DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DUE

13/05/2026

 

 

Annalisa   Ci sono cose che bisognerebbe gridarle al mondo!  Una mia conoscente,  una persona buona e onesta è stata licenziata a quattro anni prima della pensione.  Come si fa a non arrabbiarsi?

Elena  L’amore per la gente che soffre è una grande cosa,  ma portroppo  nessuno vede le loro bocche spalancate e disperate,  i poveri diavoli non hanno un volto,  un linguaggio che possano difendersi senza essere ignorati:   non esistono. Se le persone sono brave e oneste sul lavoro,  ci vorrebbe una legge che vieti il licenziamento se manca poco alla pensione;  loro hanno sempre pagato i contributi,  non è giusto!  Vengono sostituite dai robot,  ma a tutto c’è un limite.

Annalisa  Io non sono come te purtroppo,  non è che ami tutta la gente  e non so perdonare in modo facile come fai tu,  però certe cose che capitano agli altri fanno male anche a me.  Tu hai perdonato delle cose che io non so come abbia fatto!

Elena  Il perdono è più facile che portare odio;  l’odio logora e ci farebbe vivere male, il perdono è una medicina che dovremmo acquisire tutti.  Non è gratis,  perché per riuscirci ci vuole forza di volontà e determinazione,  poi viene da sé.

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSESSANTATREESIMA PARTE

11/05/2026

 

Marco  Zia,  mi parleresti del rachitismo e delle sue conseguenze?  Grazie!  Ciao.

 

Elena  Ciao Marco,  certo.

 

Il rachitismo è un disturbo dello sviluppo schelettrico in generale,  ingeressante il processo di ossificazione e il ricambio minerale,   durante il rapido accrescimento proprio nei primi anni di vita.  Colpisce con maggior frequenza i bambini dal primo al quarto anno di vita,  ma non mancano casi di rachitismo tardivo dell’età prepubere.  Oltre alle alterazioni scheletriche,  che sono predominanti,  nel rachitismo sono compromessi anche il sistema emopoietico,  con conseguente oligoemia,  e l’apparato digerente,  ciò che provoca  sovente dispepsia e gastroenterite catarrale.  Le alterazioni ossee del rachitismo,  benché diffuse a tutti i distretti,  interessano soprattutto cranio e coste,  colonna vertebrale,  bacino e ossa lunghe degli arti.  Nel cranio si riscontra il rammolimento della sutura lombdoidea,  esteso a tutto l’osso occipitale e ai margini della grande fontanella che non tende a chiudersi;  proliferazioni ossee,  specie alle bozze parietali e frontali,   conferiscono al craqnio una forma quadrangolare o fanno protrudere la fronte.  Modificazioni contemporanee avvengono nella prima dentizione con ritardo della comparsa di alcuni denti,  piccolezza e seghettatura nell’orlo lelle corone,  deviazione delle stesse lungo l’arcata alveolare,  accavallamento dei denti in sprannumero (distrofie dentarie);  queste alterazioni rivelano un disordine nell’accrescimento della mascella e della mandibola.  L’ingrossamento dei punti di inserzione delle cartilagini costali con le coste,  presenta,  nell’insieme,  un aspetto caratteristico (rosario costale):  il torace risulta in genere appiattito ai lati,  allargato a imbuto in brasso,  mentre anteriormente lo sterno sospinto in fuoi,  assume forma sporgente.  La colonna vertebrale è sede di importanti deformazioni:  la cifosi del segmento dorsale,  e la lordosi di quello lombare,  accentuano in modo esagerato la loro fisiologica curvatura e si combinano quasi sempre con deviazioni laterali (scoliosi),  tanto da creare gli aspetti più strani,  con naturale riflesso sulla forma del torace e del bacino.  Altri sintomi del rachitismo sono la spiccata ipotonia muscolare,  che colpisce elettivamente la parete addominale:  diminuzione del tasso ematico,  del fosforo;  aumento della fosfatasi alcalina del siero.  Sull’eziopatogenesi del rachismo  sussistono ancora oggi molte incertezze,   benché numerosi studiosi siano d’accordo nel ritenerlo una sindrome di carenza di vitamina D.

 

PER I RAGAZZI QUATTRO

09/05/2026

 

 

Oggi vi mostro una poesia di Camillo Sbarbaro,  nato a fine ottocento a Santa Margherita Ligure in provincia di Genova. Ha scitto molte poesie,  ma la sua principale opera si chiama “Pianissimo”  Ma non è questa la poesia che voglio trascrivervi oggi ma è:

TACI ANIMA STANCA DI GODERE

Taci,  anima stanca di godere e di soffrire

(all’uno e all’altro vai rassegnata.  Ascolto e

non mi giunge una tua voce,  non di

rimpianto per la miserabile giovinezza,

non d’ira e di speranza, e neppure di tedio.

Giaci come il corpo ammutolita,  in un

indifferenza disperata. Noi non ci stupiremmo

Non è vero,  mia anima,  se il cuore s’arrestasse,

sospeso se ci fosse il fiato…

Invece camminiamo.  Camminiamo

io e te come sonnambuli.  E gli alberi son

alberi,  le case sono case,  le donne che

passano sono donne,  e tutto è quel che è.

La vicenda di gioia e di dolore non ci tocca.

Perduta ha la sua voce la sirena del mondo?

