LETTERATURA ANTICA E MODERNA SEI

30/04/2026

01/’5/2026

 

Marco  Ci parli della “Rabbia del Sud ”  Di Egidio Sterpa?  Un libro dell’inizio anni settanta.  Grazie.

La rabbia del Sud è un lungo viaggio alla ricerca dell’altra Italia,  di quel Sud ancora diseredato e sfruttato,  considerato terra di conquista.

È un viaggio attraverso le contraddizioni e gli squilibri meridionali,  segni di una realtà particolare in cui esistono isole industrializzate e sacche di miseria e sottosviluppo;   in cui la crescita tumultuosa e sproporzionata e il tentativo di mutare le condizioni di arretratezza economica si scontrano con strutture urbane,  sanitarie,  burocratiche fatiscenti e inadeguate.  Tutte queste contraddizioni creano un senso di frustrazione,  delusione emerginazione e rabbia,  che ha le sue radici in mali secolari,  aumenta di fronte a nuove ingiustizie tramuntandosi in aperta protesta contro lo stato e le sue istituzioni.  Egidio Sterpa individua anche le cause del sottosviluppo meridionale:  l’emigrazione causa ed effetto insieme;  la mancanza di una nuova ed autentica cultura nel Sud,  l’assenza di ceti imprenditoriali preparati e coscienti del loro compito sociale;  le cattive aministrazioni; Le mafie,  il banditismo.  L’interrogativo che sembra percorrere tutto il libro è se sia possibile ancora la presenza di due Italie:  una prospera,  civile,  colta;  un’altra depressa,  arretrata economicamente degradata.  Coloro che per lungo tempo hanno creduto complementari le due Italie e che cioè sono stati convinti che il Sud sottosviluppato fosse un serbatoio di braccia di lavoro ed un mercato facile per il Nord industrializzato,  vengono ora smentiti dalla realtà.  Ora le contraddizioni latenti fino all’inizio del secondo dopoguerra sono esplose e si è visto che è stato eccessivo  lo sviluppo industriale del Nord con città troppo affollate dagli emigranti,  e che il Sud troppo a lungo trascurato e sfruttato ha espresso la sua rabbia in vere rivolte popolari.  Ancora una volta,  il libro che era un grido di allarme del Sud e per il Sud troppo provato,  troppo abbandonato e soprattutto malgovernato a livello locale e a livello centrale.

E.  Lasagna

06/05/2026

Marco  Ho appena finito il libro di Giuseppe Tommasi di Lampedusa in “Il principe Fabrizio ” dal  Gattopardo.  Ci dai la tua spiegazione?  Grazie!

 

Elena  Io l’ho letto tanto tempo fa,  Il Gattopardo è un romanzo storico, il romanzo della storia e della vita siciliana e italiana,  dal 1860 al 1883,  vista attraverso gli occhi del protagonista,  con disillusa ma umana comprensione.  L’azione del romanzo ha inizio nel 1860,  quando Garibaldi sbarca a Marsala.  Il principe Fabrizio Salina,  Il Gattopardo è un gentiluomo ormai cinquantenne,  alto,  vigoroso,  bellissimo,  con un che di nume greco;  viveva in una villa a Palermo con la sua famiglia,  una moglie cara e bigotta che gli aveva dato molti figli:  tre figlie,  due di mente ristretta,  e una sola,  Concetta,  sensibile e intelligente,  sebbene chiusa in un orgoglio tradizionalmente principesco,  e due maschi,  un terzo il più ardito.  Essendo andato a cercar fortuna di traffici in Inghilterra,  fedelissimo alle consuetudini della loro casa con anima rituale.  Persuaso che questa famiglia fosse ormai del passato,  incapace di salvare le sue terre e il suo prestigio nel nuovo regno, assecondava e aiutava il suo dilettissimo nipote e pupillo,  Tancredi Falconeri, corso ad arruolarsi fra i Mille,  con la coscienza di acquistare in tal modo la nuova cittadinanza per sé e per i suoi congiunti,  i Salina.  Con l’aiuto del Gattopardo,  Tancredi sposa la bellissima Angelica,  figlia di Don Calogero Sedara che,  salito dal basso con usuraia furbizia,  aveva accumulato una fortuna veramente principesca,  che darà nuovo lustro ai Falconeri.  Prima del matrimonio,  a Palermo,  nella casa dei principi Pantaleoni,  si svolge un grande ballo,  a cui partecipano siciliani di antica e nuova nobiltà e ricchezza insieme con invitati lombardi e piemontesi:  è questa la nuova società che il principe Fabrizio aveva previsto e che voleva.

E.  Lasagna

N. B.  Principe o non principe,  altroché gattopardo!  Quelle famiglie,  a mio avviso erano due famiglie di stolti,  io penso che i veri principi sono quelli che nella vita si comportano da gentiluomini  non abusando della debolezza altrui per fare denaro.  Quella per me era una società con tanto marcio dentro,  incominciando dai genitori e poi saranno stati sicuramente così anche i figli e forse anche i figli dei figli!  Loro sono morti senza sapere cosa significhi essere ricchi davvero e essere grandi uomini!

11/05/2026

 

Il caso di J. Robert  Oppenheimer

 

Julius Robert Oppenheimer,  fisico nucleare che aveva diretto il centro di ricerche di Los Alamos dove era stata realizzata la bomba atomica fatta esplodere nell’agosto del 1945 sulle città giapponesi di  Hiroshima e Nagasaki,  pochi anni dopo nel 1954,  si trovò a dover rispondere a una commissione d’inchiesta sotto l’accusa di essersi opposto alla realizzazione  della bomba H detta anche all’idrogeno e di avere così favorito la rincorsa della Russia nella gara degli armamenti nucleari.  Il processo si svolse in un momento in cui l’opinione pubblica americana era fortemente turbata perché,  con lo scoppio della bomba H sovietica nel 1953 appena un anno dopo lo scoppio della bomba H americana,  si era capito che gli Stati Uniti avevano perduto il monopolio delle armi nuceari e quindi la supremazia bellica sul resto del mondo.  Openheimer,  adducendo difficoltà tecniche,  si era opposto alla realizzazione della bomba H,  ma in verità i motivi erano ben diversi:  egli,  come tanti altri,  era rimasto profondamente turbato dagli effetti devastanti e feroci delle due bombe sganciate sul Giappone,  mentre sapeva che quelle avevano una potenza insignificante rispetto a quella inimmaginabile della bomba H.  Ma i motivi umanitari di Openheimer non furono compresi,  e da questo all’accusa di simpatia per i sovietici e di tradimento,  il passo fu breve.  Al processo svoltosi dal 12 aprile al 14 maggio 1954,  venne condannato, ma nel 1063 il presidente Kennedy annullò di fatto la condanna conferendogli il “premio Fermi”.

13/05/2026

CUBA

PARLIAMONE

Dagli inizi del secolo,  la risorsa principale dell’isola di Cuba,  quella dello zucchero,  era stata gestita dall’economia statunitense.  A livello politico,  gli USA appoggiarono dal 1952 la crudele dittatura di Fulgencio Batista. Dal 1956 si svilppò nel Paese un movimento di guerriglia popolare in cui assunsero un ruolo di guida Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara.  La guerriglia si estese rapidamente dalla campagna alle città e fu appoggiata dalla popolazione cubana,  che vedeva in questo movimento la via per la riscossa nazionale della condizione coloniale in cui gli Stati Uniti tenevano Cuba.  Nel 1959 Castro andato al potere,  espropriò le società americane che possedevano le piantagioni di canna da zucchero e gli impianti di raffineria,  e cominciò a varare riforme democratiche.  I ceti possidenti passarono all’opposizione,  mentre il governo statunitense si irrigidì,  isolando economicamente l’isola.  A questo punto il regime di Castro andò accentuando i suoi caratteri di rivoluzione socialista nazionalizzando gli zuccherifici statunitensi e avvicinandosi all’URSS e alla Cina popolare.  La popolazione cubana rispose agli appelli di Castro e una partecipazione collettiva alla costituzione di un sistema socialista.  Questo entusiasmo popolare fece fallire il tentativo d’invasione dell’isola compiuto nel 1961 alla Baia dei Porci da un gruppo di esuli cubani anticastro appoggiati dal governo statunitense (Amministrazione Kennedy).  Gli Stati uniti preoccupati non tanto di aver perso Cuba quanto del contagio che la rivoluzione cubana potesse portare ai paesi limitrofi come del resto stava avvenendo,  si adoperarono a soffocare la guerriglia scoppiata in Argentina,  in Uruguay,  Bolivia,  tentando così almeno di isolare la potenza  di Castro. Nell’ottobre del 1962 le vicende cubane furono al centro dell’attenzione mondiale.  La richiesta fatta da Castro all’URSS,  di installare nell’isola potenti basi missilistiche sovietiche,  provocò l’instaurazione di un blocco navale statunitense a Cuba.  La situazione internazionale sembrò precipitare e si temette lo scoppio di un altro nuovo conflitto mondiale.  Kennedy e Cruscev riuscirono tuttavia a trovare un’intesa.  Al ritiro delle installazioni sovietiche da Cuba,  corrispose all’impegno americano di rinunciare ad attaccare o a fare attaccare l’isola per abbattere il governo di Castro.  Continuava ad operare in Sudamerica la guerriglia di ispirazione castrista.  Che Guevara vennne assassinato nel 1967 in Bolivia dove conduceva azioni di guerriglia.  Strumento della politica statunitense in America Latina,  fu in questo periodo la cosiddetta ” Alleanza per il progresso”,  un programma di aiuti ai governi reazionari dei paesi Latino-Americani in funzione controrivoluzionari promosaa da Kennedy.

Oggi L’isola di Cuba è sotto la dittatura dell’esercito che si è arricchito notevolmente  con i beni del popolo;  mentre la gente vive una situazione di stenti e grande povertà addirittura disumana!

Elena  Lasagna

DIALOGANDO CON VOI LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE

29/04/2026

IL MIO CANTO PER TE

Tu sei la poesia che cantano i poeti.

Fonte di sapienza,  di saggezza,  ma nessuno

ascolta le tue grida silenziose. La Sua apparizione:

la fonte che purifica l’acqua torbida,  tu sei il cammino

degli innocenti,  la sorgente dove pulsa il genio

sei la musica che scrivo,  sei il dipinto che riesce

sopra i muri ,  sei il ritratto dell’amore vero.

Tu mi fai brillare ma la tua luce non la vede nessuno

la mente  assorbe un altro linguaggio,  tu ascolti

le grida silenziose di tutti quelli che soffrono

e che nessuno li ascolta!  Solo tu vedi le

mie mani che piangono in preghiera

anche da lontano. Grandezza infinita

come si può  non amarTi!

 

E. Lasagna 29/04/2026

30/04/2026

 

Annalisa  Mentre sei fuori  scrivo per te.  Ciao magica!  Come ti vengono le poesie d’am0re? Da cosa sei ispirata? A chi le dedichi?

Elena  Le dedico a nessuno e a tutti quelli che danno anima e cuore per i bisognosi,  sia ai dottori della medicina e ai dottori della Chiesa. E poi mi ispiro al Cielo,  al Creato ecc. e alle persone che mi amano.

