LETTERATURA ANTICA E MODERNA DUE

11/02/2026

Questa era la dimora del poeta Gabriele D’annunzio.  Ora diventata museo pubblico a Gardone Riviera (sul lago di Garda)

 

Elena  Oggi è stata una giornata molto impegnativa;  ringrazio di cuore Il dott. Robert,  Linda,  Alessandro e Federica.

12/02/2026

Elena  Sì,  entro oggi vi preparerò la prosa di un’altra poesia di S. Quasimodo.

“Lettera alla madre”.

“Mater dulcissima,  ora scendono le nebbie,  il Naviglio urta confusamente contro le dighe,  gli alberi si gonfiano d’acqua,  bruciano di neve.  Non sono triste nel nord,  non sono in pace con me,  ma non aspetto il perdono da nessuno;  molti mi devono lacrime da uomo a uomo.  So che non stai bene, che vivi,  come tutte le madri dei poeti povera e giusta nella misura d’amore per i figli lontani.  Oggi sono io che ti scrivo ” Finalmente dirai,  due parole di quel ragazzo che fuggì di notte,  con un mantello corto e alcuni versi in tasca.  Povero,  così pronto di cuore,  lo uccideranno un giorno in qualche luogo.  “Certo,  ricordo fin da quel grigio scalo di treni lenti che portavano mandorle, e  fichi alla foce dell’Imera,  il fiume pieno di gazze  di sole e di eucaliptus.  Ma ora ti ringrazio,  questo voglio, dell’ironia che hai messo sul mio labbro mita come la tua.  Quel sorriso mi ha salvato da pianti e da dolori;  e non importa se ora ho qualche lascrima per te,  per tutti quelli come te che aspettano e non sanno che cosa.  Oh gentile morte,  non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro,  tutta la mia infanzia è passata sullo smalto del suo quadrante,  su quei fiori dipinti :  non toccare le mani e il cuore dei vecchi!  Ma forse qualcuno risponde?  Oh morte di pietà,  morte di pudore!  Addio cara,  addio mia dulcissima mater.

 

PROSA

Spinto dall’angoscia per la madre malata,  il poeta decide di rispondere  ad una delle sue lettere.  Inizia parlando del paese in cui vive,  delle nebbie del nord,  del fiume burrascoso,   degli alberi sbiancati dalla neve e spezzati dal gelo.  Nonostante questi scenari diversi dal paese in cui viveva da piccolo fino alla sua maggiore età,  dice che non è triste nel nord,  ma non è in pace con se stesso.  Molti gli devono lacrime da uomo a uomo,  per i torti subiti e l’amarezza a causa di chi non l’ha capito.  Ma non si aspetta che nessuno gli porga le scuse;  l’uomo così inorgoglito e superbo,  non si abbasserà mai a chiedere scusa a un poeta squattrinato.  Poi il pensiero va alla madre,  si rammarica per non avere scritto prima e per non essere diventato ricco ,  per non averle dato una vita più dignitosa. Lei che ha vissuto solo per i figli lontani.  Poi il poeta immagina che lei risponda alle sue parole:  e con un lampo di gioia negli occhi ricorderà quel ragazzo  che tanto tempo fa se ne andò di casa con pochi spiccioli e qualche verso in tasca.  Lei preoccupata perché aveva paura che in quel mondo a lui sconosciuto si fosse trovato male e anche nei guai,  per il suo buon cuore e per la sua ingenuità.  Ora lui la ringrazia per avergli insegnato l’ironia come difesa.  Poi si sente addolorato per non averle scritto prima e non vorrebbe che morisse senza che prima possaleggere la sua lettera.  Egli implora la sorte perché l’orologio del tempo non smetta di andare avanti,  ricordandosi del vecchio orologio appeso al muro della sua stanza e cerca di capire pregando se Iddio gli dà una risposta,  ma forse con la sua poca fede non riesce a sentire la sua voce o il suo pensiero e  rassegnato dice:  la morte a volte ci toglie dalle ingiustizie e dalla sofferenza che la vita ci assegna;  e la saluta con un ultimo addio.

 

Annalisa  Ma questa prosa fa rabbrividire tanto è commovente;  è bellissima!  Perché non fai la prosa anche della tua poesia che hai dedicato a tua madre?  “Canto alla madre”?

Elena  Taci, taci,  che la dovevo fare l’anno scorso poi ho portato avanti e se non facciamo rumore andiamo avanti ancora.

LETTERATURA ANTICA E MODERNA

04/01/2026

 

 

 Se leggerai  con passione le pagine qui

dentro, potrai provar grande emozione

ma ancora più dolce sarà l’incanto!

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MARCO     Tutte le tue prose e le tue relazioni di storia me le ha fregate il prof. di Italiano.  Adesso però avrei bisogno delle spiegazione di un capolavoro di Aessandro Manzoni “I promessi sposi”  Dai promessi sposi,  “Questo matrimonio non s’ha da fare”  Grazie!  Mille volte anche per lui.

 

Elena  Mi fa piacere.  Come abbiamo detto  il racconto non contiene  solo la descrizione dell’incontro di don Abbondio con i Bravi,  ma già anticipa i temi principali del romanzo,  e il nuovo stile di Manzoni narratore.  Egli,  fin dalle prime pagine, ci si rivela con atteggiamento bonario,  come di chi ha una più serena visione della vita,  ed è disposto a comprendere meglio i difetti degli uomini.  La figura di Don Abbondio,  già appare in una luce tutta negativa,  eppure c’è nel narratore,   con lo sdegno di chi,  riferendosi ad astratti principi di bene assoluto,  condanna chi lo trasgredisce,  bensì,  la convinzione che la viltà di Don Abbondio che lo fa venir meno ai propri doveri sia anche determinata dalla condizione storico-sociale.  Ecco infatti che Manzoni ci descrive la società del seicento,  società corrotta,  dove il potere ha sempre la meglio,  perché la giustizia viene amministrata dall ‘aristocrazia e questa,  non curandosi delle leggi,  che pare siano numerosissime e non tralasciano di stabilire pene severissime per ogni colpa,  tende solo a difendere i propri privilegi di classe.  Ecco dunque una società in cui ogni individuo tende ad associarsi ad altri,  per potersi difendere e poter a sua volta esercitare,  impunito ,  delle prepotenze.  Alla luce di queste considerazioni,   le colpe di Don Abbondio vengono considerate con benevolenza,  perché il povero curato conosce bene le leggi della società,  e sa che è meglio inchinarsi ai potenti;  di conseguenza egli ha impostato tutta la sua vita all’insegna della sottomissione al più forte.

Emerge una figura meschina,  senza dubbio,  un carattere ambiguo e servile,  che tende sempre a scaricare sugli altri le responsabilità;  che non assume posizioni a favore dei più deboli,  che solo contro questi sa essere forte, che aspira,  ad onta del suo sacerdozio,  ad una vita tranquilla e comoda.  Eppure si ha l’impressione che don Abbondio sia,  come altri,  vittima delle iniquità e delle sopraffazioni di quel periodo storico che va sotto il nome di “Dominazione spagnola”.

Elena L.

Marco  Grazie zietta ti amo.

05/02/2026

Elena  Come mi hai chiesto ieri sera,  ho già preparato la prosa di  “Rio Salto”,   (un’altra poesia del Pascoli.)

RIO SALTO  (prosa)

Questa poesia descrive un sogno ad occhi aperti,  Rio Salto è il ruscello che scorreva vicino alla sua abitazione. Piove a dirotto, e il rumore dell’acqua che batte contro la grondaia della sua casa,  suscita nella fantasia del poeta,  la visione di cavalieri chiusi nelle loro corazze luccicanti (cavalli pregiati da corsa riccamente bardati,  che venivano usati dai cavalieri nei viaggi oppure nelle cerimonie),  si allontanano al galoppo verso la valle fonda, lungo le rive del Rio Salto.  Il suo fantasticare lo porta lontano,  e si bea di questo stato euforico che lo trascina verso una realtà non troppo lontana e felice.  Ma cessati i rumori del temporale,  anche le immagini fantastiche si dileguano come la luce tremolante per il vento,  andava ad offuscarsi  piano piano verso una realtà diversa ma non meno bella di allora,  appaiono i rumori abituali,  si presenta al poeta,  qual è bella anch’essa non meno di un sogno:  è quella infatti della sua terra natia e i pioppi stormiscono lungo le sponde antiche del fiume!  Questa poesia fu scritta prima della morte del padre e del fratello;  quando ancora nella sua casa si viveva un’aria di felicità,  per la famiglia riunita.

06/02/2026

Prosa della poesia di Giacomo Zanella “Il mezzogiorno in campagna”.

 

Il poeta è una grande ammiratore della natura e delle sue bellezze,  sa osservare i vari aspetti e momenti,  e ritrarne con pennello di artista infinite e delicate sfumature. In questo sonetto,  dominano nella calma meridiana della campagna,  due personaggi: il mendico e il pollo.  Essi sono ravvicinati nel comune atto istintivo di soddisfare la propria fame.  A mezzogiorno il povero si ripara dal caldo, all’ombra di un vecchio noce,  e chiede la carità alla massaia,  mentre il cane abbaia difronte allo sconosciuto.  La donna caritatevole,  lascia per un momento la sua cucina, e offre al mendico un pezzo di pane.  Il povero mangia con avidità;  ma altri due aspettano qualcosa da quel pane:  la gallina e il pollo,  il quale si allunga tutto pur di arrivare alla briciola caduta in terra.

 

La prosa e la spiegazione dell’Inno “Fratelli D’ Italia”.

Goffredo Mameli compose l’inno fratelli D’Italia in quel clima di entusiasmo e di speranza che si era diffuso anche a Genova nel settembre del 1847,  in seguito alle riforme effettuate da Pio IX nello Stato Pontificio.  L’inno musicato dal genovese Michele Novaro,  divenne ben presto così popolare che tutti i patrioti lo impararono a memoria e lo cantarono sui campi di battaglia del 1848-49.  Così scrisse Giosuè Carducci:  ” Io ero ancora fanciullo,  ma queste magiche parole,  anche senza la musica,  mi mettevano i brividi per tutte le ossa.  E anche oggi,  ripetendole,  mi si inumidiscono gli occhi”. L’inno è un ardente invito agli italiani perché si uniscano,  nella fratellanza,  nella speranza e nel ricordo delle glorie passate,  combattano contro lo straniero, che calpesta il suolo sacro della Patria.

 

L’Italia s’è desta:  si è svegliata dal torpore provocato dalla dominazione straniera.

Scippio : P.  Cornelio Scipione era il grande generale romano ,  vincitore di Annibale nella battaglia di Zama.

S’è cinta la testa:  si è circondata la testa,  indossando l’elmo per combattere.

“Le porga la chioma”: la Vittoria porga la chioma all’Italia,  perché questa possa afferrarla.

 

07/02/2026

 

Auguro a tutti un sereno e gioiso weekend.

09/02/2026

E’ pericoloso far notar troppo all’uomo quanto egli sia simile alle bestie,  senza mostrargli la sua grandezza.  È anche pericoloso mostrargli la sua grandezza senza la sua piccolezza.  È ancora più pericoloso lasciargli ignorare l’una e l’altra.  Ma è molto utile mettergli davanti l’una e l’altra.  Se egli si vanta io l’umilio,  se egli si umilia,  io lo innalzo e lo contraddico sempre finché capisca che egli è un mostro incomprensibile!  (molti uomini quando voglono qualcosa di impossibile fanno così con il loro prossimo).

Difficile indagare l’anima umana:  difficile giudicare un uomo.  A volte uomini magnanimi hanno meschinerie e talora macchie perfino inconfessabili;  mentre a volte uno spiraglio illumina di luce improvvisa anche la coscienza  più tempestosa e nera… Misteri dell’anima umana,  in cui soltanto Dio riesce a leggere.

10/02/2026

Elena   Ragazzi,  ma,  io non ho difficoltà a fare le prose di ogni genere,  però mentre ci siete,  cercate delle poesie più belle;  avrei più soddisfazione anch’io.  Non che queste siano brutte,  ma sono tristi.

EUGENIO MONTALE     “Meriggiare pallido e assorto!

 

Meriggiare pallido e assorto,

presso un rovente muro d’orto

ascoltare tra i pruni e gli sterpi

schiocchi di merli e frusii di serpi

Nelle crepe del suolo e sulla veccia

spiar di file di rosse formiche,  c’hora si rompono

ed ora s’intrecciano,  a sommo di minuscole biche

Osservare tra frondi il palpitare lontano

di scaglie di mare,  mentre si levano tremuli scricchi

di cicale dai calvi picchi.

