Febbraio 28, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSESSANTATREESIMA PARTE 28/02/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Iniziamo l’articolo con un altro piatto di ravioli, ovviamente sempre nuovi; questi che presentiamo oggi sono al broccolo romano, gorgonzola, e ricotta di capra. Hanno un gusto particolare e buonissimo. RAVIOLI AL CAVOLO ROMANO GORGONZOLA E RICOTTA DI CAPRA Ingredienti: due uova, farina o semola per pasta fresca, colorante di spinaci, sale, pepe. Per ilripieno: cavolo romano, gorgonzola, ricotta di capre, parmigiano reggiano, pepe, tabasco, rosmarino, funghi porcini, scalogno, olio extra vergine d’oliva, brodo. Esecuzione: incominciamo con il puLire e cuocere il cavolo, poi lo tagliamo a piccoli pezzetti, lo mettiamo in una terrina con la ricotta e il gorgonzola, il parmigiano, sale, pepe, tabasco. Amalgamiamo bene il tutto e lasciamo riposare. Intanto impastiamo uova, farine e sale, lasciamo riposare l’impasto per 30 minuti e nel frattempo faremo il condimento: trifoliamo i porcini con olio, sale, pepe, scalogno; poi metteremo tutto nel mixer e frulliamo, se risulterà troppo liquido aggiungiamo olio se fosse il contrario, metteremo il brodo. Adesso in 5 minuti tiriamo la sfoglia e mettiamo il ripieno nei ravioli, li copriamo e li taglieremo quasi tutti uguali; l’acqua bolle, mettiamo il sale, caliamo i ravioli, li scoliamo e li adageremo nella casseruola del ripieno. Mantechiamo e aggiungiamo una manciata di parmigiano. Federica Buonissimi! Di una particolarità buonissima! 01/03/2023 Elena In una giornata fredda come questa un piatto caldo è quello che ci vuole, ad esempio la trippa coi fagioli fatta il giorno prima; un piatto buono saporito e avvolgente. FAGIOLI E TRIPPA Ingredienti: brodo vegetale, trippa, aceto forte di vino bianco, fagioli borlotti, conserva di pomodoro fatta in casa, vino rosso, sedano prezzemolo, carote, scalogni 2, origano, nepetella, alloro, basilico, noce moscata o macis, sale, pepe, un peperoncino, olio extra vergine d’oliva, rosmarino. Esecuzione: laviamo bene la trippa, la tagliamo a striscioline, poi la mettiamo in ammollo con acqua e aceto forte. Nel frattempo facciamo cuocere i fagioli, con rosmarino e poco sale. Adesso cambiamo acqua e aceto alla trippa e la facciamo bollire per un’ora. Intanto facciamo un trito di verdure: scalogni, sedano, carote, erbe aromatiche tutte quelle elencate sopra, poi scoliamo la trippa e facciamo rosolare le verdure tritate in poco olio, aggiungiamo la trippa, la sfumiamo col vino, aggiungiamo le erbe e spezie, la conserva di pomodoro, il brodo e lasciamo cuocere per altre due ore (meglio se si ha la stufa a legna) piano piano in modo che si cuocia bene. Quando la trippa avrà raggiunto la giusta consistenza, sarà quasi cotta, caliamo i fagioli e li lasciamo amalgamare bollendo ancora un po’ piano piano per circa venti minuti; dopo di che la trippa sarebbe pronta da gustare, meglio se mangiata il giorno seguente. Federica A me la trippa fatta con i fagioli o i ceci come fai tu la mangerei anche d’estate. 02/03/2023 Elena Oggi invece presenteremo due contorni: finocchi in tritura e melanzane al forno. Entrambi questi piatti sono buonissimi. MELANZANE AL FORNO E FINOCCHI IN TRITURA FINOCCHI IN TRITURA Ingredienti: finocchi, melanzane, origano, latte, crescenza, aglio fresco, un uovo, parmigiano reggiano, noce moscata, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, rosmarino. Esecuzione: s’incomincia dalle melanzane perchè devono restare sotto sale per un’ora. Si lavano bene, si asciugano e si tagliano in linea orizzontale creando delle fette spesse due cm circa. Si stendono sopra a un’asse di legno, si salano e si lasciano riposare per un’ora. Nel frattempo laviamo e tagliamo i finocchi, li adagiamo in una casseruola con noce moscata, sale, pepe, un ciuffo di rosmarino, latte; si mettono a cuocere a fuoco basso pe 10 minuti circa o affinché avremo trovato la giusta cottura. Una volta spento il fuoco, li lasciamo leggermente intiepidire, intanto facciamo la tritura sbattendo un uovo, un pizzico di sale, e quattro cucchiai di parmigiano grattugiato; mescoliamo bene il tutto a crema, poi lo verseremo dentro la casseruola dei finocchi, allungando la crema con un poco di brodo, mescoliamo bene e i finocchi sono pronti da servire. Ora torniamo alle melanzane, le squotiamo dall’acqua di vegetazione, le spennelliamo con l’olio, le pepiamo, e le cuoceremo 10 minuti in forno a 180° . Un volta tolte dal forno spalmiamo sopra le melanzane un trito di aglio e di origano freschi, infine mentre sono ancora calde ci metteremo sopra anche una cucchiaiata di crescenza. Serviamo ancora calde. Federica Buoni questi due contorni, sfiziosi. 03/03/2023 Elena Era molto tempo che non cucinavo i rigatoni con l’anatra, li ho fatti ancora più buoni. RIGATONI ALL’ANATRA Ingredienti: rigatoni, petto di anatra, malvasia, sale, pepe, tabasco, conserva di pomodoro fatta in casa, scalogno, rosmarino, timo, aglio, salvia, ginepro, cumino, oli extra vergine d’oliva, parmigiano reggiano, basilico. Esecuzione: incominciamo col cucinare il petto d’anatra, facendolo rosolare dalla parte dove ho lasciato un velo di pelle, lo rosoliamo da ambo le parti. Sfumiamo con la malvasia poi mettiamo due spicchi di aglio, la salvia, rosmarino, il cumino, sale, pepe, un po’ di tabasco e un po’ di brodo. Lasciamo cuocere per un’ora a calore moderato, lasciamo intiepidire la carne e poi la tagliamo a strisce larghe un cm e ricaviamo dei cubettini di un cm per uno circa. Intanto abbiamo fatto bollire il ragù di pomodoro con il ginepro, e il basilico, ora amalgamiamo bene i cubetti di anatra al sugo, infine versiamo qualche giro di olio. Caliamo la pasta, la scoleremo al dente e la verseremo nella casseruola del ragù, mantechiamo bene e a fuoco spento mettiamo un bel giro di parmigiano. E il piatto è pronto da servire. Federica Che buono! Si sentiva il profumo del ragù fino a casa mia! Elena Esagerata! 04/03/2023 Elena Io d’estate riesco a congelare frutta fresca e verdure, ho conservato le ciliege, le albicocche e le pesche per fare i dolci, Questo dolce al cucchiaio è un elisir di cioccolato all’amaretto con crema di albicocche e pesche bianche; hanno un sapore che sembrano appena colte. ELISIR DI CIOCCOLATO E FRUTTA ESTIVA CON BISCOTTONI CASERECCI Ingredienti per le creme: 300 ml di latte, composto di cioccolato all’amaretto, essenza di amaretto, zucchero, amido di mais. Succo di albicocche e pesche bianche conservate in freezer con lo zucchero, amido di mais. Ingredienti per i biscotti caserecci: 80 di burro, 120 g di zucchero semolato, 100 g di frutta secca mista tostata (mandorle, nocciole, arachidi, noci americane, due uova, un bicchierino di rum, 250 g di farina per dolci già lievitata, zucchero a velo vanigliato. Esecuzione: in una casseruola piccola versiamo il composto del cioccolato all’amaretto, l’essenza di amaretto, lo zucchero, l’amido di mais e mescoliamo il tutto; ora versiamo il latte bollente e finiamo di addensare sulla fiamma. Quando il composto sarà pronto lo versiamo in una ciotola, la copriamo con un pezzo di pellicola o di carta da forno. Adesso facciamo la seconda crema frullando la frutta, poi versiamo il succo in una casseruola e la mettiamo a riscaldare sul fuoco; nell’altra casseruola mettere un poco di zucchero q.b., e amido di mais, mescoliamo il tutto e piano piano diluiremo il composto con poco succo e poi una volta amalgamato bene lo versiamo tutto e lo facciamo addensare fino ai primi bollori. Comporre i bicchieri e cospargere qualche goccia o scaglia di cioccolato. Consumare con i biscotti. Esecuzione dei biscotti: mescolare insieme lo zucchero con il burro, sbattere a crema le uova, unirle al composto insieme al rum, la frutta secca passata al tritatutto, infine la farina. Amalgamare bene gli ingredienti e dare forma preferita ai biscotti. Il composto non deve essere troppo denso. Infornare a 180° per 10 minuti; togliere i biscotti dal forno, lasciarli intiepidire e metterli ancora a 180° per altri 10 minuti. Spolverizzare con lo zucchero a velo. Federica Che sapori però! Meravigliosi! 06/03/2023 Elena Anche oggi presento un piatto di gnocchi nuovi, sono fatti con la farina di mais conditi con fonduta di emmentaler. Buonissimi! GNOCCHI ALLA FARINA DI MAIS Ingredienti per 5 persone: due litri di acqua, sale q.b., 500 g di farina di mais, noce moscata (metà) alloro 3 foglie, farina “00”. Per il condimento: cipollotti, olioextra vergine d’oliva, sale, pepe, emmentaler 100 g, latte q.b., parmigiano reggiano, rosmarino, origano. Esecuzione: appena l’acqua salata bolle caliamo la farina a pioggia, e mesoliamo con la frusta per non fare grumi. Poi cuocerla a fuoco lento per 40 minuti; a cottura ultimata incorporare la noce moscata e l’alloro. Versiamo la polenta dentro un recipiente piano oppure sopra un tagliere, in modo che s’intiepidisca in fretta. Adesso ci infariniamo bene le mani, prendiamo un po’ di polenta e facciamo delle palline di questa dimensione (vedi foto), le infariniamo e le disponiamo sopra un piano di legno. Ora facciamo soffriggere in poco olio i cipollotti tagliati sottili, in una padella larga, aggiungiamo la crema di formaggio che abbiamo fatto in precedenza, e mettiamo gli gnocchi stesi ad amalgamare nella crema , alziamo la fiamma per un minuto, poi sgegniamo e spolverizziamo di pepe, origano e parmigiano grattugiato. Federica Che bontà! Come faccio a dire che qualcosa non è risultato buono? Se non è vero? Anche questi sono divini! Elena Grazie, sono ancora più buoni con un ragù ai funghi porcini; o con il ragù di salsiccia ecc.
