COME RAFFORZARE LA NOSTRA AUTOSTIMA

29/07/2026

 

 

L’autostima è importante in una persona ma soprattutto nei bambini,  farli crescere non con quell’arroganza,  ma con l’autostima come fosse una pianticella giovane con delle radici ben piantate a fondo  così non avrà paura di combattere quelle persone stupide, arroganti e molto false. che incontrerà durante il percorso della sua vita.

Incominciamo con noi adulti,  se vogliamo educare i bambini con un metodo giusto e sano, per farli crescere indipendenti fin dai primi anni,  per affrontare le dure prove della vita.

Noi fin dalla nascita siamo dotati di una buona dose di autostima, non abbiamo paura di nulla,  siamo sempre sull’orlo dei guai perché abbiamo molta autostima.  Ma crescendo  questa spensieratezza che ci rende così spontanei e fiduciosi in noi stessi,  piano piano se ne va!  Sta in noi trascurarla o rinforzarla per il resto dei nostri giorni. E perché direte se ne va?  Dove va? Potrebbe giacere nei profondi recessi della nostra mente;  oppure dipende anche dal carattere di chi ci sta crescendo, educando.  Che cos’è l’autostima?  È una qualità congenita dell’essere umano,  senza di essa non si è niente, ci  si sentirà un’annullità!  Si avrà sempre il desiderio di approvazione,  altrimenti subentrerà la timidezza,  e non si riuscirà a concludere niente;   specialmente nel linguaggio: il modo di esprimersi non sarà più come prima,  ma chiuso e balbettante;  arrendevole con i suoi amichetti,  ecc. Ecco perché  noi dobbiamo  prepararci a questo difficile compito,  per creare una società del domani,  migliore. Perché quando un bambino,  un ragazzo è dotato di autostima,  non avrà nemmeno la voglia di fare il bullo,  ma impiegherà il suo tempo in opere migliori anche per aiutare gli altri.  Continua domani…

 

I POTERI DELL’ANIMA DI ELENA LASAGNA

29/08/2026

 

I POTERI DELL’ANIMA

DI ELENA LASAGNA

Pubblicato nel 2007

Edizioni Bottazzi Suzzara Mantova

Con la collaborazione  della “CEIAL”  1960 di Verona (Un seminario per l’America Latina per teologi a servizio temporaneo).  “FIDEI DONUM”  (Prestito di sacerdoti per L’Italia nel mondo) e con il consenso di Don Dante Lasagna. Vendute mille copie in tutto il mondo con il solo scopo di beneficienza. Mi era stata richiesta una ristampa,  ma io non accettai. Poi scrissi la seconda parte.

 

 

A quella persona infima che dice che non è vero che abbia copiato il mio titolo del libro e del sito  I Poteri dell’anima,  ho le prove di un  migliaio di persone.  Se non avevi un altro titolo da mettere al tuo libro,  probabilmente non l’hai scritto con il cuore e l’anima.  Cambia titolo o ti farò la guerra! E a quell’altro coglione che dice che non ho tante fotografie  dentro il sito;  sono più di tremila,  senza quelle rubate e andate perse. Io ho tutti i negativi e le fotocopie.

Vorrei anche ribadire:  chi non ha la capacità per scrivere senza copiare dagli altri,  troverebbe la dignità nell’andare ad intraprendere un’altra professione.  Quella più adatta a voi!

È un romanzo basato sulla verità di storie di vita vissute.

Emi,  una ragazza di provincia,  di buona famiglia, dotata di grande amore per l’umanità.  Si ritrova a dover scegliere  fra il matrimonio e la missione per l’America Latina.  Si avventura nel cammino irto del nord-est brasiliano.  La coinvolge in avvenimenti sovrastanti la natura umana.  Dopo qualche anno attraversò l’Europa per mettere in salvo l’amica Elisabeth:  Emi rimarrà esule di questa circosatanza.  In una d queste vicende,  si svilupperà in lei una forza msteriosa,  che sarà determinante per la sua vita futura. Si troverà nel mezzo di una sciagura,  che la porterà a vivere per sempre lontano dal Brasile.  Emi vivrà contemporaneamente in due posti diversi: In uno nel ruolo di madre,  nell’altro in quelo di moglie.  Pur essendo lontana dal luogo della missione,  si calerà nei sentimenti di quella gente e ne segue le vicissitudini attraverso l’Italia.  Il suo amore diffonderà nella gente un potere di sensibilizzazione;  la sua solarità la porta a raccogliere fondi a scopo umanitario.  Questa storia ha conquistato il cuore di molta gente anche in Brasile,  Emi vive e vivrà per sempre in ognuno di noi.

Piter  Io non riesco a capire come si possa fare delle cose così gravi come copiare un titolo di un libro. Oltre che una maleducazione di quelle ignoranti molto,  lì,  siamo a livelli di una bassezza che non si potrebbe descrivere. Se avesse chiesto il mio consenso io non glielo avrei concesso,  e tu?  scommetto di sì!  Va bene essere buoni,  ma fino a questo punto,  no!  non possono sempre prenderti tutto così!  Se si continua con questo odio nei tuoi confronti,  io lo sputannerò davanti a tutto il mondo!  Perché è stato lui! Ed è sempre lui!

Elena  Chiedere il consenso,  bisogna prima pensarci bene, di lasciare un consenso di questo genere,  perché non esiste cosa più squallida da sopporare!  Questo è profanare! Perché poi non è soltanto il titolo del libro,  ma con quel titolo c’è anche il sito! Li dentro c’è cuore anima e cervello!  Linda mi ha scritto che se ho bisogno del suo avvocato lei e Il dott. Robert ci saranno sempre.

Chiedo scusa al Cielo ma certe persone non dovrebbero neanche nascere!

 Dopo la pubblicazione di questo libro,  pensai di avere un sito e lo chiamai I poteri dell’anima,  perché appunto  si tratta di un sito molto ricco con diverse categorie,  anche la mia esperienza che feci tempo fa durante i miei studi di medicina accanto a dei dottori professionisti seri.  Contiene tutte le ricette che ho fatto fino a poco tempo fa,  sono 400  articoli più di tremila ricette;  la mia esperienza che ho acquisito in questi anni con il gioco degli scacchi e le diverse strategie.  Botanica,  giardinaggio, le lettere che ho scritto per voi,  molte poesie e più di tremila foto illustrate ecc.  Guardatelo  e sono certa che piacerà alle persone intelligenti.  A proposito sempre per beneficienza pubblicai a mie spese un altro libro con le mie poesie scelte per voi: “Nella mente e nel cuore”in versione italiana e francese;  sono pù di cinquanta,  in tutto ne ho scritto 2000. Tutti i proventi sono stati spediti per sostenere la ricerca sulle malattie cardiovascolari.  Poi ho scritto più di ventisette libri ma non li ho pubblicati restano sempre un ricordo per i figli di chi mi vuole bene;  e molti saggi,  prose di poesie e di romanzi  storia,  letteratura antica e moderna. Guardate nelle categorie del sito e fate la vostra scelta.

” NELLA MENTE E NEL CUORE”

Il messaggio del dott. Robert,  Linda,  Il dott.Piter e il dott. Michele.

Essere meraviglioso tu sei sempre nei nostri cuori.

 

PER I BAMBINI OTTO

28/07/2026

 

 

