RISPOSTE AI LETTORI QUARANTACINQUE

12/12/2011

CREDI  NELL’ASTROLOGIA?

E  NELL’OROSCOPO?

CHE COSA  C’ E’ DI VERO?

Gabri.

L’astrologia ha suscitato l’interesse di specialisti, storici, docenti di psicologia e sociologia ecc… Ciò che viene esaminato non è l’astrologia in sé, la sua storia, e tutto il quadro che la definisce, ma la sua immagine distorta e soprattutto gli effetti prodotti dall’imprecisa e superficiale divulgazione.

Gli esperti  sono convinti che ” l’astrologia ” sia un prezioso strumento conoscitivo, e che essa abbia poco a che vedere con ” i fatti, la superficialità ” e molto con ” l’animo umano “, e che l’approfondimento dei significati zodiacali permetta una migliore realizzazione del nostro potenziale, un più armonico svolgimento dei rapporti interpersonali.

Sembra quindi assurdo addebitare all’astrologia colpe ed errori che possono venire aggiunti a ogni ramo dello scibile umano. E’ ovvio quindi, che da denunciare sia, come sempre, ” l’ignoranza “che in questo campo è molto diffusa; perché dell’ astrologia si discute l’apparenza, mentre la sostanza resta una questione di cui si tratta solo tra esperti in materia.

Elena  Lasagna

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 13/12/2011

Come sarà secondo te il 2012?

Roberto

Io credo che il 2012 sia un anno pesante per gli italiani, per l’economia italiana e per il disordinato e convulso quadro economico e politico. Sarà un anno complicato anche se l’economia italiana si lancia con rinnovate forze nel mercato internazionale.

L’anno dovrebbe essere ben augurante anche se dovrà superare il ripetersi di alcuni avvenimenti e situazioni: come inondazioni e inquinamento dei mari e della terra, e la natura maltrattata non potrà che restituire nulla di buono. Nessun albero cresce senza radici, e i suoi frutti nascono, maturano, e sono il prodotto del clima, del terreno, come uno specchio che riflette il proprio tempo, la cultura della sua epoca.

Penso che l’anno che verrà si esprimerà in un qualcosa di nuovo, sarà ricco di ricerche intellettuali, affermazioni, e un ritorno a valori autentici. Impegno, verità e studio, ma ancora tanto materialismo e sete di potere che cercherà di sopraffare i più deboli.

Importanti movimenti nell’ambito della Chiesa, praticanti di massoneria, falsi maghi dovranno essere smascherati ancora.

Per la giustizia verranno alla luce cose inaspettate… e forse verrà fornita una chiave per raggiungere verità nascoste.

Elena  Lasagna

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14/12/2011

L’ho scritto per Te.

Fino ad ora politicamente è stato un periodo di compromessi, di promesse non mantenute e anche di notevoli movimenti diplomatici che coinvolgono grandi aziende che non escludono complotti.

La crisi economica in atto ovunque porterà un ulteriore diminuzione del lavoro e obbligherà lo sfrenato consumo a fermare la sua corsa. Perciò sarà necessario adeguarsi e risparmiare per potere andare avanti.

Nuovi movimenti politici dismessi riprenderanno la corsa. E questo è fatalmente all’origine di un modo di vivere, di essere che coinvolgerà il mondo, con ulteriori repressioni. Perché niente si costruisce in un giorno, e la ricostruzione dell’economia non sarà una conquista facile, se vogliamo valutare e studiare il decorso degli ultimi decenni. Non si può rinnegare il passato, il passato non si cancella; noi siamo il risultato di ciò che abbiamo vissuto, o meglio dire che ha vissuto certa gente!

Elena  Lasagna

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15/12/2011

Ci crederesti se ti dico che ci sono persone che parlano di prevaricazione e stalking   ma in realtà sono loro gli esecutori mandanti?

                                                Dott. Filippo

Sì, lo so e da parecchio tempo, e nella posizione che si ritrovano possono ascoltare le telefonate di chiunque senza autorizzazione, e noi paghiamo le tasse! I prevaricatori sono gli assassini dell’anima!

Elena  Lasagna

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15/12/2011

Che cosa chiedi a Babbo Natale?

Robert.

Gli chiederei di continuare nella sua corsa… e che mi portasse i risultati.

Elena  Lasagna

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16/12/2011

Che altro chiederesti a Babbo Natale? Rispetti la tradizione della Vigilia?

E perchè in quel giorno, pur mangiando di tutto non si può toccare la carne?

Giulia e Mary.

La sera della Vigilia era il culmine di una pratica cattolica di un ciclo di preghiere e di esercizi spirituali, esattamente una ” novena “, per purificare il corpo e lo spirito

in onore dell’arrivo di ” Gesù ”  sulla Terra .

Se non chiedo troppo vorrei rivedere persone che non vedo da diverso tempo.

Poi, la felicità in tutti quelli che mi amano. Vorrei che il sole del 2012 non surriscaldasse il pianeta ma riscaldasse il cuore della gente.

Elena Lasagna

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17/12/2011

Perchè molte persone non credenti festeggiano il S. Natale?

Giancarlo

L’amore unisce culture e religioni diverse.

Il Natale è una festa che evoca un mondo magico perché celebra il rito dell’altruismo, risveglia dolci e caldi ricordi come il riunirsi intorno ad un camino ad osservare il fuoco: vedendo in lui la luce e il calore del sole, tenere tra le mani un ramo di agrifoglio con la speranza di poter scacciare il male che c’è nel mondo. Fin dai tempi degli antichi romani l’agrifoglio si riteneva che avesse il potere di scacciare gli spiriti maligni. E poi, scartare insieme qualche strenna con la speranza che oltre al valore simbolico  trasmetta la magia di un qualcosa di nuovo e di vero che possa durare  nel tempo.

Chiudo questo articolo augurando a tutti un magico Natale e un 2012 migliore di quanto possiamo aspettarci. Un caldo abbraccio e un arrivederci al 07 gennaio. Auguri! Ciao!

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA NONA PARTE

07/12/2011

LA  TORTA  CANTUCCINA

delle feste

torta cantuccina

 Ingredienti: cento grammi di farina di mandorle, cento grammi di farina di mais, trecentocinquanta grammi di farina” 00 “, due tuorli un bicchierino di Gran Marnier, due pizzichi di filini d’ arancia candita pestati al mortaio, quattrocento grammi di frutta secca tagliata non troppo fine, (mandorle, noci , nocciole ) duecento grammi di margarina( senza grassi idrogenati), duecentocinquanta grammi di zucchero semolato, un cucchiaio di ginseng, una bustina di lievito per dolci.

Esecuz.: mescolare insieme le tre farine al lievito, aggiungere la margarina, impastare amalgamando bene, aggiungere lo zucchero, le uova, il liquore, il ginseng , e  i canditi. Amalgamiamo con cura gli ingredienti, infine versiamo tutta la frutta secca. Versiamo il composto nella teglia foderata con carta da forno, inforniamo a centottottanta g° per venti min circa. Lasciamo raffreddare il dolce, andrà servito con il Vin Santo.

Elena  lasagna

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09/12/2011

Il PESCE

Come riconoscere la sua freschezza.

La freschezza del pesce si riconosce da alcune caratteristiche. Per prima cosa, nel pesce fresco l’occhio è brillante e leggermente prominente; cattivo segno, invece, quando è opaco e infossato. Le branchie devono essere umide e rosse, non di color grigio. La carne deve essere soda sotto la pressione delle dita, in certi casi persino rigida, non deve conservare l’impronta. Le scaglie del pesce fresco sono brillanti e aderiscono alla pelle, l’odore deve essere  di mare e fresco salmastro.

Perchè il pesce sia esente da batteri deve essere conservato sotto sale, o ad alte temperature, oppure siamo sicuri nella cottura, che non deve essere inferiore a sessanta-sessantacinque gradi centigradi, in certi pesci forse un livello leggermente inferiore: non si può essere assolutamente precisi, perché la temperatura da raggiungere può leggermente variare secondo la natura del pesce da cuocere. Sottolineo che, mentre relativamente pochi tipi di batteri possono sopravvivere alle normali temperature di cottura, a temperature più basse, molti rimangono tramortiti ma vivi.

La ricetta di oggi è il pesce pilota : è considerato eccellente, con carni bianche particolarmente adatto alla cottura alla griglia.

PESCE  PILOTA

in gustose salse colorate.

Ingredienti: Prendiamo il pesce che ci serve. Una fetta di lardo di colonnata, rosmarino, aglio, prezzemolo, pomodorini secchi, sale, pepe, olive, maionese fatta in casa e olio d’oliva extravergine, acciughe sott’olio.

Esecuzione: laviamo accuratamente il pesce, lo apriamo, lo passiamo con uno spicchio di aglio, con un pennello lo irroriamo di olio d’oliva e lo mettiamo sulla griglia dalla parte esterna, aperto. Nel frattempo battiamo il lardo sul mortaio, facciamo un trito di rosmarino, prezzemolo,  una punta di aglio, sale, pepe. Mettiamo nel frullatore i pomodorini e l’olio, e le olive che poi, andremo ad aggiungere alla maionese. Ora abbiamo le due salse pronte, togliamo il pesce dalla griglia, lo puliamo dalle lische, e adagiamo i filetti nel piatto da portata, spalmiamo la salsa preferita, possiamo guarnire con qualche rametto di erbe che abbiamo adoperato, e qualche filetto di acciuga sott’olio.

Elena  Lasagna

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 10/12/2011

SPIEDINI  DI  SALMONE  ALLA  BRACE  ACCOMPAGNATI  DA  COZZE  AL  GRATIN

In contorno di zucca al forno o fritta.

zucca al forno

 Ingredienti per sei persone: acquistiamo sei tranci di salmone non troppo piccoli, millecinquecento grammi di cozze, due litri di brodo vegetale, prezzemolo, aglio, sale, pepe, due scalogni, timo, ananas, pane grattugiato, finocchietto, olio extravergine d’oliva.

Esecuzione: tagliamo a dadi il salmone, li dividiamo per sei, poi, li mettiamo infilati negli stecchini alternando ad ogni pezzetto con finocchietto selvatico e timo, li pennelliamo e li mettiamo a cuocere, meglio alla brace. Ora, grattiamo accuratamente le cozze sotto l’acqua corrente, dopo le mettiamo in una larga casseruola con gli scalogni tritati e l’olio. Le facciamo aprire a recipiente coperto su fuoco vivace. Le filtriamo e togliamo i molluschi dai gusci. Prendiamo il pane grattugiato, saliamo e pepiamo, uniremo il prezzemolo tritato, l’aglio, e il timo. Prendiamo una ad una le cozze, le intingeremo nell’olio, poi, nel pangrattato farcito, e le mettiamo sopra il loro guscio che poi andranno sulla teglia in forno già caldo a duecento gradi circa per cinque min. Spruzziamo con il loro liquido di cottura e una volta dorate le togliamo subito per non rendere gommosi i molluschi. Abbiamo scelto un bel piatto grande da portata, mettiamo gli spiedini e tutt’ intorno le cozze. Il piatto va decorato con filetti di ananas. Servire con fettine di zucca al forno; il vino più adatto: un bianco fresco di Custoza, oppure un buon Prosecco .

