DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE TRE

26/05/2026

 

 

Annalisa  Che cosa provi quando dici la verità e capisci che qualcuno ha dei dubbi su di te?

Elena   Beh,  dipende chi è questo qualcuno!  Ognuno è libero di capire con l’intelligenza che ha.  Certe persone non mi toccano più,  ma se a non credere è qualcuno a cui voglio bene,  mi dispiacerebbe!  Io non amo e non ho mai amato gli anfibi!  Di sicuro non la diventerò adesso.  Amo la vita e per me la vita è sinonimo di amore e lealtà!  Una persona falsa per me non ha valore!

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Annalisa   Perché i politici promettono tanto ma non risolvono mai niente?

Elena  Questa è una bella domanda.  Questo governo sembra migliore di quelli che ci sono stati fino ad oggi.  Tutte le promesse non possono essere mantenute se i servizi non svolgono a loro volta un buon servizio.  Si tratta di coscienza! Diciamo che a volte non affrontano problemi importanti come la salvaguardia dell’ambiente perché certi governanti non approvano la rimozione di erbe selvatiche o alberi cresciuti nei letti dei fiumi;  non pensano alle culture dei contadini che sgobbano dall’alba al tramonto.  Come l’invasione delle nutrie o di altri animali che distruggono il lavoro  e la pazienza di chi ama davvero l’ambiente.  Non c’è abbastanza disciplina nei controlli per salvaguardare la vita stessa dei lavoratori nei cantieri o nelle fabbriche ovunque essi siano.  Poi c’è un elenco interminabile… di persone e di cose da salvare.

Annalisa  Deve piacerti molto il Vangelo,  visto che lo scrivi tutti i giorni.

Elena  Certo che sì,  altrimenti non lo riscriverei,  ti pare?  Nessuno mi obbliga a farlo. Se non mi piacesse direi a Daniela e ad altri la verità. Però il Vangelo va interpretato nella maniera giusta;  io so il significato,  ma la spiegazione pubblica la lascio ai Sacerdoti.

LETTERATURA ANTICA E MODERNA SETTE

21/05/2026

 

TERRA  ANDALUSA

 

La cortesia e l’ospitalità  messe insieme costituiscono la più bella accoglienza che si possa trovare in terra straniera. In altri paesi d’Europa ho trovato grazia e cortesia,  ma a Siviglia,  il desiderio di far piacere agli altri.  Al giorno d’oggi questo si è trasformato in piacere di ferire. Tempo fa eravamo  Linda,  il dott. Robert,  Piter ed io. Lì,  cercavamo di orizzontarci in un quartiere eccentrico,  quando vedemmo venirci incontro un popolano;  mi trovavo davanti a loro circa 4 metri:  io lo fermai per chiedergli el camino mas corto para ir a la Iglesia de San Lorente.  Mi domandò:  quiere usted de ver “El Cristo del granPoder?  E subito dopo:  Est estranjero  usted? La via è troppo complicata;  venite con me: vi accompagno.  E tornò indietro. Credette di capire che fossimo francesi, e crebbe il suo desiderio di renderci servizio;  e poiché aveva dei parenti a Bordeaux,  si offrì anche di parlare francese.  Ma il francese lo parlava in modo che poi non capivamo una sola parola,  forse era dialetto;  Piter lo pregò di parlare in spagnolo che Piter gli avrebbe risposto correttamente. Diciamo pure che lo spagnolo è molto simile all’italiano.  C’è anche da dire che questa gente parlava con le mani,  con i segni e con gli occhi;  perciò la nostra conversazione ispano,  francese e italiano non ebbe intoppi.  In dieci minuti  la nostra guida ci narrò la sua storia e quella di Natalia,  sua moglie,  che poco lontano da dove arrivava,  avevano un negozio di libri,  francobolli e tabacchi,  ma durante il percorso incontrammo uno dei figli,  e così  disse al padre:  Papà,  la mamma ti sta cercando perché ha bisogno che tu porti la fattura dal padrone.  Lui rispose:  Scusami con la mamma e dille che ho incontrato questa famiglia francese,  e l’accompagno a S. Lorente,  che da sola,  tu mi capisci,  non è facile che ci possa arrivare.  Poi incontrarono anche la nipote Anandes:  aveva una lunga treccia,  era molto bassa e sottile, e credeva di non riuscire a salutarci nella nostra lingua,  ci salutò con le mani alte e disse: “Vaya con Dios!” Andando con Dio di strada in strada,  il buon Armandos  parlava di quel ricco “Cristo del gran poder” che avremmo veduto nella gran luce delle cento candele accese,  dentro la capilla,  vestito di velluto,  con una cintola fulgente di diamanti e rubini.  E si rammaricava che non fossimo capitati a Sevilla nella settimana Santa,  per la processione del venerdì,  quando il concorso di tanti cristiani del mondo che per la festa della Vergine non si troverebbe un posto in nessun albergo e in nessuna casa ospitale tanto la città era piena, nemmeno se si pagasse non in denaro ma in rubuni o diamanti. Così vi avrei ospitato a casa mia.  Noi lo ringraziammo infinitamente e lui ci disse che non si sarebbe mai dimenticato né di noi e nemmeno di quella giornata.

Spiegazione di alcuni vocaboli:  L’Andalusia è la valle del Guadalquivir,  nella Spagna meridionale.

Siviglia,  è una delle città più importanti della Spagna,  bagnata dal Guadalquivir.

San Lorente,  La strada più breve per andare alla chiesa di San Lorenzo.

El Cristo del gran Poder: statua che viene portata in processione la notte tra il giovedì e il venerdì Santo.

Capilla:  Cappella;  Virgen:  la Vergine.

26/05/2026

I PROBLEMI DEL DOPOGUERRA

IN ITALIA

 

