AL DI LA’ DELLA FELICITA’

24/03/2026

PER SEMPRE NOI

 

 

Dalla finestra leggermente socchiusa entravano i profumi della primavera:  rose,  giacinti,  gelsomini che ornavano i balconi delle case in   una notte di inizio maggio, le vivide luci di Place du Tertre lasciavano intravedere la piazza piena di turisti e noi eravamo con le teste chine sopra i libri,  ma con una voce che gridava dentro:  venite,  ci siete anche voi,  basta con questa vita!  Noi che dovevamo lavorare di giorno e studiare di notte. Ma un sabato sera,  sentivamo la musica suonare qualcosa di dolce e romantico che ci fece alzare di scatto e guardandoci negli occhi ci preparammo per la serata senza nemmeno dire una parola.  Lei era mia sorella maggiore Nicole,  io sono Isabelle. Quasi contemporaneamente corremmo verso lo stanzino del bagno,  per vedere chi arrivava per prima, ma vinsi io che riuscii a mettere la mano sulla maniglia della porta.  Poi mangiammo qualcosa e via di corsa giù per le scale;  salutammo la portinaia e percorremmo rapidamente rue Ravignan e scendemmo nella metropolitana,  alla stazione di Abbesses. Venti minuti dopo eravamo agli Champs-Elysées;  poco lontano c’era un locale notturno di quelli non malfamati ma era come un ritrovo di giovani che si scambiavano le loro identità.  Era stata la signora portinaia ad indicarcelo perché lo frequentava anche sua figlia e le sue amiche.  Il locale era frequentato da giovani di buona famiglia,  ragazzi studiosi e lavoratori proprio come noi.  La serata continuava con la sua musica e le nostre chiacchierate,  tra le poltrone e i tavoli laggiù,  Isabelle intravide un giovane che rideva continuamente,  forse aveva bevuto un bicchiere di troppo.  Era un giovanotto affascinante,  diverso da tutti gli altri,  come aspetto e come sensualità. Sembrava che parlasse anche quando non diceva niente;  capelli neri inanellati,  occhi neri,  viso aristocratico con pelle bianca,  con un taglio di bocca sensuale e allo stesso tempo sguardo infantile,  vidi che mi notò.   Io ritornai da Nicole che aveva fatto conoscenza con un giovane biondo e occhi chiari, parlava un’altra lingua, ma riusciva a farsi capire anche con la nostra lingua:  un francese un po’ mozzo ,  certo non abituato a parlarlo giornalmente come noi;  chissà di dove fosse,  mi chiedevo,  così solo per curiosità,  non mi sembrava una bellezza inglese,  no,  sicuramente era nordico ma non inglese.  Continua… Arrivata lì al suo tavolo,  Nicole,  le presentò  Patrick:  il  giovane si presentò e disse di essere finlandese,  di una periferia di Helsinki,  e si trovava a Parigi in visita ai suoi zii.  Veniva spesso perché la zia,  la sorella della madre l’aveva cresciuto quando sua madre si ammalò di tisi,  così la vera madre morì e lui rimase a vivere con la zia fino alla maggiore età.  Le ragazze trascorsero una serata piacevole,  divertente,  la sera era diventata notte fonda,  e l’indomani giorno di festa avrebbero dovuto alzarsi di buon’ ora per recuperare i loro studi;  così in un batter d’occhio andarono di corsa alla metrò e poi a dormire.  La notte rimasta,  passò in fretta e verso le ore sette le ragazze erano ancora assonnate e poco desiderose di mettersi a studiare.  Lo fecero in silenzio,  per almeno quattro ore,  poi Isabelle cucinò una pasta per entrambe e dopo pranzo scesero nel cortile del palazzo a fare una passeggiata e a contemplare la serata trascorsa.  La portinaia Adele chiese loro se il locale fosse piaciuto e se si fossero divertite.  Isabelle e Nicole,  due sorelle di sedici e diciotto anni,  molto carine ma soprattutto ragazze responsabili.  Nicole lavorava come cameriera in una casa signorile,  Isabelle,  era infermiera in una casa di due persone anziane inferme.  Per Nicole era il primo anno di università,  alla facoltà di architettura,  Isabelle invece frequentava il penultimo anno di liceo scientifico.  Non avevano parenti:  i genitori morti in un incidente quando loro avevano la tenera età di sei e otto anni,  sono state cresciute in un orfanatrofio,  poi da qualche anno ripresero a vivere nell’appartamento dei genitori.  Ed ora le loro vite sono molto impegnate,  ma felici.

