LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTATREESIMA PARTE

26/02/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena   Iniziamo questo articolo con le mie  “sebadas” agli agrumi e crema di parmigiano,  una delizia per il palato.

SEBADAS AGLI AGRUMI

Ingredienti:  2 uova,  sale,  pepe,  50 g di burro,  un bicchierino di brandy,  semola fine.  Per il ripieno:  la buccia grattugiata di un’arancia,  di un limone e di un lime;  crema di parmigiano fatta con latte 300 g.  Per la salsa: miele e succo di un  limone.  Olio per la frittura e un albume.

Esecuzione:  Impastiamo le sebadas con la farina di semola macinata fine,  le uova,  il sale, il pepe,  infine il burro.  Lavoriamo la pasta per poco tempo e la lasciamo riposare un’ora coperta da un tovagliolo. Nel frattempo facciamo la crema di parmigiano con il formaggio grattugiato e latte,  fino ad ottenere una crema liscia, incorporiamo le scorze grattugiate degli agrumi,  amalgamiamo.  Poi sciogliamo il miele nel succo di limone odi arancia,  fino ad ottenere una salsa più o meno densa.  Adesso tiriamo la pasta sottile,  formiamo dei cerchi,  mettiamo il ripieno e chiudiamo bene,  prima però spennelliamo i bordi altrimenti  durante la frittura si apriranno.  Ora facciamo scaldare l’olio a temperatura ideale,  friggiamo le sebadas poi le metteremo sopra la carta assorbente e le irrigheremo di salsa al miele.

Federica  Che bontà!  A te vengono da dio,  perché non vieni qui che le facciamo insieme?  Ne faremo una cesta per tutti i clienti del ristorante.

28/02/2022

Elena  la ricetta di oggi è molto semplice che piace molto anche ai giovani:  si tratta della frittata profumata di parmigiano e verdure.

FRITTATA  PROFUMATA DI

PARMIGIANO E VERDURE

Ingredienti per tre persone:  4 uova,  5 cipollotti tropea,  500 g di spinaci,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva.  Per gli spinaci:  uno spicchio di aglio,  latte,  parmigiano grattugiato q.b.

Esecuzione:  lessiamo gli spinaci,  li mantechiamo con  latte ,  uno spicchio di aglio e parmigiano grattugiato.  tagliamo a piccole rondelle i cipollotti li facciamo soffriggere in poco olio,  poi sbattiamo le uova,  aggiungere  parmigiano e latte,  infine incorporiamo anche i cipollotti,  sale e pepe.  Mettiamo a cuocere la frittata in una padella larga e bassa,  la giriamo e mettiamo il coperchio;  quando sarà pronta la metteremo sopra il piano da lavoro e ritaglieremo delle striscioline che andremo a girare su loro stesse lasciando il centro vuoto da riempire con gli spinaci.  Mettiamo in forno per un minuto e poi la serviremo con insalata mista.

Federica   Profumata,  buona e leggera è un piatto perfetto.

Elena  Sì,  è buonissima!  Domani presenterò due piatti con polenta.  Una signora mi ha chiesto da dove viene esattamente il vino cotto ( mosto cotto),  da noi e in molte città,   e periferie delle regioni Emilia Romagna e Lombardia   si chiama vino cotto.  Ho domandato in giro in case di agricoltori ,  da professori che portano avanti la tradizione della lingua delle borgate e cioè il dialetto,   a gente che conosco,  ho avuto solo una risposta:  l’usanza di fare il vino cotto ha origini antiche che nascono proprio in queste due regioni Emilia Romagna e Lombardia;   anche la ” buffetta”,  la famosa torta con l’uva da vino,  anche lei è tipica di queste regioni,  il budino con l’uva,  come del resto molte altre ricette nascono qui.  Il salame dolce,  le frittelle al velo,   ecc.  Come se io dicessi che le sebadas le ho inventate io!  Ognuno di noi difende la propria terra!

01/03/2022

  Elena  E veniamo alla polenta,  la prima ricetta è una polenta fatta a dadi poi infarinata e fritta,  irrigata con il vino cotto contornata da zucca al forno.  Questo piatto si faceva tempo fa in quasi tutte le famiglia di agricoltori.  Un piatto tradizionale buonissimo e sano;  ottimo per la cena dei bambini.  Spesso quando si faceva il mosto cotto,  alla fine,  prima di toglierlo per l’imbottigliamento,  se ne lasciava ancora in fondo al paiolo e si mettevano alcune fette di zucca,  poi la lasciavano cuocere fino a diventare crema,  la chiamavano :  “il saor”,  si mangiava con la polenta, io con questa ricetta ho voluto ricordare  quei tempi.

POLENTA  VINO COTTO E

ZUCCA AL FORNO

Ingredienti:  farina per polenta e ovviamente serve l’acqua,  sale,  zucca,  olio extra vergine d’oliva,  olio per friggere, farina tipo “00”,  vino cotto,  alloro.

Esecuzione:  In due litri di acqua bollente facciamo sciogliere un cucchiaio scarso di sale,  e 600 g di farina.  Lasciamo cuocere dai 35 ai 40 minuti e poi si versa sopra un piano di legno,  (per tagliarla con il filo)  oppure dentro una pirofila.  una volta che la polenta si sarà rappresa e raffreddata,  taglieremo dei cubotti o dadi più o meno grandi,  li passeremo nella farina e li friggeremo in olio bollente.  Nel frattempo abbiamo cotto la zucca in forno,  prima è stata tagliata a fettine poi spennellata con l’olio e un pizzico di sale.  Adesso impiattiamo la polenta  messa prima sulla carta assorbente,  mettiamo intorno la zucca e vuotiamo una bottiglietta di vino cotto sopra tutto il piatto.  Buonissimo!

E adesso presentiamo ancora la polenta,   con i funghi trifolati e stracchino;  anche questo è un piatto antico che si faceva dalle mie parti.

POLENTA  FUNGHI E

STRACCHINO

Ingredienti:  polenta,  funghi misti, briciole di tartufo,  porri,  aglio,  prezzemolo,  sale,  pepe,  olio extra vergine d’oliva,  vino bianco,  alloro,  brodo;  stracchino.

Esecuzione:  per prima cosa facciamo la polenta nella solita maniera.  Nel frattempo puliamo i funghi,  facciamo soffriggere aglio,  porro, in poco olio,  poi caliamo i funghi,  le spezie,  infine il brodo;  li faremo cuocere per qualche minuto e poi li toglieremo dal calore.  Adesso tagliamo la polenta a fette larghe,  la mettiamo sulla piastra e non appena si sarà abbrustolita verseremo i funghi,  lo stracchino, e qualche briciola di tartufo.

Federica  Una ricetta strepitosa anche se semplice!

Elena  Devo dire che anche se non ci fosse il sapore del tartufo sarebbe buona ugualmente: c’è chi aggiunge anche il burro sulla polenta calda.

02/03/2022

Elena   Ecco un piatto di pasta fresca:   colorato  saporito e anche salutare,  sono i garganelli e le farfalle di pasta fresca verde.

PASTA FRESCA VERDE

GARGANELLI E FARFALLE

Ingredienti per 4 persone:  farina di semola di grano duro,  due uova, 250 g di spinaci spadellati con latte e parmigiano,  sale,  pepe,  peperoncino.  Per il condimento:  60 g di arrosto di prosciutto,  un peperone giallo,  vino bianco per sfumare,   alloro,  salvia,  80 g di ricotta,  un mezzo bicchiere di latte, uno scalogno e una tropea, olio extra vergine d’oliva,  parmigiano.

Esecuzione:  sulla spianatoia facciamo la fontana con la semola,  in mezzo metteremo le uova,  gli spinaci,  aggiustiamo di sale.  Formiamo un impasto elastico e sodo che non attacchi alle dita;  lasciamo riposare la pasta per trenta minuti sotto ad un telo.  Poi tiriamo la sfoglia,  e formiamo delle strisce larghe 6-8 cm,  metà la useremo per i garganelli,  l’altra metà per le farfalle.   Lasciamo essiccare la pasta per un’oretta,  nel frattempo facciamo il soffritto,  usando scalogno e tropea,  sfumiamo con il vino,  poi mettiamo il peperone tagliato a listarelle corte,  l’arrosto di prosciutto tagliato abbastanza fine,  il latte con la ricotta,  infine irrighiamo il tutto con olio extra vergine d’oliva.  Caliamo la pasta nell’acqua salata che bolle,  la scoliamo al dente e la mantechiamo nella casseruola del sugo,  aggiungendo pepe peperoncino e abbondante parmigiano.

Federica  E buon appetito!   Se l’appetito manca con questa pasta ti verrà davvero!

03/03/2022

Elena  Dal momento che i miei amici mi hanno chiesto le frittelle,  io le ho fotografate appena fatte,  quella che ho assaggiato era veramente squisita.  Un insieme di sapori agrumati,  e la dolcezza degli altri ingredienti hanno dato un risultato meraviglioso:  più squisito che bello!

FRITTELLE AGLI AGRUMI

Ingredienti:  un uovo intero e un tuorlo,  farina:  finezza “00”,  una bustina di lievito per dolci,  un limone,  un bergamotto grandi,  due arance,  un’ananas,  zucchero q.b.,  mezzo bicchiere di latte,  zucchero a  velo,   1 vaniglia,  due cucchiai di olio di mais o di girasole,  e olio per friggere.

Esecuzione:  Prima di fare le frittelle dobbiamo grattugiare le scorze degli agrumi,  poi spremere il succo;  lo stesso vale per l’ananas.  Poi prendiamo i succhi spremuti e li addenseremo con l’amido di mais come quando facciamo la crema pasticciera,  la portiamo ad ebollizione e la verseremo in un piccolo recipiente di ceramica o vetro.   In una  zuppiera sbattiamo le uova con lo zucchero e le scorze grattugiate,  aggiungiamo l’olio,  il latte,  e anche un po’ di succo di limoni e di bergamotto,  poi incominciamo con la farina,  un pizzico di sale,  ancora un po’ di latte  (due o tre cucchiai)  due o tre cucchiai di succo,  infine l’ultima farina e il lievito.  L’impasto deve risultare non troppo sodo ma nemmeno troppo liquido.  In una siringa o in un sacco per guarnire i dolci mettiamo della crema poi la infiliamo nelle frittelle, le più gonfie;  oppure si possono gustare anche spalmando la crema sopra.

Federica  Io so soltanto che hanno un sapore e una leggerezza che non sembrano nemmeno fritte.

Elena  Grazie!   Al prossimo articolo di cucina;  ti anticipo che inizieremo l’articolo con una torta,  una di quelle che piacciono al dottor Robert:  una torta rustica.  A domani.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOQUATTORDICESIMA PARTE

24/02/2022

Che cosa succede nell’organismo se ingeriamo troppo iodio? Marco di Patty

Ci intossichiamo,  questo può avvenire in seguito a cure iodiche troppo intense,  oppure in individui particolarmente sensibili allo iodio.  Vi è una forma leggera di questa intossicazione,  che costituisce una tipica iodosincrasia  e si manifesta con alterazioni infiammatorie delle vie respiratorie,  dei seni mascellari e frontali,  della congiuntivite,  della mucosa boccale e con fenomeni di irritazione e di ipersecrezione delle ghiandole salivari.  Questa forma compare già all’inizio del trattamento e scompare  con la sospensione delle cure di iodio.  A volte può diventare grave e diventa  una tossicosi del sistema nervoso centrale,  che causa turbe della sensibilità, della motilità e dello stato psichico.  Esso si accompagna spesso a manifestazioni cutanee diverse:  eritema,  acne,  edema palpebrale,  ecc.  Elena  L.

