LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI

01/10/2026

Sono Veronica,  mi sono sposata nel mese scorso,  con mio marito e mia suocera va tutto bene,  ma con i fratelli di lui,  no.  Mi hanno dato grande dolore quando mia suocera ci ha chiamati tutti aper fare una foto di gruppo,  ebbene,  loro non si sono presentati anche se lei li ha mandati a chiamare.  Ho scoperto che la vera ragione in cui loro hanno preferito restare fuori dall’album di famiglia è perché mio marito quindi loro fratello ha sposato me:  una ragazza di famiglia umile.  Questo non riesco ad avere rapporti disinvolti con mio marito,  perché li ho sempre in mente e non riesco ìa dimenticare questa differenza sociale che loro mi fannosempre capire.  Io ho avuto una dote ricca che ho messo anche a loro disposizione;  biancheria per la casa che mi hanno ricamato mamma, nonna e le mie zie,  ed hanno il coraggio di asciugarsi con le mie asciugamani ricamate.  Chi è che dovrebbe vergognars  io o loro?  Ti ringrazio tanto.

 

Elena  Veronica,  non metterti al loro livello,  ci sono cose più importanti a cui pensare. Per certe persone ogni modello standard genera diffidenza e solleva un inesorabile disprezzo. Io so che loro non sono di famiglia nobile o benestante,  quindi,  compatiscili;  è come se uno malato disprezzasse un altro malato,  perché in realtà il vero malato è lui, sono loro e la madre è fatta della stessa pasta. In fondo anche se non sono nelle fotografie di famiglia, a perderci sono loro;  tu sei sempre stata una brava ragazza,  seria e lavoratrice,  di questo non ti devi vergognare,  anzi,  loro avrebbero voluto che il fratello sposasse una riccona per poter attingere alle sue ricchezze e continuare a vivere di espedienti come hanno sempre fatto. È la gente come loro che si difende attaccando quelli migliori .  Comunque tu sei desiderosa di comunicare,  parlare di esprimersi di ascoltare ma fa in modo di non ostacolarvi a vicenda,  cerca di perdonare queste loro meschinità,  così ti sentirai te stessa sempre.  La presa di posizione chiara nei loro confronti e di te stessa,  diventerà una forza reale che nulla potrà temere.  Auguri per sempre.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSESSANTASEIESIMA PARTE

29/09/2026

 

 

Sono Norberto,  a mio padre gli hano prescritto un farmaco per la dieta,  è composto da benzotiadiazide,  però lui sta male quando lo  prende,  il medico curante gli ha detto che va bene così;  tu cosa ci consigli?  Non vorrei che continuando con quel farmaco gli venisse qualcosa di brutto.  Grazie Molte.

Elena  Questo farmaco a base di benzotiadiazide,  ha intense proprietà diuretiche,  di solito lo davano insieme al trattamento dell’ipertensione, e degli edemi di origine cardiaca.  Io non conoscendo tuo padre,  non posso dire sì o no con il farmaco devi continuare o sospendere.  Bisogna vedere se con altri farmaci è incompatibile.  C’è anche da dire che la somministrazione prolungata di benzotiadiazide in individui affetti da diabete insipido,  ha prodotto insospettati effetti antidiuretici,  per cui le benzotiadiazidi trovano favorevole applicazione nella terapia d’attacco del diabete insipido,  specie nelle forme che sono scarsamente sensibili alla vasopressina.  Il più importante effetto collaterale provocato dal farmaco è ipopotassiemia,  conseguente all’eliminazione urinaria  di forti quantità di potassio.  Poi il trattamento prolungato di benzotiadiazide può causare alterazioni a carico del sangue e disturbi del metabolismo glicidico e purinico.  Comunque io non ho la licenza per poterti indirizzare cose nuove,  ma se il tuo medico non tiene in considerazione i disturbi che tuo padre lamenta,  allora ti consiglio di andare da uno specialista;  lo so è noiso dover andare prima da uno e poi dall’altro,  però la vita è più importante di tutto.  Risolvi la situazione mi raccomando.  Ciao.

30/09/2026

Sono Franci,   Sai?  Ho fatto come mi hai consigliato tu,  e lui mi ha risposto la stessa cosa.  Ci sono andata non perché io non abbia fiducia in te,  ma perché me lo hai ordinato,  lo sapevo che avrebbe pensato come te.

Elena  Io non sono sempre d’accordo con l’intervento,  ma in questo disturbo sì,  specialmente una donna giovane,  fidanzata  che si sposerà,  che soffre di incontinenza a mio avviso non resta che l’intervento di ricostruzione,  e così le perdite urinarie non interferiranno con i rapporti intimi che avrete un domani. Tutti abbiamo il nostro punto debole,  il tuo purtroppo è quello lì.  Non devi avere assolutamente paura.  Potrai farlo in qualsiasi ospedale,  e se ti sentirai più sicura parlerò con Linda e Robert,  loro sapranno indirizzarti il luogo e il chirurgo che fa per te.  Ciao Francesca  Ti aspetto dopo l’intervento.

Il mio nome è Sauro L. ,  mi hanno diagnosticato un’intossicazione cronica da piombo,  come posso averla riscontrata?  Grazie!

Elena  Sauro,  è un’intossicazione cronica,  vale a dire che non è una cosa che hai appena riscontrato,  perché questa patologia ha quasi sempre carattere professionale e che colpisce soprattutto gli addetti a lavorazioni industriali,  costretti a svolgere la loro attività in ambienti contenenti polvere o vapori di piombo,  o derivati da piombo.  Si chiama “Saturnismo”che è dovuto proprio all’accumulo di piombo nei tessuti dell’organismo,  che si verifica soprattutto a livello delle ossa,  ma i sintomi di avvelenamento iniziano quando risultano impregnati i tessuti molli come l’intestino,  cervello,  rene e gli organi del sistema omopoietico.  Però prima di arrivare a questi livelli,  avrai avuto sintomi di stanchezza,,  malessere generale svogliatezza ecc.  La prognosi infausta del saturnismo è determinata dal progressivo deterioramento della funzione renale,  con estrema suscettibilità alle infezioni,  all’anemia e alla complicanza delle funzioni nervose e gastrointestinali.  Se diagnosticato all’inizio il saturnismo poteva essere curato allontanandoti da tutte queste fonti tossiche cambiando lavoro.  Ecco perché è importante la diagnosi precoce.  Quidi tutti quelli che fanno questi lavori a contatto con il piombo:  come minatori,  officine che producono certi macchinari per la stampa,  tipografi ecc. dovrebbero sottoporsi a controlli periodici.

01/10/2026

Sono Annaclaudia,  sono ormai quindici giorni che ho partorito,  e sono preoccupata perché  nelle analisi delle urine risulta positivo al corionepitelioma.  Mi hanno detto che se non ritorna nella norma dovrò subire un intervento delicato.  Non mi hanno detto niente altro;  che cos’è esattamente?  Vorrei sapere se è una cosa pericolosa e grave.  Ti ringrazio.

 

Elena  A volte ci vuole tempo perché gli esami delle  urine ritornino nella normalità;  non preoccuparti non è sempre come pensi tu;   recita il S. Rosario ogni giorno pensandomi.  Devi crederci!

Il coreonepitelioma spesso maligno che deriva dagli elementi epiteliali del corion.  Si forma solitamente nell’utero o nella tuba,  subito dopo una gravidanza spece se molare,  o dopo anche molto tempo da residui coriali.  In casi molto rari è osservabile anche in bambini,  e a volte si sviluppa da un teratoma.  La sua diffusione avviene per via ematica con metastasi prevalentemente localizzate a fegato,  polmone e cervello,  che regrediscono dopo l’asportazione chirurgica,  o il trattamento radioterapico della massa tumorale primaria.

PER I BAMBINI DIECI

25/09/2026

C’ERA UNA VOLTA…

Una volta tempo fa,  anzi molto tempo fa,  in una rigida notte invernale,  il buon Dio chiamò a sé un angelo,  piccolo,  biondo,  con delle alucce d’oro di libellula innamorata e additandogli il mondo che roteava tutto bianco nell’azzurro del cielo,  gli disse:  “Vedi?  Vai laggiù,  e sappimi dire quanti bimbi buoni ci sono,  e nominò un Paese. Un piccolo Paese della terra, l’angelo assentì con la testa,  poi con un frullo d’ali si lanciò dal Paradiso.  Scavalcò nubi e stelle,.  Poi un vortice di venti lo ghermì,  lo avvolse e lo spinse sui tetti del Paese dove il buon Dio gli aveva ordinato di scendere.  Nevicava in terra,  e il piccolo angelo che non era abituato a quel freddo,  tremava come un giunco sottile; ma obbediente,  incominciò il suo giro d’ispezione per le case,  dov’erano i bimbi buoni,  fino a che le alucce furono stanche e i piedi gelati.  Allora,  proprio allora, si trovò innanzi ad una porta socchiusa.  Un morbido tepore scendeva sulla neve della porta semiaperta. Vi era un bisbiglio di preghiere,  come un ronzio di api lavoranti intorno ad un alveare.  L’angelo scosse la neve dalle ali d’oro,  entrò e chiuse la porta.  In una stanzetta calda e luminosa,  steso in un letto bianco,  un bimbo bruno affondato nei cuscini,  dormiva e sognava.  Infondo al letto in una poltrona,  una donna s’era addormentata bisbigliando le sue preghiere.  E così l’angelo biondo assiderato dalla neve,  apparve in sogno al piccolo bimbo;  e gli mostrò le alucce incrostate di ghiaccio e i poveri piedi nudi.  Per pietà gli chiese le sue scarpine,  bene imbottite e già calde davanti alla giamma del  focolare.  Il bimbo ebbe un fremito tra le lenzuola e l’angelo ebbe le piccole scarpe e uscì dalla cameretta per continuare la sua ispezione.  Eran secoli e secoli che l’angelo era stato bimbo e non sapeva più camminare con le scarpine perché era abituato a volare.  Allora poi cadde sulla neve e vi rimase per un po’,  perché aveva un’ala che gli dolorava.  Una porta rugosa dall’età,  girò pesantemente sui cardini e agli occhi del piccolo angelo apparve un’officina di un fabbro ferraio.  Fu come un raggio di sole in un giorno di tempesta.  Il piccolo angelo aveva capito il volere del Signore.  Dopo un momento usciva leggero e agile su due lamine d’acciaio sottile che aveva fissato sulle scarpine,  e pattinava veloce picchiando di casa in casa,  annotando nomi,  fatti,  bugie e capricci,  e opere buone e ingordigie di bimbi finché dall’alto del campanile,  perso tra le nubi,  passarono in fretta le ore.  Il piccolo angelo aveva finito il suo compito.  Era l’alba e doveva tornare.  Provò a volare,  ma era così piccino che il peso dei pattini lo teneva a terra.  Allora si ricordò del piccolo bimbo che dormiva nella sua stanza calda.  Egli gli lasciò le scarpine coi pattini davanti la fiamma del focolare.  Al mattino il bimbo buono si svegliò e si ricordò del sogno,  vide le due scarpette sporche di neve,  armate delle lamine di acciaio e pianse.  Poi provò ad infilarsele e uscì sulla strada ghiacciata.  Tentennò,  cadde e si rialzò,  finché volò veloce per le contrade del Paese,  benedicendo il regalo dell’angelo biondo.  E il popolo mattinierò gridò al miracolo e provò le scarpe con le sottili lamine di acciaio,  ma loro non volarono.

