PER I BAMBINI CINQUE

15/06/2026

Fiabe per i bambini dai 5 ai 7 anni

In questo articolo voglio raccontare le fiabe che mi sono state raccontate tempo fa dai miei nonni.

LA VERGA DI NOCCIOLO

Un pomeriggio,  Gesù Bambino si era coricato nella sua culla e si era addormentato,  gli si accostò la Mamma,  La Vergine Maria,  lo guardò piena di gioia e disse:  Ti sei messo a dormire bambino mio? Dormi bene!  Io intanto andrò nel bosco a raccogliere una manciata di fragole per Te;  so che ti faran piacere,  quando ti sveglierai.  Fuori,  nel bosco trovò un posto pieno di fragole bellissime,  ma appena si china per coglierne una,  ecco che dall’erba salta su una vipera.  Ella si spaventa,  lascia stare le fragole e fugge.  La vipera l’insegue,  ma la Madonna,  come ben potete pensare trova uno scampo; si nasconde dietro un cespuglio di nocciolo,  e resta là finché la vipera è tornata nel suo nascondiglio.  Poi coglie le fragole,  e quando prende la via del ritorno,  dice:  come oggi la pianta di nocciolo fu un rifugio per me,  così lo sarà per altri in futuro.  Per questo,  fin dai tempi più antichi,  un verde ramo di nocciolo è la difesa sicura contro vipere,   serpi e tutto quel che striscia sulla terra.

Anonimo.

16/06/2026

Seconda fiaba:

” LE NOZZE DELLA SIGNORA VOLPE

 C’ era una volta un volpone con nove code,  che sospettava sua moglie d’infedeltà così,  volle metterla alla prova.  Si coricò sotto la panca e non si mosse più,  fingendo così di essere morto.  La signora volpe andò a chiudersi dentro la sua camera,  mentre la madamigella gatta,  la sua cameriera,  cucinava accanto al focolare.  Quando si seppe che il volpone era morto,  si presentarono i pretendenti.  La cameriera udì qualcuno fermarsi e bussare alla porta,  andò ad aprire,  era un volpacchiotto che disse:  Damigella che fa a quest’ora? Dorme oppure è veglia ancora?  No,  non dormo ancora,  no,  vuolsapere cosa fo?  Scaldo la birra e vi metto il burro;  se vuol favorire è pronto il banchetto.

Grazie Madamigella!  Disse il volpacchiotto.  Che fa la signora volpe?  La cameriera rispose:  Chiusa nella stanzetta piange la sua disdetta;  gli occhietti arrossa il pianto perché morì il padrone di schianto!

Madamigella le dica che c’è qui un volpacchiotto che vorrebbe sposarla.  Benissimo,  signore.  La gatta andò e bussò.  Signora volpe è qui?  Oh sì gattina sì!  Un pretendente è là.  Cara,  che aspetto ha? Ha anche lui nove belle code come il signore volpone buonanima?  Ah no rispose la gatta– ne ha una sola. Allora non lo voglio!  Madamigella gatta scese e mandò via il pretendente.  Poco dopo bussarono di nuovo,  e alla porta c’era un’altra volpe,  che voleva sposare la signora;  aveva due code,  ma non ebbe miglior fortuna della prima.  Poi ne arrivarono altre,  sempre con una coda di più,  e furon tutte respinte;  finché ne venne una,  che aveva nove code,  proprio come il signor volpone.  Quando lo seppe la vedova,  disse allegramente alla gatta:  “Aprite dunque porte e portone e spazzate fuori il vecchio volpone!  Ma mentre stavano per celebrare le nozze,  sotto la panca il vecchio volpone si mosse,  picchiò di santa ragione tutta quella gentaglia e la cacciò fuori di casa con la signora volpe.

Seconda parte

Quando il signore volpone fu morto davvero,  si presentò come pretendente il lupo;  bussò alla porta,  e gli  aprì la gatta che era ancora a servizio presso la signora volpe. Il lupo la salutò e disse:  Buongiorno alla signora scopettino,  come mai tutta sola al fornellino?  E di bello mi dica cosa fa?  La gatta rispose:  Nel latte mi sbriciolo un panetto,  vuol favorire è pronto il banchetto.  Grazie signora gatta rispose il lupo,  non è in casa la signora volpe?  La gatta disse:  Di sopra nella stanza è immersa in gran dolore;  piange la vedovanza per il vecchio signore.

Il lupo rispose:  se un altro sposo ora vuole,  non ha che da scendere le scale. Sale la gatta senza indugiare, e tutt’intorno prende a girare,  perché al salone deve arrivare.  Bussa coi suoi cinque anelli d’oro:  Signora,  mio tesoro,  se un altro sposo ora vuole,  non ha che da scendere le scale.  La signora volpe domandò:  Ha i calzoncini rossi e musetto a punta?  No,  rispose la gatta.  Allora non mi serve.  respinto il lupo,  vennero un cane,  un cervo,  un gatto,  un orso,  una lepre,  un leone,  e l’un dopo l’altro,  tutti gli animali del bosco.  Ma sempre mancava una delle belle doti che aveva avuto il vecchio volpone,  e ogni volta la gatta doveva congedare il pretendente.  Finalmente arrivò un volpacchiotto.  Allora chiese la signora volpe: Ha calzoncini rossi e musetto a punta? Sì,  disse la gatta,  li ha.  Salga,  allora,  disse la signora volpe e ordinò alla cameriera di preparare la festa di nozze:   gatta spazzami il salone,  gettami fuori il vecchio volpone.  Se aveva unn grosso topone solo lui ne mangiava e per me non ne restava.  celebrarono le nozze, tripudiando e ballando, e non hanno più smesso di ballare.

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE SEI

13/06/2026

 

 

Annalisa   Sono ritornata perché mi ha chiamato Linda chiedendomi a che ora sarai là.

Elena  Grazie! Avevo scordato di accendere il telefono.  Sarò là alle undici,  al massimo alle undici e cinque;  il mio aereo non si guasta mai.

Annalisa  A proposito,  avevi ragione tu ancora una volta sul delitto di Garlasco;  sembra che sia finita per Stasi.

Elena  A dirti il vero io non lo seguivo più da un pezzo;  mi veniva il volta stomaco;  speravo che andasse a finire bene,  perché mi sarebbe dispiaciuto molto che A. Sempio pagasse ingiustamente.

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  Come mi viene tutt’ora a seguire delle cose pilotate e false,  perché già premeditate  e poi predicano bene! Che schifo!  Ma chi la volete dare a bere?Il marito è un bell’uomo, alto virile principesco,   ma lei se non fosse per gli abiti sembra quella che è!  Che si arrampica da una parte all’altra!  Si vedeva bene che voleva qualcosa,  forse pilotare  la vita di quel pover uomo!

Annalisa  Ciao deliziosa!  Quanto vorrei venire anch’io! Ti aspettiamo con ansia qui.   A lunedì.

15/06/2026

Annalisa  Sono mattiniera perché oggi voglio prepararti io la colazione.  A proposito ieri hai suonato il pianoforte?  Poi mi racconterai vero?

Elena  A proposito di colazione io stamane non la faccio,  mi dispiace.  In quanto a ieri  non ho suonato il piano perché non riuscivo a concentrarmi.  Se sei ansiosa di sapere se Piter mi ha detto qualcosa di te ,  devo deluderti,  mi ha soltanto detto di salutarti per amicizia,  niente di più.

 

Annalisa  Grazie!  A me questo fa felice da matti!  Che cos’hai fatto allora di bello?  Se non sono indisceta?

Elena  Ho spazzolato il cavallo e mentre lo facevo pensavo. La serata è stata divertente perché abbiamo fatto una lunga passaggiata, poi al ritorno ho fatto un “idro” così rilassante che mi sono addormantata e mi sono svegliata questa mattina alle cinque;  ed eccomi qua.

16/06/2026

Quando certe persone non accettano qualcuno perché è più ntelligente di loro o perché è religioso  e loro atei,  allora lì c’ è più di qualcosa che non va.

Annalisa rispondo adesso alle domande di ieri sera:  che cosa significa la prostituzione per me?  Io posso solo dirti che ci sono madri che non fanno una piega se le loro figlie si prostituiscono,  e fingono di non saperlo.  Come ad esempio ci sono persone adulte tutte d’accordo a far sì che uno di loro si prostituisca pur di arrivare dove loro avevano già premeditato. Venderebbero anche la madre pur di non lavorare!

16/06/2026

Annalisa  Se ti chiedessero che figlo adottivo è stato Piter,  cose risponderesti?

