RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSETTESIMA PARTE

28/12/2021

 

BUON  2022

 

 

 

Da che cosa è caratterizzata l’improvvisa,  completa e transitoria perdita di coscienza?  P.

 

Le cause sono molteplici: potrebbe essere provocata da grandi fatiche da sforzo,  da lungo decubito supino;  intense emozioni, dolori acuti, labilità vasomotoria,  stato tossinfettivo,  arteriosclerosi,  ipertensione arteriosa,  ipotensione arteriosa,  infarto del miocardio,  ipoglicemia,  anossia anossica,  stimolazione del seno carotideo.  Può essere conseguente anche a turbe circolatorie che diminuiscono l’afflusso di sangue al cervello  (sincopi cardiache) :  ad esempio fibrillazione atriale o ventricolare,  blocco seno-atriale,  collasso cardiaco,  trombo,  lesioni intracardiache.  Insorge improvvisamente o preceduta da malessere generale,  nausea sudorazione,  ecc. Da prendere in considerazione anche alcuni quadri clinici come la mancata respirazione o arresto degli atti respiratori in seguito a fenomeni nervosi di isterismo o fenomeni spastici ad esempio da traumi o a malattie gravi dell’apparato respiratorio.  Non si verifica arresto della circolazione,  ma il sangue non più ossigenato,  causa cianosi.   Elena  L.

 

30/12/2021

 

Che cosa ha a che fare la circolazione sanguigna con la respirazione?  Alessandra

 

L’argomento della respirazione l’ho già scritto due volte e questa è la terza;    Se sfogli il mio blog nella categoria “la nostra salute”  li troverai.  Ora te lo illustrerò in maniera diversa ma il significato è sempre quello.

La circolazione polmonare fa passare attraverso i polmoni tutto il sangue espulso dalla parte destra del cuore,  che contiene sangue venoso.  Per necessità idrauliche il volume del sangue che viene spinto in tutto il resto del corpo (circolo somatico) dal cuore sinistro è uguale a quello espulso dal cuore destro,  cioè la portata sanguigna dei due circoli è la stessa.  L’albero circolatorio polmonare si sfiocca,  come l’albero circolatorio somatico,  in reti capillari.  Una rete capillare polmonare avvolge tutti gli alveoli.  Il sangue impiega circa un secondo a percorrere tale rete capillare,  e questo tempo è sufficiente a permettere gli scambi gassosi tra sangue e alveoli polmonari.  Come il sangue è continuamente ricambiato,  così anche l’aria alveolare,  deve essere continuamente ricambiata,  altrimenti la sua scorta di ossigeno si esaurirebbe in poco tempo.  Al fine di rimuovere l’aria dagli alveoli polmonari si attua il processo della ventilazione polmonare,  che consiste in ritmiche inspirazioni,  seguite da altrettante espirazioni,  quello si chiama comunemente “ritmo respiratorio”.  Negli umani e nei mammiferi la ventilazione è ottenuta con una ritmica dilatazione e restringimento della cassa toracica.  Queste fasi sono determinate dai muscoli toracici, che sollevano e abbassano le coste,  lo sterno e dal muscolo del diaframma,  che si solleva e si abbassa contro i visceri addominali.

I polmoni contenuti nella cassa toracica ne seguono passivamente le escursioni,  si dilatano e si sgonfiano ritmicamente.  Ogni atto inspiratorio ed espiratorio comporta un rinnovamento solo parziale dell’aria contenuta nei polmoni;  infatti nell’uomo una inspirazione introduce circa mezzo litro di aria nuova,  mentre l’aria totale contenuta nei polmoni è di circa 5 litri. Gli atti respiratori si susseguono con una frequenza che nello stato di riposo,  è di circa 15 al minuto.  Questo ritmo è involontario,  e prosegue indisturbato anche in assenza della coscienza,  come nel sonno. Si può modificarlo intensificandolo o rallentandolo,  anche arrestarlo,  per poco tempo  sempre con l’ausilio della nostra volontà, e cioè con l’ausilio dei centri nervosi superiori.  Elena  L.  Continua…

 

03/01/2022

 

Il ritmo automatico è presieduto da centri nervosi che sono situati nel midollo allungato,  in corrispondenza del quarto ventricolo.  L’interruzione delle connessioni di questi centri con il midollo spinale,  nel quale risiedono i nuclei nervosi per l’innervazione dei muscoli respiratori,  blocca gli atti respiratori e si ha la morte per paralisi respiratoria.  Lo stesso succede quando gli stessi centri respiratori vengono lesi direttamente da traumi o malattia.  Durante la permanenza del sangue nei capillari polmonari,  non solo il sangue si arricchisce  dell’ossigeno proveniente dall’aria alveolare,  ma si libera anche dell’anidride carbonica e la riversa nella stessa aria alveolare.  L’entrata,  e rispettivamente l’uscita,  di gas nel sangue sono da riportarsi al fatto che le pressioni parziali dei gas respiratori sono diverse nel sangue dei capillari polmonari e nell’aria alveolare:  la pressione di ossigeno è maggiore nell’aria alveolare che nel sangue giunto ai polmoni;  la pressione di anidride carbonica invece,  è minore nel sangue che nell’aria alveolare.  È unicamente questa differenza di pressione a provocare lo spostamento dei gas in questione.  Anche l’apparato polmonare come quello renale, sa adattarsi ai bisogni dell’organismo.  E questo adattamento avviene essenzialmente modificando la ventilazione polmonare.  Per esempio quando si cammina o si corre,  il consumo di ossigeno è maggiore che in condizioni di riposo;  la ventilazione polmonare aumenta,  e con essa,  aumenta anche il sangue che circola attraverso i polmoni,  esso infatti,  non riuscirebbe ad ossigenarsi completamente se non vi corrispondesse un incremento del ricambio dell’aria nei polmoni.  A tal fine deve verificarsi un aumento sia del ritmo respiratorio che della profondità dei respiri e cioè il numero di atti respiratori al minuto e il volume di aria introdotta ad ogni inspirazione.  Questo fenomeno ha una duplice origine.  Una parte è dovuto al fatto che l’attività motoria che fa aumentare,  per esempio nella corsa,  i movimenti muscolari delle gambe,  influisce nello stesso senso,  e contemporaneamente,  anche sull’attività dei centri cardioacceleratori, e su quella dei centri respiratori.  Dall’altra parte questo fenomeno è dovuto al fatto che la scarsa ossigenazione del sangue,  e soprattutto, l’accumulo in esso di anidride carbonica,  che si verificano quando la ventilazione è insufficiente ,  provocano l’eccitamento di particolari recettori,  chiamati “chemiorecettori” che sono situati a livello della biforcazione dell’arteria carotide comune.  Continua…

 

04/01/2022

 

L’eccitamento di questi recettori ha l’effetto di inviare impulsi nervosi ai centri respiratori e di fare aumentare la loro attività.  Si attua un meccanismo di salvaguardia dell’organismo;  esso interviene a regolare l’attività ventilatoria ,  in modo di mantenere costante nel sangue la tensione dei gas,  ossigeno e anidride carbonica.  Nel rene la secrezione di un ormone antidiuretico,  controllata dal tasso di acqua,  ne regola il riassorbimento da parte dei tubuli renali, in modo da mantenere costante il livello idrico nel sangue.  Nei polmoni la stimolazione dei chemiorecettori carotidei,  ad opera della tensione dei gas respiratori nel sangue,  regola la ventilazione polmonare,  agendo sui centri automatici del respiro,  in modo da mantenere la tensione dei gas respiratori nel sangue.  C’è anche un altro tipo di regolazione dell’attività respiratoria polmonare che entra in funzione in condizioni completamente diverse da quelle di prima ricordate:  è la regolazione che si mette in atto quando si respira in aria rarefatta,  come in alta montagna o in un aereo il cui interno non sia pressurizzato o a una pressione atmosferica corrispondente a quella del livello del mare.  La rarefazione dell’aria comporta la diminuzione della sua pressione totale e delle pressioni parziali dei suoi componenti gassosi;  nell’aria rarefatta quindi la pressione di ossigeno è minore e per questo è minore anche la differenza di pressione di ossigeno che entra nel sangue a livello polmonare.  Se non intervenisse un fenomeno regolatorio,  cioè ancora una iperventilazione,  si andrebbe incontro ad una deficienza di ossigeno nel sangue (ipossia).  In questo caso l’iperventilazione può avere solo l’effetto di innalzare la pressione di ossigeno negli alveoli, la quale permette una normale erogazione di ossigeno.  L’aumento iperventilatorio della pressione di ossigeno qui si verificaanche perché l’iperventilazione provoca contemporaneamente una diminuzione dell’anidride carbonica nell’aria alveolare,  oltre che nel sangue (ipocapnia) ;  diminuendo la pressione parziale di anidride carbonica,  può aumentare la pressione parziale di ossigeno.  Mentre l’iperventilazione da lavoro muscolare è almeno in parte,  dovuta sia alla diminuzione della pressione di ossigeno che all’aumento di anidride carbonica nel sangue,  l’iperventilazione di aria rarefatta è dovuta solo ad una diminuzione della pressione di ossigeno nel sangue,  e solo questa diminuzione agisce eccitando i chemiorecettori carotidei,  e attraverso questi,  i centri respiratori del midollo allungato.  La superficie respiratoria polmonare è essenziale per il transito dell’ossigeno dall’aria nel sangue e per quello in senso contrario dell’anidride carbonica.  A questo punto si affaccia però un altro problema,  che è quello del trasporto dei gas nel veicolo sanguigno.  L’ossigeno che entra nel sangue a livello della superficie respiratoria,  nella massima parte viene utilizzato lontano da essa,  in tutti i tessuti dell’organismo.  E così l’anidride carbonica espulsa attraverso la stessa superficie, proviene con il sangue da tutti i tessuti in cui si è formata durante la combustione delle sostanze organiche.  Un rapido conto permette di dire che per soddisfare i bisogni dell’organismo,  l’ossigeno e l’anidride carbonica trasportati dal sangue non possono essere allo stato gassoso,  perché troppo piccolo è il volume di questi gas che può sciogliersi nel sangue e di conseguenzatroppo piccolo sarebbe il volume di questi gas trosportato dal sangue nell’unità del tempo.   Elena L. Continua domani:  l’ultima parte.

