DIALOGANDO CON VOI

06/03/2026

Annalisa  Che cosa provi quando scopri la menzogna nelle persone che ti stanno a cuore?

Elena  Ho pietà di loro e perdono;  vedi? Certa gente parla con l’intelligenza che si ritrova!  Ma la pietà del Cielo è infinita.

Annalisa  Se si ama qualcuno e lui  o lei non lo sa,  lo si può considerare vero amore?

Elena  Se dall’altra parte c’è empatia,  magari glielo farà capire e poi lo scopriranno insieme con il tempo se davvero è vero amore o se è solo passione.

Annalisa  Come lo scopriranno se vivono così distanti?

Elena  L’amore fa miracoli,  fa nascere un’empatia vigorosa che non si perderà facilmente. Questa si chiama vita. Annalisa  io auguro cose bellissime anche a te.  Non sarà Piter per caso? Se è così vi auguro una grande felicità! Avete la stessa età,  circa.

Annalisa  Lui è bellissimo,  io non so se gli piacerò davvero!

Elena  Anche per lui come me,  ricordo che la bellezza è soprattutto quella dell’anima;  dovresti avere più fiducia in te stessa.

Annalisa  Ma Patty mi ha detto che lui non ha occhi che per te!

Elena  Ma perché è stato lontano per mesi e quando è venuta là con me che c’era anche lui ha capito che eravamo affiatati,  ma essendo mio figlio,  è un altro modo di volersi bene,  un modo senza malintesi o che ne so,  il nostro è amore non tra un uomo e una donna ma tra madre e figlio che si vogliono bene davvero,  quindi c’è posto per una fidanzata sempre se per lui sarai la donna ideale,  ovviamente.

07/03/2026

Annalisa  Per fortuna che ti ho trovata,  speravo che non fossi già partita,  devo farti gli auguri per la festa della donna;  per te con la D maiuscola.  Salutami Piter.

Elena  Ma guarda che Piter là non c’è,  te lo posso salutare telefonicamente quando ci sentiremo.  Però io non posso sollecitare con lui quello che provi,  questa è una cosa molto delicata;  non restare delusa se per caso lui ti dirà di no,  anzi ringrazialo per la sua sincerità.  Piter non è un uomo facile,  ma credo che abbia bisogno di trovare la donna giusta;  non c’è nulla di più basso che volere una persona se lui o lei non sono d’accordo.  Tu sei intelligente e lo sai;  indipendentemente da  quello che provi tu;  se vieni respinta,  non è perché tu non sia alla sua altezza,  anzi,  lo saresti eccome,  ma al mondo non ci si innamora a comando. Grazie per gli auguri di domani se per caso non ci sarò.  Ciao,  buon fine settimana a tutti!

 

09/03/2026

L’intelligenza non la si giudica solo dal numero di lauree che uno ha conseguito. Anzi…

Annalisa   Ti piacciono i giochi di prestigio?

Elena  No,  non mi hanno mai illuso neanche da piccola.  Per me sono giochi innocui per scemi! A me picciono le cose vere.  Vado a raccogliere le viole,  ciao!

PER I BAMBINI

05/03/2026

LA PREGHIERA DEI BIMBI

Quasi tutti i bambini pregano il Signore la sera prima di coricarsi,  ma non tutti lo fanno con sentimento e devozione.  I bimbi che sanno chi è Gesù  e la Madonna lo fanno bene,  con fede,  mentre quei bimbi che non hanno ricevuto la verità dalla loro famiglia,  pregano con le labbra;  perciò le loro preghiere non arrivano a Dio,  ma si smarriscono dietro la luce effimera delle lucciole.  Le preghiere dei bimbi preparati invece giungono alla casa del Signore come un canto di angeli,  è una casa lontana lontana nei cieli,  che gli angeli e i santi nascondono,  circondandola di nubi e di stelle; ma le preghiere dei bimbi trovano ugualmente la strada verso la casa di Dio,  vi entrano piano piano dal buco della chiave  e si nascondono nei nidi degli uccelli,  aspettando come essi che Iddio si risvegli.  Buona notte.

LA CROCETTA D’ORO

Di Sergio Corazzini

Io porto tanto amore a

una crocetta d’oro

che s’apre sul mio cuore.

