RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTONOVESIMA PARTE

21/01/2022

 

 

 

 

LA TIROIDE :  è situata nella base del collo ,  sotto la laringe (pomo d’Adamo), è formata da due grossi lobi uniti dall’itsmo,  stretto ponte di tessuto tiroideo,  dalla parte mediana dal quale si può elevare un sottile lobo intermedio. Il suo peso è di circa 20-30 g.  Come ho già accennato,  la tiroide ha struttura follicolare e le pareti dei follicoli sono formate,  nell’adulto,  di un solo strato di cellule cubiche o appiattite a seconda della quantità di sostanza colloide che si trova dentro il follicolo.  La colloide,  così chiamata per la sua sostanza gelatinosa,  contiene la tiroxina,  ormone tiroideo ricco di iodio.  Il prodotto dell’attività secretoria delle cellule tiroidee che prima viene versato e depositato dentro il follicolo,  deve poi attraversare l’epitelio,  portandosi verso l’esterno per essere immesso nei capillari sinusoidi che come una rete avvolgono i follicoli.  Nelle cellule tiroidee sono stati riconosciuti diversi stati di attività,  corrispondenti a richieste funzionali varie.  La tiroide è uno degli organi più abbondantemente vascolarizzati.  Essa secerne due tipi di ormoni :  la tirocalcitonina,  polipeptide secreto dalle cellule follicolari che controlla la calcemia e le iodotironine,  amminoacidi prodotti dalle cellule dei  follicoli, i cui effetti sono rivolti essenzialmente al controllo del metabolismo.  Il nucleo delle iodotironine è costituito dalla forma levogira della tironina alla quale possono legarsi due atomi di iodio  (3,3 -diiodotironina)  ,  oppure (3,5,3) -(triiodotironina) o quattro(3,5,4,5- tetraiodotironina o tiroxina.  Solo le due ultime iodotironine (T, e T 4 ) sono attive dal punto di vista fisiologico e rappresentano i veri ormoni tiroidei.  Continua…

 

22/01/2022

 

Nel sangue la tiroxina si trova per lo più legata a proteine, nella concentrazione di mcg/100 ml. Solo la quota libera circolante,  pari a 0,o04 mcg/100 ml,  esercita l’azione fisiologica.  La T³ è più attiva della tiroxina,  rispetto alla quale è meno legata alle proteine plasmatiche.  Gli effetti fisiologici degli ormoni tiroidei sono rivolti essenzialmente al controllo del metabolismo.  Le iodotironine aumentano il consumo di ossigeno in tutti i tessuti metabolicamente attivi e aumentano la produzione di calore.  Tale effetto inizia dopo parecchie ore dalla somministrazione,  diventa massimo dopo cinque- sei giorni per poi scomparire lentamente.  Gli ormoni tiroidei aumentano la glicogenolisi, aumentano l’assorbimento del glucosio da parte dell’intestino e diminuiscono la produzione di insulina,  provocando di conseguenza iperglicemia,  con curva da carico di glucosio di tipo diabetico.  L’azione sul metabolismo lipidico consiste essenzialmente nella diminuzione della colesterolemia determinata dall’aumento dell’eliminazione biliare del colesterolo.  Piccole dosi di ormoni tiroidei,  in sinergismo con l’ormone somatotropo attivano l’anabolismo proteico;  per contro dosi elevate lo accelerano negativizzando il bilancio dell’azoto.  Nell’ipertiroidismoil bilancio azotato è positivo,  l’ eccesso di proteine tende ad accumularsi nei liquidi interstiziali provocando il mixedema.  La tiroxina esercita effetti stimolanti sul cuore:  aumenta la frequenza cardiaca e la gittata sistolica,  come l’eccitabilità del miocardio e la velocità di circolo.  L’ormone stimola inoltre l’accrescimento scheletrico,  la maturazione sessuale e lo sviluppo psichico.  la secrezione tiroidea è regolata dalla tireotropina dell’ipofisi.   L’ipofisectomia provoca atrofia e ipofunzione della tiroide, mentre la somministrazione di di estratti ipofisari esalta la captazione dello iodio e la secrezione ormonale.

