Dicembre 16, 2021 admin LA NOSTRA SALUTE RISPOSTE AILETTORI QUARANTADUE CENTOSEIESIMA PARTE 16/12/2021 Dal mio giardino Prosegue dall’articolo precedente: risposte ai lettori quarantadue centocinquesima parte. La flora batterica è presente nell’intestino di tutti gli individui e svolge azioni utili come la sintesi delle vitamine, la protezione contro l’insediamento di specie batteriche, tossiche o dannose, e ancora altri effetti. Vi è tutta una scienza che studia gli effetti dell’assenza di germi nel canale alimentare. Finita l’utilizzazione dall’alimento al fine nutritivo, quello che rimane nell’intestino tenue, passa nell’intestino crasso, dove subisce essenzialmente un processo di asciugamento, con assorbimento di acqua e di sali, che prepara il contenuto intestinale per la sua eliminazione all’esterno sotto forma di feci. Quanto si è detto sulla ingestione, digestione, assorbimento ed eliminazione presuppone un susseguirsi di atti esattamente distanziati e separati nello spazio, cioè la secrezione dei succhi digestivi e il loro rimescolamento con l’alimento in tempi e luoghi diversi man mano che esso si muove dalla bocca all’ano. Questo si realizza innanzitutto grazie alla motilità del tubo alimentare, capace di spingere il suo contenuto in un senso e di impedire il reflusso in senso opposto. Il tubo alimentare infatti non è un organo inerte, ma è capace di modificare le sue dimensioni, perché come ho detto in precedenza è rivestito das pareti muscolari formate da fibre muscolari il cui asse maggiore è disposto circolarmente o parallelamente al tubo stesso. Se le fibre muscolari si accorciano, si ha il restringimento del lume; se invece sono le fibre longitudinali ad accorciarsi, si ha l’allargamento del lume e diminuzione della larghezza del tubo intestinale. Quando un’onda di contrazione delle fibre circolari si propaga da monte a valle ed è preceduta da un’inda di contrazione delle fibre longitudinali, si ha una cosiddetta onda peristaltica e la massa liquida è spinta in senso anale. Il movimento di ritorno del contenuto alimentare è impedito da diaframmi abitualmente chiusi: i più importanti sono la valvola pilorica, o meglio sfintere pilorico, che divide lo stomaco dall’intestino tenue, e la valvola ileo-cecale, che divide l’intestino tenue dal crasso. Queste valvole sono muscolari e si aprono solo per far passare il liquido sotto la spinta di un’onda peristaltica a monte: altrimenti rimangono chiuse. Esse regolano anche il tempo di permanenza del contenuto gastrico (chimo acido) nello stomaco e di quello intestinale (chimo) nell’intestino tenue. La secrezione di succhi digestivi avviene al momento opportuno, sotto l’azione dei riflessi nervosi e di regolazioni ormonali. Così la stimolazione dei ricettori visivi e olfattivi scatena la secrezione salivare: la vista e il profumo del cibo che fa venire l’acquaina in bocca. La stimolazione di ricettori gustativi di quest’ultima di sostanze i stimola la secrezione gastrica. La stimolazione chimica dei costituenti del chimo sulla mucosa duodenale provoca la liberazione da parte di quest’ultima di sostanze di tipo ormonale, che per via sanguigna vanno a provocare la secrezione pancreatica (secretina), lo svuotamento della cistifellea (colecistochinina) e la secrezione enterica (enterochinina). Elena L. 21/12/2021 Mi piacerebbe tanto che mi dessi una delucidazione sulle vitamine e gli aminoacidi. Grazie Patty Ma certo! Con piacere, in un paio di volte ti descrivo le cose importanti ed essenziali. Dal punto di vista alimentare, gli animali e anche l’essere umano, sono organismi direttamente o indirettamente dipendenti dalle piante. Essi infatti possono completare delle sintesi organiche, a partire da altre sostanze organiche, ma non possono sintetizzare composti organici a partire da sostanze inorganiche. Gli animali traggono le sostanze organiche necessarie al loro fabbisogno direttamente dalle piante (animali erbivori) o da altri animali che a loro volta sono erbivori (animali carnivori). Gli animali per il loro fabbisogno energetico non sono legati ad una determinata sostanza organica, ma possono scegliere e utilizzare indifferentemente molte sostanze organiche reperibili nel mondo biologico. Queste ultime vengono classificate in tre categorie: glicidi, lipidi protidi, e gli animali hanno la possibilità di utilizzarle come tali o di trasformarle in altre, prima di depositarle come riserva energetica o prima di degradarle come combustibile. Gli animali però oltre che ad un fabbisogno energetico hanno anche un fabbisogno plastico, cioè devono costruire la loro macchina durante il periodo di accrescimento e reintegrarne l’usura continua anche nello stato adulto. Per questa necessità devono avere a disposizione, oltre ai sali e all’acqua, tutte le sostanze