ALCUNE RICETTE DI CASA MIA QUINDICESIMA PARTE

23/02/ 2012

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA    Anche se sono a dieta, oggi, preferisco cucinare i dolci. Per essere in forma, forma, dovrei calare un paio di chili. Due giorni senza mangiare, le pillole diuretiche, e avrò risolto il problema.

ELENA   Proprio Tu che tieni molto alla salute!  Come se non sapessi che una rapida e severa riduzione dell’alimentazione è risaputo sia dannosissima all’ organismo; per non parlare poi, delle pillole diuretiche: sì, si perderanno anche due chili in due giorni, ma si tratta solo di acqua: il peso poi, ritorna al punto di partenza, non appena smetti di prendere le pillole. Sia la dieta severa, sia l’assunzione delle pillole diuretiche sono estremamente dannose. Il sistema per perdere peso e di perdere peso gradualmente, con una dieta perfettamente equilibrata. Le pillole diuretiche sconvolgono l’organismo; dovrebbero essere prese quando è veramente necessario sotto stretto controllo del medico.

ELENA    Dai che pensiamo a creare! Immagina di mangiarne una grossa fetta; non mi dirai che ingrassi solo a guardarla?

FEDERICA   Dipende!

ELENA    Ora ti mostro la ricetta di una torta che ha secoli, ma è buonissima!

TORTA  PRIMAVERA

Ingredienti: quattro uova intere, tre etti di fecola, un etto di farina “00”, duecentocinquanta grammi di zucchero, un bicchiere di olio di mais, buccia grattugiata di mezzo limone, una vanillina e una bustina di lievito per dolci, tre cucchiai di maraschino.

Esecuzione: sbattere le uova con lo zucchero ottenendo una crema liscia e spumosa, versare l’olio a filo, il liquore, la scorza del limone e sempre mescolando incorporiamo le farine, la vanillina e il lievito. Prendiamo una bella teglia capiente con la cerniera, la imburriamo e faremo cadere un po’ di fecola sul fondo e tutt’intorno, quindi verseremo il composto e la inforniamo nel forno preriscaldato a 170° per cinquanta minuti. Controllare la cottura. Non  aprire il forno prima che sia trascorso alimento il tempo indicato, per evitare un ulteriore abbassamento del dolce. Questo dolce è adatto anche per la colazione dei bambini. 

27/02/2012

FEDERICA    Oggi sono un po’ arrabbiata, non so se quello che mi dirai mi resterà impresso nella mente.

ELENA    Capita a tutti di sentirsi un po’ così… sono tutto orecchi!

FEDERICA    Sarebbe meglio parlarne fuori dalla cucina. Non voglio mescolare il bello con certe meschinità.

ELENA    Va bene! Ora faremo una ricetta equilibrata e sana.

TRAPEZI  DI CACCIATORA  AL FORNO

 Ingredienti : uova, farina di semola di grano duro, fagioli borlotti surgelati o secchi e ammollati, cipolle, basilico, pomodoro, origano, timo, carote, taleggio, parmigiano, olio extravergine d’oliva, latte q. b., pepe, sale, alloro e bacche di ginepro, vino bianco, brodo vegetale o di carne.

Esecuzione: facciamo uno stufato con i fagioli, la cipolla affettata, carote, per esempio, (per un chilo di fagioli, una cipolla grossa, due carote), sale, pepe, alloro e ginepro, origano, vino bianco e brodo. Mettiamo a cuocere il tutto, a  cottura ultimata passiamo il composto nel  passaverdura  (non va messo nel frullatore) Ora che abbiamo ottenuto questo purè denso lo lasciamo raffreddare e aggiungeremo un cucchiaio di parmigiano grattugiato. Abbiamo fatto la sfoglia sottile: ora ritaglieremo dei trapezi di una base di dieci cm circa. Abbiamo tagliato il taleggio a piccoli pezzi e insieme alla cacciatora di fagioli li riempiremo, sovrapponendoli, e aiutandoci con le mani li chiuderemo pigiando sulle estremità. Poi, andranno versati in acqua bollente per qualche minuti, e disposti bene nella teglia con il ragù di pomodoro, basilico, e timo. Dopo averli spolverati di parmigiano,  poco latte e qualche cucchiaio di olio li inforneremo a centottanta g° per trenta minuti. Ottimi se accompagnati da un buon Merlot del Veneto.

FEDERICA     Devo dirti che mi è venuta una grande fame!

28/02/2012

ELENA    Oggi ti voglio mostrare una ricetta pasquale; dovremo creare anche gli stampi. Sai disegnare bene, vedrai, cosa sarai capace di fare!

FEDERICA     Mi piace parlare con Te perché riesci sempre a farmi dimenticare i miei guai.

 ELENA    Ogni persona ha i suoi problemi, capisco il tuo amor proprio ed è bello che tu sia così, ma certe persone non sono degne  di entrare a far parte dei tuoi pensieri.

FEDERICA    Hai ragione! Pensiamo a creare!

COLOMBELLE   RIPIENE ALLE  CREME  MISTE

Ingredienti: pasta sfoglia, panna montata, cioccolato, zucchero a velo vanigliato, zabaione (per i bambini si può fare con il caffè di orzo e ginseng) crema pasticcera, latte.

Ingredienti per gli stampi: fogli di stagnola, foglio da disegno, matita o carboncino.

Esecuzione stampi: prendiamo quattro fogli di stagnola sovrapposti. Ora prendiamo un foglio da disegno e con un carboncino disegniamo una colombina di tredici cm circa, poi la mettiamo sui quattro fogli di stagnola. Adesso, la ritagliamo tenendo conto dei bordi e della coda. I bordi dovranno essere alti un cm e cinquanta, ma li ritaglieremo più alti per ispessirli. ora che abbiamo la pasta sfoglia la tiriamo sottile, e posiamo il disegno sulla pasta, con l’apposito taglierino a rondella ritagliamo le colombelle (nel punto della pancia dove andranno farcite, la pasta si dovrà tenere un po’ più spessa). Dopo aver fatto le formine che ci servono e aver ritagliato la pasta le metteremo in forno preriscaldato a centottanta g° per circa venti minuti. Controllando la cottura.  Nel frattempo facciamo le creme: Montiamo la panna, facciamo la crema pasticcera alla vaniglia, lo zabaione, e sciogliamo il cioccolato con il latte, fino a formare un a crema omogenea. Ora che le colombelle si sono raffreddate le riempiremo di tre gusti: Panna montata e crema pasticcera; panna montata con cioccolato;  panna montata e zabaione. Una volta riempite le mettiamo sul piatto da portata e spolveriamo con zucchero a velo vanigliato. Sono buonissime e bellissime per gli occhi! A domani…

1/03/2012

ELENA    Oggi faremo un piatto per salutare l’inverno: lo stufato di carne con polenta.

FEDERICA    Anche se l’inverno mi piace molto, adesso è tempo di cambiare! Ma un ultimo assaggio agli intingoli con polenta non si rifiuta mai.

CONIGLIO  ALL’AMARONE  CON   PATATE

E  POLENTA  ALL’ONDA

 ELENA    Di solito le carni bianche si cucinano con il vino bianco, ma ho voluto fare un’eccezione e, l’esperimento è riuscito, tant’è vero che a cena con noi  è rimasto anche il pettirosso.

Ingredienti: un coniglio tagliato a pezzi piccoli, già pulito del midollo. Patate, pomodoro, due grosse cipolle, prezzemolo, paprika dolce, una costa di sedano, uno spicchio d’aglio, vino amarone, chiodi di garofano, sale, pepe, olio extravergine d’oliva o burro, poco brodo (tutto dipende da che rapporti abbiamo con il colesterolo).

Esecuzione: facciamo dorare il coniglio nell’olio o nel burro, aggiungiamo il trito di cipolle, tutte le verdure e le erbe tranne le patate. Adesso verseremo il vino e lasciamo cuocere a fuoco lento; a metà cottura aggiungere le patate gialle a piccoli pezzi. Quando saremo vicino alla cottura, aumenteremo il calore e toglieremo il coperchio. Lasciare intiepidire, poi, aggiungere l’olio. Servire con la polenta fumante e perché no un bicchiere di amarone. Buon fine inverno!

ELENA    Ho visto il tuo sguardo, pensi che sia difficile? No, non lo è affatto; Tu, lo farai meglio di me! A domani.