25/02/202

In giro ci sono molte definizioni di “iodio”  vanno tutte bene,  ma non ne ho trovata una che sia completa.  Vorrei la tua.  Grazie !  Marco di Patty

L’acqua di mare contiene una quantità di iodio dell’ordine di 0,02 mg/l. che viene ceduto alle alghe,  ai coralli,  ai pesci,  nei quali lo iodio si concentra fino a raggiungere percentuali molto elevate.  Relativamente ricche di iodio sono alcune acque minerali e le acque salmastre che accompagnano il petrolio nei giacimenti;  sotto forma di iodato lo iodio è anche presente nei giacimenti di nitrato di sodio  nei paesi dell’America Latina. Negli umani il fabbisogno giornaliero di iodio e di ca. 0,1 mg.  Esso viene in massima parte  immagazzinato e utilizzato dalla tiroide per la sintesi degli ormoni tiroidei.  Quindi la biochimica dello iodio è strettamente collegata con la fisiologia della tiroide.  l’importanza dello iodio nella funzione tiroidea è messa in luce dalla forte incidenza di stati ipofunzionanti della tiroide in regioni relativamente povere di iodio;  tali condizioni morbose scompaiono o vengono fortemente attenuate  in seguito a somministrazione giornaliera di piccole quantità di iodio.  Nelle zone dove esiste l’ipotiroidismo endemico,  si sono avuti ottimi risultati con la semplice misura profilattica di aggiungere piccole quantità di iodio al sale da cucina.  In medicina lo iodio è impiegato sia allo stato elementare sia sotto forma di ioduri e di iodati.  Per uso esterno viene usato in soluzione acquosa o alcolica addizionato con ioduro di potassio,  (tintura di iodio) come antisettico e antiparassitario;  per uso interno viene somministrato come ioduro  nell’ipotiroidismo, da carenza iodica ed in alcuni casi di ipertiroidismo,  alcuni suoi composti venivano usati nella terapia della lue terziaria, altri lo sono ancora come disinfettanti dell’intestino. Molecole complesse contenenti più atomi di iodio sono impiegate in radiologia come mezzo di contrasto;  come radioisotopo … viene usato sia a scopo diagnostico sia nel trattamento di ipertiroidismo e del carcinoma della tiroide.  Lo l ¹³¹ emette due tipi di radiazioni,  gamma e beta:  le beta hanno azione distruttiva sul carcinoma tiroideo,  la registrazione della gamma permette invece di valutare l’entità della iodocaptazione da parte della tiroide e di diagnosticare quindi forme di ipertiroidismo.  Elena  L.

28/02/2022

Esiste una barriera che protegga il cervello dalla circolazione del sangue con tutte le sostanze di carattere chimico,  biologico e del liquido cerebrospinale?  Marco di Patty

Si’,  certo,  è un meccanismo complesso fisiologico che regola il passaggio del sangue al liquido cerebrospinale di sostanze contenute nel flusso ematico,  utilizzando per la sua azione i plessi corioidei, le leptomeningi,  le pareti dei capillari cerebrali e midollari.  Nell’attività della barriera difensiva si possono schematicamente differenziare due funzioni:  una difensiva che consiste nel bloccare il passaggio dal sangue al tessuto nervoso di sostanze capaci di lederlo;  Una regolatrice che controlla la composizione costante del liquido cerebrospinale.   Le funzioni difensiva e regolatrice della barriera svolgono un ruolo fondamentale per il normale svolgimento dei processi flogistici  nel tessuto nervoso permettendo un elevato ritmo di sviluppo degli elementi nervosi garantendone la marcata sensibilità alle variazioni.  Un’altra caratteristica della barriera consiste nella sua permeabilità selettiva  non soltanto in relazione alle sostanze complesse contenute nel sangue,  ma anche verso quelle formatesi nell’organismo stesso.  Tale selettività risulta più spiccata per il passaggio dal sangue al liquido cerebrospinale e viceversa.  Un’altra cosa: le funzioni di questa barriera risultano più importanti in condizioni patologiche quando la sua permeabilità selettiva protegge il sistema nervoso centrale dalle sostanze tossiche che circolano nel sangue.  Elena  L.

01/03/2022

È  vero che la liquirizia contiene una sostanza che cura il morbo di Addison? Marco di Patty

Non è esattamente così,  intanto ti dico che cos’è veramente la malattia di Addison.  Il morbo di Addison è una sindrome provocata dall’insufficienza cronica e primaria della sostanza corticale delle ghiandole surrenali.  Questa malattia è grave,  ma non è così frequente,  ha un inizio subdolo ma andamento progressivo,  caratterizzata da astenia,  ipotensione arteriosa,  melanodermia,  perdita di sodio e ritenzione di potassio,  ipoglicemia,  e ipofunzione delle gonadi.  La causa principale di questo morbo è un’atrofia della corteccia surrenale di origine sconosciuta.  Si tratta di distruzione parziale delle stesse ghiandole,  per tumori,  granulomi tubercolari,  amiloidosi o necrosi infiammatoria.  Colpisce più frequentemente i maschi dai 20 ai 40 anni.   A parte il trattamento dell’eventuale malattia fondamentale,  deve essere sostitutiva,  per compensare la mancata produzione di ormoni corticoidi ,  somministrazione di preparati cortisonici,  con una dieta povera di potassio e ricca di sodio.  La liquirizia radice contiene un glocoside  costituito chimicamente da due molecole di acido glucoronico combinate con un terpene policiclico,  chiamato acido  glicirretinico.  È presente nella pianta sotto forma di sale d’ammonio, derivato idrosolubile,  dal sapore dolce con il caratteristico odore della radice della liquirizia.  Sotto forma di estratto ammoniacale, questa sostanza viene usata in farmacia come dolcificante e come correttore di sciroppi e soluzioni dal sapore sgradevole,  ed è dotata di proprietà antinfiammatorie, espettoranti, e altro ancora.  Esercita sul rene un’azione sodioritentiva, analoga a quella degli ormoni corticosurrenalici di tipo mineralcorticoide,   ed è per questo impiegata nella terapia del morbo di Addison.  Elena  L.

03/03/2022

In che cosa consiste il “Morbo di Werlhof?”  Grazie!  Marco Di Patty

Si tratta di un gruppo di malattie,  dette anche piastrinopatie,  sono caratterizzate da difetto numerico o qualitativo delle piastrine.  Le forme cliniche più importanti sono la porpora iodopatica  piastrinopedica e le trombopatie costituzionali.  La prima non è ereditaria pur avendo carattere costituzionale,  e colpisce le femmine dai 10 ai 40- 45 anni.  Si manifesta con emorragie spontanee improvvise, ecchimosi cutanee e mucose,  notevole diminuzione e alterazioni morfologiche delle piastrine;  il cui numero può scendere al di sotto di 60000 con emorragia prolungata.  Le seconde sono malattie ereditarie a carattere dominante,  con sintomatologia costituita da emorragie ricorrenti,  spontanee, o da microtraumi,  e da alterazioni morfologiche  (tipo Naegeli) o funzionali,  (tipo Jurgens) delle piastrine.  Elena  L.

04/03/2022

Che mi dici degli antibiotici derivati dell’acido 7-ammino cefalosporanico?  Grazie!  Marco di Patty

In questi antibiotici sono compresi un anello diidrotiazinico e uno beta lattamico.  Il composto base è unÈ derivato della cefalosporina C,  prodotto di fermentazione del cephalosporium.  Il nucleo originale è stato modificato con l’aggiunta di catene differenti in siti differenti,  venendosi così a creare tutta una serie di composti,  caratterizzati da una sempre maggiore resistenza agli enzimi batterici e da un allargamento sempre più spinto dello spettro antibatterico.   Esistono almeno tre generazioni di cefalosporine,  la prima rappresentata dalle molecole più antiche, la seconda da cefamandolo,  cefossitina, e cefuroxina e la terza  che è la piùnumerosa,  da cefotassime,  cefoperazione,  ceftazimine,  moxalactam  ecc.  Comnque sempre nuove molecole vengono emesse sul mercato in una ricerca non sempre dettata da reali necessità di miglioramento terapeutico.  Le cefalosporine hanno azione battericida,  come quella della penicillina,  cioè inibiscono la sintesi delle strutture che compongono la parete cellulare batterica, ed hanno il vantaggio di essere scarsamente tossiche.  Oltre alla resistenza delle betalattamasi batteriche, alcune delle molecole sintetizzate hanno avuto discreta azione antibatterica anche contro germi tradizionalmente resistenti. le cefalosporine hanno scarsa capacità di superare la barriera ematoliquorale e quindi non hanno indicazione nelle infezioni del sistema nervoso,  sono eliminate con  la bile e con le urine dove raggiungono concentrazioni utili per il loro impiego nelle infezioni dei rispettivi distretti. Rappresentano l’intibiotico di base  degli immunocompromessi, i quali esiste un deficit immunitario spontaneo o provocato che favorisce l’insorgenza delle infezioni batteriche più disparate.  Possono essere  vantaggiosamente associate con altri gruppi di antibiotici,  amminoglicosidi e macrolidi.  Elena  L.

07/03/2022

È vero che la malattia di nervi è caratterizzata dalla mancanza di calcio?  Grazie Marco di Patty

Questa malattia è caratterizzata da ipereccitabilità elettrica e meccanica dei nervi motori  periferici,  con tendenza a spasmi o a contratture muscolari diffuse  o localizzate.  L’eziopatogenesi sembra legata ad alterazioni del metabolismo del calcio  (il cui livello ematico risulta diminuito),  potenziato da malattie febbrili,  eccessiva esposizione al sole o iperdosaggio di vitamina D.  Può manifestarsi in forma latente,  senza una chiara sintomatologia evidente,  e in forma manifesta,  con spasmo accessionale dei muscoli costrittori delle glottide,  della muscolatura liscia bronchiale (broncotetania)  del cardias e del piloro,  ecc.  Elena  L.

I MIEI PROPOSITI

19/02/2022

 

I MIEI PROPOSITI

 

Se hai più voglia di dare che di ricevere la tua natura è grande ed eroica!   L’idealismo astratto non serve a niente!  Elena  L.

 

20/02/2022

 

 

Chi ha pensieri limpidi non guarda con sospetto,  ma spacca la montagna per far scorrere il fiume affinché nutra e disseti la pianura!  Elena  L.

 

21/02/2022

 

Persone leali,  che vanno con orgoglio a testa alta,  queste qualità sono di chi è in grado di vedere lontano!  Elena  L.

 

22/02/2022

 

Il cuore di chi ama emette suoni cristallini,  armonizza gli opposti   ma è lontano da ciò che lo opprime. Elena  L.

 

 

23/02/2022

 

La menzogna rompe il silenzio sempre,  e con inchino gentile tradisce l’inganno per conquistare il reale.  Elena  L.

 

24/02/2022

 

Esiste sempre un punto su cui si può far leva prima di precipitare negli abissi;  il giusto ispira attenzione e saggezza!  Elena  L.