01/05/2026

Annalisa   Ti innamoreresti mai di un dongiovanni? Grazie!

Elena  Assolutamente no!  Io quelli li prendo per i fondelli e basta!

Annalisa  prenderesti per i fondelli anche chi ti ama davvero;  una persona bella,  giovane e ricca dentro?

Elena  Perché dovrei?  So a chi ti riferisci!  No,  lo sai,  io non ne sarei capace.

04/05/2026

Piter   Stai tranquilla,  adesso ci sono io.  La libertà di stampa non deve essere una priorità per pochi,  ma è per tutti. Quindi non lasciare nelle mani di chiunque il tuo sito! Tu non devi dimostrare nulla a nessuno,  ma scrivi perché qualcuno di lassù ti ha dato questo dono:  il dono della sapienza e della giustizia!

04/05/2026

Annalisa  So che non dovrei più chiedertelo,  ma ti sembra giusto che nel caso di Garlasco stiano accusando un innocente perché il vero assassino oltre che salvare la faccia vuole essere anche risarcito?   Ma che giustizia abbiamo qua?

Elena  No,  non è giusto che un innocente debba subire queste angherie perché ci sono avvocati senza alcun senso della giustizia!  Spero solo che questo caso non vada a finire come quello del delitto di Perugia e altri ancora o ci fa pensare per l’ennesima volta che anche in Italia non ci sia giustizia vera.

05/05/2026

Annalisa  Non ti ho ancora chiesto niente per sabato e domenica e ti vorrei ringraziare per venerdì primo maggio;  sei una grande cuoca!  Grazie!

Elena  Per venerdì mi hai ringraziato mille volte;  in quanto a sabato e domenica scorsi mi sono divertita un mondo! Andare a cavallo  mi diverte ancora di più che in elicottero.  Ma ho avuto anche il tempo di ascoltare la S. Messa,  contenta?

Annalisa,  certo,  te lo meriti!

06/05/2026

 

Patty   Ieri pomeriggio ho suonato ma non sono stata aperta da nessuno;  come mai?

Elena  Io e Mariangela siamo andate a correre sulle rive del Po. Perché non hai lasciato un biglietto?  Ti avrei richiamato. Ci siamo divertite molto.

Patty Per me correre è ancora presto;  non ci sarei riuscita.

Elena  Lo so,  è per quello che non ti abbiamo chiamato.  Spero che presto tu riesca a fare tutto ciò che desideri come prima;  sei una persona così di cuore che mi dispiace molto,  ma vedrai che anche questo passerà presto.

………………………………………………………………………………………………

 

06/05/2026

GRAZIE PER IL TUO AMORE

 

Sei l’orgoglio che mostra,  che significa,

che insegna e che trasporta;  un insieme di

atmosfere complicate e profonde,  che

spalancano le porte a corsi d’acqua limpida

senza fine.  Sei il fuoco per il gelo,  sei

la luce per chi vive,  l’ascolto e la pace per

chi si dispera.  Brivido forte sei amore

e non morte,  sorridimi in sogno,

sorridimi ancora, sei luce e respiro

dove vivono i fiori, dalla tua fonte il tuo

profumo  inebria l’aria d’estate. Apro le

mie braccia al tuo volo dorato e profondo

Che mi dice:  non stai sognando,  io vivo per te!

E,  Lasagna 06/05/2026

08/05/2026

Annalisa   Le tue poesie sono bellissime!

Mi prometti che a scacchi non mi lascerai vincere?

Elena  Certo che no!  Non lo farei mai! Comunque stai migliorando.

Annalisa  Sai,  ho provato ad essere costante nella preghiera, ma io non riesco ad acquisire la fede. Come fai tu a credere ancora nonostante tu abbia ricevuto cose sgradevoli da chi avrebbe dovuto trattarti con più educazione?  Sto parlando di quel sacerdote che ti ha detto che hai il peccato negli occhi!  Quando invece sei così limpida!

Elena  Io lo compatisco,  non sono tutte così le persone di chiesa.  E poi,  ti ho detto che io credo nel cielo,  e tu  sai bene il perché!

Annalisa  Infatti io sto parlando della fede nella chiesa,  non in Dio e nel cielo!

Elena  Io non posso dirti di andare in chiesa se non hai fiducia il loro!  Ti assicuro che ci sono operatori della chiesa assolutamente sinceri ed onesti,  si mettono a disposizione di quelli che hanno bisogno e non odiano i ricchi.

Annalisa  io invece ho  stima dei medici come Piter e Michele.  Per me quelli sono come Dio.

08/05/2026

Annalisa  Ti piacerebbe se venissi con te domani?

Elena  Io sarei contenta,  ma domani sono già d’accordo con Linda e Robert che questa settimana non posso andare:  ho promesso a una signora che andrò là da lei a pranzo, mi viene sempre a trovare perché è sola,  è tanto che mi chiede se qualche domenica vado là da lei,  io rimandavo sempre,  non voglio essere ingrata anche perché mi porta sempre de doni con tanta premura,  ed io non vorrei.  Puoi venire qui domenica nel pomeriggio sul tardi  io ci sarò.

Annalisa   Va bene.  A domenica lì.

09/05/2026

Annalisa  Scusa ma non ho resistito a non chiamarti,  Perché Linda mi ha detto che Hai rifiutato le poesie di Michele. Scusami amica mia se ti dico che la tua è una follia!  Lui così pulito,  bello, intelligente e innamorato di te da una vita e tu lo rifiuti? Ma cosa vuol dire è l’amico più caro di mio figlio!  Se insisto così è solo per il tuo bene!  Vuoi continuare con questa vita?  Guarda che al mondo si viene una volta soltanto.

Elena  Ho scritto quello che mi hai detto perché così anche lui capirà che quello che ho detto,  è quello che pensavo prima e quello che penso adesso. Posso ringraziarvi tutti quanti ma ora la penso così.  Ciao Annalisa a domani pomeriggio.

11/05/2026

Elena  Trascrivo il messaggio di Linda e Robert:  Questo fine settimana ci sei mancata tanto,  perfino il tuo cavallo Vita ti cercava,  se avessi visto,  in questi due giorni sembrava un cristiano smarrito.  Ti aspettiamo presto,  mi raccomando!  Ciao e tanti abbracci!

12/05/2026

Elena   Carissima Annalisa,  non ti affannare a darmi i tuoi consigli del cuore,  forse tu non sai che  cosa sia la felicità!  Per me la felicità è sinonimo di libertà;  poter andare e tornare da Piter e dai miei amici come e quando voglio,  e lo vogliono anche loro. Timorata di Dio si ma amo l’amore incondizionato.

 

AMORE  INCONDIZIONATO

Per Te ricorrerò alla preghiera e

romperò ogni patto con la ragione

Ho spalancato le persiane del mio cuore

a Dio.  Tu mi hai ritratto,  dipinto

e scolpito.  Sai ascoltarmi e cogli l’immagine

riflessa che non si offusca mai.  Soffri e

dilaghi ciò che hai dentro il cuore colmo

d’amore.  Amore che lampeggia,  amore

che dispera,  travolge la forza della verità.

Il mito di questo amore è desiderio di vivere

nella realtà;  di prendere quella scossa che non

può più rinunciare a ciò che è completo per la

sua anima.  Senza l’altra metà dell’anima

sei spento!  Non è una carica d’orgoglio,

tu mi chiami,  mi gridi e mi sospiri

sei un’inesauribile sorgente di amore puro

che si chiama “Amore incondizionato!”

 

E.  Lasagna 12/05/2026

13/05/2026

 

Annalisa    Toglimi una curiosità:  quando hai visitato i santuari mariani,  prima o dopo le apparizioni?  Grazie.

Elena  È stato dopo,  per prima cosa sono andata a Lourdes,  in un secondo tempo a Roma, perché l’ha c’ero già stata… poi poco dopo a Fatima,  ultimo a Medjugorje;  è una cosa bellissima che non tradirò mai! Per me prima viene questo,  poi tutto l’amore che ho per le persone che mi amano e per il mondo.

Annalisa  So che sei una bella persona,  ma cosa hai fatto perché ti accadesse questo?

Elena   Proprio niente,  era l’ultimo dei miei pensieri,  non avrei mai immaginato che questo accadesse proprio a me.

Annalisa  Ma da dove è incominciato tutto questo?

Elena  È incominciato a Roma,  dalle suore spagnole,  poi la cosa si  ripete nel tempo;  ci sono cose che non posso dire,  anche perché si rischia di non essere creduti o di essere malvoluti come mi è già successo;  ma io non faccio fatica e tenermi tutto dentro. Questa cosa l’ho scritta e continuo a scriverla nel mio diario.

Annalisa  Senti mi scuso se ho insistito per Michele,  ora capisco la tua sensibilità,  la tua onestà.  Voi tutti siete fatti della stessa pasta meravigliosa e limpida.  Vi adoro tutti! In confronto a voi tutti,  quella persona là,  non vale il prezzo di una cicca!  Quanto odio anch’io la menzogna!

Elena  Sai  a me non importa se questa famiglia mi odia,  io porto rispetto a tutti,  e quelli che non riescono ad essere persone civili,  non saprei cosa dire,  nemmeno che cosa fare se non evitarli più che posso. Non voglio neanche sapere il perché,  non si può odiare qualcuno solo perché esiste.  Io non ho paura di niente e di nessuno. Tutto sommato sono fortunata ad avere delle amicizie così,  sembra proprio che ci sia la mano del Cielo.

 

 

 

PER I BAMBINI QUATTRO

24/04/2026

 

 

LA BELLEZZA DEL CREATO

 

La bellezza del creato che ammalia la terra è ancora capace di commuovere.  Tutti i narratori ne hanno parlato,  quanto vorrei che fosse una bellezza indistruttibile!  Purtroppo da sempre dobbiamo imparare a difenderla,  ad averne più cura.  Molti attentati sono stati compiuti per distruggere i paesaggi della nostra terra madre:  sono stati abbattuti alberi,  sono state inalzate orribili costruzioni che deturpano la visione della bellezza divina  rubando gli spazi verdi per gli schiamzzi felici dei bambini.  Il mare ha pietà dell’uomo che continua ad inquinarlo e non vede la bellezza che esprime!  Certe creature umane sono aperte solo al disperato bisogno senza peovare nulla di ciò che  esprime la natura !  Prati smaltati di fiori,  acque gioiose che riflettono l’azzurro del cielo;  i tappeti d’erba carezzati dall’alito gaio del vento! Il profumo immortale delle violette,  le querce verdi e secolari;  i pini dalla chioma ad ombrello tipicamente caratteristici della flora mediterranea e i cipressi eleganti e altezzosi che fanno da cornice ai monti e alle riviere Italiane,  come i grandi ulivi,  e le cascate del lago di Garda,  le cascate sulle montagne da nord a sud,  che nelle giornate di sole brillano come le stelle nella notte. Il senso misterioso e suggestivo  di tutto questo va cercato in un aspetto speciale,  infinitamente gioioso,  che ha la sua casa e la sua strada;  il filo invisibile che lega la terra al mare e al Cielo! Quanto ho sognato questo senso pittoresco ma reale!  Non importa come e non importa dove,  ma trovarla ci dona il senso della giovinezza perenne che accompagna i nostri anni più dolci. Osserviamola sempre.