 04/03/2012

FEDERICA    Vorrei sapere dove trovi tutta quell’energia per fare molte cose!

ELENA    L’entusiasmo, sommato a tutte le altre  cose che ormai ho detto e ridetto mi da la vitalità.

FEDERICA    Ma non ti senti mai insicura? Sì, specialmente quando qualcuno vorrebbe che lo fossi!… E poi, non c’è persona più insicura di una che dichiara sempre di essere sicura di sé.

ELENA    A proposito hai voglia di cucinare? Dolce o salato?

FEDERICA    Oggi facciamo la pasta fresca che ne dici?

ELENA    E  sia! Faremo una pasta al forno ripiena.

SPIGOLA  INCAPPUCCIATA  AL  FORNO

Ingredienti: per quattro o cinque persone serve una grossa spigola, farina di semola di grano duro, uova, parmigiano, una patata, rosmarino e salvia, un paio di sottilette, olio extravergine d’oliva prezzemolo, aglio, zenzero, pomodoro, origano, basilico e acciughe.

Esecuzione: dopo aver pulito e lavato la spigola, la mettiamo sulla carta da forno pennellarla con l’olio, mettere rosmarino e salvia, e mettiamo anche le patate già tagliate a dadini e sbollentate nell’acqua salata; che andranno in forno a  180° per circa venti minuti. Controllare la cottura. Intanto, facciamo il sugo, facendo rosolare l’aglio con le acciughe,  poi,togliere l’aglio e aggiungere il pomodoro, fare sobbollire per circa 15 minuti. Spegnere, lasciare raffreddare e aggiungere basilico e origano.

Adesso, faremo il pesto con la spigola pulita dalle lische, tritata, con l’aggiunta di prezzemolo e un filo di aglio, due aghi di rosmarino e una foglia di salvia. Passiamo le patate  cotte al forno con il passaverdura e le uniamo al composto aggiungendo anche un poco di parmigiano, grattugiare lo zenzero, poco, e formare un impasto omogeneo, aggiustiamo di sale e pepe. Ora faremo la sfoglia sottile e faremo dei cappucci; li sbollentiamo nell’acqua o brodo di verdura, li adageremo nella teglia da forno e mettiamo il ragù al pomodoro aggiungendo le sottilette a pezzetti  tutt’intorno, e un filo di olio. Ora andranno nel forno già caldo a 190 ° per venti minuti. Questo piatto  andrà servito con prosecco dell’ Italia del nord.

Eccoli ! Per chi piace il pesce

sono molto buoni!

NELLE STORIE DI TUTTI I GIORNI…

21/02/2012

Turbare il quieto vivere

ne vale la pena?

 E’ palesemente impossibile pensare che qualcuno possa arrivare a certe conclusioni, a sconvolgere la verità, occultando il bene per fare emergere il male dove non c’è, prendersela con gente per bene, sottomettendola a prove che diventano vere istigazioni. Perchè?

ROBERTO  FRANCA  FEDERICA  ALESSANDRO

Nelle storie di tutti i giorni c’è molto peggio. A volte mi rammarica il fatto di non potere fare di più.

Io amo la gente, ma purtroppo ci sono persone con dei problemi che andrebbero aiutate da  professionisti. Sentono la necessità di introiettare la loro cattiveria su altre persone, come fosse una loro fonte di sicurezza. Questo modo soggettivo di vivere la realtà rende difficile l’adattamento. A volte certi volti che esprimono affidabilità, covano rancore verso chi a loro giudizio, non sono quelli che vogliono far credere, anche se in realtà lo ” sono “. Chi si serve di questo meccanismo compensatorio ha bassa stima di sé e scarsa fiducia nei propri mezzi . Dovrebbero allargare le proprie vedute, per non rimanere ancorati a questo modo meschino di rapportarsi con il prossimo, o meglio dire: a questa nevrosi che non porta nulla di buono specialmente a se stessi.

Elena  Lasagna

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22/02/2012

C’è qualcuno nella tua vita, presente o passata che non ti ha mai deluso? Se  è sì, e ti offrissero una grossa cifra per cancellare  dalla tua mente questa persona, lo faresti?

FILIPPO E  DONATA

Sì, c’è più di una persona che non mi ha mai deluso e non li cancellerei mai dalla mia mente per nessun motivo e per nessun’altra cosa esistente al mondo! Senza la ricchezza materiale si può vivere bene: ma dell’altra ricchezza non ne potrei fare a meno!

Elena  Lasagna

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24/02/2012

DARIO

Che cosa può indurre un giovane a odiare così tanto i vecchi?

Forse perchè è già appassito dentro. Hai mai osservato un albero in frutti? Ce n’è sempre qualcuno che  appassisce prima di maturare.

Elena  Lasagna

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27/02/2012

Pensi che i consigli delle persone anziane abbiano più peso per la loro maggiore esperienza?

ALFREDO

Per la maggior parte dei casi sì. Ci sono vecchi che oltre all’ intelligenza hanno acquisito anche la saggezza; tutto dipende da come hanno vissuto: dalla mentalità. Nel campo della scienza per esempio, ci  sono capacità comuni che  trasformano  idee e concetti acquisiti in strategie  nuove, atte al raggiungimento delle mete.

Elena  lasagna

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28/02/2012

Federica – Non pensavo di avere peso nella vita di un amico comune in cui sono stata in contatto solo poche settimane, dove tra di noi non c’è mai stato niente! Non mi piaceva nemmeno come amico perchè si rivelò bugiardo in diverse circostanze. Ha deluso anche i nostri amici. Ora che Alessandro ed io siamo felici, lui, calunnia me con gente del paese; ecco perchè quando ci vede scappa! A dire il vero non mi è del tutto indifferente provo schifo e pena; non sono mai riuscita a baciarlo per la sua ipocrisia scritta in fronte. Gli starebbe bene una lezione: un pugno tra i denti, nulla di più. Tu che dici?

Elena – Penso che delegherai Alessandro a questo piacere, però secondo me, quando un uomo è arrabbiato come lo potrebbe essere Ale, poi, va a finire che gli potrebbe scappare la mano, e dopo? Ne vale la pena? Hai mai sentito questa frase? La madre degli imbecilli è sempre incinta. Quindi, lascia perdere, verrà il giorno che si pentirà di avere sparlato di Te perchè in realtà è sua moglie che … e lui non lo sa ancora. Vedi? Come stanno veramente le cose?

Se fosse innamorato potrei dire che l’affettività ha un suo linguaggio, è qui che si racchiude il fattore che fa pulsare il cuore verso la vita. In questa chiave una persona può provare sensazioni piacevoli o fantasiose e, quindi il modo in cui gestirà i sentimenti lo spingerà a reagire con emozioni diverse di fronte a tali avvenimenti. E la causa di un comportamento, di una situazione, impone un’azione che deriva da conseguenze a soddisfare un determinato bisogno.

Quando il meccanismo dell’emozione non  funziona come dovrebbe, ecco che nella persona si determina un’esasperazione dell’emozione che darà luogo a condizioni di perturbabilità, di iperemotività oppure il contrario.

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29 /02 / 2012

Che cosa servirebbe intraprendere quel difficile viaggio del conoscere se stessi in profondità, se occorre una vita prima di ottenere dei risultati?

ALBERTO

Se vuoi migliorare te stesso ci devi mettere il cuore e l’anima, non è certo un viaggio facile ma non è neanche dimostrato che per ottenere dei risultati ci si impieghi una vita. La cosa certa è che l’uomo non deve aspettare che gli piova dal cielo; anche se non  si può escludere che questo possa avvenire, molti fenomeni accadono spontaneamente, anche se non sono ricercati e spesso non voluti, ma è quello di progredire sempre, sia nell’armonia del proprio corpo,  nella conoscenza e nello spirito. Questo tipo di esperienza non dovrebbe nascere solo per narcisismo o per sentirsi dotati: sarebbe un controsenso, perchè non porterebbe da nessuna parte. Significa intraprendere veramente la strada della conoscenza di sé. Questo non solo ci porta al proprio benessere, ma ci consente di migliorare anche i rapporti verso le altre persone, dato che, tanto più ogni individuo riesce a stare meglio con se stesso, tanto più trasmetterà anche all’esterno questa sua positività al resto del mondo.