 

05/01/2021

 

I gas in questione non solo devono essere sciolti fisicamente nel sangue,  ma anche combinati chimicamente in modo labile “l’ossiemoglobina” di colore rosso vivo. E che l’anidride carbonica,  per la massima parte,  si trova legata agli ioni basici di sodio e di potassio,  a formare dei sali,  i bicarbonati,  e all’emoglobina stessa a formare un composto labile,  ” la carbodiossiemoglobina”.  Circa 20 ml di ossigeno si trovano combinati come ossiemoglobina  in 100 ml di sangue normale;  analogamente circa 60 ml di anidride carbonica sono combinati chimicamente in 100 mldi sangue normale;  di questi,  poco più del 5% è combinato come cabodiossiemoglobina. Allora si può concludere che l’ossigeno,  dopo essere entrato in forma gassosa nel sangue della rete capillare polmonare,  si combina rapidamente con l’emoglobina e sotto questa forma è per la maggior parte trasportato  con il sangue ai tessuti.  Qui succede il fenomeno contrario fino a qui considerato: l’ossigeno si stacca dall’emoglobina e penetra nelle cellule,  di nuovo sotto forma gassosa.  tragitto inverso percorre l’anidride carbonica prodotta dalla combustione cellulare:  essa a livello dei tessuti,penetra nel sangue sotto forma gassosa,  e  nel sangue si nega chimicamente alle basi e all’emoglobina.  Sotto questa forma l’anidride carbonica viene viene trasportata ai polmoni dove si stacca dai globuli rossi e dalle basi,  ed esce verso l’ambiente esterno sotto forma gassosa. nel trasporto dei gas respiratori,  l’emoglobina,  il pigmento caratteristico del sangue,  gioca un ruolo fondamentale.  Il sangue normale deve avere una certa capacità di trasporto per i gas respiratori,  altrimenti si manifesta una malattia:  l’anemia.  L’anemia non è propriamente  uno stato di deficienza di sangue,  ma è soprattutto una carenza di emoglobina.  Il sangue per deficienza di emoglobina non è in grado di far fronte alle condizioni di maggior bisogno di ossigeno,  per esempio nel caso di un intenso lavoro muscolare.  Infatti il sangue degli anemici trasporta,  per unità di volume di sangue,  un volume di ossigeno minore che nei soggetti normali e questo si fa risentire sulla capacità di lavoro dei muscoli,  in quanto hanno a disposizione meno energia.  Ed è così che uno stato cronico di anemia altera lo stato di nutrizione dei tessuti e quindi la funzionalità di tutti gli organi. Elena L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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RISPOSTE AILETTORI QUARANTADUE CENTOSEIESIMA PARTE

16/12/2021

 

 

Dal mio giardino

 

Prosegue dall’articolo precedente:  risposte ai lettori quarantadue centocinquesima parte.

 

La flora batterica è presente nell’intestino di tutti gli individui e svolge azioni utili come la sintesi delle vitamine,  la protezione contro l’insediamento di specie batteriche,  tossiche o dannose,  e ancora altri effetti.  Vi è tutta una scienza che studia gli effetti dell’assenza di germi nel canale alimentare.  Finita l’utilizzazione dall’alimento al fine nutritivo,  quello che rimane nell’intestino tenue,  passa nell’intestino crasso,  dove subisce essenzialmente un processo di asciugamento,  con assorbimento di acqua e di sali,  che prepara il contenuto intestinale per la sua eliminazione all’esterno sotto forma di feci.  Quanto si è detto sulla ingestione,  digestione,  assorbimento ed eliminazione presuppone un susseguirsi di atti esattamente distanziati e separati nello spazio,  cioè la secrezione dei succhi digestivi e il loro rimescolamento con l’alimento in tempi e luoghi diversi man mano che esso si muove dalla bocca all’ano.  Questo si realizza innanzitutto grazie alla motilità del tubo alimentare,  capace di spingere il suo contenuto in un senso e di impedire il reflusso in senso opposto.  Il tubo alimentare infatti non è un organo inerte,  ma è capace di modificare le sue dimensioni,  perché come ho detto in precedenza è rivestito das pareti muscolari formate da fibre muscolari il cui asse maggiore è disposto circolarmente o parallelamente al tubo stesso.  Se le fibre muscolari si accorciano,  si ha il restringimento del lume;  se invece sono le fibre longitudinali ad accorciarsi,  si ha l’allargamento del lume e diminuzione della larghezza del tubo intestinale.  Quando un’onda di contrazione delle fibre circolari si propaga da monte a valle ed è preceduta da un’inda di contrazione delle fibre longitudinali,  si ha una cosiddetta onda peristaltica e la massa liquida è spinta in senso anale.   Il movimento di ritorno del contenuto alimentare è impedito da diaframmi abitualmente chiusi:  i più importanti sono la valvola pilorica,  o meglio sfintere pilorico,  che divide lo stomaco dall’intestino tenue,  e la valvola ileo-cecale,  che divide l’intestino tenue dal crasso.  Queste valvole sono muscolari e si aprono solo per far passare il liquido sotto la spinta di un’onda peristaltica a monte:  altrimenti rimangono chiuse.  Esse regolano anche il tempo di permanenza del contenuto gastrico (chimo acido) nello stomaco e di quello intestinale (chimo) nell’intestino tenue.  La secrezione di succhi digestivi avviene al momento opportuno,  sotto l’azione dei riflessi nervosi e di regolazioni ormonali.  Così la stimolazione dei ricettori visivi e olfattivi scatena la secrezione salivare:  la vista e il profumo del cibo che fa venire l’acquaina in bocca.  La stimolazione di ricettori gustativi di quest’ultima di sostanze i stimola la secrezione gastrica.  La stimolazione chimica dei costituenti del chimo sulla mucosa duodenale provoca la liberazione da parte di quest’ultima di sostanze di tipo ormonale,  che per via sanguigna vanno a provocare la secrezione pancreatica (secretina),  lo svuotamento della cistifellea (colecistochinina) e la secrezione enterica (enterochinina).  Elena  L.

 

21/12/2021

 

Mi piacerebbe tanto che mi dessi una delucidazione sulle vitamine e gli aminoacidi.  Grazie  Patty

 

 

 

Ma certo!  Con piacere,  in un paio di volte ti descrivo le cose importanti ed essenziali.

Dal punto di vista alimentare, gli animali e anche l’essere umano,  sono organismi direttamente o indirettamente dipendenti dalle piante.  Essi infatti possono completare delle sintesi organiche, a partire da altre sostanze organiche,  ma non possono sintetizzare composti organici a partire da sostanze inorganiche.  Gli animali traggono le sostanze organiche necessarie al loro fabbisogno direttamente dalle piante (animali erbivori)  o da altri animali che a loro volta sono erbivori (animali carnivori).  Gli animali per il loro fabbisogno energetico non sono legati ad una determinata sostanza organica,  ma possono scegliere  e utilizzare indifferentemente molte sostanze organiche reperibili nel mondo biologico.  Queste ultime vengono classificate in tre categorie:   glicidi,  lipidi  protidi,  e gli animali hanno la possibilità di utilizzarle come tali o di trasformarle in altre,  prima di depositarle come riserva energetica o prima di degradarle come combustibile.   Gli animali però oltre che ad un fabbisogno energetico hanno anche un fabbisogno plastico, cioè devono costruire la loro macchina durante il periodo di accrescimento e reintegrarne l’usura continua anche nello stato adulto. Per questa necessità devono avere a disposizione,  oltre ai sali e all’acqua,  tutte le sostanze organiche che entrano nella loro composizione. Ecco che qui interviene un’ importante limitazione nelle possibilità chimiche di questi organismi:  infatti gli animali sono in grado di sintetizzare solo una minoranza delle sostanze organiche di cui sono composti.  Molte di esse devono essere reperite come tali negli alimenti,  e anche se una sola di queste è mancante,  l’animale va incontro ad una fame biologica,  cioè una fame senz accusare i sintomi della fame, con sintomi variabili da caso a caso e muore. Queste sostanze organiche prefabbricate sono di tipo diverso,  e inoltre sono necessarie in quantità giornaliere diverse,  esse possono essere distinte in due classi:  gli aminoacidi essenziali e le vitamine.  Per l’uomo adulto gli aminoacidi essenziali sono otto e servono come gli altri aminoacidi sintetizzabili dall’organismo animale  (aminoacidi non essenziali)  all’edificazione delle grosse molecole proteiche, molecole caratteristiche di ogni forma vivente. Gli aminoacidi essenziali non sono egualmente distribuiti  nelle proteine animali e vegetali,  anzi alcune di esse sono deficitarie di alcuni aminoacidi essenziali.  È stato dimostrato che l’uomo adulto,  per mantenere intatto il suo patrimonio proteico,  deve ingerire almeno 100 g di proteine animali,  proteine della carne o derivati.  Queste proteine non possono essere sostituite dai grani,  perché queste sono deficienti di alcuni aminoacidi,  ma soltanto dalla soia:  100 g di proteine ottenute dai semi di soia;  una miscela di proteine animali e vegetali è molto indicata perché le deficienze di queste ultime in alcuni aminoacidi vengono coperte da un eccesso degli stessi aminoacidi nelle prime.  Quindi una dieta mista,  con proteine di provenienza sia animale che vegetale,  oltre che ad essere più confacente all’organizzazione del nostro apparato digerente,  è un insieme più sano che secondo alcuni esperti scienziati ci farà vivere più a lungo.  Continua domani…