 Elena  L.  Diciamo che così può bastare,  altrimenti ti annoierai, ma più stringato di così non te lo farei mai,  perché le cose si devono sapere perfettamente.

 

Le ghiandole paratiroidi:

sono 4 piccoli corpi di forma rotondeggiante,  situati sulla faccia posteriore della tiroide,  racchiusi dentro la capsula connettivale della tiroide.  La loro struttura è fatta a cordone,  a file di cellule compatte,  dentro una fitta trama di connettivo e di sinusoidi.   Sono due superiori o interne, e due inferiori o esterne posti sulla faccia posteriore dei lobi laterali tiroidei,  tra i rami dell’arteria tiroidea inferiore. Vi si distinguono cellule principali,  o cromofobe,  con citoplasma omogeneo e cellule cromofile (acidofile) ricche di granuli.  Alcuni individui possono ritrovarsi altre  ghiandole paratiroidee dette: “paratiroidi ectopiche situate in altre parti del colo o nel mediastino,  mentre ammassi di tessuto analogo a quello proprio delle paratiroidi possono trovarsi anche nello spessore di altri organi come ad esempio il timo.  La funzione delle paratiroidi è quella di secernere un ormone detto: “paratiroideo o paratormone” ,  che è il principale regolatore del livello ematico del calcio e interferisce quindi in molti processi biochimici generali dell’ organismo.  La disfunzione dell’attività paratiroidea può provocare tetania  (in caso di ipoparatiroidismo)  quindi atonia muscolare,  calcolosi renale,  alterazioni ossee,  ecc.

Perché è così importante il paratormone?   Perché il suo ruolo fisiologico è strettamente legato al metabolismo del calcio.  Continua…

24/01/2022

 

Questo ormone favorisce l’assorbimento del calcio introdotto con gli alimenti,  collaborando in questo con la vitamina D,  riduce l’ escrezione renale del calcio e aumenta la mobilizzazione a livello delle ossa.   Attraverso questi effetti il paratormone regola l’eccitabilità nervosa,  controlla i processi della coagulazione e i processi contrattili a livello della muscolatura scheletrica e cardiaca,  infine determina il tenore calcico della parte minerale delle ossa. In casi di deficienza di paratormone,  che di solito si verificano nel corso di processi tumorali a carico delle paratiroidi o in seguito all’esporazione chirurgica di queste ghiandole,  si instaura una grave ipocalcemia,  con convulsioni che potrebbero portare alla morte per paralisi dei muscoli respiratori. Nei bambini una carenza di paratormone,  se associata alla mancanza di calcio o di vitamina D,  può essere responsabile di uno stato di ipereccitabilità muscolare o spasmofilia,  in cui brusche contrazioni muscolari seguono all’applicazione di stimoli anche lievissimi sui nervi o sui muscoli.  Mentre l’eccesso di questo ormone è una condizione piuttosto rara,  ma viene in seguito a un tumore secernente delle paratiroidi.  Le caratteristiche dell’iperparatiroidismo  sono appunto l’ipercalcemia,  la decalcificazione di ampie zone delle ossa e la deposizione di sali di calcio nel rene e in altri tessuti.  Elena  L.

 

Isole pancreatiche del Langerhans

 

Tra gli acini ghiandolari del pancreas esocrino,  si trovano sparsi ammassi di cellule epiteliali in cui si riconosce una struttura a cordoni anastomizzati,  frammisti a capillari sinusoidi.  Le cellule possono essere distinte in due categorie:  cellule piccole,  con granuli acidofili che non vengono sciolti nei trattamenti con alcool,  usato per l’allestimento dei preparati istologici,  e cellule più grandi con granuli che vengono invece disciolti dall’alcool. Le prime dette cellule A,  producono il glucagone;  le seconde dette β o B (basofile) producono l’insulina.  Alcuni studiosi descrivono altri tipi di cellule  (γ o C e D)  che si trovano più o meno costantemente e la cui attività funzionale è incerta.  Riassumendo,  le isole del Langerhans sono dei piccoli ammassi globosi di cordoni cellulari separati da capillari sinusoidali,  presenti in grandi quantità nel pancreas.  Elena L.