30/09/2026

LA PECORA BIANCA

C’era aria di festa nel piccolo paese di St. D’Aussiat in Francia:si lanciano in aria i palloni colorati!  Quello che andrà pèiù lontano farà assegnare al suo proprietario,  come premio,  una pecora bianca.  I palloncini s’innalzano,  sempre più in alto…

Ero rosso sca rlatto,  e così gonfio che tutti esclamarono: ” Chissà dove arriverà”.  Seguirono le scommesse: “Io dico che cadrà in Svizzera”.  “Beh! La Svizzera non è poi tanto lontana”.  ” No,  no,  più in là vedrete”. ” Magari in Italia”.  “In Italia?  È troppo lontana”.  “Non si può mai sapere…”. “Dipende dal vento,  dipende dalla sua resistenza”.  Poiché ero,  come avrete capito un pallone.  Allineati accanto a me v’erano altri venti palloni,  ma gli sguardi erano soprattutto rivolti a me,  forse perché per uno sbaglio di tintura,  riuscì il più rosso di tutti.  Eravamo in un prato ed era giorno di festa per il paese.  Un paese francese,  St.  Didier D’Aussiat,  nella provincia di Ain.  Un campanile aguzzo,  poche case basse divise in una strada bianca,  molti alberi,  prati e ruscelli,  di un’acqua che non cessa mai di borbottare come se avesse chissà quali cosa da dire.  Gli abitanti di quel paesino erano tutti quanti sul prato a godere la sagra attesa per ben trecentosessantaquattro giorni;  come se soltanto quel giorno contasse veramente per loro.  Uomini e donn e indaffarati a lavorare i campi,  e a fare tutti i lavori della fattoria.  Era un diciotto agosto pieno di sole e di allegria.  Le risate,  gli urli per gli scherzi,  i salti,  gli abbracci dei grandi erano spensierati come quelli dei piccoli.  Monsieur Camille,  l’organizzatore dei giochi,  ad un tratto gridò: ” Silenzio”.  “Ora si lanciano i palloni.  Quello che arriverà più lontano vincerà il primo premio: una pecora bianca…!”. “Ma come si farà a sapere dove cadono i palloni?”.  “Non vedete?  Continuò l’autorevole Monsieur Camille,  ogni pallone porta un biglietto sul quale è scritto il nome e l’indirizzo del concorrente”.  Continua…

01/10/2026

“Monsieur Camille,  sul mio non c’è l’indirizzo.  Ho scritto soltanto il nome”.  “Vieni Lisette,  invitò Camille rivolgendosi a una bambina con le treccine bionde,  scriverò io ben chiaro il nome del nostro paese”.  Fu così che io partiì insieme ad altri diciannove compagni più o meno gonfiati di me,  sventolando nel cielo i nomi dei venti fanciulli e i loro batticuori.  Tentennarono  all’inizio,  tre o quattro si urtarono tra di loro,  poi ripresero a salire più staccati che mai.  L’eco e le grida dei battimani ci seguì per un pezzo;  era come se il prato,  tutto il prato gridasse e cantasse.  Le mani tese verso l’alto ricaddero solo quando l’ultimo pallone divenne piccolo come una capocchia di spillo e senza più colore ormai. Ognuno di noi fu quasi colto da improvvisa gelosia,  se ne andò per i fatti propri,  qualcuno scoppiò quasi subito e il filo con attaccata quella speranza di fanciullo cadde sulla terra.  Io m’allontanai ripetendo mille volte Lizette  come una canzone animatrice,  incitatrice. Lizette era la mia bandiera che volevo portare lontano,  più lontano di tutti,  in Italia.  Dopo due giorni di volo avventuroso simile ad una fiaba eccitante,  spinto dal vento che pareva trastullarsi con me,  scoppiai proprio in Italia,  a Edolo,  una montagna ancora più verde della nostra Ain.  Attaccato alla cordicina che iniziò a precipitare sulla terra,  rimase soltanto un pezzetto di quello che fui,  come un ricordo,  una memoria,  ma ancora un rosso scarlatto.  L’indirizzo di Lizette rimase ancora parecchi giorni impigliato in un cespuglio di erica, finché una mattina il biglietto fu raccolto da una ragazza del luogo e lo portò a casa sua.  Lo mostrò ai suoi genitori,  amici e parenti “Se troverai questo biglietto rispediscilo per favore a Lizette Tripont…”.  Che cosa aspetti a mandarlo?  Fallo subito”.  La ragazza scrollò le spalle;  ma due mesi dopo quando lasciò il paese per andare a lavorare in città mise nella valigia anche il biglietto con ancora il filo attaccato e l’avanzo di quello che fui”.  Ci mostrò un giorno quasi scerzando alla sua padrona,  poi ci ripose in un cassetto del guardaroba,  tra filo,  forbici e altro.  Ogni volta che qualcuno si avvicinava al cassetto e lo apriva s’accendeva la mia speranza.  Appena tornavo nel buio mi consolavo perché infondo non mi avevano ancora buttato via.  Passarono così altri mesi,  ma una mattina la padrona prese in mano il biglietto,  lo rigirò e disse:” Bisognerà pure rispedirlo,  dev’èssere di una bambina;  chissà con quanta impazienza lo avrà atteso”.  Mi staccò definitivamente da quel nome legato a me da ormai mezzo anno e mi gettò nel cestino.  Il biglietto arrivò a St. Didier d’Aussiat quando ormai Lizette aveva dimenticato di sperare.  Furono di nuovo grida,  battimani,  corse dentro e fuori quelle poche case del paese ormai sepolto dalla neve.  “Il mio pallone è arrivato in Italia,  guardate!  Anche il mio ribatté  Charles un ragazzetto piccolo piccolo,  il tuo soltanto a Torino,  il mio a Edolo,  è ben più lontano ha detto la mia maestra”.  Monsieur Camille scrisse una lunga lettera alla ragazza italiana,  la ringraziò e accennò perfino alla prova di amicizia e di solidarietà dimostrata dall’Italia alla Francia e concluse dicendo che se il biglietto fosse stato spedito subito Lizette avrebbe vinto la pecora bianca.  Ma lei fu ugualmente felice perché il suo palloncino era andato pià lontano degli altri.

La morale di questa fiaba è:  quello che si può fare oggi non si dovrebbe rimandare a domani;  potrebbe riguardare una grande questione di vita.  Così nessuno sarà più triste e solo.  E. Lasagna

IL VANGELO SECONDO MARCO SETTIMA PARTE

24/09/2026

 

Dal capitolo 14

 

GESÚ DAVANTI AL SINEDRIO

Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote,  e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti,   gli anziani e gli scribi.  Pietro lo aveva seguito da lontano,  fin dietro il cortile del sommo sacerdote;  e se ne stava seduto tra i servi,  scaldandosi al fuoco.  Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio,  cercavano una testimonianza contro Gesù,  per metterlo a morte,  ma non la trovarono.  Molti infatti attestavano il falso contro di lui,  e così le loro testimonianze non erano concordi.  Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui dicendo:” Noi lo abbiamo udito mentre diceva: “Io distruggerò questo tempio fatto da mani d’uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d’uomo”. Ma nemmeno su questo punto la loro testimonianza era concorde.  Allora il sommo sacerdote,  levatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo:” Non rispondi nulla?  Che cosa testimoniano costoro contro di te?”. Ma egli taceva e non rispondeva nulla.  Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli:”  Sei tu il Cristo,  il Figlio di Dio benedetto?”.  Gesù rispose:  ” Io lo sono”  E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo”.  Allora il sommo sacerdote,  stracciandosi le vesti,  disse:” Che bisogno abbiamo ancora di testimoni?  Avete udito la bestemmia: che ve ne pare?”.  Tutti sentenziarono che era reo di morte.  Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto,  a schiaffeggiarlo e a dirgli:”Indovina”. I servi intanto lo percuotevano.

25/09/2026

LE NEGAZIONI DI PIETRO

Mentre Pietro era giù nel cortile,  venne una serva del sommo sacerdote e,  vedendo Pietro che stava a scaldarsi,  lo fissò e gli disse: ” Anche tu eri con Nazareno,  con Gesù”.  Ma egli negò:” Non so e non capisco quello che vuoi dire”. Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò.  E la serva,  vedendolo,  ricominciò a dire ai presenti:” Costui è di quelli”.  Ma egli negò di nuovo.  Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro:” Tu sei certo di quelli,  perché sei Galileo”. Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo che voi dite”. Per la seconda volta il gallo cantò.  Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che il gallo canti due volte mi rinnegherai per tre volte”. E scoppiò in pianto.

29/09/2026

Capitolo 15

GESÚ DAVANTI A PILATO

Al mattino i sommi sacerdoti,  con gli anziani,  gli scribi e tutto il sinedrio,  dopo aver tenuto consiglio,  misero in catene Gesù.  Lo condussero e lo consegnarono a Pilato.  Allora Pilato prese a interrogarlo:”Sei tu il re dei Giudei?”.  Ed egli rispose: “Tu lo dici”.  I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse.  Pilato lo interrogò di nuovo:” Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano?”. Ma Gesù non rispose più nulla,  sicché Pilato ne restò meravigliato.  Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta. Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio.  La folla accorsa,  cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva.  Allora Pilato rispose loro: “Volete che vi rilasci il re dei Giudei?”.  Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevevano consegnato per invidia.  Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba.  Pilato replicò: ” Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?”.  Ed essi di nuovo gridarono:” Crocifiggilo!”.  Ma Pilato diceva loro: ” Che male ha fatto?”. Allora essi gridarono più forte:”Crocifiggilo!”. E Pilato dovendo dar soddisfazione alla moltitudine,  rilasciò loro Barabba  e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

30/09/2026

CONDANNA

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile,  cioè nel pretorio e convocarono tutta la coorte.  Lo rivestirono di porpora e,  dopo aver intrecciato una corona di spine,  gliela misero sul capo.  Cominciarono poi a salutarlo:”Salve re dei Giudei!”.  E gli percuotevano il capo con una canna,  gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia,  si prostravano a lui.  Dopo averlo schernito,  lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti,  poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.  Allora costrinsero un tale che passava,  un certo Simone di Cirene  che veniva dalla campagna,  padre di Alessandro e Rufo,  a portare la croce.  Condussero dunque Gesù  al luogo del Gòlgota,  che significa luogo del cranio,  e gli offrirono vino mescolato con mirra,  ma egli non ne prese.

