LETTERATURA ANTICA E MODERNA E STORIA DODICI

12/09/2026

 

TRAMA DE   “I PROMESSI SPOSI

di Alessandro Manzoni

I promessi sposi è uno dei capolavori più importanti di Alessandro Manzoni ed anche una delle massime espressioni letterarie di ogni tempo, è un romanzo che molti hanno definito “Storico” :  le vicende dei due promessi sposi,  Renzo e Lucia che dopo lunghi guai possono finalmente unirsi in matrimonio,  si svolgono nel seicento,  sullo sfondo della Lombardia dominata dagli spagnoli,  e si intrecciano variamente con gli avvenimenti italiani della guerra dei trent’anni e le sue ripercussioni,  dalla guerra per Casale Monferrato,  alla calata dei Lanzichenecchi e alla peste milanese del 1630.  Ne viene fuori come un grandioso affresco,  il mondo secentesco visto nei suoi costumi sociali e politici,  rappresentato da figure di umili e di potenti,  di vinti e di vincitori,  sui quali aleggia e trionfa la provvidenza divina.  È necessario chiarire subito però,  che il romanzo manzoniano non è,  come molti lo hanno ritenuto,  per lungo tempo e ingiustamente,  opera di edificazione religiosa,  e,  soprattutto,  di esaltazione della rassegnazione e di abbandono inattivo ai voleri della provvidenza.  Essa invece segna il vero trionfo della grandezza di Dio,  che Manzoni nelle sue opere precedentia veva visto come il consolatore dei suoi figli ai quali aveva dato la visione di sé:  in esse Dio poteva,  con la sua bontà,  e solo come bontà,  salvare coloro che aveva illuminato e pervaso dalla grazia distrendoli e traendoli fuori dalla storia ma rimanendone egli stesso escluso,  come accadde appunto nelle tragedie.  Ma per i Promessi sposi,  Dio appare insieme come infinita bontà e come infinita giustizia,  quella giustizia che si accetti o si respinga, la Grazia resta viva e operante insieme a tutta l’umanità.  E se ne rendono conto alla fine del romanzo,  i due sposi,  che ragionando insieme sulla loro avventure e cercando di darne un giudizio con popolana semplicità cavano una morale posta a conclusione del libro.  Dopo in lungo dibattere e cercare insieme,  conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato “cagione” (causa,  motivo),  ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani,  e che quando vengono per colpa o senza colpa,  la fiducia di Dio li raddolcisce e li rende utili per una vita migliore.  Questa conclusione benché trovata da povera gente,  ci è parsa così giusta come il nocciolo di tutta la storia.

QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE

Don Abbondio,  il pavido curato che è in quella società,  come un vaso di vetro,  costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro,  i Bravi,  mano armata della violenza e del sopruso e fuori scena ma già presenti Renzo e Lucia,  Don Rodrigo,  e ancora sullo sfondo in quell’accenno della vanità delle “grida”,  l’urto tra dominati e dominatori,  anticipano i fili conduttori dell’intreccio di tutto il romanzo.  Il Manzoni narratore,  fin dalle prime ci si rivela con atteggiamento bonario,  come di chi ha una più serena visione della vita ed è disposta a comprendere meglio i difetti degli uomini.  La figura di Don Abbondio già  appare in una luce tutta negativa,  eppure c’è nel narratore non lo sdegno di chi riferendosi ad astratti principi di bene assoluto,  condanna chi li trasgredisce,  bensì la convinzione che la viltà di don Abbondio,  che lo fa venir meno ai propri doveri,  sia anche determinata dalla condizione storico-sociale.  Ecco infatti che Manzoni ci descrive la società del Seicento,  società corrotta, dove il potente ha sempre la meglio,  perché la giustizia viene amministrata dall’ aristocrazia,  e questa,  non curandosi delle leggi,  che pur essendo numerosissime e non tralasciano di stabilire pene severissime,  per ogni colpa, tende solo a difendere i propri privilegi di classe.  Ecco dunque una società in cui ogni individuo tende ad associarsi ad altri,  per potersi difendere e potere a sua volta esercitare impunito delle prepotenze.  Alla luce di queste considerazioni le colpe di Don Abbondio vengono considerate con benevolenza,  perché il povero curato conosce bene le leggi della società,  e sa che è meglio inchinarsi ai potenti;  in conseguenza egli ha impostato tutta la sua vita all’insegna della sottomissione al più forte.  Emerge la sua figura meschina,  senza dubbio un carattere ambiguo,  servile,  che tende a scaricare sempre sugli altri le responsabilità,  che non assume psizione a favore dei più deboli,  che solo contro questi sa essere forte,  che aspira ad onta del suo sacerdozio,  ad una vita tranquilla e comoda.  Eppure si ha l’impressione che Don Abbondio sia come altri:  vittima delle iniquità e delle sopraffazioni di quel periodo storico che va sotto il nome di dominazione spagnola.

” COME PARLI FRATE?…”

Renzo e Lucia saputo che il divieto di celebrazione del loro matrimonio,  è stato imposto da Don Rodrigo,  il prepotente signorotto del luogo,  chiedono consiglio ed aiuto  a fra Cristoforo del vicino convento di Pescarenico,  il frate coraggiosamentedecide di recarsi da Don Rodrigo per convincerlo a desistere dalla capricciosa passione concepita per Lucia.  Ma il colloquio tra i due è tempestoso e vano.

PERPETUA VUOL SAPERE

La scena tra Don abbondio e la sua domestica perpetua, ripete con la diversa impostazione psicologica il tono comico-drammatico dell’incontro di Don Abbondio con i Bravi.  Perpetua curiosa,  pettegola,  insistente vuol sapere dal suo padrone che cosa è mai accaduto dal momento che lo vede così turbato.  Don Abbondio impaurito,  sconvolto,  dapprima non vuol parlare,  Infine si risolve a raccontare tutto perché ” aveva forse tanta voglia di scaricarsi del suo doloroso segreto,  quanto ne aveva la perpetua di conoscerlo” .

Fine

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DICIANNOVE

12/09/2026

 

Francesca  sono triste perché oggi è l’ultimo giorno che passo qui con te.  Lunedì riprenderò il lavoro,  ma se mi dici che potrò venire qualche volta in più specialmente d’inverno quando non andrai là, non lasciare tutto il tempo a Annalisa,  me lo prometti?  Grazie di tutto.

Elena  Certo te lo prometto,  ma se non resterò a casa nel fine settimana,  potrai venire qualche pomeriggio anche se ci sarà Annalisa;  se gestirai il tempo al lavoro,  io credo che ci riuscirai.  Sai cosa vorrei?  Nel frattempo impara il francese,  così quando verrai qui lo parleremo per allenarci e per non scordare la pronuncia.

Francesca,  sarebbe meraviglioso!  Così mi sentirò più vicino a lui.

Elena   Dal punto di vista istituzionale,  la Francia è una repubblica di cui fanno parte i novantasei dipartimenti della Francia propriamente detta;  I quattro dipartimenti d’oltre mare (DOM),  che sono : Guadalupa,  Guiana,  Martinica,  Riunione; le collettività territoriali,  che comprendono Mayotte,  Saint-Pierre,  Miquelon,  e altre isole;  i quattro territori d’oltre mare (TOM).  Questi ultimi sono:  La nuova Caledonia,  la Polinesia francese,  le isole Vallis e Futuna,  nonché alcune terra australi e antartiche.  Si dice che nella nuova Caledonia,  nella vegetazione di Borara,  alcuni abitanti,  nel 1953 avvistarono  un disco volante enorme e videro scendere degli esseri simili a noi. Furono due innamrati a vedere tutto questo e si nascosero tremanti,  perché dissero che il disco volante era enorme, gigantesco come se trasportasse una città intera.  ma dissero che sembrava che loro sapessero  della nostra presenza ma non si avvicinarono mai a noi;  quindi se erano extra terrestri non sono stati cattivi ma forse erano distratti dalla curiosità del nostro pianeta.

Sai Franci?  Anche se non sarai qui io continuerò ad inserire nai miei articoli “Dialoganto con voi e… un pò della tua Francia.

Francesca  Fantastico!  La frase  la poesia del giorno ce la dai? Grazie!

Elena  Sì,  quella ce l’ho sempre.

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Nell’aria dell’amore ardente,  la tua luce domina il mio cuore e la mia anima; per dirti che il mio amore per Te è insuperabile.

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Elena  Mentre eri in biblioteca,  ho parlato con Linda al telefono e le ho domandato se domani posso portare anche te là nella sua abitazione,  lei mi ha risposto che si fida di me e che non dovevo nemmeno chiederlo.  Allora io  ti chiedo:  vuoi venire con me domani mattina presto?

Francesca  Ma sto sognando?  Sai da quanto tempo è che vorrei venire al lago dai tuoi parenti e amici? Non ci devo nemeno pensare,  poi se torniamo domani sera io non ho neanche il problema di avvisare che lunedì non sarei stata presente. Mi sembra un miracolo!

Elena  Se questi sono i miracoli allora mi chiedo cosa dobbiamo fare perché quelli veri possano verificarsi.

Francesca Io amo le persone ricche che si sono fatte da sole,  ma odio quei ricchi che hanno rubato per arrivare fin dove sono.

Elena   Sì,  anch’io la penso esattamente come te. I miei hanno ereditato dalle rispettive famiglie ma poi ti dico che hanno lavorato sodo per mantenere il loro patrimonio e non hanno mai rubato;  anzi hanno dato molto a chi ne aveva bisogno e continuano ancora nonostante la loro età.  Invece altri fanno la carità,  ma spesso la fanno con il denaro degli altri;  così è facile;  ci sono individui che con la loro posizione diventano ricchi,  eppure sembra che a loro il denaro non basti mai e allora per dimostrare la loro benevolenza verso i più poveri versano cifre importanti come se si spogliassero delle loro fatiche mentre in realtà quel denaro è rubato.

E adesso auguriamo a tutti Buona Domenica!

IL VANGELO SECONDO MARCO SESTA PARTE

12/09/2026

 

Oggi si festeggia il nome “MARIA”  il no

me della Beata Vergine Maria.

 

 

GIUDIZIO SUGLI SCRIBI

 

Diceva loro mentre insegnava: “Guardatevi dagli scribi,  che amano passeggiare in lunghe vesti,  ricevere saluti nelle piazze,  avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.  Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere;  essi riceveranno una condanna più grave”.

L’OBOLO DELLA VEDOVA

 

E sedutosi di fronte al tesoro,  osservava come la folla gettava monete nel tesoro.  E tanti ricchi ne gettavano molte.  Ma venuta una povera vedova ne gettò due spiccioli  cioè un quattrino.  Allora,  chiamati a sé i discepoli,  disse loro: ” In verità io vi dico:  “Questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.  Poiché tutti hanno dato del loro superfluo,  essa invece,  nella sua povertà,  vi ha messo tutto quello che aveva,  tutto quanto aveva per vivere”.

 

 

LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI

10/09/2026

 

Ciao sono Marta,  sono in pensiero per mio fratello: fa il farfallone in continuazione.  Ora sembra essere fermo con due donne,  ma per quanto tempo?  La prima è una donna servizievole,  fa tutto ciò che lui gli ordina, al punto di annientarsi,  non è tanto fedele,  forse anche per lei è come questo proverbio:  “l’orso perde il pelo ma non il vizio”  beata lei! Però c’è una cosa che ho capito:  riesce anche ad essere autoritaria nei suoi confronti per vedere come reagisce,  ma non lo molla solo perché mio fratello è una persona importante nella società e lei ci tiene molto a diventare sua moglie o la prediletta.  L’altra è molto bella,  ha una carnagione naturale di velluto un corpo sodo e un viso angelico,  molto intelligente,  empatica che non riuscirà mai a stancarlo in nessun modo e non è lì per cercare marito.  Ma lui questo non lo capisce;  si lascia trasportare dagli amici che prediligono la prima.  Come potrei consigliare mio fratello a sposare la donna giusta?  Grazie di cuore.