Febbraio 27, 2023 VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin DIALOGANDO CON VOI 27/02/2023 Marco di Patty Ritornando ancora sulla letteratura e storia, dimmi che cos’è “Marzo 1821”? Sono dei sonetti o è un’opera di A. Manzoni? Elena Il Marzo 1821 è un’ode che il Manzoni compose durante giorni tumultuosi ed eroici, per l’entusiasmo sollevato dallo scopio dei moti liberali in Piemonte il 10 marzo 1821, ma che non pubblicò a causa del precipitare degli eventi. Il componimento fu stampato a Milano nel 1848 insieme al frammento “Il Proclama di Rimini” che era stato composto nel 1815. All’Ode marzo 1821 è premessa la dedica ” Alla illustre memoria di Teodoro Koerner poeta e soldato dell’indipendenza germanica, morto sul campo di Lipsia il giorno 18 ottobre 1813, nome caro a tutti i popoli che combatterono per difendere o per riconquistare una patria. In Marzo 1821 il cristianesimo del Manzoni assume la sua significazione politica: egli mostra infatti come la prima rivendicazione degli uomini la libertà sia stata operata da Cristo, e come non sia possibile chiamarsi cristiani se si opprimono i popoli. Il liberalismo, nato dalla rivoluzione francese, ritrova per Manzoni la sua origine e la sua giustificazione nel Cristianesimo, e diventa così legge universale: la libertà, condizione essenziale su cui si fonda la salvezza del cristiano ancor prima dell’attività politica, non fu data in privilegio ad alcuni e negata ad altri popoli, e non può per questo motivo, essere valida la ragione della forza. Il dio che guidò il popolo d’Israele attraverso il deserto e il mar Rosso, quello stesso Dio che esaudì le preghiere dei popoli germanici quando erano oppressi, non poteva restar sordo alla voce degli italiani oppressi di ieri che sono divenuti oppressori, per questo fatto solo si sono resi nemici di Dio e hanno tradito un patto che è valido per tutti i tempi e per tutti i luoghi. 28/02/2023 Dal 1820 al 1822 il Manzoni però scrisse una tragedia in 5 atti “Adelchi” dove si narra la drammatica fine del dominio dei Longobardi in Italia per opera del re dei franchi carlo Magno, invocato dal papa Adriano I, scende in Italia, dopo aver ripudiato la moglie Ermengarda, figlia del re dei Longobardi desiderio e sorella del valoroso e generoso Adelchi; dopo che invano l’esercito franco ha cercato di attraversare il valico situato tra le montagne alpine che segnavano il confine tra i due regni, CarloMagno riesce a sorprendere alle spalle l’esercito longobardo col provvidenziale aiuto del diacono Martino, e successivamente espugna una ad una le città nelle quali sono andati a chiudersi Desiderio Adelchi e i pochi duchi rimasti fedeli. L’infelice Ermengarda, che , malgrado la terribile offesa ricevuta, è ancora innamorata del marito carlo, si spegne, consunta dal dolore, nel monastero di Brescia, prima che la città cadesse nelle mani dei Franchi. La tragedia si conclude con la morte di Adelchi dinnanzi allo sguardo fatto pietoso di Carlo e a quello di desiderio fatto prigioniero. Nel giardino del monastero di San Salvatore, a Brescia, dove Ermengarda, figlia di desiderio e sorella di Adelchi, si è ritirata, in cerca della pace dello spirito che non riesce a trovare, innamorata ancora del marito Carlo Magno che per ragioni di stato l’ha ripudiata. Ermengarda muore dal dolore, mentre il regno longobardo crolla sotto i colpi dei Franchi vittoriosi. Ma la vicenda terrena della sventurata donna perde le sue caratteristiche di concretezza e di contingenza per innalzarsi su un piano ideale, quello per dirla col Manzoni, della “provida sventura”. 07/03/2023 Marco di Patty Sai che dopo tutto quello che mi hai insegnato per difendermi dai miei compagni un po’ scemi, adesso sono loro che hanno paura di me. Grazie! Elena L’importante è che tu non alza mai le mani prima di loro; sei diventato forte proprio per questo motivo, non hai mai abusato di quello che sapevi , questo ti ha reso sicuro di te e ancora più forte, loro lo avvertono, prima di avvicinarsi ancora con prepotenza ci penseranno non una ma dieci volte! Ma se fosse necessario picchia forte! 09/03/2023 Marco di Patty Sto imparando le poesie anche di Salvatore Quasimodo, sai che però ci sono dei versi che non riesco a capire perfettamente, per esempio: “Non sono triste nel Nord, non sono in pace con me, molti mi devono lacrime da uomo a uomo”. Me la scrivi? Grazie! Elena Lui non è in pace con se stesso perché molte persone l’hanno fatto soffrire e non gli hanno mai chiesto scusa. LETTERA ALLA MADRE (prosa) Spinto dall’angoscia per la madre malata il poeta decide di rispondere ad una delle sue lettere. Inizia parlando del paese in cui vive, delle nebbie, del fiume burrascoso e degli alberi bruciati dalla neve. Non è triste nel Nord, ma non si sente in pace con se stesso per le amarezze subite dagli altri; ma dice anche che non si aspetta che qualcuno gli chieda perdono (anche allora c’era molta ignoranza e cattiveria). Poi pensa alla madre malata, a lei che ha sempre vissuto nella povertà come tutte le madri dei poeti, ma ricca di amore per i suoi figli lontani. Immagina che lei risponda alle sue parole, e con un lampo di gioia negli occhi si ricorda di quel ragazzo che fuggì di casa portando con sé solo i suoi versi e il suo buon cuore. Egli ricorda con nostalgia quella notte in cui lasciò quel grigio scalo dei treni e se ne andò dal suo paese del Sud. Ringrazia la madre per avergli dato quell’ironia che lo salvò da cose molto più gravi; ma è addolorato per non averle mai scritto e implora la morte di non varcare la soglia e il cuore di lei. Ma a questa preghiera nessuno risponderà; le manda un ultimo addio e con un filo di rassegnazione pensa che la morte a volte toglie la sofferenza e dalle ingiustizie che la vita ci assegna. Elena Lasagna 10/03/2023 Marco Bellissima anche quella “Ed è subito sera”. Così bresve ma così intensa! Misteriosa e anche non facile da capire del tutto, o sbaglio? Elena Sai cosa c’è? La poesia in sé non è difficile da capire, ma ci si può confondere perché ognuno la interpreta a modo suo; dovresti concentrarti solo sulla poesia, a quello che provi nel pensarla. “ED È SUBITO SERA” Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. di Salvatore Quasimodo PROSA Questa poesia elegante e raffinata esprime l’amore, il rimpianto delle cose perdute e il tormrnto del dolore umano. La disperata condizione umana che si risolve nella solitudine dell’individuo che cerca di vivere e di amare, ma che non ha tempo di vedere neppure quanto la sua vita possa offrire, è sintetizzata in modo ineguagliabile in questa che, più che una poesia, si potrebbe meglio definire una intuizione folgorante, racchiusa e quasi imprigionata nel corso di tre versi. Le parole assumono in questo caso, tutta una particolare concretezza e sembrano voler veramente abbracciare il mondo. Elena L.
Febbraio 21, 2023 DIALOGANDO CON VOI admin DIALOGANDO CON VOI 21/02/2023 Marco e Patty Dovrai rispondere ad alcune signore molto insoddisfatte delle suocere. Te la senti? Ma niente nomi. Elena Certo! Lo farò con empatia cercando il giusto da ambedue le parti. Prima domanda: mia suocera non mi ha mai aiutato economicamente, abbiamo cresciuto i figli da soli, ma che suoceri sono? Elena Ti sei mai chiesta come faceva tua suocera a tirare avanti da sola? Ma che figlio e nuora siete stati? 2) Ah! Queste suocere, se non ci fossero si starebbe meglio! Elena Anche le suocere potrebbero pensare così delle nuore come te! 3) Credo che mia suocera non mi abbia mai voluto bene, è tirchia come un pidocchio! Elena Io penso che tu di tua suocera abbia voluto bene solo al suo bancomat! 4) Mia suocera vive da sola in una grande casa, mentre io e suo figlio viviamo in un mini appartamento in città; se mai provasse un briciolo d’amore per noi, come dice, ci lascierebbe la casa libera e si ritirerebbe in una casa di riposo con i suoi coetanei, sono tanti quelli della sua età che hanno rinunciato a tutto per i figli! Elena Ma voi chi siete? Figli del diavolo? Oppure parenti serpenti? O Gran Torino? Marco Appena ne raccoglierò ancora te le mostrerò. Elena Ok. 22/02/2023 Dott. Robert e Linda Che cosa pensi della legge italiana che approva la quota di legittima rilasciata dai genitori nei confronti dei figli, prima o dopo la loro morte? Elena Per me questa legge non dovrebbe esistere, perché impedisce a molti genitori delusi dei figli di lasciare i loro beni a chi credono che se li meriti davvero. Di solito i genitori lavorano, sacrificandosi una vita per crescere i loro figli con tutto l’amore possibile che hanno dentro; molti di loro sono soddisfatti dei figli e lasciano loro in eredità tutto ciò che rimane dei propri beni, senza battere ciglio. Ma pensiamo a quelli che li hanno cresciuti con l0 stesso amore, ma hanno avuto la disgrazia di crescere dei figli bastardi che non hanno mai lavorato ma hanno sempre vissuto sulle loro spalle, senza nemmeno chiedersi se stavano bene o male, anzi andavano a trovarli solo per controllare cosa c’era rimasto. Quei genitori abrebbero il diritto di esaudire il loro sogno: quello di non lasciare nulla al o ai figli! Ecco perché sono contraria alla legge di legittima. Marco di Patty Ne ho un’altra di cose da risolvere, senti questa: se un figlio prima di sposarsi lavora per 10 anni e lo stipendio lo lascia al padre per la gestione della famiglia, e poi se ne va; con quei soldi i genitori si comprano una casa, mentre la sorella sposata pure lei, non ha mai lavorato ma ha sempre percepito uno stipendio dalla famiglia. Ora che i genitori sono morti, ti sembra giusto che ci sia da dividere in parti uguali se uno ha portato i soldi a casa, mentre l’altra li usava per lei? Un genitore non dovrebbe lasciare uno scritto per il quieto vivere di entrambi i figli e per vivere nel giusto? Elena C’è sempre quella quota di legittima lì che dà fastidio a molti. Però bisognerebbe avere un cuore e un anima, non solo parlare con il cervello, che quando si tratta di eredità molti cervelli funzionano poco. Ma bisognerebbe anche rispettare le volontà dei defunti. Vanno bene i soldi, ma il buon senso dov’è? Come si fa ad elemosinare denaro da un fratello quando sai che ti hanno mantenuto sempre, lui compreso! Che cosa hai fatto per meritarti metà della casa e tutto il resto? Non hai mai fatto un… 26/02/2023 Marco di Patty E di questa cosa ne pensi? Ci sono due persone sposate da molto tempo, circa da vent’anni, lui ha una vita parallela e un altro figlio; porta la compagna al ristorante quasi tutte le settimane ma non paga gli affitti, sia della prima moglie che della sua compagna. Sono andati dall’avvocato con la scusa che le case sono ormai quasi fatiscenti, e non possono pagare l’affitto perché quei posti non meritano. Ti sembra giusto tutto questo? Che loro continuino a vivere lì sprezzando i locali, quando l’umidità che lamentano l’hanno creata loro con la non curanza delle case, il non aprire mai le finestre neanche d’estate; se la casa a loro non sta bene perché non se ne vanno? Te lo dico io il perché! Perché tutto questo l’hanno pianificato insieme per non pagare. Elena Può darsi che tu abbia ragione, ma se invece fosse vero che l’affitto è inadeguato per quelle case? Però a pensarci bene, se fossero onesti se ne andrebbero e le case verrebbero ristrutturate. Il motivo è che certa gente pur di non pagare e di vivere sulle spalle altrui fanno davvero l’impossibile, farebbero prima a vivere con onestà e giustizia. Comunque non è giusto che qualcuno s’impossessi delle abitazioni degli altri senza pagare niente; sai quanti sacrifici avranno fatto per acquistare quegli appartamenti? C’è gente che ha sempre lavorato sette giorni a settimana, mai fatto un giorno di vacanza e poi è ripagata in questa maniera; io spero che ci sia un giudice che riesca a trovare un appiglio per mandarli via da lì altrimenti quel poveruomo si logorerà il fegato. 