 

LE CAPSULE SURRENALI

 

Sono due corpi ghiandolaridalle dimensioni di una grossa mandorla,  situati,  come indica il loro nome, uno su ciascun rene.  Sono formati da due parti,  la corticale e la midollare, di origine e significato diverso.

La corticale deriva dal mesoderma ed ha una struttura cordonale con file di cellule epiteliali disposte in varia maniera ,  che è facile riconoscere tre strati o zone:  zone glomerulare o esterna,  in cui i cordoni sono avvolti a vortice o a gomitolo.  Zona fascicolata o media,  con cordoni rettilinei e paralleli.  Zona reticolare o interna con cordoni anastomizzati a rete;  in tutti e tre gli strati,  ovviamente i sinusoidi sono interposti tra i cordoni e ne seguono l’andamento.

La midollare della surrenale si origina dall’ectoderma,  quando si differenzia il sistema nervoso;  anzi dalla stessa zona(creste gangliari) da cui deriva la midollare della surrenale derivano le cellule dei gangli simpatici,  simpatoblasti,  che si trovano anche frammiste alle cellule tipiche della midollare, con cui hanno compiuto un lungo percorso migratorio.  Le cellule proprie della midollare sono le cellule cromaffini, così chiamate perché si colorano in giallo-bruno con il bicromato di potassio;  tale colorazione è dovuta alla riduzione di questo sale ad opera di un precursore dell’adrenalina, che è l’ormone secreto appunto dalla midollare.  L’adrenalina è simile al mediatore chimico delle cellule simpatiche con le quali c’è affinità di origine embriologica e c’è anche uguaglianza di attività fisiologica  (per esempio vasocostrizione dei vasi periferici).

 

La corticale surrenale produce vari ormoni a struttura steroidea,  che influiscono sulle ghiandole sessuali maschili e femminili e sui caratteri sessuali secondari,  sul ricambio idrico-salino e sul metabolismo dei carboidrati,  dei lipidi e delle proteine,  sugli stati infiammatori  e allergici (cortisonici).  È interessante notare come,  sia nel maschio che nella femmina,  vengono secreti ormoni sessuali di tutti e due i tipi,  ma in rapporti diversi.  Continua.

Riassumendo:  le capsule surrenali,  sono le due ghiandole a secrezione interna che sormontano il polo superiore,  l’una del rene destro e l’altra del rene sinistro;  il colore l’abbiamo già detto, e sono avvolte in una fascia renale. Al taglio sono costituiti da due parti:  parte periferica costituita da due strati sovrapposti di cellule epiteliali;  parte centrale (midollare) costituita da cellule epiteliali poliforme riunite a cordoni intersecantisi a formare una rete.  Ogni strato ha una diversa fisionomia funzionale. La corteccia secerne due tipi di ormoni.  Al primo tipo appartengono quelli ad azione prevalentemente sessuale.  Al secondo tipo quelli influenzanti il ricambio degli idrati di carbonio.  Al terzo tipo quelli attivi sul ricambio idrosalino.  La parte midollare secerne l’adrenalina e la noradrenalina.  la patologia comprende essenzialmente affezioni di natura infiammatoria ed affezioni di natura blastomatosa.  Nell’uno e nell’altro caso si possono avere  sindromi di insufficienza funzionale delle ghiandole (morbo di Addison) o sindrome di iperfunzione surrenale Iperaldosteronismo  o sindrome di Conn,  sindrome di Cushing,  un’esaltata funzione della corticale).

   Elena  L.