 

Elena.    Cara,  mi stai chiedendo l’impossibile,  si fa per dire,  ma come potrei consigliarti in una cosa così importante?  Cercherò di essere coinvolta in prima persona.  Allora,  perché tuo fratello smetta di fare il farfalone da strapazzo,  ci vorrebbe una donna bella, forte,  ma dolce,  arrendevole a lui,  ma non fino ad annientarsi come asciugargli i piedi con i suoi capelli,  altrimenti di una donna così non saprebbe poi cosa farsene e ricomincerebbe a cercare. L’amore non deve annientare nessuno o non sarebbe amore.  Come potrebbe una donna essere in grado di sostenere e fare felice nella vita un uomo se si annienta e si adagia sugli allori?  Sarebbe sbagliato,  un uomo con una donna  non dovrebbe annoiarsi mai,  e la stessa cosa vale per una donna. Ci dovrebbe essere per sempre quella cosa che si chiama charme che attira e che stupisce sempre per tutta la vita terrena;  purtroppo anche questo è un dono che solo il buon Dio  può donare. Spero che tuo fratello ami molto ma ami la donna giusta,  allora anche la salute ne gioverà!

11/09/2026

Ciao sono Giulio A.  Sto per sposarmi,  abbiamo già prepararto la dimora dove dovremmo passare tutta la vita insieme.  Ma più la guardo e più sento il bisogno di non sposarmi,  di andar via e questa è una cosa che mi attrae sempre di più oltre al senso panico e un po’ sadico che mi invade nel vedere la casa vuota,  (anche se arredata con calore) le finestre che invece di rivelare senso di apertura e libertà mi rivelano interni chiusi molto tristi;  io aspettavo rettangoli azzurri di cielo:  con un giardino  che si realizza  tra opera umana e opera della natura con un coro di angeli tra di noi che ci indicano il nostro futuro.  Come potrei sposarmi con queste sensazioni?  Ti prego dammi un consiglio come dettato dalla Madonna!  Grazie!

 

Elena  Scusami ,  ma potrebbe essere solo panico,  fa’ un esame di coscienza,  e chiediti perché sei arrivato fin lì,  voglio dire,  che cosa vi ha fatto arrivare al matrimonio?  È soltanto il desiderio di stare insieme oppure provate un sentimento reciproco di amore profondo?  Oppure è altro?  Dovresti porti la domanda prima di buttare tutto all’aria.  Se questo tuo sospetto si rivelerà giusto allora non dovresti illudere la tua ragazza.  Mi sembra che tu stia vivendo un film comico e tragico allo stesso tempo.  Ma andare alla scoperta di una vita vera insieme se ancora non ne sei sicuro,  secondo me sarebbe sbagliato soprattutto per lei. Quando ci si ama non si hanno di queste sensazioni,  almeno per me è così,  poi quello che succederà dopo moltissimo tempo lo si accetta insieme,  ma ora sarebbe troppo presto sposarsi e poi separarsi fra una settimana non trovi?  Non ascoltare me,  ma ascolta la tua coscienza!  Fammi sapere.

11/09/2026

Ciao, sono Maria,  ho sentito il bisogno di scriverti perché io sono certa che con te ritroverò la strada perduta. Ho cinquant’anni,  e ancora non ho trovato la persona giusta per me.  Avevo dei corteggiatori,  potevo scegliere,  ma nessuno di loro era alla mia altezza. Vorrei tanto sapere se riuscirò ad essere felice anch’io con la persona giusta,  però devo dirti che la mia povera madre quando era in vita mi ha suggestionato molto nelle scelte,  non le andava mai benne nessuno,  ed ora sono diventata difficile ancora di più;  ,ei diceva che gli uomini sono tutti uguali,  pensano solo al denaro.  Maledetto denaro!  Sembra che la vita al giorno d’oggi sia improntata solo sul denaro,  com’è possibile? Tutti lo preferiscono,  lo rincorrono, lo invidiano si ammazzano per lui,  eppure nessuno può farne a meno. L’amore non esiste più?

Elena    Carissima Maria,  io non coinvolgerei tua madre in questa tua disgrazia,  tu eri limpida ,  sapevi scegliere consapevolmente.  Se non ci prendiamo le nostre responsabilità allora  non cresceremo mai! Non puoi gettare colpe sulla mamma perché ora non è più tra di noi,  ragione di più!  E il denaro?  Ma se lo trovi così colpevole,  perché non te ne sbarazzi?  Il denaro è indispensabile ma non è niente in confronto all’amore del mondo:  La famiglia,  i genitori,  gli amici e tutto il resto. Se ritorni in te stessa nel senso di accusarti per i tuoi errori come facciamo tutti,  allora dopo un’interminabile attesa,  quando la speranza comincia già a morire,  sono certa che troverai la felicità,  senza fantasie sognate o trasognate, saranno la realtà che il buon Dio ti donerà con uno stile delle cose reali,  un sentimento fermo e per tutta la vita come vorresti tu.  Ciao auguri di cuore.

11/09/2026

Mi chiamo Ermes,  ho cinquant’anni e odio la gente.  La odio perché io ho sempre vissuto agevolmente ma guadagnandomi tutto da solo con il lavoro onesto.  Ti chiederai perché odio la gente:  la odio perché spesso accusa gli altri dei loro stessi errori.  Io non sono un santo ma neanche un uomo facile da saltare di fiore in fiore.  Eppure perché sono un uomo piuttosto bello  (così dicono)  mi hanno criticato regalandomi il titolo di don giovanni.  Non ho mai rimorchiato ragazze solo per sesso,  neanche mai avuto rapporti con prostitute;  ho avuto due storie ma sono andate male per incompatibilità dei nostri caratteri.  Poi non ho più cercato nessuna,  ma ho condotto fino a ieri la mia vita come un modello di rettitudine.  E quello che mi dà fastidio è essere considerati per quello che non si è!  Mi infastidisce moltissimo,  credimi.  Aiutami.  Ti ringrazio con il cuore.

Elena     Ermes,  la tua sembra una novella nella sua non umoristica tessitura ma diciamo piuttosto impregnata di invidia,  con i suoi personaggi poveri di spirito,  rivelando il ridicolo sconcertante di cui è imbevuta spesso la vita degli uomini.  (tutti gli esseri umani)  Capisco il tuo amor proprio,  ma le cose hanno un peso solo se sono veritiere,  lascia stare le maldicenze;  si vede una persona per bene,  una donna intelligente e innamorata lo capisce,  lo sente,  quindi lascia che mettano in mostra i loro difetti attribuendoli a te;  questa è ignoranza e slealtà di cui un uomo intelligente non sa cosa farsene.  L’importante è il dentro di te!  Vai senza odiare nessuno,  perché non se lo meritano di essere odiati lascia al Cielo la loro cura,  Perché il Cielo sa tutto di noi,  e non abbiamo bisogno di ascoltare le persone malvagie ma neanche quelle che si difendono accusando gli altri.  Ti auguro un mondo di felicità! Grazie per la fiducia.

 

Ciao Elena, sono  Luca  il figlio di Daniela.  La scuola mi piace molto,  però io non sopporto di dover incominciare ancora nella solita e vecchia scuola,  per il semplice fatto che il mio compagno di banco o amico, ma non lo è anche se lo credevo.  L’ho sempre aiutato perché lo credevo amico,  gli facevo i compiti altrimenti sarebbe venuto a scuola senza,  e mi dispiaceva non vederlo più e giocare insieme con lui.  Però ho sentito che diceva a una nostra amichetta che lui è più bravo di me ed è lui che mi stava aiutando perché non sapevo niente di niente.  Però adesso mi sento male come se mi avesse picchiato.  Volevo cambiare scuola ma i miei me lo anno impedito,  mi hanno detto che devo sbrigarmela da solo e riflettere.  Dimmi cosa devo fare? Per difendermi e svelare la realtà.  Ti ringrazio moltissimo. Luca.

 

Elena  Ma di che cosa ti lamenti?  Sei bravo a scuola,  sai fare tutto da solo,  se hai aiutato il tuo compagno di banco,  non sei tu che hai ricevuto il male,  ma lui non volendo imparare.  Ora se è vero quello che hai sentito,  non aiutarlo più poi gli dici il motivo.  Senza litigare,  senza portare rancore;  se ti chiederà scusa allora lo aiuterai nelle cose che non capisce.  Non essere così orgoglioso di dimostrare che i compiti glieli  facevi tu. Non privarlo di questi aiuti,  parlagli di quello che è giusto per il suo bene;  potresti aprirgli la strada e poi ritrovartelo veramente amico.  Ciao in bocca al lupo!

12/09/2026

Mi chiamo Ileana,  ho quarantaquattro anni,  e non sopporto le ingiustizie;  nel senso che ci sono persone che hanno troppo e altre niente. Come faccio a pensare che esista Dio?  Essere operai al giorno d’oggi non è facile andare avanti poi dicono che in Italia le nascite diminuiscono sempre di più.  Se mi dai un motivo per credere che esista qualcosa,  allora io ci crederò,  ma fino ad ora ho vissuto in casa con i miei proprio perché con il mio stipendio non potevo permettermi di andare da sola,  ma ora che i miei non ci sono più,  mi è rimasta una vecchia casa da restaurare e non so come fare.  Indicami la strada giusta per essere anch’io come gli altri! Ti ringrazio.

 

Ileana,  non conosco fino a dove si spinge l’egoismo umano,  ma ti assicuro che tu sei sulla buona strada.  Quello che dici in parte è vero:  a questo mondo ci sono molte ingiustizie,  ma non incolpiamo il Cielo,  perché i primi uomini hanno scelto il libero arbitrio anche per noi.  Però mia cara le ingiustizie di cui parlo non sono queste;  tu non conosci le vere ingiustizie!  Allora non voglio entrare in un altro argomento molto delicato,  quindi aderisco al ruo bisogno.  Mi dici che non ce la fai a vivere con uno stipendio da operaia,  e sei da sola;  ma se ci sono famiglie con due bambini che vivono in quattro con uno stipendio;  non fanno lusso,  ma vivono con dignità.  Non fanno le vacanze al mare e montagna come facevi tu,  non vanno a divertirsi in certi locali e ristoranti costosi,  e mandano avanti la loro famiglia giorno dopo giorno senza lamentarsi e danno valore anche al centesimo.  Io credo che se fai qualche rinuncia,  e ti servi solo delle cose essenziali che servono a vivere discretamente,  poi ti ritroverai con più serenità e con qualche soldo in tasca,  Non vivrai nell’oro,  ma se usi la testa ce la puoi fare.  Che il Signore ti accompagni.

 

Sono Giorgia,  sono divorziata da quasi otto anni. Mi sono innamorata di un uomo,  lo amo con tutto il cuore, ma lui non lo capisce,  non arriva a pensare quanto è grande il mio amore per lui. So di piacergli,  e di essere compatibile con il mio carattere,  però io sento che lui anche se mi fa capire che ci tiene molto,  non si è mai aperto per svelarmi i suoi sentimenti che prova nei miei confronti.  Questo mi rende diasperata,  al punto di incominciare a prendere in considerazione l’idea di dimenticarlo.  Vorrei tanto un consiglio da te!  Grazie Mille volte grazie!