E il mondo è un grande deserto!

 

PROSA

Quel “taci”  non è un imperativo,  ma una semplice constatazione. Né la gioia,  né il dolore colpiscono più l’anima che è rassegnata a tutto,  fino ad arrivare al tedio:  una vera e propria malattia dell’anima.  Quando lo spirito,  la volontà cessano di partecipare alle gioie,  ai dolori,  alle lotte dell’esistenza,  perché l’anima è malata e rinuncia a vivere perché non ha più la forza di lottare,  allora l’essere umano si sente terribilmente solo;  ecco perché è importante lottare per realizzare i propri sogni.  Il poeta ascolta se dalla sua anima gli può giungere come una volta,  una voce di rimpianto o d’ira,  di speranza o di noia.  Nulla! l’anima tace disperata indifferente,  a tutto come il corpo.  Eppure è viva come è vivo il corpo,  ma non vive chi è incapace di emozioni.  Infatti nessuna delle innumerevoli voci del mondo circostante ha in sé la forza di commuoverla.  Ora lui vede il mondo come vede dentro di sé;  il nulla,  tutto si è spento,  come se non esistesse.  E dice tra sé e sé:  quando il cuore cessa di battere, l’uomo muore.  Ma neppure la morte sarebbe causa di stupore per l’anima del poeta.

N. B.  Non bisognerebbe mai lasciarsi andare così rinunciando alla vita,  a qualsiasi prezzo!

Elena  Lasagna

 

 

IL VANGELO SECONDO LUCA SESTA PARTE

05/05/2026

 

 

Sempre dal capitolo dodici.

  VIGILANZA

Siate pronti con le cinture ai fianchi e le luci accese;  siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze,  per aprirgli subito appena arriva e bussa.  Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli;  in verità vi dico,  si cingerà le sue vesti,  li farà mettere a tavola e passerà a servirli.  E se,  giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba,  li troverà così, beati loro!  Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro,  non si lascerebbe scassinare la casa.  Anche voi tenetevi pronti,  perché il Figlio dell’ uomo,  verrà nell’ora che non pensate.  Allora Pietro disse:  “Signore,  questa parabola la dici per noi o anche per tutti?” Il Signore rispose: Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio,  che il Signore porrà a capo della sua servitù,  per distribuire a tempo debito la razione di cibo?  Beato quel servo che il padrone,  arrivando,  troverà al suo lavoro. In verità vi dico,  lo metterà a capo di tutti i suoi averi.  Ma se quel servo dicesse in cuor suo:  Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare,  a bere e a ubriacarsi,  il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa e lo punirà con rigore assegnandogli il  posto tra gli infedeli.  Il servo,  che conoscendo la volontà del padrone,  non avrà disposto o agito secondo la sua volontà,  riceverà molte percosse;  quello invece che,  non conoscendola,  avrà fatto cose meritevoli di percosse,  né riceverà poche. A chiunque fu dato molto,  molto sarà chiesto;  a chi fu affidato molto,  sarà richiesto molto di più.  Sono venuto a portare il fuoco sulla terra;  e come vorrei che fosse già acceso!  C’è un battesimo che devo ricevere;  e come sono angosciato,  finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No,  vi dico,  ma la divisione.  D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre;  padre contro figlio e figlio contro padre;  madre contro figlia e figlia contro madre,  suocera contro nuora e nuora contro suocera”.  Diceva ancora alle folle:  “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia,  e così accade.  E quando soffia lo scirocco,  dite:  Ci sarà caldo,  e così accade.  Ipocriti !  Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo,  come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con l’avversario davanti al magistrato,  lungo la strada procura di accordarti con lui,  perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione.  Ti assicuro,  non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”.

06/05/2026

 

Capitolo tredici.

NECESSITÁ DELLA PENITENZA

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei,  il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.  Prendendo la parola,  Gesù rispose: ” Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei,  per aver subito tale sorte?  No,  vi dico,  ma se non vi convertite,  perirete tutti allo stesso modo.  O quei diciotto,  sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise,  credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No,  vi dico,  ma se non vi convertite,  perirete tutti allo stesso modo”.

IL FICO STERILE

Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti,  ma non ne trovò.  Allora disse al vignaiolo:  Ecco,  sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico,  ma non ne trovo.  Taglialo.  Perché deve sfruttare il terreno?  Ma quegli rispose: Padrone,  lascialo ancora quest’anno,  finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto  per l’avvenire;  se no,  lo taglierai”.

07/05/2026

GUARIGIONE IN GIORNO DI SABATO

Una volta stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato.  C’era una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma;  era curva e non poteva drizzarsi in alcun modo.  Gesù la vide,  la chiamò a sé e le disse: “Donna,  sei libera dalla tua infermità”,  e le impose le mani.  Subito quella si radrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga,  sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse:” Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare,  in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato”.   Il Sognore replicò: ” “Ipocriti,   non scioglie forse,  di sabato,  ciascuno di voi il bue e l’asino dalla mangiatoia,  per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo,  che satana ha tenuto legata diciotto anni,  non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”.  Quando Egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano,  mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da Lui compiute.

