Marzo 14, 2026 Elena Lasagna Uncategorized PER I BAMBINI DUE 14/03/2026 L’ANIMA SI REINCARNÓ Uscita dal suo corpo, l’anima volò nella sua casa, poi si presentò al tribunale Celeste, là dove si pesano le buone e le cattive azioni, aveva alla sua destra l’Angelo della Luce, alla sua sinistra l’Angelo delle tenebre. Un altro Angelo versava sulla bilancia tutto il bene compiuto, il maligno versava tutto il male fatto. La povera anima stava lì tremante, tra la speranza e il timore. Quando l’ago della bilancia pendeva a destra, tutti i Cieli splendevano di gioia, quando l’ago della bilancia pendeva alla sinistra, si vedevano angeli neri terribilmente arrabbiati perché quell’anima non aveva fatto peccati. Poi appare in volo un Angelo dorato, con una scia di angioletti bianchi che gli tenevano il lungo manto, e l’anima si vestì di un corpo giovane e vigoroso, come tanti anni prima, dove la morte la portò via in un incidente nella sua abitazione. Ed ora l’anima vivrà per sempre nel suo corpo immortale, perché la luce degli angeli la rese forte e invincibile. Avete visto bambini? Se non si commettono grossi peccati si potrà vivere per sempre! Ciao! Alla prossima. 17/03/2026 Per i più piccoli. C’era una vecchia signora, che dopo avere curato tutte le persone anziane del villaggio, non aveva più le forze di lavorare ancora. Si ritirò in una piccola casa in campagna, per compagnia aveva un cane, un gatto e un canarino nella gabbietta. Li curava come fossero persone, ogni settimana chiamava il medico veterinario, ma purtroppo un giorno non solo le morì il gatto, ma subito dopo il canarino. Lei gli fece il funerale, lo posò in una scatola di plastica imbottita di velluto, e ci pose il canarino morto, poi chiuse la scatola e la sotterrò nel suo giardino. Un giorno la vicina di casa vide il suo cane che stava scavando con le zampette, La scatola si aprì, uscì il canarino e mentre il cane posò il canarino sul terreno la signora corse a sgridare il cane credendo che lui lo avesse ucciso. Lei ebbe paura e invece di spiegare alla vicina di casa che cedeva che il suo cane avesse affogato il canarino preferì rimetterlo nella sua gabbietta. Quando la signora rientrò e vide il canarino nella gabbia le prese un infarto, perché pensava che fosse resuscitato. Le bugie e la paura di affrontare le cose, spesso creano tanti danni agli altri. Ciao! 21/03/2026 Due Bambini, Cecilia e Josè fratello e sorella, sono figli di un povero lavoratore. La vigilia di Natale trascorre per loro come un qualsiasi altro giorno e l’unica gioia che possono concedersi è guardare fuori dalla finestra attraverso i vetri, nel palazzo di fronte la festa che si stava svolgendo. I due bambini sono buoni e non provano invidia per la felicità che vedevano nei visini degli altri. La notte si addormentarono serenamente, e avvenne che nei loro cuori e nelle loro menti fecero un sogno meraviglioso: appare una grande fata, e sempre nel sogno li manda a cercare un’anima azzurra, portatrice di felicità. Prima però, Ella consegna a Cecilia un diamante prodigioso; girandolo si accorgono subito che si vedono le amime dei bimbi, degli uomini, degli animali e delle cose che gli altri bambini e gli uomini non vedono. (Sono troppo occupati a divertirsi e a pensare solo a loro stessi). E. Lasagna 30/03/2026 Oggi cari bambini vi mostrerà una poesia di Trilussa (un poeta romano). ER FUMÉ E LA NUVOLA Un fumo nero nero e fitto fitto, Ch’ esciva da la cappa d’un camino annava dritto, a sbuffi, verso il cielo, tanto che per un pelo, sbatteva in d’una nuvola abbottata: una nuvola ch’era stata assieme a le compagne a fà’ nà pioggia de beneficenza pe’ tutte le campagne. Perché te metti su la strada mia? Je disse er fiume Levate davanti! Io so’ fijo der foco! Passa via! Sai? nun m’incanti j’arrispose lei: fai male a dì ste cose proprio a nopi!… Nun te fa’ der paese che nun sei. Conosco tanta gente che se dà st’arie, e poi l’acchiappi, strigni, guardi e nun c’è gnente. Datte puro sto fume, ma fai male a dì che vie’ dar foco; Perché tu sai benissimo Ch’è un coco che coce na’ braciola de maiale! PROSA Il poeta, in questa poesia vuole colpire coloro i quali, volendo apparaire quello che non sono, ad ogni costo, vantano la loro illustre vita, la loro altolocata amicizia, il che è tutto falso, perché provengono da famiglie umili e disorientate. Questi indizi sono di animi meschini perché si vergognano delle loro origini, delle proprie condizioni, il voler nascondersi a tutti i costi, c’è il rischio di essere sempre scoperti. Così il poeta paragona il fumo che innalzandosi dalla cappa di un camino, verso il cielo, incontrata una nuvola bianca, la rimproverò perché gli intralciava il cammino, e la scacciò in malo modo, vantandosi figlio del fuoco. “Non m’incanti ribattè la nuvola, non del fuoco sei figlio, ma di una braciola di maiale che il cuoco sta cucinando e del suo fumo che sa di bruciato. E. Lasagna
Lascia un commento Annulla risposta Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento. Δ