C’ERA UNA VOLTA UNA PRINCIPESSA

C’era una volta una principessa,  che  aveva chiuso il grembo,  così che non poteva avere bambini.  Ella andava tutte le mattine in giardino e pregava Dio di farle il dono di un bimbo.  Ed ecco che un gorno sentì una voce che le diceva:  “Rassicurati,  avrai un figlio che non dovrà mai desiderare invano:  qualunque cosa al mondo egli voglia, l’otterrà.  Ella andò dal re e gli diede la lieta notizia;  a suo tempo partorì un figlio e il re era felice.  Tutte le mattine col bimbo andava nel parco a lavarsi a una chiara sorgente.  Il bimbo ea già un po’ cresciuto quando un giorno,  tenendolo in grembo,  ella si addormentò.  Ed ecco,  soppraggiungere il vecchio cuoco;  egli sapeva che il bimbo non avrebbe mai desiderato invano e lo rapì;  prese un pollo,  lo fece a pezzi,  e spruzzò di sangue il grambiule della madre.  Poi portò il bambino in un luogo nascosto,  dove lo fece allattare da una balia,  corse dal re e accusò la regina di esserselo lasciato rapire dalle bestie feroci.  Il re vedendo il sangue sul grembiule lo credette e s’infuriò con la regina talmente tanto che fece costruire una torre senza nemmeno un lama di luce e non penetrava il sole,  e là la fece rinchiudere e murò la porta.  Elle doveva starci sette anni senza mangiare né bere,  e morirvi di fame.  Ma Dio le mandò due angeli dal cielo,  sotto forma di bianche colombe,  che due volte al giorno dovevano volare da lei portandole da mangiare e da bere,  fino allo scadere dei sette anni.  Arrivò un giorno che il cuoco pensò:  “Se si avvera qualche desiderio del bambino e io sono qui,  potrei essere rovinato  “.  Lasciò il castello e andò dal bambino,  che era già abbastanza grande e sapeva parlare,  e gli disse:” Desidera un bel castello con un bel giardino e tutto l’occorrente” . E come al bimbo uscirono di bocca queste parole,  ecco là tutto quello che aveva desiderato.  Dopo un certo tempo,  il cuoco gli disse:”  Non va bene che tu sia così solo,  desidera la compagnia di una bella fanciulla.  Il principino espresse il desiderio,  e la fanciulla fu subito davanti a lui.  Ora i due ragazzi giocavano insieme e si amavano teneramente,  e il vecchio cuoco andava a caccia come un signore.  Ma gli venne in mente che il principe poteva desiderare di stare con suo padre, e così metterlo in gravi guai;  allora uscì e chiamò la fanciulla e le disse:  stanotte quando il ragazzo dorme,  accostati al suo letto e piantagli il coltello nel cuore;  portami il suo cuore e la sua lingua,  e se non lo farai perderai la vita.  Poi se ne andò,  e il giorno dopo,  quando tornò,  ella non l’aveva fatto e gli disse : ” Perché devo uccidere un innocente che non ha ancora offeso nessuno?  Il cuoco disse di nuovo:” Se non lo farai ti costerà la vita”!  Quando egli se ne fu andato, la fanciulla si fece portare una cerbiatta,  la fece uccidere,  prese il cuore e la lingua,  li mise su un piatto e,  quando vide arrivare il vecchio,  disse al ragazzo:  ” Va’ a letto e tirati la coperta sul viso”.  Quel mostro entrò e disse:  “Dove sono il cuore e la lingua del ragazzo?  La fanciulla gli porse il piatto,  ma il principe gettò via la coperta e dicendo:  ” Vecchio scellerato,  perché volevi uccidermi?  Adesso pronuncerò la tua sentenza:  devi trasformarti in un cane barbone dal pelo nero,  con la catena al collo e mangiare carboni ardenti,  così che divampino le fiamme dalla tua gola”.  E appena dette queste parole,  il vecchio si trasformò in un cane dal pelo nero con una catena d’oro al collo,  e i cuochi dovettero portargli  dei carboni ardenti,  che egli divorò così che le fiamme divamparono dalla gola.  Il principe rimase là ancora per poco tempo,  e pensava a sua madre,  se mai fosse ancora viva.  Infine disse alla fanciulla:” Voglio tornare in patria se vieni con me,  penserò io a mantenerti per sempre.  Ma ella rispose:  Ah  é così lontano!  E poi che farei in un paese straniero disse dove sono sconosciuta? ”  Poiché lei non consentiva e non volevano separarsi,  egli desiderò che la fanciulla diventasse un bel fioree se lo mise in tasca.  S’incamminò,  e il cane barbone dovette seguirlo di corsa:  ed egli giunse in patria.  Andò subito alla torre,  dov’era la madre,  ma la torre era così alta che egli desiderò una scala che arrivasse fino in cima.  Poi salì,  guardò dentro e gridò: carissima madre,  dolce regina,  come state siete ancora viva?  Ella rispose:  ”  Sì,  ho appena mangiato e sono sazia;  lei credeva che fossero gli angeli.  Sono il vostro caro figlio!  Quello che le bestie feroci vi abrebbero rapito mentre vi stavo in grembo,  ma sono ancora vivo e presto vi salverò”.  Poi scese e andò da suo padre,  si fece annunciare come un cacciatore forestiero,  chiedendo di entrare al suo servizio.  Il re rispose di sì:  venite pure,  purché siate esperto e riusciate a procurarmi della selvaggina,  ma in tutta la contrada non c’era mai stata.  Il cacciatore promise di procurargli tanta selvaggina,  quanta ne poteva occorrere alla mensa reale.  Poi fece riunire tutti i cacciatori e ordinò che lo seguissero nel bosco.  Andarono e là egli ordinò che formassero un gran cerchio aperto da un’estremità;  poi vi entrò e si mise a desiderare.  Subito entrarono nel cerchio più di duecento animali selvatici,  e i cacciatori dovettero ucciderli.  Poi caricarono il tutto su sessanta carri e li prtarono al re;  e questi potè finalmente ornare la sua tavola di selvaggina,  dopo esserne stato privo per tanti anni.  Continua domani.  Ciao a tutti i bambini!

29/07/2026

Tutto contento,  il re stabilì che il giorno dopo l’intera corte pranzasse con lui e diede un gran banchetto.  Quando furono tutti riuniti,  disse al cacciatore:” Poiché sei così valente,  devi sederti accanto a me”.  Quello rispose:”  Sire,  vostra Maestà mi perdoni,  non sono che un principiante”.  Ma il re insistette a dire:” Devi sederti accanto a me!”.  Finché egli lo fece.  Mentre era là seduto pensò alla sua carissima madre, e desiderò che almeno uno dei primi cortigiani si mettesse a parlare di lei,  chiedendo come stesse nella torre,  se era viva o se morta di fame?  Ma il re rispose: ” Ha lasciato sbranare il mio caro figlio dalle bestie feroci: non me ne parlate.  Allora il cacciatore si alzò e disse:”  Mio nobile padre,  la regina è ancora viva e io sono suo figlio;  non mi hanno rapito le bestie feroci,  ma quello scellerato del vecchio cuoco,  che mi ha portato via dal suo grembo mentre ella dormiva,  e le ha spruzzato il grembiule con il sangue di un pollo.  Prese il cane dal collare d’oro e disse:  “Ecco lo scellerato e fece portare dei carboni ardenti,  che il cane dovette mangiare davanti a tutti,  così che le fiamme gli divampavano dalla gola.  Poi il giovane domandò al re se voleva vedere quell’uomo nel suo vero aspetto e desiderò che ridiventasse cuoco:  ed eccolo,  col grembiule bianco e il coltello in cintura.  Al vederlo il re s’infuriò e ingiunse di gettarlo nel carcere più fondo.  Poi il cacciatore proseguì:  “Padre mio,  volete vedere anche la fanciulla che mi ha educato con tanta tenerezza e poi doveva uccidermi,  ma non l’ha fatto,  benché fosse in gioco la sua stessa vita? Il re rispse:”Sì,  la vedrei volentieri.  Disse il figlio:  “Mio nobile padre,  ve la mostrerò sotto forma di un bel fiore”.  Tasse di tasca il fiore e lo mise sulla tavola regale,  bello,  come il re non ne aveva mai visti.  Il figlio disse:  ” Ora voglio mostrarvela nel suo vero aspetto,  e desiderò che ridiventasse una fanciulla;  ed eccola,  così profonda nello sguardo che si distingueva da tutte le altre:  per la sua classe,  il suo sorriso e la sua bontà.  Ma il re mandò alla torre due cameriere e due servi,  che andassero a prendere la regina e la conducessero alla tavola regale.  Ma la regina non mangiò nulla e disse: ”  Iddio clemente e misericordioso che mi ha serbato in vita nella torre ,  presto mi libererà”.  Visse ancora tre giorni poi morì come una santa.  E la seguirono fino alla sepoltura le due bianche colombe,  che le avevano porato il cibo nella torre erano angeli del cielo;  e si posarono sulla sua tomba.  Il vecchio re fece condannare il cuoco,  ma il dolore lo consumava e presto morì.  Il figlio sposò la fanciulla che si era portato in tasca sotto forma di fiore;  e se sono ancora vivi lo sa solo Iddio.  Fine.

IL VANGELO SECONDO MARCO TERZA PARTE

28/07/2026

 

Capitolo 6

GESÚ  A NAZARET

Partito quindi di là,  andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato,  incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: ” Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere,  il figlio di Maria,  il fratello di Giacomo,  di Joses,  di Giuda e di Simone?  E le sue sorelle non stanno qui da noi?”.  E si scandalizzavano di lui.  Ma Gesù disse loro:”  Un profeta non è disprezzato che nella sua patria,  tra i suoi parenti e in casa sua”.  E non vi potè operare nessun prodigio,  ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì.  E si meravigliava della loro incredulità.

