Dicembre 26, 2022 DIALOGANDO CON VOI admin DIALOGANDO CON VOI 26/12/2022 LA MIA CASSIA 09/01/2023 Marco di Patty Come hai passato il resto delle feste? Spero bene. Prima di incominciare con gli argomenti di medicina, ti va di continuare con italiano e storia? Anche a me interessa molto il passato. Elena Ho passato tutte le feste in buona compagnia, con persone meravigliose compresi voi due. Grazie! A proposito di italiano e storia, possiamo continuare ancora quando vuoi con gli argomenti di cui abbiamo parlato a voce; se vuoi posso farlo anche adesso, lo scrivo subito così ti saprai regolare. Allora, mi avevi chiesto se si poteva parlare del periodo dell’ Illuminismo e del Romanticismo. Fra gli intellettuali luministi e quelli romantici, specialmente in Lombardia, non vi fu una grande differenza: cauto e moderato era stato l’Illuminismo, fino alla metà del 1800 circa, il Romanticismo, in un certo senso, per gli stessi motivi, cioè per il fatto che la realtà italiana, le tendenze culturali e politiche premevano non tanto nella direzione di una brusca rottura, quanto in quella di graduali cambiamenti. Vi era uniformità anche nella estrazione sociale fra nuovi e vecchi gruppi intellettuali, per lo più aristocratici ed esponenti della borghesia imprenditoriale e impiegatizia vi era uniformità di atteggiamenti nei confronti di alcuni problemi, ad esempio quello della religione il cui ripristino non fu in Italia così traumatico come in Francia, perché il nostro Illuminismo non era stato ateistico. Né ci si deve stupire che proprio quegli strati sociali che nel settecento in Lombardia avevano fornito degli intellettuali disposti a collaborare attivamente col potere austriaco sentissero in seguito l’esigenza di ribellarsi a quel potere: proprio perché più aperti e progressisti, non potevano non sentire l’oppressione e l’angustia del giogo dei governi restaurati ed aspirare ad una più ampia libertà politica, nella quale realizzare le loro aspirazioni ad una società più giusta e civile. È sempre difficile ed arbitrario identificare l’inizio di un fenomeno che, come il Romanticismo, investe la cultura e la sensibilità di un’epoca; pertanto non si può dire certo che il Romanticismo abbia una data di inizio perché sarebbe impossibile. Gli intellettuali della bella Italia rivolgevano spesso l’attenzione al di là delle Alpi, non dico per vestire le fogge straniere, ma per conoscerle; non per diventare imitatori, ma per uscire da quelle usanze vietate le quali duravano nella letteratura come nelle compagnie i complimenti, a pregiudizio della naturale schiettezza. Non era certo un invito all’imitazione, bensì ad ampliare gli orizzonti della cultura, a conoscere le tematiche culturali d’oltralpe; soprattutto a svecchiare la cultura e far sì che essa si basasse su interessi reali e contemporanei e non su argomenti non superati. In ogni caso va chiarito che, proprio perché l’Italia era stata per secoli la custode della cultura classica, era impossibile che i romantici riuscissero davvero a far piazza pulita del passato: Il nostro Romanticismo si innestò sul tronco robusto della tradizione classica rinnovandola, sì, per esempio abbandonando l’uso della mitologia, le regole che limitavano la libertà dell’autore, l’eccessiva disciplina formale, ma mantenedo quel rispetto del decoro formale e quell’esigenza di eleganza e rigore nell’espressione che provenivano proprio dalla tradizione classica. Continua domani. 10/01/2023 Questi sono solo alcuni degli aspetti che differenziano il nostro Romanticismo da quello d’Oltralpe, ma ancora lo distinguono la mancanza di componenti irrazionali e dell’evasione della realtà, proprio perché la situazione italiana richedeva una militanza della cultura nella vita reale; il letterato, infatti rimane ancorato alla realtà, alla storia, per poter contribuire con i suoi mezzi, alla battaglia per il riscatto dell’Italia. Tuttavia non bisogna credere che il nostro Romanticismo si esaurisse tutto nella tendenza realistica ed oggettiva, che ebbe il suo massimo esponente in Manzoni, perché accanto a questa vi fu il filone del soggettivismo lirico che si espresse in forme altissime con Leopardi. Ma proprio perché la tendenza più sentita e la più vera esigenza era quella di muoversi nell’ambito del reale: storia, società, la stessa religione cattolica che faceva parte della realtà della società italiana, dei gusti e delle tendenze in un pubblico che il letterato voleva sempre più ampio, un poeta come Leopardi, ribelle al destino e alla