26/06/2026

I giorni scorrevano in fretta,  maggio se ne stava andando e con lui i più bei giorni dell’anno.  Isabelle e Nicole erano avanti con i loro studi,  avevano anche il tempo per i loro hobby;  Nicole disegnava bellissime case e castelli,  Isabelle riusciva a mettere insieme fragranze profumate come se avesse sempre fatto quel mestiere. Passò un mese circa da quella sera che Nicole conobbe Patrick  e così decisero di andare ancora in quel ritrovo per passare una serata in compagnia.  Arrivate davanti al locale,  Nicole si accorse che Patrick le stava venendo incontro,  entrarono tutti insieme a si sedettero a un tavolo di fronte all’entrata.  La musica continuava a suonare,  bellissme canzoni di tutto il mondo,  musiche da film, e musiche d’amore.  Qualcuno si avvicinò a Isabelle chiedendole di ballare, ma lei gentilmente gli rispose più tardi grazie! Poi fu la volta di Nicole e Patrick  ballarono quasi tutta la sera senza mai dire una parola,  né uno né l’altra,  poi quando si risedettero al tavolo lui gli chiese perché in queste tre settimane passate,  loro non vennero qui e le chiese se  fossero andate da un’altra parte.  Ma Nicole disse la verità:  che lo studio non ha permesso loro di abbandonare i libri perché una di loro doveva sostenere gli esami.  Patrick disse che rimase lì da sua zia solo per lei,  a che non se ne sarebbe andato senza prima averle parlato.  Nicole arrossì ma ne fu lieta.  Isabelle si alzò per andare alla toilette,  e nel tornare vide andarle incontro quel giovane di un mese fa.  Lei arrossì,  e poi si misero a parlare mentre ballavano.  Lui si chiamava Hervée era figlio di un principe indiano,  ma non glielo disse subito,  per non mentirle glielo disse prima di lasciarsi e si fece promettere che si sarebbero ritrovati il sabato prossimo.  Isabelle non le promise nulla perché teneva molto ai suoi studi e a quelli di sua sorella.