Elena  Prima di tutto non ci sono figli adottivi ma solo figli.  Poi con poche parole descriverei Piter così:  Lui è una della cose più belle che mi siano mai capitate in questa vita terrena.

Annalisa  Lo immaginavo.  Dimmene un’altra di cose belle che ti sono capitate? E di cose brutte?

Elena  Oltre ai miei amici, c’è ne sono poche,  ma molto grandi. Non dico belle ma meravigliose,  perché mi hanno e continuano ancora a darmi felicità.  Le cose brutte ovviamente sono le morti dei nostri cari,  poi l’incontro con certe persone malvagie,  che cercano di tenerti lontano da chi vuoi bene.  Però la bellezza di queste prime grandi,  compreso Piter mi ripagano di tutto il male ricevuto.

LETTERATURA ANTICA E MODERNA , E STORIA SETTE

10/06/2026

LO  STALINISMO

Le divergenze riguardo alla linea da seguire nella costruzione del socialismo in Unione Sovietica cominciarono ad emergere prima ancora della morte di Lennin,  avvenuta nel gennaio del 1024 dopo una lunga malattia che lo aveva allontanato già da un anno dalla scena politica.  All’interno del gruppo dirigente sovietico,  si era intanto fatto strada un dirigente nativo della Georgia Josif Vissarionovic Giugasvili detto Stalin,  dal 1922 segretario del Comitato Centrale del partito comunista Sovietico PCUS.  Continua…

11/06/2026

Questi riuscì ad imporsi,  dopo il 1923, contrapponendosi a Trotzkij,  l’uomo che accanto a Lennin aveva avuto il posto di maggior rilievo durante la rivoluzione bolscevica.  Lo scorntro politicotra idue riguardava la visione strategica del socialismo sovietico:  Stalin sosteneva la linea del “Socialismo in un solo Paese”,  mentre Trotzkij vedeva la rivoluzione come un processo permanente che si realizzava solo con la distribuzione del capitalismo su scala mondiale.  La linea del socialismo inun solo Paese implicava il rafforzamento del potere statale,  del partito e del massimo dirigente del partito.  Prevalse la maggior abilità di Stalin,  il quale costrinse Trotzkij, che pure era da Lennin assai più stimato di Stalin,  all’esilio.  Trotzkij sarà poi raggiunto e ucciso da un sicario di Stalin in Massico nel 1940.  La gestione Stalinista dello Stato fu così caratterizzata a livello politico da un accentramento del potere nelle sue mani e a livello economico da una massiccia opera di industrializzazione centralizzatas,  che ebbe come conseguenza l’immediata eliminazione delle autonomie che la NEP aveva dato ai contadini.  La collettivizzazione delle campagne fu condotta attraverso l’eliminazione dei Kulaki come classe e con l’obiettivo di trasformare la Russia da Paese agricolo in Paese industriale.  Infatti la collettivizzazione dell’agricoltura sotto la tutela statale portò,  grazie ad una organizzazione più efficiente e meccanizzata del lavoro agricolo,  alla accumulazione di enormi capitali e ad un liberazione di mano d’opera: gli uni e l’altra andarono ad incrementare l’industria. Continua…

12/06/2026

Tutto ciò a tappe forzate.  Il primo piano quinquennale 1928-1933 dette risultati economici eccellenti: la scomparsa della disoccupazione,  la costruzione di 6500 km di strada ferrata,  la nascita di 230000 aziende collettive agricole,  la triplicazione della produzione industriale,  e tutto ciò negli anni della grande crisi economica mondiale.  La Russia si avviava a diventare una grande potenza economica,  grazie anche alla programmazione della ricerca scientifica,  che avrebbe raggiunto livelli pari a quelli degli Stati Uniti d’America. I successi  del primo piano quinquennale accrebbero il prestigio di Stalin agli occhi dell’opinione pubblica Sovietica.  Sul piano politico dell’unione Sovietica pagò il prezzo dell’indistrializzazione con un restringimento della libertà d’opinione,  della manfestazione del dissenso in seno al partito e alla società.  Stalin infatti usò un metodo di una crudeltà inaudita contro i dissidenti,  tacciandoli di agenti dell’imperialismo straniero ed epurando,  con la loro eliminazione,  la fila del partito, (Le purghe staliniane).  Egli giustificò tale condotta agitando il pericolo delle infiltrazioni del nemico in tutti i settori delle società ed esaltando tra le masse il culto della sua personalità.  Quella che doveva essere una fase transitoria di dittatura del proletariato, divenne così dittatura del capo del partito del proletariato.  Gli anni cruciali dello stalinismo,  sono quelli che vanno dal 1934 al 1938.  Migliaia di dissidenti o ritenuti tali furono condannati a morte o ai lavori forzati nei campi appositamente creati dal regime.  Caddero uomini che pure erano stati collaboratori dello stesso Stalin e personaggi di primo piano durante la rivoluzione d’ottobre come Zinoviev,  Kamenev,  Bukarin uomini di cultura.  Le cifre sono impressionanti:  dal 1936 al 1938 furono impriginati  8 milioni di uomini,  dai 5 ai sei milioni furono mandati nei campi di lavoro della Russia settentrionale e della Siberia. L’organizzazione statale che Stalin rafforzò si basò su una leva di uomini fidati,  esecutori delle sue direttive. Nacque così un nuovo ceto sociale,  la buracrazia di stato,  nelle cui mani si contrentravano tutti i poteri decisionali ed esecutivi.  La partecipazione politica, l’apertura culturale che la rivoluzione aveva messo in moto nel tessuto sociale del Paese,  vennero stroncate dalla politica di Stalin che pure continuava ad essere amato e venerato grazie alla sua innegabile capacità di fare della Russia uno stato forte e in grado di resistere  all’accerchiamento economico dell’occidente  (grazie a queste capacità,  intorno alla figura di Stalin si raccoglieranno tutte le forze morali e materiali della popolazione sovietica,  nello sforzo grandioso di difendersi, pochi anni dopo dell’attacco Nazista).  In politica estera negli anni Trenta,  la Russia riuscì a rompere le barriere che gli stati Uniti occidentali le avevano creato intorno entrando a far parte nel 1934 della Società delle Nazioni. L’incontratata agemonia del PCUS entro la terza internazionale determinò per i partiti comunisti europei una stratta osservanza verso le direttive Sovietiche,  spesso dettate dal principio univoco della difesa dello “Stato Guida” del socialismo a cui furono a volte sacrificate istanze di Rivoluzione Nazionale,  come avvenne per la guerra civile spagnola.

15/06/2026

 

L’INGRESSO DEI CATTOLICI SULLA

SCENA POLITICA

 