 

 

25/02/2022

 

Si dice che in guerra e in amore  sia lecito tutto;  per me non è così e non lo sarà mai! L’insistenza di avanzare su terreni che non ti appartengono è alquanto priva di ebrezza,  non si costruiscono sogni sopra nevrosi e contesti incoerenti!  Elena  L.

 

26/02/2022

 

La comunicazione aperta e dialettica,  offre sicurezza e orientamento,  senza perdere la visione del giusto che serve per ritrovare la strada,  quella vera!  Elena  L.

 

28/02/2022

 

Se si eliminano i punti vuoti di riferimento,  le idee non scompariranno all’orizzonte, ma confineranno in un angolo della mente per cogliere il momento e sciogliere l’enigma.  Elena  L.

 

 

02/03/2022

 

La forza di volontà coglie l’orizzonte di un altrove sconosciuto,  assorbendo gli insegnamenti della mente e del cuore,  lungo sentieri concreti dell’onestà,  immersi nella libertà più profonda.  Elena  L.

 

03/03/2022

 

È dentro di sé che si deve trovare la magia dello star bene;  autorità e tirannia sugli altri sono armi che danneggiano soprattutto se stessi.  La sensibilità raggiunge sempre la verità!  Elena  L.

 

04/03/2022

 

Accantonando rancori e false reverenze,  si troveranno nuove forme che daranno la spinta per uscire da confusi punti di vista,  intricati da chi non ha saldezza di idee.  Elena  L.

 

 

07/03/2022

 

Si può celare tenerezza e gioia nell’essere austeri,  senza essere attratti dall’inutile e dal superficiale.  Elena  L.

 

 

10/03/2022

 

 

Questo momento segna un grande cambiamento;  trapassa l’anima!  Istanze intrecciate che in realtà non confondono,  ma dicono tutto ciò che si sapeva da tempo.  Equilibrio e ragione non alberga mai nelle persone di potere!  Elena L.

 

 

12/03/2022

 

 

La sincerità è luce pura,  è intelligenza,  anche se chi lo è non vuole ammetterlo,   ma di solito sa vedere oltre e raggiunge il punto più profondo della vita.  Elena  L.

 

 

15/03/2022

 

La vera mente creativa vola senza meta,  non si preoccupa di quella degli altri;  se questo avviene,  la creatività,  scivola in una vita non propria!  Elena L.

 

18/03/2022

 

Se punti al profondo e alla sostanza,  tutte le trappole per te preparate ti saranno rivelate dal vento;  la solidità non si lascia coinvolgere nel banale della scorrettezza!  Elena  L.

 

 

20/03/2022

 

I  contatti con la propria interiorità,  fanno nascere idee vincenti senza lasciare spazio alla negatività,  anche se è sempre in agguato ad oscurare con freddezza,  ciò che di più prezioso c’è in sintonia con l’anima.  Elena  L.

 

 

22/03/2022

 

 

Nella riflessione profonda,   a volte possono nascere complicazioni,  ma anche se lentamente,  è quella che si avvicina sempre alla verità!  Elena  L.

 

 

27/03/2022

 

 

Il super io è sempre responsabile delle ragioni andate in fumo;  solo quando la coscienza è vigile si può passare all’azione per conquistare forma e chiarezza.  Elena  L.

 

 

29/03/2022

 

 

Il troppo orgoglio porta più la ragione nel corpo che nella saggezza;  gestire eventi imprevedibili non bisogna essere morti dentro,  la buona volontà può gestire le due forze opposte.

 

01/04/2022

 

Bisognerebbe aspettare il momento opportuno per pronunciarsi: quando si ha la coscienza ben definita,  si potranno esporre cose mai eseguite prima,  sospese come un immenso punto di domanda.  Elena  L.

 

 

06/04/2022

 

Qualcuno mi ha chiesto come nasce la poesia,  io ho risposto che la poesia nasce da sé.  Ti dilata l’anima seguendo note inebrianti come gli effluvi dei giardini in fiore, per vivere l’istante più intenso rifiutando tattiche meschine; come il nascere di nuove vite.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTADUESIMA PARTE

18/02/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena   Che dire delle torte salate?  A noi piacciono sottili,  con poca pasta e un buon ripieno come questa torta di sfoglia sottile ripiena di finocchi,  porri, carciofini e prosciutto.  Buonissima da matti!  I miei amici la gustano a colazione,  ma può fare benissimo da secondo piatto e da merenda.

TORTA DI FINOCCHI

  CARCIOFINI E PROSCIUTTO

Ingredienti:  facciamo una pasta sfoglia fresca e sottile, oppure la si può trovare anche al supermercato.  Occorrono due finocchi,  una decina di carciofini,  un porro,  scalogno,  sale,  pepe,  noce moscata,  chiodo di garofano,  latte,  due cucchiai di farina, olio extra vergine d’oliva,  30 g di burro,  brodo, parmigiano e un etto di prosciutto cotto tagliato sottile.

Esecuzione:  facciamo il soffritto con il porro e scalogno tagliati sottili,  un po’ di olio,  poi si immergono i finocchi e i carciofini tagliati a  pezzetti né troppo grossi né troppo piccoli;  si aggiungono i chiodi di garofano,  la noce moscata,  il brodo e si lasciano cuocere per una cottura al dente.  Una volta cotta la verdura, la si cosparge di besciamella leggera,  si stende la sfoglia e si fodera la teglia;  copriamo la sfoglia con tuttala verdura in besciamella,  la cospargeremo di formaggio grattugiato,  (quello che preferite,  io preferisco il parmigiano),  un giro di olio e delle rosette di prosciutto cotto tagliato sottile.  Poi si copre la teglia con una carta da forno e si inforna la torta salata a 200° per 30 minuti.  Ed ecco il risultato:  buonissima!

Federica   fragrantissima e leggera! La tua sfoglia è magica!

Elena  Buona è buona però  è buona anche quella del supermercato,  a volte quando il tempo stringe la compro anch’io.

19/02/2022

Elena   Ieri sera in poco tempo ho improvvisato questi dolcetti,  sono stracolmi di crema perché a Patty ma soprattutto a Marco piace molto la crema pasticciera. Li ho chiamati “Gli sfacciatelli”  proprio perché sono stracolmi di crema.

GLI SFACCIATELLI

Ingredienti:  due uova,  zucchero semolato q.b.,  un cucchiaio di burro,  buccia grattugiata di bergamotto e arancia,  un pizzico di sale,  succo di bergamotto e di arancia mezzo bicchiere,  farina lievitata per torte,  latte.

Esecuzione:  sbattiamo i due tuorli con lo zucchero (non deve essere troppo dolce)  aggiungiamo il grattugiato di agrumi,  il sale, il succo,  il burro a temperatura ambiente,  latte, la farina;  si deve ottenere un impasto liscio non troppo sostenuto.  Si mette il tutto in un sacco per dolci e sulla carta da forno si formano dei cerchietti pieni, un po’ distanziati perché cresceranno di volume;  si inforna a180° per 15 minuti.  Nel frattempo facciamo la crema pasticciera,  usando tre tuorli,  un bicchierino di rum,  l’amido di mais lo zucchero,  e il latte.  Mescoliamo sempre fino a quando la crema non si sarà addensata e incomincerà con i primi bollori.  Versiamo la crema in una zuppiera,  sotto ad una ciotola di acqua e ghiaccio,  coprendo la superficie con carta da forno unta o bagnata.  Quando i dolcetti saranno pronti li riempiremo di crema a più non posso!

Federica  Che delizia!  I dolci alla crema pasticciera sono un  mito!

21/02/2022

Elena  A me gli spaghetti piacciono moltissimo,  li faccio in mille modi,  oggi li presento in versione vegetariana,  verdi ma con un condimento fresco e nuovo,  rossi con lamponi e taleggio,  buonissimi!

SPAGHETTI  NUOVI  3

Ingredienti per il condimento verde:  spaghetti,  brodo vegetale,  una cipolla bianca, tre lime,  erba cedrina,  dragoncello,  qualche ago di rosmarino, sale,  pepe,  pecorino e parmigiano,  burro, olio extra vergine d’oliva.  Per il condimento rosso:  brodo vegetale,  scalogno,  lamponi,  sale e peperoncino,  taleggio,  parmigiano grattugiato,  latte q.b.,  olio extra vergine d’oliva,  qualche foglia di mentuccia o mentuccia essiccata.

Esecuzione verde:  tagliamo a fettine sottili la cipolla bianca,  rosoliamo con olio e qualche cucchiaio di succo di lime.  Il giorno precedente mettiamo la scorza tagliata dei lime  tagliata  grossolanamente a bagno nel brodo vegetale o vino bianco.  Il giorno seguente toglieremo le scorze e abbiamo il liquido verde,  adesso facciamo la crema di taleggio con un po’ di latte, poi nel mixer mettiamo il dragoncello,  l’erba cedrina,  un po’ di olio, una piccola scorza,  e creiamo un’emulsione verde ben legata.   ora caliamo gli spaghetti nel brodo che bolle,  li scoliamo al dente e li mantechiamo con l’emulsione,  la crema di taleggio,  un po’ di burro,  una manciata di parmigiano e aggiustiamo di sale e pepe. Sono squisiti,  caldi e freschi. Ora veniamo al condimento rosso:  frulliamo i lamponi con olio,  sale e peperoncino dolce, scalogno, mentuccia,  pecorino.  Con questa salsa condiremo gli spaghetti cotti al dente nel brodo vegetale,  un giro di olio e una manciata di parmigiano fresco.

Federica  Sono buoni e sani,  ma non si stancherebbe mai di mangiarli.

22/02/2022

Elena  Il galletto arrosto fatto bene è un piatto leggero e salutare,  anche perché è abbastanza magro,  indicato per chi è a dieta ipocalorica.

GALLETTO ALL’ACETO

BALSAMICO,  TABASCO

ED ERBE

Ingredienti:  un galletto,  aceto balsamico, rosmarino,  aglio,  alloro,  sale,  pepe,  cerfoglio,  patate,  cicoria,  olio extra vergine d’oliva, pepe, tabasco,   parmigiano,  aceto di mele,  salvia,  birra.

Esecuzione:  dopo aver tolto quasi tutta la pelle al galletto,  lo taglieremo a pezzi e lo mettiamo in marinatura  per qualche ora in un’emulsione di olio,  aceto balsamico,  sale,  pepe,  alloro,  rosmarino,  cerfoglio.  Passato il tempo,  facciamo riscaldare una casseruola con il coperchio,  poi mettiamo la carne;  la togliamo dal calore e facciamo sprigionare i suoi liquidi e i grassi che sono rimasti.  Poi riscaldiamo la casseruola e  giriamo la carne sull’altro lato,  rosoliamo sempre col coperchio,  poi spruzziamo ancora con la marinatura,  le erbe,  il tabasco,  aggiungeremo un mestolo di brodo e a fine cottura faremo un altro giro di aceto.  Per il contorno abbiamo cotto a vapore la cicoria,  l’abbiamo strizzata,  condita con olio,  aceto,  sale e parmigiano;  abbiamo fatto le patate al forno con salvia,  rosmarino e birra,  a fine cottura abbiamo impiattato il galletto in un letto di cicoria contornato di patatine al forno.

Federica   Sarà anche un classico,  ma come hai detto tu sia pollo che gallo,  faraona e altro sono così versatili che si possono fare in mille modi diversi,  tutti buonissimi!