Elena  Lasagna

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12/12/2011

TORTA  DI CREMA  E  BIGNÉ

Ingredienti: procuriamoci una pirofila rotonda, alta almeno quindici cent. ricotta, panna montata, cioccolato fondente trecento grammi, zucchero a velo vanigliato, bigné fatti in casa, zabaione al caffè, crema pasticcera, composta di arance, crema al cioccolato con le nocciole tritate molto fini, torrone, castagne caramellate e rotolate nel cacao amaro, latte q. b.

Esecuzione: setacciamo la ricotta,  mettiamo lo zucchero a velo q.b. , e mettiamo anche la vaniglia, poi la uniremo alla panna montata dolcificata. Ora facciamo il riempimento delle bignole: metà con crema pasticcera alla vaniglia, l’altra metà con la crema al cioccolato e nocciole. Abbiamo pronto anche il cioccolato, ne abbiamo sciolto duecento grammi con il latte, fino ad ottenere una cremina densa ma non troppo. Ora copriamo il fondo della pirofila con un po’ di crema di panna montata e ricotta, mettiamo qualche cucchiaino di composta d’arancia, adagiamo qualche bignola mista, facciamo colare su di loro lo zabaione, copriamo ancora con la crema, e sul fondo mettiamo un po’ di colata al cioccolato, poi i bignè, copriamo con la crema e mettiamo di nuovo i bignè, coliamo sopra qualche cucchiaio di zabaione, e cioccolato fuso, e ancora la creama, e così via, l’ultimo strato deve essere di crema bianca con la colata di zabaione, ora il dolce andrà decorato con le castagne messe ai bordi in cerchio, mentre in centro decoriamo con delle scaglie sottili, fatte con il rimante cioccolato fondente, infine mettiamo un po’ il torrone sbriciolato qua e là. Prima di servire, lasciare riposare per due ore circa in frigorifero. Il vino più adatto a questo dolce è un fresco Passito delle uve padovane.

Elena Lasagna

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Passiamo ancora al pesce:

SOGLIOLINE  FRITTE  CON  SMERIGLIO  IN  SALSA

 SMERIGLIO IN SALSA

Ingredienti: soglioline fresche, fette di smeriglio, un pompelmo, rosmarino, origano, farina  “o” q. b. , olio di arachidi. Per la salsa: cipolla, sedani, carote pomodori, basilico e cerfoglio,  una patata sale ,pepe, olio di oliva extravergine.

Esecuzione: prima di cucinare il pesce prepariamo la salsa: puliamo e tagliamo a piccoli pezzetti uniformi tutte le verdure, le disponiamo nella grata del vapore, una volta cotte le lasciamo intiepidire e versiamo il basilico, il cergoglio, e l’olio d’oliva. Dopo aver lavato tutto il pesce lo metteremo a bagno nel succo di pompelmo per trenta min. Per le soglioline prepariamo una padella e dopo averle infarinate le mettiamo a friggere in abbondante olio di arachidi. Ora scaldiamo una padella dal doppio fondo e quando sarà bollente metteremo lo smeriglio asciugato dal succo di pelmo. Aspettiamo che si stacchi e lo giriamo, dopo venti secondi circa il pesce sarà pronto, impiattiamo il pesciolino fritto, in un altro piatto metteremo lo smeriglio con rosmarino tritato, origano e un giro di olio d’oliva. I tre piatti sono pronti per essere serviti. Vino adatto: un Chardonnay del Friuli.

Elena  Lasagna

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15/12/2011

I CANEDERLI  DI  CASA  MIA

Ingredienti: pane raffermo, latte, durelli e fegatini di pollo, due salsicce, sale pepe, chiodi di garofano, prezzemolo, basilico, rosmarino fagioli borlotti, conserva di pomodoro, vino rosso, un uovo, formaggio emmental, origano, sale, pepe, olio extravergine d’oliva, brodo vegetale, una cipolla, uno spicchio d’aglio, un cucchiaio di parmigiano grattugiato.

Esecuzione: Mettiamo in ammollo i fagioli almeno tredici ore prima di cucinarli. In una casseruola mettiamo brodo vegetale, i fagioli che occorrono, qualche ago di rosmarino, due chiodi di garofano, sale, pepe, origano,vino bianco, la cipolla affettata. Copriamo e lasciamo stufare i fagioli. Intanto abbiamo grigliato le salsicce, e cotto le frattaglie del pollo, li pestiamo al mortaio, li mettiamo in una zuppiera, con il prezzemolo e l’aglio tritati, l’uovo, il parmigiano, e il pane raffermo strizzato bene. Amalgamiamo molto bene e diamo forma ai canederli, poi, in ogni canederlo infiliamo un dadino di emmental, curandoci di richiuderli bene. Ora che i fagioli hanno raggiunto il punto di cottura aggiungiamo un poco di brodo e qualche cucchiaio di vino Sangiovese, mettiamo dentro i canederli e sempre a pentola coperta li lasciamo cuocere per dieci min. circa. Aggiustare di sale e lasciare riposare per circa venti min. prima di servire. Ora impiattiamo irrorando con un filo di olio di oliva. Il vino adatto è il Sangiovese di Romagna.

Elena  Lasagna

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15/12/2011

LASAGNE  DI  ZUCCA

di casa mia.

 LASAGNE DI ZUCCA

Ingredienti: sfoglia fresca, zucca al forno, noce moscata, parmigiano reggiano grattugiato, limone grattugiato, due amaretti, sugo al pomodoro, cipolla e pancetta grigliata, besciamella alla fonduta di formaggi di montagna.

Esecuzione: abbiamo preparato una bella teglia, la zucca è già pronta, il ragù con la pancetta pure, ecco che abbiamo davanti tutti gli ingredienti. Facciamo il primo strato con la sfoglia, mettiamo uno strato di zucca a fettine, il limone grattugiato, il ragù, e il parmigiano. Ora passiamo al secondo strato di sfoglia e subito dopo mettiamo qualche cucchiaio di fonduta con besciamella, una grattatina di noce moscata e qualche briciola di amaretto, copriamo con la sfoglia, e così fino a che abbiamo esaurito gli ingredienti, l’ ultimo strato deve essere di besciamella con parmigiano grattugiato, qualche foglia di basilico e ragù, poi, subito in forno a centottanta g° per venti min. circa. Il vino adatto a questo piatto è Lagrein rosato.

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI 44

29/11/2011

C’e qualcosa che giudichi troppo serio per scherzarci sopra?

Se è sì che cos’è.

Annamaria

Sì, ed è il fenomeno della droga negli adolescenti. Ho visto ragazzi morire e intere famiglie distrutte. Come nell’alcool s’ incomincia per motivi futili. Spesso sono fragili vittime della noia, della rabbia, e dei rimpianti. Giovani dimessi dalla vita svalutando stimoli ed emozioni, rinunciando così alla vera vita per la paura di un mondo incapace di coinvolgerli. E così un giorno dopo l’altro cancellano la scuola, la famiglia, il dolore,  il piacere, buttandosi in un gioco maledetto che distrugge. Vittime della noia, l’adolescente è potenzialmente a rischio, non gli basta niente, nemmeno lo sport ma cerca prove sempre più forti per sentirsi in qualche modo estratto da quella morsa chiamata apatia. Questi ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, prima che questa monotonia li faccia precipitare in quella trasgressione che potrebbe essere fatale. Domandarsi da dove viene questo loro mondo così vuoto, pieno di noia. Forse hanno bisogno che qualcuno valorizzi le loro qualità qualunque esse siano e aiutarli ad esprimerle: per dare loro responsabilità e fiducia.

Elena  Lasagna

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30/11/2011

L’Adolescenza

Spesso l’adolescenza è l’età delle separazioni crudeli, involontarie: dalla madre, dal padre, dall’innocenza dell’infanzia. In genere però i ragazzi superano il rimpianto attratti da nuove avventure. Qualcuno invece, se la prende con il mondo intero e implode nella protesta più ottusa che è il mutismo. Questi ragazzi vivono ai margini della società, della famiglia, si chiudono a riccio, ma urlano il loro disagio. Lanciano messaggi per attirare l’attenzione, per rivendicare quell’importanza che gli è stata negata. Alcuni di loro giudicano la sfida a regole e convenzioni un’espressione di libertà, reclamano la ribellione contro genitori e insegnanti come un’ altra fondamentale affermazione di libertà, esattamente come il coraggio di difendere le proprie idee.

Elena  Lasagna

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01/12/2011

L’Adolescenza

Ho sempre creduto nella parola ” Amore “, nelle figure di riferimento forti e affettive. Riconoscere uno spazio d’ascolto per esprimere sogni, incomprensioni, paure ecc. Alcuni genitori si preoccupano dei giudizi della gente e non pensano ai problemi dei loro ragazzi, non capiscono che i modelli di vita sociali, etici, morali cambiano in continuazione. Ciò che non era permesso a loro quando erano ragazzi oggi non desta più scalpore, l’importante sono i ” Valori ” quelli veri. Ogni ragazzo ha dei propri sogni, delle proprie idee, l’emozione dell’incomprensione infligge loro dolore, insicurezza, amarezza, vivono in uno stato di angoscia costante che in alcuni casi finiscono col fare cose che non vorrebbero fare. Molti genitori incominciano a capire che cosa perdono quando non si occupano in tempo dei loro figli e pensare che la via della guarigione è a portata di tutti: si chiama ” comprensione ” dettata dall’amore.

Elena  Lasagna

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02/12/2011

Genitori e figli

Giudicare l’operato di un genitore non è solo molto difficile ma deve anche tenere conto che un essere umano ” restituisce ” ciò che a sua volta ha avuto: probabilmente sta riproponendo degli schemi mentali che ha appreso dai suoi genitori, e in ogni caso sul figlio vengono riversati ansie e tensioni originate dalle situazioni irrisolte del passato. Considerando che ogni genitore è anche una persona e come tale, se non ha prima potuto eliminare da se stessa almeno alcuni degli elementi negativi che sono stati parte della sua educazione finirà in qualche modo a riproporli sui figli. Questo può manifestarsi in vari modi: dalla ripetizione dei propri schemi educativi già citati sopra, alle semplici ma non meno negative mancanze di sensibilità e di comprensione nei riguardi delle esigenze dei figli. Inoltre, le aspettative che i genitori hanno nei confronti dei figli possono avere un peso determinante su di essi, a seconda che vengano appagati o delusi.

Elena  Lasagna

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Si potrà rimediare?

Antonella cinque.

E’ evidente che, nell’esperienza di ogni individuo, molte idee radicate possono essere messe in dubbio dai contenuti ricavati in diversi periodi della vita, o in diversi momenti della maturità personale. Se la parte evoluta esercitasse meno influenza, i processi naturali consentirebbero che ad ogni vecchio contenuto, ritenuto ormai inutile, si sostituisse il nuovo: potrebbero così scattare tutti i nuovi meccanismi comportamentali ad esso relativi. Nella realtà ciò avviene raramente; la semplice sostituzione è impedita , o resa difficile, da automatismi, resistenze al cambiamento, eccesso di razionalità, mancanza di consapevolezza, qualità degli atteggiamenti predominanti. Se gli individui avessero sviluppato l’abilità naturale, presente in ciascuno, di usare l’atteggiamento appropriato in ogni situazione, la perfezione sarebbe a portata di mano. La tendenza, invece, è scegliere degli atteggiamenti, in genere conseguenti tra loro, e filtrare gli avvenimenti della vita solo attraverso quelli. Sarebbe come guardare il mondo ” in bianco e nero “, mentre il minimo corredo mentale standard di ciascun essere umano offre la possibilità di guardare il mondo attraverso i colori, o meglio ” a colori “; solo così potrà essere percepita per ciò che è realmente, e non come risultato di proiezioni o interpretazioni personali.

