Febbraio 9, 2022 admin LA NOSTRA SALUTE RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODODICESIMA PARTE 09/02/2022 Mi spiegheresti l’insieme dei processi che mantengono costanti le condizioni dell’organismo, intervenendo con meccanismi di controregolazione ogni qualvolta che si ha un allontanamento dalla situazione di equilibrio? Grazie! Marco di Patty Tutti gli apparati concorrono a mantenere le condizioni necessarie nello svolgere le funzioni, cioè concorrono a mantenere l’ambiente interno dell’organismo entro i limiti compatibili con la vita e la funzione di tutte le cellule che lo compongono. Questi limiti riguardano soprattutto lo stato di idratazione dei tessuti, il mantenimento di un pH quasi neutro, (7,40 circa) e di una temperatura interna uniforme di (37, o 37,5 C° circa), la costanza di alcuni soluti nelle cellule, nei tessuti interstiziali, nel plasma, ecc. Questo processo di autoregolazione, è caratteristico per altro di tutti gli esseri sani, organizzati in qualità di esseri viventi. La percentuale di acqua nel nostro organismo è del 65-70% circa, questo significa che in un adulto del peso di 70 kg ve ne sono circa 45 litri, 30 dei quali si trovano nel protoplasma cellulare, 15 sono extracellulari; 3,5 appartengono al plasma sanguigno, altri 12 ai fluidi interstiziali. Normalmente questa quantità di acqua e questi rapporti subiscono poche variazioni, anche se in un adulto vengono secreti circa 8 litri di succhi digestivi, vanno perduti circa 200 cc. di acqua con la sudorazione, altri 400 cc. con l’evaporazione diretta attraverso i tegumenti, 400 cc. con la respirazione e 1500 cc con le urine. Il tubo digerente assorbe quasi completamente l’acqua dei succhi digestivi, però le altre perdite vengono compensate dall’acqua derivante dalle ossidazioni cellulari, da quella contenuta nei vari alimenti solidi ed eventualmente dall’introduzione di bevande. Continua. 10/02/2022 Al controllo dell’equilibrio provvede soprattutto il rene, che, regolato dall’ippotalamo attraverso l’ormone antidiuretico dell’ipofisi e l’aldosterone, può variare la quantità delle urine emesse e la concentrazione dei sali eliminati così da mantenere costante la pressione osmotica dei fluidi organici. L’altro fattore essenziale per il controllo idrosalino è l’introduzione dei liquidi e trova la sua regolazione naturale nel senso di sete che si sviluppa quando i fluidi organici tendono a concentrarsi. (Non bisognerebbe mai arrivare a questo, ma si dovrebbe introdurre liquidi in maniera costante) Al mantenimento del pH, e cioè dell’equilibrio acido-base, provvedono: l’apparato respiratorio che può aumentare o diminuire l’eliminazione dell’anidride carbonica regolando la ventilazione; il sangue con i sistemi tampone dei bicarbonati e dei fosfati; il rene che può scambiare le basi dei sistemi tampone con ioni H e con l’ammmoniaca. La fonte principale del calore per l’organismo è data dall’attività del tessuto muscolare che trasforma in energia termica circa l’80% dell’energia chimica consumata nella contrazione. Il sangue provvede alle diffusioni del calore negli altri organi e tessuti. Se la temperatura interna tende ad aumentare si mette in moto una serie di riflessi che provocano un aumento della dispersione del calore: vasodilatazione cutanea, secrezione di sudore, l’evaporazione del quale assorbe energia , sensazione di dover diminuire l’attività muscolare e l’introduzione di alimenti. Quando la temperatura interna tende a diminuire allora avviene il contrario. Ai limiti dei processi omeostatici c’è poi il continuo ricambio cui sono soggetti i componenti del nostro organismo. Le cellule infatti, si rinnovano senza sosta e anche se alcuni tipi cellulari, come i neuroni e le fibrocellule muscolari, o alcune strutture come le ossa sembrano rimanere costanti ed immutate, le molecole e gli atomi che li costituiscono vengono continuamente rimossi e sostituiti, tranne che nella vecchiaia. Per alcuni tessuti il ricambio è sostenuto da una continua distruzione e da un altrettanto continua proliferazione di nuovi elementi cellulari. Valgono per tutti gli esempi della cute e quello delle cellule del sangue e per dare una misura dell’entità del fenomeno, basta ricordare che nell’uomo vengono distrutti ogni secondo 10.000.000 di globuli rossi ed altrettanti ne vengono generati. Gli organi e gli apparati sono interdipendenti nelle loro funzioni e quante informazioni debbano essere scambiate ad ogni istante per la conservazione dell’equilibrio generale. Continua. 11/02/2022 L’apparato delle comunicazioni, segue nel nostro organismo tre modelli fondamentali: il sistema nervoso, il sistema umorale, e il sistema endocrino. Del sistema nervoso mi riferisco soprattutto alla sezione vegetativa, quella che innerva i visceri. Vi si riconoscono plessi quasi indipendenti che regolano la motilità e le secrezioni del canale digerente, e altri plessi più direttamente collegati con i centri, capaci di inibire o stimolare la secrezione di una ghiandola, l’attività cardiaca, la respirazione, ecc. La regolazione di queste funzioni ha luogo attraverso un’attività riflessa in cui gli stimoli periferici partono dagli stessi visceri e vengono interpretati nei centri neurovegetativi a volte con la partecipazione o l’influenza diretta del sistema nervoso centrale.; la risposta motoria risulta coordinata alle necessità dell’organismo intero. Per esempio: è sufficiente che il bolo alimentare penetri nell’esofago per eccitare quei movimenti peristaltici che ne provocano la progressione e al contempo determinano l’apertura del cardias così che il cibo possa cadere nello stomaco. L’insieme di questi movimenti è governato dai plessi