22/12/2021

 

Gli aminoacidi essenziali, necessari in quantità variabile da 0,5 a2 g al giorno,  sono:  L-triptofano;  L-fenilalanina;  L-lisina;  L-treonina;  L-metionina;  L-leucina;  L-isoleucina;  L-valina.

 

L’altra grande categoria di sostanze organiche che l’organismo animale non può sintetizzare sono le vitamine.  Esse a differenza degli aminoacidi,  occorrono in quantità giornaliere piccole,  ma non sono per questo meno importanti ed indispensabili degli aminoacidi essenziali.  Anche la funzione delle vitamine è diversa da quella degli aminoacidi.  Mentre questi ultimi sono dei grossi mattoni con cui vengono costruiti i grossi edifici proteici e tutti, più o meno contribuiscono a conferire la caratteristica specificità alla proteina di cui fanno parte,  le vitamine giocano ciascuna un ruolo particolare nel metabolismo.  Le vitamine sono sintetizzate dalle piante e da vari microrganismi;  gli animali erbivori si nutrono di piante e immagazzinano vitamine;  gli animali carnivori utilizzano le vitamine accumulate negli erbivori.  Le vitamine si distinguono n due gruppi: vitamine liposolubili,  cioè solubili nei grassi,  e idrosolubili,  solubili nell’acqua.

Fra le vitamine liposolubili ricordiamo:

 

Vitamina A  Molto importante nell’accrescimento.  Se la dieta è povera di questa vitamina compaiono delle alterazioni epiteliali con tendenza alla secchezza e alla cheratinizzazione,  e successivamente alle infezioni.  Oltre alla pelle viene colpita la congiuntiva, la retina,  la mucosa orale,  quella faringea e quella respiratoria;  la mucosa delle vie genito-urinarie.  Nella carenza di vitamina A si osserva la nictalopia,  cioè l’incapacità di vedere di notte. La dose giornaliera nell’ uomo è di 2 mg.  Le fonti di vitamina A sono molto abbondanti negli alimenti gialli che contengono carotene,  nell’olio di mais,  nelle verdure a foglie verdi,  ecc.

 

Vitamina D  La mancanza di vitamina D provoca nello sviluppo delle ossa, alterazioni caratteristiche che nel loro insieme costituiscono il quadro del rachitismo.  La dose giornaliera minima nei bambini e di 10 millesimi di milligrammo.  Le fonti alimentari di vitamina D sono molte scarse, si trova nell’olio di fegato di pesci marini,  nel latte intero ei suoi derivati,  nei funghi,  nel burro e poi tanto sole preso gradatamente nelle ore forti.

 

Vitamina K  La deficienza di vitamina K porta ad una sintomatologia emorragica più o meno grave. Fortunatamente però questa vitamina è fabbricata dalla flora intestinale,  per cui l’uomo ,  non necessita,  in condizioni normali,  di un apporto alimentare di questa sostanza.  Solo nei neonati,  nei soggetti trattati con antibiotici,  o in soggetti in cui è ridotto  o è cessato il flusso epatico di bile nell’intestino,  la produzione endogena di vitamina K è ridotta,  o anche se è prodotta non viene assorbita.  La vitamina K si trova nel germe di grano, nei pomodori,  cavolfiori,  prezzemolo,  e nella frutta secca.

 

Vitamina E  La patologia da deficit di questa vitamina  può provocare l’aborto spontaneo,  tempo fa veniva chiamata la vitamina della fecondità.  Questa vitamina protegge dai tumori, e da altre patologie,  il fabbisogno giornaliero è di 30 mg al giorno.  Si trova negli oli vegetali,  nelle lattughe,  nelle verdure a foglie verdi,  nelle ciliegie, e in altri vegetali.

 

 Per le vitamine idrosolubili dobbiamo ricordare il complesso delle vitamine del gruppo B:

 

 

Vitamina B1 Da molto tempo era conosciuta in oriente una malattia chiamata Beri -Beri e se ne era individuata la causa in una dieta errata.  Una mancanza di vitamina B1,  accanto ad una forma nervosa,  debolezza  e nevrastenia, di incoordinazione motoria,  di anoressia e di vomito,  si verifica un accumulo di acido piruvico nel sangue.  La dose giornaliera è di i,5 mg.  Si trova diffusa sia negli alimenti vegetali che animali,  nel lievito di birra,  nella soia,  nella farina integrale,  nel riso non brillato,  nella farina di maisa  nei fagioli secchi,  nella carne bovina,  nelle carni insaccate come il salame.

 

La vitamina B2   Da tempo conosciuta come riboflavina.  Negli umani la sua assenza provoca segni caratteristici soptattutto a livello dell’epitelio cutaneo e della mucasa linguale.  Anche questa vitamina è abbondante nei prodotti animali e vegetali,  nel latte e derivati,  nel lievito,  nelle carni e in particolare nel fegato,  nei legumi secchi,  nelle farine integrali e nelle arachidi.  La dose necessaria va da 1 a 2,5 mg. al giorno.

 

Vitamina PP o niacina La sua mancanza nella dieta provoca una malattia detta “pellagra”,  che non è la manifestazione della mancanza di un solo fattore,  ma per lo più tre origine da una  in deficit sotto molto aspetti.  I sintomi della pellagra sono:  dermatite, accompagnata da pigmentazione,  eritema della lingua, lesioni gastrointestinali e degenerazione grassa del fegato.  La niacina si trova nei legumi secchi,  nelle arachidi,  nella frutta,  nelle uova,  nelle frattaglie.  La dose giornaliera raccomandata è di circa 20 mg.

 

Acido pantotenico Non insorgono sintomi di deficienza questa vitamina;  solo sperimentalmente si possono ottenere quadri patologici che nell’uomo sono soprattutto caratterizzati di irrequietezza,  irritabilità e soprattutto  affaticabilità,  disturbi del sonno e sintomi gastrointestinali.  La mancanza di malattie naturali è dovuta al fatto che il fattore in questione è enormemente diffuso e soprattutto al fatto che il batterio Escherichia coli,  ospite abituale nel nostro intestino,  ne fabbrica una certa quantità,  che diventa disponibile anche per il nostro organismo.  La dose giornaliera indispensabile è di 10-15 mg.

 

La Biotina  anche questa vitamina è diffusa negli alimenti animali e vegetali,  inoltre è sintetizzata dalla flora batterica intestinale.  Anche la carenza di questa vitamina dà scompenso all’equilibrio del metabolismo.  La dose giornaliera raccomandata è di 5-10 mg.

 

L’Acido folico,  nei mammiferi e anche negli umani la carenza di acido folico provoca forme gravi di anemia.  Nell’uomo alcune forme di anemia sono curate  efficacemente con l’acido folico. Si trova abbondante nelle foglie verdi,  nel fegato e frattaglie,  nel lievito. La dose giornaliera è di 05  a 10 mg.

 

Vitamina B12  Questa importante vitamina si trova soprattutto nelle carni animali e anche in alimenti vegetali. La mancanza di questa vitamina provoca irritabilità e stanchezza,  la si può trovare nelle carni,  nel prosciutto nelle uova,  nei cereali ecc.  la dose giornaliera è da o5 a 1 mg.

 

 

E terminata la rassegna delle vitamine appartenenti al gruppo B, rimane una vitamina molto importante per la nostra salute e anche molto nota per i danni causati dalla sua mancanza:  è la vitamina C o acido ascorbico. La mancanza di questa vitamina provoca lo scorbuto,  a cui vanno soggette le persone che vivono in condizioni di carestia alimentare.  La vitamina C è intimamente connessa con la formazione dei tessuti di sostegno,  quali il collagene dei connettivi,  la dentina dei denti e la sostanza osteoide delle ossa.  Si comprende come la carenza di vitamina C si manifesti con emorragie alveolari,  alterazioni ossee e dentarie,  e difficoltà nella guarigione delle ferite.  La quantità giornaliera consigliata è di 100 mg e questa quantità la si ricava dai vegetali freschi,  come spinaci,  prezzemolo,  agrumi,  ribes,  lamponi,  cavoli,  rape,  e molti ortaggi ancora.  LA COTTURA E LA CONSERVAZIONEDISTRUGGONO IN GRAN PARTE LA VITAMINA C.