Elena  Lasagna

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06/12/2011

Cosa ne pensi del tradimento?

La fedeltà in un rapporto di coppia è ancora un valore importante?

Come ci si accorge di un tradimento?

Annalisa

Sì, io credo nei valori, e uno di questi è proprio la fedeltà. Sono molte le cause per cui si tradisce: spesso si tradisce per incomprensioni, per capriccio, o per routine, o perchè altre parti di noi più segrete e tenute nascoste, vogliono essere vissute, con la voglia di trasgredire. Alcuni scienziati sostengono che l’impulso di tradire dipende dal DNA, altri invece misurano la tendenza alla monogamia in base alla quantità di certi ormoni nel sangue: la VASOPRESSINA; altri ancora, sostengono che non ci siano prove scientifiche sulla tendenza a tradire. La struttura genetica non è fissata una volta per tutte, cambia continuamente in base all’esperienza che viviamo. Forse sarà meglio ammettere che nella coppia qualcosa non funziona. Un altro momento difficile nella coppia è la nascita del primo figlio, l’uomo vede la sua compagna trasformarsi in madre, non ha più l’esclusiva delle sue attenzioni, e non riesce ad accettarlo. Non esiste ” adulterio perfetto “: chi tradisce vuole essere scoperto, semina indizi, più o meno a livello inconscio, per arrivare al chiarimento, o alla rottura, in ogni caso a una relazione più autentica per arrivare a un legame più intenso. Comunque il tradimento nasce da un malessere comune: solo uno dei due però ha il coraggio di aprire la crisi. Il mondo è pieno di persone che devono farsi perdonare una scappatella, molti  fanno regali inaspettati, a Natale sarebbe il momento per capire se il partner ha slanci eccessivi: per ciò che riguarda i regali, o le attenzioni che da tempo non aveva più, poi, quando tutto sarà finito a seconda delle tasche, ti verrà proposto un viaggio. Ora ti faccio io una domanda: se così fosse ti sentiresti risarcita? Comunque se non c’è amore non ci può essere infedeltà.

Elena  Lasagna

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07/12/2011

A una cena, i tuoi amici si mettono a criticare un conoscente comune. Se sei convinta che le critiche siano ingiuste, lo difendi? E se invece parlassero di un assassino come se fosse innocente? Come reagiresti?

Roberto di Mantova

Generalmente siamo portati a trarre facili conclusioni dagli atteggiamenti, dalle azioni, e dalle parole delle altre persone, e, con altrettanta facilità, formuliamo nei loro confronti giudizi di vario tipo. Per comprendere meglio le persone e, soprattutto ciò che veramente le spinge a comportarsi in un certo modo, dovremmo imparare a non soffermarci solo sulle apparenze, che non sempre esprimono i veri intendimenti di una persona. Soprattutto dovremmo cercare di non considerare i singoli avvenimenti ma, vederli inseriti in un quadro più generale delle situazioni. Sarebbe anche utile a non formulare giudizi: è spiacevole per chi ne è oggetto; specialmente se quella persona è  innocente, anche perchè come disse un famoso psicologo americano: ” Ogni volta che punti il dito contro qualcuno , ce n’è uno puntato contro di te “. Quindi non resisterei a quella conversazione senza fare qualcosa. Per quanto riguarda la seconda domanda, reagirei solo se avessi la certezza che quella persona è veramente colpevole; certo, non lo direi così esplicitamente, ma, cercherei di esporre le mie idee cercando di dimostrare la sua copevolezza.

Elena  Lasagna

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08/12/2011

Se volessi far apparire una ragazza molto elegante, la vestiresti o la svestiresti?

Daniela

E’ ovvio che un corpo perfetto meno è vestito e più risalta la sua bellezza; ma l’eleganza è un’altra cosa. Via il solito tailleur, le farei indossare una tuta aderente color bronzo, un mantello nero con i capelli raccolti nel cappuccio, un trucco leggero ma metterei in risalto le labbra con un rosso trasparente brillante, un paio di stivaletti alti e neri. Con questi abiti ho vestito il mio manichino.  Buon  anno! Ciao!

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08/12/2011

Se un tuo caro amico venisse assassinato, tu sai chi è l’assassino, ma viene assolto per mancanza di prove. Come reagiresti? Ti vendicheresti?

Robert

Io credo di sì, ma non mi sporcherei le mani e la coscienza, sarei la sua ombra e farei in modo di farlo crollare e confessare le sue colpe.

Elena  Lasagna

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08/12/2011

Preferisci chi si loda o l’autoironia esagerata.

Robert

Capita a tutti di mettere in mostra ciò che si fa, ma quando si tratta di lodarsi sempre : ” chi si loda s’ inchioda”, non so se ho già sentito ancora questa frase o se mi è uscita adesso, però credo che corrisponda a verità. In quanto all’autoironia credo che sia delle persone intelligenti; anche qui il troppo lascia pensare: o è una persona di un’intelligenza super o è un imbecille.

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA OTTAVA PARTE

23/11/2011

Questa ricetta se fatta con amore è sempre squisita.

TORTA  SALATA

alle mazzancolle e seppioline

Ingredienti per la pasta: trecentocinquanta grammi di farina “00”, quindici grammi di lievito di birra, tre cucchiai di semola di grano duro, acqua minerale frizzante q. b., mezzo cucchiaino di zucchero, due cucchiai di olio di semi di mais, una teglia per crostate, unta e passata con il pane grattugiato.

Ingredienti per il ripieno: quindici mazzancolle, quindici seppioline, un porro, cinquecento grammi di cime di rapa, pane grattugiato q. b., aglio, prezzemolo rosmarino, una noce di burro, olio extravergine d’oliva, latte, sale, pepe.

Esecuzione della pasta: in una terrina mettiamo metà del lievito di birra e un pizzico di zucchero, aggiungeremo i due cucchiai di olio di mais, i tre cucchiai di semola e mezzo bicchiere circa di acqua minerale, mescoliamo e lasciamo riposare per un’oretta. Poi, aggiungeremo l’altra metà del lievito, il restante zucchero, altra acqua minerale e la farina “00”. Impastiamo fino ad ottenere un impasto liscio e tenero ma non appiccicoso. Stendiamo la pasta e copriamo il fondo della teglia, curandoci di formare bene i bordi, (come se fosse una crostata dolce) lasciamo riposare per due ore e trenta min.

Esecuzione del ripieno: laviamo con cura il pesce, curandoci di togliere i filamenti neri alle mazzancolle , ( o budellini ) altrettanto con le seppie; tagliamo queste a pezzetti, le asciughiamo e le passiamo lievemente nell’olio, poi nel pangrattato dove abbiamo messo un trito di aglio, prezzemolo e qualche ago di rosmarino. Ora passiamo alle verdure: le laviamo con cura, tagliamo le cime di rapa a piccoli pezzi, i porri a rondelle sottili, li mettiamo al tegame con il latte fino a cottura ultimata che dovranno essere privi di liquido. Ora che abbiamo preparato tutto, prendiamo la teglia della pasta la saliamo anche ai bordi, stendiamo le verdure cucinate prima, e sopra stenderemo il pesce passato nella farcia. Copriamo la teglia con carta stagnola, la foriamo con uno stuzzichino e inforniamo a duecento g° per circa un quarto d’ora, poi abbassiamo il calore a centottanta e togliamo la stagnola, mettiamo qualche filino di burro, ultimando la cottura fino al gratin per altri dieci o quindici min. Servire tiepido con salsa maionese, o salsa tartara fatta in casa. Vino ideale: Prosecco per chi desidera le bollicine, oppure un Pinot grigio.

Elena  Lasagna

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26/11/2011

Le costine di maiale in casseruola di casa mia.

Ingredienti: costine di maiale scelte,vino bianco, rosmarino, alloro, salvia, finocchietto selvatico, aglio, sale, pepe, limone grattugiato.

Ingredienti per il contorno: cicoria verde, patate.

Esec. : In una casseruola dal doppio fondo rosoliamo le costine senza alcun grasso aggiunto. Giriamo bene la carne curandoci di non bruciare il grasso, ma si dovrà sciogliere. Fatta questa operazione togliamo tutto l’unto che si è formato, aggiungiamo le erbe, il vino bianco, poco sale, copriamo e lasciamo cuocere per circa un’oretta. A questo punto controlliamo la cottura, se occorre si aggiungerà ancora un po’ di vino, poi si faranno rosolare le costine fino alla doratura, aggiustiamo di sale e pepe, grattugiamo un poco di buccia di limone,  et voilà sul piatto di portata. Nel frattempo abbiamo stufato la cicoria verde, la impiattiamo e la decoriamo con due cucchiai di parmigiano grattugiato. Nel forno abbiamo messo le patate tagliate a dadini, sbollentate in acqua lievemente salata per un minuto, le abbiamo unte con olio di arachidi ed ora sono cotte e dorate; le impiattiamo, sopra cospargeremo un pizzico di spezie, i piatti vanno serviti insieme. I vini adatti sono:  Cabernet, Bonarda o un buon Lambrusco.

Elena  Lasagna

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28/11/2011

Gamberi in crosta con soufflé alla zucca.

Contornati da cipolline in agrodolce.

Ingredienti gamberi in crosta: Code di gamberi grosse, pane grattugiato, sale, pepe, aglio o porro, alloro in polvere, pompelmo, prezzemolo, maggiorana, rosmarino, origano, olio extravergine d’oliva.

Ingredienti per il soufflé: una casseruola da forno dal diametro di quindici cm. per venti cm. di altezza, foderata con carta forno e unta con olio o burro. Due uova, mezzo bicchiere di latte caldo, due cucchiai di farina o fecola di patate, spezie, porro, due patate medie lessate una fetta media di zucca, sale, pepe, olio al tartufo un cucchiaio, tre cucchiai di parmigiano grattugiato e due sottilette.

Ingredienti per le cipolline in agrodolce: cipolline settecento grammi circa non troppo piccole, brodo vegetale q. b. per la cottura, due chiodi di garofano, un bicchierino di aceto di mele, dado vegetale fatto in casa, due cucchiai di pomodoro, un pizzico di origano, pepe, un cucchiaino di miele prezzemolo e basilico tritati.

Esecuzione dei gamberi: lavare, sgusciare e togliere il filo nero ai gamberi, poi, li metteremo a bagno con il succo di pompelmo. Ungiamo con olio la teglia, grattugiamo il pane e facciamo un trito con le erbe sopra elencate, poi aggiungeremo sale e pepe, mescoliamo il tutto. A questo punto togliamo i gamberi dal succo, li asciughiamo e andranno unti con l’olio; dopo di che vanno arrotolati nel composto e messi in formo a centottanta ° per dieci min. circa.