E. Lasagna

 

07/05/2026

Ho una poesia di Giacomo Leopardi per i bambini da otto ai tredici anni circa.

 

ODI MELISSO   (Lo spavento notturno)

 

Odi,  Melisso:  io vo’

contarti un sogno di questa notte, che

mi torna a mente in riveder la luna.  Io

me ne stavo alla finestra che risponde

al prato, guardando in alto: ed ecco

all’improvviso distaccasi la luna: e mi

parea chw quanto nel cader s’approssimava,

tanto crescesse al guardo;  infin che venne

a dar di colpo in mezzo al prato;  ed era

grande quanto una secchia,  e di scintille vomitava

una nebbia,  che stridea sì forte come quando

un carbon vivo nell’acqua immergi e spegni.

Anzi a quel modo la luna,  come ho detto,

in mezzo al prato si spegneva annerando a

poco a poco,  e ne fumava l’erba intorno

intorno.  Allor mirando in ciel,  vidi rimaso

come un barlume,  o un’orma,  anzi una

nicchia ond’ella fosse svelta;  in cotal guisa,

ch’io n’agghiacciava;  e ancora non

m’assicuro.

Melisso

E ben hai che temer,  che agevol cosa

fora cader la luna in sul tuo campo.

 

Alceta

Chi sà? Non veggiam noi spesso di state

cader le stelle?

Melisso

Egli ci ha tante stelle,

che picciol danno è cader l’una o l’altra

di loro,  e mille rimaner,  Ma sola ha questa

luna in ciel,  che da nessuno cader fu vista

mai se non in sogno.

Spiegazione

 

Sembra che il poeta abbia voluto descrivere in questa poesia un sogno fatto da lui stesso.  È un dialogo tra due pastori:  Alceta e Melisso.   Alceta racconta di aver veduto in sogno la luna staccarsi dal cielo,  farsi sempre più grande e cadere infine in mezzo al prato e a poco a poco spegnersi,  come un tizzone acceso ed immerso nell’acqua,  mentre in cielo restava una specie di nicchia nel punto in cui si era distaccata.  Tale era stato lo spavento provato da Alceta che,  al solo ricordo,  egli si sentiva ancora agghiacciare dalla paura.  Ma Melisso bonariamente lo prende in giro e gli fa riflettere come il suo sia stato solo un sogno,  e che non potrà mai tramutarsi in realtà.

 

Questa poesia del Leopardi è tratta dai canti.  Ovviamente questo è solo un sogno,  la luna non cade mai.  Ma in cielo gli angeli possono arrivare sulla terra:  sono bianchi o dorati,  piccoli o enormi, ma non ci fanno del male,  anzi portano solo bene e forza,  ci regalano vitalità.

E. Lasagna

 

IL VANGELO SECONDO LUCA QUINTA PARTE

22/04/2926

 

Il quarto articolo l’ho terminato con Marta e Maria.  Adesso proseguirò con il capitolo 11.

La preghiera cristiana

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore,  insegnaci a pregare,  come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Ed egli disse loro: “Quando pregate dite:” Padre sia santificato il tuo nome,  venga il tuo regno;  dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,  e perdonaci i nostri peccati,  perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,  e non ci indurre in tentazione”.  Poi aggiunse:” Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico,  prestami tre pani,  perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall’interno gli risponde: Non m’importunare,  la porta è già chiusa e i bambini sono a letto con me,  non posso alzarmi per darteli;  vi dico che,  se anche non si alzerà a darglieli per amicizia,  si alzera a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.  Ebbene io vi dico:  Chiedete e vi sarà dato,  cercate e troverete,  bussate e vi sarà aperto.  Perché chi chiede ottiene,  chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.  Quale padre tra voi,  se il figlio gli chiede un pane,  gli darà una pietra?  O se gli chiede un pesce,  gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo,  gli darà uno scorpione? Se dunque voi,  che siete cattivi,  sapete dare cose buone ai vostri figli?  Quanto più il Padre vostro Celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”

24/04/2026

Il demonio muto

 

Gesù stava scacciando un demonio che era muto.  Uscito il demonio,  il muto cominciò a parlare e le folle riamasero meravigliate.  Ma alcuni dissero: “È in nome di Beelzebùl,  il capo dei demoni,  che egli scaccia i demoni.  Altri poi per metterlo alla prova,  gli domandavano un segno dal cielo.  Egli,  conoscendo i loro pensieri, disse:  Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra.  Ora,  se anche satana è diviso in se stesso,  come potrà stare in piedi il suo regno?  Voi dite io scaccio i demoni in nome di Beezebùl.  Ma se io scaccio i demoni in nome di Beezebùl,  i vostri discepoli in nome di chi li scacciano?  Perciò essi stessi saranno i vostri giudici.  Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio,  è dunque giunto a voi il regno di Dio.  Quando un uomo forte,  bene armato,  fa la guardia al suo palazzo,  tutti i suoi beni stanno al sicuro.  Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince,  gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.  Chi non è con me,  è contro di me; e chi non raccoglie con me,  disperde. Quando lo spirito immondo esce dall’uomo,  si aggira in luoghi aridi in cerca di riposo e,  non trovandone, dice:  Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto,  la trova spazzata e adorna.  Allora va,  prende con sé altri spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima”.

 

27/04/2026

BEATITUDINE

Mentre diceva questo,  una donna alzò la voce in mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”  Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”

IL SEGNO DI GIONA

Mentre le folle si accalcavano,  Gesù cominciò a dire:”Questa generazione è una generazione malvagia;  essa cerca un segno,  ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona.  Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive,  così aqnche il figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà;  perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone.  Ed ecco,  ben più di Salomone c’è qui.  Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno;  perché essi alla predicazione di Giona si convertirono.  Ed ecco ben più di Giona c’è qui.  Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio,  ma sopra il lucerniere,  perché quanti entrano vedano la luce.  La lucerna del tuo corpo è l’occhio.  Se il tuo occhio è sano anche il tuo corpo è tutto nella luce;  ma se è malato,  anche il tuo corpo è nelle tenebre.  Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra.  Se il tuo corpo è tutto luminoso,  senza avere alcuna parte nelle tenebre,  tutto sarà luminoso come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore”.

28/04/2026

GESÚ  E  I  FARISEI

 

Dopo che ebbe finito di parlare,  un fariseo lo invitò a pranzo.  Egli entrò e si mise a tavola.  Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.  Allora il Signore gli disse:  “Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto,  ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità.  Stolti!  Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno?  Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro,  ed ecco tutto per voi sarà mondo.  Ma guai a voi,  farisei,  che pagate la decima della menta,  della ruta e di ogni erbaggio,  e poi trasgredite la giustizia e l’amore di Dio.  Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre.  Guai a voi,  farisei,  che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze.  Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo”.  Uno dei dottori della legge intervenne:”  Maestro,  dicendo questo,  offendi anche noi”.  Egli rispose:” Guai anche a voi dottori della legge,  che caricate gli uomini di pesi insopportabili,  e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!  Guai a voi che costruite i sepolcri dei profeti e i vostri padri li hanno uccisi.  Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri:  essi li uccisero e voi costruite i loro sepolcri.  Per questo la sapienza di Dio ha detto:  Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno;  perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti,  versato fin dall’inizio del mondo,  dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria,  che fu ucciso tra l’altare e il Santuario.  Sì,  vi dico,  ne sarà chiesto conto a questa generazione.  Guai a voi dottori della legge che avete tolto la chiave della scienza.  Voi non siete entrati,  e a quelli che volevano entrare l’avete impedito”.  Quando fu uscito di là,  gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti,  tendendogli insidie,  per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

29/04/2026

IL LIEVITO DEI FARISEI

capitolo 12

Nel frattempo,  radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda,  Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: ” Guardatevi dal lievito dei farisei,  che è l’ipocrisia.  Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato,  né di segreto che non sarà conosciuto.  Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre,  sarà udito in piena luce: e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.  A voi miei amici,  dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla.  Vi mostrerò invece chi dovete temere:  Temete Colui che,  dopo aver ucciso,  ha il potere di gettare nella Geenna.  Sì,  ve lo dico,  temete Costui.  Cinque passeri non si vendono forse per due soldi?  Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.  Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.  Non temete,  voi valete più di molti passeri.  Inoltre vi dico:  Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,  anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;  ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.  Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo gli sarà perdonato,  ma chi bestemmierà lo Spirito Santo,  non gli sarà perdonato.  Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe,  ai magistrati e alle autorità,  non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire;  perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire”.

30/04/2026

 

IL RICCO STOLTO

Uno della folla gli disse: “Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità”. Ma egli rispose: “O uomo,  chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”.  E disse loro:  “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupudigia,  perché anche se uno è nell’abbondanza,  la sua vita non dipende dai suoi beni”.  Disse poi una parabola:  “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto.  Egli ragionava tra sè:  Che farò  poiché non ho dove riporre  i miei raccolti?  E disse: Farò così:  demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.  Poi dirò a me stesso: Anima mia,  hai a disposizione molti beni per molti anni;  riposati,  mangia, bevi e datti alla gioia.  Ma Dio gli disse:  Stolto,  questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita.  E quello che hai preparato di chi sarà?  Così è di chi accumula tesori per sé,  e non arricchisce davanti a Dio”.

04/05/2026

 

FIDUCIA NELLA PROVVIDENZA

Poi disse ai discepoli:” Per questo io vi dico:  Non datevi pensiero per la vostra vita,  di quello che mangerete;né per il vostro corpo, come lo vestirete.  La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito.  Guardate i corvi: non seminano e non mietono,  non hanno ripostiglio né granaio,  e Dioli nutre.  Quanto più degli uccelli voi valete!  Chi di voi,  per quanto si affanni,  può aggiungere un’ora sola alla sua vita?  Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa,  perché vi affannate del resto?  Guardate i gigli come crescono:  non filano,  non tessono,  eppure io vi dico che neanche Salomone,  con tuttala sua gloria,  vestiva come uno di loro.  Se dunque Dio veste così l’erba del campo,  che oggi c’è e domani si getta nel forno,  quanto più voi,  gente di poca fede? Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete,  e non state con l’animo in ansia:  di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.  Cercate piuttosto il segno di Dio e queste cose vi saranno date in aggiunta.  Non tenere piccolo gragge,  perché al padre vostro è piaciuto   il suo regno. Vendete ciò che avete e datelo in elemosina,  fatevi borse che non invecchiano,  un tesoro inesauribile nei cieli,  dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.  Perché dove è il vostro tesoro,  là sarà anche il vostro cuore.

 

 

 

 

DIALOGANDO CON VOI

22/04/2026

 

Marco di Patty  Zia, dici che mia madre guarirà perfettamente?

Elena  Certo che sì,  non ti ha mentito,  te lo assicuro io.  Poi vedrai,  quest’estate la porterò là da Linda e da Robert,  non le faremo toccare niente,  finché non si sarà ripresa completamente.  Ma adesso però con il lavoro deve andarci cauta;  mi raccomando Marco aiutala tanto.