vita nonché alla stessa natura, ironico nei confronti dei credenti, finisce con l’essere un po’ atipico nel nostro Romanticismo rimanendo come una grande voce isolata e non sempre compresa. L’ntellettuale Illuminista si era posto il problema di una letteratura che avesse un fine educativo e che conquistasse un più ampio pubblico, ma questa era rimasta come una pura intenzione anche a causa del linguaggio ancora troppo elevato, distante dalle reali capacità di comprensione del popolo. I romantici invece si pongono il fine preciso della popolarità dell’arte e di un coinvolgimeto di più ampi strati di pubblico. A questo punto è bene definire due concetti basilari, e cioè quello di popolo e quello di intellettuale romantico, che poi è come dire intellettuale borghese. L’intellettuale romantico è borghese, non solo per estrazione sociale, non solo perché si rivolge ad un pubblico borghese, ma soprattutto è portatore degli ideali e dei valori di questa classe, ed infatti anche quando si avvicinerà al popolo, cioè quando amplierà col tempo il suo pubblico, sarà sempre per trasmettere gli ideali della borghesia che si è ormai affermata come classe egemone, cioè come classe che detiene le leve dell’ econmia, della cultura e che aspira a detenere anche quelle del potere. Dall’ esigenza di un’arte che fosse comprensibile ad un gran numero di persone e che avesse come fine una sorta di rieducazione morale e civile, derivarono anche la ricerca di una lingua media, comprensibile a tutti, tutti coloro che avevano un minimo di cultura, la volontà di evitare la distinzione fra lingua scritta e lingua parlata ed il tentativo di esprimersi nella lingua parlata ed il tentativo di esprimersi nella lingua parlata nella maggior parte delle persone, per dirla col Manzoni, e benpensanti e benparlanti e cioè sempre quella classe borghese. Il problema della lingua però in un’Italia divisa in tanti Stati nei quali si parlavano lingue diverse, non fu di facile soluzione. mancarono studi seri in proposito, si eccettua il Manzoni, e possiamo dire che fu l’esperienza dei singoli, che riuscì a dare una nuova impronta al linguaggio letterario che non poteva restare immutato rispetto al passato. A domani! Cercherò di riassumere per farti capire meglio e di finire l’articolo di questi due movimenti filosofici e culturali…e la lingua. 11/01/2023 Una letteratura che abbia di mira non già il bello ideale degli scrittori greci e latini, avvulso dal presente e totalmente estraneo al mondo presente, bensì l’educazione civile ed il miglioramento sociale e morale del popolo, rifiuta per istinto lo strumento espressivo della tradizione, difficile, e tende ad accoglierne uno che sia più agile, pronto ad accettare modi del parlato e persino termini stanieri. E i primi attuarono una scrittura di tono medio, discorsiva e confidenziale, vivace. Ma finiamo ancora una volta col riferirmi al Romanticismo lombardo o comunque dell’Italia compresa, fra Milano e Firenze, dove sebbene con diverse sfumature di tipo linguistico, si poteva arrivare ad esprimensi in una lingua con cui si aveva una certa consuetudine. Altrove il letterato che voglia tentare l’esperienza di una letteratura popolare si muove sulle sabbie mobili perché non ha intorno a sé dei parlanti che possano dettargli un’espressione comprensibile ad un pubblico extraregionale. Era sempre mancata in Italia una lingua nazionale comprensibile a tutti: si era scelta come lingua letteraria il fiorentino, ma questo era andato bene fino a quando lo scrittore prendeva a modello la lingua letteraria, le espressioni linguistiche di altri letterati, ed aveva la certezza di non sbagliare, perché le parole che usava appartenevano di pieno diritto alla tradizione colta italiana; ma quando lo scrittore volle adeguare il suo linguaggio al parlato evidentemente non ebbe modelli letterari e non esistevano uniformità di tipo nazionale in fatto di lingua parlata i termini da lui usati , che gli potessero dare la certezza per indicare determinate cose che avessero quel significato per tutti. Nel momento in cui le istanze democratiche del Romanticismo pongono l’esigenza di una letteratura aperta ai problemi del proprio tempo e di un rapporto diverso da quello intercorso secolarmente in una cultura aristocratica come la nostra, è naturale che le nuove idee trovassero, nella tradizione lombarda, il terreno più adatto per attecchire prontamente; non meno naturale poi che il problema di una lingua funzionale rispetto ai programmi romantici si ponesse agli