L’ondata democratica che nei primissimi anni del secolo sconvolse tutta la società italiana,  investì anche il mondo cattolico organizzato.  Questo faceva capo dell’Opera dei congressi,  un organismo fondato nel 1874 e articolato in varie sezioni,  una delle quali– la seconda–si occupava specialmente di “oeuvres sociales” e aveva la sua sede a Bergamo.  Fino ad allora la sua attività più cospicua si era svolta nel campo della costituzione,  sul modello delle casse  Raiffeisen in Germania,  di casse rurali,  e con successo,:  alla data del 1897 le casse rurali cattoliche esistenti erano 705,  la maggior parte delle quali in zone di prevalente piccola proprietà,  quali l’alta e media Lombardia e il Veneto a Nord del Polesine.  L’opera svolta dai cattolici a difesa della piccola proprietà negli anni della crisi agraria in queste regioni contribuì molto ad accentuare il carattere di zone  “bianche” che ancora oggi esse hanno e a coltivare nel Clero veneto e lombardo un attitudine di realismo e al contatto con la gente.  Fu in questo ambiente che nacque e si formò un umile prete,  che tale sarebbe rimasto anche quando divenne papa,  Angelo Roncalli.  Oltre alla costituzione di casse rurali e società di mutuo soccorso,  l’attività della seconda sezione dell’Opera dei congressi non andava: gli “Intransigenti” (così erano chiamati quei cattolici che,  a differenza dei clerico moderati,  non erano disposti ad alcuna transizione con lo Stato italiano)  che ne erano alla testa,  non erano certo a incoraggiare associazioni che avessero per dichiarato scopo quello,  come si diceva allora,  della “resistenza”,  o come si direbbe oggi,  del sindacalismo. Operai e padroni dovevano collaborare e non combattersi:  era questo del resto anche l’insegnamento di papa Leone XIII nella sua celeberrima enciclica “Rerum Novarum”del 1891.  Altri però erano inclini a interpretare in diversi e più avanzati termini il contenuto del messaggio pontificio,  nel senso però di una più coraggiosa milizia sociale dei cattolici e di una lotta al socialismo non sul piano della mera opposizione,  ma della concorrenza.  In questa direzione,  nell’arroventata atmosfera di fine secolo,  venne sempre più orientandosi un gruppo di cattolici che faceva capo a un giovane sacerdote marchigiano stabilitosi a Roma,  Romolo Murri,  il quale nel 1898 fondò una battaglia rivista, la “Cultura Sociale” esemplata sul modello della socialista “Critica Sociale”.  I seguaci del Murri, che ben presto si caratterizzarono come ” Democratici Cristiani”,  svolsero negli anni tra il 1898 e il 1902 un’intesa opera di propaganda e di organizzazione e riuscirono anche a costruire numerose leghe cattoliche.  La roccaforte del nascente sindacalismo cattolico furono le regioni settentrionali specialmente la Lombardia,  con le sue fabbriche tessili popolate da mano d’opera femminile e i suoi contadini tradizionalmente legati al Clero. Ma anche la Sicilia,  dove in quegli anni compiva le sue prime esperienze un altro giovane prete che avrebbe fatto parlare molto di sé,  Luigi Sturzo,  vide un notevole rigoglio della democrazia cristiana e delle sue organizzazioni.  Ma l’atteggiamento ufficiale della Chiesa non fu certo incoraggiante per il movimento che faceva capo al Murri:  le istruzioni pontificie del febbraio 1902 prima e lo scioglimento dell’Opera dei congressi del luglio 1904 poi, misero per il momento fine alle sue attività organizzative.  L’ingresso dei cattolici organizzati nella vita politica italiana non sarebbe venuto secondo le aspettative dei democratici cristiani,  ma secondo quelle dei clerico-moderati.  L’avanzata del movimento socialista convincerà infatti tra non molto il nuovo Papa Pio X prima ad attenuare e poi a togliere definitivamente la prescrizione,  vigente dal tempo della breccia di Porta Pia,  che proibiva ai cattolici di partecipare alle elezioni.  Essi vennero invece sollecitati a unire i loro sforzi a quelli di coloro che difendevano l’ordine costituito contro l’assalto delle forze sovversive.  Comunque il seme sparso dai democratici cristiani del primo Novecento non era stato gettato invano.  Gli inizi del secolo vedevano così l’ingresso sulla scena politica non soltanto dei socialisti,  ma anche dei cattolici.

16/06/2026

I PROBLEMI POLITICI E SOCIALI DURANTE

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

I popoli furono sottoposti a una terribile prova.  Presto si rivelarono infondati i timori che le classi dirigenti, avevano potuto concepire circa l’attaggiamento della classe operaia in caso di conflitto.  Nei grandi imperi autoritari,  il prestigio dei sovrani,   l’influenza del clero ortodosso fra gli Slavi e di quello cattolico in Austria-Ungheria,  il lealismo quasi universale,  ottennero l’adesione quasi generale delle masse popolari. L’abilità con la quale,  la guerra fu presentata in Russia,  come una difesa dello slavismo, in Germania, come una lotta contro il regime zarista,  odiato da liberali e da socialisti,  fece sì che nessuna opposizione si manifestasse né in Russia né in Germania,  dove il Reichstag votò all’unanimità i provvedimenti richiesti dal governo.  Quanto ai francesi,  consci di essere vittime, di un’aggressione ingiustificata,  essi furono unanimi nel difendere,  insieme col loro paese,  la giustizia e il diritto calpestati. In Inghilterra,  pochi deputati laburisti e pochi liberali pacifisti, tentarono di opporsi alla dichiarazione di guerra,  ma la violazione della neutralità belga fu decisiva per l’adesione dell’opinione pubblica.  La mobilitazione e la concentrazione delle truppe si compiono in mezzo all’entusiasmo,  l’unità interna di ciascuna nazione sembra così solida che molti provvedimenti previsti prima della guerra,  per neutralizzare gli elementi rivoluzionari  non vengono adottati:  sembra che i popoli seguano adeguatamente i loro governi.  Comunque, le cose cambieranno rapidamente.  Il fatto è che,  per la prima volta,  i contadini soldati, strappati alle professioni e alle famiglie,   parteciparono realmente alla guerra,  a una guerra particolarmente sanguinosa,  lunga e amara,  nella quale sono coinvolte tutte le classi  della società– non più soltanto le classi inferiori,  e tutti sono sottoposti a prove tali che nessuno avrebbe mai immaginato.  Il fatto è che la guerra investe anche i non combattenti,  non soltanto per l’ansia per la sorte di quelli che sono al fronte,  ma anche con le difficoltà nella vita materiale,  con le privazioni che impone a tutti.  Ma gli uomini avevano dovuto sopportare prove così dure come quelle imposte ai combattenti di questa guerra,  xoprattutto dopo la stabilizzazione dei fronti.  Rimasti in prima linea durante l’inverno 1914-15, dentro trincee più o meno profonde,  esposti senza riparo,  non soltanto ai bombardamenti e agli assalti improvvisi,  ma al freddo e alla pioggia,  mal nutriti, spesso divorati dai pidocchi,  privati del sonno per le esigenze della guardia,  i soldati vivono nell’acqua affondando nel fango fino alle ginocchia:  certi uomini,  rientravano come fagotti di fango.  Solo a poco a poco la situazione migliora, si apprestano dei ricoveri,  una rete di comunicazione pwrmette alle cucine da campo di fornire,  nei limiti del possibile alimenti caldi;  turni frequenti consentono al soldato,  sfinito da parecchi giorni passati in prima linea,  la possibilità di ritirarsi su posizioni arretrate,  e eni villaggi di retrovia,  dove potrà riposarsi.  Nei settori del fuoco,  il  combattente è sottoposto a una tensione nervosa continua:  i viveri non arrivano;  i bombardamenti martellano le vie di comunicazione; le trincee i ricoveri.  Gli obici di grosso calibro scavano enormi buche e riducono il terreno a un campo di crateri che la pioggia trasforma in pantani. A verdun per la prima volta è usato il sistema di martellamento intensivo e distruttore,  che in pochi giorni logora intere divisioni,  toglie alle migliori truppe ogni capacità offensiva e stritola le riserve umane.  Continua

SALUTE E BENESSERE: DISINTOSSICAZIONE DALLE SCORIE DEGLI ALIMENTI

09/06/2026

 

L’insistenza sulla buona digestione è il segreto della nostra dieta disintossicante.  È importante che ci rendiamo conto che il fegato svolge una funzione d’importanza vitale nel processo digestivo:  produce proteine,  ferro per il sangue e disintossica i veleni che entrano in circolazione.  Quest’ultima funzione antitossica,  è di particolare importanza per la nostra longevità.  Quando il fegato lavora bene è facile neutralizzare tutte le sostanze tossiche che possono poi venire eliminate dai reni e dall’intestino;  ma quando è sovraccarico,  perde la capacità di neutralizzare  completamente tutte quelle sostanze contenute negli alimenti a nostra insaputa,  e una parte di questi veleni si accumulerà perciò nel tessuto connettivo e getterà le basi di una formazione tossica anche da vedere ad occhio nudo: come la cellulite e altro ancora.  Continua…

10/06/2026

L’acqua è importante per disintossicarci,  ma non bisogna esagerare; una volta si  diceva:  più acqua berrete e più attivi saranno i reni nella depurazione delle scorie che vengono eliminate attaverso le urine.  Ma non bisogna sovraccaricare i reni bevendo enormi quantità di acqua giornalieri,  e con questo sono d’accordo molti medici nutrizionisti.  Quando il fegato e l’intestino funzionano bene tutto il resto sarà più facile da ottenere.  Non dobbiamo sottovalutare la nostra salute dei vasi:  delle vene e delle arterie,  cerchiamo di alimentarci con cibi a coltivazione biologica mangiando molto lentamente e bere poco durante i pasti,  ma bere lontano dai pasti.  Cerchiamo di eliminare lo stress facendo lunghe passeggiate a piedi,  nuoto,  oppure yoga.  Gli esercizi yoga sono un ottimo sistema per toglierci quell’ansia così naturalmente senza dover ricorrere a medicinali.  Possiamo anche ricorrere al massaggio; il massaggio viene praticato da migliaia di anni,   popoli primitivi,  basandosi unicamente sull’istinto,  lo usavano unicamente come rimedio terapeutico. Esistono documenti che risalgono a 3000 anni prima di Cristo,  nei quali si lodano gli effetti benefici che si ottengono massaggiando dolcemente il corpo. Gli antichi saggi indù raccomandavano altamente la tecnica del massaggio che era inoltre prediletto dagli antichi egizi.  Ippocrate Medico greco,  padre della medicina moderna,  era un grande sostenitore del benefico effetto del massaggio unito a una dieta appropriata;  all’aria pura e all’esercizio fisico, il massaggio ha favolose credenziali.   Ovviamente se si hanno vene vericose,  adema e o altre patologie meglio chiedere al medico curante.