 

08/05/2026

PARABOLETTE

Diceva dunque:”A che cosa è simile il regno di Dio,  e a che cosa lo rassomiglierò?  È simile a un granellino di senapa,  che un uomo ha preso e gettato nell’orto;  poi è cresciuto è diventato un arbusto,  e gli uccelli del cielo si sono posati sui suoi rami”.  E ancora:  A che cosa rassomiglierò il regno di Dio? È simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina,  finché sia tutta fermantata.

Annalisa  È così anche la nostra fede:  ne basta pochissima per farla crescere sempre;  bisogna custodirla come un gioiello sacro e lei crescerà senza misura,  poi ne raccoglieremo i frutti perché ci farà sentire sempre più vicino a  Dio al suo segno di benevolenza infinita.

09/05/2026

IL NUMERO DEGLI ELETTI

 

Passava per città e villaggi,  insegnando,  mentre era in cammino verso Gerusalemme,  Un tale gli chiese:” Signore,  sono pochi quelli che si salvano?”.  Rispose: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta,  perché molti, vi dico,  cercheranno di entrarvi,  ma non ci riusciranno.  Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta,  rimasti fuori,  comincerete a bussare alla porta,  dicendo: Signore aprici.  Ma Egli vi risponderà:  Non vi conosco,  non so di dove siete.  Allora comincerete a dire:  Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza,  e tu hai insegnato nelle nostre piazze.  Ma egli dichiarerà:  Vi dico che non so di dove siete.  Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo,  Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.  Verranno da Oriente e da Occidente,  da Settentrione e da Mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.  Ed Ecco,  ci sono alcuni tra gli uomini che saranno i primi e alcuni tra i primi che saranno gli ultimi”.

11/05/2026

 

OSTILITÁ  DI  ERODE

In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli:” Parti e vattene via di qui,  perché Erode ti vuole uccidere”.  Egli rispose:” Andate a dire a quella volpe:  Ecco,  io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani;  e il terzo giorno avrò finito.  Però è necessario che oggi,  domani e il giorno seguente io vada per la mia strada,  perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.  Gerusalemme,  che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te,  quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!  Ecco,  la vostra casa sta per essere lasciata deserta!  Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte:  Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

12/05/2026

Capitolo 14

L’IDROPICO GUARITO

In sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico.  Eivolgendosi ai capi della legge e ai farisei Gesù disse:” È lecito o no curare di sabato?”.  Ma  essi tacquero.  Egli lo prese per mano,  lo guarì e lo congedò.  Poi disse:” Chi di voi,  se un asino o un bue gli cade nel pozzo,  non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?”. E non potevano rispondere nulla a queste parole.

LEZIONI DI UMILTÁ

Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti,  disse loro una parabola:” Quando sei invitato a nozze da qualcuno,  non metterti al primo posto,  perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti:  Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto.  Invece quando sei invitato,  va’ a metterti nell’ultimo posto,  perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico,  passa più avanti.  Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.  Perché chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Disse poi a colui che l’aveva invitato:  Quando offri un pranzo o una cena,  non invitare i tuoi amici,  né i tuoi fratelli,  né i tuoi parenti,  né i ricchi vicini,  perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.  Al contrario,  quando dai un banchetto,  invita poveri,  zoppi,  storpi,  ciechi:  e sarai beato perché non hanno da ricambiarti.  Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.

13/05/2026

PARABOLA DEL CONVITO

 

Uno dei commensali,  avendo udito ciò gli disse:” Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!”  Gesù rispose:” Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.  All’ora della cena,  mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite,  è pronto.  Ma tutti all’unanimità,  cominciarono a scusarsi.  Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo:  ti prego,  considerami giustificato.  Un altro disse:  Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli;  ti prego,  considerami giustificato.  Un altro disse:  ho preso moglie e perciò non posso venire.  Al suo ritorno il servo riferì tutto al padrone.  Allora il padrone di casa,  irritato,  disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie delle città e conduci qui poveri, storpi,  ciechi e zoppi.  Il servo disse: Signore,  è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto.  Il padrone allora disse al servo:  Esci per le strade e lungo le siepi,  spingili a entrare,  perché la mia casa si riempia.  Perché vi dico:  nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”.

14/05/2026

PER SEGUIRE GESÚ

Siccome molta gente andava con lui,  egli si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre,  sua madre,  la moglie,  i figli,  i fratelli,  le sorelle e perfino la propria vita,  non può essere mio discepolo.  Chi non porta la propria croce a non viene dietro di me non può essere mio discepolo.  Chi di voi,  volendo costruire una torre,  non si siede prima a calcolarne la spesa,  se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che,  se getta le fondamenta e non può finire il lavoro,  tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:  Costui ha iniziato a costruire,  ma non è stato capace di finire il lavoro.  Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re,  non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?  Se no,  mentre l’altro è ancora lontano gli manda un’ambasceria per la pace.  Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi  averi,  non può essere mio discepolo.  Il sale è buono,  ma se anche il sale perdesse il suo sapore,  con che cosa lo si salerà?  Non serve né per la terra né per il concime e così l0 buttano via.  Chi ha orecchi per intendere intenda”.

 

PER I RAGAZZI QUATTRO

04/05/2026

 

 

LA MADRE

di Giuseppe Ungaretti

 

E il cuore quando d’un ultimo battito

avrà fatto cadere il muro d’ombra,

Per condurmi,  Madre,  fino al Signore,

come una volta mi darai la mano.