scrittori lombardi del primo Ottocento nei termini di una opzione fra lingua e dialetto; non già che il ricorso a quest’ultimo significasse la soluzione delle difficoltà di trovare un rapporto con la realtà più diretta, ma a degli scrittori periferici per i quali l’italiano è la grammatica, cioè una lingua non assorbita col latte della balia, ma conquistata nella lettura degli autori collaudati, è difficle il controllo della corrispondenza tra l’espressione appresa sui libri e i propri bisogni espressivi, controllo e senso vivo concessi invece ad ognuno nell’ambito della propria lingua di natura e cioè il dialetto….. Ma forse l’equivoco più grossolano è stato quello di vedere nei poeti dialettali una sorta di ingenuità, di primitività ed inconsapevolezza, convinzione che relegava la letteratura dialettale all’ambito esclusivo del folklore locale: oggi noi sappiamo bene invece che anche i poeti dialettali sono dei letterati a pieno titolo che si inseriscono, nell’Ottocento, nella tendenza realistica tipica del nostro Romanticismo. Marco di Patty Al giorno d’oggi vedi un cambiamento? Elena Altroché, oggi c’è una grande libertà di parola, sia nel dialetto che nella lingua madre, a molti manca solo la fantasia nel comporre l’opera, vanno bene le storie vere, ma uno scrittore deve arrivare lontano sia con la verità che con la fantasia, altrimenti le storie sembrano sempre le stesse e cioè banali.
Dicembre 16, 2022 DIALOGANDO CON VOI, VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin DIALOGANDO CON VOI 16/12/22 Robert e Linda Il fatto che tu non abbia mollato mai e a non a chiuderti in te stessa, hai avuto una grande forza di volontà, del resto una persona intelligente non può rannicchiarsi su se stessa e a piangersi addoso per sempre. Sei un’amica carissima che io non potrei mai pensare di perderti. Anche tu per noi hai fatto l’impossibile e te ne saremo grati per sempre. Giardino d’inverno Elena Guardate la coincidenza, ora vi mostrerò i fiori appena colti nel mio giardino, tutti gli altri sono appassiti, ma quelli che preferite sono ancora fioriti, li vedrete bagnatissimi perché ha piovuto per due giorni, questi li avevo seminati in aprile per voi, eccoli nella foto sopra! Marco e Patty Sai che stiamo facendo le poesie di Charles Baudelaire? Quella che mi piace di più è “L’Arbatro”, io mi son fatto un’idea mia su quello che esprime, ma nella spiegazione non mi ci trovo. Tu la conosci? Me la puoi scrivere? Grazie! Elena Sì, me le ricordo benissimo tutte, sono molto belle; ma “L’Arbatro” in sé non è difficile da capire, forse non sei stato attento, o forse senza accorgertene potrebbe esserti sfuggito qualcosa di essenziale; a volte la mente pensa a mille cose contemporaneamente e senza che noi ce ne accorgiamo ci sfuggono le cose a cui teniamo di più. Elena Questa poesia parla dell’incomprensione fra il poeta e gli uomini; questo tema drammatico lo toviamo in altre poesie e racconti. In Bodelaire essa diventa l’essenza dolorosa e drammatica della vita stessa dell’uomo. Il poeta vive angosciamente uno stato di impotenza, per la coscienza della propria superiorità, egli si vede un gigante con le ali immense, ma è anche consapevole della sua vita esiliata sulla terra, fra uomini che non capisce e che non capiscono lui, presi da cose esclusivamente materiali. Per tutto c’è un tempo! E anche a quei tempi gli artisti dalla grande sensibilità non erano capiti, quindi si paragona ad un albatro, così bello e superbo fino a quando vola nel cielo, diventa una misera creatura se viene catturato e svolazza ad ali basse. E lo stesso è lui, vive un’esistenza drammatica in cui la poesia non può trovare rispondenza fra gli uomini comuni, quindi si esula dalla società sentendosi un albatro con le ali spezzate. Marco e Patty Ancora oggi esistono genitori e famiglie in cui non notano la sensibilità dei loro figli, ed è così che i figli non si sentono amati, perché gli altri non vedono certe particolari doti che loro posseggono; l’importante è saper guadagnare presto; se hai doti artistiche che non fruttano per certe famiglie non hai valore. Elena Sì, questa cosa non finirà mai! Nasce con il mondo e se ne andrà con il mondo. Però c’è anche il contrario: per avidità c’è chi vede nel figlio l’artista che non è e non sarà mai! Alessandra Cosa pensi del caro energia? Secondo te dovremo tornare alle abitudini antiche? Elena Se si trattasse di energia pulita non mi dispiacerebbe. Nel’antichità, l’umanità ha considerato fonti di energia primaria in massima parte