RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODECIMA PARTE

26/01/2022

 

 

 

IL TIMO

 

Il timo è una grossa ghiandola situata nel torace,  è un organo bilobato nel mediastino anteriore. Di notevoli dimensioni nell’infanzia fino alla pubertà,  poi entra in involuzione e si atrofizza progressivamente,  perdendo la capacità di elaborare linfociti che in origine è più accentuata degli altri organi linfopoietici    Ha una struttura tipicamente linfoide:  infatti tra le maglie dello stroma ghiandolare,  tra cellule epiteliali che originano embriologicamente dall’endoderma faringeo,  si trovano numerose cellule di tipo linfatico,  alle quali è riconosciuto un importante ruolo nella funzione immunitaria.  Al timo a più riprese ad esso è stata attribuita un’attività endocrina.  Si è supposto che svolga una funzione regolatrice sulla crescita,  sullo sviluppo e sulla calcificazione dello scheletro, e una attività inibitrice della maturazione sessuale.  La  struttura del timo presenta una parte corticale costituita da tessuto linfoide e una parte midollare contenete linfociti e grappoli di cellule situati in un reticolo (corpuscoli di Hassall).  Ho accennato che il timo è essenzialmente un organo linfoide.  Sotto la sua influenza in epoca infantile si formano le cellule responsabili della produzione degli anticorpi che intervengono nelle reazioni di rigetto di tessuti omologhi trapiantati e delle reazioni di ipersensibilità ritardata.  Ancora oggi si pensa che la funzione del timo si svolga attraverso un ormone;  questo agirebbe sulle cellule degli organi linfoidi trasformandoli in linfociti immunocompetenti,  cioè in strutture capaci di formare anticorpi contro proteine estranee. Il timo sembra essere implicato nella patogenesi delle malattie autoimmunitarie,  come l’ertrite reumatoide,  il lupus eritematoso disseminato,  in cui si osservano reazioni di ipersensibilità nei componenti dello stesso organismo.  Elena  L.

 

28/01/2022

 

IL SANGUE E LE SUE FUNZIONI

 

Il sangue è un particolare tessuto che circola dentro i vasi sanguigni,  rappresenta il fattore più importante di uniformità dell’ambiente interno dell’organismo.  Il sangue consta di una funzione liquida detta plasma,  che rappresenta la trama intercellulare,  e di una frazione corpuscolata,  la quale comprende diverse serie di cellule distinguibili,  in base ai caratteri morfologici specifici,  in eritrociti  (globuli rossi)  piastrine e leucociti  (o globuli bianchi). Questi ultimi non rappresentano una classe omogenea di cellule,  poiché comprendono linfociti,  monociti,  e granulociti polimorfonucleati;  i granulociti si differenziano,  a loro volta,  in neutrofili,  basofili ed eosinofili.  I leucociti hanno l’aspetto di masse medie gelatinose del diametro di pochi micron;  sono dotati di nucleo e provvisti di pseudopodi che ne facilitano i movimenti.  Il loro numero varia da 5000 a 9000 per mm³ in funzione dell’età,  dello stato fisiologico e delle eventuali condizioni patologiche dell’individuo.  Il numero dei leucociti dei diversi tipi,  espresso come percentuale del numero totale,  costituisce la formula leucocitaria.  le piastrine si trovano nel sangue circolante in numero di 200.000 ÷ 300 000 per mm³ ;  hanno un diametro di 2-3 μ e presentano una parte centrale colorabile (cromomero)  circondata da una parte chiara,  trasparente,  detta ialomero.  Nell’individuo adulto la massa sanguigna totale è ca.  5 1,  corrispondendo in misura  approssimativa,  1/12 del peso corporeo.  Il rapporto tra la componente corpuscolata e quella plasmatica viene definito ”  valore ematocrito”;  in condizioni normali esso è costante e corrisponde al 45%  per gli elementi corpuscolati e al 55% per il plasma.  Gli elementi corpuscolati,  infatti,  mantengono costante sia la forma e la struttura sia il loro numero,  ciò che porta a conservare inalterato il valore ematocrito  (omeocitostasi).

Il plasma è essenzialmente una soluzione salina,  contenete sali di metalli alcalini  (sodio e potassio)  e alcalinoterrosi  (calcio  magnesio);  tra questi sali il è più importante è il cloruro di sodio che vi è contenuto nella quantità di 9 g per litro.  Nel plasma insieme ai sali troviamo delle proteine plasmatiche,  che vengono raggruppate in diverse frazioni, aventi natura chimica e funzione molto diversa,  quale per esempio,  quella di anticorpi difensivi  (gammaglobuline) o quella di legare grassi  (lipoproteine),  ecc. Una di queste frazioni il “fibrinogeno” è particolarmente interessante,  perché conferisce al sangue una proprietà essenziale,  quella di coagulare,  cioè di trasformarsi da sostanza liquida in sostanza solida.  La coagulazione del sangue impedisce il dissanguamento che deriverebbe da lesioni,  anche piccole,  dei vasi sanguigni.  Certi uomini essendo affetti da una malattia ereditaria,  “l’emofilia”  hanno il sangue incoagulabile,  vivono perciò in costante pericolo di dissanguamento.  La coagulazione del sangue è dovuta,  essenzialmente alla coagulazione di uno dei componenti proteici del plasma,  il fibrinogeno.   Questa proteina è normalmente allo stato disperso ma, quando il sangue viene a contatto con una superficie diversa dal rivestimento interno dei vasi,  essa si rapprende formando fibrille che si intrecciano in una rete ,  la “fibrina” ,  che racchiude nelle sue maglie il siero  (plasma privo di fibrinogeno)  e le cellule ematiche;  l’insieme forma il coagulo di sangue.   Continua…

 

29/01/2022

 