 

Elena  Cara, molto cara,  innamorarsi perdutamente di qualcuno,  non è detto che sia sempre reciproca la cosa;  forse a lui piaci molto,  ma non prova la stessa cosa che provi tu,  succede,  e non puoi farci niente;  o lo accetti così per quello che ti dà,  ma se vuoi di più  non devi pretenderlo da lui.  Vedi?  L’ amore non si comanda non lo si impone a nessuno.  Se a lui piaci ma non vivete nel peccato tranne che con qualche fusione data dal tuo amore e dal suo interesse,  allora non vedo perché tu lo debba lasciare,  se vuoi essere felice non chiedere mai a una persona quello che non può o forse non potrà mai darti.  Un augurio particolare perché mi piacciono le persone che amano con tutto se stesse.  Ciao!

 

Mi chiamo Ernesto ed ho quarantasei anni.  Prima ero ateo,  ora che credo in Dio mi sento come se fossi una persona sporca.  Ho fatto molto l’esame di coscienza,  e ho provato a chidere scusa,  ma poi io non ricordo di avere fatto altro male.  Vorrei tanto che di lassù  qualcuno mi illuminasse e mi dicesse cosa devo fare per sentirmi bene con me stesso e con gli altri.  La mia conversione mi ha portato infelicità,  perché? Grazie!

 

Elena  Benvenuti quelli come te che sanno interrogare la loro coscienza.  Non posseduto da sensazioni contrastanti,  ma dovresti liberarti dagli incatesimi negativi che inconsapevolmente ti sei creato da solo. Rispetto a chi non ha acquisito ancora la fede,  sei molto avvantaggiato,  ma è molto scomodo vivere in questa maniera.  Cerca di trasformare l’insofferenza in azione,  preparati con cura, (la meditazione), non andare così per caso,  ed evita l’addormentamento delle emozioni;  non chiuderti ,  apri il tuo cuore al mondo  e  non arrestarti ai confini della vita;  hai l’intelligenza e la sensibilità per risolvere anche le situazioni più difficili;  credi in te stesso.  Un saluto sincero.

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DICIOTTO

08/09/2026

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Amare senza bisogno di agitare o di sconvolgere;  se il sogno ti rincorre tu fa in modo di essere sempre avanti. Scenario Celeste che predilige le simbologie dell’amore per noi e per il mondo.

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09/09/2026

Se solo potessi dirti quello che sento restare sotto il cielo,  blu o grigio,  dove il sole e il vento si mescolano in una carezza d’amore;  la pioggia mi bagna,  ma io sono libera,  sono mia e non sua o di altri, ma solo se tu volerai insieme a me allora ad essere liberi saremo in due:  io e Te.

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Prima che Annalisa partisse mi ha fatto delle domande su Parigi,  la Francia e sulla Normandia.  Le ho detto che ho visitato molti luoghi della Normandia,  in particolare Saint-Michelle,  poi il capoluogo dell’alta Normandia che  si chiama Rouen,  la città di Corneille e Flaubert.  Rouen,  si adagia sulle rive della Senna a 120 km di distanza dalla Manica e a circa altrettanti da Parigi;  questa posizione l’ha avvantaggiata economicamente e le ha permesso di diventare il quarto porto francese.  Ma non è per il trffico commerciale (ben noto) e neppure per la fiorente industria cotoniera che la città va più nota;  ciò ne fa una delle più belle della Francia nordoccidentale sono i suoi musei,  le sue chiese gotiche,  le sue antiche case.  E la cultura che sempre l’ha animata:  fra gli altri,  a Rouen sono nati e vissuti il tragediografo Pierre Corneille,  e il romanziere Gustave Flaubert.  A parlare della Francia continuerò domani con la mia amica Francesca.  Ciao,  a domani.

10/09/2026

Francesca  È da tanto che volevo passare qualche giorno qui con te.

Elena  Ok.  Tu dimmi e io scrivo ciò che posso.  Chiedi e ti sarà dato come nel Vangelo.

Francesca  Vorrei chiederti se sposarsi solo per noi due è peccato nel senso che lui non vuole figli;  è peccato?  Grazie.

Elena  Sposarsi per voi due solo non credo sia peccato,  non vivete più nel peccato se siete sposati.  Però mi dico:  che senso ha sposarsi per non avere figli?  Che amore è mi sto chiedendo? A meno che uno dei due o entrambi non possiate averne,  ma ci sono le adozioni. L’amore è amore senza condizioni! Ma è anche vero che ci sono molte situazioni complicate…

Francesca  Sai che se mi sposo con lui dovrò lasciare il nostro Paese e andare a Parigi?

Elena  Quando si ama puoi andare anche in capo al mondo che non ha importanza;  come non ha troppa importanza la lontananza sempre se sei empatica;  se sai dare e se sai ricevere come se lui fosse lì.

Francesca  Io non capisco.

Elena  Te lo spiegherò in privato.

Francesca Va bene.  Tu continueresti ad amare una persona se lui non lo vorrebbe?

Elena  Certo che no!  Non glielo farei più capire,  e lo amerei in silenzio,  poi cercherò di dimenticarlo. Perché? C’è qualcosa che non mi hai detto?

 

Francesca  No,  non alludevo a te,  a tutti noi, ma ad altre persone.  Sai che pur essendo fidanzata con un parigino io non conosco tutto di Parigi e della Francia.  Che cosa ti è rimasto di più della Francia? La cucina non credo,  la nostra e poi nient’altro.

Elena  Hai ragione,  la loro cucina non mi è piaciuta tanto;  il loro pane è ancora buono,  come il croissant.  Comunque la Francia è bella,  ma la nostra Italia lo è ancora di più.  Si sente quando vai là,  l’aria che ti ispira,  ma quando ritorni l’aria sembra sia miglore,  forse è l’effetto della nostra Patria che per noi più bella non esiste. Poi oltre alla torre Eiffel,  la cattedrale di Notre-Dame a Rouen è una delle chiese più belle di Francia.  La sua costruzione risale al duecento,  anche se la facciata e l’ala occidentale sono di tre secoli successive.  Proprio la facciata è affiancata da due torri: a d est si eleva la Tour de Beurre,  che stando alla leggenda,  si chiama così perché fu costruita coi soldi che i fedeli versarono alla chiesa,  in cambio di mangiar burro durante la quaresima.  L’altra torre quella di sinistra,  nel 1822 fu danneggiata da un fulmine;  per questo la cuspide di pietra fu sostituita con una di ferro,  sfidando la feroce ostilità di chi non riteneva opportuno restaurare un edificio medioevale con un materiale così contemporaneo.  (E qui come dice il Vangelo potevano anche aver ragione).

Poi ci sono le ore  e i giorni del Gros-Horologe.  Dal sagrato antistante la cattedrale di Notre-Dame  di parte la rue du Gros-Horologe,  una delle più animate di Rouen.  La strada,  oggi pedonalizzata,  prende nome di un grande orologio che la domina,  costruito fra il 1527 e il 1529 su un’antica porta cittadina.  Quest’orologio ha una sola lancetta:  non indica dunque i minuti,  ma solo le ore.  È però dotato di un altro congegno,  un cerchio diviso in sette parti dove i giorni della settimana sono raffigurati con raffinate allegorie mitologiche.  L’orologio è sovrastato da un alto campanile della fine del Trecento:  dalla sua cima si gode un superbo panorama della città.

Mirabile è la perziosità del Palais de Justice.  Rouen,  come Lille e Caen,  è stata molto danneggiata durante la seconda guerra mondiale:  più di cinquemila edifici andarono distrutti sotto i bombardamenti.  Fra i più colpiti vi fu proprio il Palazzo di Giustizia,  uno straordinario capolavoro dell’architettura civile cinquecentesca di stile fiammeggiante,  che dopo la guerra fu in larga parte restaurato. La splendida facciata che dà sul cortile d’onore,  porta al suo centro una particolare torretta dagli angoli smussati,  che è decorata,  come altre parti dell’edificio,  con fregi e sculture di mirabile preziosità.  Il progetto di Palais de Justice è tradizionalmente attribuito al più famoso architetto di Rouen del cinquecento,  Rouland Le Roux.

Poi sempre a Rouen c’è Saint Romain e il mostro della palude.  Nella storia di Rouen  c’è un vescovo che si distrugge per il numero di leggende che si raccontano su di lui:  è Saint Romain,  vissuto nel VII secolo.  si dice che in quei tempi vi fosse un serpente o un dragone (non è chiaro) che,  nascosto in una palude non lontana, terrorizzava gli abitanti della città e delle campagne. Il vescovo decise di affrontarlo,  ma ad accompagnarlo nell’impresa trovò solo un condannato a morte.  Col suo aiuto sconfisse il mostro:  la bestia fu bruciata in piazza e al condannato fu resa la libertà.  A Saint Romain la città ha dedicato,  fra l’altro,  una strada su cui sorgono i preziosi e antichi edifici della città stessa.  Per oggi ti basta parlare della Francia? A domani..

Francesca  Sì,  dai parliamo di altro,  Il mio morale si è altzato di molto,  ha ragione Annalisa.  Adesso andiamo a gustarci il tuo caffè;  sempre progettando.

Francesca  Però io ti dico che ha ragione Marco quando dice che hai vent’anni.

Elena  Il caffè ti ha dato alla testa!  Povera me se ho appena vent’anni,  dovrò ricominciare ancora daccapo!

Francesca  Sai quanti pagherebbero per questo?

Elena  Posso dirti di cambiare argomento?  Piùttosto,  parliamo di adozioni dei bambini,  mi si spezza il cuore e anche di più vedere quelle immagini della guerra :  i bambini che non hanno niente da mangiare!  Mi chiedo sempre che colpa ne hanno loro se metà mondo è così disgraziato?  Poveri piccoli,  io ho sempre pensato a loro,  li amo tantissimo!

Francesca  Anch’io penso la stessa cosa;  non guardare perché non voglio figli,  ma li amo lo stesso e mandiamo spesso il nostro aiuto,  solo per loro.  Speriamo che ci vada davvero,  perché se qualcuno ha voglia di rubare anche lì allora io non crederò più in niente.

Elena  Quanto amore c’è nel cuore  e nella mente di molte persone che potrebbero adottare dei bimbi ma la burocrazia lo impedisce o li fa diventare matti e fuori di testa.

Francesca  Meglio finire con una frase d ‘amore tu che dici?

Elena  Sì,  meglo davvero.

Dolce verità che vive sotto il cielo chiaro.  Al tuo sussulto d’amore la città sogna;  tu sei il Cielo,  la terra e tutto quanto esiste nel creato.  Sei la luce che illumina il mio cammino!

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11/09/2026

Elena   Ciao dormigliona!  Ti ho lasciato dormire perché quando sono entrata ho visto che eri in un altra dimensione,  quella dei sogni,  ti ho aspettato per fare colazione insieme.  Vieni.

Francesca  Io posso dirti che non ho mai dormito nove ore di filato senza prendere qualcosa come ho fatto qui ieri sera e stanotte fino alle otto.  Ha ragione Annalisa a dire che sei magica.  Per l’altra cosa che mi hai detto e cioè che se si pensa intensamente a una persona che si ama si riesce a capire tutto quello che ha dentro.  Anche Annalisa ha fatto molti esercizi ma non è riuscita a mettersi in contatto.  Noi abbiamo le prove che tu ci riesci e questo mia cara amica è un Dono,  un dono raro e prezioso da custodire.  Ma ti ringrazio per avermi messo in condozioni di rilassarmi e dimenticare certe cose che mi facevano stare male e dormire per una notte intera.  Grazie,  grazie, e grazie.  Ti meriti il meglio del meglio!

Elena  Grazie a te!