l’energia di origine animale. Ma poi col passare dei secoli, con lo svilupparsi delle industrie, in seguito a ciò il carbon fossile diventò la fonte principale sostituendosi al legno del periodo pre-industriale. Si considerano fonti primarie di energia: carbone, petrolio, gas naturale e il progressivo venir meno di tali fonti energetiche ha posto il problema dell’energia. L’Italia nella poltica dell’energia arriva piuttosto in ritardo, forse per motivi politici ed economici. Ma gli studi si sono portati avanti, si è optato anche per l’energia idroelettrica per evitare il costo dell’importazione del combustibile per le centrali termoelettriche. Si potrebbero compiere studi adeguati per potenziare altre energie alternative, come hanno fatto con l’energia solare ecc. e la stessa cosa vale per l’energia del gas; qui ne abbiamo tanto. Speriamo che qualcosa migliori. I discorsi sono belli, dobbiamo vedere i passi. Marco e Patty Riconosceresti chi ha cercato di entrare in casa tua dalla finestra con la scala qualche anno fa? Elena Assolutamente sì. Era estate, verso le quattro di mattina, ho il ricordo così limpido del suo volto come se fosse capitato ieri. Però loro non sono responsabili di altri fatti capitati qui; succede spesso alle persone poco brillanti che diano la colpa sempre a quello, anche se poi ha messo la testa a posto. Anzi sono anche quelli che se sai qualcosa di macabro nei loro confronti, o cercano di picchiarti oppure di disonorarti perché così la gente non possa credere alla verità che si esprime su di loro. Ci sono persone che possono confermare che ho una memoria cerebrale e visiva molto sviluppata, e come me c’è molta gente. Ad esempio, verso la fine del maggio scorso, in un supermercato, incontrai una persona (una parente di mia cugina) che conobbi all’età di 10-11 anni, adesso ho passato gli anta, entrambe indossavamo la mascherina, eppure la riconobbi per prima e le dissi chi ero, ma non c’è stato bisogno perché anche lei mi riconobbe subito, quindi vedi che come me c’è gente con una memoria visiva forte? Marco e Patty Secondo te è meglio saper scrivere bene o saper parlare bene? Elena Per secoli e secoli si è ritenuto che la forma di linguaggio più prestigiosa fosse quella scritta, mentre l’espressione orale restava in un certo senso, in una situazione di subalternità. Il linguaggio scritto doveva trovarsi in un piano superiore rispetto a quello orale, piuttosto colloquiale e approssimativo. Oggi sull’errore ortografico vi sono posizioni meno rigide che nel passato, infatti molti sostengono che, se è vero che il linguaggio serve per comunicare non è indispensabile un uso corretto della grammatica o della sintassi. Chi parla correttamente ha maggiori possibilità di farsi apprezzare, di affermarsi sul lavoro, quindi si suppone che oggi sia più importante dal punto di vista sociale, esprimersi correttamente che in modo comprensibile e basta. Ma io aggiungo che se si riesce a scrivere correttamente si riuscirà anche ad esprimersi oralmente in maniera corretta e armoniosa. È importante impadronirsi dei meccanismi della propria lingua attaverso la conoscenza di espressioni linguistiche di vari tipi, che consentano di usare bene la lingua stessa. In altre parole: se impari la grammatica imparerai a parlare in modo impeccabile. Robert e Linda Qualè lo scrittore che ti è rimasto particolarmente nel cuore? Perché? Elena Non è solo uno, se vi dico il nome di uno poi mi sembrerà di fare un torto a me stessa perché di poeti e scrittori di allora, ne potrei citare moltissimi. Ma tu mi chiedi di citarne uno in questo momento, allora ti posso dire Alessandro Manzoni e tutte le sue opere, anche se ha scritto una delle più importanti opere come i “Promessi sposi”, non può piacere a tutti. Si dice che fu opera di Manzoni aver posto con impegno notevole, il problema della lingua come uno dei cardini su cui doveva costruirsi il nuovo Stato unitario. Egli era convinto che l’italiano letterario fosse troppo artificioso perché potesse diventare una lingua moderna nazionale e sostenne in vari scritti la necessità dell’adozione di una lingua parlata viva, il fiorentino dei ceti colti come valido mezzo per attuare l’inuficazione linguistica. Manzoni dopo aver compreso l’esigenza che si poneva agli italiani di unificare l’espressione linguistica non implica necessariamente il merito di aver risolto il problema: il fatto, la proposta manzoniana era destinata a fallire perché del tutto artificiale e autoritaria. I motivi che portarono a questo fallimento