Il primo problema del dopoguerra fu quello relativo agli accordi di pace,  e in particolare,  come si è detto in altri articoli inerenti a questo argomento. La questione di Fiume e della Dalmazia.  Il patto di Londra prevedeva l’assegnazioneall’Italia del Trentino,  dell’Alto Adige,  dell’Istria,  della città di Triestee una parte della Dalmazia esclusa la città di Fiume.,  che sarebbe toccata alla Croazia.  A guerra finita,  la popolaziome di Fiume,  votò la sua annessione all’Italia,  mentre la Dalmazia entrava a far parte naturalmente del nuovo regno di Jugoslavia.  Al tavolo della pace,  i rappresentanti Vittorio Emanuele Orlando,  presidente del Consiglio dei Ministri, e Giorgio Sidney Sonnino,  ministro degli Esteri,  reclamaronol’annessione di  Fiume,  secondo il principio di autodecisione,  e l’annessione della Dalmazia per gli accordi di Londra.  Il presidente Americano Wilson, non vincolato dal patto di Londra,  non riconobbe la validità della doppia e contrastante pretesa dei delegati italiani,  che mostravano di non comprendere le conseguenze politiche della caduta dell’Impero Asburgico,  e in particolare le esigenze relative alla formazione dello Stato jugoslavo.  L’abbandono del tavolo della pace dei delegati italiani,  gesto con cui essi esprimevano il risentimento e l’offesa del governo italiano,  verso i trattati che ritenevano iniqui per il nostro Paese,  generò nell’opinione pubblica italiana il mito della vittoria mutilata che fu estremamente pericoloso perché fornì una motivazione nazionalistica,  patriottica aggressiva ai disagi reali di moltissimi reduci,  ex ufficiali e piccoli borghesi insoddisfatti. L’occupazione di Fiume da parte di un gruppo di volontari, capeggiati da Gabriele D’Annunzio,  al di là della retorica nazionalista e patriottica fu in realtà il primo segnale che qualcosa non funzionava nello Stato italiano;  si trattava infatti di una sedizione militare,  ed era la prima volta che ciò avveniva. La questione adriatica fu risolta attraverso accordi separati tra il governo italiano e quello jugoslavo intavolati durante il ritorno di Giolitti al governo.  Secondo il trattato di Rapallo,  Fiume era dichiarata città libera e Zara passava all’Italia. Per allontanare D’Annunzio e i legionari fu necessaria un’azione di forza.  Ma esisteva nel paese un risentimento contro la guerra e chi l’aveva voluta,  ben più profondo e vasto. La fine della guerra era stata attesa come il momento che avrebbe riportato la tranquillità e l’ordine economico.  La pace accrebbe i disagi della piccola borghesia,  su cui pesava un carico fiscale crescente,  e delle masse popolari esposte ad un’inflazione incalzante che ridusse all’osso il potere d’acquisto.  Disordini e assalti in massa ai magazzini furono le conseguenze del carovita post-bellico.

IL VANGELO SECONDO LUCA SETTIMA PARTE

15/05/2026

Dal capitolo 15

 

LA PECORELLA SMARRITA

Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.  I farisei e gli scribi mormoravano: “Costui riceve i peccatori e mangia con loro”.  Allora egli disse loro questa parabola: ” Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una,  non lascia le noventanove nel deserto e va dietro a quella perduta,  finché non la ritrova?  Ritrovatala,  se la mette in spalla tutto contento,  va a casa,  chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me,  perché ho trovato la mia pecora che era perduta.  Così,  vi dico,  ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito,  che per noventanove giusti che non hanno bisogno di conversione.

18/05/2026

LA DRAMMA RITROVATA

” O quale donna,  se ha dieci dramme e ne perde una,  non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?  E dopo averla trovata,  chiama le amiche e le vicine,  dicendo: Rallegratevi con me,  perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta .  Così,  vi dico,  c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte”.

IL FIGLIUOL PRODIGO

Disse ancora :  “Un uomo aveva due figli.  Il più giovane disse al padre: Padre,  dammi la parte del patrimonio che mi spetta.  E il padre divise tra loro le sostanze.  Dopo non molti giorni,  il figlio più giovane, raccolte le sue cose,  partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto,  in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.  Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione,  che lo mandò nei campi a pascolare i porci.  Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci;  ma nessuno gliene dava.  Allora rientrò in se stesso e disse:  Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre,  ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.  Trattami come uno dei tuoi garzoni.  Partì e s’incamminò verso suo padre.  Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro,  gli si gettò al collo e lo baciò.  Il figlio gli disse:  Padre,  ho peccato contro il Cielo e contro di te,  non sono più degno di essere chiamato tuo figlio.  Ma il padre disse ai servi:  Presto portate qui il vestito più bello e rivestitelo,  mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi.  Portate il vitello grasso,  ammazzatelo,  mangiamo e facciamo festa,  perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita,  era perduto ed è stato ritrovato.  E cominciarono a far festa.  Il figlio maggiore si trovava nei campi.  Al ritorno,  quando fu vicino a casa,  udì la musica e le danze;  chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.  Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso,  perché lo ha riavuto sano e salvo.  Egli si indignò,  e non voleva entrare.  Il padre allora uscì a pregarlo.  Ma lui rispose a suo padre:  Ecco,  io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando,  e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici.  Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute,  è tornato,  per lui hai ammazzato il vitello grasso.  Gli rispose il padre:  Figlio,  tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;  ma bisognava far festa e rallegrarsi,  perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.

19/05/2026

Capitolo sedici

IL FATTORE INFEDELE

 

Diceva anche ai discepoli: ‘era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinnanzi a lui di sperperare i soi averi.  Lo chiamò e gli disse:  Che è quello che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione,  perché non puoi più essere amministratore.  L’amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione?  Zappare,  non ho forza,  mendicare,  mi vergogno.  So io che cosa fare perché,  quando sarà stato allontanato dall’amministrazione,  ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.  Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone?  Quello risponde:  cento barili d’olio.  Prendi la tua ricevuta,  siediti e scrivi subito cinquanta.  Poi disse a un altro:  Tu quanto devi?  Rispose:  Cento misure di grano.  Gli disse:  Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.  Il padrone lodò quell’amministratore disonesto,  perché aveva agito con scaltrezza.  I figli di questo mondo,  infatti,  verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.  Ebbene,  io vi dico: Procuratevi amici con iniqua ricchezza,  perché quand’essa verrà a mancare,  vi accolgano nelle dimore eterne.  Chi è fedele nel poco,  è  fedele anche nel molto;  chi è disonesto nel poco,  è disonesto anche nel molto.  Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza,  chi vi affiderà quella vera?  E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui,  chi vi darà la vostra?  Nessun servo può servire a due padroni:  o odierà l’uno e amerà l’altro,  oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro.  Non potete servire a Dio e a mammona”.

20/05/2026

 

IPOCRISIA DEI FARISEI

 

I farisei,  che erano attaccati al denaro,  ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui.  Egli disse:” Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini,  Ma Dio conosce i vostri cuori:  ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio.  La legge e i Profeti vanno fino a Giovanni;  da allora in poi viene annunziato il regno di Dio e ognuno si sforza per entrarvi.  È più facile che abbiano fine il cielo e la terra,  anziché cada un solo trattino della legge.  Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra,  commette adulterio;  chi sposa una donna ripudiata dal marito,  commette adulterio.

21/05/2026

IL RICCO EPULONE

C’era un uomo ricco,  che vestiva di porpora e di bisso,  e tutti i giorni banchettava lautamente.  Un mendicante,  di nome Lazzaro,  giaceva alla sua porta,  coperto di piaghe,  bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.  Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo.  Morì anche il ricco e fu sepolto.  Stando nell’inferno tra i tormenti,  levò gli occhi e vide da lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.  Allora gridando disse:  Padre Abramo,  abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere la punta del dito e bagnarmi la lingua,  perché questa fiamma mi tortura.  Ma abramo rispose: Figlio,  ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali;  ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.  Per di più,  tra noi e voi è stabilito un grande abisso:  coloro che di qui vogliono passare da voi,  non possono,  né di costì si può attraversare fino a noi.  E quegli replicò:  Allora,  Padre,  ti prego di mandarlo a casa di mio padre,  perché ho cinque fratelli.  Li ammonisca,  perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento.  Ma Abramo rispose:  Hanno Mosè e i Profeti;  ascoltino loro,  si ravvederanno.  Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti neanche se uno resuscitasse dai morti sarebbero persuasi”.