Francesca    vorresti parlarmi ancora della Francia?  Grazie.

Elena  Sono così abituata a scrivere il nome di Annalisa che mi baglio con il tuo.  Riprendiamo da dove siamo rimasti ieri:  parlando ancora di Rouen nella piazza del centro storico,  c’è il “Vieux-Marché”,  nel Medioevo,  non ospitava soltanto le bancarelle di mercanti, che del resto ancora oggi lo affollano;  qui avevaqno luogo pure le esecuzioni capitali.   Il 30 maggio 1431,  proprio nella piazza del centro storico,  si decretò e si eseguì la condanna a morte di Giovanna D’Arco,  accusata di eresia e bruciata sul rogo.  Oggi il Vieux Marché ricorda quel martirio con una chiesa e un piccolo museo dedicati alla Santa.

Francesca  Ma io dico:  ma c’è bisogno di torturare e poi costruire il monumento?  Perché non hanno impedito la morte di quella già santa in terra?

Elena  Il mondo come avrai già conosciuto è fatto di gente giusta e di poveri disgraziati senza cervello e senza dignità,  ma soprattutto senza un anima;  guarda le guerre da dove nascono! C’è sempre uno che vuole rubare la terra agli altri popoli.  Il denaro e il potere fa dell’uomo un essere indegno!  Pronti a condannare e a togliere a chi è migliore di loro.

Francesca  Parole meravigliose e giuste!

Elena  Ma parliamo di cose meno tristi come ad esempio:  “I tesori di Reims”,  che è il capoluogo della regione Champagne-Ardenne,  è una città che ha avuto un’importanza capitale nell’intera storia francese.  Qui,  nel 496 dopo Cristo,  il Vescovo Remigio baqttezzò Clodoveo,  il  sovrano,  che volle sancire il passaggio dell’intero popolo dei Franchi alla fede cattolica.  Da allora in poi,  i re di Francia furono tutti incoronati a Reims.  Questa città conserva ancora dei tesori artistici come la facciata rinascimentale dell’Hotel Le Vergeur;  poi la Place deRoyale,  settecentesca,  la porta di Marte ,  un arco di trionfo dell’età romana. E sempre a Reims abbiamo il foro dei criptoportici. Il nome di Reims deriva da quello dei Remi,  il popolo che abitava questa zone della Francia prima dell’arrivo dei romani.  Furono proprio le truppe di Cesare a fare di Reims un’importante metropoli delle Gallie,  tanto grande che arrivò a contare ottantamila abitanti:  parecchi,  se si pensa che oggi la città ne ha appena il doppio,  sotto l’ampia piazza cittadina in cui si trovava un  tempo,  il foro romano,  sono state scoperte,  in seguito a scavi archologici,  delle suggestive gallerie sotterranee del secondo secolo dopo Cristo.  Sono chiamate Criptoportici.   ,  durante la prima guerra mondiale,E che ne dici dell’angelo di Notre-Dame?  Fra il 1914 e il 1918,  didicimila delle quattordicimila case di Reims,  andarono distrutte sotto terribili bombardamenti.  Ma forse l’edificio che risentì di più degli attacchi nemici fu la superba cattedrale gotica della città,  Notre-Dame:  una dopo l’altra la colpirono diecentoottantasette granate.  Questi almeno i colp conteggiati,  prima che Reims fosse abbandonata in seguito all’invasione tedesca.  Al termine del conflitto l’abside,  e le volte furono ricostruite,  e così la chiesa potè tornare al suo plendore antico.  La facciata,  la navata centrale,  e la statua di un angelo  che decora una parete esterna.  Gli angeli esistono.

Francesca  Adoro questa descrizione delle città della Francia,  perché so che sono veritiere,  in quanto alle leggende si sa non dobbiamo fare molto affidamento,  ma fanno parte anch’esse della storia.  Tu hai mai conosciuto un vescovo?  Com’era buono, cattivo e che altro?

Elena  No,  ho conosciuto da piccola il vescovo che mi celebrò la cresima, ma durante il percorso della mia vita non ho mai conosciuto nessun vescovo.  Ho conosciuto molti missionari,  sacerdoti e ne ho conosciuti anche nel mio paese dove sono nata,  un monsignore che ricopriva il uo ruolo a Pegognaga in provincia di Mantova,  ma mai dei vescovi. E poi un altro monsignore adesso anziano. Perché?

Francesca  Per la tua cultura religiosa,  e per il modo in cui sai la Santa messa

Elena  Ben,   ma se non sapessi la S. messa con tutte quelle che ho sentito recitare,  allora io non ci sarei con la testa.  Non occorre frequentare deiVescovi per sapere le cose religiose,  basta stare attenti e studiare la Sacra Bibbia e il Vangelo.

Francesca   E le poesie con le frasi d’amore che reciti,  per me è opera dello Spirito Santo.  Le hai sempre lì come se piovessero dal cielo.  Ne hai una anche adesso?

Elena  Sì,  la scrivo per chiudere in bellezza l’articolo.

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I miei giorni sono sempre splendenti come lo è l’amore che provo per te.  (sto parlando del cielo)

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Francesca   Mentre tu stai scrivendo io ritorno in biblioteca.

Elena  Va bene,  domani incominceremo un altro articolo.

 

LETTERATURA ANTICA E MODERNA E STORIA UNDICI.

03 /09/2026

 

ALESSANDRO MANZONI

Sentir e meditar:  di poco esser contento:

dalla meta mai non torcer gli occhi

conservar la mano pura e la mente:  dalle

umane cose tanto sperimentar,  quanto

ti basti per non curarle: non ti far mai servo

non far tregua coi vili:  il santo vero mai non

tradir;  non proferir mai verbo,

che applauda al vizio e alla virtù derida.

Alessandro Manzoni

05/09/2026

Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 dal conte Pietro e da Giulia Beccaria.  Fu allontanato da casa e affidato ai Padri Somaschi di Merate e di Lugano e successivamente ai Padri Barnabiti di Milano dove proseguì tutt i suoi studi. Nel 1805 si recò a Parigi,  dove la madre si era trasferita da lunghi anni,  e qui strinse amicizia con molti degli eletti ingegni della capitale francese,  ma qui a contatto con l’ambiente razionalistico e ateo dei salotti parigini,  egli si allontanò dalla fede.  Nel 1808 sposò a Milano Enrichetta Blondel,  figlia di un banchiere di Ginevra e protestante.  Più tardi,  la moglie, si convertì al cattolicesimo e anche il Manzoni nel 1810 tornò alla fede dei padri,  abbandonò la Francia e si stabilì a Milano nella villa di Brusuglio.  L’anno 1810 è assai importante nella vita del Manzoni,  perché segna la sua duplice conversione,  letteraria e religiosa.  Da allora abbandonò il classicismo e accettò le dottrine romantiche (di cui è considerato il più importante esponente).  Compose dapprima gli Inni Sacri,  poi scrisse le Osservazioni Sulla Morale Cattolica,  la tragedia Il conte di Carmagnola,  L’Ode Marzo 1821,  rimasta allora inedita, il Cinque Maggio e l’altra tragedia “Adelchi”,  infine tra il 1825 e il 1827 fu pubblicato in tre volumi il romanzo de “I Promessi Sposi”,  che è il capolavoro del Manzoni.  Dopo la pubblicazione del romanzo egli si recò in Toscana,  per “risciacquare i panni in Arno”,  così disse per giustificare la correzione dei Promessi Sposi,  che furono poi nuovamente pubblicati fra il 1840 e il 1842.  Da allora il Manzoni visse una vita assai ritirata,  pur partecipando spiritualmente agli avvenimenti politici di quegli anni in cui si completava l’unità d’Italia. Fu nominato senatore del regno,  e nel1861  dette a Torino il suo voto per la legge che proclamava Roma capitale d’Italia.   Morì a Milano nel 1873;  nel primo anniversario della morte fu eseguita la celebre “Messa di Requiem” composta da Giuseppe Verdi per la memoria dell’amico scomparso.  Il Manzoni fu uno degli spiriti più sani,  più completi,  meglio equilibrati che la storia ricordi.  Acuta e vigorosa era in lui la facoltà di ragionare,  vivo e delicato eccitabile era il suo sentimento;  agile e feconda la fantasia.  Un senso squisito della misura,  unito all’abito del ponderare e del rimuginare ogni pensiero ed a una ragionevole diffidenza verso le astrattezze teoriche,  soleva moderare la tendenza logica di quella mente, per la quale la serrata concatenazione,  la chiarezza e la precisione delle idee erano un imperioso bisogno.  La ragione poi dava regola al sentimento senza soffocarlo e sapeva frenare la fantasia senza tarparle le ali.  Nell’età più avanzata ella prese però il sopravvento e il Manzoni non seppe gurdarsi sempre dalle sottigliezze e dalle esagerazioni dottrinali.  Ma nella florida maturità,  tutte le attività psichiche si temperavano a vicenda in un mirabile accordo,  dove vengono all’ingegno e all’opera di questo grande romantico i caratteri della classicità. Tale accordo si riflette nel capolavoro per cui il Manzoni entra in ischiera coi massimi scrittori della nostra letteratura.

07/09/2026

MARZO 1821

È un’ode scritta proprio nel marzo 1821

Per comporre quest’ode il Manzoni fu ispirato dai fatti,  e ancor più dalle speranze,  della primavera di quell’anno,  quando,  scoppiati i moti liberali in Piemonte,  si aspettava a Milano l’igresso delle truppe piemontesi in Lombardia.  Allora la voce del poeta, fu soffocata dalla reazione,  e solo nel 1848,  risorte le speranze di libertà con le cinque giornate di Milano,,  l’ode fu pubblicata.  Il poeta immagina che i piemontesi abbiano già passato il Ticino,  pronti ad affrontare i nuovi destini: gli italiani sono ormai un popolo unito,  che nessuno riuscirà più a separare,  come non si possono separare le acque dei vari fiumi confluite nel Po’.  Dio stesso ha voluto la libertà d’Italia dalla soggezione straniera,  perché il suo aiuto vada sempre ai popoli oppressi.  Felici saranno coloro che hanno contribuito al riscatto dalla schiavitù della Patria;  mentre proverà un senso di vergogna chi dovrà confessare ai suoi figli di non aver preso parte a quella santa lotta.  Il Manzoni dedica la sua opera al soldato-poeta tedesco Teodoro Koerner,  che rappresenta per l’indipendenza germanica quello che Goffredo Mameli rappresenta per l’indipendenza Italiana.

Il Manzoni e il suo cristianesimo assume la sua significazione politica:  egli mostra infatti come la prima rivendicazione degli uomini a libertà sia stata operata da Cristo,  e come non sia possibile chiamarsi cristiani se si opprimono i popoli.  Il liberalismo,  nato dalla rivoluzione francese,  ritrova per Manzoni la sua  origine e la sua giustificazione nel Cristianesimo,  e diventa così legge universale:  la libertà,  condizione essenziale su cui si fonda la salvezza del cristiano ancor prima dell’attività politica,  non fu data in privilegio ad alcuni e negata ad altri popoli,  e non può per questo motivo,  essere valida la ragione della forza.  Il Dio che guida il popolo d’Israele attraverso il deserto e il Mar Rosso,  quello stesso Dio che esaudì le preghiere dei popoli germanici quand’erano oppressi come non poteva restar sordo agli italiani oppressi. E se gli oppressi di ieri sono divenuti oppressori,  per questo fatto si sono resi nemici di Dio ed hanno tradito un patto che è valido per tutti i tempi e per tutti i luoghi.

08/09/2026

Andiamo avanti sempre con A. Manzoni.  “Il cinque maggio”è un’altra ode. Lo racconto come se fosse successo ieri.