furono: l’imposizione del fiorentino parlato non poteva risolvere il problema le cui radici affondavano nel passato remoto. Mancavano strutture tali, nell’Italia ottocentesca, che potessero attraverso la scuola elementare, diffondere l’uso del fiorentino. L’Italiano era stato per secoli la lingua di élites intellettuali, una lingua di casta, e non si vedeva come si potesse facilmente ovviare a tale inconveniente per far pervenire questa lingua dotta agli strati interiori con qualche risultato positivo, prescindendo dal contesto socio-culturale ed economico in cui una lingua si evolve. In Italia la varietà dei dialetti si era perpetuata per secoli, per una serie di motivi di carattere prevalentemente storico, e se Firenze per una serie di circostanze come il suo dinamismo politico e mercantile; la sua centralinità geografica e linguistica; la vicinanza stretta della lingua toscana al latino; il grandissimo prestigio di Dante, il Boccaccio e il Petrarca, aveva fornito un modello di lingua letteraria che si era imposto sempre di più, ciò non impedì che nelle varie regioni d’Italia si affermassero le parlate locali anche quando ormai si era affermato l’uso letterario del fiorentino. Eccetto la Toscana e Roma dove la corte pontificia aveva imposto il toscano e dove in seguito al sacco dei Lanzichenecchi, vi fu un forte spopolamento e un successivo ripopolamento di immigrati dalla parlata toscaneggiante, in tutte le classi sociali della penisola era estremamente vivo l’uso del dialetto, anche nelle occasioni ufficiali come prediche, discorsi politici, arringhe giudiziarie ecc. Per questi motivi la programmazione linguistica del Manzoni doveva fallire: solamente gli interventi operativi sulle strutture della società, con interventi di scolarizzazione di massa e di diffusione della cultura si sarebbe potuto sperare in uno scambio e ricambio del mezzo linguistico comune che sarebbe nato dal basso, spontaneamente, come di fatto avvenne nel periodo che va dal 1870 al 1910. Comunque non potrei mai rispondervi quale poeta, scrittore mi è piaciuto di più, perché li dovrei nominare tutti come Giovanni Pascoli, G. Carducci, E. Montale, G. Leopardi, G. D’annunzio, S. Quasimodo, prima ancora Dante, e tutti gli altri nella stessa maniera; tranne quelli che in passato hanno odiato le donne.
Dicembre 9, 2022 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOCINQUANTASEIESIMA PARTE 09/12/2022 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Iniziamo l’articolo di dicembre con una frittura mista, sempre golosa e invitante. FRITTURA MISTA IN PASTELLA Ingredienti: melanzane, peperoni grandi, patate, cipolle bianche, sale, pepe, rosmarino, fettine di cotechino, salvia, olio per friggere, farina tipo”0″, acqua minerale frizzante, sale, peperoncino, una manciata di parmigiano grattugiato. Esecuzione: prima di tutto prepariamo le verdure: le tagliamo più o meno della stessa dimensione, poi incominciamo a sbollentare le cipolle e i peperoni, li spelliamo, li saliamo e pepiamo. Poi passiamo alle melanzane, le tagliamo a fette un po’ spesse, le irroriamo di olio e parmigiano, poi le mettiamo a cuocere in forno, lo stesso vale per le patate: le cuoceremo in forno con gli odori, sale, pepe; adesso tagliamo il cotechino a fette e tagliamo le fette in due parti. Ora che abbiamo tutto pronto sul piano di lavoro, facciamo la pastella con gli ingredienti sopra elencati; mettiamo l’olio in padella e accendiamo il fuoco, mentre l’olio sale di temperatura noi prepareremo un recipiente piano con carta assorbente dove rilasciare il nostro fritto. Federica Ricordo quando l’ho mangiato non molto tempo fa, era una cosa da favola! Croccante fuori, morbido e saporito dentro, meraviglioso! 10/12/2022 Elena Una ricetta nuova della torta di melanzane. Eccola! Squisita e leggera. TORTA DI MELANZANE Ingredienti: due melanzane grosse, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, parmigiano reggiano, mozzarella di bufala, besciamella leggera, prosciutto, spinaci, latte, uno spicchio di aglio, mezzo scalogno, noce moscata, farina. Esecuzione: tagliamo le melanzane a fette grandi, le saliamo e le lasciamo riposare per 15 minuti. terminato il tempo di posa le spennelliamo con l’olio, cospargeremo un velo di parmigiano e le metteremo in forno a 130° per 10-15 minuti. Intanto prepariamo gli altri ingredienti: il parmigiano, il latte, gli spianaci, l’aglio e lo scalogno, la mozzarella, sale, pepe, noce moscata, farina. Adesso facciamo la besciamella con olio, farina, noce moscata