In un tempo successivo la rete di fibrina si contrae ed espelle dalle sue maglie il siero,  mentre vi rimangono ancora incorporati i globuli rossi ed i globuli bianchi.  Questa trasformazione del fibrinogeno dallo stato disperso allo stato di rete solida è dovuto ad una trasformazione chimica irreversibile;  infatti nella rete non troviamo più ò a proteina  fibrinogeno,  ma un’altra proteina,  a fibrina,  derivata dalla prima per parziale idrolisi.  Questa scissione proteica è opera di un enzima,  la trombina,  che si trova nel sangue nello stato inattivo,  come protrombrina,  e che,  in presenza di calcio,  viene attivata da una chinasi che si libera dalle piastrine.  Le piastrine non sono veri elementi cellulari,  come i globuli rossi e i globuli bianchi,  ma frammenti di cellule.  Esse sono molto fragili e a contatto con una superficie ruvida,  diversa dal rivestimento endoteliale vasale,  si disgregano,  liberando la chinasi e dando origine,  in tal modo,  al processo della coagulazione.  Nell’emofilia,  la protrombina si attira molto più lentamente che di norma, mancando nel plasma un altro fattore,  il fattore Vlll, cosicché il tempo di coagulazione è pericolosamente prolungato.

 

La funzione fondamentale del sangue è quella di assicurare le connessioni metaboliche tra i vari organi α,e tessuti dell’organismo,  conferendo così a quest’ultimo un aspetto unitario sotto il profilo biochimico.  Continua.

30/01/2022

 

Più precisamente,  il sangue svolge una funzione di trasporto delle sostanze nutritive e dei metaboliti,  tra questi comprendono  i gas respiratori:  ossigeno e anidride carbonica,  il cui trasporto costituisce la cosiddetta fase ematica della respirazione.  Attraverso il sangue vengono anche veicolati gli ormoni, le vitamine,  gli enzimi e alcune frazioni proteiche aventi,  nel medesimo tempo,  attività regolatrice e di difesa.  Nel plasma sono contenute numerose sostanze allo stato di soluzione;  fra queste figurano il cloruro di sodio,  che conferisce al sangue gran parte della sua pressione osmotica,  e il bicarbonato di sodio, che rappresenta una delle forme di trasporto ematico dell’anidride carbonica.  Una seconda importante funzione del bicarbonato è quella di mantenere entro i limiti fisiologici le variazioni del pH del sangue.  Analogo potere tampone hanno i fosfati,  nella duplice forma di fosfati monobasici e bibasici.  Le proteine sono contenute nel plasma in concentrazioni comprese tra 6,5  e 8%.  Con le tecniche più progredite di separazione (elettroforesi) si è  riusciti a distinguere fino a  30 frazioni proteiche plasmatiche.  La proteina a maggiore velocità di migrazione è l’albumina,  contenuta nel plasma nella percentuale di 4,5%.  Seguono le globuline, contenute nella percentuale di 2’5%,  distinguibili a loro volta in tre frazioni principali,  α,  β,  ϒ,  che a un esame elettroforetico approfondito possono venire ulteriormente classificate in varie frazioni α¹,  α²,  α³,  β¹,  β²,  ϒ¹,  ϒ².  Vi è infine il fibrinogeno,  frazione compresa tra le β e le ϒ globuline.  Ciascuna cellula dell’organismo può contribuire alla sintesi  delle proteine plasmatiche;  esistono strutture specificamente preposte a tale funzione,  in particolare il fegato e le cellule del sistema reticolo-endoteliale.  Continua.

 

31/01/2022

 

Le Globuline rappresentano gli anticorpi naturali e acquisiti dall’organismo,  svolgono un’importantissima funzione immunitaria,  vengono elaborate in gran parte dalle plasmacellule.  Va comunque sottolineato che le proteine plasmatiche rappresentano un sistema in equilibrio con la cosiddetta “frazione labile”  delle proteine tessutali potendo reversibilmente scambiarsi con queste.  Un’altra funzione delle proteine plasmatiche è quella di concorrere a determinare la pressione osmotica del plasma.  Ciò ha implicazioni importanti per quello che riguarda gli scambi idrici del plasma e liquido interstiziale. Nel determinare la pressione osmotica del sangue,  le albumine hanno più importanza delle globuline.  Pertanto,  là dove il contenuto totale di proteine plasmatiche risulti invariato, ma il rapporto albumine  globuline diminuito,  si avrà la diminuzione della pressione osmotica del plasma;  tale circostanza,  al pari della diminuzione generalizzata delle proteine plasmatiche,  è una delle cause determinanti l’edema tessutale,  cioè l’accumulo di liquidi nello spazio intercellulare.  Il processo di produzione della componente corpuscolata,  cioè delle cellule del sangue (emopoiesi),  si svolge,  durante i primi anni di vita,  nel midollo rosso delle diafisidelle ossa lunghe per lcalizzarsi poi,  in età adulta,  nel midollo delle ossa cortee piatte  (vertebre,  sterno,  bacino,  costole,  cranio,  ecc.);  l’insieme degli organi e dei tessuti in cui avviene la produzione degli elementi corpuscolati del sangue è detto sistema “emopoietico”.  Tutte le cellule del sangue  deriverebbero da un’unica cellula progenitrice indifferenziata,  l’emoblasto,  il quale darebbe vita ai vari elementi maturi attraverso diversi stadi di sviluppo e di differenziazione.  Tuttavia,  si sa che la percentuale di monociti e linfociti derivanti dal midollo osseo è assai modesta dato che l’origine specifica di queste cellule è a livello dei tessuti linfatici,  quali i linfonodi e la milza.   L’ultima parte sarà nel prossimo capitolo:  Risposte ai lettori quarantadue centoundicesima parte.  Elena  L.