organiche che entrano nella loro composizione. Ecco che qui interviene un’ importante limitazione nelle possibilità chimiche di questi organismi: infatti gli animali sono in grado di sintetizzare solo una minoranza delle sostanze organiche di cui sono composti. Molte di esse devono essere reperite come tali negli alimenti, e anche se una sola di queste è mancante, l’animale va incontro ad una fame biologica, cioè una fame senz accusare i sintomi della fame, con sintomi variabili da caso a caso e muore. Queste sostanze organiche prefabbricate sono di tipo diverso, e inoltre sono necessarie in quantità giornaliere diverse, esse possono essere distinte in due classi: gli aminoacidi essenziali e le vitamine. Per l’uomo adulto gli aminoacidi essenziali sono otto e servono come gli altri aminoacidi sintetizzabili dall’organismo animale (aminoacidi non essenziali) all’edificazione delle grosse molecole proteiche, molecole caratteristiche di ogni forma vivente. Gli aminoacidi essenziali non sono egualmente distribuiti nelle proteine animali e vegetali, anzi alcune di esse sono deficitarie di alcuni aminoacidi essenziali. È stato dimostrato che l’uomo adulto, per mantenere intatto il suo patrimonio proteico, deve ingerire almeno 100 g di proteine animali, proteine della carne o derivati. Queste proteine non possono essere sostituite dai grani, perché queste sono deficienti di alcuni aminoacidi, ma soltanto dalla soia: 100 g di proteine ottenute dai semi di soia; una miscela di proteine animali e vegetali è molto indicata perché le deficienze di queste ultime in alcuni aminoacidi vengono coperte da un eccesso degli stessi aminoacidi nelle prime. Quindi una dieta mista, con proteine di provenienza sia animale che vegetale, oltre che ad essere più confacente all’organizzazione del nostro apparato digerente, è un insieme più sano che secondo alcuni esperti scienziati ci farà vivere più a lungo. Continua domani… 22/12/2021 Gli aminoacidi essenziali, necessari in quantità variabile da 0,5 a2 g al giorno, sono: L-triptofano; L-fenilalanina; L-lisina; L-treonina; L-metionina; L-leucina; L-isoleucina; L-valina. L’altra grande categoria di sostanze organiche che l’organismo animale non può sintetizzare sono le vitamine. Esse a differenza degli aminoacidi, occorrono in quantità giornaliere piccole, ma non sono per questo meno importanti ed indispensabili degli aminoacidi essenziali. Anche la funzione delle vitamine è diversa da quella degli aminoacidi. Mentre questi ultimi sono dei grossi mattoni con cui vengono costruiti i grossi edifici proteici e tutti, più o meno contribuiscono a conferire la caratteristica specificità alla proteina di cui fanno parte, le vitamine giocano ciascuna un ruolo particolare nel metabolismo. Le vitamine sono sintetizzate dalle piante e da vari microrganismi; gli animali erbivori si nutrono di piante e immagazzinano vitamine; gli animali carnivori utilizzano le vitamine accumulate negli erbivori. Le vitamine si distinguono n due gruppi: vitamine liposolubili, cioè solubili nei grassi, e idrosolubili, solubili nell’acqua. Fra le vitamine liposolubili ricordiamo: Vitamina A Molto importante nell’accrescimento. Se la dieta è povera di questa vitamina compaiono delle alterazioni epiteliali con tendenza alla secchezza e alla cheratinizzazione, e successivamente alle infezioni. Oltre alla pelle viene colpita la congiuntiva, la retina, la mucosa orale, quella faringea e quella respiratoria; la mucosa delle vie genito-urinarie. Nella carenza di vitamina A si osserva la nictalopia, cioè l’incapacità di vedere di notte. La dose giornaliera nell’ uomo è di 2 mg. Le fonti di vitamina A sono molto abbondanti negli alimenti gialli che contengono carotene, nell’olio di mais, nelle verdure a foglie verdi, ecc. Vitamina D La mancanza di vitamina D provoca nello sviluppo delle ossa, alterazioni caratteristiche che nel loro insieme costituiscono il quadro del rachitismo. La dose giornaliera minima nei bambini e di 10 millesimi di milligrammo. Le fonti alimentari di vitamina D sono molte scarse, si trova nell’olio di fegato di pesci marini, nel latte intero ei suoi derivati, nei funghi, nel burro e poi tanto sole preso gradatamente nelle ore forti. Vitamina K La deficienza di vitamina K porta ad una sintomatologia emorragica più o meno grave. Fortunatamente però questa vitamina è fabbricata dalla flora intestinale, per cui l’uomo , non necessita, in condizioni normali, di un apporto alimentare di questa sostanza. Solo nei neonati, nei soggetti trattati con antibiotici, o in soggetti in cui è ridotto o è cessato il flusso epatico di bile nell’intestino, la produzione endogena di vitamina K è ridotta, o anche se è prodotta non viene assorbita. La vitamina K si trova nel germe di grano, nei pomodori, cavolfiori, prezzemolo, e