e latte. Scottiamo gli spinaci, li strizziamo bene, li passiamo al tegame con aglio e scalogno, poi aggiungiamo una manciata di parmigiano. Adesso che le melanzane sono pronte, prendiamo la teglia, mettiamo uno strato di besciamella, le melanzane, il prosciutto, la mozzarella, e ancora le melanzane, gli spinaci, la mozzarella e via via così… il penultimo strato lo faremo con le melanzane, il prosciutto, la mozzarella, gli spinaci e il parmigiano, poi copriamo con le melanzane sottili, uno strato di besciamella e un po’ di parmigiano. Federica Sono squisitissime! Poi si possono anche congelare. Elena Tutto dipende con chi sei a cena, i giovani mangiano con gusto, quindi sarà bene farle sempre fresche. 12/12/2022 Elena Ecco la torta che ho fatto per i miei amici qualche settimana fa. Diciamo che è una rivisitazione della torta “monte bianco” ma sospesa e racchiusa in una frolla golosissima. TORTA NUOVA DI CASTAGNE Ingredienti: 150 g di burro fresco, 150 g di zucchero semolato, estratto di vaniglia, buccia d’arancia naturale grattugiata, due uova, 430 g di farina, una bustina di lievito per dolci. Per il ripieno: 700 g netti di caldarroste, 200 g di panna, latte q.b. bollente, 200 g di zucchero, 300 g di cioccolato fondente, 30 g di cacao amaro, canditi misti, liquore rum, 100 g di cioccolato bianco. Esecuzione: impastiamo gli ingredienti per la frolla, imburriamo una teglia dal diametro di 20 cm, foderiamo il fondo, le pareti fino ai bordi; ora la mettiamo in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Prima di toglierla dal forno controllare la cottura. Lasciamo raffreddare, e intanto frulliamo le castagne col latte bollente e metà dello zucchero, aggiungiamo il cioccolato e lo zucchero rimasto sciolti a bagnomaria, aggiungiamo anche un po’ di rum, l’arancia grattugiata, i canditi, un cucchiaio di cacao, mescoliamo bene, poi montiamo la panna. Adesso mettiamo il tutto in due sac à poche: uno per la panna e l’altro per il composto di castagne e cioccolato ecc. Mettiamo il cioccolato bianco nel forno a microonde e prendiamo la nostra teglia della torta che nel frattempo si è raffreddata. Fcciamo una base di cioccolato bianco, circa dei millimetri, un po’ meno di mezzo cm, serve per impermeabilizzare la frolla, poi la riempiamo e facciamo un monte con il sac à poche girando tutt’intorno, facciamo così anche con la panna montata e alla fine cospargeremo il tutto con un po’di cacao amaro. Buonissima! Federica Lo puoi dire benissimo, aveva dei gusti strepitosi! 13/12/2022 Elena Ho un primo piatto gustoso e nutriente, è una zuppa nuova con maccheroni e sapori nuovi. ZUPPA DI CASTAGNE, TOPINAMBUR E ZUCCA, ALL’ABETE ROSSO Ingredienti: zucca, topinambur, castagne, brodo vegetale, maccheroni, sale, pepe, noce moscata, rosmarino, abete rosso (gemme e aghi), achillea moscata, olio extra vergine d’oliva, un cipollotto, parmigiano grattugiato. Esecuzione: incidere le castagne, metterle sulla griglia a cuocere a fuoco basso, intanto fare il soffritto con il cipollotto, mettere poi la zucca e il topinambur a tocchetti, aggiungere il brodo vegetale, gli aromi sopra elencati, lasciare cuocere a fiamma bassa. Adesso spelliamo le castagne, le aggiungiamo alla casseruola della zuppa, e finiamo la cottura insieme a tutto il resto. Prendiamo un po’di castagne, zucca e topinambur, li teniamo da parte e frulliamo tutto il resto, poi caliamo i maccheroni, lasciamo cuocere e uniamo il tutto, aggiungiamo il parmigiano grattugiato e siamo pronti per impiattare la zuppa con la pasta. Se non si vuole la pasta, servire con del pane tostato oppure del gnocco fritto. Federica Quanto è buona! La farò al ristorante. 14/12/2022 Elena Oggi presento il mio liquore allo zabaione fatto in casa, non solo gradevole, ma squisitissimo! LIQUORE ALLO ZABAIONE FATTO IN CASA Ingredienti: 5 tuorli, 250 g di zucchero semolato, 100 ml di marsala, 100 ml di caffè forte con grande aroma, 140 g di panna liquida, aromi naturali (una bacca di vaniglia, 2 chiodi di garofano, mezzo bicchierino di rum) 300 ml di brandy 45°. Esecuzione: incominciamo con lo zabaione, sbattendo le uova con lo zucchero fino a farli diventare una crema omogenea. Incorporiamo poco alla volta il marsala, e sempre mescolando lo faremo cuocere a bagnomaria; non dobbiamo staccarci un attimo altrimenti potrebbe impazzire e non diventerebbe bello gonfio. Non appena si vedrano le prime bolle lo si dovrà togliere dal calore, e sempre mescolando aggiungeremo gli aromi, poi subito la panna, mescoliamo bene, poi il caffè, mescoliamo ancora infine il brandy facendolo assorbire un po’ per volta. Il liquore allo zabaione risulterà abbastanza denso da decorare torte e panettoni, ma anche da offrire agli ospiti in cocktail insieme alla crema di caffè o al cioccolato fuso. Conservare in bottiglia, in frigorifero per circa due tre settimane (ogni tanto mescolarlo un po’ squotendolo dal basso verso l’alto). Federica Io non so come ti vengono queste idee, ma è di una squisitezza indescrivibile! L’ho appena fatto anch’io da consumare per le festività. 