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE TREDICI

27/07/2026

 

Annalisa   Dai immortalizza nei tuoi pensieri questo posto stupendo che ti è di casa. Esprimiti !

Elena  Questa stupenda visione parla d’amore.  Creatura Divina”  !  Mi hai definitivamente imprigionata e io non so più se andare o restare. Se mandarti via dalla mia anima o tenerti in un posto pregiatissimo dove potrai ascoltare i miei pensieri ovunque tu sia!

Annalisa  Sei meravigliosa! L’hai dedicta a Michele?

Elena  Non la dedico a nessuno.

 28/07/2026

Annalisa  Ho letto Socrate,  ma non è che mi sia piaciuto molto,  forse perché non l’ho capito bene. Cosa pensi dell’amore libero?  Com’era considerato Socrate?

 

Elena  Ognuno è libero di fare ciò che crede,  non sarò certo io a limitare le idee degli altri.  Però io credo nell’amore vero e l’amore libero per me non conta niente;  se voglio esprimermi alla Giovanni Verga potrei dirti che l’amore libero è quello degli animali,  ma non tutti, quelli che non hanno cuore e anima e agiscono d’istinto. L’amore è molto più che la chimica,  la biologia e gli ormoni  possano spiegare;  ma l’amore è il coinvolgimento di due persone completamente una nell’altra per la vita,  senza annoiarsi mai.  La risposta a questo interrogatorio,  è dentro di te,  io ti dico solo come sono io e che cosa intendo per amore,  perché l’amore prima lo si vede nascere nello spirito.

Quello Che pensano gli altri di Socrate,  lui era considerato un corruttore delle coscienze giovanili,  come i veri filosofi abbatteva un sistema di pensiero che aveva prodotto l’infelicità e non la goia:  la sua grandezza risiedeva proprio nel non fornire soluzioni ma solo strumenti al fine di realizzare sé stessi.

Annalisa  Che cos’è per te la seconda casa?

Elena  Per me è un rifugio,  una dimensione paragonabile a quello del viaggio,  con implicito un concetto non di isolamento ma uno stacco parziale dalla quotidianità;  dico parziale,  perché gli amici li ho qua e li ho là,  quindi anche per continuare il lavoro,  perché no? Un posto romantico,  silenzioso dove si sentono i rumori della natura:  dell’acqua,  dei gabbiani,  e se vengono gli amici con i bambini meglio perchè le loro risate e schiamazzi per me sono musica. Come ti ho già detto il mio rifugio è il bosco  dove vivo,  e la riviera dove scappo ogni qualvolta che mi va di andare dai miei amici e di staccare.

Annalisa   Piacerebbe anche a me di passare un po’ di tempo immersa nell’acqua pulita,  come quella di una piscina o di un idromassaggio personale,  non pubblici;  ma sono così pigra,  che lo metto in progetto ma poi non lo realizzo mai. Tu come fai a non annoiarti?

Elena  Io quando faccio una cosa è perché la voglio fare,  non resto lì a tintinnare se la devo fare o no!  Una cosa di quelle che mi danno gioia è quella di andare a cavallo e poi stare in acqua,  a come dici tu acqua pulita.  È così rilassante e salutare, che rigenera completamente.  Viviamo in un mondo così imperfetto che se non facciamo qualcosa che ci dia felicità,  non riusciremo a sopportare il peso di tante cose. Ogni persona dovrebbe scaricare periodicamente la sua aggressività,  come?  Con i corsi di Tai-chi,  oppure i corsi di  ballo.  Si tratta di un binomio curioso,  ma questo miscuglio in cui si alterna la disciplina orientale come il Tai-chi,  ai volteggi della musica,  per  me è qualcosa di entusiasmante.  Con i corsi di Tai-chi,  si scarica tutta l’agressività e si aumenta la capacità di concentrazione,  imparando nuovi modi di gestire il nostro corpo.  Sicuramente più divertente di quelle noisissime ore passate in palestra.

Annalisa  Hai sentito che hanno saccheggiato dove c’è la madonnina a Medjugorje?

Elena  Sì,  ma ha preso lo stomaco,  ho messo dei fori bianchi sul lato Est dove so che c’è Lei.

Elena  Oggi vorrei dedicarmi alle favole dei bambini,  quelle che mi raccontava la mia nonna.  ( vedi nell’articolo per i bambini).

Annalisa  Chi è quella persona che usa il nome del tuo sito e il titolo del tuo libbro ” I poteri dell’anima per pubblicare il suo libro?  Per me è una ritardata! Senza amor proprio!

Elena  È Una gran maleducata e una morta di fame! Ha copiato anche il contenuto del libro di un’altra scrittrice! È proprio una segnata da Dio!

Annalisa  Non ascoltare più quella persona!  Non vuole il tuo bene,  ma al contrario!  Vorrebbe che tu non avessi né successo,  ne complimenti dalla gente! È un verme!

Elena  Io non ascolto nessuno ma soltanto me stessa;  ascolto i consigli di chi mi vuole bene,  come Piter,  il dottor Robert,  Linda  e Michele. A me non importa ciò che fanno gli altri,  ma non devono copiare il titolo del mio libro e del mio sito solo perché degli imbecilli come loro non hanno fantasia e abbastanza cultura da scrivere senza copiare da chi scrive da più tempo di loro!  Come dice A. Venditti nella sua canzone: In questo mondo di ladri!…

 

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DODICI

23/07 /2026

 

 

La meditazione ci insegna a sopportare le ferite dell’anima e del corpo,  la pazienza e l’umiltà. Capire che ai confini del cielo esiste qualcosa di grande.

Annalisa  Cosa pensi della famiglia del Bosco? È stata martoriata bene!

Elena  Hanno infierito troppo su quei poveri genitori.  Pensa io da piccola ho dormito tante di quelle volte sotto le stelle,  D’estate restavo sotto agli alberi anche durante la pioggia,  e non mi sono mai ammalata.  Sai quanti  bambini nel mondo non possono andare a scuola e muoiono di fame?  Questo per loro va bene? Tutto questo è vergognoso! Pensiamo anche a quei bambini che vivono negli istituti,  anche se hanno i genitori.  Sono i più numerosi quelli che vanno spesso e ritornano ma che le famiglie non li vogliono. Si fanno compagnia con altri pari come loro:  i ragazzi troppo grandi, i diversamente abili,  i non classificabili,  quelli che il giudice non ha ancora deciso cosa siano.  La loro colpa è di non essere neonati abbandonati o figli di genitori dispersi,  oppure indegni e quindi per legge adottabili.  Hanno la famiglia,  ma spesso sono sconvolte da cose orribili,  come il carcere,  la violenza,  la prostituzione,  dalla droga o dalla malattia diventata invalidità,  e per questo incapaci di seguirli,  di educarli,  ma loro non potranno mai diventare legalmente figli di nessun altro.  Per loro l’unica alternativa possibile alla vita sarebbe l’affidamento.  L’accoglienza temporanea presso una famiglia finché quella di origine non abbia superato tutte le proprie sventure o difficoltà.  L’affido è un grande gesto.  Si accetta un bambino nella propria vita impegnandoci di curarlo,  ma soprattutto di amarlo.  Alla fine dell’affido non sono loro che devono ringraziarci,  ma siamo noi che abbiamo ricevuto più di quanto noi avremmo potuto mai dare in affetto e amore. Ma questo molte persone non lo capiscono e non lo capiranno mai. Oggi al posto dell’amore c’è tanta superficilità delle cose senza senso,  della bella vita del fare niente,  e della libertà di viaggiare sempre.  La vita così non renderà mai felice nessuno;  potrebbe sembrare,  ma poi si accorgeranno che ci vuole molto di più,  la felicità non ha un prezzo,  ma la si conquista giorno dopo giorno ecc…

Annalisa   Perché molte persone dopo le vacanze invece di essere più rilassati e felici sono più cattivi di prima?

Elena  Le vacanze bisogna lasciarle decollare lentamente,  essere consapevoli e ringraziare che loro hanno potuto averle,  quindi prendere posizione senza scivolare in immobilismi del corpo e della mente.  Ma consapevolmente agire con polso e aspettare con gioia la prossima vacanza.

24/07/2026

Annalisa  Ieri sera,  quando è venuta quella senza appuntamento, quando parlava si guardava i piedi,  oppure guardava il soffitto,  o a sinistra oppure a destra,  ma mai in faccia! E pensare che non è una donna timida! Che cosa nasconde? Sapessi cosa diceva mio padre di queste persone!