Elena  Lasagna

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1/03/2012

Intraprendendo il viaggio verso la “conoscenza” del nostro profondo, saremo in grado di vedere i nostri angeli?

Eugenia e Vittorio

Dirti di sì sarei una presuntuosa, ma lo sono ugualmente perchè non vorrei esserlo. Coltivando la nostra mente si giungerà a percepire prima e a conoscere le leggi della Natura spirituale e fisica di noi stessi, ad entrare  in rapporto con l’invisibile e imparare da loro per avvicinarci alla grande verità. Ascoltare gli insegnamenti dall’alto per intraprendere la strada del bene per saldare i vincoli di fraternità e sconfiggere per sempre la miseria umana: sia dello spirito che quella che troviamo nei problemi sociali, perchè tutti i popoli possano vivere nella volontà della pace. Amare il prossimo e tutte le creature della terra e dell’universo.

Elena  Lasagna

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03/03/2012

Credo di non essere in grado di acquisire, apprendere per sviluppare le mie capacità latenti, soprattutto adesso che sto invecchiando, e la memoria è quella che è.

Mario

Io credo che tu possa riuscirci, è ovvio che non occorre straziare tutte le tue fatiche psicofisiche, quanto a un particolare processo mentale, dove è necessario uno stimolo ripetuto, legato a un’azione fisica o mentale: in questo modo si produce una reazione. Memorizzazione + ripetizione = abitudine. ( Come hai acquisito l’abitudine del fumo…. puoi acquisire benissimo tutto ciò che desideri).

È stato dimostrato che il cervello funziona attraverso stimolazioni elettromagnetiche e produce onde elettromagnetiche di caratteristiche diverse e i due emisferi in cui è diviso abbiano diverse specializzazioni. Organizzato in aree e centri  specializzati, il cervello ha una struttura stratificata, e ogni strato presiede e attiva funzioni diverse. Uno scienziato russo Ivan Pavlov (1849-1936 ) scoprì di alcuni meccanismi mentali che stanno alla base dell’apprendimento e dell’acquisizione delle abitudini: i riflessi automatici o condizionati. Questi riflessi ci consentono di evitare uno speco di energie fisiche e mentali, perchè ci permettono di apprendere e acquisire una qualsiasi abitudine, di tipo sia fisico che mentale.

Elena  Lasagna

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05/03/2012

Ti è mai capitato che qualcuno ti mostrasse una croce, all’improvviso? A me è capitato. Che ne pensi?

Roberto e Filippo

Queste persone mi lasciano molto perplessa, molto  più di streghe e vampiri. Ci vorrebbe un manicomio in ogni paese di provincia!

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05/0372012

È vero che il nostro cervello si nutre da sé, non ha bisogno di nutrimento?

Patrizia

Come si nutre da sé? Il cervello come qualsiasi altro organo nelle fasi di attività riceve una maggior quantità di sangue durante il lavoro intellettuale; ed è un organo che ha la portata circolatoria più elevata: in ventiquattro ore registra il passaggio di 2160 litri di sangue. Il metabolismo cerebrale è caratterizzato soprattutto da scambi di sostanze come il calcio e il fosforo che hanno una funzione dinamizzante. La carenza di uno o di entrambi questi elementi può provocare serie difficoltà, specialmente a chi è impegnato in un’attività intellettuale.

Altre sostanze utili al nutrimento del cervello sono il magnesio, le vitamine, e ossigeno. Poi, passando dagli elementi a sostanze chimiche più complesse, l’acido” glutammico” anche lui svolge una funzione di rilievo nel metabolismo cerebrale. Esso è anche chiamato “amminoacido dell’intelligenza” Proprio perchè ha proprietà di normalizzare il funzionamento delle cellule cerebrali, facilita l’attenzione e l’apprendimento e, come il magnesio, ha una parte predominante nei processi mnemonici.

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA QUATTORDICESIMA PARTE

19/02/2012

IN CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA    Vorrei imparare a fare dei primi piatti di gran gusto però in forma light, è possibile mettere insieme le due cose?

ELENA    Certo! Si può fare tutto! Eccoti una ricetta pronta per Te.

Cannelloni di baccalà  alla vicentina

Ingredienti per il baccalà alla vicentina: un kg di stoccafisso ammollato o baccalà dissalato, q.b., due cipolle grandi, prezzemolo tritato,  tre filetti d’acciuga sott’olio, aglio, parmigiano grattugiato, 1/2 di latte, olio extravergine d’oliva.

Ingredienti per completare il piatto: uova, farina di semola di grano duro (rimacinata), oppure farina “0” al settanta % e il trenta di farina di grano saraceno, uova, olio extravergine d’oliva, latte, zenzero, noce moscata farina di riso, due sottilette, sugo al pomodoro, basilico, timo e alloro, parmigiano grattugiato.

Esecuzione del baccalà: rosoliamo la cipolla affettata, aggiungiamo il baccalà pulito dalle spine, mettiamo le acciughe a pezzetti, l’aglio e il prezzemolo, il latte e il parmigiano. Mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere fino ad esaurimento dei liquidi e dall’aspetto stracotto e gradevole alla vista e al gusto.

Esecuzione dei cannelloni: dopo aver tagliato i rettangoli, e fatto la besciamella con il latte, la farina di riso, due cucchiai di olio, la noce moscata, lo zenzero e le sottilette, passiamo al riempimento dei cannelloni. Poi procediamo come nelle preparazioni classiche: uno strato di besciamella, formaggio grattugiato, ragù e così via,… mettere in forno a 180° per mezz’ora circa. ( Per non essicare troppo la pasta spruzzare con il latte ). Da servire con un prosecco roseé del Trentino.

21/02/2012

FEDERICA    Anche se mi laurerò in scienze dell’alimentazione, vorrei imparare ugualmente tutte le ricette possibili; perché vorrei che nella mia cucina entrassero anche  tutte le ricette regionali, Tu che ne dici?

ELENA   Io credo che tu debba seguire il tuo sogno, se tu ami questo e cioè inserire nella tua cucina proprio tutto, sei libera di farlo. Ma se la tua cucina fosse particolare per una determinata cultura curando molto le combinazioni degli ingredienti per la salvaguardia della salute? E non solo, così ognuno è libero di scegliere; anch’io penso che un bravo chef dovrebbe essere in grado di saper preparare con amore, creare ogni tipo di ricetta regionale o no, e con grande fantasia, saper entrare nella mente del cliente per capire come vorrebbe che gli fosse presentato  il piatto! A proposito, ho visto il dolce dell’ultima ricetta: “Hai superato me”! Ne ero sicura!

FEDERICA    Oggi facciamo un’altra torta di mele? Posso avere un’altra ricetta?

ELENA    Sì, perché di torte di mele ne ho ancora molte da proporti! A proposito hai fatto le mie lattughe, o chiacchere? La ricetta si trova nell’undicesimo articolo di cucina.

FEDERICA    Sì, le ha fatte mia madre: erano squisite, sono piaciute molto ad Alessandro perchè sono molto leggere, senza burro e poi così sottili. Grazie!

ELENA    Ora ti darò la ricetta di una delle mie torte di mele  preferita.

Torta di mele al cacao

Ingredienti: un kg di mele, io uso le fuji, le renette, o la mela imperatore, dipende da quali sono le migliori in questo periodo. Quattro uova, un cucchiaio di cacao amaro, succo di limone, duecentocinquanta grammi di zucchero,  centocinquanta grammi di margarina, ( senza grassi idrogenati) mezzo bicchierino di liquore al mandarino, quattro etti di farina doppio zero, una vanillina e una bustina di lievito per dolci. Per la guarnizione: zucchero a velo vanigliato e panna montata o crema chantilly.

Esecuzione: sbucciamo le mele, le affettiamo abbastanza fini, ( mezzo cm circa o meno). In un recipiente battiamo lo zucchero con i tuorli, il composto dovrà diventare una crema spumosa. Incorporiamo adagio la margarina sciolta a temperatura ambiente e continuiamo a mescolare, poi mettiamo il liquore, la buccia grattugiata e un po’ di succo di limone. Ora incorporiamo la farina con il lievito, la vanillina e il cacao. Nel frattempo abbiamo montato gli albumi a neve e ora verranno incorporati adagio, mescolando dal basso verso l’alto,  per ultimo amalgamiamo le mele, facendo attenzione a non smontare gli albumi. Lasciamo cuocere il dolce per cinquanta min. circa a 180-190 g°. a forno già preriscaldato. Controllare la cottura! Quando la torta si sarà intiepidita cospargerla di zucchero a velo, e a piacimento si potrà gustare con crema chantilly. Il vino adatto è un buon passito italiano. Domani te ne mostrerò un’altra!

