Aprile 18, 2026 Elena Lasagna Uncategorized IL PIANETA DEI SANTI 18/04/2026 IL PIANETA DEI SANTI Mangiava lentamente e guardava dalla finestra socchiusa. Place du Tertre cominciava a riempirsi di turisti era una serata splendida con quel tepore primaverile che invogliava a restare fuori, passeggiare o seduti in compagnia a chiacchierare; ai tavolini della piazza sedevano molte donne, di qualsiasi età, coppie d’innamorati, nonne con i nipotini. Molti di loro consultavano le guide che descrivevano la piazzetta, la più carateristica di Parigi e la più vivace specialmente in giornate come queste, fino a tarda sera. Minerve bevve un bicchiere di vino e si alzò. Si vestì con cura, si trucco lievemente, si guardò allo specchio se fosse tutto in ordine, ma si sentiva stanca, perché, pensò, dormiva quando gli altri vivevano al sole e lavorava quando gli altri dormivano. A lei piaceva lavorare in quella casa di cura, ma era stata assunta per assistere i malati durante la notte. Minerve scese le scale, e dovette subirsi il solito interrogatorio della signora che abitava al piano terra, tutte le sere quando lei usciva immancabilmente quella signora era lì, pronta per l’interrogatorio. Minerve era una ragazza dolce educata e non le restava altro che risponderle garbatamente o uscire dalla finestra che dava sul retro del palazzo. “Vedo che è in anticipo stasera, come mai? Va a trovare il ragazzo infortunato? “Sì, sono già in ritardo signora, buona sera”. In piazza Pigalle Minerve chiamò un tassì: “Alla Pitié”. “L’ospedale?” “Sì, l’ospedale”. Come avrà passato la giornata il giovane sconosciuto? Stava meglio? Aveva ripreso i sensi? E tutto quel sangue che gli usciva dal braccio, lo avevano operato? Il tassì dopo poco più di venti minuti di corsa si fermò davanti all’ospedale. Minerve scese, entrò nell’ospedale. Il portiere la fermò: “Voi?” Minerve arrossì. Questa mattina prestissimo ho accompagnato un giovane ferito, vorrei sapere come…”. “Andate su terzo piano e domandate alla suora di servizio”. “Grazie”. Le scale erano ripide e strette, al primo piano si fermò ansando; ma poi si fece coraggio e raggiunse il terzo piano. Un dottore la guardò con ammirazione perché aveva intuito che era la ragazza che ha soccorso lo sconosciuto. “Chi cercate?” Le domandò con gentilezza. “La suora di servizio”. “Su al quarto piano”. E continuò a salire. Appena fu sul pianerottolo del quarto piano, vide una porta a vetri, e sul vetro un’iscrizione:” Sala d’aspetto”. Spinse la porta ed entrò. Continua…
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