01/10/2026

CROCIFISSIONE

Poi lo creocifissero e si divisero le sue vesti,  tirando a sorte su di esse quello che ciascuno doveva prendere.  Erano le nove del mattino quando lo crocifissero:  e l’iscrizione con il motivo della condanna diceva:”  Il re dei Giudei.  Con lui corcifissero anche i due ladroni,  uno alla sua destra e uno alla sua sinistra.  I passanti lo insultavano e , scutendo il capo,  escamavano:” Ehi,  tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni,  salva te stesso scendendo dalla croce!”.  Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi,  facendosi beffe di lui,  dicevano:” Ha salvato altri,  non può salvare se stesso! Il Cristo,  il re d’Israele,  scenda ora dalla croce,  perché vediamo e crediamo”.  E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

LETTERATURA ANTICAE MODERNA E STORIA TREDICI

23/09/2026

 

Oggi vi presento un poeta e drammaturgo norvegese  dell’Ottocento:  Henrik  Ibsen.  Lavorò in una farmacia e poi si trasferì nella capitale e studiò medicina,  dedicandosi anche con successo alla professione di scrittore giornalista,  Colto da preoccupazioni di carattere religioso ed esistenziale si chiuse in un cupo individualismo ed espresse nei suoi drammi migliori l’angoscia dell’uomo moderno alla ricerca dell’assoluto.

LA CRISI DI NORA romanzo

Nora,  moglie di Torvald Ermer,  integerrimo impiegato di banca,  per curare meglio il marito,  ha contratto un debito falsificando la firma del padre.  L’usuraio che le ha prestato il denaro,  ha scoperto l’imbroglio e ricatta il marito di Nora che reagisce violentemente contro di lei, ma accetta il ricatto preoccupato soprattutto del suo onore e del buon nome suo  e dei figli. In un drammatico confronto poi, passato il pericolo,  è disposto a perdonarla e dimenticare tutto,  come se niente fosse accaduto.  Ma Nora ha ormai scoperto che la società è falsa e conformista e si ribella.  Qui ho ripotato la parte conclusiva,  Ibsen  affronta,  denuncia i difetti della società borghese  di fine Ottocento:  falso moralismo,  conformismo,  schiavitù dell’uomo rispetto ai falsi valori,  crisi della famiglia.  Il personaggio emblematico di questa crisi è una donna: Nora.  Ella,  con il marito,  prende coscienza della corruzzione,  di cui è giunta la società,  dell’oppressione che questa esercita sull’individuo,  e si ribella.  Ai falsi valori di perbenismo e moralismo,  ella oppone l’esigenza di ribellarsi ai legami rigidi delle regole e di rinnovare la dignità individuale.  La crisi di Nora è infatti la crisi dell’uomo moderno schiacciato dalla società,  ma anche la crisi-nella-crisi della donna che si sottrae al ruolo “bambola e rivendica quello di essere umano.  Ancora oggi siamo propensi a criticare una donna che abbandona i figli,  e tuttavia questo affascinante personaggio del teatro contemporaneo  afferma una verità che non dovremo mai dimenticare:  prima ancora di essere madre,  la donna deve essere creatura umana,  altrimenti,  che educazione potrà impartire ai propri figli,  che guida potrà mai essere per loro? Nora compie il grande sacrificio di abbandonarli per ritrovare innanzitutto se stessa,  per scoprire chi è e che cosa vuole;  in definitiva si allontana per imparare a camminare da sola,  nella speranza che anche i suoi figli imparino a farlo durante l’assenza della madre,  la quale,  come aveva fatto con lei suo padre,  li aveva sempre trattati come bambolotti.

29/09/2026

CARLO  PISACANE

Carlo Pisacane nacque a Napoli nel 1818 da una nobile famiglia e seguì la trafila dei giovani aristocratici del Regno borbonico,   prima allievo nel collegio militare della “Nunziatella” e poi brillante ufficiale fino al 1847,  quando troncò questa vita che gli ripugnava e fuggì a Parigi.  Dopo varie vicende compreso l’all’arruolamento nella legione straniera,  si trovò a Milano nel’  48 come capitano in un reggimento di volontari.  Da quel momento in poi le vicende della sua vita s’intrecciarono strettamente con le lotte per l’indipendenza italiana.  La sua posizione era democratica,  ed infatti partecipò insieme a Mazzini,  ad una serie di iniziative tese alla riaffermazione del partito d’azione,  ma a differenza del suo maestro,  riteneva che prima di compiere l’unità d’Italia fosse indispensabile coinvolgere le masse attraverso una serie di riforme sociali che ne riscattassero la millenaria arretratezza.  Ferito durante la spedizione di Sapri,  si uccise a Sanza il 2 luglio 1857 con un colpo di pistola.  Le sue opere più importanti sono:  “La guerra combattuta in Italia nel 1848-49;  Testamento politico; Saggi storici,  politici,  militari sull’Italia  Usciti tra il 1858 ed il 1860.

TESTAMENTO  è uno dei più sinceri e commossi scritti del nostro Risorgimento.  È un testamento di un combattente per la lbertà il quale,  ben consapevole degli enormi rischi a cui si espone,  vuole esprimere le proprie convinzioni  sulla necessità della rivoluzione sociale.  Pisacane appartenente alla sinistra Mazziniana,  ritiene diversamente dal suo maestro,  che il problema da risolvere subito sia quello sociale,  e che  non si possa tentare di organizzare l’Unità d’Italia se prima non si fa prendere coscienza alle masse,  non solo con la parola,  cercando di istruirle,  ma coinvolgendole subito nella lotta.  Così le grandi masse contadine,  da oggetto diverrebbero soggetto della storia proprio nel momento in cui la logica capitalistica sta per rigettarle per sempre fuori dai grandi processi economici e la politica moderata italiana tende a tenerle fuori dal moto risorgimentale dando a questo un’impronta moderata e sabauda.  Se era utopistico  l’interclassismo di Mazzini,  lo era altrettanto il socialismo di Pisacane,   la sua speranza di poter conquistare  alla causa della libertà masse di diseredati chiusi in una secolare ignoranza e abulia.  La sua fine,  ad opera di quei contadini che voleva trascinare alla lotta,  ne è una tragica conferma.  Egli ha però coscienza di una condizione sociale terribilmente ingiusta che può solo peggiorare con l’avanzare dell’indistrializzazione e del capitalismo;  c’è in lui che all’Italia si presenta l’unica occasione per essere libera e non nella direzione moderata della monarchia;  c’è l’invito ai propri compatrioti a sentirsi tutti coinvolti in prima persona nella causa sella libertà della Patria.  Forse perché stilato in forma di testamento,  il brano risulta più sobrio,  meno enfatico degli scritti più romantici e letterari del  Mazzini,  e comunque più tragico,  perché le previsioni del giovane Pisacane si avverarono e perché il documento rimase quasi sempre ignorato dalla storiografia ufficiale del nostro Risorgimento,  che non riteneva utile,  vista la svolta moderata che ad esso era stata impressa,  far conoscere il socialismo di Pisacane Carlo.

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LA DIGNITÁ  è LAVORO

Un giorno d’autunno,  vidi un

aratro,  dal colore della ruggine,

per il troppo tempo vissuto in ozio

vide suo fratello (aratro)  tutto luccicante

e luminoso,  e si domandò curioso:

siamo stati sopra la stessa incudine,

fatti con lo stesso acciaio,  io son pieno

di ruggine, mentre tu sei pulito e

chiaro.  Chi è stato a farti così bello?

Il lavoro fratello.

Cesare Betteloni (1808-1858)

LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI

22/09/2026

 

 

Mi chiamo Mario,  sono molto triste per

ché in passato ho commesso errori di cui ora mi pento amaramente,  non trovo nessun sollievo neanche se prego.  Ho giudicato persone così,  tanto per tenerle sotto la mia prepotenza;  ma loro erano e sono ancora delle persone meravigliose,  con una profondità che nemmeno io  sapevo che esistesse.  Ora sono qui che mi pento e non so come venirne fuori.  Da solo non ci riesco,  tu cosa faresti se fossi caduta in un grosso equivoco,  disprezzando  innocenti per portare in alto chi non merita?  Spero tanto in te!  Grazie fin da ora.

 

Elena   Mario,  non vorrei essere ripetitiva,  ma gli esseri umani sono così:  sbagliano. Credono che gli altri siano come sarebbero loro;  anzi guardano i loro errori e poi li attribuiscono agli altri.  Che dire se non chiederti di porgere le tue scuse con sincerità?  Ma questo,  da ciò che capisco non riesci,  perché il tuo orgoglio te lo impedisce, vero?  L’amore per Dio e per gli uomini non conosce orgoglio.  Io credo che se vuoi raggiungere una certa serenità ti dovrai inginocchiare,  non solo a parole ma anche dimostrare loro che sei pentito sinceramente.  Hai idea di come si sono sentiti in tutti questi anni?  Che cosa farai,  cercherai qualcuno che si scusi al tuo posto?  Io non l’accetterei mai?  Lì vedo molta vigliaccheria e disinteresse,   se non ti darai una mossa non ti libererai mai di quel peso.  Cosa ci vuole a chiedere scusa quando si ha sbagliato?  Possibile che sia come andare sopra una forca?

23/09/2026

Sono Lorena,  ho vent’anni,  io e mia madre viviamo in casa del suo compagno.   All’inizio era così premuroso ,  gentile,  ma poi questo bellissimo comportamento si è trasformato in tristezza per me perché ha incominciato a farmi la corte,  e quando ha capito che  io non ero d’accordo,  lui ha incominciato a trattarci male. Io non riesco a dare a mia madre anche questo dolore;  è bastato mio padre, ma perché gli uomini sono così?  Vorrebbero prendersi tutto senza dignità,  senza alcun pudore,  sono degli animali,  anzi peggio,  delle bestie!  Tu cosa mi consigli per non far soffrire mia madre,  devo dirglielo?  Grazie,  ti voglio bene.