 

DA QUESTA BREVE RASSEGNA,  POSSIAMO  FARCI UN’IDEA DI QUANTO COMPLESSO E MULTIFORME SIA  IL QUADRO DELLE NECESSITÁ  VITALI NELL’ALIMENTAZIONE UMANA:  non sono bisogni basati su motivi voluttuari,  ma inderogabili necessità di ordine biochimico e fisiologico,  che se non soddisfatte, possono determinare la morte dell’organismo carente.  Elena L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTISEIESIMA PARTE

15/12/2021

 

 

IN CUCINA CON AMORE

 

E CON FEDERICA

 

 

Elena  Iniziamo questo articolo con dolcezza,  invece dei cantucci di Natale io presento i miei nuovi biscotti di aromi naturali e frutta secca,  da inzuppare nel vin santo.

 

 

BISCOTTI  DI NATALE

 

 

 

Ingredienti:  farina “00”,  zucchero semolato, scorza di un’arancia grande e di un bergamotto,  marsala,  due uova, 100 g di burro fresco,  100 g di mandorle tritate e 100 g di gherigli di noci tritate + 40 g di pinoli,  estratto di vaniglia,  una bustina di lievito per dolci.

 

Esecuzione:  Mettiamo a sciogliere il burro nel forno a microonde,  intanto lavoriamo lo zucchero con le scorze di agrumi grattugiate e le uova, aggiungiamo l’estratto di vaniglia,  il burro,  il marsala e la farina,  per ultima cosa incorporiamo la frutta secca tagliata a coltello non troppo fine poi il lievito.  Amalgamiamo bene il tutto e mettiamo l’impasto nel sacco per dolci senza la punta a stella.  Li inforniamo a 180° per 15 minuti,  li togliamo dal forno,  li lasciamo intiepidire e li rimettiamo in forno  sempre a quella temperatura per 5 minuti.  I biscotti risulteranno friabili,  croccanti che si sciolgono in bocca;  se li riponiamo in una scatola di metallo si conserveranno oltre due settimane.

 

 

Federica   Sono di una bontà fuori misura!

 

16/12/2021

 

Elena  Che ne dici se incominciamo a fare una dieta prefestività?   Io credo che ci aiuterà a non mettere su ulteriormente peso.  incominciamo dalle minestre complete,  che sfamano ma che non ingrassano.  Eccone un’altra  nella foto sotto:  è una minestra di legumi e cereali con verdure e anche con pasta,  una minestra,  saporitissima e  buonissima.

 

 

MALTAGLIATI AI CEREALI

 

LEGUMI E VERDURE

 

 

 

Ingredienti:  uova,  farina per pasta fresca, scalogno,  porro, olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe in grani, patate,  zucca,  peperoni,  semi di zucca,  farro, oppure orzo,  fagioli,  carciofini,  basilico 6-7 foglie,  bacche di ginepro,  una crosta di parmigiano,  un pizzico di spezie miste, e parmigiano grattugiato,  finocchietto selvatico,  due pomodori pelati.

 

 

Esecuzione:  in una pentola mettiamo un po’ di olio e un trito abbondante di porro e scalogno.  Facciamo un bel soffritto senza bruciare o annerire la cipolla,  sfumiamo con un quarto di bicchiere di birra,  aggiungiamo i pomodori pelati ,  li schiacciamo,  incorporiamo anche le spezie,  le erbe infine le verdure tagliate a tocchi non troppo grossi,  aggiungiamo anche sale e pepe in grani,  il ginepro,  crosta di parmigiano infine riempiamo con l’acqua.  Portiamo a ebollizione e lasciamo cuocere lentamente il tutto.  Nel frattempo abbiamo fatto la sfoglia e i maltagliati;  li caliamo nel composto e  a cottura ultimata poi mettiamo una bella manciata di parmigiano e il tutto in una zuppiera pronta da portare in tavola.

 

Federica  Le tue zuppe sono leggere ma ricche di sapore.

 

17/12/2021

 

 

Elena  anche oggi presento una ricetta vegetariana,  sono i cannelloni con le verdure;  molto gustosi e leggeri.

 

 

CANNELLONI VEGETARIANI

 

 

 

Ingredienti:  uova e farina per la sfoglia,  parmigiano,  brodo di carne,  burrata,  melanzane,  sale,  pepe,  tabasco,  cardi,  gorgonzola piccante,  pecorino,  olio extra vergine d’oliva.

 

 

Esecuzione:  incominciamo con il ripieno,  facciamo cuocere i cardi al forno con brodo e parmigiano,  e lo stesso vale per le melanzane,  (le tagliamo a fettine,  le saliamo e le lasciamo riposare per almeno un’oretta,  poi le ungeremo con olio extra vergine d’oliva e una spolverata di pecorino.  Una volta cotti i due ortaggi,  li passeremo al tritatutto,  poi saliamo pepiamo e mettiamo un po’ di tabasco.  Adesso uniamo i formaggi,  amalgamiamo bene (l’impasto non deve essere troppo molle e le verdure non devono essere acquose).  Aggiungiamo il parmigiano grattugiato e lasciamo riposare.  Intanto tiriamo la sfoglia e tracciamo dei rettangoli,  li sbollentiamo in acqua bollente poi li mettiamo in una zuppiera di acqua e ghiaccio.  A questo punto mettiamo la farcitura e li chiuderemo.  Adagiati nella teglia da forno, bagnamo i cannelloni con un mestolo di brodo e una spolverata di formaggio grattugiato.  Li inforniamo a 180° per 15 minuti,  controlliamo prima di toglierli dal forno.  Eccoli nella foto sopra.

 

Federica   Sì, io credo che saranno squisiti!

 

 

18/12/2021

 

 

Elena  Un altro piatto gustoso e magro è questa ricetta di pesce e verdure in agrodolce.  Meravigliosa!

 

 

PESCE E VERDURE

 

IN AGRODOLCE

 

 

 

Ingredienti:  un’orata o una spigola,  carciofini,  cipolline bianche,  aceto di mele,  tabasco,  sale,  pepe,  zucchero,  alloro,  olio extra vergine d’oliva,  porro,  aglio,  prezzemolo, brodo.

 

Esecuzione: Incominciamo con sfilettare il pesce,  poi lo metteremo in marinatura con aceto,  zucchero,  sale,  pepe tabasco,  olio extra vergine d’oliva,  prezzemolo,  aglio,  alloro;  lo stesso faremo con le cipolline e i carciofini.  Il mattino seguente toglieremo il pesce dalla marinatura e lo spennelleremo con l’olio aromatizzato al rosmarino e salvia e lo cuoceremo in forno  a 180° per 15 minuti.  Adesso non ci resta che cuocere a calore moderato le verdure in agrodolce,  per circa 12 minuti e a cottura ultimata metteremo ancora pepe,  aceto e un giro di olio.

Impiattiamo insieme il pesce con le verdure e portiamo in tavola.

 

Federica  Lo farò la sera della Vigilia di Natale.  Grazie!

Elena  E adesso cara Fede come ogni anno la cucina  chiude e  aprirà il sette gennaio.  Ringrazio e  auguro buone Feste a tutti!

 

 

DIALOGANDO CON VOI

11/12/202

 

 

 

 

 

Patty   Se non avessi trovato un’amica come te da confidarmi, non so dove sarei ora.  Dopo l’incidente  di mio marito è stata molto dura portare avanti da sola la famiglia,  nonostante noi stessimo bene economicamente,  con i genitori malati non potevo certo versare su di loro i miei problemi emotivi;  anche lo psicoterapeuta non ha potuto aiutarmi come avrei voluto perché  non riuscivo ad essere totalmente me stessa. Oggi invece grazie a te mi sento forte come una leonessa;  è bello potersi parlare a cuore aperto senza limiti,  a tu per tu,  senza computer e senza telefono,  quanto vorrei che anche mio figlio potesse avere amici veri come li ho io!  Grazie!

 

 

Elena  Non devi ringraziarmi perché la cosa è reciproca.  Nel nostro tempo sembra che i giovani siano molto soli riguardo all’amicizia,  è un mondo diverso:  molti giovani non provano più  questo  calore che è di un valore inestimabile.  Il fenomeno  secondo me è dovuto appunto alle troppe ore passate con lo smartphone,  il computer ecc.  Certo che di questa tecnologia non se ne può più fare a meno ma si dovrebbe provare ad impostare la vita in modo diverso.  Anche il recupero di certi ragazzi si ha con il calore di una comunicazione vera che non vi siano di mezzo queste apparecchiature,  almeno quando si tratta di sentimenti tra genitori e figli,  marito e moglie ecc. !  Certo che i giovani come tuo figlio sanno ascoltare e parlano volentieri con persone più grandi di loro (anzi ne sentono la necessità)  Quelli poco maturi rivelano infatti sfumature molto diverse, se vuoi in modo individuale  come se si sentissero padroni del mondo e vorrebbero far credere che non hanno bisogno di nessuno. In altri si può notare un esibizionismo che non porta da nessuna parte come se volessero valorizzare una cosa che non esiste e si appoggiano lì.  Il tuo ragazzo ha le idee chiare e non è un presuntuoso;  qui sei proprio fortunata!  Grazie a te che mi hai fatto continuare la categoria  “Dialogando con voi!   Ma devi stare tranquilla le cose che non si devono scrivere non le scriverò mai! A presto.