15/12/2022 Come ogni anno in questo periodo la cucina si chiuderà e ci rivedremo il 07 gennaio 2023 con nuove ricette. Auguro a tutti quanti BUONE FESTIVITÁ sperando ancora una volta nella giustizia vera! Elena Lasagna
Dicembre 9, 2022 DIALOGANDO CON VOI admin DIALOGANDO CON VOI 09/12/2022 DIALOGANDO CON VOI Marco e Patty Devo fare una relazione sull’indipendenza della donna, parlando dell’inizio, quando la politica ha incominciato a prendere in considerazione la libertà della donna. Fin dai tempi antichi la donna si è sempre sentita”moglie e madre” e di vivere in funzione di questo ruolo stabilendo un ambiguo rapporto di autorità, prepotenza ed estrema debolezza nei confronti del marito e anche dei figli, agli occhi dei quali ritenessero di poter valere solo a patto del totale sacrificio della propria personalità e delle proprie esigenze. All’inizio del xx secolo le donne più politicizzate, anarchiche e socialiste, risentivano forse più delle altre della loro subalternità e la loro frustrazione è più forte, in quanto grandi erano state le speranze che dal cameratismo politico, con gli uomini potesse nascere finalmente una più autentica “parità”. Nel 1906 molte donne erano ansiose di affermare la loro individualità e di vivere un rapporto paritario con l’altro sesso. Il lamento di donne schiacciate da una routine che detestavano, si faceva sentire, erano ansiose di esistere, di poter essere se stesse, e di provare che una donna è capace di reggere da sola. Ormai la casa in ordine, le comodità, per loro era diventata come una prigione, il calore domestico era un carcere che la relegava ai margini della società in cui ella voleva produrre, e affermarsi con le proprie forze. Ma molte di loro nei rapporti sentimentali perdevano il senso della lotta, la lucidità delle proprie aspirazioni e ricadevano nell’accettazione del proprio ruolo, e molte di loro si lasciavano andare perché avendo figli si adagiavano nella famiglia rassegnate per sempre perché sapevano che il proprio uomo non avrebbe mai accettato un rapporto di parità; ancora oggi per molti uomini non è cambiato niente, nemmeno con il movimento femminista. Continua Elena Intanto con queste informazioni puoi prendere appunti e proseguire domani per la relazione completa. Elena Ho pensato che voglio finire l’articolo così tu potrai coglierne le informazioni per scrivere ciò che credi. Col passare degli anni l’uguaglianza culturale e l’indipendenza intellettuale della donna dall’uomo ha allontanato il suo pensiero dagli obiettivi tradizionali: come marito, casa, figli. Con la legge n. 151 del 19 maggio 1975 con la riforma del diritto di famiglia il legislatore ha dato una nuova regolamentazione ai rapporti personali e patrimoniali tra i coniugi e i loro figli. La riforma è stata imposta in un certo senso, dai mutamenti delle condizioni sociali, economiche e storiche che hanno coinvolto anche l’istituzione familiare. Da questo punto di vista importantissima è la parte della riforma riguardante la donna nel suo ruolo di moglie, di madre, che è stato rivalutato e collocato su un piano di nuova e maggiore dignità. Si è detto che l’ordinamento giuridico italiano ha sempre attribuito una grande importanza alla famiglia, considerata “la cellula dello stato”, ed ha sempre regolato con norme inderogabili dalla volontà dei coniugi e degli altri componenti del nucleo familiare, i rapporti civili che vanno comunemente indicati con l’espressione diritto di famiglia. Sapessi che cosa ho trovato sopra nel tema di italiano e storia? Non lo immagineresti mai! Cose dell’altro mondo! Io ho sempre pensato che i grandi di cui si parla ancora e in passato si è parlato molto, che anche loro potessero sbagliare e che alcuni di loro fossero dei grandi parac…! Domani riporterò quello che mi spiegò il mio professore di italiano, storia e geografia; io lo scrissi e ne ricavai un tema. Che cosa penserà la gente che non lo sa di questi cosiddetti grandi che con le loro parole incantarono il mondo? Domani lo saprai e lo sapranno. Ciao! Buona scrittura! 