Febbraio 14, 2022 admin LA NOSTRA SALUTE RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOTREDICESIMA PARTE 14/02/2022 Come ci si infetta della malattia chiamata tetano? Marco di Patty. Il tetano è una malattia infettiva sostenuta da un bacillo sporigeno detto” Clostridium tetani”, che colpisce gli esseri umani ma anche gli animali domestici mammiferi. La penetrazione delle sue spore avviene attraverso le ferite nelle quali si moltiplica diffondendo una esotossina che possiede un elettivo tropismo per il sistema nervoso. Dopo un periodo di incubazione di 5-6 a 15 giorni; nella forma cronica il tempo è più lungo, il tetano esordisce bruscamente con contratture dolorose ai muscoli della faccia, con trisma (chiusura forzata della bocca) e con caratteristico atteggiamento di riso sardonico; gli spasmi muscolari si estendono poi alla nuca e al dorso, determinando un’estensione forzata del capo e dalla colonna dorsale, vengono interessati anche i muscoli flessori del tronco, quelli laterali, o tutta la muscolatura prevalgono la contrattura dei muscoli flessori, negli inferiori quelle degli estensori. Si può avere asfissia per spasmo del diaframma e dei muscoli respiratori; l’interessamento degli sfinteri ostacola l’emissione delle feci e delle urine; la temperatura corporea, quasi sempre normale all’inizio, può raggiungere nel periodo preagonico i 42 °C. La mortalità al giorno d’ogi è meno frequente, ma per diversi anni fa era del 30-50%. La diagnosi si basa sull’obiettività clinica e nell’eventuale ricerca del batterio responsabile nelle ferite. La profilassi si attua praticando l’immunizzazione attiva con anatossina e nel caso di ferite, iniettando siero antitossico con metodo desensibilizzante. A differenza della siero-profilassi, la vaccinazione garantisce un’immunità di lunga durata. Inoltre è possibile, anche a distanza di diversi anni, ripristinare rapidamente le difese immunitarie specifiche dell’organismo con una sola somministrazione di vaccino che nei soggetti vaccinati contro il tetano andrebbero praticata ogni due anni. Elena L. 16/02/2022 Secondo te ci si nasce con una coscienza? O s’impara ad usarla man mano con l’educazione ? Grazie! Marco di Patty Dal punto di vista neurofisiologico, la coscienza viene sostenuta da certe strutture a livello del sistema nervoso centrale, quali soprattutto la sostanza reticolare e il sistema talamico di proiezione. All’attivazione derivata da queste strutture corrispondono precisi indici neurofisiologici, riflesso psicogalvanico, elettroencefalografici ecc., che consentono di determinare lo stato di coscienza nello stato di vigilanza, nel sonno, nel come, (in cui si ha abolizione della coscienza) . Nella psicanalisi, il termine viene usato sia per designare il livello conscio della vita psichica, in contrapposizione a preconscio e inconscio, sia soprattutto per designare l’insieme delle norme comportamentali acquisite del soggetto nella strutturazione della sua personalità. Comunque la coscienza resta sempre l’insieme dei processi psichici attraverso i quali l’individuo riesce ad organizzare il proprio comportamento intenzionale, mantenendo il controllo dei propri processi di pensiero e delle sue attività conoscitive sull’ambiente. Elena L. 17/02/2022 Che cosa significa per te la parola “Fisiologia” ? Grazie! Marco di Patty La fisiologia è basata sul metodo sperimentale ed è la scienza che studia le funzioni degli organismi viventi a livello microscopico. Solo rimuovendo, alterando e agendo su un determinato organo si riesce il più delle volte a comprenderne la funzione. A questo scopo si utilizzano gli animali scelti secondo lo studio in corso, e siccome molti processi fondamentali come la respirazione, la divisione cellulare, l’ereditarietà, e la riproduzione, sono comuni a tutti o quasi gli organismi, il risultato delle prove può essere esteso a una vasta gamma di esseri viventi. Per spiegare molti comportamenti degli organismi, la fisiologia utilizza modelli fisici, chimici, e anche meccanici compatibili con le strutture anatomiche degli organi chiamati in causa, in quanto le stesse leggi applicabili su quei modelli possono essere riferite ai processi biologici. Data l’articolozione degli studi, in seno alla fisiologia sono nate le specializzazioni, che si occupano ognuna di un unico organo e apparato. E così abbiamo tutte le specializzazioni: la neurofisiologia studia il sistema nervoso centrale e periferico, la fisiologia cardiovascolare la circolazione del sangue e l’emodinamica, la scienza dell’alimentazione e i meccanismi della digestione ecc. Elena L. 21/02/2022 Mi parleresti della colite in genere? Nessuno cura più questa cosa, perché? Grazie! Marco di Patty. La colite non è una cosa da trascurare, come del resto tutte le patologie o disfunzioni o affezioni infiammatorie che colpiscono il nostro organismo. Questa infiammazione acuta o può essere anche cronica del colon, può essere provocata da infezioni batteriche o altro, da intossicazioni esogene, intossicazioni endogene e da altre alterazioni funzionali per squilibrio neurovegetativo. Inoltre può essere di natura allergica o