IL VANGELO SECONDO LUCA QUARTA PARTE

30/01/2026

 

N.B.  Io sto scrivendo il vangelo così com’è,  perché mi è stato detto di fare così,  perché i vangeli non si possono scrivere diversamente,  ed ho pensato : sarà  proprio perché ognuno deve trarre conclusioni con la propra testa! Molte persone non ce l’hanno e senz’altro faceva piacere loro di vedere come è scritto l’originale.

Dal capitolo nove:  IL RITORNO DEGLI APOSTOLI

10 Al loro ritorno,  gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e li portò in una città chiamata Betsàida.  11  Ma le folle lo seppero e lo seguirono.  Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. 12 Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo:”Congeda la folla,  perché vada nei villaggi e nelle campagne d’intorno per alloggiare e trovar cibo,  poiché qui siamo in una zona deserta”.

Moltiplicazione dei pani

Gesù disse loro: “Dategli voi stessi da mangiare”.  Ma essi risposero: “non abbiamo che cinque pani e due pesci,  a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente”.  14  C’erano infatti circa cinquemila uomini.  Egli disse ai discepoli:” Fateli sedere per gruppi di cinquanta”.  15 Così fecero e l’invitarono a sedersi tutti quanti.16  Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo,  li benedisse,  li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17  Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.

SPIEGAZIONE O COMMENTO

Il significato di questo vangelo,  del miracolo dei pani e dei pesci,  viene dalla capacità di sapere accogliere tutti,  di dimostrare l’amore di Dio anche in questi momenti di povertà,  non si mandano via  le persone solo perché non vogliamo ospitarle a nostre spese;  così non si manifesta l’amore di Dio,  ma si pensa solo a se stessi.  Invece Gesù,  allarga le braccia e benedice quel poco che c’è facendolo non solo  bastare per tutti e ne rimase molto ancora.  Quello che rimase è anch’esso amore perché Lui non lesinò con la volontà di dare al suo prossimo da mangiare e amore;  perché il  dare è amore. E se noi non siamo capaci di moltiplicare il pane e i pesci,  e da noi non c’è niente da mangiare,   non  dobbiamo avere paura ad ospitarli ugualmente e allargare le nostre braccia per mostrare loro il nostro amore che è privo d’interesse e di altre speculazioni.

 

Confessione di Pietro

18 Un giorno,  mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui,  pose loro questa domanda: “Chi sono io secondo la gente?”.19  Essi risposero: “Per alcuni Giovanni il Battista,  per altri Elia,  per altri uno degli antichi profeti che è risorto”.  20  Allora domandò: “Ma voi chi dite che io sia?”.  Pietro prendendo la parola,  rispose: “Il Cristo di Dio”. 21 Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. 22 ” Il Figlio dell’uomo,  disse,  deve soffrire molto,  essere riprovato dagli anziani,  dai sommi sacerdoti e dagli scribi,  essere messo a morte e risorgere il terzo giorno”.

Abnegazione cristiana

23 E a tutti diceva:  “Se qualcuno vuol venire dietro a me,  rinneghi se stesso,  prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. 24 Chi vorrà salvare la propria vita,  la perderà,  ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.  25 Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero,  se poi si perde o rovina se stesso? 26 Chi si vergognerà di me e delle mie parole,  di lui di vergognerà il Figlio,  dell’uomo,  quando verrà nella gloria sua del Padre e degli angeli santi.  27 In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti,  che non morranno prima di aver visto il regno di Dio”.

02/02/2026

 

Trasfigurazione:

 

28 Circa otto giorni dopo questi discorsi,  prese con sé Pietro,  Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29 E mentre pregava,  il suo volto cambiò aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia 31 apparsi nella loro gloria,  e paralavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.  32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno;  tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i suoi due uomini che stavano con lui. 33 Mentre questi si separavano da lui,  Pietro disse a Gesù: “Maetro,  è bello per noi stare qui.  Facciamo tre tende,  una pe te una per Mosè e una per Elia”.  Egli non sapeva quel che diceva. 34 Mentre parlava così,  venne una nube e li avvolse:  all’entrare in quella nuba,  ebbero paura. 35 E dalla nube uscì una voce che diceva: “Questi è il figlio mio,  l’eletto; ascoltatelo”.  36 Appena la voce cessò,  Gesù restò solo.  Essi tacquero e in quei giorni non riferirono ad alcuno di ciò che avevano visto.

L’epilettico guarito

37 Il giorno seguente,  quando furon discesi dal monte,  una gran folla gli venne incontro. 38  A un tratto dalla folla un uomo si mise a gridare:” Maestro,  ti prego di volgere lo sguardo a mio figlio,  perché è l’unico che ho. 39 Ecco,  uno spirito lo afferra e subito egli grida,  lo scuote,  ed egli dà schiuma e solo a fatica se ne allontana lasciandolo sfinito. 40 Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo,  ma non ci sono riusciti”.  41 Gesù rispose:” O generazione incredula e perversa,  fino a quando sarò in voi e vi sopporterò? Conducimi qui tuo figlio”.  42 Mentre questi si avvicinava,  il demonio lo agitò per terra agitandolo con convulsioni.  Gesù minacciò lo spirito immondo,  risanò il fanciullo e lo consegnò a suo padre. 43 E tutti furono stupiti per la grandezza di Dio.

 

Predicazione della passione

Mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva,  disse ai suoi discepoli: 44 “Mettetevi bene in mente queste parole:  il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato in mano agli uomini”.  45 Ma essi non comprendevano questa frase:  per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.

03/01/2026

46  Frattanto sorse una discussione fra loro,  chi di essi fosse il più grande. 47  Alora Gesù,  conoscendo il pensiero del loro cuore,  prese un fanciullo,  se lo mise vicino e disse:  48 “Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome,  accoglie me,  accoglie colui che mi ha mandato.  Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi,  questi è grande”.  49 Giovanni prese la parola dicendo: “Maestro abbiamo visto un tale che scacciava demoni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito,  perché non è con noi,  tra i tuoi seguaci”. 50 Ma Gesù gli rispose:” Non glielo impedite,  perché chi non è contro di voi è per voi”.

Viaggio a Gerusalemme

Gesù respinto dai Samaritani

51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo,  si diresse decisamente verso Gerusalemme 52 e mandò avanti dei messaggeri.  Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio dei Samaritani per fare i preparativi per lui. 53 Ma essi non vollero riceverlo,  perché era diretto verso Gerusalemme. 54 Quando videro ciò,  i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: ” Signore,  vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”.  55  Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 56 E si avviarono verso un altro villaggio.

 

Per seguire Gesù

57 Mentre andavano per la strada,  un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada “. 58 Gesù gli rispose:” Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi,  ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.  59 A un tratto disse: ” Seguimi”. E costui:” Signore,  concedimi di andare prima a seppellire mio padre”. Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti;  tu va’ e annunzia il regno di Dio”.  61 Un altro disse: ” Ti seguirò Signore,  ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”.  Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio.

 

CAPITOLO 10

Missione dei discepoli

1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2  Diceva loro: “La messe è molta,  ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone delle messe perché mandi operai per la sua messe. 3 Andate:  ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi: 4 non portate borsa né bisaccia né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.  5 In qualunque casa entriate,  prima dite: Pace a questa casa. ” 6 Se vi sarà un figlio della pace,  la vostra pace scenderà su di lui,  altrimenti ritornerà su di voi. 7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno,  perché l’operaio è degno della sua mercede.  Non passate di casa in casa. 8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno,  mangiate quello che vi sarà messo dinnanzi. 9 Curate i malati che vi si trovano e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio. 10 Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno,  uscite sulle piazze e dite: 11 Anche la povere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi,  noi la scuotiamo  contro di voi;  sappiate però che il regno di Dio è vicino.  12  Io vi dico che in questo giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città. 13 Guai a te,  Corazin,  guai a te,  Betsàida!  Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi,  già da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.  14 Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.  15  E tu,  Cafarnao,  sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata! 16 Chi ascolta voi ascolta me,  chi dispezza voi disprezza me.  E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato”.

04/01/2026

Il ritorno dei discepoli

17 I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore,  anche i demoni si sottomettono  a noi nel tuo nome”.  18 Egli disse: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. 19 Ecco,  io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico,  nulla vi potrà danneggiare. 20 Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi:  rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”.

Esultanza di Gesù

21 In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse:  “Io ti rendo lode. Padre.  Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.  Sì Padre,  perché così a te è piaciuto.22 Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre,  né chi è il Padre se non il Figlio e colui il Figlio  al quale lo voglia rivelare”.  23 E volgendosi ai discepoli,  in disparte disse: “Beati gli occi che vedono ciò che voi vedete. 24 Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete,  a non lo videro, e udire ciò che voi udite,  ma non l’udirono”.

Il buon Samaritano

25 Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova:” Maestro che devo fare per ereditare la vita eterna?”: 26 Gesù gli disse: Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?”. 27 Costui rispose: ” Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,  con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”.  28 E Gesù: “Hai risposto bene;  fa’ questo e vivrai”. 29 Ma quegli volendo giustificarsi,  disse a Gesù: ” E chi è il mio prossimo?”.  30 Gesù riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gérico e incappò nei briganti che lo spogliarono,  lo percossero e poi se ne andarono,  lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso,  un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. 32 Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33 Invece un Samaritano,  che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione.  34 Gli si fece vicino,  gli fasciò le ferite,  versandovi olio e vino;  poi caricatolo sopra il suo giumento,  lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35  Il giorno seguente,  estrasse due denari,  e li diede all’albergatore,  dicendo:  “Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più,  te lo rifonderò al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”. 37 Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”.  Gesù gli disse:” Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.

SPIEGAZIONE O COMMENTO

 

Quando ci capita di vedere qualcuno che ormai ha toccato il fondo,  potrebbe essere un ubriaco,  oppure dei bullizzati,  o persone che vivono ai margini della società,  spesso ci voltiamo dall’altra parte, o c’incamminiamo più velocemente per non vedere o per non entrare in situazioni poco piacevoli e poi crediamo di essere timorati di Dio,  sostenendo di avere una grande fede,  oppure ci sentiamo a posto perché andiamo tutte le domeniche in chiesa a fare la comunione.  Tutte queste cose sono degne di noi se siamo capaci di specchiarci nell’acqua limpida e non arrossire di noi stessi.  Oppure guardarci bene dentro e dirci ma chi sei?  Se per caso incontrassimo il ricco o la celebrità che ha inciampato ed è caduto,  allora ne saremmo onorati di soccorrerlo e poi vantarci sarebbe il minimo per sentirci bene,  perché esalta le nostre emozioni dell’ego.  Ma il Signore ci mette alla prova e ci svela attraverso questa parabola che non è così, che  tutti gli esseri umani sono figli suoi,  specialmente chi sta soffrendo come l’uomo aggredito della parabola.  Dio ci insegna che per essergli vicino dobbiamo entrare in empatia con chi ne ha più bisogno,   perché la bontà della pace  è  la chiave del paradiso.

 

05/02/2026

Marta e Maria

38 Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio,  e una donna di nome Marta,  lo accolse nella sua casa. 39 Essa aveva una sorella,  di nome Maria,  la quale,  sedutasi ai piedi di Gesù,  ascoltava la sua parola; 40  Marta invece era tutta presa da molti servizi.  Pertanto,  fattasi avanti,  disse:” Signore,  non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che  mi aiuti”.  41  Ma Gesù le rispose:” Marta,  Marta,  tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,  42 ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno.  Maria si è scelta la parte migliore,  che non le sarà tolta”.

Spiegazionedi Marta e Maria

 

Qui il Signore ci invita ad ascoltare le persone che sono in viaggio,  a non chiudere loro la porta in faccia ed essere dei buoni cristiani ospitandole nella nostra casa.  Potrebbero avere bisogno,  e di qualunque cosa si tratti va’ il nostro rispetto dell’ospitalità,  potrebbe essere chiunque.  Maria non ha pensato solo a se stessa,  ma si è occupata del viandante.  Marta invece aveva paura di non fare in tempo a finire ciò che stava facendo;  indaffarata sempre di più perché vedeva che Maria restava là a parlare con lo sconosciuto. Il suo egoismo la faceva indispettire così tanto da andare a lamentarsi con l’ospite di Maria.  L’uomo Gesù le disse che quello che Maria stava perdendo poi lo avrebbe riguadagnato in molto di più,   non Marta che ha rifiutato di parlare con lui ed ha indugiato sui turbamenti meschini dell’anima. Questo non mette in discussione il bisogno di ordine e concretezza di Marta,  ma la disponibilità nei confronti del prossimo al momento del bisogno.

06/02/2026

Sempre dal vangelo secondo Luca,  capitolo 8  “La parabola del seminatore”.  Si trova nella terza parte del vangelo secondo Luca,  e qui sotto la spiegazione.

 

COMMENTO

Anche in questa parabola Dio ci mette alla prova,  per vedere la nostra perseveranza  e fino a che punto  siamo vicini a Lui.   C’è chi ha una straordinaria capacià di ascoltare,  e fino a che punto noi riusciamo ad amare.  In questa parabola ci sono tre modi sbagliati di approcciarsi al Signore,  per capire il suo messaggio che ci vuole insegnare.  Questi tre modi sbagliati di seminare sono i modi in cui noi ci comportiamo con lui cioè,  dove non cresce o dove cresce e brucia il grano o si perde, significa che noi non siamo degni di essere in sintonia con lui,   non riusciamo a capire fino in fondo le sue parole perché non siamo abbastanza attenti  alle sue intenzioni profonde;  questi tre modi di seminare sono sterili come la nostra perseveranza,   la fede e il modo di stare ad ascoltare che abbiamo nei suoi confronti,  cioè distratto.  Mentre il quarto modo in cui il seminatore  sparge le sementi,  allora ci accorgiamo che è esattamente come lui ci vorrebbe e cioè nella piena fede e custodirla perchè si rinforzi  sempre.  Chi ascolta la parola di Dio e la mette completamente  a frutto,  farà sì che esso entrerà nel regno dei Cieli.

 

 

DIALOGANDO CON VOI

29/01/2026

 

29/01/2026

Daniela   Secondo te il potere di comprensione è identico a tutta la gente?

Elena  Io credo proprio di no.  Mettiamo il caso che ti venga detta o mostrata la verità di qualcosa,  e che tu la percepisca  molto rapidamente;  la tua comprensione è immediata perché è priva di barriere.   Se invece hai molte barriere e molti pregiudizi,  capirai in maniera diversa da chi barriere non ne ha.