FEDERICA    Anche questa dovrebbe essere squisita!

22/02/2012

FEDERICA   E oggi hai rispettato la dieta nel primo giorno di Quaresima? Cos’ hai preparato?

ELENA    Ho preparato il baccalà alla pietra ollare con le patate al forno. Se si potesse dire questa parola direi che era” squisitissimo” ma mi limito ad un solo superlativo: Era squisito!

FEDERICA    Come si fa il baccalà ai ferri? Io l’ho mangiato fritto, alla vicentina, al forno ma ai ferri credevo che non fosse possibile.

ELENA    Di impossibile in cucina non c’è niente. Ora ti darò la ricetta.

Baccalà alla piastra o ai ferri

Ingredienti: Baccalà, la quantità che serve, olio extravergine d’oliva, pepe, sale, spezie, prezzemolo, origano, acciughe sott’olio.

Esecuzione: Comperare del baccalà dissalato o tenerlo a bagno per due giorni, curandoci di cambiare l’acqua spesso. Tagliare i pezzi  da sette, otto cm. circa. Prepariamo una salsa con olio di oliva e tutti gli ingredienti sopra elencati. Lo lasciamo a bagno una notte in questa farcia, il giorno seguente lo mettiamo  a sgocciolare sopra una grata , poi, andrà sulla piastra. Dovremo prenderci cura fino alla cottura, nel senso che dovremo metterlo prima sulla parte della pelle, poi girarlo: se occorre pennellarlo con la salsa, procedere in questo modo fino al raggiungimento di una cottura perfetta. Servire con un po’ della salsa che abbiamo tenuto da parte. Ottimo con le patate al forno e un bicchiere  di” Pinot delle Dolomiti “.

N. B. In questa esecuzione il baccalà non andrà impanato né infarinato; la crosticina si formerà con la sua pelle.

ELENA    Come ti avevo promesso oggi ti darò un’altra ricetta della torta di mele.

Torta di mele in pasta sfoglia

Ingredienti: settecentocinquanta grammi di pasta sfoglia, cinque mele renette, pan di spagna o savoiardi, zucchero a velo vanigliato, uva sultanina già ammollata nel liquore alla vaniglia e strizzata, cannella in polvere, ginseng, un uovo, latte q.b. centoventicinque grammi di mascarpone, caramello.

Esecuzione: il giorno prima faremo la pasta sfoglia, la lasceremo in frigorifero per una notte: risulterà più friabile. Ritaglieremo tre dischi di uguale spessore; nel frattempo abbiamo tagliato le mele a fettine, le abbiamo passate al tegame con lo zucchero a velo, la cannella, più l’uvetta, un cucchiaino di caffè al ginseng. Le passiamo per qualche min. per facilitarne la cottura in forno, perché con questo tipo di pasta la cottura sarà più breve. Abbiamo già rivestito la teglia con la carta da forno, ora, metteremo il primo disco di sfoglia, faremo uno strato di qualche millimetro con il pan di spagna o i savoiardi sbriciolati e procediamo con uno strato di mele. Andremo avanti con l’altro disco con lo stesso procedimento fino ad arrivare all’ultimo disco di sfoglia che lasceremo libero. La torta andrà in forno preriscaldato a 180 ° per venticinque minuti. Controllare la cottura. Lasciare intiepidire e farcire il piano della torta con crema al mascarpone ( fatta con tuorlo e zucchero a velo, più albume montato a neve, e un po’ di latte ). Sopra la crema metteremo delle fettine di mele a raggiera che abbiamo tenuto da parte. Si può cospargere un poco di cacao dolce o il caramello fatto in precedenza. Il dolce sarà squisito: da consumare in giornata.

ELENA   Domani  te ne scriverò un’ altra…

FEDERICA     Sono senza parole! Anche questa dev’essere squisita! Ma sarò in grado di farla per bene?

ELENA    Io di te mi fido! Ho visto le tue capacità. Non dovrà per forza risultare come la mia; anche perché se proviamo a metterci in gara in dieci persone, anche usando gli stessi ingredienti con la stessa prassi ogni torta sarà diversa: dipende dalla mano, dall’amore che uno ci mette! Quindi, potresti stupire te stessa. A domani… Ciao!

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTANOVE

18/02/2012

20/02/2012

Secondo te , perché molte leggi fisiche scoperte da Newton hanno continuato a condizionare gli individui nonostante, dopo il passare delle epoche, nuove scoperte scientifiche le sostituissero o le modificassero?

Roberto

Da quello che ho imparato, nella fisica Newtoniana l’universo è concepito come un insieme di forme fisiche soggette a leggi di natura meccanica, in cui ogni effetto fisico è creato da una causa fisica.

Nel corso dei secoli questa visione… ha influenzato moltissimi campi della scienza come ad esempio la medicina allopatica, ma dal contesto medico ad altri, il risultato più evidente di questa chiave di interpretazione consiste in un forte senso di limitatezza e di incompletezza. Non si può considerare l’esistenza come una dimensione essenzialmente immutabile, anche perchè esprime una implicita sottovalutazione delle capacità di chi ha ideato questo immenso progetto.

Allora qui emergono le tesi di A. Einstein?

Nel nostro secolo le tesi di A. Einstein hanno dato un notevole contributo non solo alla modificazione di campi scientifici, ma anche a quella degli atteggiamenti di pensiero degli umani.

Secondo la sua tesi ” Lo spazio non è tridimensionale “, ma ha più dimensioni; il tempo non fluisce linearmente ma è ” relativo “.

I concetti di prima hanno influenzato la concezione dei fenomeni naturali alterando in modo radicale i criteri della visione della vita.

Gran parte dei limiti che sono ritenuti ” indiscutibili” sul piano fisico o ad altri livelli, a livello mentale sono ” inesistenti “, cioè quello che sul piano fisico in alcune condizioni può risultare non possibile, può esserlo invece mentalmente.

Sono delle esperienze sintetiche, delle esperienze vissute sul piano mentale e soggette, perciò, solo alle leggi ” spazio- tempo” relative a questo livello di esistenza. Le loro principali finalità sono di fornire esperienza sul modo di reagire dei propri sensi a livello mentale.

Il pensiero non ha una dimensione fisica, non ha bisogno di spazio e di tempo per percorrere gli spazi: si muove con coordinate completamente diverse da quelle del mondo materiale, e sono prive di limiti.

21/02/2012

L’importanza di questo passaggio qualitativo di mentalità è ormai noto a tutti: la moderna fisica quantistica fornisce ogni giorno nuove scoperte a supporto delle tesi geniali di A. Einstein. Ed è sorprendente , constatare che la maggior parte delle più recenti scoperte di questa nuova branca della fisica, ha un enorme quantità di punti in comune con principi che, nelle civiltà orientali, hanno migliaia di anni di vita. L’importante è sperimentarle.

22/02/2012

Credi che possa bastare la volontà per approfondire le nostre facoltà  mentali ancora latenti?

Patrizia e Giancarlo

Per intraprendere questo cammino occorre il desiderio, l’intenzione, l’allenamento, la volontà e… Esistono situazioni e processi in cui la volontà, anche se impegnata intensamente non porta ad alcun risultato, oppure consente di portare a termine con fatica e solo parzialmente ciò che si deve raggiungere, i cui effetti si dissolvono facilmente.

In questo grande progetto l’inconscio non conosce, e non risponde a razionalità logica, volontà come sono intesi sul piano conscio. Esso è irrazionale, e immaginativo, usa il linguaggio dei simboli e delle immagini e non è condizionato, come invece, accade al livello di coscienza ordinaria.

Quando sul piano conscio, la volontà viene indirizzata verso un obbiettivo, per esempio modificare un comportamento, ma, il piano inconscio abbia validi indizi per contrastare tale iniziativa, il vincitore risulterà sempre l’inconscio. Quindi, anche una forte volontà non potrà fare di più che sprecare energie. Questo meccanismo si innesca in ogni contesto: dalla modifica di un comportamento all’acquisizione di un’abilità, alla remissione di un’abitudine, sia fisica che mentale. Continua… a domani.

