Dicembre 16, 2022 admin DIALOGANDO CON VOI, VARIE E RISPOSTE AI LETTORI DIALOGANDO CON VOI 16/12/22 Robert e Linda Il fatto che tu non abbia mollato mai e a non a chiuderti in te stessa, hai avuto una grande forza di volontà, del resto una persona intelligente non può rannicchiarsi su se stessa e a piangersi addoso per sempre. Sei un’amica carissima che io non potrei mai pensare di perderti. Anche tu per noi hai fatto l’impossibile e te ne saremo grati per sempre. Giardino d’inverno Elena Guardate la coincidenza, ora vi mostrerò i fiori appena colti nel mio giardino, tutti gli altri sono appassiti, ma quelli che preferite sono ancora fioriti, li vedrete bagnatissimi perché ha piovuto per due giorni, questi li avevo seminati in aprile per voi, eccoli nella foto sopra! Marco e Patty Sai che stiamo facendo le poesie di Charles Baudelaire? Quella che mi piace di più è “L’Arbatro”, io mi son fatto un’idea mia su quello che esprime, ma nella spiegazione non mi ci trovo. Tu la conosci? Me la puoi scrivere? Grazie! Elena Sì, me le ricordo benissimo tutte, sono molto belle; ma “L’Arbatro” in sé non è difficile da capire, forse non sei stato attento, o forse senza accorgertene potrebbe esserti sfuggito qualcosa di essenziale; a volte la mente pensa a mille cose contemporaneamente e senza che noi ce ne accorgiamo ci sfuggono le cose a cui teniamo di più. Elena Questa poesia parla dell’incomprensione fra il poeta e gli uomini; questo tema drammatico lo toviamo in altre poesie e racconti. In Bodelaire essa diventa l’essenza dolorosa e drammatica della vita stessa dell’uomo. Il poeta vive angosciamente uno stato di impotenza, per la coscienza della propria superiorità, egli si vede un gigante con le ali immense, ma è anche consapevole della sua vita esiliata sulla terra, fra uomini che non capisce e che non capiscono lui, presi da cose esclusivamente materiali. Per tutto c’è un tempo! E anche a quei tempi gli artisti dalla grande sensibilità non erano capiti, quindi si paragona ad un albatro, così bello e superbo fino a quando vola nel cielo, diventa una misera creatura se viene catturato e svolazza ad ali basse. E lo stesso è lui, vive un’esistenza drammatica in cui la poesia non può trovare rispondenza fra gli uomini comuni, quindi si esula dalla società sentendosi un albatro con le ali spezzate. Marco e Patty Ancora oggi esistono genitori e famiglie in cui non notano la sensibilità dei loro figli, ed è così che i figli non si sentono amati, perché gli altri non vedono certe particolari doti che loro posseggono; l’importante è saper guadagnare presto; se hai doti artistiche che non fruttano per certe famiglie non hai valore. Elena Sì, questa cosa non finirà mai! Nasce con il mondo e se ne andrà con il mondo. Però c’è anche il contrario: per avidità c’è chi vede nel figlio l’artista che non è e non sarà mai! Alessandra Cosa pensi del caro energia? Secondo te dovremo tornare alle abitudini antiche? Elena Se si trattasse di energia pulita non mi dispiacerebbe. Nel’antichità, l’umanità ha considerato fonti di energia primaria in massima parte l’energia di origine animale. Ma poi col passare dei secoli, con lo svilupparsi delle industrie, in seguito a ciò il carbon fossile diventò la fonte principale sostituendosi al legno del periodo pre-industriale. Si considerano fonti primarie di energia: carbone, petrolio, gas naturale e il progressivo venir meno di tali fonti energetiche ha posto il problema dell’energia. L’Italia nella poltica dell’energia arriva piuttosto in ritardo, forse per motivi politici ed economici. Ma gli studi si sono portati avanti, si è optato anche per l’energia idroelettrica per evitare il costo dell’importazione del combustibile per le centrali termoelettriche. Si potrebbero compiere studi adeguati per potenziare altre energie alternative, come hanno fatto con l’energia solare ecc. e la stessa cosa vale per l’energia del gas; qui ne abbiamo tanto. Speriamo che qualcosa migliori. I discorsi sono belli, dobbiamo vedere i passi. Marco e Patty Riconosceresti chi ha cercato di entrare in casa tua dalla finestra con la scala qualche anno fa? Elena Assolutamente sì. Era estate, verso le quattro di mattina, ho il ricordo così limpido del suo volto come se fosse capitato ieri. Però loro non sono responsabili di altri fatti capitati qui; succede spesso alle persone poco brillanti che diano la colpa sempre a quello, anche se poi ha messo la testa a posto. Anzi sono anche quelli che se sai qualcosa di macabro nei loro confronti, o cercano di picchiarti oppure di disonorarti perché così la gente non possa credere alla verità che si esprime su di loro. Ci sono persone che possono confermare che ho una memoria cerebrale e visiva molto sviluppata, e come me c’è molta gente. Ad esempio, verso la fine del maggio scorso, in un supermercato, incontrai una persona (una parente di mia cugina) che conobbi all’età di 10-11 anni, adesso ho passato gli anta, entrambe indossavamo la