È un tenue lavoro,

non è un ricordo no;

come l’ebbi l’ignoro.

Io l’amo perché so

che croce fu dolore,

e assai ne spasimò

o mio dolce Signore.


PROSA

Il poeta apparteneva a una famiglia borghese caduta quasi i miseria, e perciò da giovanissimo dovette adattarsi per vivere ad un umile impiego.  La rassegnazione con cui sopportava le vicende della vita si ritrova nelle sue liriche,  di cui costituisce il motivo fondamentale. Strinse rapporti di amicizia con altri giovani poeti suoi coetanei.  Questa poesia solo di pochi versi rivela la delicatezza d’animo e la profonda rassegnazione del poeta,  che sopportò religiosamente il dolore della sua breve vita per amore di Dio.  Egli porta sul petto una crocetta d’oro,  a cui è molto affezionato,  non perché essa sia un caro ricordo,  ma perché è il simbolo della sofferenza di nostro Signore che patì per il riscatto dell’umanità.

Elena L.

06/03/2026

LE FIAMMELLE

I bimbi intorno al focolare,  si divertono,

con visini accaldati e rossi, a guardare le

fiammelle scoppiettanti,  che salgono

e salgono ma non le vedo ritornare.

Le fiammelle scintillanti e belle che il

camino inghiotte,  volate forse a riveder

le stelle? Buona notte faville buona notte!

Mandano un vago scoppiettio,  mentre che voi

partite,  forse è una voce di gentil desio, che vi

prega a restar  ma voi salite,  ma voi salite frettolose

a schiere,  però che è giunta l’ora che vi tarda

le stelle rivedere,  e a sé vi chiama una miglior dimora.

dove li avete i candidi lettini a cui volate in frotte

forse tra i coppi accanto agli uccellini.  Buona notte

Buona notte e le fiammelle continuano a volare.

 

PROSA

 

Le fiammelle sono le scintille che si sprigionano dai carboni accesi,  e salgono su per il camino.  I bambini seduti intorno al focolare,  si divertono a seguire le fiammelle e chiedono loro se andranno a raggiungere le stelle.  I bambini vorrebbero fermarle,  ma esse continuano a salire senza ascoltarli.  Forse andranno verso una dimora più bella.

Elena  L.

07/03/2026

Per i bambini dagli otto anni in poi,  a meno che non abbiano già letto moltissimi libri.

 

IL FIGLIOL PRODIGO

(Dal vangelo secondo Luca  cap.  15, v. 11-32)

Un uomo aveva due figli,  e il minore disse al padre:” Padre dammi la parte che mi spetta”.  E divise tra loro il patrimonio.  Dopo alcuni giorni,  messa insieme una cosa,  il figlio minore se ne andò in un lontano paese,  e là sperperò  tutto il suo avere vivendo dissolutamente.  E come ebbe dato a fondo ogni cosa,  in quel paese infierì una grande carestia ed egli cominciò a sentiire la miseria.  E andò a mettersi con uno degli abitanti del paese,   che lo mandò nei suoi campi a badare ai porci.  E bramava di riempire il ventre con le ghiande che mangiavano i porci,  ma nessuno gliene dava.  Allora rientrato in sé disse:”  Quanti garzoni in casa di mio padre han pane in abbondanza,  mentre qui io muoi di fame!  M’alzerò e andrò da mio padre,  e gli dirò:  “Padre,  ho peccato contro il cielo e contro di te,  non son più degno di esser chiamato tuo figlio;  trattami come uno dei tuoi garzoni”.  E alzatosi andò da suo padre.  E mentre egli era ancora lontano,  suo padre lo scorse,  e mosso a pietà,  gli corse incontro e gli si gettò al collo e lo baciò.  E il figlio disse: ” Padre ho peccato contro il cielo e contro di te;  non son più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai suoi servi: ” Presto portate qua la veste più bella,  rivestitelo e mettetegli al dito l’anello e ai piedi i calzari;  portate il vitello grasso e ammazzatelo;  e si mangi e si banchetti,  perché questo figlio  era morto è risuscitato;  era perduto ed è stato ritrovato”.  Così cominciarono a fare grande festa.  Ora il figlio maggiore era in campagna,  e nel ritorno,  avvicinandosi a casa,  sentì  musiche e danze,  ciamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse ciò che sentiva e che vedeva.  Egli rispose:”  È tornato tuo fratello,  e tuom padre ha ammazzato il vitello grasso,  perché lo ha riavuto sano”.  Allora egli andò in collera e non voleva entrare;  ma suo padre andò fuori e si mise a pregarlo.  Ma rispose a suo padre:”  Padre da tanti anni iomti servo,  non ho mai trasgredito un tuo comandamento,  eppure non mi hai mai regalato uncapretto per fare festa con i miei amici.  Mentre  appena è arrivato questo tuo figlio che ha sperperato tutto il suo,  hai per lui ammazzato il vitello grasso”.  E il padre rispose:”Figlio,  tu stai sempre con me e tutto il mio è tuo;  ma era giusto banchettare e fare festa,  perché questo tuo fratello era morto ed è risuscitato,  era perduto ed è stato ritrovato.

