RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOCINQUESIMA PARTE

10/12/2021

 

 

 

Giardino d’inverno coperto

Dall’articolo precedente dove L. mi chiede se chi ha una  grande avversione per il cibo  potrebbe alimentarsi con le pillole.

 

Come ho accennato nell’articolo precedente,  gli enzimi digestivi sono elaborati e secreti da cellule viventi,  poi versati nel canale alimentare.  Queste cellule come ho detto parlando dell’anatomia  dell’apparato digerente,  sono raccolte in ghiandole dislocate in diversi livelli del tubo digerente, così che i processi digestivi non si compiono tutti in uno stesso tratto,  ma iniziano in punti diversi per poi proseguire variamente lungo il canale alimentare.  Si sa che nella bocca si trovano tre coppie di ghiandole salivari,  le parotidi,  le sottomascellari, e le sottolinguali.  Il liquido secreto da queste ghiandole,  che è la saliva,  contiene muco che serve ad impastare e a lubrificare il cibo introdotto e masticato nella bocca, formando il bolo alimentare,  pronto per essere deglutito.  Ma nella saliva si trova anche un fermento idrolitico,  la ptialina,  che inizia la demolizione dell’amido cotto. Questa demolizione continua anche nei boli alimentari che si stratificano entro lo stomaco e cessa quando il contenuto gastrico si è trasformato in un liquido totalmente acido, il chimo.  la digestione amilasica operata dalla ptialina non completa la scissione degli amidi:  rimangono l’amido crudo e anche l’amido cotto è demolito solo parzialmente.  La loro digestione continua e si completa nell’intestino tenue ad opera di un altro fermento amilasico,  più potente detto amilopsina,  secreto dalla ghiandola salivare,  il pancreas.  Dalla digestione amilasica si origina maltosio e D-glucosio,  e cioè un disaccaride,  e come tale,  non può essere assorbito.  Nei cibi si trovano anche altri disaccaridi,  quali il saccarosio, e il lattosio. Anche questi non possono essere assorbiti come tali. Per scinderli in zuccheri semplici (saccarosio= a D-glucosio + D-fruttosio; lattosio= D-glucosio  altri enzimi. Essi vengono fabbricati  dalle cellule che rivestono la mucosa intestinale,  e soprattutto nel tratto di intestino detto digiuno;  questi enzimi sono le disaccaridasi, e precisamente la maltasi,  la saccarasi e la lattasi.  Continua…

 

11/12/2021

 

Anche per le proteine alimentari troviamo una successione di enzimi proteolitici.  Prima le proteine vengono aggredite nello stomaco dalla pepsina,  un enzima proteasico di origine gastrica.  La pepsina rompe alcuni dei legami interni che tengono insieme i numerosi aminoacidi costituenti le proteine,  dando origine a catene più corte di aminoacidi,  i polipeptidi.  Questo particolare enzima proteolitico,  che compare solo nei vertebrati,  non riesce però a reagire in un ambiente molto acido.  Per questa ragione,  alla sua secrezione da parte delle ghiandole gastriche è sempre associata la secrezione di acido cloridrico.  Vi è però un altro enzima proteolitico,  secreto dallo stomaco,  che svolge una funzione particolare,   soprattutto in un periodo fisiologico dello sviluppo,  il periodo della lattazione,  quando non è ancora prodotta dal bambino la pepsina e l’acido cloridrico.  È il fermento che coagula il latte che si chiama rennina.  La rennina infatti idrolizza la caseina in paracaseine che precipitano come paracaseinati di calcio.  La digestione proteica attuata nello stomaco non porta ad una completa demolizione delle proteine.  Il contenuto gastrico diventa fluido e fortemente acido e passa nella prima porzione dell’intestino tenue,  il duodeno.  Qui viene dal secreto bilare (bile) e dal secreto pancreatico ed arricchito da nuovi fermenti  proteolitici provenienti dal pancreas, la tripsina e la chimotripsina.  Questi in un ambiente fattosi  debolmente alcalino,  continuano l’opera disgregatrice iniziata dalla pepsina,  fino a ridurre tutte le proteine in piccoli polipeptidi.  I polipeptidi non sono ancora assorbiti come tali,  essi devono essere spezzettati nei singoli aminoacidi che li compongono. Quest’ultima operazione viene catalizzata da fermenti chiamati polipeptidasi,  che vengono secreti dall’epitelio della mucosa che riveste l’intestino tenue.

Prima di chiudere l’argomento digestione proteica mi soffermo su un punto d’importanza biologica.  Continua.

 

La mucosa che riveste tutto il canale alimentare è formata come ho già scritto da un rivestimento epiteliale,  con annesse ghiandole, che poggia su sottostanti strati di tessuto connettivale e muscolare.  Il costituente chimico fondamentale di questi strati è formato da  proteine.  Allora ci potremmo chiedere come mai i fermenti proteolitici prodotti dalla parete intestinale non digeriscono le ghiandole stesse e i tessuti circostanti.   La risposta è che tali fermenti non vengono secreti allo stato attivo,  ma sotto forma di fermenti inattivi o profermenti.  Il fermento attivo si genera dall’incontro nel lume-gastrintestinale, del profermento con un costituente attivante.  Tale costituente attivante secreto all’inizio dall’attività digestiva viene comunemente chiamato chinasi.  Esso opera una parziale demolizione del proenzima,  liberando l’enzima attivo.  l’acido cloridrico è la chinasi che agendo sul profermento della pepsina,  libera la pepsina.  L’enterochinasi e la chinasi intestinale che agendo sul profermento della tripsina libera i due fermenti allo stato attivo.  Se per eccesso di fermenti proteolitici attivi,  a digiuno, vengono intaccati e digeriti tratti di mucosa,  si ha la formazione di ulcere dolorose,  l’ulcera gastrica o l’ulcera duodenale.  Anche i grassi alimentari devono subire l’opera dei fermenti digestivi.   Uno fra questi la steapsina,  secreta dal pancreas, assume una posizione predominante.  Questo fermento catalizza la scissione idrolitica dei grassi neutri in glicerolo e acidi grassi,  prima che possa avvenire questa reazione i grassi neutri devono essere finemente emulsionati,  essi non sono solubili in acqua e un fermento idrosolubile come la steapsina non può penetrare in essi per demolirli ma può solo agire in superficie.  Continua…

14/12/2021

 

L’emulsionamento moltiplica enormemente la superficie di contatto dei grassi con l’acqua,  e con il fermento, e parallelamente,  moltiplica l’azione enzimatica.  L’emulsionante dei grassi è provocato dai movimenti intestinali ed è facilmente facilitato dai succhi biliari (bile), dal prodotto secreto dal fegato e versato nell’intestin attraverso il dotto biliare,  tale succo contiene come agenti emulsionanti i sali biliari.  Se la bile è scarsa o assente i grassi non vengono digeriti e non possono venire assorbiti.  Si va incontro a quella disfunzione intestinale che si chiama “steatorrea”.  Gli alimenti ridotti nei loro costituenti semplici,  ad opera della digestione,  vengono assorbiti dall’epitelio  dell’intestino tenue;  nell’epitelio sono in parte trasformati e convogliati nei vasi sanguigni o nei vasi linfatici intestinali.  E precisamente gli zuccheri e gli aminoacidi nel sangue,   grassi neutri nei vasi linfatici, chiamati vasi chiliferi perché trasportano il prodotto  dell’assorbimento intestinale detto “chimo”.  I vasi chiliferi contengono nel loro lume grassi neutri finemente emulsionati;  infatti nell’interno delle cellule assorbenti della mucosa gli acidi grassi originati dalla digestione vengono di nuovo combinati al glicerolo per formare grassi neutri.   la funzione fondamentale dell’intestino evidentemente è quella dell’assorbimento,  tutte le altre come la masticazione, ingestione,  digestione,  sono fasi preparatorie che servono solo a rendere possibile l’assorbimento.  Continua…

 

15/12/2021

 

Bisogna rendersi conto che l’entità dell’assorbimento è in funzione dell’estensione della superficie assorbente;  questo fatto ci fa capire del perché l’intestino tenue,  che è la parte del canale alimentare dove avviene l’assorbimento,  è un tubo molto lungo che nell’essere umano è di circa 6 metri.  Ma non è solo la lunghezza dell’intestino tenue ad assicurare la necessaria superficie assorbente:  la mucosa che riveste internamente il tubo è disposta in pieghe,  facilmente visibili ad occhio nudo,  inoltre,  se la si osserva con attenzione,  si vede che la mucosa è come vellutata per la presenza di tanti rilievi a dita di guanto,  della lunghezza di 1 -2 mm,  chiamati villi intestinali.  Se poi al microscopio a grande ingrandimento si analizzano le cellule assorbenti che ricoprono i villi,  si vede che queste cellule si affacciano nel lume intestinale con una superficie a forma di spazzola  perché costituita da tanti microvilli di 1-2 millesimi di millimetro di altezza.  Si capisce facilmente che con questi espedienti la superficie assorbente viene di molto alimentata:  A conti fatti essa viene moltiplicata circa 60 volte rispetto a quella apparente del cilindro intestinale.  Messo in evidenza il valore funzionale della superficie ai fini dell’assorbimento intestinale,  non bisogna cadere nell’errore di ritenere che la parete intestinale agisca solo come un filtro che lascia passare le sostanze il cui peso molecolare è inferiore a un certo valore e trattiene tutte le altre di peso molecolare maggiore.  In effetti fa anche questo,  e difende l’organismo dall’entrata di un’infinità di sostanze inutili o tossiche,  ma non si limita solo a questo,  bisogna subito dire che la funzione della  parete intestinale consiste soprattutto scegliere le sostanze utili da quelle inutili,  consentendo a quelle utili di entrare molto in fretta,   anche se il loro peso molecolare è molto elevato.  Tra due sostanze chimiche molto simili,  una è rifiutata e l’altra è assorbita.  Questa soluzione è operata da costituenti della membrana cellulare,  chiamati trasportatori.  Se la sostanza alimentare si lega chimicamente con i trasportatori,  essa passa, ma se non si lega non passa. ma la barriera intestinale non fa solo opera di selezione;  essa trasporta anche le sostanze utili dal lume intestinale nel sangue e nella linfa,  fino al loro completo esaurimento.  Fa accadere un fenomeno che spontaneamente non si verificherebbe mai, cioè,  il passaggio di un soluto da una concentrazione minore ad una maggiore.  Perché questo fenomeno accada occorre energia e questa energia è formata dall’epitelio intestinale.  Finora nel processo della digestione,  si sono viste intervenire solo operazioni svolte dall’organismo stesso,  e prima tra queste,  la secrezione di enzimi digestivi.  Ma in molte specie animali,  come anche nell’uomo,  la digestione è un fenomeno molto più sofisticato perché alla sua realizzazione contribuisce una simbiosi con la flora batterica intestinale.  Continua nel prossimo articolo:  risposte ai lettori quarantadue centoseiesima parte.

 

N.B.  Queste spiegazioni che trovate nei miei articoli sono originali,  se li trovate a nome di altre persone in altri siti è perché li hanno messi a nome loro senza il mio consenso.  Grazie!  Elena L.

 

 

 

 

 

 

VARIE E RISPOSTE AI LETTORICENTOSETTANTOTTESIMA PARTE

03/12/2021

 

 

 

Giardino d’inverno

 

C’è una cosa in particolare che riguarda i tuoi genitori,  che se ritornassi indietro nel tempo faresti meglio o faresti di più?  Hai rimorsi o rimpianti?  Dott.  Robert e Linda.

 

 

Sì,  non ho rimorsi nei loro confronti,  ma ho qualche rimpianto;  anche se loro mi dicevano che facevo troppo,  per me non era mai abbastanza,  quindi se ritornassi indietro li porterei a vivere nei posti che loro amavano molto,  rimpiango di non avere trovato il tempo.  Per i genitori non si fa mai abbastanza!  Ho sentito parole di alcune persone che dicevano:  siccome i miei genitori non mi hanno dato molto io non li voglio vedere!  Ora che sono morti non so come si sentano nei loro confronti!  Per me genitori e nonni sono la cosa più bella che abbia mai avuto!  Spero che anche gli altri riescano a sentirli come me!  Sono una forza incredibile perché non c’è tempo che riesca a separarci!  Elena  L.