Con questa mia premessa auguro a tutti buona salute e buone vacanze!

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSESSANTAQUATTRESIMA PARTE

08/06/2026

 

Marco e Patty    Le sostanze emmenagoghe,  che ruolo hanno nel nostro organismo?

Elena  Queste sostanze sono capaci di promuovere il flusso mestruale o di aumentarne l’entità e la durata.  In base al meccanismo d’azione,  gli emmenagoghi possono essere divisi in due gruppi:  emmenagoghi ormonali ed emmenagoghi vasali.  I primi (estrogeni, progestinici,  gonadotropine, ipofisarie,  sostanze naturali presenti nelle piante,  quali edera,  liquirizia,  salvia ecc.)  agiscono con modalità diverse sulle ghiandole endocrine che regolano il ciclo mestruale.  Gli emmenagoghi vasali,  provocano invece congestione e iperemia della mucosa uterina,  per azione diretta sui vasi dell’utero o attraverso la sua innervazione vasomotrice.  tra gli emmenagoghi vasali ci sono i glucosidi antrachinonici,  i purganti salini e glucoresinosi,  la yoimbina,  le droghe contenenti oli essenziali irritanti.  Gli emmenagoghi vengono adoperati in medicina per combattere varie forme di amenorrea e di oligo amenorrea.  da evitare in stato di gravidanza perché potrebbero provocare gravi intossicazioni ma sopratutto la perdita del bambino.

 

09/06/2026

Annalisa  Che cos’è in medicina il termine metisergide? Grazie!

Elena  È un farmaco che antagonizza gli effetti della serotonina.  È chimicamente simile alla lisergide e agli alcaloidi della segale cornuta (ergotamina,  ergometrina,  ergotossina),  ma a differenza di queste sostanze,  è sprovvisto di azione allucinogena o di altri effetti a carico del sistema nervoso centrale,  e possiede una debolissima azione vasocostrittrice e uterocinetica per cui viene utilizzato nelle cefalee di origine vascolare.  Il meccanismo d’azione della metisergide è ancora sconosciuto:  si ammette che la patogenesi delle cefalee vascolari sia collegata con un’alterata funzione della serotonina,  nel controllo dell’attività autonoma dell’ipotalamo;  il farmaco pertanto agirebbe normalizzando l’attività di questo mediatore chimico nel sistema nervoso centrale.

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE CINQUE

08/06/2026

 

 

Per un nuovo inizio:  il Vangelo della Creazione e il saper vivere degli umani.

I nuovi accordi commerciali,  e le ecosfere di produzione, distribuzione e consumo razionali.  La diminuzione e il controllo della produzione delle armi;  i mezzi di trasporto e di comunicazione sempre migliori;  la progettazione di sistemi come strategie,  finanziari e tecnologici per risolvere le crisi climatiche, demografiche e energetiche.  La bioingegneria;   la longevità in aumento;  l’innovazione genetica;  i progressi nell’immunologia;   l’uso pratico dello spazio celeste.  Le prospettive ottimistiche basate su complesse analisi dei dati statistici.  L’ecumenismo e la tolleranza religiosa.  L’allargamento dell’integrazione nella società,  delle minoranze,  dei disabili.  Le nuove richieste di servizi che creano nuove professioni.  Gli obiettivi determinanti che creano una filosofia sociale anziché della sola economia di mercato:  l’educazione,  la cura della salute,  la qualità della vita invece del consumo,  della produzione e dell’espansione.  La riforma dei mezzi di comunicazione di massa affinché riflettano le istanze sociali. Con queste poche cose si potrebbe ricominciare per annientare la morte del pianeta e per un rinnovamento che in poco tempo lascerà un segno positivo nel cuore,  nell’anima e nel pianeta.

10/06/2026

Annalisa  Non scrivi la poesia che hai fatto ieri sera;  ovvero stanotte?  La trovo bellissima,  per chi è?  A chi l’hai dedicata? O a chi la dedichi?

 

Elena  Ma non l’ho scritta prettamente per qualcuno,  ma perché la sento dentro l’anima,  quindi quando ci si sente così la si deve versare sul quaderno;  altrimenti non mi lascia lo spazio per pensare e andare avanti.

 

 

Grazie!

 

C’è sempre una magnifica stella che veglia su di te!

Una stella innamorata;  i maestosi cipressi

che nell’ombra  sussurrano meravigliose

storie d’amore. La natura variopinta è

complice di felicità;  la leggera pioggerella

che cadendo così soffice rinfresca l’aria

e tutto il creato. I fiori e le foglie ardono di sole

  la terra sotto il sole si spacca in due come un

cuore affranto che  nell’attesa resta muto

ma vive ancor di più nel tuo respiro.  Sono

un pezzo di luna sperduta nell’ombra;  sono

la luce della tua  anima e della tua mente,

sono un passo leggero e un brivido forte

ti chiederai dove sei mia vita?  Rivolgi a me

il tuo volto e i tuoi occhi vivi!  Tu sei l’amore

più grande lo so,  ma nessuno ti risponde?

Ed io ti voglio bene con tutto

l’amore di questo mondo!  Grazie!

Elena  L.  09/06/20226

 

Annalisa  Quanto vorrei essere te!

Elena  Se vuoi essere felice nella vita non devi mai desiderare di essere qualcun altro.  Tu sei tu,  ed io sono io!

11/06/2026

Annalisa  Mamma Mia!  Che ore sono già!  Senti:  Queste poesie bellissime,  qualcuno ha mai pensato che siano dedicate a lui? E Michele?

Elena  Certo che no!  Chi mi conosce lo sa e chi non mi conosce ragione di più per non pensarlo.  Michele mi conosce da quando era piccolo,  io le poesie le ho sempre scritte,  quindi sa benissimmo che non sono per lui e per nessun altro.  Ma adesso cado dal sonno,  dai,  a domani.  Ciao.

11/06/2026

 

Questa mattina presto,  Daniela mi ha detto:  Se cade una pietra cade sempre addosso a me!  Possibile che le sventure succedano sempre a me?

Elena  Daniela,  non prendere la pietrata,  ma spostati!  Certe cose succedono a tutti,  forse tu sei ancotra fortunata che queste cose riguardano solo dei miserabili soldi!  Pensa se riguardasse la salute?  E purtroppo c’è una marea di gente messa così:  soffre o per il figlio,  o per i genitori oppure per loro stessi che si trovano con malattie incurabili ;  oppure sono rimasti senza nessuno e senza casa a causa della guerra.  Ma ci pensi?

Annalisa  Ho sentito anch’io dire da alcune colleghe di lavoro che gli extraterrestri mettono odio nelle famiglie,  sarà vero?  Tu cosa ne pensi?  Esistono poi questi Ufo?  Non sarà che un giorno ci dichiareranno querra anche loro per prendersi la Terra?

Elena  Io credo che questi UFO esistano.  Non ci siamo solo noi nello spazio.  Convinciti che certi timori non hanno senso.  Secondo me se esistono e se sono venuti fino a qua,  credo che abbiano un’intelligenza superiore a quella degli umani e se avessero voluto prenderci la Terra ,  l’avrebbero già fatto. Mercurio suggerisce  che esistono più Angeli che non Allieni,  quindi decidi un po’ tu  che parte  vuoi prendere.

Annalisa  E poi vorrei farti un’altra domanda,  vedi un po’ tu se puoi rispondermi:  cosa pensi di quegli uomini che hanno più donne,  e ad ognuna di loro dicono che esiste solo lei.

Elena  Io non sono una santa,  ma con degli uomini così non vorrei nemmeno essere amica.

Annalisa  Per forza,  tu sei amica con degli Angeli! Mi riferisco al dottor Robert,  Linda, Michele,  e tuo figlio Piter.  Dove si trovano persone così perfette! E vere?

Elena  Ci sono,  basta crederci!  E non fermarti con il primo provolone che incontri!  Ciao,  il dovere mi chiama!

