RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOOTTESIMA PARTE

11/01/2022

 

 

 

Io adoro i medici,  però anche se vorrei perdere peso non ho il tempo di seguire una dieta appropriata,  ho comprato delle riviste dove ho trovato mille idee ma non posso seguire diete così drastiche,  e poi quelle cose non mi piacciono.  Come potrei perdere peso senza andare dal medico?  Per ora non riesco a trovare il tempo.  Grazie B.

 

 

Io non mi sognerei mai di dare una dieta senza conoscere i tuoi esami e passare davanti al tuo medico sarebbe segno di maleducazione.  Posso solo dirti che se non hai patologie o disturbi seri potresti mangiare di tutto e di tutto un po’.  Se sei ingrassata per il troppo cibo,  togliendone un po’ potresti anche dimagrire;  se invece si tratta di una disfunzione allora devi proprio andare dal medico.  Elena L.

 

Che cosa significa diabete insipido?  Io non ci capisco niente.  Grazie.  B.

 

Il diabete insipido è il diabete renale,  è una forma ereditaria con carattere benigno e non evolutivo,  dovuta alla resistenza dei tubuli renali all’azione della vasopressina.  Ha la stessa sintomatologia del diabete insipido,  ma non è sensibile alla terapia con vasopressina:  sono efficaci alcuni diuretici,  i quali provocano la deplezione di piccole quantità di sodio con il risultato di aumentare il riassorbimento dell’acqua nel segmento prossimale del tubulo renale. IL DIABETE INSIPIDO è UNA SINDROME LEGATA A LESIONI DEL SISTEMA  DIENCEFALO-IPOFISARIO,  caratterizzata da una ridotta produzione di vasopressina ad ormone antidiuretico.  L’insieme delle cause sono da riferirsi generalmente a meningiti,  tubercolosi,  tumori encefalici e ipofisari,  ecc.

A causa del mancato riassorbimento dell’acqua del tratto  distale dei tubuli renali,  si ha l’emissione di forti quantità di urina altamente diluita,  con conseguente disidratazione e sete intensa fastidiosa perché quasi insaziabile.  Elena L.

 

14/01/2022

 

Da che cosa si differenziano le nevralgie dalle nevriti o neuriti? Patty

 

Le neuriti si differenziano dalle nevralgie in quanto i nervi presentano lesioni parenchimatose,  con interessamento del cilindrasse o dalla guaina mielinica,  oppure da lesioni interstiziali concernenti il connettivo intra- e perifascicolare.  Le mononevriti insorgono in seguito a un trauma del nervo interessato o ad un’infezione.  Si manifestano con paralisi flaccida e atrofia dei muscoli innervati dal nervo offeso, anestesia superficiale nei territori cutanei dipendenti da questo,  abolizione dei riflessi tendinei,  disturbi vasomotori,  secretori e trofici.  Le forme cliniche delle mononevriti dipendono dalla localizzazione e dalla natura della lesione e dall’interruzione completa e incompleta del tronco nervoso. La natura della lesione che ha compromesso l’integrità dell tronco nervoso,  ha influenza sulla sintomatologia.

La nevralgia è caratterizzata da dolori spontanei continui e parossistici,  nel territorio di un nervo,  che non trovano spiegazione in lesioni anatomiche evidenti delle fibre nervose.  La crisi dolorosa può essere scatenata da raffreddamento,  gravi anemie,  malattie infettive,  intossicazioni endogene,  ecc.  Si manifesta con indolenzimento continuo,  profondo,  interrotto con intermittenza da fitte improvvise parossistiche,  molto fastidiose,  a volte provocate dal movimento,  dal caldo dal freddo oppure spontaneamente.  Le sedi più frequenti delle nevralgie sono legate al decorso dei vari tronchi nervosi.  tra le nevralgie ricordiamo: la nevralgia del trigemino; la nevralgia occipitale;  la nevralgia bronchiale;  la nevralgia intercostale;  la nevralgia sciatica.  Elena L.

 

15/01/2022

 

Che cosa sono veramente i polipi?  È vero che possono essere anche di natura  maligna? Marco

 

Queste proliferazioni circoscritte della mucosa, sono escrescenze molli,  spesso anche in gruppi, di colore rosato spento, formate a peduncolo impiantate con una base più o meno larga appunto sulla mucosa.  Si sviluppano più di frequente sulle mucose intestinali,  nasali e uterine.  Possono insorgere a qualsiasi età:  quelli delle mucose nasali sono di un colorito rosa giallastro,  della grandezza di un chicco di granoturco,  ma possono raggiungere le dimensioni grandi come una noce.  Si distinguono in polipi adenomatosi e polipi angiomatosi o teleangectasici con una varia componente di vasi sanguigni dilatati.  Anche i polipi della mucosa uterina hanno frequente riscontro:  Sono dotati di una larga base di impianto e spesso riempiono la cavità uterina riproducendone la forma;  quelli cervicali sporgono spesso attraverso l’orificio uterino esterno.  I polipi della mucosa intestinale possono essere multipli e disseminati integrano il quadro della poliposi intestinale.  I polipi  isolati si riscontrano più di frequente nelle parti basse dell’intestino crasso,  polipi multipli sono invece situati a livello delle fessure coliche e del retto,  nelle sedi dove più intensamente agiscono quei sintomi irritativi cronici che sono alla base genetica di questa displasia.  Questi polipi presentano spesso lievi atipie citologiche e strutturali,  interpretabili come l’inizio di una trasformazione neoplasica.  Elena L.

 

18/01/2022

 

Io vorrei imparare bene l’anatomia delle ghiandole endocrine,  me le faresti come hai fatto con altri argomenti?  Grazie!  Marco di Patty.