 

Elena    Lorena,  certo che devi dirglielo,  o tu non ti libererai mai di questa angoscia!  Lo so che tua madre ha sofferto molto,  ma è indispensabile che lei lo sappia;  non omettere una cosa così importante per lei,  che crede che lui la ami,  invece è solo uno sporco opportunista.  La vostra felicità non dipende più da lui,  ma da voi due!  Tua madre lo lascerà e vivrete una vita serena  e felice,  poi troverete altri uomini che vi daranno felicità,  ma sbarazzatevi di questo marciume prima che vi faccia diventarer delle persone deboli.  Mi raccomando!  Fra quindici giorni voglio sapere come siete messe.  Grazie  a te.

24/09/2026

Sono Daniela,  sai che leggo sempre il tuo vangelo?  Ormai me li hai dettati tutti e quattro,  non ci manca molto per finire vero? Io vorrei che ci dettassi la S. bibbia,  lo farai oppure qualcosa che parli della vita di Gesù,  della Madonna e di Dio.  Ce lo prometti? Grazie!

Elena  Sono contenta che ti piaccia il Vangelo,  ma non è il mio Vangelo,  sono i quettro Vangeli esclusivi di Matteo,  Luca,  Marco e Giovanni.  Sì,  è vero,  sono quasi alla fine,  ma non detterò la bibbia perché ci sono dei passi che non mi vanno. Ma sicuramente potrò dettare la vita di Gesù.  Adesso vedrò…  Grazie a voi.

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE VENTI

18/09/2026

 

 

Annalisa  È vero che sono solo gli uomini a raggirare le donne?

Elena  Qui non c’entra essere uomini o donne,  l’essere umano è fatto così!  L’istinto maschile è indirizzato al predominio,  quello femminile a depistarlo,  e la lotta non è ad armi pari…  Anche la donna è colpevole in questo senso:  ti ricordi come fu abile Eva nel raggirare Adamo? La mela gli viene offerta da Eva beffardamente,  più volte,  proprio quando non è matura,  anche se lo sembra.  Quando due si comportano così,  mi sembra di assistere a un gioco degli equivoci;  dove uno inganna l’altro ma prima di tutto inganna se stesso. Io credo che la miglior vita sia liberarsi da tutte queste cose del volere essere più abile di quell’altro. Queste cose che non  servono a niente,  amare davvero per sentirci liberi!

Annalisa  Quanto vorrei esserci io domenica al posto di Federica!

Elena  Verrà il tempo anche per te.

Buon fine settimana a tutti!

21/09/2026

Ciao Annalisa,  sono appena rientrata,  ti aspetto dopo le 9:30,  prima no,  devo fare delle commissioni.

 

Annalisa  Francesca mi ha raccontato tutto:  ha detto che quei quattro giorni insieme a te sono stati meravigliosi,  ed io non posso darle torto.  Anch’io non vedevo l’ora di venire qua.

Elena  Sono contenta anch’io della vostra compagnia perché siete due brave donne;  leali e oneste,  del resto come gli altri componenti del nostro gruppo.

Annalisa  Nel tuo essere hai amore ardente per tutto,  tu domini sull’orchestra del circostante.  Hai un modo di fare che non è solo dinamismo,  bellezza,  e buon governo di ogni situazione.  Il tuo è un modo vincente,  sembra inarrivabile,  ma  propone sempre un tema che spiazza chiunque ti ascolti.

Elena  Ma non sarà troppo ciò che mi stai dipingendo? Ma grazie!

Annalisa  Vorrei tanto restare qui oggi in biblioteca,  devo leggere lo specchio che mi hai dato e imparare bene le mosse degli scacchi per inventare nuove strategie.  L’inverno si avvicina…

Annalisa  Mi piacerebbe giocare a tennis stasera,  verresti?

Elena  Mi dispisace dirti di no,  ma stasera andrò a dormire presto perché la notte scorsa ho dormito poche ore:  tre ore.  Siamo stati in compagnia seduti fuori vicino al lago,  era una sera tiepida e calma,  si stava benissimo a conversare e a scherzare tra di noi. Quindi devi capire che sarà per un’altra sera,  grazie.

Annalisa  E la frase d’amore l’hai scritta o sei stanca ?

Elena  No,  che non sono stanca,  la frase d’amore di oggi è :

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Se amare te è così nobile ,  allora tu sei la mia fiaba che non finirà mai!  Come le nuvole fiorite sopra ai monti che si specchiano nelle acque più limpide. Come  la voce del giorno che si affievolisce per lasciare spazio al blu della notte e così sia.

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Annalisa  Ma tu da piccola invece di prendere il latte dal biberon,  ti hanno dato subito da mangiare  versi e  poesie.  Che meraviglia!

Annalisa  Senti:  bisognerebbe aprire uno spazio per radunare i ragazzi che dopo la scuola non hanno altri interessi se non andare per la strada a molestare le persone indifese come ragazzi invalidi e anziani.  Tempo fa ricordo che nei nostri paesi si radunavano nel campetto della canonica e lo stesso d’inverno c’erano giochi per i ragazzi di tutte le età.  I gentori dovrebbero pensare di più al loro futuro,  e non sovraccaricarli di telefonini dell’ultimo grido!  Tu che ne pensi?

Elena  Io penso che sarebbe un’idea meravigliosa,  però credo che in certi paesi di periferia ci siano ancora questi richiami  per i ragazzi;  il problema sono i genitori che non li mandano perché sono atei,  o perché a loro piace crescerli così:  nella bambagia e poi vanno a fare queste scemate!

22/09/2026

Annalisa  Ti trovo in ottima forma,  quindi che ne diresti di andare oggi pomeriggio a giocare a Tennis?  Ti va?

Elena  Certo che sì,  dalle quindici alle diciotto.

Annalisa  Ok.

Annalisa  mi hanno chiesto il perché i prezzi nei supermercati e negli altri negozi sono ogni giorno in salita,  perché secondo te?

Elena  Un po’  è colpa della guerra,  del caro carburante,  e l’altro è la scusante di tutto questo.  È vergognoso!

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Quando si ama non esistono nebbie,  anche i fiori meno delicati appassiscono se non si coltivano.  Per questo mio carissimo amore io sarò la tua fonte.

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23/09/2026

Quando non parlo al telefono con i miei parenti e amici,  mi trovo sempre un messaggio che riempie il cuore.  Ieri sera mi hanno scritto:  “Tu sei la nostra luce,  la meraviglia che Dio e gli angeli ci ha fatto incontrare!  Sei il bene più prezioso.  Non dimenticarti mai di noi. Ogni soffio di vento spero che ti porti da noi”.  Dott. Robert,  dottor Linda,  dottor Piter,  e tutti gli altri.  A presto.

 

Annalisa  Non mi sono sbagliata su di loro;  sono angeli sulla terra.

Elena  Certo che incontrare delle persone così io credo che qui da sempre c’entri in qualche modo il cielo.  Adesso voglio riscrivere la poesia:  Antica terra D’Austria.

ANTICA TERRA D’AUSTRIA

 

 

Grande terra fredda e calda dentro il cuore

I tetti spiovono per spaccar le ombre

non si celano le nevi.

L’Errabondo vento le richiama ancora in volo

come lastricate in mezzo al cielo.

I grandi prati,  sui cavalli dalla criniera al vento

volavano sempre più in alto per toccar le cime.

Poi di corsa giù per le discese d’albicocchi e grandi abeti;

Le adolescenti corse a rotoloni,  sui ginocchi asciutti

col sorriso e gli occhi in pianto.

La casa adorna ci accoglieva di fragranti odori

già li sentimmo al calar del sole

venirci incontro per risparmiarci l’ora.

La luna ci mostrava il suo giardino in fiore.

Continuava così la nostra acerba vita 

in tutto il suo splendore.

Elena Lasagna  2009 .  Da nella mente e nel cuore.

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Se incominciare  a vivere  felicemente ogni giorno sotto il sole e nella notte sotto le stelle è grande forza,  allora la mia forza sei Tu.

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Annalisa   Cosa pensi dei cambiamenti,  sono sempre utili?

Elena  I cambiamenti dovrebbero esistere se sono necessari,  ma se le cose vanno bene in una certa maniera,  se poi  si cambiano succede che invece di andare avanti si potrebbe ritornare indietro,  nel senso di peggiorare le cose.  A certe persone i cambiamenti destabilizzano.  Ci sono cose che andrebbero cambiate e altre no!

Annalisa  Cosa pensi delle dittature?

Elena  Che serva la dittatura per educare il Paese o i Paesi,  è solo un appiglio per poter fare i comodi propri mettendo a repentaglio la libertà della gente;  per comandare sulle loro vite. Le dittature sono tutte uguali tolgono la libertà con la scusa di mettere ordine invece di amore tra le persone,  sono solo falsità perché l’amore puro non è potere sugli altri,  ma è libertà .  Il mondo deve essere governato dall’amore e non dalla schiavitù di uomini su altri uomini.  Per me tutti i partiti che  hanno una dottrina che esercita dittatura equivale a non vivere in pace con se stessi e con il mondo,  perciò via le dittature e i loro partiti,  spazio all’amore,  all’educare con amore e governare con amore.  Se piantiamo una piccola pianta nel terreno  se le diamo un buon drenaggio e la curiamo,  alla fine quella pianta ci darà i suoi frutti.

Annalisa  Mi piace molto la tua risposta,  semplice ed efficace perché capiscano anche i bambini.  Però resta il fatto che  dell’amore i delinquenti non sanno cosa farsene,  o no?

Elena  Ti sbagli,  anche i delinquenti più incalliti se trattati con amore e dignità riusciranno a fare grandi cose. Per sanare una ferita non puoi usare il coltello,  ma userai le cure.  Quando si dice che ci vorrebbe la dittatura,  questo è solo un discorso superficiale, e cruento per poter fare parte di quelli che vogliono cambiare il mondo con la violenza e le guerre . Infatti,  anche nella storia che cosa si è ottenuto con la violenza e la guerra?  Solo distruzione e morte.

Annalisa  Hai ragione tu!  Da vendere.

Annalisa  Non vedo l’ora di sentire la tua frase d’amore del giorno.

Elena  Perché aspettare,  se la musica che ho ascoltato me l’ha ispirata adesso.

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Anche il tuo spirito indomabile può celare un cuore tenero e un amore infinito per il mondo!  Io ti amo sempre di più.

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Annalisa  Non è solo bella ma è meravigiosa,  peccato che vada sciupata perché non la dedichi a nessuno,  vero?

Elena  Certo.

 

Annalisa  Cosa pensi adesso che hanno migliorato l’A.I?