 

PROSA

Elena L.

 

In questa poesia spicca il profondo e disperato pessimismo del poeta nei confronti della vita e del senso dell’esistenza umana.  L’angoscioso senso di vuoto che avverte chi è nato per scoprirsi sconfitto  (cioè tutta l’umanità) viene reso anche con il linguaggio scarno,  ridotto all’essenziale,  fino ad apparire oscuro.  La fatica del vivere è resa felicemente dalla struttura stilistica del componimento,  nel quale si trova un infinito di ogni periodo (meriggiare,  ascoltare, osservare,  spiare,  sentire);  ciò determina una pesante monotonia ritmica nelle notazioni del paesaggio che riempiono disordinatamente le tre quartine iniziali:  notazioni rapide e secche,  aride,  come è rapida e arida la vita dell’uomo.  E l’ultima strofa dà un senso compiuto alla premessa descrittiva:  non resta che una triste meraviglia in chi per tutta la vita è condannato a seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.  Ne pensiero di Montale,  questa muraglia rappresenta l’impossibiltà per il poeta, e per tutti gli uomini,  di superare i limiti posti dal destino al desiderio di raggiungere l’infinito…

 

Marco  Un’altra prosa di “Salvatore Quasimodo in : “Ed è subito sera”.

Elena  Ma quante ne volete?  Ne ho già fatte cinque di questa poesia,  tutte diverse, ma ovviamente con lo stesso significato.  E vada per l’ultima.

Ed è subito sera Prosa  (sesta versione)

Questa poesia elegante,  raffinata,  esprime l’amore,  il rimpianto delle cose perdute e il tormento del dolore umano.  Elena L.

 

 

RISPOSTE AI LETTORIQUARANTADUE CENTOSESSANTESIMA PARTE

03/01/2026

 

 

Sono Alessandra,  Mia figlia ha smesso di allattare il bambino perché è affetta da mastite;  che cos’è esattamente?  Si guartisce?  Ti ringrazio.

 

Elena  La mastite è una condizione  flogistica della mammella a decorso acuto o cronico. La mastite acuta si verifica nelle prime settimane di allattamento,  (si chiama esattamente :  mastite puerperale) in seguito a penetrazione di germi o ragadi attraverso il capezzolo e i condotti galattofori;  nel primo caso si ha una linfangite,  e poi una mastite interstiziale  essendo interessato lo stroma.  Nella seconda si ha una mastite parenchimatosa o ghiandolare.  Il processo può rimanere circoscritto (ascesso mammario o mastite purulenta) o può estendersi in tutto l’organo. (mastite totale o panmastite).  In ogni caso la mammella colpita presenta una tumefazione,  circoscritta o diffusa, dolente: inoltre si ha febbre, linfadenite, ecc.  malessere generale,  fuoriuscita di pus dal capezzolo, insieme al latte,  Il decorso è lungo e ostacola l’allattamento.  Si cura con antibiotici e spesso con incisione chirurgica con drenaggio.  La mastite cronica è causata da germi piogeni,  e presenta una sintomatologia analoga alla precedente.

Annalisa  Sono  andata dal medico perché ho gli occhi che mi lacrimano spesso e poi mi bruciano,  ecc.  lui mi ha detto che ho la cistite,  come può essere?

Elena  Sì,  hai la cistite agli occhi.  Si chiama dacriocistite ed è un’infiammazione del sacco lacrimale causata,  da streptococco o da pneumococco,  quasi sempre secondaria o ostruzione delle vie lacrimali. Nei bambini la dacriocistite, è una complicazione della dacriostenosi congenita;  negli adulti,  invece, può seguire a trauma nasale,  rinite ipertrofica,  polipi della mucosa,  ipertrofia dei turbinati inferiori,  ecc.  La dacriocistite acuta è caratterizzata da dolore,  rossore ed edema locali,  congiuntivite,  blefarite,  dacrioblenorrea,  e a volte da febbre e leucocitosi.  La dacriocistite cronica dà un lieve rigonfiamento del sacco lacrimale,  che in alcuni casi può presentarsi disteso per la presenza di una raccolta purulenta,  chiamata ascesso lacrimale o flemmone del sacco.

 

10/02/2026

Elena  Mi hanno chiesto che cos’è l’interferone.

È una proteina efficace,  prodotta da cellule animali,  capace di prevenire e di bloccare la riproduzione intracellulare dei virus.  La produzione di interferone è indotta dall’ingresso nella cellula sia di virus attivi,  sia di virus inattivati al calore o mediante trattamento con raggi ultravioletti.  L’interferone svolge certamente un ruolo di grande importanza nel processo di guarigione delle malattie da virus.  Esso condizionerebbe inoltre,  il grado di virulenza di un virus.  In pratica,  l’interferone avrebbe una funzione coplementare rispetto agli anticorpi,  i quali mentre rappresentano un valido mezzo di difesa contro l’attecchimento delle infezioni virali,  hanno però un’influenza modesta sul meccanismo di guarigione delle infezioni in atto.  Esistono tre tipi di interferone:  alfa,  beta  e gamma,  sintetizzati da cellule diverse  delle linee linfocitarie e fibroblastiche.  L’ultimo è chiamato anche interferom-immune.  Il ruolo biologico dell’interferone,  è stato per un certo tempo interpretato esclusivamente in funzione della sua attività antivirale,  mentre la maggior parte degli studiosi, ritiene che la produzione di interferone sia un articolare meccanismo di reazione delle cellule ad agenti dannosi di varia natura e che l’azione antivirale rappresenti un aspetto importante ma solo parziale di tale reazione.  La scoperta degli effetti antivirali dell’interferone ha comunque suggerito la possibilità di un suo impiego terapeutico  nelle infezioni da virus,  ma numerose difficoltà ne hanno reso  a lungo impossibile l’utilizzazione clinica.  Solo dopo numerosi esperimenti in laboratoro,  hanno cominciato ad essere disponibili i primi preparati commerciali a base di “Alfa, e Gamma  Interferon,  non privi comunque di effetti collaterali importanti come :  febbre,  astenia,  ecc.

 

IL VANGELO SECONDO LUCA QUARTA PARTE

30/01/2026

 

N.B.  Io sto scrivendo il vangelo così com’è,  perché mi è stato detto di fare così,  perché i vangeli non si possono scrivere diversamente,  ed ho pensato : sarà  proprio perché ognuno deve trarre conclusioni con la propra testa! Molte persone non ce l’hanno e senz’altro faceva piacere loro di vedere come è scritto l’originale.

Dal capitolo nove:  IL RITORNO DEGLI APOSTOLI

10 Al loro ritorno,  gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e li portò in una città chiamata Betsàida.  11  Ma le folle lo seppero e lo seguirono.  Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. 12 Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo:”Congeda la folla,  perché vada nei villaggi e nelle campagne d’intorno per alloggiare e trovar cibo,  poiché qui siamo in una zona deserta”.

Moltiplicazione dei pani

Gesù disse loro: “Dategli voi stessi da mangiare”.  Ma essi risposero: “non abbiamo che cinque pani e due pesci,  a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente”.  14  C’erano infatti circa cinquemila uomini.  Egli disse ai discepoli:” Fateli sedere per gruppi di cinquanta”.  15 Così fecero e l’invitarono a sedersi tutti quanti.16  Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo,  li benedisse,  li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17  Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.

SPIEGAZIONE O COMMENTO

Il significato di questo vangelo,  del miracolo dei pani e dei pesci,  viene dalla capacità di sapere accogliere tutti,  di dimostrare l’amore di Dio anche in questi momenti di povertà,  non si mandano via  le persone solo perché non vogliamo ospitarle a nostre spese;  così non si manifesta l’amore di Dio,  ma si pensa solo a se stessi.  Invece Gesù,  allarga le braccia e benedice quel poco che c’è facendolo non solo  bastare per tutti e ne rimase molto ancora.  Quello che rimase è anch’esso amore perché Lui non lesinò con la volontà di dare al suo prossimo da mangiare e amore;  perché il  dare è amore. E se noi non siamo capaci di moltiplicare il pane e i pesci,  e da noi non c’è niente da mangiare,   non  dobbiamo avere paura ad ospitarli ugualmente e allargare le nostre braccia per mostrare loro il nostro amore che è privo d’interesse e di altre speculazioni.

 

Confessione di Pietro

18 Un giorno,  mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui,  pose loro questa domanda: “Chi sono io secondo la gente?”.19  Essi risposero: “Per alcuni Giovanni il Battista,  per altri Elia,  per altri uno degli antichi profeti che è risorto”.  20  Allora domandò: “Ma voi chi dite che io sia?”.  Pietro prendendo la parola,  rispose: “Il Cristo di Dio”. 21 Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. 22 ” Il Figlio dell’uomo,  disse,  deve soffrire molto,  essere riprovato dagli anziani,  dai sommi sacerdoti e dagli scribi,  essere messo a morte e risorgere il terzo giorno”.

Abnegazione cristiana

23 E a tutti diceva:  “Se qualcuno vuol venire dietro a me,  rinneghi se stesso,  prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. 24 Chi vorrà salvare la propria vita,  la perderà,  ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.  25 Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero,  se poi si perde o rovina se stesso? 26 Chi si vergognerà di me e delle mie parole,  di lui di vergognerà il Figlio,  dell’uomo,  quando verrà nella gloria sua del Padre e degli angeli santi.  27 In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti,  che non morranno prima di aver visto il regno di Dio”.

02/02/2026

 

Trasfigurazione:

 

28 Circa otto giorni dopo questi discorsi,  prese con sé Pietro,  Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29 E mentre pregava,  il suo volto cambiò aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia 31 apparsi nella loro gloria,  e paralavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.  32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno;  tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i suoi due uomini che stavano con lui. 33 Mentre questi si separavano da lui,  Pietro disse a Gesù: “Maetro,  è bello per noi stare qui.  Facciamo tre tende,  una pe te una per Mosè e una per Elia”.  Egli non sapeva quel che diceva. 34 Mentre parlava così,  venne una nube e li avvolse:  all’entrare in quella nuba,  ebbero paura. 35 E dalla nube uscì una voce che diceva: “Questi è il figlio mio,  l’eletto; ascoltatelo”.  36 Appena la voce cessò,  Gesù restò solo.  Essi tacquero e in quei giorni non riferirono ad alcuno di ciò che avevano visto.

L’epilettico guarito

37 Il giorno seguente,  quando furon discesi dal monte,  una gran folla gli venne incontro. 38  A un tratto dalla folla un uomo si mise a gridare:” Maestro,  ti prego di volgere lo sguardo a mio figlio,  perché è l’unico che ho. 39 Ecco,  uno spirito lo afferra e subito egli grida,  lo scuote,  ed egli dà schiuma e solo a fatica se ne allontana lasciandolo sfinito. 40 Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo,  ma non ci sono riusciti”.  41 Gesù rispose:” O generazione incredula e perversa,  fino a quando sarò in voi e vi sopporterò? Conducimi qui tuo figlio”.  42 Mentre questi si avvicinava,  il demonio lo agitò per terra agitandolo con convulsioni.  Gesù minacciò lo spirito immondo,  risanò il fanciullo e lo consegnò a suo padre. 43 E tutti furono stupiti per la grandezza di Dio.

 

Predicazione della passione

Mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva,  disse ai suoi discepoli: 44 “Mettetevi bene in mente queste parole:  il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato in mano agli uomini”.  45 Ma essi non comprendevano questa frase:  per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.

03/01/2026

46  Frattanto sorse una discussione fra loro,  chi di essi fosse il più grande. 47  Alora Gesù,  conoscendo il pensiero del loro cuore,  prese un fanciullo,  se lo mise vicino e disse:  48 “Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome,  accoglie me,  accoglie colui che mi ha mandato.  Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi,  questi è grande”.  49 Giovanni prese la parola dicendo: “Maestro abbiamo visto un tale che scacciava demoni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito,  perché non è con noi,  tra i tuoi seguaci”. 50 Ma Gesù gli rispose:” Non glielo impedite,  perché chi non è contro di voi è per voi”.

Viaggio a Gerusalemme

Gesù respinto dai Samaritani

51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo,  si diresse decisamente verso Gerusalemme 52 e mandò avanti dei messaggeri.  Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio dei Samaritani per fare i preparativi per lui. 53 Ma essi non vollero riceverlo,  perché era diretto verso Gerusalemme. 54 Quando videro ciò,  i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: ” Signore,  vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”.  55  Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 56 E si avviarono verso un altro villaggio.