23/02/2022

Elena  Cara Fede oggi ti mostro gli spaghetti di cui va matto Marco di Patty,  mi ha detto di dirtelo.  Eccoli!

SPAGHETTI  AL RAGÚ DI

ACCIUGHE E FORMAGGI

Ingredienti:  spaghetti,  origano,  acciughe,  olio extra vergine d’oliva,  brodo vegetale,  pepe,  alloro,  pecorino,  parmigiano,  aglio,  scalogno,  basilico, vino bianco.

Esecuzione: facciamo rosolare l’aglio e lo scalogno in poco olio,  poi lasciamo sciogliere le acciughe e sfumiamo con il vino,  lasciamo evaporare e togliamo la casseruola dal fuoco.  Lasciamo intiepidire il tutto e aggiungeremo l’alloro, il pepe,  il basilico,  l’origano  e l’olio.  Caliamo la pasta nel brodo vegetale,  non aggiungiamo altro sale perché il ragù con le acciughe è sapido,  scoliamo al dente gli spaghetti e li verseremo nella casseruola del ragù,  aggiungiamo ancora il pepe,  una manciata di pecorino e la crema di parmigiano.  Marco ne va matto!

Federica   Digli che gli spaghetti fatti così ne vado matta anch’io,  Gustosissimi!

24/02/2022

Elena  Ecco un altro piatto meraviglioso:  i porri ripieni gratinati.  Gustosi e leggeri.

PORRI RIPIENI GRATINATI

Ingredienti:  porri,  (solo la parte bianca)  sale,  pepe,  un filetto di tonno fresco,  patate,  salvia,   rosmarino,  pancetta sottile a filetti,  parmigiano,  besciamella leggera,  latte,  olio extra vergine d’oliva, uno spicchio di aglio e uno scalogno.

Esecuzione:  laviamo bene i porri,  li sbollentiamo e poi li stenderemo aperti sul piano di lavoro.  Abbiamo messo il tonno a marinare con succo di agrumi e scalogno,  un pizzico di sale e pepe.  Lo faremo al forno,  poi lo taglieremo a pezzetti e lo mettiamo nel mixer con olio,  un po’ di brodo,  aglio,  scalogno.  Adesso facciamo una besciamella leggera e abbastanza liquida;  poi è la volta delle patate che dopo averle pelate e tagliate a fettine le cuoceremo in forno con rosmarino e salvia.  Abbiamo tutti gli ingredienti qui davanti a noi,  compresa la teglia da forno;  adesso riempiamo bene i nostri porri, mettiamo anche sopra ogni  porro un filetto di pancetta,  li giriamo su se stessi,  caliamo la besciamella,  una spolverata di parmigiano e via in forno a calore moderato per 20 minuti circa.

Federica  Devono essere  di una bontà soprannaturale!

25/02/2022

Elena  Ed ecco un altro piatto di pasta:  sono ancora i lumaconi,  ma conditi in maniera diversa.

LUMACONI AI SAPORI E ALLA

SALSA DI  PESCE PRETE

Ingredienti:  pasta,  pesce prete,  sale,  pepe,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,  funghi trifolati,  piselli,  salsa di pomodoro fatta in casa, vino bianco,  peperoncino,  prezzemolo, aglio,  scalogno,  dragoncello,  origano.

Esecuzione:  dopo aver pulito e lavato il pesce lo cuoceremo al forno.  Nel frattempo faremo il sugo con il pomodoro,  aglio,  scalogno,  poi aggiungeremo il pesce disliscato da tutte le lischette e lisce,  lo mettiamo nella casseruola del sugo e mentre sta bollendo versiamo il vino,  lo lasciamo evaporare,  e lasciamo cuocere per 2 minuti.  Aggiungiamo le erbe al ragù,  l’olio sale,  pepe,  peperoncino,  i piselli e i funghi trifolati.  Dopo avere scolato la pasta la verseremo nella casseruola del sugo,  e sempre mescolando la finiremo di cuocere nel ragù di pesce;  mettiamo una bella manciata di parmigiano e il piatto è pronto da gustare.

Federica   E la pasta diventa poesia!

DIALOGANDO CON VOI

15/02/2022

 

Dott.  Robert    Cosa ne pensi della reincarnazione? Ci sarà qualcosa oltre la morte?

 

 

Elena    I saggi di un tempo dicevano che la vita dovrebbe essere come la natura:  c’è un tempo per morire e un tempo per rivivere.

 

Alessandra   Io non voglio pensare ad una possibile vita dopo la morte,  cerco di cogliere il tempo che vola:  di lasciarmi andare come una foglia sull’onda di un torrente,  lungo percorsi concreti,  ma con tutta la leggerezza che la vita ci avrà trasmesso.  Non voglio pensare né al prima né al dopo,  ma immergermi in questa vita come se fosse sempre un mare calmo e lucente della sera,  o un mare  dalle onde impetuose  che  vanno e tornano sempre con allegria.

 

Elena   Hai ragione,  perché se un giorno  ti alzerai con il mare in burrasca dove le onde non ritorneranno più nel loro letto,  ti toccherà osservarle da lontano negli angoli bui della mente;  meglio vivere  oggi come piace a te che aspettare di vivere domani!

 

16/02/2022

 

Linda  Dimmi,  credete nell’esistenza degli angeli?

 

 

Alessandra   Non lo so,  non ne ho mai visto né sentito uno.  Ho ascoltato il Papa dire che i miracoli avvengono,  esistono davvero,  ma lui stesso è scettico quando si parla di visioni Mariane e la visione di angeli. Molta gente afferma di avere visto,  di credere fermamente negli angeli perché secondo loro hanno un motivo valido,  ma sempre inspiegabile.  Addirittura molti credono che sia una suggestione e  proiezione della nostra mente,  non posso dire di non crederci ma neanche di crederci;  lascio un punto di domanda.

 

 

Elena   Io su questo argomento non mi sbilancio troppo,  non per paura dei fanatici,  ma per rispetto di ciò in cui credo.  Dobbiamo riconoscere che ci sono grandi misteri come ad esempio il mistero di S. Michele e di tutte le sue apparizioni.  Comunque ognuno di noi è libero come lo è il suo cuore,  di esprimersi in molte forme, per  non comprimere  i propri sentimenti e la fede.  Ci sono presenze rigorose che conquistano inesorabilmente il reale:  cose imperdibili  come un vento imprevedibile che non si perde in un infinto senza ritorno,  bisogna solo avere fede.

 

18/02/2022

 

Federica   Sai che una persona mi ha chiesto se è vero che le donne che praticano arti marziali sono tutte gay?   L’ho sentito da una mia vicina di casa.  Io ho risposto che quella persona che ti ha fatto questa domanda non sa nemmeno che cosa significhi la parola “gay”. Tu cosa ne pensi?  Grazie!

 

 

Elena   So che a frequentare e a praticare le arti marziali ti ho incoraggiato io,  per difesa personale ovviamente!  Quindi chi meglio di noi può sapere  che non è vero.  Anche se una persona è solare,  ama vivere fino in fondo,  non è detto che nel pacchetto ci sia incluso anche l’omosessualità.  Nella vita ho fatto anche lavori pesanti come giardinaggio,  e anch’io ho frequentato corsi che insegnavano quella disciplina,  ma non ho mai sentito il bisogno di corteggiare o di essere corteggiata da una donna;  non che ci sia nulla di male,  però avrò pure il diritto di scegliere la mia sessualità per essere me stessa?  Anzi ti dirò che i corteggiamenti che mi facevano i ragazzi quando ero giovane  mi lusingavano,  ma sono stata corteggiata anche da due donne e ti assicuro che è stata dura con una liberarsene,  nel senso che quando non si è attratti da persone dello stesso sesso non ci puoi riuscire,  ma nemmeno se ti dovessero costringere,  diventerebbe ripugnante solo al pensiero,  quindi non capisco quando sento qualcuno o qualcuna dire che li hanno costretti!  Anche se quella persona fosse una tua  amica,  non devi fare altro che rompere questa amicizia che amicizia non è mai stata e andartene il più lontano possibile da lei!  Non è proibito dichiararsi con una persona dello stesso sesso,  ma devi accettare anche il rifiuto categorico da parte sua!  Poi se lo “capirai” quella persona  potrebbe anche restarti amica,  ma solo provando un sentimento fraterno che è ancora più importante;  se invece diventa ossessione come ho scritto prima,  meglio prendere le dovute distanze.

 

Federica   Certo che  deve essere brutto essere corteggiati da persone che non capiscono il rifiuto e soprattutto non accettano un rifiuto.  Ma come fanno ad umiliarsi così?

 

 

Elena  L’innamoramento è difficile da contenere,  però alla fine si dovrebbe anche ragionare se a quella persona ci si tiene davvero.  Invece lei diceva che il mio rifiuto non era sincero,  che ero distaccata perché non lo volevo io ma volevo essere imprendibile e diversa e desideravo essere catturata in un modo originale;  immagina tu che fantasia malata!  Mi ha fatto piacere parlarne,  così quando mi leggerà saprà che si era sbagliata di grosso!  Sai?  Mi era successo così anche con un uomo,  lo respinsi perché ero sposata felicemente,  e non accettando il mio rifiuto mi disse che avrei voluto ma non avevo il coraggio io di vivere la storia!  Anche qui non era vero,  solo  che non c’era posto anche per lui.  Ho sentito parlare uomini gay dire che il mondo va avanti anche senza le donne!  Io non direi mai che il mondo va avanti anche senza gli uomini;  sarebbe un mondo zoppo!  Se avete paura di vivere in un mondo dove esistono anche le donne,  allora la vostra è un’odissea che non vi piace!  Non sono battute eroiche quelle,  tutt’altro!  Non è l’esistenza delle donne che vi comprime,  ma la mancanza di coraggio di vivere ciò che siete veramente!  Essere se stessi è la cosa più gratificante che possa esistere.

 

 

28/02/2022

 

Dott.  Robert   Vorrei farti una domanda sulla coscienza.  Pensi che uomini d’affari  come gli statisti ,  riescano a consultare la loro coscienza prima di agire?   O pensi che queste persone con impegni così importanti di responsabilità non debbano appellarsi alla loro coscienza?  Rispondi pure senza timore.

 

Elena  Dovrei essere io a farti questa domanda,  chi meglio di te saprebbe rispondere?  Comunque sono pronta.

 

Ho sempre saputo che chi non ha una coscienza è malato o ottuso.

Io credo che la coscienza renda gli uomini non solo migliori,  ma persone grandi.  E credo fermamente che un uomo che ricopre un ruolo importante come quello di uno statista debba usare la coscienza,  perché al contrario  non diventerà mai un grande ma un barbaro che agisce senza pensare al bene del popolo,  solo per gridare al mondo che lui detta le leggi ed è il più forte.  Non è così che un vero uomo lascia una grande impronta nella storia umana,  ma questa è la figura del vero debole.  Il vero grande non ruba e non uccide ma ascolta la coscienza per aprire trionfali progetti al mondo,  per il bene di tutta l’umanità!

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOTREDICESIMA PARTE

14/02/2022

 

 

 

Come ci si infetta della malattia chiamata tetano?  Marco di Patty.