disvitaminosica. La colite di tipo acuto, è provocata da tossinfezioni alimentari, errori dietetici, o antibiotico-terapia che favoriscono la distruzione della flora intestinale, o da altre cause. Inizia in modo brusco con dolori addominali o crampi con l’emissione di feci normali e liquide miste a sangue, nausea, vomito, e anche con febbre modesta, spossatezza e polso frequente. Questa forma difficilmente può assumere un andamento grave, anche se a volte questi disturbi se si fanno intensi possono allarmare il paziente. La colite cronica invece decorre con sintomi più lievi e si presenta con aspetti vari: Colpisce prevalentemente i soggetti nevrotici ed è caratterizzata da eccessiva secrezione di muco nel colon, stipsi ostinata alternata a diarrea mucosa e membranosa. la colite parieto-intestinale è caratterizzata da un processo flogistico a disposizione interstiziale, che interessa gli strati sottostanti della parete. La colite poliposa è caratterizzata dalla presenza sulla mucosa del colon una massa di polipi. La colite segmentaria è una colite che può essere provocata da anomalie locali; la sua insorgenza inoltre, può essere favorita dall’esistenza di processi aderenziali o infiammatori propagatisi dagli organi vicini. La colite spastica o colon irritabile, è caratterizzata da disturbi addominali vaghi, dolori lungo il decorso del colon, meteorismo, stipsi ostinata con episodi diarroici; è di origine psicosomatica. La più grave forma di colite è la colite ulcerosa criptogenetica, è una grave forma di colite a decorso cronico con periodi più o meno frequenti di riacutizzazione, durante i quali la sintomatologia è rappresentata da frequenti scariche diarroiche contenenti sangue, con dolori addominali, tenesmo, febbre di vario grado, con quasi sempre un interessamento dell’organismo. La cura è chirurgica… Elena L. 22/02/2022 È vero che il nostro intestino può essere infettato da parassiti simili all’anguillula e che ci fa stare molto male? Marco di Patty Sì, il nostro intestino può ospitare molti parassiti che ci fanno stare male, uno di questi è lo Strongyloides stracoralis. Questa infestazione parassitaria dell’intestino dell’uomo da parte di questo parassita si manifesta con anemia, enterite benigna, febbre lieve ma intermittente; la cura è la disinfezione. Questo parassita visto al microscopio si presenta proprio come l’anguilla. Un altro parassita che disturba molto nell’intestino umano è la “Tenia” o verme solitario, “Taenia solium” , è lungo fino a tre metri, è munita di uno scolice piccolissimo con due corone di uncini e quattro ventose. È in grado di produrre dagli 800 ai mille proglottidi, contenenti ognuna circa 6000 uova. Come avviene l’nfestazione nell’uomo? Si dice che l’uomo si infesti mangiando carne di maiale poco cotta, o cruda contenente gli stadi di larve del parassita dette : cisticerchi, i maiali sembra che s’infettino ingerendo feci umane contenenti proglottidi della tenia. Parassita dell’uomo ed è la specie di Taenia saginata, detta anche tenia inerme in quanto priva di corone e di uncini: i suoi cisticerchi si rinvengono nella muscolatura e in taluni organi interni dei bovini. Elena L. 23/02/2022 Che cos’ è la cariocinesi? Grazie! Marco di Patty È una divisione cellulare indiretta, mediante la quale i “cromatidi” gemelli derivati dalla suddivisione longitudinale di ciascun cromosoma di una cellula, si distribuiscono nelle due cellule figlie di quest’ultima in modo che ciascun cromosoma venga rappresentato in esse una sola volta. La cariocinesi assicura quindi un corredo cromosomico costante, tipico della specie cui l’organismo appartiene. Si distinguono quattro fondamentali: profase, metafase, anafase, telofase. In profase i cromosomi appaiono come filamenti lunghi e sottili, più o meno avvolti e intrecciati, che vanno via via ingrossandosi e spiralizzandosi, fino a raggiungere 1/10 della lunghezza iniziale. In ognuno di essi si evidenzia sempre più chiaramente il centro motore, detto centromero; membrana nucleare e nucleo vanno scomparendo, mentre dai centrioli, migrati ai poli opposti della cellula, si organizza il fuso acromatico, costituito da fibre continue, che vanno da un polo all’altro, e fibre cromosomiali che prendono contatto con i centromeri. In metafase i cromosomi si muovono e si dispongono a formare la piastra equatoriale del fuso ripiegandosi a V, con le braccia che sporgono nel citoplasma e con i centromeri interni, formando così una tipica figura stellata. Segue la scissione sincrona di ogni centromero a forma di spirale in due granuli, ognuno dei quali trascina il cromatidio cui è collegato migrando ai due poli cellulari. Segue l’anafase, in cui si formano due gruppi di cromatidi che si possono ormai chiamare cromosomi figli. In telofase la separazione dei cromosomi è completa, si ricostituiscono due membrane nucleari attorno ai nuovi nuclei, i cromosomi appaiono nuovamente distesi e a forma di spirale. Contemporaneamente avviene la citodierresi, cioè la divisione del citoplasma nelle due cellule figlie. Il nucleo acquista poi la morfologia tipica della fase di riposo o fase intercinetica. Elena L.