 

Per seguire Gesù

57 Mentre andavano per la strada,  un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada “. 58 Gesù gli rispose:” Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi,  ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.  59 A un tratto disse: ” Seguimi”. E costui:” Signore,  concedimi di andare prima a seppellire mio padre”. Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti;  tu va’ e annunzia il regno di Dio”.  61 Un altro disse: ” Ti seguirò Signore,  ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”.  Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio.

 

CAPITOLO 10

Missione dei discepoli

1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2  Diceva loro: “La messe è molta,  ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone delle messe perché mandi operai per la sua messe. 3 Andate:  ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi: 4 non portate borsa né bisaccia né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.  5 In qualunque casa entriate,  prima dite: Pace a questa casa. ” 6 Se vi sarà un figlio della pace,  la vostra pace scenderà su di lui,  altrimenti ritornerà su di voi. 7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno,  perché l’operaio è degno della sua mercede.  Non passate di casa in casa. 8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno,  mangiate quello che vi sarà messo dinnanzi. 9 Curate i malati che vi si trovano e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio. 10 Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno,  uscite sulle piazze e dite: 11 Anche la povere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi,  noi la scuotiamo  contro di voi;  sappiate però che il regno di Dio è vicino.  12  Io vi dico che in questo giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città. 13 Guai a te,  Corazin,  guai a te,  Betsàida!  Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi,  già da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.  14 Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.  15  E tu,  Cafarnao,  sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata! 16 Chi ascolta voi ascolta me,  chi dispezza voi disprezza me.  E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato”.

04/01/2026

Il ritorno dei discepoli

17 I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore,  anche i demoni si sottomettono  a noi nel tuo nome”.  18 Egli disse: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. 19 Ecco,  io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico,  nulla vi potrà danneggiare. 20 Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi:  rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”.

Esultanza di Gesù

21 In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse:  “Io ti rendo lode. Padre.  Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.  Sì Padre,  perché così a te è piaciuto.22 Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre,  né chi è il Padre se non il Figlio e colui il Figlio  al quale lo voglia rivelare”.  23 E volgendosi ai discepoli,  in disparte disse: “Beati gli occi che vedono ciò che voi vedete. 24 Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete,  a non lo videro, e udire ciò che voi udite,  ma non l’udirono”.

Il buon Samaritano

25 Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova:” Maestro che devo fare per ereditare la vita eterna?”: 26 Gesù gli disse: Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?”. 27 Costui rispose: ” Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,  con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”.  28 E Gesù: “Hai risposto bene;  fa’ questo e vivrai”. 29 Ma quegli volendo giustificarsi,  disse a Gesù: ” E chi è il mio prossimo?”.  30 Gesù riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gérico e incappò nei briganti che lo spogliarono,  lo percossero e poi se ne andarono,  lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso,  un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. 32 Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33 Invece un Samaritano,  che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione.  34 Gli si fece vicino,  gli fasciò le ferite,  versandovi olio e vino;  poi caricatolo sopra il suo giumento,  lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35  Il giorno seguente,  estrasse due denari,  e li diede all’albergatore,  dicendo:  “Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più,  te lo rifonderò al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”. 37 Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”.  Gesù gli disse:” Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.

SPIEGAZIONE O COMMENTO

 

Quando ci capita di vedere qualcuno che ormai ha toccato il fondo,  potrebbe essere un ubriaco,  oppure dei bullizzati,  o persone che vivono ai margini della società,  spesso ci voltiamo dall’altra parte, o c’incamminiamo più velocemente per non vedere o per non entrare in situazioni poco piacevoli e poi crediamo di essere timorati di Dio,  sostenendo di avere una grande fede,  oppure ci sentiamo a posto perché andiamo tutte le domeniche in chiesa a fare la comunione.  Tutte queste cose sono degne di noi se siamo capaci di specchiarci nell’acqua limpida e non arrossire di noi stessi.  Oppure guardarci bene dentro e dirci ma chi sei?  Se per caso incontrassimo il ricco o la celebrità che ha inciampato ed è caduto,  allora ne saremmo onorati di soccorrerlo e poi vantarci sarebbe il minimo per sentirci bene,  perché esalta le nostre emozioni dell’ego.  Ma il Signore ci mette alla prova e ci svela attraverso questa parabola che non è così, che  tutti gli esseri umani sono figli suoi,  specialmente chi sta soffrendo come l’uomo aggredito della parabola.  Dio ci insegna che per essergli vicino dobbiamo entrare in empatia con chi ne ha più bisogno,   perché la bontà della pace  è  la chiave del paradiso.

 

05/02/2026

Marta e Maria

38 Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio,  e una donna di nome Marta,  lo accolse nella sua casa. 39 Essa aveva una sorella,  di nome Maria,  la quale,  sedutasi ai piedi di Gesù,  ascoltava la sua parola; 40  Marta invece era tutta presa da molti servizi.  Pertanto,  fattasi avanti,  disse:” Signore,  non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che  mi aiuti”.  41  Ma Gesù le rispose:” Marta,  Marta,  tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,  42 ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno.  Maria si è scelta la parte migliore,  che non le sarà tolta”.

Spiegazionedi Marta e Maria

 

Qui il Signore ci invita ad ascoltare le persone che sono in viaggio,  a non chiudere loro la porta in faccia ed essere dei buoni cristiani ospitandole nella nostra casa.  Potrebbero avere bisogno,  e di qualunque cosa si tratti va’ il nostro rispetto dell’ospitalità,  potrebbe essere chiunque.  Maria non ha pensato solo a se stessa,  ma si è occupata del viandante.  Marta invece aveva paura di non fare in tempo a finire ciò che stava facendo;  indaffarata sempre di più perché vedeva che Maria restava là a parlare con lo sconosciuto. Il suo egoismo la faceva indispettire così tanto da andare a lamentarsi con l’ospite di Maria.  L’uomo Gesù le disse che quello che Maria stava perdendo poi lo avrebbe riguadagnato in molto di più,   non Marta che ha rifiutato di parlare con lui ed ha indugiato sui turbamenti meschini dell’anima. Questo non mette in discussione il bisogno di ordine e concretezza di Marta,  ma la disponibilità nei confronti del prossimo al momento del bisogno.

06/02/2026

Sempre dal vangelo secondo Luca,  capitolo 8  “La parabola del seminatore”.  Si trova nella terza parte del vangelo secondo Luca,  e qui sotto la spiegazione.

 

COMMENTO

Anche in questa parabola Dio ci mette alla prova,  per vedere la nostra perseveranza  e fino a che punto  siamo vicini a Lui.   C’è chi ha una straordinaria capacià di ascoltare,  e fino a che punto noi riusciamo ad amare.  In questa parabola ci sono tre modi sbagliati di approcciarsi al Signore,  per capire il suo messaggio che ci vuole insegnare.  Questi tre modi sbagliati di seminare sono i modi in cui noi ci comportiamo con lui cioè,  dove non cresce o dove cresce e brucia il grano o si perde, significa che noi non siamo degni di essere in sintonia con lui,   non riusciamo a capire fino in fondo le sue parole perché non siamo abbastanza attenti  alle sue intenzioni profonde;  questi tre modi di seminare sono sterili come la nostra perseveranza,   la fede e il modo di stare ad ascoltare che abbiamo nei suoi confronti,  cioè distratto.  Mentre il quarto modo in cui il seminatore  sparge le sementi,  allora ci accorgiamo che è esattamente come lui ci vorrebbe e cioè nella piena fede e custodirla perchè si rinforzi  sempre.  Chi ascolta la parola di Dio e la mette completamente  a frutto,  farà sì che esso entrerà nel regno dei Cieli.

 

 

DIALOGANDO CON VOI

29/01/2026

 

29/01/2026

Daniela   Secondo te il potere di comprensione è identico a tutta la gente?

Elena  Io credo proprio di no.  Mettiamo il caso che ti venga detta o mostrata la verità di qualcosa,  e che tu la percepisca  molto rapidamente;  la tua comprensione è immediata perché è priva di barriere.   Se invece hai molte barriere e molti pregiudizi,  capirai in maniera diversa da chi barriere non ne ha.

31/01/2026

Se partirò adesso sarò di ritorno lunedi sera o martedì mattina, prima che sorga il sole. Vi porto dentro il cuore.  Ciao!

02/02/2026

 

Annalisa  Finalmente eccoci qua!  Dimmi come ti senti?  Posso immaginare,  però vorrei che tu fossi felice.

Elena  Certo che queste partenze lasciano il vuoto,  poi ci si abitua,  così ti dicono; ma in realtà non ci si abitua mai. Forse starei meglio là dove ha lasciato le sue cose,  o forse no.  Comunque cerco di essere felice cercando di ingannarmi ma anche questo io non ci riesco. La vita è bella,  meravigliosa,  ma è anche crudele. L’importante per me è essere me stessa sempre! Sapere aspettare,  ma non rinunciare mai alla speranza  che un giorno non molto lontano Io e Piter potremo lavorare insieme.

Annalisa  E il cavallo?  Ti sei accorta che sente la tua mancanza?

Elena  Certo,  quando ci si affeziona,  è così per tutti;  gli animali capiscono come le persone,  a volte di più,  Hanno una sensibilità che ti leggono dentro,  dipende qual è il rapporto che si è instaurato tra l’essere umano e l’animale.  Annalisa,  hanno suonato il campanello ti devo lasciare,  a più tardi.

Annalisa   Vorrei chiederti tante cose,  ma oggi vedo che non è giornata e non vorrei essere crudele,  quindi, le cose importanti rimandiamole a domani;  si può fare.  Come ti trovi nel paese di Linda e Robert?  Meglio là oppure lì dove abiti tu.

Elena  Là io non ho trovato una persona,  solo una che sia cattiva,  anzi,  guai per me!  Mi proteggono.  Qui dove abito ci sono quelle buone e quelle cattive,  quindi pazienza! Soddisfatta?

Annalisa  posso capire il tuo dispiacere per avere sempre Piter così lontano,  l’importante e che non succeda niente,  per il resto vi volete bene anche se siete lontani,  ma siete anche vicini con il cuore.

Elena  Quello sì,  però c’è un proverbio che dice:  “chi è causa del suo mal,  pianga se stesso”! Quando Piter era piccolo cercava sempre di imitarmi,  perché ci adoravamo,  poi crescendo io gli ho inculcato la passione per la “Missione”,  ne parlavamo sempre.  Poi nella sua famiglia,  ci sono dei militari,  e degli ecclesiastici,  quindi abbiamo fatto tombola!

Annalisa  Ora è tutto chiaro,  il perché ti senti in colpa.

03/01/2026

 

Annalisa  Che cos’è che spinge un essere umano ad essere cattivo;  che cos’è la cattiveria,  e perché si abbatte così numerose volte su persone innocenti? Si può curare?

 

Elena  La cattiveria è il male!  Viene da persone che hanno dei complessi,  o sono infelici,  oppure sono invidiose,  persone che hanno dei problemi.  Oppure la cattiveria potrebbe essere Viltà,  egoismo,  complesso di superiorità  e viene anche dalla delinquenza,  il non essere stato corretto o-a da piccoli. Sì,  si può curare se si prende in tempo,  da molto giovani;  e fare capire loro che è sbagliato questo sentimento che hanno verso le persone che loro credono deboli solo perché sono buone.

 

04/01/2026

Annalisa   Ciao dolce!  Sai che in mezzo alle notizie che ho letto stamattina,  ho visto che c’è un prete  che lascia il sacerdozio,  cosa ne pensi? Lui dice che ha avuto molti amori, e che senza una donna non può continuare per questa strada, cioè a fare il prete.

 

Elena  I sacerdoti sono uomini, e quindi degli esseri umani fatti di carne,  cuore e cervello,  (è la legge umana e fisiologica) è ovvio che ad un certo punto se qualcuno s’innamora succede l’inevitabile.  Come fanno a condannarli?  Allora con queste leggi si dovrebbe diventare sacerdoti a 85 anni,  forse allora avranno raggiunto la pace dei sensi;  oppure essere evirati da giovani,  se qualcuno lo vorrà.  Secondo me e anche secondo tanti,  i peccati non sono quelli dell’innamoramento ,  ma i peccati della carne sono quelli del vizio, (cioè quando un uomo ha tante donne) quello sì,  e sono peccato anche per chi non è un ecclesiastico.

Annalisa  Dimmi,  ti piacerebbe crescere adesso un bambino di cinque anni,  come allora?

Elena  Adesso non me lo darebbero,  ma oggi come oggi sono più vigorosa di allora;  quindi la mia risposta è sì.  Per adottare un bambino oggi però c’è da subire un calvario che non te lo immagini neanche.  Piuttosto li lasciano morire di fame.

Elena  Ragazzi sono le ventitre passate,  mi dispiace ma devo andare a dormire perché cado dal sonno.

