Luglio 28, 2026 Elena Lasagna Uncategorized PER I BAMBINI OTTO 28/07/2026 C’ERA UNA VOLTA UN PRINCIPESSA C’era una volta una principessa, che aveva chiuso il grembo, così che non poteva avere bambini. Ella andava tutte le mattine in giardino e pregava Dio di farle il dono di un bimbo. Ed ecco che un gorno sentì una voce che le diceva: “Rassicurati, avrai un figlio che non dovrà mai desiderare invano: qualunque cosa al mondo egli voglia, l’otterrà. Ella andò dal re e gli diede la lieta notizia; a suo tempo partorì un figlio e il re era felice. Tutte le mattine col bimbo andava nel parco a lavarsi a una chiara sorgente. Il bimbo ea già un po’ cresciuto quando un giorno, tenendolo in grembo, ella si addormentò. Ed ecco, soppraggiungere il vecchio cuoco; egli sapeva che il bimbo non avrebbe mai desiderato invano e lo rapì; prese un pollo, lo fece a pezzi, e spruzzò di sangue il grambiule della madre. Poi portò il bambino in un luogo nascosto, dove lo fece allattare da una balia, corse dal re e accusò la regina di esserselo lasciato rapire dalle bestie feroci. Il re vedendo il sangue sul grembiule lo credette e s’infuriò con la regina talmente tanto che fece costruire una torre senza nemmeno un lama di luce e non penetrava il sole, e là la fece rinchiudere e murò la porta. Elle doveva starci sette anni senza mangiare né bere, e morirvi di fame. Ma Dio le mandò due angeli dal cielo, sotto forma di bianche colombe, che due volte al giorno dovevano volare da lei portandole da mangiare e da bere, fino allo scadere dei sette anni. Arrivò un giorno che il cuoco pensò: “Se si avvera qualche desiderio del bambino e io sono qui, potrei essere rovinato “. Lasciò il castello e andò dal bambino, che era già abbastanza grande e sapeva parlare, e gli disse:” Desidera un bel castello con un bel giardino e tutto l’occorrente” . E come al bimbo uscirono di bocca queste parole, ecco là tutto quello che aveva desiderato. Dopo un certo tempo, il cuoco gli disse:” Non va bene che tu sia così solo, desidera la compagnia di una bella fanciulla. Il principino espresse il desiderio, e la fanciulla fu subito davanti a lui. Ora i due ragazzi giocavano insieme e si amavano teneramente, e il vecchio cuoco andava a caccia come un signore. Ma gli venne in mente che il principe poteva desiderare di stare con suo padre, e così metterlo in gravi guai; allora uscì e chiamò la fanciulla e le disse: stanotte quando il ragazzo dorme, accostati al suo letto e piantagli il coltello nel cuore; portami il suo cuore e la sua lingua, e se non lo farai perderai la vita. Poi se ne andò, e il giorno dopo, quando tornò, ella non l’aveva fatto e gli disse : ” Perché devo uccidere un innocente che non ha ancora offeso nessuno? Il cuoco disse di nuovo:” Se non lo farai ti costerà la vita”! Quando egli se ne fu andato, la fanciulla si fece portare una cerbiatta, la fece uccidere, prese il cuore e la lingua, li mise su un piatto e, quando vide arrivare il vecchio, disse al ragazzo: ” Va’ a letto e tirati la coperta sul viso”. Quel mostro entrò e disse: “Dove sono il cuore e la lingua del ragazzo? La fanciulla gli porse il piatto, ma il principe gettò via la coperta e dicendo: ” Vecchio scellerato, perché volevi uccidermi? Adesso pronuncerò la tua sentenza: devi trasformarti in un cane barbone dal pelo nero, con la catena al collo e mangiare carboni ardenti, così che divampino le fiamme dalla tua gola”. E appena dette queste parole, il vecchio si trasformò in un cane dal pelo nero con una catena d’oro al collo, e i cuochi dovettero portargli dei carboni ardenti, che egli divorò così che le fiamme divamparono dalla gola. Il principe rimase là ancora per poco tempo, e pensava a sua madre, se mai fosse ancora viva. Infine disse alla fanciulla:” Voglio tornare in patria se vieni con me, penserò io a mantenerti per sempre. Ma ella rispose: Ah é così lontano! E poi che farei in un paese straniero disse dove sono sconosciuta? ” Poiché lei non consentiva e non volevano separarsi, egli desiderò che la fanciulla diventasse un bel fioree se lo mise in tasca. S’incamminò, e il cane barbone dovette seguirlo di corsa: ed egli giunse in patria. Andò subito alla torre, dov’era la madre, ma la torre era così alta che egli desiderò una scala che arrivasse fino in cima. Poi salì, guardò dentro e gridò: carissima madre, dolce regina, come state siete ancora viva? Ella rispose: ” Sì, ho appena mangiato e sono sazia; lei credeva che fossero gli angeli. Sono il vostro caro figlio! Quello che le bestie feroci vi abrebbero rapito mentre vi stavo in grembo, ma sono ancora vivo e presto vi salverò”. Poi scese e andò da suo padre, si fece annunciare come un cacciatore forestiero, chiedendo di entrare al suo servizio. Il re rispose di sì: venite pure, purché siate esperto e riusciate a procurarmi della selvaggina, ma in tutta la contrada non c’era mai stata. Il cacciatore promise di procurargli tanta selvaggina, quanta ne poteva occorrere alla mensa reale. Poi fece riunire tutti i cacciatori e ordinò che lo seguissero nel bosco. Andarono e là egli ordinò che formassero un gran cerchio aperto da un’estremità; poi vi entrò e si mise a desiderare. Subito entrarono nel cerchio più di duecento animali selvatici, e i cacciatori dovettero ucciderli. Poi caricarono il tutto su sessanta carri e li prtarono al re; e questi potè finalmente ornare la sua tavola di selvaggina, dopo esserne stato privo per tanti anni. Continua domani. Ciao!
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