasagna

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11/1o/2011

Come e quando dovremo fare acquisire ai nostri figli un Io forte?

Filippo

Io credo che tutto debba cominciare nella nostra infanzia, attraverso il rapporto con i nostri genitori, e attraverso tutte le persone con cui siamo in contatto. Si impara durante l’infanzia: i bambini devono essere gratificati, ma allo stesso tempo è necessario imporre loro delle rinunce. E’ importante avere un certo allenamento alle frustrazioni: essere capaci di perdere; solo  così impareranno a gestire le piccole e grandi sconfitte per acquisire una certa maturità psicologica. Chi non ce l’ha rischia di ripetere sempre gli stessi errori.

E per chi non ha avuto la fortuna di avere

la famiglia?

Filippo

Ci sono persone che riescono a  riempire un vuoto affettivo infantile, grazie al partner o agli amici, e parenti. Per questo però occorre maturità.

Elena  Lasagna

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21/10/2011

Esistono bambini più intelligenti di altri?

Carmen

Io credo di sì. Per certi aspetti e in certe funzioni, il cervello umano può essere paragonato approssimativamente allo schema di funzionamento di base di un computer. Gli elementi di base per fare funzionare un computer sono gli” imput ” i dati di ingresso; i programmi corrispondono all’insieme di codici e regole che elaborano i dati inseriti; gli ” output” , ai risultati dell’elaborazione, i dati in uscita.

Negli individui ” imput”  sono costituiti da tutti i messaggi recepiti dai cinque sensi; i programmi sono le convinzioni radicate; gli” output” sono i comportamenti, il modo di reagire. Le convinzioni più radicate sono in genere quelle assimilate nell’infanzia: tutte le cose dette e ripetute dai genitori, assimilate senza giudizio; tutte le idee derivate dal conflitto su alcuni argomenti, con uno o entrambi i genitori; tutte le conclusioni tratte sulle esperienze fatte, tutto questo contribuisce a determinare l’autoimmagine, l’idea globale che ogni individuo ha di se stesso, sul piano fisico, su quello intellettuale e caratteriale.

L’intelligenza può essere” riproduttiva”, si tratta di soggetti che, proprio per le buone doti di apprendimento, non presentano abitualmente problemi scolastici ecc… L’intelligenza ” creativa “: l’intelletto del creativo è ben strutturato nel suo processo dinamico. La ricchezza e la fertilità portano il soggetto a esprimersi con genialità in tutti i settori, con una predilizione per quelli artistici. L’intelligenza del” riflessivo: ” chi ha questo tipo di intelligenza possiede ottime facoltà associative, deduttive e decisionali. Stabile, profondo, nelle osservazioni e sottopone il proprio pensiero  a continua verifica. L’ intelligenza ” istintiva ” , questo soggetto ha il pensiero concreto e lega questo tipo di persona al tangibile, al verificabile, e quindi,   al rifiuto di tutto ciò che obbliga alla sosta e all’introspezione. Si irrita facilmente di fronte a ogni costrizione sia mentale che operativa.

Come tutti i tratti psicofisici dell’essere umano, la ” volontà ” sembra essere il frutto di una sintesi tra tendenze innate e influenze ambientali. Nella sua forma completa la volontà presenta la capacità di immaginare un fine da raggiungere. E’ l’abilità nel predisporre i mezzi adeguati in rapporto al fine. E’ la forza determinativa che avvia il processo per il raggiungimento della meta. Spesso, una persona specie un bambino, non è in grado di elaborare tutti e tre questi elementi.

Ci sono bambini che presentano grandi ricchezze intellettive: ma non sono capiti né dai genitori né dagli insegnanti. Quindi il bambino si chiude in se stesso e viene preso per fannullone o addirittura andicappato; così  vengono maltrattati ed emarginati! In realtà questi bambini sono annoiati dalla routine di tutti i giorni perché sono esseri superiori. Il loro cervello  produce elettricità che ha voltaggi differenziati da assumere delle condizioni  bio-chimiche diverse che condizionano il modo di essere delle emozioni e dei pensieri da sconvolgere i cinque sensi, da convogliare le informazioni alle piste di registrazione, funzionando come un tutt’uno nelle aree specializzate.

In passato ho conosciuto uno di Loro… forse vi racconterò la sua storia.

La storia di Giuseppe A.