Annalisa e Marco  Grazie per la partita a scacchi;  certo che siamo ancora indietro in confronto a te! Marco,  quasi mi vergogno!

Elena  Non bisogna essere impazienti in questo gioco,  se sarai frettoloso non imparerai mai bene;  la pazienza e la memoria un giorno ti daranno grandi risultati.

Annalisa  Posso venire domani?

o5/01/2026

Annalisa  Dimmi,  sei una donna gelosa?

Elena  No,  non lo sono mai stata,  curiosa sì,  ma gelosa mai. Curiosa sì, per vedere se indovino oppure se le cose sono solo in apparenza;  poi ognuno è libero di fare ciò che crede giusto.

Annalisa  Grazie per la partita a scacchi. Ti batterò il giorno che si chiama “Mai più”.

Elena  Ma stai scherzando?  Hai appena imparato,  vedrai che un giorno vincerai.  Ciao buona notte!

09/02/2026

Dott. Robert e Linda   Vorei  dire a quel professionista da due soldi,  che non si trattano male i pazienti perchè non avete avuto ciò che volevate sapere o vedere.  Le persone così dovrebbero cambiare mestiere!  Vi è andata bene perché la persona offesa è una  signora;  anche le signore però sanno battersi,  questo non è un avvertimento ma è una promessa.  Allenatevi bene,  perché la prossima volta Lei vi staccherà tutti i denti in una botta sola!  Ringraziate il cielo se non è già avvenuto,  anche i santi non porgono sempre  l’altra guancia!

Bisogna pensare che ci siano molte persone ignoranti e incolte lì da te perché a loro dà fastidio la tua cultura che ti sei guadagnata fin da piccola.  Che gente orribile e vuota!  La cattiveria non è certo intelligenza e cristianità! Ma da galera!  Gioite per la leggereza e per la sporcizia che vi portate dentro  e poi rallegratevi! Povero mondo!

E poi tutte quelle menzogne per ottenere poi che cosa? La menzogna è il pane degli stolti.

Annalisa  Se  ti ho chiamato “Dolce”,  ti sei offesa?  Quando ti metto un nomignolo come dolce o tesoro,  guarda che non sono gay e nemmeno bugiarda:  è un segno di affetto.

Elena  Lo so,  se ti ho scelta come amica è perché ti ho letto nel profondo e so che sei sincera.  Lo stesso è di Marco, il dirmi che mi ama non è opportunismo,  ma affetto che prova per me;  affetto sincero.  Vedi quando uno ti mette in guardia perchè dice che questi complimenti non sono leali,  è perché è lui che è così,  o lei!  Non preoccupatevi ulteriormente,  io lo sento ciò che è vero e ciò che è menzogna.

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ANNI VERSARIO DELL’APPARIZIONE DELLA BEATA VERGINE A BERNADETTE S.

 

Madonna di Lourdes    Immacolata Concezione 11 FEBBRAIO 1858

 

Regina del Cielo,  della Terra del Giorno e della Notte,  proteggi le anime false perché sono disorientate. Dona loro la tua sorgente affinché possano purificarsi. Io ho detto sempre la verità.

11/02/2026

Annalisa   Io vorrei chiedere alla Baeata Vergine che oltre la protezione degli ammalati,  se mettano sotto la sua protezione anche i bambini piccoli e indifesi;  me l’avevi detto un mese fa,  poi ho pensato ad altre cose e non mi sono più interessata come avrei dovuto fare.  Ieri è venuto fuori che maestre e suore sono sotto accusa per maltrattamenti pesanti ai bambini di cui si stavano occupando mentre i loro genitori li credevano al sicuro.  Non avrebbero mai immaginato che potesse succedere anche lì,  dal momento che in quel posto ci lavorano anche delle suore.  Ma che cosa possono aver fatto dei bambini così piccoli per suscitare in donne adulte e suore delle mostruosità così inconfessabili. Per fortuna una ragazza che ha lavorato lì per un po di tempo ha raccontato la cosa ai carabinieri altrimenti, le torture sarebbero andate avanti ancora.  Tu cosa ne pensi,  ce ne saranno ancora?

Elena  Io ormai non resto più basita,  perché questa storia va avanti da molto,  troppo tempo,  sì,  ce ne sono ancora da smascherare,  ma ci vorrà del tempo per installare aggeggi che possano darc delle prove concrete;  la mente umana è inaffidabile  un giorno sono gioiose il giorno successivo sono delle bestie che si avventano su dei batuffolini così delicati e amabili.  Non c’è tanto da commentare,  ma soltanto da dire che si facciano curare,  le persone violente non si possono lasciare con dei bambini o dei disabili,  o degli anziani che non riescono più a  difendersi.

 

DIALOGANDO CON VOI

28/01/2026

 

 

Annalisa   Se i nostri genitori ci avessero impartito un’educazione giusta,  ora saremmo liberi dalla paura e dai pregiudizi?  Grazie.

Elena   Non si può essere liberi dalla paura se non attraverso l’intelligenza.  Ma  dobbiamo scoprire anche come essere intelligenti e non come liberarci dalla paura.  Se sappiamo  scoprire e fare l’ esperienza di ciò che significa essere intelligenti,  allora sapremo come sbarazzarci della paura.  La paura ha sempre un oggetto,  non esiste di per sé.  C’è la paura della morte,  la paura della malattia, la paura di perdere ciò che si ha,  c’è chi teme il giudizio della gente,  ecc.  Il problema non è come sbarazzarsi della paura,  ma come risvegliare l’intelligenza  con cui far fronte alla paura;  comprenderla e superarla.  Come può l’educatore o l’educatrice aiutarci ad essere intelligenti?  Certo non vuol dire superare gli esami,  oppure avere molte doti,   o leggere molti libri come faceva Giacomo Leopardi?  Noi siamo composti da molte sfaccettature,  a volte siamo violenti,  risentiti,  e altri aggettivi poco piacevoli,  altre volte invece siamo umili,  attenti agli altri,  buoni ecc.  In momenti differenti siamo persone differenti,  non siamo mai interi,  mai totalmente integrati:  quando un essere umano ha molti bisogni,  internamente è frammentato in tanti diversi individui.  Bisogna impostare il problema con semplicità;  il problema è come essere intelligenti in modo da liberarsi dalla paura.  Se fin dalla prima infanzia qualunque tua difficoltà è stata discussa apertamente (Come facevamo io e il papà di Piter) con te,  in modo che la tua comprensione di tale difficoltà,  fosse non solo verbale,  ma ti consentisse di vedere la vita nel suo complesso,  ebbene,  un’educazione simile è in grado di risvegliare l’intelligenza e dunque liberare la mente dalla paura. Ma bisogna anche stare attenti ai pericoli che andiamo incontro se intraprendiamo certe strade pericolose;  essere coscienti che nulla è scontato;  e che dobbiamo sempre proteggere la nostra vita.

Annalisa  Grazie!  Come vorrei vivere lì!

29/01/2026

Annalisa   Però,  c’è un però, se essere intelligenti significa portare via il padre e il marito ad una famiglia felice come ha fatto con me  quella… non vorrei essere né intelligente né tantomeno libera dalla paura.

 

Elena  Ma nel tuo caso non si tratta d’intelligenza,  ma di egoismo e di menefreghismo,  che è ben diverso eccome!  E se ci fossi stata tu al suo posto?  Avresti lasciato perdere quell’amore?

Annalisa  Sicuramente non mi sarei nemmeno innamorata di un uomo così impegnato con la famiglia come mio marito;   ne sono certa. Io glielo avevo detto che mio figlio più piccolo aveva solo pochi mesi,  ma lei mi ha risposto che nella vita bisogna prendersi tutto perché nessuno te lo offrirà su un piatto d’argento. Certo che una così io se fossi stata in lui non l’avrei voluta neanche per pochi attimi. Quella si prenderà sempre tutto quando e dove lo vorrà lei!

 

Elena  La fortuna e il guaio è che non siamo tutti uguali.  Per me quelle donne lì non sanno amare davvero,  ma sono un usa e getta.

Annalisa  Anche a me viene la tristezza quando vedo che il mondo si sta sgretolando,  ma dici che ci saranno ancora casi come quello di Salemi?

Elena  Speriamo proprio di no,  ma  purtroppo c’è gente senza scrupoli che lavora male con un’incoscienza tale da costruire anche sulle sabbie mobili.

Annalisa  Ho visto ieri sera che eri triste,  era per questo?

Elena  Bhe,  sì,  ci si scoraggia,  perché tutte le persone hanno un cervello e una coscienza,  perché certi non li usano?

Annalisa  Hai scritto una poesia bellissima,  è stata questa l’ispirazione?

Elena  No,  quella non era ispirazione,  ma delusione e rabbia!  Preferisco che le poesie mi vengano dal cuore e dall’anima e non dalla rabbia!

Annalisa  Se due persone sono separate e non hanno più rapporti di quel tipo,  se uno ha un’altra persona,  non è tradimento vero?

Elena  Certo che no!  Si tradisce quando l’altra persona è all’oscuro di tutto.

Annalisa  Però  le persone facili a pensarci è un vero schifo,  non trovi?  Tu pensa che un individuo o una donna che va con diversi uomini,  quelli a loro volta sono stati con altre o altri  tu vedi che pestilenza viene fuori?

Elena  Questo non è il mio caso,  e lo dico forte;  perché io quando amo,  amo sul serio.

Annalisa  Ti invidio che fra qualche giorno te ne vai là!  Quanto vorrei venirci anch’io anche stavolta!

Elena  Volentieri,  ma sai sono gli ultimi giorni che io e  Piter possiamo parlare a tu per tu da soli;  poi non so quando tornerà di nuovo povero figlio. Dovrò mettere a posto le sue valigie senza dimenticare nulla.

Annalisa  Che cos’è l’astrologia per te? Grazie!

 

Elena  Ma proprio niente!  Ma qualcosa di vero c’è, ma sempre che non sia manipolato il tutto.

Oggi l’astrologia è diventata una grande imputata;  è accusata di fomentare irrazionalità e superstizione. E anche manipolazione occulta e palese che ogni giorno mistifica accadimenti pubblici e privati.  Molte critivche ci sono al riguardo:  si applica feroce alle possibili,  ma certo meno gravi siocchezze,  ch el’astrologia divulgativa spesso propone.  Essa però affonda le radici in quell’inconscio profondo,  in quell’ancestrale speranza di allevviare ai rischi e agli scacchi matti del destino;  che nemmeno i più raffinati marchingegni tecnologici sono riusciti a debellare. Più di una volta si è creduto di averla sconfitta,  ma essa è puntualmente ricomparsa nei riti e nei falsi miti che ogni civiltà celebra immolando vittime ai propri Moloh.  Non è facile tracciare il confine fra la razionalità di una legge di natura e  forza “irrazionale”ma reale e operante di una preghiera o di uno scongiuro.  Tolomeo,  Copernico, Aristarco e Galileo sembravano impotenti a esorcizzare la triste influenza di Saturno e su tutto il sapere fisico– matematico sembra aleggiare l’ombra ambigua di Pitagora.  La verità è che il concepimento della scienza umana non è mai immacolato,  e la ragione pura,  si rivela a sua volta, un puro mito o un’ideologia;  nel più felice dei casi,  un’idea relativa in senso Kantiano.  Sembra quindi assurdo addebitare all’astrologia colpe ed errori che possono venire a scritti ad ogni ramo dello scibile umano.  Mi sembra quindi che da denunciare sia l’ignoranza che dell’astrologia è molto diffusa.  Dell’astrologia si discute l’apparenza,  la sostanza resta una questione di cui si tratta solo  tra addetti ai lavori. Ecc.

 

Annalisa  E adesso qualcosa di divertente ce lo puoi dire?

Elena  Cosa vuoi sapere?  Se il mio cavallo parla davvero?  Certo che no!  Se parlasse me lo terrei per me;  a meno che non parli in pubbilico.

Annalisa  Come possiamo presuppore di avere una memoria efficiente?  Ti ringrazio e poi scappo via.