 

06/12/2021

 

Tu credi nell’amore platonico,  quello che si vive nell’età adolescenziale?  Federica e Alessandro

 

Io credo nell’amore vero,  come credo in tutte le cose vere,  anche l’amore platonico ha un suo significato:  ci sono amori veri che non sono stati vissuti,  o per il momento,  o per timidezza, oppure perché non era ancora sicuro, ma l’amore se è amore vero prima o poi si manifesterà come una magia;  come ad esempio il vostro.  Elena  L.

 

06/12/2021

 

Riesci a vivere come hai sempre desiderato?  Sei soddisfatta della vita? Alessandra e Giovanni

 

 

Se questa domanda me l’avessero fatta anni fa avrei risposto di no alla prima domanda.  Oggi riesco a fare molto di quello che mi piace,  per questo dovrei essere contenta,  ma se mi chiedete se sono soddisfatta al 100%  vi dico no,  non per quello che faccio,  ma per quello che non faccio,  perché è nel mio DNA  quello di non essere mai soddisfatta fino in fondo;  c’è sempre qualcosa che mi rimane da fare e sempre ci sarà!  Spero in un mondo migliore.  Elena  L.

 

07/12/2021

 

Pensa,  mi sono accorta che gli amici e parenti dei miei parenti acquisiti mi guardano in modo come se io fossi colpevole di qualcosa,  quando invece chi ha delle malefatte da raccontare sono proprio loro.  Come si fa a commettere reati che toccano l’anima e incolpare le persone che ti amano di più quando sai che non è vero?  Che cosa fa scattare questo meccanismo infame?  M.

 

 

Anche tra  parenti che si vogliono bene a volte nascono di queste cose,  succede così o perché qualcuno vive molto a disagio con il partner,  o per invidia o per pura cattiveria,  per immaturità  o perché in confronto a te non si sentono niente;  bisogna perdonare queste persone deboli che non sanno ammettere mai la verità in nessuna maniera e tra di loro hanno dei segreti inconfessabili.  Elena L.

 

 

08/12/2021

 

Se un uomo gay sposasse una donna per nascondere la sua omosessualità alla  famiglia,  a lungo andare che cosa ne sarebbe di questa donna? D.

 

Secondo me sarebbe una donna infelice in tutti i modi:  sia che restino insieme o che si separino,  il  disagio di lui lo porterebbe a fare cose contro di lei,  in un modo o nell’altro, come ad esempio metterla contro la sua famiglia e innalzare di orgoglio la sua.  Dico così perché di queste cose ne ho già viste!   Le persone oneste si dichiarano sempre. Elena  L.

 

Porteresti mai odio contro qualcuno che ti vuole bene?  Dott.  Robert

 

No!  Io non porto mai odio per nessuno,  figuriamoci se l’avrei contro a chi voglio bene;  a volte può succedere che ci siano scontri,   malintesi,   poi anche se si è dalla parte della ragione le persone intelligenti sanno perdonare sempre.  E.  L.

 

08/12/2021

 

Che cosa provi per i maleducati adulti?  Dott.  Robert

 

Una gran pena,  e non dico altro!  Elena  L.

 

09/12/2021

 

Se insieme ai tuoi  conoscenti sentissi uno di loro che sta criticando ingiustamente un tuo familiare,  cosa faresti?  Ci passeresti sopra,  lo difenderesti o infieriresti insieme a loro?  Dott.  Robert

 

 

Gli berrei gli occhi,  io ho sempre difeso le menzogne sui miei familiari e gli amici;  se ci fosse qualche screzio  lo risolveremmo tra di noi.  Elena  L.

 

13/01/2022

 

Sono V,  vorrei sapere cosa ne pensi della magrezza e della grassezza eccessive?  Io ho un problema con mia madre:  lei mi vorrebbe vedere sempre con qualche chilo in più,  mentre io piuttosto che un chilo in più ne preferirei 5 in meno.  Devo però confessarti che sono stata sull’orlo dell’anoressia,  quindi  la capisco,  ma ora deve avere fiducia,  se dico che non lo farò più mi deve credere.

 

Una madre che si preoccupa è una vera madre.  Si dice in giro che il troppo storpia,  ma a me dell’immagine femminile non piace neanche avere una visione uniforme;  non amo la magrezza,   neanche la troppa obesità.  La mia visione della donna in forma non deve essere per forza secca perché va di moda,  ma le rotondità nella donna sono belle:  senza esagerare.  La mia natura non ama rigidi programmi di dieta,  ma amo l’equilibrio e la salute.  Ciao  Elena L.

 

Dott.  Robert  Riconosceresti persone anche dopo vent’anni?  Anche se fossero mascherate?

 

Elena  Sì,  non dimentico mai un volto,  anche se sono mascherati con parrucca e mascherina, e non dimentico nemmeno la voce ;  questa cosa me la porto con me fin da quando ero piccola.

 

 

 Se tu fossi un frutto che frutto saresti?  Linda

 

  Io sarei una mela e un agrume,  lo so che vorresti una sola opzione,  ma ricorda che sono  un Gemelli e questo segno è noto per il dualismo,  nota bene,  dualismo,  non ambiguità!  Tu sai bene che sono due cose molto diverse.  Elena L.

 

21/01/2022

 

Quali sono le tue abitudini più radicate?  Hai mai cercato di liberartene?  D.

 

Non amo le abitudini,  ma cerco di coltivare solo  abitudini sane:  come fare quello che mi piace,  e tutto quello che concerne il rispetto per gli altri.  Però se certe abitudini mi fanno stare bene, come alzarmi per scrivere una poesia o altro ben vengano le abitudini!  Elena  L.

 

14/02/2022

 

Che cos’è per te l’anticamera dell’intelligenza?   Questa volta devi rispondere con un solo aggettivo.  Dott.  Robert

 

 

Io credo che sia la  “sensibilità “,  senza di questa cosa non ci può essere introspezione,  coscienza e tutte le altre cose legate all’intelligenza.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTICINQUESIMA PARTE

03/12/2021

 

 

IN CUCINA CON AMORE

 

E CON FEDERICA

 

 

Elena  Oggi presento nuovi sapori:  fettine di carpaccio spennellate di crema al tartufo e avvolte nella pancetta steccata.  Buonissime!

 

 

INVOLTINI DI CARPACCIO CON

 

FORMAGGIO AL TARTUFO E

 

PANCETTA STECCATA

 

 

Ingredienti:  fettine di carpaccio bovino,  fettine di pancetta steccata,  crema di tartufo  (un mix di tartufo e crema di formaggio)  erbe aromatiche:  rosmarino,  aglio,  salvia,  alloro;  sale q.b.,  pepe,  vino bianco o prosecco per sfumare,  olio extra vergine d0oliva.  Contorno di crauti  di verza all’aceto di mele.

 

 

Esecuzione:  spennelliamo con la crema al tartufo le fettine di carpaccio,  poi le arrotoliamo insieme alle fettine di pancetta,  le fermiamo con uno stecchino oppure le leghiamo con una corda alimentare.  Le spennelliamo con l’olio,  versiamo un bicchiere di vino e le mettiamo in forno a 175° per 25 minuti.  Nel frattempo faremo i crauti con la verza tagliata finissima,  la saliamo e pepiamo,  aggiungiamo uno spicchio di aglio,  due foglie di alloro,  bacche di ginepro ,  brodo e aceto di mele;  a fine cottura metteremo olio extra v. d’oliva. Lasciamo cuocere adagio per un’ora;  impiattiamo gli involtini in un letto di crauti.

 

 

Federica  Buonissimissimissimi!

 

 

04/12/2021

 

Elena  Alessandra mi ha detto che non ha pazienza per alimentare il lievito madre tutti i giorni,  così dice che lo ha finito e non lo usa più,  anche se ha notato la differenza nella leggerezza  ecc.  Io le ho detto che si può fare una pizza leggera usando un prelievito,  infatti abbiamo fatto queste pizze insieme.

 

 

PIZZE ESEGUITE CON UN

 

PRELIEVITO

 

 

 

Ingredienti per il prelievito:  acqua minerale frizzante,  tre cucchiai di olio extra vergine d’oliva,  10 g di lievito di birra, mezzo cucchiaino di zucchero,  sei cucchiai di semola di grano duro.  Per il lievito:  farina di tip0 “00”,  ancora due cucchiai di olio,  quattro cucchiai di latte,  mezzo bicchiere di acqua frizzante, un cucchiaio di aceto forte, sale.  Il condimento è a gusti.  (a noi la pizza piace poco carica di cose).

 

 

Esecuzione:  fare il prelievito la sera,  con acqua,  lievito e gli ingredienti sopra elencati:  deve risultare abbastanza molle ossia un po’ liquido,  lasciare riposare tutta la notte.  Il mattino seguente  prendere il prelievito e aggiungere gli altri ingredienti e soltanto alla fine mettere il sale;   Ora dividere l’impasto e tirarlo dello spessore desiderato,  poi stenderlo sulla teglia,  lasciare lievitare tre ore in un ambiente tiepido e poi guarnire e mettere in forno a 230° per 5 minuti.

 

Federica  Mi ha detto Ale. che le pizze erano buonissime:  friabili e croccanti.

 

06/12/2021

 

Elena   La ricetta di oggi l’ho dedicata al dott. Robert e Linda, sono i cappelletti asciutti conditi con funghi porcini, burro e salvia e carciofini,  fanno da primo piatto e da secondo piatto,  insomma un piatto unico.

 

 

CAPPELLETTI ASCIUTTI

 

 

 

Ingredienti:  carne per stracotto,  spalla bovina o cappello del prete,  oppure paletta ecc.  spezie,  verdure, erbe,  sale e pepe.  Per il pesto occorre il parmigiano grattugiato e il pangrattato fine.  Per la sfoglia come al solito 110 g di farina o di semola per ogni uovo.  Per il condimento servono:  carciofini,  mezzo porro,  porcini,  olio extra vergine d’oliva,  prezzemolo,  salvia burro e parmigiano grattugiato.

 

 

Esecuzione:  il pesto dei cappelletti si può fare in tanti modi,  a seconda dei gusti e delle proprie tradizioni.  Il mio preferito ha soltanto un tipo di carne,  proprio come gli ingredienti  che ho elencato sopra.  Mettiamo a cuocere la carne con le spezie,  le verdure e le erbe che preferiamo;  deve cuocere almeno tre ore,  dopo di che maciniamo la carne,  aggiungeremo il parmigiano,  il panco  e un po’ del suo liquido,  fino ad ottenere un impasto omogeneo che non appiccichi alle dita.  Poi si fanno i cappelletti nella solita maniera:  chi li fa più grandi,  più piccoli ecc.  si lasciano riposare  e nel frattempo si fa il ragù  soffriggendo il porro tagliato sottile,  aggiungendo i funghi e i carciofini,  sfumiamo con un po’ di vino bianco e aggiungeremo mezzo mestolo di brodo.  Caliamo i cappelletti nel brodo,  e poi li condiremo con il soffritto, burro fuso e salvia  e una manciata di parmigiano.

 

Federica   Questi sì che fanno resuscitare la fame perduta!

 

 

07/12/2021

 

Federica  Hai fatto le crespellone con le erbe che ti ho portato?

 

Elena   Sì,  sono riuscite da dio!

 

 

MAXI  CRESPELLE  AL RADICCHIO

 

DI CAMPO

 

 

 

Ingredienti:  radicchio di campo,  ricotta di pecora,  coppa a fettine sottili,  parmigiano grattugiato,  sale,  pepe,  olio extra vergine d’oliva,  due uova,  latte q.b.,  noce moscata,  peperoncino, una noce di burro,  farina doppio zero,  macis.  Contorno di insalata mista.