23/02/2012

L’uomo è molto più complesso e completo di quanto si creda. Gli stessi scienziati che studiano il cervello si trovano di fronte ad inquietanti interrogativi quando si domandano l’origine della coscienza e della percezione di un ” IO ” unico che ci accompagna tutta la vita. Nel mistero del nostro essere, noi possiamo trovare i motivi di una speranza; la scienza in questi decenni ha fatto passi da gigante, ma dovrebbe tener conto dello ” spirito ” dell’uomo, che ha il potere (come è stato dimostrato in molti casi) di variare il risultato delle  combinazioni chimiche.

L’uso equilibrato, armonico, di tutte le facoltà che risiedono nel profondo di ognuno può solo determinare benessere, gratificazione e serenità. Come in tutte le cose, anche l’abuso, la disarmonia attirano realtà simili; la scelta è sempre soggetta solo alla conoscenza e al libero arbitrio. La proiezione mentale nel tempo consente di fare un’esperienza pratica del concetto di relatività spazio- tempo. Nell’arco di una decina di minuti, a livello mentale, viene vissuta un’esperienza di visualizzazione della durata reale di un anno solare.

Nuovi atteggiamenti mentali, modi diversi di considerare le cose sono necessari. Ogni sfaccettatura che compone i livelli di consapevolezza umani ha una funzione, una ragione di essere e una sua utilità; giudicarne valide solo alcune e inibirne altre consente solo di limitare la naturale espressione di un individuo.

L’uso equilibrato ed appropriato di ogni facoltà in relazione ai diversi contesti che la vita propone ogni giorno permette di manifestarsi e di esprimersi completamente e creativamente. La creatività fa capo a una produzione artistica è solo un tipo di creatività, ma ne esistono molti altri utili a chiunque.

Elena  Lasagna

24/02/2012

Chiaroveggenti si nasce?

Antonio e Marco

Sì, chiaroveggenti si nasce e ci si diventa. La strada da percorrere è lunga: occorre una guida su basi scientifiche dove occorre anche disciplina, regolarità, allenamento e poi tutta la volontà e determinazione. l’ANIMA .

 UNA  DEFINIZIONE

DELL’ AMORE

IN  TRE  PAROLE

ROBERT.

L’AMORE è LUCE, è LIBERTÁ è VITA.

Elena  Lasagna

25/02/2012

Ci sono persone che mirano a realizzare l’assoluta uguaglianza con ” Dio “, pensi che sia possibile?

Roberto e Filippo

Sai ? C’ è che io lascio libere le persone di credere o non credere. C’è chi professa la  religione cattolica; altri credono in una dottrina politica, o in un ideale, altri ancora nella dottrina atea. Io come persona di fede credo che l’uomo sia grande ma non potrà mai paragonarsi a …  Chi conosce la religione sa a cosa mi riferisco, chi invece non conosce la fede religiosa non vuole sentir parlare di queste cose; allora, che ognuno abbia la sua vita o la sua croce!

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTOTTO

13/02/2012

CREDI NELLA CROMOTERAPIA?

Patrizia

 

Sì, oltre alle simbologie psicologiche ed emotive, i colori hanno anche delle naturali proprietà terapeutiche. La ” cromoterapia”(cura attraverso i colori) ha una storia antichissima, risalente agli Egizi e alla tradizione medica cinese, che ha oltre cinquemila anni di vita. La cromoterapia su base scientifica ha solo pochi decenni di vita. Un medico indiano D.P. A. Ghadiali, ha dato un notevole contributo alla sua definizione, elaborando un metodo che ha efficacia soprattutto in termini di medicina preventiva, basata sul presupposto che ” ogni ghiandola dell’organismo trae beneficio se irradiata da un certo colore.

In realtà ogni individuo fa uso inconsapevole della cromoterapia: attraverso i colori degli abiti che indossa, dei colori che offrono le stagioni, del cielo, del mare ecc. Il colore è una vibrazione della luce, ognuno vibra in modo più o meno intenso, con una sua lunghezza d’onda. I colori dello spettro solare sono sette. Isaac Newton, nel 1666, si accorse che, facendo passare un raggio di sole attraverso un prisma di cristallo, la luce veniva scomposta in sette colori:

     IL ROSSO

Il colore rosso è per eccellenza il colore della passione, della sensualità, dell’azione, dell’impetuosità, esso infatti, è il primo della scala cromatica ed è quella che ha la lunghezza d’onda più ampia (7000 Angstrom). La sua azione dal punto di vista terapeutico è stimolante, in particolar modo per il sistema nervoso, e per quello circolatorio. E’ utile in casi di anemia, dolori reumatici, atonia dell’apparato digestivo  e intestinale. E’ controindicato nei casi di ipertensione, febbre alta, temperamenti collerici.

L’ARANCIONE

L’arancione è un colore meno aggressivo, la cui lunghezza d’onda è più moderata rispetto al rosso ( 6000 A° ). L’arancione è formato dal rosso e dal verde, e racchiude in parti diverse, tutte le proprietà e i significati di entrambi i colori.  Esso produce un’azione tonificante, nella cromoterapia è utilizzato per la sua forte azione antispasmodica, produce sensazioni di benessere emotivo, aumentando l’altruismo ed è utile nelle affezioni delle vie respiratorie e nella calcolosi.

IL GIALLO

Il colore giallo ha una lunghezza d’onda di ( 5800 A°. ). E’ il più luminoso e inebriante dei colori, esprime l’ottimismo, il desiderio di esplorare, la curiosità, la disponibilità al contatto con gli altri. Dal punto di vista terapeutico il giallo stimola il sistema nervoso centrale e il cervello, il tono muscolare, l’apparato digestivo, in particolar modo il fegato e la cistifellea. Esercita un’azione tonificante sul sistema linfatico. Questo colore però se preferito in maniera esasperata esprime tendenza al sarcasmo, all’accidia e alla superficialità.

IL VERDE

Il verde è il colore centrale, in quanto divide gli altri in due ternari, uno a sinistra e l’altro a destra. Egli rappresenta anche la vita su questo pianeta, determinata dalla presenza  della vegetazione. Il verde come colore centrale rappresenta anche l’Anima, i due colori estremi dei ternari corrispondono:  il rosso al Corpo, il viola allo Spirito.

Il verde è considerato un colore calmante, ( 5000 A°. ) Questo potere tranquillizzante non è casuale; infatti, la natura è verde e il contatto con essa  distende e calma. Il verde è anche il colore della concentrazione, dell’attenzione, dell’ego, del forte valore di sé; chi lo preferisce esprime delle caratteristiche di razionalità, tendenza al controllo, ambizione. Il verde rifiutato esprime trasgressione, insofferenza alle regole, frustrazione, ecc. esasperarlo invece esprime ossessività , pignoleria, tendenza all’invidia ecc. A livello terapeutico il verde riduce la pressione sanguigna, ed è indicato nei casi di ipertensione, inoltre è utile nell’insonnia, nelle malattie del fegato ecc.

IL  BLU

Il blu è uno dei colori più diffuso in natura; blu è la vasta distesa del mare e l’Universo infinito; azzurra è la volta del cielo. Il blu esprime riflessione, riposo e profondità affettiva. Chi preferisce il blu esprime un’indole tranquilla, riflessiva, e romantica. Quando è esasperato o rifiutato, il blu manifesta problemi nella sfera affettiva, che vengono, pero, affrontati nella maniera opposta: con la ricerca di conferme affettive nel primo caso e con il rifiuto dell’affettività nel secondo. Il blu è un colore freddo e rinfrescante, utile perciò nelle infiammazioni e nelle infezioni febbrili. Inoltre ha effetti curativi sul mal di testa, nella tosse nervosa, nell’epilessia, nelle ulcere, nei dolori vertebrali acuti. E’ controindicato per il raffreddore e i reumatismi.  Questo colore apre il cuore degli individui a dimensioni più vaste, mette in armonia con gli altri; la sua lunghezza d’onda e di ( 4700 A°).