In ginocchio,  decisa sarai una statua

davanti all’Eterno,  come già ti vedeva

quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,

Come quando spirasti dicendo:

Mio Dio eccomi.  E solo quando

m’avrà èerdonato,  ti verrà desiderio di

guardarmi.  Ricorderai di avermi atteso

tanto,  e avrei negli occhi un rapido sospiro.

PROSA

Nell’ansia dell’uomo che avverte lo scorrere del tempo e il peso di una condizione umana di solitudine e di delusione,  la figura materna si pone come mediatrice  di salvezza,  che ricorda le ore e la sicurezza dell’infanzia.  La madre si rivolge con una preghiera intensa e piena di fiducia a Dio,  implorando per lui il perdono delle colpe.  Severa,  ma piena di affetto come quando fu in vita,  attenderà il giudizio della misericordia divina, prima di rivolgersi al figlio ed esprimergli tutto il suo amore. Quando il mio cuore col suo battito avrà fatto cadere il limite che separa la vita dall’eternità,  tu madre mi prenderai per mano, come quando ero fanciullo per condurmi fino al Signore…

E.  Lasagna

LETTERATURA ANTICA E MODERNA SEI

30/04/2026

01/’5/2026

 

Marco  Ci parli della “Rabbia del Sud ”  Di Egidio Sterpa?  Un libro dell’inizio anni settanta.  Grazie.

La rabbia del Sud è un lungo viaggio alla ricerca dell’altra Italia,  di quel Sud ancora diseredato e sfruttato,  considerato terra di conquista.

È un viaggio attraverso le contraddizioni e gli squilibri meridionali,  segni di una realtà particolare in cui esistono isole industrializzate e sacche di miseria e sottosviluppo;   in cui la crescita tumultuosa e sproporzionata e il tentativo di mutare le condizioni di arretratezza economica si scontrano con strutture urbane,  sanitarie,  burocratiche fatiscenti e inadeguate.  Tutte queste contraddizioni creano un senso di frustrazione,  delusione emerginazione e rabbia,  che ha le sue radici in mali secolari,  aumenta di fronte a nuove ingiustizie tramuntandosi in aperta protesta contro lo stato e le sue istituzioni.  Egidio Sterpa individua anche le cause del sottosviluppo meridionale:  l’emigrazione causa ed effetto insieme;  la mancanza di una nuova ed autentica cultura nel Sud,  l’assenza di ceti imprenditoriali preparati e coscienti del loro compito sociale;  le cattive aministrazioni; Le mafie,  il banditismo.  L’interrogativo che sembra percorrere tutto il libro è se sia possibile ancora la presenza di due Italie:  una prospera,  civile,  colta;  un’altra depressa,  arretrata economicamente degradata.  Coloro che per lungo tempo hanno creduto complementari le due Italie e che cioè sono stati convinti che il Sud sottosviluppato fosse un serbatoio di braccia di lavoro ed un mercato facile per il Nord industrializzato,  vengono ora smentiti dalla realtà.  Ora le contraddizioni latenti fino all’inizio del secondo dopoguerra sono esplose e si è visto che è stato eccessivo  lo sviluppo industriale del Nord con città troppo affollate dagli emigranti,  e che il Sud troppo a lungo trascurato e sfruttato ha espresso la sua rabbia in vere rivolte popolari.  Ancora una volta,  il libro che era un grido di allarme del Sud e per il Sud troppo provato,  troppo abbandonato e soprattutto malgovernato a livello locale e a livello centrale.

E.  Lasagna

06/05/2026

Marco  Ho appena finito il libro di Giuseppe Tommasi di Lampedusa in “Il principe Fabrizio ” dal  Gattopardo.  Ci dai la tua spiegazione?  Grazie!

 

Elena  Io l’ho letto tanto tempo fa,  Il Gattopardo è un romanzo storico, il romanzo della storia e della vita siciliana e italiana,  dal 1860 al 1883,  vista attraverso gli occhi del protagonista,  con disillusa ma umana comprensione.  L’azione del romanzo ha inizio nel 1860,  quando Garibaldi sbarca a Marsala.  Il principe Fabrizio Salina,  Il Gattopardo è un gentiluomo ormai cinquantenne,  alto,  vigoroso,  bellissimo,  con un che di nume greco;  viveva in una villa a Palermo con la sua famiglia,  una moglie cara e bigotta che gli aveva dato molti figli:  tre figlie,  due di mente ristretta,  e una sola,  Concetta,  sensibile e intelligente,  sebbene chiusa in un orgoglio tradizionalmente principesco,  e due maschi,  un terzo il più ardito.  Essendo andato a cercar fortuna di traffici in Inghilterra,  fedelissimo alle consuetudini della loro casa con anima rituale.  Persuaso che questa famiglia fosse ormai del passato,  incapace di salvare le sue terre e il suo prestigio nel nuovo regno, assecondava e aiutava il suo dilettissimo nipote e pupillo,  Tancredi Falconeri, corso ad arruolarsi fra i Mille,  con la coscienza di acquistare in tal modo la nuova cittadinanza per sé e per i suoi congiunti,  i Salina.  Con l’aiuto del Gattopardo,  Tancredi sposa la bellissima Angelica,  figlia di Don Calogero Sedara che,  salito dal basso con usuraia furbizia,  aveva accumulato una fortuna veramente principesca,  che darà nuovo lustro ai Falconeri.  Prima del matrimonio,  a Palermo,  nella casa dei principi Pantaleoni,  si svolge un grande ballo,  a cui partecipano siciliani di antica e nuova nobiltà e ricchezza insieme con invitati lombardi e piemontesi:  è questa la nuova società che il principe Fabrizio aveva previsto e che voleva.