31/01/2026

Se partirò adesso sarò di ritorno lunedi sera o martedì mattina, prima che sorga il sole. Vi porto dentro il cuore.  Ciao!

02/02/2026

 

Annalisa  Finalmente eccoci qua!  Dimmi come ti senti?  Posso immaginare,  però vorrei che tu fossi felice.

Elena  Certo che queste partenze lasciano il vuoto,  poi ci si abitua,  così ti dicono; ma in realtà non ci si abitua mai. Forse starei meglio là dove ha lasciato le sue cose,  o forse no.  Comunque cerco di essere felice cercando di ingannarmi ma anche questo io non ci riesco. La vita è bella,  meravigliosa,  ma è anche crudele. L’importante per me è essere me stessa sempre! Sapere aspettare,  ma non rinunciare mai alla speranza  che un giorno non molto lontano Io e Piter potremo lavorare insieme.

Annalisa  E il cavallo?  Ti sei accorta che sente la tua mancanza?

Elena  Certo,  quando ci si affeziona,  è così per tutti;  gli animali capiscono come le persone,  a volte di più,  Hanno una sensibilità che ti leggono dentro,  dipende qual è il rapporto che si è instaurato tra l’essere umano e l’animale.  Annalisa,  hanno suonato il campanello ti devo lasciare,  a più tardi.

Annalisa   Vorrei chiederti tante cose,  ma oggi vedo che non è giornata e non vorrei essere crudele,  quindi, le cose importanti rimandiamole a domani;  si può fare.  Come ti trovi nel paese di Linda e Robert?  Meglio là oppure lì dove abiti tu.

Elena  Là io non ho trovato una persona,  solo una che sia cattiva,  anzi,  guai per me!  Mi proteggono.  Qui dove abito ci sono quelle buone e quelle cattive,  quindi pazienza! Soddisfatta?

Annalisa  posso capire il tuo dispiacere per avere sempre Piter così lontano,  l’importante e che non succeda niente,  per il resto vi volete bene anche se siete lontani,  ma siete anche vicini con il cuore.

Elena  Quello sì,  però c’è un proverbio che dice:  “chi è causa del suo mal,  pianga se stesso”! Quando Piter era piccolo cercava sempre di imitarmi,  perché ci adoravamo,  poi crescendo io gli ho inculcato la passione per la “Missione”,  ne parlavamo sempre.  Poi nella sua famiglia,  ci sono dei militari,  e degli ecclesiastici,  quindi abbiamo fatto tombola!

Annalisa  Ora è tutto chiaro,  il perché ti senti in colpa.

03/01/2026

 

Annalisa  Che cos’è che spinge un essere umano ad essere cattivo;  che cos’è la cattiveria,  e perché si abbatte così numerose volte su persone innocenti? Si può curare?

 

Elena  La cattiveria è il male!  Viene da persone che hanno dei complessi,  o sono infelici,  oppure sono invidiose,  persone che hanno dei problemi.  Oppure la cattiveria potrebbe essere Viltà,  egoismo,  complesso di superiorità  e viene anche dalla delinquenza,  il non essere stato corretto o-a da piccoli. Sì,  si può curare se si prende in tempo,  da molto giovani;  e fare capire loro che è sbagliato questo sentimento che hanno verso le persone che loro credono deboli solo perché sono buone.

 

04/01/2026

Annalisa   Ciao dolce!  Sai che in mezzo alle notizie che ho letto stamattina,  ho visto che c’è un prete  che lascia il sacerdozio,  cosa ne pensi? Lui dice che ha avuto molti amori, e che senza una donna non può continuare per questa strada, cioè a fare il prete.

 

Elena  I sacerdoti sono uomini, e quindi degli esseri umani fatti di carne,  cuore e cervello,  (è la legge umana e fisiologica) è ovvio che ad un certo punto se qualcuno s’innamora succede l’inevitabile.  Come fanno a condannarli?  Allora con queste leggi si dovrebbe diventare sacerdoti a 85 anni,  forse allora avranno raggiunto la pace dei sensi;  oppure essere evirati da giovani,  se qualcuno lo vorrà.  Secondo me e anche secondo tanti,  i peccati non sono quelli dell’innamoramento ,  ma i peccati della carne sono quelli del vizio, (cioè quando un uomo ha tante donne) quello sì,  e sono peccato anche per chi non è un ecclesiastico.

Annalisa  Dimmi,  ti piacerebbe crescere adesso un bambino di cinque anni,  come allora?

Elena  Adesso non me lo darebbero,  ma oggi come oggi sono più vigorosa di allora;  quindi la mia risposta è sì.  Per adottare un bambino oggi però c’è da subire un calvario che non te lo immagini neanche.  Piuttosto li lasciano morire di fame.

Elena  Ragazzi sono le ventitre passate,  mi dispiace ma devo andare a dormire perché cado dal sonno.

Annalisa e Marco  Grazie per la partita a scacchi;  certo che siamo ancora indietro in confronto a te! Marco,  quasi mi vergogno!

Elena  Non bisogna essere impazienti in questo gioco,  se sarai frettoloso non imparerai mai bene;  la pazienza e la memoria un giorno ti daranno grandi risultati.

Annalisa  Posso venire domani?

o5/01/2026

Annalisa  Dimmi,  sei una donna gelosa?

Elena  No,  non lo sono mai stata,  curiosa sì,  ma gelosa mai. Curiosa sì, per vedere se indovino oppure se le cose sono solo in apparenza;  poi ognuno è libero di fare ciò che crede giusto.

Annalisa  Grazie per la partita a scacchi. Ti batterò il giorno che si chiama “Mai più”.

Elena  Ma stai scherzando?  Hai appena imparato,  vedrai che un giorno vincerai.  Ciao buona notte!

09/02/2026

Dott. Robert e Linda   Vorei  dire a quel professionista da due soldi,  che non si trattano male i pazienti perchè non avete avuto ciò che volevate sapere o vedere.  Le persone così dovrebbero cambiare mestiere!  Vi è andata bene perché la persona offesa è una  signora;  anche le signore però sanno battersi,  questo non è un avvertimento ma è una promessa.  Allenatevi bene,  perché la prossima volta Lei vi staccherà tutti i denti in una botta sola!  Ringraziate il cielo se non è già avvenuto,  anche i santi non porgono sempre  l’altra guancia!

Bisogna pensare che ci siano molte persone ignoranti e incolte lì da te perché a loro dà fastidio la tua cultura che ti sei guadagnata fin da piccola.  Che gente orribile e vuota!  La cattiveria non è certo intelligenza e cristianità! Ma da galera!  Gioite per la leggereza e per la sporcizia che vi portate dentro  e poi rallegratevi! Povero mondo!

E poi tutte quelle menzogne per ottenere poi che cosa? La menzogna è il pane degli stolti.

Annalisa  Se  ti ho chiamato “Dolce”,  ti sei offesa?  Quando ti metto un nomignolo come dolce o tesoro,  guarda che non sono gay e nemmeno bugiarda:  è un segno di affetto.

Elena  Lo so,  se ti ho scelta come amica è perché ti ho letto nel profondo e so che sei sincera.  Lo stesso è di Marco, il dirmi che mi ama non è opportunismo,  ma affetto che prova per me;  affetto sincero.  Vedi quando uno ti mette in guardia perchè dice che questi complimenti non sono leali,  è perché è lui che è così,  o lei!  Non preoccupatevi ulteriormente,  io lo sento ciò che è vero e ciò che è menzogna.

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ANNI VERSARIO DELL’APPARIZIONE DELLA BEATA VERGINE A BERNADETTE S.

 

Madonna di Lourdes    Immacolata Concezione 11 FEBBRAIO 1858

 

Regina del Cielo,  della Terra del Giorno e della Notte,  proteggi le anime false perché sono disorientate. Dona loro la tua sorgente affinché possano purificarsi. Io ho detto sempre la verità.

11/02/2026

Annalisa   Io vorrei chiedere alla Baeata Vergine che oltre la protezione degli ammalati,  se mettano sotto la sua protezione anche i bambini piccoli e indifesi;  me l’avevi detto un mese fa,  poi ho pensato ad altre cose e non mi sono più interessata come avrei dovuto fare.  Ieri è venuto fuori che maestre e suore sono sotto accusa per maltrattamenti pesanti ai bambini di cui si stavano occupando mentre i loro genitori li credevano al sicuro.  Non avrebbero mai immaginato che potesse succedere anche lì,  dal momento che in quel posto ci lavorano anche delle suore.  Ma che cosa possono aver fatto dei bambini così piccoli per suscitare in donne adulte e suore delle mostruosità così inconfessabili. Per fortuna una ragazza che ha lavorato lì per un po di tempo ha raccontato la cosa ai carabinieri altrimenti, le torture sarebbero andate avanti ancora.  Tu cosa ne pensi,  ce ne saranno ancora?

Elena  Io ormai non resto più basita,  perché questa storia va avanti da molto,  troppo tempo,  sì,  ce ne sono ancora da smascherare,  ma ci vorrà del tempo per installare aggeggi che possano darc delle prove concrete;  la mente umana è inaffidabile  un giorno sono gioiose il giorno successivo sono delle bestie che si avventano su dei batuffolini così delicati e amabili.  Non c’è tanto da commentare,  ma soltanto da dire che si facciano curare,  le persone violente non si possono lasciare con dei bambini o dei disabili,  o degli anziani che non riescono più a  difendersi.

 

DIALOGANDO CON VOI

28/01/2026

 

 

Annalisa   Se i nostri genitori ci avessero impartito un’educazione giusta,  ora saremmo liberi dalla paura e dai pregiudizi?  Grazie.

Elena   Non si può essere liberi dalla paura se non attraverso l’intelligenza.  Ma  dobbiamo scoprire anche come essere intelligenti e non come liberarci dalla paura.  Se sappiamo  scoprire e fare l’ esperienza di ciò che significa essere intelligenti,  allora sapremo come sbarazzarci della paura.  La paura ha sempre un oggetto,  non esiste di per sé.  C’è la paura della morte,  la paura della malattia, la paura di perdere ciò che si ha,  c’è chi teme il giudizio della gente,  ecc.  Il problema non è come sbarazzarsi della paura,  ma come risvegliare l’intelligenza  con cui far fronte alla paura;  comprenderla e superarla.  Come può l’educatore o l’educatrice aiutarci ad essere intelligenti?  Certo non vuol dire superare gli esami,  oppure avere molte doti,   o leggere molti libri come faceva Giacomo Leopardi?  Noi siamo composti da molte sfaccettature,  a volte siamo violenti,  risentiti,  e altri aggettivi poco piacevoli,  altre volte invece siamo umili,  attenti agli altri,  buoni ecc.  In momenti differenti siamo persone differenti,  non siamo mai interi,  mai totalmente integrati:  quando un essere umano ha molti bisogni,  internamente è frammentato in tanti diversi individui.  Bisogna impostare il problema con semplicità;  il problema è come essere intelligenti in modo da liberarsi dalla paura.  Se fin dalla prima infanzia qualunque tua difficoltà è stata discussa apertamente (Come facevamo io e il papà di Piter) con te,  in modo che la tua comprensione di tale difficoltà,  fosse non solo verbale,  ma ti consentisse di vedere la vita nel suo complesso,  ebbene,  un’educazione simile è in grado di risvegliare l’intelligenza e dunque liberare la mente dalla paura. Ma bisogna anche stare attenti ai pericoli che andiamo incontro se intraprendiamo certe strade pericolose;  essere coscienti che nulla è scontato;  e che dobbiamo sempre proteggere la nostra vita.

Annalisa  Grazie!  Come vorrei vivere lì!

29/01/2026

Annalisa   Però,  c’è un però, se essere intelligenti significa portare via il padre e il marito ad una famiglia felice come ha fatto con me  quella… non vorrei essere né intelligente né tantomeno libera dalla paura.

 

Elena  Ma nel tuo caso non si tratta d’intelligenza,  ma di egoismo e di menefreghismo,  che è ben diverso eccome!  E se ci fossi stata tu al suo posto?  Avresti lasciato perdere quell’amore?

Annalisa  Sicuramente non mi sarei nemmeno innamorata di un uomo così impegnato con la famiglia come mio marito;   ne sono certa. Io glielo avevo detto che mio figlio più piccolo aveva solo pochi mesi,  ma lei mi ha risposto che nella vita bisogna prendersi tutto perché nessuno te lo offrirà su un piatto d’argento. Certo che una così io se fossi stata in lui non l’avrei voluta neanche per pochi attimi. Quella si prenderà sempre tutto quando e dove lo vorrà lei!

 

Elena  La fortuna e il guaio è che non siamo tutti uguali.  Per me quelle donne lì non sanno amare davvero,  ma sono un usa e getta.

Annalisa  Anche a me viene la tristezza quando vedo che il mondo si sta sgretolando,  ma dici che ci saranno ancora casi come quello di Salemi?

Elena  Speriamo proprio di no,  ma  purtroppo c’è gente senza scrupoli che lavora male con un’incoscienza tale da costruire anche sulle sabbie mobili.

Annalisa  Ho visto ieri sera che eri triste,  era per questo?

Elena  Bhe,  sì,  ci si scoraggia,  perché tutte le persone hanno un cervello e una coscienza,  perché certi non li usano?

Annalisa  Hai scritto una poesia bellissima,  è stata questa l’ispirazione?

Elena  No,  quella non era ispirazione,  ma delusione e rabbia!  Preferisco che le poesie mi vengano dal cuore e dall’anima e non dalla rabbia!

Annalisa  Se due persone sono separate e non hanno più rapporti di quel tipo,  se uno ha un’altra persona,  non è tradimento vero?

Elena  Certo che no!  Si tradisce quando l’altra persona è all’oscuro di tutto.

Annalisa  Però  le persone facili a pensarci è un vero schifo,  non trovi?  Tu pensa che un individuo o una donna che va con diversi uomini,  quelli a loro volta sono stati con altre o altri  tu vedi che pestilenza viene fuori?

Elena  Questo non è il mio caso,  e lo dico forte;  perché io quando amo,  amo sul serio.

Annalisa  Ti invidio che fra qualche giorno te ne vai là!  Quanto vorrei venirci anch’io anche stavolta!

Elena  Volentieri,  ma sai sono gli ultimi giorni che io e  Piter possiamo parlare a tu per tu da soli;  poi non so quando tornerà di nuovo povero figlio. Dovrò mettere a posto le sue valigie senza dimenticare nulla.