Elena  Io so perché questa A.I.  è stata inventata e so da chi e che cosa vuole.  Mi aspettavo anche questi miglioramenti,  ma non è la soluzione del problema,  ci fa capire che facendo così non saranno mai ridotti i fattori negativi che intendo io,  anzi è uno specchio per le allodole.  E poi,  i ragazzi la usano come risposte alle domande della scuola,  come saranno i giovani di domani?  Io non sono certo ottusa,  e so distinguere il bene di adesso tra il male di domani.

Annalisa  Io ti credo perché non ne hai mai sbagliato una!

Elena  Io preferirei sbagliarmi!  E adesso ci vuole una poesia per i più romantici.

DOLCE AUTUNNO

Sei arrivato in una splendida giornata di sole,

la notte sarà tersa,   e la luna sta aspettando come se

fosse il primo appuntamento.

La predizione del sole,  come un’escursione

appassionante;  l’universo sorride.  Il cielo

è splendente come  un arcobaleno,  scendono

le prime gocce di rugiada,  partono dal cielo per

diffondere sui mortali le cure della divinità.

Ogni attimo è stratificazione sorprendente,

che apre le porte a migliaia di cuori innamorati

s’intrecciano con le lacrime degli Angeli,  che si

commuovono a tanta dolcezza;  al passaggio dell’amore

vero,  che con passo leggero racchiude

le ferite del dolore;  la terra e il Cielo

si uniscono in un caldo abbraccio d’amore.

E.Lasagna/09/2026 – h. 16.

25/09/2026

Oggi pensiamo anche ai bambini.  Nella loro pagina racconterò una nuova storia.

Annalisa   Il figlio della mia vicina di casa mi ha confessato che suo padre non vuole che faccia sport con gli altri ragazzini della scuola,  perché dice che è contrario alla vita religiosa;  ma che intenzioni ha quest’uomo con il figlio?  Sono cose fuori della mia famiglia,  però se qualcuno si fa male e se lo so,  mi sento il dovere di intervenire.  Tu che ne pensi?  E se poi mi dice brutte parole,  cacciandomi da casa sua?

 

Elena  Non sono affari nostri,  è vero,  ma se un genitore tratta male un figlio,  noi abbiamo il diritto di intervenire.  Potresti far capire a quest’uomo che lo sport non ha mai fatto del male a nessuno e non va contro la chiesa.  Anzi,  Ricordo che Don Dante L.  diceva che lo sport come giocare a pallone ecc. ha come fine prossimo di educare,  di svilluppare e fortificare il corpo dal lato statico e dinamico.  Come fine più remoto l’utilizzazione da parte dell’anima e del corpo,  così preparati per lo sviluppo della vita interiore ed esteriore della persona:  come fine più profondo di contribuire alla sua perfezione.  Da ultimo come fine supremo dell’uomo in generale e comunque ad ogni forma di attività umana,  avvicinare l’uomo a Dio.

Annalisa  Bellissimo,  se riuscirò a farglielo capire.

Elena  Devi aiutare quel ragazzino.

Annalisa  Il prof, di Italiano mi ha chiesto quando verrai a fare visita alla nuova scolaresca.

Elena  Verrò presto.  Ci metteremo d’accordo per il giorno.

28/09/2026

Annalisa   Lei ubbidirà solo alla madre Santa e a chi le vuole bene,  non a chi la scernisce e la vuole annientare!  Bigotti!

 

Annalisa  Linda mi ha dettato una frase d’amore del dottor Michele per te,  ed io la sto scrivendo,  spero che tu non ti arrabbierai con me.

Il tuo sorriso è smagliante

come la cima di un monte appena innevato

Le tue labbra sono profumate come le rose

rosse di un giardino di maggio!

Dott. Michele A.  27/09/2026

 

 

 

 

LETTERATURA ANTICA E MODERNA E STORIA DODICI

12/09/2026

 

TRAMA DE   “I PROMESSI SPOSI

di Alessandro Manzoni

I promessi sposi è uno dei capolavori più importanti di Alessandro Manzoni ed anche una delle massime espressioni letterarie di ogni tempo, è un romanzo che molti hanno definito “Storico” :  le vicende dei due promessi sposi,  Renzo e Lucia che dopo lunghi guai possono finalmente unirsi in matrimonio,  si svolgono nel seicento,  sullo sfondo della Lombardia dominata dagli spagnoli,  e si intrecciano variamente con gli avvenimenti italiani della guerra dei trent’anni e le sue ripercussioni,  dalla guerra per Casale Monferrato,  alla calata dei Lanzichenecchi e alla peste milanese del 1630.  Ne viene fuori come un grandioso affresco,  il mondo secentesco visto nei suoi costumi sociali e politici,  rappresentato da figure di umili e di potenti,  di vinti e di vincitori,  sui quali aleggia e trionfa la provvidenza divina.  È necessario chiarire subito però,  che il romanzo manzoniano non è,  come molti lo hanno ritenuto,  per lungo tempo e ingiustamente,  opera di edificazione religiosa,  e,  soprattutto,  di esaltazione della rassegnazione e di abbandono inattivo ai voleri della provvidenza.  Essa invece segna il vero trionfo della grandezza di Dio,  che Manzoni nelle sue opere precedentia veva visto come il consolatore dei suoi figli ai quali aveva dato la visione di sé:  in esse Dio poteva,  con la sua bontà,  e solo come bontà,  salvare coloro che aveva illuminato e pervaso dalla grazia distrendoli e traendoli fuori dalla storia ma rimanendone egli stesso escluso,  come accadde appunto nelle tragedie.  Ma per i Promessi sposi,  Dio appare insieme come infinita bontà e come infinita giustizia,  quella giustizia che si accetti o si respinga, la Grazia resta viva e operante insieme a tutta l’umanità.  E se ne rendono conto alla fine del romanzo,  i due sposi,  che ragionando insieme sulla loro avventure e cercando di darne un giudizio con popolana semplicità cavano una morale posta a conclusione del libro.  Dopo in lungo dibattere e cercare insieme,  conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato “cagione” (causa,  motivo),  ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani,  e che quando vengono per colpa o senza colpa,  la fiducia di Dio li raddolcisce e li rende utili per una vita migliore.  Questa conclusione benché trovata da povera gente,  ci è parsa così giusta come il nocciolo di tutta la storia.

QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE

Don Abbondio,  il pavido curato che è in quella società,  come un vaso di vetro,  costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro,  i Bravi,  mano armata della violenza e del sopruso e fuori scena ma già presenti Renzo e Lucia,  Don Rodrigo,  e ancora sullo sfondo in quell’accenno della vanità delle “grida”,  l’urto tra dominati e dominatori,  anticipano i fili conduttori dell’intreccio di tutto il romanzo.  Il Manzoni narratore,  fin dalle prime ci si rivela con atteggiamento bonario,  come di chi ha una più serena visione della vita ed è disposta a comprendere meglio i difetti degli uomini.  La figura di Don Abbondio già  appare in una luce tutta negativa,  eppure c’è nel narratore non lo sdegno di chi riferendosi ad astratti principi di bene assoluto,  condanna chi li trasgredisce,  bensì la convinzione che la viltà di don Abbondio,  che lo fa venir meno ai propri doveri,  sia anche determinata dalla condizione storico-sociale.  Ecco infatti che Manzoni ci descrive la società del Seicento,  società corrotta, dove il potente ha sempre la meglio,  perché la giustizia viene amministrata dall’ aristocrazia,  e questa,  non curandosi delle leggi,  che pur essendo numerosissime e non tralasciano di stabilire pene severissime,  per ogni colpa, tende solo a difendere i propri privilegi di classe.  Ecco dunque una società in cui ogni individuo tende ad associarsi ad altri,  per potersi difendere e potere a sua volta esercitare impunito delle prepotenze.  Alla luce di queste considerazioni le colpe di Don Abbondio vengono considerate con benevolenza,  perché il povero curato conosce bene le leggi della società,  e sa che è meglio inchinarsi ai potenti;  in conseguenza egli ha impostato tutta la sua vita all’insegna della sottomissione al più forte.  Emerge la sua figura meschina,  senza dubbio un carattere ambiguo,  servile,  che tende a scaricare sempre sugli altri le responsabilità,  che non assume psizione a favore dei più deboli,  che solo contro questi sa essere forte,  che aspira ad onta del suo sacerdozio,  ad una vita tranquilla e comoda.  Eppure si ha l’impressione che Don Abbondio sia come altri:  vittima delle iniquità e delle sopraffazioni di quel periodo storico che va sotto il nome di dominazione spagnola.

” COME PARLI FRATE?…”

Renzo e Lucia saputo che il divieto di celebrazione del loro matrimonio,  è stato imposto da Don Rodrigo,  il prepotente signorotto del luogo,  chiedono consiglio ed aiuto  a fra Cristoforo del vicino convento di Pescarenico,  il frate coraggiosamentedecide di recarsi da Don Rodrigo per convincerlo a desistere dalla capricciosa passione concepita per Lucia.  Ma il colloquio tra i due è tempestoso e vano.

PERPETUA VUOL SAPERE

La scena tra Don abbondio e la sua domestica perpetua, ripete con la diversa impostazione psicologica il tono comico-drammatico dell’incontro di Don Abbondio con i Bravi.  Perpetua curiosa,  pettegola,  insistente vuol sapere dal suo padrone che cosa è mai accaduto dal momento che lo vede così turbato.  Don Abbondio impaurito,  sconvolto,  dapprima non vuol parlare,  Infine si risolve a raccontare tutto perché ” aveva forse tanta voglia di scaricarsi del suo doloroso segreto,  quanto ne aveva la perpetua di conoscerlo” .

Fine (leggete anche l’articolo che si trova nella pagina del mese di febbraio 2026 dove parla di Ferer).