Marco  Con i miei amici abbiamo parlato di “Cerchi nel grano”  Che cosa c’è di vero in tutto questo?  È solo una leggenda?  Grazie anche da parte loro.

 

Elena   I cerchi nel grano sono un’immensa scrittura leggibile solo dal Cielo.  Profezia gigantesca degli ultimi giorni?  Proiezione del Cielo sulla Terra?  Ricordo bene che nell’estate del 1995 a Longwood Warren apparve dal giorno alla notte,  uno dei più famosi disegni nel grano,  una straordinaria composizione grafica che mostrava l’esatta disposizione dei pianeti Mercurio,  Venere,  Terra  (pianeti interni) e del pianeta Marte rispetto al Sole. La precisa configurazione astronomica tratteggiata nel grano, appariva come una sorta di fotografia degli aspetti tra i pianeti,  in una disposizione che ciclicamente si ripresenta ogni sessantasette anni.  L’aspetto ancora più interessante era costituito dal fatto che,  essendosi i cerchi formatosi nello stesso anno in cui era comparsa la celebre cometa di Hale Bopp,  la disposizione dei cerchi raffigurava lo schema della posizione dei pianeti come se fossero stati visti da un ideale spettatore posto in sella alla cometa il primo gennaio del 2001.

Per quanto alcuni dei più conosciuti cerchi nel grano siano stati catalogati come indubbia opera di falsari,  il fenomeno non può essere semplicisticamente ridotto a uno scherzo ben organizzato.  Oltre al fatto che si tratta di apparizioni sempre più frequenti,  le figurazioni mostrano dei tratti sempre più complessi e caratteristiche come l’intreccio degli steli,  i segni di calore,  e le indubbie tracce di radioattività che non possono in alcun modo essere attribuite ad alcuna causa naturale a noi conosciuta.  Come se si trattasse di una vera e propria stagione dei cerchi.  È singolare anche il fatto che proprio all’inizio della primavera,  delle spighe di grano vengano piegate al suolo da ignote forze:  ogni anno queste strane opere d’arte riappaiono puntualmente  e costantemente nelle medesime località.  Va inoltre detto che la comparsa dei cerchi spesso si è dimostrata in stretta connessione con l’accadimento di eventi reali.  Stabilito che come nel caso di Lonwood Warren compaiono sulla terra delle configurazioni che raffigurano il verificarsi di fenomeni Celesti,  sarebbe lecito chiedersi quali siano le forze che,  interagendo fra loro,  fanno in modo che l’evento astrale si configuri con una sorta di calco proprio sulla Terra.  Ad oggi la questione aperta dei cerchi nel grano è stata completamente sottovalutata.  I cerchi nel grano sono sotto agli occhi di tutti ed è praticamente impossibile ignorare l’evidenza di un fenomeno del tutto oggettivo.

 

Daniela  Io non ho il Vangelo,  anche perché per i ragazzi sto facendo i salti mortali,  prima preferisco accontentare loro.  Vorrei chiederti se riprenderai a dettarci i Vangeli.  Grazie.

Elena   Sarà un piacere.  Però ne detterò un pezzo ogni tanto,  va bene?  Matteo l’ho finito,  poi c’è qualcosa di Giovanni,  ma avevo iniziato con il Vangelo secondo Luca,  ed è da lì che riprenderò,  anzi lo farò adesso in un articolo nuovo.  Ciao.

23/04/2026

Elena  Ritornando all’argomento “I cerchi nel grano” , degli studiosi britannici di fenomeni meteorologici,  George Terence Meaden,  presosi a cuore il problema dei cerchi nel grano, dopo lungo “lavoro di ricerca durato quasi dieci anni,  scrisse un libro:  “The Circles Effect and Its Mysteries.  In quelle pagine si mostrò del tutto convinto di avere trovato nell’ambito delle scienze naturali una risposta al problema:  lo straordinario fenomeno andava ricondotto a suo parere a dati di natura strettamente atmosferica,  vale a dire,  l’esistenza di un nuovo genere di turbine definito ” plasmavortex”,  un tipo di turbolenza in grado di produrre forme circolari dalle inedite fattezze.  Ma quando pareva si fosse trovata una plausibile risposta al fenomeno,  i cerchi nel grano apparsi successivamente all’uscita degli studi di Meaden presentavano una tipologia talmente complessa rispetto ai precedenti,  che l’elaborata teoria decadde immediatamente. Le teorie di Meaden non erano più sostenibili.  Perché nessuna forza naturale è in grado di organizzarsi in modo da dare forma a figure così complesse.  Perché dietro a questo mistero c’è un’intelligenza in grado di giudare le forze della natura elettromagnetica e cioè “Le forze del Cielo”. Ma che cosa ci vogliono dire le forze del Cielo con queste opere così complesse ma così significative? Forse perché dobbiamo mettercela tutta per la conservazione della terra e dell’essere umano?  O forse qualcuno ci vuole dimostrare quanto può essere potente “DIO”! E se non fosse per la disubbidienza di Eva e Adamo noi saremmo come Lui. Sì,  perché dopo questa disobbedienza i poteri che ci concesse Dio erano come i suoi,  ma avendo voluto l’ umano il libero arbitrio,  ci nascose questi poteri nel profondo della nostra anima,  in modo che se qualcuno di noi li avesse trovati allora sarebbe diventato come Dio. Ritrovare questi poteri bisognerebbe diventare proprio come Lui.

Marco  Tutto questo è magnifico,  affascinante come argomento.  Grazie Zia !

27/04/2026

Annalisa  Io darei vent’anni della mia vita per poter vivere là con tutti voi!  Chiedi al Cielo se si può fare!  Io credo che persone così non ne esistano più! Ti prego fammi ritornare là per l’ultima volta!  Grazie!

 

Elena  Perché  un ultima volta?  Hai paura di abituartici?  Dai non esagerare.

Annalisa  E chi esagera?  A me sembra di vivere in un altro pianeta,  fuori da questa terra!  Il dott.  Robert,  La dott. Linda Il dottor Peter e Il dottor Michele! Ma come fai a non accorgerti quanto sei per lui!

Elena  Sono così per tutti loro e loro sono tanto e ancora di più per me!

Annalisa  Posso domandarti che argomento avete sollevato ieri?  Grazie!

Elena  Ieri abbiamo parlato di molte cose,  ma tutti noi abbiamo empatia per quelle popolazioni dove esiste la dittatura! Prova ad immaginare la gente che non può esprimersi e non può neanche sognare,  ma devono accettare tutto quello che dicono loro,  sbagliato o giusto che sia!  Come si fa a vivere così?  Alcuni preferiscono la morte! Nessuno di noi vuole la guerra,  ma certi popoli come possiamo difenderli se i capi di governo non vogliono nessun dialogo?   Che sofferenza!

Annalisa  Anch’io se fossi nelle loro mani preferirei morire!

 

BASTA CON LA SOFFERENZA DELLE GUERRE

Passerà quest’angoscia?  Nemmeno alla terra che attende!

Il chiaro dell’alba respira il tuo sangue

dentro le città deserte.   Il dolore spacca

il cuore e la mente,  ma nessuno copre il

suo pianto;  anche le stelle hanno

vergogna di risplendere sulle rovine

dell’uomo stolto,  che ha provocato la morte

di tutto,  piano piano si allontanano nella

notte buia.  Una voce di bimbo che piange

sotto le rovine;  nel silenzio il rumore

delle bombe rimbombano dentro il suo cuore.

Nessuno lo sente,  ma un gruppo di angeli lo

fanno volare.  L’uomo ormai non sente

più niente,  alta è la sua paura e la

disperata speranza di un alba piena di sole.

Qualcuno si avvicina per dire la guerra è finita

ma il freddo del cuore continua perché nell’aria

si sente ancora odore di morte!  Perché mi hai

portato là quel mattino!

 

Elena Lasagna

 

Annalisa  Ti dico che sei la donna più onesta che abbia mai conosciuto!  Grazie per il S. Rosario,  va bene se vengo tutte le sere alle 19? Grazie!

 

Elena  Sì,  va benissimo,  puoi portare Patty,  e anche Francesca se vuoi.

Annalisa  Lasciami scrivere quello che penso di te!  Tu sei piena di ricchezza interiore e di  intelligenza,  sei buona,  ma allo stesso tempo sei forte sia fisicamente che psicologicamente,  sai perdonare,  affascinante,  saggia,  hai la capacità di giudicare con fermezza e ti sai prendere le tue responsabilità  tu non diventerai mai una debole; hai forza di volontà e determinazione,  non sai mentire,  bella dentro e bella fuori,  e poi sei tanto che non riesco nemmeno a trovare le parole giuste.  La tua bontà come dice la dottoressa Linda ci spaventa perché a volte il tuo buon cuore sa caricarsi di colpe che non ha,  ma sono di chi non ha il coraggio di ammettere i propri errori. Per questo hai subito molte ingiustizie!  Ma adesso dovresti solo fare un passo avanti e sarai felice.

 

Elena  O  mamma mia!  Quanti pregi che mi avete donato!  Mi sento arrossire.

28/04/2026

Francesca  Cosa ne pensi oggi dell’intelligenza atificiale?

 

Elena  Io non ho cambiato idea rispetto all’anno scorso. Ci sono stati molti licenziamenti in diversi settori a causa  della A.I.  Mi fa impressione,  vorrei che non esistesse. Si arriverà al punto che per certi giovani non ci sarà più lavoro.

Annalisa  Ho sentito che certa gente si fidanza con uomini e donne costruiti con l’intelligenza artificiale;  non fa per me!  Io il fidanzato lo voglio di carne ed ossa,  più carne che ossa.

Elena  A me farebbe una certa impressione avere una macchina come compagno,  mi sembrerebbe di avere un morto che cammina.

Annalisa  Certo che uomini come Piter,  Michele e il dott. Robert sono in estinzione!  No,  così non ne nasceranno più!  Che peccato!

Elena  Ma non è sicuro,  ci sono persone come noi che cresceranno i loro figli con dignità,  avranno dei valori e di conseguenza avranno anche la giusta educazione e l’intelligenza forte e onestà. Mentre invece ci sono genitori che indottrinano i loro figli a cercare di far fessi gli altri,  più fregano il prossimo e più sono “furbi “,  insegnano loro a rubare ecc. Purtroppo io ne conosco,  ma quelli un giorno non saranno capaci di fare nuente.

Annalisa  Hai ragione tu quando dicevi che il mondo si divide in due parti…

Elena  Meglio dire in tre!