 

14/12/2021

 

  Federica  Riusciresti mai ad occultare notizie e insegnamenti a chi stai aiutando?

 

  Elena  L.  Assolutamente no,  non lo farei nemmeno se non mi pagassero,  mi sentirei una persona incompleta e marcia dentro.

 

15/12/2021

 

 Dott. Robert e Linda Ti dispiacerebbe avere amici più colti di te?

 

 

 Elena  L.  Al contrario,  io spero che i miei amici siano sempre più di me,  così starei all’erta ancora di più per essere all’altezza in tutto.

 

 Dott.  Robert e Linda  Fino a che punto sei indulgente con le persone che ti fanno del male?

 

Elena  Fino a quando il limite della mia pazienza e  coscienza me lo permetteranno;  comunque io voglio bene al mondo,  quindi le persone che mi fanno del male gratuito non sono altro che malati di mente ed io li compatisco.

 

16/12/2021

 

 Patty e Marco  Qual è il profilo psicologico di questo  individuo?

 

Elena    Sicuramente è un individuo dalla doppia personalità,  riesce a nascondersi dietro la sua abilità che ha con il mondo del Web e con la sua finta educazione.  Apparentemente appare introverso:  impiega la sua aggressività minando l’autostima della gente, degradandola perché sicuramente ha dei complessi d’inferiorità e una crudeltà ben definita verso certi tipi di donne:  quelle di non facili costumi,  usando appunto il lo ro nome e cognome,  a volte il titolo dei loro articoli che si aprono in siti per adulti tutto senza il loro consenso.  Occulta le loro capacità mettendo in risalto invece altre cose a loro sconosciute.  Manipolare,  sottrarre, calunniare è il suo respiro di vita.  Ingannevole, possessivo, da prevaricare su quelli che  odia per la loro intelligenza,   servendosi del suo potere che ha acquisito in questi anni nei confronti di motori di ricerca grandi come Google,   inventandosi leggi sue che non esistono per buttare fuori la gente da Google.  Questo è il profilo dello “psicopatico” del Web  detto da  professionisti che studiano e analizzano la personalità di queste persone  malate di protagonismo ma senza palle perché non hanno il coraggio di venire allo scoperto se non con delle frasi allusorie e inventarsi balle sulle leggi di Google che non stanno né in cielo né in terra!

 

20/12/2021

 

Alessandra e Giovanni   Molti dicono che abbiamo imboccato una strada senza uscita,  tu cosa ne pensi di questo momento:  covid-19 economia ecc.  arriveremo in fondo al tunnel per rivedere la luce?  Il mondo  non è solo colpito da questo virus,  ma molti sono rassegnati a non crederci più;  non stanno nemmeno cercando il lavoro,  ecc.

 

Elena   Quello che sappiamo è che anche senza questo dannato virus è in gioco la sopravvivenza dell’essere umano:  il cambiamento climatico,  l’evoluzione dei ghiacciai,  l’effetto serra,  l’inflazione ecc. ma di fronte a queste cose non bisognerebbe abbattersi e usare il tutto per rinunciare a combattere e a vivere! Non usiamo come scusa la perdita della speranza!  Tutto si può stravolgere basta volerlo! Capisco che sentirsi in balia di questi eventi qualcuno potrebbe anche sentirsi frustrato,  vedere i suoi sogni fallire e vivere con la sensazione che questa negatività bussi alla porta della quotidianità,    stravolgendola e togliere la gioia della speranza,  ma non bisogna guardare il mondo che sta crollando,  ma tendere la mano al mondo sempre!

 

Alessandra e Giovanni  Sei ottimista?

 

Elena  Più che ottimista amo combattere,  non bisogna precipitare nel pessimismo ma incominciare a realizzare qualcosa per aiutare il mondo.

 

Alessandra e Giovanni    In generale cosa pensi delle persone che giudicano il lavoro degli altri con superficialità?

 

 Elena   Queste persone  non andranno molto lontano nel senso che rimarranno sempre degli incapaci:  prima di giudicare dovrebbero entrare in empatia con chi sta lavorando e studiando davvero,  poi se saranno all’altezza potranno permettersi di giudicare. Del resto il mondo va avanti così  di  menzogna e superficialità! Basti pensare che ci sono persone che pubblicano foto di altri utenti facendole passare per loro!  Addirittura presentano ricette di cucina eseguite da altri!  E non solo,  occultano il lavoro di altri per poterlo usare a fare altri siti!  A me piace condividere, e non lasciarmi occultare o rubare il mio lavoro!

 

Federica e Alessandro   Comunque Google dovrebbe fare in modo che queste cose non succedano.

 

Elena   Chi permette loro queste cose significa che c’è qualcosa che non funziona!  Questi ladri devono pagare!

 

Marco e Patty  C’è di più di qualcosa che non va:  perché uno che ti dice che Google vuole così e vuole anche la pornografia a nome di altri,  non ci crede nessuno!  Questo che lavora per Google dovrebbero sbatterlo fuori per sempre! Accusare Google di queste cose deve aver perso la capoccia!

 

Dott.  Robert   Il fatto è che a lui tutto è lecito mentre agli altri no!  Qui si tratta di delinquenza e di mafia!  Senza contare che lui e quell’altro dal cognome che lo fa bello,  ascoltano le tue telefonate senza l’autorizzazione dei suoi superiori;  quindi questo è stalking!

 

Elena  State tranquilli,  verrà anche il loro momento nero!

 

27/12/2021

 

Marco e Patty    Come preferiresti passare il resto delle vacanze:  con persone che ti amano ma restare a casa o andare in luoghi splendidi con persone che non sono né amici né tantomeno simpatici?

 

Elena  Quando scelgo di stare in compagnia l’importante è stare bene con me stessa,  poi tutto si risolverà. Amo stare in compagnia di amici veri,  però non mi disturberebbe affatto andare in luoghi meravigliosi con gente che non conosco;  nelle comitive succede che s’incontrano persone strane,  ma ognuno deve saper badare a se stesso.

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOCINQUESIMA PARTE

10/12/2021

 

 

 

Giardino d’inverno coperto

Dall’articolo precedente dove L. mi chiede se chi ha una  grande avversione per il cibo  potrebbe alimentarsi con le pillole.

 

Come ho accennato nell’articolo precedente,  gli enzimi digestivi sono elaborati e secreti da cellule viventi,  poi versati nel canale alimentare.  Queste cellule come ho detto parlando dell’anatomia  dell’apparato digerente,  sono raccolte in ghiandole dislocate in diversi livelli del tubo digerente, così che i processi digestivi non si compiono tutti in uno stesso tratto,  ma iniziano in punti diversi per poi proseguire variamente lungo il canale alimentare.  Si sa che nella bocca si trovano tre coppie di ghiandole salivari,  le parotidi,  le sottomascellari, e le sottolinguali.  Il liquido secreto da queste ghiandole,  che è la saliva,  contiene muco che serve ad impastare e a lubrificare il cibo introdotto e masticato nella bocca, formando il bolo alimentare,  pronto per essere deglutito.  Ma nella saliva si trova anche un fermento idrolitico,  la ptialina,  che inizia la demolizione dell’amido cotto. Questa demolizione continua anche nei boli alimentari che si stratificano entro lo stomaco e cessa quando il contenuto gastrico si è trasformato in un liquido totalmente acido, il chimo.  la digestione amilasica operata dalla ptialina non completa la scissione degli amidi:  rimangono l’amido crudo e anche l’amido cotto è demolito solo parzialmente.  La loro digestione continua e si completa nell’intestino tenue ad opera di un altro fermento amilasico,  più potente detto amilopsina,  secreto dalla ghiandola salivare,  il pancreas.  Dalla digestione amilasica si origina maltosio e D-glucosio,  e cioè un disaccaride,  e come tale,  non può essere assorbito.  Nei cibi si trovano anche altri disaccaridi,  quali il saccarosio, e il lattosio. Anche questi non possono essere assorbiti come tali. Per scinderli in zuccheri semplici (saccarosio= a D-glucosio + D-fruttosio; lattosio= D-glucosio  altri enzimi. Essi vengono fabbricati  dalle cellule che rivestono la mucosa intestinale,  e soprattutto nel tratto di intestino detto digiuno;  questi enzimi sono le disaccaridasi, e precisamente la maltasi,  la saccarasi e la lattasi.  Continua…

 

11/12/2021

 

