LA VERITA’ SUL VANGELO E LA S. BIBBIA CINQUE

03/04/2026

 

 

I tre primi vangeli e il libro degli atti degli Apostoli danno la lista completa dei Dodici con alcune varianti nell’ordine dei nomi.  Il primo per ordine e dignità è indubbiamente Simone Pietro figlio di un certo Giovanni o Jona,  al quale gli evangelisti,  ognuno anche con contributi propri,  danno concorde e significativo risalto,  menzionandolo con impressionante frequenza:  135  volte.  Per questo pescatore nativo di Betsaida sulle sponde del lago di Tiberiade e residente a Cafarnao,  insieme con la suocera,  Cristo inventò un nome che nessuno aveva mai portato:  Kefa,  che in aramaico significa pietra,  quindi Pietro.  Il nuovo nome, secondo la mentalità della Bibbia, stava a significare che Simone diventava preda di Cristo,  ricevendo da lui come un nuovo essere,  un nuovo destino.  Infatti,  egli sarà la pietra di fondamento della chiesa che Gesù dirà “Sua”,  con pieni poteri sul “Gregge” di Cristo (Matteo,  XVI,  15-19),  capo dei Dodici,  che egli dovrà confermare nella fede.  (Luca,  XXII,  32).  Pietro sarà il primo dei discepoli a vedere Cristo risorto ;  ovviamente dopo Maria che non lo riconobbe,   poi Lei  lo disse ai discepoli e questo è nel Vangelo di Giovanni.  Nei Vangeli Pietro è anche quello dei Dodici che,  con le sue battute e le sue reazioni,  il suo dramma personale,  permette di rendersi conto del significato e dell’importanza del sodalizio degli Apostoli con Cristo.  Chi presentò Simone Pietro a Gesù,  fu suo fratello  Andrea,  che i cristiani greci venerano,   perciò come il primo ” chiamato” da Gesù.

10/04/2026

NEGAZIONE DI PIETRO

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

Allora il distaccamento con il comandante e le guardie guardie dei Giudei afferrarono Gesù,  lo legarono e lo condussero prima da Anna:  egli era infatti suocero di Caifa,  che era sommo sacerdote in quell’anno.  Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei:  “è meglio che un uomo solo muoia per il popolo”.  Intanto Simon Pietro inseguiva Gesù con un altro discepolo.  Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;  Pietro invece si fermò fuori,  vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo noto al sommo sacerdote,  tornò fuori,  parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro.  E la giovane portinaia disse a Pietro:  ” forse anche tu sei dei discepoli di quest’uomo”?  Egli rispose:  “non lo sono”.  Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco,  perché faceva freddo,  e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.  Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina.  Gesù gli rispose: “Io ho parlato al mondo apertamente;  ho sempre insegnato nella sinigoga e nel tempio,  dove tutti i Giudei si riuniscono,  e non ho mai detto nulla di nascosto.  Perché interroghi me? Interroga chi ha udito ciò che ho detto loro;  ecco,  essi sanno che cosa ho detto”.  Aveva appena detto questo,  che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù,  dicendo: “Così rispondi al sommo sacerdote”?  Gli rispose Gesù: “Se ho parlato male,  dimostrami dov’è il male;  ma se ho parlato bene perché mi percuoti?”  Allora Anna lo mandò legato a Caifa,  sommo sacerdote.  Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi.  Gli dissero: ” non sei anche tu dei suoi discepoli?” Egli lo negò e disse: ” Non lo sono”. Ma uno dei servi del sommo sacerdote,  parente di cui Pietro aveva tagliato l’oracchio,  disse: “Non ti ho forse visto con lui nel giardino?” Pietro negò di nuovo e subito un gallo cantò.

 

14/04/2026

GESÚ  NEL  PRETORIO

Allora condussero Gesù nella casa di Caifa nel pretorio.  Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.  Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò:” Che accusa portate verso quest’uomo?” Gli risposero: “Se non fosse un malfattore,  non te lo avremmo consegnato”.  Allora Pilato disse loro: “Prendetelo voi e giusdicatelo secondo la vostra legge!”  Glirisposero i Giudei:” A noi non è consentito mettere a morte nessuno”.  Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire.  Pilato allora rientrò  nel Pretorio,  fece chiamare Gesù e gli disse:” Tu sei il Re dei Giudei?”  Gesù rispose: “Dici questo da te oppure altri te lo hanno detto sul mio conto?” Pilato rispose: “Sono io forse Giudeo?  La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me;  che cosa hai fatto?” Rispose Gesù: “Il mio regno non è di questo mondo;  se il mio regno fosse di questo mondo,  i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei;  ma il mio regno non è di quaggiù”. Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei Re?” Rispose Gesù:  “Tu lo dici,  io sono Re.  Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo:  per rendere testimonianza alla verità?”  E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro:”Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l’usanza che io vi liberi uno per la Pasqua:  volete dunque che vi liberi il Re dei Giudei?”  Allora essi gridarono di nuovo: “Non costui,  ma Barabba!”  Barabba era un brigante.

 

15/94/2026

 

ECCO  L’UOMO

 

Allora pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.  E i soldati intrecciata una corona di spine,  gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora.;  quindi gli venivano davanti e gli dicevano:” Salve Re dei Giudei!”  E gli davano schiaffi.  Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: “Ecco io ve lo conduco fuori,  perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa”.  Allora Gesù uscì portando la corona di spine e il mantello di porpora.  E Pilato disse loro:” Ecco l’uomo!” Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie, gridarono: “Crocifiggilo,  crocifiggilo!” Disse loro Pilato:” prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa”.  Gli risposero i Giudei:” Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire,  perché si è fatto Figlio di Dio”.  All’udire queste parole,  Pilato ebbe ancora più paura ed entrato di nuovo nel Pretorio disse a Gesù:”Di dove sei?” Ma Gesù non gli diede risposta.  Gli disse allora Pilato:”Non mi parli?  Non sai che ho il potere di metterti in liberà e il potere di metterti in croce?” Rispose Gesù:” Tu non avresti nussun potere su di me se non ti fosse stato dato dall’alto! Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande”.  Da quel momento Pilato cercava di liberarlo;  ma i Giudei gridarono: “Se liberi costui non sei amico di Cesare!  Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare”.  Udite queste parole,  Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale,  nel luogo chiamato Litostroto,  in ebraico Gabbatà.  Era la parasceve della Pasqua,  verso mezzogiorno.  Pilato disse ai Giudei:” Ecco il vostro Re!”  Ma quelli gridarono: “Via,  via crocifiggilo!” Disse loro Pilato: ” Metterò in croce il vostro Re?” Risposero i sommi sacerdoti:” Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare”.  allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.