IL PIANETA DEI SANTI

18/04/2026

 

IL PIANETA DEI SANTI

Mangiava lentamente e guardava dalla finestra socchiusa.  Place du Tertre cominciava a riempirsi di turisti era una serata splendida con quel tepore primaverile che invogliava a restare fuori,  passeggiare o seduti in compagnia a chiacchierare;  ai tavolini della piazza sedevano molte donne, di qualsiasi età,  coppie d’innamorati,  nonne con i nipotini.  Molti di loro consultavano le guide che descrivevano la piazzetta,  la più carateristica di Parigi e la più vivace specialmente in giornate come queste,  fino a tarda sera. Minerve bevve un bicchiere di vino e si alzò.  Si vestì con cura,  si trucco lievemente,  si guardò allo specchio se fosse tutto in ordine,  ma si sentiva stanca,  perché,  pensò,  dormiva quando gli altri vivevano al sole e lavorava quando gli altri dormivano. A lei piaceva lavorare in quella casa di cura,  ma era stata assunta per assistere i malati durante la notte.  Minerve scese le scale,  e dovette subirsi il solito interrogatorio della signora che abitava al piano terra, tutte le sere quando lei usciva immancabilmente quella signora era lì,  pronta per l’interrogatorio.  Minerve era una ragazza dolce educata e non le restava altro che risponderle garbatamente o uscire dalla finestra che dava sul retro del palazzo.  “Vedo che è in anticipo stasera,  come mai?  Va a trovare il ragazzo infortunato? “Sì,  sono già in ritardo signora,  buona sera”.  In piazza Pigalle Minerve  chiamò un tassì: “Alla Pitié”. “L’ospedale?” “Sì,  l’ospedale”. Come avrà passato la giornata il giovane sconosciuto?  Stava meglio? Aveva ripreso i sensi? E tutto quel sangue che gli usciva dal braccio,  lo avevano operato? Il tassì dopo poco più di venti minuti di corsa si fermò davanti all’ospedale.  Minerve scese,  entrò nell’ospedale.  Il portiere la fermò:  “Voi?” Minerve arrossì.  Questa mattina prestissimo ho accompagnato un giovane ferito,  vorrei sapere come…”. “Andate su terzo piano e domandate alla suora di servizio”.  “Grazie”.  Le scale erano ripide e strette,  al primo piano si fermò ansando;  ma poi si fece coraggio e raggiunse il terzo piano.  Un dottore la guardò con ammirazione perché aveva intuito che era la ragazza che ha soccorso lo sconosciuto.  “Chi cercate?” Le domandò con gentilezza.  “La suora di servizio”. “Su al quarto piano”. E continuò a salire.  Appena fu sul pianerottolo del quarto piano,  vide una porta a vetri, e sul vetro un’iscrizione:” Sala d’aspetto”.  Spinse la porta ed entrò.

20/04/2026

Nella saletta della sala d’apetto c’erano due persone:  una donna e un uomo,  la donna era elegantissima,  poteva avere una cinquantina d’anni;  l’uomo che sedeva vicino a lei aveva una folta barbetta,  non sembrava sprizzasse simpatia da nessuna parte.  Minerve si sedette di fronte alla signora e aspettò pazientemente. La signora le sorrise a disse:” avete qualche ammalato?”.  “Sì,  signora”. La signora sorrise di nuovo poi:  “Il vostro fidanzato?”  “No  signora,  uno sconosciuto”.  “Sì,  un giovane che questa mattina ho portato qui,  non so nemmeno il suo nome,  ma so soltanto che è stato ferito al braccio con un coltello. ” Ferito al braccio con un coltello? Mormorò la signora.  Sì,  mi pare di aver sentito una cosa del genere;  e la polizia,  l’avete avvisata?”.  “Non lo so signora,  sono ritornata adesso per seperne di più.  Ad un tratto entrò la suora di servizio e Minerve si alzò e le andò incontro per sapere qualcosa di quel giovane.  La suora le rispose che avevano suturato la ferita e poi dopo qualche minuto era sparito,  non c’era da nessuna parte.  Per Minerve si era fatto tardi e doveva andare al lavoro,  e disse alla suora che sarebbe tornata al mattino prima di rientrare a casa.  Mentre scendeva le scale Minerve incontrò il dottore e le chiese:  ” Allora signorina,  avete trovato il vostro malato?”No,   dottore tornerò domani mattina”.  Benissimo,  tornate tutte le mattine,  i malati vi saranno riconoscenti,  siete così graziosa!  Dove andate questa sera?  “Al lavoro”  Lavorate di notte?” “Soltanto di notte”.  Rise Minerve.  E scese di corsa le scale.  Quando Minerve arrivò alla clinica erano già le sette di sera,  quasi trenta minuti di ritardo.  Fortunatamente la signora che doveva staccare era in compagnia di un amico,  sembrava che si conoscessero bene.  Minerve si scusò per il contrattempo e poi riprese il suo lavoro d’ infermiera. La notte non è stata tutta una corsa, i ricoverati hanno riposato e Minerve non ha dovuto sgobbare come al solito.   e dopo aver misurato le pressioni e dato le medicine ai malati,  scattò l’ora della fine del suo turno.  La signora era pronta,  in anticipo per prendere il suo posto,  e così augurandosi l’un l’altra una buona giornata Minerve si portò con il tassì davanti all’ospedale.  Questa volta ebbe tutte le informazioni che desiderava;  del giovane però si sapeva solo che era guarito in fretta e poi sparito dalla vista e sembra anche dalla città.  Minerve prima di andare a dormire si recò in piazzetta dove ieri era successa quella spiacevole cosa.  Si sedette al solito tavolo,  domandò in giro se avesse visto il giovane ferito nella rissa di ieri mattina,  ma nessuno rispose di sì.  Così finì la colazione e se ne andò a dormire. Passò  una settimana,  e un mattino Minerve nella piazzetta dove era solita fare la colazione prima di andare a dormire,  si sentì chiamare: ” Signorina,  signorina, siete voi che mi avete portato all’ospedale,  non è vero? ” Sì,  signore,  “Non mi chiamate signore!” Chiamatemi Alioscia.  Sì,  Alioscia,  siete stata molto gentile e siete molto bella!  Per ringraziarvi vorrei portarvi a cena una di queste sere,  cosa dite?  “Beh,  dovrete aspettare il mio giorno di riposo,  diciamo pure la sera di riposo”.  “Perché lavorate la sera?”  “Sì prima che vi facciate idee sbagliate,  io lavoro in una clinica privata,  ho i turni di notte”.  “Ebbene,  non sarà un problema,  non per me”.  “Intanto vi ringrazio a non finire,  se non fosse stato per voi,  forse sarei morto dissanguato”.  “Ma io non vi ho chiesto come è successa questa cosa,  come mai vi hanno accoltellato?.  Erano in tre,  uno cercava tenermi fermo,  l’altro cercava di derubarmi,  io mi sono ribellato,  ma l’altro aveva il coltello.  Tutto qui,  io non li avevo mai visti,  anche perché sono un turista e sto visitando tutta la Francia.  Se volete e se vi prendete delle vacanze io vi porterò con me e vi mostrerò delle cose mai viste prima”.  “Vi ringrazio,  disse Minerve,  ma voi correte  troppo,  non vi pare?”  “Avete ragione,  ma è il minimo che io possa fare,  voi mi avete salvato la vita!  Questo me lo ricorderò per sempre.  ” Adesso però devo andare.”Disse Minerve.  “Non mi dite il vostro nome? “Minerve”.  Bene Minerve,  se non avete niente in cntrario domani mattina posso rivedervi?  “Se volete,  io vengo qui tutte le mattine a fare colazione prima di andare a dormire”. Allora a domani Minerve,  e riposate bene”. A domani.

 

continua… nel libro di 218 pagine. Questo romanzo è ambientato non solo a Parigi, ma in tutta la Francia e in altri posti misteriosi  del mondo.

LA VERITA’ SUL VANGELO E SULLA SACRA BIBBIA SEI

17/04/2026

17/04/2026

Dal vangelo secondo Giovanni cap. 20

 

RISURREZIONE DI GESÚ

 

Del giorno dopo il sabato,  Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino,  quando era ancora buio,  e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.  Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo,  quello che Gesù amava,  e disse loro:  “Hanno portato via il Signore dal Sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto”.  Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo,  e si recarono al sepolcro.  Correvano insieme tutti e due,  ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse3 per primo al sepolcro.  Chinatosi,  vide le bende per terra, ma non entrò.  Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra e il sudafrio,  che gli era stato postom sul capo,  non per terra con le bende,  ma piegato in un luogo a parte.  Allora entrò anche nl’altro discepolo,  che era giunto per primo al sepolcro,  e vide e credette.  Non avevano ancora infatti compreso la Scrittura,  che egli cioè doveva risuscitare dai morti.  I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.

 

Apparizione alla Maddalena

 

Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva.  mentre piangeva,  si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo  e l’altro dei piedi,  dove era stato posto il corpo di Gesù.  Ed essi le dissero: “Donna perché piangi?” Rispose loro:  ” Hanno portato via il mio Signore ed io non so dove lo hanno posto”.  Detto questo si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi: ma non sapeva che era G.  Le disse Gesù:  “Donna perché piangi? Chi cerchi?”.  Essa,  pensando che fosse il custode del giardino,  gli disse: “Signore,  se l’hai portato via tu,  dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”.  Gesù le disse: “Maria!”  Essa allora voltatasi verso di lui,  gli disse in ebraico:  “Rabbuni!” che significa Maestro!  Gesù le disse:” Non mi trattenere,  perché non sono ancora salito al  Padre;  ma và dai miei fratelli e di’ loro: io salgo al Padre mio e Padre vostro,  Dio mio e Dio vostro”.  Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli:” Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.

Apparizione agli Apostoli

La sera di quello stesso giorno,  il  primo dopo il sabato,  mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei   Giudei,  venne Gesù e si fermò in mezzo a loro e disse:” Pace a voi!”  Detto questo mostrò loro le mani e il costato.  E i discepoli gioirono nel vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo:”  Pace  a voi!  Come il Padre ha mandato me,  anch’io mando voi”.  Dopo aver detto questo alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo;  a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”.  Tommaso,  uno dei dodici,  chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.  Gli dissero allora gli altri discepoli:  “Abbiamo visto il Signore!”  Ma egli disse loro:  ” Se non vedo nelle sue mani i segni dei chiodi e non metto il dito al posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato,  non crederò”.   Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era anche Tommaso.  Venne Gesù,  a porte chiuse,  si fermò in mezzo a loro e disse:” Pace a voi!” Poi disse a Tommaso: ” Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani:  stendi la tua mano e mettila nel mio costato,  e non essere più incredulo ma credente!” Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!” Gesù gli disse:  Perché mi hai veduto, hai creduto: ” Beati quelli che pur non avendo visto crederanno!” Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli,  ma non sono stati scritti in questo libro.  Questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo,  il Figlio di Dio e perché,  credendo abbiate la vita nel suo nome.