Annalisa  Posso passare oggi pomeriggio?   Grazie!

Annalisa  Sai che il dongiovanni si sposerà a settembre?  Me l’ha detto Francesca;  la sposa è un’amica di Franci,  pensa tu com’è piccolo il mondo! Tu ne parleresti a Francesca che il  futuro marito della sua amica ha fatto la corte anche a me? Come faccio a tacere,  lei è una carissima ragazza,  e poi so che va spesso al bar con nuove fiamme,  senza la sua fidanzata;  nei giorni che non va da lei,  lui resta a fare l’aperitivo al bar con ragazze diverse e resta lì fno alle due di notte e poi se ne vanno insieme.

Elena  Hai ai,  ai,  ai , ai!  Come si fa a tacere!  E se lei lo sapesse ma pur di sposarlo gli bene così!

Annalisa  Se gli va bene così,  tanto meglio per me che non combino nessuna rottura.  Ma se invece non lo sapesse,  io mi sento il dovere di avvisarla,  altrimenti poverina si ritroverà con la depressione.

Elena  Certo!  Tu per fare del benne sei l’asso di briscola! Comunque io non voglio saperne niente;  sono grandi e vaccinati,  figurati se lei non lo sa!

Annalisa  C’è che lui ha molti soldi,  forse sarà per quello che gli perdonerà tutte quelle scappatelle?

Elena  Non voglio neanche pensarci!  Sono cose così meschine che mi fanno stare male!  Ora cara Annalisa ti devo lasciare perché ho da fare.  Ciao!

Patty   Che cosa significa “la nascita e la morte?”

Elena  Non esiste la morte come annullamento,  esiste solo una trasformazione,  una rinascita,  un cambiamento,  una mutazione.  Quando nasciamo a questa vita,  muoriamo a un’altra vita,  che era quella intrauterina.  L’uomo nasce e muore continuamente.  La morte è un sublime passaggio,  è una trasformazione verso un elemento più puro.  Dopo aver superato dure prove l’uomo giunge alla conoscenza della vita dei piani astrali superiori,  ne prende coscienza :  muore così dentro di sé per risvegliarsi rinnovato,  cambiato.  Se nascere vuol dire morire;  morire vuol dire nascere.

Patty,  Linda mi ha detto che quando hai suonato il pianoforte ha pianto.

 

Elena  Sai Patty?  Lei si commuove con niente.

 

Patty Sono un po preoccupata per Marco:  Stasera è uscito con uno dei suoi amici per andare ad una festa di compleanno privata.  Ma chi compie gli anni è gay,  quindi chissà quanti di loro ci saranno,  non vorrei che diventasse uno di loro.  Tu cosa dici?

Elena  Stai pure tranquilla in questo senso,  che Marco non lo diventerà mai.  Lui non è gay;  non si diventa gay solo perché è in compagnia di altri,  non è come fumare una sigaretta o bere un bicchiere in più. E poi se anche fosse così l’amore è sempre amore non ti pare?

Patty  Come fai a dirlo che se tu vedi due persone dello stesso sesso baciarsi ti viene il vomito!

Elena  Perché sono io che ha qualcosa che non va. Le persone bisogna accettarle così come sono!  O hai paura che la gente pensi che anche Marco … non mi dire che è questo che ti preoccupa perché allora non sei forte ed emancipata come sembra.

Patty  Hai ragione tu,  è anche questo che mi preoccupa.

Elena  Ti perdono perché sei sincera.  E adesso carissima diamoci la buona notte,  sono già alcune sere che vado a dormire tardi, non va bene.  Ciao.

12/06/2026

Daniela  Ma tu,  sei sempre stata di questa religione:  quella cattolica?  Perché?

Elena  Sì,  non sono io che l’ha scelta,  ma lei ha scelto me, nel senso che ho incominciato da piccola a sentire mia nonna che ne parlava e nella mia famiglia sto parlando dei nonni e dei miei genitori,  sono sempre stati devoti a Dio e alla Madonna.  Io credo solo in questa religione:  un grande uomo ha predicato semplicemente l’amore e la pace.  Cristo è stato l’ultimo Messia in tempo cronologico che sia sceso sulla terra.  La sua parola è verità,  i suoi insegnamenti la giusta strada.  Il suo battesimo la giusta apparteneza.  Ho scelto la giusta strada, espletando la giusta religione, non a parole bensì a fatti,  ho cercato di prendere il battesimo dalla giusta fonte battesimale. E la Vergine Santissima,  così grande e così potente! Come potrei rinnagare a me stessa tutto questo?  Non sarei più io.  Sarebbe come togliermi il cuore,  la mente e l’anima!

13/06/2026

Annalisa  Ho spento la TV perché c’è l’oroscopo, se lo ascolti ti fanno diventare delle marionette;  ti guidano come vogliono loro.  Si diventa così come dei pagliacci in balìa degli spettatori;  ma soprattutto si fa del male a chi non ne ha colpa.

Elena  Perché spegnere la TV basta non ascoltare,  oppure ascoltare senza farsi coinvolgere.  L’importante è pensare con la propria testa e poi decidere.  Ma poi una persona che conduce la sua vita ascoltando ogni giorno l’oroscopo perché non è capace di condurre la sua gornata se non ha una direttiva da seguire.   Così si viene pilotati da persone che non ti conoscono nemmeno!  Ciao,  buon fine settimana anche a te.

IL VANGELO SECONDO LUCA NONA PARTE

04/06/2026

 

 

 

Dal capitolo 19

 

I PROFANATORI CACCIATI DAL TEMPIO

Entrato poi nel tempio cominciò a cacciare i venditori,  dicendo:  Sta scritto:  La mia casa sarà casa e preghiera.  Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!”.  Ogni giorno insegnava nel tempio,  I sommi Sacerdoti e gli scibi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; ma non sapevano come fare,  perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.

Capitolo 20

QUESTIONE DEL BATTISTA

Un giorno,  mentre istruiva il popolo nel tempio e annunziava la parola di Dio, si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: “Dicci con quale autorità fai queste cose o chi è che t’ha dato questa autorità”.  E Gesù disse loro:”Vi farò anch’io una domanda e voi rispondetemi:  il battesimo di Giovanni veniva dal Cielo o dagli uomini?”.  Allora essi discutevano fra loro:  “Se diciamo dal Cielo,  risponderà: Perché non gli avete creduto?”.  E se diciamo “dagli uomini”,  tutto il popolo ci lapiderà,  perché è convinto che Giovanni è un profeta”. Risposero quindi di non saperlo.  E Gesù disse loro:  “Nemmeno io vi dico con quale autorità faccio queste cose”.

o5/06/2026

I VIGNAIOLI PERFIDI

Poi cominciò a dire al popolo questa parabola:” Un uomo piantò una vigna,  l’affidò a dei coltivatori e se ne andò lontano per molto tempo.  A suo tempo,  mandò un servo da quei coltivatori perché gli dessero una parte del raccolto della vigna. Ma i coltivatori lo percossero e lo rimandarono a mani vuote.  Mandò un altro servo,  ma essi percossero anche questo,  lo insultarono e lo rimandarono a mani vuote.  Ne mandò ancora un terzo,  ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono.  Desse allora il padrone della vigna: Che devo fare? Manderò il mio unico figlio;  forse di lui avranno rispetto.  Quando lo videro,  i coltivatori discutavano fra loro dicendo: Costui è l’erede.  Uccidiamolo così l’eredità sarà nostra.  E lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna?  Verrà e manderà a morte quei coltivatori,  e affiderà ad altri la vigna.  Ma essi,  udito ciò esclamarono: “Non sia mai!”.  Allora egli si volse verso di loro e disse:  Che cos’è dunque ciò che è scritto:  La pietra che i costruttori hanno scartata,  è diventata testata d’angolo?  Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà,  e a chi cadrà addosso,  lo stritolerà”.  Gli scribi e i sommi sacerdoti cercarono di mettergli addosso le mani,  ma ebbero paura del popolo.  Avevano capito che quella parabola l’aveva detta per loro.

08/06/2026

IL TRIBUTO A CESARE

 

Postisi in osservazione, mandarono informatori,  che si fingevano persone oneste,  per coglierlo in fallo nelle sue parole e poi consegnarlo all’ autorità e al potere del governatore.  Costoro lo interrogarono:  “Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno,  ma insegni secondo la verità la via di Dio. È lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?”.  Conoscendo la loro malizia, disse: ” Mostratemi un denaro:  di chi è l’immagine e l’escrizione?”. Risposero:  ” Di Cesare”.  Ed egli disse: “Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare,  e a Dio ciò  che è di Dio”.  Così non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo e,  meravigliati della sua risposta,  tacquero.