Elena  Cosa vuoi che nasconda cara!  Lo si vede lontano un miglio quello che è!  Per fortuna le ho detto che avevo da fare!  Non riesco a pensare di parlare ancora con della gente così!  Infatti le ho chiesto se cercava qualche ragnatela al soffitto o se aveva il torcicollo alla parte sinistra!  Lo scrivo perché so che mi segue,  è più forte di lei,  così dal momento che ha i soldi per pagarsi uno psicoterapeuta,  spero che qua non venga più! Le altre persone che hanno bisogno e mi chiedono certe cose,  un po’ di tutto,  loro sono leali e se lo meritano.

Annalisa  Ritornerò verso le dieci,  va bene?  Grazie!

 

Annalisa  Cosa suggeriresti alle persone che hanno tutto e non sono felici?  Non di andare nei preti o nelle suore!

Elena  Incomincio dall’affermazione:  perché no?  Se ci fosse la vocazione?

Annalisa  Sì,  certo se ci fosse la vocazione,  ma non per sfuggire alla tristezza della donna o uomo che li ha lasciati,  o per occupare un posto di lavoro! Sarebbero delle falsità inutili.

Elena  Certo!  Ci deve essere una vocazione forte.  Alle persone tristi che non trovano felicità nonostante non abbiano subito vuoti come l’interruzione di un fidanzamento o un matrimonio,  o un lutto,  io credo che la medicina più efficace sia di vedere quanto sono fortunati,  e di occuparsi di quelli che stanno male davvero:  di pensare a loro,  a quelli malati di cancro per esempio.  Affrontare questa malattia devastante significa misurarsi anche con e proprie emozioni,  con l’angoscia,  con la paura del dolore e di perdere i nostri cari .  Questa devastazione interiore inizia col primo sospetto, (così dicono le pazienti),  poi con la diagnosi gli effetti possono essere devastanti da sopportare per una persona sola.  Poi ci sarà l’intervento,  ecc… Il percorso di sofferenza potrebbe essere lungo,  la lotta va combattuta su due fronti:  fisico e psicologico.  La terapia di ascolto,  di aiuto da parte dei volontari,  della famiglia e delle persone care,  non solo migliorano la qualità della vita dei pazienti,  e la loro capacità di affrontare il male,  ma li aiutano anche a vivere più a lungo. Ai pazienti serve aiuto per gestire le proprie reazioni emotive,  conoscere,  e quindi accettare la malattia,  affrontare l’intervento clinico e limitarne i danni fisici e psicologici;  perché confrontarsi con il cancro significa confrontarsi con la vita e la morte.

Annalisa  Questa sì,  che si chiama verità!  Sai che mi sono rsttristata!

Elena  E chi non lo sarebbe,  certo se si pensa solo a se stessi non si sta male affatto per il mondo  ma vince il vuoto che è peggio ancora.

Annalisa  Ti svelo un’altra tristezza:  Ieri sera,  mentre tu sei andata a prendere l’acqua,  lei ha detto questa frase:  Le morsicherei le guanciotte!

Elena  Neanche avessi cinque anni!  Mi vien da vomitare!  Hai fatto bene a dirmelo così quando uscirò mi spargerò sulle guance un po’ di veleno,   mi starà alla larga per un po’!

Annalisa  Oggi non la scrivi la frase d’amore?

Elena  Sarà il caso?

Annalisa  Sì,  dai a me piacciono moltissimo!

Elena  E va bene.

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Il tono lieve,  cullante della musica che sto ascoltando riesce a mettere in risalto ancora di più l’amore che ho per te!  Vita mia.

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Annalisa  Che meraviglia la vita!

Elena  Grazie.  Sai che il giorno 08/ e 09 non andrò là,  al cavallo ci penseranno Linda e Robert.

Annalisa   Non fraintendermi ma sono contenta.

Annalisa   Scusami se sono stata egoista,  in fin dei conti quando vai là mi porti a casa un’energia in più.  Ma poi essendo così amiche mi manchi.

Elena  Non ti scusare,  lo capisco perfettamente.

Annalisa   A  proposito cosa pensi di D. Trump ora che è passato un poì di tempo dall’ultima volta?

 

Elena  Non ho timidezza né vergogna a risponderti la verità.  Tu sai benissimo che detesto le guerre,  ma amo il dialogo.  A volte,  anzi,  spesso chi vuole la guerra,  il dialogo  a loro scivola addosso come fosse un secchio d’ olio.  Fingono di calcolare di far tacere,  quando in realtà hanno già preso decisioni importanti per l’umanità;  ed è molto triste che una persona sola decida di annientare interi Paesi;  senza pensare alle conseguenze senza pudori per chi è innocente;  per soperire alla noia più o meno sopportata. Ma io non condanno più D. Trump come prima,  perché mi sono resa conto che nel mondo quando un Paese è martoriato dalla dittatura ( certe persone che soffrono preferiscono la guerra) che mette in croce migliaia di persone,  prende loro la dignità,  il rispetto di non potere difendersi e di diventare una marionetta nelle loro mani;  questa è una grandissima sofferenza :  vedere i tuoi genitori,  figli, o fratelli che vengono torturati e ammazzati per aver espresso la loro idea come è giusto che sia.  Qui se fossimo in un mondo civile,  sto parlando degli altri Paesi che non sono in guerra,  dovrebbero unirsi tutti nessun escluso per difendere questi figli di Dio.  Invece a loro fa comodo mandare le armi oppure estraniarsi perché affermano che a loro la guerra non piace!  Comodo restare nella bambagia!  Che buona gente,  che Signori!  Ecc.  A questo punto io dico che D. Trump è una persona migliore di tutti quelli che si retraggono come Pilato e se ne lavano le mani.

Annalisa  A me mandano in bestia quelle persone che continuano a dire:  non cercate il successo ,  il denaro e ccc. perché sono cose superficiali,  è vero,  ma perché allora loro cercano sempre amicizie famose,  di successo,  in alto (alto per modo di dire) se guardiamo poi fra le mura domestiche…mentre della gente comune o povera ne parlano per un po’  e poi non ci danno tanto valore;  anzi si permettono di prenderle in giro! Che pena!

Elena  Da noi c’è un vecchio proverbio che rivela:  FATE COME DICO E NON COME FACCIO!  Ma se hai la guida della Madre Santa o quella di Dio tutto diventa irrisorio e non ci dai più valore. Lascia che si gonfino!

27/07/2026

 

Annalisa  per la guerra se ne sentono di tutti i colori!

Elena   Ribadisco,  la guerra con le sue radici è dentro di noi;  nella rabbia che accumuliamo,  nelle follie di tutti i  giorni che prima o poi esploderanno.  La guerra è dentro gli esseri umani.

 

Annalisa  So che tu quando vai là ti diverti da matti,  ma sabato sera dovevi uscire con noi;  la mamma del prof di italiano,  c’è rimasta un po’ maluccio per la tua assenza  Io non lo sapevo,  ma la cena era in tuo onore;  che volevano farti una sorpresa.  Ma non si sono offesi,  hanno capito,  ma non mollano,  perché ti aspettano un’altra volta,  ha detto la signora, che si farà prima della fine dell’estate.  Mamma mia che donna brillante!  Diceva delle cose con ironia,  ma vere.  Di te ha detto che sei una fonte inesauribile di idee e di vitalità!  E non importa se non scrivi a scopo di lucro,  significa che sei più autentica;  mentre ci sono quelli che lo fasnno per denaro ma pubblicano dei libbri scitti co l’A.I.  Quelli dice il professore di italiano che saranno gli idioti di domani.

Elena  Io li ringrazio tanto,  ma non ho fatto in tempo a disdire la mia presenza là,  altrimenti sia io che loro ci saremmo organizzati.

27/07/2026

Annalisa  Quando si farà là da Robert e Linda la festa dell’uva?

Elena  La faremo alla fine di settembre o a inizio ottobre.  Si farà il pane con l’uva,  la buffetta,  e il budino col mosto  d’uva.  Ci sarà la musica e tutti gli amici,  compresa tu,  i bambini di Federica e Alessandro,  alessandra e Giovanni e Marco con sua madre Patty.  E alla sera ci sarà una grande tavolata anche con i dottori amici di Robert e Piter.

Annalisa  Sicuramente sarà una festa bellissima!

Elena  Indimenticabile come le altre.

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE UNDICI

20/07/2026

 

Annalisa  Tutte le tue poesie sono meravigliose,  anche quella che hai appena scritto.  Come fai?  Insegnamelo,  e ti ringrazierò per sempre!