Il cinque maggio 1821,  l’imperatore Napoleone che morì nell’isola di S. Elena,  nell’atlantico,  dove era stato relegato dai suoi nemici in una inquietante inerzia.  La notizia della morte,  giunta in Europa solo due mesi dopo,  scosse tanto il Manzoni che in tre giorni compose l’ode in onore di Bonaparte,  ode di ispirazione spontanea e sincera,  anche perché il poeta era rimasto sempre lontano sia dall’adulazione sia dall’imprecazione verso il dominatore d’Europa.  Così,  rapidamente,  in quadri sintetici e incisivi,  il Manzoni fissa i vari momenti della vita intensa dell’imperatore,  in cui egli provò l’ebbrezza della vittoria,  il dolore della sconfitta, il fascino del potere, lo sconforto dell’abbandono e  infine lo sconsolato esilio.  Grande fu la gloria di Napoleone,  ma la gloria terrena è effimera e caduca e dimostra la fragilità umana:  solo la fede nella vita eterna può ridare la pace e la serenità ad un uomo disperato.  La grandiosità della tragedia detta al poeta sublimi accenti,  non senza qualche esagerazione,  come lo stupore della terra, “percossa attonita”all’annuncio della morte, il “Lui folgorante in solio” o “arbitro”assiso tra due secoli.  Alla fantasia del Manzoni gli attributi della grandezza di Napoleone,  i segni della sua potenza assumono segni giganteschi,  spesso più grandi del vero,  perché più dall’alto appaia la caduta o meglio risulti la fragilità umana di fronte all’onnipotenza di DIO… Nel poeta non è disposizione a giudicare, non è una chiusa ostilità:  la Musa del Manzoni è la pietà… Egli si sente degno di cantare l’eroe morto,  per non averlo adulato vivo,  per non averlo oltraggiato caduto.  Le strofe in cui è rievocata la vita dell’esule,  sgorgano da un cuore gonfio di compassione;  in fondo all’animo del poeta è però in tanta malinconia,  anche una gioia che gli dà pace e serenità.

Domani cercherò l’ode “Cinque maggio “e la scriverò qui.  Non ho fatto altettanto con “Marzo 1821” perché è un’ode molto lunga,  ma la troverete nella scuola o in internet.

                 IL  CINQUE MAGGIO

(ODE)

Ei fu.  Siccome immobile dato il mortal sospiro,  stette la spoglia immemore,  orba di tanto spiro,  così percossa,  attonita la terra al nunzio sta,  muta pensando all’ultima ora dell’uom fatale;  ne sa quando una simile orma di piè mortale la sua cruenta polvere a calpestar verrà.

Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque,  quando con vece assidua  cadde,   risorse e giacque,  di mille voci al sonito mista la sua non ha:  vergin di servo encomio e di codardo oltraggio,  sorge or commosso al subito sparir di tanto raggio; e scioglie all’urna un cantico che forse non morrà.

Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno di quel sicuro il fulmine tenea dietro al baleno; scoppiò da Scilla al Tànai,  dell’uno all’altro mar.  Fu vera gliria?  Ai pòsteri l’ardua sentenza:  nui chiniam la fronte al Massimo Fattor che volle in lui del creator suo spirito più vasta orma stampar.  La procellosa e trepida gioia di un gran disegno,

l’ansia di un còr che indocile serve pensando al regno;  e il giunge,  e tiene un premio che era follia separar.  Tutto ei provò:  la gloria maggior dopo il periglio,  la fuga e la vittoria,  la reggia e il tristo esilio:  due volte nella polvere due volte sull’altar.

E si nomò:  due secoli un contro l’altro armato,  sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato;  ei fè silenzio ed arbitro s’assise in mezzo a lor.  Ei sparve,  e i dì nell’ozio  chiuse in sì breve sponda,  segno d’immansa invidia e di pietà profonda,  d’inestinguibil odio e d’indomato amor.

Come sul capo al naufrago l’onda s’avvolve e pesa,  l’onda su cui del misero alta pur dianzi e tesa  scorrea la vista a scernere prode remote invan;  tal su quell’alma il cumulo delle memorie scese!  Oh quante volte ai posteri narrar se stesso imprese,  e sull’eterne pagine cadde la stanca man!

Oh quante volte, al tacito morir di un giorno inerte,  chinati i rai fulminei,  le braccia al sen conserte,  sette,  e dei di che furono l’assalse il suvvenir!  E ripensò le mobili tende e i percossi valli, e il lampo dè manipoli,  e l’onda dei cavalli,  e il concitato imperio,  e il celere ubbidir.

Ahi! Forse a tanto strazio cadde cadde lo spirto anelo,  e disperò;  ma valida venne una man dal cielo e in più spirabile aere pietosa il trasportò;  E l’avviò pei floridi sentier della speranza,  ai campi eterni,  al premio che i desideri avanza,  dov’è silenzio e tenebre la gloria che passò.

Bella Immortal! Benefica fede ai trionfi avezza!  Scrivi ancor questo, allégrati;  che più superba altezza al disonor del Gòlgota giammai non si chinò.

Tu dalle stanche ceneri  sperdi ogni ria parola il Dio che atterra e suscita,  che affanna e che consola,   sulla deserta còltrice accanto a lui posò. Fine

11/09/2026

Oggi vi ricordo la spiegazione dei promessi sposi che si trova in due articoli:  Nel primo articolo di letteratura antica e moderna,  dello 04/01/ 2026; e nel quarto articolo di letteratura antica e moderna del 27/02/2026.  Oggi voglio menzionare un altro brano tratto da  ” I promessi sposi”:

Perpetua vuol sapere

La scena tra don Abbondio e la sua domestica perpetua ripete con la diversa impostazione psicologica il tono comico-drammatico dell’incontro di don Abbondio con i bravi.  Perpetua,  curiosa,  pettegola,  insistente, vuol sapere dal suo padrone che cosa è mai accaduto,  dal momento che lo vede così turbato.  Don Abbondio,  impaurito,  sconvolto,  dapprima non vuole parlare,  infine si risolve a raccontare tutto perché ” aveva forse tanta voglia di scaricarsi del suo doloroso segreto quanto ne aveva Perpetua di conoscerlo”.

Presto raccoglierò tutti gli articoli della spiegazione de “I promessi sposi” e li metterò in un unico articolo così che possiate leggerlo per intero.

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DICIASSETTE

03/09/2026

Non posso mettere le foto della festa senza il consenso di tutti loro. Ma vi metto questa scattata ieri pomeriggio in casa mia.

 

Annalisa  Il prof,  mi ha chiamato ieri sera e mi ha detto che non è necessario che tu segua il programma,  l’importante è che tu continui ad interessarti della letteratura e storia,  come hai fatto fino ad oggi;  per il bene dei ragazzi.  Ti ringrazia molto e spera in te.  Poi nel prossimo mese ti inviterà a scuola come l’anno scorso.

 

CHI  SONO I MALVAGI

Non sempre i malvagi incutono paura,  il più delle volte suscitano nei buoni veri un sentimento di pietà.  Pietà per un essere umano che ha perduto il bene più prezioso,  “LA  PACE  DELL’ANIMA” e che cerca inutilmente con il suo atteggiamento sprezzante,  di far tacere la voce della coscienza.

 

Annalisa   Santo cielo,  hai una capacità di persuasione notevole, sabato sera hai convertito l’ateo in cristiano;  Solo un uomo innamorato può trasformarsi così!  Eri bellissima!  Sai che con il vestito ampio e lungo ti faranno il ritratto di 180 cm di larghezza e un metro e 20 di altezza.

Elena  Ho soltanto risposto alle domande con delicatezza,  ma ho detto quello che penso: ” Che non esiste la morte come anullamento,  ma una trasformazione,  un cambiamento, una mutazione,  e che quando nasciamo a questa vita ,  muoriamo a un’altra vita che era quella uterina. La morte è un sublime passaggio,  una trasformazione verso un elemento più puro,  più oggettivo e reale.  (L’ho sempre pensato)  Ogni essere può decidere a quale religione appartenere, ma c’è sempre qualcosa di grande nascosto dentro di noi,  nel nostro profondo che ci riporta a Dio. La strada più veritiera è la più difficile.  Gesù Cristo ha predicato semplicemente l’amore e la pace,  molto semplice da udirsi ma difficilissimo da realizzarsi per chi ha poca fede. La sua parola è verità,  i suoi insegnamenti la giusta strada;  il suo battesimo la giusta appartenenza.  Nel battesimo si suggella un patto con lo Spirito Santo,  ma questo patto va scelto dall’uomo nella sua maturità,  non nell’infanzia.  Questo suggello deve essere ponderato e scelto con giudizio.  Scegliamo la giusta strada,  espletiamo la giusta religione,  non a parole,  bensì a fatti e prendiamo battesimo dalla giusta fonte battesimale;  perché siamo stanchi di falsi religiosi. (quelli che dicono di credere in Dio solo per convenienza)

Annalisa  Che cos’è il riconoscimento degli altri per te?

Elena  Per me non è niente, se so chi sono,  ma soprattutto se sono il risultato dei miei pensieri veri. E una persona così,  può assumersi su di sé dei compiti senza aspettarsi riconoscenza.  Dall’interno ci viene un grande compenso in termini di gioia e serenità.  Il prestigio infatti vuole solo fare impressione sugli altri;  perché quando la motivazione è il prestigio e la sua conservazione,  quanto meno si fa,  tanto più probabile è il successo. Molte volte il prestigio si è accumulato con falsi ideali con false promesse,  ma questa maschera,  emana un’effettiva  capacità di agire.  A circondare la personalità vuota della persona mossa dal prestigio c’è l’aura archetipica della maschera stessa.  Essendo interiormente vuote queste persone sono in totale balia di forze esterne come le vele in mezzo alla tempesta.

Annalisa  L’ho letta sai la poesia di ieri,  dai mettiamola qua!

Elena  No,  mettiamo le mie frasi d’amore fresche di giornata.

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Tutti i luoghi mi parlano di te e della tua tenerezza.  Tu sei felicità di adesso e di domani;  la gioia del vivere, la vita stessa,  il respiro soave e delicato che si chiama amore!

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Annalisa  Sei bellissima! Me l’ha detto anche Michele,  il dottor Michele.

Elena  Basta con queste lusinghe!

VENTO DI TRAMONTANA

Quando soffia la tramontana lassù, si rifugia nelle grotte chiuse in fondo agli spigoli taglienti della montagna dove vive la casa dei venti.  Pulisce le strade dalle foglie secche,  dove vivono le siepi di mirtilli e lamponi selvatici,  che si fotografano sulle finestelle spalancate lassù con la luna che entra e viene a riposare.  E i grappoli d’uva da proteggere per l’inverno,  legati sopra gli incannicciati separè,  che toccano il suono delle campane nell’ora dei vespri,  il loro sembra un canto antico che ci chiama sulla piazza per dire uniamoci e cantiamo insieme l’inno alla vita.  Le foglie dei fichi ai quali rimangono attaccate sulle gronde oscillanti,  cadono poche per volta, come  consapevoli che devono morire insieme all’estate.  Gli alberi si muovono con rapide e interrotte cadenze,  fischiano per l’agitazione,  come i gatti che si rincorrono attorno alle botti delle cantine aperte.  I cipressi svettano, segnando spire volubili per le ventate;  come le code dei cavalli si arruffano  sfiorandole ad una ad una e spolverando  i loro abbeveratoi  mentre l’acqua esce dalla fontana,  e sugli sbocchi del vento i cavalli a fatica ci venivano incontro.

E. Lasagna

04/09/2026

Annalisa,  Dimmi,  innamorarsi è peccato?