L’ INDACO

L’indaco è un colore a tendenza fredda, associato fin dall’antichità ai primi stadi di evoluzione spirituale. I suoi significati psicologici sono affini a quelli del viola, ma in grado meno accentuato. Dal punto di vista terapeutico l’indaco ha un forte potere analgesico e svolge un’azione antisettica. E’ indicato in tutte le affezioni caratterizzate da dolori. Inoltre calma la mente e stimola l’acutezza dei cinque sensi. La sua lunghezza d’onda è di ( 4600 A°).

IL VIOLA

Il viola è il colore del mistero, della fantasia, della magia. Essendo composto di rosso e blu, racchiude  tutte le diverse polarità: il maschile, il femminile, il caldo, il freddo, la riflessione e l’azione. Chi ama il viola è di grande sensibilità, con evidenti doti paranormali e con una naturale predisposizione al contatto interiore, all’equilibrio, all’equità, e all’elasticità mentale. Al contrario chi lo rifiuta tende ad essere rigido, tassativo, dogmatico, ecc. Terapeuticamente il viola riduce l’angoscia e la paura, rafforza il sistema immunitario. E’ utile nei disturbi alla milza, alla vescica e ai reni. Utile in caso di polmonite, disturbi reumatici, sciatalgie e osteoporosi ( 4300 A° ).

 I COLORI  PER  IL  CORPO

Rosso, rosso scuro, rosso chiaro, marrone rossastro, marrone, arancio, arancio giallastro.

I  COLORI  PER  L’ ANIMA

Giallo caldo, giallo, verde chiaro, verde, verde scuro, glauco, azzurro chiaro.

I  COLORI  PER  LO  SPIRITO

Azzurro, blu, azzurro mare, indaco chiaro, indaco, lilla, violetto, viola.

LE  ASSOCIAZIONI  DEI  COLORI

ROSSO: rilassamento muscolare, livello fisico;

ARANCIO: gestione delle emozioni, livello emotivo;

GIALLO: controllo dei pensieri, livello mentale;

VERDE: pace e tranquillità, livello interiore;

BLU: amore, stima, rispetto per se stessi, e per gli altri, livello interiore;

INDACO: discesa interiore, livello interiore;

VIOLA: contatto con la propria interiorità, livello spirituale.

LE PROPRIETÁ  TERAPEUTICHE  DEI COLORI

SECONDO IL  DOTT.  D. P.A. GHADIALI

Riassumendo

 VERDE : Disintossicante, antisettico, battericida, sviluppa la muscolatura, stimola la pituitaria.

BLU  e TURCHESE: Depressore cerebrale, stimolante della pelle, acido, tonico, stati acuti.

AZZURRO : Diaforetico, febbrifugo, stimola la vitalità, antalgico, antiprurito, calma le irritazioni.

INDACO : Stimola la paratiroide, depressore respiratorio e tiroideo, astringente, sedativo, antidolorifico, emostatico.

VIOLETTO: Aumenta i leucociti, stimola la milza, calmante generale, depressore cardiaco e linfatico.

PORPORA : Stimola le vene, vaso dilatatore, ipnotico, antipiretico, analgesico, depressore renale.

MAGENTA : Stimolante cardiaco, diuretico, armonizza le emozioni.

SCARLATTO : Stimola i reni, afrodisiaco, vasocostrittore, emmenagogo, stimola le arterie.

ROSSO : Antianemico, stimola il fegato, stimola i sensi, urticante, favorisce la formazione di emoglobina.

ARANCIO : Stimola la respirazione, antispasmodico, antirachitico, carminativo, emetico, galattagogo.

GIALLO : Stimola il moto, favorisce l’assimilazione, digestivo, tonico nervoso, colagogo, vermifugo.

LIMONE : Stimolante cerebrale, antiacido, lassativo, espettorante, agente di rimineralizzazione.

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA TREDICESIMA PARTE

09/02/2012

In cucina con Federica

 

 

 

 

FEDERICA   Quale miglior periodo di questo per cucinare la polenta? Il freddo m’ispira cibi calorici e grassi da consumarsi con la polenta di mais.

ELENA     Ci sono ricette molto golose accompagnate da : polenta all’onda, polenta abbrustolita, polenta pasticciata, ecc… (ovviamente per chi non ha problemi di colesterolo).

Incominciamo da una ricetta semplice con la polenta al forno; sono le uova strapazzate al burro spolverate di parmigiano. Sempre con la polenta al forno faremo le salsicce alla piastra, poi stufate con porri e piselli. Con la polenta appena cotta, ancora fumante potremo fare uno stracotto con gli ossibuchi, poi la polenta pasticciata.

FEDERICA    Non ho mai fatto la polenta di mais, posso farla io?

ELENA    Certo!  In una casseruola mettiamo l’acqua a bollire, aggiungeremo il sale e con la frusta verseremo la farina di mais piano per non fare grumi. Deve avere una consistenza cremosa, perché mano a mano che prenderà la cottura si addenserà molto. Dopo aver mescolato bene mettiamo il coperchio e la faremo sobbollire per circa quaranta minuti. Passato il tempo va consumata ancora bollente o andrà versata in un recipiente piatto per farla raffreddare ed eventualmente tagliarla a fette per altri usi.

Ossibuchi stufati

Ingredienti: ossibuchi di manzo, sale, pepe, alloro, salvia, ginepro due bacche, una cipolla grossa, una carota, una costa di sedano, olio extravergine, d’oliva, farina di riso, conserva di pomodoro fresco, vino rosato e brodo vegetale.

Prendiamo gli ossibuchi che ci servono, andranno incisi sulla cotenna per non farli arricciare. Li passiamo nella farina di riso, poi prendiamo la casseruola, versiamo un po’ di olio extravergine d’oliva e li facciamo dorare insieme alla cipolla tagliata fine. Ora aggiungeremo un trito di sedano e carota, alloro, ginepro, salvia  il vino e per ultimo il brodo. Li lasciamo cuocere lentamente per circa due ore  controllandoli di tanto in tanto. A cottura ultimata li impiatteremo con intorno una corona di polenta fumante.

Polenta pasticciata

Ingredienti: polenta appena fatta, gorgonzola, funghi porcini, due porri, vino bianco, chiodi di garofano, pancetta steccata a listerelle, burro, parmigiano grattugiato, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Esecuzione: tagliamo i porri a rondelle sottili, li soffriggiamo con l’olio, li lasciamo cuocere nel vino bianco. A parte trifoliamo i funghi con olio, prezzemolo e aglio, sale, e pepe, grigliamo un po’ la pancetta, poi, uniamo i porri ai funghi. Abbiamo appena tolto la polenta dal fuoco, la versiamo in un piatto da portata, tutto’ intorno abbiamo disposto la pancetta, il composto di porri e funghi e abbiamo distribuito  il gorgonzola a tocchetti. Ora prendiamo il burro, con l’apposito ferretto faremo dei piccoli riccioli, li metteremo sulla polenta fumante e per ultimo distribuiremo il parmigiano appena grattugiato. Il piatto andrà messo un attimo in forno a duecento g° e sarà pronto da gustare. Un bicchiere di lambrusco e via!

FEDERICA    Ora corro a casa a preparare la cena. Ciao! A domani

10/02/2012

TORTA  DI  MELE

FEDERICA    Oggi vorrei preparare una delle tue torte di mele, che ne dici?

ELENA    Di queste ricette ne ho scritte moltissime, anche perché la torta di mele si può fare in mille modi.

Federica -Una con la pasta frolla ti può andar bene?

ELENA    Ne faremo una semplice ma squisita!

Torta di mele al rum

Ingredienti per il ripieno: un chilo di mele fuji, otto amaretti, zucchero a velo vanigliato, una stecca di vaniglia, uvetta sultanina, buccia di arancia, limone, e mandarino grattugiate, farina di riso un cucchiaio, un bicchierino di amaretto.

Ingredienti per la frolla: farina doppio zero grammi trecentocinquanta, centoquaranta grammi di zucchero semolato, un uovo intero e due tuorli, cento grammi di burro, una bustina di lievito, un bicchierino di rum.