 

 

Esecuzione:  Incominciamo col pulire e lessare i radicchi,  li strizziamo bene poi li condiremo con sale,  pepe,  parmigiano,  due uova sbattute,  uno scalogno soffritto,  peperoncino, poi metteremo in tutto in una padella unta di olio  la cuoceremo da ambo le parti.  adesso setacciamo la ricotta di pecora,  mettiamo un pizzico di noce moscata,  e una grattata di scorza di limone.  Adesso facciamo le crespelle con il latte,  un uovo,  farina,  un bicchierino di brandy,  sale,  macis.  Farciamo le crespelle con qualche fettina di coppa sottile,  mettiamo il composto di radicchi,  infine la ricotta e chiudiamo la crespella.  La spruzziamo con il brodo e la mettiamo in forno per 10 minuti a 180°.  Servire la crespella con insalata mista.

 

Federica  Le ho fatte uguali alle tue,  sono buonissime!

 

09/12/2021

 

Elena   Le protagoniste di oggi in cucina sono le melanzane.  Un primo e secondo piatto gustoso,  anche se fritto non è pesante, l’importante è non bruciare l’olio e sostituirlo in ogni frittura.

 

 

MELANZANE  E SPAGHETTI

 

IN CARROZZELLA

 

 

 

Ingredienti:  una melanzana grande,  sale,  pepe, uova,  pane integrale,  parmigiano,  erbe aromatiche:  erba cipollina,  basilico,  origano,  rosmarino,  prezzemolo.  Olio extra vergine d’oliva,  olio di arachidi,  spaghetti,  farina tipo “0”,  pancetta a dadini, peperoncino,  crema di parmigiano.  Soffritto per gli spaghetti:  olio extra v. d’oliva,  scalogno o porro,  crema di parmigiano e dadini di pancetta abbrustoliti.

 

 

Esecuzione:  tagliamo la melanzana a metà per il lungo,  la scaviamo e ne ricaveremo della polpa che taglieremo a dadi per la frittura;  l’altra metà la taglieremo a mazze lune,  saliamo il tutto  e lasciamo riposare per almeno due ore.  Intanto caliamo gli spaghetti,  e mentre si cuociono andremo ad impanare le melanzane a mezza luna,  nell’uovo e poi nel pan grattato mescolato alle erbe,  poi le friggeremo, andranno sulla carta assorbente e nel frattempo rosoleremo anche i dadini di melanzana infarinati e fritti che li mescoleremo agli spaghetti.  Una volta cotti gli spaghetti li condiremo e li adageremo sopra una mezza melanzana passata prima in forno;  impiatteremo il tutto e buon pranzo!

 

 

Federica  Il tutto è buonissimo!

 

 

10/12/2021

 

 

Elena  Quando lago e bosco s’incontrano nasce un’intesa perfetta.  Sto parlando di pesci di lago e funghi pioppini.  Un matrimonio perfetto!

 

 

LAGO E BOSCO

 

 

 

Ingredienti:  pesce fresco di lago,  pioppini,  sale,  pepe, un uovo,  pangrattato,  limone,  rosmarino salvia,  prezzemolo,  dragoncello,  olio extra v. d’oliva e olio di arachidi,  farina “00”, aceto di mele,  peperoncino.

 

 

Esecuzione:  mettere il pesce a marinare con aceto di mele,  sale e pepe.  Dopo due ore passeremo il pesce nell’uovo e nel pangrattato,  infine in padella.  Poi puliremo e infarineremo i funghi pioppini,  li ungeremo con olio extra v. d’oliva  e li cuoceremo in forno  1 85° per 12 minuti.  Impiatteremo prima il pesce e lo contorneremo di funghi al forno e succo di limone.

 

 

Federica  Più buoni di così non li ho mangiati nemmeno a casa mia.

 

Federica  Grazie!  Sei molto cara.

 

 

11/12/2021

 

Elena  Oggi ho in mente un regalo per i nostri amici e altre persone a noi care;  siccome i miei pandorelli sono piaciuti molto ho deciso di fare dei graziosi pacchetti regalo proprio con i miei dolci di Natale.

 

 

PANDORELLI FARCITI ALLA

 

 

CREMA DI AGRUMI

 

 

 

Ingredienti:  lime,  mandarini,  arance,  limoni,  zucchero, a velo  glucosio.  per l’impasto:  lievito madre,  uova intere,  zucchero semolato,  estratto di vaniglia,  burro,  farina tipo “00”,  sale,  canditi di limoni grossi o cedri  fatti in casa.

 

Esecuzione:  incominciamo a fare l’impasto per tutti i pandorelli, ho solo tre stampi,  quindi dovrò farli in due o tre volte.  Lievito madre + uova,  lo zucchero, mescoliamo bene il tutto prima di aggiungere il  burro,  poi la farina,  infine i canditi.   Li lasceremo riposare per un giorno ognuno nel suo stampo  e  poi  divideremo l’impasto in due pezzi,  li  farciremo con una crema agli agrumi e inforneremo a 185° per 40 minuti,   li  foriamo con uno stecchino e se saranno pronti li toglieremo dal forno,  li capovolgeremo per 24 ore.  Dopo di che li toglieremo dagli stampi,  li decoreremo con zucchero a velo e filini canditi di agrumi,  l’ultima operazione sarà quella di confezionarli bene.

 

 

Federica    È un’idea brillante e anche molto buona!

 

 

14/12/2021

 

 

Elena  Oggi presento i ravioli alla mostarda di agrumi.

 

 

RAVIOLI ALLA MOSTARDA

 

DI AGRUMI

 

 

Ingredienti: uova,  farina per pasta fresca o semola  110 g per ogni uovo.  Mostarda di agrumi fatta con limoni,  lime,  arance,  bergamotto, zucchero;  ricotta,  parmigiano, salvia, olio extra vergine d’oliva o burro,  qualche amaretto sbriciolato,  sale,  pepe.

 

Esecuzione:  Facciamo il ripieno dei ravioli mettendo sul mortaio le fettine di mostarda di agrumi,  poi li amalgameremo con la ricotta setacciata,  sale,  pepe,  amaretti sbriciolati,  parmigiano grattugiato.  Facciamo la pasta per la sfoglia,  la tireremo sottile e oi tracciamo i quadrotti per i ravioli.  Una volta terminata l’operazione li caleremo in acqua salata al punto ideale,  li scoleremo e li metteremo a mantecare in olio o burro e salvia,  aggiustiamo di pepe,  e li cospargeremo di parmigiano.

 

Federica   Cosa vuoi che ti dica:  a me piacciono da morire!

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOQUATTRESIMA PARTE

30/11/2021

 

 

 

 

Continua dall’articolo precedente:  Gli ormoni che regolano le varie attività del nostro organismo.

 

 

E si continua con gli ormoni che agiscono sugli apparati che coinvolgono la termoregolazione:  la regolazione della produzione e della dispersione di calore avviene in modo da mantenere costante la temperatura corporea interna.  Tale regolazione non è attuata soltanto attraverso informazioni sensitive,  che giungono ai centri termoregolatori situati nell’ipotalamo  (vie termiche),  e attraverso messaggi motori che provengono dagli stessi centri e che giungono i visceri,  i muscoli  e la pelle;  la termoregolazione per via nervosa è infatti coadiuvata anche da ormoni.  La temperatura del sangue può fluire anche direttamente sui centri termoregolatori.  Questi sono vicini e in connessione con l’ipofisi ghiandolare,  da cui può essere secreto un ormone (ormone tireotropo),  che incrementa il consumo di ossigeno,  e la produzione di calore di alcuni tessuti come fegato,  reni, ecc.  Sempre dagli stessi centri può essere,  per via nervosa,  avviata una stimolazione alla midollare  della surrenale,  il cui secreto ormonale,  l’adrenalina,  agisce sui muscoli dei peli, provocandone l’erezione.  Tale erezione fa aumentare lo strato di aria ferma intorno al corpo e diminuisce la dispersione di calore.  L’adrenalina inoltre,  svolgendo azione vasocostrittrice sui vasi cutanei,  provoca diminuzione dell’irrorazione della pelle che diventa più fredda, e anche  per questa ragione,  disperde meno calore.  Elena  L.

 

Gli ormoni che agiscono sull’apparato

renale

 

 

 

Il contenuto di acqua  e di sali nel sangue esercita la sua influenza su cellule di origine nervosa aventi funzioni secernenti,  chiamate perciò cellule neuroendocrine,  localizzate nell’ipotalamo.  Queste cellule producono particolari ormoni polipeptidici,  quali la vasopressina; questa arrivata con il sangue su certi recettori del nefrone,  agisce regolando l’assorbimento di acqua.  Quando il contenuto di acqua nel sangue è elevato e quello di cloruro di sodio è basso,  la secrezione ormonale è depressa  e i tubuli collettori non operano il riassorbimento di acqua;  per questa ragione l’urina terminale aumenta.  Quando al contrario,  il contenuto di acqua diminuisce e la concentrazione di cloruro di sodio ematico aumenta,  la secrezione di vasopressina viene attivata,  e il nefrone trattiene la maggior quantità di acqua possibile,  perciò l’urina terminale diminuisce la quantità.  Elena  L.

 

 

02/12/2021

 

Come ho già scritto in altri articoli alle correlazioni ormonali,  ribadisco che,  molte funzioni dell’organismo sono quasi esclusivamente regolate da ormoni.  In questo caso il collegamento con il sistema nervoso è molto più difficile da precisare,  anche se indubbiamente è presente.  Si tratta di funzioni che rivestono un’importanza generale,  come l’accrescimento e la differenziazione dell’organismo,  la maturazione sessuale e i cicli sessuali dell’adulto e certi aspetti generali del nostro organismo.  Sulla produzione di ormoni che presiedono alla regolazione delle funzioni sopra elencate assume spesso una mansione importante e diretta l’ipofisi,  detta anche adenoipofisi.  Questa poi è legata intimamente alla neuroipofisi,   che è l’estrema appendice dell’ipotalamo al quale convergono un’infinità di informazioni sensitive che viaggiano nel sistema nervoso di conduzione o provengono dalle caratteristiche del sangue stesso  (temperatura,  concentrazione salina,  concentrazione di sostanze alimentari,  ecc).   A questo livello si ha la connessione tra il sistema nervoso e la costellazione endocrina,  cioè un’integrazione che ha il fine di raggiungere lo sviluppo armonico e la salvaguardia di ognuno di noi e della specie.

 

 

Gli ormoni che regolano lo sviluppo sessuale e i cicli sessuali

 

Lo sviluppo normale dei caratteri sessuali femminili e maschili è essenzialmente giudato da ormoni, rispettivamente dell’ovaio(estrogeni),  e del testicolo (androgeni).  Questa secrezione interna,  a sua volta è stimolata da tropo-ormoni  ipofisari,  le gonadotropine,  quindi,  da ormoni che agiscono sulle gonadi,  infatti, nella donna stimolano la crescita del follicolo ovarico ( ormone follicolostimolante) e rispettivamente  del corpo luteo (ormone luteinizzante).   Si comprende come tutto il ciclo estrale ,  caratteristico della femmina dei mammiferi,  sia sotto il controllo delle gonadotropine ,  che mentre inizialmente stimolano lo sviluppo dei follicoli ovarici in cui maturano le uova,  in seguito stimolano la formazione del corpo luteo originato da cellule dello stesso follicolo dopo l’espulsione dell’uovo.  Dalla secrezione  ormonale dei follicoli e dei corpi lutei dipendono a loro volta le modificazioni cicliche della mucosa e della vagina.  Avvenuta la fecondazione e l’insediamento dell’uovo nell’utero,  il controllo dell’ipofisi continua ad esercitarsi attraverso l’ormone luteinizzante.  Al parto infine,  interviene l’ormone dell’ipofisi nervosa,  che stimola la concentrazione della muscolatura uterina per espellere il feto.  Durante la gravidanza e dopo il parto, l’ipofisi interviene con un altro ormone, la prolattina, la cui funzione è quella di sviluppare la ghiandola mammaria e di indurre alla lattazione.

 

E adesso  chiudiamo questo argomento con ” gli ormoni che regolano l’accrescimento”.