Elena  Monsignore mi ha detto di no,  basta non cadere nel peccato della carne,  che è ben altro. (

Ovviamente in certe situazioni).

Annalisa  Non passa un solo giorno che non accada che qualcuno uccida qualcun altro.

Elena  Il solo pensiero mi rattrista molto,  specialmente chi uccide il genitore. Se solo quei poveri umani avessero imparato che cos’è l’amore,  io credo che non esisterebbero questi poveri assassini.  A volte lo so che anche i genitori più meravigliosi non riescono a fermarli,  forse non li hanno capiti o forse non li hanno seguiti perché si trovavano in situazioni familiari precarie dovute a incidenti,  o a malattie di un genitore oppure la situazione è sfuggita di mano.  Chissà?  Non possiamo accusare sempre i genitori,  ma ci sono anche quelli colpevoli di tutto senza generalizzare.

L’AUTUNNO

I colori e i profumi dell’autunno, si dice che nessun pittore  sia mai riuscito ad eguagliare.  Quando si apre un bellissimo giorno d’autunno,  sembra che la notte seguita dalle tenebre e dalle stelle fugga anche dal sole,  che esce nel suo immenso splendore dalle nubi d’Oriente,  quasi dominatore dell’universo,  quando l’universo sorride. Le nuvole dorate,  dipinte da mille colori salgono su la volta del cielo,  che tutto blu mostra quasi di schiudersi,  per diffondere sopra i mortali un velo d’amore.  Poi saluta tutto il creato:  i fiori,  gli alberi quasi spogli e i sempreverdi c0n le gocce di rugiada che sotto al sole sembrano corone di diamanti pronte per il Santo Rosario;  mentre i venti dell’aurora asciugano gli occhi alle piante spoglie dicendo:  ci rivedremo ancora dopo che vi sarete riposati;  continuate a sognare che rinascerete presto. Intanto si odono le armonie spandersi confusamente fra le selve,  gli uccelli,  i fiumi,  le musiche dei torrenti,  si spandono i colori e i profumi dalle esalazioni che la terra esultante di piacere manda dalle valli e dai monti al sole,  il re della natura. Tutti loro ci parlano sempre,  notte e giorno, in tutte le stagioni,  ma noi non sapremo mai ascoltarle se non amiamo Dio.

Annalisa  Tu con la tua religiosità,  hai mai pensato di farti suora?

Elena  No,  non mi ha mai sfiorato neanche lontanamente un’idea. Io ho sempre pensato fin da giovanissima di avere dei figli,  miei o adottati non ha importanza;  ma non per questo mi considero una religiosa a metà.

05/09/2026

Annalisa  Sono contenta che oggi posso stare qui di sabato,  non me lo ricordavo più.

Elena  Sì,  ma domani mi voglio riposare un po’ leggendo oppure giocando a tennis,  ti va?

Annalisa  E me lo chiedi?  Vorrei già essere ritornata da Parigi;  anche se non vedo l’ora di andarci. Dopo colazione io vorrei leggere se non ti dispiace.

Elena  Va benissimo.

Annalisa  Senti una fobia tu non l’hai mai avuta?

Elena  Mah,  che io sappia no.  Ma aspetta,  quando ero piccola,  per tutto il periodo delle vacanze vivevo con i nonni;  loro,  avevano un’amica,  nubile, era una donna simpaticissima,  ma mi ha fatto venire  una fobia grande che mi rimase per tutto il periodo dell’adolescenza e anche di più. Lei era spavalda ma aveva un seno enorme che traboccava dai lati e all’infuori,  tant’è vero che io chiesi a mia nonna:  Perché la signora … ha un sedere anche qui davanti? La nonna paziente da morire,  mi spiegò tutto,  ma a me non è mai piaciuta questa cosa e non appena incominciarono a formarsi i seni io presi le fascie dei miei fratelli e me le stendevo strette strette davanti perché avevo paura che mi venisse come la signora.  Avevo vergogna sia della nonna che del nonno e anche dei miei genitori.  Bambine,  non  fate mai una cosa del genere,  a me è andata bene,  ma avrei  potuto creare dei guai seri alla mia crescita e alla mia salute.

Annalisa  Vedo che non ha patito,  ma non è nemmeno venuto come quello della signora… E la frase d’amore del giorno non ce la scrivi?

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La luce che hai dentro è come la dimora degli angeli  che ci irradia d’amore in tutti i momenti del giorno,  della notte e per sempre!

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06/09/2026

Annalisa  Hai mai avuto dei  ritorni di fiamma dei tuoi corteggiatori?

Elena  E per chi?  Io non ho avuto tanti innamoramenti o sbandate,  anzi,  anche perché se si ama qualcuno non c’è posto per qualcun altro. Per me è così;  ma se l’altro non ti ama allora lo lascio per sempre con la mente e con il cuore,  poi anche se lo incontro tutti i giorni per me risulterà invisibile e lo sarà per sempre,  perché ormai se  quella strada  si è interrotta e lì dove c’era amore ora sta crescendo una roccia montuosa che divide l’amore con l’indifferenza;  io resto dalla parte dell’amore e aprirò le porte del mio cuore se Dio lo vorrà!

Annalisa  La frase di oggi?

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Elena  La frase di oggi è breve ma concisa: Vorrei che l’amore assumesse per tutti quel grande  significato che ha.

Ho sempre pensato e penso ancora oggi che l’amore non abbia limiti,  ma anche le architetture d’amore si definiscono e si precisano nelle loro qualità percettive attraverso la composizione di finiture e dettagli.

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07/09/2026

Annalisa  Domani dovrò pensare che è l’ultimo giorno che sono qui con te.  Francesca mi ha chiesto se potrà venire lei per qualche ora;  tu la conosci,  è una persona discreta e leale.

Elena  Certo,  mi farà molto piacere la sua curiosità e la sua compagnia.  Sono contenta perché in questa settimana Robert e Linda non saranno soli,  ma in compagnia di Piter e poi ci sarai anche tu.

Annalisa  Allora tu anche questa settimana non andrai là da loro?

Elena  Andrò domenica e poi tornerò entro sera,  l’ho promesso a loro per controllare la situazione ;  comunque là ci sono sempre i collaboratori domestici.  E anche  per fare compagnia a Vita e  una bella galoppata. Ciao!  Mi raccomando.

08/09/2026

Buon compleanno Santa Vergine

Maria.

Ho guardato il Cielo fino ad offuscare le pupille.  Senza di te tutto sarebbe ombra;  con l’impossibilità di superare i limiti posti dalla cattiveria umana,  e al desiderio di raggiungere l’abbraccio dell’infinito e dell’amore vero.

PER I BAMBINI NOVE

28/08/2026

Le favole ch emi raccontava la nonna incominciavano quasi sempre con : “C’era una volta”.  Eccone un’altra.

IL FUSO,  LA SPOLA E L’AGO

C’era una volta una fanciulla,  che aveva perduto i genitori quando era ancora piccola. A un capo del villaggio,  in una casetta,  abitava sola sola la sua madrina,  che si guadagnava la vita filando,  tessendo e cucendo.  La vecchia prese con sé la piccola derelitta e l’allevò pienamente.  Quando la fanciulla ebbe quindici anni,  la vecchia s’ammalò, la chiamò al suo capezzale e disse: ” Cara figliola,  sento che si avvicina la fine, ti lascio la casetta che ti proteggerà dal vento e dalla tempesta;  e inoltre il fuso,  la spola e l’ago,  perché tu possa guadagnarti il pane”.  E le impose le mani sul capo,  la benedì e disse:”Serba Dio nel tuo cuore e non avrai che bene”. Poi ciuse gli occhi;  e quando la portarono alla sepoltura,  la fanciulla seguì la bara e, piangendo amaramente le tributò gli ultimi onori.  Ora la fanciulla viveva sola sola nella casetta,  filava,  tesseva e cuciva assiduamente,  e su tutto quel che faceva sembrava scendere lA BENEDIZIONE della buona vecchia.  Era come se il lino aumentasse da sé nella stanza;  e quando elle aveva tessuto una pezza di panno o un tappeto,  o avevaq cucito una camicia,  si trovava subito un compratore,  che pagava generosamente,  e così ella non provava disagio e poteva dare anche qualcosa agli altri.  In quei giorni il figlio del re girava in paese in cerca di una cucitrice che facessi i ricami come Dio comanda.  Qualcuno fece il nome della ragazza e si recò personalmente da lei,  chiedendo se era capace di dissetare il suo desiderio.  La ragazza gli disse che il lavoro sarebbe stato molto difficile,  ma che l’avrevve accontentato.  Dopo alcuni giorni il Principe si recò a ritirare personalmente il suo ricamo,  e rimasto incredibilmente sorpreso per il lavoro ben fatto e inaspettatamente anche arricchito,  lui la invitò a palazzo,  ma la ragazza non poteva andare perché si vergognava di essere così povera e non aveva niente di adatto per andare al castello.  Ma questo non lo disse al principe perché era troppo timida.  Poi il principe domandò al villaggio chi fosse la più povera di tutto il paese e gli risposero che era la fanciulla che abitava nella casetta in fondo alla valle,  lui,  allora capì che era chi cuciva e filava ed aveva due mani d’oro.  Quando il principe arrivò alla casa della fanciulla,  lei si nascose nella sua cameretta,  Egli arrestò il cavallo,  e dalla finestra su cui batteva il sole,  la ragazza vide la sua madrina che le porgeva la mano e le diceva: ” Non ti nascondere figlia mia!  Dal primo giorno che ti ho incontrata ho capito che tu eri la principessa di questo paese;  poi la madrina adorata scomparve e al posto suo vide il principe,  lei fece per arretrarsi dalla finestra,  ma lui la prese per un braccio e la invitò a non avere paura.  Lei le chiese gentilmente di lasciarla andare e si mise a filare, finché il principe si allontanò.  E mentre filava intonò un canto che le aveva insegnato la madrina: ” Fuso,  mio fuso,  su gira in fretta,  porta la verità in questa casetta”. E che avvenne?  Subito il fuso le schizzò via di mano, e corse fuori dalla porta,  lei lo seguì con lo sguardo e vide che s’inoltrò nei campi ballando allegramente,  e si tirava dietro un lucente filo d’oro. La fanciulla non tardò a perderlo di vista,  e non ave ndo più il fuso,  prese in mano la spola,  sedette al telaio e si mise a tessere. Ma il fuso,  ballando andò sempre più lontano,  e proprio quando il filo era alla fine,  aveva raggiunto il principe. “Cosa vedo?  Egli esclamò:  forse il fuso vuol mostrarmi la strada?”.  Voltò il cavallo e tornò indietro seguendo il filo d’oro. Ma la fanciulla sedeva al suo lavoro e cantava: “Tessi,  mia spola,  la stoffa più fina,  mentre il rincipe entra nella casina”.  E subito la spola schizzò via di mano e corse fuori dalla porta.  Ma davanti alla soglia, si mise a tessere un tappeto così bello che non  si era mai visto prima neanche nel castello del re.  Ai due lati fiorivano rose e gigli,  e in mezzo sul fondo d’oro,   cescevan  dei tralci verdi,  tra cui saltavano conigli e lepri;  caprioli e cerbiatti,  sporgavan la testa tra le foglie;  in alto tra i rami si posavan uccelli variopinti,  a cui non mancava che il canto.  La spola correva su e giù,  sembrava che tutto crescesse da sé.  Siccome la spola era scappata,  la fanciulla si era messa a cucire;  aveva l’ago in mano e cantò: ” Ago,  bell’ago acuto e sottile,  fa per il principe la casa gentile”.  L’ago schizzò via dalle dita, e volò su e giù nella stanza,  veloce come il lampo.  Era proprio come se lavorassero spiriti invisibili:  subito tavolo e panche si coprirono di velluto verde, le sedie di velluto dorato, e alle finestre pendevano tendine di seta.  Appena l’ago ebbe dato l’ultimo punto,  la fanciulla vide dalla finestra il cappello piumato del principe,  che il fuso aveva guidato col filo d’oro.  Egli smontò da cavallo,  entrò in casa passando sul tappeto, e quando comparve nella stanza la fanciulla era là nelle sue povere vesti,  epur brillava come una rosa piena di luce.  “Tu sei la più povera e anche la più ricca! “.  Le disse il principe:  vieni con me,  sarai la mia sposa”.  Ella tacque e gli porse la mano.  Allora egli le diede un bacio,  la condusse fuori,  la mise sul suo cavallo e la portò nel castello reale ;  si sposarono e fecero gran festa. Il fuso,  la spola e l’ago,  furono custoditi dal principe  nella camera del tesoro e tenuti in grande onore.