16/09/2026

Vorrei proporre un brano di Raffaele La Capria :

I CLIENTI  e I “NON”

Questo scrittore è un disincatato osservatore della realtà italiana,  in questo articolo esprime attraverso il meccanismo dell’ironia e del paradosso,  tutto il disagio di chi oggi assite impotente al progressivo sfaldarsi di ogni VALORE e all’emergere dei piccoli,  mediocri interessi personali.  Attraverso gli insegnamenti che l’immaginario padre borghese dà al figlio,  scopriamo una delle più gravi piaghe dell’Italia:  il clientelismo. Lo scrittore attribuisce giustamente,  a certa borghesia alcuni gravi difetti come l’arrivismo,  la tendenza al compromesso,  la disposizione ad essere servili nei confronti dei potenti per poterne trarre dei vantaggi.  Inoltre riscontra proprio in questa classe media,  una straordinaria grettezza che la spinge a chiudersi nel suo interesse privato e nei suoi privilegi,  tutta tesa a restare classe chiusa in cui i figli dei media restano media,  i figli degli alti funzionari restano così e via via ,  mentre i figli degli operai resteranno operai  a prezzo di enormi sacrifici solo se dotato di grandi pregi potrà salire la scala sociale. Ma a quel punto lui si rifiuterà di mettersi al loro pari e se ne andrà da solo come si fa contro vento senza portare rabbia o rancore,  ma un po’ di pena per loro quella sì.  Speriamo che questa malattia del clientelismo si fermi alla borghesia,  potremmo avere ancora qualche speranza di cambiamento,  potremmo illuderci che la classe subalterna mantenga intatti i suoi valori ed osservi criticamente consapevole ed orgogliosa della propria diversità,  la abiezione di certa borghesia purtroppo dobbiamo riconoscere che la cancrena si è diffusa molto in Italia e i non clienti purtroppo sono davvero pochi.  Tutti ormai hanno appreso questa squallida lezione,  secondo la quale non il merito fa andare avanti,  ma gli appoggi,  la protezione di qualcuno che conta;  così,  nemmeno la classe operaia può più essere considerata immune dal vizio del clientelismo.  Il figlio dell’operaio sa per averlo visto fare agli altri,  come si fa per ottenere un buon impiego,  e spesso diviene anche lui “cliente” perché aspira  a collocarsi nella classe media. Amaramente lo scrittore riconosce l’irreversibilità di tale fenomeno,  l’impossibilità di sradicarlo perché è sempre più ramificato.  Ma quando anche ammonisce i pochi “non”,  disperati,  sfruttati,  delusi ed emarginati,  decidessero di capovolgere il sistema con metodi rivoluzionari,  sarebbero poi sempre i borghesi,  i funzionari del nuovo regime,  che lo amministrerebbero sempre con la medesìma mentalità con i medesimi principi.  Venuta meno la fiducia del ruolo progressista della borghesia,  crollato il mito della rivoluzione,  finite per sempre le illusioni di un cambiamento reale della società italiana,  all’intellettuale avveduto e sensibile non resta che denunciare con l’arma dell’ironia e dell’amarezza profonda,  una situazione mediocre,  avvilente,  senza via d’uscita se le nuove generazioni non smetteranno di essere “Clienti” e non cercheranno di affermarsi con i mezzi della preparazione,  della cultura e dell’onestà.  NON L’IMPIEGO O LA LIBERA PROFESSIONE,  NON IL POTERE O LA RICCHEZZA DOVREBBERO DISTINGUERE UN UOMO DA UN ALTRO, MA I VALORI AI QUALI è LEGATO,  LA COERENZA DELLE SUE AZIONI.

 

Ciao al prossimo articolo.

18/09/2026

Oggi invece vi propongo la trama di un brano di “Ignazio Silone”:  La dittatura si regge sull’unanimità Con il brano ” Vino e pane”. Il romanzo Vino e pane narra le vicende di un rivoluzionario antifascista  Pietro Spina che,  rientrato clandestinamente nel suo paese per sottrarsi alla polizia, che lo cerca in seguito a una spiata, va in giro vestito da prete, e fa chiamare Don Paolo.  Sotto a queste spoglia si rifugia a Fossa dove è assistito da Berenice,  la padrona della locanda e da Bianchina,  una giovane a lui affezionata.  In seguito tenta di riprendere i contatti con il partito:  disilluso,  tuttavia, nelle sue attese,  decide di allontanarsene,  motivando questa sua sceltacon la volontà di mantenersi ideologicamente libero da qualsiasi imposizione esterna. Vino e pane fu scritto tra il 1935 e 36,  mentre Silone era in esilio,  rappresenta l’angoscia dell’intellettuale di sinistra alle prese con una realtà refrattaria alle sue teorie.  Egli non sarà quindi, vittima  della propria crisi;  la sua opposizione alla dittatura restò assoluta e irriconciliabile perché la sua resistenza troverà alimento nella riscoperta dell’ eredità cristiana.  La vicenda di Pietro Spina,  (Don Paolo) è simile a mille altre di oppositori della dittatura fascista,  che ritornarono clandestinamente in patria dall’esilio per poter organizzare l’opposizione  e poi la resistenza.  Don Paolo incarna gli ideali di libertà,  giustizia e verità,  Ideali che consentono all’uomo la speranza anche nel buio della dittatura.  Pertanto,  il libro celebra l’eterna lotta dell’uomo,  contro chi voglia attentare la sua libertà.  In questo senso la permanenza del protagonista nel piccolo paese,  assume anche un valore particolare:  le facili parole del fascismo hanno più presa dove maggiore è l’ignoranza.  E qui è compito dell’intellettuale smascherare i falsi trionfalismi e svelare le amare verità sulla guerra e la mancanza di libertà.  Si fondono in Silone  motivi socialisti e ideali cristiani di riscatto morale e sociale,  che l’autore  propone un messaggio di pace e di uguaglianza fra tutti gli uomini senza cedimenti né compromessi.

21/09/2026

IL FIABESCO GIARDINO DI HELLBRUNN

Poco lontano da Salisburgo,  nota città dell’Austria,  per aver dato i natasli al celebre musicista W.A.Mozart,  si estende il parco di Hellbrunn con il castello.  Il suo creatore fu l’arcivescovo Marco Sittico,  vissuto nel XVIII,  pronipote di Papa Pio IV:  era per questo chiamato :  “il mezzo italiano”perché aveva vissuto la sua fanciullezza a Roma,  ed era stato educato al culto dell’arte classica.  Volle far costruire qui una villa come quella che aveva veduto presso Roma,  come la Villa Aldobrandini e la Villa Mondragone.  E siccome l’Arcivescovo non era solo un intenditore d’Arte ma anche uno spirito arguto e bizzarro,  volle che Hellbrunn diventasse,  per i suoi giochi d’acqua,  il giardino  per sorprendere i suoi ospiti e per farli divertire.  Hellbrunn divenne così in piccolo angolo d’Italia trapiantato in Austria.  È proprio vero che uno straniero non si sentirà mai straniero lontano dalla patria,  perché dovunque egli troverà qualche cosa capace di suscitare in lui il ricordo della terra natale. Continua domani…

22/09/2026

Il giardino di Hellbrunn,  dove mille spruzzi di acqua sorprendono anche oggi i visitatori più cauti,  è noto a molti.  Coloro che sono entrati nelle sue grotte, sono usciti con gli abiti bagnati ma con l’animo allegro.  Hellbrunn risuonava di risate sempre,  specialmente nella buona stagione,  quando il forestiero si sottopone  agli spruzzi a getto di dieci o venti alla volta.  Quando si passa da quelle forche claudine si pensa a come doveva divertirsi l’arcivescovo Marco Sittico,  dall’aria imponente e gioviale al tempo stesso,  quando conduceva gli ospiti a visitare il parco,  e li invitava,  prima di tutto ad accomodarsi ad una tavola di marmo imbandita,  e poi aprendo un rubinetto nascosto,  faceva improvvisamente scaturire dal centro di ognuno degli  sgabelli un potente getto d’acqua che investiva i visitatori.   Oppure mentre li conduceva a visitare la “grotta della corona” e mentre erano intenti a camminare sotto il misterioso copricapo metallico,  deposto,  chissà perché,  su quei sassi,  se lo vedevan filare in aria sotto gli occhi e rimaner sospeso su un getto,  e in quello stesso istante si sentivano innaffiare da una doccia improvvisa.  Se fuggivano verso l’uscita,  una cancellata di acqua si elevava sulla soglia.  Ci si immagina come doveva divertirsi questo ideatore di scherzi.  Quale doveva essere la sorpresa quando passati nel vano adiacente alzavano gli occhi,  e quel soffitto,  che continuamente da quasi tre secoli e mezzo,  minaccia di rovinarsi addosso.  Questi e gli altri divertimenti del giardino,  come il teatro meccanico,  la grotta dove cantano gli uccelli,  simile a quella di villa D’Este,  ci fanno capire il carattere dell’Arcivescovo buontempone  che contribuì efficacemente a fondare la tradizione artistica di Salisburgo.  Sotto il suo governo tutti dovevano godere di onesti svaghi,  ed egli era il primo a permetterseli.  Gli piacque dare impulso alle feste carnevalesche e imprimere loro una forma veramente spettacolare:  i corsi mascherati di allora,  composti di carri allegorici,  precorsero di vari secoli quelli dei nostri giorni. Vi fece partecipare anche il personale di corte suddiviso per categorie.  L’Arcivescovo evitava che le feste degenerassero in bagordi. Egli vi partecipava con i membri delle confraternite,  vestendo una comune cotte nera e tenendo in mano un bastone,  il cui pomo era formato da un grande sole dorato.  Le vie erano attraversate da festoni,  le finestre illuminate con candelabri e decorate da tappeti e drappeggiamenti.  Ogni tanto la processione sostava e i suoi partecipanti recitavano episodi di storia sacra.  Così l’arte della recitazione,  a quell’epoca,  si diffuse in tutto il popolo ed ebbe per scena tutta la città. Fine.

 

DIALOGANDO CON VOI E LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE DICIANNOVE

12/09/2026

 

Francesca  sono triste perché oggi è l’ultimo giorno che passo qui con te.  Lunedì riprenderò il lavoro,  ma se mi dici che potrò venire qualche volta in più specialmente d’inverno quando non andrai là, non lasciare tutto il tempo a Annalisa,  me lo prometti?  Grazie di tutto.

Elena  Certo te lo prometto,  ma se non resterò a casa nel fine settimana,  potrai venire qualche pomeriggio anche se ci sarà Annalisa;  se gestirai il tempo al lavoro,  io credo che ci riuscirai.  Sai cosa vorrei?  Nel frattempo impara il francese,  così quando verrai qui lo parleremo per allenarci e per non scordare la pronuncia.

Francesca,  sarebbe meraviglioso!  Così mi sentirò più vicino a lui.

Elena   Dal punto di vista istituzionale,  la Francia è una repubblica di cui fanno parte i novantasei dipartimenti della Francia propriamente detta;  I quattro dipartimenti d’oltre mare (DOM),  che sono : Guadalupa,  Guiana,  Martinica,  Riunione; le collettività territoriali,  che comprendono Mayotte,  Saint-Pierre,  Miquelon,  e altre isole;  i quattro territori d’oltre mare (TOM).  Questi ultimi sono:  La nuova Caledonia,  la Polinesia francese,  le isole Vallis e Futuna,  nonché alcune terra australi e antartiche.  Si dice che nella nuova Caledonia,  nella vegetazione di Borara,  alcuni abitanti,  nel 1953 avvistarono  un disco volante enorme e videro scendere degli esseri simili a noi. Furono due innamrati a vedere tutto questo e si nascosero tremanti,  perché dissero che il disco volante era enorme, gigantesco come se trasportasse una città intera.  ma dissero che sembrava che loro sapessero  della nostra presenza ma non si avvicinarono mai a noi;  quindi se erano extra terrestri non sono stati cattivi ma forse erano distratti dalla curiosità del nostro pianeta.