 

L’accrescimento è sotto il controllo dell’ormone della crescitao o somatotropo prodotto dalla adenoipofisi  (parte anteriore dell’ipofisi).  La sintesi proteica e l’accrescimento delle ossa vengono stimolati da questi ormoni.  La loro deficienza patologica produce nanismo,  mentre una patologia inversa come iperproduzione ,  produce gigantismo e acromegalia,  esagerato sviluppo della mandibola e degli arti).  La mineralizzazione delle ossa è anche sotto l’influenza di un altro ormone:  il paratormone,  che è una proteina prodotta dalle paratiroidi.  Le ghiandole paratiroidi sono situate vicino alla tiroide  e sono influenzate dall’ipofisi attraverso un ormone paratireotropo  secreto da quest’ultima.  Il paratormone innalza la quantità di calcio nel sangue e favorisce la sua deposizione nelle ossa.   Il livello delle ossidazioni cellulari e certi aspetti del differenziamento evolutivo dei tessuti sono sotto il controllo della tiroxina,  parte attiva dell’ormone prodotto dalla tiroide.  Anche l’attività secretoria della tiroide è sotto il controllo dell’ipofisi attraverso un altro tipo di ormone,  l’ormone tireotropo.  Elena  L.

 

03/12/2021

 

Ho sentito parlare di ipofisi, e di tutte le altre ghiandole,  ma dell’epifisi mai,  è meno importante delle altre?  Marco e Patty

 

Tutte le ghiandole sono importantissime per il nostro vivere,  l’epifisi o ghiandola pineale,  è collegata per mezzo di un peduncolo al diencefalo (epitalamo);  ha forma e dimensione di un pisello.  i si trovano cellule di nevroglia,  cellule nervose e cellule epiteliali;  queste sono distinguibili in vari gruppi in base alle caratteristiche dei granuli presenti nel citoplasma.  La funzione endocrina dell’epifisi regolerebbe l’attività di cellule che producono pigmento,  essa produrrebbe un ormone detto melatonina;  inoltre sembra agire da antagonista dell’attività gonadotropa dell’ipofisi .  Le epifisi hanno forma varia,  in genere espansa ;  sono costituite da una massa centrale di tessuto spugnoso,  rivestite da tessuto osseo, e in corrispondenza delle articolazioni da cartilagine. Un sottile disco cartilagineo che separa l’epifisi dalla diafisi,  ha capacità di produrre tessuto osseo,  e  nella fase dello sviluppo, provvede all’accrescimento in lunghezza dell’osso.  Elena  L.

 

04/12/2021

 

Ho la bronchite cronica,  il mio medico mi ha mandato alle terme,  Ti sembra giusto?  R.

 

Secondo me sì,  per le cure di malattie croniche l’azione  terapeutica delle acque minerali naturali è molto efficace. Lo stesso vale per la cura delle acque minerali alla sorgente mediante bagni,  fanghi, ecc.  Le terapie termali sono elettivamente indicate  proprio nelle malattie croniche,  mentre sono controindicate  nelle fasi acute di tutte le malattie,  nelle forma cardiocircolatorie in scompenso,  nelle malattie edemigene ,  nelle neoplasie ecc.  Elena  L.

 

07/12/2021

 

Che cos’è la malattia dell’Alzheimer?   Sono stati fatti progressi da 10 anni fa a questa parte?  Marco e Patty.

 

 

Il morbo di Alzheimer arriva in età presenile in corrispondenza con una patologica atrofia cerebrale. L’incidenza della malattia tende a salire con l’età. Ci sono alcune ipotesi sulla causa della malattia:  che vanno da una forma autoimmune,  ad un’anomalia genetica,  anche ad infezione da virus,  ecc. Tempo fa è stata individuata una proteina anomala che andrebbe a depositarsi sui neuroni,  provocandone la degenerazione;  inoltre,  gli scienziati hanno scoperto che una concentrazione elevata nel sangue di ferro e rame possa favorire la malattia dell’Alzheimer    Elena  L.

 

09/12/2021

 

 

Se una persona che soffre di anoressia e che ha ripugnanza verso il cibo,  non si potrebbe alimentare con delle compresse?  Sappiamo che nel cibo ci sono anche tante sostanze  chimiche e cancerogene;  cosa ne pensi?  L.

 

 

Da quello che ho imparato fino ad oggi io ti rispondo di no!  Il nostro è un  corpo umano,  non una macchina di metallo,  è fatto di carne ed ossa e ti sentimenti e un meccanismo delicato dove tutti gli organi,  i sensi,  la pelle ecc. sono coinvolti.  Anche se raramente le sostanze nutritive si trovano nel mondo esterno nelle condizioni e nello stato chimico che consentano loro di essere utilizzate come tali,  non sarebbe possibile.  Queste sostanze si trovano inglobate in parti grossolane e piccole di origine vegetale e animale con una struttura chimica tale che l’organismo non è capace di assorbire.  Gli alimenti subiscono una triturazione, che li riduce in piccole particelle, in modo da poter essere deglutite e poter offrire maggiore superficie esposta agli agenti chimici versati nel canale alimentare dalle ghiandole annesse al tubo digerente.  La triturazione è realizzata nel cavo orale per mezzodella masticazione;  essa è la prima delle modificazioni a cui vengono sottoposti gli alimenti introdotti in bocca.  Un altro passo importante,  quello subito dopo è quello della digestione,  che consente nella demolizione delle sostanze chimiche complesse di cui risultano costituiti gli alimenti in sostanze più semplici e assorbibili.  Le proteine vengono demolite in amminoacidi,  gli amidi in monosaccaridi e i grassi vengono scissi ad acidi grassi ed alcoli (glicerolo).  Questa demoolizione è opera di reazioni chimiche per mezzo delle quali i legami chimici che uniscono le sostanze più semplici per formare le sostanze complesse,  vengono scissi.  In ognuna di queste reazioni di scissioneviene utilizzata una molecola di acqua, i cui elementi determinano la rottura;  queste reazioni si chiamano reazioni idrolitiche.    Le reazioni di questo tipo avvengono spontaneamente congrande lentezza,  che solo una minima parte delle sostanze alimentari complesse verrebbe demolita se non intervenissero dei catalizzatori delle reazioni.  Quindi,  sono i catalizzatori a condurre in tempo utile tutta l’opera digestiva;  trattandosi di catalizzatori proteici prodotti da cellule viventi, si chiamano enzimi o fermenti digestivi.  Gli enzimi sono di varia natura e sempre specifici per una determinata reazione chimica,  nel senso che un determinato fermento catalizza solo una o solo quella  determinata reazione idrolitica,  e non le altre.

 

N.B. Se vuoi saperne di più posso andare avanti domani,  solo me lo dovrai dire.  Elena L.

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTIQUATTRESIMA PARTE

26/11/2021

 

 

IN CUCINA CON AMORE

 

E CON FEDERICA

 

Elena   Ecco i miei nuovi fagottini ripieni di baccalà,  una delizia per il palato.

 

FAGOTTINI RIPIENI DI BACCALÁ

 

 

 

Ingredienti: per il ripieno: baccalà al forno con aglio,  prezzemolo,  pangrattato,  rosmarino,  olio extra vergine d’oliva aceto di mele,  sale e pepe,  olive,  pomodoro salsa,  capperi.  Per la pasta: farina “00”,  lievito madre,  sale,  olio extra vergine d’oliva,  un uovo,  un bicchierino di brandy,  latte,  olio di arachidi.  Per il contorno:  finocchi al latte fatti al forno con il latte.

 

Esecuzione:  incominciamo con il ripieno:  dopo avere sfornato il baccalà, lo passeremo al setaccio per togliere eventuali lische rimaste.  Uniamo le olive e i capperi pestati al mortaio,  uniamo la salsa di pomodoro,  il pangrattato,  sale, pepe e formiamo un impasto omogeneo che non coli.  Adesso facciamo i finocchi:  li tagliamo a spicchietti, poi li passiamo in casseruola con un po’ di latte,  noce moscata,  un cucchiaio di farina,  sale,  pepe,  e aggiungiamo ancora un po’ di latte,  parmigiano grattugiato e li metteremo a cuocere e a gratinare in forno per 15 minuti a 170°.  Adesso formiamo delle palline con il pesto ricavato dal baccalà,  e le mettiamo da parte;  impastiamo la sfoglia per l’involucro delicato e sottile dei fagottini,  lo stendiamo e tagliamo dei rettandoli poi metteremo il ripieno e li chiuderemo ben bene e poi andranno in padella.  Scolare i fagottini,  li adageremo sulla carta assorbente e poi li impiatteremo insieme ai finocchi gratinati.

 

Federica   Che buoni!

 

Elena  Grazie!

 

27/11/2021

 

Elena  Da tanto tempo desideravo fare una pasta di semola in brodo, di tipo  grande come le trofie;  ebbene sono rimasta contenta perché il piatto non è risultato meno gustoso di quando si fa al sugo o al pesto ecc.  L’importante è fare un buon brodo di carne saporito,  che non sia unto e torbido ma avvolto nella leggerezza e nel sapore.

 

TROFIE AL BRODO DI CARNE

 

 

 

Ingredienti per il brodo:  cappone o gallina,  una crosta di parmigiano,  un pezzetto di cappello del prete,  noce moscata,  sedano,  una carota,  tre spicchi di aglio,  sale q.b.. Parmigiano,  basilico,  trofie.

 

 

Esecuzione:  nella pentola mettiamo prima tutti gli ingredienti sopra elencati tranne il parmigiano e il basilico,  poi aggiungeremo l’acqua fino al bordo della pentola.  Portiamo ad ebollizione,  se c’è schiuma,  schiumare con il mestolo e poi abbassare  il calore e far cuocere la carne fino a cottura ultimata:  in tutto circa due ore.  Una volta fatto il brodo, filtrare bene e togliere l’eccesso di grasso se c’è,  poi portare ancora ad ebollizione per cuocere le trofie al dente.  Impiattare con abbondante parmigiano e qualche foglia di basilico.

 

Federica:  Sì,  io ci credo,  farò anche questo piatto.  Grazie!

 

29/11/2021

 

 

Elena   Anche oggi presento un patto nuovo :  i cappelli con le cime di rapa.  Gustosi e leggeri sono stati un trionfo sulla mia tavola.

 

 

CAPPELLI ALLE CIME DI RAPA

 

 

 

Ingredienti:  per la pasta serviranno  110 g di farina per ogni uovo, sale. Per il ripieno:  cime di rapa,  sogliole,  acciughe,  burro,  olio extra vergine d’oliva,  panco,  parmigiano,  sale e pepe, salvia,  origano.

 

Esecuzione:  iniziamo col fare il pesce al forno,  infarinando le sogliole,  e poi passarle con un giro di olio e infornarle a 180 per 10 minuti.  Dopo avere lessato le cime di rapa,  le scoliamo  (tenendo da parte l’acqua di cottura)  le amalgamiamo con la polpa delle sogliole,  aggiustiamo di sale e pepe,  parmigiano e panco fino ad ottenere un impasto omogeneo che non si appiccichi alle dita.  Poi sarà la volta della pasta:  impastiamo,  poi tiriamo la sfoglia sottile,  facciamo dei quadrotti,  mettiamo il ripieno,  poi li chiudiamo a forma di cappello.  Lasciamo riposare per mezz’ora prima di calarli nell’acqua bollente;  intanto facciamo soffriggere le acciughe con una noce di burro,  e uno spicchio di aglio,  poi caliamo la pasta e la scoleremo al dente e la condiremo con il ragù  di acciughe,  aggiungiamo anche un po’ di olio,  salvia e origano infine una manciata di parmigiano grattugiato per ogni piatto.

 

 

Federica   Sono sicura che questo piatto piacerà moltissimo a mio padre,  ma piace anche a me!

 

Elena   Grazie! Forse non ti ho detto che ho fatto la torta per Patty e Marco:   il mio monte bianco, mi hanno detto che è piaciuta molto ai loro ospiti,  domani te la presento.  Ciao!

 

30/11/2021

 

Elena   Come ti ho promesso oggi presento la mia torta monte bianco,  non dico altro perché è piaciuta tantissimo.

 

 

TORTA  MONTE BIANCO

 

 

Ingredienti:  300 g di polpa di castagne lessate,  200 g di zucchero semolato,  due uova e un tuorlo,  100 g di cioccolato fondente  al 70%,  latte q. b., estratto di vaniglia,  150 g di panna montata,  70 g di canditi all’arancia,  70 g di fichi secchi,  20 g di cacao amaro,  70 g di burro,  un bicchierino di liquore al caffè,  230 g di farina di castagne,  400 g di caldarroste,  ,  zucchero a velo per caramellarle  burro e farina “00” per foderare la teglia.