neurovegetativi presenti nelle pareti dell’esofago. La caduta della pressione arteriosa rallenta la stimolazione dei barocettori del seno carotideo e dell’arco aortico, la dimminuzione dell’ossigeno o l’aumento dell’anidride carbonica nel sangue stimolano i chemiocettori del glomo carotideo e di quello aortico, ne deriva in entrambi i casi una stimolazione del centro vasomotore bulbare che invia impulsi alla midollare surrenale per una maggiore secrezione di adrenalina; il risultato finale è una vascolarizzazione periferica con aumento della pressione arteriosa. Un altro esempio chiama in causa la regolazione umorale e i rapporti tra i vari meccanismi di comunicazione che ho citato, dato che la midollare surrenale fa parte del sistema delle ghiandole endocrine. Su queste ultime vale la pena di accennare ancora per ricordare di ciò che ho già accennato. Si tratta di organi che secernano particolari sostanze, gli ormoni, riversandole direttamente nel torrente circolatorio. In ordine a questa attività presentano solitamente una struttura a cordoni pieni o ad acini chiusi, tra i quali scorre il sangue in capillari sinusoidali. La parete del capillare, segue la morfologia dell’epitelio secernente accollandosi alle sue cellule, in modo che il prodotto della secrezione possa passare rapidamente in circolo. Gli ormoni sono attivi in quantità piccolissime, agiscono sulla proliferazione, sulla differenziazione e sulla funzione delle cellule semplicemente dirigendone le potenzialità, senza entrare direttamente nell’elaborazione dell’informazione, né apportando energia. Sono di natura ormonale, agiscono a distanza trasportati dal sangue, non solo i prodotti delle ghiandole endocrine, ma anche la sostanza, ad esempio, che viene elaborata dalla mucosa duodenale ed eccita la contrazione della colecisti ; sono ormonali anche i prodotti che si generano nella distruzione o nell’irritazione delle cellule e producono vasodilatazione, leucotasi, attivazione dei processi riparativi ecc. Elena L. (Dalle mie ricerche di medicina). 12/02/2022 Mi parli delle difese come le descrivi tu? Mi servirebbero per la settimana prossima. Grazie! Marco di Patty In psicologia la difesa è la modalità in cui ogni persona cerca di proteggere il proprio Io in tutte le forme e le circostanze che vengono vissute nella maniera ansiosa e spiacevole. I meccanismi di difesa vengono considerati i più importanti strumenti nell’adattamento dell’individuo all’ambiente. A esso vengono riconosciuta una notevole importanza anche per la strutturazione della personalità dell’individuo, per la formazione degli atteggiamenti, e tutto ciò che ne consegue. Questi meccanismi di difesa vengono chiamati: razionalizzazione, proiezione, sublimazione, rimozione ecc. Nel corpo , i tessuti che ci delimitano rappresentano una anche la nostra prima difesa: la cute, e il tessuto sottocutaneo sono impermeabili all’acqua e proteggono dai raggi solari, costituiscono un discreto isolamento termico, formando una barriera per quasi tutti i microrganismi e sono la sede del tatto, uno degli apparati che con l’ambiente ci mette in comunicazione. Un altro gruppo di difese è rappresentato dai processi infiammatori, e da quelli immunitari, intimamente correlati nella genesi e per i tessuti che vi partecipano. Ogni volta un corpo estaneo, vivente, tossico o inerte che sia, riesce ad entrare nel nostro organismo, provocando localmente una reazione infiammatoria e cioè vasodilatazione, afflusso di sangue, fuoriuscita di leucociti dai capillari e attivazione delle cellule del reticolo endotelio, tutti elementi che cercano di sciogliere con particolari enzimi o di fagocitare la sostanza estranea. In alcuni casi la natura di quest’ultima è tale che la reazione diventa generale, tutto l’organismo vi partecipa ed è allora che compare la febbre. L’infiammazione locale può portare alla distruzione dell’intruso, ma se questo non è possibile le cellule affluite per combatterlo si modificano fino ad avvolgerlo in una specie di capsula che lo rende innocuo. Se invece la lotta si prolunga un gran numero di cellule viene distrutto e forma insieme ai tessuti lesi dall’agente estraneo quel fluido denso e giallastro che chiamano pus.; insieme a d esso, dell’agente infettante può riportare la situazione alla normalità, alla guarigione. Quando la sostanza che è penetrata nel nostro organismo è di natura proteica, e ricordiamo per inciso che tutti i batteri sono formati anche da proteine, il tessuto reticolo-endoteliale, le plasmacellule e i linfociti in particolare, producono delle glubuline capaci di legarsi specificamente alla sostanza introdotta, annullandone le eventuali proprietà tossiche e facilitandone la distruzione da parte delle altre difese organiche. Questo tipo di difesa specifico si chiama immunità; gran parte degli anticorpi, rappresentati dalle globuline immunitarie, circolano col plasma, condizionando così una pronta difesa nel caso di un nuovo contatto con la sostanza che ne ha evocato la produzione. Tra i processi difensivi si possono enumerare anche quella della coagulazione e quelli riparativi o cicatriziali. M olti tessuti sono capaci di sostituire o rinnovare le parti lese con la proliferazione dei propri elementi cellulari: l’osso fratturato riunisce i frammenticon il tessuto osseo neoformato, l’epitelio cutaneosi riproduce facilmente, anche il fegato è capace di riformare le proprie strutture. Se la perdita di sostanza è molto vasta, però o si tratta di tessuti incapaci di riprodursi, come quello nervoso e quello muscolare, le cellule distrutte vengono sostituite dal tessuto connettivo fibroso che poi porterà alla formazione della cicatrice. Elena L.