28/02/2023 Marco di Patty Senti anche questa: se tu scoprissi che tuo padre è stato un pedofilo, tua madre lo seppe dopo molti anni di matrimonio ma non lo disse mai a nessuno, nonostante sapesse chi era la vittima, tu li perdoneresti? Elena Tenere segreta una cosa così è molto grave, certa gente non la capisco proprio. Però anche sua madre! Se sapeva chi era la vittima secondo me avrebbe dovuto scusarsi con quella famiglia! E non fingere che i colpevoli o i poco giusti fossero chi aveva subito e non ha potuto difendersi perché in famiglia non c’era il padre, ma soltanto una madre che tirava avanti a stenti. È facile così per chi ha commesso reati e non ha mai pagato! Per me è difficile dirti che non saprei perdonare un padre, perché mio padre per me era ed è un santo, ma entrare in empatia con i figli di questi genitori è altrettanto difficile perché se non farei mai del male a mio padre come posso pensare che un figlio denunci un genitore; però non saprei nemmeno tacere una cosa così grande e lasciare che paghino degli innocenti, di questo ne sono altrettanto sicura. 01/03/2023 Marco e Patty Sposeresti un uomo divorziato con due figli viziati? Sai che la parola “viziato” fa paura a molti, e con ragione perché molti facendo questo passo si sono rovinati la vita. Elena Io credo di essere generosa, ma entrando in empatia con queste persone che hanno dei figli viziati e magari gli stipendi non bastano mai per nessuno, io ti giuro che non resterei lì più di tanto. Non è bello lavorare ed essere sempre col conto in rosso a causa di figli viziati che non hanno voglia di lavorare ed hanno idee grandi più di quello che riescono a meritarsi. Essere comprensivi, generosi e dare una mano sì ma lasciare che ti portino via anche le braccia quello no! Sarebbe come se ti arrampicassi sopra una scala e gli scalini sopra scendessero ogni volta che muovi un passo! Tutti abbiamo il diritto di vivere e di esaudire i nostri sogni ma non con le fatiche altrui! 02/03/2023 Marco e Patty Cosa ne pensi di quelle due ragazzine che hanno fatto del male alla loro compagna di scuola ? Per invidia? Elena Sono su una brutta strada, è stata una cosa molto grave ma secondo me sono recuperabili. Tu pensa quante persone sono vittime ogni giorno di atti insani da parte di vicini di casa per invidia; ogni cosa viene tirata in ballo per litigare senza una ragione e siccome non hanno mai alzato le mani per picchiare, la loro aggressività non è stata da meno, perché protratta nel tempo, hanno fatto in tempo a creare gruppi insani come loro, io credo che queste persone siano malate e pericolose forse più di quelle due ragazzine. Per fortuna che in paese molte persone hanno capito da che parte stare e sono stati solidali con gli aggrediti e colcolato meno di niente gli aggressori. Dott. Robert Oggi, come definisci l’invidia in due parole? Elena Tempo fa ti dissi che era come un vecchio mobile con il tarlo; oggi invece dopo tutto quello che è successo, definisco l’invidia “il cancro della spiritualità”! 04/03/2023 Dott. Robert Pensi anche tu che sia una cosa negativa quei soldi facili che i ragazzi di oggi guadagnano con il lavoro dell’influenzer ? E altro? Elena Ma guarda io sono per “vivi e lascia vivere”, anche perché non ho figli; se devo essere sincera fino in fondo però amo le persone e proprio per questo ti dico di Sì con la lettera maiuscola. I soldi facili montano la testa e fanno illudere questi poveretti di essere persone grandi, in realtà sono solo degli illusi. Apprezzo molto quei giovani che studiano e faticano perché il loro domani non sarà ingannevole sanno che cos’è la vita, hanno assaggiato il prezzo della fatica e del sacrificio; solo così si diventerà dei grandi e non trovare le cose già pronte senza nemmeno sapere quello che significano davvero ma soprattutto senza sapere cosa siano i valori e il valore del denaro.
Febbraio 21, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSESSANTADUESIMA PARTE 21/02/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Oggi è martedì grasso, quindi presento un piatto di carne, molto gustoso e saporito. eccolo nella foto in basso. FUSI DI POLLO SAPORITI Ingredienti: fusi di pollo, coppa stagionata, rosmarino, salvia, aglio, timo, alloro, ginseng radice macinata, cardamomo, cannella, boldo, olio extra vergine d’oliva, vino rosato, brodo di carne, sale, pepe, peperoncino, agrumi misti. Cuori di carciofi, panco, scalogno, parmigiano reggiano, aceto di mele. Patate al forno con olio, sale e pepe. Esecuzione: togliamo la pelle dai fusi di pollo, li mettiamo a marinare con rosmarino, aglio, olio, salvia, sale, pepe e succo di agrumi. Poi li facciamo rosolare in una casseruola senza alcun grasso. Adesso li copriamo con delle fette di coppa e la teniamo ferma con uno stecchino, poi li mettiamo in padella a rosolare di nuovo, li spruzziamo col vino e li copriamo con erbe e spezie, aggiustiamo di sale pepe e peperoncino, un mestolo abbondante di brodo; li lasciamo cuocere per 40 minuti con il coperchio. Intanto facciamo i cuori di carciofi in umido, con erbe tritate, panco, parmigiano, aceto, sale e pepe, un giro di olio e un mestolo di brodo. Ora peliamo le patate, le tagliamo a spicchi o come volete, poi le saliamo e pepiamo, e le irroriamo con due giri di olio. Quando le patate saranno pronte impiatteremo il tutto e buona cena! Federica Sì, proprio buona cena! 22/02/2023 Elena Oggi presento i tortelloni di magro, la parola “magro”non significza che non siano buoni come gli altri, anzi sono molto di più. Nel condimento dei tortelloni di magro, non ci andrebbe la pancetta grigliata, ma io l’ho messa ugualmente, vorrà dire che faremo l’ennesimo peccato di gola. TORTELLONI DI MAGRO NUOVI Ingredienti: 500 g di castagne secche ammollate, aceto di mele, rosmarino, uvetta 40 g, sale, pepe, tre etti di ricotta di pecora, parmigiano reggiano, due uova, farina per pasta fresca, piselli, olio extra vergine d’oliva, basilico fresco, tabasco, pancetta faccoltativa. Esecuzione: dopo aver messo le castagne in ammollo per una notte, il giorno successivo le dobbiamo lessare con un po’ di sale, un bicchierino di aceto e rosmarino. Le maciniamo e aggiungiamo al composto sale, pepe, uvetta ammollata e strizzata, ricotta setacciata, parmigiano. Adesso ci occuperemo della pasta fresca: impastiamo e la lasciamo riposare per 15 minuti, poi la tiriamo sottile e mettiamo il ripieno con il sacco a poche, formiamo dei ravioli ben sigillati. Intanto che l’acqua si scalderà, facciamo il condimento con olio, sale, pepe, piselli lessati, un filo di latte. Ora caliamo i ravioli in acqua salata, li mantechiamo nella padella del condimento, e spolverizziamo con del parmigiano aggiungendo qualche dadino di pancetta grigliata; quest’ultima sarebbe faccoltativa, perché i miei ravioli di magro non prevedono la pancetta nel condimento. Federica Buoni da urlo! 23/02/2023 Elena Oggi ripropongo la frittura in pastella alle erbe. Si può usare il pesce, le bistecche tenere di vitello o scamone, oppure delle verdure miste spadellate e poi condite con panco, mozzarella e parmigiano. Buonissime! FRITTO MISTO IN PASTELLA Ingredienti: verdure miste, panco, parmigiano reggiano, filetti di pesce, bistecchine di scamone o di vitello, agrumi, rosmarino, origano, sale, pepe, acqua frizzante, olio extre v. d’oliva, farina tipo “0”, sale, olio per friggere. Esecuzione: prepariamo i felitti di pesce, in un’altro recipiente mettiamo quelli di carne, li saliamo, li pepiamo e mettiamo il tutto a marinare nel succo di agrumi misti. Prepariamo le verdure: peperoni, patate, zucchine, melanzane, con un filo d’olio le spadelliamo fino a portarle a metà cottura, poi le condiamo con il parmigiano e le assembliamo col panco fino a formare una polpetta piatta. Adesso portiamo l’olio a temperatura, intanto asciughiamo i filetti, li immergiamo nella pastella, poi sulla carta assorbente, infine pastelliamo anche le piattelle di verdure, le friggiamo e le serviremo insieme con limone e rosmarino. (Nella pastella ho messo: sale, pepe, spezie, origano e rosmarino). Federica Me lo ricordo bene questo fritto! Meraviglioso! Croccante, asciutto e saporito. 24/02/2023 Elena Molte sono le cose buone che vengono da lontano, di tanto tempo fa, come ad esempio questo risotto con le patate e tutti i sapori di una volta. RISOTTO ANTICO DI NONNA Ingredienti: brodo di carne, riso per risotti, uno spicchio di aglio grande, prezzemolo, una crosta di parmigiano, parmigiano reggiano, un uovo, mezzo bicchierino di latte, due chiodi di garofano, una patata grande, sale. Esecuzione: facciamo un brodo di carne, poi in quello che ci serve ci cuoceremo una patata tagliata a pezzetti, uno spicchio di aglio, una crosta di parmigiano e due chiodi di garofano. Caliamo il riso mentre il brodo sta bollendo, quando sarà a cottura al dente aggiungeremo il composto di uova, parmigiano, latte e prezzemolo, lo mantechiamo e lo giriamo più volte, infine lo serviremo e spolverizziamo ancora con un po’ di parmigiano. Federica Una bontà assicurata! C’è la sapidità con il sapore del brodo di carne, poi si sente il gusto del parmigiano (la crosta bollita) il prezzemolo e la crema di uovo, latte e parmigiano reggiano, che insieme alla cremosità della patata danno un valore al risotto, sia come gusto che come aspetto. 26/02/2023 Elena Qualche mese fa ho creato questa torta per Federica, lei l’ha servita come dessert nel suo ristorante, ora ve la presento. TORTA NUOVA DELLE FESTE Ingredienti: pasta sfoglia fresca caramellata da ambo le parti, pan di spagna, crema al caffè, 500 g di panna montata, 400 g di zucchero semolato, cioccolato fondente al 50% 300 g, crema all’arancia, meringa. Per il pan di Spagna abbiamo usato 5 uova intere, 350 g di farina, estratto di vaniglia, 250 g di zucchero, un cucchiaino di lievito per dolci. Per la crema al caffè: latte, due uova intere, 100 g di caffè liofilizzato, amido di mais, zucchero q.b. Per la crema all’arancia: due uova, succo di tre arance grosse, zucchero q.b., liquore all’arancia mezzo bicchierino + la scorza grasttugiata di due arance non trattate di Federica (solo la parte colorata). Per la pasta sfoglia ho usato il burro, acqua, farina, un pizzico di sale; l’ho spennellata con lo sciroppo denso di zucchero e poi passata in forno. Per la meringa: albume d’uovo, zucchero semolato, vaniglia. Esecuzione: incominciamo con la pasta sfoglia caramellata, impastando il burro con la farina, sale e un ‘po’ di acqua; facciamo tutti i passaggi con calma perché risulti friabile e perfetta. Poi passiamo al pan di Spagna sbattendo i tuorli con lo zuccherofino a farli diventare una spuma; incorpaoriamo adagio adagio, la farina, a pioggia, la vaniglia poi un cucchiaino di lievito, infine incorporiamo gli albumi a neve ferma facendoli assorbire dal basso verso l’alto; inforniamo a 180° per 30 minuti(controllare la cottura con uno stecchino prima di toglierla dal forno. Poi passiamo alle creme: la crema al caffè, con il latte, lo zucchero, l’aroma, e il caffè liofilizzato. Passiamo anche alla crema di arancia: spremendo tre arance grosse di Federica, la buccia grattugiata di una soltanto (solo la parte colorata), aggiungiamo lo zucchero, e portiamo ad ebollizione. Una volta raffreddate le creme ne metteremo un quarto per ognuna e l’altra metà ci servirà per la finitura insieme alla meringa. Adesso facciamo la meringa sbattendo gli albumi con metà dello zucchero e l’altra metà verrà incorporata quando la meringa sarà quasi pronta. Inforniamo la nostra meringa a 100° per 60 minuti. Stendiamo la pasta sfoglia, la bucherelliamo ordinatamente e la spennelliamo con uno sciroppo di zucchero; prima da una parte poi dall’altra. Ora inforniamo la pasta sfoglia a 200° per 20 minuti circa. Quando tutto sarà pronto assembliamo la nostra torta, incominciando dalla base di pasta sfoglia, poi sopra ci metteremo delle fettine sottili di pan di Spagna, lo sopruzziamo con appena un po’ di liquore per non creare una pappetta, e mettiamo subito uno strato sottile di crema al caffè e panna; copriamo con l’altra parte del pan di Spagna, spruzziamo ancora un po’ di liquore e mettiamo l’altra crema all’arancia e panna montata. Ora facciamo l’ultima copertura con il pan di Spagna, sopra faremo aderire la restante panna montata, la meringa, e il cioccolato fondente fuso. Copriamo i bordi della torta con le briciole del pan di Spagna. Ed ecco la mia torta nuova delle feste per Federica. Federica Grazie! Una torta così non si può dimenticare, l’hanno gradita tutti! Elena Il merito è delle tue arance. 