 

Esecuzione:  Per prima cosa facciamo le caldarroste e mettiamo le altre castagne a lessare.  Dopo ci adopereremo per spellarle tutte;  con le caldarroste faremo i marron glacé,  mentre con le castagne lessate le passeremo nello schiacciapatate.  Adesso mettiamo a sciogliere il cioccolato a bagnomaria in poco latte,  poi lo stenderemo in una teglia da forno della misura in cui andremo a versare la torta,  la lasceremo in frigorifero fino a quando non si sarà addensata completamente,  poi la toglieremo dalla carta da forno già pronta per  comporre la nostra torta.  Adesso possiamo accendere il forno in modo che vada in pressione di 180° e contemporaneamente iniziamo a fare la torta sbattendo lo zucchero con il burro,  poi aggiungeremo le uova uno per volta,  il cacao,  la vaniglia,  i fichi tagliati a pezzettini,  i canditi,  il liquore,  la purea di castagne,  la farina di castagne e il lievito per dolci:  una bustina.  Adesso mettiamo metà del composto nella teglia già imburrata e infarinata,  poi metteremo la lastrina di cioccolato,  infine il restante impasto e inforneremo a 180° per 45 minuti.  Controllare con uno stecchino la cottura prima di togliere la torta.  mentre la torta cuoce montiamo la panna,  e caramelliamo le caldarroste con zucchero a velo e poca acqua o succo di arancia.  Lasciamo raffreddare,  togliamo le castagne una ad una con una pinza e le faremo rassodare in frigorifero.  Poi guarniremo la torta con una montagnola di marron glacé ,  fiocchi di cioccolato e riccioli di panna.

 

Federica   è disumano leggere gli ingredienti  poi guardare questa torta e non poterla assaggiare!

 

Elena   Ce ne sono di meglio in giro,  ma ti assicuro che questa è deliziosa!

 

01/12/2021

 

 

Elena   Oggi presento le mie polpette giganti cotte al forno.

 

 

POLPETTE GIGANTI

 

 

Ingredienti: arrosto di prosciutto cotto, piselli,  mezzo porro,  quattro cucchiai di salsa di pomodoro, sale,  pepe, parmigiano,  panco,  pane raffermo,  latte,  un uovo intero,  basilico, spezie miste, olio extra vergine d’0liva,  pecorino grattugiato, ricotta di pecora.

 

 

Esecuzione: lessiamo i piselli al vapore,  tritiamo l’arrosto di prosciutto,  incorporiamo la ricotta,  l’uovo,  il parmigiano grattugiato,  le spezie,  il pane raffermo ammollato nel latte e ben strizzato, sale,  pepe,  il ragù fatto con porro e pomodoro,  panco.  Amalgamiamo bene il tutto, poi formiamo delle grosse polpette,  le passeremo nel panco, poi le metteremo sulla carta da forno in una teglia e le spennelleremo con l’olio.;  inforniamo a 170° per circa 15 minuti.  Le polpette risulteranno morbide dentro e croccanti fuori.  Adesso facciamo la salsa con i piselli macinati con la buccia,  sale,  pepe,  pecorino grattugiato e olio extra vergine d’oliva.  Ed ecco il piatto finito.

 

Federica  Saranno squisitissime le tue polpette grandi!  Ne sono sicura.

 

02/12/2021

 

Elena  Una signora mi ha chiesto se si possono fare gli gnocchi con le castagne.  Sì,  certo che si possono fare,  proprio come si fa con le patate, la zucca ecc.  Oggi li presento per lei,  sono molto buoni,  saporiti sono anche loro senza glutine.  Eccoli nella foto sotto.

 

 

GNOCCHI  DI  CASTAGNE

 

 

Ingredienti:  castagne lessate,  alloro,  un uovo, noce moscata o macis (meglio),  sale,  pepe, rosmarino,  olio extra vergine d’oliva,  salsa di pomodoro fatta in casa,  parmigiano e pecorino grattugiati,  cren,  farina per pasta fresca q.b. per l’ultima lavorazione quella di passare gli gnocchi nel pettine oppure sulla forchetta.

 

 

Esecuzione:  per prima cosa facciamo cuocere le castagne,  poi le sbucciamo e le puliamo bene da tutte le pellicine.  Le passiamo al passaverdura,  facciamo una fontana dove metteremo un uovo,  la noce moscata grattugiata,  sale,  pepe,  cren, e con un cucchiaio di farina di aiutiamo a formare un bell’impasto;  facciamo dei grossi cordoni  che taglieremo a dadi,  e  che poi passeremo sopra una forchetta o sull’asticella.  Adesso facciamo un sugo al pomodoro,  facendo soffriggere in poco olio una o due foglie di alloro,  e un rametto di rosmarino,  aggiungiamo i pomodori spezzettati  messi  da parte per la salsa,  portiamo a termine la cottura,  poi irroriamo il sugo con olio extra vergine d’oliva.  A questo punto non ci resta altro che versare gli gnocchi nell’acqua bollente per 30 secondi,  li scoliamo e li metteremo nella casseruola del sugo.  Li mantechiamo e li cospargeremo di parmigiano e pecorino.

 

Federica  Che buoni!

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOTREESIMA PARTE

24/11/2021

Giardino d’inverno

Dall’articolo precedente  continua “I vasi sanguigni”.    Alla fine troviamo le arteriole che danno origine a una rete capillare che circonda le cellule di tutti i tessuti.  In particolare ricordiamo la rete capillare dei villi intestinali,  e la rete capillare dei glomeruli renali che serve prima a filtrare e poi a riassorbire il filtrato glomerulare.  Il fenomeno di filtrazione e di riassorbimento è molto vistoso in questi capillari,  ma è comune a tutte le reti capillari.  La prima parte della rete capillare,  quella più vicina all’arteriola, per effetto dell’ancora elevata pressione idrostatica del sangue, filtra negli interstizi fra le cellule un liquido simile al plasma sanguigno ma privo di proteine.  Nella seconda parte della rete capillare,  quella vicina alla venula,  il sangue ha perduto gran parte della sua pressione idrostatica,  avendo però un contenuto proteico più elevato del liquido interstiziale,  riesce ad assorbirne una certa quota prima filtrata;  la quota che avanza prende la via dei vasi linfatici. La via principale di ritorno del sangue è però rappresentata dal sistema venoso che iniziando con le venule,  termina infine con le due vene cave, superiore e d inferiore che sboccano nell’atrio di destra chiudendo così il grande circolo.  Anche i capillari linfatici si raccolgono in vasi sempre più grossi e infine costituiscono  nel dotto toracico che termina il suo tragitto sboccando nella vena succlavia sinistra.   Il ritorno venoso è più complicato per il territorio del canale alimentare che per gli altri territori vascolari,  in quanto vi si inserisce la grande ghiandola epatica,  il fegato.  i vasi capillari della mucosa intestinale, si raccolgono in vene che confluiscono in una grossa vena porta,  che entra nel fegato, dove torna a suddividersi  e  dà origine ad una rete capillare che circonda le cellule dei   lobuli epatici.  Questa rete capillare a sua volta confluisce in altri grossi vasi venosi,  le vene sovraepatiche, che sboccano nella cava inferiore.   Il sangue refluo dall’intesino quindi, prima di mescolarsi con il resto del sangue venoso,  prende contatto con le cellule epatiche e questo fatto ha una grande importanza per il bene dell’organismo.  Il fegato infatti è un organo sede di parecchie attività chimiche.  Tra esse ricordo la capacità di accumulare D-glucosio sotto forma di polisaccaride esclusivo degli animali, il glicogeno.  Il D-glucosio assorbito dal lume intestinale,  anziché accumularsi nel sangue, viene immagazzinato nel fegato,  dal quale a seconda del bisogno,  viene restituito al sangue negli intervalli tra un pasto e l’altro.  Nel fegato inoltre si attua la sintesi dell’urea a partire dall’ammoniaca.  Tutta l’urea che si forma dalla demolizione degli amminoacidi viene sintetizzata nel fegato,:  esso svolge la funzione di disintossicazione nei riguardi dell’ammoniaca circolante.  Molte altre attività disintossicanti nei riguardi di sostanze ingerite casualmente o a scopo medicamentoso,  sono  attribuite al fegato.  È opportuno perciò che esso sia inserito come protezione tra il canale alimentare e il resto dell’organismo.  Continua domani.

25/11/2021

Il movimento del sangue ovviamente è realizzato dalla pompa cardiaca.  Questa pompa compie ritmicamente un determinato numero di  cicli nell’unità di tempo,  nell’ essere umano in media 70 al minuto.  Ogni ciclo è costituito da una sistole atriale seguita dalla sistole ventricolare e da una pausa.  Ad ogni sistole segue una decontrazione o diastole.  Le sistoli cardiache,  come le contrazioni muscolari sono accompagnate da un fenomeno elettrico ( l’elettrocardiogramma).  Il ritmo cardiaco è un fenomeno automatico che si origina nel nodo del seno,  e le contrazioni del cuore proseguono indisturbate anche quando esso è separato dall’organismo o addirittura inserito in un altro individuo (trapianto cardiaco).  Separato dalle sue connessioni nervose,  il cuore  non può pulsare solo ad una frequenza costante;  la sua capacità di adattamento in queste condizioni è perciò molto limitata.  Mentre quando esso si trova in sito connesso ai rami cardiaci dei nervi vaghi o simpatici, la frequenza e la forza variano,  a seconda dei bisogni dell’organismo, e e con questo varia ovviamente la pressione del sangue e il volume di questo espulso dal cuore nell’unità di tempo.  I nervi simpatici sono nervi eccitatori,  i nervi vaghi sono nervi inibitori;  essi traggono origine dai centri rispettivamente cardioacceleratori e cardioinibitori situati nel midollo allungato e nel midollo spinale.  Quando per esempio inizia un’attività muscolare,  come camminare,  correre ecc,  il bisogno di ossigeno e di sostanze nutritive solide  aumenta ,  con ciò aumenta anche il bisogno di sangue come portata,  cioè come volume per unità di tempo e unità di massa irrorata.  Questo maggiore  fabbisogno viene soddisfatto aumentando l’attività cardiaca, cioè aumentando la sua frequenza e la sua forza di contrazione.  Tale effetto è dovuto ad un aumento dei centri cardioacceleratori la quale a sua volta è la risposta a impulsi nervosi,  che decorrendo nei nervi cardiaci,  provengono dall’atrio di destra dilatato da un aumento del ritorno di sangue venoso.   Questo aumento di sangue venoso è dovuto alla spremitura meccanica sulle vene che viene messa in atto dalla contrazione dei muscoli.  L’ultma parte continua domani…

26/11/2021

Non è poi da trascurare la possibilità che l’aumento dell’attività dei centri cardioacceleratori,  come avviene per l’aumento dell’attività dei centri respiratori,  sia effetto diretto dell’aumento dell’attività motoria.  Accanto a questi meccanismi di adeguamento del cuore ai bisogni dell’organismo, sono presenti anche dei riflessi protettivi inibitori i quali impediscono che l’attività cardiaca oltrepassi dei limiti che sarebbero dannosi per l’organismo.  Quando per le ragioni sopra descritte o per altre ragioni,  ad esempio reazioni di spavento,  la pressione sanguigna sale, entrano in eccitamento dei recettori sensibili alla pressione (pressocettori),  situati nell’arco aortico e nelle carotidi;  questi inviano impulsi nervosi ai centri cardiaci e deprimono l’attività di questi centri, in modo che anche l’attività cardiaca ne risulti frenata.  Il sistema vasale in cui circola il sangue non è un sistema rigido,  ma è provvisto di pareti muscolari, e partecipa insieme al cuore, al raggiungimento dei fini utili all’organismo.  Quando in seguito ad un’attività muscolare,  il cuore aumenta la sua frequenza e la sua forza di contrazione,  aumenta anche la pressione sanguigna.  Questa variazione di pressione tenderebbe a far aumentare uniformemente la portata sanguigna in tutti i territori dell’organismo,  anche in quelli che non ne hanno bisogno,  con inutile dispendio di energia,  ma ciò non avviene.  Quando in seguito a lavoro muscolare e sotto influenza dei centri cardioacceleratori,  aumenta l’attività cardiaca,  si restringono i vasi che irrorano i muscoli, così che la massa sanguigna viene in parte spostata dal territorio viscerale a quello muscolare.  Elena  L.