E.  Lasagna

N. B.  Principe o non principe,  altroché gattopardo!  Quelle famiglie,  a mio avviso erano due famiglie di stolti,  io penso che i veri principi sono quelli che nella vita si comportano da gentiluomini  non abusando della debolezza altrui per fare denaro.  Quella per me era una società con tanto marcio dentro,  incominciando dai genitori e poi saranno stati sicuramente così anche i figli e forse anche i figli dei figli!  Loro sono morti senza sapere cosa significhi essere ricchi davvero e essere grandi uomini!

11/05/2026

 

Il caso di J. Robert  Oppenheimer

 

Julius Robert Oppenheimer,  fisico nucleare che aveva diretto il centro di ricerche di Los Alamos dove era stata realizzata la bomba atomica fatta esplodere nell’agosto del 1945 sulle città giapponesi di  Hiroshima e Nagasaki,  pochi anni dopo nel 1954,  si trovò a dover rispondere a una commissione d’inchiesta sotto l’accusa di essersi opposto alla realizzazione  della bomba H detta anche all’idrogeno e di avere così favorito la rincorsa della Russia nella gara degli armamenti nucleari.  Il processo si svolse in un momento in cui l’opinione pubblica americana era fortemente turbata perché,  con lo scoppio della bomba H sovietica nel 1953 appena un anno dopo lo scoppio della bomba H americana,  si era capito che gli Stati Uniti avevano perduto il monopolio delle armi nuceari e quindi la supremazia bellica sul resto del mondo.  Openheimer,  adducendo difficoltà tecniche,  si era opposto alla realizzazione della bomba H,  ma in verità i motivi erano ben diversi:  egli,  come tanti altri,  era rimasto profondamente turbato dagli effetti devastanti e feroci delle due bombe sganciate sul Giappone,  mentre sapeva che quelle avevano una potenza insignificante rispetto a quella inimmaginabile della bomba H.  Ma i motivi umanitari di Openheimer non furono compresi,  e da questo all’accusa di simpatia per i sovietici e di tradimento,  il passo fu breve.  Al processo svoltosi dal 12 aprile al 14 maggio 1954,  venne condannato, ma nel 1063 il presidente Kennedy annullò di fatto la condanna conferendogli il “premio Fermi”.

13/05/2026

CUBA

PARLIAMONE

Dagli inizi del secolo,  la risorsa principale dell’isola di Cuba,  quella dello zucchero,  era stata gestita dall’economia statunitense.  A livello politico,  gli USA appoggiarono dal 1952 la crudele dittatura di Fulgencio Batista. Dal 1956 si svilppò nel Paese un movimento di guerriglia popolare in cui assunsero un ruolo di guida Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara.  La guerriglia si estese rapidamente dalla campagna alle città e fu appoggiata dalla popolazione cubana,  che vedeva in questo movimento la via per la riscossa nazionale della condizione coloniale in cui gli Stati Uniti tenevano Cuba.  Nel 1959 Castro andato al potere,  espropriò le società americane che possedevano le piantagioni di canna da zucchero e gli impianti di raffineria,  e cominciò a varare riforme democratiche.  I ceti possidenti passarono all’opposizione,  mentre il governo statunitense si irrigidì,  isolando economicamente l’isola.  A questo punto il regime di Castro andò accentuando i suoi caratteri di rivoluzione socialista nazionalizzando gli zuccherifici statunitensi e avvicinandosi all’URSS e alla Cina popolare.  La popolazione cubana rispose agli appelli di Castro e una partecipazione collettiva alla costituzione di un sistema socialista.  Questo entusiasmo popolare fece fallire il tentativo d’invasione dell’isola compiuto nel 1961 alla Baia dei Porci da un gruppo di esuli cubani anticastro appoggiati dal governo statunitense (Amministrazione Kennedy).  Gli Stati uniti preoccupati non tanto di aver perso Cuba quanto del contagio che la rivoluzione cubana potesse portare ai paesi limitrofi come del resto stava avvenendo,  si adoperarono a soffocare la guerriglia scoppiata in Argentina,  in Uruguay,  Bolivia,  tentando così almeno di isolare la potenza  di Castro. Nell’ottobre del 1962 le vicende cubane furono al centro dell’attenzione mondiale.  La richiesta fatta da Castro all’URSS,  di installare nell’isola potenti basi missilistiche sovietiche,  provocò l’instaurazione di un blocco navale statunitense a Cuba.  La situazione internazionale sembrò precipitare e si temette lo scoppio di un altro nuovo conflitto mondiale.  Kennedy e Cruscev riuscirono tuttavia a trovare un’intesa.  Al ritiro delle installazioni sovietiche da Cuba,  corrispose all’impegno americano di rinunciare ad attaccare o a fare attaccare l’isola per abbattere il governo di Castro.  Continuava ad operare in Sudamerica la guerriglia di ispirazione castrista.  Che Guevara vennne assassinato nel 1967 in Bolivia dove conduceva azioni di guerriglia.  Strumento della politica statunitense in America Latina,  fu in questo periodo la cosiddetta ” Alleanza per il progresso”,  un programma di aiuti ai governi reazionari dei paesi Latino-Americani in funzione controrivoluzionari promosaa da Kennedy.