10/12/2022 Nel vecchio diritto di famiglia, possiamo immaginare quante ingiustizie e crudeltà dovevano subire le donne . Nel nuovo diritto di famiglia qualcosa migliorò, ma nonostante tutte le leggi e i passi fatti per l’emancipazione della donna, ancora oggi in certi posti di lavoro la donna è vittima di maschilismo. Prima di esporre ciò che ti ho promesso ieri pomeriggio, ho voluto fare una visita ad una mia amica professoressa in pensione, lei mi ha confermato che ciò che sto per dirti è scritto anche nei testi universitari. Ma io spero con tutta me stessa che queste persone stimate siano vittime di invidia, cattiveria e altro, anche se nessuno lo potrà mai provare la verità! Ciò che diranno di sapere su questo argomento è tutta aria fritta, perché ci sono decine e decine di testi che lo confermano. Veniamo al punto e parliamo di persone di altri tempi che odiavano le donne. Se sorprendi la moglie in adulterio, la ucciderai senza processo impunemente; se sarai tu a tradire, lei non ti toccherà nemmeno con un dito. (CATONE). Non sta bene, e per più ragioni, che una donna studi e sappia tante cose (MOLIÈRE). E tutte le donne hanno poco cervello; e come n’è una che sappi dire due parole e’ se ne predica, perché in terra di ciechi chi v’ha un occhio è signore (MACHIAVELLI). La donna sposata è una schiava che bisogna saper mettere su un trono (BALZAC). La donna è fatta per cedere all’uomo e per sopportare anche la sua ingiustizia… la donna è fatta specialmente per il piacere dell’uomo; se l’uomo a sua volta deve piacerle, la necessità è meno fondamentale, il suo valore è nella possanza, egli piace proprio perché è forte. Questa non è la legge dell’amore, ne convengo; ma è quella della natura, anteriore all’amore stesso (ROUSSEAU). La donna è una chimera. Questo mostro ha in sé tre forme: si adorna con un volto insigne di leone odoroso, si macchia di un ventre di capra e si arma di una virulenta coda di vipera. E questo vuol dire che l’aspetto della donna è bello, il suo contatto è fetido, la sua compagnia mortifera ( VALERIO). E poi tanti altri ancora che non vale la pena di nominare perché è veramente una cosa schifosa che abbiano avuto successo per i loro buoni propositi e per tutto il resto! Perché secondo me un uomo che scrive questo di un essere umano non vale niente, specialmente sulle donne che li hanno messi al mondo! Il resto è nei miei temi: so che non li copierai, ma lì troverai tutto ciò che vorrai scrivere sull’ indipendenza della donna, ” prima e dopo” con le date e gli articoli di legge. Le donne sono come gli uomini, con cervelli immensi, grandi, piccoli e di mezzo stampo. Elena Lasagna che non è nessuno! Marco e Patty Sai che la prof. mi ha detto che ho fatto un tema eccellente? Uno dei migliori fatti fino ad ora; è merito tuo, grazie! Elena Grazie! Ma il merito è tutto tuo, per la volontà, il talento e la tua onestà! 13/12/2022 Marco e Patty Che cos’è per te il Natale? Elena Per me è tutto il contrario di quello che si fa di solito. Per me il Natale è racchiudermi in silenzio, meditare sulla famiglia, e su quelle persone care che non ci sono più, sugli amici sinceri e poi viene tutto il resto che fa festa; ma prima ci sono loro e ci siete voi. 15/12/2022 Patty Vedo Marco un po’ sotto tono, non so ancora per quale motivo, a te non ha confidato nulla? Grazie! Elena Sì, l’ho capito anch’io. Marco è una personcina molto intelligente, ma si fa prendere da certe persone suoi coetanei invidiosi, non dovrebbe. Io gli ho detto di guardare in alto nel senso di non stare a sentire le angherie e le infamità di quei buffoni vuoti che credono che il mondo lo si conquisti rubando e trattando male il prossimo. Ha anche degli amici così brillanti che non ha bisogno di quella spazzatura. Vedrai, che mi ascolterà, lo sa anche lui, ma a volte c’è bisogno di qualche rassicurazione perché certe cose sono offensive per lui così vero e con una sensibilità particolare, notevole; ma io glielo ricorderò sempre! 16/12/2022 Dott. Robert e Linda La relazione che hai fatto sul cervello e le sue funzioni, è da esame di università, non ne avevo mai dubitato. Linda Quello di non esserti laureata è stato un vero crimine alla tua intelligenza! Elena Vi ringrazio e vi ringrazierò sempre! Però bisogna anche dire che ho potuto imparare molto dalla vita, io non sono mai sazia di conoscenza e di sapere, ma anche di scrivere ciò che mi passa per la testa come ad esempio le poesie, le ricette e tutto il resto.