0//09/2026

 

PER I BAMBINI

 

Madre Celeste che mi guidi dal Cielo

tocca i loro cuori con il tuo velo.

Amo tanto in questo mondo, 

tutto ciò che Tu mi hai donato:

luna, sole e stelle,  terra,  mari

piante e fiori,  giorni dolci e giorni amari

tutto da me è molto amato. Dona ai 

loro cuori   una vita degna che

conservi la tua luce e  la tua pace

come un cantico d’amore.

Madre Santissima che mi ami tanto

ogni giorno per Te intonerò un canto.

 

E.  Lasagna 07/09/2026 h 08:45

Aiutiamo tutti i bambini, sono il futuro del mondo.

IL VANGELO SECONDO MARCO QUINTA PARTE

25/08/2026

Dal capitolo 10

TERZA  PREDIZIONE  DELLA  PASSIONE

 

Mentre erano in viaggio per salire a Gerusalemme,  Gesù camminava davanti a loro ed essi erano stupiti;  coloro che venivano dietro erano pieni di timore.  Prendendo di nuovo in disparte i Dodici,  cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto: ” Ecco,  noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi:  lo condanneranno a morte,  lo consegneranno ai pagani,  lo scherniranno,  gli sputeranno addosso,  lo flagelleranno e lo uccideranno;  ma dopo tre giorni risusciterà”.

 26/08/2026

I FIGLI  DI  ZEBEDEO

E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni,  i figli di Zebedeo,  dicendogli:  “Maestro,  noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”.  Egli disse loro: ” Cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria,  uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”.  Gesù disse loro:” Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo,  o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”.  Gli risposero:” L0 possiamo”.  e Gesù disse: ” Il calice che io bevo anche voi lo berrete,  e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete.  Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo;  è per coloro per i quali è stato preparato”.  All’udire questo,  gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni.  Allora Gesù,  chiamatili a sé,  disse loro: ” Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni,  le dominano,  e i loro grandi esercitano su di esse il potere.  Fra voi però non è così;  ma chi vuol essere grande fra voi si farà vostro servitore,  e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.  Il figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito,  ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.

27/08/2026

IL  CIECO  DI  GERICO

E giunsero a Gerico.  E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla,  il figlio di Timèo,  Bartimèo,  cieco,  sedeva lungo la strada a mendicare.  Costui,  al sentire che c’era Gesù Nazzareno,  cominciò a gridare e a dire: ” Figlio di Davide,  Gesù,  abbi pietà di me!”.  Molti lo sgridavano per farlo tacere,  ma egli gridava più forte: ” Figlio di Davide,  abbi pietà di me!”.  Allora Gesù si fermò e disse:” Chiamatelo!”.  E chiamarono il cieco dicendogli:” Coraggio,  alzati,  ti chiama!”.  Egli,  gettato via il mantello,  balzò in piedi e venne da Gesù.  Allora Gesù gli disse:” Che vuoi che io ti faccia?”.  E il cieco a lui:”  Rabbuni,  che io abbia la vista!”.  E Gesù gli disse: ” Va’,  la tua fede ti ha salvato”.  E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.

28/08/2026

Capitolo 11

INGRESSO DI GESÚ IN GERUSALEMME

Quando si avvicinarono a Gerusalemme,  verso Bètfage e Betània,  presso il monte degli Ulivi,  mandò due dei suoi discepoli e disse loro: “Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in  esso troverete un asinello legato,  sul quale nessuno è mai salito.  Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi dirà:  Perché fate questo?,  Rispondete:  ” Il Signore ne ha bisogno,  ma lo rimanderà qui subito”. Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta,  fuori sulla strada,  e lo sciolsero.  E alcuni dei presenti però disse loro: ” Che cosa fate,  sciogliendo questo asinello?”.  Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore.  E li lasciarono fare.  Essi condussero l’asinello da Gesù,  e vi gettarono sopra i loro mantelli,  ed egli vi montò sopra. E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde,  che avevano tagliate dai campi.  Quelli poi che andavano innanzi a quelli che venivano dietro gridavano: Osanna!  Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene  del nostro padre Davide!  Osanna nel più alto dei cieli! Ed entrò a Gerusalemme,  nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno,  essendo ormai l’ora tarda,  uscì con i Dodici diretto a Betània.

IL FICO STERILE

 

La mattina seguente,  mentre uscivano da Betània,  ebbe fame.  E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie,  si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche frutto;  ma giuntovi sotto,  non trovò altro che foglie.  Non era infatti quella la stagione dei fichi.  E gli disse:” Nessuno possa mai più mangiare i toi frutti”. E i discepoli l’udirono.

 

I PROFANATORI  CACCIATI  DAL  TEMPIO

Andarono intanto a Gerusalemme.  Ed entrato nel tempio,  si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio;  rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempo.  Ed insegnava loro dicendo:  “Non sta forse scritto:  La mia casa sarà chiamata casa di preghirera per tutte le genti?  Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!”. L’udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento.  Quando venne la sera uscirono dalla città.

04/09/2026

FIDUCIA IN DIO

La mattina seguente,  passando,  videro il fico seccato fin dalle radici.  Allora Pietro,  ricordandosi,  gli disse: “Maestro, guarda:  il fico che hai maledetto si è seccato”. E Gesù disse loro: ” Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: “Se uno dice a questo monte: “Levati e gettati in mare,  senza dubitare in cuor suo,  ma credendo che quanto dice avverrà,  ciò gli sarà accordato. Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,  abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato.  Quando vi mettete a pregare,  se avete qualcosa contro qualcuno,  perdonate,  perché anche il padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati”.

05/09/2026

LA QUESTIONE DEL BATTISTA

Andarono di nuovo a Gerusalemme.  E mentre egli si aggirava per il tempio, gli si avvicinarono i sommi sacerdoti,  gli scribi,  gli anziani e gli dissero:” Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?”. Ma Gesù disse loro:” Vi farò anch’io una domanda e,  se mi risponderete vi dirò con quale potere lo faccio.  Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?  Rispondetemi”.  Ed essi discutevano tra  sé dicendo:” Se rispondiamo “Dal cielo”,  dirà: Perché allora non gli avete creduto? Diciamo dunque dagli uomini”?.  Però temevano la folla,  perché tutti consideravano Giovanni come un vero profeta.  Allora diedero a Gesù questa risposta:” Non sappiamo”.  E Gesù disse loro: “Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose”.

06/09/2026

Capitolo 12

I VIGNAIOLI PERFIDI

Gesù si mise a parlare loro in parabole: “Un uomo piantò una vigna,  vi pose attorno una siepe,  scavò un torchio, costruì una torre,  poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna.  Ma essi,  afferratolo,  lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote.  Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti.  Ne inviò ancora un altro,  e questo lo uccisero;  e di molti altri,  che egli ancora mandò, alcuni lo bastonarono,  altri lo uccisero.  Aveva ancora uno,  il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo,  dicendo: Avranno rispetto per mio figlio! Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l’erede;  su,  uccidiamolo e l’eredità sarà nostra.  E afferratolo,  lo uccisero e lo gettarono fuori dalla vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri. Non avete forse letto questa scrittura:  “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’anglo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”?  Allora cercarono di catturarlo,  ma ebbero paura della folla; Avevano capito infatti che aveva detto quella parola contro di loro.  E,  lasciatolo,  se ne andarono.

08/09/2026

IL  TRIBUTO  A  CESARE

Gli mandarono però alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso.  E venuti, quelli dissero:” Maestro,  sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno,  infatti non guardi in faccia agli uomini,  ma secondo verità insegni la via di Dio.  È lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?”. Ma egli,  conoscendo la loro ipocrisia, disse: “Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda”.  Ed essi glielo portarono.  Allora disse loro:” Di chi è questa immagine e l’iscrizione?”.  Gli risposero:” Di Cesare”.  Gesù disse loro: ” Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”.  E rimasero ammirati da lui.

09/09/2026

I SADDUCEI E LA  RISURREZIONE

Vennero a lui dei sadducei,  i quali dicono che non c’è risurrezione,  e lo interrogano dicendo: “Maestro,  Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli,  il fratello ne prenda la moglie per dare discendenza al fratello.  C’erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza;  allora la prese il secondo ma morì senza lasciare discendenza,  e il terzo ugualmente,  e nessuno dei sette lasciò discendenza.  Infine,  dopo tutti,  morì anche la donna.  Nella risurrezione,  quando risorgeranno,  a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l’hanno avuta come moglie?”.  Rispose loro Gesù:” Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture,  né la potenza di Dio?  Quando risusciteranno dai morti,  infatti,  non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.  A riguardo poi dei morti che devono risorgere,  non avete letto nel libro di Mosè,  a proposito del roveto,  come Dio gli parlò dicendo:” Io sono il Dio di Abramo,  il Dio di Isacco,  e di Giacobbe? Non è un Dio dei morti ma dei viventi!  Voi siete in grande errore”.

10/09/2026

 

IL  PRIMO  DEI  COMANDAMENTI

Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto,  gli domandò:” Qual  è il primo di tutti i comandamenti?”.  Gesù rispose: ” Il primo è:  Ascolta,  Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore;  Amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.  E ilsecondo è questo:  “Amerai il prossimo tuo come te stesso.  Non c’è altro comandamento più importante di questo”.  Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene,  Maestro, e secondo verità che egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui:  amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val di più che tutti gli olocausti e i sacrifici”.  Gesù,  vedendo che aveva risposto saggiamente,  gli disse:” Non sei lontano dal regno di Dio”.  E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

11/09/2026

IL  CRISTO  FIGLO  DI  DAVIDE

Gesù continuava a parlare,  insegnando nel tempio: “Come mai dicono gli scribi che il Messia è figlio di Davide? Davide stesso infatti ha detto,  mosso dallo Spirito Santo: Disse il Signore al mio Signore:” Siedi alla mia destra,  finché io ponga ai tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi.  Davide stesso lo chiama Signore:  Come dunque può essere suo figlio?”.  E la numerosa folla lo ascoltava volentieri.

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE SEDICI

24/08/2026

 

O mio angelo,  vola dai poveri mortali,  ti offro la mia anima di passione;  ti offro la mia vita e una melodiosa sinfonia d’amore per far vibrare i cuori.

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Annalisa  È bellissima!  Un’altra,  dai metti quella che hai detto prima!

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Io sono figlia dei laghi, le mie acque blu rispecchiano il cielo!  Gli innamorati sospirano guardando il volo dei gabbiani;  si chinano al tuo sguardo e tutte le armonie entrano nei loro cuori e nelle loro anime per sempre! Dicendosi:”Ti amo!”.