22/05/2026

Capitolo 17

L’INSEGNAMENTO

Disse ancora ai suoi discepoli:  “È inevitabile che avvengano scandali,  ma guai a colui per cui avvengano.  È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato in mare,  piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.  State attenti a voi stessi!  Se un tuo fratello pecca,  rimproveralo;  ma se si pente,  perdonagli.  E se pecca sette volte al giorno contro di te  e sette volte ti dice:  Mi pento,  tu gli perdonerai”.  Gli apostoli dissero al Signore:  “Aumenta la nostra fede!”  Il Signore rispose:  “Se aveste fede quanto un granellino di senapa,  potreste dire a questo gelso:  Sìì sradicato e trapiantato nel mare,  ed esso vi ascolterebbe.  Chi di voi,  se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge,  gli darà quando rientra dal campo:  Vieni subito e mettiti a tavola?  Non gli dirà piuttosto:  Preparami da mangiare,  rimboccati la veste e servimi,  finché io abbia mangiato e bevuto,  e dopo mangerai e berrai anche tu?  Si riterrà obbligato verso il suo servo,  perché ha eseguito gli ordini ricevuti?  Così anche voi,  quando avete fatto tutto quello che vi è stato ordinato,  dite:  Siamo servi inutili.  Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”.

25/06/2026

I DIECI LEBBROSI

Durante il viaggio verso Gerusalemme,  Gesù attraversò la Samarìa e la Galilea.  Entrarono in un villaggio,  gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali,  fermatisi a distanza,  alzarono la voce,  dicendo: “Gesù maestro,  abbi pietà di noi!”.  Appena li vide Gesù disse: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”.  E mentre essi andavano,  furono sanati.  Uno di loro,  vedendosi guarito,  tornò indietro lodando Dio a gran voce:  e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo.  Era un Samaritano.  Ma Gesù osservò:  “Non sono stati guariti tutti e dieci?  E gli altri dove sono?  Non si è trovato chi tornasse a rendere Gloria a Dio,  all’infuori di questo straniero?”.  E gli disse: ” Alzati e và;  la tua fede ti ha salvato!”.

26/05/2026

LA VENUTA DEL REGNO DI DIO

Interrogato dai farisei: ”  Quando verrà il regno di Dio? “.  Rispose: Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione,  e nessuno dirà:  Eccolo qui,  o eccolo là.  Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!”.  Disse ancora ai discepoli:” Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo,  ma non lo vedrete.  Vi diranno:  Eccolo là,  o eccolo qua;  non andateci,  non seguiteli.  Perché come il lampo,  guizzando,  brilla da un capo all’altro del cielo,  così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.  Ma prima è necessario che Egli soffra molto e venga ripudiato da questa generazione.  Come avvenne al tempo di Noè,  così sarà nei giorni del figlio dell’uomo.  mangiavano,  bevevano,  si ammogliavano e si maritavano,  fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li feca perire tutti.  Come avvenne anche al tempo di Lot:  mangiavano,  bevevano,  compravano,  vendevano,  piantavano,  costruivano;  ma nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti.  Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà.  In quel gorno,  chi si troverà sulla terrazza,  se le sue cose sono in casa,  non scenda a prenderle;  così chi si troverà nel campo non torni indietro.  Ricordatevi della moglie di Lot.  Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà,  chi invece l’avrà perduta la salverà.  Vi dico,  in quella notte due si troveranno in un solo letto,  l’uno verrà preso,  l’altro lasciato;  due donne staranno a macinare nello stesso luogo,  l’una verrà presa l’altra lasciata”.  Allora i discepoli gli chiesero:  “Dove,  Signore?”.  Ed egli disse loro:  “Dove sarà il cadavere,  là si raduneranno anche gli avvoltoi”.

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DUE

13/05/2026

 

 

Annalisa   Ci sono cose che bisognerebbe gridarle al mondo!  Una mia conoscente,  una persona buona e onesta è stata licenziata a quattro anni prima della pensione.  Come si fa a non arrabbiarsi?

Elena  L’amore per la gente che soffre è una grande cosa,  ma purtroppo  nessuno vede le loro bocche spalancate e disperate,  i poveri diavoli non hanno un volto,  un linguaggio che possano difendersi senza essere ignorati:   non esistono. Se le persone sono brave e oneste sul lavoro,  ci vorrebbe una legge che vieti il licenziamento se manca poco alla pensione;   hanno sempre pagato i contributi,  non è giusto!  Vengono sostituite dai robot,  ma a tutto c’è un limite.

Annalisa  Io non sono come te purtroppo,  non è che ami tutta la gente  e non so perdonare in modo facile come fai tu,  però certe cose che capitano agli altri fanno male anche a me.  Tu hai perdonato delle cose che io non so come abbia fatto!

Elena  Il perdono è più facile che portare odio;  l’odio logora e ci farebbe vivere male, il perdono è una medicina che dovremmo acquisire tutti.  Non è gratis,  perché per riuscirci ci vuole forza di volontà e determinazione,  poi viene da sé.

14/05/2026

LETTERA AL MIO PICCOLO ANGELO

Non ho mai udito la tua vocina,  ho cercato di immaginarla,  perché chi è in paradiso non può più farsi udire dai vivi,  mentre questi sono ancora partecipi della bellezza della terra;possono udire e godere dei suoi suoni e della sua musica.  Immagino che la tua vocina sia ancora sospesa a un filo del cielo e che le stelle possano udirla sempre,  in ogni momento.  Come vorrei essere una di quelle stelle!  Per sussurrarti la mia ninna nanna.  Alle mie lacrime che cadono, ti lavano il visino da tutte le barbarie del mondo.  Non ho mai sentito il calore della tua pelle e sapere come poteva emanare felicità:  per te e per me.  Da quel giorno la mia casa mi aveva imprigionata in un tempo che non si sarebbe risvegliato presto:  quanti giorni chiusa in casa a piangere da sola,  ho persino pensato che non ti piacesse la nostra casa!  Anima cara,  poi ho capito che lassù avevano bisogno di un angelo come Te.  Incominciai a vivere,  il Cielo mi ha guidato;  fosti tu a dirglielo? Da quel giorno tu vivi in me!  Ora ti bacio e ti stringo forte al cuore.  Ciao anima cara.