 

20/04/2026

Sempre dal vangelo secondo Giovanni:  Gesù sul lago di Tiberiade

 

Dopo questi fatti,  Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E simanifestò così:  si trovavano insieme Simon Pietro,  Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana  di Galilea,  i figli di Zebedeo,  e altri due discepoli.  Disse loro Simon Pietro:  “Io vado a pescare”.   Gli dissero: ” veniamo anche noi con te”.  Allora uscirono e salirono sulla barca;  ma in quella notte non presero nulla.  Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva,  ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù.  Gesù disse loro: “Figloli,  non avete nulla da mangiare?”  Gli risposero:”No”.  Allora disse loro:” Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”.  La gettarono e non poterono più tirarla su per la gran quantità di pesci.  Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: ” E’ il Signore!”  Simon Pietro appena udì che era il Signore,  si cinse ai fianche la sopravveste,  poiché era spogliato,  e si gettò in mare.  Gli altri discepoli invece vennero con la barca,  trascinando la rete piena di pesci:  Infatti non erano lontano da terra se non un centinaio di metri.  Appena scesi a terra videro un fuoco di brace con del pesce sopra,  e del pane.  Disse  loro Gesù: “Portate un po’ del pesce che avete preso or ora”. Allora Simon Pietro  salì sulla barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci.  E benché fossero tanti,  la rete non si spezzò.  Gesù disse loro:  “Venite a mangiare”. E nessuno dei discepoli osava domondargli:  ” Chi sei ?” Poiché sapevano bene che era il Signore.  Allora Gesù si avvicinò,  prese il pane e lo diede a loro,  e così pure il pesce.  Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli,  dopo essere risuscitato dai morti.

Il primato di Pietro.

Quand’ebbero mangiato,  Gesù disse a Simon Pietro:”Simone di Giovanni mi ami più di costoro?”  Gli rispose: “Certo Signore,  tu lo sai che ti amo”.  Gli disse:” Pasci i miei agnelli”.  Gli disse di nuovo: ” Simone di Giovanni,  mi ami? “Certo Signore losai che ti amo”.  Gli disse : “Pasci le ie pecorelle”.  Gli disse per la terza volta: Simone di Giovanni,  mi ami? e gli disse “Signore tu sai tutto; tu sai che ti amo”.  Gli rispose Gesù: ” Pasci le mie pecorelle.  In verità,  in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo e andavi dove volevi;  ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani,  e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi”. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: ” Seguimi”.  Pietro allora,  voltatosi,  vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava,  quello che nella cena si era trovato al suo fianco, e gli aveva domandato: ” Signore,  chi è che ti tradisce?” Pietro dunque vedutolo disse a Gesù: ” Signore è lui?  Gesù gli rispose: ” Se voglio che egli rimanga finché io venga,  che importa a te?” Tu seguimi”. Si diffuse così tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto.  Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma:” Se voglio che rimanga finché io venga,  che importa a te?”

Conclusione

Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti;  e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.  Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù,  che,  se fossero scritte una ad una,  penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

DIALOGANDO CON VOI

10/04/2026

 

 

Patty,  come facciamo a cancellare tutte le nostre paure ed ansie che ci tengono legati a certe abitudini sbagliate?  Grazie!

Elena  Nell’inconscio personale,  esistono migliaia di informazioni,  di paure,  di ricordi,  se siamo in grado di utilizzare una piccola parte di questo immenso magazzino che fa parte di noi stessi,  possiamo migliorare tutte le nostre attitudini.  Questa forza,  extrasensoriale ecc. e persino la memoria,  sono potenziate nel nostro inconscio;  e con l’aiuto del Signore e della Madre Santa,  noi possiamo fare tutto.

Annalisa   Stamane sono stata alla scuola,  ho portato al prof.  quello che ti ha chiesto la settimana scorsa;  i ragazzi credevano che tu avessi trentasei anni.  Tu sei fortunata in tutto;  però sono felice per te.

Elena  Io li ringrazio tutti uno ad uno.  Sai che domani parto nel primo pomeriggio,  se ti va potresti venire anche tu;  potresti dormire con me oppure puoi ritornare quando vuoi.

Annalisa  Oh mio Dio!  Ma davvero? Guarda io ci vengo davvero e sono felice da matti!  Vi amo!

Elena  Patty verrà quando avrà le ferie,  adesso non ce la fa,  mi dispiace perché è molto cara anche lei.

13/06/2026

 

Annalisa  Posso essere curiosa?  Tu l’avevi chiesto al dott. Michele che avresti pubblicato la poesia che ha scritto per te?

Elena  Certo che sì,  anche se me l’ha ragalata,  non avrei mai osato pubblicarla senza il suo consenso.

Annalisa  Comunque io ribadisco,  non esistono persone al mondo come tutti loro!  Vai là che ti senti niente,  ritorni che ti hanno fatto sentire un’altra:  con più fiducia in te stessa,  ma molto e molto ricca dentro.  Quando tu sei andata nella cappella a cambiare i fiori,  sapessi cosa hanno detto di te;  ti adorano tutti!  Io aggiungo che li capisco anche,  e ti ringrazio moltissimo. E poi vorrei sapere ancora qualcos’altro,  se non vuoi, lo capirò.  Chi è Michele oltre a quello che sappiamo gia?  Ti ringrazio.

 

Elena  Michele J. è l’amico d’infanzia e l’amico di sempre di Piter.  Ti ricordi nel libro quando Emi parlava dell’amico di Piter ragazzino,  quello che si chiamava Giancarlo?  Studiavano insieme e  volte restava lì a cena e anche a dormire.  Sì,  nel libro gli avevo messo nome Giancarlo per la privacy ma aveva un altro nome.

Annalisa  Adesso capisco perché la volta scorsa disse che quando sentiva la tua musica lui si sentiva sempre male:  come se avesse un peso,  un’agitazione al plesso solare.  ma guarda tu che storie meravigliose!

Elena  Esattamente,  è proprio lui.

Elena  Possiamo cambiare discorso?

Annalisa  Certamente,  ma a malincuore.  A proposito dei ragazzi,  mi hanno detto che hanno visto il film de “I miserabili,  ma non era quello di Iean Valjan,  perché quanti ce ne sono?

Elena  I miserabili di Victor Hugo.   E Jean Valjean è sempre tratto da “I miserabili”, ma s’intitola: ” Quando ruba un miserabile”. Comunque “I miserabili non è solo un capolavoro della letteratura romantica,  ma è una delle massime espressioni della letteratura di ogni tempo!  La ricostruzione di questo romanzo:  “Quando ruba un miserabile” è che Jean Valjean,  finito in carcere per aver rubato un pane,  ne esce dopo circa vent’anni,  scontata la pena.  Ma la società respinge l’ex ergastolano, che l’incontro con un santo prelato redime ma non sottrae alla persecuzione ostinata di un poliziotto ,  Javert.  Solo la scoperta finale della probità maturata in Valjean anziano,  del suo caldo amare per il prossimo,  renderà giustizia all’ex forzato e indurrà al suicidio Javert,  che straziato dal rimorso di una persecuzione ingiusta quanto ostinata.  Questa trama si svolge sullo sfondo dei grandi avvenimenti della storia francese,  da Waterloo  all’insurrezione del 1832;  storia vista attraverso le passioni,  le sofferenze,  le glorie e le miserie del popolo dei “Miserabili”non sono altra cosa che un libro con la fraternità per base e il progresso per cima.  Se non  trovate il libro,  vi mando il mio.  Ciao.

14/04/2026

Annalisa  Non rimproverarmi,  ma io vorrei vivere qui da te per parlare sempre di loro:  di Piter,  la dottoressa Linda,  il dottor Robert e gli altri vostri amici che ho conosciuti là.  Anche Michele è meraviglioso:  bellissimo anche lui ma leale come un Santo,  non trovi?

Elena  Certo che sì,  sono anni luce che li conosco e siamo ancora amici come allora,  anzi di più  con Robert e Linda mi sento come una figlia anche se di aspetto sono giovani ed hanno solo dieci anni più di me.  Comunque dai non va bene parlare sempre di loro;  sanno che ci vogliamo bene ma insomma,  è!

Annalisa  Sarebbe meglio che scrivessi tu,  perché io non sono abituata e mi ci vuole più tempo. Ho imparato molto anche stasera ma anche con gli scacchi tu sei un fenomeno. Questa mossa che mi hai insegnato,  è leale ma furba,  come faccio io ad inventarmele così?

 

Elena  Con il tempo e la passione si arriva a tutto.

Annalisa   Volevo dirtelo da un po’,  le tue foto sono bellissime,  ma non ti rendono giustizia,  perché ci sono dei giochi di luci e ombre che a volte ti macchiano la pelle. La tua pelle è trasparente, e non incementata come quelle che si vedono in TV;  loro hanno dei mezzi che ci tolgono vent’anni in un colpo solo!

Elena  Ma a me non importa solo l’apparire e tanto meno apparire per quella che non sono.  Quando Peter era piccolo mi diceva:  mamma,  perché ti metti quelle cose?  Quelle cose,  erano un po’ di rimmel,  il rossetto e la cipria,  io ti preferisco senza diceva,  sei più bella senza niente che ti sporca il viso.

Annalisa  È vero,  fai senza le ciglia finte perché le hai già nere,  non lunghissime ma sono nere;  poi però se avessi una macchina fotografica come la TV,  allora verresti incementata come lo sono le attrici.  Incementati è una parola di Peter.

 

Elena  Io preferisco così:  un po’ di rossetto una matita e la cipria per incipriarmi il naso.  Voglio che la pelle rimanga trasparente. Ma che ora abbiamo fatto? Domani mi devo alzare presto,  meglio se ci  congediamo dagli scacchi e dal computer.

Annalisa  E io come faccio?  Se non ripeto quello che mi hai insegnato,  domani potrei anche non averlo ancora in testa.

Elena  Dai facciamo l’ultima e poi buona notte.

15/04/2026

 

Annalisa   Mi dispiace che tu non abbia voglia di giocare.  Allora raccontami come l’ha presa il dott. Michele per il tuo no? Non puoi immaginare quanto mi dispiaccia!  Per me siete una coppia bellissima!

 

Elena  Tu dovresti entrare in empatia con me,  devi capire che Piter e Michele hanno la stessa età,  hanno studiato insieme,  hanno lavorato insieme,  quindi se questa cosa lui la capisce benissimo,  non vedo perché non la possa capire anche tu. Michele è una persona buona,  intelligentissima,  diciamo grande,  quindi non mi preoccuperei più di tanto;  anche perché questa cosa per me lui la provava già da tempo e come mi ha rivelato ha tentato un’altra volta pur sapendo che non ci sarebbe stata speranza. Comunque è una persona meravigliosa!  Un vero signore! Non farebbe mai atti di violenza contro di me!  Questo è amore vero!  E nemmeno mi disonorerebbe mai per un mio rifiuto!  Dai io sono una che a queste cose ci pensa molto prima di fare dei passi falsi;  ne andrebbe della stima che ho in me stessa;  fin che si scherza,  ma poi bisogna pensare alle conseguenze che potrei provare io agendo d’istinto con leggerezza contro la mia volontà.

Annalisa  Però dimmi la verità:  questa cosa ti lusinga?

Elena  No,  sinceramente con tutta me stessa!  E sai perché? Pèrché gli voglio bene come ad un figlio.

17/04/2026

Annalisa  Quando parti domani,  se hai bisogno che venga qui,  dimmelo con sincerità,  mi piace aiutarti.

Elena  Domani non partirò,  ho delle cose importanti da finire,  quindi partirò domenica mattina prestissimo,  e ritornerò a sera tardi,  o lunedì mattina presto. Ti ringrazio,  ma non ho bisogno di niente.