Anche per le proteine alimentari troviamo una successione di enzimi proteolitici.  Prima le proteine vengono aggredite nello stomaco dalla pepsina,  un enzima proteasico di origine gastrica.  La pepsina rompe alcuni dei legami interni che tengono insieme i numerosi aminoacidi costituenti le proteine,  dando origine a catene più corte di aminoacidi,  i polipeptidi.  Questo particolare enzima proteolitico,  che compare solo nei vertebrati,  non riesce però a reagire in un ambiente molto acido.  Per questa ragione,  alla sua secrezione da parte delle ghiandole gastriche è sempre associata la secrezione di acido cloridrico.  Vi è però un altro enzima proteolitico,  secreto dallo stomaco,  che svolge una funzione particolare,   soprattutto in un periodo fisiologico dello sviluppo,  il periodo della lattazione,  quando non è ancora prodotta dal bambino la pepsina e l’acido cloridrico.  È il fermento che coagula il latte che si chiama rennina.  La rennina infatti idrolizza la caseina in paracaseine che precipitano come paracaseinati di calcio.  La digestione proteica attuata nello stomaco non porta ad una completa demolizione delle proteine.  Il contenuto gastrico diventa fluido e fortemente acido e passa nella prima porzione dell’intestino tenue,  il duodeno.  Qui viene dal secreto bilare (bile) e dal secreto pancreatico ed arricchito da nuovi fermenti  proteolitici provenienti dal pancreas, la tripsina e la chimotripsina.  Questi in un ambiente fattosi  debolmente alcalino,  continuano l’opera disgregatrice iniziata dalla pepsina,  fino a ridurre tutte le proteine in piccoli polipeptidi.  I polipeptidi non sono ancora assorbiti come tali,  essi devono essere spezzettati nei singoli aminoacidi che li compongono. Quest’ultima operazione viene catalizzata da fermenti chiamati polipeptidasi,  che vengono secreti dall’epitelio della mucosa che riveste l’intestino tenue.

Prima di chiudere l’argomento digestione proteica mi soffermo su un punto d’importanza biologica.  Continua.

 

La mucosa che riveste tutto il canale alimentare è formata come ho già scritto da un rivestimento epiteliale,  con annesse ghiandole, che poggia su sottostanti strati di tessuto connettivale e muscolare.  Il costituente chimico fondamentale di questi strati è formato da  proteine.  Allora ci potremmo chiedere come mai i fermenti proteolitici prodotti dalla parete intestinale non digeriscono le ghiandole stesse e i tessuti circostanti.   La risposta è che tali fermenti non vengono secreti allo stato attivo,  ma sotto forma di fermenti inattivi o profermenti.  Il fermento attivo si genera dall’incontro nel lume-gastrintestinale, del profermento con un costituente attivante.  Tale costituente attivante secreto all’inizio dall’attività digestiva viene comunemente chiamato chinasi.  Esso opera una parziale demolizione del proenzima,  liberando l’enzima attivo.  l’acido cloridrico è la chinasi che agendo sul profermento della pepsina,  libera la pepsina.  L’enterochinasi e la chinasi intestinale che agendo sul profermento della tripsina libera i due fermenti allo stato attivo.  Se per eccesso di fermenti proteolitici attivi,  a digiuno, vengono intaccati e digeriti tratti di mucosa,  si ha la formazione di ulcere dolorose,  l’ulcera gastrica o l’ulcera duodenale.  Anche i grassi alimentari devono subire l’opera dei fermenti digestivi.   Uno fra questi la steapsina,  secreta dal pancreas, assume una posizione predominante.  Questo fermento catalizza la scissione idrolitica dei grassi neutri in glicerolo e acidi grassi,  prima che possa avvenire questa reazione i grassi neutri devono essere finemente emulsionati,  essi non sono solubili in acqua e un fermento idrosolubile come la steapsina non può penetrare in essi per demolirli ma può solo agire in superficie.  Continua…

14/12/2021

 

L’emulsionamento moltiplica enormemente la superficie di contatto dei grassi con l’acqua,  e con il fermento, e parallelamente,  moltiplica l’azione enzimatica.  L’emulsionante dei grassi è provocato dai movimenti intestinali ed è facilmente facilitato dai succhi biliari (bile), dal prodotto secreto dal fegato e versato nell’intestin attraverso il dotto biliare,  tale succo contiene come agenti emulsionanti i sali biliari.  Se la bile è scarsa o assente i grassi non vengono digeriti e non possono venire assorbiti.  Si va incontro a quella disfunzione intestinale che si chiama “steatorrea”.  Gli alimenti ridotti nei loro costituenti semplici,  ad opera della digestione,  vengono assorbiti dall’epitelio  dell’intestino tenue;  nell’epitelio sono in parte trasformati e convogliati nei vasi sanguigni o nei vasi linfatici intestinali.  E precisamente gli zuccheri e gli aminoacidi nel sangue,   grassi neutri nei vasi linfatici, chiamati vasi chiliferi perché trasportano il prodotto  dell’assorbimento intestinale detto “chimo”.  I vasi chiliferi contengono nel loro lume grassi neutri finemente emulsionati;  infatti nell’interno delle cellule assorbenti della mucosa gli acidi grassi originati dalla digestione vengono di nuovo combinati al glicerolo per formare grassi neutri.   la funzione fondamentale dell’intestino evidentemente è quella dell’assorbimento,  tutte le altre come la masticazione, ingestione,  digestione,  sono fasi preparatorie che servono solo a rendere possibile l’assorbimento.  Continua…

 

15/12/2021

 

Bisogna rendersi conto che l’entità dell’assorbimento è in funzione dell’estensione della superficie assorbente;  questo fatto ci fa capire del perché l’intestino tenue,  che è la parte del canale alimentare dove avviene l’assorbimento,  è un tubo molto lungo che nell’essere umano è di circa 6 metri.  Ma non è solo la lunghezza dell’intestino tenue ad assicurare la necessaria superficie assorbente:  la mucosa che riveste internamente il tubo è disposta in pieghe,  facilmente visibili ad occhio nudo,  inoltre,  se la si osserva con attenzione,  si vede che la mucosa è come vellutata per la presenza di tanti rilievi a dita di guanto,  della lunghezza di 1 -2 mm,  chiamati villi intestinali.  Se poi al microscopio a grande ingrandimento si analizzano le cellule assorbenti che ricoprono i villi,  si vede che queste cellule si affacciano nel lume intestinale con una superficie a forma di spazzola  perché costituita da tanti microvilli di 1-2 millesimi di millimetro di altezza.  Si capisce facilmente che con questi espedienti la superficie assorbente viene di molto alimentata:  A conti fatti essa viene moltiplicata circa 60 volte rispetto a quella apparente del cilindro intestinale.  Messo in evidenza il valore funzionale della superficie ai fini dell’assorbimento intestinale,  non bisogna cadere nell’errore di ritenere che la parete intestinale agisca solo come un filtro che lascia passare le sostanze il cui peso molecolare è inferiore a un certo valore e trattiene tutte le altre di peso molecolare maggiore.  In effetti fa anche questo,  e difende l’organismo dall’entrata di un’infinità di sostanze inutili o tossiche,  ma non si limita solo a questo,  bisogna subito dire che la funzione della  parete intestinale consiste soprattutto scegliere le sostanze utili da quelle inutili,  consentendo a quelle utili di entrare molto in fretta,   anche se il loro peso molecolare è molto elevato.  Tra due sostanze chimiche molto simili,  una è rifiutata e l’altra è assorbita.  Questa soluzione è operata da costituenti della membrana cellulare,  chiamati trasportatori.  Se la sostanza alimentare si lega chimicamente con i trasportatori,  essa passa, ma se non si lega non passa. ma la barriera intestinale non fa solo opera di selezione;  essa trasporta anche le sostanze utili dal lume intestinale nel sangue e nella linfa,  fino al loro completo esaurimento.  Fa accadere un fenomeno che spontaneamente non si verificherebbe mai, cioè,  il passaggio di un soluto da una concentrazione minore ad una maggiore.  Perché questo fenomeno accada occorre energia e questa energia è formata dall’epitelio intestinale.  Finora nel processo della digestione,  si sono viste intervenire solo operazioni svolte dall’organismo stesso,  e prima tra queste,  la secrezione di enzimi digestivi.  Ma in molte specie animali,  come anche nell’uomo,  la digestione è un fenomeno molto più sofisticato perché alla sua realizzazione contribuisce una simbiosi con la flora batterica intestinale.  Continua nel prossimo articolo:  risposte ai lettori quarantadue centoseiesima parte.

 

N.B.  Queste spiegazioni che trovate nei miei articoli sono originali,  se li trovate a nome di altre persone in altri siti è perché li hanno messi a nome loro senza il mio consenso.  Grazie!  Elena L.

 

 

 

 

 

 

VARIE E RISPOSTE AI LETTORICENTOSETTANTOTTESIMA PARTE

03/12/2021

 

 

 

Giardino d’inverno

 

C’è una cosa in particolare che riguarda i tuoi genitori,  che se ritornassi indietro nel tempo faresti meglio o faresti di più?  Hai rimorsi o rimpianti?  Dott.  Robert e Linda.

 

 

Sì,  non ho rimorsi nei loro confronti,  ma ho qualche rimpianto;  anche se loro mi dicevano che facevo troppo,  per me non era mai abbastanza,  quindi se ritornassi indietro li porterei a vivere nei posti che loro amavano molto,  rimpiango di non avere trovato il tempo.  Per i genitori non si fa mai abbastanza!  Ho sentito parole di alcune persone che dicevano:  siccome i miei genitori non mi hanno dato molto io non li voglio vedere!  Ora che sono morti non so come si sentano nei loro confronti!  Per me genitori e nonni sono la cosa più bella che abbia mai avuto!  Spero che anche gli altri riescano a sentirli come me!  Sono una forza incredibile perché non c’è tempo che riesca a separarci!  Elena  L.