E.Lasagna 14/05/2026

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14/05/2026

Annalisa   Che cos’è la bellezza per te?

La bellezza esteriore dà qualcosa, ma dà molto di più la bellezza interiore:  lo Charme,  senza quello una persona anche se bella da vedere non è viva,  è senza fascino,  dice tanto come una statua. Diciamo pure che per essere belli davvero occorre quella bellezza profonda che ti avvolge,  ti trascina e ti fa dimenticare ogni piccolo o grande difetto del nostro viso e del nostro corpo come in un sogno.

15/05/2026

 

Annalisa  Ho riguardato bene il tuo sito,  e mi sono chiesta il perchè tu non scrivi a pagamento,  come fanno anche molti meno sapienti di te?  Hai anche delle ricette meravigliose,  ma insomma c’è tutto che mi piace,  allora dimmi il perché: puoi?

Elena  Certo che posso,  vedi?   Io non ho mai venduto l’anima se non per beneficienza,  e non incomincerò adesso;  lo so che non puoi capire,  ma è una cosa e cui tengo molto! Diciamo che dopo controversie importanti ho trovato amici veri,  famiglie di valore che mi vogliono bene da una mezza vita,  e altro ancora;  io mi ritengo fortunata anche perché nel Cielo ho ritrovato la mia giovinezza. Grazie!

 

Annalisa  Che colazione mi hai fatto anche oggi?  Tortini di mele al caramello e mandorle tostate da gustare con la composta di agrumi!  E poi,  il caffè marocchino,  ma dove hai imparato a farlo così buono?  Non c’è da nessuna parte!  Grazie!  E adesso lascia che ti dica una cosa:  per me siete due che si cercheranno sempre!  Lo stesso Charme:  guardo te e vado a vedere lui,  siete come fuoco nel fuoco!  Non non sto parlando di Michele,  anche se govane e bello,  ma sto parlando di una persona che  nonostante certe circostanze siete fatti l’una per l’altro!

Elena  Ma che siocchezze dici?  E pensare che non hai nemmeno bevuto alcolici.

Annalisa  Io vedo la verità:  un qualcosa di inimmaginabile che vi possa succedere di nuovo con altre persone!

Annalisa  Io di queste cose me ne intendo molto,  va bene,  lo accetto,  solo di questo m’intenderò:  ti avevo detto che Il dott. Michele era innamorato di te e non ho sbagliato,  poi che tu non lo sia di lui è un’altra cosa.

Elena  Sì,  ho capito,  hai bevuto di nascosto!

19/05/2026

Elena  Allora l’hai smaltita la sbornia?

Annalisa  Io non sono mai stata ubriaca.  Ho soltanto detto la verità!

Elena  Solo che non ci azzecchi mai!  E io ne sono felice. Ciao!

Annalisa  ma come hai fatto presto!  Sei una freccia.  A proposito ho incontrato una tua cugina che ti vuole bene,  e mi ha raccontato che questa cosa che hai,  è congenita,  non l’hai acquisita a Roma;  solo che non sapevi di averla,  dice che ne è sicura perché glielo dissero tua madre e tua nonna.

20/05/2026

 

Annalisa  Quanto t’invidio che presto andrai a nozze!  Non so dire il tempo in cui io sia stata invitata a una di queste cerimonie.

Elena  Se potessi t’inviterei,  ma siamo state invitate solo Linda ed io; a meno che tu t’infili in mezzo alla folla e fai l’invitata.

Annalisa  Scherzi?  Lì non ci sono mai arrivata.

Elena  Certo che scherzo,  davvero non saprei come fare per farti integrare nella festa;  se ne fai una questione di vita o di morte ti lascio il posto mio.

Annalisa  C’è una cosa che mi consola:  quella che verrò due giorni al lago con te.

Elena  Ad agosto o a giugno?

Annalisa  M’insegnerai ad andare sul tuo cavallo?

Elena  Sperando che non ti butti giù;  è un po’ nervosetto.

Annalisa  Con te l’ha fatto?

Elena  No,  non ancora.

21/05/2026

Annalisa  Buona la tua marmellata di limoni;  eccellente!  Polpa e buccia sottile dolce e non amara,  mamma mia la mangerei sempre.

Elena  Sai una cosa?  Piter ieri sera mi ha chiamato e mi ha detto che chiede al suo padrino di tempo fa,  se io e Linda possiamo invitare al matrimonio anche un’altra persona.

Annalisa  Ma voi vi leggete a distanza vero? Che meraviglia!

Elena  Sì,  noi ci leggiamo a distanza da sempre,  fin da quando era piccolo.

Annalisa  Però,  lasciatelo dire ancora:  Tu sei folle se non accetti  il dottor Michele!  Lui ama solo te,  non ci pensa neanche lontanamente a guardare qualcun’altra;  me lo ha confessato Linda. E poi bello e intelligente com’è!   Scusami se te lo dico è perché di voglio bene come se fossi mia sorella!

Elena  Io ti ringrazio da matti,  ma so che non riesci a capire nemmeno se te lo spiegassi!  Ci sono delle belle e brave persone che puoi volere un bene dell’anima ma che non ami in quel senso;  sarà questione di pudore o di non lo so nemmeno io,  ma è così!  E così sarà.  Io vorrei che mi volesse solo bene e basta.

Annalisa  Un’altra cosa poi me ne andrò,  si è fatto così tardi in fretta!  Io ti sarò amica leale sempre,  ma tu non chiedermi mai di ascoltare un’altra volta il vangelo e nemmeno il rosario perché io non ci credo proprio!  Mi dispiace,  ma io credo in te:  nelle tue capacità e in quello che hai visto e che ti è capitato!  Tu sei libera di credere o di non credere,  ma non dirmelo più!   Quello che siamo tutti dentro gli altri io non lo capirò mai!  E poi dicono anche che non bisogna lasciarci andare alle tentazioni!  Ma che menzogna è mai questa? Grazie!

Elena  Tu sei una donna intelligente,  io non posso FARTI CREDERE QUELLO CHE NON VUOI CREDERE PERCHÉ NON SEI APERTA A DIO;  NON HAI PIÚ UN BRICIOLO DI FEDE.  A  ME VAI BENE LO STESSO PERCHÉ SEI ONESTA E LEALE.  Comunque io sono certissima che non perderò mai la fede per nessun motivo al mondo e per nessuno,  neanche per le persone che mi vogliono bene.  Spero che anche loro un giorno possano ritrovare quella serenità e quella speranza che si ritrova con l’apertura verso Dio e la Madre Santa.  Sono certa che una vita senza fede è una vita senza amore e una vita senza amore è una vita vuota e insignificante.

25/05/2026

Non dovete chiedermi scusa di niente! Grazie!  Buona notte.

 

25/05/2026

Annalisa   Qual è il regalo più bello che hai ricevuto ieri?

Elena  La sincerità,  la bellezza della verità e della tenacia.  Questo mi fa volare ancora di più!