Annalisa  Che cos’è l’astrologia per te? Grazie!

 

Elena  Ma proprio niente!  Ma qualcosa di vero c’è, ma sempre che non sia manipolato il tutto.

Oggi l’astrologia è diventata una grande imputata;  è accusata di fomentare irrazionalità e superstizione. E anche manipolazione occulta e palese che ogni giorno mistifica accadimenti pubblici e privati.  Molte critivche ci sono al riguardo:  si applica feroce alle possibili,  ma certo meno gravi siocchezze,  ch el’astrologia divulgativa spesso propone.  Essa però affonda le radici in quell’inconscio profondo,  in quell’ancestrale speranza di allevviare ai rischi e agli scacchi matti del destino;  che nemmeno i più raffinati marchingegni tecnologici sono riusciti a debellare. Più di una volta si è creduto di averla sconfitta,  ma essa è puntualmente ricomparsa nei riti e nei falsi miti che ogni civiltà celebra immolando vittime ai propri Moloh.  Non è facile tracciare il confine fra la razionalità di una legge di natura e  forza “irrazionale”ma reale e operante di una preghiera o di uno scongiuro.  Tolomeo,  Copernico, Aristarco e Galileo sembravano impotenti a esorcizzare la triste influenza di Saturno e su tutto il sapere fisico– matematico sembra aleggiare l’ombra ambigua di Pitagora.  La verità è che il concepimento della scienza umana non è mai immacolato,  e la ragione pura,  si rivela a sua volta, un puro mito o un’ideologia;  nel più felice dei casi,  un’idea relativa in senso Kantiano.  Sembra quindi assurdo addebitare all’astrologia colpe ed errori che possono venire a scritti ad ogni ramo dello scibile umano.  Mi sembra quindi che da denunciare sia l’ignoranza che dell’astrologia è molto diffusa.  Dell’astrologia si discute l’apparenza,  la sostanza resta una questione di cui si tratta solo  tra addetti ai lavori. Ecc.

 

Annalisa  E adesso qualcosa di divertente ce lo puoi dire?

Elena  Cosa vuoi sapere?  Se il mio cavallo parla davvero?  Certo che no!  Se parlasse me lo terrei per me;  a meno che non parli in pubbilico.

Annalisa  Come possiamo presuppore di avere una memoria efficiente?  Ti ringrazio e poi scappo via.

Elena Oltre ai vari presupposti di tipo fisiologico,  biochimico, e psicologico che abbiamo già visto in altri articoli,  c’è una tecnica che si basa anche su un presupposto estremamente semplice ma basilare per il buon funzionamento della memoria:  l’ordine e la classificazione.  Troppo spesso cerchiamo di ficcarci in testa delle nozioni a caso, senza ordine preciso,  (come le domande che mi hai fatto tu oggi in questo articolo) senza alcuna differenziazione  delle informazioni.  È chiaro che recuperare poi le cose in tanto caos diventa perlomeno difficile.  La mente umana non è una pattumiera e non va usata come tale.  Il modello ideale è quello di archivio ordinato,  in cui ogni notizia ha il suo posto logico e il suo cartellino di riconoscimento.  Per costruire il nostro Archivio Mentale Ordinato avremo bisogno di un ulteriore aggancio che sarà costituito da un codice fonetico basato sull’associazione di suoni (solo consonanti) dai numeri dall’uno al nove più lo zero. Il codice va memorizzato perfettamente se necessario ripeterlo più volte.  I numeri dall’ uno al nove  più lo zero compongono un elenco con una successione logica implicita.  Bisognerà quindi imparare  a quali suoni è associato per convenzione ogni numero.  Ricordiamo che questo è un codice fonetico quindi a ogni numero è associata non una lettera dell’alfabeto, ma il suono di una o più consonanti.  Per evitare confusioni,  è necessario prestare molta attenzione a memorizzare perfettamente il codice correttamente i suoni corrispondenti al numero.  Dedicare un po’ di tempo a imparare perfettamente il codice,  ripeterlo oralmente,  scriverlo e riscriverlo,  visualizziamolo ad occhi chiusi,  fino a quando non siamo in grado di ripeterlo senza difficoltà.  È più facile richiamare informazioni che siano state collocate nella memoria con un ordine preciso,  piuttosto che altre infilate casualmente. Purtroppo non sempre l’argomento è tale da permettere un ordine implicito,  come per esempio nella sequenza dei numeri,  Più spesso dobbiamo essere noi a trovare il modo di applicare “la regola dell’ordine” nel memorizzare.  Questo metodo oltretutto mi era completamente sconosciuto,  fino a poco tempo fa.  L’Archivio mentale ordinato sopperisce a una precisa necessità,  permette di strutturare una  grossissima parte della nostra memoria in modo da ottenere un vero schedario con cartelle numerate e distinte.

29/01/2026

Daniela  Mi spiegheresti la poesia “Ed è subito sera Di S. Quasimodo?  Quella che c’è nella prefazione del tuo libro.  Grazie ! (é per mio figlio)

Ognuono sta solo

sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

 ed è subito sera.

 

Ormai il poeta costretto a proseguire da solo dopo la morte della moglie,  non vede le ragioni stesse della vita che si mostra  sotto certi aspetti ingannevoli e non rispondente alla realtà apparente. La disperata condizione umana,  che si risolve nella tragica solitudine dell’individuo,  che cerca di vivere di amare,  ma che non ha tempo di vedere neppure quanto la vita,  possa offrire,  è sintetizzata in modo ineguagliabile,  in questa che, più che una poesia,  si potrebbe meglio definire una intuizione folgorante,  racchiusa e quasi imprigionata nel corso di tre versi. Le parole assumono in questo caso,  una particolare concretezza,  e sembrano voler veramente abbracciare il mondo.

 

 

 

LE MIE RISPOSTE ALLE VOSTRE LETTERE DUE

26/01/2026

 

 

Sono Melissa,  ho trentadue anni,  io sono nata sotto il segno dei Gemelli, e lui è un Capricorno,  a volte credo di sbagliare senza accorgermene,  perché vedo che lui sembra offeso per ciò che penso e per  ciò che dico.  Ma non mi succede con nessul’altra persona,  né donne né tantomeno uomini.  Non so più come fare,  speravo che tu mi chiamassi prima,  ma capisco che anche tu hai i tuoi impegni.  Ho tenuto duro questa settimana,  perché non volevo fare passi sbagliati,  ma davvero ora non ce la faccio più.  Dimmi come mi devo comportare perchè il nostro rapporto continui a proliferare fino al matrimonio;  io lo amo.  Grazie per avermi chiamato.

 

 

   Elena    Tu ti rammarichi di non essere presa sul serio,  lui

non vede come accompagnarsi con un tipo così estroverso. A volte può scoccare una scintilla basata sull’ammirazione: e dovrebbe nascere una collaborazione, in campo intellettuale o negli affari.  È certo che su una base di stima reciproca,  si possono realizzare molte iniziative.  Nelle professioni che decidete d’ intraprendere insieme,  la collaborazione andrebbe considerata  come un rapporto (fratello maggiore e sorella minore,  ma fidanzati io non vi ci vedo;  per quello che mi hai detto tu nella lettera.  Perché in amore sia che l’uomo sia Capricorno e la donna Gemelli o vicevera,  occorrerà molto tatto e molta tolleranza,  spesso ho visto coppie così sciogliersi dopo poco tempo che vivevano insieme.  Perché dopo attimi di effusioni,  gli intermezzi rischiano di essere molto lunghi ,  essendo il ritmo personale di ogni coniuge tanto diverso da potersi difficilmente conciliare.  Un affetto solido a base di stima e comprensione può cementare l’unione,  che scarseggerà di slanci personali e niente passionali. Io ti ho detto quello che vedo,  poi tu potrai anche provare a portare avanti questa relazione ma  con cautela.   Ciao.

 

28/01/2026

Sono Morena C.  Ho cinquantotto anni,  e il figlio minore ne ha diciotto. Ed è questo il mio tormento. Gli altri due sono gioielli,  bravi,  educati e sono i figli che una madre non potrebbe desiderare di meglio.  L’ultimo invece è viziato,  maleducato,  menefreghista,  egoista e di più.  Come posso fare per metterlo sulla strada giusta?  Mi fido di te.  Grazie!

 

Di me?  Ti ringrazio,  ma vedi a diciotto anni se non vuole cambiare,  non è più un bambino perché ascolti le mie prediche. Se gli altri due figli sono dei modelli,  la colpa non è da imputare a voi genitori,  oppure quest’ultimo l’avete viziato? Perché se è così ora non mordetevi la lingua.  Vedi? Tutti mi chiedono come dovremmo fare per avere un mondo migliore,  io ho risposto che dai miei anni di vita ho potuto comprendere che dovremmo volerlo tutti.  Così da poter sconfiggere il male:  guerre,  omicidi,  catastrofi ambientali ecc.  Non è il caso arrestarsi ai confini delle vita,  o in caverne in mezzo ai monti:  perché non risolveremo niente! Ma mettere lo spirito giusto,  il sacrificio,  la volontà,  la costanza in tutto quello che facciamo per raggiungere un perfetto equilibrio.  E non guardiamo a chi ci critica nel male,  (è perché gli brucia).  Adattarsi alle scomodità,  e non voler trovare già tutto ptronto,  come fanno certi studenti di famiglie molto ricche che vanno all’università per passare il tempo e per trovare il compagno o la compagnaper divertirsi.  Non studiano e continuano a vivere sulle spslle dei genitori fino a più di trent’anni.  Il troppo benessere rovina la vita dei giovani.  E pensare che ci sono quelli bravi ma molto bravi che vanno avanti di stenti eppure sono a livelli alti.  Ecco questo è quello che posso dirti e che ho capito fino ad oggi.  Te lo dico con il cuore,  poi tu saprai come parlare a tuo figlio.  Ciao!

 

28/01/2026

Sono Rosalba,  sono un  Gemelli ascendente Cancro,  (sole in Gemelli ascendente in Cancro) vorrei sapere se tra noi c’è affinità.  Grazie infinite!  Ti amiamo.

 

Elena   Il soffio aereo dei Gemelli,  gioca sull’acqua apparentemente calma del Cancro,  la cui fertile immaginazione si perde in sogni poetici.  Il desiderio di libertà dei Gemelli  viene frenato dall’attaccamento dal nucleo famigliare.  La tipizzazione del Gemelli/Cancro risulta sfuggente,  in quanto la sua personalità presenta un lato fluido difficile da circoscrivere,  e che può venire indicata con miglior approssimazione dalla posizione della Luna.  La tendenza all’immaginazione,  può rivelarsi molto ma molto efficace, per la sua vita concreta;  fruttuosa  per quanto riguarda la creatività artistica e letteraria. Su un altro piano l’estrema mobilità del soggetto può comportare dei frequenti mutamenti di attività professionale.  Nella vita privata,  la mobilità e la sensibilità ne fanno un essere pieno di fascino ma nonstante ciò è un essere fedele.

12/02/2026

La lettera di un mese fa di Giulia

Sono Giulia,  ho un ristorante albergo,  e non sopporto più  di vedere delle giovani donne con vecchi che sembrano i loro padri e a volte i loro nonni.  È un’indecenza!  Anche perché ho una figlia di nove anni e non è addormentata come si dice a volte in gergo,  ma è molto sveglia.  A costo di chiudere io li denuncio!  Aiutami.  Grazie infinite,  per quello che farai.

 

Elena  Cara Giulia,  la prostituzione è il mestiere più antico del mondo.  Purtroppo so che ci sono certe madri che mettono sulla strada le loro figlie ancora giovani,  quindi dimmi tu cosa potrei fare io.  La prostituzione è una bruttissima cosa,  ma più brutti ancora sono quei vecchi che pagano queste giovani donne e non si vergognano!  Dovrebbero vergognarsi di più loro!  Se hanno tantissimi soldi perche quei maledetti  non le trattano come figlie?  Offrendo loro il pagamento dell’università?  Se fossero persone civili,  metterebbero il loro aiuto senza volere niente in cambio.  Io capirei se fossero innamorati,  però anche da innamorati una persona che capisce, se  la giovane non è predisposta a certe cose,  l’innamorato si farebbe da parte senza problemi;  anzi non la vorrebbe mai con la forza.  Questa sarebbe la persona giusta.  Io ho sempre pensato che sia uomini che donne con una certa età andare con giovani che potrebbero essere i loro figli o i loro nipoti,  per me c’è qualcosa di malato e di marcio dentro!  Tu  potresti solo non affittare più le stanze a quei farabutti e dire che c’è tutto occupato;  a volte la bugia in fin di bene io credo che Dio la perdoni. Potresti denunciare solo se le ragazze ti sembrano minorenni e non hanno i documenti;  altrimenti non si può fare nulla!  Faì così come ti ho detto è l’unica cosa da fare per non vederli più!  Ciao,  fammi sapere.

LA VERITA’ SUL VANGELO E LA S. BIBBIA DUE

26/01/2026

 

CANA  IL PAESE DEL PRIMO MIRACOLO

 

Oggi il luogo visitato più spesso come sede del miracolo è il villaggio di Kefr Kenna,  che sulla strada maestra è a una decina di km a Nord-est di Nàzaret,  sulla via di Tiberiade e Cafarnao.  Ma c’è pure Kirbet Qana (14 km a nord di Nazeret).  Che oggi consiste in una piccola distesa di ruderi.  Tra gli studiosi non c’è accordo;  chi sostiene Kefr Kenna,  chi sostiene Kirbet Qana:  per entrame le località vi sono indizi a favore e indizi contrari. Per nessuna delle due c’è però l’argomento decisivo.