21/o4/2026

Annalisa  Ho bisogno di chiederti qualcosa circa una persona che tiene segregato il marito con dei ricatti nei confronti dei figli.  Ora lui non potendosi ribellare si è ammalato.  Non lo lascia libero un attimo,  gli sta sempre addosso con  gli occhi e con le parole. Che cos’è questa cosa?  Si tratta di malattia mentale?

 

Elena  Ma questo suo marito è succube di lei?  Perché non si ribella? I figli non sono stupidi,  capiranno.  Questa cosa non sta in piedi;  non regge perché lì c’è sotto qualcosa di più grave!  Un ricatto così nasconde chissà quale verità non detta.  Oppure è una donna malata psicologicamente.  Perché se ha voluto bene al padre dei suoi figli,  lo lascerebbe vivere! Oppure lui ne ha fatte di così grosse che non si possono rivelare? Comunque tu che sei in contatto con loro cerca di capire da dove soffia il vento!  Altrimenti io non conoscendoli come potrei indicarti qualcosa per fare in modo che siano felici entrambi;  che possano incominciare da zero con un’altra persona accanto oppure in libertà!

Annalisa  Io so che se lui si potesse liberare di lei non si cercherebbe di sicuro un’altra per non cadere nella stessa trappola.  Lei mi ha detto che lui ha tutti i soldi suoi da gestire e da sperperare.

Elena  Ma allora scusa sai?  Non sarà tonto quell’uomo lì?

 

Annalisa  Quanto tempo è che non giochi a scacchi con il dott. Robert? Non molto,  un apartitina la facciamo spesso,  ma domenica non ne abbiamo avuto il tempo,  siamo andati a passeggio nei dintorni del paese perché c’era una famiglia che non vedeva Piter da moltissimo tempo;  poi quando siamo ritornati ho voluto preparare la cena,  e dopo la cena sono andata a cavallo con il mio “Vita”   scrivo l’ ìniziale con lettera maiuscola perché è un cavallo da lettera maiuscola! È di un’intelligenza superiore!  Docile  ma anche abbastanza nervoso se qualcuno non gli va a genio;  pensa,  che noi abbiamo le stesse idee,  come posso dire avere empatia con il mio cavallo!  Sì,  lo posso dire questa è empatia.  Non vorrei nessun altro animale,  che poi secondo me chiamare animale una creatura così,  non sarebbe il termine esatto!

21/04/2026

Annalisa  Patty mi ha raccontato quello che ti è successo stamane quando l’hai accompagnata dal medico.  Ma certe persone sono fuori di testa!  Tu dimmelo se per caso diventerò così anch’io!  Raccontalo tu dai!  Grazie.

Elena  Non è successo proprio niente,  sei tu che la fai così pesante la cosa! Ha voluto vedere se avevo una parrucca in testa oppure delle altre aggiunte ai capelli.  Cosa c’èdi male;  noi ci conosciamo da molto tempo,  per questo le ho dato confidenza.  Io ne sono felice,  così si è sgannata.  Prego il Signore di non dover mai portare delle parrucche o delle aggiunte per dimostrare di avere tanti capelli!  Sinceramente io non riuscirei a portarle.  Grazie ma ne ho abbastanza dei miei!

Annalisa  Scusa,  ma le parrucche si vedono bene ed anche quelle applicazioni che usano per infoltire.  Quella è invidia!

Elena  Io la chiamerei ignoranza,  non si può invidiare una persona per dei capelli;  cì sono cose più importanti da pensare e da fare!

 

PER I BAMBINI TRE

07/04/2026

 

SANTA CATERINA DA SIENA

Santa Caterina Benincasa ha scritto molte lettere bellissime,  adatte a tutti,  indirizzate ad ogni sorta di persone:  a nobili,  a plebei,  a cardinali,  a poeti,  ai re,  al Papa,  a malviventi,  ad artisti ecc.  A tutti Ella scriveva nel nome di Gesù e di Maria.  A tutti si firmava “Io Caterina serva di e schiava di Cristo”.  Caterina era una povera fanciulla di Siena,  figlia di modesti tintori nella modesta contrada di Fonterbranda,  che appunto essendo poveri non poterono darle nessuna istruzione;  ma possedeva un ingegno potente, naturale e istintiva eloquenza a volte pungente anche con i re,  raccontava cose come se avesse sempre scritto,  si diceva che era stata allieva degli Angeli.  E questo non era impossibile se si pensa alla meravigliosa sapienza che Lei aveva su tutto.  I genitori volevano farla sposa,  i religiosi della città una monaca;  Ma Caterina ascoltò tutti e fece a modo suo o meglio fece come venne ispirata dal Signore.  A sedici anni prese l’abito bianco,  l’abito bianco e nero delle Mantellate,  il terzo ordine domenicano,  che mentre la impegnava a vivere da religiosa, la lasciava libera di continuare a vivere in famiglia e dedicarsi con gioia alle persone bisognose facendo carità e curandole.  Una volta si dice che incontrò un povero e le chiese l’elemosina,  lei gli rispose che non aveva un soldo,  e il povero replicò:  puoi però darmi il mantello!  E Lei:  come avrò fatto a non pensarci prima?  E se ne rammaricò,  così si tolse il mantello di dosso e glielo donò,  preferì restare senza mantello che senza carità.  Si disse che quel giorno Caterina aveva fatto la carità a Gesù che le era apparso in veste di medico.  In quei tempi non passava giorno che non corresse sangue tra le contrade,  incendiate dalle ire politiche;  ma bastava che tra quella gente comparisse Lei che subito la smettessero di farsi guerra.  Fondò un cenacolo,  dove si riunivano persone di ogni cultura:  magistrati,  pittori,  dottori,  poeti,  e lì in quel posto passarono molte ore,  e lei adattandosi alla varia indole si dilettava a conversare di poesia,  con un altro di pittura,  di musica,  e di bellezze naturali che ci ha messo a disposizione il buon Dio.  Caterina amava molto i fiori,  ma ancora di più le anime,  e pur  di salvarne una per lei non c’era sacrificio,  che fosse di Re o di un Povero.  Visse con cordiale forza tra i malati,  delinquenti e mendichi ma sempre con il cuore gonfio d’amore.  Un giorno le capitò di assistere alla ghigliottina di un  certo Tuldo,  e dopo averlo convertito in Cristo,  si trovò sotto il patibolo per l’esecuzione capitale,  e vedendo ascendere il palco lei gli grida per fagli coraggio:  ” Su fratello alle nozze!”  gli voleva comunicare di non aver paura perché saliva agli abbracci di Gesù Cristo in Paradiso.  Il capo mozzo di Tuldo rotolò per terra e schizzava macchie di sangue sull’abito bianco di Caterina che non le volle lavare mai e le conservò come reliquie,  chiamandole con i nomi dei fiori:  rose,  garofani,  sole ecc.  Per la sua indole ardente,  i sovrani le affidarono di trattare la pace in loro nome con le nazioni nemiche;   e lei sapeva come fare che tutto riusciva a meraviglia.  Di dice che questa eloquenza fossero i iracoli della sua carità. Ma la sua gloria maggiore fu quellaq di aver persuaso il Papa di tornare a Roma ( che allora dimoravano ad Avignone in Provenza).  Nessuno era mai riuscito prima di lei a far cambiare idea al Papa;  lei che era solo armata di carità e di luce. Continua domani  Ciao!

08/04/2026

Un bel giorno Avignone vide un gruppo di donne in bianco e in nero con gli zoccoli,  camminare per le vie sassose.  Erano Caterina e poche altre sorelle arrivate dalla Toscana dopo stenti e disagi.  Caterina cerca del Papa,  lo trova in concistoro,  che significa raduno di tutti i cardinali,  tutti in porpora rossa da impressionare chiunque;  ma non Lei che vedeva sopra un altro rosso,  il rosso sangue di Cristo,  sparso per la redenzione di tutti.  Rivolgendosi al Papa parlò con forza modesta e disse:  — A Roma mio caro Padre,  là Dio vi chiama.  E il Papa: otto giorni dopo era a Roma.  Tanto vale la parola di una Santa. Possiamo aggiungere che la Santa favorì il ritorno del Papa,  non solo per un motivo religioso,  ma anche per una ragione patriottica:  perché Ella amava l’Italia e voleva raccogliere in Roma tutto il decoro della nazione.  Quindi potremmo  meritamente dire di Lei le parole che altri dissero di San Francesco d’Assisi: “La più Santa delle Italiane e la più italiana delle Sante”.  Fu innamorata di Cristo fino allo spasimo:  dico di Cristo crocifisso.  Diceva:  “Vorrei essere il pugno di terra su cui è piantata la croce”.  Diceva ancora:  “Vorrei essere il vasello che sotto la croce raccoglie le gocce di sangue di Gesù”.  E assicurano che dal crocifisso che Ella adorava nella sua cella,  sentiva ogni ora e momento gocciolare il sangue sparso per la redenzione delle anime,  e continuamente s’immaginava di bagnarvisi tutta.  E fu gridando:” Sangue,  Sangue, (Quello di Cristo)  che ella morì in Roma,  il giorno che compiva i trentatre anni giusti come Cristo.  Mirabile fu il concorso di chi venne a baciarle le mani e i piedi,  come a benefattrice,  perché  una Santa che muore, è come la carità che non si esaurisce mai,  ma si rinnova.  Si dice che il giorno e l’ora che Caterina morì,  si vide l’anima portata in Cielo dagli Angeli;  intorno aveva una collana di perle come le sue buone azioni compiute fin dalla sua giovane età.

Carissimi Bambini,  questa è la storia vera di Santa Caterina da Siena. Cercate nei libri di storia italiana e religiosa.  Ciao,  alla prossima!

15/04/2026

Ed eccoci arrivati ad una poesia di un poeta francese: G.V. Arnault.

LA FOGLIA

Lungi dal proprio ramo,  povera foglia frale, (fragile)

dove vai tu?  Dal faggio?  Là dov’io nacqui mi

divise il vento. Esso tornando a volo dal bosco

alla campagna,  dalla valle mi porta alla

montagna.

Seco perpetuamente  vò pellegrina e tutto

l’altro ignoro.  vo dove ogni altra cosa

dove naturalmente va la foglia di rosa,

e la foglia di alloro.

 

Versione francese

LE  FEUILLE

De ta tige detachée pauvre feuille

dessechée,  ou vas-tu?- Je nen sais rien

L’orage a brisé le chêne qui seul

était mon soutien.  De son incostante

haleine le rephir et l’aquilon depuis

ce jour me promène  de la forêt à la plaine

de la montagne au vallon.  Je vais ou le

vent me mène,  sans me plaindre

ou m’effray,  er  je vais où va toute chose,

ou va la feuille de rose et la feuille

de laurier.

PROSA

Ho letto le critiche di Giacomo Leopardi e ho scoperto  anche che è in un canto dell’Omero lo stesso e identico squallore della rassegnazione dopo la morte.