Elena Oltre ai vari presupposti di tipo fisiologico,  biochimico, e psicologico che abbiamo già visto in altri articoli,  c’è una tecnica che si basa anche su un presupposto estremamente semplice ma basilare per il buon funzionamento della memoria:  l’ordine e la classificazione.  Troppo spesso cerchiamo di ficcarci in testa delle nozioni a caso, senza ordine preciso,  (come le domande che mi hai fatto tu oggi in questo articolo) senza alcuna differenziazione  delle informazioni.  È chiaro che recuperare poi le cose in tanto caos diventa perlomeno difficile.  La mente umana non è una pattumiera e non va usata come tale.  Il modello ideale è quello di archivio ordinato,  in cui ogni notizia ha il suo posto logico e il suo cartellino di riconoscimento.  Per costruire il nostro Archivio Mentale Ordinato avremo bisogno di un ulteriore aggancio che sarà costituito da un codice fonetico basato sull’associazione di suoni (solo consonanti) dai numeri dall’uno al nove più lo zero. Il codice va memorizzato perfettamente se necessario ripeterlo più volte.  I numeri dall’ uno al nove  più lo zero compongono un elenco con una successione logica implicita.  Bisognerà quindi imparare  a quali suoni è associato per convenzione ogni numero.  Ricordiamo che questo è un codice fonetico quindi a ogni numero è associata non una lettera dell’alfabeto, ma il suono di una o più consonanti.  Per evitare confusioni,  è necessario prestare molta attenzione a memorizzare perfettamente il codice correttamente i suoni corrispondenti al numero.  Dedicare un po’ di tempo a imparare perfettamente il codice,  ripeterlo oralmente,  scriverlo e riscriverlo,  visualizziamolo ad occhi chiusi,  fino a quando non siamo in grado di ripeterlo senza difficoltà.  È più facile richiamare informazioni che siano state collocate nella memoria con un ordine preciso,  piuttosto che altre infilate casualmente. Purtroppo non sempre l’argomento è tale da permettere un ordine implicito,  come per esempio nella sequenza dei numeri,  Più spesso dobbiamo essere noi a trovare il modo di applicare “la regola dell’ordine” nel memorizzare.  Questo metodo oltretutto mi era completamente sconosciuto,  fino a poco tempo fa.  L’Archivio mentale ordinato sopperisce a una precisa necessità,  permette di strutturare una  grossissima parte della nostra memoria in modo da ottenere un vero schedario con cartelle numerate e distinte.

29/01/2026

Daniela  Mi spiegheresti la poesia “Ed è subito sera Di S. Quasimodo?  Quella che c’è nella prefazione del tuo libro.  Grazie ! (é per mio figlio)

Ognuono sta solo

sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

 ed è subito sera.

 

Ormai il poeta costretto a proseguire da solo dopo la morte della moglie,  non vede le ragioni stesse della vita che si mostra  sotto certi aspetti ingannevoli e non rispondente alla realtà apparente. La disperata condizione umana,  che si risolve nella tragica solitudine dell’individuo,  che cerca di vivere di amare,  ma che non ha tempo di vedere neppure quanto la vita,  possa offrire,  è sintetizzata in modo ineguagliabile,  in questa che, più che una poesia,  si potrebbe meglio definire una intuizione folgorante,  racchiusa e quasi imprigionata nel corso di tre versi. Le parole assumono in questo caso,  una particolare concretezza,  e sembrano voler veramente abbracciare il mondo.

 

 

 

LE MIE RISPOSTE ALLE VOSTRE LETTERE DUE

26/01/2026

 

 

Sono Melissa,  ho trentadue anni,  io sono nata sotto il segno dei Gemelli, e lui è un Capricorno,  a volte credo di sbagliare senza accorgermene,  perché vedo che lui sembra offeso per ciò che penso e per  ciò che dico.  Ma non mi succede con nessul’altra persona,  né donne né tantomeno uomini.  Non so più come fare,  speravo che tu mi chiamassi prima,  ma capisco che anche tu hai i tuoi impegni.  Ho tenuto duro questa settimana,  perché non volevo fare passi sbagliati,  ma davvero ora non ce la faccio più.  Dimmi come mi devo comportare perchè il nostro rapporto continui a proliferare fino al matrimonio;  io lo amo.  Grazie per avermi chiamato.

 

 

   Elena    Tu ti rammarichi di non essere presa sul serio,  lui

non vede come accompagnarsi con un tipo così estroverso. A volte può scoccare una scintilla basata sull’ammirazione: e dovrebbe nascere una collaborazione, in campo intellettuale o negli affari.  È certo che su una base di stima reciproca,  si possono realizzare molte iniziative.  Nelle professioni che decidete d’ intraprendere insieme,  la collaborazione andrebbe considerata  come un rapporto (fratello maggiore e sorella minore,  ma fidanzati io non vi ci vedo;  per quello che mi hai detto tu nella lettera.  Perché in amore sia che l’uomo sia Capricorno e la donna Gemelli o vicevera,  occorrerà molto tatto e molta tolleranza,  spesso ho visto coppie così sciogliersi dopo poco tempo che vivevano insieme.  Perché dopo attimi di effusioni,  gli intermezzi rischiano di essere molto lunghi ,  essendo il ritmo personale di ogni coniuge tanto diverso da potersi difficilmente conciliare.  Un affetto solido a base di stima e comprensione può cementare l’unione,  che scarseggerà di slanci personali e niente passionali. Io ti ho detto quello che vedo,  poi tu potrai anche provare a portare avanti questa relazione ma  con cautela.   Ciao.

 

28/01/2026

Sono Morena C.  Ho cinquantotto anni,  e il figlio minore ne ha diciotto. Ed è questo il mio tormento. Gli altri due sono gioielli,  bravi,  educati e sono i figli che una madre non potrebbe desiderare di meglio.  L’ultimo invece è viziato,  maleducato,  menefreghista,  egoista e di più.  Come posso fare per metterlo sulla strada giusta?  Mi fido di te.  Grazie!

 

Di me?  Ti ringrazio,  ma vedi a diciotto anni se non vuole cambiare,  non è più un bambino perché ascolti le mie prediche. Se gli altri due figli sono dei modelli,  la colpa non è da imputare a voi genitori,  oppure quest’ultimo l’avete viziato? Perché se è così ora non mordetevi la lingua.  Vedi? Tutti mi chiedono come dovremmo fare per avere un mondo migliore,  io ho risposto che dai miei anni di vita ho potuto comprendere che dovremmo volerlo tutti.  Così da poter sconfiggere il male:  guerre,  omicidi,  catastrofi ambientali ecc.  Non è il caso arrestarsi ai confini delle vita,  o in caverne in mezzo ai monti:  perché non risolveremo niente! Ma mettere lo spirito giusto,  il sacrificio,  la volontà,  la costanza in tutto quello che facciamo per raggiungere un perfetto equilibrio.  E non guardiamo a chi ci critica nel male,  (è perché gli brucia).  Adattarsi alle scomodità,  e non voler trovare già tutto ptronto,  come fanno certi studenti di famiglie molto ricche che vanno all’università per passare il tempo e per trovare il compagno o la compagnaper divertirsi.  Non studiano e continuano a vivere sulle spslle dei genitori fino a più di trent’anni.  Il troppo benessere rovina la vita dei giovani.  E pensare che ci sono quelli bravi ma molto bravi che vanno avanti di stenti eppure sono a livelli alti.  Ecco questo è quello che posso dirti e che ho capito fino ad oggi.  Te lo dico con il cuore,  poi tu saprai come parlare a tuo figlio.  Ciao!

 

28/01/2026

Sono Rosalba,  sono un  Gemelli ascendente Cancro,  (sole in Gemelli ascendente in Cancro) vorrei sapere se tra noi c’è affinità.  Grazie infinite!  Ti amiamo.

 

Elena   Il soffio aereo dei Gemelli,  gioca sull’acqua apparentemente calma del Cancro,  la cui fertile immaginazione si perde in sogni poetici.  Il desiderio di libertà dei Gemelli  viene frenato dall’attaccamento dal nucleo famigliare.  La tipizzazione del Gemelli/Cancro risulta sfuggente,  in quanto la sua personalità presenta un lato fluido difficile da circoscrivere,  e che può venire indicata con miglior approssimazione dalla posizione della Luna.  La tendenza all’immaginazione,  può rivelarsi molto ma molto efficace, per la sua vita concreta;  fruttuosa  per quanto riguarda la creatività artistica e letteraria. Su un altro piano l’estrema mobilità del soggetto può comportare dei frequenti mutamenti di attività professionale.  Nella vita privata,  la mobilità e la sensibilità ne fanno un essere pieno di fascino ma nonstante ciò è un essere fedele.

12/02/2026

La lettera di un mese fa di Giulia

Sono Giulia,  ho un ristorante albergo,  e non sopporto più  di vedere delle giovani donne con vecchi che sembrano i loro padri e a volte i loro nonni.  È un’indecenza!  Anche perché ho una figlia di nove anni e non è addormentata come si dice a volte in gergo,  ma è molto sveglia.  A costo di chiudere io li denuncio!  Aiutami.  Grazie infinite,  per quello che farai.

 

Elena  Cara Giulia,  la prostituzione è il mestiere più antico del mondo.  Purtroppo so che ci sono certe madri che mettono sulla strada le loro figlie ancora giovani,  quindi dimmi tu cosa potrei fare io.  La prostituzione è una bruttissima cosa,  ma più brutti ancora sono quei vecchi che pagano queste giovani donne e non si vergognano!  Dovrebbero vergognarsi di più loro!  Se hanno tantissimi soldi perche quei maledetti  non le trattano come figlie?  Offrendo loro il pagamento dell’università?  Se fossero persone civili,  metterebbero il loro aiuto senza volere niente in cambio.  Io capirei se fossero innamorati,  però anche da innamorati una persona che capisce, se  la giovane non è predisposta a certe cose,  l’innamorato si farebbe da parte senza problemi;  anzi non la vorrebbe mai con la forza.  Questa sarebbe la persona giusta.  Io ho sempre pensato che sia uomini che donne con una certa età andare con giovani che potrebbero essere i loro figli o i loro nipoti,  per me c’è qualcosa di malato e di marcio dentro!  Tu  potresti solo non affittare più le stanze a quei farabutti e dire che c’è tutto occupato;  a volte la bugia in fin di bene io credo che Dio la perdoni. Potresti denunciare solo se le ragazze ti sembrano minorenni e non hanno i documenti;  altrimenti non si può fare nulla!  Faì così come ti ho detto è l’unica cosa da fare per non vederli più!  Ciao,  fammi sapere.

LA VERITA’ SUL VANGELO E LA S. BIBBIA DUE

26/01/2026

 

CANA  IL PAESE DEL PRIMO MIRACOLO

 

Oggi il luogo visitato più spesso come sede del miracolo è il villaggio di Kefr Kenna,  che sulla strada maestra è a una decina di km a Nord-est di Nàzaret,  sulla via di Tiberiade e Cafarnao.  Ma c’è pure Kirbet Qana (14 km a nord di Nazeret).  Che oggi consiste in una piccola distesa di ruderi.  Tra gli studiosi non c’è accordo;  chi sostiene Kefr Kenna,  chi sostiene Kirbet Qana:  per entrame le località vi sono indizi a favore e indizi contrari. Per nessuna delle due c’è però l’argomento decisivo.

Gli invitati

“Vi era la madre di Gesù” ,  Maria non era un’invitata propriamente: era lì, con molta probabilità, in qualità di parente,  anche col compito di dare un po’ di aiuto.  E stava con le donne addette alla cucina e alla dispensa,  perché al pranzo partecipavano gli uomini da soli.  Gesù,  invece,  “fu invitato coi suoi discepoli” .  Era già noto nella zona,  tra i suoi seguaci c’era Natanaele Bartolomeo originario di Cana,  e l’usanza orientale imponeva molta larghezza negli inviti.  Non c’era l’invito personale e limitato,  fisso, di oggi.  Ognuno poteva portare amici con sé. E poi si accoglieva anche la gente di passaggio,  quasi si costringeva il viaggiatore a fermarsi un momento,  e lo si faceva mangiare e bere.  Per offrire cibo e bevanda a tanta gente si facevano duri sacrifici per mesi e mesi:  ma poteva pure accadere che mancasse qualcosa,  per l’errore di calcolo o per l’arrivo di convitati inattesi.  È ciò che avvenne a Cana per il vino.  Era un dramma per la famiglia:  l’argomento sarebbe stato sarcasticamente commentato per anni,  nel villaggio: “hanno invitato tanta gente e poi l’hanno lasciata a bocca asciutta!” Ad ogni futuro matrimonio,  in paese, si sarebbe rievocata quella storia.  La notizia del vino venuto a mancare dovette prima circolare,  sussurrata affannosamente,  appunto tra le donne,  che badavano ai rifornimenti.  E Maria dovette apprenderla proprio in quel modo.  E segratamente andò a riferirla a Gesù,  mentre nessuno convitato ancora se n’era accorto,  e neppure lo sposo e l’organizzatore del banchetto.