09/06/2026

I SADDUCEI E LA RISURREZIONE

Gli si avvicinarono alcuni sadducei,  i quali negano che vi sia la risurrezione,  e gli posero questa domanda: “Maestro,  Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie,  ma senza figli,  suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello.  C’erano dunque sette fratelli:  il primo dopo aver preso moglie,  morì senza figli.  Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette,  e morirono tutti senza lasciare figli.  Da ultimo anche la donna morì.  Questa donna dunque nella risurrezione,  di chi sarà moglie?  Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”.  Gesù rispose:  I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;  ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e dalla risurrezione dai morti non prendono moglie né marito;  e nemmeno possono più morire,  perché sono uguali agli angeli e,  essendo figli della risurrezione,  sono figli di Dio.  Che poi i morti risorgono,  lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto,  quando chiama il Signore:  Dio di Abramo,  Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.  Dio non è Dio dei morti,  ma dei vivi;  perché tutti vivono in lui”.  Dissero allora alcuni scribi:”Maestro,  hai parlato bene”.  E non osavano più fargli alcuna domanda.

10/06/2026

 

IL CRISTO FIGLIO DI DAVIDE

 

Egli poi disse loro:  “Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide,  se Davide stesso nel libro dei Salmi dice:  Ha detto al Signore il mio Signore:  siedi alla mia destra,  finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi?  Davide dunque lo chiama Signore;  perciò come può essere suo figlio?”.  E mentre tutto il popolo ascoltava,  disse ai discepoli: Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti e hanno piacere di essere salutati nelle piazze,  avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei convitti;  divorano le case delle vedove,  e in apparenza fanno lunghe preghiere.  Essi riceveranno una condanna più severa”.

11/06/2026

Capitolo 21

L’OBOLO DELLA VEDOVA

Alzati gli occhi,  vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.  Vide anche una vedova povera che vi gettava due spicciolie disse:  “In verità  vi dico:  questa vedova,  povera,  ha messo piùdi tutti.  Tutti costoro,  infatti,  han deposto come offerta del loro superfluo,  questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere”.  Mentre alcuni parlavano del Tempio e delle belle pietre,  e dei doni votivi che lo adornavano,  disse:  “Verranno giorni in cui,  di tutto quello che ammirate,  non resterà pietra su pietra che non  distrutta”.  Gli domandarono:” Maestro,  quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?”.

12/06/2026

PREDIZIONE DELLA ROVINA DEL TEMPIO

Rispose: guardate di non lasciarvi ingannare.  Molti verranno sotto il mio nome dicendo:”  Sono io “e :  “Il tempo è prossimo”;  non seguiteli.  Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni,  non vi terrorizzate.  Devono infatti accadere prima queste cose,  ma non sarà subito la fine”.  Poi disse loro: Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno,  e vi saranno di luogo in luogo terremoti,  carestie e pestilenze;  vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal Cielo.  Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno,  consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni,  trascinandovi davanti a re e a governatori,  a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa;  io vi darò lingua e sapienza,  a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere,  né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori,  dai fratelli,  dai parenti e dagli amici,  e metteranno a morte alcuni di voi;  sarete odiati da tutti per causa del mio nome.  Ma nemmeno un capello dal vostro capo perirà.  Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.

15/06/2026

LA FINE DI GERUSALEMME

Ma quando vedrete Gerusalemme  circondata da eserciti,  sappiate allora che la sua devastazione è vicina.  Allora coloro che si trovano nella  Giudea fuggano ai monti,  coloro che sono dentro la città se ne allontanino,  e quelli in campagna non tornino in città;  saranno infatti giorni di vendetta,  perché tutto ciò che è stato scritto si compia.  Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni,  perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.  cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli;  Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani saranno compiuti.

16/06/2026

IL RITORNO DI CRISTO

Vi saranno segni nel sole,  nella luna e nelle stelle,  e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,  mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.  Le potenze dei cieli saranno sconvolte.  Allora vedranno il Figlio dll’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.  Quando cominceranno ad accadere queste cose,  alzate e levate il capo,  perché la vostra liberazione è vicina”.  E disse loro una parabola:  ” Guardate il fico e tutte le piante;  quando già germogliano,  guardandoli capite da voi stessi che ormai l’estate è vicina”. Così pure,  quando voi vedrete accadere queste cose,  sappiate che il regno di Dio è vicino.  In verità vi dico non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto.  Il cielo e la terra passeranno,  ma le mie parole non passeranno.  State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazione,  ubriachezza e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.  Vegliate e pregate ogni momento,  perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere,  e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.  Durante il giorno insegnava nel tempio,  le notte usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo veniva a lui di buon mattino nel Tempio per ascoltarlo.

 

 

 

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE QUATTRO

30/05/2026

Ringrazio molto tutte le persone che mi seguono e che hanno il coraggio di fare le loro critiche letterarie con equità e sincerità.  Grazie!

………………………………………………………………………………………

 

 

31/05/2026

Annalisa  Ti ha fatto bene stasera uscire ancora in mezzo alla gente.  Avevi una grande tristezza negli occhi,  dopo non più.

Elena  Sì, ora mi sento bene:  ma è stato che mi è ritornato alla mente un episodio che mi raccontò una delle mie suore  nel periodo della mia adolescenza.  Sai lì ho capito che per certe persone non ne vale la pena proprio di soffrire;  ha gia sofferto troppo anche nostro Signore.

Annalisa  Raccontami:  io credo a tutto quello che esce dalla tua bocca.

Elena  Lo so,  altrimenti non te lo racconterei,  ho imparato la lezione.  Si chiamava Suor Giacinta,  una donna dolce e molto buona, ma molto sofferente,  più o meno aveva l’età di mia madre;  lavorava alla scuola materna di Pegognaga in provincia di Mantova e viveva insieme alle sue consorelle sempre lì a Pegognaga.  In una circostanza triste per me,  lei mi raccontò che ero fortunata ad avere dei genitori e dei nonni così buoni e comprensivi. Lei invece da quando fu testimone di un’apparizione e lo disse in casa,  i suoi genitori incominciarono a trattarla male,  con disprezzo;  quando le parlavano non la guardavano mai negli occhi,  ma guerdavano in sù!  Così lei decise di ritirarsi in convento,  perché non poteva più sopportare tutte quelle angherie, era diventata pelle e osssa.  E da lì incominciò la sua vita più serena e più gioiosa,  ma portava sempre quella spina dentro il suo cuore,  che come un tarlo la stava distruggendo.

Annalisa  Ma perché fu trattata così proprio dai suoi genitori?

Elena  Perché le dissero che per crederle doveva dire alla Madonna di farsi vedere anche dagli altri,  solo allora le avrebbero creduto,  altrimenti poteva andarsene subito di casa che non l’abrebbero neanche cercata.

Annalisa  Che gente orribile che c’è,  scommetto che prova orrore anche la Madre Celeste.  Ma non si può chiedere delle cose così come se fosse un ricatto!

Elena  C’è di peggio credimi.

Annalisa  Di ancora peggio cosa ci potrà essere?

Elena  Pensa che questa suora fu derisa anche da alcune sue consorelle.

Annalisa  Vedi che ho ragione nel dire che certi religiosi sono falsi?  Non sono credenti anche se portano quell’abito!  Questa sì è la cosa più schifosa che ci sia.

Elena  Comunque secondo me lei non doveva prendersela,  anche perché questa cosa in sé ti lascia una luce dentro e una forza di superare tutte le avversità che si presenteranno durante il percorso della vita.

Questa gente prepotente vorrebbe mettersi sotto ai piedi anche la Santa Madre!  O mi fai questo oppure niente!  Se potessero ti strapperebbero anche l’anima per annientarti! Ma la Madonna non viene a comando!  Lo sa solo Lei il perché sì e il perché no!

Annalisa  Bhe,  valà che in giro c’è una bella porcheria! Ecco perché quando prego con te mi sento bene.

Dormirò qua,  domani mattina me ne andrò via presto,  ti lascio in compagnia dei tuoi parenti.  Ritornerò domani sera a mangiare una fetta della tua torta e poi faremo una passeggiata ancora in mezzo alla gente;  fidati di me!

01/06/2026

Annalisa  E allora ti è piaciuta la sorpresa?