Elena  Lasagna

DEDICATO AI BAMBINI

14/07/2011

 

Siamo oltre il ventesimo secolo e ancora oggi si ripetono violenze abusi di ogni genere sui bambini. Un bambino abusato viene devastato nella psiche e nell’anima, compromettendo la sicurezza e la fiducia in se stesso e altri traumi. L’aspetto più tipico dell’infanzia consiste nello scoprire ogni aspetto del mondo e ogni nuova situazione vissuta. E’ ovvio che senza una congenita dose di fiducia in noi stessi, difficilmente sarebbe possibile  superare le esperienze dei primi anni della nostra vita. Tutto ciò che ci accade durante i primi anni della nostra vita viene registrato in alcune strutture cerebrali relative alla memoria. Un bambino è in grado di recepire le violenze più intensamente di un adulto, sono emozioni indefinibili. Moltissime esperienze che un bambino vive in quest’arco di tempo sono così difficili e dolorose che i suoi ricordi vengono sollecitamente rimossi, affinché non possano più rievocare quelle sensazioni emotive spiacevoli. Purtroppo situazioni di questo genere oggi si ripetono in un sempre maggior numero di casi,  ( anche da parte dei familiari stessi)  è il malessere tipico di una società pazza e sadica.

Elena Lasagna

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21/07/2011

Rispondo a Giusy con urgenza perché è minorenne.

Ho diciassette anni, non ho un ragazzo, ho un amico che ha una fissa per me. Per ora penso a diplomarmi, dedico tutto il mio tempo alla scuola e all’arte: mi piace dipingere. Non frequento le discoteche ma con le mie amiche del cuore passiamo qualche serata in casa ascoltando la nostra musica a tutto volume. Ieri ho visto il mio amico, sono preoccupata perché manifesta momenti di dolcezza splendidi alternati a insulti e minacce. Dice che se mi rifiuto di mettermi con lui passerà alle maniere forti; è geloso delle mie amiche, di come passo il mio tempo libero e perfino della scuola. Ha qualche anno più di me, frequenta discoteche fino al mattino in compagnia di altre due mie quasi coetanee e in un certo senso rivali. Questo è l’ultimo episodio: mi sono trovata contro il muro e picchiata. Io credo che abbia bisogno di una psicoterapia, di uno psichiatra. Non ho detto niente ai miei genitori perchè non voglio farli stare in pena ma scrivo sempre tutto sul mio diario, cosa dovrei fare per liberarmi di questa sua ossessione? Grazie! Giusy.

Carissima Giusy, questo ragazzo sa soltanto umiliare, a me sembra che questa vocazione allo “stalker” sia la base di tanta infelicità maschile, questa sua oscurità viene da un disagio familiare forse i suoi genitori non hanno saputo educarlo. La tua comprensione e la tua dolcezza non potranno che accentuare la sua violenza, a te non resta che ” tirare fuori la grinta “, non appartarti con lui per quanto possa implorare o minacciare e cerca di tenere a bada il tuo inconsapevole masochismo. Potresti parlare di” stalker” al tuo parroco come un segnale di richiesta di aiuto e quindi valorizzare l’atteggiamento che, almeno nell’immediato si concentra nell’affrontare insieme le difficoltà. Una volta risolte si potranno evitare le conseguenze, perché sappiamo tutti come vanno a finire queste cose se non fermate in tempo. In quanto a lui non facciamoci illusioni ma non è mai troppo tardi per dare alla propria vita una svolta positiva.

Elena  Lasagna

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10/08/2011

Non ti ho mai chiesto cosa ne pensi del delitto di Brembate, mi diresti la tua opinione?

Roberto di Mantova

Ho sempre pensato che l’assassino non fosse uno sconosciuto, e che qualcuno del paese sappia perfettamente come sono andate le cose. Yara era una ragazza invidiata, e in una società così lercia a rimetterci sono sempre le persone per bene. Questo delitto me ne ricorda un altro accaduto qualche anno fa.

Elena  Lasagna

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26/09/2011

Cosa ne pensi di tutti quei bambini scomparsi?

Roberto

Io penso che ad una madre non si debba mai togliere la speranza, ma io non credo che siano ancora in vita. E credo che là fuori ci siano degli assassini in libertà.

Elena  Lasagna

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26/09/2011

Chi sono i Pedofili? E

perché?

Mariachiara

Io credo che questi predatori di sesso siano delle belve umane, e una parte di questi abbiano qualcosa a che fare con il loro passato. Forse i loro impulsi nascono dal profondo, sono spesso il frutto di molestie e abusi subiti in tenera età e che non hanno mai avuto giustizia. Forse cresciuti in famiglie di precarietà completa o forse ex bambini di strada che hanno subito di tutto per sopravvivere. Altri invece potrebbero essere persone insospettabili: come parenti, amici di famiglia, vicini di casa ecc. che lo fanno per motivi diversi: di vendetta, per esercitare potere, per esprimere rabbia, o perversione totale. Adesso naturalmente la gente ha paura e diffida di tutto e di tutti, proprio perché il pedofilo potrebbe nascondersi ovunque approfittando dell’ingenuità del bambino e a volte della fiducia dei genitori. A queste persone io darei l’ergastolo perché non cambieranno mai: scontata la pena ripeterebbero gli stessi crimini, sfogando i loro istinti peggiori sapendo di sbagliare a maggior ragione umiliano, stuprano e uccidono. L’unica difesa è  di sorvegliare molto i nostri bambini.

Elena  Lasagna