27/11/2021

Quali sono gli ormoni che agiscono sull’apparato cardiocircolatorio e respiratorio?   Patty e Marco

Ogni volta che attraverso vie nervose provenienti dal cuore o da altre zone,  il centro cardioacceleratore e il centro respiratorio vengono stimolati,  aumenta anche la dilatazione dei vasi del cuore e dei muscoli scelettrici,  mentre diminuisce quella dei vasi dei visceri addominali e della pelle. Le vie bronchiali  vengono dilatate in modo da diminuire la resistenza al passaggio dell’aria.    Contemporaneamente a questo effetto mediato attraverso vie nervose,  vi è un effetto collaterale sinergico,  mediato attraverso ormoni.  I messaggi motori che partono dal centro  cardioacceleratore e da quello respiratorio, vanno anche a stimolare la midollare surrenale.  Le cellule di questa ghiandola  endocrina secernano adrenalina,  un ormone che ha gli stessi effetti dei messaggi motori simpatici sul cuore,  sui vasi e sui bronchi.  L’adrenalina è quella sostanza cardioacceleratrice e vasodilatatrice nel territorio cardiaco e in quello muscolare,  vasocostrittrice nel territorio viscerale,  e inoltre broncodilatatrice.  Elena  L.

28/11/2021

E gli ormoni che agiscono sull’intestino esistono?  Patty e Marco

Gli ormoni che operano a livello intestinale,  la loro secrezione è provocata dallo stimolo esercitato dal contenuto intestinale direttamente su cellule endocrine,  produttrici di pormoni,  presenti nella mucosa intestinale.  Quindi,  l’acidità del contenuto intestinale,  appena uscito dallo stomaco,  stimola la secrezione di secretina che a sua volta aumenta la produzione degli enzimi proteolitici propri del pancreas  (tripsinogeno e chimotripsinogeno ).  I fermenti proteolitici pancreatici continuano e completano la digestione acida dello stomaco.  Il contenuto in grassi dello stesso liquido intestinale  stimola invece la secrezione di colecistochinina che a sua volta agisce promuovendo l’espulsione della bile dalla vescica biliare nel duodeno.  La bile contiene gli acidi biliari,  sostanze indispensabili alla digestione dei grassi.  Elena  L.

29/11/2021

Se ho ben capito sono gli ormoni che regolano le varie attività dell’organismo,  vero?  Marco e Patty

Certamente,  anche in questo campo l’ipofisi ghiandolare assume un ruolo preponderante attraverso un tropoormome, che va ad influire sulla funzione secretrice  della corteccia delle ghiandole surrenali,  l’ormone adrenocorticotropo.  La corteccia surrenale fabbrica ed immette in circolo una serie di ormoni che dal punto di vista della struttura chimica appartengono ai derivati del colesterolo  (0rmoni stroidei).  Alcuni di essi,  il cortisone favoriscono l’accumulo di D-glucosio come glicogeno e frenano le reazioni infiammatorie.  Per questa ragione sono molto usati in terapia al fine di ridurre certi stati infiammatori  (reumatismi ecc).  Altri steroidi agiscono sul bilancio salino (aldosterone) incrementando la funzione di riassorbimento  quindi di risparmio di cloruro di sodio,  dei tubuli renali.  Altri due ormoni oltre il cortisone,  interferiscono sul metabolismo del D-glucosio.  Essi sono fabbricati dalle isole di tessuto incluso nel pancreas e chiamate appunto le isole del Langherhans.  I due ormoni prodotti da queste isole sono: l’insulina e il glucagone.  L’insulina come molti sanno fa diminuire il tenore di D-glucosio nel sangue,  in quanto ne favorisce sia l’accumulo,  come il glicogeno,  che la utilizzazione.  Il glucagone,  invece fa aumentare il tenore di D-glucosio nel sangue.  la produzione di questi ormoni è regolata dal livello di D-glucosio nel sangue.  Quando questo si abbassa viene stimolata la produzione di glucagone e inibita la produzion e di insulina,  viceversa accade quando il livello di glucosio nel sangue aumenta.

  A domani con le altre spiegazioni che ti piacciono,  nel prossimo articolo di ” La nostra salute”.    Risposte ai lettori quarantadue centoquattresima parte.   Elena L.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODUESIMA PARTE

20/11/2021

 

 

 

Continua dall’articolo  risposte ai lettori quarantadue centounesima parte   “Encefalo e nervi encefalici” (La nostra salute)

Le fibre orizzontali mettono in rapporto tra loro i due emisferi del cervelletto e sono dette perciò peduncoli cerebellari.   Tutto questo insieme di fibre costituisce la sostanza bianca del ponte che come negli altri segmenti encefalici che ho descritto,  ad eccezione del telencefalo,  si trova anche alla periferia. Nella sostanza bianca  metencefalica si trovano ammassi di sostanza grigia che costituiscono i nuclei pontini;  alcuni di essi sono connessi con la corteccia cerebrale e anche con quella del cervelletto, quest’ultimo viene così controllato dalla corteccia degli emisferi cerebrali.  la porzione dorsale del metencefalo è costituita dal cervelletto,  segmento encefalico di notevole importanza funzionale perché regola l’attività motoria somatica.  Il cervelletto controlla il tono muscolare e la forza dei movimenti volontari e automatici.  Ciò si realizza per mezzo di riflessi che assicurano l’equilibrio del corpo,  in base a informazioni provenienti dai canali semicircolari e e dall’utricolo dell’orecchio interno e dagli organi locomotori stessi.  Rispetto al resto della massa encefalica,  le dimensioni del cervelletto sono notevoli,  superate solo da quelle degli emisferi cerebrali,  e da ciò deriva il nome,  che appunto significa piccolo cervello.  È anch’esso formato da due emisferi,  emisferi cerebellari o lobi laterali, e da un lobo mediano chiamato “verme” proprio per la sua forma vermiforme,  suddivisa da solchi trasversali in anelli che si susseguono.  la suoerficie degli emisferi cerebellari e del verme è ricoperta da una corteccia cerebellare,che appare come pieghettata per la presenza di solchi poco profondi,  e da scissure profonde,  parallele,  disposte trasversalmente rispetto all’asse ence4falico antero posteriore.   Tale solcatura suddivide la sostanza grigia corticale e la sostanza bianca interna,  in modo tale che sezionando il cervelleto con dei tagli sagittali,  la superficie di taglio presenta un aspetto fogliforme,  o arborescente,  dal quale derivò il nome  di “arbor vitae”, con cui lo designavano gli antichi anatomici.,  fasci che collegano le due metà del cervelletto attraversando la protuberanza anulare,

 

Il cervelletto è collegato con il resto del neuroasse per mezzo di tre coppie di peduncoli cerebellari:  superior,  medi,  inferiori,  nei quali passano fasci di fibre da e per centri superiori,  fasci che collegano le due metà del cervelletto attraversando la protuberanza anulare,  fasci da e per il midollo spinale.  Al di sotto del cervelletto si trova l’ultimo segmento encefalico,  il mielencefalo, detto anche midollo allungato o bulbo.  Questo è posto superficialmente,  essendo ricoperto soltanto da una laminetta meningea molto vascolarizzata chiamata :  tela coroidea del 4° ventricolo.  La cavità che a causa della sua forma a losanga è denominata fossa romboidale, si estende nel metencefalo, e si continua con l’acquedotto di Silvio del mesencefalo;  alla fine è in comunicazione con il canale centrale del midollo spinale.  Il pavimento della fossa romboidale corrisponde alla sostanza grigia bulbare formata dai nuclei di nervi encefalici,  e precisamente delle ultime sette paia,  esattamente dal 6° al 12°.  Tali nuclei,  alcuni dei quali essendo superficiali provocano dei rilievi del pavimento stesso,  sono disposti secondo un ordine che corrisponde a quello dei nuclei di sostanza grigia del modollo spinale;  nel bulbo,  pero il canale midollare,  trasformatosi in 4° ventricoli,  è venuto ad incunearsi,  allargandosi,  tra i due bracci dellH della sostanza grigia che è stata spinta a disporsi su una linea frontale anzichè su due linee sagittali pressoché parallele come il midollo.  nel midollo allungato si trova una formazione grigia,  pari,  chiamata “oliva bulbare” che sporge sulla faccia anteriore ed è una stazione della via motrice che ha collegamenti con il cervelletto  e con altri centri encefalici e del midollo spinale.  Vi sono inoltre due nuclei ( di Gall e di Burdach) sui quali terminano le fibre nervose di senso,  penetrate nel midollo spinale atteaverso le radici posteriori e proiettate a questa stazione mielencefalica che a sua volta è collegata con centri superiori ( per esempio col talamo).  La sostanza bianca del midollo allungato è formata dai fasci di fibre che in senso ascendente o discendente,  lo attraversano, anche incrociandosi.  Come nel midollo spinale la sostanza bianca del bulbo è disposta esternamente, salvo che in corrispondenza del pavimento del 4° ventricolo,  comemho spiegato prima.  Riassumendo,  pertanto,  il midollo allungato è un sito di passaggio per i fasci ascendenti e discendenti,  rispettivamente sensitivi o motori,  che qui s’incrociano o no,  vi passano anche fasci cerebellari.  Esso è anche un’importante stazione nervosa,  sede di centri fondamentali riflessi viscerali,  che si realizzano attraverso le fibre del nervo vago:  centro respiratorio;  centro moderatore del cuore;  centro vaso-motore per la la contrazione delle arterie periferiche;  centri secretori  (perm la glicosuria,  per la secrezione urinaria,  per la secrezione salivare);  centro per i movimenti di masticazione,  di deglutizione, del vomito,  della tosse,  ecc.  Si comprende pertanto perché una lesione del bulbo sia mortale  se interessa i centri vitali sopra elencati o è causa di paralisi se colpisce  i fasci motori,  o di perdita di sensibilità se sono lesi i fasci sensitivi.  Elena  L.

 

22/11/2021

 

Prima di chiudere l’argomento “nervi encefalici”  voglio riassumerti in un attimo le meningi.

 

 

LE MENINGI

 

Il midollo spinale e l’encefalo,  oltre che dallo scheletro  (colonna vertebrale e cranio) sono prodotti da tre membrane connettivali sovrapposte,  “le Meningi”,  interoste tra lo scheletro e la massa nervosa.  Lo strato più esterno è ” la dura madre”, fibrosa,  spessa e robusta;  essa si continua con la guaina dei nervi,  lo strato successivo è l’aracnoide, la quale invia verso la meninge profonda (pia madre) setti filamentosi che suddividono lo spazio tra queste due meningi (spazio aracnoideo) in lacune entro le quali circola il liquido cefalorachidiano, che assicura la sospensione idrostatica della massa nervosa,  impedisce la compressione delle cellule nervose e ammortizza gli shock,  anche quelli determinati dalle pulsazioni vasali.  La membrana (meninge ) più interna,  la pia madre, è molto vascolarizzata e aderisce alla superficie del neurasse, alla cui nutrizione contribuisce notevolmente.   Le meningi formano setti interposti nelle grandi fessure encefaliche:  in quella tra i due emisferi cerebrali si trova la falce del cervello e nella fessura tra il cervelletto e lobi occipitali vi è il tentorio del cervelletto.

Elena  L.  ( spero di essere stata soddisfacente,  anzi spero proprio di più.

 

23/11/2021

 

Mi piacerebbe da te una descrizione ancora più semplice dei vasi sanguigni.  In certi casi ci sono dei paroloni! Grazie!  L. D.

 

 

Carissima D.  in medicina ci sono grandi nomi e grandi paroloni,  quelli non si possono cambiare,  cerco di darti una spiegazione comprensibile e semplice,  va bene?