Elena  Io credo che stare insieme a persone che ti amano ti rende così viva e piena di riconoscenza che non te lo so spiegare;  escono così,  da sole.  Anche per me la famiglia non è solo del sangue,  ma è fatta di persone che ti amano davvero. Anche fuori dalla famiglia,  di amici veri più ce ne sono e meglio sarà per tutti. L’amicizia vera è un grande valore.

ASCOLTAMI O SIGNORE

 

Dove ancora sulle rive del mio lago

la mia corsa folle con la criniera al vento

là,  dov’è il tramonto:  quella vista di cielo,

di sole e di luna,  la luce dell’amore sorge come

il grido di un gabbiano che rincorre la sua dolce.

La mia giovinezza mi viene incontro

con pensieri puri,  dove ho cancellato tutto

quello che c’è oltre il buio della notte.

Io non so pensare altro che a te:

grandezza infinita!  Appena percettibile

arrivi Tu ,  liberando su mondi nuovi

la vita come  intesa nel suo valore più potente

Ad un tratto vedo paesi lontani, come dipinti

sullo sfondo dei monti,  come anime bianche,

e piccoli angeli che giocano,  gridano e ridono

Ove ci sia qualcuno capace di intendere

diventare la voce dell’universale dolore e

dell’universale fraternità.  Ascoltami o Signore

Perché tu puoi,  tu sei amore!

 

Elena Lasagna 20/07/2026  h 09:34

 

Annalisa   E questa a chi l’hai dedicata?

Elena  Al nostro creatore Signore infinito.  Anche le poesie d’amore di altro tipo,  non sono per nessuno in particolare,  ma escono dal cuore e dall’anima.

Annalisa  Quando ascolti la musica e quando suoni il pianoforte,  a chi lo dedichi?

Elena  Se non posso più ascoltare la musica perché qualcuno pensa che sia per lui,  mi dispiace tanto,  ma non è così;  io ascolto la musica perché sono cristiana si,  ma sono anche solare;  la musica mi fa stare bene.  Non sarà peccato anche questo? Sono molto stufa di giustificarmi per scrivere una poesia! E per ascoltare della musica! E per tutto il resto!

Annaslisa  La stupidità non ha limiti!  Comunque,  non preoccuparti,  hai chi ti ama moltissimo! Linda,  Robert,  Piter,  Michele,  e noi tutti!  Quando andrai a lavorare in ambulatorio?

Elena  Dopo che Piter avrà fatto un po’ di vacanze,  quando ricomincerà di nuovo,  allora farò là un po’ di giorni per aiutarlo.

21/07/2026

Elena  Oggi ti vedo radiosa.

Annalisa  Eppure non ho dormito tanto per l’emozione.

Elena  Quando cadrai dal sonno dormirai;  non preoccuparti,  le emozioni ci fanno sentire vivi.

21/07/2026

Annalisa  Mentre fai la pausa posso disturbarti un attimo?

Elena  Non mi disturbi,  dimmi ciò che ti turba.

Annalisa  Vorrei sapere una cosa da te,  so che mi risponderai sinceramente,  quindi,  non preoccuparti di quello che pensi di me,  purché sia sincera.  Se Piter mi amasse,  tu saresti contenta o vorresti un’altra persona al suo fianco?  Lui merita di più,  lo so,  ma se un giorno potesse amarmi tu cosa gli diresti?

Elena  Sinceramente io ne sarei felice,  purché ti amasse moltissimo,  sapessi come vorrei vederlo felice!  Non ti devi sottovalutare,  tu sei una bella persona,  non dimenticartelo mai!  Però l’amore tu sai che non è come comprarsi un bel vestito,  o accompagnarsi con un bel ragazzo o una bella ragazza,  l’amore è una cosa meravigliosa ma bisogna che tutte e due le parti ne siano coinvoltissime o non sarà mai come fuoco nel fuoco e molto di più profondo.  Per me questa completezza può arrivare una volta sola nella vita,  o c’è o non c’è,  non bisogna accontentarsi di un’ altra o di un altro.  Non è solo la bellezza,  che sicuramente conta molto come l’intelligenza,  ma è quella cosa che sembra come una calamita che ti attacca al cuore e all’anima,  e non si stacca mai per l’eternità.  Una coppia così si sentirà per sempre giovane dentro e fuori. Se pensi che Piter sia la tua fiamma indelebile per te,  allora amalo pure ma non devi coinvolgerlo se lui non prova la stessa cosa.

Annalisa  Sei stata chiara e sincera,  ti ringrazierò per la vita. Ora capisco com’è cresciuto Piter,  ha avuto un’educatrice e madre piena di accortezze,  di affetto sincero e di amore.

Elena  Io gli voglio un bene dell’anima come allora o forse di più,  ma lui a cinque anni era già un bambino con i pensieri e le sofferenze di un adulto;  quindi il merito non è solo mio ma sono le radici che ha avuto dalla sua famiglia.  Ti aspetto stasera per il S. Rosario.

Annalisa  Non potrei mai più farne a meno.

22/07/2026

Annalisa  Oggi posso farti delle domande per riportarle là?

Elena  Certo,  ma nel pomeriggio tardi,  perché ho guardato nel mio calendarietto e stamane dovrò andare in un posto dove non mi potrà sostituire nessuno perché devo lasciare delle firme. Se vuoi potrai restare qui in biblioteca.

Elena  Scusa ma ho fatto più tardi del previsto,  ci rifaremo domani.

Annalisa  Non preoccuparti,  le cose che hai lasciato scritte sul tavolo sono state m0olto utili.  Grazie!

Elena  Mi raccomando stasera recita il S. Rosario.

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Dalle frasi d’amore del giorno.

Il tuo sguardo non deve perdersi nel sospetto di un labirinto:  l’amore è nitido,  ti guarda intensamente,  non puoi sbgliare.

 

Quando è amore vero,  il cuore e la mente non declinano i sentimenti dell’anima.

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Annalisa  Come posso non peccare mai?

Elena  Per noi essere umani è impossibile,  il peccato è sempre lì in agguato,  che ci sorprende quando meno ce lo aspettiamo,  l’imporatante è non odiare mai,  ma proprio mai!  Possiamo difenderci dalla gente che ci fa del male gratuito,  ma poi non ci dobbiamo portare dentro nessun tipo di rancore,  ma sopratto,  ribadisco non odiamo mai!

Annalisa  Ma se non odiamo mai significa che non amiamo mai?

Elena  No,  credimi,  non esiste quella diceria che confermava non posso odiarti perché non ti amo più;  l’odio non fa parte dell’amore ne prima né dopo.  (Questo me lo insegnò Monsignre  A. Montanari,  allora poteva essere mio nonno). Mia nonna era una donna molto seria,  visse molto nell’ambiente religioso perché ci lavorava,    e fin da piccola mi diceva:  difenditi sempre,  ma non odiare mai nessuno!

Annalisa  Senti,  ho una cosa da chiederti,  non credo che sia vera,  però vorrei esserne sicura.  È vero che negli occhi chiari non c’è peccato?

Elena  Per carità del mondo!  Ma che cosa dici?  Il peccato è degli essere umani non degli occhi!  Posso confessarti una leggerezza? A me piacciono gli occhi scuri,  da sempre.

Annalisa  Come conoscesti Alessandra e Giovanni?  Anche loro sono per te degli ottimi amici vero?

Elena  Sì,  li conobbi sedici anni fa al ristorante di Federica e dei suoi genitori.  Lei aveva quarant’anni,  lui qualcuno in meno,  Lui,  dopo essersi laureato in storia dell’arte,  è stato tre anni negli Stati Uniti e in Messico,  è diventato assistente fotografo per la realizzazione di libri d’arte realizzati negli Usa.  Nello studio newyorkese aveva un atelier di pittura su stoffa,  ha poi imparato le tecniche batike altre tecniche francesi.  Arrivato ad un certo punto capì che si poteva dipingere la seta mescolando tutti quegli antichissimi procedimenti. Poi ritornato dall’estero,  incontrò  Alessandra l’amore della sua vita,  impiegata in un’azenzia di viaggi,  si innamorarono,  si frequentarono e dal loro matrimonio nacquero due meravigliose bambine:  una ventenne e l’altra undicenne.  E vissero felici e contenti,  lo sono tutt’ora.

Annalisa  Ti chiamano la donna verde,  perché si dice che tu abbia il pollice verde.