Spiegazione

Questa parabola,  quella della “pecorella smarrita”, e “La dramma ritrovata” illustrano la misericordia divina verso i peccatori. Queste sono immagini stupende di pietà,  verso la debolezza umana,  che Gesù poteva sentire più degli altri uomini. Perché non dobbiamo esaltare sempre i bravi ma dobbiamo invece cercare di perdonare i figli o i genitori,  o i fratelli che si sono perduti nel peccato ed hanno smarrito la fede cristiana.  I personaggi del ” Figliol, prodigo”   sono naturalmente simbolici:  Il padre è Dio misericordioso,  il figlio è l’uomo peccatore.

Elena L.

09/03/2026

CAINO E ABELE

La loro triste storia

“Abele fu pastore di pecore e Caino agricoltore.  Dopo molto tempo avvene che Caino offeì a Dio sacrificio dei frutti della terra;  Abele poi offrì i primi del suo gregge,  i più grassi.  Dio riguardò Abele e i suoi doni,  ma non riguardò Caino e i doni di lui.  Caino si adirò grandemente,  e il suo volto si abbatté.  Il Signore gli disse: “Perché sei adirato?  Perché abbattuto è il tuo volto?  Forse,  se farai del bene,  non anche ne riceverai?  Se invece farai del male,  il tuo peccato non starà subito alla tua porta?  Disse Caino al fratello Abele:” Usciamo fuori”  E come furono per i campi Caino insorse contro il fratello Abele e l’uccise.  Disse il Signore a Caino: ”  Dov’è il fratello tuo Abele?” E lui rispose: “Non lo so,  sono io forse il guardiano di mio fratello?”  Gli disse il Signore: ” Che hai fatto?  La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra.  Sarai perciò maledettto sulla terra…  Anche se lavorerai non ti darà frutti;  sarai ramingo e fuggiasco per il mondo…”.

(Antico Testamento .  Genesi4).

L’uccisione di Abele fu quindi il primo fratricidio commesso sulla terra;  triste è la stroria toccata al buon giovane ignaro,  ma più terrinile è quella del suo triste fratello,  tormentato da un rimorso senza fine.

Elena L.

 

PER I RAGAZZI

01/03/2026

(SAN LUCA 12)

 

Disse un giorno Gesù ai suoi discepoli:  “non abbiate preoccupazioni per la vostra vita riguardo al cibo,  né per il vostro corpo riguardo al vestito.  Considerate gli uccelli dell’aria:  essi non seminano,  non mietono,  non hanno dispensa nel granaio,  eppure Dio li nutre… Osservate come crescono i gigli,  essi non lavorano e non filano;  eppure vi dico che nemmeno Salomone in tutto il suo splendore non fu mai vestito come uno di loro.  Ora se Dio riveste così l’erba,  che oggi è nei campi e domani sarà gettata nel forno, quanto più lo farà con voi,  o persone di poca fede!  Voi dunque non preoccupatevi di quel che mangerete e non vi tormentate lo spirito…cercate piuttosto il regno di Dio e tutte le altre cose saran date in più”.

—————————————

 

Che cosa fa invece l’uomo di poca fede?  Egli si preoccupa di tutto senza pensare  che l’Angelo custode ci è sempre vicino e ci aiuta nelle nostre necessità materiali e spirituali.  Più saggi dell’uomo sono gli uccelli che non si lamentano mai perché sanno che migliore sarà quella che viene.  Esso ha fiducia nell’opera della provvidenza Divina,  non dispera e canta lietamente godendo i beni che Dio gli ha concesso;  perché dopo l’annata magra,  ecco che viene l’abbondanza e dopo l’inverno il ruscello ricanta e tutto rinasce di nuovo.