 

 

I VASI SANGUIGNI

 

Come molti sapranno,  i vasi sanguigni sono dei canali,  che formano un sistema chiuso,  che in base alla struttura  vengono distinti in arterie,  capillari e vene.  In essi circola il sangue,  nelle arterie in senso centrifugo rispetto al cuore,  nelle vene in senso centripeto;  i capillari formano un’enorme rete a maglie finissime interposta tra arterie e vene,  attraverso la quale si effettuano gli scambi tra il sangue e i tessuti di ogni distretto del corpo.  Vorrei ricordare che reti  capillari possono trovarsi anche inserite nel corso di arterie  ( ad esempio la rete mobile del rene)  0 di vene ( sistema portale del fegato)  e inoltre,  che i capillari delle ghiandole endocrine e del fegato che occupano gli spazi tra le cellule sono detti sinusoidi.  L ed è per questo che le vene sono estensibili e si dilatano passivamente.a struttura dei vasi è così composta: tunica interna che è formata da endotelio ed è uguale in tutti i vasi.  La tunica media,  che nelle grosse e medie arterie è prevalentemente formata da fibre elastiche e nelle piccole arterie è prevalentemente formata da fibre muscolari lisce,  è più o meno abbondante in rapporto al calibro dell’arteria.  Nelle vene la parete media ha fibre muscolari lisce e poche fibre elastiche anastomizzate ed è per questo che le vene sono estensibili e si dilatano passivamente.  La tunica esterna è connettivale,  fibrosa, sottile e in essa si trovano i fascetti nervosi e i vasi nutritizi delle pareti vasali.  Le arterie,  salvo poche eccezioni, come le carotidi,  le temporali e le radiali le cui pulsazioni si possono apprezzare facilmente dall’esterno.  Le arterie di piccolo e medio calibro sono spesse accompagnate da due vene,  queste vene formano reti superficiali come quelle sottocutanee.  Va ricordato che molte vene,  specialmente dove il sangue deve vincere la forza di gravità,  le pareri sono munite di valvole a nodo di rondine,  che riducono il peso della colonna liquida e impediscono il reflusso che causerebbe un ristagno e lo sfiancamento delle pareti dei vasi sottostanti. In alcuni punti il sangue può passare direttamente da  arteria a piccole vene mediante dei vasi di collegamento,  o anastomotici,   formati da cosiddette anastomosi artero-venose,  che si possono aprire e chiudere in base alla necessità di escludere o meno un territorio.  In alcuni organi poi le arterie formani come degli alberi,  i cui rami non sono anastomizzati tra loro,  sono le arterie terminali, e quindi non vi è la possibilità che un difetto di irrorazione possa essere neutralizzato dall’apporto di sangue di un territorio vicino;  arterie terminali si trovano nel cuore e nel sistema nervoso.  L’attività muscolare del cuore inizia con la contrazione o sistole degli atrii,  essi si svuotano,  spingendo il sangue nei sottostanti ventricoli.  Alla sistole degli atrii subentra la contrazione o sistole dei ventricoli,  con questa contrazione essi espellano il loro contenuto nelle due grosse arterie,  aorta e polmonare.  L’arteria polmonare si divide in due grossi rami: uno dei quali va al polmone di destra e l’altro al polmone di sinistra.  Ciascun ramo si suddivide in rami più piccoli, le grosse,  medie e piccole arterie,  terminando infine nelle arterie più piccole, le arteriole. Queste ultime si continuano in una rete di vasi capillari, che come ho già scritto circonda le cupole alveolari.  I capillari alla fine si riunisconodi solito in venule e poi in vene più grosse.  In esse il sangue scorre alla periferia del cuore.  Tutto il sangue refluo dai polmoni si riunisce nelle due grosse vene polmonari di destra e nelle due grosse vene polmonari di sinistra che sboccano nell’atrio di sinistra,  chiudendo così il piccolo circolo.  Il piccolo circolo serve ad assorbire ossigeno e scaricare anidride carbonica.  Il grande circolo serve invece ad assorbire le sostanze nutritive solide dal circolo alimentare e ad espellere le sostanze di rifiuto solide attraverso i reni,  oltre che a fornire ossigeno e sostanze nutritive e a drenare anidride carbonica e prodotti di rifiuto da tutti i tessuti.  Il grande circolo inizia con l’arteria aorta,  che si diparte dal ventricolo sinistro.  L’aorta con diversi rami distribuisce sangue arterioso sia alla metà sopracardiaca che alla metà sotto cardiaca del corpo. Le arterie si ramificano in arterie di grosso,  medio e piccolo calibro,  man mano che si allontanano dal centro propulsore.  Continua nell’articolo La nostra salute ” Risposte ai lettori quarantadue centotreesima parte.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTITREESIMA PARTE

17/11/2021

 

 

IN CUCINA CON AMORE

 

E CON FEDERICA

 

 

Elena  Oggi propongo un piatto unico vegetariano,  con gusto e bontà:  sono funghi e peperoni mantovani ripieni di risotto alla crema di porcini e riso.  Che bontá !

 

 

FUNGHI E PEPERONI RIPIENI CON

 

CREMA DI PORCINI E RISO

 

 

 

Ingredienti:  funghi campignons,  e porcini,  riso,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  peperoncino,  pomodoro in salsa,  peperoni mantovani,  brandy,  salsa verde fatta in casa (con prezzemolo, basilico,  mandorle,  erba cipollina,  aglio,  olio,  sale,  parmigiano ) porro,  aceto di mele,  burro,  brodo vegetale ai funghi.

 

Esecuzione:  puliamo bene tutti i funghi e i peperoni,  li prepariamo per essere ripieni,  Intanto  trifoliamo tutti i funghi comprese le cappelle ma intere;  facciamo un trito di prezzemolo,  porro,  aglio e soffriggiamoli lentamente a fuoco basso,  poi metteremo i funghi,  li insaporiamo bene,  sfumiamo col brandy e dopo avere evaporato l’alcool li  cuoceremo per qualche minuto.  Togliamo le cappelle dei champignons,  e tutti i porcini,  questi ultimi li mixeremo fino a ridurli in piccoli pezzi,  mentre le cappelle ci serviranno insieme ai peperoni per riempirli.  Adesso facciamo un risotto con porro,  pomodoro e brodo vegetale,  solo alla fine metteremo la crema di porcini,  una noce di burro e il parmigiano.  Con questo risottino riempiamo le verdure,  le adageremo poi in una teglia sopra un letto di funghi trifolati accompagnati dalla salsa verde.

 

Federica   Saranno buoni!

 

18/11/2021

 

 

Elena  proseguo con un primo piatto che feci molto tempo fa:  pasta e finocchi,  ma con qualcosa che la rende molto più buona.

 

 

PASTA  E  FINOCCHI

 

 

Ingredienti:   possiamo scegliere la pasta che più ci piace,  io per questo piatto ho scelto i tortiglioni.  Finocchi,  pepe in grani e macinato,  gorgonzola dolce,  parmigiano,  un’aringa,  olio extra vergine d’oliva, brodo vegetale,  latte,  porro,  vino bianco.

 

 

Esecuzione:  facciamo sciogliere l’aringa in poco olio,  in un altro tegame facciamo un soffritto con il porro  e olio e sfumiamo col vino.  Puliamo e tagliamo a dadoni i finocchi,  li facciamo cuocere non troppo con il latte,  a cottura a l dente aggiungeremo il gorgonzola e un po’ di latte;  aggiustiamo di sale.  Adesso caliamo la pasta nel brodo vegetale,  a cottura al dente la verseremo nella padella dell’aringa,  poi  incorporiamo il soffritto,  e i finocchi al gorgonzola,  mescoliamo bene,  infine aggiungeremo pepe in grani e pepe macinato  con una spolverata di parmigiano .

 

Federica  Li voglio fare subito,  credo che siano di una bontà  grande.

 

 

19/11/2021

 

Elena  E torniamo al pesce,  Questo piatto sembra elaborato ma con l’organizzazione giusta in poco tempo se ne possono prepare 100 di piatti così.  Il risultato è completo,  sia di gusto che di nutrimento.

 

 

ORATA  COMPOSTA

 

 

 

Ingredienti:  filetti di orata,  scarola,  taleggio,  funghi pioppini,  lamponi in agrodolce,  zucca,  olio extra vergine d’oliva,  rosmarino,  succo di agrumi,  sale,  pepe.

 

 

Esecuzione:  mettiamo i filetti a marinare per una notte,  il mattino seguente li metteremo a cuocere in forno a 150° per 15 minuti.  Nel frattempo faremo una crema di scarola e taleggio, sbollentando la scarola e frullandola nel mixer con olio aceto,  sale e taleggio.  Poi metteremo a cuocere la zucca in forno spennellandola prima con l’olio e un pizzico di sale,  friggiamo i pioppini infarinati,  infine facciamo i lamponi in agrodolce con aceto di mele e un cucchiaio di zucchero.   Impiattiamo  così: prima la salsa verde,  l’orata con sopra i pioppini ,  i lamponi e il contorno di zucca al forno.

 

 

Federica  Che bontà e che sapori:  abbiamo il dolce della zucca,  l’amarognolo della scarola,  e l’aspro dei lamponi,  il tutto ben bilanciato.

 

 

21/11/2021

 

Elena  Ho fatto un pesto verde nuovo,  con erbe miste di campo e officinali,  con semi di zucca,  il risultato è gustoso,  in più ricco di salute.

 

 

ORECCHIETTE AL PESTO NUOVO

 

 

 

Ingredienti per le orecchiette:  50% di patate e semola,  un uovo.  Per il pesto: 20% di rughetta selvatica,  30% di estragone,  20% di borragine,  e 30% di riccione (radicchio di campo coltivato),  parmigiano,  sale,  pepe,  scalogno,  una punta di peperoncino,   40% di semi di zucca tostati,  e olio extra vergine d’oliva.  Per decorare il iatto:  funghi pioppini fritti (insieme sono squisiti).

 

 

Esecuzione:  passiamo le patate al passaverdure,  aggiungiamo un uovo e la semola,  impastiamo bene il tutto per ritrovarci un impasto omogeneo e sodo.  Facciamo delle lunghe salsicce piccole, poi le tagliamo a dadini e le arrotoliamo per farne delle palline,  infine le trasciniamo col dito  e verranno delle orecchiette quasi tutte uguali.  Passiamo al pesto,  mettiamo tutto a crudo nel macinatutto,  abbiamo sgusciato i semi di zucca,  salati,  abbiamo aggiunto mezzo mestolo di brodo per farne risultare una crema liscia,  alla fine abbiamo aggiunto il parmigiano ,  l’olio,  il peperoncino ,  sale.  Adesso mentre le orecchiette riposano friggiamo i pioppini poi andranno sulla carta assorbente e decoriamo il piatto di orecchiette.  Le orecchiette sono pronte da versare nel brodo o nell’acqua bollente,  dovranno cuocere per un minuto,  le scoliamo al dente e le irroriamo di pesto.

 

 

Federica  Che bontà gente!

 

 

22/11/2021

 

Elena  Oggi mi va di presentare ancora le crespelle di una volta,  quelle fatte con i funghi,  ma oggi le ho migliorate ancora e devo dirvi che le ho travate superbe.

 

 

CRESPELLE  AL PESTO E

 

AI FUNGHI MISTI

 

 

Ingredienti per le crespelle:  due uova,  succo e buccia grattugiata di mezzo limone, un bicchiere di latte,  noce moscata,  sale,  pepe,  farina “00” fino a quando il composto scorrerà bene dal cucchiaio;  una noce di burro,  farina ,  olio di arachidi .  per il ripieno: funghi porcini trifolati,  prezzemolo,  funghi pioppini fritti,  parmigiano, stracotto di manzo tritato finemente, tre cucchiai di panco,  porro olio extra vergine d’oliva gentile.  Per il condimento:  burro,  alloro, parmigiano grattugiato,  brodo.