 

06/12/2021

 

Tu credi nell’amore platonico,  quello che si vive nell’età adolescenziale?  Federica e Alessandro

 

Io credo nell’amore vero,  come credo in tutte le cose vere,  anche l’amore platonico ha un suo significato:  ci sono amori veri che non sono stati vissuti,  o per il momento,  o per timidezza, oppure perché non era ancora sicuro, ma l’amore se è amore vero prima o poi si manifesterà come una magia;  come ad esempio il vostro.  Elena  L.

 

06/12/2021

 

Riesci a vivere come hai sempre desiderato?  Sei soddisfatta della vita? Alessandra e Giovanni

 

 

Se questa domanda me l’avessero fatta anni fa avrei risposto di no alla prima domanda.  Oggi riesco a fare molto di quello che mi piace,  per questo dovrei essere contenta,  ma se mi chiedete se sono soddisfatta al 100%  vi dico no,  non per quello che faccio,  ma per quello che non faccio,  perché è nel mio DNA  quello di non essere mai soddisfatta fino in fondo;  c’è sempre qualcosa che mi rimane da fare e sempre ci sarà!  Spero in un mondo migliore.  Elena  L.

 

07/12/2021

 

Pensa,  mi sono accorta che gli amici e parenti dei miei parenti acquisiti mi guardano in modo come se io fossi colpevole di qualcosa,  quando invece chi ha delle malefatte da raccontare sono proprio loro.  Come si fa a commettere reati che toccano l’anima e incolpare le persone che ti amano di più quando sai che non è vero?  Che cosa fa scattare questo meccanismo infame?  M.

 

 

Anche tra  parenti che si vogliono bene a volte nascono di queste cose,  succede così o perché qualcuno vive molto a disagio con il partner,  o per invidia o per pura cattiveria,  per immaturità  o perché in confronto a te non si sentono niente;  bisogna perdonare queste persone deboli che non sanno ammettere mai la verità in nessuna maniera e tra di loro hanno dei segreti inconfessabili.  Elena L.

 

 

08/12/2021

 

Se un uomo gay sposasse una donna per nascondere la sua omosessualità alla  famiglia,  a lungo andare che cosa ne sarebbe di questa donna? D.

 

Secondo me sarebbe una donna infelice in tutti i modi:  sia che restino insieme o che si separino,  il  disagio di lui lo porterebbe a fare cose contro di lei,  in un modo o nell’altro, come ad esempio metterla contro la sua famiglia e innalzare di orgoglio la sua.  Dico così perché di queste cose ne ho già viste!   Le persone oneste si dichiarano sempre. Elena  L.

 

Porteresti mai odio contro qualcuno che ti vuole bene?  Dott.  Robert

 

No!  Io non porto mai odio per nessuno,  figuriamoci se l’avrei contro a chi voglio bene;  a volte può succedere che ci siano scontri,   malintesi,   poi anche se si è dalla parte della ragione le persone intelligenti sanno perdonare sempre.  E.  L.

 

08/12/2021

 

Che cosa provi per i maleducati adulti?  Dott.  Robert

 

Una gran pena,  e non dico altro!  Elena  L.

 

09/12/2021

 

Se insieme ai tuoi  conoscenti sentissi uno di loro che sta criticando ingiustamente un tuo familiare,  cosa faresti?  Ci passeresti sopra,  lo difenderesti o infieriresti insieme a loro?  Dott.  Robert

 

 

Gli berrei gli occhi,  io ho sempre difeso le menzogne sui miei familiari e gli amici;  se ci fosse qualche screzio  lo risolveremmo tra di noi.  Elena  L.

 

13/01/2022

 

Sono V,  vorrei sapere cosa ne pensi della magrezza e della grassezza eccessive?  Io ho un problema con mia madre:  lei mi vorrebbe vedere sempre con qualche chilo in più,  mentre io piuttosto che un chilo in più ne preferirei 5 in meno.  Devo però confessarti che sono stata sull’orlo dell’anoressia,  quindi  la capisco,  ma ora deve avere fiducia,  se dico che non lo farò più mi deve credere.

 

Una madre che si preoccupa è una vera madre.  Si dice in giro che il troppo storpia,  ma a me dell’immagine femminile non piace neanche avere una visione uniforme;  non amo la magrezza,   neanche la troppa obesità.  La mia visione della donna in forma non deve essere per forza secca perché va di moda,  ma le rotondità nella donna sono belle:  senza esagerare.  La mia natura non ama rigidi programmi di dieta,  ma amo l’equilibrio e la salute.  Ciao  Elena L.

 

Dott.  Robert  Riconosceresti persone anche dopo vent’anni?  Anche se fossero mascherate?

 

Elena  Sì,  non dimentico mai un volto,  anche se sono mascherati con parrucca e mascherina, e non dimentico nemmeno la voce ;  questa cosa me la porto con me fin da quando ero piccola.

 

 

 Se tu fossi un frutto che frutto saresti?  Linda

 

  Io sarei una mela e un agrume,  lo so che vorresti una sola opzione,  ma ricorda che sono  un Gemelli e questo segno è noto per il dualismo,  nota bene,  dualismo,  non ambiguità!  Tu sai bene che sono due cose molto diverse.  Elena L.

 

21/01/2022

 

Quali sono le tue abitudini più radicate?  Hai mai cercato di liberartene?  D.

 

Non amo le abitudini,  ma cerco di coltivare solo  abitudini sane:  come fare quello che mi piace,  e tutto quello che concerne il rispetto per gli altri.  Però se certe abitudini mi fanno stare bene, come alzarmi per scrivere una poesia o altro ben vengano le abitudini!  Elena  L.

 

14/02/2022

 

Che cos’è per te l’anticamera dell’intelligenza?   Questa volta devi rispondere con un solo aggettivo.  Dott.  Robert

 

 

Io credo che sia la  “sensibilità “,  senza di questa cosa non ci può essere introspezione,  coscienza e tutte le altre cose legate all’intelligenza.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTICINQUESIMA PARTE

03/12/2021

 

 

IN CUCINA CON AMORE

 

E CON FEDERICA

 

 

Elena  Oggi presento nuovi sapori:  fettine di carpaccio spennellate di crema al tartufo e avvolte nella pancetta steccata.  Buonissime!

 

 

INVOLTINI DI CARPACCIO CON

 

FORMAGGIO AL TARTUFO E

 

PANCETTA STECCATA

 

 

Ingredienti:  fettine di carpaccio bovino,  fettine di pancetta steccata,  crema di tartufo  (un mix di tartufo e crema di formaggio)  erbe aromatiche:  rosmarino,  aglio,  salvia,  alloro;  sale q.b.,  pepe,  vino bianco o prosecco per sfumare,  olio extra vergine d0oliva.  Contorno di crauti  di verza all’aceto di mele.

 

 

Esecuzione:  spennelliamo con la crema al tartufo le fettine di carpaccio,  poi le arrotoliamo insieme alle fettine di pancetta,  le fermiamo con uno stecchino oppure le leghiamo con una corda alimentare.  Le spennelliamo con l’olio,  versiamo un bicchiere di vino e le mettiamo in forno a 175° per 25 minuti.  Nel frattempo faremo i crauti con la verza tagliata finissima,  la saliamo e pepiamo,  aggiungiamo uno spicchio di aglio,  due foglie di alloro,  bacche di ginepro ,  brodo e aceto di mele;  a fine cottura metteremo olio extra v. d’oliva. Lasciamo cuocere adagio per un’ora;  impiattiamo gli involtini in un letto di crauti.

 

 

Federica  Buonissimissimissimi!

 

 

04/12/2021

 

Elena  Alessandra mi ha detto che non ha pazienza per alimentare il lievito madre tutti i giorni,  così dice che lo ha finito e non lo usa più,  anche se ha notato la differenza nella leggerezza  ecc.  Io le ho detto che si può fare una pizza leggera usando un prelievito,  infatti abbiamo fatto queste pizze insieme.

 

 

PIZZE ESEGUITE CON UN

 

PRELIEVITO

 

 

 

Ingredienti per il prelievito:  acqua minerale frizzante,  tre cucchiai di olio extra vergine d’oliva,  10 g di lievito di birra, mezzo cucchiaino di zucchero,  sei cucchiai di semola di grano duro.  Per il lievito:  farina di tip0 “00”,  ancora due cucchiai di olio,  quattro cucchiai di latte,  mezzo bicchiere di acqua frizzante, un cucchiaio di aceto forte, sale.  Il condimento è a gusti.  (a noi la pizza piace poco carica di cose).

 

 

Esecuzione:  fare il prelievito la sera,  con acqua,  lievito e gli ingredienti sopra elencati:  deve risultare abbastanza molle ossia un po’ liquido,  lasciare riposare tutta la notte.  Il mattino seguente  prendere il prelievito e aggiungere gli altri ingredienti e soltanto alla fine mettere il sale;   Ora dividere l’impasto e tirarlo dello spessore desiderato,  poi stenderlo sulla teglia,  lasciare lievitare tre ore in un ambiente tiepido e poi guarnire e mettere in forno a 230° per 5 minuti.