Le giare di pietra

Erano sei,  dice Giovanni,  troppe per una sola famiglia.  Probabilmente qualcuna fu prestata per l’occasione.  Erano di pietra, perché secondo i conoscitori della legge,  la pietra non conteneva impurità come la terracotta.  La loro capacità era di due o tre “misure”(metrete ) ebraiche.  Ogni misura si aggirava sui trentanove litri.  Prima del miracolo,  Gesù le fece riempire perché ormai,  essendo il banchetto già molto avanzato,   l’acqua necessaria per le abluzioni era già stata consumata.

E,  venendo a mancare il vino, la madre di Gesà gli disse: “Non hanno vino”.  E Gesù le risponde:”Che c’è tra me e te donna? La mia ora non è ancora venuta”.  Sua madre dice ai servi:” Qualunque cosa vi dica fatela”. C’erano lì sei giare di pietra,  destinate ai riti di purificazione degli Ebrei,  capaci di due o tre misure ciascuna.  Gesù disse ai servitori: “Riempite d’acqua queste giare”.  E le riempirono fino al collo.  E disse loro: ” ora attingete e portate al direttore di mensa”. Ed essi portarono.  Il direttore di mensa assaggiò l’acqua cambiata in vino-  lui non sapeva di dove provenisse,  ma lo sapevano i servi che avevano attinto lacqua- poi chiamò lo sposo e gli disse:”Tutti mettano in tavola dapprima il vino buono,  poi,  quando la gente è brilla,  quello meno buono.  Tu invece,  hai tenuto in serbo il vino buono fino ad ora”.  Questo fu il primo dei segni di Gesù.  Fu compiuto a Cana di Galilea.  Egli manifeatò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”.

SPIEGAZIONE O COMMENTO

Che cosa ci vuole svelare questo episodio del vangelo?  Una madre sempre attenta a suo figlio,  sentendosi sempre vicina,  lo segue con il cuore e la mente,  per aiutarlo  per onorarlo anche  nei suoi poteri. Sempre attenta,  infatti riesce ad avvisare Gesù in tempo per non far fallire il divertimento e le aspettative di quella festa rivelando al Figlio che erano rimasti senza vino e senza quel vino la festa  si sarebbe  rivelata una catastrofe,  sì per loro  e specialmente in quell’epoca era devastante far fallire una festa di matrimonio con gli invitati e non invitati,  ma persone che vi parteciparono liberamente. Quindi Gesù fece il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino.   Non esiste l’impossibile per Gesù ma anche per noi.  Riusciremo ad ottenere tanto di ciò che  vogliamo,  con la forza e la speranza dell’amore che ci infonde lo Spirito Santo.  Basta non abbandonare le Fede.

03/02/2026

UN PESCATORE DI NOME SIMONE

Dalle sacre scrutture

I primi vangeli e il libro degli Atti degli Apostoli danno la lista competa dei Dodici con alcune varianti nell’ordine dei nomi. Il primo,  per ordine e dignità,  è indubbiamente Simone Pietro,  figlio di un certo Giovanni e Iona,  al quale gli evangelisti,  ognuno anche con contributi propri,  danno concorde e significativo risalto,  menzionandolo con impressionante frequenza: 135 volte.  Per questo pescatore,  nativo di Betsaida sulle sponde del lago di Tiberiade e residente a Cafarnao nsieme con la suocera.  Cristo inventò un nome che nessuno aveva mai portato: Kefa che in aramaico signfica pietra,  quindi Pietro.  Il nuovo nome,  secondo la mentalità della Bibbia,  stava a significare che Simone diventava preda di Cristo,  ricevendo da lui come un nuovo essere,  un nuovo destino.  Infatti,  egli sarà la pietra di fondamento dellaChiesa che Gesù dirà “sua”con pieni poteri sul gregge di Cristo.  Nei vangeli Pietro è anche quello dei Dodici che,  con le sue battute e le sue reazioni,  il suo dramma personale,  permette di rendere conto del significato e dell’importanza del sodalizio degli apostoli con  Cristo. A presentare Simone Pietro a Gesù,  fu suo fratello Andrea,  che i cristiani greci venerano perciò come il primo chiamato da Gesù.  Di lui sono ricordati alcuni interventi nei discorsi e nei miracoli di Cristo.  Tra i dodici ci fu un’altra coppia di fratelli legati intimamente,  anche per ragioni di mestiere,  a Pietro e Andrea:  Giacomo e Giovanni,  fu da Cristo scelto a testimoniare di un miracolo,  i figli di Zebedeo e di Salome,  anch’essi nativi di Betsaida.  Con Pietro e col fratello Giovanni,  Giacomo fu da Cristo scelto a testimoniare di un miracolo di risurrezione,  della  Trasfigurazione e dell’agonia del Getsmani,  fu il primo dei dodici a subire il martirio a Gerusalemme,  per ordine del Re Erode  A. che voleva colpire il cuore del Cristianesimo nascente.  Giovanni si qualifica il discepolo che Gesù amava ,  il “prediletto”,  l’unico che ebbe il coraggio di uscire allo scoperto sul Calvario al quale Cristo morendo affidò sua Madre. Continua…

 

09/02/2026

 GESÚ

E Gesù rivedeva oltre il Giordano

campagne sotto il mietitor rimorte

il suo giorno non era lontano.

E stettero le donne sulle porte delle case, dicendo:

Ave Profeta! Egli pensava al giorno di sua morte

Egli si assiste all’ombra di una meta di grano,

edisse:  se non è chi celi sotterra il seme,  nen sarà

chi miete.  Egli parlava di granai nei Cieli,  e voi

fanciulli,  intorno a lui correste,  con nelle teste bionde

aridi .  steli.  Egli stringeva al seno quelle teste;

e Cefa parlò:  se così siedi temo per l’inconsutile

tua veste.  Egli abbracciava i suoi piccoli eredi.

il figlio Giuda bisbigliò veloce:  d’un ladro o Rabbì

t’è costì Barabba, ha nome il padre suo

che in croce morirà. Ma il profeta alzando gli occhi,

no!  Morirò con l’ombra della voce

e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Prosa

La poesia inizia come molte volte inizia il Vangelo,  con grande semplicità.   Si avvicina per Gesù il giorno della morte ed Egli, solo fra tutti,  sa che la sua ora è giunta.  Ma lui non fa nulla per sottrarvisi, e continua,  serenamente la sua predicazione sulla terra di Galilea.  Accanto a Lui sono i discepoli,  che lo seguono con affetto ma con l’animo ancora teso verso i beni terreni e le convenzioni sociali,  perché poco e nulla essi hanno capito delle sue parole. (Cefa) Pietro, infatti si preoccupa perché teme che Gesù, sedendo sulla paglia, possa sciupare la sua veste,  e Giuda colui che l’avrebbe tradito da lì a poco,  lo mette in guardia che tra i bambini accorsi intorno a Lui c’è anche il figlio di un ladro Barabba. Ma il Redentore,  che morirà in croce per tutti gli uomini  anche per Barabba,  in un impeto d’amore,  prende il bimbo e lo fa sedere sopra i suoi ginocchi.  In quest’atto sublime è racchiuso tutto lo spirito di Gesù.

Elena  L.

10/02/2026

IL BATTESIMO DI GESÚ

Appuntamento al Giordano

 

L’episodio è modesto,  in sé: Gesù si accosta a Giovanni,  c’è un breve colloquio e poi il rito del battesimo.  Gesù ha fatto ben altro nella vita pubblica,  eppure i primi cristiani hanno attribuito grandissima importanza a quella giornata,  in riva al piccolo fiume.  Forse perché la semplice cerimonia condensa in sé molti significati profondamente incisi nello spirito del tempo e provenienti da molto lontano:  il millenario mito dell’acqua,  strumento universale di purificazione;  il deserto e l’antichissima sua funzione spirituale;  l’imponente figura del Battezzatore,  che ha abbandonato il mondo per ricercare un dialogo diretto con Dio.  Continua…

11/02/2026

Quel giorno,  Giovanni arriva al Giordano,  dove già l’attende un gruppo di seguaci per ricevere il battesimo e ascoltare la sua parola.  Ma tra essi,  ad un tratto,  egli riconosce qulcuno:  è Gesù,  Gesù di Nazaret.  I due giovani si conoscono sono anche parenti,  ma hanno potuto parlarsi solo recentemente,  perché Giovanni è vissuto in Giudea prima di ritirarsi nel deserto,  e Gesù invece ha trascorso la sua giovinezza a Nazaret,  lavorando un po’ col padre falegname.  Giovanni pensa che Gesù sia venuto appunto,  per parlare con lui,  come fa da poco tempo,  mettendolo anche a disagio. Sono coetanei,  Gesù non ha fatto ancora nulla,  ma ha l’aria di saperla così lunga sulla vita e Dio… Per Giovanni Egli non è un aspirante discepolo, oppresso dal peso dei peccati.  Però non è neppure il Messia avvolto da fiamme e folgori che egli aspetta:  e tuttavia…”E io non lo conoscevo”,  fa dire al Battista l’altro Giovanni,  l’evangelista,  nel suo racconto.  Non lo conosceva come il Messia,  non poteva essere troppo lontano e diverso da quello che ogni ebreo si aspettava.  Ma eccoli ormai di fronte:  Gesù di Nazaret guarda Giovanni,  poi china il capo come fanno tutti,  chiedendo di essere battazzato. Per la prima volta in vita sua,  Giovanni è incerto.  Dovrebbe,  come fa sempre,  invitarlo a pentirsi e a cambiar vita,  ma come è possibile a fare una cosa simile con Gesù?  Che cosa c’è da rimproverargli,  in che modo dovrebbe cambiare vita?  E allora Giovanni si mette a gridare: ” Ma sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”. A queste parole Gesù risolleva il capo e gli dice semplicemente: ” È bene che noi,  in questa maniera,  adempiamo ogni giustizia”.  Gesù parla col linguaggio degli Esseni,  i monaci ebrei maestri di Giovanni,  per essi la parola giustizia indica la volontà di Dio sulla terra.  Giovanni comprende,  fa dscendere Gesù nel fiume e lo battezza.  L’incontro ha sigillato i loro destini.  La missione di  Gesù incomincia e quella di Giovanni finisce:  anzi per lui gli avvenimenti stanno per precipitare.  Arrestato qualche mese dopo per ordine di Erode Antipa,  governatore della Galilea e della Perea,  viene rinchiuso nella fortezza di Macheronte.  I motivi?  Devono essere almeno due: intanto far tacere l’uomo che denuncia pubblicamente i vizi di Erode,  il tetrarca corrotto:  e di conseguenza prevenire  possibili torbidi politici suscitati dalla sua predicazione,  senza bisogno di chiamare i romani.  Erode si ferma lì,  non vuole la sua morte:  gli basta neutralizzare Giovanni.  Ma per Erodiade,  la sua moglie-cognata-nipote,  tutto questo non basta:  egli dev’essere eliminato definitivamente.

12/02/2026

LA TESTA DI GIOVANNI IL BATTISTA

 

E l’occasione favorevole si presenta molto presto.  Alla fine di un banchetto,  la figlia di primo letto di Erodiade si mette a danzare,  affascinando il lussurioso Antipa,  che le promette di realizzare qualunque suo desiderio.  E la ragazza istigata dalla  madre,  per antichi rancori verso Giovanni,  chiede la testa di Giovanni Battista.  Erode Antipa è perplesso.  Conosce il valore di Giovanni,  inoltre sa che politicamente non è affatto necessario ucciderlo.  Ma la parola data a una ragazzina,  è più importante della vita di un profeta.  Così egli manda a decapitare Giovanni.  Ed ecco arrivare la sua testa mozza, su un vassoio d’argento.   Giovanni viene decapitato nella fortezza di Macheronte su ordine di Erode Antipa.  Gesù invece,  ha ancora alcuni anni da vivere.  Ma lo attende lo stesso destino.  Anche per lui i tempi preparano una condanna a morte.

 

LA TESTA DI GIOVANNI IL BATTISTA

Giovanni il Battista è largamente ricordato nella liturgia cattolica,  nella tradizione e anche nel folklore.  A partire dal V secolo la sua festa viene celebrata il 24 giugno.  La data non ricorda la sua morte ma la sua nascita,  per sottolineare come Giovanni era destinato fin dall’inizio della sua vita a una straordinaria missione.    Quello che conta di Giovanni è la sua irriducibile testimonianza per la giustizia,  la sua totale disponibilità per la missione affidatagli da Dio.