27/02/2023 Elena la fesa di tacchino che racchiude un cuore di formaggio camembert, poi adagiato sopra un sugo di sapori e pomodori, è un secondo perfetto. INVOLTINO DI FESA DI TACCHINO Ingredienti: fesa di tacchino, sale, pepe, aglio, salvia, pimpinella, camembert, vino pinot grigio, tabasco. Per il sugo: pomodori freschi, cipollotti, olio extra vergine d’oliva, capperi, ginepro, origano fresco. Esecuzione: mettiamo la fesa a fettine sottili, la mettiamo a marinare con spezie, vino, olio, sale e pepe. Poi facciamo il sugo soffriggendo in poco olio i cipollotti, sfumiamo col vino, adagiamo i pomodari maturi tagliati a pezzetti piccoli, e lasciamo cuocere. Quando il sugo sarà pronto aggiungiamo l’olio, i capperi, l’origano. Adesso togliamo la fesa dalla marinatura, la scottiamo sulla piastra, mettiamo il ripieno di camembert, sigilliamo bene il saccottino, e lasciamo cuocere adagio in padella con pinot grigio, tabasco, aglio le erbe sopra elencate per 10 minuti. Lasciamo i saccottini nel loro succo ad insaporirsi e prima di servire mettiamoli adagiati sopra il sugo al pomodoro. Federica Quando si cucina col cuore diventa buono anche l’impossibile. Bella ricetta!
Febbraio 15, 2023 VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin DIALOGANDO CON VOI 15/02/2023 Elena E adesso proseguiamo con la cessazione del potere nazista o la caduta del nazifascismo. La progressiva avanzata degli Alleati verso il nord, accelerarono la disfatta delle nazioni dell’Asse. Sul fronte orientale, già dall’estate del 1943 i Russi avanzavano ed avevano liberato l’Ucraina e la Crimea. L’ultimo anno di guerra vdeun pauroso incremento della produzione di armi, da ambedue le parti, ed il perfezionamento di nuovi micidiali ordigni di morte. La Germania collaudò la Vl e la V2, razzi a reazione talmente veloci da sfuggire alle intercettazioni nemiche. La “V” della sigla di queste armi era l’iniziale della parola tedesca “Vergerltungswaffe”, che significa arma della rivincita; il numero dopo la V indicava le diverse serie dell’arma, ovviamente sempre più potenti. Le Vl e le V2 furono lanciate su città inglesi e la più colpita fu Londra. Rimase allo stato di progetto la V3 che avrebbe avuto autonomia intercontinentale. Dall’una e dall’altra parte si lavorò alla fabbricazione della bomba atomica. decisiva per le sorti della guerra fu la ripresa dell’offensiva degli Alleati sul fronte occidentale. Un esercito eneorme comandato dal generale Eisenhiwer, sbarcò in Normandia nel giugno del 1944. Tra l’estate e l’autunno dello stesso anno, l’Armata Rossa liberava la Romania e la Polonia, avvicinandosi sempre di più alla Germania, mentre i partigian francesi liberavano Parigi, ed insieme alli Alleati cacciavano i tedeschi dal territorio francese. Episodi di resistenza si registravano anche in Germania, dove un fallito attentato alla vita di Hitler compiuto da un gruppo di militari, scatenò le reazioni più feroci del dittatore, che insicuro nel suo stesso ambiente, fece uccidere migliaia di sospetti. Occorre sottolineare, come aspetto fondamentale di questa guerra, che, parallelamente alle vere e proprie azioni militari, i bombardamenti aerei furono usati continuamente da entrambe le parti come arma di distruzione fisica e morale contro le popolazioni inermi, e che con lo sbarco in Europa degli Americani i bombardamenti assunsero dimensioni inaudite. Nella fase finale della guerra intere città tedesche furono rase al suolo, ad esempio Dresda con più di 100.000 morti. Il 25 aprile del 1945 gli eserciti anglo-americani e i sovietici si congiunsero sul fiume Elba. La Germania era finalmente sconfitta. Il 30 aprile Hitler si suicidava: due giorni dopo l’Armata Rossa entrava a Berlino. L’ammiraglio Doenitz, successore di Hitler, accettava la resa incondizionata, che venne firmata il 7 maggio al quartier generale di Eisenhower a Reims e l’8 maggio davanti al maresciallo rosso Zukov a Berlino. In Italia intanto gli Anglo-americani dopo l’insurrezione di Firenze agosto 1944 si erano fermati in toscana e in Emilia. Nell’aprile del 1945 ripresero l’avanzata in concomitanza con l’intensificazione delle azioni partigiane. Il 25 aprile CLNAI ( comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia diede il segnale dell’insurrezione generale ai circa 200 000 partigiani impegnati nella lotta. Mussolini in fuga fu catturato e giustiziato. Il 29 aprile i tedeschi, firmarono la capitolazione in Italia. Il Giappone ancora per alcuni mesi oppose una dura resistenza all’accerchiamento della flotta statunitense. Infine il presidente degli Stati Uniti Harry Truman, succeduto a Roosevelt morto il 12 aprile, ritenneopportuno stroncare le ultime velleità giapponesi usando la nuovissima bomba atomica. Hiroshima 6 agosto e Nagasaki 9 agosto furono rase al suolo. Il 14 agosto il Giappone accettava la resa incondizionata che veniva formalmente firmata il 2 settembre 1945 a bordo della corazzata americana “Missouri” ancora nel porto di Tokio. Con questo atto si concludeva la seconda guerra mondiale, mentre si apriva una nuova era nella storia, l’era atomica, basata sul terrore delle capacità distruttive degli uomini. Più che una necessità militare il Giappone era ormai in ogni caso già vinto, la decisione di Truman fu una scelta politica, una dimostrazione di forza militare che accompagnata alla già riconosciuta forza economica, farà degli Stati Uniti la nazione protagonista, insieme all’Unione Sovietica, delle conferenze di pace. Elena L. dalle mie ricerche di tempo fa. 16/02/2023 Dott. Robert Secondo te qual è il metodo più adatto alle condizioni della convivenza umana? Elena Per me è il metodo della libertà e il rispetto del metodo della libertà che comprende il rispetto di tutti i cittadini, del lavoro, delle regole e dell’ambiente, che dovrà essere quindi il segno di riconoscimento e l’impegno d’onore di tutti gli uomini veramente liberi. Molti ancora non sanno che cosa significhi la vera libertà. Il miglior sistema politico è rappresentato da un governo fondato sull’uguaglianza dei diritti e dei doveri. Un unico esercito che dipende dal governo e che non potrà essere mandato in guerra, senza il consenso del popolo. Una camera eletta a suffragio universale, senza il consenso della quale nulla d’importante potrà essere deciso. Bisognerà cercare mezzi e modi per ottenere un governo forte e stabile per salvaguardare la Costituzione da colpi di mano, che venissero dall’alto o dal basso. Oltre alla netta distinzione dei poteri, lo Stato dovrà rispettare i diritti naturali dell’uomo e della famiglia, considerare le autonomie locali, sindacali, culturali ed economiche come lo spazio vitale del cittadino. 17/02/2023 Linda Questa politica economica sarà naturalmente unitaria nella sua impostazione e nella sua esecuzione? Sarà ancora largamente decentrata e contare sulla collaborazione degli organi sindacali- professionali? Elena Questa politica economica sociale offre ancora alla classe lavorativa e impiegatizia larghe possibilità di elevazione. Perciò si dovrà credere nell’istruzione tecnico-professionale per giovani operai e contadini, (questi ultimi guarda quando sono aumentati) per specializzati e capo-tecnici; poi le scuole aziendali e interaziendali e le stesse organizzazioni professionali dovranno con numerose borse di studio rendere accessibile ai figli meritevoli di lavoratori la scuola specializzata. Una scuola atta alla formazione di tecnici dirigenti, prepara i quadri più elevati della nuova economia. E le scuole per operai e contadini al giorno d’oggi sono molto ma molto illuminanti e richiedono grande studio e responsabilità per il fatto che “noi siamo quello che mangiamo” e noi siamo responsabili dell’ambiente che ci circonda. 18/02/2023 Marco e Patty Quando alle medie si parlava di persone emigrate, qualsiasi discorso scorretto erano scusati dai professori, perché dicevano: ” ma sapete, loro non hanno studiato l’Illuminismo, ecc. ecc. Io mi chiedevo sempre che cosa significasse questo discorso, ho pensato perfino che gli insegnanti li volessero compatire. Perché? Cosa c’entra questo con l’Illuminismo? Anche nella mia scuola non abbiamo fatto il Romanticismo e l’Illuminismo. Elena Forse perché i presupposti dell’Illuminismo settecentesco erano: la certezza nelle capacità razionali dell’uomo; il disprezzo per tutto ciò che non fosse dimostrabile al lume della ragione, e quindi disprezzo per la religione, considerata pura superstizione, per le tradizioni, gli usi e i costumi dei popoli; la condanna del Medioevo, considerato un periodo di barbarie fra due civiltà, quella romana e quella rinascimentale (1400 e 1500) ; il cosmopolitismo, e cioè la convinzione che l’uomo fosse cittadino non di una patria-nazione ma del mondo intero, perché l’intelligenza e il genio non hanno patria; la convinzione che solo gli uomini “illuminati” dalla ragione e dalla cultura potessero modificare la società. Sul piano storico gli effetti più vistosi del pensiero illuminista furono la rivoluzione francese nel 1789 edopo, l’impero napoleonico, che possono considerarsi prodotti dell’Illuminismo, ma che nella stesso tempo, ne rivelano le contraddizioni e ne denunciano gli errori di valutazione. Infatti la Rivoluzione francese, seppure guidata dalla borghesia illuminata fu oltre a un grande e positivo evento storico, ma anche una grande esplosione di violenza spesso incontrollata e quindi non guidata dalla ragione; e Napoleone Bonaparte, accolto in tutta Europa come un liberatore e un portatore di “uguaglianza, libertà e fratellanza” (valori fondamentali dell’Illuminismo), fu in realtà un despota che sconvolse l’Europa con guerre tremende e in gran parte motovate dalle sue ambizioni. Così, negli anni che vanno all’incirca dal 1790 al 1820 si creò in Europa un clima psicologico di delusione e di frustrazione: l’uomo e particolarmente l’intellettuale, sentì che la sola ragione non era più sufficiente a spiegargli ciò che accadeva; egli inoltre, non trovava risposte razionali alle domande che sempre più spesso lo angosciavano…Continua. 