LA VERITA’ SUL VANGELO E LA S. BIBBIA TRE

12/03/2026

 

Il pastore e il Messia atteso.

Oggi come oggi,   l’immagine del buon pastore non ha più nulla di seducente.  Quale era la sua forza duemila anni fa?

Intanto è necessaria una rettifica,  Il buon Pastore,  è il Pastore ideale ed esemplare.  Ed è pure il solo e l’unico Pastore.  L’imagine è andata deteriorandosi nel corso dei secoli,  prendendo una tinta arcaica che in origine non aveva.  Nelle antiche civiltà,  in Mesopotamia,  come in Egitto,  il Pastore è il capo,  il re.  In Israele dopo Mosè,  il Pastore è ugualmente colui che governa,  ma secondo la legge di Dio,  non secondo una politica di potenza.  Però a partire da Davide,  ci sono dei re buoni e dei re detestabili.  Sopravviene l’esilio di Babilonia:  al ritorno si fa strada l’idea che il solo buon Pastore è il Messia atteso.  Gesù rivendicando il titolo di Pastore,  di responsabile del popolo di Dio, afferma dunque la sua qualità messianica.  Ma cambia il tipo di rapporto,  sostituendo a quello collettivo che tradizionalmente unisce il Pastore al gregge,  quello individuale:  instaura perciò un rapporto con ciascuna delle pecore,  che chiama sue “amiche”. Così il rapporto di subordinazione si trasforma in rapporto di tenerezza;  all’autorità si sostituisce l’amore.

13/03/2026

gesù si rivolge agli uomini liberi,  ma li chiama “le mie pecore”.  È possibile conciliare la nostra libertà con la nostra apparteneza a un gregge?

 

Una certa maniera di leggere la parabola del buon Pastore ha innescato innegabilmente condotto gli stessi capi spirituali a forma di clericalismo oppressivo.  I laici assimilati a pecore in attesa di essere tosate,  erano confinati in una posizione puramente passiva di ossequio e di approvazione;  questo paralizzava spesso le loro iniziative e imbrigliava le loro personali capacità.  Gesù ci invita a un comportamento ben diverso.  Non c’è niente di passivo nella frase” Le mie pecore ascoltano la mia voce”,  poiché ascoltare è già mettere in pratica.  Così “le mie pecore mi conoscono”.  Questa conoscenza dell’intelletto e del cuore,  infatti è l’esperienza totale di un essere.  Un’esperienza che viene vissuta,  ad esempio,  nell’amore di una coppia.  Abramo conobbe sua moglie,  ed essa ebbe un figlio;  ” io non conosco uomo”,  dice Maria all’Arcangelo Gabriele.  Gesù,  certo è la guida:  non possiamo cercare ognuno una propria verità;  si è sempre liberi ma nei limiti di una appartenenza ad una comunità ben delineata.  Questa a taluni può sembrare una ,  limitazione della loro libertà,  ma in effetti non è che la chiave di una libertà più vasta.  Avviene così anche nell’amore umano:  quando ci si dona totalmente a qualcuno che si ama,  non ci si autolimita affatto;  ci si supera,  ci si rivela a se stessi.

16/03/2026

Chi è il prossimo?

È la stessa domanda che fu posta a Gesù,  il quale rispose con la “parabola del buon samaritano”.  Usò una logica di tipo paradossale,  indicando come prossimo non già l’uomo ferito e bisognoso di aiuto,  ma il samaritano.  In questo modo Gesù sebra indicarci che la nozione di “prossimo” innanzi tutto la conseguenza di un moto del cuore;  prossimo è colui al quale ci si deve avvicinare ,  sia egli davanti alla nostra porta o altrove,  e con cuore aperto,  al di là della logica umana e della casta,  della parentela, della razza,  dell’interesse sociale e politico.  È l’uomo,  senza aggettivi.

17/03/2026

 

Perché  La Madonna si recò in fretta da Elisabetta?  Per accertarsi di non avere sognato o altro?

 