Gli invitati

“Vi era la madre di Gesù” ,  Maria non era un’invitata propriamente: era lì, con molta probabilità, in qualità di parente,  anche col compito di dare un po’ di aiuto.  E stava con le donne addette alla cucina e alla dispensa,  perché al pranzo partecipavano gli uomini da soli.  Gesù,  invece,  “fu invitato coi suoi discepoli” .  Era già noto nella zona,  tra i suoi seguaci c’era Natanaele Bartolomeo originario di Cana,  e l’usanza orientale imponeva molta larghezza negli inviti.  Non c’era l’invito personale e limitato,  fisso, di oggi.  Ognuno poteva portare amici con sé. E poi si accoglieva anche la gente di passaggio,  quasi si costringeva il viaggiatore a fermarsi un momento,  e lo si faceva mangiare e bere.  Per offrire cibo e bevanda a tanta gente si facevano duri sacrifici per mesi e mesi:  ma poteva pure accadere che mancasse qualcosa,  per l’errore di calcolo o per l’arrivo di convitati inattesi.  È ciò che avvenne a Cana per il vino.  Era un dramma per la famiglia:  l’argomento sarebbe stato sarcasticamente commentato per anni,  nel villaggio: “hanno invitato tanta gente e poi l’hanno lasciata a bocca asciutta!” Ad ogni futuro matrimonio,  in paese, si sarebbe rievocata quella storia.  La notizia del vino venuto a mancare dovette prima circolare,  sussurrata affannosamente,  appunto tra le donne,  che badavano ai rifornimenti.  E Maria dovette apprenderla proprio in quel modo.  E segratamente andò a riferirla a Gesù,  mentre nessuno convitato ancora se n’era accorto,  e neppure lo sposo e l’organizzatore del banchetto.

Le giare di pietra

Erano sei,  dice Giovanni,  troppe per una sola famiglia.  Probabilmente qualcuna fu prestata per l’occasione.  Erano di pietra, perché secondo i conoscitori della legge,  la pietra non conteneva impurità come la terracotta.  La loro capacità era di due o tre “misure”(metrete ) ebraiche.  Ogni misura si aggirava sui trentanove litri.  Prima del miracolo,  Gesù le fece riempire perché ormai,  essendo il banchetto già molto avanzato,   l’acqua necessaria per le abluzioni era già stata consumata.

E,  venendo a mancare il vino, la madre di Gesà gli disse: “Non hanno vino”.  E Gesù le risponde:”Che c’è tra me e te donna? La mia ora non è ancora venuta”.  Sua madre dice ai servi:” Qualunque cosa vi dica fatela”. C’erano lì sei giare di pietra,  destinate ai riti di purificazione degli Ebrei,  capaci di due o tre misure ciascuna.  Gesù disse ai servitori: “Riempite d’acqua queste giare”.  E le riempirono fino al collo.  E disse loro: ” ora attingete e portate al direttore di mensa”. Ed essi portarono.  Il direttore di mensa assaggiò l’acqua cambiata in vino-  lui non sapeva di dove provenisse,  ma lo sapevano i servi che avevano attinto lacqua- poi chiamò lo sposo e gli disse:”Tutti mettano in tavola dapprima il vino buono,  poi,  quando la gente è brilla,  quello meno buono.  Tu invece,  hai tenuto in serbo il vino buono fino ad ora”.  Questo fu il primo dei segni di Gesù.  Fu compiuto a Cana di Galilea.  Egli manifeatò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”.

SPIEGAZIONE O COMMENTO

Che cosa ci vuole svelare questo episodio del vangelo?  Una madre sempre attenta a suo figlio,  sentendosi sempre vicina,  lo segue con il cuore e la mente,  per aiutarlo  per onorarlo anche  nei suoi poteri. Sempre attenta,  infatti riesce ad avvisare Gesù in tempo per non far fallire il divertimento e le aspettative di quella festa rivelando al Figlio che erano rimasti senza vino e senza quel vino la festa  si sarebbe  rivelata una catastrofe,  sì per loro  e specialmente in quell’epoca era devastante far fallire una festa di matrimonio con gli invitati e non invitati,  ma persone che vi parteciparono liberamente. Quindi Gesù fece il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino.   Non esiste l’impossibile per Gesù ma anche per noi.  Riusciremo ad ottenere tanto di ciò che  vogliamo,  con la forza e la speranza dell’amore che ci infonde lo Spirito Santo.  Basta non abbandonare le Fede.

03/02/2026

UN PESCATORE DI NOME SIMONE

Dalle sacre scrutture

I primi vangeli e il libro degli Atti degli Apostoli danno la lista competa dei Dodici con alcune varianti nell’ordine dei nomi. Il primo,  per ordine e dignità,  è indubbiamente Simone Pietro,  figlio di un certo Giovanni e Iona,  al quale gli evangelisti,  ognuno anche con contributi propri,  danno concorde e significativo risalto,  menzionandolo con impressionante frequenza: 135 volte.  Per questo pescatore,  nativo di Betsaida sulle sponde del lago di Tiberiade e residente a Cafarnao nsieme con la suocera.  Cristo inventò un nome che nessuno aveva mai portato: Kefa che in aramaico signfica pietra,  quindi Pietro.  Il nuovo nome,  secondo la mentalità della Bibbia,  stava a significare che Simone diventava preda di Cristo,  ricevendo da lui come un nuovo essere,  un nuovo destino.  Infatti,  egli sarà la pietra di fondamento dellaChiesa che Gesù dirà “sua”con pieni poteri sul gregge di Cristo.  Nei vangeli Pietro è anche quello dei Dodici che,  con le sue battute e le sue reazioni,  il suo dramma personale,  permette di rendere conto del significato e dell’importanza del sodalizio degli apostoli con  Cristo. A presentare Simone Pietro a Gesù,  fu suo fratello Andrea,  che i cristiani greci venerano perciò come il primo chiamato da Gesù.  Di lui sono ricordati alcuni interventi nei discorsi e nei miracoli di Cristo.  Tra i dodici ci fu un’altra coppia di fratelli legati intimamente,  anche per ragioni di mestiere,  a Pietro e Andrea:  Giacomo e Giovanni,  fu da Cristo scelto a testimoniare di un miracolo,  i figli di Zebedeo e di Salome,  anch’essi nativi di Betsaida.  Con Pietro e col fratello Giovanni,  Giacomo fu da Cristo scelto a testimoniare di un miracolo di risurrezione,  della  Trasfigurazione e dell’agonia del Getsmani,  fu il primo dei dodici a subire il martirio a Gerusalemme,  per ordine del Re Erode  A. che voleva colpire il cuore del Cristianesimo nascente.  Giovanni si qualifica il discepolo che Gesù amava ,  il “prediletto”,  l’unico che ebbe il coraggio di uscire allo scoperto sul Calvario al quale Cristo morendo affidò sua Madre. Continua…

 

09/02/2026

 GESÚ

E Gesù rivedeva oltre il Giordano

campagne sotto il mietitor rimorte

il suo giorno non era lontano.

E stettero le donne sulle porte delle case, dicendo:

Ave Profeta! Egli pensava al giorno di sua morte

Egli si assiste all’ombra di una meta di grano,

edisse:  se non è chi celi sotterra il seme,  nen sarà

chi miete.  Egli parlava di granai nei Cieli,  e voi

fanciulli,  intorno a lui correste,  con nelle teste bionde

aridi .  steli.  Egli stringeva al seno quelle teste;

e Cefa parlò:  se così siedi temo per l’inconsutile

tua veste.  Egli abbracciava i suoi piccoli eredi.

il figlio Giuda bisbigliò veloce:  d’un ladro o Rabbì

t’è costì Barabba, ha nome il padre suo

che in croce morirà. Ma il profeta alzando gli occhi,

no!  Morirò con l’ombra della voce

e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Prosa

La poesia inizia come molte volte inizia il Vangelo,  con grande semplicità.   Si avvicina per Gesù il giorno della morte ed Egli, solo fra tutti,  sa che la sua ora è giunta.  Ma lui non fa nulla per sottrarvisi, e continua,  serenamente la sua predicazione sulla terra di Galilea.  Accanto a Lui sono i discepoli,  che lo seguono con affetto ma con l’animo ancora teso verso i beni terreni e le convenzioni sociali,  perché poco e nulla essi hanno capito delle sue parole. (Cefa) Pietro, infatti si preoccupa perché teme che Gesù, sedendo sulla paglia, possa sciupare la sua veste,  e Giuda colui che l’avrebbe tradito da lì a poco,  lo mette in guardia che tra i bambini accorsi intorno a Lui c’è anche il figlio di un ladro Barabba. Ma il Redentore,  che morirà in croce per tutti gli uomini  anche per Barabba,  in un impeto d’amore,  prende il bimbo e lo fa sedere sopra i suoi ginocchi.  In quest’atto sublime è racchiuso tutto lo spirito di Gesù.

Elena  L.

10/02/2026

IL BATTESIMO DI GESÚ

Appuntamento al Giordano

 

L’episodio è modesto,  in sé: Gesù si accosta a Giovanni,  c’è un breve colloquio e poi il rito del battesimo.  Gesù ha fatto ben altro nella vita pubblica,  eppure i primi cristiani hanno attribuito grandissima importanza a quella giornata,  in riva al piccolo fiume.  Forse perché la semplice cerimonia condensa in sé molti significati profondamente incisi nello spirito del tempo e provenienti da molto lontano:  il millenario mito dell’acqua,  strumento universale di purificazione;  il deserto e l’antichissima sua funzione spirituale;  l’imponente figura del Battezzatore,  che ha abbandonato il mondo per ricercare un dialogo diretto con Dio.  Continua…

11/02/2026

Quel giorno,  Giovanni arriva al Giordano,  dove già l’attende un gruppo di seguaci per ricevere il battesimo e ascoltare la sua parola.  Ma tra essi,  ad un tratto,  egli riconosce qulcuno:  è Gesù,  Gesù di Nazaret.  I due giovani si conoscono sono anche parenti,  ma hanno potuto parlarsi solo recentemente,  perché Giovanni è vissuto in Giudea prima di ritirarsi nel deserto,  e Gesù invece ha trascorso la sua giovinezza a Nazaret,  lavorando un po’ col padre falegname.  Giovanni pensa che Gesù sia venuto appunto,  per parlare con lui,  come fa da poco tempo,  mettendolo anche a disagio. Sono coetanei,  Gesù non ha fatto ancora nulla,  ma ha l’aria di saperla così lunga sulla vita e Dio… Per Giovanni Egli non è un aspirante discepolo, oppresso dal peso dei peccati.  Però non è neppure il Messia avvolto da fiamme e folgori che egli aspetta:  e tuttavia…”E io non lo conoscevo”,  fa dire al Battista l’altro Giovanni,  l’evangelista,  nel suo racconto.  Non lo conosceva come il Messia,  non poteva essere troppo lontano e diverso da quello che ogni ebreo si aspettava.  Ma eccoli ormai di fronte:  Gesù di Nazaret guarda Giovanni,  poi china il capo come fanno tutti,  chiedendo di essere battazzato. Per la prima volta in vita sua,  Giovanni è incerto.  Dovrebbe,  come fa sempre,  invitarlo a pentirsi e a cambiar vita,  ma come è possibile a fare una cosa simile con Gesù?  Che cosa c’è da rimproverargli,  in che modo dovrebbe cambiare vita?  E allora Giovanni si mette a gridare: ” Ma sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”. A queste parole Gesù risolleva il capo e gli dice semplicemente: ” È bene che noi,  in questa maniera,  adempiamo ogni giustizia”.  Gesù parla col linguaggio degli Esseni,  i monaci ebrei maestri di Giovanni,  per essi la parola giustizia indica la volontà di Dio sulla terra.  Giovanni comprende,  fa dscendere Gesù nel fiume e lo battezza.  L’incontro ha sigillato i loro destini.  La missione di  Gesù incomincia e quella di Giovanni finisce:  anzi per lui gli avvenimenti stanno per precipitare.  Arrestato qualche mese dopo per ordine di Erode Antipa,  governatore della Galilea e della Perea,  viene rinchiuso nella fortezza di Macheronte.  I motivi?  Devono essere almeno due: intanto far tacere l’uomo che denuncia pubblicamente i vizi di Erode,  il tetrarca corrotto:  e di conseguenza prevenire  possibili torbidi politici suscitati dalla sua predicazione,  senza bisogno di chiamare i romani.  Erode si ferma lì,  non vuole la sua morte:  gli basta neutralizzare Giovanni.  Ma per Erodiade,  la sua moglie-cognata-nipote,  tutto questo non basta:  egli dev’essere eliminato definitivamente.

12/02/2026

LA TESTA DI GIOVANNI IL BATTISTA

 

E l’occasione favorevole si presenta molto presto.  Alla fine di un banchetto,  la figlia di primo letto di Erodiade si mette a danzare,  affascinando il lussurioso Antipa,  che le promette di realizzare qualunque suo desiderio.  E la ragazza istigata dalla  madre,  per antichi rancori verso Giovanni,  chiede la testa di Giovanni Battista.  Erode Antipa è perplesso.  Conosce il valore di Giovanni,  inoltre sa che politicamente non è affatto necessario ucciderlo.  Ma la parola data a una ragazzina,  è più importante della vita di un profeta.  Così egli manda a decapitare Giovanni.  Ed ecco arrivare la sua testa mozza, su un vassoio d’argento.   Giovanni viene decapitato nella fortezza di Macheronte su ordine di Erode Antipa.  Gesù invece,  ha ancora alcuni anni da vivere.  Ma lo attende lo stesso destino.  Anche per lui i tempi preparano una condanna a morte.

 

LA TESTA DI GIOVANNI IL BATTISTA

Giovanni il Battista è largamente ricordato nella liturgia cattolica,  nella tradizione e anche nel folklore.  A partire dal V secolo la sua festa viene celebrata il 24 giugno.  La data non ricorda la sua morte ma la sua nascita,  per sottolineare come Giovanni era destinato fin dall’inizio della sua vita a una straordinaria missione.    Quello che conta di Giovanni è la sua irriducibile testimonianza per la giustizia,  la sua totale disponibilità per la missione affidatagli da Dio.