Elena  Sì,  tantissimo.  Devo dirti che non me l’aspettavo,  siete tutti dei grandi!  Dei ragazi e ragazze che faranno strada.  Auguro a tutti voi e a quelli che non erano presenti ieri sera un mondo migliore!  Affinché possiate vivere la vostra vita nel regno della pace su questa terra.  Vi ringrazio moltissimo!  Mamma mia  che cosa bellessima!

01/06/2026

Alessandra  Sei mai stata a Tivoli?  Com’è?

Elena  Ci sono stata,  certo se vai a Roma cerca di passare anche per Tivoli.  C’erano parecchie cose graziose da vedere a Tivoli:  il tempio di Vesta,  i grandi ulivi, le cascate,  le cascatelle,  la Villa D’este,  e tutta Tivoli.  Mentre ero sulle terrazze di Villa D’Este,  il sole volgeva al tramonto,  e riempiva di strani splendori  questo grande luogo che qualcuno mi raccontò pieno di ricordi. Quì era Tibur,  il nome latino di Tivoli; là dimorava Orazio e il mecenate,  Catullo.  poi c’era la cappellina dall’altro versante della valle:  con i giardini di Varo…proconsole romano… In fondo all’orizzonte si vede una cupola.  San Pietro di Roma.  Quella linea seguente dall’altro lato è il mare,;  il sole si nasconde dietro una nuvola bianca,  i pini sembravano un quadro di un pittore  capace e il cielo si fece azzurro intenso;  come un grande respiro profondo regnava sulle brillanti cascate;  e poi via di corsa a Roma.

Alessandra Che cos’era  ieri Villa D’este?

Elena  Anticamente Villa D’Este era un convento benedettino che,  nel 1500,  il cardinale Ippolito D’Este,  fece trasformare in una villa con un bellissimo giardino,  che discende in terrazze simmetriche,  ricche di una splendida vegetazione e di suggestive fontane.

Alessandra  E tu sei stata lì dentro?

Elena  Certo!   Ci possono andare tutti,  basta prenotarsi.

Annalisa   Vorrei che il mondo fosse diverso,  oggi sono io che mi sento perduta come se non avessi nessuno al mondo!  Perché?

Elena  Ama davvero,  e non in superficie.  Scusa se ti dico la verità,  ma ho visto che tu non hai fiducia in molti,  non basta voler bene solo a chi ti fa del bene!  Così è facile,  ma è anche facile sentire il vuoto. Se ami qualcuno e sai che lui è irraggiungibile,  portalo nel cuore in silenzio;  un giorno troverai quello giusto per te!  Te l’avevo detto:  Piter è irraggiungibile,  lo conosco più di  me stessa;  aveva cinque anni quando…Lui non vuole ferire nessuno,  è leale e onesto. È stato sposato e non ne vuole più sapere di innamorarsi di nuovo.

Annalisa  È un peccato perché io lo amo!

Elena  Lo so,  ma questo non basta,  Annalisa portalo nel cuore,  oppure dimenticalo.   Pregherò affinché tu possa ritrovare la felicità.  Se non è amore il tempo scioglierà tutto,  ti libererà da questa infatuazione;  mentre se è un amore vero chissà può darsi che anche lui lo sentirà non è una persona superficiale,  e …  Se ti senti sola stasera,  puoi restare qui anche stanotte,  poi quando ti sveglierai potrai tornare a casa. Se vuoi preghiamo insieme solo per te.

Annalisa  Tu sei fortunata,  questo dono ti rende forte,  ti fa volare!

Elena  Non devi pensare a quello che non hai,  ma pensa a quello che hai!  Tutti i tuoi pregi,  non sono cose di poco conto. Vogliati bene e ama di più tutto e tutti.

03/6/2026

Annalisa  Io ho pensato molto,  non voglio dimenticarlo,  ma lo porterò sempre nel mio cuore e fino a che sta qui dentro io non lo tradirò mai!. Forse un giorno mi sentirà.

Elena  Sei una bella donna,  potresti guardare da un’altra parte;  ma ti capisco,  allora speriamo che anche lui qualche volta si ricordi di te!

Annalisa  Che cos’è la forza per te?

Elena  La forza è anche una parte costitutiva dell’universo,  perché ogni parte di ciò che è stato creato vorrebbe rimanere lì com’era dal principio;  una cosa meravigliosa e sempre fresca,  come il mare,  le montagne e le pianure vergini. La natura essenziale e non semplice che dà ad ogni singola cosa il diritto di esistere.  Quando non c’è questa forza tutto diventa inerzia alla quale si oppone. La forza è anche cambiamento in meglio sia nelle persone che nella natura perché qualcosa o un’altra forza distruttiva ci si mette in mezzo (come il tempo) La vera forza è un qualcosa di invincibile, come la forza dell’amore tra due persone che si amano incondizionatamente.

04/06/2026

Annalisa  Tu come definiresti il pensiero?

 

Elena   Secondo me non esiste una verità certa del pensiero,  una spiegazione vera e duratura,  perché non consiste a dare una sicura identificazione ai problemi.  Il pensiero ha lo scopo di aprire la mente alla riflessione psicologica sulle posizioni e sui progetti della mente.  Quando penso a qualcosa che potrebbe essere giusto per tutti,  allo stesso tempo esaminando la mia stessa soggettività nei confronti di certi fattori dell’immaginazione che più o meno guidano le mie scelte,  la priorità dei valori,  mi accorgo che non mi sento a posto;  questo significa che  per essere sempre più obiettivi,  dobbiamo essere sempre più vigili nei confronti di ciò che è dominante dell’immaginazione che ci consente di vedere o farci vedere le cose in determinati modi ben definiti. Noi dobbiamo cercare di ragionare su ciò in cui crediamo e in ciò che vediamo,  solo così ci renderemo conto che noi siamo veramente ciò che abbiamo visto e pensato. Altrimenti non potrei mai affermare:  “Sì,  si tratta di… e nessuno mi convincerà del contrario.

05/06/2026

Annalisa  Dammi un pò’ della tua forza!  Una volta hai affermato in un discorso teologico che Dio è in Cielo,  in terra e in ogni luogo;  ma in che modo,  io ti chiedo oggi! Io non lo capisco.

Elena  Dio è un mondo diffuso in un altro mondo.  Dio ha creato il mondo,  quindi è dappertutto,  ed è anche dentro di te.

Annalisa   Questi discorsi teologici possono anche essere affascinanti,  ma non hanno alcuna rilevanza immediata nella pratica.  Che cosa significa “Teologia dell’immanenza?”.

Elena  Dio è Anche Spirito:  chi ha la fede lo sente lo ama con tutto il cuore. T.  dell’immanenza significa trattare ciascuna cosa animata o inanimata,  naturale o fatta dall’uomo;  come se fosse viva,  come qualcosa che richiede:  una premurosa attenzione a ciascuna delle sue proprietà,  alle sue qualità specifiche.

06/06/2026

Annalisa  Come ti invidio che oggi vai là di tuoi amici e da tuo figlio!  Quanto vorrei venire anch’io!  Dici che posso?

Elena  Devi cercare di stare bene,  e di non cadere nel ridicolo,  mostrando la tua fragilità.  Quanto vorrei che tu venissi ,  ma non sta bene che tu dimostri a Piter che ci corri dietro!  Lui senz’altro sarà gentile,  ma si sentirà in imbarazzo sapendo che tu lo ami.  Aprirsi con lui come hai fatto è una cosa giusta,  ma correrci appesso senza essere invitata,  è imbarazzante per tutti. Per me qui la parità tra uomo e donna non esiste.  Hai già fatto tanto dichiarandoti;  Lasciagli la maniera di poterti corteggiae,  o di invitarti là.  Assumerai il valore che hai e non agire frettolosamente in un momento che non sei in te.  Pensaci e prega con il cuore.  Ciao.  Lunedi ti farò una colazione coi focchi!

08/06/2026

 

Elena  Ho mantenuto la promessa!  Com’era la colazione?

Annalisa  Ancora più squisita!  Grazie!  Dimmi:  come hai passato questi due giorni?  Mi avete pensato?

Elena  Questo fine settimana è stato stupendo!  Ho persino suonato il pianoforte.  Non mi sono sdraiata al sole;  non mi piace l’abbronzatura su di me,  sugli altri sì. Sono andata a cavallo,  poi  abbiamo parlato di te;  Linda ,  Robert ed io ovviamente quando non c’era Piter. Là il tempo vola:  ho conosciuto una famiglia nuova:  due sposini e un bambino di un anno.  Piter e Michele non andranno più in missione,  ma lavoreranno insieme,  stanno già facendo gli ultimi lavori.