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La calda sabbia scorre leggera tra le dita,  il cuore avverte che io non sono lontana dai tuoi pensieri,  e tu una clessidra che va troppo in fretta.  La sera avvolge i momenti passati nella tua mente;  e quando te ne vai  sento come se arrivasse un equinozio autunnale che precede l’inverno,  un inverno senza sole.  Ma poi mi risveglio e sulle onde del mare vedo te dolcissimo amore;  sei un dolce sospiro in un giorno di sole che brilla sulle acque deserte .  Il mare diventa come un libro dove ogni innamorato ha lasciato i suoi pensieri per i poeti, affinché possano diffondere quell’amore profondo che mi hai insegnato Tu e il Cielo.

Annalisa  Dal cuore,  dall’anima  alla scrittura!  Ancora una volta ti dico che sei meravigliosa!!! Io credo che Dio ne terrà conto.

Elena  Sì,  mi manderà all’inferno!

25/08/2026

 

Annalisa   Hai mai sofferto di noia?  Non credo,  ma te lo chiedo ugualmente. Che cos’è per te la noia?

Elena  No,  la vera noia non l’ho mai conosciuta. E sono fortunata,  perché la noia e la depressione vanno di pari passo.  La noia rappresenta una della gravi malattie del nostro tempo.  Certe persone senza scrupoli per noia sono capaci di arrivare  a commettere cose che non si possono ripetere.  Certo che dev’essere una sensazione sgradevole essere malati di noia.  Prodotta da molte cose,  come ad esempio le più banali è il ripetersi monotono delle stesse cose,  data anche dalla mancanza di iniziative,  da uno stato di inerzia e di tristezza.  È anche la chiusura totale in se stessi,  con l’incapacità di stabilire reali e validi rapporti con il mondo esterno;  determinata da assurde condizioni di vita.  La noia equivale all’allienazione,  alla crisi esistenziale degli individui oppressi dall’angoscia e dalla perdita di certezze terrene ed ultraterrene;  per questo bisogna essere vigili e nutrire giorno dopo giorno la nostra fede.  Non smettere mai di lottare per la giustizia,  onore,  libertà eguaglianza. Lottare sempre cancella la noia e la depressione.

Annalisa  Grazie per questa definizione.  Vorrei che nel pomeriggio venissi con me a giocare a tennis là in campagna;  dai dimmi di sì!  Te lo chiedo perché è una giornata ossigenata,  poi il campetto da tennis al pomeriggio è all’ombra.

Elena  Sarò disponibile dalle 17 alle 19,30,  ti può andar bene?

Annalisa  Vorrei trattenerti di più, ma va bene.

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LA ringrazio per le Sue parole;  parole sante!  Ma io scrivo per sentirmi bene con me stessa e con il mondo; sono contenta che a certe persone piaccia quello che scrivo perché  spero in un mondo migliore.  Scriverle e tenerle solo per me non avrebbe tanto senso,  ma è anche vero che qualcuna-o potrebbe farle sue,  non credo che queste persone diventeranno mai dei poeti,  dentro di loro lo sanno!  Quindi dobbiamo avere pietà di loro.  Il Cielo sa chi le ha scritte e chi le scriverà!  Grazie ancora.

26/08/2026

Annalisa  È stato un pomeriggio fantastico,  riesci a vincere ovunque!  Vieni anche oggi?

Elena  È vero,  ho passato tre ore bellissime,  io però non so neanche se ho vinto,  mi sono divertita e basta;  è divertente prendere la palla e lanciarla di nuovo senza sbagliare troppo,  questo è il mio divertimento ma del tennis non so altro.

Annalisa  Dai che ne sai di più!  Ma sono contenta perché oggi ci divertiremo di nuovo.  Grazie!

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PER IL MONDO

L’opera di Dio è una meravigliosa testimonianza di verità,  una costante e coerente affermazione di dignità:  offesa dalla violenza che parte dal cuore degli uomini senza più un’anima.

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Annalisa  Secondo te gli uomini potrebbero mettere le ali e volare?

Elena  Anche se penso che niente sia impossibile per nessuno ,  per lo Spirito Santo, La Madre Celeste,  e gli Angeli ,  per loro niente è impossibile! Sai cosa voglio dire.

Annalisa  Se ti chiedessero ancora  che cos’è l’amore per te,  un’altra  definizione me la vorresti dare?

Elena  Ce ne sono migliaia,  ma il risultato sarà sempre lo stesso: “L’amore vero è non è menzogna!  È per sempre con gioia,  felicità,  rinnovamento!”.

Annalisa  Mi piace moltissimo!  IL prof.  mi ha detto che se vuoi puoi cominciare già da adesso.

Elena  Io lo ringrazio di cuore,  ma sono una persona libera,  non seguirò un programma.  Se vuole qualcosa scritto da me come in passato sarò ben lieta di offrirglielo,  ma non seguirò un progamma.

27/08/2026

Annalisa  Secondo me ti è rimasto molto della temerarietà di tempo fa.  Come si fa a rifiutare un lavoro così? Ma ci hai pensato? Tu che sei capace di fare tutto!

Elena  Senti,  io non voglio impegni di quel genere,  amo la libertà di scrivere ciò che penso e quando mi pare, e quando mi viene.

Annalisa  Ti chiedo scusa.  Io credo che la tua ex amica non ti risponda per il semplice fatto che ha vergogna;  ha detto di te ciò che ha fatto lei e che continua a fare!

Elena   Io l’ho sempre compatita,  ed è per questo che ho mosso per prima la pedina;  le auguro di cambiare vita e di essere capace di dire ciò che è lei e non attribuirlo agli altri.  Ma come ho già espresso io l’ho perdonata poi che mi risponda o no,  per me non cambia niente,  ma cambierebbe per lei.

Annalisa  Ho visto il tuo vestito da valzer viennese,  è meraviglioso come del resto sei tu,  sembrerai una principessa,  anzi non lo sei mai sembrata,  ma lo sei.  Ti sporchi le mani in giardino e poi ti sai trasformare da te stessa sempre!

Elena  Ma io sono sempre me stessa,  anche quando ho le mani sporche di giardino;  poi che io sia principessa o no,  non è l’abito che fa della persona una principessa,  ma il dentro più che il fuori.  Signori si nasce diceva mio padre;  non solo il mio padre naturale,  ma anche il padre di Piter. Se una persona vuole essere una principessa,  non lo sarà mai!

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27/08/2026

Lo spiraglio della notte si apre al tuo amore. L’orizzonte fa capolino;  ad un tratto le nuvole scompaiono, la luce del cielo ti onora  per quell’amore forte e vero che ormai regna nella tua anima.

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Annalisa  Stupendissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Annalisa  Io adoro i medici missionari come Piter,  per me sono dei santi.  Tempo fa ce n’erano di più,  certo che è una vocazione,  se non c’è non lo si può fare per tutto quel tempo come Piter e i suoi colleghi.

Elena  Sì,  è una vocazione;  anche fare il medico generico o specialista dovrebbe essere una vocazione.  Tempo fa,  il dottor Albert Schweiyzer,  laureato in medicina visse per più di cinquant’anni a Lambaréné,  località del Congo,  dove si dedicò all’assistenza e alla cura degli indigeni,  non trascurando dopo il suo lavoro all’ospedale,  lo studio e la musica di cui era un cultore appassionato.  L’uomo che sentì il rispetto per la vita,  abbandonò la sua carriera per studiare medicina,  e dedicarsi esclusivamente a curare i corpi,  proprio nei luoghi dove la vita umana era soggetta ai colpi più brutali della natura,  più indifesa e inerme. accendendo la fiamma dell’amore e della carità, nel colmo della giungla,  nel buio della miseria e della superstizione. Tutte queste persone sono uomini fuori della misura e del nostro tempo.  Tutto lo dice:  la vita che fanno.  Scrisse:  ” La voce della morale è pericolosa per le persone che hanno il coraggio di ascoltarla”. Potrebbero essere le parole della sua epigrafe, la spiegazione finale della sua avventura.  Pericolosa sì,  ma è anche una delle rare che non lasci nel mondo un’eredità di sola cenere.

28//08/2026

Annalisa  Daniela mi ha detto:  leggo il vangelo,  prego come mi avete detto voi però io ancora non ho visto niente;  io le ho risposto che la Madonna non è un marchio di fabbrica che garantisca all’azienda il suo fatturato e che da questo ne ricavi denaro per fare una bella vita.

Elena  Mah,  io non capisco che cosa si aspetti dal Cielo questa donna!  Cara mia,  prima devi crederci,  poi lei saprà come fare,  è Lei la potenza di tutto,  ma per arrivare a Lei devi crederci con tutta te stessa;  aprire il tuo cuore,  non cercare di far credere di essere migliore degli altri,  e poi tutto quello che vuoi ma non chiedere delle scemenze come queste. Pregare con profondità,  con amore,  togliti quell’invidia che ti fa competere con persone più inteligenti di te,  ecc.  Sii te stessa sempre senza falsità!  Tu non incanti nessuno,  opppure lo potrai fare agli stolti,  ma la maggior parte della gente oggi è intelligente;  figurati.  Alla Madre Celeste che sa tutto di tutti noi!  Ma non ti vergogni? Anche se ti dicono che Lei perdona tutto,  è vero,  ma io avrei vergogna!  La grandezza non è tanto l’essere famosi,  potenti o essere in alto “tra virgolette” ma la grandezza vera è quella della bellezza interiore,  senza doppiezze e senza  ipocrisia! Essere completi davanti al Cielo!  Amare molto amare senza confini e cercare di essere sempre puliti dentro! Auguri Daniela!  Se vuoi ce la puio fare!

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Udiremo le tue parole antiche e sempre verdi,  tu ascolterai la mia musica dal velo degli angeli;  respirerai il profumo dei fiori della mia terra! E io ti amerò per sempre!

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Annalisa  Sai che le tue parole mi fanno piangere,  immagino la tua musica!  Linda dice che piange sempre.

Elena  Te l’ho già detto:  lei piange con niente.

02/09/2026

Annalisa  Finalmente!  Sono venuta lunedì,  non c’era nessuno,  sono venuta martedi idem,  ora però lasciatelo dire:  non mi dimenticherò mai le serate di sabato e domenica là. Predominava la serenità e il fascino,  la gratitudine e l’onorabilità.  Io non saprei mai come ringraziarti! Non dico altro,  se lo vuoi dire lo fai tu. Non riuscivo a capire dove eri andata a finire,  non volevo disturbare da nessuna parte,  così poi ho saputo che eri rimasta là con loro;  certo non sei tenuta ad informarmi di tutto ciò che fai, però io sto male se non so dove sei.

 

Elena  Vedi,  le persone che sanno dare tanto come loro,  non bisogna trascurarle o essere ingrati fingendo di non capire quando hanno bisogno di te.  Era da tanto che volevano avermi lì per qualche giorno in più,  ed io ci sono rimasta molto volentieri,  non so dirti la gioia che ho ricevuto.  Ognuno di noi deve farsi apprezzare dagli altri per le sue qualità personali,  come fanno tutti loro,  e non per i beni più o meno vistosi che possiede.  Questi,  come tutti sanno, o quasi,  sono soggetti ai capricci della fortuna,  e si possono acquistare o perdere,  mentre la bontà,  l’onestà e tutte le altre doti dello spirito,  sono beni inalienabili,  che nessuno potrà mai rapirci.

Annalisa  Comunque,  anche se loro vivessero in una catapecchia,  io non mi allontanerei mai dalla loro amicizia,  credimi.

Elena  Certo che ci credo,  so che sei intelligente,  non viziata e nemmeno ottusa.