Esecuz. del soufflé: mettiamo a cuocere patate e zucca, scaldiamo il latte senza farlo bollire, intanto tagliamo il porro: prima a rondelle, poi finemente e andrà passato al tegame in poco olio. Ora, passiamo le patate e la zucca al passaverdura, le mettiamo in una terrina dove aggiungeremo i due tuorli, sale e pepe, le spezie, il porro stufato, incorporiamo il latte, la fecola,  i formaggi e l’olio al tartufo. Poi, uniremo i due albumi montati a neve ferma, mescolando dal basso verso l’alto per non smontarli e verseremo il composto nella casseruola che andrà in forno a centottanta g° per un’ora .

Esecuzione delle cipolline: dopo avere sbucciato e lavato le cipolline, le mettiamo in una casseruola, aggiungeremo, il miele, l’aceto, il dado, l’origano, i chiodi di garofano, il pepe, il pomodoro, infine il brodo e procediamo per la cottura. A cottura ultimata aggiungeremo il trito di basilico e prezzemolo, olio o burro. Ora che abbiamo ultimato la ricetta possiamo impiattare, faremo un figurone perché sarà buonissimo. A questo piatto ho abbinato un buon Chardonnay.

Elena  Lasagna

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LE  MIE  PESCHE  O  PIATTAFORME   DIPLOMATICHE

Ingredienti: Facciamo una buona e friabile pasta sfoglia, e abbiamo già pronto un delicatissimo pan di spagna. Prepariamo i liquori: l’alchermes e l’amaretto PER IL PAN DI SPAGNA, che non deve essere troppo inzuppato. Cioccolato fondente, mascarpone  trecento  grammi, zucchero a velo vanigliato, tre uova, mandorle tostate e tritate finemente, latte q.b. wafer alla vaniglia. Servono degli stampi di forma ovale o rotonda dal diametro di cinque, sei cent. ( se qualcuno dovesse esserne sprovvisto potrà usare un bicchiere capovolto, e se non ha dimestichezza in cucina potrà ritagliare la pasta sfoglia prima di metterla in forno. ) Per i bambini sostituire il liquore con un mix di  succhi freschi  di melagrana, mandarino e sciroppo di mandorle.

Esecuzione: sulla spianotoia abbiamo davanti  il pan di spagna e la pasta sfoglia giá pronti. Prendiamo lo stampo e formiamo dei cerchi in entrambe le torte fino ad esaurimento delle stesse. Abbiamo già preparato la crema, con i tuorli, lo zucchero, aroma vaniglia, il mascarpone gli albumi montati a neve che abbiamo inserito per ultimo. Ora prendiamo tra le mani un dischetto di pasta sfoglia, facciamo uno strato di crema, lo copriamo con un altro disco di sfoglia, mettiamo un velo di wafer sbriciolati, sopra il disco di pan di spagna pennellato con alchermes, poi, ancora un sottile strato di crema, infine l’altro disco di pan di spagna bagnato con amaretto. Il dolce composto dovrà essere di sei cent. circa di altezza. Procediamo finché  abbiamo esaurito gli ingredienti. Nel frattempo abbiamo fuso il cioccolato fondente con il latte e  preparato le mandorle: già tostate e tagliate. Ora mettiamo le pesche sul piatto da portata e con la pinza, ovviamente anche molta cura le intingiamo nel cioccolato e le mettiamo sulla grata; le lasciamo colare per circa trenta min. poi, le passiamo nel piatto da portata e le decoriamo con le mandorle tostate. Chi le ha assaggiate, poi, le ha rifatte ancora.

Elena  Lasagna

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05/12/2011

Torta delle feste:

Mille foglie alla crema di zabaione con marmellata di giuggiole, torrone e filini di agrumi misti canditi.

  Ingredienti: farina”oo” cinquecento grammi, duecento grammi di burro fresco, acqua minerale, sale, mezzo bicchierino di maraschino, o acquavite. Per il ripieno: marmellata di giuggiole, o quella preferita, cinque tuorli, centocinquanta grammi di zucchero semolato, mezzo bicchiere di marsala, o amaretto, o vin santo, cento grammi di torrone al cioccolato, filini di agrumi misti canditi, zucchero a velo vanigliato.

Esecuzione: Impastiamo metà della farina con acqua minerale, facciamo un bel panetto e lo copriamo con un tovagliolo. Con l’altra metà della farina facciamo un altro panetto con il burro e il brandy,  li lasciamo riposare per venti min. circa. Prendiamo i due panetti, li mettiamo uno sopra l’altro li tiriamo sulla spianatoia e li ripieghiamo in quattro parti nel modo orizzontale, li faremo riposare per mezz’ora e ripetiamo l’operazione per altre due volte. Poi, faremo altre quattro operazioni ripiegando però la pasta in modo verticale; ripeteremo l’operazione per altre quattro volte nei due modi. Ogni volta che andremo a tirare e a ripiegare la pasta su se stessa, poi, dovremo lasciarla riposare sempre dai venti ai trenta min. E’ vero ci vuole molta pazienza e tempo, ma ne vale la pena. Come ho già scritto ci sono ottime marche di pasta sfoglia già pronta che si presta per molte varietá di piatti sia dolci che salati.

Tiriamo la sfoglia sottile, faremo tre dischi, la inforniamo, uno ad uno a centottanta gradi per dieci, o quindici min. Quando i nostri dischi saranno raffreddati, noi avremo già pronto lo zabaione fatto a bagnomaria, ( dopo avere fatto una spuma con zucchero semolato, e i tuorli, aggiungeremo il marsala, mescoliamo sempre fino a che il composto si sara rigonfiato, a questo punto togliere in fretta per non farlo impazzire). Dunque, ora tritiamo il torrone, abbiamo la marmellata pronta, procediamo per gli strati: prendiamo un piatto da portata, mettiamo sopra qualche briciola di torrone, e mettiamo il primo disco, quindi, lo zabaione, qualche pizzico di torrone e l’altro disco, poi stendiamo un velo di marmellata, infine l’ultimo disco, lo pennelliamo con il sugo degli agrumi e stendiamo il torrone in maniera uniforme, per ultimo una spolverata di zucchero a velo vanigliato. A questo piatto ho abbinato malvasia dolce, e o moscato giallo tipo (Grecale).

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI 43

22/11/2011

Dovremmo restare sotto ad una campana di vetro per la malvagità che ci circonda?

Federica

La campana di vetro ci impedisce di selezionare ciò che ci accade: ci limita diligentemente a impedire a qualsiasi cosa di entrare, che ci difende, ma che spesso, purtroppo, respinge anche ciò che potrebbe essere gradevole e gratificante.

In una persona adulta, l’atteggiamento nei confronti di ciò che accade, non è altro che la conseguenza diretta di tutta la sua educazione. Se questa è stata di tipo repressivo, limitante, costellata di episodi traumatici o recepiti come tali, molto probabilmente questa persona diventerà, nel migliore dei casi, un adulto caratterizzato da un “atteggiarsi difensivo”. Nel peggiore dei casi, invece esiste addirittura la possibilità che egli si prodighi per ” far pagare al prossimo ” le sue sofferenze. Spesso in casi di questo tipo emergono le tipologie dei ” disadattati sociali ” di vario livello. E’ altrettanto vero che ci sono persone insospettabili, dalla doppia faccia, che usano la maschera in pubblico, ne mettono sopra un’altra più sporca per persegiutare le persone migliori di loro.

Può sembrare, quindi, un circolo vizioso senza sbocco: e cioè se colui o colei si sente il frutto della educazione avuta si sentirà sfortunato, e, al contrario, ” fortunato “. In realtà fortuna o sfortuna non c’entrano affatto; la cosa importante è che una persona adulta riesca, in un momento qualsiasi della sua vita, a trarre delle considerazioni circa il proprio passato per capire meglio il suo presente e futuro. Soprattutto è importante fare considerazioni che permettano di capire obiettivamente se stiamo affrontando la vita con un atteggiamento mentale di tipo negativo. Sperimentare ciò consente di fare un grosso passo avanti. Ideale sarebbe comunque abbandonare un tipo di atteggiamento limitante e distruttivo verso il prossimo e verso se stessi; anche perchè prima o poi tutto verrà a galla!

Elena  Lasagna

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24/11/2011

Mia moglie ed io siamo separati in casa, senza fare pesare nulla a nostro figlio di sette anni, anche perchè ci ha dichiarato che se dovessimo separarci non lo sopporterebbe, se ne andrebbe di casa. Ora ha saputo proprio dai nostri migliori amici che l’estate scorsa mentre lui era in vacanza dai nonni, mia moglie ed io eravamo in vacanza separati: ognuno con il proprio nuovo partner. Noi, abbiamo smentito, lui, non crede e soffre terribilmente. Trovi che sia giusto a non avere diritto all’amore a soli trentacinque anni?

R.

Io ho sempre pensato che in una famiglia le cose dovrebbero essere limpide come l’alba di un giorno sereno. I bambini hanno una grande sensibilità, soffrono in silenzio. Va bene il diritto all’amore, ma arrivati a questo punto,  la prudenza nelle cose di cuore, che ormai, si è capito, sono così labili, non è mai troppa. Prima di tutto il rispetto per i figli: non bisognerebbe rovesciare nuovi fidanzamenti su di loro. In quanto agli amici, anche quelli scelti, che svolgono il ruolo di confidenti e complici, possono diventare involontari propagatori di notizie. Comunque si tratta solo di norme dette e non scritte, che stanno solo nel buon senso delle persone!

Elena  Lasagna

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24/11/2011

Molte persone vorrebbero essere come Emi, si illudono , e credono di illudere che quella di Emi sia la loro storia.

Federica

Carissima Federica sapessi quanta gente vorrebbe essere qualcun altro? Purtroppo è una realtà sconcertante. Ovviamente Emi è un nome fittizio, ma di Emi ce n’era una sola, ti dirò che questa storia incomincia a stancarmi anche perchè credo che sia una grande macchinazione speculativa. Spero, un giorno non troppo lontano di potere andare laggiù a trovare le persone che ho conosciuto tempo fa.

Elena  Lasagna

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 25/11/2011

Le differenze di classe, sotto sotto, fanno ancora differenza in amore ? Sei favorevole al matrimonio con separazione dei beni?

Roberto di Mantova

Io credo che una delle colonne che fanno di un’unione affettiva un’unione stabile è l’assoluta estraneità dei beni materiali, quindi, io sono a favore della separazione dei beni. Certo, l’unione dei beni sarebbe una grande prova di fiducia, di generosità, di amore ma dovrebbe essere una condizione del cuore e dello spirito. E’ ovvio che bisogna essere onesti fino in fondo, specialmente se uno dei coniugi non possiede granché; per evitare episodi incresciosi alle prime incomprensioni, così da affrontare un’eventuale separazione in maniera garbata e civile. In questo modo si conserverà un ricordo di un amore vero che influirà positivamente sulla vita futura e andrà a sommarsi nello scrigno dei bellissimi ricordi;  e non si vivrà per il resto della vita un ricordo minato dal rimorso o dal risentimento.