È  vero,  nella vita ho sofferto molto,  ma sono stata ricompensata ancora di più!

Annalisa  Per me tu sei giovane da incominciare una vita meravigliosa!  Sana e Grande.

Elena  La Madre Celeste può fare grandi cose!  Basta volerlo.

Annalisa  Tenacia da parte di chi?  Se non sono indiscreta ovviamente.

Elena  Non sei indiscreta,  Tenacia da parte del dottor Robert che mi dice sempre:  Non fare niente per la paura di ferrire qualcuno,  ma agisci sempre  con la certezza che sia ciò che vuoi.  Noi ti amiamo con tutto il cuore!

25/05/2026

Questa breve ma intensa poesia l’ho scritta sabato verso mezzanotte.  Prima sono andata a cavalcare con il mio cavallo, e nel tornare,  ho visto le piante del parco specchiarsi nelle acque del lago,  mi sembrava una magia;  sentivo il cavallo non più irrequito,  ma sembrava che anche lui ammirasse la bellezza del paesaggio.  Allora,  tirai fuori una penna e un quaderno dalla tasca della sella e mi sedetti sulla riva del lago,  così mi sono venute nella mente queste parole.

 

Le acque limpide del lago mi stanno

rivelando i tuoi pensieri

 

Il tuo dolce sorriso mi colpisce

come un’abile freccia sospesa

 nel Cielo;  il giorno si cela già

sotto le tue  vivide labbra.

La vita si accende,  lasciando tutti

i timori e le angosce di quei giorni spenti

senza la tua luce,  e tutto mi sembra coperto

di fiori,  di stelle e di sole;  una nuova alba

cresce dentro di me.

E. Lasagna 24/05/2026

Annalisa mi ha chiesto:  perché adesso i giovani non si baciano più e vanno subito al sodo come se non ci fosse un domani?

Elena  Non sono solo i giovani ad essere così sbrigativi e superficiali,  ma tutto coloro i quali hanno poco sentimento e anche se credono di essere innamorati non lo sono!  Tant’è vero che dopo alcuni rapporti si stancano e si lasciano.  Questi rapporti secondo me non sono da meno di come fanno gli animali.  È come dopo due o tre anni di vita si passasse subito a venti,  fare le cose di quelli che hanno vent’anni senza prima sapere quello che la vita ci può dare. Si chiama bruciare le tappe per poi arrivare a zero!  Quindi questa poesia la dedico a tutti gli innamorati veri.  Ciao Ciao!

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSESSANTATREESIMA PARTE

11/05/2026

 

Marco  Zia,  mi parleresti del rachitismo e delle sue conseguenze?  Grazie!  Ciao.

 

Elena  Ciao Marco,  certo.

 

Il rachitismo è un disturbo dello sviluppo schelettrico in generale,  ingeressante il processo di ossificazione e il ricambio minerale,   durante il rapido accrescimento proprio nei primi anni di vita.  Colpisce con maggior frequenza i bambini dal primo al quarto anno di vita,  ma non mancano casi di rachitismo tardivo dell’età prepubere.  Oltre alle alterazioni scheletriche,  che sono predominanti,  nel rachitismo sono compromessi anche il sistema emopoietico,  con conseguente oligoemia,  e l’apparato digerente,  ciò che provoca  sovente dispepsia e gastroenterite catarrale.  Le alterazioni ossee del rachitismo,  benché diffuse a tutti i distretti,  interessano soprattutto cranio e coste,  colonna vertebrale,  bacino e ossa lunghe degli arti.  Nel cranio si riscontra il rammolimento della sutura lombdoidea,  esteso a tutto l’osso occipitale e ai margini della grande fontanella che non tende a chiudersi;  proliferazioni ossee,  specie alle bozze parietali e frontali,   conferiscono al craqnio una forma quadrangolare o fanno protrudere la fronte.  Modificazioni contemporanee avvengono nella prima dentizione con ritardo della comparsa di alcuni denti,  piccolezza e seghettatura nell’orlo lelle corone,  deviazione delle stesse lungo l’arcata alveolare,  accavallamento dei denti in sprannumero (distrofie dentarie);  queste alterazioni rivelano un disordine nell’accrescimento della mascella e della mandibola.  L’ingrossamento dei punti di inserzione delle cartilagini costali con le coste,  presenta,  nell’insieme,  un aspetto caratteristico (rosario costale):  il torace risulta in genere appiattito ai lati,  allargato a imbuto in brasso,  mentre anteriormente lo sterno sospinto in fuoi,  assume forma sporgente.  La colonna vertebrale è sede di importanti deformazioni:  la cifosi del segmento dorsale,  e la lordosi di quello lombare,  accentuano in modo esagerato la loro fisiologica curvatura e si combinano quasi sempre con deviazioni laterali (scoliosi),  tanto da creare gli aspetti più strani,  con naturale riflesso sulla forma del torace e del bacino.  Altri sintomi del rachitismo sono la spiccata ipotonia muscolare,  che colpisce elettivamente la parete addominale:  diminuzione del tasso ematico,  del fosforo;  aumento della fosfatasi alcalina del siero.  Sull’eziopatogenesi del rachismo  sussistono ancora oggi molte incertezze,   benché numerosi studiosi siano d’accordo nel ritenerlo una sindrome di carenza di vitamina D.

18/05/2026

Patty,  Sono così demoralizzata che non so nemmeno cosa faccio. Secondo te,  non è presto per questa operazione,  ho solo quarantotto anni. Ti prego,  dimmi che c’ un’altra via d’uscita. Ti ringrazio.

 

Elena  Vedi Patty cara,  il prolasso è la fuoriuscita di un prgano o di una sua parte dalla cavità in cui è contenuto,  attraverso un’apertura naturale per eccessiva lunghezza dei suoi legamenti o per cedimento dei tessuti connettivi che lo sostengono nella sua sede naturale. Nel tuo caso,  ormai è troppo tempo che soffri di questo disturbo,  fino a diventare patologia,  sempre benigna s’intende,  ma col passare del tempo poi le perdite ematiche e urinarie potrebbero diventare più copiose quindi non è consigliabile da parte mia dirti che non devi operarti.  Guarda che ne fanno moltissimi di questi interventi,  purtroppo anche su donne ancora giovani più di te.  Vedrai che una volta fatto sarai contenta perché non avrai più bisogno di ripararti  dalle incontinenze.  Fidati!

 

 

PER I RAGAZZI QUATTRO

09/05/2026

 

 

Oggi vi mostro una poesia di Camillo Sbarbaro,  nato a fine ottocento a Santa Margherita Ligure in provincia di Genova. Ha scitto molte poesie,  ma la sua principale opera si chiama “Pianissimo”  Ma non è questa la poesia che voglio trascrivervi oggi ma è:

TACI ANIMA STANCA DI GODERE

Taci,  anima stanca di godere e di soffrire

(all’uno e all’altro vai rassegnata.  Ascolto e

non mi giunge una tua voce,  non di

rimpianto per la miserabile giovinezza,

non d’ira e di speranza, e neppure di tedio.