 

QUANDO CADDE IL CIELO

23/01/2026

 

 

Era un’estate di fuoco,  la spiaggia era vuota, erano le tre del mattino,   c’eravamo solo noi cinque, eravamo seduti sopra gli scogli,  ci raccontavamo la nostra vita,  la musica continuava a suonare dalla casa dei miei amici,  poi,  loro quattro ballavano abbracciati,  io ero scesa  giù per mettere i piedi in acqua e per rinfrescarmi un po’;  uno dei nostri amici mi chiese di ballare perché pensava che mi sentissi sola,   secondo loro ero assente e pensierosa,  ma io avevo ben altro per la testa. In quei momenti l’unica cosa che mi interessava era di restare in silenzio ad osservare e ad ascoltare la musica con le più belle canzoni di quel momento.  Ad un tratto vidi un bagliore,  ma poi all’improvviso scomparve,  sul momento non dissi nulla perché pensavo che fosse la stanchezza a rendermi vulnerabile alla vista del cielo. Ma qualche minuto più tardi,  vidi un bagliore e una figura enorme venire verso di noi,  con una luce mai vista prima:  anche se era notte sembrava un giorno di sole estivo delle ore sedici.  Rimanemmo tutti impietriti,  ma la figura continuava a venire verso di noi fino a quando ci  sdraiammo a terra anche se la figura era ancora lontana.  Poi fece un giro nel cielo,  lasciando una scia di luce potente e piano piano scomparve dietro la scogliera,  pensavamo che  andasse a sbatterci contro,  perché lo scoglio aveva una punta aguzza.  In quel momento si scatenò un vento da temporale  e le onde del lago si avventarono contro gli scogli;  continuò per circa cinque minuti.  Poi ci fu silenzio e pace innaturali,  come se fossimo dentro ad un tunnel senza uscita.  Ritornammo alla casa anche se sconvolti provammo ad andare a dormire.  Il mattino verso le nove andai a fare una passeggiata dove eravamo la notte scorsa,  e lì sul posto vidi un vecchio pescatore,  mi guardò e mi sorrise,  io gli risposi con il saluto,  lui stava fissando il lago nel punto in cui successe il fatto.  Gli offrii la mia bibita ancora chiusa,  e lui mi rispose gentilmente che beveva solo vino,  poi si passò la mano sulla fronte dicendo:  “eh è un brutto vizio quello del vino,  non ti crede più nessuno! ” Ma che cosa voleva dire il vecchio pescatore?  La cosa m’incuriosì molto e con tatto gli chiesi:  ” Perché dice questo signore?  E lui rispose:  perché quando parlo non mi crede nessuno,  proprio perché bevo,  ma io non sono mai ubriaco,  la mia mente è ancora lucida come quando ero giovane,  mi crede? Ed io risposi:  ”  Ma certo! Se beve vino per me è una ragione di più per crederle,  perché lei tiene pulite le arterie quindi è più lucido degli altri. Lui mi guardò e sorrise poi mi disse: ” O così la me piase!  (In dialetto significava:  (così lei mi piace!) Qui molti dicono che sono rimbambito,  ma ha ragione lei,  sono loro che non vogliono vedere e non vogliono sentire niente di più di quello che succede in un giorno normale.  Guai a parlare di cose strane che esistono e  non le inventiamo,  sammai diamo la colpa al buon Dio che ce le fa vedere,  sempre se le vogliono vedere!  Tutto questo mi fece capire che anche lui aveva visto qualcosa di straordinario, ma non lo disse per non passare per ubriaco e rimbambito.  Continua…

24/01/2026

 

Ad un tratto sentii dei passi felpati arrivare da dietro di me,  era il cane pastore di Robert e Linda.  Il vecchio gli fece una brusca carezza,  poi gli dsse:” stai bravo,  come ti chiami?  Ed io risposi:  “si chiama Giois,  è il cane dei signori che abitano laggiù.” Poi il vecchio si guardò intorno e respirava a pieni polmoni;  anche se erano già passate le nove e il giorno prima c’era un caldo soffocante,  oggi invece c’era un clima sorprendentemente leggero e tiepido.  Invitava a restare fuori ancora prima che il sole diventasse bollente.  Poi salutai il vecchio pescatore e mi avviai lungo il sentiero del lungolago che portava fuori provincia,  con me a fare da guardia c’era sempre Giois,  che a tratti si fermava ad annusare,  poi mi raggiungeva correndo.  Ormai eravamo distanti dalla casa di Linda e Robert,  e pensai di raggiungerli a dare una mano in cucina.  Da lontano vidi la figura di Robert venirci incontro,  ci aveva visti da una delle più alte finestre della villa,  sempre premuroso con tutti,  così buono,  trepido,  appassionato alla vita e alle persone. Io mi sentivo molto ma molto sconvolta  per tutto quello che successe la notte precedente,   che credevo di avere un po’ di febbre,  infatti sentivo i brividi che salivano e scendevano lungo la schiena e mi sentivo le guance infuocate.  Robert se ne accorse subito e mi portò a casa sorreggendomi.  Si era alzato un vento caldo e irreale;  io affrettai il passo perché non vedevo l’ora di sdraiarmi e dormire.  Arrivati a casa Linda mi tolse gli abiti,  mi mise qualcosa di leggero e mi stese sul letto.  Avevo una febbre da cavallo, sentivo loro due che parlavano ma io non capivo niente,  le loro voci sembravano come un ronzio di api. Mi fecero impacchi con acqua ghiacciata e poi mi addormentai.  Mi dissero che dormii per un giorno intero,  e quando mi svegliai ricordo che avevo una grande sete.  In fondo alla stanza vidi Il dott. Robert,  Linda e un loro collega che lavorava all’ospedale del paese vicino,  l’avevano consultato per avere la conferma della loro diagnosi:  non era influenza ma era una reazione per lo spavento che avevo avuto da quella notte.  Mi portarono da bere,  e mi dissero che avevo gli occhi scintillanti:  diversi da quelli di sempre.  Poi dopo essersi presi cura di me mi lasciarono sola nella stanza a riposare,  ma io non riuscii più perché mi prese un’angoscia improvvisa:  avevo la fronte madida di sudore,  la febbre era scesa completamente,  dopo tanti pensieri che mi opprimevano la mente mi riaddormentai.  Quando mi svegliai,  aprii la finestra che dava sul lago e vidi la luce dare i primi riflessi sul lago deserto;  erano le luci della riviera;  da lontano si sentiva una musica di tango,  i primi tanghi della sera nella sala da ballo di una grande barca di un signore del paese.  Poi sentìì bussare alla porta:  era Robert che veniva a chiedermi come mi sentivo.  Mi visitò e mi disse che ormai era tutto finito,  febbre e brividi e stanchezza se n’erano andati.  Dopo un po’ scesi per stare con loro,  passammo la serata insieme a parlare di cose importanti ma nessuno di noi parlò di ciò che avevamo visto quella notte. Continua…

Il sole non era ancora tramontato del tutto,  ma i pini alti e scuri tutt’intorno alla villa crearono un precoce crepuscolo.  Se vivessi qui,  io ne toglierei qualcuno,  dissi a loro,  perché tolgono una delle più belle viste gratuite che danno sul lago.  Poi Linda si alzò e ci disse: via tutti da casa perché vi voglio preparare una cenetta coi fiocchi   non voglio neanche Marta (Marta era la domestica).  Robert mi chiamò a vedere gli ulivi e il vigneto,  ma io gli risposi che volevo fare una passeggiata da sola a meditare.  Seguiì il vialetto ghiaioso e passai sotto l’arco del gelsomino,  e poi da lontano si vedevano gli oleandri fioriti  dai cespugli  immensi.  Arrivai fino al recinto del frutteto,  mi beccai una rinfrescata improvvisa dello spruzzatore fissato a una specie di piattaforma in mezzo allo spazio che prendeva il gelsomino e gli oleandri,  lanciando lunghi getti d’acqua tremolanti.  Le piante sgocciolavano nella penombra della sera.  L’aria sapeva di fiori di oleandro,  gelsomini ed erbe aromatiche,  grossi uccelli bianchi che sembravano aironi, beccavano la terra umida.  Rimasi là fino a quando non si spense lo spruzzatore.  Poi calò un grande silenzio e presa un po’ dal timore mi venne la pelle d’oca.  Guardai il cielo, qualche stella stava punteggiando lassù,  rabbrividii ancora anche se la sera era calda ma gradevole.  Poi provai come un bisogno di inginocchiarmi al buio a pregare,  ma non per molto perché non volevo farli aspettare per la cena.  Quando arrivai c’erano due ospiti in più: il medico che mi venne a visitare,  con la moglie. Linda mi disse che erano tutti nello studio,  dopo aver bussato entrai,  vidi che loro tre erano seduti intorno alla scrivania.  C’erano altre due sedie,  occupai l’ultima verso sinistra. vidi il volto pallido di lei:  la moglie dell’altro medico.  Robert aveva appena finito di raccontare ciò che avevamo visto qualche notte fa. Ecco il suo pallore da dove usciva e mi guardò con sguardo intenso,  poi mi chiese se la portavo là dov’era successo la cosa,  io le risposi che dopo cena ci saremmo andati insieme tutti e cinque;  ci ritrovavamo ancora in cinque.  Lei mi rispose che le sarebbe piaciuto andare subito perché le si era chiuso lo stomaco e non sarebbe andato giù nulla.  Io non potevo allontanarmi senza dire niente a Linda e a Robert la mia educazione non me lo permetteva.  Allora si mise fuori dalla casa sul dondolo e nel frattempo io spiegai tutto ai miei amici.  Poi salì le scale per andare in bagno,  e nel salire incontrò una donna che scendeva ( la domestica era stata a mettere a posto le stanze sopra) ,  una donna sulla sessantina,  un viso bellissimo,  indossava un abito nero con grembiule bianco di pizzo,  i capelli castano chiaro,  legati che scendevano  dietro le spalle, occhi scuri ed uno sguardo calmo,  tranquillo,  come se incutesse felicità. (Sembrava il ritratto di mia nonna Selina a quell’età)  Poi la moglie del dottore mi chiamò perché non riusciva ad aprire la porta finestra del bagno che dava sul cortile.  Ad un tratto sentì  dei passi che camminavano nelle stanze del terzo piano,  allora io chiesi ai padroni di casa se c’era qualche altro ospite al piano di sopra,  ma loro sbalorditi del nostro racconto vennero con noi a vedere e non c’era assolutamente nessuno che si potesse vedere. Ma sia io che l’altra donna avevamo sentito benessimo camminare avanti e indietro: passi decisi e non leggeri.  Continua…

26/01/2026

Così  Lnda ci chiamò a tavola,  la signora del dottore restò fuori a respirare l’aria fresca della sera,  ma quando sentì i profumi della cucina che uscivano dalla finestra la vedemmo entrare e scusarsi per il ritardo e incominciò a mangiare.  La sera finì deliziosa fino a notte fonda,  gli ospiti se ne andarono e noi prima di salire nelle nostre camere ci bevemmo una tisana fresca  con il sottofonda di musica classica.  Arrivò il mattino,  io mi alzai verso le sei,  corsi subito alla finesta più alta e volevo vedere se il vecchio pescatore era ritornato da sua figlia che abitava lontano da lì.  Sì,  lo vidi che stava preparando le canne da pesca,  e allora misi a posto in fretta la mia camera,  andai sotto la doccia e mi preparai per andare a trovare il pescatore.  Volevo invitarlo a mangiare da noi;  quando mi vide mi sorrise apertamente con tutto se stesso,  era felice anche lui di vedermi,  era ancora lì.  Mi avvicinai e gli chiesi delicatamente se oggi voleva essere nostro ospite a pranzo,  lui mi rispose che quello che volevo sapere me lo diceva anche se non lo invitavo da noi a casa.  Io gli dissi:  no!  Non lo voglio sapere ora,  me lo direte oggi,  così io vi racconterò il nostro segreto,  anzi,  noi vi racconteremo il nostro segreto.  Gli dissi inoltre che avrei voluto invitarlo per fargli assaggiare un mio piatto molto pregiato nelle nostre zone in cui abitavo.  Si tratta di una minestra di carne con il vino.  Lui mi ringraziò e disse che per niente al mondo se lo sarebbe perso.  Ci salutammo momentaneamente e corsi subito a casa per mettermi in cucina a preparare lo stracotto di carne  nella pentola a pressione con le verdure.  Nel frattempo grattugiavo il parmigiano e anche un po di pane.  Poi  incominciai a tagliare i pezzi di pasta del pane che avevamo impastato il mattino precedente,  appunto per fare il pane fresco.  Linda scese alle otto,  e venne in cucina già profumata di pane fresco e stracotto per i cappelletti.  Dopo un’ora feci il pesto e Linda fece l’impasto per la pasta;  ci mettemmo in tre a fare i cappelletti,  venne anche Marta.  Linda aveva fatto il brodo di carne il giorno prima,  così che era tutto perfetto.  Verso mezzogiorno andai dal pescatore e gli chiesi a che ora gli sarebbe piaciuto pranzare.  Lui mi rispose che dovevamo dirglielo noi che per lui sarebbe stato giusto.  Noi gli venimmo incontro alle tredici,  lui un po’ imbarazzato voleva cambiarsi e lavarsi prima di sedersi a tavola,  così Robert lo portò davanti alla camera del bagno. Incominciammo a pranzare,  gli andai vicino con i cappelletti e gli chiesi se voleva assaggiare quelli asciutti con il vino delle nostre zone (il lambrusco) ,  poi gli avremmo dato il piatto con i cappelletti in brodo e il parmigiano.  Il pescatore gradì moltissimo non solo il piatto delle mie zone,  ma anche la premura che avevamo nei suoi confronti.  A fine pranzo gli chiesi se voleva vedere una cosa,  una statua che Linda e Robert volevano far costruire nella loro residenza.  Gli chiesi se l’aveva vista ancora una statua così; lui ci disse che sembrava un angelo,  ma non l’aveva mai visto prima d’ora.  Lui ci raccontò quello che vide più di una volta:  stavo pescando disse ma i pesci non abboccavano,  ad un tratto qualcosa mi attirò lo sguardo in alto e vidi che nel cielo azzurro chiaro,  c’era uno spazio blu,  un blu bellissimo ma scuro,  con dei bambinelli intorno che avevano le ali ;  noi raccontammo invece quello che avevamo visto qualche sera fà .  Ci credemmo subito a lui,  come anche lui credette a noi.  E da allora fino a quando il vecchio pescatore restò in vita spesso si recava a trovarci,  e a volte mi mandava a salutare quando non ero ospite lì da Robert e Linda.  Con la figlia e il genero ci scambiamo ancora gli auguri a Natale. Il vecchio pescatore morì alla bella età di noventatre anni,  altro che ubriacone e rimbambito!  Lui amava il vino:  era il suo unico vizio ma non si ubriacò mai.

Da quel giorno che ci sembrava che il cielo cadesse su di noi,  io non ebbi mai più la febbre,  né alcun malanno.  Questa narrazione di cose straordinarie,  dà un senso alla nostra esistenza e ringrazio il Cielo ancora una volta per questa opportunità.