Elena  Si può dire che amo molto la natura e vorrei che fosse un giardino ovunque.  Ma in quanto al police verde,  dura affinché le piante non si ammalano di malattie portate dagli insetti;  corro ai ripari,  ma a volte non funziona perché ci sono delle malattie che quando si manifestano ormai è già troppo tardi,  la pianta è senza la linfa.  Ne ho salvate,  è vero,  ma a malincuore non sempre.   Sarà perché amare l’aria che respiriamo,  l’acqua che beviamo e la terra che ci dona i suoi frutti,  è come occuparsi della salute nostra,  dei nostri figli e di quelli che verranno.  Sono contenta perché il movimento ambientalista è cresciuto,  cambiato,  radicandosi nelle comunità locali e trovando forme d’azione meno astratte,  non solo  ideologiche ma immediate.

 

Annalisa  Come si fa a rifarsi una vita a sessant’anni quando la tua dolce metà dell’anima è passata al cielo? Una donna rimasta sola,  non riesce a continuare a vivere,  ha tentato già due volte il suicidio e ora non sa più che cosa fare.  Anche se è già stata in terapia ed ha speso tutto quello che aveva,  non le resta che l’ospizio.  Tu cosa le consiglieresti da amica?

Elena  Dille che si apra al mondo,  la vita è sorprendente sempre!  Deve lottare con le unghie e con i denti,  assumendo una grinta eccezionale. Reinventati una vita se vuoi essere ancora felice ,  suo marito la guiderà,  ma se lo esclude non ne avrà mai più l’opportunità.

Annalisa  Tu le consiglieresti di usare l’immoralismo? Perché a lei qualcuno le ha consigliato l’immoralismo!

Elena  Sarebbe peggio ancora uscirne!  Invece potrebbe ricominciare con la fede,  e questo non esclude il divertimento dalla frequentazione di amici,  amare la musica che ti piace di più e fare una vita sana.  Amare molto che non significa prettamente uomini,  ma amare tutto il creato,  ti salva! Fare ciò che più ti piace,  ti ridarà la forza di andare avanti fino a cento anni.  Sii pulita dentro,  che non significa  bere acqua,  e neanche non innamorarsi di nuovo,  ma non fare niente che possa nuocere a te o agli altri.  Poi sarai libera come il vento.

Elena  Provare  tristezza è la peggior cosa che ci possiamo fare,  al contrario:   riempiti di gioia!

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSESSANTACINQUESIMA PARTE

16/07/2026

 

 

Francesca  L’infiammazione all’uretra,  guarisce sempre o si trasforma in patologia? Si può avere questa cosa così noiosa a 29 anni?

Elena  Non preoccuparti carissima,  questo disturbo può essere a decorso acuto o cronico,  dovuto a vari agenti patogeni:  gonococco,  virus erpetico,  virus della malattia di Nicolas e Favre, ecc.  Benché di rado si riscontrino forme del tutto asettiche.  I germi si localizzano nell’uretra,  sia per via ascendente dall’ esterno sia discendente dalla vescica nel corso di cistiti acute o croniche.  Le forme cliniche più importanti vengono classificate secondo il criterio eziologico,  e cioè secondo lo studio delle cause di un determinato fenomeno e risultato a cui conduce la ricerca delle stesse. Se quest’infiammazione è sostenuta dal gonococco si manifesta con prurito,  bruciore,  dolore alla minzione;  l’infezione si potrebe propagare dall’uretra posteriore alla vescica,  provocando un’uretracistite cronicizzandosi.  Mentre l’uretrite sifilitica presenta la localizzazione uretrale di una lesione luetica. L’uretrite tubercolare è quasi sempre secondaria a forme tubercolari della prostata e delle vescichette seminali e si manifesta con lesioni nodulario ulcerative  ( qui sto parlando di questo disturbo negli uomini)  L’uretrite erpetica da virus erpetico si accompagna di solito all’erpes genitalis.  L’uretrite traumatica viene determinata da traumi locali e si manifesta con dolori e fuoriuscita di sangue;  può complicaesi per infezione da parte di germi locali;  esita spesso in cicatrici retraenti con stenosi del canale uretrale.  Le uretriti asettiche sono caratterizzate dall’assenza di germi patogeni e da secrezioni mucose.  La tua forma è l’uretrite erpetica,  che si deve scoprire se è acuta o cronica;  speriamo che sia nata solo adesso così guarirai prima. Ciao!

E adesso veniamo allo studente liceale che mi ha chiesto:  Che cos’è la coscienza?  La ringrazio.

Elena  La coscienza è l’insieme dei processi psichici attraverso cui l’individuo riesce ad organizzare il proprio comportamento intenzionale,  mantenendo il controllo dei propri processi di pensiero e delle sue attività conoscitive:  attenzione,  vigilanza, attività percettive ed esplorative.  Da un punt di vista neurofisiologico,  lo stato di coscienza viene sostenuto da certe strutture a livello del sistema nervoso centrale,  quali soprattutto la sostanza reticolare e il sistema talamico di proiezione.  All’attivazione derivata da tali strutture corrispondono precisi indici neurofisiologici,  riflesso , ecc. che consentono di determinare lo stato di coscienza nello stato di vigilanza,  nel sonno, nel coma.  Nella psicanalisi il termine viene usato per designare il livello conscio della vita psichica in contrapposizione a preconscio e inconscio,  sia sopratutto per designare l’insieme delle norme comportamentali acquisite dal bambino nella strutturazione della sua personalità.

Tutto sommato la coscienza è la consapevolezza delle nostre azioni,  dei propri scopi.  Sfera della psiche umana che coordina i nostri processi interiori.  Sentimento di giudizio del bene e del male. Arrivederci ad Ottobre a scuola;  il tuo prof. mi ha già invitato.

17/07/2026

Daniela  Che cos’è esattamente l’enfisema?  Grazie!!!

Elena   Nell’enfisema c’è la presenza di aria o di gas negli spazi interstiziali dei tessuti:  connettivo,  sottocutaneo,  mesentere,  mediastino ecc. Quando si tratta di gas prodotti da un processo gangrenoso,  si forma un enfisema settico.  In particolare l’enfisema polmonare è una condizione patologica del polmone caratterizzata da un’alterazione regressiva degli apparati elastici degli alveoli con secondaria dilatazione delle cavità alveolari,  assottigliamento delle pareti ed eventuale rottura dei segmenti interalveolari.  Si distinguono:  un enfisema sostanziale,  che s’instaura per predisposizione costituzionale o come esito di altre malattie polmonari quali asma,  bronchite,  pertosse.  E un enfisema vicario,  cicoscritto a una parte del o dei polmoni per compensare l’insufficienza di altre,  dove è in atto un processo polmonitico,  di sclerosi,  neoplastico oppure un collasso da versamento pleurico.  La sintomatologia comprende :  dispnea,  prima da sforzo e poi a riposo,  torace a botte,  suono timpanico alla percussione delle basi polmonari che risultano ipomobili,  espirazione allungata e ,  nelle forme gravi,  cianosi.  La diagnosi si formula con l’esame clinico e radiologico del torace.

20/07/2026

Renato  (papà di Daniela)  Che cosa sono in realtà i betabloccanti?  Come agiscono?  Grazie Mille.

Elena Questi farmaci di sintesi,  sono capaci di bloccare i recettori beta-adrenergici,  situati nel cuore e nelle arterie,  arteriole dei muscoli schelitrici e dei bronchi,  che contribuiscono all’eccitamento cardiaco,  alla vaso e broco-dilatazione.  Il blocco dei recettori a livello cardiaco (beta l  recettori) riduce la contrattilità e la gittata cardiaca e il tempo di conduzione atrio-ventricolare mentre quello a livello arteriolare diminuisce la pressione arteriosa.  Da queste azioni derivano gli effetti anti ipertensivo,  antianginoso e antiaritmico dei betabloccanti.  Sono molto impiegati in terapia,  spesso come primo rimedio a situazioni patologiche di lieve e media gravità.  Ne esiste tutta una serie in commercio,  che si differenzia per varie proprietà;  alcuni di essi sono cardioselettivi nell’azione di blocco e ciò costituisce un vantaggio perché possono essere impiegati anche nei soggetti asmatici nei quali uno spasmo bronchiolare indotto (tramite  B2  recettori) può aggravare la sintomatologia respiratoria.  Si tratta comunque di farmaci abbastanza maneggevoli che possono essere associati a diuretici,  ed altri ipertensivi  ad altri antiaritmici.

20/07/2026

Alessandra   Se parliamo di psicosi,  che cosa dobbiamo aspettarci?  Comele cureresti? Grazie!