Giaci come il corpo ammutolita,  in un

indifferenza disperata. Noi non ci stupiremmo

Non è vero,  mia anima,  se il cuore s’arrestasse,

sospeso se ci fosse il fiato…

Invece camminiamo.  Camminiamo

io e te come sonnambuli.  E gli alberi son

alberi,  le case sono case,  le donne che

passano sono donne,  e tutto è quel che è.

La vicenda di gioia e di dolore non ci tocca.

Perduta ha la sua voce la sirena del mondo?

E il mondo è un grande deserto!

 

PROSA

Quel “taci”  non è un imperativo,  ma una semplice constatazione. Né la gioia,  né il dolore colpiscono più l’anima che è rassegnata a tutto,  fino ad arrivare al tedio:  una vera e propria malattia dell’anima.  Quando lo spirito,  la volontà cessano di partecipare alle gioie,  ai dolori,  alle lotte dell’esistenza,  perché l’anima è malata e rinuncia a vivere perché non ha più la forza di lottare,  allora l’essere umano si sente terribilmente solo;  ecco perché è importante lottare per realizzare i propri sogni.  Il poeta ascolta se dalla sua anima gli può giungere come una volta,  una voce di rimpianto o d’ira,  di speranza o di noia.  Nulla! l’anima tace disperata indifferente,  a tutto come il corpo.  Eppure è viva come è vivo il corpo,  ma non vive chi è incapace di emozioni.  Infatti nessuna delle innumerevoli voci del mondo circostante ha in sé la forza di commuoverla.  Ora lui vede il mondo come vede dentro di sé;  il nulla,  tutto si è spento,  come se non esistesse.  E dice tra sé e sé:  quando il cuore cessa di battere, l’uomo muore.  Ma neppure la morte sarebbe causa di stupore per l’anima del poeta.

N. B.  Non bisognerebbe mai lasciarsi andare così rinunciando alla vita,  a qualsiasi prezzo!

Elena  Lasagna

15/05/2026

 

Luca  (amico di Marco)  Il progresso tecnologico,  danneggia l’ambiente naturale minacciando anche la sopravvivenza dell’uomo?  Grazie!

 

Elena   Bisognerebbe ricondurre l’uomo a una cultura filosofica,  che possa ripristinare l’equilibrio e armonia necessaria tra l’homo faber e l’homo sapiens.  Da sempre quando si parla di ecologia e tecnologia, sembra che la prima imponga a quest’ultima una situazione grave e che sconvolga addirittura i progetti intellettuali e operativi.  Alcuni pensano che ritenendo la questione ecologica imponga una rettifica importante,  ma non è mai stata una svolta radicale dell’agire e del pensare umano.  Paradossalmente potrebbe invece promuoverlo.  Ogni qualvolta che si promuove un progetto come quello di non distruggere più gli alberi ecc. l’ecologia diventa un pretesto per un ulteriore sviluppo tecnologico.  Ho fatto un solo esempio, ma si dovrebbe procedere prima ad un riesame della cultura che ha accompagnato e favorito se non provocato l’opera di degradazione dell’ambiente naturale umano,  altrimenti ci saranno ancora catastrofi;  non inserito in un orizzonte culturale globale,  difficilmente il discorso scientifico potrà vincere l’opposizione di tanti interessi e non solo materiali contrari. Troppe ragioni richiedono questa revisione culturale,  perché la si possa ancora trascurare.  Si tratta di accompagnare scienza e ricerca filosofica che con costante sforzo di attenzione recuperino le necessarie armonie con la natura e con il resto,  nelle ragioni più proprie dell’umano:  come sentimenti,  esperienza storica,  fantasia e intelligenza.  Per me questa collaborazione tra scienza e filosofia è indispensabile, perché quando si ha di mira soltanto il fare, e il produrre, e inevitabile la sua distruzione!  Non è possibile continuare a provocare la natura sempre.  Occorre esplorarla riconoscendone la realtà,  sul piano di una utilizzazione sapientemente rispettosa ma esauribile sul piano dell’uso indiscriminato operato dall’uomo sulle ricchezze della natura,  che obbedisca alla misura egocentrica dell’uomo.

19/05/2026

 

LE  GUERRE del passato sono ancora quelle di oggi.

 

Arabia  Saudita e Iran (del 1978)

 

Nel 1946 la compagnia petrolifera statunitense Aramco  (Arabian-American Oil Company) scoprì nuovi giacimenti petroliferi in Arabia Saudita.  Il Paese,  retto da una monarchia assoluta,  si legò politicamente agli USA che ne sfruttarono le nuove cospicue fonti di ricchezza e ne fecero un punto strategico basilare per la loro politica di controllo del Medio Oriente.  In Iran fin dal 1908,  l’Inghilterra aveva scoperto e sfruttato il petrolio con l’appoggio della monarchia regnante.  Lo sfruttamento inglese continuò anche sotto la dinastia dei Pahlavi,  al potere dal 1925.  Nel 1951 il primo ministro Mossadeq,  uomo politico progressista tentò di rendere indipendente l’economia del Paese dall’Imperialismo Europeo,  nazionalizzando l’industria del petrolio,  ma le forze militari,  appoggiate dagli Anglo-Americani,  interruppero il nuovo corso e riportarono al potere lo Scià.  Reza Pahlavi,  che cedette alle compagnie petrolifere statunitensi,   la gestione di una parte del petrolio Iraniano.  Lo Scià represse duramente le forze progressiste e nazionaliste del Paese instaurando una forma anacronistica di potere assoluto.  Ma nel gennaio 1978 ha avuto inizio la cosiddetta rivoluzione islamica contro il crudele dispotismo dello Scià e l’asservimento economico degli Stati Uniti.  Lo scià,  dopo una serie di tentativi violenti di repressione che hanno causato migliaia di morti,  nel gennaio del 1979, è stato costretto a lasciare l’Iran,  dopo quindici anni di esilio è rientrato l’Ayatollah Khomeini,  capo spirituale e politico della rivoluzione che ha instaurato un regime caratterizzato di fanatismo nazionalistico e religioso.  Lo scià trovava riparo prima negli Stati Uniti,  e quindi in Egitto dove è morto nel 1980.  La vicenda iraniana ha toccato direttamente gli interessi del caqpitalismo statunitense,  in un settore,  quello petrolifero,  di fondamentale importanza per il mantenimento del sistema produttivo in tutto il mondo,  epertanto ancora oggi la situazione è piena di incertezze  preoccupanti.

