RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOQUATTORDICESIMA PARTE

24/02/2022

Che cosa succede nell’organismo se ingeriamo troppo iodio? Marco di Patty

Ci intossichiamo,  questo può avvenire in seguito a cure iodiche troppo intense,  oppure in individui particolarmente sensibili allo iodio.  Vi è una forma leggera di questa intossicazione,  che costituisce una tipica iodosincrasia  e si manifesta con alterazioni infiammatorie delle vie respiratorie,  dei seni mascellari e frontali,  della congiuntivite,  della mucosa boccale e con fenomeni di irritazione e di ipersecrezione delle ghiandole salivari.  Questa forma compare già all’inizio del trattamento e scompare  con la sospensione delle cure di iodio.  A volte può diventare grave e diventa  una tossicosi del sistema nervoso centrale,  che causa turbe della sensibilità, della motilità e dello stato psichico.  Esso si accompagna spesso a manifestazioni cutanee diverse:  eritema,  acne,  edema palpebrale,  ecc.  Elena  L.

25/02/202

In giro ci sono molte definizioni di “iodio”  vanno tutte bene,  ma non ne ho trovata una che sia completa.  Vorrei la tua.  Grazie !  Marco di Patty

L’acqua di mare contiene una quantità di iodio dell’ordine di 0,02 mg/l. che viene ceduto alle alghe,  ai coralli,  ai pesci,  nei quali lo iodio si concentra fino a raggiungere percentuali molto elevate.  Relativamente ricche di iodio sono alcune acque minerali e le acque salmastre che accompagnano il petrolio nei giacimenti;  sotto forma di iodato lo iodio è anche presente nei giacimenti di nitrato di sodio  nei paesi dell’America Latina. Negli umani il fabbisogno giornaliero di iodio e di ca. 0,1 mg.  Esso viene in massima parte  immagazzinato e utilizzato dalla tiroide per la sintesi degli ormoni tiroidei.  Quindi la biochimica dello iodio è strettamente collegata con la fisiologia della tiroide.  l’importanza dello iodio nella funzione tiroidea è messa in luce dalla forte incidenza di stati ipofunzionanti della tiroide in regioni relativamente povere di iodio;  tali condizioni morbose scompaiono o vengono fortemente attenuate  in seguito a somministrazione giornaliera di piccole quantità di iodio.  Nelle zone dove esiste l’ipotiroidismo endemico,  si sono avuti ottimi risultati con la semplice misura profilattica di aggiungere piccole quantità di iodio al sale da cucina.  In medicina lo iodio è impiegato sia allo stato elementare sia sotto forma di ioduri e di iodati.  Per uso esterno viene usato in soluzione acquosa o alcolica addizionato con ioduro di potassio,  (tintura di iodio) come antisettico e antiparassitario;  per uso interno viene somministrato come ioduro  nell’ipotiroidismo, da carenza iodica ed in alcuni casi di ipertiroidismo,  alcuni suoi composti venivano usati nella terapia della lue terziaria, altri lo sono ancora come disinfettanti dell’intestino. Molecole complesse contenenti più atomi di iodio sono impiegate in radiologia come mezzo di contrasto;  come radioisotopo … viene usato sia a scopo diagnostico sia nel trattamento di ipertiroidismo e del carcinoma della tiroide.  Lo l ¹³¹ emette due tipi di radiazioni,  gamma e beta:  le beta hanno azione distruttiva sul carcinoma tiroideo,  la registrazione della gamma permette invece di valutare l’entità della iodocaptazione da parte della tiroide e di diagnosticare quindi forme di ipertiroidismo.  Elena  L.

28/02/2022

Esiste una barriera che protegga il cervello dalla circolazione del sangue con tutte le sostanze di carattere chimico,  biologico e del liquido cerebrospinale?  Marco di Patty

Si’,  certo,  è un meccanismo complesso fisiologico che regola il passaggio del sangue al liquido cerebrospinale di sostanze contenute nel flusso ematico,  utilizzando per la sua azione i plessi corioidei, le leptomeningi,  le pareti dei capillari cerebrali e midollari.  Nell’attività della barriera difensiva si possono schematicamente differenziare due funzioni:  una difensiva che consiste nel bloccare il passaggio dal sangue al tessuto nervoso di sostanze capaci di lederlo;  Una regolatrice che controlla la composizione costante del liquido cerebrospinale.   Le funzioni difensiva e regolatrice della barriera svolgono un ruolo fondamentale per il normale svolgimento dei processi flogistici  nel tessuto nervoso permettendo un elevato ritmo di sviluppo degli elementi nervosi garantendone la marcata sensibilità alle variazioni.  Un’altra caratteristica della barriera consiste nella sua permeabilità selettiva  non soltanto in relazione alle sostanze complesse contenute nel sangue,  ma anche verso quelle formatesi nell’organismo stesso.  Tale selettività risulta più spiccata per il passaggio dal sangue al liquido cerebrospinale e viceversa.  Un’altra cosa: le funzioni di questa barriera risultano più importanti in condizioni patologiche quando la sua permeabilità selettiva protegge il sistema nervoso centrale dalle sostanze tossiche che circolano nel sangue.  Elena  L.