Esecuzione del ripieno: in una casseruola abbiamo messo le mele tagliate a fettine, lo zucchero vanigliato q. b. la stecca di vaniglia, gli amaretti, le scorze di agrumi, l’uvetta, l’amaretto. Ora portiamo ad ebollizione il tutto, lo togliamo dal fuoco e aggiungeremo mescolando la farina di riso. Aspetteremo che si raffreddi. Nel frattempo prepariamo la frolla facendo la fontana con la farina mescolata allo zucchero e al lievito. Adesso aggiungiamo il burro, incominciamo a mescolare, poi le uova, il liquore. Abbiamo già foderato una teglia con la carta da forno,  (diametro cent. 20) l’abbiamo imburrata,  stendiamo sul fondo metà dell’impasto, cercando di coprire uniformemente il fondo; ora controlliamo le mele che devono essere prive di succo e le stendiamo sopra l’impasto, poi andranno coperte facendo un disco con il rimanente impasto sopra un foglio di carta da forno. Dopo aver coperto le mele la inforniamo a centottanta g° per quaranta minuti. La torta andrà ricoperta di zucchero a velo. Questa torta è ottima se consumata con una cremina di cioccolato fondente fuso con il latte. Il vino adatto potrebbe essere un  buon Passito.

FEDERICA   E’ tutto chiaro, però non so se sarò capace di stendere la seconda parte della frolla e cioè la copertura.

ELENA    Io credo che con l’agilità che ti ritrovi ne farai due! Alla prossima

15/02/2012

FEDERICA    Vorrei imparare a fare un buon pollo fritto, fra tutti quelli che ho mangiato non ne ho mai trovato uno e dico uno che fosse perfetto:  era troppo bruciato fuori e crudo dentro, e il pollo crudo è orribile. Mi daresti la tua ricetta?

ELENA   Ti confesso che la prima volta che ho fatto un pollo fritto non era per niente buono proprio perché era rimasto crudo sotto l’impanatura. Ma poi ho imparato il segreto ed ora è squisito! Eccoti la ricetta.

POLLO  FRITTO

Ingredienti: pollo, rosmarino, salvia, chiodo di garofano, sale, pepe, vino bianco, due uova, farina 0 e semola di grano duro rimacinata, olio di arachidi.

Esecuzione: tagliare il pollo a pezzi piccoli, togliere la pelle, e farlo bollire per cinque minuti con le erbe, il vino bianco, sale e pepe. Togliere i pezzi di pollo dal fuoco, metterli sopra una spianatoia, asciugarli e passarli nell’uovo sbattuto, poi nelle farine mescolate insieme. Friggere in abbondante olio, prima a fuoco alto poi abbassiamo la fiamma fino alla completa cottura. quando il pollo sarà pronto servirlo sul piatto da portata sopra la carta assorbente, è squisito!

17/02/2012

FEDERICA    A proposito di carnevale, come sono le tue frittelle?

ELENA    Di frittelle ne posso mostrarti almeno un centinaio, dipende che cosa preferisci: dolci o salate?

FEDERICA    Di salate non ne conosco, mi incuriosiscono come sono?

ELENA   Sono buonissime, anche se si tratta di frittura ma sono adatte anche per chi non può mangiare i dolci.

Ingredienti: farina doppio zero, brodo di verdura o di carne, spezie macinate, pepe, sale, minestra (meglio le tagliatelle o i filini) vino bianco frizzante, tre cucchiai di latte, olio di arachidi per friggere.

Esecuzione: dobbiamo cuocere la minestra in poco brodo, perché una volta raffreddata dovrà essere priva di brodo. A questa zuppa aggiungeremo mezzo bicchiere di bollicine, il latte, le spezie e la farina, q.b. per ottenere un impasto ne troppo consistente ne troppo liquido. Raggiunto il punto di fumo nell’olio, servendoci di un cucchiaio grande formeremo delle frittelle e le versiamo nell’olio bollente, con una spatola o la pinza le giriamo, le schiacciamo un po’ perché possano raggiungere una cottura omogenea. Una volta dorate  le prendiamo una ad una, le metteremo sopra l’assorbente, poi, ricambieremo l’assorbente e le serviamo con un buon prosecco. Sono buonissime, anzi, piacciono anche ai bambini ( a loro le serviremo con la spremuta d’arancia).

 18/02/2012

ELENA    Vorrei preporti un dolce al cucchiaio per festeggiare l’otto marzo insieme a tua madre; so che preferisce i dolci al cucchiaio.

FEDERICA    Al cucchiaio? Ma  deve essere semplice perché non credo di riuscirci, anche perché non l’ho mai fatto.

ELENA   Se seguirai tutte le indicazioni alla perfezione ci riesce anche un bambino. Dico sul serio! Dai te ne detto una facile, ma ci vorrà un poco di pazienza.

BAVARESE  AL  MANDARINO

Ingredienti : duecento grammi di panna fresca, duecentottanta grammi di yogurt cremoso, centosettanta g. di latte, centosessanta g di zucchero, dodici g di colla di pesce, olio di mais, duecento g di mandarini solo la polpa privata delle pellicole protettive. Per la guarnizione: Banane, kiwi, fette di mandarino spogliate, scagliette di cioccolato.

Esecuzione: mettiamo sul fuoco lo zucchero con la polpa di mandarino, lasciare cuocere per sei minuti. Lasciamo intiepidire e frulliamo il composto, quindi,uniamo la colla di pesce ammollata in acqua e ben strizzata. Passiamo il tutto al setaccio, e lo uniamo  al latte e allo yogurt. Dopo aver montato la panna la mescoliamo al composto dal basso verso l’alto, adagio per non smontare la preparazione. Ora versiamo la massa nello stampo dopo averlo pennellato con olio di mais. Lasciamo riposare il dolce per dieci ore. Quando sarà pronto per il consumo, capovolgere lo stampo sopra un piatto da portata e guarnire sopra con panna montata, fettine di banane, qualche fettina nuda di mandarino, fettine di kiwi e scagliette di cioccolato, guarnire anche arricchendo la base del dolce. Il vino più adatto è un buon moscato di Sicilia.

ELENA    Mi saprai dire ? Mandami una foto del dolce!

FEDE    Vedo già che si sta squagliando! La prossima torta dovrà essere più semplice!

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA DODICESIMA PARTE

02/02/201

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

seconda parte

FEDERICA    sono proprio curiosa di vedere come utilizzerai l’ultima parte del pan di spagna.

ELENA    Anch’io! No, sto scherzando questa torta l’ho già rifatta mille volte; ora te la presento:

DOLCE TARTUFATO

AI  FIORI

Ingredienti : pan di spagna soffice al cioccolato alto circa due cent., dal diametro di ventidue. Trecento grammi di cioccolato fondente, duecentocinquanta grammi di panna fresca, trenta grammi di zucchero, trenta grammi di cacao amaro, trenta grammi di zucchero a velo vanigliato, venti grammi di burro fresco, due banane, liquore Orange, filini di scorza di mandarino caramellati, mezzo cucchiaino di fecola, caffè al ginseng.

Esecuzione: intanto prepariamo una teglia apribile, la stessa dove abbiamo fatto il pan di spagna. In una casseruola mescoliamo lo zucchero con centocinquanta grammi di panna, aggiungeremo il burro, togliamo dal fuoco e mettiamo il cioccolato a pezzi, dopo averlo sciolto aggiungere mezzo bicchierino di liquore, se dovesse risultare troppo denso aggiungere un po’ di latte. Ora mettiamo il composto ottenuto nella teglia foderata con carta da  forno,  lo lasciamo raffreddare e lo metteremo in frigorifero per venti ore. Adesso bagniamo il pan di spagna con caffè al ginseng, abbiamo già tagliato a rondelle le banane, messe nel liquore con lo zucchero a velo. Togliamo dal frigorifero il composto al cioccolato, lo capovolgiamo sopra il pan di spagna e mescoliamo il cacao amaro con un cucchiaio di zucchero a velo, lo distribuiremo per tutto il dolce usando un setaccino.  Formiamo una cremina con il liquore, un po’ di fecola, e lo zucchero a velo (un bicchierino circa). Ora faremo la guarnizione mettendo tutt’intorno al dolce le rondelle di banane, per ogni rondella faremo dei petali con i filini caramellati del mandarino, infine prendiamo la rimanente panna, la montiamo con lo zucchero vanigliato e con il sacco per guarnizioni faremo gli steli dei fiori e sempre con la panna montata guarniremo il centro della torta; versiamo la cremina di liquore alla base del dolce. Et voilà so per certo che dopo avere riposato un’ora nel frigorifero la torta andrà a ruba! Vino ideale : un passito oppure un moscato siciliano.