22/05/2026

 

ARABIA E ISRAELE

 

Dopo la fine della prima guerra mondialòe,  la Società delle Nazioni,  aveva assegnato all’Inghilterra la Palestina,  in vista della costituzione di uno stato ebraico indipendente.  Perciò l’Inghilterra favorì l’immigrazione in Palestina di Ebrei provenienti da tutto il mondo. Questo flusso  migratorio si intensificò dopo la seconda guerra mondiale,  ma trovò l’ostilità delle popolazioni indigene arabo-palestinesi che si videro progressivamente spodestate dalle comunità ebraiche.  Malgrado il conflitto latente tra Ebrei e Palestinesi,  nel 1948 scaduto il mandato inglese,  il consiglio Nazionale Ebraico,  guidato da David Ben Gurion, proclamò la nascita dello Stato di Israele.  In conseguenza di ciò,  ebbe inizio un doloroso esodo di Arabo-Palestinesi che si ritrovarono stranieri nella propria terra:  da allora oltre tre milioni di essi si rifugiarono nei campi per profughi presso gli Stati Arabi confinanti. Intanto nasceva l’organizzazione per la liberazione della Palestina,  che iniziava azioni di guerriglia contro lo Stato di Israele.  Scaturiva così  da questa situazione il conflitto tra Paesi Arabi e Israele,  i primi con l’appoggio dell’URSS,  il secondo con quello degli Stati Uniti.  Le motivazioni di fondo di questo conflitto erano legati agli interessi imperialistici,  sul petrolio del Medio Oriente e all’importante questione dei profughi Palestinesi.  Una posizione di guida tra i Paesi Arabi assunse l’Egitto,  dove nel 1952 il re Faruk veniva deposto da Gamal Abd el Nasser,  che proclamava la Repubblica divenendone presidente.  Nasser nel 1956 nazionalizzò il canale di Suez,  fino ad allora gestito con immensi profitti, da una compagnia Anglo-francese: la sua decisione provocò l’attacco armato  Francia e Inghilterra,  che vedevano così tramontare il loro potere coloniale in Medio Oriente.  Accanto alle due nazioni europee si schierò Israele che sferrò un fulmineo attacco contro le difese egiziane nel Sinai.  Fu la prima delle numerose guerre arabo-israeliane,  interrotta dopo pochi giorni dall’intervento dell’ONU,  che sotto le pressioni statunitensi e sovietiche impose ad Israele di lasciare i territori conquistati e a Francia e Inghilterra di abbandonare le loro velleità di intervento in Medio Oriente.  Nel 1967 il conflitto riesplose con la cosiddetta guerra dei sei giorni:  fu Israele ad attaccare improvvisamente l’Egitto,  la Giordania e la Siria,  mostrando al mondo l’efficienza del suo apparato militare,  creato in così poco tempo,  grazie agli aiuti americani,  Israele estese le sue frontiere fino al canale di Suez e al Giordano.  Nel 1973 l’Egitto,  dove nel frattempo era morto Nasser ed era stato eletto presidente della Repubblica Anwar el Sadat e la Siria ripresero le ostilità (guerra del Kippur,  la massima festa religiosa ebraica ricorrendo la quale fu sferrato l’attacco).  Israele riusci a bloccare l’offensiva araba,  ma le gravi perdite che subì fecero crollare il mito della sua invincibilità.  Dopo di allora,  gli Stati Uniti  hanno favorito un avvicinamento tra Egitto e Israele,  sia per sottrarre l’Egitto all’influenza sovietica,  sia per tutelare meglio in un clima di pace i loro interessi economici in tutto il Medio Oriente:  si giunse così al trattato di pace di Camp David,  stipulato tra Egitto e Israele nel marzo del 1979.

IL VANGELO SECONDO LUCA SESTA PARTE

05/05/2026

 

 

Sempre dal capitolo dodici.

  VIGILANZA

Siate pronti con le cinture ai fianchi e le luci accese;  siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze,  per aprirgli subito appena arriva e bussa.  Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli;  in verità vi dico,  si cingerà le sue vesti,  li farà mettere a tavola e passerà a servirli.  E se,  giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba,  li troverà così, beati loro!  Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro,  non si lascerebbe scassinare la casa.  Anche voi tenetevi pronti,  perché il Figlio dell’ uomo,  verrà nell’ora che non pensate.  Allora Pietro disse:  “Signore,  questa parabola la dici per noi o anche per tutti?” Il Signore rispose: Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio,  che il Signore porrà a capo della sua servitù,  per distribuire a tempo debito la razione di cibo?  Beato quel servo che il padrone,  arrivando,  troverà al suo lavoro. In verità vi dico,  lo metterà a capo di tutti i suoi averi.  Ma se quel servo dicesse in cuor suo:  Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare,  a bere e a ubriacarsi,  il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa e lo punirà con rigore assegnandogli il  posto tra gli infedeli.  Il servo,  che conoscendo la volontà del padrone,  non avrà disposto o agito secondo la sua volontà,  riceverà molte percosse;  quello invece che,  non conoscendola,  avrà fatto cose meritevoli di percosse,  né riceverà poche. A chiunque fu dato molto,  molto sarà chiesto;  a chi fu affidato molto,  sarà richiesto molto di più.  Sono venuto a portare il fuoco sulla terra;  e come vorrei che fosse già acceso!  C’è un battesimo che devo ricevere;  e come sono angosciato,  finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No,  vi dico,  ma la divisione.  D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre;  padre contro figlio e figlio contro padre;  madre contro figlia e figlia contro madre,  suocera contro nuora e nuora contro suocera”.  Diceva ancora alle folle:  “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia,  e così accade.  E quando soffia lo scirocco,  dite:  Ci sarà caldo,  e così accade.  Ipocriti !  Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo,  come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con l’avversario davanti al magistrato,  lungo la strada procura di accordarti con lui,  perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione.  Ti assicuro,  non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”.

06/05/2026

 

Capitolo tredici.

NECESSITÁ DELLA PENITENZA

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei,  il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.  Prendendo la parola,  Gesù rispose: ” Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei,  per aver subito tale sorte?  No,  vi dico,  ma se non vi convertite,  perirete tutti allo stesso modo.  O quei diciotto,  sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise,  credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No,  vi dico,  ma se non vi convertite,  perirete tutti allo stesso modo”.

IL FICO STERILE

Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti,  ma non ne trovò.  Allora disse al vignaiolo:  Ecco,  sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico,  ma non ne trovo.  Taglialo.  Perché deve sfruttare il terreno?  Ma quegli rispose: Padrone,  lascialo ancora quest’anno,  finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto  per l’avvenire;  se no,  lo taglierai”.

07/05/2026

GUARIGIONE IN GIORNO DI SABATO

Una volta stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato.  C’era una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma;  era curva e non poteva drizzarsi in alcun modo.  Gesù la vide,  la chiamò a sé e le disse: “Donna,  sei libera dalla tua infermità”,  e le impose le mani.  Subito quella si radrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga,  sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse:” Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare,  in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato”.   Il Sognore replicò: ” “Ipocriti,   non scioglie forse,  di sabato,  ciascuno di voi il bue e l’asino dalla mangiatoia,  per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo,  che satana ha tenuto legata diciotto anni,  non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”.  Quando Egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano,  mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da Lui compiute.