 

 

DIALOGANDO CON VOI

21/01(2026

 

 

DOVE  MUORE IL  SOLE

La voix se fait rauque pour la forte colère

il ne vait pas la fleur de son age,  le coeur ne lui fait pas mal

Il s’achemine assaiflé aux pays du soleil sournaise voix

loquace,  trahie,  elle enchante le ciel aussì,  pauvre coeur

qui nesait pas aimer

Triste choix dans la saison odorante de vie,  mais les vies

s’éteignent à leurs yeaux.  Ils feignent de bobbes penseés.

Que quelqu’un Les aide!

Marcher sur les cailloux,  l’esprit ravì; petites proies

nu-pieds espoir évanoui,  sens occasion de pensée

l’esprit ne crie plus comme épée qui trans perce vengeance.

Puis on dernier regard, la quiétude s’allume,silence infinì

tout s’éteint le rideau baisse!

Quelqu’un les revit après?   Tendre espoir…puis la caresse

de l’aurore

Oh jeunesse d’ éphémère passage!…

 

 

Elena L. Da nella mente e nel cuore.

 

22/01/2026

 

Ieri  sera Annalisa mi ha chiesto se metterò nel mio blog la formula che abbiamo fatto io Linda e Robert,  io ho risposto che per ora resterà in cassaforte di Robert.  Abbiamo pensato che quando Peter smetterà di andare in missione,  ne riparleremo insieme.  Anche perché sarebbe lavoro sciupato mettere una cosa così importante (le ricerche di anni) in balia di persone che se la prenderebbero e poi screditerebbero chi l’ha invventata per impossessarsene.  Incomincerebbero a dire:  ma saranno qualificati per avere fatto una cosa così importante?  E poi se ne imposssasserebbero senza pietà! Certo che siamo qualificati.  Imbecilli!

Annalisa mi ha detto:  certo che la dieta che mi hai fatto mi fa bene alla salute e non mi fa ripredere il peso. Ora ho gli esami ematici perfetti.

Annalisa  Ho capito che il tuo compagno ideale sarebbe la perfezione interiore fatta persona,  vero?

Elena  Sì,  proprio come Peter,  ma Peter è un figlio.

Annalisa   Perché  molti prelati non credono alla visione dello Spirito Santo?  Ci saranno impostori che non dicono la verità  ma ci sono molte persone sincere che dicono di averlo visto.

Elena  Come ci sono persone bugiarde in mezzo a quelli che dicono di avere visto,  anche in mezzo ai prelati ci sono persone che dovrebbero cambiare mestiere.  O che vorrebbero tenersi lo Spirito Santo in tasca oppure non credono in niente;  e dicono di essere Dio.  Dico così perché molto tempo fa frequentavo la chiesa là da una mia amica; il parroco giovane ci diceva che lui era Dio;  durante la confessione ci chiedeva di quelle cose,  ma di quelle cose! Che da lui non ci confessammo più.

Annalisa    Dimmi,  sei felice?  Se vuoi puoi anche non rispondermi.

Elena  Sì,  io sono una donna felice,  e il Cielo mi ha dato una prova anche ieri sera.  Amo la vita e la concretezza,  non amo il dubbio, né amo le persone pagliacci che oggi sono bianche e domani sono nere… ma soprattutto ho delle persone che mi amano davvero;  hai visto quello che è successo ieri sera!

 

Annalisa  Adesso ti rivolgo una domanda di politica,  se ti va naturalmente.  Pensi che Trump riesca ad impossessarsi della Groenlandia,  ovvero pensi che cercherà di prendersela con la forza alleandosi con altre nazioni?

Elena  Farà lo scemo intanto le borse scendono per farle salire,  e poi riscendere … ma poi credo che rinuncierà e non troverà alleati.

Annalisa  Ti devo molto per avermi insegnato a giocare a scacchi,  adesso che ho imparato discretamente non smetterei mai.  Sai?  A volte vorrei essere te!

Elena  Per una persona che si ama e che ama il suo prossimo,  nessuno è migliore di se stessa. Linda e Robert mi mandano messaggi per incoraggiarmi a non smetterla con il computer,  ma a volte vorrei scrivere soltanto con carta e penna.

Annalisa  Ma perché?  Vorresti privarci di leggere quello che scrivi e quello che ti pace,  cosa contano i like e i follower?  Tu sei più di tutto questo.

Elena  No,  non è per questo,  forse dovrei mettere tutte le poesie che ho scritto e niente altro.

Annalisa   No,  no  farci questo! Non ascoltare chi ti odia! Sono pochi quelli che ti odiano,  ma purtroppo ci sono,  proprio perché sei brava. Adesso se non hai sonno ascoltiamo della musica,  la musica è un toccasana.

Annalisa  Chi  ti ha chiesto la formula?

 

Elena  È  stato uno di qua che si occupa di notizie, mi ha chiesto se vado in televisione a mostrare il brevetto,  io gli ho risposto che non si tratta di un giocattolo oppure di un utensile domestico e nemmeno una vela a vapore,  ma che deve andare in mano a dottori che sappiano gestirlo come si deve, con serietà e non da pagliacci.

Annalisa  Ma in realtà che cosa vuole da te quello?  Io so chi è,  e credi non è una persona affidabile;  non vedi che quando parla guarda sempre all’insù oppure da destra a sinista  ma mai che guardi in faccia l’interlocutore.  La gente così ha molto da nascondere.  Me lo diceva spesso il mio papà.

Elena  Sai,  sono tanto stanca di gente falsa!

 

Marco  Devi partire oggi o partirai domani?

Elena  Oggi sta piovendo anche là,  volevo andare a cavallo,  per questo non so se partire stasera o domani o posdomani.

24/01/2026

Marco   Che pranzo che ci hai fatto;  Annalisa è ancora a tavola.  Cara zia sei una gran cuoca.

Elena  Siete voi che vi accontentate!

Marco  Se non mangio così bene neanche al ristorante!  A casa mia poi non parliamone!  Non sgridarmi se dico così di mamma,  lo so che non ha troppo tempo.

Marco  Ti piacerebbe diventare una santa?

Elena  No,  perché io non la sono in questo mondo e non la sarò  nemmeno nell’altro;  e sai perché?  Perché io amo la vita,  amo il mondo,  amo tutto ciò che è bello, e amo molto anche il cielo. Io non voglio vivere solo una parte di me per diventare una santa.  Ma la voglio vivere in tutta la sua pienezza:  ovviamente senza fare del male agli altri.

Marco Prima di andare via,  ti chiedo se mi aiuterai in medicina,  la settimana prossima?

Elena  Ma certo,  te l’ho promesso.

 

26/01/2026

Mariangela   Sai cosa devo confessarti?  Che dopo aver conosciuto Peter non avrei voglia di conoscere nessun’altri al mondo;  mi ha lasciato una cosa nell’anima che non saprei descrivere.  Sei fortunata se un giorno non troppo lontano potete lavorare insieme. Perché sarà così vero? Me l’ha detto lui.

 

Elena  Se lo ha dichiarato lui,  significa che ha pensato bene a quello che noi tre gli avevamo detto e sta prendendo una decisione saggia.  È troppo il tempo che lui segue una strada pericolosa;  ma se quella è sempre stata la sua vocazione,  io non lo spingerò più di tanto;  non sarebbe giusto per lui,   non glielo farò più pesare.  Il fatto è che mi sto già preoccupando per quando partirà all’inizio di febbraio. Per lui io prego ogni giorno;  a volte anche di notte.  Anche in lui io vedo Dio e Il Cielo in lui. Per me è mio figlio a tutti gli effetti,  come se l’avessi partorito io;  non esistono figli del sangue e figli adottivi! Ma solo figli!

Annalisa  Sai ho letto il tuo racconto,  me lo avevano già raccontato Linda e Robert,  comunque è una cosa bellissima;  ma ne hai un’altra di storie vere da raccontare,  perché io lo so.  Quando ce la racconterai?

Elena  Ma non lo so,  non è facile per me raccontare queste cose,  purché bellissime, e vere,  ma un po’ m’imbarazzano.

Annalisa  A te  e a Peter vi dico che vi amo!  Non sparite mai dalla mia vita.

Elena  Se non si vuole sparire non si sparisce dalle persone che vogliamo bene.

Marco   Elena  Hai mai amato e provato ripulsione contemporaneamente per qualcuno?

Elena  Ma che domande sono queste?  Ma certo che no!  Non si può amare e allo stesso tempo provare ribrezzo per qualcuno,  perché è questo il senso!   Non io! Una persona che prova ripulsione per qualcuno non credo che lo abbia mai amato o amata.

28/01/2026

Annalisa  Sai cosa mi ha detto Francesca?  Che dovresti fare le previsioni e gli oroscopi.  Tu hai azzeccato tutto,  sia con lei e sia con gli altri dell’ufficio.  Tu hai una forza innata!

Elena  Vi ringrazio,  si,  lo so che molte persone lo pensano davvero perché me lo hanno chiesto;  vedi io non mi lascerei comprare da nessuno e di sicuro non metterei mai l’oroscopo di uno al posto di un altro per denaro o per favori.  Questo sia ben chiaro.  Anche se mi piace l’astrologia io non sono a corto di argomenti per poter cambiare rotta: ne ho talmente tanti che mi piacciono che a volte non so da dove cominciare;  ma a volte accetto di fare l’oroscopo in privato proprio per non avere grane con chi lo fa di mestiere. non a scopo di lucro sicuramente no!  Ma per pubblicarne qualcuno non credo che dovrò subire delle multe nel senso di offese,  come è già avvenuto in passato.  Però quando volete io ve lo farò volentieri.

 

ASCOLTIAMO LA TUA PAROLA

 

 

Il pensiero del mondo così lacerato

lacera anche il mio cuore.  Porta quell’amarezza

del rimpianto di non aver ascoltato le sue odi.

Sento il languore di una tristezza esistenziale

che comunica un tono di speranza a chi ama.

Ci ha donato il suo tempio perché continuassimo

la sua opera,  per curare nuovi mondi misteriosi e

cogliere in essi il senso del divino.   Niente dolcezza

né stupore;  le nostre emozioni senza tempo,  Indietreggia

allo stupore che ci invia la mano del Cielo,  declinando

suggerimenti che vengono dall’anima.

L’uomo viene trascinato

dall’esistenza come fa il vento con le foglie morte

e non pensa che il domani potrebbe essere ancora suo.

 

Elena  L.  28/01/ 2026

(tempio: il mondo)

 

DIALOGANDO CON VOI

17/01/2026

 

Cari amici,  arrivederci a Lunedì.  Con tutto il mio affetto Ciao!

 

19/01/2026

Annalisa  Sai che tutti i giorni recito il S. Rosario?  Però adesso ho una grande cosa da chiederti: la prosa della poesia “A Silvia”  di Giacomo Leopardi ,  non è per la scuola dei miei figli ma per quello di Daniela;  sai lei non riusciva a chiedertela, però mi ha detto di dirtelo.

 

Elena  Brava per li Rosario,  in quanto a Daniela se me la chiedeva direttamente non la mangiavo mica.

 

Uno dei  sentimenti che dominano le poesie del Leopardi è  l’amore.  Nella poesia di  A Silvia  è l’esempio più felice e più bello. Il Leopardi ebbe una sua concezione dell’amore,  “platonica”,  secondo la quale ogni uomo possiede un’ideale immagine di donna,  un’idea d’amore e d’amare, che rifugge da ogni sensibile forma. L’amore nasce quando l’uomo crede di ravvisare in una donna reale,  la sua immagine ideale,  ed amando una donna vera,  l’uomo si illude di amare la propria idea di bellezza femminile.  Da questa concezione nasce un bellissimo canto dell’amore leopardiano,  ora rivolto a Silvia,  che sveglia in lui, sia pure per troppo breve tempo perché (Silvia morirà di una morte prematura).  Silvia  probabilmente è da identificare con la figlia del cocchiere di casa Leopardi,  morta di tisi da donna giovane.  Silvia rappresenta le speranze del futuro del poeta (donna del suo tempo) ;  ma queste speranze crollano sul nascere.   Non si sente alcun accento disperato nella sommessa rievocazione della vita di Silvia e della sua prematura morte;  si avverte solo una commozione sempre più intensa, specie nelle prime quattro strofe.  Tutto il canto ha un equilibrato e graduato svolgimento:  la prima strofa,  sotto forma di interrogazione rivolta a Silvia,  evoca il tempo della vita mortale della giovane.  La seconda  la presenta nella scena di quel maggio odoroso,  intenta nelle opere femminili.  Nella terza è rappresentata la vita di allora del poeta,  innamorato e felice.  La quarta,  segna il passaggio dall’atmosfera gioiosa,  di quel felice periodo alla tragica condizione degli uomini,  vittime della natura;  nella quinta è detta la morte di Silvia e nella sesta ed ultima il crollo della speranza del poeta e l’attesa della morte.  Elena L.

Annalisa   Stupendissima!

 

Annalisa  Tu però con il padre di Peter hai potuto conoscere molte persone di diversi ceti sociali;  che fortuna!

Elena  Per me non cambia niente:  sono tutti esseri umani:  persone famose, oppure nobili,  oppure poveri,  non mi sento diversa da prima. Invece ci sono persone di grande valore nascoste,  sconosciute a molti ma  con dei principi sani e nobili,  che ho avuto la fortuna di conoscere,  quella gente non perché sia ricca,  ma perché è gente d’altri tempi e d’altri mondi;  sembrava che venisse da un altro pianeta tanto sono perfetti,  ed io ringrazio Dio per evermeli fatti conoscere.

 

Patty  Non sei partita con Peter?

Elena  Peter partirà all’inizio di febbraio.

20/01/2026

Annalisa  Cosa pensi di V. Putin e di Trump?  Grazie.

 

Elena  V. Putin  ha un titolo imperiale che non merita.  Uno Zar che sia veramente uno Zar non fa queste cose!  Lui per me è il peggiore degli uomini;  quindi rispetto zero!

Un quanto all’altro,  non credo che ami il genere umano come ha detto,  lui si è comportato così con il Venezuela,  non per togliere il popolo  dal terrore,  ma l’ha fatto solo per far credere di essere una potenza,  anche per spaventare la Groenlandia;  in realtà  non gliene frega niente di nessuno.  Lui mira solo al potere.  Se fosse vero che la Groenlandia serve solo per proteggere se stessa e altri popoli,  non se ne dovrebbe impossessare,  ma poi lasciarla libera.