Sai Franci?  Anche se non sarai qui io continuerò ad inserire nei miei articoli “Dialoganto con voi e… un pò della tua Francia.

Francesca  Fantastico!  La frase  la poesia del giorno ce la dai? Grazie!

Elena  Sì,  quella ce l’ho sempre.

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Nell’aria dell’amore ardente,  la tua luce domina il mio cuore e la mia anima; per dirti che il mio amore per Te è insuperabile.

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Elena  Mentre eri in biblioteca,  ho parlato con Linda al telefono e le ho domandato se domani posso portare anche te là nella sua abitazione,  lei mi ha risposto che si fida di me e che non dovevo nemmeno chiederlo.  Allora io  ti chiedo:  vuoi venire con me domani mattina presto?

Francesca  Ma sto sognando?  Sai da quanto tempo è che vorrei venire al lago dai tuoi parenti e amici? Non ci devo nemeno pensare,  poi se torniamo domani sera io non ho neanche il problema di avvisare che lunedì non sarei stata presente. Mi sembra un miracolo!

Elena  Se questi sono i miracoli allora mi chiedo cosa dobbiamo fare perché quelli veri possano verificarsi.

Francesca Io amo le persone ricche che si sono fatte da sole,  ma odio quei ricchi che hanno rubato per arrivare fin dove sono.

Elena   Sì,  anch’io la penso esattamente come te. I miei hanno ereditato dalle rispettive famiglie ma poi ti dico che hanno lavorato sodo per mantenere il loro patrimonio e non hanno mai rubato;  anzi hanno dato molto a chi ne aveva bisogno e continuano ancora nonostante la loro età.  Invece altri fanno la carità,  ma spesso la fanno con il denaro degli altri;  così è facile;  ci sono individui che con la loro posizione diventano ricchi,  eppure sembra che a loro il denaro non basti mai e allora per dimostrare la loro benevolenza verso i più poveri versano cifre importanti come se si spogliassero delle loro fatiche mentre in realtà quel denaro è rubato.

E adesso auguriamo a tutti Buona Domenica!

14/09/2026

  Oggi  incomincio con la frase d’amore del giorno: ” Quando sei triste, guarda verso il Cielo e lì troverai la sua luce che t’illumina la strada”.

 

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Ieri Francesca mi ha detto:  In un giorno soltanto,  questo lago è riuscito a conquistarmi.  Prima preferivo il mare,  ora invece sono sicura che preferisco il lago,  forse perché il mare non l’ho mai sentito mio,  il lago invece lì in quel posto e vicino a casa dei tuoi mi sono sentita come se fosse mio.  Non so descriverti quello che ho provato!  È meraviglioso.

Elena  Le cose bisogna capirle osservarle e pensare che se amiamo la natura e la gente tutto ci sembra ed è meraviglioso!

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Quando la tua mente è lontana da me si allontanano anche il sole,  la luna e le stelle;  tutto intorno a me diventa buio;  i fiori sbiadiscono,  non hanno più il profumo di sempre!   Ma al tuo sguardo tutto diventa paradiso!

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15/09/2026

Francesca  Scusami se ti disturbo: ieri ho fatto un giro nel mio giardino e ho visto che durante i quattro giorni che sono restata fuori casa,  qualcuno è entrato e mi ha tolto tutte le rose fiorite che avevo;  questo sarebbe anche passabile,  ma me le hanno rasate a zero;  pensi che moriranno? C’è gente che vuole il bello solo per sé;  sono così sleali e bassi di intelligenza che nemmeno un cane si abbasserebbe a tanta miseria!

Elena  Un cane dici?  Ma i cani e i cavalli sono intelligenti a volte più delle persone! Purtroppo il cervello umano si ammala come il corpo.  In quanto alle rose se hanno patito,  se sono esposte al sole,  rasarle così di netto non è che sia il massimo;  ma siamo già a metà settembre,  la cosa non dovrebbe influire negativamente più di tanto.  Da a loro da mangiare e da bere. Il fatto è che sono rose bellissime,  le Pierre… e non delle rose selvatiche ecco perché le hanno tolte,  la bellezza ai malati di mente dà fastidio e come hai detto tu la vorrebbero solo per loro.

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L’aria di settembre è soffice nella penombra della sera.  I tuoi pensieri sono sospiri divini che arrivano fino a me. È meraviglioso che ogni nota del mio pianoforte  si rifugi nella brezza sulle nuvole;  il cielo sta disegnando il tuo volto  e là vedo il tuo sorriso!

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16/09/2026

Federica   Che ne pensi dei sacerdoti che lasciano l’abito talare perché si innamorano? In loro c’è ancora la fede?  Si può amare Dio e una donna contemporaneamente?  Credi che sia d’obbigo nei confronti dei fedeli sapere quanti sacerdoti e suore hanno lasciato l’abito per condurre una vita  diversa? Grazie!

 

Elena  Grazie a te.  Io penso che chi arriva a lasciare il sacerdozio perché si innamorano completamente di una donna e vogliono formare una famiglia siano persone oneste nei loro confronti e in quello dei fedeli e della chiesa.  Però secondo me dovrebbero pensare e ripensare alla loro vita all’inizio della loro vita per capire che cosa li ha portati a scegliere e a mettere Dio in primo piano.  La vita senza felicità non vale niente.  Ma se si pensa all’amore e alla famiglia così,  solo per una sbandata,  allora dovrebbero pensarci molto bene e mettere tutto sulla bilancia.  Federica,  mi chiedi se si può amare Dio e una persona contemporaneamente?   Io credo proprio di sì,  si potrebbe fare bene tutto senza trascurare ne uno e nemmeno l’altra;  il fatto però è che la legge non lo permette mentre in altri paesi e in altre religioni tutto questo è concesso.  Quindi,  qui da noi fa scalpore ma in realtà per me amare è amare.  In quanto ai doveri di svelare i numeri dei sacerdoti e suore che hanno abbandonato la chiesa nel senso di servire la chiesa,  non credo che sia una cosa da ritenere così grave da richiedere a tutti i costi la verità!   La felicità si può imparare,  allenare e scoprire anche dopo avere fatto passi in completa consapevolezza e fedeltà verso se stessi e verso il popolo.

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La ragazza che è in me vede nei tuoi occhi bimbi che corrono ridono e fanno il girotondo;  la donna adulta invece pensa a te come suo unico Dio per amare ed  assere amata per sempre.

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Sarà lei cara che sta seduta dalla mattina alla sera sulla sua comoda poltrona;  io vado,  esploro,  ascolto e poi solo dopo scrivo. Tenga a posto la lingua che è meglio!  Certo che non ha altro che la lingua!

 

Federica  Non abbassarti al livello di quella bigotta!

Elena  Non preoccuparti,  la sua vita è solo una farsa! Perché il cuore e l’anima glielo ha tolto la governante per fare lo spezzatino al gatto.

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Federica  Allora,  hai visto come sono cresciuti i miei piccoli?

Elena  Sono meravigliosi,  il piccolino poi sembra un micino arruffato,  Che meraviglia!  Sei davvero una buona madre e una moglie devota e leale.

Elena  Sai cara Fede?  Domani ritornarà Annalisa  Mi hanno telefonato ieri sera Piter e Linda,  stanno bene e ci mandano un forte abbraccio.

Federica  Linda mi ha detto che quando ritornerai là mi chiamerà a pranzo,  così possiamo parlare a tu per tu.

Elena  Splendido!  Però devono venire anche i tuoi bambini,  non lasciarli a casa con i tuoi genitori,  mi raccomando!  Li vorrei prendere in braccio e giocare con loro.

Federica  Non credo che mia figlia resti a casa se dico che là ci sei tu.

Elena  Ok,  dai ci vediamo presto e ci divertiremo insieme. Grazie!

17/09/2026

Elena  Il tuo racconto è stato a dir poco incredibile!  Ma le foto che hanno fatto Robert e Linda sono meravigliose;  tutto il mondo se curato diventa meraviglioso!

Annalisa  Devo dirti però che loro hanno una macchina fotografica potente,  mi hanno detto che l’avevano regalata a te poi tu non l’hai accettata,  Ma sei fuori?  Così li offendi!  Potresti farti delle foto meravigliose invece che usi quelle macchinette che non ti fanno giustizia.  Sì,  a volte vengono bene,  ma il più delle volte invece di farti come sei,  ti fanno un occhio rosso,  oppure degli avvallamenti nelle braccia che tu non hai!  E non accetti neanche qualche vestito  di quelli che loro ti regalerebbero con tanto amore,  proprio come a una figlia.

Elena  No,  Annalisa,  loro lo sanno che non è per offenderli o per farli tristi se non accetto certe cose,  e non è neanche orgoglio,  ma soltanto è la soddisfazione di fameli da me,  io sono così!  lo so che mi hanno accettato così!  Qualche regalo per il compeanno o in altre occasioni,  li ho accettati,  ma preferisco così!  In quanto alle fotografie che faccio da sola,  non importa se qualche volta mi viene un occhio rosso o addirittura entrambi,  lì è solo questione di luce,  di indovinare le luci giuste  e anche mantenere ferma la macchietta con la mano durante gli scatti;  Piter mi ha detto che è per questo.  Per me non ha molta importanza;  proprio sembra che tu non voglia capire.  Perché?

Annalisa  No,  non è questo,  è soltanto che ho paura che il tuo rifiuto li faccia diventare tristi.  Siamo passati davanti a dei negozzi di abbigliamento meravigliosi,  e Linda diceva:  ” Provate a immaginare quanto starebbe bene Elena con questo,  e lo guardava come se si sentisse incapacitata ad acquistartelo perché non te lo saresti mai messa.  Anche questo non mi sembra giusto,  ecco tutto lì.

Elena  Loro lo sanno che gli voglio bene,  tutto il resto non conta assolutamente niente!


Annalisa  Perché ami così tanto il lago e le alte cime?

Elena  Il lago?  Tu sai il perché  lo amo moltissimo,  in quanto alle alte cime,  quando vedo dei colli o delle montagne non in alta quota,  sembra che mi manchi qualcosa,  non so,  credo che sia perché non potendo arrivare fin lassù,  la mia mente non smette di immaginare,  di esplorare con la fantasia;  sì,  dev’essere così.