mascherina, eppure la riconobbi per prima e le dissi chi ero, ma non c’è stato bisogno perché anche lei mi riconobbe subito, quindi vedi che come me c’è gente con una memoria visiva forte? Marco e Patty Secondo te è meglio saper scrivere bene o saper parlare bene? Elena Per secoli e secoli si è ritenuto che la forma di linguaggio più prestigiosa fosse quella scritta, mentre l’espressione orale restava in un certo senso, in una situazione di subalternità. Il linguaggio scritto doveva trovarsi in un piano superiore rispetto a quello orale, piuttosto colloquiale e approssimativo. Oggi sull’errore ortografico vi sono posizioni meno rigide che nel passato, infatti molti sostengono che, se è vero che il linguaggio serve per comunicare non è indispensabile un uso corretto della grammatica o della sintassi. Chi parla correttamente ha maggiori possibilità di farsi apprezzare, di affermarsi sul lavoro, quindi si suppone che oggi sia più importante dal punto di vista sociale, esprimersi correttamente che in modo comprensibile e basta. Ma io aggiungo che se si riesce a scrivere correttamente si riuscirà anche ad esprimersi oralmente in maniera corretta e armoniosa. È importante impadronirsi dei meccanismi della propria lingua attaverso la conoscenza di espressioni linguistiche di vari tipi, che consentano di usare bene la lingua stessa. In altre parole: se impari la grammatica imparerai a parlare in modo impeccabile. Robert e Linda Qualè lo scrittore che ti è rimasto particolarmente nel cuore? Perché? Elena Non è solo uno, se vi dico il nome di uno poi mi sembrerà di fare un torto a me stessa perché di poeti e scrittori di allora, ne potrei citare moltissimi. Ma tu mi chiedi di citarne uno in questo momento, allora ti posso dire Alessandro Manzoni e tutte le sue opere, anche se ha scritto una delle più importanti opere come i “Promessi sposi”, non può piacere a tutti. Si dice che fu opera di Manzoni aver posto con impegno notevole, il problema della lingua come uno dei cardini su cui doveva costruirsi il nuovo Stato unitario. Egli era convinto che l’italiano letterario fosse troppo artificioso perché potesse diventare una lingua moderna nazionale e sostenne in vari scritti la necessità dell’adozione di una lingua parlata viva, il fiorentino dei ceti colti come valido mezzo per attuare l’inuficazione linguistica. Manzoni dopo aver compreso l’esigenza che si poneva agli italiani di unificare l’espressione linguistica non implica necessariamente il merito di aver risolto il problema: il fatto, la proposta manzoniana era destinata a fallire perché del tutto artificiale e autoritaria. I motivi che portarono a questo fallimento furono: l’imposizione del fiorentino parlato non poteva risolvere il problema le cui radici affondavano nel passato remoto. Mancavano strutture tali, nell’Italia ottocentesca, che potessero attraverso la scuola elementare, diffondere l’uso del fiorentino. L’Italiano era stato per secoli la lingua di élites intellettuali, una lingua di casta, e non si vedeva come si potesse facilmente ovviare a tale inconveniente per far pervenire questa lingua dotta agli strati interiori con qualche risultato positivo, prescindendo dal contesto socio-culturale ed economico in cui una lingua si evolve. In Italia la varietà dei dialetti si era perpetuata per secoli, per una serie di motivi di carattere prevalentemente storico, e se Firenze per una serie di circostanze come il suo dinamismo politico e mercantile; la sua centralinità geografica e linguistica; la vicinanza stretta della lingua toscana al latino; il grandissimo prestigio di Dante, il Boccaccio e il Petrarca, aveva fornito un modello di lingua letteraria che si era imposto sempre di più, ciò non impedì che nelle varie regioni d’Italia si affermassero le parlate locali anche quando ormai si era affermato l’uso letterario del fiorentino. Eccetto la Toscana e Roma dove la corte pontificia aveva imposto il toscano e dove in seguito al sacco dei Lanzichenecchi, vi fu un forte spopolamento e un successivo ripopolamento di immigrati dalla parlata toscaneggiante, in tutte le classi sociali della penisola era estremamente vivo l’uso del dialetto, anche nelle occasioni ufficiali come prediche, discorsi politici, arringhe giudiziarie ecc. Per questi motivi la programmazione linguistica del Manzoni doveva fallire: solamente gli interventi operativi sulle strutture della società, con interventi di scolarizzazione di massa e di diffusione della cultura si sarebbe potuto sperare in uno scambio e ricambio del mezzo linguistico comune che sarebbe nato dal basso, spontaneamente, come di fatto avvenne nel periodo che va dal 1870 al 1910. Comunque non potrei mai rispondervi quale poeta, scrittore mi è piaciuto di più, perché li dovrei nominare tutti come Giovanni Pascoli, G. Carducci, E. Montale, G. Leopardi, G. D’annunzio, S. Quasimodo, prima ancora Dante, e tutti gli altri nella stessa maniera; tranne quelli che in passato hanno odiato le donne.