La settimana passò in fretta,  arrivò il sabato sera ma loro quella sera non uscirono,  forse per paura di legarsi troppo,  non se lo potevano permettere,  prima dovevano portare a termine i loro obiettivi.  La domenica mattina si sentì suonare il campanello del loro appartamento,  era la portinaia, che avvisava Nicole che nell’atrio c’era un giovane che chiedeva di lei.  Nicole,  si fece una doccia rapida e si vestì,  poi scese le scale in un battibaleno e insieme a Patrick uscirono per una passeggiata;  la signora portinaia si recò subito ad avvisare Isabelle.  Era quasi mezzogiorno e Isabelle era in pensiero per la sorella,  ma mentre aspettava preparò il pranzo per tre;  ce la mise tutta per far sì che riuscisse una cosa gradevole e anche per essere ospitale al ragazzo di sua sorella. Dopo aver apparecchiato bene la tavola per tre,  Isabelle scese le scale e li aspettò in portineria.  Infatti solo dopo pochi minuti si videro entrare;  si stavano salutando quando Isabelle invitò Patrick a pranzo con lo stupore di Nicole.  Il ragazzo accettò e insieme passarono una bellissima giornata.  Poi nel pomeriggio Nicole e Patrick uscirono di nuovo per parlare di loro due;  restarono insieme fino a sera.  Patrick  non avrebbe più voluto andarsene da Parigi,  ma l’indomani dovette telefonare al nonno per raccontargli tutto, lui sempre acido com’era di solito,  non s’intenerì e ordinò a suo nipote di ritornare a casa immediatamente o sarebbe stato licenziato.  Allora Patrick volle confessarsi con sua nonna che al contrarfio del nonno gli disse di restare il tempo che occorreva che ci avrebbe pensato lei.  Patrick lavorava nello studio notarile del nonno,  ma non andavano d’accordo;  restò ancora per un mese intero,  e una volta appianate le cose con Nicole,  lui ritornò a casa.  Patrick e Nicole erano innamorati come non si vedevano da molto tempo;  erano fatti l’uno per l’altra!  Loro due si sentivano spesso,  Nicole riceveva le telefonate in portineria,  d’accordo con la signora.  Passò altro tempo e Hervée  era disperato perché non sapeva niente di Isabelle,  ma un sabato sera quando venne Patrick,  allora andarono tutti e tre insieme a ballare,  e lì ritrovò ancora Hervée e pur essendo molto giovane Isabelle cercò di non mandarlo via,  anche perché per lui sentiva una cosa che le faceva battere molto forte il cuore.  Lui non se ne sarebbe tornato in India se non alla fine dell’anno scolastico,  e lei gli disse che se voleva aspettarla non avrebbe avuto occhi che per lui.  Intanto tutti i sabato sera si trovavano a ballare,  poi chiaccheravano molto,  parlando del loro futuro,  ma lei aveva paura per la situazione di lui;  non era una famiglia tanto semplice!  Durante le vacanze Isabelle sarebbe andata con lui a conoscere la famiglia.  Si fece coraggio e accettò.  Hervée aveva dei genitori d’oro,  buoni,  comprensivi e generosi.  La sua dimora era un castello in mezzo al deserto,  ma erano altrettanto civili e rispettosi.  La madre sembrava avesse l’età di Nicole,  ma in realtà ne aveva compiuti cinquanta, le cose andarono benissimo!  Lui chiese ai suoi genitori se  erano contenti della scelta che  stava per fare,  loro,  si vedeva che non erano contrari, tant’è vero che la mamma di lui lo chiamò per dargli un anello di famiglia,  che sarebbe andato alla sua futura moglie.  Contenti tutti il giorno seguente ritornarono a Parigi,  dove ancora frastornata Isabelle raccontò l’accaduto a Nicole.  Nicole si mise a piangere,  per l’emozione e si congratulò con entrambi,  si raccomandò pèrché la sua sorellina era molto giovane.  Tutto sembrava procedere nel migliore dei modi:  i ragazzi si amavano da morire,  e per ora non si sarebbero lasciati mai! L’estate a Parigi era molto bollente,  tutti lasciavano la città per andare al mare o in montagna,  e venne anche il loro momento che sarebbero partiti insieme tutti e quattro per una località marina per passare almeno due settimane. Scelsero S. Juan les pins, una località marina molto suggestiva,  elegante,  meravigliosa.  Lì i quattro ragazzi vi soggiornarono per quindici giorni,  si divertirono moltissimo e ritornarono innamorati più che mai.  Rientrati a Parigi,  Patrick dovette lasciare la capitale per andare dalla sua famiglia che erano i nonni;  era vero,  la nonna riuscì ad aggiustare tutto,  i rapporti con il nonno erano migliorati,  sembrava rinato,  tant’è vero che voleva conoscere Nicole,  ma anche questo avverrà  più tardi,  le ragazze erano molto impegnate con lo studio.  Isabelle doveva scegliere quale facoltà le sarebbe piaciuta per incominciare la sua vera strada;  lei era nata per fare chimica e per comporre profumi e cosmetici.  Nicole doveva finire la sua strada che aveva intrapreso e d era architettura.  Ancora un po’ d’impegno e avrebbero finito i loro sacrifici dello studio. Isabelle una volta laureata poteva essere assunta in un’azienda chimica farmaceutica oppure in un’azienda di stilisti famosi per produrre i profumi più ammirati del pianeta.  I quattro ragazzi erano veramente felici,  e avevano già un piano da rispettare:  quello del matrimonio;  non appena si sarebbero laureati.

27/03/2026

Passarono i giorni,  i mesi e anche gli anni,  Le ragazze si laurearono,  e dopo poco tempo trovarono anche il lavoro;  un lavoro stabile e ben pagato.  Isabelle e Nicole aspettavano le lauree dei loro fidanzati,  perché prima non avrebbero voluto sposarsi.  Tutto procedeva bene tra i quattro,  le ragazze incominciavano a mettere da parte i soldi per vivere la  vita con il loro amore,  nel frattempo  si divertivano molto: uscivano insieme a ballare,  a fare lunghe passeggiate e anche i ragazzi non vedevano l’ora di finire gli studi.  Un giorno arrivò una triste notizia per Patrick,  la sua  amata zia lo aveva lasciato e così lì a Parigi aveva solo Nicole e gli altri due ragazzi.  Passarono alcuni mesi e Patrick fu chiamato dal notaio, la zia gli aveva lasciato un patrimonio in denaro;  una cifra esorbitante.  Ma lui un grande sentimentale,  non ne fu tropp0 felice per la notizia,  e si recava ogni giorno al cimitero per adorare la zia.  Anche in Finlandia Patrick non aveva più nessuno:  il nonno e l’amata nonna se ne erano andati e così lui dovette vendere tutto per restare più vicino a Nicole.  Venne anche il gorno della sua laurea,  una laurea ben meritata e sudata;  che fu festeggiata da tutti loro  con una cena al lume di candela,  offerta da Patrick.  Anche se a Hervée gli mancavano due anni dalla laurea,  lui voleva che Isabelle lo sposasse,  a tutti i costi,  che per sostenere la famiglia non avrebbe avuto bisogno dei soldi del suo lavoro,  perché aveva già un’eredità molto consistente.  Ma Isabelle non disse subito sì,  volle rifletterci ancora.