20/02/2023 Domande che indicavano una crisi profonda di natura psicologica, ma le cui origini erano da rintracciare nella crisi storica e nel venir meno dei valori e degli ideali illuministici rivelatisi insufficienti. In questo clima storico culturale, ha le sue radici il “Romanticismo”, vasro movimento di pensiero, nato in Germania alla fine del settecento, si propagò poi in tutta l’Europa proprio come era stato concepito in Francia, il Romanticismo non fu uguale in tutte le nazioni, ma assunse in Francia, in Italia, in Inghilterra una fisionomia particolare, un indirizzo nazionale. Esso infatti superava l’idea di cosmopolitismo e riscopriva il concetto di patria, risvegliandosi nei popoli europei in seguito alle invasioni napoleoniche, e pertanto, pur avendo una matrice comune, prendeva aspetti nazionali, perché diverse erano le siruazioni storiche nei vari Paesi. Il Romanticismo infatti, pur senza negare il valore della ragione, rivalutava il sentimento, e quindi, l’individualismo infatti è proprio il sentimento che rende diversi gli individui, che li caratterizza; scopriva l’esigenza che l’uomo ha di illudersi, di sperare o di credere in una religione, proclamava la libertà assoluta dell’arte e dell’artista che “inventa”. Quest’ultimo punto è molto importante, poiché dal cinquecento in poi era prevalsa la tendenza classicistica che imponeva modelli da imitare e regole a cui attenersi rigorosamente. I romantici invece bandirono tutte le regole e proclamarono l’assoluta libertà della creazione artistica. E ancora, gli illuministi avevano considerato la storia come una serie di eventi isolati e come un cumulo di errori e di orrori, i romantici rivalutarono il senso della storia e considerarono tutti gli avvenimenti umani in rapporto al divenire allao spirito dell’uomo ed all’ambiente in cui si erano svolti, concependo la storia come svolgimento di fatti concatenati fra loro (storicismo). I romantici addiritturaesaltarono proprio quei periodi storici che gli illuministiavevano ritenuto barbari, e cioè l’età primitiva e il Medioevo, sia per motivi storici, cioè per l’esigenza di celebrare il momento dell’origine delle nazioni, sia perché essi, opponendosi ad un’arte di imitazione e proclamando l’esigenza di un’arte “naturale” nutrita di sentimento e fantasia, ritenevano di poterla trovare proprio in quelle età precedenti, caratterizzate dal predomini o del sentimento sulla ragione. Il Romanticismo europeo nacque dunque in contrapposizione all’illuminismo, ma ciò non significa certo che esso abbia negato tutti i principi ed i valori del movimento precedente; è vero che esso bandì ciò che di fatto era entrato in crisi, ma mantenne intatti, anzi esaltò i grandi ideali degli illuministi, coè la fede nel progresso umano, la sete di libertà, l’uguaglianza nei diritti e nei doveri, la fratellanza nella lotta e nella speranza. Possiamo dire che in conclusione il Romanticismo è figlio ribelle dell’Illuminismo. Fine Elena L. Marco e Patty Grazie mille! S
Febbraio 11, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DICASA MIA TRECENTOSESSANTUNESIMA PARTE 11/02/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Federica Oggi devi presentare la torta che ci ha deliziato giovedì scorso: una delle tue torte di mele, non la si potrà dimenticare. TORTA DI MELE FARCITA Ingredienti: 4 mele, 3 uova, 250 g di zucchero semolato, zucchero a velo, 100 g di margarina vegetale senza grassi idrogenati, cannella, zucchero di canna, (la margarina non è vero che faccia male alla salute), 500 g di farina per dolci, liquore all’amaretto, alchermes, latte un bicchierino, crema all’amaretto, e crema all’alchermes, amido di mais, le scorze di un limone e di un’arancia non trattati, rum, estratto di vaniglia, una bustina di lievito per dolci e rum. Esecuzione: incominciamo con la composta di mele, lavando e sbucciando le mele, si tagliano a fettine, si aggiunge un cucchiaio di zucchero di canna, la cannella, la scorza del limone, un bicchierino di amaretto; si lascia cuocere la composta per pochi minuti, deve risultare al dente. Adesso incominciamo a sbattere le uova a spuma e in un’altra ciotola sbatteremo la margarina con lo zucchero, incorporiamo le uova sbattute alla crema , aggiungiamo la scorza d’arancia, il rum, un bicchierino di latte, l’estratto di vaniglia, la farina, le mele in composta infine il lievito. Mescoliamo dal basso verso l’alto, facendo attenzione di non spapolare le mele, quando il composto sarà omogeneo incominciamo a metterlo nella teglia imburrata e infarinata facendo gli strati: uno strato di composto, subito dopo uno strato di crema all’amaretto, il composto e uno strato di crema all’alchermes infine copriamo con l’ultimo strato di composto della torta. Inforniamo a 180° per un’ora. Federica Le tue torte di mele sono sempre più deliziose! Sembra che arrivino da un altro pianeta. Speriamo che non sia il pianeta delle scimmie! Ciao! 13/02/2023 Elena Ho la ricetta di un piatto delizioso, si tratta di pasta. Una pasta dura mista condita con il pesto di carne. PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO MISTA, AL PESTO DI CARNE Ingredienti: pasta corta mista, arrosto di vitello, parmigiano, latte, pepe, sale, olio extra vergine d’oliva, aglio, sedano, pecorino, brodo di carne. Esecuzione: Prendiamo un pezzetto di arrosto, mezzo mestolo di brodo, pepe, olio, uno spicchio di aglio senza il germoglio interno, mezzo gambo di sedano, pecorino, parmigiano, qualche cucchiaio di latte; mettiamo tutto nel mixer, frulliamo fino ad ottenere una crema omogenea (se sarà troppo densa possiamo dilurla con il brodo). Adesso caliamo la pasta nell’acqua salata che bolle, lasciamo cuocere al dente, poi la mantechiamo nella casseruola dove abbiamo messo il pesto, infine finiamo il piatto con un giro di pepe. Diventa un piatto squisitissimo! Federica E come non crederti? 14/02/2023 Elena Cara Fede, oggi ti presento un piatto di pesce: gli involtini di gallinella in patella, contornati da sapori di verudure in agrodolce. INVOLTINI DI GALLINELLA PASTELLATI Ingredienti: filetti di gallinella, prosciutto cotto, origano, succo di agrumi al naturale (spremuti in casa), sale, pepe, erba cipollina, rosmarino, pastella con farina tipo “0”acqua e sale, olio per friggere, olio extra vergine d’oliva. Per il contorno verdure miste in agrodolce di aceto di mele. Esecuzione: Mettiamo i filetti di pesce a marinare con sale, pepe, succo di agrumi. Poi faremo degli involtini con un trito di rosmarino, erba cipollina, origano, aggiustiamo di sale e pepe; stendiamo le erbe sopra i filetti poi metteremo una fetta di prosciutto e li ripieghiamo su loro stessi fissandoli con uno stecchino. Una volta finito di preparare gli involtini, li passiamo nella pastella e li friggeremo. Da servire con una salsa verde e un contorno di verdure miste in agrodolce. Federica Fatto così, il pesce lo mangiano anche i bambini di sicuro. 15/02/2023 Elena Le frittelle di carnevale si possono fare anche salate, ecco le mie frittelle farcite. FRITTELLE DI CARNEVALE FARCITE Ingredienti: filini all’uovo fatti in casa, brodo vegetale, scalogno, olio extra vergine d’oliva, spezie miste (sale, pepe, noce moscata, cannelle chiodo di garofano) alloro, vino bianco, succo di un limone, farina “00”, olio pre friggere. Per il ripieno: mortadella ai pistacchi tagliata sottile, formaggio fondente, porcini trifolati. Esecuzione: mettiamo a cuocere i filini nel brodo, una volta cotti scoliamo il brodo, li mettiamo in una ciotola e li lasciamo raffreddare. Intanto prepariamo un soffrittocon uno scalogno, aggiungiamo abbondante vino bianco (mezzo bicchiere, lasciamo evaporare). Prendiamo il composto della ciotola, mettiamo le spezie abbondanti, il succo di limone, un altro mezzo bicchiere di vino, infine la farina per creare un composto omogeneo ma non troppo solido. Abbiamo già fatto i funghi triflati, preparato la mortadella, e il formaggio; non ci resta che friggere le frittelle e poi metterle sopra una carta assorbente. Finita la frittura, è ora di farcire le frittelle con il fomaggio a fettine che a contatto con la frittella bollente si scioglierà, poi metteremo i funghi e la mortadella. Li disporremo in un piatto con vicino degli stecchini. Federica troppo buone anzi squisite! 16/02/2023 Elena Brrrr, che freddo! Mangiamoci la polenta calda. Il gustoso e versatile baccalà in umido con polenta, squisito! POLENTA E BACCALÁ Ingredienti: baccalà, aglio, prezzemolo, spezie, panco, parmigiano reggiano, olio extra vergine d’oliva, aceto di vino bianco, rosmarino, polenta. Esecuzione: scicquiamo e mettiamo a bagno il baccalà per due giorni interi, cambiando l’acqua tre volte al giorno. Poi lo taglieremo a pezzetti, lo asciughiamo e lo avvolgiamo nel trito di erbe, panco e parmigiano. Facciamo soffriggere aglio e alloro in poco olio, adagiamo il baccalà, lo irroriamo con una spruzzata di aceto, poi di brodo e lo faremo cuocere per 10 minuti; poi passiamo due giri di olio e lo serviamo ancora caldo con la polenta grigliata. Federica Mi piace da matti! 17/02/2023 Elena Un altro piatto gustoso da consumare con la polenta sono i funghi, di tutte le tipologie, e cucinati in tanti modi, sono sempre buonissimi! Ho provato a fare i pleurotus fritti, sono squisiti. PLEUROTUS FRITTI E IN UMIDO Ingredienti: funghi pleurotus fritti: sale, aceto di mele, limone, pepe, farina tipo “0”, olio per friggere; per i funghi in umido occorrono: un porro, sale, pepe, vino bianco, aglio, prezzemolo, timo, olio extra vergine d’oliva una manciata di porcini secchi e ammollati, parmigiano reggiano. Esecuzione: incominciamo dai pleurotus trifolati, tagliamo i funghi in modo regolare, poi li laviamo con acqua e aceto, li asciughiamo. In una padella facciamo rosolare il porro tagliato a rondelle, caliamo i funghi e sfumiamo col vino; uniamo il trito di erbe, l’acqua profumata dei funghi ammollati e lasciamo cuocere per qualche minuto. A fine cottura li irroriamo di olio, aggiustiamo di sale e una manciata di parmigiano grattugiato. Per eseguire i funghi pleurotus fritti: si porto l’olio a temperatura, poi si calano i funghi lavati precedentemente e infarinati, poi si scolano dall’olio e si mettono sopra una carta assorbente. Si possono servire insieme con polenta abbrustolita o all’onda. Federica Che buoni! 18/02/2023 Elena E allora come hai trovato le mie sfogliate ripiene? Le avevo appena sfornate, la pasta sfoglia è fresca di giornata; questa volta mi è venuta particolarmente bene. SFOGLIATE ALLA MARMELLATA DI FICHI E PRUGNOLO Ingredienti: farina tipo “00”, burro, acqua, un pizzico di sale. Marmellate di fichi e di prugnolo, cannella, scorza di limone e vaniglia, cacao amaro, zucchero a velo. Esecuzione: una volta fatti tutti i passaggi della pasta sfoglia, la lasciamo riposare in frigorifero per mezz’ora, intento prepariamo il ripieno delle nostre sfogliate. Mescoliamo le due marmellate 30% quella di prugnolo perché è più saporita di quella di fichi, poi metteremo un po’ di cacao amaro, la scorza del limone e la vaniglia (una bacca). Adesso riprendiamo la pasta sfoglia in frigorifero, la stendiamo col mattarello, molto sottile perché poi se la pasta sfoglia è fatta bene si alzerà tre volte di più; mettiamo un cucchiaio abbondante di ripieno, chiudiamo su se stesse le sfogliate, le pigiamo ai lati e su tutta la circonferenza e inforniamo a 200° per 15 minuti. Una volta cotte le spolverizziamo di zucchero a velo con vaniglia. Federica Fresche così sono una cosa! Si sciolgono in bocca! Meravigliose! 20/02/2023 Elena Oggi invece presento un piatto salato: le polpette di pesce, squisitissime! POLPETTE DI PALAMITA Ingredienti: palamita, 5 acciughe sott’olio, prezzemolo, aglio, sale, pepe, pane raffermo, origano, parmigiano, latte, olio extra vergine d’oliva, un porro, vino bianco, chiodo di garofano, pangrattato. Esecuzione: puliamo il pesce, lo mettiamo a cuocere in forno, poi togliamo tutte le lische, lo maciniamo grossolanamente, lo uniamo al pane raffermo strizzato e tagliato finemente, uniamo il parmgiano, l’origano, il pepe, il sale, le acciughe sciolte non del tutto in poco olio; formiamo le polpettine, e le passiamo nel pangrattato. Adesso tagliamo i porri a rondelle, li facciamo rosolare in padella e adagiamo le polpette, le giriamo e le rigiriamo, sfumiamo col vino, ela sciamo cuocere per 10 minuti. Le serviremo così insieme ai porri. Federica Sono davvero squisite, molto gustose.