 

 

Anatomia delle ghiandole endocrine

 

Gli ormoni di cui ho già parlato sono prodotti da cellule epiteliali secernenti riunite in strutture consistenti ed autonome,  come alcune grosse ghiandole quali la tiroide,  le surrenali,  l’ipofisi,  l’epifisi.  In altri casi,  tali cellule formano raggruppamenti più piccoli,  più o meno compressi dentro altre ghiandole:  come ad esempio le paratiroidi,  situate nella capsula connettivale della tiroide, e delle isole di Langherhans,  sparse nel tessuto pancreatico esocrino; in altri casi ancora le cellule secernenti sono frammiste ad altre cellule,  come le cellule interstiziali delle gonadi e gli elementi endocrini sul tubo digerente.  Nel caso in cui le cellule endocrine costituiscono accumuli consistenti,  l’organizzazione spaziale può essere follicolare,  cioè le cellule endocrine tappezzano cavità rotondeggianti piene di secreto,  come nel caso della tiroide e dei follicoli di Graaf dell’ovaio o ovario,  sono disposti in cordoni,  come file di cellule separate dai capillari, la cui disposizione determina l’ordinamento delle cellule:  cordoni a file di cellule parallele molto evidenti si osservano nella corticale delle surrenali.  In altri casi i capillari formano una rete a maglie piccole e quindi la disposizione delle cellule epiteliali non è chiaramente orientata.  Continua domani.

 

19/01/2022

 

Il fatto anatomico importante è l’intimo contatto esistente tra le cellule endocrine e la parete dei capillari,  le prime possono versare direttamente nei vasi il loro secreto.  I capillari sono qui di tipo sinusoide, cioè di calibro non uniforme ma con la possibilità di dilatarsi o di restringersi a seconda dello spazio tra le cellule epiteliali, in modo di aderire completamente ad esse,  e che inoltre il connettivo perivasale è ridotto a scarse fibrille reticolari intrecciate lassamente.  Ricordiamo ancora le ghiandole endocrine nell’umano,  sono le seguenti:  epifisi,  ipofisi,  tiroide,  paratiroidi,  isole di Langerhans del pancreas,  surrenali,  follicoli ovarici e corpo luteo femminile,  cellule interstiziali del testicolo maschile,  tessuto endocrino della mucosa dello stomaco e del duodeno.

 

Epifisi,   o ghiandola pineale,  è collegata per mezzo di un peduncolo al diencefalo; ha forma piccola di un pisello.  Vi si trovano cellule di nevroglia,  cellule nervose e cellule epiteliali;  queste sono distinguibili in vari gruppi in base alle caratteristiche dei granuli presenti nel citoplasma.  La funzione endocrina dell’epifisi negli umani regolerebbe l’attività delle cellule che producono pigmento e inoltre sembra agire da antagonista dell’attività gonadotropa dell’ipofisi.  Continua…

 

20/01/2022

 

Ipofisi,   o ghiandola pituitaria,  ha la forma arrotondata come un cece,  pesa circa 0,5 grammi ed è situata in un’infossatura della base del cranio (nella sella turcica).  Ha una struttura molto complessa, essendo formata da tre parti:  una parte anteriore o adenoipofisi,  una parte intermedia,  ambedue epiteliali e secernenti,  e una parte nervosa,  detta anche neuroipofisi,  collegata con l’infundibolo (ipotalamo) del diencefalo, e in rapporto con elementi  neuro-secretori di questa parte del sistema nervoso.  Questo rapporto anatomico è moto importante,  in quanto  l’adenoipofisi controlla per mezzo di un delicato sistema di azioni e controazioni,  che si realizza attraverso la via sanguigna,  il funzionamento di molti organi e soprattutto l’attività delle altre ghiandole endocrine;  a sua volta essa subisce l’influenza del sistema nervoso che la giunge per via nervosa attraverso βla connessione con l’ipotalamo e va a completare i cerchio di correlazioni interne.  La parte anteriore dell’ipofisi ha una struttura cordonale;  le cellule epiteliali sono caratterizzate dalla maggiore o minore affinità per i coloranti e per la reazione dei granuli in esse contenuti.  Si hanno cellule cromofobe e cellule cromofile,  queste ultime distinte in acidofile o cellule ∝,  e basofile,  o cellule β.   La parte intermedia è formata da cellule allungate e da cellule cubiche che circoscrivono cavità (piccoli follicoli).  Nella parte nervosa,  che ha origine embriologica diversa dalle precedenti,  si trovano vari tipi di cellule,  alcune fusiformi con prolungamenti sottili,  altre derivanti dall’epitelio ependimale che tappezza le cavità interne del sistema nervoso.  Queste ultime sono ricche di granulazioni.  Numerose fibre nervose provenienti dall’ipotalamo  caratterizzano inoltre questo lobo dell’ipofisi.  È ovvio che  tra gli elementi epiteliali di ciascuna porzione dell’ipofisi si trovi una ricca rete di sinusoidi in cui viene versato il secreto.  Continua.

Ecco gli ormoni secreti dall’ipofisi  parte anteriore:  ormone somatotropo,  (STH secondo la denominazione internazionale desunta dalla terminologia inglese),  ormone adenocortitropo  (ACTH);  ormone tireotropo (TTH) ;  ormone follicolostimolante  (FSH);  ormone stimolante la secrezione delle cellule interstiziali del testicolo (ICSH);  ormone luteinizzante (LH) e la prolattina.

 

Parte intermedia: intermedina,  ormone stimolante la melanogenesi (MSH).

 

Parte  posteriore:  vasopressina e oxitocina.  per quanto riguarda l’attività funzionale di questi ormoni le ho già ripartite nei capitoli precedenti.

 

Continua nell’articolo risposte ai lettori quarantadue centonovesima parte.  Elena L.