Oggi L’isola di Cuba è sotto la dittatura dell’esercito che si è arricchito notevolmente  con i beni del popolo;  mentre la gente vive una situazione di stenti e grande povertà addirittura disumana!

Elena  Lasagna

DIALOGANDO CON VOI LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE

29/04/2026

IL MIO CANTO PER TE

Tu sei la poesia che cantano i poeti.

Fonte di sapienza,  di saggezza,  ma nessuno

ascolta le tue grida silenziose. La Sua apparizione:

la fonte che purifica l’acqua torbida,  tu sei il cammino

degli innocenti,  la sorgente dove pulsa il genio

sei la musica che scrivo,  sei il dipinto che riesce

sopra i muri ,  sei il ritratto dell’amore vero.

Tu mi fai brillare ma la tua luce non la vede nessuno

la mente  assorbe un altro linguaggio,  tu ascolti

le grida silenziose di tutti quelli che soffrono

e che nessuno li ascolta!  Solo tu vedi le

mie mani che piangono in preghiera

anche da lontano. Grandezza infinita

come si può  non amarTi!

 

E. Lasagna 29/04/2026

30/04/2026

 

Annalisa  Mentre sei fuori  scrivo per te.  Ciao magica!  Come ti vengono le poesie d’am0re? Da cosa sei ispirata? A chi le dedichi?

Elena  Le dedico a nessuno e a tutti quelli che danno anima e cuore per i bisognosi,  sia ai dottori della medicina e ai dottori della Chiesa. E poi mi ispiro al Cielo,  al Creato ecc. e alle persone che mi amano.

01/05/2026

Annalisa   Ti innamoreresti mai di un dongiovanni? Grazie!

Elena  Assolutamente no!  Io quelli li prendo per i fondelli e basta!

Annalisa  prenderesti per i fondelli anche chi ti ama davvero;  una persona bella,  giovane e ricca dentro?

Elena  Perché dovrei?  So a chi ti riferisci!  No,  lo sai,  io non ne sarei capace.

04/05/2026

Piter   Stai tranquilla,  adesso ci sono io.  La libertà di stampa non deve essere una priorità per pochi,  ma è per tutti. Quindi non lasciare nelle mani di chiunque il tuo sito! Tu non devi dimostrare nulla a nessuno,  ma scrivi perché qualcuno di lassù ti ha dato questo dono:  il dono della sapienza e della giustizia!

04/05/2026

Annalisa  So che non dovrei più chiedertelo,  ma ti sembra giusto che nel caso di Garlasco stiano accusando un innocente perché il vero assassino oltre che salvare la faccia vuole essere anche risarcito?   Ma che giustizia abbiamo qua?

Elena  No,  non è giusto che un innocente debba subire queste angherie perché ci sono avvocati senza alcun senso della giustizia!  Spero solo che questo caso non vada a finire come quello del delitto di Perugia e altri ancora o ci fa pensare per l’ennesima volta che anche in Italia non ci sia giustizia vera.

05/05/2026

Annalisa  Non ti ho ancora chiesto niente per sabato e domenica e ti vorrei ringraziare per venerdì primo maggio;  sei una grande cuoca!  Grazie!

Elena  Per venerdì mi hai ringraziato mille volte;  in quanto a sabato e domenica scorsi mi sono divertita un mondo! Andare a cavallo  mi diverte ancora di più che in elicottero.  Ma ho avuto anche il tempo di ascoltare la S. Messa,  contenta?

Annalisa,  certo,  te lo meriti!

06/05/2026

 

Patty   Ieri pomeriggio ho suonato ma non sono stata aperta da nessuno;  come mai?

Elena  Io e Mariangela siamo andate a correre sulle rive del Po. Perché non hai lasciato un biglietto?  Ti avrei richiamato. Ci siamo divertite molto.

Patty Per me correre è ancora presto;  non ci sarei riuscita.

Elena  Lo so,  è per quello che non ti abbiamo chiamato.  Spero che presto tu riesca a fare tutto ciò che desideri come prima;  sei una persona così di cuore che mi dispiace molto,  ma vedrai che anche questo passerà presto.

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06/05/2026

GRAZIE PER IL TUO AMORE

 

Sei l’orgoglio che mostra,  che significa,

che insegna e che trasporta;  un insieme di

atmosfere complicate e profonde,  che

spalancano le porte a corsi d’acqua limpida

senza fine.  Sei il fuoco per il gelo,  sei

la luce per chi vive,  l’ascolto e la pace per

chi si dispera.  Brivido forte sei amore

e non morte,  sorridimi in sogno,

sorridimi ancora, sei luce e respiro

dove vivono i fiori, dalla tua fonte il tuo

profumo  inebria l’aria d’estate. Apro le

mie braccia al tuo volo dorato e profondo

Che mi dice:  non stai sognando,  io vivo per te!

E,  Lasagna 06/05/2026

08/05/2026

Annalisa   Le tue poesie sono bellissime!

Mi prometti che a scacchi non mi lascerai vincere?

Elena  Certo che no!  Non lo farei mai! Comunque stai migliorando.