Maria non aveva dubbi di prove,  ma per partecipare .  Tutto il brano evangelistico è sotto il segno della gioia annunciata a Maria,  erede dell’attesa di fede  di tutto un popolo durante due millenni.  “Rallegrati figlia di Sion”:  queste sono secondo la traduzione letterale di Luca, l, 28 le prime parole dell’Annunciazione.  E le espressioni di gioia sono fra le più frequenti nei primi due capitoli di Luca.  Questa gioia e la gioia della Salvezza,  attesa dai profeti. È una gioia comunicativa,  perché la Buona Novella è fatta per essere diffusa.  E Maria vuole condividerla subito con la cugina Elisabetta che ha ricevuto appunto la prima comunicazione di questo evento con l’annuncio della nascita del precursore di Gesù San Giovanni Battista.  La fretta di Maria è quella dello slancio non del dubbio.  Al momento giusto lei ha chiesto una spiegazione,  che concerneva il modo in cui avrebbe avuto e potuto essere la Madre del Figlio di Dio.  Lei disse :  “come avverrà questo io non conosco uomo”,  ma non ha chiesto un segno è l’Angelo che glielo offre.  Le disse che Elisabetta ha concepito anch’essa un figlio nella sua vecchiaia,  colei che era sterile,  e nel sesto mese,  perché niente è impossibile a Dio.  E mentre Zaccaria  (marito di Elisabetta)  è biasimato per non avere creduto,  Maria è lodata per la sua fede.

18/03/2026

 

I  miracoli sono una prova della divinità di Gesù?

 

No,  perché Gesù non cerca mai un’adesione forzata,  quasi imposta da fatti miracolosi.  Vuole invece risvegliare negli uomini la fede.  E vediamo infatti che addirittura. Egli rifiuta di operare miracoli quando lo si sfida a farlo,  come intimandogli di mostrare i documenti,  di fornire le prove,  rifiuta nettamente, a Nazaret,  come nel deserto di fronte a satana.  Invece a chi è disposto a credere,  Egli dà col miracolo un “segno” che lo trasforma testimone della sua parola.  E attenzione:  “Al tempo di Gesù questi prodigi non erano necessariamente una prova della divinità di chi operava.  I contemporanei di lui sono abituati a certi uomini di fede,  che autenticano le loro parole con atti concreti.  Inoltre essi non hanno il nostro odierno concetto di miracolo:  non pensano come invece pensiamo noi-  che esso sia un fenomeno impossibile da spiegare con le leggi di natura.  Per loro non c’è barriera tra il naturale e il soprannaturale,  tra le regole e l’eccezione.

19/03/2026

 

SAN GIUSEPPE

 

San Giusepp è uno sposo esemplare,  un artigiano coscienzioso,  un giusto che rispetta la legge.  Promesso sposo a Maria,  ma alla notizia che lei aspettava già un figlio non suo,  Lui decise di mantenere la sua posizione per non disonorarla,  ma di ripudiarla in silenzio.  Una notte però gli venne in sogno un Angelo del Signore,  il quale gli disse che Maria era innocente e che il figlio che portava in grembo era stato concepito dallo Spirito Santo,  e che non doveva ripudiarla ma di accettare questa sua volontà.  Venne il giorno in cui Maria diede alla luce il Bambino Gesù;  il re Erode però vuole la morte di questo bambino,  infatti in quei giorni furono uccisi trenta bambini sotto ai due anni,  ma Giuseppe avvertito  dallo stesso angelo  portò al sicuro Gesù e Maria in Egitto.  Morto Erode,  l’angelo del Signore torna da Giuseppe e gli disse:  “Levati,  prendi il bambino e sua madre,  e torna in terra di Israele,  poiché sono morti coloro che attentavano alla vita del bambino.

20/03/2026

LA PALESTINA

Il più naturalwe itinerario per attraversare la Palestina da nord a sud,  il meno incidentato apparentemente è la valle del Giordano.  Ma in realtà è un itinerario pericoloso ai tempi di Gesù,  per la presenza di animali selvaggi;  e anche faticoso,  perché nel corso di lunghi mesi,  il calore in questa zona è soffocante.  Va nella stessa direzione la strada costiera,,  malgrado l’ostacolo del gruppo montuoso del Carmelo che raccoglie la maggior parte del traffico da e per Alessandria d’Egitto.  In dieci giorni i corrieri imperiali sbarcati a Cesarea possono raggiungere la capitale egiziana. Un terzo itinerario nord-sud corre in posizione centrale rispetto ai primi due, lungo la linea di cresta delle colline.  Ma è un percorso evitato dagli ebrei osservanti,  perché passa attraverso la detestata Samaria.  Nell’altra direzione Est-ovest,  la via reale, collega il porto di Cesarea,  via Scitopoli,  alla grande pista di Damasco e dell’Oriente,  alla quale si congiunge nei pressi di Derat.  Più a sud c’è la strada di Giaffa e Naplusa,  che passa tra i monti Ebal e Garizim.  Infine Gerusalemme è di per sé un centro importante di comunicazioni:  da essa partono le strade per Gaza  attraverso Betlemme o lungo il torrente Sarar,  poi due strade per Giaffa,  attraverso Emmaus o la via di Lydda;  e una per Gerico.  Oltre a quest’ultima città,  la strada attraversa il Giordano al guado di Betabara e taglia la grande pista transgiordanica,  prima di arrivare a Filadelfia,  l’attuale Amman.