Mentre invece, se qualcuno sarà senza scrupoli di nessun genere, e non si sentirà affatto disonesto,  per il coniuge che possiede più ricchezze, anche se è già davanti all’altare farà bene a squagliarsela prima di pronunciare il fatidico Sì; o divorziare diventerà come mettere in liquidazione tutti i suoi beni,  e anche l’azienda.

Elena  Lasagna

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26/11/2011

Ti sorprendi spesso a dir cose che non pensi per educazione? Per esempio, quando ti congedi da una persona che non t’interessa, ti comporti come se avessi gradito la sua compagnia?

Alessandro

Non riuscirei a dire cose che non penso solo per educazione; preferisco restare in silenzio. In quanto al resto non c’è persona che non mi interessi: dal bambino al vecchio, anche perchè  sono due delle più belle parole che possano esistere, quindi non devo fingere. Ma, se  qualcuno dovesse mentire deliberatamente solo per vantarsi o altro, mi è capitato di dirglielo.

Elena  Lasagna

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26/11/2011

Saresti disposta a commettere uno spergiuro per un amico? Per esempio , testimonieresti che guidava con attenzione quando ha investito un passante sapendo invece che non prestava molta attenzione  alla guida?

Annalisa

 Sinceramente no, anche perchè se succedesse a me sarei la prima a costituirmi. Seconda cosa odio chi occulta, perfino le  piccole cose, sarà per questo che ” i miei amici sono pochi ma veri”.

Elena  Lasagna

RISPOSTE AI LETTORI 42

               10/11/2011

PERCHÉ  SI  E’ TIMIDI?

CHE COS’ È L’ IMBARAZZO  E’ LA  STESSA COSA?

Giulia

Si parla di timidezza come un fattore costituzionale; oppure la timidezza  legata all’ereditarietà, o ad una certa predisposizione a certi atteggiamenti…

La timidezza è anche il risultato , la conseguenza di veri elementi che derivano dalle esperienze compiute nell’ambito familiare, e in quello sociale. Per quanto riguarda gli ‘aspetti “educativo familiare” , sono quei comportamenti educativi che concorrono con maggiore incisività a determinare una situazione caratteriale di sfiducia, insicurezza, e timidezza.

Nel corso della vita di un bambino a qualsiasi età per una serie di motivi e da creazioni psicologiche legate a tale passaggio evolutivo di crescita è abbastanza normale che in questo periodo appaiono temporaneamente delle manifestazioni di timidezza. In casi di questo tipo è sufficiente che, soprattutto nell’ambito familiare, vengano sviluppati atteggiamenti di  comprensione, fiducia e sostegno per agevolare il superamento di tali difficoltà.

Il timido quando parla arrossisce, si sente sgraziato, a volte queste persone vengono scambiate per persone difficili, aggressive, in realtà non è altro che la difesa esteriore di una profonda insicurezza. Hanno un grande bisogno di comprensione, di elementi che li facciano sentire al sicuro con se stessi e con gli altri. Anche in questo caso è importante conoscersi per l’accettazione profonda di ciò che ognuno è: un essere umano unico e irripetibile, con potenzialità, qualità, pregi e anche fattori negativi ma comunque accettarsi per quello che si è.

A volte succede anche a persone di alto livello, di non essere mai soddisfatti di se stessi, all’apparenza risultano dei timidi, forse credono di esserlo.

” L’imbarazzo” invece è uno stato emotivo che non esiste alla nascita ma si sviluppa nel tempo. L’imbarazzo è legato a quel sentimento nobile che è ” l’emozione”. Una persona potrebbe provare imbarazzo in una situazione in cui riceve dei complimenti; oppure in una dichiarazione fatta nel momento inopportuno. Essere richiamati dal datore di lavoro per una cosa anche se non grave, ma che potrebbe essere sfuggita di mano,  la persona coscienziosa prova imbarazzo. Esistono molte situazioni che ci fanno provare imbarazzo, ma non vergogna che è un’altra cosa. La vergogna è una cosa diversa perché non è un’emozione provocata dai giudizi degli altri, come spesso si è portati a pensare, ma nasce e si sviluppa dentro di noi. Spesso molte persone confondono la vergogna con la timidezza e l’imbarazzo, forse perché ci si lascia influenzare dalle reazioni che sono le stesse. La vergogna nasce dal profondo: è un sentimento che scaturisce dall’attenzione del giudizio, a volte crudele che si ha di se stessi. Ci sono persone meravigliose che non si sentono all’altezza del mondo che li circonda, o forse perché si rendono conto di avere infranto un proprio dovere. Chi prova questo sentimento  infligge a se stesso un dolore nel fare cose che non vorrebbe fare, perché il suo IO dice che è sbagliato fare. Anche in questo caso come nella timidezza è importante il conoscersi  per accettarsi in ogni modo. Cercare di vivere per se stessi riscrivendo la scala dei valori, che devono essere soltanto nostri e non costruiti da altri, per non fare mai ciò che crediamo sia sbagliato. Cercare di valorizzare i nostri pregi: i nostri punti di forza e sfruttare al meglio le benefiche influenze che hanno sul nostro umore. E poi accettare le nostre emozioni, perché una piccola dose di vergogna non guasterebbe a nessuno! Questo sentimento credo che sia il più umano delle emozioni.

Elena  Lasagna

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15/11/2011

LA  NOSTRA  MENTE  E’  CAPACE  DI  DISTINGUERE  TRA REALTÁ  E  IMMAGINAZIONE?

Filippo da Brescia

E’ vero che un’esperienza intensamente immaginata, per esempio, può essere percepita come realtà e questo può innescare reazioni fisiche e/o psicologiche che sarebbero conseguenti se quest’esperienza fosse vera. A tutti è successo quando si è soli di percepire rumori sospetti: la paura fa correre l’immaginazione e si visualizzano mentalmente cose che appaiono come vere. Spesso si risvegliano i fantasmi del passato: sotto forma di mostri, spettri, vampiri ecc… Mano a mano che la nostra fantasia galoppa sfrenata, il tasso di adrenalina  aumenta considerevolmente nel sangue, come se realmente fossimo in pericolo, la salivazione cessa, il respiro si blocca, e le pulsazioni cardiache corrono all’impazzata nella maggior parte dei casi. Eppure non esiste assolutamente nulla di reale in tutto questo: la mente, sollecitata da uno stimolo, ha innescato una serie di reazioni, convinta che ciò che stava immaginando fosse realtà. Questo fatto spiega anche perché ci è così facile trarre considerazioni e acquisire delle convinzioni anche solo in base a ciò che immaginiamo e che, quindi, possono non avere fondamento. Però se ci conosciamo profondamente io credo che siamo in grado di distinguere fra le due cose.

Per tradizione e cultura siamo portati a considerare la mente come qualche cosa di oscuro, di non definito: risulta difficile capire se essa sia la somma delle funzioni cerebrali o se sia il cervello stesso. Ma, soprattutto, è diffusa la convinzione che, qualsiasi cosa essa sia funziona comunque e non ha bisogno né della nostra attenzione, né, tanto meno, del nostro intervento. Forse questa è la causa per cui mediamente, un essere umano utilizza circa il 15% del suo potenziale mentale, non sapendo di avere a sua disposizione un altro 85% di possibilità che rimangono sconosciute, o mal utilizzate, nel profondo di se stessi; il nostro compito è proprio quello di scoprire questo lato “oscuro”. In realtà moltissimi processi mentali, che agiscono sia sul nostro fisico che sull’attività di pensiero, hanno delle “doppie procedure” : possono attivarsi autonomamente, senza il controllo volontario, oppure possono essere guidati consapevolmente. Con questo discorso , non intendo parlare solo di conoscere intellettualmente: questo è un  processo necessario ma che diventa limitativo se è fine a se stesso. Quello che intendo dire, invece, secondo l’esperienza di alcune persone è che ci si apre, se si diventa disponibili a conoscere, a comprendere e a far entrare tutto ciò nel proprio cuore, oltre che nel proprio cervello, allora ci si arricchisce veramente e studiare, non è più vissuto come un dovere, ma come un vero piacere, un atto di amore verso se stessi, attraverso cui si amplia il proprio spazio di conoscenza e, di conseguenza, anche la propria ricchezza interiore è una grande forza di consapevolezza. Allora si avrà la certezza di distinguere ciò che la propria mente vede,  da ciò che invece vuole o vorrebbe vedere. Ecco perché credo fermamente in certe persone che hanno visto fenomeni incredibili,  ma in altre invece  non credo.

Elena  Lasagna

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17/11/2011

Spesso sogno mia nonna vestita di luce

 come se fosse vicino a me

come posso dimenticare?

Emma

Dimenticare perché?

Vorrei suggerirti, invece, di ricordarti dei tuoi sogni, anzi scrivili. Le persone che amiamo e ci hanno lasciati spesso ci comunicano i loro messaggi di luce, nei quali ci confermano il loro benessere e il loro amore. A volte ci suggeriscono qualcosa, il loro amore continua a proteggerci. Attraverso i sogni, essi comunicano più facilmente con noi; io credo che se contraccambiamo il loro amore…, aspettando che si manifestino quando sarà il momento giusto.

Elena  lasagna

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18/11/2011

E’ vero che il perfezionista è un ipersensibile?

Federica

Io credo che la sensibilità sia una grande componente dell’intelligenza. Le persone perfezioniste mettono concentrazione e attenzione assoluta anche nei più semplici compiti quotidiani, mirando alla riuscita impeccabile di qualsiasi operazione, banale o complessa; dove viene sacrificato un tempo superiore al necessario affinché il lavoro possa essere pianificato nei minimi dettagli. Nonostante ciò il risultato sarà sempre inferiore alle aspettative e alle energie investite. Queste persone sono critiche e intransigenti nei confronti di se stessi. Spesso a queste loro qualità viene sommata una volontà ferrea, di fare, di agire, di cercare di risolvere i problemi degli altri più di quanto in realtà sia a loro stato richiesto: altruisti e generosi credono ” nell’assioma ” intelligenza uguale a bontà. Così si lasciano coinvolgere da tutti i problemi delle persone con cui sono a contatto. Consapevoli delle proprie qualità, però, possono diventare facilmente permalosi e suscettibili, pronti a offendersi facilmente; nonostante siano in buona fede.

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA SETTIMA PARTE

05/11/2011

DIVERSE  PERSONE  MI  HANNO CHIESTO  PERCHÉ NON  PUBBLICO ANCHE IL  MIO  RICETTARIO,     FORSE  LO FARÓ.

Io ho risposto che preferisco lasciare qualche ricetta durante il percorso, anche perché non è nato per ambizione ma perché credo nel valore della buona tavola e credo che una buona alimentazione  aiuti a mantenerci in buona salute. Oltre che una testimonianza può aiutarci a stare insieme in certi momenti della nostra vita e credo anche che sia molto bello per noi stessi e per i nostri commensali manifestare il proprio affetto attraverso le pietanze attestando che conosci i loro gusti, per passare bellissimi momenti in armonia a tavola.

La ricetta che sto per lasciarvi l’ho sperimentata proprio oggi. Ho sentito che è il periodo delle triglie, la triglia ha un sapore particolare, non piace a tutti. Ci sono diversi modi per cucinare le triglie, uno di questi: è la triglia alla griglia, sì sembra uno scioglilingua ma è una buona ricetta.