 

QUANDO CADDE IL CIELO

23/01/2026

 

 

Era un’estate di fuoco,  la spiaggia era vuota, erano le tre del mattino,   c’eravamo solo noi cinque, eravamo seduti sopra gli scogli,  ci raccontavamo la nostra vita,  la musica continuava a suonare dalla casa dei miei amici,  poi,  loro quattro ballavano abbracciati,  io ero scesa  giù per mettere i piedi in acqua e per rinfrescarmi un po’;  uno dei nostri amici mi chiese di ballare perché pensava che mi sentissi sola,   secondo loro ero assente e pensierosa,  ma io avevo ben altro per la testa. In quei momenti l’unica cosa che mi interessava era di restare in silenzio ad osservare e ad ascoltare la musica con le più belle canzoni di quel momento.  Ad un tratto vidi un bagliore,  ma poi all’improvviso scomparve,  sul momento non dissi nulla perché pensavo che fosse la stanchezza a rendermi vulnerabile alla vista del cielo. Ma qualche minuto più tardi,  vidi un bagliore e una figura enorme venire verso di noi,  con una luce mai vista prima:  anche se era notte sembrava un giorno di sole estivo delle ore sedici.  Rimanemmo tutti impietriti,  ma la figura continuava a venire verso di noi fino a quando ci  sdraiammo a terra anche se la figura era ancora lontana.  Poi fece un giro nel cielo,  lasciando una scia di luce potente e piano piano scomparve dietro la scogliera,  pensavamo che  andasse a sbatterci contro,  perché lo scoglio aveva una punta aguzza.  In quel momento si scatenò un vento da temporale  e le onde del lago si avventarono contro gli scogli;  continuò per circa cinque minuti.  Poi ci fu silenzio e pace innaturali,  come se fossimo dentro ad un tunnel senza uscita.  Ritornammo alla casa anche se sconvolti provammo ad andare a dormire.  Il mattino verso le nove andai a fare una passeggiata dove eravamo la notte scorsa,  e lì sul posto vidi un vecchio pescatore,  mi guardò e mi sorrise,  io gli risposi con il saluto,  lui stava fissando il lago nel punto in cui successe il fatto.  Gli offrii la mia bibita ancora chiusa,  e lui mi rispose gentilmente che beveva solo vino,  poi si passò la mano sulla fronte dicendo:  “eh è un brutto vizio quello del vino,  non ti crede più nessuno! ” Ma che cosa voleva dire il vecchio pescatore?  La cosa m’incuriosì molto e con tatto gli chiesi:  ” Perché dice questo signore?  E lui rispose:  perché quando parlo non mi crede nessuno,  proprio perché bevo,  ma io non sono mai ubriaco,  la mia mente è ancora lucida come quando ero giovane,  mi crede? Ed io risposi:  ”  Ma certo! Se beve vino per me è una ragione di più per crederle,  perché lei tiene pulite le arterie quindi è più lucido degli altri. Lui mi guardò e sorrise poi mi disse: ” O così la me piase!  (In dialetto significava:  (così lei mi piace!) Qui molti dicono che sono rimbambito,  ma ha ragione lei,  sono loro che non vogliono vedere e non vogliono sentire niente di più di quello che succede in un giorno normale.  Guai a parlare di cose strane che esistono e  non le inventiamo,  sammai diamo la colpa al buon Dio che ce le fa vedere,  sempre se le vogliono vedere!  Tutto questo mi fece capire che anche lui aveva visto qualcosa di straordinario, ma non lo disse per non passare per ubriaco e rimbambito.  Continua…

24/01/2026

 

Ad un tratto sentii dei passi felpati arrivare da dietro di me,  era il cane pastore di Robert e Linda.  Il vecchio gli fece una brusca carezza,  poi gli dsse:” stai bravo,  come ti chiami?  Ed io risposi:  “si chiama Giois,  è il cane dei signori che abitano laggiù.” Poi il vecchio si guardò intorno e respirava a pieni polmoni;  anche se erano già passate le nove e il giorno prima c’era un caldo soffocante,  oggi invece c’era un clima sorprendentemente leggero e tiepido.  Invitava a restare fuori ancora prima che il sole diventasse bollente.  Poi salutai il vecchio pescatore e mi avviai lungo il sentiero del lungolago che portava fuori provincia,  con me a fare da guardia c’era sempre Giois,  che a tratti si fermava ad annusare,  poi mi raggiungeva correndo.  Ormai eravamo distanti dalla casa di Linda e Robert,  e pensai di raggiungerli a dare una mano in cucina.  Da lontano vidi la figura di Robert venirci incontro,  ci aveva visti da una delle più alte finestre della villa,  sempre premuroso con tutti,  così buono,  trepido,  appassionato alla vita e alle persone. Io mi sentivo molto ma molto sconvolta  per tutto quello che successe la notte precedente,   che credevo di avere un po’ di febbre,  infatti sentivo i brividi che salivano e scendevano lungo la schiena e mi sentivo le guance infuocate.  Robert se ne accorse subito e mi portò a casa sorreggendomi.  Si era alzato un vento caldo e irreale;  io affrettai il passo perché non vedevo l’ora di sdraiarmi e dormire.  Arrivati a casa Linda mi tolse gli abiti,  mi mise qualcosa di leggero e mi stese sul letto.  Avevo una febbre da cavallo, sentivo loro due che parlavano ma io non capivo niente,  le loro voci sembravano come un ronzio di api. Mi fecero impacchi con acqua ghiacciata e poi mi addormentai.  Mi dissero che dormii per un giorno intero,  e quando mi svegliai ricordo che avevo una grande sete.  In fondo alla stanza vidi Il dott. Robert,  Linda e un loro collega che lavorava all’ospedale del paese vicino,  l’avevano consultato per avere la conferma della loro diagnosi:  non era influenza ma era una reazione per lo spavento che avevo avuto da quella notte.  Mi portarono da bere,  e mi dissero che avevo gli occhi scintillanti:  diversi da quelli di sempre.  Poi dopo essersi presi cura di me mi lasciarono sola nella stanza a riposare,  ma io non riuscii più perché mi prese un’angoscia improvvisa:  avevo la fronte madida di sudore,  la febbre era scesa completamente,  dopo tanti pensieri che mi opprimevano la mente mi riaddormentai.  Quando mi svegliai,  aprii la finestra che dava sul lago e vidi la luce dare i primi riflessi sul lago deserto;  erano le luci della riviera;  da lontano si sentiva una musica di tango,  i primi tanghi della sera nella sala da ballo di una grande barca di un signore del paese.  Poi sentìì bussare alla porta:  era Robert che veniva a chiedermi come mi sentivo.  Mi visitò e mi disse che ormai era tutto finito,  febbre e brividi e stanchezza se n’erano andati.  Dopo un po’ scesi per stare con loro,  passammo la serata insieme a parlare di cose importanti ma nessuno di noi parlò di ciò che avevamo visto quella notte. Continua…

Il sole non era ancora tramontato del tutto,  ma i pini alti e scuri tutt’intorno alla villa crearono un precoce crepuscolo.  Se vivessi qui,  io ne toglierei qualcuno,  dissi a loro,  perché tolgono una delle più belle viste gratuite che danno sul lago.  Poi Linda si alzò e ci disse: via tutti da casa perché vi voglio preparare una cenetta coi fiocchi   non voglio neanche Marta (Marta era la domestica).  Robert mi chiamò a vedere gli ulivi e il vigneto,  ma io gli risposi che volevo fare una passeggiata da sola a meditare.  Seguiì il vialetto ghiaioso e passai sotto l’arco del gelsomino,  e poi da lontano si vedevano gli oleandri fioriti  dai cespugli  immensi.  Arrivai fino al recinto del frutteto,  mi beccai una rinfrescata improvvisa dello spruzzatore fissato a una specie di piattaforma in mezzo allo spazio che prendeva il gelsomino e gli oleandri,  lanciando lunghi getti d’acqua tremolanti.  Le piante sgocciolavano nella penombra della sera.  L’aria sapeva di fiori di oleandro,  gelsomini ed erbe aromatiche,  grossi uccelli bianchi che sembravano aironi, beccavano la terra umida.  Rimasi là fino a quando non si spense lo spruzzatore.  Poi calò un grande silenzio e presa un po’ dal timore mi venne la pelle d’oca.  Guardai il cielo, qualche stella stava punteggiando lassù,  rabbrividii ancora anche se la sera era calda ma gradevole.  Poi provai come un bisogno di inginocchiarmi al buio a pregare,  ma non per molto perché non volevo farli aspettare per la cena.  Quando arrivai c’erano due ospiti in più: il medico che mi venne a visitare,  con la moglie. Linda mi disse che erano tutti nello studio,  dopo aver bussato entrai,  vidi che loro tre erano seduti intorno alla scrivania.  C’erano altre due sedie,  occupai l’ultima verso sinistra. vidi il volto pallido di lei:  la moglie dell’altro medico.  Robert aveva appena finito di raccontare ciò che avevamo visto qualche notte fa. Ecco il suo pallore da dove usciva e mi guardò con sguardo intenso,  poi mi chiese se la portavo là dov’era successo la cosa,  io le risposi che dopo cena ci saremmo andati insieme tutti e cinque;  ci ritrovavamo ancora in cinque.  Lei mi rispose che le sarebbe piaciuto andare subito perché le si era chiuso lo stomaco e non sarebbe andato giù nulla.  Io non potevo allontanarmi senza dire niente a Linda e a Robert la mia educazione non me lo permetteva.  Allora si mise fuori dalla casa sul dondolo e nel frattempo io spiegai tutto ai miei amici.  Poi salì le scale per andare in bagno,  e nel salire incontrò una donna che scendeva ( la domestica era stata a mettere a posto le stanze sopra) ,  una donna sulla sessantina,  un viso bellissimo,  indossava un abito nero con grembiule bianco di pizzo,  i capelli castano chiaro,  legati che scendevano  dietro le spalle, occhi scuri ed uno sguardo calmo,  tranquillo,  come se incutesse felicità. (Sembrava il ritratto di mia nonna Selina a quell’età)  Poi la moglie del dottore mi chiamò perché non riusciva ad aprire la porta finestra del bagno che dava sul cortile.  Ad un tratto sentì  dei passi che camminavano nelle stanze del terzo piano,  allora io chiesi ai padroni di casa se c’era qualche altro ospite al piano di sopra,  ma loro sbalorditi del nostro racconto vennero con noi a vedere e non c’era assolutamente nessuno che si potesse vedere. Ma sia io che l’altra donna avevamo sentito benessimo camminare avanti e indietro: passi decisi e non leggeri.  Continua…

26/01/2026

Così  Lnda ci chiamò a tavola,  la signora del dottore restò fuori a respirare l’aria fresca della sera,  ma quando sentì i profumi della cucina che uscivano dalla finestra la vedemmo entrare e scusarsi per il ritardo e incominciò a mangiare.  La sera finì deliziosa fino a notte fonda,  gli ospiti se ne andarono e noi prima di salire nelle nostre camere ci bevemmo una tisana fresca  con il sottofonda di musica classica.  Arrivò il mattino,  io mi alzai verso le sei,  corsi subito alla finesta più alta e volevo vedere se il vecchio pescatore era ritornato da sua figlia che abitava lontano da lì.  Sì,  lo vidi che stava preparando le canne da pesca,  e allora misi a posto in fretta la mia camera,  andai sotto la doccia e mi preparai per andare a trovare il pescatore.  Volevo invitarlo a mangiare da noi;  quando mi vide mi sorrise apertamente con tutto se stesso,  era felice anche lui di vedermi,  era ancora lì.  Mi avvicinai e gli chiesi delicatamente se oggi voleva essere nostro ospite a pranzo,  lui mi rispose che quello che volevo sapere me lo diceva anche se non lo invitavo da noi a casa.  Io gli dissi:  no!  Non lo voglio sapere ora,  me lo direte oggi,  così io vi racconterò il nostro segreto,  anzi,  noi vi racconteremo il nostro segreto.  Gli dissi inoltre che avrei voluto invitarlo per fargli assaggiare un mio piatto molto pregiato nelle nostre zone in cui abitavo.  Si tratta di una minestra di carne con il vino.  Lui mi ringraziò e disse che per niente al mondo se lo sarebbe perso.  Ci salutammo momentaneamente e corsi subito a casa per mettermi in cucina a preparare lo stracotto di carne  nella pentola a pressione con le verdure.  Nel frattempo grattugiavo il parmigiano e anche un po di pane.  Poi  incominciai a tagliare i pezzi di pasta del pane che avevamo impastato il mattino precedente,  appunto per fare il pane fresco.  Linda scese alle otto,  e venne in cucina già profumata di pane fresco e stracotto per i cappelletti.  Dopo un’ora feci il pesto e Linda fece l’impasto per la pasta;  ci mettemmo in tre a fare i cappelletti,  venne anche Marta.  Linda aveva fatto il brodo di carne il giorno prima,  così che era tutto perfetto.  Verso mezzogiorno andai dal pescatore e gli chiesi a che ora gli sarebbe piaciuto pranzare.  Lui mi rispose che dovevamo dirglielo noi che per lui sarebbe stato giusto.  Noi gli venimmo incontro alle tredici,  lui un po’ imbarazzato voleva cambiarsi e lavarsi prima di sedersi a tavola,  così Robert lo portò davanti alla camera del bagno. Incominciammo a pranzare,  gli andai vicino con i cappelletti e gli chiesi se voleva assaggiare quelli asciutti con il vino delle nostre zone (il lambrusco) ,  poi gli avremmo dato il piatto con i cappelletti in brodo e il parmigiano.  Il pescatore gradì moltissimo non solo il piatto delle mie zone,  ma anche la premura che avevamo nei suoi confronti.  A fine pranzo gli chiesi se voleva vedere una cosa,  una statua che Linda e Robert volevano far costruire nella loro residenza.  Gli chiesi se l’aveva vista ancora una statua così; lui ci disse che sembrava un angelo,  ma non l’aveva mai visto prima d’ora.  Lui ci raccontò quello che vide più di una volta:  stavo pescando disse ma i pesci non abboccavano,  ad un tratto qualcosa mi attirò lo sguardo in alto e vidi che nel cielo azzurro chiaro,  c’era uno spazio blu,  un blu bellissimo ma scuro,  con dei bambinelli intorno che avevano le ali ;  noi raccontammo invece quello che avevamo visto qualche sera fà .  Ci credemmo subito a lui,  come anche lui credette a noi.  E da allora fino a quando il vecchio pescatore restò in vita spesso si recava a trovarci,  e a volte mi mandava a salutare quando non ero ospite lì da Robert e Linda.  Con la figlia e il genero ci scambiamo ancora gli auguri a Natale. Il vecchio pescatore morì alla bella età di noventatre anni,  altro che ubriacone e rimbambito!  Lui amava il vino:  era il suo unico vizio ma non si ubriacò mai.