 

Il tetano è una malattia infettiva sostenuta da un bacillo sporigeno detto” Clostridium tetani”,  che colpisce gli esseri umani ma anche gli animali domestici mammiferi. La penetrazione delle sue spore avviene attraverso le ferite nelle quali si moltiplica diffondendo una esotossina che possiede un elettivo tropismo per il sistema nervoso.  Dopo un periodo di incubazione  di 5-6 a 15 giorni;  nella forma cronica il tempo è più lungo,  il tetano esordisce bruscamente con contratture dolorose ai muscoli della faccia,   con trisma  (chiusura forzata della bocca)  e con caratteristico atteggiamento di riso sardonico;  gli spasmi muscolari si estendono poi alla nuca e al dorso,  determinando un’estensione forzata del capo e dalla colonna dorsale,  vengono interessati anche i muscoli flessori del tronco, quelli laterali,  o tutta la muscolatura  prevalgono la contrattura dei muscoli flessori,  negli inferiori quelle degli estensori.  Si può avere asfissia per spasmo del diaframma e dei muscoli respiratori;  l’interessamento degli sfinteri ostacola l’emissione delle feci e delle urine;  la temperatura corporea,  quasi sempre normale all’inizio,  può raggiungere nel periodo preagonico i 42  °C.   La mortalità al giorno d’ogi è meno frequente,  ma per diversi anni fa era del 30-50%.  La diagnosi si basa sull’obiettività clinica e nell’eventuale ricerca del batterio responsabile nelle ferite.  La profilassi si attua praticando l’immunizzazione attiva con anatossina e nel caso di ferite,  iniettando siero antitossico con metodo desensibilizzante.  A differenza della siero-profilassi,  la vaccinazione garantisce un’immunità di lunga durata.  Inoltre è possibile,  anche a distanza di diversi anni,  ripristinare rapidamente le difese immunitarie specifiche dell’organismo con una sola somministrazione di vaccino  che nei soggetti vaccinati contro il tetano andrebbero praticata ogni due anni.  Elena  L.

 

16/02/2022

 

Secondo te ci si nasce con una coscienza?   O s’impara ad usarla man mano con l’educazione ?  Grazie!  Marco di Patty

 

 

Dal punto di vista neurofisiologico,  la coscienza viene sostenuta  da certe strutture a livello del sistema nervoso centrale, quali soprattutto la sostanza reticolare e il sistema talamico di proiezione. All’attivazione derivata da queste strutture corrispondono precisi indici neurofisiologici,  riflesso psicogalvanico,  elettroencefalografici  ecc.,  che consentono di determinare lo stato di coscienza nello stato di vigilanza,  nel sonno,  nel come, (in cui si ha abolizione della coscienza) .  Nella psicanalisi,  il termine viene usato sia per designare il livello conscio della vita psichica, in contrapposizione a preconscio e inconscio,  sia soprattutto per designare l’insieme delle norme comportamentali acquisite del soggetto nella strutturazione della sua personalità.  Comunque la coscienza resta sempre l’insieme dei processi psichici attraverso i quali l’individuo riesce ad organizzare il proprio comportamento intenzionale,  mantenendo il controllo dei propri processi di pensiero e delle sue attività conoscitive sull’ambiente.  Elena  L.

 

17/02/2022

 

 

Che cosa significa per te la parola “Fisiologia” ?  Grazie! Marco di Patty

 

 

La fisiologia è basata sul metodo sperimentale ed è la scienza che studia le funzioni degli organismi viventi a livello microscopico.  Solo rimuovendo,  alterando e agendo su un determinato organo si riesce il più delle volte a comprenderne la funzione.  A questo scopo si utilizzano gli animali scelti  secondo lo studio in corso,  e siccome molti processi fondamentali come la respirazione,  la divisione cellulare,  l’ereditarietà, e la riproduzione,  sono comuni a tutti o quasi gli organismi,  il risultato delle prove può essere esteso a una vasta gamma di esseri viventi.  Per spiegare molti comportamenti degli organismi,  la fisiologia utilizza modelli fisici,  chimici,  e anche meccanici compatibili con le strutture anatomiche degli organi chiamati in causa,  in quanto le stesse leggi applicabili su quei modelli possono essere riferite ai processi biologici.  Data l’articolozione degli studi,  in seno alla fisiologia sono nate le specializzazioni,  che si occupano ognuna di un unico organo e apparato.  E così abbiamo tutte le specializzazioni:  la neurofisiologia studia il sistema nervoso centrale e periferico,  la fisiologia cardiovascolare la circolazione del sangue e l’emodinamica,  la scienza dell’alimentazione e i meccanismi della digestione ecc.  Elena  L.

21/02/2022

 

Mi parleresti della colite in genere?  Nessuno cura più questa cosa,  perché?  Grazie!  Marco di Patty.

 

La colite non è una cosa da trascurare,  come del resto tutte le patologie o disfunzioni o affezioni infiammatorie che colpiscono il nostro organismo.  Questa infiammazione acuta o può essere anche cronica del colon,  può essere provocata da infezioni batteriche o altro, da intossicazioni esogene,  intossicazioni endogene e da altre alterazioni funzionali per squilibrio neurovegetativo.  Inoltre può essere di natura allergica o disvitaminosica.  La colite di tipo acuto,  è provocata da tossinfezioni alimentari,  errori dietetici,  o antibiotico-terapia che favoriscono la distruzione della flora intestinale,  o da altre cause.  Inizia in modo brusco con dolori addominali o crampi con l’emissione di feci normali e liquide miste a sangue,  nausea,  vomito,  e anche con febbre modesta, spossatezza e polso frequente.  Questa forma difficilmente può assumere un andamento grave, anche se a volte questi disturbi se si fanno intensi possono allarmare il paziente.  La colite cronica invece decorre con sintomi più lievi e si presenta con aspetti vari:  Colpisce prevalentemente i soggetti nevrotici ed è caratterizzata da eccessiva secrezione di muco nel colon,  stipsi ostinata alternata a diarrea mucosa e membranosa.  la colite parieto-intestinale è caratterizzata da un processo flogistico a disposizione interstiziale,  che interessa gli strati sottostanti della parete.  La colite poliposa è caratterizzata dalla presenza sulla mucosa del colon una massa di polipi.  La colite segmentaria è una colite che può essere provocata da anomalie locali;  la sua insorgenza inoltre,  può essere favorita dall’esistenza  di processi aderenziali o infiammatori  propagatisi dagli organi vicini.  La colite spastica o colon irritabile,  è caratterizzata da disturbi addominali vaghi,  dolori lungo il decorso del colon,  meteorismo,  stipsi ostinata con episodi diarroici;  è di origine psicosomatica.  La più grave forma di colite è la colite ulcerosa  criptogenetica,  è una grave forma di colite a decorso cronico con periodi più o meno frequenti di riacutizzazione,  durante i quali la sintomatologia è rappresentata da frequenti scariche diarroiche contenenti sangue,  con dolori addominali,  tenesmo,  febbre di vario grado,  con quasi sempre un interessamento dell’organismo.  La cura è chirurgica…  Elena  L.

 

 

22/02/2022

 

È vero che il nostro intestino può essere infettato da parassiti simili all’anguillula e che ci fa stare molto male? Marco di Patty

 

 

Sì,  il nostro intestino può ospitare molti parassiti che ci fanno stare male,  uno di questi è lo Strongyloides stracoralis.  Questa infestazione parassitaria dell’intestino dell’uomo da parte di questo parassita si manifesta con anemia, enterite benigna,  febbre lieve ma intermittente;  la cura è la disinfezione.  Questo parassita visto al microscopio si presenta proprio come l’anguilla.  Un altro parassita che disturba molto nell’intestino umano è la “Tenia” o verme solitario,  “Taenia solium” ,  è lungo fino a tre metri,  è munita di uno scolice piccolissimo con due corone di uncini e quattro ventose.  È in grado di produrre dagli 800 ai mille proglottidi,  contenenti ognuna circa 6000 uova.  Come avviene l’nfestazione nell’uomo?  Si dice che l’uomo si infesti mangiando carne di maiale poco cotta,  o cruda contenente gli stadi di larve del parassita dette :  cisticerchi,  i maiali sembra che s’infettino ingerendo feci umane contenenti proglottidi della tenia.  Parassita dell’uomo ed è la specie di Taenia saginata,  detta anche tenia inerme in quanto priva di corone e di uncini: i suoi cisticerchi si rinvengono nella muscolatura e in taluni organi interni dei bovini.  Elena  L.

 

23/02/2022

 

 

Che cos’ è la cariocinesi?  Grazie!  Marco di  Patty

 

 

È una divisione cellulare indiretta,  mediante la quale i “cromatidi” gemelli derivati dalla suddivisione longitudinale di ciascun cromosoma di una cellula,  si distribuiscono nelle due cellule figlie di quest’ultima in modo che ciascun cromosoma venga rappresentato in esse una sola volta.  La cariocinesi assicura quindi un corredo cromosomico costante,  tipico della specie  cui l’organismo appartiene.  Si distinguono quattro fondamentali:  profase,  metafase,  anafase,  telofase.  In profase i cromosomi appaiono come filamenti lunghi e sottili,  più o meno avvolti e intrecciati,  che vanno via via ingrossandosi e spiralizzandosi,  fino a raggiungere 1/10 della lunghezza iniziale.  In ognuno di essi si evidenzia sempre più chiaramente il centro motore, detto centromero;  membrana nucleare e nucleo vanno scomparendo,  mentre dai centrioli,  migrati ai poli opposti della cellula,  si organizza il fuso acromatico,  costituito da fibre continue,  che vanno da un polo all’altro,  e fibre cromosomiali che prendono contatto con i centromeri.   In metafase i cromosomi si muovono e si dispongono a formare la piastra equatoriale del fuso ripiegandosi a V,  con le braccia che sporgono nel citoplasma e con i centromeri interni,  formando così una tipica figura stellata.  Segue la scissione sincrona di ogni centromero  a forma di spirale   in due granuli, ognuno dei quali trascina il  cromatidio cui è collegato migrando ai due poli cellulari.  Segue l’anafase,  in cui si formano due gruppi di cromatidi che si possono ormai chiamare cromosomi figli.  In telofase la separazione dei cromosomi è completa,  si ricostituiscono due membrane  nucleari attorno ai nuovi nuclei,  i cromosomi appaiono nuovamente distesi e a forma di spirale. Contemporaneamente avviene la citodierresi, cioè la divisione del citoplasma nelle due cellule figlie.  Il nucleo acquista poi la morfologia tipica della fase di riposo o fase intercinetica.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTUNESIMA PARTE

10/02/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Per iniziare l’articolo presento una ricetta buona per il palato e per la salute:  è il nuovo polpettone di casa mia.

IL NUOVO POLPETTONE

DI CASA MIA

Ingredienti:  300 g di spinaci lessati e strizzati,  una fettina di zucca,  due patate grosse,  due uova intere,  sale,  pepe,  peperoncino, spezie miste,  parmigiano ,  200 g di prosciutto cotto,  olio extra vergine d’oliva,  limone.

Esecuzione:  maciniamo il prosciutto,  lo mescoleremo insieme alle patate  e zucca lessate,  uniamo gli spinaci,  le uova,  le spezie,  il parmigiano,  saliamo e pepiamo;  poi ungeremo una teglia da pane e stenderemo il polpettone, facciamo un giro di olio e parmigiano e inforniamo a 180° per 30 minuti. Lasciamo raffreddare, togliamo il polpettone dalla teglia, lo tagliamo a fette e  impiattiamo  con insalata mista,  possiamo mettere qualche fettina di limone .  Questo piatto è sano,  nutriente e gustoso,  adatto soprattutto per i bambini.