 

08/05/2026

PARABOLETTE

Diceva dunque:”A che cosa è simile il regno di Dio,  e a che cosa lo rassomiglierò?  È simile a un granellino di senapa,  che un uomo ha preso e gettato nell’orto;  poi è cresciuto è diventato un arbusto,  e gli uccelli del cielo si sono posati sui suoi rami”.  E ancora:  A che cosa rassomiglierò il regno di Dio? È simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina,  finché sia tutta fermantata.

Annalisa  È così anche la nostra fede:  ne basta pochissima per farla crescere sempre;  bisogna custodirla come un gioiello sacro e lei crescerà senza misura,  poi ne raccoglieremo i frutti perché ci farà sentire sempre più vicino a  Dio al suo segno di benevolenza infinita.

09/05/2026

IL NUMERO DEGLI ELETTI

 

Passava per città e villaggi,  insegnando,  mentre era in cammino verso Gerusalemme,  Un tale gli chiese:” Signore,  sono pochi quelli che si salvano?”.  Rispose: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta,  perché molti, vi dico,  cercheranno di entrarvi,  ma non ci riusciranno.  Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta,  rimasti fuori,  comincerete a bussare alla porta,  dicendo: Signore aprici.  Ma Egli vi risponderà:  Non vi conosco,  non so di dove siete.  Allora comincerete a dire:  Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza,  e tu hai insegnato nelle nostre piazze.  Ma egli dichiarerà:  Vi dico che non so di dove siete.  Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo,  Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.  Verranno da Oriente e da Occidente,  da Settentrione e da Mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.  Ed Ecco,  ci sono alcuni tra gli uomini che saranno i primi e alcuni tra i primi che saranno gli ultimi”.

11/05/2026

 

OSTILITÁ  DI  ERODE

In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli:” Parti e vattene via di qui,  perché Erode ti vuole uccidere”.  Egli rispose:” Andate a dire a quella volpe:  Ecco,  io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani;  e il terzo giorno avrò finito.  Però è necessario che oggi,  domani e il giorno seguente io vada per la mia strada,  perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.  Gerusalemme,  che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te,  quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!  Ecco,  la vostra casa sta per essere lasciata deserta!  Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte:  Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

12/05/2026

Capitolo 14

L’IDROPICO GUARITO

In sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico.  Eivolgendosi ai capi della legge e ai farisei Gesù disse:” È lecito o no curare di sabato?”.  Ma  essi tacquero.  Egli lo prese per mano,  lo guarì e lo congedò.  Poi disse:” Chi di voi,  se un asino o un bue gli cade nel pozzo,  non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?”. E non potevano rispondere nulla a queste parole.

LEZIONI DI UMILTÁ

Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti,  disse loro una parabola:” Quando sei invitato a nozze da qualcuno,  non metterti al primo posto,  perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti:  Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto.  Invece quando sei invitato,  va’ a metterti nell’ultimo posto,  perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico,  passa più avanti.  Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.  Perché chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Disse poi a colui che l’aveva invitato:  Quando offri un pranzo o una cena,  non invitare i tuoi amici,  né i tuoi fratelli,  né i tuoi parenti,  né i ricchi vicini,  perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.  Al contrario,  quando dai un banchetto,  invita poveri,  zoppi,  storpi,  ciechi:  e sarai beato perché non hanno da ricambiarti.  Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.

13/05/2026

PARABOLA DEL CONVITO

 

Uno dei commensali,  avendo udito ciò gli disse:” Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!”  Gesù rispose:” Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.  All’ora della cena,  mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite,  è pronto.  Ma tutti all’unanimità,  cominciarono a scusarsi.  Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo:  ti prego,  considerami giustificato.  Un altro disse:  Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli;  ti prego,  considerami giustificato.  Un altro disse:  ho preso moglie e perciò non posso venire.  Al suo ritorno il servo riferì tutto al padrone.  Allora il padrone di casa,  irritato,  disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie delle città e conduci qui poveri, storpi,  ciechi e zoppi.  Il servo disse: Signore,  è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto.  Il padrone allora disse al servo:  Esci per le strade e lungo le siepi,  spingili a entrare,  perché la mia casa si riempia.  Perché vi dico:  nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”.

14/05/2026

PER SEGUIRE GESÚ

Siccome molta gente andava con lui,  egli si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre,  sua madre,  la moglie,  i figli,  i fratelli,  le sorelle e perfino la propria vita,  non può essere mio discepolo.  Chi non porta la propria croce a non viene dietro di me non può essere mio discepolo.  Chi di voi,  volendo costruire una torre,  non si siede prima a calcolarne la spesa,  se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che,  se getta le fondamenta e non può finire il lavoro,  tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:  Costui ha iniziato a costruire,  ma non è stato capace di finire il lavoro.  Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re,  non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?  Se no,  mentre l’altro è ancora lontano gli manda un’ambasceria per la pace.  Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi  averi,  non può essere mio discepolo.  Il sale è buono,  ma se anche il sale perdesse il suo sapore,  con che cosa lo si salerà?  Non serve né per la terra né per il concime e così l0 buttano via.  Chi ha orecchi per intendere intenda”.

 

PER I RAGAZZI QUATTRO

04/05/2026

 

 

LA MADRE

di Giuseppe Ungaretti

 

E il cuore quando d’un ultimo battito

avrà fatto cadere il muro d’ombra,

Per condurmi,  Madre,  fino al Signore,

come una volta mi darai la mano.

In ginocchio,  decisa sarai una statua

davanti all’Eterno,  come già ti vedeva

quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,

Come quando spirasti dicendo:

Mio Dio eccomi.  E solo quando

m’avrà èerdonato,  ti verrà desiderio di

guardarmi.  Ricorderai di avermi atteso

tanto,  e avrei negli occhi un rapido sospiro.

PROSA

Nell’ansia dell’uomo che avverte lo scorrere del tempo e il peso di una condizione umana di solitudine e di delusione,  la figura materna si pone come mediatrice  di salvezza,  che ricorda le ore e la sicurezza dell’infanzia.  La madre si rivolge con una preghiera intensa e piena di fiducia a Dio,  implorando per lui il perdono delle colpe.  Severa,  ma piena di affetto come quando fu in vita,  attenderà il giudizio della misericordia divina, prima di rivolgersi al figlio ed esprimergli tutto il suo amore. Quando il mio cuore col suo battito avrà fatto cadere il limite che separa la vita dall’eternità,  tu madre mi prenderai per mano, come quando ero fanciullo per condurmi fino al Signore…

E.  Lasagna