Annalisa  Sai,  ho provato ad essere costante nella preghiera, ma io non riesco ad acquisire la fede. Come fai tu a credere ancora nonostante tu abbia ricevuto cose sgradevoli da chi avrebbe dovuto trattarti con più educazione?  Sto parlando di quel sacerdote che ti ha detto che hai il peccato negli occhi!  Quando invece sei così limpida!

Elena  Io lo compatisco,  non sono tutte così le persone di chiesa.  E poi,  ti ho detto che io credo nel cielo,  e tu  sai bene il perché!

Annalisa  Infatti io sto parlando della fede nella chiesa,  non in Dio e nel cielo!

Elena  Io non posso dirti di andare in chiesa se non hai fiducia il loro!  Ti assicuro che ci sono operatori della chiesa assolutamente sinceri ed onesti,  si mettono a disposizione di quelli che hanno bisogno e non odiano i ricchi.

Annalisa  io invece ho  stima dei medici come Piter e Michele.  Per me quelli sono come Dio.

08/05/2026

Annalisa  Ti piacerebbe se venissi con te domani?

Elena  Io sarei contenta,  ma domani sono già d’accordo con Linda e Robert che questa settimana non posso andare:  ho promesso a una signora che andrò là da lei a pranzo, mi viene sempre a trovare perché è sola,  è tanto che mi chiede se qualche domenica vado là da lei,  io rimandavo sempre,  non voglio essere ingrata anche perché mi porta sempre de doni con tanta premura,  ed io non vorrei.  Puoi venire qui domenica nel pomeriggio sul tardi  io ci sarò.

Annalisa   Va bene.  A domenica lì.

09/05/2026

Annalisa  Scusa ma non ho resistito a non chiamarti,  Perché Linda mi ha detto che Hai rifiutato le poesie di Michele. Scusami amica mia se ti dico che la tua è una follia!  Lui così pulito,  bello, intelligente e innamorato di te da una vita e tu lo rifiuti? Ma cosa vuol dire è l’amico più caro di mio figlio!  Se insisto così è solo per il tuo bene!  Vuoi continuare con questa vita?  Guarda che al mondo si viene una volta soltanto.

Elena  Ho scritto quello che mi hai detto perché così anche lui capirà che quello che ho detto,  è quello che pensavo prima e quello che penso adesso. Posso ringraziarvi tutti quanti ma ora la penso così.  Ciao Annalisa a domani pomeriggio.

11/05/2026

Elena  Trascrivo il messaggio di Linda e Robert:  Questo fine settimana ci sei mancata tanto,  perfino il tuo cavallo Vita ti cercava,  se avessi visto,  in questi due giorni sembrava un cristiano smarrito.  Ti aspettiamo presto,  mi raccomando!  Ciao e tanti abbracci!

12/05/2026

Elena   Carissima Annalisa,  non ti affannare a darmi i tuoi consigli del cuore,  forse tu non sai che  cosa sia la felicità!  Per me la felicità è sinonimo di libertà;  poter andare e tornare da Piter e dai miei amici come e quando voglio,  e lo vogliono anche loro. Timorata di Dio si ma amo l’amore incondizionato.

 

AMORE  INCONDIZIONATO

Per Te ricorrerò alla preghiera e

romperò ogni patto con la ragione

Ho spalancato le persiane del mio cuore

a Dio.  Tu mi hai ritratto,  dipinto

e scolpito.  Sai ascoltarmi e cogli l’immagine

riflessa che non si offusca mai.  Soffri e

dilaghi ciò che hai dentro il cuore colmo

d’amore.  Amore che lampeggia,  amore

che dispera,  travolge la forza della verità.

Il mito di questo amore è desiderio di vivere

nella realtà;  di prendere quella scossa che non

può più rinunciare a ciò che è completo per la

sua anima.  Senza l’altra metà dell’anima

sei spento!  Non è una carica d’orgoglio,

tu mi chiami,  mi gridi e mi sospiri

sei un’inesauribile sorgente di amore puro

che si chiama “Amore incondizionato!”

 

E.  Lasagna 12/05/2026

13/05/2026

 

Annalisa    Toglimi una curiosità:  quando hai visitato i santuari mariani,  prima o dopo le apparizioni?  Grazie.

Elena  È stato dopo,  per prima cosa sono andata a Lourdes,  in un secondo tempo a Roma, perché l’ha c’ero già stata… poi poco dopo a Fatima,  ultimo a Medjugorje;  è una cosa bellissima che non tradirò mai! Per me prima viene questo,  poi tutto l’amore che ho per le persone che mi amano e per il mondo.

Annalisa  So che sei una bella persona,  ma cosa hai fatto perché ti accadesse questo?

Elena   Proprio niente,  era l’ultimo dei miei pensieri,  non avrei mai immaginato che questo accadesse proprio a me.

Annalisa  Ma da dove è incominciato tutto questo?

Elena  È incominciato a Roma,  dalle suore spagnole,  poi la cosa si  ripete nel tempo;  ci sono cose che non posso dire,  anche perché si rischia di non essere creduti o di essere malvoluti come mi è già successo;  ma io non faccio fatica e tenermi tutto dentro. Questa cosa l’ho scritta e continuo a scriverla nel mio diario.