TRIGLIE  GRIGLIATE  in salsa.

Ingredienti: triglie, olio extravergine d’oliva. aglio, prezzemolo, erba cipollina, capperi, sale, peperoncino, succo di un limone e aceto balsamico. Emulsionare il tutto.

Esecuzione: acquistiamo delle triglie medie, piuttosto grosse, le laviamo con cura, le puliamo dalle viscere e le rilaviamo. Le pennelliamo con olio extravergine d’oliva e le mettiamo sulla griglia aperte, prima la  parte esterna, le lasciamo  grigliare bene, poi ripetiamo l’operazione dall’altra parte, (le triglie cuociono in fretta) aspettiamo che si stacchino le adagiamo sul piatto da portata dove sul fondo abbiamo messo qualche cucchiaio di salsa, poi cospargiamo la rimanente salsa sopra tutto il pesce. Le possiamo servire accompagnate da cannellini stufati e contorno di scarola.

Elena  Lasagna

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07/11/2011

Come nutrirsi in modo appropriato?

Prima di sperimentare una ricetta cerco sempre di rispettare le regole fondamentali di una sana e conveniente alimentazione. Oltre al palato è infatti essenziale sapere quali cibi favoriscono la nostra salute, per cercare di prevenire disturbi e patologie. Certo, non ho le pretese di fare di Voi degli esperti della scienza alimentare, ma semplicemente dimostrare che tutto quello che si mangia influisce in modo determinante sulla formazione del nostro corpo, della nostra persona. E’ importante tenere sempre presente che tutte le parti dell’organismo sono strettamente collegate; trascurarne anche solo una significa alterare, in misura più o meno grave, l’equilibrio dell’organismo. In particolare il cibo influisce in maniera determinante sia sulla salute, sia sull’aspetto esteriore del corpo. Oggi certi cibi sono talmente sofisticati che giungono sulle nostre tavole quasi privi delle loro originarie proprietà nutritive, anzi spesso ne sono assolutamente privi, quindi dobbiamo imparare a scegliere i cibi che abbiano un alto valore nutritivo e dovremo incominciare dalla terra. Avere cura della terra è questo il principio che sta alla base di anni e anni di ricerca nel campo dell’agricoltura biodinamica; in tutti questi anni è stato affrontato da studiosi, ricercatori, e agricoltori veri esperti della ricerca di un equilibrio naturale perduto.Tutte queste ricerche stanno a dimostrare che : coltivare in maniera biodinamica riduce i gas di serra, aumentando la qualità del cibo che ci nutre, diminuendo così le malattie legate al consumo di pesticidi e concimi chimici. Quindi, gli agricoltori biodinamici sono il sostegno della vita!

 Elena  Lasagna

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08/11/2011

BRANZINO  al  forno

con PATATE  in  SALSA

Ingredienti per quattro persone: quattro branzini di media grossezza, rosmarino, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Ingredienti per le patate in salsa: tre patate, brodo vegetale, mezzo bicchiere di vino bianco, una carota, una stecca di sedano, qualche fogliolina di origano, un cucchiaio di passata di pomodoro, un peperone verde, un cipollotto, un pezzetto di porro, salvia, poco sale, due chiodi di garofano parmigiano grattugiato.

Esecuzione: lavare e aprire i branzini, pennellarli con l’olio, cospargere gli aghi di rosmarino e mettere in forno a centottanta g° per circa venti min. Controllare la cottura. Dopo averli sfornati togliere la lisca centrale, con l’apposita pinza togliere tutte le lische laterali, adagiarli sul piatto da portata, spruzzarli con olio e limone. Dopo aver tagliato tutte le verdure separate mettere a soffriggere il cipollotto, aggiungere il vino bianco, il pomodoro, i chiodi di garofano e il resto delle verdure tagliate a pezzettini. Aggiungere le patate tagliate a dadi, il brodo, procedere per la cottura. Quando le verdure e le patate saranno cotte e il liquido si sarà consumato, aggiustare di sale,  e aggiungere l’olio extravergine d’oliva gentile, mescolare, cospargere  un cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato. Impiattare le patate in salsa accanto ai filetti di branzino.

Elena  Lasagna

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09/11/2011

TORTA di NOCI  farcita

Ingredienti per la pasta: quattrocento grammi di farina “00”, centocinquanta grammi di margarina vegetale senza grassi idrogenati, due uova intere, duecento grammi di zucchero semolato, aroma vaniglia, un bicchierino di liquore al mallo di noci, o nocino, latte q. b. quattrocento grammi di noci tagliate a pezzetti due cucchiaini di lievito.

Ingredienti per il ripieno: trecento grammi di cioccolato fondente, latte q. b..

Per la crema: mezzo litro di latte, cento grammi di noci polverizzate nel mixer, qualche cucchiaio di nocino, tre cucchiai di zucchero, tre cucchiai di farina di riso.

Esecuzione: mettiamo gli ingredienti in una terrina: farina, margarina sciolta a temperatura ambiente, aroma vaniglia, zucchero, uova,  nocino. Mescoliamo amalgamando perfettamente gli ingredienti, se l’impasto dovesse risultare un po’ troppo sostenuto prima del lievito aggiungiamo il latte, poi il lievito infine incorporiamo le noci. Mescoliamo bene l’impasto. Prendiamo il cioccolato fondente sciolto a bagno maria, ormai raffreddato, e prendiamo la crema alle noci fatta in precedenza. Ora stendiamo l’impasto nella teglia di 22 cent. di diametro cercando di tenere i bordi alti, poi mettiamo il cioccolato fuso, e sopra faremo un altro strato con la crema; prendiamo il rimanente impasto e con una forchetta cerchiamo di dividerlo bene coprendo di piccoli pezzetti tutta la torta. Inforniamo per trenta min. a centottanta g°. Prima di togliere controllare la cottura. La torta sarà squisita!

Elena  Lasagna

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11/11/2011

CAPPONE  BRASATO

Ingredienti: un cappone, brodo vegetale q.b., vino rosso un bicchiere, rosmarino, una cipolla, due bacche di ginepro, due chiodi di garofano, un cucchiaio di salsa di pomodoro, pepe, settanta grammi di pancetta steccata tagliata a dadini, prezzemolo, dragoncello.

Esecuzione: In una padella facciamo rosolare la pancetta. Mettiamo il cappone tagliato a pezzi in una casseruola già preriscaldata a centottanta g° circa lo  rosoliamo bene, versiamo tutto il vino, il pomodoro, le bacche di ginepro, i chiodi di garofano, un po’ di sale, la cipolla tagliata a fettine,  la pancetta rosolata, e il brodo. Facciamo cuocere lentamente, controllando di tanto in tanto, la cottura dovrebbe essere ultimata dopo circa un’oretta. Quando la carne sarà cotta al punto giusto nel fondo della casseruola ci dovrebbe essere una salsa non acquosa ma densa e saporita. Aggiungere il pepe e un pizzico di prezzemolo e dragoncello; mescoliamo delicatamente il tutto e prima di impiattare lasciamolo riposare almeno un’ora. Servire con polenta di castagne e  mais.

Elena  Lasagna

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14/11/2011

POLPETTONE  DI VERDURE

IN CROSTA  DI  PASTA SFOGLIA

Ingredienti: cinquecento grammi circa di pasta sfoglia, duecento grammi di ricotta, trecento grammi di spinaci stufati, trecento grammi di carote grattugiate fini e sbollentate a vapore, trecento grammi di porri stufati, cento grammi di funghi porcini stufati, un uovo intero, tre cucchiai di parmigiano grattugiato, sale, pepe e spezie.

Esecuzione: Dopo aver stufato le verdure e i funghi, mettiamo il tutto in una terrina capiente, aggiungiamo la ricotta le spezie il sale, il pepe, l’uovo e il parmigiano, facciamo un bell’impasto che non deve colare ma deve essere consistente. Tiriamo la pasta sfoglia, poi la riempiamo formando un salame, chiudiamo il tutto girando la pasta su se stessa, assicurandoci di chiuderla bene strizzandola ai lati. Se la vogliamo vedere colorata e lucida possiamo passarci un pennello intinto nell’uovo sbattuto. Infornare a centottanta g° per venti min. Controllare la cottura della pasta sfoglia.

Elena  Lasagna

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17/11/2011

POLPETTINE  DI  LEPRE  ALLA CACCIATORA

IN UN LETTO  DI BORLOTTI  IN  UMIDO

E CONTORNO DI INSALATA MISTA

Ingredienti: petto di lepre alla cacciatora, fagioli borlotti, cipolle, carote, sedano, ginepro, pomodoro, basilico, prezzemolo, sale, pepe, vino bianco, olio extravergine di oliva, scarola, gentilina, radicchio rosso, rucola, pane grattugiato, parmigiano, due chiodi di garofano.

Esecuzione: mettiamo a cuocere i fagioli con la carota,  e il sedano,  nel frattempo tritiamo la lepre finemente, aggiungiamo un po’ di sugo alla cacciatora, il parmigiano e il pane grattugiato, facciamo delle polpettine. Scoliamo i borlotti raccogliendo una piccola quantità del loro liquido, in una padella facciamo rosolare la cipolla, aggiungiamo il pomodoro, il vino bianco, il ginepro e il chiodo di garofano, il loro brodo, mezzo bicchiere circa, facciamo bollire per cinque minuti, poi adagiamo le polpettine, lasciamole cuocere per circa cinque o dieci min. Dopo di che, le giriamo  le lasciamo evaporare senza il coperchio, aggiungiamo il basilico e il prezzemolo. Lasciamo insaporire per circa trenta min e impiattiamo.   Servire con l’insalata mista.

Elena  Lasagna

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19/11/2011

TORTA  DI MIRTILLI  E  MELE

Ingredienti: trecentotrenta grammi di farina “00”, due uova intere, una stecca di vaniglia, due cucchiai di maraschino, centoventicinque ml di olio di mais, centoventicinque ml di latte, duecentotrenta grammi di zucchero semolato, una bustina di lievito per dolci, la buccia di un cedro o di un limone grattugiata, una mela grande, quattrocento grammi di mirtilli. Per la decorazione zucchero a velo vanigliato, e cacao amaro.

Esecuzione: lavare bene e asciugare i mirtilli, sbucciare e tagliare la mela a fettine. Preparare la teglia dal diametro di ventidue cent. circa, mettere la carta forno sul fondo, ungere e infarinare con farina di riso. Prepariamo l’impasto unendo tutti gli ingredienti, amalgamando bene, poi,  il lievito, per ultima la frutta infarinata lievemente con farina di riso. Versiamo il contenuto nella teglia e inforniamo a 180° per più di un’ora. Controllare la cottura. Quando il dolce si sarà intiepidito guarnire con cacao amaro e zucchero a velo.

Questo dolce risulterà soffice , leggero e gustoso; piace molto ai bambini.

Elena  Lasagna

LA STORIA DI GIUSEPPE

27/12/2021

VORREI INFORMARE I MIEI LETTORI PER UNA FACILE RICERCA DELLE ATTUALITÁ,  CHE DAL 2018  LE CATEGORIE CHE HO PORTATO AVANTI SONO:  RICETTE DI CUCINA;  LA NOSTRA SALUTE;  VARIE E RISPOSTE AI LETTORI;  DIALOGANDO CON VOI;  LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI E NATURALMENTE TUTTE LE ILLUSTRAZIONI:  LE FOTOGRAFIE SCATTATE DA ME E ALCUNE DAI MIEI AMICI.