Ragazzi:  Buona domenica a tutti!

 

03/03/2026

 

Che cosa diresti ai ragazzi sulla guerra?

 

Che la nostra vita è troppo preziosa per poterla distruggere senza viverla.  Un essere umano intelligente non combatte con le armi,  ma sa risolvere con le parole del buon senso.  Speriamo che tutti i giovani del futuro possano comprendere quello che significa la parola “Guerra e Pace”.  Se guardiamo indietro nella storia,  quante persone sono state uccise fino ad oggi?  Che diritto avevano quelli che hanno voluto lo sterminio di tutta quella gente?  Erano tutti innocenti e i bambini?  Che cosa avevano fatto?  Perché hanno lasciato che Itler sterminasse una razza intera? E tutti gli altri Paesi che hanno iniziato le guerre senza accettare un patto d’accordo di riconciliazione?  Quelli vanno tolti dal mondo prima che incomincino ad uccidere innocenti.  E tutti quei ragazzi soldati di Putin?   Insomma si fa presto a dire eccettate la parola di riconciliazione se si ha a che fare con dei criminali!  La gente malata di guerra va curata o tolta dal mondo.   Adesso si fa presto a dire anche ma non dovevano attaccare L’Iran!  Bravi che bella figura fate ora!  Che Santi! Perché poi ci sarà la vendetta,  allora lasciamo che si continui come hanno fatto fino ad ora,  che in Iran come ancora in altri paesi,  non si possa neanche dire una parola;  un giovane non può esprimersi!  Quanti ne hanno ammazzati fino ad oggi? Ragazzi e ragazze innocenti,  sul fiore della loro vita! Quella non è guerra?  Pensateci bene con profondità prima di esprimervi solo perché l’Iran ha fatto una mossa di vendetta;  sapeste quanto è superficiale dire così! Ora speriamo solo che ci sia la rivolta dei giusti.  Con l’aiuto della preghiera alla Vergine Maria forse se vorrà,  qualcosa si vedrà.  Però le guerre sono nel cuore degli uomini senza fede e dei malati di mente.

Annalisa  Ma tu non sei mai stanca?

Elena  No,  non mi stanco mai,  ma a volte se non riesco a dormire abbastanza poi mi viene sonno.

03/03/2026

Secondo te che cosa esige una patria malsana? (Come molte nazioni…)

Elena  Secondo me uno stato esige che su questa base le due generazioni fondino i loro sforzi ricostruttivi,  e la loro unione diventi un centro che attragga il massimo numero di energie sane e valide;  provenienti anche da altre correnti;  e siano pur uomini che nelle presenti angustie, abbiano sentito per la prima volta la vocazione sociale.  Dalla tendenza realistica di adeguare i propri sforzi alle esigenze dei tempi e alle necessità dei popoli,  nascerà quel programma concreto di riforme che dovranno attuarsi nello Stato del domani.  Ma già ora deve poggiare su alcuni punti fondamentali che s’ispirano ai nostri principi o sono conclusioni di un’esperienza sociale,  ecomica e politica ormai secolare.

La coscienza

Le riforme politiche,  sociali ed economiche,  le garanzie costituzionali,  i controlli amministrativi,  le stesse sanzioni penali resteranno inefficaci se non è viva ed operante una coscienza vera e non superficiale. Le forze dell’ordine,  la finanza, i giudici i revisori ecc.  non bastano a frenare e a reprimere la corruzione;  bisogna che tutte le istituzioni si sentano responsabili innanzi a “Dio”.  I conflitti sociali non si possono comporre senza il senso di fraternità,  e di fermento della civiltà cristiana.  I patti internazionali non valgono niente se non c’è “coscienza” ma menefreghismo.  La libertà politica di un popolo soccombe se non è accompagnata da una vita sociale onesta.  Se tali freni di un governo non agiscono,  sarà indotto per attuare le sue riforme ad una costrizione eccessiva e perfino ad una dittatura ferrea e sanguinaria.  L’efficacia delle riforme statali è vincolata al miglioramento del costume.  Tutti insieme i popoli dovrebbero agire con onestà in modo che quando qualcuno si sogna di volere la terra di un altro popolo allora si potrà risolvere al meglio la situazione con meno vittime.  Sembra una cosa detta così,  ma pensateci bene!