Febbraio 8, 2023 DIALOGANDO CON VOI admin DIALOGANDO CON VOI 08/02/2023 Foto del mio amato l. di Garda Marco di Patty e gli altri tuoi amici . Cosa ne pensi di quello che è successo ieri sera a Sanremo? Elena Sapete già come la penso, anche se sono una persona accomodante, non ho commenti al riguardo; dico solo che se dipendesse da me quel teppistello con Sanremo avrebbe chiuso! La maleducazione è il pane degli stolti. 09/02/2023 Marco e Patty Ci sono dei paesi che oltre alla guerra soffrono perché sotto il regime delle dittature, cosa bisognerebbe fare per una vita migliore per tutti? Elena Bisognerebbe abolire tutte le forme di dittatura in tutti i paesi del mondo. Ma in tutti i paesi è necessario il rispetto delle regole, il rispetto di se stessi e degli altri. La violenza e la criminalità sono sempre in agguato se non dire in aumento, e di conseguenza i cittadini esigono efficacia della giustizia e delle pene. La costituzione rifiutando la pena di morte, fa notare che la pena non deve avere il significato di una semplice vendetta, ma deve essere conforme al senso di umanità e tendere alla rieducazione dei delinquenti, specialmente se giovani. Ci sono però persone che non capiscono con le buone maniere, e quando hanno scontato la loro pena ricommettono gli stessi reati perché si sono fatti un disegno preciso di vita, per loro rubare, uccidere e altro sono il pane quotidiano; con quelli bisogna andarci giù pesanti o ci ritroveremo nel caos se non vicino alla dittatura (i due poli opposti si incontrano). 10/02/2023 Marco e Patty Oggi 10 febbraio è il giorno della commemorazioe dei martiri delle “Foibe”, sicuramente non ti eri dimenticata. Elena Certo che no, tutti quei crimini non si possono dimenticare mai; nessun crimine è meno di un altro. Marco Per mano di chi vennero massacrate tutte quelle persone? Elena In questo caso furono le milizie della Jugoslavia di Tito, anche loro uccisero migliaia di persone innocenti poi gettati nelle “foibe” delle città del Friuli-Venezia-Giulia, successe verso la fine della seconda guerra mondiale. Come vedi i criminali e la brava gente stanno in tutti i partiti e ovunque. Marco e Patty La resistenza fu un fenomeno italiano o andò oltre? Elena La resistenza non fu solo un fenomeno italiano; essa sorse nelle varie zone d’Europa come reazione immediata al dominio nazista. Essa fu l’opposizione armata al nazifascismo, realizzata da nuclei di volontari partigiani, costituiti al di fuori degli eserciti regolari. Questi volontari organizzati in piccoli gruppi nelle campagne e sui monti compirono azioni di rivolta verso i nazisti, ma a volte anche azioni di grande portata militare. Movimenti di resistenza nacquero come opposizione aldominio nazistae vi aderirono prevalentemente gli strati borghesi e più popolari colpiti dal regime. In alcuni casi come in Francia, essa nacque come iniziativa di gruppi militari e conservatori con un prevalente spirito di difesa della nazionalità offesa; mi stò riferendo al movimento ” Francia Libera” diretto dal generale De Gaulle. Ma con l’incalzare degli eventi bellici, la resistenza andò assumendo un orientamento democratico e socialista, e vide sempre più allargarsi la partecipazione di massa. Essa presentò il primo grande risveglio democratico dei popoli europei, ed il primo segno di quella partecipazione collettiva alla vita politica che sarebbe stato l’elemento centrale della riorganizzazione post-bellica. In Jugoslavia, al contrario di ciò che avvenne in Francia, il movimento di resistenza giudato da Tito ebbe subito un carattere popolare e socialista e si diresse sia contro i tedeschi sia contro i monarchici nazionalisti. 11/02/2023 L’iniziativa antifascista italiana fu diffusa entro tutto il territorio occupato dai nazisti dopo l’8 settembre in Italia, fu il comitato (CNL) Comitato Nazionale di Liberazione, sorto a Roma, di cui facevano parte esponenti dei sei partiti antifascisti esistenti nel Paese. nella primavera del 1944, dopo la rivolta di Napoli, la Resistenza assunse dimensioni di lotta popolare antinazista, con uno spirito non solo di restaurazione della situazione prefascista, ma anche di costituzione di un nuovo ordine sociale democratico. Comitati di liberazione nazionale si formarono in varie città d’Italiacentro- settentrionale, e sotto la loro guida nacque il “Corpo dei Volontari della Libertà” comandato da Raffaele Cadorna, Luigi Londo e Ferruccio Parri, che riunì sotto un’unica direzione le varie formazioni partigiane. So soggette ai nazisti, costituendo delle repubbliche libere, sorrette dalla popolazione , le formazioni partigiane riuscirono a liberare piccole zone del territorio soggette ai nazisti, costituendo delle repubbliche libere, come la repubblica dell’Ossola, della Carnia, ecc. Non bisogna dimenticare però l’aspetto di guerra civile della resistenza italiana: accanto ai tedeschi restarono fino all’ultimo i fascisti italiani, che si accanirono con maggior ferocia contro i connazionali. Episodi tristissimi da ricordare sono anche quelli delle “Fosse Ardeatine”fanno parte di un patrimonio prezioso storico dell’Italia nata dalla resistenza. Mentre l’Italia settentrionale viveva episodi drammatici della guerra civile, la situazione era del tutto diversa nell’Italia meridionale liberata dei fascisti dagli Anglo-americani. L’attività del CLN fu diretta alla formazione di un governo rappresentativo dei partiti antifascisti. Particolare rilievo in questa direzione assunse l’iniziativa di Palmiro Togliatti, segratario del PC, che da poco rientrato dallURSS in Italia, offrì la piena disponibilità del suo partito ad una collaborazione politica con tutti i partiti antifascisti sulla base di uno spirito di ricostruzionedella democrazia nel Paese. Questa svolta politica dette la possibilità di intensificare l’unità antifascista superando le lacerazioni interne al CLN che vertevano soprattutto sulla questione istituzionale (monarchia o repubblica), che venne per il momento accantonata. Nacque così un governo presieduto da Ivanoe Bonomi (6 giugno 1944) con la partecipazione di tutti i partiti del CLN, mentre Vittorio Emanuele l l l trasmetteva i poteri al figlio Umberto che assumeva il titolo di “luogotenente generale del regno”e si impegnava ad indire un referendum istituzionale a guerra finita. Il nuovo governo ebbe sede a Roma, che intanto i tedeschi erano stati costretti ad abbandonare (4 giugno del 1944 grazie all’azione delle forze alleate. Elena Ho cercato di farla breve, ma non volevo sorvolare su cose importanti da ricordare. 13/02/2023 Elena L’argomento non è ancora chiuso, continuerà fino alla sconfitta del nazifascismo, se ti va posso dettartelo anche subito. Marco di Patty Grazie, è lo stesso se sarà domani? Oggi sono arrabbiato con me stesso perché mi sono lasciato dire cose che non avrei mai voluto sentire, e cioè ho ricordato ad un mio compagno di scuola che non avrebbe dovuto sparlare male di una ragazza a cui io tengo molto; il fatto è che non sono cose vere. Lui agisce così perché pensa che il legame che ho con lei poi ci allontani o rovini la nostra amicizia, in realtà fa tutto lui! È lui che sta distruggendo la nostra amicizia! La cosa grave è che ora che ho scoperto la verità e cioè che era lui a denigrarla, adesso dice che non è vero; come si può essere così meschini? Negare la verità? Elena A me queste cose sono successe più di una volta, vuoi sapere come mi comporto in merito? Io li compatisco tutti altrimenti saremo sempre sul piede di guerra, ed io non voglio rovinare le mie giornate per gente come quella! Ora so a che cosa ti riferivi quando mi dicesti che persone così non dovrebbero esistere. Dammi retta non ne vale la pena arrabbiarsi per niente, sì perché in fin dei conti chi si comporta così non è niente! 14/02/2023 Elena Volevo dettarti oggi l’altra parte… ma preferisco domani, così puoi festeggiare questa giornata con la tua ragazza in santa pace, gustandovi insieme dei manicaretti prelibati. Marco e Patty, Grazie! Grazie davvero di tutto.