 

Elena  Dobbiamo aspettarci una malattia mentale particolarmente grave.  Si tratta di alterazione profonda delle funzioni psichiche su un piano qualitativo,  con incapacità di valutare adeguatamente la realtà,  con un corredo sintomatologico vario,  secondo le diverse forme:  a carico dell’affettività,  della percezione,  del pensiero,  della motricità ecc. Tra le psicosi funzionali comprendono le psicosi distimiche,  fra le quali vi sono le psicosi maniaco depressive come la schizzofrenia e la paranoia.  Prima vorrei che si facesse  una psicoterapia,  poi in seguito si deciderà se andare avanti con questa oppure passare agli psicofarmaci.  Ovviamente tutto dipende dai casi,  la schzzofrenia ad esempio  oggi come oggi lasi tiene a bada con un’iniezione al mese,  senza di questa il paziente o la paziente sono assolutamente persi.

24/07/2026

Patty  Avverto spesso un prurito intimo che non mi dà tregua;  non sarannoi deodoranti spray?  Grazie!

 

Elena  Se il prurito è solo esterno,  allora lavati con un sapone a ph acido, (Sono in farmacia) e smetti di spruzzarti del profumo in quei posti delicati;  il miglior profumo è lavarsi spesso (non più di quattro volte al dì). Se invece il disturbo è interno,  allora usa pure il sapone acido ma dovrai iniettarti qualcosa dentro per curare la candida o il tricomonas,  o saranno guai seri anche per il partner. Troverai la soluzione sempre in farmacia.

 

 

IL VANGELO SECONDO MARCO SECONDA PARTE

15/07/2026

 

Capitolo 3

ELEZIONE DEI DODICI

Salì poi sul monte,  chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui.  Ne costituì dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni.  Costituì dunque i dodici:  Simone,  al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo e Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo,  ai quali diede il nome di Boanèrghes,  cioè figli del tuono;  e Andrea,  Filippo,  Bartolomeo,  Matteo,  Tommaso,  Giacomo di Alfeo,  Taddeo,  Simone di Cananèo e Giuda Iscariota,  quello che poi lo tradì.

17/07/2026

RISPOSTA AI MALIGNATORI

 

Entrò in una casa e si radunò di nuovo intorno a lui la folla,  al punto che non potevano neppure prendere cibo.  Allora i suoi,  sentito questo, uscirono per andare a prenderlo;  poiché dicevano:”  E’ fuori di sé”.  Ma gli scribi,  che erano discesi da Gerusalemme,  dicevano:” Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni”.  Ma egli,  chiamatili,  diceva loro in parabole:” Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi;  se una casa è divisa in se stessa,  quella casa non può reggersi.  Alla stessa maniera,  se satana si ribella contro se stesso ed è diviso,  non può resistere,  ma sta per finire.  Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato quell’uomo forte;  allora ne saccheggerà la casa. In verità vi dico: tutti i peccatori saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno;  ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo,  non avrà perdono in eterno:  sarà reo di colpa eterna”.  Poiché dicevano:” E’ posseduto da uno spirito immondo”.

20/07/2026

LA FAMIGLIA DI GESÚ

 

Giunsero sua madre e i suoi fratelli e,  stando fuori,  lo mandarono a chiamare.  Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero:” Ecco tua madre,  i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano”.  Ma egli rispose loro: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”.  Girando lo sguardo su quelli che gli stavanom seduti attorno, disse: ” Ecco mia madre e i miei fratelli!  Chi compie la volontà di Dio,  costui è mio fratello,  sorella e madre”.

21/07/2026

Capitolo 4

LA PARABOLA DEL SEMINATORE

Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare.  E si riunì attorno a lui una folla enorme,  tanto che egli salì su una barca e là restò seduto,  stando in mare,  mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnando loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: “Ascoltate.  Ecco,  uscì il seminatore a seminare.  Mentre seminava,  una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono.  Un’altra cadde fra i sassi,  dove non c’era molta terra,  e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo;  ma quando si levò il sole,  restò bruciata e,  non avendo radice si seccò.  Un’altra cadde fra le spine;  le spine crebbero,  la soffocarono e non diede frutto.  E un’altra cadde sulla terra buona,  diede frutto che spuntò e crebbe,  e rese ora il trenta,  ora il sessanta,  e ora il cento per uno”.  E diceva : “Chi ha orecchi per intendere intenda!”.  Quando poi fu solo,  quelli che erano intorno a lui insieme ai dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: ” A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio: a quelli che fuori invece viene  esposto in parabole,  perché:  guardino ma non vedano, ascoltino,  ma non intendano,  perché non si convertano e venga loro perdonato”.  Continuò dicendo loro:” Se non comprendete questa parabola,  come potrete capire tutte le altre parabole.  Il seminatore semina la parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola;  ma quando l’ascoltano,  subito viene satana e porta via la parola seminata in loro.  Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che,  quando ascoltano la parola la accolgono con gioia,  ma non hanno radice in se stessi,  sono incostanti e quindi,  al sopraggiungere di qualche tribolazione, o persecuzione a causa della parola,  subito si abbattono.  Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola,  ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l’inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie,  soffocano la parola ed essa rimane senza frutto.  Quelli poi che ricevono il seme sul terreno buono,  sono coloro che ascoltano la parola,  l’accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta,  chi del sessanta,  chi del cento per uno”.  Diceva loro:”  Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O non piuttosto per metterla sul lucerniere?  Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce.  Se uno ha orecchi per intendere intenda!”.  Diceva loro: “Fate attenzione a quello che udite:  Con la stessa misura con la quale misurate,  sarete misurati anche voi;  anzi vi sarà dato di più.  Poiché a chi ha,  sarà dato,  e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”.

 

22/07/2026

 

PICCOLE PARABOLE

Diceva : “Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli,  di notte o di giorno,  il seme germaglia e cresce;  come,  egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente,  prima lo stelo, poi la spiga,   poi il chicco pieno nella spiga.  Quando il frutto è pronto,  subito si mette mano alla falce,  perché è venuta la mietitura.” Diceva: ” A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?  Esso è come ungranellino di senapa che,  quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra;  ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli oprtaggi e fa rami tanto grandi  che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra”.  Con molte parabole di questo genere,  annunziava loro la parabola secondo quello che potevano intendere.  Senza parabole non parlava loro;  ma in privato,  ai suoi discepoli,  spiegava ogni cosa.

23/07/2026

LA TEMPESTA SEDATA

In quel medesimo giorno verso sera,  disse loro:” Passiamo all’altra riva”. E,  lasciata la folla, lo presero con sé,  così com’era,  nella barca.  C’erano anche altre barche con lui.  Nel frattempo ci sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca,  tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa,  sul cuscino,  e dormiva.  Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro non t’importa che moriamo?”.  Destatosi ,  sgridò il vento e disse al mare:” Taci,  calmati!”.  Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.  Poi disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”. E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro:” Chi è dunque costui,  al quale anche il vento e il mare obbediscono?”.

24/07/2026

Capitolo 5

L’INDEMONIATO DI GERASA

 

Intanto giunsero all’altra riva del mare,  nella regione dei Gerasèni.  Come scese dalla barca,  gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo.  Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato,  neanche con catene,  perché più volte era stato legato con ceppi e catene,  ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi,  e nessuno riusciva a domarlo. Continuamente,  notte e giorno,  tra i sepolcri e i sui monti, gridava e si percuoteva con petre.  Visto  Gesù da lontano, accorse,  gli si gettò ai piedi e gridando a gran voce disse: “Che hai tu in comune con me.  Gesù,  Figlio del Dio Altissimo? Ti scongiuro in nome di Dio non tormentarmi!”. Gli diceva infatti:” Esci,  spirito immondo,  da quest’uomo!  E gli domandò: “Come ti chiami?”.  “Mi chiamo Legione,  gli rispose,  perché siamo in molti”.  E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo scacciasse fuori da quella regione.  Ora c’era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo.  E gli spiriti lo scongiurarono:  “Mandaci da quei porci,  perché entriamo in essi”.  Glielo permise.  E gli spiriti immondi uscirono e entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare:  erano circa duemila e affogarono uno dopo l’altro nel mare.  I mandriani allora fuggirono,  portarono la notizia in cittò e in campagna e la gente si mosse a vedere cosa fosse accaduto.  Giunti che furono da Gesù,  videro l’indemoniato seduto,  vestito e sano di mente,  lui che era stato posseduto dalla Legione,  ed ebbero paura. Quelli che avevano visto tutto,  spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci.  Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.  Mentre risaliva nella barca,  quello che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui.  Non glielo permise,  ma gli disse:”Va’ nella tua casa,  dai tuoi,  annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato”.  Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto,  e tutti ne erano meravigliati.