Federica  buonissimo!

11/02/2022

Elena  Il gelato è un dolce piacere che si consuma anche d’inverno,  anzi,  andrebbe consumato soprattutto d’inverno, che sia fatto in casa, o artigianale o industriale è sempre gradito.  Il mio gelato di oggi è fatto in casa,  insolito come sapore ma è una bomba di bontà!

GELATO ALLA MELISSA E ERBA

LUISA IN UN BAGNO DI

ZABAIONE AL CAFFÈ

Ingredienti:  200 g di latte,  200 g di panna,  130 g di zucchero,  due stecche intere di vaniglia,  6 foglie di melissa,  10 foglie di erba Luisa,  buccia grattugiata (solo il verde di un lime.  Per lo zabaione:  4 tuorli,  100 g di zucchero,  mezzo bicchiere di caffè,  mezzo bicchiere di liquore al caffè.  Per la decorazione: gocce di cioccolato bianco.

Esecuzione:  Incominciamo con lo scaldare la panna con i semi di vaniglia e il baccello vuoto che poi toglieremo  senza arrivare al bollore grattugiare la scorza del lime,  e mettere nella panne le foglie delle erbe profumate e lo zucchero.  Una volta raffreddata alla panna aggiungere il latte freddo,  mescolare bene per amalgamare il tutto. Togliere i baccelli della vaniglia,  le foglie di erbe,  versare il tutto nel cestello in temperatura;  dopo 30 minuti di lavorazione il gelato è pronto da versare in una vaschetta da freezer.  Intanto che si rapprende completamente o che non si squagli,  facciamo lo zabaione montando i tuorli con lo zucchero a spuma leggera,  versare il caffè e mescolare bene,  mettere lo zabaione sopra un pentolino di acqua bollente e sempre mescolando con la frusta,  aggiungere il liquore al caffè;  spegnere il calore perché lo zabaione non faccia i grumi.  Togliere il gelato e formare delle palline,  cospargere lo zabaione e guarnire con gocce di cioccolato bianco.

Federica   Ah!  Che meraviglia,  che sapore ha questo insieme di cose buone senza esagerare con gli ingredienti!

12/02/2022

Elena   Oggi presento un piatto di maccheroni,  semplice ma dal gusto appagante:  sono i maccheroni cotti in brodo di carne alla crema di pecorino e pancetta.

MACCHERONI COTTI NEL

BRODO DI CARNE

Ingredienti :  maccheroni,  brodo di carne,  rosmarino,  origano fresco,  parmigiano,  pecorino,  pepe,  sale,  pancetta,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  immergere i maccheroni nel brodo che sta bollendo,  portare a cottura al dente.  Nel frattempo facciamo il pesto di pecorino,  con un po’ di brodo,  pepe, e olio.  Scoliamo i maccheroni,  li mantechiamo con la crema al pecorino,  aggiungiamo le erbe,  un giro di olio , il parmigiano,  infine la pancetta a dadini e soffritta.  Un piatto gustoso,  e anche leggero.

Federica  Dire gustoso hai ridotto al massimo l’aggettivo,  è squisito!  A me non piace la pasta troppo condita di unto e formaggio,  ma mi piacciono i sapori.

13/02/2022

Elena  Anche se oggi è domenica non potrei non presentare la torta di S. Valentino che ho preparato per i miei amici Alessandra e Giovanni.  Si tratta di un cuore di frolla fragrantissima,  con un inserto di ricotta e iogurt, un inserto di fragole in gelé, con una decorazione di ciuffetti di panna montata alla vaniglia e scaglie di cioccolato fondente.  Eccola!

CUORE DI S. VALENTINO

Ingredienti per la frolla:  due tuorli,  150 g di zucchero,  150 g di burro,  250 g di farina per dolci,  estratto di vaniglia,  aroma limone e arancia  estratto dalle scorze della buccia.  Per le creme:  cinquecento g di ricotta vaccina,  150 g di iogurt intero,  estratto di limone,   zucchero a velo q.b.,  700 g di fragole,  zucchero a piacimento,  la giusta dose di colla di pesce,  cioccolato fondente,  e 250 g di cioccolato bianco,  100 g di panna montata.

Esecuzione:  ho impastato la frolla in un attimo con burro,  zucchero,  vaniglia,   tuorli,   essenze di arancia,  limone e farina;  ho formato un impasto omogeneo ma non troppo solido,  poi l’ho fatto riposare in freezer per 20 minuti.  Dopo di che ho messo le fragole sul fuoco con lo zucchero,  le ho portate a bollore,  ho messo ad ammollare in acqua i fogli di colla di pesce,   10 minuti dopo li ho strizzati e mescolati alla composta di fragole ancora calda ma non bollente.  La colla di pesce deve essere ben sciolta ma soprattutto non si deve superare il dosaggio altrimenti rischia di essere gommosa e non solo solidificata.   Ho setacciato la ricotta,  l’ho mescolata poi allo zucchero, all’essenza limone e allo yogurt intero,  e alla metà del cioccolato bianco sciolto a bagnomaria,  ricavandone una bella crema liscia.  Poi ho messo in tre stampi uguali la frolla,  la crema ottenuta con la ricotta,  e la composta di fragole.  Una volta cotta la frolla l’ho lasciata raffreddare in modo che passasse il tempo necessario per gli altri ingredienti.  Prima di comporre la torta ho fatto sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria,  metà l’ho steso sulla frolla per fare uno strato impermeabile dal morbido umido delle composte;  l’ho decorata con panna montata di fresco,  e ho cosparso delle scaglie di cioccolato fondente su tutto il cuore.  Io credo che questa torta sia buonissima perché gli ingredienti erano freschi,  le consistenze c’erano e tutto il resto non si squagliava,  e i sapori li possiamo immaginare.

Federica   Questa ricetta mi fa impazzire perché tutti questi ingredienti li amo moltissimo!

15/02/2022

Elena   Oggi presento delle polpette con dei ritagli di tonno fresco,  in contorno di funghi;  tutto l’insieme è buonissimo!

POLPETTE AI RITAGLI DI

TONNO FRESCO

Ingredienti: ritagli di tonno fresco,  due alici sott’olio,  peperoncino, olive verdi,   e olive nere, pangrattato,  qualche cucchiaio di salsa di pomodoro fatta in casa,  parmigiano,  porro,  dragoncello,  alloro, olio extra vergine d’oliva.  Funghi misti trifolati con scalogno,  uno spicchio di aglio, prezzemolo,  sale e pepe,  vino per sfumare,  un giro di olio.

Esecuzione:  maciniamo il tonno,  saliamo e pepiamo,  aggiungiamo le olive,  il porro il dragoncello,  l’aglio tritati,  poi incorporiamo il pangrattato,  la salsa di pomodoro,  il parmigiano e otterremo un impasto omogeneo e abbastanza sodo.  Formiamo le polpette, le passeremo nel pangrattato integrale,  le adageremo sulla carta da forno dentro la teglia;  facciamo un bel giro di olio e inforniamo a 170 ° per 10 o più minuti.  Serviamo in tavola con i funghi trifolati e pane morbido o polenta all’onda.

Federica   Buonissime,  anzi buonissimo il tutto!

16/02/2022

Elena  E ritorniamo alla pasta,  un alimento che piace sempre a tutti o quasi.  Le lumache di pasta che presento oggi sono di una bontà infinita,  condite con erbe,  e cacciatora macinata.  Deliziose davvero,  anche perché piacciono ai bambini e quando una cosa piace ai bambini deve essere buona sul serio.

LUMACHE DI PASTA AL SUGO

Ingredienti:  Lumache di pasta di media grossezza,  sale,  pepe, brodo vegetale,  olio extra vergine d’oliva,  pisellini stufati,  parmigiano,  peperoncino,  alloro,  ginepro, due scalogni,  basilico,  salsa di pomodoro, anatra alla cacciatora.

Esecuzione:  facciamo il sugo con due scalogni,  salsa di pomodoro,  vino per sfumare,  alloro,  basilico,  peperoncino,  ginepro,  aggiustare di sale e pepe,  portare ad ebollizione e lasciare cuocere per due minuti.  Dopo avere amalgamato questi primi ingredienti,  aggiungere la carne di anatrella selvatica alla cacciatora, macinata, aggiungere i pisellini e mezzo mestolo di brodo;  lasciare amalgamare e cuocere per altri 5 minuti,  poi lasciare intiepidire e aggiungere l’olio a crudo.  Calare la pasta nel brodo vegetale,  e mantecare nella casseruola del ragù,  aggiungere una bella manciata di parmigiano per ogni piatto.

Federica  Io non sono una bambina ma questo ragù mi piace moltissimo!

17/02/2022

Elena  Ancora una buona pasta,  al ragù di trota salmonata e formaggio,  un connubio che piace molto.

PENNETTE ALLA CREMA DI

TROTA

SALMONATA E FORMAGGIO

Ingredienti:  pennette,  trota salmonata,  olive,  olio extra vergine d’oliva,  parmigiano,  origano fresco,  crema di asiago,  basilico,  porro, vino bianco, sale,  pepe, chiodo di garofano e cannella.

Esecuzione:  facciamo rosolare il porro tagliato sottile,  aggiungiamo la trota salmonata cotta al forno,  la spolpiamo e la mettiamo insieme al soffritto, aggiungiamo le erbe,  sale e pepe,  un pizzico di cannella e chiodo di garofano,  lasciamo amalgamare a calore moderato per un minuto.  Nel mixer mettiamo un po’ di olio,  e brodo vegetale,  il soffritto e qualche oliva denocciolata (tagliamo a coltello le olive verdi grosse),  mettiamo anche l’asiago,  e dopo avere ottenuto una bella crema la verseremo nella casseruola del soffritto.  Caliamo la pasta,  la scoleremo al dente e la mantechiamo insieme alla crema ottenuta,  aggiungiamo il parmigiano grattugiato,  l’olio a crudo e delle olive verdi intere.  Il piatto è pronto da servire.

Federica  Come ultimo piatto di questo articolo devo dire che è saporito e delicato.

Elena  Ciao!  Alla prossima ricetta.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODODICESIMA PARTE

09/02/2022

Mi spiegheresti l’insieme dei processi che mantengono costanti le condizioni dell’organismo,  intervenendo con meccanismi di controregolazione ogni qualvolta che si ha un allontanamento dalla situazione di equilibrio?  Grazie!   Marco di Patty

Tutti gli apparati concorrono a mantenere le condizioni necessarie nello svolgere le funzioni,  cioè concorrono a mantenere l’ambiente interno dell’organismo entro i limiti compatibili con la vita e la funzione di tutte le cellule che lo compongono.  Questi limiti riguardano soprattutto lo stato di idratazione dei tessuti,  il mantenimento di un  pH quasi neutro,  (7,40 circa) e di una temperatura interna uniforme  di (37,  o 37,5  C°  circa),  la costanza di alcuni soluti nelle cellule, nei tessuti interstiziali,  nel plasma,  ecc.  Questo processo di autoregolazione, è caratteristico per altro di tutti gli esseri sani,  organizzati in qualità di esseri viventi. La percentuale di acqua nel nostro organismo è del 65-70% circa,  questo significa che in un adulto del peso di 70 kg  ve ne sono circa 45 litri,  30 dei quali si trovano nel protoplasma cellulare,  15 sono extracellulari;  3,5 appartengono al plasma sanguigno,  altri 12 ai fluidi interstiziali.  Normalmente questa quantità di acqua e questi rapporti subiscono poche variazioni,  anche se in un adulto vengono secreti  circa 8 litri di succhi digestivi,  vanno perduti circa 200 cc. di acqua con la sudorazione, altri 400 cc. con l’evaporazione diretta attraverso i tegumenti,  400 cc.  con la respirazione e 1500 cc con le urine.  Il tubo digerente assorbe quasi completamente l’acqua dei succhi digestivi,  però le altre perdite vengono compensate dall’acqua derivante dalle ossidazioni cellulari,  da quella contenuta nei vari alimenti solidi ed eventualmente dall’introduzione di bevande.  Continua.