Febbraio 3, 2023 DIALOGANDO CON VOI, VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin DIALOGANDO CON VOI 03/02/2023 Marco Come fu l’ingresso dei cattolici sulla scena politica? Sto parlando degli anni tra il 1800 e il 1900. Elena L’ondata democratica che nei primi anni del secolo sconvolse tutta la società italana, investì anche il mondo cattolico organizzato. Questo faceva capo all’opera dei congressi, un organismo fondato nel 1874 e articolato in varie sezioni, una delle quali, la seconda si occupava specialmente di iniziative di carattere sociale e di pubblica utilità; aveva la sua sede a Bergamo. Fini ad allora la sua attività più cospicua si era svolta nel campo della costituzione, sul modello delle casse Raiffeisen che organizzò in Germania istituti bancari speciali aventi lo scopo di favorire gli investimenti, i finanziamenti ed il risparmio dei piccoli e medi proprietari terrieri. Tale enti presero appunto il nome di “casse Raiffeisen; e con successo nel 1897 le casse rurali cattoliche esistenti erano 705, la maggior parte delle quali in zone di prevalente piccola proprietà, quali l’alta e media Lombardia e il Veneto a nord del Polesine. Continua. 04/02/2023 L’opera svolta dai cattolici a difesa della piccola proprietà negli anni della crisi agraria in queste regioni, contribuì molto ad accentuare il carattere di quei territori in cui la maggioranza della popolazione appoggiava politicamente le posizioni del mondo cattolico, che ancora oggi esse hanno e a coltivare nel clero veneto e lombardo un’attitudine al realismo e al contatto con la gente. Fu in questo ambiente che nacque e si formò un umile prete di nome “Angelo Roncalli” che così rimase anche quando divenne papa. Oltre alla costituzione di casse rurali e società di mutuo soccorso, l’attività della seconda sezione dell’opera dei congressi non andava: gli intransigenti, così erano chiamati quei cattolici che a differenza del clerico-moderati, non erano disposti ad alcuna transazione con lo Stato italiano, che ne erano alla testa, e non erano certo disposti ad incoraggiare associazioni che avessero per scopo (anche se dichiarato) quello della resistenza, quello che oggi si chiama sindacalismo. Allora operai e padroni dovevano collaborare e non combattersi. Altri però erano inclini ad interpretare in diversi e più avanzati termini il contenuto del messaggio pontificio di papa Leone XΙΙΙ che il suo insegnamento di una più coraggiosa milizia sociale dei cattolici e di una lotta al socilismo non sul piano dell’opposizione ma della concorrenza. In questa opposizione nella arroventata atmosfera di fine secolo, venne sempre più orientandosi un gruppo di cattolici che faceva capo ad un altro giovane sacerdote stabilitosi a Roma, Romolo Murri il quale nel 1898 fondò una rivista battagliera: “La cultura sociale”. Egli si dedicò fin dagli anni dell’università, all’organizzazione di un movimento politico cattolico aperto alle istanze sociali e al rinnovamento delle posizioni più conservatrici. Continua. 05/02/2023 I seguaci di Murri, che ben presto si caratterizzarono come “democratici cristiani”, svolsero negli anni tra il 1898 e il 1902 un’intensa opera di propaganda e di organizzazione riuscendo anche a costruire numerose leghe cattoliche. La roccaforte del nascente sindacalismo cattolico, con le sue fabbriche tessili popolate da manodopera femminile e i suoi contadini tradizionalmente legati al clero. Anche la Sicilia che in quegli anni compiva le sue prime esperienze un altro giovane prete che ben presto fece parlare di sé, Luigi Sturzo fu tra i più convinti e autorevoli sostenitori del gruppo democratico cristiano facente capo a Murri. Data l’avversione dimostrata dalla Curia Romana per il movimento democratico cristiano, si impegnò in seguito nelle amministrazioni locali. L’atteggiamento ufficiale della Chiesa non fu certo incoraggiante per il movimenti di cui faceva capo Murri: le istruzioni pontificie del 1902 prima e lo scioglimento dell’Opera dei congressi nel luglio del 1904 poi, secondo le aspettative dei democratici cristiani, misero fine alle sue attività organizzative. L’ingresso dei cattolici organizzati nella vita politica italiana non sarebbe avvenuto secondo le aspettative dei democratici cristiani, ma secondo quelle dei clerico-moderati. E così l’avanzata del movimento socialista convincerà franon molto il Papa pioX, prima ad attenuare, poi a togliere definitivamente la prescrizione, vigente dal tempo della brecci adi Porta Pia, che proibiva ai cattolici di partecipare alle elezioni. Essi vennero invece sollecitati a unire i loro sforzi a quelli di coloro che difendevano l’ordine costituito contro l’assalto delle forze sovversive. Comunque quello che fecero i democratici cristiani nel primo novecento non fu spazzato via; gli inizi del secolo vedevano così l’ingresso sulla scena politica non soltanto dei socialisti, ma anche dei cattolici. Elena L. Marco e Patty Che cosa secondo te è e sarà il potere più duraturo del mondo? Elena Ciò che è costruito sul fondamento dell’amore è immortale! 06/02/2023 Marco di Patty Che cosa trovi di più ributtante in questa vita? Elena Per me è sempre stato la menzogna e il rubare. Marco di Patty Ritornando al tempo della dittatura, ma Mussolini odiava gli ebrei oppure li difendeva? Ho trovato un po’ di confusione in merito, informandomi qua e là. Elena Nel 1932 uno scrittore tedesco di famiglia ebraica intervistò Mussolini. Tra i diversi argomenti trattati c’è anche quello relativo alla questione della razza: in certi brani le opinioni di Mussolini sono nettamente favorevoli agli Ebrei e contrarie ad ogni forma di razismo. Da lì in pochi anni però egli si allineerà ai folli principi dell’antisemetismo nazista e ispirerà il “decalogo”dove si riporta tutte le idee e le interviste fatte a favore degli Ebrei. Ma quando poco dopo, Hitler impadronitosi del potere, mise al bando tutte le scritture che furono pubblicate anzi firono bruciati tutti i libri che parlavano dei colloqui con Mussolini, addirittura le copie in circolazione vennero sequestrate. La svolta si verificò il 14 luglio 1938, quando dopo che il consiglio dei ministri aveva approvato, nell’aprile precedente, la fondazione di uno strano” Istituto per la Bonifica Umana e la Ortogenesi”, il giornale d’Italia, uscì a Roma portando in prima pagina una dichiarazione, firmata da un gruppo di specialisti, che portava il titolo “Il fascismo” e il problema della razza. Continua 07/02/2023 Elena Ciano disse che a redigerla fu Mussolini in persona, fu il primo documento ufficiale che annunciava il passaggio del fascismo nel campo che fino a quel momento era stato tenuto solo dasiGoebbels e dai Rosenberg. Il documento era redatto sotto forma di “Decalogo” ed era firmato da 10 studiosi, in pratica quasi tutti sconosciuti, assistenti o incaricati universitari di zoologia o di antropologia. Il più illustre tra loro era il senatore Pende, ordinario di Patologia speciale all’università di Roma, doveva smentire la sua apprtenenza al gruppo, già in data 05 ottobre 1939. Si trattava di una serie di enunciazioni che Luigi Salvatorelli, nella sua storia dell’Italia nel periodo fascista, definisce vaghe, assurde e scientificamente infondate. Le razze umane esistono; esistono grandi e piccole razze; la popolazione italiana è nella maggioranza di razza ariana e anzi, contradditoriamente, esiste una specifica “razza italiana”, eccetera. Affermazioni scientificamente infondate, ma dotate, le ultime due, di importanza pratica. Dicevano: ” Gli ebrei non appartengono alla razza italiana” e i caratteri fisici e psicologici puramente europei degli italiani non devono essere alterati in nessun modo. Su queste basi poteva avere inizio qualunque persecuzione. Non è facile chiarire a fondo l’ultimo atteggiamento di Mussolini sul cosiddetto problema ebraico, forse perché lo stesso capo del fascismo non aveva idee troppo chiare in proposito. La sua parola d’ordine iniziale contro gli ebrei fu per il vero piuttosto di procedere sulla via delle “discriminazioni” anziché su quella delle “persecuzioni” vere e proprie. Mussolini a volte sognava falò di libri ed opere d’arte ebraici, alla maniera di Hitler, a volte si opponeva contro misure pratiche che avrebbero dovuto logicamente discendere di una impostazione della “questione” quella lui stesso aveva dato. Si poteva quasi dire che l’uomo si sforzasse, per far piacere al dittatore tedesco, di provare sentimenti e di manifestare convinzioni che non gli erano del tutto proprie e congeniali. Certo che Mussolini in quel periodo sembrava essere più interessato, a una politica genericamente razzista, che ad una specificatamente antisemita. All’inizio, nell’estate del 1937 inquadrò addirittura l’antisemitismo nei suoi ricorrenti sfoghi contro la borghesia, e contro gli italiani in genere che, a suo parere, erano troppo “simpatici” e invece dovevano diventare duri, implacabili e odiosi. Più tardi il suo antisemitismo apparve annacquato nella politica demografica generale, come un elemento aggiuntivo alla preoccupazione costante perché gli italiani non si mescolassero troppo con i nativi delle colonie e del nuovo impero conquistato da Badoglio. La questione raziale, del resto, gli scoppiò subito tra le mani e gli si trasformò in gravissime preoccupazioni d’ordine politico generale. Il 28 luglio dopo 15 giorni dalla pubblicazione della famosa dichiarazione, Pio Xl, da Castelgandolfo dove trasferì la sua corte estiva, pronunciò il primo discorso antirazzista. L’impressione in Italia fu enorme, la gente ebbe un respiro di sollievo, e a Palazzo Venezia si reagì con durezza. Ciano venne subito incaricato di convocare il Nubzio Pontificio, monsignor Borgoncini, e di spiegargli i presupposti e i fini del razzismo italiano. La conversazione, anche se Ciano riferì di aver trovato il Nunzio personalmente molto antisemita fu condita di aperte minacce alla Chiesa e all’Azione Cattolica. Il colloquio servì a poco perch^, pochi giorni dopo e ancora il successivo 21 agosto, il Papa pronunciò altri discorsi chiaramente intonati al rispetto della personalità e della libertà umana, così gravemente lesa dalla politica mutuata da Hitler. Mussolini andò su tutte le furie. Continua. 08/02/2023 Mussolini convocò subito padre Tacchi Venturi investendolo con grande ira: ” Non fatemi perdere la pazienza altrimenti reagisco e faccio il deserto”! Poi disse: ” Se il Papa continua a parlare io gratto la crosta degli italiani e in men che non si dica li farò tornare anticlericali”! Ciò nonstante il Pontefice , continuò a parlare e gli italiani, da questo atteggiamento della Chiesa, non stettero ad ascoltarlo, anzi, dimostrarono ancora più rispetto per la Cattedra di Pietro. Poco dopo si aprì sulla questione raziale, una seria crisi con la Monarchia. Essa culminò nel pomeriggio del 28 novembre, quando Vittorio Emanuele convocò il capo del governo al Quirinale e gli disse di provare un’infinita pietà per gli ebrei. Tutta la penosa scena venne ricostruita vivamente in una pagina delle famose “Agende”di Ciano Galeazzo. Il vecchio sovrano citò al suo primo ministro il caso dell’ottantenne generale pugliese, di religione israelita, solo al mondo e carico di medaglie, che grazie ad una delle più sconcertanti disposizioni della nuova legge era impedito di tenere un domestico al suo servizio. Mussolini rispose che la sorte degli ebrei poteva interessare soltanto a quelle ventimila persone con la schiena debole che ancorqa esistevano in Italia, Il re replicò, asciutto, che anche lui doveva essere contato tra questi. Elena L. N.B. Ciano Galeazzo era il genero di Mussolini.