 

Ed ora andate,  come agnelli tra i lupi

“E ora andate!” Per la prima volta gli amici di Gesù si trovano lanciati nel mondo ad annunciare il Regno;  da soli senza di Lui.  È la svolta capitale: compaiono sulla faccia della terra i primi portatori della Parola.  Il mondo che essi percorrono è minuscolo:  un pezzo di Galilea.  Ma è sufficiente a far sorgere,  di fronte all’annuncio,  tutti i tipi di reazione che si ripeteranno invariabilmente lungo le generazioni fino a noi.  Ecco ciò la lieta speranza,  ecco l’indifferenza degli ottusi,  il rifiuto e l’odio dei “disturbati”.

21/03/2026

Eccoli riuniti tutti e dodici intorno a Gesù.  nel piccolo villaggio di Galilea.  C’è Simone detto Pietro,  Con suo fratello Andrea;  altri due fratelli,  Giacomo detto poi il maggiore,  e Giovanni,  entrambi figli di Zebedeo,  uno che sta abbastanza bene,  proprietario di varie barche da pesca;  poi Filippo e Bartolomeo,  Tommaso detto anche latinamente Didimo (gemello) perché appunto ha un fratello nato con lui;  Matteo,  l’ex-esattore delle tasse;  l’altro Giacomo,  detto il minore,  figlio di Alfeo;  Giuda Taddeo,  chiamato anche semplicemente Taddeo;  Simone il Caneo,  detto anche lo Zelota e infine Giuda L’Iscariota,  quello che lo tradirà.  Dodici,  di origine differente,  ma amalgamati dalla comune e totale fiducia  nel loro Maestro.

25/03/2026

Hanno percorso insieme la Galilea per mesi e mesi.  Hanno seguito Gesù nella sua azione, vedendo crescere intorno a lui l’ammirazione delle folle,  e tutti insieme hanno accettato le conseguenze della disciplina,  che Gesù ha imposto,  in vista della loro missione:  niente più casa,  niente beni personali.  Con una guida simile sono pronti a marciare in capo al mondo,  ed  egli sempre pronto a placare le loro apprensini e a risolvere i loro dubbi,  li prepara pazientemente a un mestiere nuovo:  quello di missionari della buona novella. E oggi,  appunto,  è venuto il momento per tutti di avviarsi su questa strada:  Questi inviati di Gesù,  gli apostoli dovranno fare onore al loro titolo.  Gesù che non ha umane preoccupazioni di prestigio personale,  conferisce loro straordinari poteri:  guarire gli ammalati,  esorcizzare i demoni.  resuscitare i morti,  proprio come fa egli stesso.  E fa loro le sue raccomandazioni come a figli:” non prendete né oro né argento per il viaggio,  né moneta nelle vostre cinture,  né bisaccia né abito di ricambi”.  Il loro destino è la povertà.  Ma essi messaggeri di Gesù non si devono preoccupare per il vitto e l’alloggio:  ci sarà sempre una casa per accoglierli.  “Nelle case in cui entrerete, trattenetevi fino alla partenza. E se qualcuno non vi riceverà,  uscite da quella casa o da quella città,  e scuotete la polvere dai vostri piedi,  per ben mostrare ciò che vi hanno fatto”. I fedeli compagni di Gesù si sparpagliano lungo le strade.  D’ora in poi saranno in dodici a diffondere nei villaggi di Palestina il messaggio lanciato dal loro maestro.  È la loro prima missione,  un vero esordio.  Poi,  tornandone,  raccontano a Gesù tutto ciò che hanno fatto:  risultati ed esperienze di questa “prova generale”,  saranno oggetto di studio di appartata meditazione.  E poi Gesù decide di andare a Gerusalemme,  la città nella quale manifesterà il suo amore per gli uomini.  Si decide per la strada più breve,  quella attraversa la Samaria,  e non importa se si tratta di una regione malfamata.  Giacomo e Giovanni sono già partiti in anticipo,  per organizzare le soste di tutto il gruppo.  Ma eccoli ritornare d’improvviso,  fuori di sé:  i samaritani rifiutano di accogliere questi pellegrini in marcia verso Gerusalemme.  È un’offesa intollerabile,  e gli apostoli ora che detengono il potere di punire questa ampia razza, lo vogliono subito usare:  “Signore” gridano, “Vuoi che noi ordiniamo al fuoco di distruggere quel villaggio ostile?”  Gesù rivolgendosi verso di loro,  ne dissipa senza complimenti l’eccitato zelo: ” il figlio dell’uomo non è venuto a perdere gli uomini,  ma a salvarli”.  E non attende replica.  Partenza immediata,  per un’altra strada.  Continua…