25/10/2011

 In ogni libro che narra la storia vera di bambini c’è sempre un pizzico di magia. Chi era Giuseppe? Non era un bambino dell’ottocento e nemmeno dell’era del Medio Evo, ma era un bambino di un piccolo borgo del mio paese, la sua storia si consuma in” quegli anni”, sì, nei famosi anni di piombo. Anche questa storia è molto bella ma come l’altra dei ” Poteri dell’anima ” lascia l’amaro in bocca.

Avevo quindici anni quando mia madre decise di farmi questo regalo: parlò con il parroco del paese, allora Don Fausto, e mi regalarono un mese di soggiorno in una colonia montana che ospitava più di cento bambini. Non avevo raggiunto la maggiore età per assumere l’incarico di vigilatrice dei bimbi, ma fui inserita ugualmente come vice. Il parroco mi disse che tra di loro c’era un bambino speciale di nome Giuseppe, dall’apparenza ribelle, ma di una tenerezza inconfondibile e dalla mente adulta. Veniva da una famiglia disastrata: la madre malata di sovente ospite in sanatorio, il padre disoccupato e quasi sempre vagabondo; Giuseppe, viveva con la nonna molto anziana, e spesso  doveva occuparsi di lei nonostante i suoi sei anni. Giuseppe era un bambino ripudiato dalla scuola perché dicevano che era un fannullone, in realtà era molto più avanti dei suoi coetanei perché sapeva già scrivere da solo. Aveva un grande talento per costruire i suoi giocattoli, parlava di ogni cosa come se avesse già vissuto prima.

Quando l’incontrai per la prima volta fu nel salone del dormitorio, fra tanti visini vispi e sorridenti, incrociai il suo sguardo: fu come un lampo, il viso era triste ma i suoi occhi nel semi buio brillavano come fossero stelle, per la prima volta vidi il suo sorriso, come se volesse dirmi :<<  Grazie per essere qui! >>. Per lui non ero la dimessa vigilante o la figura autoritaria della maestra ma una ragazza che era lì per lui, per capirlo, forse per la mia giovane età o chissà, forse riportavo un po’ di casa sua, del suo paese. Giuseppe visse quel mese d’agosto come in una fiaba, un sogno che svanisce al risveglio. La fine di agosto quando finì il soggiorno in colonia Giuseppe mi chiese se ai primi di settembre sarei andata alla fiera del paese circostante, perché suo padre gli promise che l’avrebbe portato sulle giostre; così, voleva che lo vedessi mentre volava sulla giostra delle catene, forse voleva tenere il ricordo della montagna. Io gli dissi che sarei andata a prenderlo alla domenica per la messa, e lì  avrebbe incontrato i suoi amichetti, Lui annuì felice. Quella domenica non rividi Giuseppe, né lo rividi mai più, perché morì quella stessa notte. Il padre l’aveva portato sulle giostre subito dopo avere mangiato in una bettola della fiera, forse si sentì male e non lo disse, o forse fu trascurato da tutti, quella triste notte Giuseppe morì per dissenteria… o forse chissà…

Ancora oggi mi sto chiedendo : Chi era o chi è Giuseppe? Sono certa che lassù è genio, è bellezza, ed è la primavera quando tutto si riveste di fiori variopinti. Quando viene notte se alzi lo sguardo al cielo vedi i suoi occhi! E quando segui con lo sguardo il volo degli uccelli, man mano che scompaiono lassù vedi l’ombra dorata del suo sorriso.

Dal mio libro : ” La storia di Giuseppe”. Copyright 2011 tutti i diritti sono riservati.

Elena  Lasagna

A tutti quelli che sfasciano le storie degli altri senza chiederne il permesso, dovrebbero cambiare mestiere! Molte persone se non copiassero le idee degli altri sarebbero sulla via del tramonto da parecchio tempo! L’insensibilità non è una componente dell’intelligenza umana!

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTUNO

25/10/2011

Che cosa ne pensi della Menopausa?

Elisa due

E chi la conosce? Ma credo che la menopausa sia soltanto la fine di un ciclo importante : quello della” procreazione”.

Ed è anche l’inizio di un processo in cui anima, corpo e mente si fondono per dare inizio ad una nuova vita, più profonda e più vera! Vorrei che queste mie parole potessero raggiungere tutte le donne che si autocommiserano pur essendo in buona salute. Ciò che sta scritto nel cuore e nell’anima trascende i piccoli limiti umani  del tempo e dello spazio. La vita per te incomincia adesso!

Elena  Lasagna

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26/10/2011

Sai? Sono una insospettabile alcolista funzionale, come capita a quelle come me che vogliono trasgredire. Ho incominciato a bere quando ho visto la mia convivenza andare a rotoli. Sono andata a vivere con il mio ragazzo per scappare da una famiglia rigida e poco comprensiva, che mi ha creato inutili paure e sospetti su di lui, non era vero niente, così gli ho rovinato la vita. Ho incominciato a bere il venerdi sera fuori con gli amici, così decise lui che il venerdi ognuno per conto suo, ed ho incominciato ad alzare il gomito con la disapprovazione dei miei amici. Ero simpatica, di compagnia, apparentemente era tutto sotto controllo, ma tornavo a casa prima di lui e ci davo dentro con il resto. Per me ora conta soltanto avere un bicchiere di vodka e poi…

Margot

Qualche volta la trasgressione non guasta, ma poi bisogna reagire per non toccare il fondo, o perlomeno risalire. Solo in Italia ci sono dai sei agli otto milioni di persone che bevono troppo, dai tre ai quattro milioni sono alcolisti, per lo più donne. Questo flagello solo in Italia ogni anno fa almeno ottanta, centomila vittime non so se ne sei al corrente. Una vera malattia che non conosce classi sociali e livelli culturali, e si può vincere solo con la solidarietà che sa dare chi ha avuto lo stesso problema e ne è uscito. Come fa l’Alcolisti Anonimi.

Elena Lasagna

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27/10/2011

Io amo la trasgressione: la trasgressione è vita!

Francesco di Brescia

Per me la vera vita è ricominciare!

Vivi, e lascia vivere; ma non pagare con la vita degli altri!

La vita vera è qualcuno che non ti delude mai!

Detesto chi condanna per i suoi stessi errori!

Elena  Lasagna

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31/10/2011

COSA  NE PENSI  DELLE  SEPARAZIONI?

e DELLE  SEPARAZIONI in CASA?

Roberto di Mantova

Io penso che una separazione sia sempre dolorosa, è ovvio che per chi è lasciato lo è ancora di più. Ma può rendere felici basta affrontare la separazione nel pieno rispetto delle idee dell’altro, vivere l’esperienza con ottimismo. Dico che può rendere felici perchè per me il matrimonio deve essere fondato solo sull’amore, libertà e giustizia. Anche perchè se non c’è rispetto non ci può essere amore. Un matrimonio portato avanti solo per convenienza, per dovere, non ci può essere felicità ma solo confusione; quella confusione che t’incastra giorno dopo giorno e ci si appoggia l’uno all’altra. A questo punto la separazione è un diritto e non una punizione dell’altro. E’ ovvio che se ci sono dei figli bisognerà farlo ancora meglio e rendersi conto che la famiglia può esistere anche in territori diversi. Non è facile ma bisogna armarsi di coraggio e determinazione e ancora una volta dico ottimismo per ricominciare con dignità senza strazio per chi è lasciato, perchè la separazione dovrebbe essere un momento di educazione alle emozioni dove può diventare salutare anche la collera. Io credo che la verità faccia bene anche ai figli: la colpa di come vivranno la separazione è soltanto dei genitori.

Separarsi sì ma non separati in casa, perchè io credo che chi è lasciato controllerà sempre l’altro e andrà a finire che si soffrirà molto di più. Così facendo non si potrà mai mobilitare le proprie risorse e si finirà con l’isolarsi nel dolore. Anche per chi lascia credo che non sia facile vivere sotto lo stesso tetto; forse sarà invaso dai sensi di colpa e sarà tenuto a risolvere i problemi dell’altra, non lasciandola così in completa autonomia. Oppure potrebbe rinfacciare con lo squalificare chi ha lasciato e cercherà di ubriacarsi nella sua nuova relazione, e perchè no vivrà la nuova relazione facendo confronto con l’altra.

Elena  Lasagna

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02/11/2011

Secondo te l’altruismo è più nei giovani o negli anziani?

Giovanni

Ci sono anziani e  persone semplici che danno ogni giorno il loro contributo. Ma ci sono anche giovani e professionisti che dedicano ogni minuto del loro tempo libero a chi ne ha veramente bisogno. Ci sono giovani che insegnano come sia possibile fare del bene in maniera diversa, di come talvolta un modello di comportamento possa bastare, da solo, a sensibilizzare il prossimo nei confronti di chi soffre. Perchè aiutare non è soltanto affidare al denaro il compito di alleviare i dolori che, spesso, hanno solo bisogno di essere ascoltati: aiutare significa anche esporsi in prima persona rinunciando talvolta una parte del proprio tempo  per offrirlo a chi ne ha molto più bisogno. Piccoli gesti quotidiani non si raccontano a parole, ma attraverso l’impegno costante e individuale di una società dove la solidarietà altro non è che un riflesso di un dato antropologico che gli esseri sociali portano nel loro codice genetico. Essere buono allora appare come un vero bisogno fisiologico, e il buon esempio si trasforma in un atto per comunicare con gli altri, declinando in una transazione commerciale, una specie di scambio tra committenti quello che potrebbe essere il relazionarsi con Dio. Perchè la bontà è pur sempre  in relazione con un essere superiore.

Elena Lasagna

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 03/11/2011

CHE  COSA DIRESTI a un GIOVANE che VORREBBE

INTRAPRENDERE  la CARRIERA  nel MONDO

della MODA?

Giancarlo

Io credo che sia fondamentale seguire il proprio obiettivo con determinazione. Mettendo a frutto la competenza tecnica e gli input verso una continua ricerca, su materiali e forme che i giovani possono ricavare non solo dall’incontro con tutte le realtà che operano nel settore della moda, ma andare avanti oltre le possibilità che ci si impone. Per le persone che hanno un potenziale creativo disposte a mettersi in gioco c’è comunque spazio. Il consumatore consapevole delle sue possibilità è sempre alla ricerca di prodotti con una connotazione di unicità. Credere in ciò che si fa, sperimentare le proprie idee con entusiasmo, passione e determinazione.

A volte però la genialità anche se necessaria non è di per sé unica garanzia di sicuro successo se non la si impiega nella maniera giusta. Quello che conta nella costruzione di uno stile è la somma delle differenze stabilite tra gli altri e se stessi. Poichè geneticamente ognuno di noi è unico, sembra logico, che questa diversità intrinseca si manifesti, anche nell’apparenza. Segnalare la propria personalità attraverso il look è, oltre che, forse, l’unica forma innocua di narcisismo, una scappatoia per uscire dalla tetra banalità e quindi in alcuni  casi è sufficiente anche un dettaglio per riuscire nell’opera.