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Mi piace sentire l’acqua fresca di un ruscello che scorre verso valle;  mi fa pensare intensamente a te,  la sua trasparenza  è come il tuo volto quando dentro di te porta il mio messaggio d’amore.

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Annalisa  Che romanticismo stupendo!  Vorrei chiederti una cosa:  ma in questo clima così romantico non vorrei gettare acqua sul fuoco.

Elena  Non proccuparti che il fuoco non si spegne così facilmente.  Avanti parla.

Annalisa,  perché quando sogno,  dopo un po’ che mi sono alzata,  mi svanisce tutto,  e non ricordo più nulla

Elena   Secondo lo psicanalista Joung i ricordi primordiali hanno dimora nell’inconscio collettivo.  Dice anche che i sogni si possono pilotare,  ma come andare incontro a uno dei più grandi della storia?  Io preferisco che i sogni siano genuini e spontanei;  nel tuo caso,  potresti mettere un quaderno con una penna sul comodino,  in modo da essere pronta al risveglio e trascrivere tutto e immediatamenti i sogni fatti,  tutte le sensazioni provate,  solo così si potrà interpretarli senza fare confusionne.

Annalisa  Lo credo anch’io.  Grazie!

18/09/2026

Certo Che ho sentito!  Come non potrei? Non dubitare se  non lo esprimo;  lo conservo  dentro il cuore.

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La Madre SS. mi concede la gioia di vivere,  ma tu sei al centro del mio mondo,  l’energia Celeste mi fa battere il cuore per Te!  Io l’ho sempre chiamato Amore.

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IL VANGELO SECONDO MARCO SESTA PARTE

12/09/2026

 

Oggi si festeggia il nome “MARIA”  il no

me della Beata Vergine Maria.

 

 

 

GIUDIZIO SUGLI SCRIBI

 

Diceva loro mentre insegnava: “Guardatevi dagli scribi,  che amano passeggiare in lunghe vesti,  ricevere saluti nelle piazze,  avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.  Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere;  essi riceveranno una condanna più grave”.

L’OBOLO DELLA VEDOVA

 

E sedutosi di fronte al tesoro,  osservava come la folla gettava monete nel tesoro.  E tanti ricchi ne gettavano molte.  Ma venuta una povera vedova ne gettò due spiccioli  cioè un quattrino.  Allora,  chiamati a sé i discepoli,  disse loro: ” In verità io vi dico:  “Questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.  Poiché tutti hanno dato del loro superfluo,  essa invece,  nella sua povertà,  vi ha messo tutto quello che aveva,  tutto quanto aveva per vivere”.

14/09/2026

Capitolo 13

DISTRUZIONE DEL TEMPIO

Mentre usciva dal tempio,  un discepolo gli disse:”Maestro,  guarda che pietre e che costruzioni!”.  Gesù gli rispose:” Vedi queste grandi costruzioni?  Non rimarrà qui pietra su pietra che non sia  distrutta”. Mentre era seduto sul monte degli ulivi,  di fronte al tempio,  Pietro,  Giacomo,  Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: ” Dicci quando accadrà questo,  e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?  Gesù si mise a dire Loro: “Guardate che nessun vi inganni!  Molti verranno in mio nome,  dicendo:”  Sono io”,  e inganneranno molti.  E quando sentirete parlare di guerre,  non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.  Si leverà infatti nazione contro nazione, e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie.  Questo sarà il principio dei dolori.

15/09/2026

PERSECUZIONI

Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri,  sarete percossi nelle sinagoghe,  comparirete davanti a governatori e re a causa mia,  per render testimonianza davanti a loro.  Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti.  E quando vi condurranno via per consegnarvi,  non preoccuopatevi di ciò che dovrete dire,  ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato:  poiché non sarete voi a parlare ma lo Spirito Santo.  Il fratello consegnerà a morte il fratello,  il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte.  Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome,  ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

16/09/2026

DESOLAZIONE  DELLA  GIUDEA

Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non conviene,  chi legge capisca,  allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti; chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prendere qualcosa nella sua casa;  chi è nel campo non torni indietro a prendere il mantello.  Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!  Pregate che ciò non accada d’inverno;  perché quei giorni saranno una tribolazione,  quale non è mai stata dall’inizio della creazione,  fatta da Dio,  fino al presente,  ne mai vi sarà.  Se il Signore non abbreviasse quei giorni,  nessun uomo si salverebbe.  Ma a motivo degli eletti  che si è scelto,  ha abbreviato quei giorni.  Allora,  dunque,  se qualcuno vi dirà:  ” Ecco il Cristo è qui,  ecco è la” ,  non ci credete;  perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare,  se fosse possibile,  anche gli eletti.  Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.  In quei giorni,  dopo la tribolazione,  il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli  saranno sconvolte.

17/09/2026

RITORNO DEL FIGLIO DELL’UOMO

Allora vedranno il figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Ed egli manderà  gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti,  dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.  Dal fico imparate questa parabola quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie;  voi sapete che l’estate è vicina;  così anche voi, quando vedrete accadere queste cose,  sappiate che egli è vicino,  alle porte.  In verità vi dico:  non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno,  ma le mie parole non passeranno. Quanto poi a quel giorno o a quell’ora,  nessuno li conosce,  neanche gli angeli nel cielo,  e neppure il Figlio,  ma solo il Padre.  State attenti,  vegliate,  perché non sapete quando sarà il momento preciso.  È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi,  a ciascuno il suo compito,  e ha ordinato al portiere di vigilare.  Vigilate dunque,  poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà,  se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,  perché non giunga all’improvviso,  trovandovi addormentati.  Quello che dico a voi,  lo dico a tutti:  Vegliate!”.

18/09/2026

Capitolo 14

PASSIONE E GLORIA

Cospirazione del sinedrio

Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e gli Azzimi i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno,  per ucciderlo.  Dicevano infatti: “Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo”.

La cena di Betània

Gesùsi trovava a Betània nella casa di Simone il lebroso. Mentre stava a mensa,  giunse una donna con un vasetto di alabastro,  pieno di olio profumato di nerdo genuino e di gran valore:  ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo.  Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro:  ” Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri!”.  Ed erano infuriati contro di lei.  Allora Gesù disse:” Lasciatela stare,  perché le date fastidio?  Ella ha compiuto verso di me un’opera buona;  i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficiarli quando volete,  me invece non mi avete sempre.  Essa ha fatto ciò che era in suo potere,  ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura.  In verità vi dico che dovunque.  in tutto il mondo,  sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto”.

21/09/2026

 TRADIMENTO DI GIUDA

Allora Giuda Iscariota,  uno dei dodici,  si recò dai sommi sacerdoti,  per consegnare loro Gesù.  Quelli all’udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro.  Ed egli cercava l’occasione opportuna per consegnarlo.

ULTIMA  CENA

Il primo giorno degli Azzimi,  quando si immolava la Pasqua,  i suoi discepoli gli dissero:” Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?”.  Allora mandà due dei suoi discepoli dicendo loro:” Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua;  seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: il Maestro dice: Dov’è la mia stanza,  perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti,  già pronta; la preparate per noi”.  I discepoli andarono e,  entrati in città trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.  Venuta la sera,  egli giunse con i discepoli.  Ora,  mentre erano a mensa e mangiavano,  Gesù disse:” In verità vi dico,  uno di voi,  colui che mangia con me,  mi tradirà”.  Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l’altro: “Sono forse io? “.  Ed egli disse loro: “Uno dei dodici,  colui che intinge con me nel piatto.  Il figlio dell’uomo se ne va,  come sta scritto di lui,  ma guai a quell’uomo dal quale il figlio dell’uomo è tradito! Meglio per quell’uomo che non fosse mai nato!”.

22/09/2026

ISTITUZIONE DELL  ‘EUCARESTIA

Mentre mangiavano prese il pane e,  lo spezzò e lo diede a loro,  dicendo: “Prendete,  questo è il mio corpo”.  Poi prese il calice e rese grazie,  lo diede a loro e ne bevvero tutti.  E disse:  ” Questo è il mio sangue,  il sangue dell’ alleanza versato per molti..  In verità vi dico  che io non berrò più dal frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio”.  E dopo aver cantato l’inno,  uscirono verso il monte degli Ulivi.  Gesù disse loro:” Tutti rimarrete scandalizzati perché sta scritto:  percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse.  Ma dopo la mia risurrezione,  vi precederò in Galilea”.  Allora Pietro gli disse:” Anche se tutti saranno scandalizzati,  io non lo sarò”.  Gesù gli disse:” In verità ti dico:  proprio tu oggi,  in questa stessa notte,  prima che il gallo canti due volte,   mi rinnegherai tre volte”.  Ma egli,  con grande insistenza,  diceva:” Se anche dovessi morire con te,  non ti rinnegherò”. Lo stesso dicevano anche tutti gli altri.

23/09/2026

AL GETSÈMANI

Giunsero intanto a un podere chiamato Gètsemani,  ed egli disse ai suoi discepoli:” Sedetevi qui,  mentre io prego”.  Prese con sé Pietro,  Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia.  Gesù disse loro:” La mia anima è triste fino alla morte.  Restate qui e vegliate”.  Poi,  andato un po’ innanzi,  si gettò a terra e pregava che,  se fosse possibile,  passasse da lui quell’ora…  E diceva: “Abbá, Padre! Tutto è possibile a te,  allontana da me questo calice!  Però non ciò che io voglio,  ma ciò che vuoi tu”.  Tornato indietro,  li trovò addormentati, e disse a Pietro:  “Simone,  dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione;  lo spirito è pronto,  ma la carne è debole”.  Allontanatosi di nuovo  pregava dicendo le medesime parole.  Ritornato li trovò addormentati perché i loro occhi si erano appesantiti,  e non sapevano che cosa rispondergli.  Venne la terza volta e disse loro: “Dormite ormai e riposatevi! Basta,  è venuta l’ora:  ecco,  il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori.  Alzatevi,  andiamo! Ecco,  colui che mi tradisce è vicino”.  E subito,  mentre ancora parlava, arrivò Giuda,  uno dei Dodici,  e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti,  dagli scribi e dagli anziani.  Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno:  quello che bacerò è lui;  arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta”.  Allora gli si accostò dicendo:” Rabbì”  e lo baciò.  Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.  Uno dei presenti,  estratta la spada, colpì il servo sel sommo sacerdote e gli recise l’orecchio.  Allora Gesù disse loro: ” Come contro un brigante con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio,  e non mi avete arrestato.  Si adempiano dunque le Scritture!”.  Tutti allora,  abbandonandolo,  fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo,  e lo fermarono.  Ma egli,  lanciato il lenzuolo,  fuggì via nudo.