 

Federica  Mi ha detto Ale. che le pizze erano buonissime:  friabili e croccanti.

 

06/12/2021

 

Elena   La ricetta di oggi l’ho dedicata al dott. Robert e Linda, sono i cappelletti asciutti conditi con funghi porcini, burro e salvia e carciofini,  fanno da primo piatto e da secondo piatto,  insomma un piatto unico.

 

 

CAPPELLETTI ASCIUTTI

 

 

 

Ingredienti:  carne per stracotto,  spalla bovina o cappello del prete,  oppure paletta ecc.  spezie,  verdure, erbe,  sale e pepe.  Per il pesto occorre il parmigiano grattugiato e il pangrattato fine.  Per la sfoglia come al solito 110 g di farina o di semola per ogni uovo.  Per il condimento servono:  carciofini,  mezzo porro,  porcini,  olio extra vergine d’oliva,  prezzemolo,  salvia burro e parmigiano grattugiato.

 

 

Esecuzione:  il pesto dei cappelletti si può fare in tanti modi,  a seconda dei gusti e delle proprie tradizioni.  Il mio preferito ha soltanto un tipo di carne,  proprio come gli ingredienti  che ho elencato sopra.  Mettiamo a cuocere la carne con le spezie,  le verdure e le erbe che preferiamo;  deve cuocere almeno tre ore,  dopo di che maciniamo la carne,  aggiungeremo il parmigiano,  il panco  e un po’ del suo liquido,  fino ad ottenere un impasto omogeneo che non appiccichi alle dita.  Poi si fanno i cappelletti nella solita maniera:  chi li fa più grandi,  più piccoli ecc.  si lasciano riposare  e nel frattempo si fa il ragù  soffriggendo il porro tagliato sottile,  aggiungendo i funghi e i carciofini,  sfumiamo con un po’ di vino bianco e aggiungeremo mezzo mestolo di brodo.  Caliamo i cappelletti nel brodo,  e poi li condiremo con il soffritto, burro fuso e salvia  e una manciata di parmigiano.

 

Federica   Questi sì che fanno resuscitare la fame perduta!

 

 

07/12/2021

 

Federica  Hai fatto le crespellone con le erbe che ti ho portato?

 

Elena   Sì,  sono riuscite da dio!

 

 

MAXI  CRESPELLE  AL RADICCHIO

 

DI CAMPO

 

 

 

Ingredienti:  radicchio di campo,  ricotta di pecora,  coppa a fettine sottili,  parmigiano grattugiato,  sale,  pepe,  olio extra vergine d’oliva,  due uova,  latte q.b.,  noce moscata,  peperoncino, una noce di burro,  farina doppio zero,  macis.  Contorno di insalata mista.

 

 

Esecuzione:  Incominciamo col pulire e lessare i radicchi,  li strizziamo bene poi li condiremo con sale,  pepe,  parmigiano,  due uova sbattute,  uno scalogno soffritto,  peperoncino, poi metteremo in tutto in una padella unta di olio  la cuoceremo da ambo le parti.  adesso setacciamo la ricotta di pecora,  mettiamo un pizzico di noce moscata,  e una grattata di scorza di limone.  Adesso facciamo le crespelle con il latte,  un uovo,  farina,  un bicchierino di brandy,  sale,  macis.  Farciamo le crespelle con qualche fettina di coppa sottile,  mettiamo il composto di radicchi,  infine la ricotta e chiudiamo la crespella.  La spruzziamo con il brodo e la mettiamo in forno per 10 minuti a 180°.  Servire la crespella con insalata mista.

 

Federica  Le ho fatte uguali alle tue,  sono buonissime!

 

09/12/2021

 

Elena   Le protagoniste di oggi in cucina sono le melanzane.  Un primo e secondo piatto gustoso,  anche se fritto non è pesante, l’importante è non bruciare l’olio e sostituirlo in ogni frittura.

 

 

MELANZANE  E SPAGHETTI

 

IN CARROZZELLA

 

 

 

Ingredienti:  una melanzana grande,  sale,  pepe, uova,  pane integrale,  parmigiano,  erbe aromatiche:  erba cipollina,  basilico,  origano,  rosmarino,  prezzemolo.  Olio extra vergine d’oliva,  olio di arachidi,  spaghetti,  farina tipo “0”,  pancetta a dadini, peperoncino,  crema di parmigiano.  Soffritto per gli spaghetti:  olio extra v. d’oliva,  scalogno o porro,  crema di parmigiano e dadini di pancetta abbrustoliti.

 

 

Esecuzione:  tagliamo la melanzana a metà per il lungo,  la scaviamo e ne ricaveremo della polpa che taglieremo a dadi per la frittura;  l’altra metà la taglieremo a mazze lune,  saliamo il tutto  e lasciamo riposare per almeno due ore.  Intanto caliamo gli spaghetti,  e mentre si cuociono andremo ad impanare le melanzane a mezza luna,  nell’uovo e poi nel pan grattato mescolato alle erbe,  poi le friggeremo, andranno sulla carta assorbente e nel frattempo rosoleremo anche i dadini di melanzana infarinati e fritti che li mescoleremo agli spaghetti.  Una volta cotti gli spaghetti li condiremo e li adageremo sopra una mezza melanzana passata prima in forno;  impiatteremo il tutto e buon pranzo!

 

 

Federica  Il tutto è buonissimo!

 

 

10/12/2021

 

 

Elena  Quando lago e bosco s’incontrano nasce un’intesa perfetta.  Sto parlando di pesci di lago e funghi pioppini.  Un matrimonio perfetto!

 

 

LAGO E BOSCO

 

 

 

Ingredienti:  pesce fresco di lago,  pioppini,  sale,  pepe, un uovo,  pangrattato,  limone,  rosmarino salvia,  prezzemolo,  dragoncello,  olio extra v. d’oliva e olio di arachidi,  farina “00”, aceto di mele,  peperoncino.

 

 

Esecuzione:  mettere il pesce a marinare con aceto di mele,  sale e pepe.  Dopo due ore passeremo il pesce nell’uovo e nel pangrattato,  infine in padella.  Poi puliremo e infarineremo i funghi pioppini,  li ungeremo con olio extra v. d’oliva  e li cuoceremo in forno  1 85° per 12 minuti.  Impiatteremo prima il pesce e lo contorneremo di funghi al forno e succo di limone.

 

 

Federica  Più buoni di così non li ho mangiati nemmeno a casa mia.

 

Federica  Grazie!  Sei molto cara.

 

 

11/12/2021

 

Elena  Oggi ho in mente un regalo per i nostri amici e altre persone a noi care;  siccome i miei pandorelli sono piaciuti molto ho deciso di fare dei graziosi pacchetti regalo proprio con i miei dolci di Natale.

 

 

PANDORELLI FARCITI ALLA

 

 

CREMA DI AGRUMI

 

 

 

Ingredienti:  lime,  mandarini,  arance,  limoni,  zucchero, a velo  glucosio.  per l’impasto:  lievito madre,  uova intere,  zucchero semolato,  estratto di vaniglia,  burro,  farina tipo “00”,  sale,  canditi di limoni grossi o cedri  fatti in casa.

 

Esecuzione:  incominciamo a fare l’impasto per tutti i pandorelli, ho solo tre stampi,  quindi dovrò farli in due o tre volte.  Lievito madre + uova,  lo zucchero, mescoliamo bene il tutto prima di aggiungere il  burro,  poi la farina,  infine i canditi.   Li lasceremo riposare per un giorno ognuno nel suo stampo  e  poi  divideremo l’impasto in due pezzi,  li  farciremo con una crema agli agrumi e inforneremo a 185° per 40 minuti,   li  foriamo con uno stecchino e se saranno pronti li toglieremo dal forno,  li capovolgeremo per 24 ore.  Dopo di che li toglieremo dagli stampi,  li decoreremo con zucchero a velo e filini canditi di agrumi,  l’ultima operazione sarà quella di confezionarli bene.

 

 

Federica    È un’idea brillante e anche molto buona!

 

 

14/12/2021

 

 

Elena  Oggi presento i ravioli alla mostarda di agrumi.

 

 

RAVIOLI ALLA MOSTARDA

 

DI AGRUMI

 

 

Ingredienti: uova,  farina per pasta fresca o semola  110 g per ogni uovo.  Mostarda di agrumi fatta con limoni,  lime,  arance,  bergamotto, zucchero;  ricotta,  parmigiano, salvia, olio extra vergine d’oliva o burro,  qualche amaretto sbriciolato,  sale,  pepe.

 

Esecuzione:  Facciamo il ripieno dei ravioli mettendo sul mortaio le fettine di mostarda di agrumi,  poi li amalgameremo con la ricotta setacciata,  sale,  pepe,  amaretti sbriciolati,  parmigiano grattugiato.  Facciamo la pasta per la sfoglia,  la tireremo sottile e oi tracciamo i quadrotti per i ravioli.  Una volta terminata l’operazione li caleremo in acqua salata al punto ideale,  li scoleremo e li metteremo a mantecare in olio o burro e salvia,  aggiustiamo di pepe,  e li cospargeremo di parmigiano.

 

Federica   Cosa vuoi che ti dica:  a me piacciono da morire!