Elena  Lasagna

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09/11/2011

Se fossi certa che otterrai una risposta sincera a dieci domande, a dieci persone diverse, a chi le porresti e che cosa chiederesti?

Alessandro

Bella domanda! Cercherei di fare del bene chiedendo ai presunti assassini di confessare. Vorrei alleggerire le pene di quei genitori, perchè nessuno  possa più calpestare di volta in volta le loro ferite, che oltre alla pena di non avere più i loro figli devono anche subire l’angoscia di non vedere puniti i colpevoli.

Elena  Lasagna

ALCUNE RICETTE DI CASA MIA SESTA PARTE

 14/10/2011

Come sappiamo il tartufo non è accessibile a tutti per motivi economici, e alcune persone mi hanno chiesto se c’è un ingrediente che può sostituire il suo sapore. Io ovviamente vi ho preparato una ricetta che vale la pena di provare.

GNOCCHI di PATATE AL TARTUFO

SCAPPATO

Questa fotografia non è perfetta per l’eccesso di luce, ma gli gnocchi sono riusciti bene.

gnocchi di patate al tartufo scappato

Ingredienti: una patata media per ogni porzione, un uovo, noce moscata, semola di grano duro. Per il condimento: porcini secchi ammollati e sbriciolati stufati con poco porro; gorgonzola dolce, parmigiano grattugiato, olio extra vergine d’oliva gentile, un cucchiaio di olio extra vergine al tartufo, poco, qualche foglia  di salvia.

Esecuzione: mettere a cuocere le patate con la buccia, una volta cotte passarle nello schiacciapatate, o al  passaverdura, impastare con l’uovo e poca semola mettere la noce moscata, e sono pronti per la cottura. Mettere gli gnocchi nell’acqua bollente salata ed aspettare che riemergano, toglierli dal fuoco e condire con la salsa di funghi , un pezzo di gorgonzola tagliato a dadini, la salvia, l’olio extra vergine, l’olio al tartufo, infine il parmigiano.  Il sapore dei funghi porcini con il porro, il  parmigiano e un filo di olio al tartufo fa del piatto un gusto  appagante, unico. Buon appetito perchè sono buonissimi!

N. B. Per la riuscita degli gnocchi è importante la scelta delle patate: meglio quelle di montagna perchè devono essere farinose non di pasta molliccia. Se le patate sono ottime l’impasto riuscirà bene anche senza le uova.

Elena  Lasagna

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15/10/2011

Federica mi dice: ieri sera per cena ho fatto gli gnocchi della tua ricetta

sono piaciuti tantissimo; vorrei sapere se l’olio tartufato posso metterlo anche sulle uova strapazzate o sulla frittata. Grazie!

Se hai le uova di gallina sì, mentre se prendi quelle di oca no perchè sono più  saporite, specialmente le oche vecchie quelle senza piume, in quelle ci andrebbe il burro soltanto. Sai? Le cuoche delle famiglie del borgo le prediligevano proprio per cucinarle al tegame; e lo stesso per il brodo, scartavano il pollo e usavano esclusivamente le galline di qualche anno chiamate le galline vecchie. Molti chef ne sonno al corrente.

Elena  Lasagna

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15/10/2011

LO  STRACOTTO DEI CAPPELLETTI

di casa mia

Ingredienti: Un pezzo di coscia di manzo, spalla di carne suina, vino rosato secco buono, due carote  medie, due  stecche medie di sedano, una cipolla grossa, aglio, due bacche di ginepro, un pizzico di spezie, un mazzolino di odori, ( prezzemolo, basilico, salvia, due aghi di rosmarino) parmigiano  grattugiato, pane grattugiato q.b., sale, pepe.

Esecuzione: lavare la carne, togliere eventuali eccessi di pellicine o grasso, metterla in una casseruola grande, aggiungerere il vino  mezzo litro circa, gli odori, le spezie, la cipolla, le carote, il sedano tagliati a rondelle, il ginepro, l’aglio, tre mestoli di brodo vegetale. Portare ad ebollizione, poi abbassare la fiamma fino alla cottura che deve essere lenta; se dovesse asciugarsi troppo in fretta aggiungere altro brodo, a metà cottura aggiustiamo di sale e aggiungiamo il pepe. Una volta stracotto il tutto togliamo la carne, la  passiamo al tritacarne oppure la tagliamo a coltello. Abbiamo già il formaggio grattugiato quattro etti circa, lo versiamo nella carne con un mezzo bicchiere circa di sugo dello stracotto, amalgamare bene e aggiungere un poco di pane grattugiato. Prima di usarlo per il ripieno dei cappelletti lasciare riposare almeno due ore.

Elena  Lasagna

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21/11/2011

CARPACCIO  di MANZO

di casa mia

Ingredienti: Facciamoci preparare dal nostro fornitore carne tenera, di qualità per il carpaccio, un rametto di timo, aglio, succo di pompelmo, rosmarino, salvia, sale, pepe, peperoncino. olio di oliva extra vergine.

Esecuzione: tagliamo la carne a fettine sottili, le lasciamo immerse nel succo di pompelmo per due ore circa. Nel frattempo abbiamo messo sul fuoco una padella di acciaio a doppio fondo, quindi aspettiamo la giusta temperatura per scottare la carne. Prendiamo il piatto da portata dove abbiamo messo tutti gli odori tagliati grossolanamente amalgamati nell’olio, metteremo sale, pepe e peperoncino e ancora succo di pompelmo. Li  immergeremo la carne per una notte , o mezza giornata. Prima di servire togliere tutte le erbe, impiattare la carne  con il sughetto. Questa ricetta si abbina a un contorno di zucca al forno e peperoncini  in agrodolce.

Elena  Lasagna

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22/10/2011

A chi picciono i crauti con il cotechino ho una ricetta leggera di mia madre.

Ingredienti: cavolo capuccio o cavolo verza, aceto di mele, aglio , prezzemolo, bacche di ginepro, olio d’oliva extravergine, sale brodo vegetale, e ovviamente il cotechino.

Esecuzione: laviamo e tagliamo a fettine sottili il tipo di cavolo scelto. Dopo averlo affettato ne ricaveremo ancora dei pezzettini piccoli tagliandolo trasversalmente. Lo raccogliamo e lo mettiamo in farcia con un bicchiere scarso di aceto di mele, tre spicchi di aglio, sbucciati e lasciati per intero, le bacche di ginepro, il sale e due pizzichi di prezzemolo tritato. Lasciamolo a macerare per una notte; il mattino seguente sarà pronto per essere stufato con l’aggiunta di brodo fino alla cottura. A cottura ultimata dovrà essere asciutto dal suo liquido, quindi aggiungere l’olio che dovrà essere di gusto gentile (non dovrà sovrastare il gusto dei crauti). In un’altra casseruola abbiamo già cotto il cotechino, lo tagliamo a fette e lo affoghiamo nei crauti fino al momento di impiattare.

Elena  Lasagna

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28/10/2011

BIGOLI al TORCHIO della PUTTA  aggressiva

(putta=  a donna cattiva)

Ingredienti: farina di semola di grano duro, due uova, un cucchiaio di olio, torchio.

Per il ragù: sardine sotto sale, aglio, peperoncino, pepe, olio di oliva extravergine, passata di pomodoro, parmigiano  grattugiato.

Esecuzione: impastiamo le uova con la farina e il cucchiaio di olio, facciamo un bell’impasto morbido, lo copriamo con un tovagliolo per mezz’ora, poi si riempie il torchio con la pasta e si procede per gli spaghettoni o bigoli. Si lasciano riposare per un’ora e sono pronti per la cottura e il condimento.  Il vino adatto: un rosato della casa in grande quantità! Buona digestione!

Elena  Lasagna

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28/10/2011

Ieri Patty mi ha regalato una cassettina di mele, ieri sera le ho mandato la torta di mele e castagne alla crema, quella preferita da Lei.

Ingredienti: cinquecento grammi di mele sbucciate e affettate, messe in una zuppiera con cinque amaretti sbriciolati. Occorrono due etti di farina di castagne, due etti di farina” oo “, quattro uova medie, tre cucchiai di cacao amaro, vaniglia, una bustina di lievito per dolci, un bicchiere di latte, mezzo bicchierino di vov liquore, o marsala, mezzo bicchiere di olio di semi di arachidi, duecento grammi di zucchero semolato, uva sultanina, scorza di limone grattugiato più un cucchiaio di succo. Teglia dal diametro 22-24 centimetri, zucchero a velo.

Ingredienti per la crema: mezzo litro di latte, due tuorli, tre cucchiai rasi di zucchero, una stecca di vaniglia quattro cucchiai di farina di riso, otto castagne glassate. Le castagne andranno aggiunte a pezzettini alla crema già fredda.

Esecuzione: mescolare le uova con lo zucchero, più l’olio, metà latte, il liquore, il cacao, la scorza del limone, e amalgamare prima la farina di castagne, poi, aggiungere l’altra, il succo del limone, finire il latte,  la farina, l’uva sultanina, mettere il lievito e amalgamare bene, infine aggiungere le mele con gli amaretti. A questo punto abbiamo la teglia già unta e infarinata, o con il pane grattugiato, quindi versiamo metà del composto nella teglia e prendiamo la crema pasticcera dove abbiamo messo a tocchetti le castagne caramellate, la versiamo sopra il composto della torta infine la copriamo versando l’ultima parte dell’impasto. Il dolce va messo in forno a certosettanta g° per più di un’ora. Controllare con uno stecchino da spiedini. Una volta raffreddato andrà cosparso di zucchero a velo.

Elena  Lasagna

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 Le crostate di frutta sono la mia passione: mi piace cucinarle come facevano le persone della mia famiglia, con qualche dettaglio in più o in meno ma restano sempre i dolci squisiti di casa mia.

Voglio chiudere questo articolo con una ricetta della mia nonna.

Ingredienti: trecentotrenta grammi di farina doppio zero, un uovo e un tuorlo, ( uova medie) centoquaranta grammi di zucchero, centotrenta grammi di burro, due cucchiai di cacao, la buccia di mezza arancia grattugiata, aroma vaniglia, mezzo bicchierino di rum, due cucchiaini di lievito per dolci.

Ingredienti per la farcia : Panna montata zuccherata con zucchero a velo vanigliato, quattrocento grammi di frutti di bosco misti, gelatina di lamponi zuccherata fatta in casa, serve per guarnire.

Esecuzione: versare la farina sulla spianatoia già mescolata al cacao in polvere e al lievito, aggiungere il burro e lavorarla bene, versare lo zucchero e sempre mescolando i tuorli aggiung. gli aromi, il liquore. Stendere subito l’impasto nella  teglia, lasciarlo riposare per trenta minuti circa poi inforniamo per venti min. a 170°. Montiamo bene la panna con lo zucchero vanigliato, nel frattempo abbiamo fatto la gelatina di lamponi e abbiamo lavato e asciugato i frutti di bosco. Quando la torta si sarà raffreddata potremo stendere la panna, poi i frutti di bosco, infine pennelliamo con la gelatina di lamponi. Il dolce è pronto per il consumo.

N. B. Se qualcuno non dovesse amare la panna montata la si potrà sostituire con la crema pasticcera oppure con la crema al limone.

Elena  Lasagna