 

Così aveva già cantato Omero,  e anche il Leopardi è spinto dalla meditazione su una poesia del francese G. Vincenzo Arnault,  a considerare amaramente che il destino di tutte le cose e degli esseri creati si conclude nell’annientamento della morte.  Nessuno può sfuggire al comune fato,  neppure gli uomini.  Per loro il destino di ognuno di noi è simile a quello della foglia,  che strappata ad opera del vento,  dal proprio ramo viene trascinata dal bosco alla valle e di nuovo alla montagna,  finché la corsa affannosa sarà termine là dove vanno a finire anche le foglie di rosa (la bellezza) e le foglie di alloro (gloria e onore). La concezione che ha il Leopardi della vita, e del destino umano è improntata ad un pessimismo tanto più amaro in quanto non è mitigato dalla fede cristiana nella Divina Provvidenza,  la quale non abbandonerà mai le sue creature. Noi invece sappiamo che possiamo avere la “vita eterna”!

E.  Lasagna

21/04/2026

 

LA LUNA CHE DORME

Luna di cristallo che rifletti

e rinfrangi i raggi della luce

i solitari campi inondi di cristalli

d’argento. Nessuna fronda è mossa

dal lamento dal vento. Anche le

onde del lago sfavillano di te;  e sul ramo

un pipistrello cupo e nero diventa d’argento

e tace per non svegliare il tuo tormento…

Sei  la regina della notte,   le tue damigelle

non spengono la luce,  i monti argentei ti

guardano incantati e tu avvolta nel tuo sogno

mandi quaggiù messaggi  d’amore

quante sono le stelle.  Buona notte

grandissima gemma splendente

dona ancora la tua quiete

sulla terra.

PROSA

La luna che brilla in un cielo sereno,  dove regna la pace nella terra degli uomini,  è uno spettacolo di Dio. Illumina i campi, i laghi e i monti.  Le  stelle le fanno da damigella regalando ancora alla notte tanta luce.  Non c’è alito di vento che muove le fronde degli alberi,  e gli uccelli sono complici d’amore per non svegliarla. Lassù anche i monti ammirano la sua luce d’argento e si specchiano le cime dentro  l’acqua di diamante.

 

Per i bambini.  Elena Lasagna

 

LA VERITA’ SUL VANGELO E LA S. BIBBIA CINQUE

03/04/2026

 

 

I tre primi vangeli e il libro degli atti degli Apostoli danno la lista completa dei Dodici con alcune varianti nell’ordine dei nomi.  Il primo per ordine e dignità è indubbiamente Simone Pietro figlio di un certo Giovanni o Jona,  al quale gli evangelisti,  ognuno anche con contributi propri,  danno concorde e significativo risalto,  menzionandolo con impressionante frequenza:  135  volte.  Per questo pescatore nativo di Betsaida sulle sponde del lago di Tiberiade e residente a Cafarnao,  insieme con la suocera,  Cristo inventò un nome che nessuno aveva mai portato:  Kefa,  che in aramaico significa pietra,  quindi Pietro.  Il nuovo nome, secondo la mentalità della Bibbia, stava a significare che Simone diventava preda di Cristo,  ricevendo da lui come un nuovo essere,  un nuovo destino.  Infatti,  egli sarà la pietra di fondamento della chiesa che Gesù dirà “Sua”,  con pieni poteri sul “Gregge” di Cristo (Matteo,  XVI,  15-19),  capo dei Dodici,  che egli dovrà confermare nella fede.  (Luca,  XXII,  32).  Pietro sarà il primo dei discepoli a vedere Cristo risorto ;  ovviamente dopo Maria che non lo riconobbe,   poi Lei  lo disse ai discepoli e questo è nel Vangelo di Giovanni.  Nei Vangeli Pietro è anche quello dei Dodici che,  con le sue battute e le sue reazioni,  il suo dramma personale,  permette di rendersi conto del significato e dell’importanza del sodalizio degli Apostoli con Cristo.  Chi presentò Simone Pietro a Gesù,  fu suo fratello  Andrea,  che i cristiani greci venerano,   perciò come il primo ” chiamato” da Gesù.

10/04/2026

NEGAZIONE DI PIETRO

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

Allora il distaccamento con il comandante e le guardie guardie dei Giudei afferrarono Gesù,  lo legarono e lo condussero prima da Anna:  egli era infatti suocero di Caifa,  che era sommo sacerdote in quell’anno.  Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei:  “è meglio che un uomo solo muoia per il popolo”.  Intanto Simon Pietro inseguiva Gesù con un altro discepolo.  Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;  Pietro invece si fermò fuori,  vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo noto al sommo sacerdote,  tornò fuori,  parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro.  E la giovane portinaia disse a Pietro:  ” forse anche tu sei dei discepoli di quest’uomo”?  Egli rispose:  “non lo sono”.  Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco,  perché faceva freddo,  e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.  Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina.  Gesù gli rispose: “Io ho parlato al mondo apertamente;  ho sempre insegnato nella sinigoga e nel tempio,  dove tutti i Giudei si riuniscono,  e non ho mai detto nulla di nascosto.  Perché interroghi me? Interroga chi ha udito ciò che ho detto loro;  ecco,  essi sanno che cosa ho detto”.  Aveva appena detto questo,  che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù,  dicendo: “Così rispondi al sommo sacerdote”?  Gli rispose Gesù: “Se ho parlato male,  dimostrami dov’è il male;  ma se ho parlato bene perché mi percuoti?”  Allora Anna lo mandò legato a Caifa,  sommo sacerdote.  Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi.  Gli dissero: ” non sei anche tu dei suoi discepoli?” Egli lo negò e disse: ” Non lo sono”. Ma uno dei servi del sommo sacerdote,  parente di cui Pietro aveva tagliato l’oracchio,  disse: “Non ti ho forse visto con lui nel giardino?” Pietro negò di nuovo e subito un gallo cantò.

 

14/04/2026

GESÚ  NEL  PRETORIO

Allora condussero Gesù nella casa di Caifa nel pretorio.  Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.  Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò:” Che accusa portate verso quest’uomo?” Gli risposero: “Se non fosse un malfattore,  non te lo avremmo consegnato”.  Allora Pilato disse loro: “Prendetelo voi e giusdicatelo secondo la vostra legge!”  Glirisposero i Giudei:” A noi non è consentito mettere a morte nessuno”.  Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire.  Pilato allora rientrò  nel Pretorio,  fece chiamare Gesù e gli disse:” Tu sei il Re dei Giudei?”  Gesù rispose: “Dici questo da te oppure altri te lo hanno detto sul mio conto?” Pilato rispose: “Sono io forse Giudeo?  La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me;  che cosa hai fatto?” Rispose Gesù: “Il mio regno non è di questo mondo;  se il mio regno fosse di questo mondo,  i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei;  ma il mio regno non è di quaggiù”. Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei Re?” Rispose Gesù:  “Tu lo dici,  io sono Re.  Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo:  per rendere testimonianza alla verità?”  E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro:”Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l’usanza che io vi liberi uno per la Pasqua:  volete dunque che vi liberi il Re dei Giudei?”  Allora essi gridarono di nuovo: “Non costui,  ma Barabba!”  Barabba era un brigante.

 

15/94/2026

 

ECCO  L’UOMO

 

Allora pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.  E i soldati intrecciata una corona di spine,  gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora.;  quindi gli venivano davanti e gli dicevano:” Salve Re dei Giudei!”  E gli davano schiaffi.  Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: “Ecco io ve lo conduco fuori,  perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa”.  Allora Gesù uscì portando la corona di spine e il mantello di porpora.  E Pilato disse loro:” Ecco l’uomo!” Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie, gridarono: “Crocifiggilo,  crocifiggilo!” Disse loro Pilato:” prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa”.  Gli risposero i Giudei:” Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire,  perché si è fatto Figlio di Dio”.  All’udire queste parole,  Pilato ebbe ancora più paura ed entrato di nuovo nel Pretorio disse a Gesù:”Di dove sei?” Ma Gesù non gli diede risposta.  Gli disse allora Pilato:”Non mi parli?  Non sai che ho il potere di metterti in liberà e il potere di metterti in croce?” Rispose Gesù:” Tu non avresti nussun potere su di me se non ti fosse stato dato dall’alto! Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande”.  Da quel momento Pilato cercava di liberarlo;  ma i Giudei gridarono: “Se liberi costui non sei amico di Cesare!  Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare”.  Udite queste parole,  Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale,  nel luogo chiamato Litostroto,  in ebraico Gabbatà.  Era la parasceve della Pasqua,  verso mezzogiorno.  Pilato disse ai Giudei:” Ecco il vostro Re!”  Ma quelli gridarono: “Via,  via crocifiggilo!” Disse loro Pilato: ” Metterò in croce il vostro Re?” Risposero i sommi sacerdoti:” Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare”.  allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

16/04/2026

CROCIFISSIONE E MORTE DI GESÚ

 

Essi allora presero Gesù ed egli,  portando la croce,  si avviò verso il luogo  del Cranio,  detto in ebraico Golgota,  dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra,  e Gesù nel mezzo.  Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto:” Gesù di Nazaret Re dei Giudei”.  Molti Giudei lessero questa iscrizione,  perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città:  era scritto in ebraico,  in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato:” Non scrivere il Re dei Giudei,  ma che egli ha detto: Io sono il Re dei Giudei”.  Risponde Pilato:”  Ciò che ho scritto ho scritto”.  I soldati poi quando ebbero crocifisso Gesù,  presero le sue vesti e ne fecero quattro parti,  una per ciascun soldato,  e la tunica.  Ora quella tunica era senza cuciture,  tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo.  Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte chi tocca.  Così si adempiva la Scrittura.

Si son dividi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte.

E i soldati fecero proprio così.  Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre  Maria di Cléofa e maria di Màgdala.  Gesù allora,  vedendo la madre e lì accanto a Lei il discepolo che egli amava,  disse alla madre: “Donna ecco il tuo figlio!”  Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”  E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.  Dopo questo Gesù sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse: ” Per adempiere la scrittura:  Ho sete”. Vi era un vaso pieno di aceto: posero perciò una spugna imbevuta in cima ad una canna e gliela accostarono alla bocca.  E dopo aver ricevuto l’aceto,  Gesù disse:” Tutto è compiuto!”.  E,  chinato il capo spirò. Era il giorno della Parasceve e i Giudei,  perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato ( era infatti un giorno solenne quel sabato),  chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.  Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe  al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui.  Venendo però da Gesù e vedendo che era già morto,  non gli spezzarono le gambe,  ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.  Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero,  perché anche voi crediate.  Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura:  non gli sarà spezzato alcun osso.  E un altro passo della Scrittura dice ancora:  Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

17/04/2026

SEPOLTURA

Dopo questi fatti,  Giuseppe d’Arimatea,  che era discepolo di Gesù,  ma di nascosto per timore dei Giudei,  chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù.  Pilato lo concesse.  Allora Egli andò e prese il corpo di Gesù.  Vi andò anche Nicodemo,  quello che in precedenza era andato da lui di notte,  eportò una mistura di mirra e di Aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici,  com’è usanza seppellire per i Giudei.  Ora,  nel luogo dove era stato crocifisso,  vi era un giardino,  e nel giardino un sepolcro nuovo,  nel quale nessuno era stato ancora deposto.  Là dunque deposero Gesù,  a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.