Annalisa  Vorrei tanto sapere se a impedirti di amare Michele è tuo figlio;  secondo me sì.

Elena  Si vede che ci tieni a non fare centro nelle cose!  Piter  non c’entra niente,  ma c’entra il mio pudore perché è un suo amico d’infanzia;  e poi ha quasi tret’anni meno di me!  Ora che ti vedo risollevata,  mi congedo da te perché ho delle lettere da scrivere e da spedire.  Ciao.

Annalisa  Se lo fanno gli uomini,  non vedo perché le donne no!

Elena  Per fortuna il mondo è articolato.

Annalisa  Certo che lui è un uomo meraviglioso,  serio riservato e leale.  Quando vuoi che nascano uomini così,  farò in tempo a morire! Prima che Piter …

Elena  Nessuno sa quando morirà. Non cadere nella trappola di certi provoloni!  Pensa alla Santa Vergine e prega il S. Rosario,  il momento è sempre opportuno.

Annalisa  Certo che ti meriti queste cose bellissime,  la tua infanzia e adolescenza è stata segnata molto.

Elena  Il Vangelo dice:  Beati gli ultimi perché saranno i primi…

 

 

IL VANGELO SECONDO LUCA OTTAVA PARTE

27/05/2026

27/05/2026 ore 17:30

Dal capitolo 18

IL FARISEO E IL PUBBLICANO

Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:  ” Due uomini salirono al tempio a pregare:  uno era fariseo e l’altro pubblicano.  Il fariseo,  in piedi,  pregava così tra sè:  O Dio,  ti ringrazio che non sono come gli altri uomini,  ladri,  ingiusti,  adulteri, e neppure come questo pubblicano.  Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.  Il pubblicano invece,  fermatosi a distanza,  non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo ma si batteva il petto dicendo: O Dio,  abbi pietà di me peccatore.  Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato,  a differenza dell’altro,  perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.

29/05/2026

 

GESÚ E I FANCIULLI

 

Gli presentarono anche i bambini perché li accarezzasse;  ma i discepoli,  vedendo ciò,  li rimproveravano.  Allora Gesù li fece venire avanti e disse: “Lasciate che i bambini vengano a me,  non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.  In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino,  non vi entrerà”.

30/05/2026

IL GIOVANE RICCO

Un notabile lo interrogò:  “Maestro buono,  che devo fare per ottenere la vita eterna?”. Gesù gli rispose: “Perché mi dici buono? Nessuno è buono,  se non uno solo,  Dio.  Tu conosci i comandamenti:  Non commettere adulterio,  non uccidere,  non rubare, non testimoniare il falso,  onora tuo padre e tua madre”.  Costui disse:  “Tutto questo l’ho osservato fin dalla mia giovinezza”.  Udito ciò,  Gesù gli disse: “Una cosa ancora ti manca:  vendi tutto quello che hai,  distribuiscilo ai poveri,  e avrai un tesoro nei cieli;  poi vieni e seguimi”.  Ma quegli, udite queste parole, divenne assai triste,  perché era molto ricco.  Quando Gesù lo vide disse: ” Quant’è difficile, per coloro che posseggono ricchezze entrare nel regno di Dio!  È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio”.  Quelli che ascoltavano dissero: ” Allora chi potrà essere salvato?”.  Rispose: “Ciò che è impossibile agli uomini,  è possibile a Dio”.  Pietro allora disse: ” Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito”.  Ed egli rispose: “In verità vi dico: Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio,  che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà”.

31/05/2026

PROFEZIA DELLA PASSIONE

Poi prese con sé i dodici e disse loro: “Ecco,  noi andiamo a Gerusalemme,  e tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo si compirà. Sarà consegnato ai pagani, schernito,  oltreggiato,  coperto di sputi e,  dopo averlo flagellato,  lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà”.  Ma non compresero nulla di tutto questo:  quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.

01/05/2026

IL CIECO DI GERICO

 

Mentre si avvicinava a Gerico,  un cieco era seduto a mendicare lungo la strada.  Sentendo passare la gente domandò che cosa accadesse.  Gli risposero: “Passa Gesù di Nazzareno!”.  Allora incominciò a gridare: “Gesù,  Figlio di Davide,  abbi pietà di me!”.  Quelli che camminavano avanti lo sgridavano,  perché tacesse;  ma lui continuava ancora più forte: “Figlio di Davide abbi pietà di me!”. Gesù allora si fermo e ordinò che glielo conducessero.  Quando gli fu vicino,  gli domandò: “Che vuoi che io faccia per te?”. Egli rispose: “Signore,  che io riabbia la vista”. E Gesù gli disse: ”  Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato”. Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio.  E tutto il popolo,  alla vista di ciò, diede lode a Dio.

02/06/2026

Capitolo 19

ZACCHEO

Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo,  capo dei pubblicani e ricco,  cercava di vedere quale fosse Gesù,  ma non gli riusciva a causa della folla,  poiché era piccolo di statura.  Allora corse avanti e,  per poterlo vedere,  salì su un sicomoro.  poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo,  Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo,  scendi subito,   perché oggi devo fermarmi a casa tua”.  In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.  Vedendo ciò,  tutti mormoravano:” È andato ad alloggiare da un peccatore!”.  Ma Zaccheo,  alzatosi disse al Signore: ” Ecco,  Signore,  io do la metà dei miei beni ai poveri;  e se ho frodato qualcuno,  restituisco quattro volte tanto”.  Gesù gli rispose: ” Oggi la salvezza è entrata in questa casa,  perché anch’egli è figlio di Abramo;  il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

03/06/2026

LA PARABOLA DELLE MINE

Mentre essi stavano ad ascoltare queste cose,  Gesù disse ancora una parabola perché era vicino a Gerusalemme,  ed essi credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.  Disse dunque: “Un uomo di nobile stirpe,  partì per un Paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.  Chiamati dieci servi,  consegnò loro dieci mine dicendo: impiegatele fino al mio ritorno.  Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono indietro un’ambasceria a dire: non vogliamo che costui venga a regnare su di noi.  Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re,  fece chiamare i servi i quali aveva consegnato il denaro per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.  Si presentò il primo e disse: Signore,  la tua mina ha fruttato altre dieci mine.  Gli disse:  Bene,  bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco,  ricevi il potere sopra dieci città.  Poi,  si presentò il secondo e disse: la tua mina,  Signore,  ha fruttato altre cinque mine.  Anche a questo disse: Sarai tu pure a capo di cinque città.  Venne poi anche l’altro e disse: Signore,  ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto;  avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito,  mieti quello che non hai seminato: gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico,  servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo,  che prendo quello che non ho messo in deposito, e mieto quello che non ho seminato, perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi.  Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci: Gli risposero: Signore,  ha già dieci mine!  Vi dico: a chiunque ha,  sarà dato;  ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re,  conduceteli qui e uccideteli davanti a me”:

04/06/2026

GESÚ A GERUSALEMME

 

Dette queste cose,  Gesù prosegue avanti agli altri salendo verso Gerusalemme.  Quando fu vicino a Bètfabe e a Bètania,  presso il monte detto degli Ulivi,  inviò due discepoli dicendo: “andate nel villaggio di fronte;  entrando,  troverete un puledro legato,  sul quale nessuno è mai salito;  scioglietelo e portatelo qui.  E se qualcuno vi chiederà: perché lo sciogliete?,  direte così:  Il Signore ne ha bisogno.  Gli invitati andarono e trovarono tutto come aveva detto.  Mentre scioglievano il puledro,  i proprietari dissero loro: Perché sciogliete il puledro?”.  Essi risposero: “Il Signore ne ha bisogno”.  Lo condussero allora da Gesù:  e gettati  i loro mantelli sul puledro,  vi fecero salire Gesù.  Via via che egli avanzava,  stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi,  quando tutta la folla dei discepoli,  esultando,  cominciò a lodare Dio a gran voce,  per tutti i prodigi che avevano veduto. dicendo:  “Benedetto colui che viene,  il re nel nome del Signore.  Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!”.  Alcuni farisei tra la folla gli dissero: ” Maestro,  rimprovera i tuoi discepoli”.  Ma  egli rispose: ” Vi  dico che,  se questi taceranno,  grideranno le pietre”. Quando fu vicino alla vista della città, pianse su di essa,  dicendo: ” Se avessi compreso anche tu,  in questo giorno,  la via della pace!  Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi.  Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee,  ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;  abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te Pietra su pietra,  perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”.