01/03/2022

È  vero che la liquirizia contiene una sostanza che cura il morbo di Addison? Marco di Patty

Non è esattamente così,  intanto ti dico che cos’è veramente la malattia di Addison.  Il morbo di Addison è una sindrome provocata dall’insufficienza cronica e primaria della sostanza corticale delle ghiandole surrenali.  Questa malattia è grave,  ma non è così frequente,  ha un inizio subdolo ma andamento progressivo,  caratterizzata da astenia,  ipotensione arteriosa,  melanodermia,  perdita di sodio e ritenzione di potassio,  ipoglicemia,  e ipofunzione delle gonadi.  La causa principale di questo morbo è un’atrofia della corteccia surrenale di origine sconosciuta.  Si tratta di distruzione parziale delle stesse ghiandole,  per tumori,  granulomi tubercolari,  amiloidosi o necrosi infiammatoria.  Colpisce più frequentemente i maschi dai 20 ai 40 anni.   A parte il trattamento dell’eventuale malattia fondamentale,  deve essere sostitutiva,  per compensare la mancata produzione di ormoni corticoidi ,  somministrazione di preparati cortisonici,  con una dieta povera di potassio e ricca di sodio.  La liquirizia radice contiene un glocoside  costituito chimicamente da due molecole di acido glucoronico combinate con un terpene policiclico,  chiamato acido  glicirretinico.  È presente nella pianta sotto forma di sale d’ammonio, derivato idrosolubile,  dal sapore dolce con il caratteristico odore della radice della liquirizia.  Sotto forma di estratto ammoniacale, questa sostanza viene usata in farmacia come dolcificante e come correttore di sciroppi e soluzioni dal sapore sgradevole,  ed è dotata di proprietà antinfiammatorie, espettoranti, e altro ancora.  Esercita sul rene un’azione sodioritentiva, analoga a quella degli ormoni corticosurrenalici di tipo mineralcorticoide,   ed è per questo impiegata nella terapia del morbo di Addison.  Elena  L.

03/03/2022

In che cosa consiste il “Morbo di Werlhof?”  Grazie!  Marco Di Patty

Si tratta di un gruppo di malattie,  dette anche piastrinopatie,  sono caratterizzate da difetto numerico o qualitativo delle piastrine.  Le forme cliniche più importanti sono la porpora iodopatica  piastrinopedica e le trombopatie costituzionali.  La prima non è ereditaria pur avendo carattere costituzionale,  e colpisce le femmine dai 10 ai 40- 45 anni.  Si manifesta con emorragie spontanee improvvise, ecchimosi cutanee e mucose,  notevole diminuzione e alterazioni morfologiche delle piastrine;  il cui numero può scendere al di sotto di 60000 con emorragia prolungata.  Le seconde sono malattie ereditarie a carattere dominante,  con sintomatologia costituita da emorragie ricorrenti,  spontanee, o da microtraumi,  e da alterazioni morfologiche  (tipo Naegeli) o funzionali,  (tipo Jurgens) delle piastrine.  Elena  L.

04/03/2022

Che mi dici degli antibiotici derivati dell’acido 7-ammino cefalosporanico?  Grazie!  Marco di Patty

In questi antibiotici sono compresi un anello diidrotiazinico e uno beta lattamico.  Il composto base è unÈ derivato della cefalosporina C,  prodotto di fermentazione del cephalosporium.  Il nucleo originale è stato modificato con l’aggiunta di catene differenti in siti differenti,  venendosi così a creare tutta una serie di composti,  caratterizzati da una sempre maggiore resistenza agli enzimi batterici e da un allargamento sempre più spinto dello spettro antibatterico.   Esistono almeno tre generazioni di cefalosporine,  la prima rappresentata dalle molecole più antiche, la seconda da cefamandolo,  cefossitina, e cefuroxina e la terza  che è la piùnumerosa,  da cefotassime,  cefoperazione,  ceftazimine,  moxalactam  ecc.  Comnque sempre nuove molecole vengono emesse sul mercato in una ricerca non sempre dettata da reali necessità di miglioramento terapeutico.  Le cefalosporine hanno azione battericida,  come quella della penicillina,  cioè inibiscono la sintesi delle strutture che compongono la parete cellulare batterica, ed hanno il vantaggio di essere scarsamente tossiche.  Oltre alla resistenza delle betalattamasi batteriche, alcune delle molecole sintetizzate hanno avuto discreta azione antibatterica anche contro germi tradizionalmente resistenti. le cefalosporine hanno scarsa capacità di superare la barriera ematoliquorale e quindi non hanno indicazione nelle infezioni del sistema nervoso,  sono eliminate con  la bile e con le urine dove raggiungono concentrazioni utili per il loro impiego nelle infezioni dei rispettivi distretti. Rappresentano l’intibiotico di base  degli immunocompromessi, i quali esiste un deficit immunitario spontaneo o provocato che favorisce l’insorgenza delle infezioni batteriche più disparate.  Possono essere  vantaggiosamente associate con altri gruppi di antibiotici,  amminoglicosidi e macrolidi.  Elena  L.

07/03/2022

È vero che la malattia di nervi è caratterizzata dalla mancanza di calcio?  Grazie Marco di Patty

Questa malattia è caratterizzata da ipereccitabilità elettrica e meccanica dei nervi motori  periferici,  con tendenza a spasmi o a contratture muscolari diffuse  o localizzate.  L’eziopatogenesi sembra legata ad alterazioni del metabolismo del calcio  (il cui livello ematico risulta diminuito),  potenziato da malattie febbrili,  eccessiva esposizione al sole o iperdosaggio di vitamina D.  Può manifestarsi in forma latente,  senza una chiara sintomatologia evidente,  e in forma manifesta,  con spasmo accessionale dei muscoli costrittori delle glottide,  della muscolatura liscia bronchiale (broncotetania)  del cardias e del piloro,  ecc.  Elena  L.