10/02/2022

Al controllo dell’equilibrio provvede soprattutto il rene,  che,  regolato dall’ippotalamo attraverso l’ormone antidiuretico dell’ipofisi e l’aldosterone,  può variare la quantità delle urine emesse e la concentrazione dei sali eliminati così da mantenere costante la pressione osmotica dei  fluidi organici.  L’altro fattore essenziale per il controllo idrosalino è l’introduzione dei liquidi e trova la sua regolazione naturale nel senso di sete che si sviluppa quando i fluidi organici tendono a concentrarsi.  (Non bisognerebbe mai arrivare a questo,  ma si dovrebbe introdurre liquidi in maniera costante) Al mantenimento del pH,  e cioè dell’equilibrio acido-base,  provvedono:  l’apparato respiratorio che può aumentare o diminuire l’eliminazione dell’anidride carbonica regolando la ventilazione;  il sangue con i sistemi tampone dei bicarbonati e dei fosfati;  il rene che può scambiare le basi dei sistemi tampone con ioni H e con l’ammmoniaca.  La fonte principale del calore per l’organismo è data dall’attività del tessuto muscolare che trasforma in energia termica circa l’80% dell’energia chimica consumata nella contrazione. Il sangue provvede alle diffusioni del calore negli altri organi e tessuti.  Se la temperatura interna tende ad aumentare si mette in moto una serie di riflessi che provocano un aumento della dispersione del calore:  vasodilatazione cutanea, secrezione di sudore,  l’evaporazione del quale assorbe energia ,  sensazione di dover diminuire l’attività muscolare e l’introduzione di alimenti.  Quando la temperatura interna tende a diminuire allora avviene il contrario. Ai limiti dei processi omeostatici c’è poi il continuo ricambio cui sono soggetti i componenti del nostro organismo.  Le cellule infatti,  si rinnovano senza sosta e anche se alcuni tipi cellulari,  come i neuroni e le fibrocellule muscolari,  o alcune strutture come le ossa sembrano rimanere costanti ed immutate,  le molecole e gli atomi che li costituiscono vengono continuamente rimossi e sostituiti,  tranne che nella vecchiaia.  Per alcuni tessuti il ricambio è sostenuto da una continua distruzione e da un altrettanto continua proliferazione di nuovi elementi cellulari.  Valgono per tutti gli esempi della cute e quello delle cellule  del sangue e per dare una misura dell’entità del fenomeno,  basta ricordare che nell’uomo vengono distrutti ogni secondo 10.000.000 di globuli rossi ed altrettanti ne vengono generati.  Gli organi e gli apparati sono interdipendenti nelle loro funzioni e quante informazioni debbano essere scambiate ad ogni istante per la conservazione dell’equilibrio generale.  Continua.

11/02/2022

L’apparato delle comunicazioni,  segue nel nostro organismo tre modelli fondamentali: il sistema nervoso,  il sistema umorale,   e il sistema endocrino.  Del sistema nervoso mi riferisco soprattutto alla sezione vegetativa,  quella che innerva i visceri.  Vi si riconoscono plessi quasi indipendenti  che regolano la motilità e le secrezioni del canale digerente,  e altri plessi più direttamente collegati con i centri,  capaci di inibire o stimolare la secrezione di una ghiandola,  l’attività cardiaca,  la respirazione,  ecc.  La regolazione di queste funzioni ha luogo attraverso un’attività riflessa in cui gli stimoli periferici partono dagli stessi visceri e vengono interpretati nei centri neurovegetativi a volte con la partecipazione o l’influenza diretta del sistema nervoso centrale.;  la risposta motoria risulta coordinata alle necessità dell’organismo intero.  Per esempio:  è sufficiente che il bolo alimentare penetri nell’esofago per eccitare quei movimenti peristaltici che ne provocano la progressione e al contempo determinano l’apertura del cardias così che il cibo possa cadere nello stomaco.  L’insieme di questi movimenti è governato dai plessi neurovegetativi presenti nelle pareti dell’esofago.  La caduta della pressione arteriosa rallenta la stimolazione dei barocettori del seno carotideo e dell’arco aortico,  la dimminuzione dell’ossigeno o l’aumento dell’anidride carbonica nel sangue stimolano i chemiocettori del glomo carotideo e di quello aortico, ne deriva in entrambi i casi una stimolazione del centro vasomotore bulbare che invia impulsi alla midollare surrenale per una maggiore secrezione di adrenalina;  il risultato finale è una vascolarizzazione periferica con aumento della pressione arteriosa.  Un altro esempio chiama in causa la regolazione umorale e i rapporti tra i vari meccanismi di comunicazione che ho citato,  dato che la midollare surrenale fa parte del sistema delle ghiandole endocrine.  Su queste ultime vale la pena di accennare ancora per ricordare di ciò che ho già accennato.  Si tratta di organi che secernano particolari sostanze,  gli ormoni, riversandole direttamente nel torrente circolatorio. In ordine a questa attività presentano solitamente una struttura a cordoni pieni o ad acini chiusi,  tra i quali scorre il sangue in capillari sinusoidali.  La parete del capillare,  segue la morfologia dell’epitelio secernente  accollandosi alle sue cellule,  in modo che il prodotto della secrezione possa passare rapidamente in circolo. Gli ormoni sono attivi in quantità piccolissime,  agiscono sulla proliferazione,  sulla differenziazione e sulla funzione delle cellule semplicemente dirigendone le potenzialità,  senza entrare direttamente nell’elaborazione dell’informazione,  né apportando energia.  Sono di natura ormonale,  agiscono a distanza trasportati dal sangue,  non solo i prodotti delle ghiandole endocrine,  ma anche la sostanza,  ad esempio,  che viene elaborata dalla mucosa duodenale ed eccita la contrazione della colecisti ;  sono ormonali anche i prodotti che si generano nella distruzione o nell’irritazione delle cellule e producono vasodilatazione,  leucotasi,  attivazione dei processi riparativi ecc.  Elena  L.  (Dalle mie ricerche di medicina).

12/02/2022

Mi parli delle difese come le descrivi tu?  Mi servirebbero per la settimana prossima.  Grazie!  Marco di Patty

In psicologia la difesa è la modalità in cui ogni persona cerca di proteggere il proprio Io in tutte le forme e le circostanze  che vengono vissute nella maniera ansiosa e spiacevole.  I meccanismi di difesa vengono considerati i più importanti strumenti nell’adattamento dell’individuo all’ambiente.  A esso vengono riconosciuta una notevole importanza  anche per la strutturazione della personalità dell’individuo,  per la formazione degli atteggiamenti,  e tutto ciò che ne consegue.  Questi meccanismi di difesa  vengono chiamati:  razionalizzazione,  proiezione,  sublimazione,  rimozione ecc.

Nel corpo ,  i tessuti che ci delimitano rappresentano una anche la nostra prima difesa:  la cute, e il tessuto sottocutaneo sono impermeabili all’acqua e proteggono dai raggi solari,  costituiscono un discreto isolamento termico,  formando una barriera per quasi tutti i microrganismi  e sono la sede del tatto,  uno degli apparati che con l’ambiente ci mette in comunicazione.  Un altro gruppo di difese è rappresentato dai processi infiammatori,  e da quelli immunitari,  intimamente correlati nella genesi e per i tessuti che vi partecipano.  Ogni volta un corpo estaneo,  vivente,  tossico o inerte che sia,  riesce ad entrare nel nostro organismo,  provocando localmente una reazione infiammatoria e cioè vasodilatazione,  afflusso di sangue,  fuoriuscita di leucociti dai capillari e attivazione delle cellule del reticolo endotelio,  tutti elementi che cercano di sciogliere con particolari enzimi o di fagocitare la sostanza estranea.  In alcuni casi la natura di quest’ultima è tale che la reazione diventa generale,  tutto l’organismo vi partecipa  ed è allora che compare la febbre.  L’infiammazione locale può portare alla distruzione dell’intruso,  ma se questo non è possibile le cellule affluite per combatterlo si modificano fino ad avvolgerlo in una specie di capsula che lo rende innocuo.  Se invece la lotta si prolunga  un gran numero di cellule viene distrutto e forma insieme ai tessuti lesi dall’agente estraneo quel fluido denso e giallastro che chiamano pus.;  insieme a d esso, dell’agente infettante può riportare la situazione alla normalità,  alla guarigione.

Quando la sostanza che è penetrata nel nostro organismo è di natura proteica,  e ricordiamo per inciso che tutti i batteri sono  formati anche da proteine,  il tessuto reticolo-endoteliale,  le plasmacellule e i linfociti in particolare, producono delle glubuline capaci di legarsi specificamente alla sostanza introdotta,  annullandone le eventuali proprietà tossiche e facilitandone la distruzione da parte delle altre difese organiche.  Questo tipo di difesa specifico si chiama immunità;  gran parte degli anticorpi,  rappresentati dalle globuline immunitarie,  circolano col plasma,  condizionando così una pronta difesa nel caso di un nuovo contatto con la sostanza che ne ha evocato la produzione.  Tra i processi difensivi si possono enumerare anche quella della coagulazione e quelli riparativi  o cicatriziali.  M olti tessuti sono capaci di sostituire o rinnovare le parti lese con la proliferazione dei propri elementi cellulari:  l’osso fratturato riunisce i frammenticon il tessuto osseo neoformato,  l’epitelio cutaneosi riproduce facilmente, anche il fegato è capace di riformare le proprie strutture.  Se la perdita di sostanza è molto vasta,  però o si tratta di tessuti incapaci di riprodursi,  come quello nervoso e quello muscolare,  le cellule distrutte vengono sostituite dal tessuto connettivo fibroso che poi porterà alla formazione della cicatrice.  Elena  L.

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTESIMA PARTE

02/02/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena   Cosa c’è di più gustoso di un piatto di polpette con polenta?  Queste sono polpette nuove,  piene di sapore anche se non contengono carne.  Sono alle cime di rapa e funghi porcini.

POLPETTE ALLE CIME DI RAPA

E FUNGHI PORCINI

Ingredienti:  cime di rapa,  funghi porcini, sale, pepe,  porro,  prezzemolo,  olio extra vergine d’oliva,  noce moscata, brodo al sapore di funghi,  parmigiano,  pangrattato,  un uovo,  vino bianco,  aceto di mele. Contorno: polenta e gorgonzola,  insalata mista.