Febbraio 2, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSESSANTESIMA PARTE 02/02/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Oggi iniziamo l’articolo con una delizia di pane fatta in casa: la schiacciata di ciccioli. Molto gustosa, piace a tutti o quasi. SCHIACCIATA DI CICCIOLI Ingredienti: 500 g di farina tipo “0”, lievito madre, sale, olio extra vergine d’oliva, 250 g di ciccioli freschi e secchi, latte q.b. Esecuzione: prepariamo la fontana con la farina, aggiungiamo il lievito madre, l’olio, sale, i ciccioli spezzettati in modo vario. Impastiamo l tutto, aiutiamoci anche con un po’ di latte per ammorbidire l’impasto. Una volta raggiunto un impasto omogeneo lo lasciamo riposare per una notte. Il mattino seguente diamo forma alla schiacciata, la mettiamo sopra la carta da forno in una teglia, la lasciamo riposare ancora per due ore, poi la spennelliamo con l’olio e inforniamo a 200° per 15 minuti. Una fragranza e dei sapori antichi incredibili. Federica Buonissima! 03/02/2023 Elena Oggi presento dei ravioli dal sapore nuovo, inconfondibile, gustoso e salutare: sono ravioli con taleggio erbe aromatiche come l’erba ruta, l’ erba luisa, e l’erba cedrina, nepetella e nigella. RAVIOLI DAL SAPORE NUOVO Ingredienti: due uova, farine miste, sale, olio extra vergine d.oliva, parmigiano, salvia. Per il ripieno: taleggio, erbe, pepe, cipollotto, burro. Esecuzione: incominciamo con il ripieno dei ravioli: facciamo soffriggere il cipollotto in poco olio, sminuzziamo a coltello le erbe già lavate e asciugate. Aggiustiamo di sale e pepe, aggiungiamo il taleggio e lo amalgamiamo bene alle erbe. Adesso facciamo la sfoglia rompendo le uova sulle farine, un pizzico di sale e ricaviamo un impasto omogeneo e liscio; tiriamo la pasta, mettiamo il ripieno e tracciamo le forme dei ravioli. Lasciamo riposare per qualche minuto preima di cuocerli, poi li caleremo in acqua bollente, li scoleremo nella padella dove abbiamo fatto liquefare il burro con la salvia senza però bruciarlo. Mescoliamo con delicatezza e aggiungiamo una pioggia di parmigiano grattugiato e pepe. Federica sono di un sapore e di una delicatezza incredibile! 04/02/2023 Elena Durante il mio percorso di ricette di casa mia, ho eseguito molte crêpe con ingredienti e farciture diversi, anche oggi ne presento un’altra versione, quella leggera farcita con cipolle rosse in agrodolce e crescenza; gustosissima e leggera. Questa versione la dedico a mia madre che oggi compie 100 anni. CRÊPES ALLE CIPOLLE ROSSE E CRESCENZA Ingredienti per le crêpes: due uova, farina tipo “00”, scorza di limone grattugiata, spezie miste, latte, due cucchiai di olio di mais, un bicchierino di brandy, sale, pepe. Per il ripieno: crescenza q.b., cipolle rosse, aceto di mele, tabasco, due cucchiai di miele, sale, un pizzico di cannella e zenzero, una noce di burro. Esecuzione: sbattiamo le uova, aggiungiamo sale, un pizzico di spezie, il resto degli ingredienti e sbattiamo bene il composto con la frusta in modo di non fare grumi (il composto deve risultare leggero, omogeneo ma non troppo liquido e nemmeno troppo denso). Ungiamo la padella con il burro, togliamo l’eccesso e incominciamo a versare il composto nella padella, un mestolino per ogni crêpe; una ad una le mettiamo stese sopra il piano di lavoro e poi le farciremo con la crescenza spalmata su tutta la crêpe, poi le cipolle, poi le chiudiamo e le disponiamo dentro la teglia con sopra la carta da forno. Spalmiamo sopra le nostre crêpes un po’ di crescenza e inforniamo per 12 minuti a 180° e il piatto sarà pronto da servire. Federica Le tue crêpes sono buone tutte, squisite e leggere. 06/02/2023 Elena Oggi presento le nuove lattughe di carnevale dedicate a Marco e Patty. Adorano le mie lattughe per questo ho inventato per loro una nuova ricetta. LE MIE NUOVE LATTUGHE DI CARNEVALE Ingredienti: tre uova, un bicchierino di nocino, scorza d’arancia grattugiata, tre cucchiai di olio, 60 g di gherigli di noci, due cucchiai rasi di zucchero, estratto di vaniglia, farina q.b. per ottenere un impasto omogeneo che non attacchi alle dita, abbondante zucchero a velo con vaniglia, olio per la frittura.’ e carta assorbente. Esecuzione: In una ciotola grande versare un po’ di farina, sbattere le uova, unire tutti gli altri ingredienti comprese le noci macinate a farina; impastare il tutto e creare un panetto sodo non appiccicoso. Tirare sottile la sfoglia, poi dare forma alle lattughe: quella che preferiamo. In un padella capiente mettere l’olio per la frittura e quando sarà al punto giusto incominciare ad immergere le lattughe una per volta; scolarle e appoggiarle sopra un grande piatto rivestito di carta assorbente. Mano a mano che si scolano le lattughe cospargerle di zucchero a velo. Federica Le tue lattughe sono molto saporite e leggere, queste però hanno una marcia in più! Elena Grazie! 07/02/2023 Elena Il freddo dell’inverno si fa sentire, ci invita a cucinare cibi caldi e un po’ più calorici. Il piatto che vi presento ora è un altro piatto di polenta, chiamiamolo pizza di polenta, leggero, gustoso e invernale. PIZZA DI POLENTA Ingredienti: farina di mais, acqua, sale, gorgonzola, funghi porcini, tartufo, porri, carciofi, coppa stagionata, origano, olio extra vergine d’oliva. Esecuzione: per 4 persone abbiamo messo 500 g di farina di mais in due litri di acqua in ebollizione con sale, poi abbiamo mescolato bene e amalgamato eventuali grumi, e abbiamo lasciato cuocere per 35 minuti a fuoco basso. Intanto abbiamo cucinato i carciofi trifolati e i funghi, con un porro a persona, abbiamo sfumato con un po’ di brandy, salato e pepato, e li abbiamo lasciati cuocere per 15 minuti circa, alla fine è stato messo il parmigiano reggiano, un giro di olio e qualche scaglietta di tartufo. Abbiamo versato la polenta in tegliette da crostata, le abbiamo condite con l’intingolo di funghi porri e carciofi, poi il gorgonzola, la coppa stagionata tagliata a fettine sottili, infine abbiamo messo le tegliette in forno a 200° per 6-7 minuti. Federica Cosa vuoi che ti dica se non le solite cose belle, che questo piatto delizioso l’ho gustato anch’io. Grazie! 08/02/2023 Elena Un altro piatto gustoso sono gli spiedini di tutti i tipi, sono sempre bene accetti perché gustosi. Il piatto di oggi sono gli spiedini di carne in salsa di verdure. SPIEDINI DI VITELLO IN SALSA Ingredienti: magatello di vitello, pancetta, sopressa, peperoni, cipolle rosse, melanzane, sale, pepe, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, aceto di mele, alloro, rosmarino, salvia, cumino, aneto, vino bianco, succo di arancia. Esecuzione: tagliamo il vitello a dadi non troppo piccoli, li mettiamo a marinare con un giro di olio, di aceto di mele, pepe, sale, alloro, cumino, rosmarino, salvia e succo di arancia. Dopo due ore disponiamo i pezzetti di carne infilandoli negli stecchini alternati da verdure a pezzetti e da qualche pezzetto dei salumi che ho citato sopra; li spennelliamo con l’olio, li saliamo, li pepiamo e li mettiamo sulla grigliaa fuoco moderato prima e un po’ alto dopo. A cottura ultimata presentiamo gli spiedini in un piatto di portata e li serviamo con una salsa che preferiamo. Federica Buoni, buoni, buonissimi! 09/02/2023 Elena Un piatto di pesce gustoso è quello che ci vuole. Oggi ho pensato di presentare il merluzzetto in umido, circondato da patate e cipolle in agrodolce. Un piatto completo. MERLUZZETTI IN UMIDO Ingredienti: merluzzetti, cipolle bianche, patate. Pepe, sale, alloro, spezie, olio extra vergine d’oliva, panco, parmigiano reggiano, aglio, prezzemolo, origano fresco, cumino, aceto di vino rosso, miele, latte, cerfoglio, mentuccia, basilico. Esecuzione: dopo avere lavato e tagliato le cipolle le mettiamo a cuocere con aceto, un po’ di miele, un mestolino di brodo, alloro, basilico. Peliamo e tagliamo le patate, le facciamo dorare in poco olio, spruzziamo un po’ di vino bianco, lasciamo evaporare, aggiungeremo un po’ di sale, spezie e brodo vegetale, lasciamo cuocere fino alla fine; metà dovranno rimanere intatte e metà si dovranno sciogliere per formare una specie di crema. Per ultimo cuciniamo i merluzzetti, tagliandoli a tranci, mettendoli nella panura composta di sale erbe tritate, pepe, parmigiano. In una padella versiamo un po’ di olio e facciamo rosolare i pezzetti di pesce impanati, poi aggiungeremo una spruzzata di brodo per portarli a cottura. Infine serviamo il pesce con patate e cipolle in agrodolce. Federica Un piatto gustoso, stimolante, piace anche ai più giovani. 10/02/2023 Elena Oggi voglio riprorre un piatto di pesce molto invitante, piace a tutti, si tratta di pesce di mare ai sapori con cime di rapa al tegame. Buonissimo! Ingredienti: gamberi, orate, calamari, cime di rapa, carciofi, cipolline ina agrodolce. Pangrattato, parmigiano, cerfoglio, santoreggia, timo, rosmarino, salvia, cipolle bianche, vino bianco, olio extra vergine d’oliva, succo di limone, burro q.b. Esecuzione: per prima cosa facciamo la marinatura del pesce, pulendo bene le orate, i gamberi e i calamari poi li tagliamo a listarellee li mettiamo a marinare con limone, erbe, sale e pepe. Adesso è la volta delle cime di rapa, le puliamo dal gambo legnoso, le sbollentiamo e le strizziamo bene poi, le mettiamo in padella con burro e parmigiano; ora tagliamo i carciofi togliendo tutte le foglie legnose, togliamo anche la peluria nel mezzo, li mettiamo a bagno con acqua e aceto biancoforte, e poi li farciremo con la panure di aglio, cipolla, parmigiano pangrattato erbe miste, sale e pepe. Li mettiamo in una casseruola dove staranno stretti fra di loro per non fare uscire il ripieno, poi aggiungeremo un mestolo di brodo, copriamo col coperchio e lasciamo cuocere a fiamma bassa fino a cottura desiderata. Intanto prepariamo il pesce: impaniamo le orate, anzi i filetti, poi scottiamo i gamberi con un po’ di burro e limone, infine mettiamo a cuocere in una casseruola i calamari tagliati a listarelle, in un soffritto di cipolla, li sfumiamo col vino, infine aggiungeremo i salori che preferiamo, il brodo e lasciamo cuocere per 10 minuti. Il tutto risulterà non solo gradevole ma squisito; ecco il piatto nella foto sopra. Federica Sì, squisitissimo! Da rifare ancora.