Annalisa  Senti mi scuso se ho insistito per Michele,  ora capisco la tua sensibilità,  la tua onestà.  Voi tutti siete fatti della stessa pasta meravigliosa e limpida.  Vi adoro tutti! In confronto a voi tutti,  quella persona là,  non vale il prezzo di una cicca!  Quanto odio anch’io la menzogna!

Elena  Sai  a me non importa se questa famiglia mi odia,  io porto rispetto a tutti,  e quelli che non riescono ad essere persone civili,  non saprei cosa dire,  nemmeno che cosa fare se non evitarli più che posso. Non voglio neanche sapere il perché,  non si può odiare qualcuno solo perché esiste.  Io non ho paura di niente e di nessuno. Tutto sommato sono fortunata ad avere delle amicizie così,  sembra proprio che ci sia la mano del Cielo.

 

 

 

PER I BAMBINI QUATTRO

24/04/2026

 

 

LA BELLEZZA DEL CREATO

 

La bellezza del creato che ammalia la terra è ancora capace di commuovere.  Tutti i narratori ne hanno parlato,  quanto vorrei che fosse una bellezza indistruttibile!  Purtroppo da sempre dobbiamo imparare a difenderla,  ad averne più cura.  Molti attentati sono stati compiuti per distruggere i paesaggi della nostra terra madre:  sono stati abbattuti alberi,  sono state inalzate orribili costruzioni che deturpano la visione della bellezza divina  rubando gli spazi verdi per gli schiamzzi felici dei bambini.  Il mare ha pietà dell’uomo che continua ad inquinarlo e non vede la bellezza che esprime!  Certe creature umane sono aperte solo al disperato bisogno senza peovare nulla di ciò che  esprime la natura !  Prati smaltati di fiori,  acque gioiose che riflettono l’azzurro del cielo;  i tappeti d’erba carezzati dall’alito gaio del vento! Il profumo immortale delle violette,  le querce verdi e secolari;  i pini dalla chioma ad ombrello tipicamente caratteristici della flora mediterranea e i cipressi eleganti e altezzosi che fanno da cornice ai monti e alle riviere Italiane,  come i grandi ulivi,  e le cascate del lago di Garda,  le cascate sulle montagne da nord a sud,  che nelle giornate di sole brillano come le stelle nella notte. Il senso misterioso e suggestivo  di tutto questo va cercato in un aspetto speciale,  infinitamente gioioso,  che ha la sua casa e la sua strada;  il filo invisibile che lega la terra al mare e al Cielo! Quanto ho sognato questo senso pittoresco ma reale!  Non importa come e non importa dove,  ma trovarla ci dona il senso della giovinezza perenne che accompagna i nostri anni più dolci. Osserviamola sempre.

E. Lasagna

 

07/05/2026

Ho una poesia di Giacomo Leopardi per i bambini da otto ai tredici anni circa.

 

ODI MELISSO   (Lo spavento notturno)

 

Odi,  Melisso:  io vo’

contarti un sogno di questa notte, che

mi torna a mente in riveder la luna.  Io

me ne stavo alla finestra che risponde

al prato, guardando in alto: ed ecco

all’improvviso distaccasi la luna: e mi

parea chw quanto nel cader s’approssimava,

tanto crescesse al guardo;  infin che venne

a dar di colpo in mezzo al prato;  ed era

grande quanto una secchia,  e di scintille vomitava

una nebbia,  che stridea sì forte come quando

un carbon vivo nell’acqua immergi e spegni.

Anzi a quel modo la luna,  come ho detto,

in mezzo al prato si spegneva annerando a

poco a poco,  e ne fumava l’erba intorno

intorno.  Allor mirando in ciel,  vidi rimaso

come un barlume,  o un’orma,  anzi una

nicchia ond’ella fosse svelta;  in cotal guisa,

ch’io n’agghiacciava;  e ancora non

m’assicuro.

Melisso

E ben hai che temer,  che agevol cosa

fora cader la luna in sul tuo campo.

 

Alceta

Chi sà? Non veggiam noi spesso di state

cader le stelle?

Melisso

Egli ci ha tante stelle,

che picciol danno è cader l’una o l’altra

di loro,  e mille rimaner,  Ma sola ha questa

luna in ciel,  che da nessuno cader fu vista

mai se non in sogno.

Spiegazione

 

Sembra che il poeta abbia voluto descrivere in questa poesia un sogno fatto da lui stesso.  È un dialogo tra due pastori:  Alceta e Melisso.   Alceta racconta di aver veduto in sogno la luna staccarsi dal cielo,  farsi sempre più grande e cadere infine in mezzo al prato e a poco a poco spegnersi,  come un tizzone acceso ed immerso nell’acqua,  mentre in cielo restava una specie di nicchia nel punto in cui si era distaccata.  Tale era stato lo spavento provato da Alceta che,  al solo ricordo,  egli si sentiva ancora agghiacciare dalla paura.  Ma Melisso bonariamente lo prende in giro e gli fa riflettere come il suo sia stato solo un sogno,  e che non potrà mai tramutarsi in realtà.

 

Questa poesia del Leopardi è tratta dai canti.  Ovviamente questo è solo un sogno,  la luna non cade mai.  Ma in cielo gli angeli possono arrivare sulla terra:  sono bianchi o dorati,  piccoli o enormi, ma non ci fanno del male,  anzi portano solo bene e forza,  ci regalano vitalità.

E. Lasagna