Federica – Ne prenderei una fetta! Davvero, ora non saprei quale scegliere per festeggiare il quattordici febbraio!

ELENA    Ancora non hai visto niente! Ti troverai a realizzare  torte a cinque, a dieci piani! Alla prossima…

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04/02/2012

ELENA    Oggi voglio presentarti il ” Cuore di S Valentino “, occorrono ingredienti freschi: come i savoiardi fatti in casa, lamponi e una teglia apribile a forma di cuore.

FEDERICA    Non vedo l’ora di iniziare! Sai? Mi sono procurata delle piccole teglie per fare le prove dei tuoi dolci, oggi cercherò anche la forma di cuore e magari anche altri stampi.

ELENA   Che voto ti sei data? Sono riuscite bene?

FEDERICA    Sì, Mi darei un sei più, per non esagerare.

ELENA    Il tuo sei è un mio otto, perché so che ci metti il cuore. Quella che ti presento ora sarà l’ultima ricetta dolce prima di S. Valentino, così avrai modo di provare e riprovare fino alla perfezione.

CUORE  RIPIENO  AI  LAMPONI

Ingredienti: savoiardi freschi appena sfornati, duecento grammi di lamponi, amaretti, tre uova, farina “00” oppure fecola, trecentocinquanta grammi di cioccolato fondente, zucchero a velo vanigliato, latte, alchermes,cacao amaro, zucchero semolato, panna montata.

Esecuzione: rivestiamo il fondo dello stampo con la carta da forno. Dopo aver lavato i lamponi li stenderemo sopra alla carta assorbente, metà li passiamo al setaccio, l’altra metà servirà per guarnire il cuore. Mettiamo a sciogliere a bagno maria duecentocinquanta g. di cioccolato fondente con il latte anche questo servirà per rivestire il dolce. Ora sbattiamo i tuorli con lo zucchero, aggiungeremo la farina o fecola,  sempre mescolando metteremo il latte, un cucchiaio di amaretto,  andrà addensato a bagno maria;  con lo stesso procedimento faremo la crema al cioccolato usando il cacao, lo zucchero, e il rimanente cioccolato tagliato a pezzetti. Adesso che abbiamo davanti tutti gli ingredienti prendiamo la teglia, sul fondo stenderemo un velo sottile di cioccolato fuso (il primo che abbiamo cucinato) quindi copriamo il fondo con i savoiardi imbevuti nell’alchermes, copriamo con la crema, sbriciolare gli amaretti e faremo un altro strato di savoiardi imbevuti nel succo di lamponi, poi, via con la seconda crema al cioccolato, copriamo con i savoiardi,  un velo di panna montata con lo zucchero vanigliato, e così via…Ora, rivestiamo il nostro dolce con il cioccolato fuso, assicuriamoci di rivestire anche i bordi; mettiamo i lamponi a corona e guarniremo con la panna montata. Lasciamolo riposare on’oretta circa e sarà pronto per la festa.

Ora voglio mostrarti questa foto: si tratta della ” Torta ai bignè ” , la ricetta la potrai trovare nell’articolo: Alcune ricette…nona parte. Che ne dici?

TORTA  AI  BIGNÈ

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07/02/2012

ELENA    Oggi vorrei mostrarti un menù completo: un primo, un secondo e anche se ti avevo detto che non ti  avrei più mostrato dei dolci  prima della festa, ora ho cambiato idea perché questo si accompagna con le pietanze che ora ti cucinerò.

FEDERICA    La cucina mi appassiona sempre di più! Domenica ho realizzato l’ultimo dolce che mi hai consigliato; ho fatto anche i savoiardi freschi, ho trovato delle formine piccole ed è riuscito discretamente: anzi, Alessandro credeva che l’avessi acquistato in pasticceria.

ELENA   Questo non può che rendermi orgogliosa. Ora ti detterò le ricette: faremo un primo gustoso ma delicato, sono degli gnocchetti piccoli di ricotta e patate; il secondo una trota salmonata al forno in salsa; e per il dolce faremo delle crostatine eleganti e buonissime!

Ingredienti per il primo: patate per gnocchi, ricotta vaccina fresca, noce moscata, un uovo, semola di grano duro. Per il ragù : Prosciutto cotto tagliato a piccoli dadini, crema di piselli, parmigiano, latte, formaggio fuso olio extravergine d’oliva, basilico e chiodo di garofano.

Esecuzione: mettiamo le patate cotte sulla spianatoia insieme alla ricotta un  50%, apriamo un cratere sul mezzo e metteremo l’uovo, la noce moscata e mescoliamo fino ad ottenere un bell’impasto. Poi, stendiamo la farina e lo arrotoliamo fino a ottenere un impasto sodo ma tenero. Ora faremo gli gnocchetti e li lasciamo stesi sulla spianatoia, dopo li passeremo uno ad uno sull’apposito stampo o si possono modellare sopra il rovescio di una grattugia, oppure con una forchetta. Per il condimento lessiamo i piselli, li passiamo al passaverdura: la crema ottenuta verrà diluita con il latte caldo e poco formaggio fuso, andremo a formare una crema non troppo densa, se occorre mettere mezzo cucchiaino di farina di riso, due cucchiai di olio, chiodo di garofano macinato e basilico. Dopo aver scolato gli gnocchi metterli nella padella del condimento caldo, dove abbiamo messo anche il cotto a dadini, spadellare, aggiungere qualche pizzico di parmigiano e impiattare.

TROTA  SALMONATA  IN  SALSA

Ingredienti: trote salmonate che servono, pompelmo, limone, aceto di mele, sale, pepe, prezzemolo, spezie, capperi, cipolla, aglio, olio extravergine d’oliva, poco peperoncino.

Esecuzione: mettiamo le trote nel succo di pompelmo per un’ora circa. Poi, le pennelliamo con la salsa che abbiamo ottenuto frullando capperi, prezzemolo, e tutti gli ingredienti sopra elencati, il risultato sarà un’emulsione non densa, l’olio deve abbondare. Dopo la cottura in forno a duecento gradi°adageremo i filetti di pesce nel piatto da portata e verseremo qualche cucchiaiata di salsa per tutto il pesce. Questa pietanza è ottima accompagnata da fagiolini lessati, o finocchi al gratin, meglio ancora una salsa di verdure miste stufate in olio e ceto di mele.

CROSTATINE  DELICATE  ALLA  FRUTTA

Ingredienti per la frolla: duecento grammi di farina doppio zero, cento grammi di farina di mandorle tritate finemente, cinquanta grammi di farina di mais macinata due volte, due tuorli, cento grammi di burro, centocinquanta grammi di zucchero semolato, un bicchierino di liquore al maraschino, una bustina di lievito per dolci, se occorre aggiungere un po’ di succo di arancia.

Ingredienti per la farcia: mascarpone, uova, latte, zucchero vanigliato,  gelatina alla frutta, lamponi e mirtilli freschi, oppure pesche sciroppate, amaretti, cioccolato bianco fuso.

Esecuzione: dopo aver mescolato le tre farine con il lievito, aggiungere le uova e tutti gli ingredienti. Fare l’impasto, ma non deve essere lavorato molto per non sprigionare il glutine. Ora mettiamo un leggero strato dell’impasto nelle formine da crostata precedentemente imburrate e infarinate, o cosparse di pane grattugiato. Le mettiamo nel forno a centottanta gradi° per circa venti min. le controlliamo e le lasciamo raffreddare.

Esecuzione della farcia: mescoliamo il mascarpone con due tuorli, lo zucchero vanigliato, il latte, q. b. e dopo aver realizzato una crema soffice aggiungeremo un po’ di cioccolato bianco fuso nel latte, triteremo degli amaretti e li aggiungeremo al dolce. Riempiamo le frolline con questa crema, la frutta, e pennelleremo la superficie con la gelatina , possiamo sostituire la gelatina con una spolverata di zucchero a velo, oppure con del cacao dolce.

FEDERICA   Non hai mai pensato di aprire un ristorante?

ELENA    No, ne ho parlato con altre mie amiche ma non facevo sul serio. La buona cucina per me è indispensabile, ma non ho mai pensato di fare dell’arte gastronomica il mio primo lavoro. Questo lo lascio a te! Magari, potrei darti una mano in certi momenti particolari di piena.     A questo menù potremo abbinare un vino unico: un buon Chardonnay! Alla prossima!