nella frutta secca. Vitamina E La patologia da deficit di questa vitamina può provocare l’aborto spontaneo, tempo fa veniva chiamata la vitamina della fecondità. Questa vitamina protegge dai tumori, e da altre patologie, il fabbisogno giornaliero è di 30 mg al giorno. Si trova negli oli vegetali, nelle lattughe, nelle verdure a foglie verdi, nelle ciliegie, e in altri vegetali. Per le vitamine idrosolubili dobbiamo ricordare il complesso delle vitamine del gruppo B: Vitamina B1 Da molto tempo era conosciuta in oriente una malattia chiamata Beri -Beri e se ne era individuata la causa in una dieta errata. Una mancanza di vitamina B1, accanto ad una forma nervosa, debolezza e nevrastenia, di incoordinazione motoria, di anoressia e di vomito, si verifica un accumulo di acido piruvico nel sangue. La dose giornaliera è di i,5 mg. Si trova diffusa sia negli alimenti vegetali che animali, nel lievito di birra, nella soia, nella farina integrale, nel riso non brillato, nella farina di maisa nei fagioli secchi, nella carne bovina, nelle carni insaccate come il salame. La vitamina B2 Da tempo conosciuta come riboflavina. Negli umani la sua assenza provoca segni caratteristici soptattutto a livello dell’epitelio cutaneo e della mucasa linguale. Anche questa vitamina è abbondante nei prodotti animali e vegetali, nel latte e derivati, nel lievito, nelle carni e in particolare nel fegato, nei legumi secchi, nelle farine integrali e nelle arachidi. La dose necessaria va da 1 a 2,5 mg. al giorno. Vitamina PP o niacina La sua mancanza nella dieta provoca una malattia detta “pellagra”, che non è la manifestazione della mancanza di un solo fattore, ma per lo più tre origine da una in deficit sotto molto aspetti. I sintomi della pellagra sono: dermatite, accompagnata da pigmentazione, eritema della lingua, lesioni gastrointestinali e degenerazione grassa del fegato. La niacina si trova nei legumi secchi, nelle arachidi, nella frutta, nelle uova, nelle frattaglie. La dose giornaliera raccomandata è di circa 20 mg. Acido pantotenico Non insorgono sintomi di deficienza questa vitamina; solo sperimentalmente si possono ottenere quadri patologici che nell’uomo sono soprattutto caratterizzati di irrequietezza, irritabilità e soprattutto affaticabilità, disturbi del sonno e sintomi gastrointestinali. La mancanza di malattie naturali è dovuta al fatto che il fattore in questione è enormemente diffuso e soprattutto al fatto che il batterio Escherichia coli, ospite abituale nel nostro intestino, ne fabbrica una certa quantità, che diventa disponibile anche per il nostro organismo. La dose giornaliera indispensabile è di 10-15 mg. La Biotina anche questa vitamina è diffusa negli alimenti animali e vegetali, inoltre è sintetizzata dalla flora batterica intestinale. Anche la carenza di questa vitamina dà scompenso all’equilibrio del metabolismo. La dose giornaliera raccomandata è di 5-10 mg. L’Acido folico, nei mammiferi e anche negli umani la carenza di acido folico provoca forme gravi di anemia. Nell’uomo alcune forme di anemia sono curate efficacemente con l’acido folico. Si trova abbondante nelle foglie verdi, nel fegato e frattaglie, nel lievito. La dose giornaliera è di 05 a 10 mg. Vitamina B12 Questa importante vitamina si trova soprattutto nelle carni animali e anche in alimenti vegetali. La mancanza di questa vitamina provoca irritabilità e stanchezza, la si può trovare nelle carni, nel prosciutto nelle uova, nei cereali ecc. la dose giornaliera è da o5 a 1 mg. E terminata la rassegna delle vitamine appartenenti al gruppo B, rimane una vitamina molto importante per la nostra salute e anche molto nota per i danni causati dalla sua mancanza: è la vitamina C o acido ascorbico. La mancanza di questa vitamina provoca lo scorbuto, a cui vanno soggette le persone che vivono in condizioni di carestia alimentare. La vitamina C è intimamente connessa con la formazione dei tessuti di sostegno, quali il collagene dei connettivi, la dentina dei denti e la sostanza osteoide delle ossa. Si comprende come la carenza di vitamina C si manifesti con emorragie alveolari, alterazioni ossee e dentarie, e difficoltà nella guarigione delle ferite. La quantità giornaliera consigliata è di 100 mg e questa quantità la si ricava dai vegetali freschi, come spinaci, prezzemolo, agrumi, ribes, lamponi, cavoli, rape, e molti ortaggi ancora. LA COTTURA E LA CONSERVAZIONEDISTRUGGONO IN GRAN PARTE LA VITAMINA C. DA QUESTA BREVE RASSEGNA, POSSIAMO FARCI UN’IDEA DI QUANTO COMPLESSO E MULTIFORME SIA IL QUADRO DELLE NECESSITÁ VITALI NELL’ALIMENTAZIONE UMANA: non sono bisogni basati su motivi voluttuari, ma inderogabili necessità di ordine biochimico e fisiologico, che se non soddisfatte, possono determinare la morte dell’organismo carente. Elena L.