Esecuzione:  pulire,  mondare le cime di rapa,  sbollentarle,  scolarle e tagliarle a coltello finemente.  Mettere i funghi a trifolare con olio,  porro tagliato fine, pepe,  un po’ di aceto.  Una volta trifolati,  tagliarli a piccoli pezzettini,  poi unirli alle cime di rapa insieme all’uovo,  sale,  parmigiano,  pangrattato,  noce moscata;  formare le polpette e adagiarle nel soffritto di porro,  sfumare con il vino bianco,  aggiungere un po’ di brodo,  mettere il coperchio e lasciare cuocere per cinque minuti.  Lasciare intiepidire e aggiungere un giro di olio.  La polenta si è già cotta,  lasciamo raffreddare,  la taglieremo a fettine e la metteremo sulla griglia ad abbrustolire, poi la irroreremo con un po’ di gorgonzola dolce.

Federica  Anche questo è un piatto da 30 e lode,  è buonissimo!

03/02/2022

Elena  In passato ricordo il piatto che ho fatto delle castagne in brodo,  oggi invece presento i maltagliati in brodo di castagne secche,  qui da noi si chiamano “bascotti”,  buone per dolci e minestre.

MALTAGLIATI ALLE

CASTAGNE  SECCHE

Ingredienti:  castagne secche,  uova,  farina per pasta fresca,  sale,  olio extra vergine d’oliva, rosmarino,  alloro, pepe,  cannella,  una crosta di parmigiano,  vino bianco,  latte,  pecorino.

Esecuzione:  lasciamo le castagne in ammollo con acqua e bicarbonato per 24 ore.  Prima di cucinarle le passeremo una ad una e toglieremo i residui delle pellicine rimaste.  Poi me metteremo in una casseruola con acqua,  sale,  rosmarino,  alloro,  pepe,  cannella, la crosta di parmigiano e mezzo bicchiere di vino;  portiamo ad ebollizione e lasciamo cuocere  fino a quando le castagne non saranno diventate tenere e si sfalderanno.  Ne prendiamo la metà e la frulleremo nel mixer con il latte,  poi verseremo il tutto nella casseruola di cottura.  Adesso impastiamo le uova con la farina, la tiriamo bene sottile, poi la giriamo su se stessa e taglieremo i maltagliati;  lasciamo riposare la pasta per mezz’ora.  Caliamo i maltagliati nella casseruola delle castagne,  li facciamo cuocere per 45 secondi,  poi li condiremo con una salsa di pecorino e portiamo in tavola.  Una minestra buona e salutare.

Federica  Non dirmi niente se ti dico che amo anche questo piatto,  da matti!

04/02/2022

Elena  Oggi presento una delle mie focacce al lievito madre.  Leggera,  croccante anche il giorno seguente;  con molte ore di lievitazione.

FOCACCIA AL ROSMARINO

Ingredienti:  200 g di farina Manitoba,  100 g di farina tipo “0” e 100 g di farina senza glutine.  Lievito madre 100 g,  olio extra vergine d’oliva, sale,  rosmarino fresco tagliati a coltello,  a piacere,  acqua frizzante.

Esecuzione:  impastiamo le farine con acqua frizzante,  poco sale,  rosmarino tritato fine,  abbondante olio extra vergine d’oliva  e acqua frizzante.  Dopo avere ricavato un impasto omogeneo e liscio,  lasciamo riposare per un giorno intero il nostro impasto.  Passato il tempo,  reimpastiamo la focaccia con un po’ di farina e la stenderemo in una teglia unta e infarinata;   lasciamo riposare ancora per 4 ore e inforniamo a 270 ° per 7 minuti.  Buona da sola,  con formaggi e salumi perché è leggerissima.

Federica  Certo che i prodotti di forno che ci regali sono veramente buoni e leggerissimi davvero!

05/02/2022

Elena  Con la focaccia ci starebbe bene anche una bella zuppa di cipolle,  ed è quello che presento oggi;  buona,  gustosa piace a tutti.

L’ALTRA MIA ZUPPA DI CIPOLLE

Ingredienti per 4 persone:  un kg di cipolle rosate,  sale,  pepe, topinambur,  olio extra vergine d’oliva,  brodo,  alloro,  spezie miste,  vino bianco,  parmigiano, e le erbe che preferiamo,  mezzo porro e uno spicchio di aglio.

Esecuzione:  laviamo e tagliamo le cipolle a fettine sottili,  il porro e l’aglio  (togliendo l’anima) li facciamo soffriggere in poco olio,  sfumiamo con il vino,  lasciamo evaporare, aggiungiamo le spezie,  le erbe il sale,  il pepe  i topinambur e il brodo;  lasciamo cuocere lentamente con il coperchio per 20 minuti circa.  Una volta cotta la zuppa, se la vogliamo cremosa senza alcun frammento di verdure,  diamo un giro con il mixer,  poi un giro di olio e parmigiano,  e la zuppa è pronta da servire in tavola con crostini o focaccia.

Federica   La zuppa di cipolle è buonissima,  a me piacciono le cipolle quindi non si sbaglia mai!

07/02/2022

Elena  oggi metterò in risalto un’erba aromatica molto gradevole,  che non è tanto conosciuta quanto le erbe che solitamente usiamo in cucina,  ma non per questo ha meno proprietà e valore,  si tratta dell’erba Luisa;  io ho fatto un pesto squisitissimo per condire gli gnocchi.  Tempo fa c’era grande consumo di quest’erba per chi avesse voluto fare il liquore in casa, si usava anche nelle distillerie di liquori e nelle aziende farmaceutiche.

GNOCCHI AL PESTO DI ERBA LUISA

Ingredienti:  patate,  farina per pasta fresca, sale,  un uovo per ogni kg di patate,  spezie, parmigiano,  erba Luisa,  dragoncello,  sale,  mandorle pelate,  pepe,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  come al solito per fare gli gnocchi di patate dobbiamo prima cuocere le patate, poi schiacciale con l’apposito strumento,  fare prima una fontana con poca farina,  mettere le patate schiacciate,  le spezie,  l’uovo,  poi dopo avere impastato,  formare dei cordoni e tagliarli  della lunghezza di un cm e mezzo per ogni gnocco. Calare gli gnocchi  nell’acqua che bolle e versarli nella zuppiera del pesto,  fatto con erba Luisa,  dragoncello,  olio,  sale,  pepe, mandorle e parmigiano;  mixare il tutto ed il pesto è pronto.  Una volta mescolati gli gnocchi,  aggiustare di sale,  e mettere una spolverata di parmigiano grattugiato.

Federica  Che buoniii!

08/02/2022

Elena   Un altro primo piatto buono buono,  sono i cannelloni fatti in diversi modi:  e anche oggi ne propongo di diversi.  Mentre stavo camminando ho composto questa ricetta,  sono venuti molto buoni.

ALTRI CANNELLONI

DI CASA MIA

Ingredienti:  Riccione coltivate,  primo sale, parmigiano,  soppressa,  besciamella leggera,  due uova,  farina per pasta fresca,  pepe,  olio extra vergine d’0liva,  2 scalogni,  vino bianco,  alloro,  ginepro, latte q.b.

Esecuzione per il ripieno:  nel mixer mettiamo una fetta di soppressa di 300 g,  200 g di formaggio magro,  400 g di riccione  (radicchio selvatico di campo e coltivato)  lessate e passate in padella con gli scalogni,  sale,  pepe, vino,  alloro e ginepro;  uniamo il parmigiano,  aggiustiamo di sale e pepe.  Adesso impastiamo per la pasta dei cannelloni,  la tiriamo sottile,  la tagliamo a rettangoli,  poi la immergeremo in acqua bollente,  li scoliamo e andranno immersi in acqua gelida,   infine li toglieremo dall’acqua,  li asciugheremo e li stendiamo sul piano di lavoro.  A questo punto versiamo un po’ di besciamella nella teglia, poi riempiamo i cannelloni,   a fine lavoro li copriremo con la restante besciamella,  il parmigiano,  un po’ di latte e andranno in forno a 180° per venti minuti.  Buonissimi e leggeri.

Federica  Che sapori!

09/02/2022

Elena  La ricetta di oggi è tosta,  è di una bontà!  Si tratta di funghi:  funghi trifolati e funghi fritti in polenta fresca e polenta abbrustolita,  una vera delizia.

FUNGHI MISTI TRIFOLATI,  FRITTI

E POLENTA

Ingredienti:  funghi champignons,  funghi porcini r funghi pioppini,  sale,  pepe,  aglio  porro,  scalogno,  vino bianco,  tabasco,  farina tipo “o”, q.b ,  olio extra vergine d’oliva,  brodo ai funghi,  latte,  alloro,  farina per polenta.

Esecuzione:  puliamo bene i funghi e li laviamo sotto acqua corrente.  Facciamo un trito di scalogno,  aglio e porro,  li soffriggiamo in poco olio,  mettiamo i funghi  champignons e porcini a piccoli pezzi,  sfumiamo con il vino e lasciamo evaporare;  aggiungiamo una goccia di tabasco,  tre foglie di alloro,  un giro di pepe e un po’ di sale,  infine un mestolo di brodo e lasciamo cuocere a fiamma moderata per 15 minuti.  Lasciamo riposare,  aggiungiamo un bicchierino di latte e portiamo ad ebollizione sempre mescolando;  si formerà una cremina densa,  quando i fungi trifolati si saranno raffreddati aggiungeremo un giro di olio.  Ora facciamo la polenta classica,  quando la polenta sarà cotta ne stenderemo unpo’ sul piatto,  dove sopra ci stenderemo i funghi trifolati.  Adesso lasciamo riposare l’altra polenta che abbiamo versato in un recipiente e nel frattempo friggeremo i funghi pioppini:  li infariniamo e li caleremo nell’olio bollente al punto giusto, quando i funghi saranno dorati li scoleremo dall’olio e li metteremo un attimo sulla carta assorbente.  Ora tagliamo a fette la polenta, la mettiamo ad abbrustolirsi sulla piastra,  e quando sarà pronta finiamo di impiattare polenta e funghi.  (i funghi fritti sono buoni con la polenta abbrustolita,  mentre quelli trifolati con la polenta fresca).

Federica  Come ultima ricetta di questo articolo di cucina è proprio gustosissima!

APPLICAZIONI TECNICHE

02/02/2022

Rispondo pubblicamente a P.  che mi ha chiesto se le moke del caffè vanno lavate tutte le volte che si prepara il caffè;  e se è vero che più le moke  sono vecchie e più il caffè è buono,  addirittura secondo lei non dovrebbero mai essere lavate.

Io ho risposto:  secondo me per fare un buon caffè la moka deve essere sempre lavata e ben pulita,  senza detersivo,  ma periodicamente passarle con acqua e bicarbonato e sciacquarle con acqua e aceto.  In quanto alle moke di tanti anni fa,  sì,  è vero il caffè riesce più saporito,   però la moka deve essere completamente pulita dentro priva di residui che con il tempo generano muffe invisibili ma tossiche;  in quanto alla facciata sia interna che esterna non importa se non sono più brillanti,  l’importante è il pulito dentro!

Le moke che vedi nella foto sopra,  sono quasi tutte antiche:  (una era di mia madre e un’altra di mia nonna)  tranne quella di colore verde,  le altre hanno compiuto dai cinquanta ai quarant’anni,  tutte funzionanti e fanno ancora tutte un ottimo caffè,  le ho sempre mantenute funzionanti:  pulendo o cambiando loro periodicamente i filtri e lavate accuratamente.