Da quel giorno che ci sembrava che il cielo cadesse su di noi,  io non ebbi mai più la febbre,  né alcun malanno.  Questa narrazione di cose straordinarie,  dà un senso alla nostra esistenza e ringrazio il Cielo ancora una volta per questa opportunità.

 

 

DIALOGANDO CON VOI

21/01(2026

 

 

DOVE  MUORE IL  SOLE

La voix se fait rauque pour la forte colère

il ne vait pas la fleur de son age,  le coeur ne lui fait pas mal

Il s’achemine assaiflé aux pays du soleil sournaise voix

loquace,  trahie,  elle enchante le ciel aussì,  pauvre coeur

qui nesait pas aimer

Triste choix dans la saison odorante de vie,  mais les vies

s’éteignent à leurs yeaux.  Ils feignent de bobbes penseés.

Que quelqu’un Les aide!

Marcher sur les cailloux,  l’esprit ravì; petites proies

nu-pieds espoir évanoui,  sens occasion de pensée

l’esprit ne crie plus comme épée qui trans perce vengeance.

Puis on dernier regard, la quiétude s’allume,silence infinì

tout s’éteint le rideau baisse!

Quelqu’un les revit après?   Tendre espoir…puis la caresse

de l’aurore

Oh jeunesse d’ éphémère passage!…

 

 

Elena L. Da nella mente e nel cuore.

 

22/01/2026

 

Ieri  sera Annalisa mi ha chiesto se metterò nel mio blog la formula che abbiamo fatto io Linda e Robert,  io ho risposto che per ora resterà in cassaforte di Robert.  Abbiamo pensato che quando Peter smetterà di andare in missione,  ne riparleremo insieme.  Anche perché sarebbe lavoro sciupato mettere una cosa così importante (le ricerche di anni) in balia di persone che se la prenderebbero e poi screditerebbero chi l’ha invventata per impossessarsene.  Incomincerebbero a dire:  ma saranno qualificati per avere fatto una cosa così importante?  E poi se ne imposssasserebbero senza pietà! Certo che siamo qualificati.  Imbecilli!

Annalisa mi ha detto:  certo che la dieta che mi hai fatto mi fa bene alla salute e non mi fa ripredere il peso. Ora ho gli esami ematici perfetti.

Annalisa  Ho capito che il tuo compagno ideale sarebbe la perfezione interiore fatta persona,  vero?

Elena  Sì,  proprio come Peter,  ma Peter è un figlio.

Annalisa   Perché  molti prelati non credono alla visione dello Spirito Santo?  Ci saranno impostori che non dicono la verità  ma ci sono molte persone sincere che dicono di averlo visto.

Elena  Come ci sono persone bugiarde in mezzo a quelli che dicono di avere visto,  anche in mezzo ai prelati ci sono persone che dovrebbero cambiare mestiere.  O che vorrebbero tenersi lo Spirito Santo in tasca oppure non credono in niente;  e dicono di essere Dio.  Dico così perché molto tempo fa frequentavo la chiesa là da una mia amica; il parroco giovane ci diceva che lui era Dio;  durante la confessione ci chiedeva di quelle cose,  ma di quelle cose! Che da lui non ci confessammo più.

Annalisa    Dimmi,  sei felice?  Se vuoi puoi anche non rispondermi.

Elena  Sì,  io sono una donna felice,  e il Cielo mi ha dato una prova anche ieri sera.  Amo la vita e la concretezza,  non amo il dubbio, né amo le persone pagliacci che oggi sono bianche e domani sono nere… ma soprattutto ho delle persone che mi amano davvero;  hai visto quello che è successo ieri sera!

 

Annalisa  Adesso ti rivolgo una domanda di politica,  se ti va naturalmente.  Pensi che Trump riesca ad impossessarsi della Groenlandia,  ovvero pensi che cercherà di prendersela con la forza alleandosi con altre nazioni?

Elena  Farà lo scemo intanto le borse scendono per farle salire,  e poi riscendere … ma poi credo che rinuncierà e non troverà alleati.

Annalisa  Ti devo molto per avermi insegnato a giocare a scacchi,  adesso che ho imparato discretamente non smetterei mai.  Sai?  A volte vorrei essere te!

Elena  Per una persona che si ama e che ama il suo prossimo,  nessuno è migliore di se stessa. Linda e Robert mi mandano messaggi per incoraggiarmi a non smetterla con il computer,  ma a volte vorrei scrivere soltanto con carta e penna.

Annalisa  Ma perché?  Vorresti privarci di leggere quello che scrivi e quello che ti pace,  cosa contano i like e i follower?  Tu sei più di tutto questo.

Elena  No,  non è per questo,  forse dovrei mettere tutte le poesie che ho scritto e niente altro.

Annalisa   No,  no  farci questo! Non ascoltare chi ti odia! Sono pochi quelli che ti odiano,  ma purtroppo ci sono,  proprio perché sei brava. Adesso se non hai sonno ascoltiamo della musica,  la musica è un toccasana.

Annalisa  Chi  ti ha chiesto la formula?

 

Elena  È  stato uno di qua che si occupa di notizie, mi ha chiesto se vado in televisione a mostrare il brevetto,  io gli ho risposto che non si tratta di un giocattolo oppure di un utensile domestico e nemmeno una vela a vapore,  ma che deve andare in mano a dottori che sappiano gestirlo come si deve, con serietà e non da pagliacci.

Annalisa  Ma in realtà che cosa vuole da te quello?  Io so chi è,  e credi non è una persona affidabile;  non vedi che quando parla guarda sempre all’insù oppure da destra a sinista  ma mai che guardi in faccia l’interlocutore.  La gente così ha molto da nascondere.  Me lo diceva spesso il mio papà.

Elena  Sai,  sono tanto stanca di gente falsa!

 

Marco  Devi partire oggi o partirai domani?

Elena  Oggi sta piovendo anche là,  volevo andare a cavallo,  per questo non so se partire stasera o domani o posdomani.

24/01/2026

Marco   Che pranzo che ci hai fatto;  Annalisa è ancora a tavola.  Cara zia sei una gran cuoca.

Elena  Siete voi che vi accontentate!

Marco  Se non mangio così bene neanche al ristorante!  A casa mia poi non parliamone!  Non sgridarmi se dico così di mamma,  lo so che non ha troppo tempo.

Marco  Ti piacerebbe diventare una santa?

Elena  No,  perché io non la sono in questo mondo e non la sarò  nemmeno nell’altro;  e sai perché?  Perché io amo la vita,  amo il mondo,  amo tutto ciò che è bello, e amo molto anche il cielo. Io non voglio vivere solo una parte di me per diventare una santa.  Ma la voglio vivere in tutta la sua pienezza:  ovviamente senza fare del male agli altri.

Marco Prima di andare via,  ti chiedo se mi aiuterai in medicina,  la settimana prossima?

Elena  Ma certo,  te l’ho promesso.

 

26/01/2026

Mariangela   Sai cosa devo confessarti?  Che dopo aver conosciuto Peter non avrei voglia di conoscere nessun’altri al mondo;  mi ha lasciato una cosa nell’anima che non saprei descrivere.  Sei fortunata se un giorno non troppo lontano potete lavorare insieme. Perché sarà così vero? Me l’ha detto lui.

 

Elena  Se lo ha dichiarato lui,  significa che ha pensato bene a quello che noi tre gli avevamo detto e sta prendendo una decisione saggia.  È troppo il tempo che lui segue una strada pericolosa;  ma se quella è sempre stata la sua vocazione,  io non lo spingerò più di tanto;  non sarebbe giusto per lui,   non glielo farò più pesare.  Il fatto è che mi sto già preoccupando per quando partirà all’inizio di febbraio. Per lui io prego ogni giorno;  a volte anche di notte.  Anche in lui io vedo Dio e Il Cielo in lui. Per me è mio figlio a tutti gli effetti,  come se l’avessi partorito io;  non esistono figli del sangue e figli adottivi! Ma solo figli!

Annalisa  Sai ho letto il tuo racconto,  me lo avevano già raccontato Linda e Robert,  comunque è una cosa bellissima;  ma ne hai un’altra di storie vere da raccontare,  perché io lo so.  Quando ce la racconterai?

Elena  Ma non lo so,  non è facile per me raccontare queste cose,  purché bellissime, e vere,  ma un po’ m’imbarazzano.

Annalisa  A te  e a Peter vi dico che vi amo!  Non sparite mai dalla mia vita.

Elena  Se non si vuole sparire non si sparisce dalle persone che vogliamo bene.

Marco   Elena  Hai mai amato e provato ripulsione contemporaneamente per qualcuno?

Elena  Ma che domande sono queste?  Ma certo che no!  Non si può amare e allo stesso tempo provare ribrezzo per qualcuno,  perché è questo il senso!   Non io! Una persona che prova ripulsione per qualcuno non credo che lo abbia mai amato o amata.

28/01/2026

Annalisa  Sai cosa mi ha detto Francesca?  Che dovresti fare le previsioni e gli oroscopi.  Tu hai azzeccato tutto,  sia con lei e sia con gli altri dell’ufficio.  Tu hai una forza innata!

Elena  Vi ringrazio,  si,  lo so che molte persone lo pensano davvero perché me lo hanno chiesto;  vedi io non mi lascerei comprare da nessuno e di sicuro non metterei mai l’oroscopo di uno al posto di un altro per denaro o per favori.  Questo sia ben chiaro.  Anche se mi piace l’astrologia io non sono a corto di argomenti per poter cambiare rotta: ne ho talmente tanti che mi piacciono che a volte non so da dove cominciare;  ma a volte accetto di fare l’oroscopo in privato proprio per non avere grane con chi lo fa di mestiere. non a scopo di lucro sicuramente no!  Ma per pubblicarne qualcuno non credo che dovrò subire delle multe nel senso di offese,  come è già avvenuto in passato.  Però quando volete io ve lo farò volentieri.

 

ASCOLTIAMO LA TUA PAROLA

 

 

Il pensiero del mondo così lacerato

lacera anche il mio cuore.  Porta quell’amarezza

del rimpianto di non aver ascoltato le sue odi.

Sento il languore di una tristezza esistenziale

che comunica un tono di speranza a chi ama.

Ci ha donato il suo tempio perché continuassimo

la sua opera,  per curare nuovi mondi misteriosi e

cogliere in essi il senso del divino.   Niente dolcezza

né stupore;  le nostre emozioni senza tempo,  Indietreggia

allo stupore che ci invia la mano del Cielo,  declinando

suggerimenti che vengono dall’anima.

L’uomo viene trascinato

dall’esistenza come fa il vento con le foglie morte

e non pensa che il domani potrebbe essere ancora suo.

 

Elena  L.  28/01/ 2026

(tempio: il mondo)