Un giorno,  Hervée chiese ai ragazzi se volevano conoscere la sua terra,  e i suoi parenti,  così aspettarono le vacanze delle ragazze per esaudire il suo sogno.  A nessuno di loro importava del titolo reale di Hervée,  per loro era solo un caro ragazzo come tanti.  Un sabato partirono tutti per L’India,  esattamente per Jodhpur,  un viaggio molto faticoso e stancante,  nonostante Hervée avesse tutti i servizi che desiderava,  ma la località era quasi irraggiungibile.  Arrivati a destinazione i ragazzi rimasero stupiti guardando il castello era come nelle favole,  ma non era una favola.  Gli abiti che indossavano tutti lì al castello erano meravigliosi:  broccati,  in oro e argento,  perle, e pietre preziose.  Hervée volle che Isabelle e i suoi amici provassero a fare una gita in cammello,  per esplorare il deserto,  e che loro stessi (I cammelli )avrebbero ritrovato la strada verso il ritorno.  Fu un’avventura meravigliosa,  una favola d’altri tempi.  Poi tutto il soggiorno lì da loro è stato una cosa irrepetibile:  di gran lusso e confort.  A malincuore venne il giorno della partenza,  Si salutarono e si abbracciarono tutti e poi si incamminarono verso la città per prendere l’aereo.  Arrivarono a Parigi dop ben10 ore di viaggio,  esausti ma felici. A Nicole la madre di Hervée aveva regalato una spilla di rubini da indossare per il matrimonio di sua sorella e suo figlio.  Le ragazze ripresero a lavorare,  ma non smisero di fare i loro progetti,  entro l’estate dell’anno successivo si sarebbero sposati tutti e quattro,  insieme.  A Patrick fece da testimone un suo amico di università,  ma per accompagnarlo all’altare aveva  chiesto alla madre del suo amico.  Le ragazze invece furono accompagnate all’altare dal marito della portinaia,  ormai erano come di famiglia.  Mentre Hervée vennero i suoi genitori ;  quello fu un giorno memorabile anche per La grande Parigi.    Le ragazze avevano organizzato tutto nei minimi particolari per non deludere nessuno.  Isabelle scelse un locale non troppo costoso ma discreto dove facevano la cucina italiana e francese,  fatta bene:  gli chef erano italiani.  Il locale era addobbato a festa con tanti fiori,  ma niente cose pacchiane o provinciali.  Anche la chiesa era meravigliosa.  Insomma il tutto restò nella memoria di chi ha potuto vedere con i propri occhi quella cerimonia.  Isabelle e Nicole avevano comprato casa  a due piani,  e arredata con grande buongusto;  degna di chi ha sudato per guadagnarsela.  Il tutto sembrava proprio una favola.  I quattro ragazzi salutarono i parenti e amici poi si prepararono per il viaggio di nozze,  in Italia sul lago di Como.  Nel frattempo i genitori di Hervée restarono nell’abitazione dei due ragazzi,  per tutto il tempo del viaggio di nozze.  E anche questo tempo passò in fretta,  Hervée e Isabelle accompagnarono i genitori all’aeroporto e si lasciarono  con le lacrimucce della madre di lui;  ma felici di avere visto il loro figlio felice come non lo avevano mai visto prima.  Passarono gli anni e Nicole ebbe una bellissima bambina,  mentre Isabelle un maschietto,  ora che sono passati molti anni Hervée e Isabelle sono diventati nonni di una bella bimba,  mentre Nicole non ancora,  ma questi quattro si amano ancora come fosse la prima volta. La ricetta?  La ricetta della felicità è sempre stata quella di incontrare e sposare la persona giusta.  Loro sono più felici di prima;  più passa il tempo e meglio è la loro gioia.

Quindi amici miei,  non perdete tempo con persone che vi fanno sentire  infelici,  ma cercate la persona giusta,  perché là fuori c’è,  esiste!

Elena  Avrei potuto ricavarne un libro di duecento pagine,  ma ho preferito ricavarne solo un riassunto per mostrarvi che la felicità sta ovunque,  bisogna solo trovarla altrimenti non ne vale proprio la pena!

L’amore non è sofferenza ma è gioia perenne!