 

27/07/2026

LA FIGLIA DI GIÀIRO E L’EMORROISSA

 

Essendo passato di nuovo Gesù all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla,  ed egli stava lungo il mare.  Si recò da lui uno dei capi della sinagoga,  di nome Giàiro, il quale,  vedutolo,  gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza:”  Le mia figlioletta è agli estremi;  vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva”.  Gesù andò con lui.  Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.  Or una donn a che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici,  spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio,  anzi,  peggiorando,  udito parlare di Gesù,  venne tra la folla,  alle sue spalle,  e gli toccò il mantello.  Diceva infatti: ” Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello,  sarò guarita”.  E all’istante le si fermò il flusso di sangue,  e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.  Ma subito Gesù,  avvertita la potenza che era uscita da lui,  si voltò alla folla dicendo:” Chi mi ha toccato il mantello?”.  I discepoli gli dissero: “Tu vedi la folla che ti si stringe intorno e dici: ” Chi mi ha toccato?”.  Egli intanto guardava intorno,  per vedere colei che aveva fatto questo.  E la donna  impaurita e tremante,  sapendo ciò che le era accaduto,  venne,  gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità.  Gesù rispose: “Figlia la tua fede ti ha salvata.  Va’ in pace e sii guarita dal tuo male”.  Mentre ancora parlava,  dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: ”  Tua figlia è morta”.  Perché disturbi ancora il maestro?”.  Ma Gesù udito quanto dicevano,  disse al capo della sinagoga: ” Non temere,  continua solo ad avere fede!”.  E non permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro,  Giacomo e Giovanni.  Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava.  Entrato,  disse loro: ” Perch* fate tanto strepito e piangete?  La bambina non è morta,  ma dorme”.  Ed essi lo deridevano.  Ma egli,  cacciati tutti fuori,  prese con sé il padre e l Madre della fanciulla e quelli che erano con lui,  entrò dove era la bambina,  le disse:  “Talità Kum”.  Che significa “Fanciulla” io ti dico alzati!”.  Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare;  aveva dodici anni.  Essi furono presi da grande stupore.  Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.

 

LETTERATURA ANTICA E MODERNA E STORIA DIECI

13/07/2026

 

I PASTORI

di Gabriele D’ Annunzio

Settembre,  andiamo.  È tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori,

  lasciano gli stazzi e vanno verso il mare;

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti alpestri

che sapor d’acqua natìa,  rimango ne

i cuori esuli a conforto che lungo la lor sete in via.

Rinnovato hanno verga d’avellano,  e vanno pel

tratturo antico al piano,  quasi un erbal fiume silente,

su le vestigia degli antichi padri.  O voce

di colui che primamente,  conosce il tremolar

della marina!  Ora lungh’esso il litoral

cammina la greggia.  Senza mutamento è l’aria.

Il sole imbionda sì la viva lana,  che quasi

dalla sabbia non divaria. Isacquio,

calpestio,  dolci rumori.  Ah perché non

son io co’  miei pastori?

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In autunno i pastori lasciano i loro monti e vanno verso le zone della pianura in terra di Puglia,  al mare,  per svernarvi;  da tempo immemorabile la vicenda si ripete ogni anno,  e nella gravità dei gesti di questi pastori,  costretti ad un esilio lontani dalle loro case, sente la forza rassegnata e nostalgica.  Alla discrezione segue il grido di rimpianto del poeta,  che vorrebbe essere con i suoi pastori;  con quelle persone che gli ricordano l’infanzia,  i luoghi natii e la sua casa.

15/07/2026

Marco di Patty  Ho letto il libro “Cristo si è fermato a Eboli”,  ma so che ne esiste un’altro con quel titolo,  e non ha niente a che fare con questo.  Proprio come  I tuoi poteridell’anima,  tutti vorrebbero il tuo titolo.  Ma è pazzesco!  Parlami del libro più autentico di “Cristo si è fermato a Eboli”.  Grazie!

 

Elena  Allora,  il primo che scrisse “Cristo si è fermato a Eboli,  fu  Carlo Levi,  nacque a Torino nel 1902.  Si laureò in medicina ma preferì dedicarsi alla pittura.  Antifascista,  amico di Piero Gobetti,  e di Carlo e Nello Rosselli,  collaborò attivamente alla diffusione delle idee di “Giustizia e Libertà.  Subì il carcere e fu confinato in Lucania,  dove conobbe le misere condizioni di vita delle popolazioni del Mezzogiorno e le descrisse con commossa partecipazione, nel suo primo romanzo”Cristo si è fermato a Eboli”.  Amnistiato nel ‘ 36,  dovette emigrare in Francia.  Rientrato in Italia, la resistenza lo vide tra i suoi protagonisti.  Ancora arrestato,  dopo la liberazione Levi  partecipò attivamente al dibattito e alla propaganda sull’arretratezza del Sud pubblicando altri volumi al riguardo.  Morì a Roma nel 1975.

Diciamo che “Cristo si è fermato a Eboli è l’opera più riuscita e felice  di Carlo Levi che,  condannato al confine dal regime fascista rimase in Lucania dal 1935 al ’36 e scrisse questo libro,  che è un diario della sua esperienza di conflitto,  ma soprattutto  sulla tragica realtà di un Sud assolutamente isolato dalla storia e dalla realtà di un mondo contadino chiuso nella propria arretratezza,  consapevole della propria abiezione,  ma privo della volontà di emergere. C’è però da parte di Levi,  una particolare e duplice disposizione nell’osservare e vivere la realtà della Lucania:  da un lato la sua preparazione culturale,  la sua ideologia di intellettuale del Nord che lo spinge a parlare di rivoluzione contadina,  dall’altro lato,  una disposizione tutta affettiva e settentrionale che lo induce a mitizzare questa civiltà contadina  per quel tanto di primitivo e di magico che essa ha,  quasi l’astratta considerazione che l’esser rimasta essa ai margini della civiltà moderna le ha almeno consentito di conservare un sua compattezza di autenticità.  I contadini sono per l’autore ,  i soli che, vivendo in una condizione disumana,  appaiono coscienti della propria situazione:  essi sanno ed affermano di non essere cristiani:  questa consapevolezza li rende più autentici e buoni.

27/07/2026

Da tanto tempo ormai che dovevo scrivere di cosa parla il libro di Italo Svevo,  pubblicato nel i923,  si tratta della “Coscienza di Zeno” L’ultima sigaretta.

 

Questo capolavoro di Italo Svevo,  parla del dopoguerra. La crisi sociale giunta al suo culmine con il disastroso imperversare della guerra mondiale,  ha realmente isolato l’individuo che,  posto dinnanzi al mistero della vita,  ha finito con l’accettare la realtà così,  come si presenta,  rinunciando alla lotta e chiudendosi in se stesso.  Zeno,  vive così,  tanto per vivere, egli non vuole essere travolto dagli avvenimenti e,  nell’analizzare la propria coscienza,  coglie le manie mediocri ed ossessive che rivelano il fondo banale dell’esistenza ed il piatto disordine della condizione umana.  Analizzare la propria coscienza non gli serve per cercare le sue colpe,  ma per analizzare la malattia,  causa di quella debolezza che lo fa passare dai buoni propositi alle più amare disfatte.  La sua incapacità,  per la sua depressione,   con la mancanza di una reale volontà,  si esprime nel continuo proposito, nello smettere di fumare,  e nel passare invece, la vita a fumare l’ultima sigaretta.  L’unica sua forza è la caparbietà in cui difende il suo egoismo,  e la tendenza all’umorismo: incapace di vivere con gli altri,  Zeno sperimenta du di sé tutta l’insufficienza della condizione umana,  ma sempre con un sorriso,  tra ironia e indulgenza.  Prevale però una visione della vita allarmante e disperata che porta  alla sconfitta e all’alienazione dell’uomo affetto dal una malattia sociale,  comune a tutti i deversi e di quelli che hanno sofferto molto e si sono rassegnati.  La solitudine e l’inettitudine.  Infatti Zeno è un innetto tanto negli affetti che negli affari,  se  ottiene risultati positivi,  questo è dovuto solo al caso:  Ogni sua azione sortisce sempre un effetto opposto a quello che si potrebbe immaginare,  ed il suo successo è conseguenza dell’inettitudine,  così come gli insuccessi scaturiscono dalla sua volontà di agire.

E.  Lasagna