IL CRISTIANESIMO SOCIALE

Quando ormai la contesa tra gli ideali liberali e socialisti era divampata,  si venne formando,  verso la metà del secolo scorso,  una nuova dottrina politica e sociale,  che prese posizione,  con un programma di conciliazione,  tra i due contendenti,  ed ha avuto crescente influsso in alcuni Stati,  sulla vita poitica e sociale.  La dottrina Sociale della Chiesa cattolica,  nota col nome di cristianesimo sociale.  Del liberalismo essa rifiuta il presupposto individualistico e la libertà di concorrenza economica,  che condurrebbero ad una lotta di tutti contro tutti,  dove il più povero è destinato a soccombere.  Ma pure accettando dal socialismo,  l’esigenza di proteggere le classi più umili contro quelle dei più potenti,  cioè l’impostazione di quella che si chiamò “La questione sociale”,  rifiuta energicamente la tesi socialista dell’abolizione  della proprietà privata.  Considerando la proprietà come un diritto naturale,  cioè come un diritto senza il quale l’uomo non può sviluppare a pieno la sua  personalità,  la dottrina del cristianesimo sociale,  aspira anziché alla sua soppressione,  alla sua più ampia diffusione,  in modo che possano diventare proprietare dei mezzi di produzione,  attraverso riforme che vanno alla frantumazione  della grande proprietà agricola alla partecipazione azionaria degli operai,  alle grandi imprese,  il maggior numero di individui.  Di fronte all’obiezione,  messa innanzi dal socialismo,  che la proprietà è il maggior fomite di discordia,  essa risponde distinguendo il diritto di proprietà,  che è privato,  dall’uso di essa,  che è sociale; e da questa distinzione trae la conseguenza che,  se non si può negare all’individuo di avere diritti individuali sui beni economici,  gli si può precludere,  non solo col richiamo del precetto evangelico della carità,  ma ricorrendo alla regolamentazione coattiva dello Stato,  un uso di questi beni che sia nocivo alla società e contrario al bene comune..  Con la dottrina del cristianesimo sociale,  la proprietà individuale viene riconosciuta,  anzi estesa nella sua titolarità,  seppur temperata nel suo esercizio.

21/01/2026

Annalisa   Io ho capito il tuo messaggio dalla foto di ieri;  era la “giornata del malato”.

 

Elena  Sì,  certo,  ma non l’hanno capita tutti.  La stanza come “degenza”,  il sorriso era per significare la speranza. Ho imparato che con i malati bisognerebbe avere sempre il sorriso per dare loro speranza anche quando la malattia è terminale;  perché la speranza nel Cielo non bisogna abbandonarla mai!  Io ne ho avuto la prova.

 

Annalisa   Allora cosa hai deciso?

Elena  Purtroppo qui non sono io a decidere,  spero che Peter riesca a capire che so difendermi bene,  e sa quante volte ho visto come vanno le cose laggiù con gli occhi del cuore,  ma le vedevo e le sentivo veramente.  Comunque ho tutto pronto,  anche le vaccinazioni;  se mi dice di sì io andrò con lui.

 

Annalisa,  a noi dispiacerebbe molto,  specialmente a Patty e a Marco.

Elena  Ormai è cosa vecchia, ne avevamo già parlato.

Annalisa  Posso farti delle domande sconvolgenti?

Elena  Sentiamo.

Annalisa  Peter ha mai sentito la nostalgia di sua madre?  Te l’ha mai fatto pesare?

Elena  E questa sarebbe una domanda sconvolgente?  Peverella!  All’inizio  non parlava per il grande dolore,  ma poi ho capito che eravamo molto uniti da sempre,  perché anche lui mi disse che somigliavo a sua madre,  ma non  nell’aspetto e tutto il resto.   Vedi?  I bambini sono i primi a leggerti dentro,  lui aveva visto quella compatibilità di carattere e quell’affettività nei suoi confronti:  la sentiva tanto che non volle più che suo padre mi lasciasse andar via;  aveva solo cinque anni.  Ma poi fu sempre così,  io voglio che si ricordi sempre di sua madre,  ma sono certa che nel suo cuore c’è un bel posto anche per me.

Annalisa  Sai che mi vien da piangere?

Elena  E perché non ridi invece?  Fa bene a tutti.

Elena  Annalisa  voglio metterti il cuore in pace.  Un’ora fa mi ha chiamato Peter e mi ha detto che dove dobbiamo andare noi io non ci potrò andare,  perché non vuole vedermi morire un’altra volta. Quindi spero che queste maledette guerre finiscano;  pregherò notte e giorno se servirà.

Annalisa  Certo che se questa non è una prova d’amore di figlio per una madre,  allora io non so cosa sia.  Adesso mi vien da piangere ancora di più.

Elena  Dillo a me!

21/01/2026

Marco  Mi sei mancata molto,  mi accorgo che la cultura ci riempie e ci dà una vita migliore.

Elena  Con la nuova ragazza di Venezia hai già rotto?

Marco  Guarda io non so,  ma le ragazze che trovo io sono così leggere che mi fanno  vomitare.  Non voglio oiù saperne.

 

Elena   Sai cosa c’è? Che le forze opposte si attraggono,  ecco perché tu intelligente sì,  ma ingenuo come sei non riesci a distinguere bene.  Comunque,  sei giovanissimo,  non preoccuparti che un giorno troverai la personcina giusta per te.  Adesso studia e occupati delle tue passioni fuori dallo studio,  ti aiuterò come prima.  Oggi però ho già tutto programmato.

 

Daniela   Grazie per le due prose del Carducci.  Però vorrei anche qualcos’altro di lui oltre alla sua biografia,  com’era a quei tempi,  cosa pensava dell’Italia?  Grazie!

 

Elena     Gli intellettuali Italiani e non Solo G. Carducci,  sebbene in modi e con prospettive diverse, avevevano  partecipato attivamente e generosamente,  attraverso le loro opere,  al moto risorgimentale  e naturalmente,  proprio perché intellettuali,  lo avevano fortemente idealizzato.  Era inevitabile che la realizzazione politica di quel gran moto di idee,  dovesse essere deludente,  ma la svolta presa dal nostro Risorgimento fu davvero troppo diversa dalle aspettative,  e non solo i mazziniani,  ma tutti i nostri intellettuali più sensibili ne furono profondamente amareggiati.  Essi furono coinvolti nella frattura che si determinò fra i politici e le masse,  anche perché peccarono spesso di astrattezza e non furono in grado di comprendere o di accettare svolte politiche determinate di volta in volta dagli eventi reali e dai problemi del nuovo Stato.    Carducci contrappone,  all’Italietta in cui gli tocca vivere,  i tempi passati,  i momenti storici grandi,  quelli della Roma antica,  quelli dei comuni.  L’Italia ormai avviata sulla via dell’industrializzazione ha sostituito ai vecchi valori morali,  quelli nuovi dell’arrivismo e dell’aspirazione al benessere:  la differenza è troppo netta perché Carducci non senta nostalgia per il passato “eroico”,  il disprezzo per l’età presente meschina e piccola in cui gli uomini sono tutti presi dalle loro piccole cse.  L’eredità di Roma antica è ancora viva e può,  secondo Carducci risvegliare negli italiani il senso del valore e dell’operosità;  tuttavia questa speranza non riesce a fugare il tono triste e venato di pessimismo  che aleggia per tutta l’ ode: gli uomini sembrano sordi al messaggio che emana da queste grandiose rovine.  Tristezza e pessimismo sono determinati dalla volgarità degli uomini,  dalla speculazione edilizia,  dalla buracrazia,  se non corrotta inefficiente del nuovo Stato e si visualizzano nell’immagine dei corvi gracidanti e nel suono lento e lugubre delle campane:  nemmeno la Chiesa si salva dalla polemica Carducciana,  contro il presente mediocre indifferente ai veri valori.   (Certo che se il Carducci fosse vivo, chissà cosa direbbe dell’Italia di oggi.) Elena L.

 

LE MIE RISPOSTE ALLE VOSTRE LETTERE

15/01/2026

 

 

 

Sono Annachiara,  tempo fa sono stata adottata da due genitori che mi volevano.  Però,  io non vorrei essere ingrata nei loro confronti,  ma questa è la verità:  io per loro non esistevo,  perché pur non essendo una peste,  cercavo di avere qualche sorriso da loro un po’ di affetto,  di attenzione; quell’attenzione di tutti i giorni che i genitori hanno per i propri figli.  Sai che non ho mai avuto ne l’uno e né l’altro? Cercavo sempre di aiutarli perchè si accorgessero di me:  pulivo la casa,  ero brava a scuola,  non portavo altri bambini a casa,  insomma non ho mai cercato di deluderli.  Ma loro hanno deluso me,  e moltissimo,  perché io non li ho cercati ma loro hanno cercato me! Però questa cosa,  il non accorgersi di me mai,  mi ha portato bene,  perché io che cercavo sempre di farmi apprezzare,  in questo modo ho fatto una fortuna incredibile,  vorrei dirti che non è vero,  ma purtroppo la mia fortuna l’ho pagata con il non ricevere nulla in cambio da loro,  ma solo ghiaccio.  Ora che ho quasi cinquant’anni cosa me ne faccio della mia ricchezza se ancora adesso loro non mi considerano niente.  Ora io ti chiedo solo una cosa:  che cosa dovrei fare affinché loro mi apprezzino e mi ragalino un abbraccio.  Grazie!

 

Elena  Non   devi più fare niente carissima!  Glielo potresti dire!  Dì la verità anche a loro come hai fatto con me!  Sei piena di amplificazioni emotive,  posso capire quando eri piccola,  ma ora,  che sei a contatto con molti collaboratori nella tua azienda,  hai avuto due fidanzati,  insomma,  certe cose bisogna crearsele e non voler cambiare le persone specialmente ora che sono anziane molto.  Sarebbe tempo che tu uscissi da questo tunnel;  sei tu che ora dovresti regalare a loro quello che non hanno potuto darti,  almeno provaci e vedrai che ti risponderanno diversamente di quando erano giovani.  Usa dolcezza misurata,  e pudore come sono loro,  senza sentire il bisogno di sconvolgerli.  Anche loro ti hanno dato tanto:  non saranno stati perfetti ma non ti hanno mai fatto mancare niente di quello che serviva oltre all’affetto e alle attenzioni. Voltati indietro e guarda cosa c’è nel mondo!  Per te non sarebbe difficile tendere loro una mano,  quella che hai perso tu,  fagliela ritrovare;  getta via l’orgoglio e poi abbracciali forte,  prima che possano non vederti più!  Fammi sapere.  Ciao!

16/o1/2026

 

Sono Gianfranco, sono sposato da nove anni ed ho un bambino.  Io e mia moglie saremmo felici se non fosse per mia madre che ci sta rovinando la vita con il suo bisogno di affetto. Si lamenta sempre perché non la riteniamo parte della nostra famiglia.  Io ora mi sono fatto la mia di famiglia e non capisco che cosa voglia da me,  da noi! Per Natale non l’ho invitata e adesso si è offesa come se l’avessi buttata fuori casa.  Ma che cosa vogliono questi genitori?  Perché non ci lasciano in pace?  Come posso fare per tenerla fuori dalla mia vita?  Grazie!

 

Gianfranco,  con me sei cascato male!  Guai a chi tocca la madre, il padre,  i figli ecc.  Se io fossi in tua moglie, non ti vorrei mai più né vedere né sentire fino a quando non riterrai tua madre parte di te e della tua famiglia.  Sei sempre stato così o sei un infelice?  Perché?  Chi sei tu che non riesci a tenere in considerazione tua madre che ti ha dato alla luce?  Nessuno mai dovrebbe essere scontroso e irriverente con i propri genitori!  E pensare che la madre è sempre certa!  Un vecchio proverbio rivela che ” Mater semper certa;  pater incertus semper! Lei è la tua certezza  e adesso puoi anche pensarci sopra.  Con questo io non voglio farti pensare male della tua famiglia,  ma soltanto farti apprezzare tua  madre.  E tu mi chiedi che cosa vogliono queste madri?  Sicuramente tu non hai la cultura della chiesa anche se festeggi il S. Natale.  Che cos’è per te il Natale?   Perché fai festa?  Se non arrivi a capirlo io ti direi di metterti a pregare,  sono certa che sei intelligente e troverai la soluzione:  di andare da tua madre per chiederle perdono.  Cosa speravi che ti dicessi?

19/01/2026

Sono  Vanna,  io mi chiedo sempre come fai a condurre questa vita stracolma di interessi e di impegni. Vorrei tanto incominciare anch’io;  mi piace scrivere, ma non riesco a separare una professione da un’altra.  Ho sempre paura dell’imprevisto,  di non rouscire a programmare la giornata senza provare ansia e angoscia,  e tirare troppo la corda per il mio stato di salute per poi ammalarmi;  non me lo potrei permettere.  Spiega anche a me come fai tu a fare tutto senza che uno interferisca con l’altro e a non farti cedere i nervi?  Riuscirò anch’io a coltivare le mie passioni pur avendo anche la famiglia sulle spalle?  Grazie!

 

Elena  Certo!  Tu potresti fare tutto quello che vuoi,  basta volerlo! Dirai:  “ma cosa dice questa”? È così,  oppure se non ci credi dovresti vivere per circa trecento anni,  poi morire e incominciare dall’inizio,  portandoti tutto quello che hai imparato prima d’ora. Potrebbe essere una soluzione!

Vanna,  è questione di fiducia in se stessi,  di volontà,  di memoria e di organizzazzione.  Ho tutto programmato tranne un’ora al mattino e una alla sera per la cura della mia persona e per le preghiere.  Quando sei allo stremo della tensione l’unica cosa che mi dà sollievo è l’esercizio fisico e un bagno relax. Mi piace molto scrivere e studiare di tutto,  le poesie sono la mia droga,  mi escono e le devo scrivere subito o le dimentico;  una volta scritte non le dimenticherò più.  Un’altra cosa che mi stimola è vivere in un ambiente pulito, lindo,  sempre,  come del resto la mia persona.  A volte gli avvenimenti sono confusi, ma le parole no!  Le parole sono una realtà che mi permettono di interpretare non solo i pensieri ma i fatti che succedono e i sentimenti delle persone.  Tutto questo mi rende libera,  perché attraverso la scrittura riesco ad esplorare tappe fondamentali che mi portano nella loro esistenza.  Quindi cara Vanna tutto è possibile anche per te!  Vivi sempre come se qualcuno (il Cielo) ti stesse osservando.  Ciao!