 

Che cosa significa accudire gli anziani?  Solo quando sono a letto infermi,  oppure dare soccorso anche quando sono sani?

 

Ci sono situazioni che non dobbiamo ignorare:  solo perché due coniugi anziani sono in salute,  non vuol dire che dobbiamo abbandonarli a loro stessi.  Ci sono figli e nipoti che hanno speso un patrimonio senza guadagnare mai un centesimo,  fino a quando i genitori o gli zii oppure i nonni avevano denaro da dare loro allora andavano a trovarli anche quando erano govani,  ora che hanno chiuso i battenti del denaro perché altrimenti gli sollevano anche i mattoni della casa,  allora quei nipoti ingrati non si fanno più vedere.  Insomma ricattano perché gli zii hanno deciso di donare il resto del patrimonio a chi ha più cervello di loro.  E hanno fatto bene,  perché non si può arrivare a tanto!  Non ci si fa pagare l’interessamento verso una persona!  È umiliante e un colpo basso;  dovreste incominciare a restituire il patrimonio che avete ricevuto dai vostri zii!  Non erano neanche donazioni,  ma prestiti,  quindi quando incomincerete sarà fin troppo tardi! Prego,  avanti!

 

04/03/2026

Elena  Oggi vi citerò ancora Cesare Pavese su gentile richiesta del vostro prof. di Italiano.

SEMPLICITÁ

L’uomo solo che è stato in prigione —ritorna in prigione

ogni volta che morde in un pezzo di pane.

In prigione sognava le lepri che fuggono

al terriccio invernale.  Nella nebbia d’inverno

l’uomo vive tra muri di strade,  bevendo

acqua fredda e mordendo in un pezzo di pane.

Uno crede che dopo rinasca la vita,  che il respiro

si calmi,  che ritorni l’inverno,  con l’odore del vino

nella calda osteria,  e il buon fuoco,  la stalla e le cene.

Uno crede,  fin che è dentro uno crede.  Si esce fuori

una sera,  e le lepri le han prese e le mangiano al

caldo,  gli altri,  allegri.  Bisogna guardarli dai vetri.

L’uomo solo osa entrare per bere un bicchiere

quando proprio si gela,  e contempa il suo vino:

il colore fumoso,  il sapore pesante.  Morde il pezzo

di pane che sapeva dilepre in prigione,  ma adesso

non sa più di pane né di nulla.

E anche il vino non sa che di nebbia.

L’uomo solo ripensa a quei campi,  contento di

saperli già arati.  Nella sala deserta sottovoce

si prova a cantare. Rivede lungo l’argine il ciuffo

di rovi spogliati che in agosto fu verde.  Dà un fischio

alla cagna.  E compare la lepre e non hanno più freddo.

PROSA

Il ricordo della prigione non abbandona mai l’uomo che vi è stato. Per il poeta,  la libertà sognata fra le mura di un carcere non la si acquista uscendone,  perché l’isolamento materiale si trasforma in solitudine esistenziale per l’uomo. L’idea di libertà si identifica,  per il carcerato,  con la libera e velocissima corsa alle lepri.  Ma una volta libero l’uomo si ritrova dalla nebbia d’inverno,  dai muri di strade dall’acqua fredda,  e la prigione rivive ogni volta che morde un pezzo di pane,  quando sarà tornato in libertà.  I campi arati,  il ciuffo di rovi spogliati lungo l’argine,  già verde in agosto,  e,  prima i riferimenti alla città,  all’osteria,  alla stalla,  richiamano il giudizio espresso dallo stesso Pavese su Lavorare stanca,  la sua prima raccolta poetica,  definita l’avventura dell’adolescente,  che orgoglioso della sua campagna,  immagina con simile la città,  ma si trova la solitudine,  e rimedia in maniera sbagliata con sesso e passioni,  che servono solo a sradicarlo e gettarlo lontano da campagna e città:  in una più tragica solitudine che è la fine dell’adolescenza e un inizio che sarà la sua vera fine.

Elena  L.