20/01/2026

 

Sono Cinzia di trentasei anni,  sono ancora nubile,  perché non o trovato il compagno ideale.  Io vorrei un compagno che abbia tutte le qualità che desidero,  perché altrimenti dovrò ricomonciare da zero un’altra volta;  e ti confesso che mi sono stancata.  Chiedo troppo se lo voglio fedele?  lo vorrei giusto,  forte,  leale,  e altre qualità,  tutte quelle che spaziano dall’ecologia,  ai diritti umani;  non importa anche se non è famoso oppure se non è ricco.  Un uomo dovrebbe avere tutte le virtù che ha creato il cielo.  Non dirmi che sono antiquata!   Poi parliamo dell’età:  non lo voglio né più giovane,  né più vecchio di me,  non ti tanto,  al massino due tre anni. Grazie.

 

Elena  Diciamo che hai del buon senso,  tra tutte quelle che mi hanno chiesto se conoscevo qualcuno,  si sono raccomandate che deve avere soldi,  oppure fama.  Tu invece hai la testa sulle spalle,  ed io spero che tu possa trovare col tempo la persona che ti piace.  Sei una proiettata in avanti,  perché hai capito il vero senso della vita.  Se non si è persone vere,  non contiamo nulla,  e per esserlo bisognerebbe per forza possedere molte virtù.  Il dialogo con te è capace di offrire molti spunti e riflessioni.  E poi l’impronta che lasci avvolge la persona in un’atmosfera fatta di speranza,  che fa pensare al futuro con più forza,  senza false illusioni.  Ma permette alla mente umana di liberarsi da cose insopportabili,  che offuscano l’intera immagine,  privandoti di essere felice.  Perché è tutta questa falsità,  questo modo di vivere così alla leggera,  questo modo di vivere con slealtà anche verso se stessi ,  non permette agli umani di essere felici,  o è una felicità apparente.  Anche se stiamo esagerando un po’,  io credo che tu sia una ragazza matura e intelligente, che fa sul serio  anche perché tutte queste avventure non danno che angoscia e insoddisfazione;  come una maschera in cui si rimane coperti,  sospesi  e annientati. Cercherò di informarti al più presto.  Ciao!

 

21/01/2026

 

Sono Veronica,  ho cinquant’anni,  chi mette i poveri sullo stesso piano fa un grande sbaglio.  Noi avevamo la servitù,  abbiamo dato tanto e non è servito a nulla perché loro non erano ma contenti e riconoscenti di nulla.  Quando ho avuto bisogno per mia madre,  lei voleva fare la signora e non ci ha aiutato mai una volta nella sua degenza e abitava nella nostra casa senza pagare l’affitto,  se non fosse stato per una clausola che noi avevamo messo sul contratto della nostra casa,  loro ci avrebbero rubato la casetta con il diritto di prelazione per usucapione,  quindi pensa tu come siamo capitati male.  Mai più tenderò la mano a qualcuno,  mai!

 

Veronica   Fa pure come credi, ma non si può neanche a far pagare a tutti,   gli errori di pochi.  Io conosco persone bisignose con una dignità che non credevo esistesse.  Come ci sono anche ricchi che hanno un cuore grandissimo per il loro prossimo. Comunque non diventare povera di spirito per un qualcosa che ti ha deluso. Ascolta,  medita e non arrenderti  a quegli impulsi che ti fanno agire senza riflettere.  Agisci poi con autocontrollo esenza chiuderti  così nella ristrettezza di cuore,  anima e cervello. La tua cupezza è molto triste perché a cinquant’anni non si chiudono le porte al mondo,  diventando così sfiduciati e oppressi.  Sorridi alla vita e la vita stessa ti sorriderà!  Ciao,  ti auguro buon anno!

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CINTOCINQUANTANOVESIMA PARTE

14/01/2026

 

 

Daniela    Parlami della serotonina,  almeno che sappia che cos’è se la devo assumere.  Ti ringrazio

Elena  Le più elevate concentrazioni di serotonina si trovano nel sangue,  nelle cellule cromaffini dell’intestino tenue e in alcuni territori del cervello,  soprattutto l’ipotalamo.  Forti quantità sono presenti anche nei veleni delle vespe.  Il ruolo fisiologico della serotonina è compesso. È noto che tale sostanza  determina la contrazione della muscolatura liscia dei vasi,  dell’intestino,  dei bronchi,  ecc. regola l’automatismo intestinale,  modifica la pressione arteriosa;  interviene nei processi allergici e infiammatori,  determina la sintomatologia dell’emicrania, e di alcuni tumori dell’intestino tenue.  Inoltre la serotonina interviene nei meccanismi sonno-veglia,  nella regolazione centrale della temperatura corporea e in alcuni processi centrali determinanti il comportamento emotivo e l’affettività. Numerosi farmaci attivi sul sistema nervoso centrale,  interferiscono con il metabolismo della serotonina.  Altri farmaci antagonizzano l’azione della serotonina entrando in competizione con essa a livello dei recettori specifici,  triptaminergici.  Ne sono esempio la metisergide,  e la ciproeptadina, che trovano applicazione nell’emicrania.

15/01/2026

 

Daniela   Che cos’è la Lisolecitina?  Grazie.

Elena  È una sostanza tossica che si forma nel sangue per distacco di un radicale di acido grasso insaturo dalla molecola delle lecitine, contenute nello stroma dei globuli rossi.  La lisolecitina,  ha potente azione emolitica,  citolitica e fragilizzante delle pareti vasali.  La sua formazione si deve a un enzima idrolitico,  la lecitinasi contenuto nel veleno di diversi animali,  quali serpenti,  vipere,  vespe ecc.

 

16/01/2026

Marta   Io ho molti cani,  diciamo che ne ho sei,  a volte mi capita che escano dal recinto e mi fanno paura,  anche perché sono di mio cognato che abita in campagna con noi:  è un’azienda agricola.  Il mio terrore è quello di essere morsa da uno di loro,  cosa posso fare in caso di rabbia per non andare incontro alla morte?  Grazie!

Elena   La rabbia è una malattia infettiva sostenuta da un virus filtrabile:  il farmidio inexorabilis,  che si localizza nel sistema nervoso centrale.  È propria di cani,  lupi gatti,  ecc.e dei mammiferi in generale.  Viene trasmessa con la morsicatura,  mediante l’innesto di saliva contenente il virus.  Nell’uomo il periodo di incubazione oscilla tra le due alle sei  settimane  ;  ma se ci sono gravi ferite al volto allora l’incubazione viene a restringersi da una settimana a due al massimo.  La sintomatologia è caratterizzata da dolori e malessere generale.  Dolori in sede di morsicatura,  depressione,  eccitazione,  spasmi ai muscoli,  astenia, tremori,  convulsioni ecc.  strozzamento nel l’inghiottire o nel volere acqua.  La rabbia nel cane può manifestarsi in forma furiosa e in forma muta.  Nel primo caso si osservano all’inizio irrequietezza, uno stato di eccitazione durante il quale il cane tende ad allontanarsi da casa.  Nella forma muta manca lo stato di eccitazione,  i sintomi clinici  nelle altre specie animali sono più o meno simili.  La diagnosi si basa su reperti  epizoologici,  sui sintomi clinici e sugli esami anatomo patologici e istologici. La profilassi specifica consiste nella vaccinazione.

 

Gianni M.  Che cos’è questo dolore alle ossa dappertutto,  quando mi devo alzare mi ci vuole un’ora.  Va avanti così da due settimane,  il medico mi ha detto che dovevo prendere qualche sedativo e tutto sarebbe andato a posto.  Io invece sono ancora qui col male dappertutto.

Elena  Può darsi che sia una forma di influenza,  che è una malattia infettiva acuta,  sostenuta da un gruppo di virus specifici,  epidermica che si trasmette mediante la saliva,  l’escreato bronchiale,  attraverso i colpi di tosse. L’influenza non rappresenta una causa di mortalità rilevante nel mondo,  all’infuori delle forme pandemiche.  Le forme pandemiche e le riacutizzazioni epidermiche del’influenza sono dovute alle caratteristiche biologiche dei virus influenzali umani.  (A,  B,  C  ).  Soprttutto il virus A presenta variazioni nei due eantigeni superficiali,  emoagglutinina,  e neuraminidasi,  in seguito ad ibridizzazione con virus dell’influenza aviaria e suina. Ne risulta  la comparsa di nuovi ceppi virali a costituzione antigenica diversa che non trovando nella poplazione è maggiore nel caso in cui (come delle pandemie)  si verifichi una trasformazione  che interessa ambedue gli antigeni.  La vaccinazione è indicata nelle età estreme,  e nelle persone a rischio.

19/01/2026

Marco  Non ne abbiamo mai parlato di tubulonefrosi?  Che cos’è?  Grazie!

 

Elena  No,  noi di questo non ne abbiamo mai parlato,  me lo ricorderei, Ma l’ho scritto per un’altra persona.  Cercherò di spiegartelo bene, ma non conle stesse parole.

È una nefropatia,  una malattia a carico del rene che può essere grave. Essa è costituita da un’alterazione del tubulo per ostruzione del suo lume o per processi degenerativi a carico delle sue pareti. Le forme acute gravi si distinguono secondo un criterio eziologico in tre gruppi: nefrosi del tubulo distale, determinate da vasti traumi con schiacciamento di masse muscolari,  da trasfusioni di sangue incompatibile,  da ustioni estese e profonde,  da malattie emoglobinuriche.  Nefrosi del tubulo prossimale da avvelenamento da mercurio o da arsenico;  nefrosi da malattie infettive:  difterite,  morbo di weil,  polmonite,  tifo ecc. ,  da turbamenti dell’equilibrio acido-base,  da terapia con sulfamidici poco solubili, ecc. La sintomatologia è caratterizzata in una prima fase da improvvisa e grave oliguria,  o anuria,,  con insufficienza renale acuta;  in una seconda fase da poliuria,  glicosuria,  disidratazione e turbe da alterato equilibrio elettrolitico;  in una terza fase da lento ritorno alla normalità. Le forme acute lievi insorgono nel corso di malattie infettive,  di epatopatie gravi,  specie se itteriche,  di avvelenamenti esogeni lievi con contrazione della diuresi, e del potere di concentrazione,  cilindruria,  iperazotemia.  Le forme croniche si instaurano secondariamente a malattie del ricambio,  quali la gotta,  la glicogenosi,  come il morbo di wilson,  o a neoplasie maligne.  Si manifestano con lieve proteinuria,  cilindruria,  ematuria.  Il loro decorso evolve spesso verso l’insufficienza renale,  ma possono anche guarire completamente.

 

 Patty   Come possiamo  mantenere le nostre articolazioni sane ed elastiche con l’alimentazione?  In quali alimenti troviamo il collagene?

Elena   Il colagene lo troviamo nei nervetti di vitello,  negli ossobuchi di manzo,  e in certe parti del maiale (nelle  zampe e nelle costine).    Certo,  vanno cucinati in modo da renderlo un pranzo gradevole alla vista e squisito al palato.

26/01/2026

 

Marco  Ho bisogno che tu mi spieghi qualcosa sull'”idrocefalo”.  Grazie!

L’idrocefalo

 

L’idrocefalo :  si tratta della presenza nell’interno della scatola cranica  di un versamento liquido che,  per la sua pressione tende a produrre la dilatazione della teca cranica. Secondo la sede primitiva del versamento si distinguono :  idrocefali interni,  o ventricolari,  idrocefalo fetali patologico,  idrocefalo acerbo della prima età, idrocefalo acquisito,  nei quali il liquido è accumulato nelle cavità ventricolari,  e idrocefali esterni,  o meningei,  nei quali la raccolta sierosa è situata tra la faccia esterna dell’aracnoide e la faccia interna della, dura madre.  L’idrocefalo fetale patologico è caratterizzato da dilatazione delle cavità ventricolari,  con assottigliamento delle pareti,  le quali unitamente ai plessi corioidei, recano spesso i segni recenti o pregressi di lesioni flogistiche;  l’aumento di volume del capo,  può apparire fin dalla nascita,  oppure dopo qualche giorno o mese.  L’entità del versamento condiziona la possibilità di vita.  Il decorso può essere progressivo o con ricorrenti acutizzazioni.  L’idrocefalo acuto della prima età,  rappresenta la conseguenza di un processo tossico o infettivo,  localizzato nei ventricoli cerebrali,  da infezioni gastrintestinali,  pertosse,  influenza,  polmonite,  otomastoidite,  ecc.  Preceduto da agitazione,  insonnia,  vomito,  stipsi,  febbre;  si manifesta con crisi epilettiche,  strabismo,  rigidità generale,  tremori e successivamente con i caratteri dell’ idrocefalo già descritti. La guarigione è rara e più raro è  il ripristino  delle condizioni normali;  qualche volta l’idrocefalo si cronicizza,  determinando gravissime menomazioni organiche e psichiche.  L’idrocefalo acquisito o meningite sierosa di Quincke è una forma di meningite sierosa caratterizzata dall’instaurarsi più o meno precoce dell’idrocefalo.  Si distinguono forme a inizio acuto,  che colpiscono soggetti giovani,  e forme a inizio lento e decorso cronico, più frequenti in età meno giovanili.  Le prime si instaurano rapidamente ma in modo subdolo,  con o senza febbre,  cefalea,  rigidità della nuca,  iperestesie,  e parestesie,  convulsioni,  paresi,  vomito,  disturbi pupillari,  ambliopia per nevrite ottica.  La malattia può assumere un decorso cronico per mesi e terminare con la guarigione o con la morte.  Le seconde hanno un decorso molto simile a quello dei tumori cerebrali e spesso anche sintomi di localizzazione simili a quelli della sindrome cerebellare;  la durata della malattia varia da settimane ad anni.  La prognosi è sempre grave.  L’idrocefalo sintomatico dei tumori cerebrali s’instaura per diverse cause:  stasi linfatica per occlusione da compressione del foro di  Magendie,  o dell’ acquedotto di Silvio;  stasi venosa per compressione delle vene di Galeno;  stasi venosa generale dell’encefalo per aumento della pressione endocranica che sembra in grado di produrre l’obbliterazione delle vene e non delle arterie;  irritazione ependimale da parte di sostanze tossiche secrete dai tumori.  La malattia si manifesta con i sintomi di aumentata pressione endocranica,  sovrapposti a quelli dovuti alla localizzazione tumorale.