 

 

Esecuzione:  per prima cosa facciamo i funghi trifolati con il porro tritato ,  il prezzemolo,  sale e pepe.  e Poi friggiamo i pioppini infarinati,  tritiamo la carne e la mescoliamo ai funghi,  aggiustando di sale,  pepe,  incorporando parmigiano e panco;  formiamo un impasto omogeneo per farcire le crespelle.  Adesso facciamo le crespelle mettendo in un recipiente tutti gli ingredienti sopra elencati appunto per le crespelle:  ungiamo la padella dal diametro di 15 cm circa e versiamo il composto sottile .   Farcire le crespelle metterle in una teglia capiente in modo che restino distese, e condirle con burro fuso,  parmigiano e brodo;  e via in forno a 175° per 15 minuti.

 

Federica  Squisitissime!

 

 

23/11/2021

 

Elena   Ecco ancora degli involtini,  sono ripieni di verdure miste e formaggi.  Una vera  delizia.

 

INVOLTINI DI VITELLO

 

VERDURE E FORMAGGI

 

 

Ingredienti:  fettine di vitello,  peperoni misti,  cipolle tropea,  prezzemolo,  salvia,  rosmarino,  patate,  vino bianco,  sale,  pepe,  cren,  taleggio,  parmigiano,  alloro,  olio extra vergine d’oliva,  brodo.

 

 

Esecuzione:  rosoliamo le verdure fatte  prima a piccoli pezzi,  sfumiamo col vino,  saliamo,  pepiamo e mettiamo una grattata di cren,  lasciamo appassire poi aggiungeremo i formaggi e riempiamo le fettine di vitello messe a marinare la sera prima nel succo di agrumi, sale,  alloro,  salvia e rosmarino.  Formiamo gli involtini,  li rosoliamo con olio una spruzzata di brodo; lasciamo cuocere per 10 minuti a fiamma moderata.  Nel frattempo peliamo e tagliamo le patate,  le passiamo in padella con un filo di olio e rosmarino,  poi le metteremo nella teglia in forno a 180° per 15 minuti;  dopo di che aggiungeremo anche gli involtini e li lasceremo dorare per altri cinque minuti insieme alle patate.

Federica   Ci siamo proprio,  è da tanto che ci siamo!

 

24/11/2021

 

Elena  La pasta che presento oggi è meravigliosa,  sia come gusto che come presentazione:  sono le pennette in crema di zucca ecc.

 

 

PENNETTE IN CREMA DI ZUCCA ECC.

 

 

Ingredienti:  una fetta di zucca grande,  due scalogni,  un bicchierino di aceto di mele,  due chiodi di garofano,  sale,  pepe, latte q.b.  per sciogliere il formaggio di montagna,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,  una salsiccia,  due spicchi di aglio.

 

 

Esecuzione:  Peliamo la zucca,  tagliamo la fetta a metà,  una metà la taglieremo a dadini mentre l’altra le lesseremo al vapore. Adesso facciamo il soffritto con gli scalogni,  aggiungiamo i dadini di zucca già a metà cottura,  a sfumiamo con l’aceto.  Incorporiamo poi la crema di formaggio, l’altra metà della zucca macinata facendo così una  bella cremina;  aggiungiamo sale,  pepe, i chiodi di garofano.  Adesso in un’altra padella mettiamo la salsiccia priva della sua pelle,  la schiacciamo un po’ e cerchiamo di infilarci i due spicchi di aglio,  poi la rosoleremo bene in maniera che escano tutte le impurità.  Poi la taglieremo a piccoli pezzi e la metteremo nel sugo.  A questo punto caliamo la pasta e a cottura al dente la scoleremo e verrà versata nella casseruola del ragù o sugo;  mantechiamo un po’ infine la cospargeremo di parmigiano e un giro di olio.

 

Federica   Bella è bella,  ma sono sicura che è squisitissima!

 

25/11/2021

 

Elena  Siamo già arrivati  all’ultima ricetta di questo articolo.  Una ricetta antica che facevano le nostre nonne specialmente nelle famiglie numerose.  Si chiamava la “brisa” con i fagioli.  Un piatto nutriente e gustoso,  piaceva ai grandi e ai piccoli,  lo gustavano tutti con la polenta di mais.

 

LA BRISA CON I FAGIOLI

 

 

Ingredienti:  fagioli q.b.,  carne macinata di vitello, o vitellone o maiale.  Sale,  pepe, aglio,  scalogni,  due pomodori maturi,  sedano,  carote,  finocchietto selvatico,  basilico,  olio extra vergine d0oliva,  brodo,  una crosta di parmigiano,  mezzo bicchiere di vino bianco.

 

Esecuzione:  facciamo il soffritto con tutte le verdure sopra elencate,  sfumiamo col vino,  mettiamo la carne macinata, saliamo,  pepiamo e poi  aggiungeemo i fagioli e il brodo.  Cuocere a calore moderato per un’oretta,  assaggiare e spegnere il calore;  nel frattempo si farà la polenta di mais.  Quando l’intingolo sarà intiepidito aggiungeremo l’olio e la polenta al cucchiaio.

 

Federica  Buono però,  sì,  credo che lo proverò presto,  grazie!

 

Elena  Grazie!  Al prossimo articolo.

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTUNESIMA PARTE

10/11/2021

 

 

 

 

 

Qual è la differenza tra disturbo e patologia? Grazie!  N.

 

Il disturbo può diventare patologia se non curato e fermato con farmaci e attenzioni;   di solito è un qualcosa che si risolve senza difficoltà.  La patologia invece ha per oggetto lo studio e le cause che la determinano. La patologia viene distinta in branche diverse,  autonomamente studiate,  ma che nel loro insieme costituiscono  una cosa unica.   Ad esempio:  la patologia cellulare studia  specificamente le alterazioni morfologiche e funzionali delle cellule  che sono il punto di partenza di tutti i processi morbosi.  La patologia generale studia le alterazioni patologiche fondamentali,  che sono alla base dei quadri morbosi;  la patologia specifica studia i meccanismi eziopatologici e le manifestazioni morbose dei singoli organi,  apparati,  sia che la loro cura richieda interventi chirurgici  sia metodi terapeutici  incruenti  (patologia medica) .  La patologia sperimentale infine studia le malattie artificialmente riprodotte.  Elena  L.

 

15/11/2021

 

Cosa pensi del vaccino  e dei non vaccinati?  Fede e Alessandro

 

 

Carissimi,   ho già espresso ciò che penso di questa situazione in un altro articolo.  Io credo nel vaccino e penso che tutti dovremmo vaccinarci.  Ovviamente ci sono persone responsabili quanto me che non possono assumerlo perché affette da patologie importanti e giustamente se sono a rischio del 50% e più fanno bene ad avere paura,  ci sono stati casi di persone che con il vaccino hanno incontrato la morte,  anche se a loro è stato detto che la colpa non è stata del vaccino;  sono casi isolati ma ci sono,  io non nascondo niente!  Elena  L.

 

 

16/11/2021

 

Se ti chiedessi di farmi una descrizione tua dell’encefalo e dei suoi nervi,  dico tua perché non deve essere quella che c’è sui testi di medicina,  me la faresti?  Grazie!  L. D.

 

 

Sì,  con molto piacere,  così mi rinfresco la memoria.

 

L’encefalo è la porzione del neurasse situata entro la scatola cranica.  Fin nelle fasi più precoci dello sviluppo,  la primitiva struttura tubolare si perde a causa della formazione di una serie di 5 vescicole  di centri nervosi in ciascuna di esse cerebrali che si susseguono in senso cranio-caudale.  Queste vescicole hanno le pareti più o meno ispessite in conseguenza della concentrazione e dello sviluppo di centri nervosi preposti a  particolari funzioni in ciascuna di esse.  Determinanti per l’organizzazione strutturale delle singole parti dell’encefalo sono i rapporti con gli organi di senso rapporto con l’organo della vista;  sono concentrati nel capo;  le informazioni trasmesse di tali organi comportano risposte complesse  e di conseguenza complessità di struttura dei centri nervosi.  Le cinque vescicole all’interno sono cave per la presenza dei ventricoli cerebrali in comunicazione tra loro con il canale midollare.  Procedendo in senso cranio-caudale troviamo il telencefalo, connesso con l’organo dell’olfatto,  come indica il nome rinencefalo,  con cui è pure designato,  il diencefalo, in rapporto con l’organo della vista;  il mesencefalo;  il romboencefalo che si suddivide in metencefalo  (cervelletto e ponte) e mielencefalo che è in rapporto con l’organo stato acustico e con gli organi del gusto.  Ecco,  domani continuerò  con la descrizione completa.

 

17/11/2021

 

Il telencefalo attraverso l’evoluzione si è sviluppato ampiamente nell’uomo,  ha acquistato caratteri morfologici e funzionali sempre più complessi,  specialmente a causa dello sviluppo della corteccia cerebrale e per il fato di essere diventato il centro superiore integrativo di quasi tutte le attività della vita di relazione e intellettiva.  Ovviamente anche nell’encefalo,  come nel midollo spinale,  con cui è in continuità,  la trasmissione e l’elaborazione degli impulsi nervosi si realizza attraverso i nuclei e le fibre nervose.   Queste sono riunite in fasci che formano la sostanza bianca e costituiscono tratti di vie.  Tra i fasci di sostanza bianca si trovano masse di sostanza grigia di varia forma e grandezza,  aventi anch’esse valore di stazioni di arrivo o di partenza di fibre nervose;  da alcune di queste si originano  i nervi encefalici che emergono dall’encefalo,  altre fibre mettono in connessione tra di loro i nuclei encefalici aventi significato di centri associativi ecc.  Il telencefalo detto comunemente ” cervello” ,  è la massa più voluminosa dell’encefalo umano,  sovrastante le altre sezioni,  si distinguono due emisferi, separati dal profondo solco detto  scissura interemisferica. Nella corteccia sono state inoltre riconosciute aree corticali aventi valore funzionali diverso, e specifico,  che sono definite quindi localizzazioni,  cioè sedi di funzioni specifiche;  di esse sono state costruite mappe più o meno dettagliate.   In alcune di tali aree vengono proiettate informazioni sensitive proveniente dai nuclei situati in segmenti encefalici inferiori o nel midollo spinale.  Ben note sono l’area visiva,  situata nella corteccia del lobo occipitale,  e l’altra acustica situata nel lobo temporale;  l’area della sensibilità generale si trova nel lobo parietale,  dietro al solco centrale chiamato ” Scissura di Rolando” ;  l’area olfattoria ha sede nella zona della faccia della corteccia volta verso il solco interemisferico.  Altre aere  corticali corrispondono a centri di motilità volontaria e sono situati nella circonvoluzione del lobo parietale.  Qui la corteccia è caratterizzata dalla presenza di cellule piramidali.  Sia nel giro pre-rolandico,  che in quello post-rolandico,  i centri rispettivi di sensibilità e di motilità sono distribuiti nello spazio inversamente alle corrispondenti regioni del corpo da cui provengono le sensazioni o a cui sono inviati i comandi di movimento:  i centri per i muscoli della testa o la sensibilità della cute di essa sono situati nelle zone inferiori dei rispettivi giri pre e post rolandici;  verso l’alto,  e in sequenza,  si susseguono i centri per l’arto superiore,  per il tronco,  per l’arto inferiore, (coscia gamba e piede)  Continua domani.

18/11/2021

 

Sono state inoltre localizzate aree associative,  e centri di funzioni complesse come il linguaggio,  per il quale abbiamo tre centri:  quello del linguaggio articolato,  quello del linguaggio visivo (scrittura) e quello del linguaggio uditivo.  Il linguaggio o capacità di comunicare,  ha infatti varie componenti quali l’idea,  la parola, il significato di essa, la struttura,  cioè i segni grafici per scriverla e i segnali fonetici per pronunciarla sia come fatto attivo di scriverla e pronunciarla (successione di movimenti) che come capacità di comprenderne il senso,  dopo averla letta o udita,  ecc.   La corteccia del telencefalo è infine sede di attività cerebrali superiori,  quali il pensiero astrato,  la memoria ecc.   Le zone associative sono pari e simmetriche,  sono presenti in ambedue gli emisferi,  ma funzionano solo quelli di un emisfero.  Importanti nuclei telencefalici profondi,  cioè immersi nella sostanza bianca,  sono i corpi striati che fanno parte di un complesso di nuclei destinati all’attività motoria automatica extrapiramidale.  Quest’ ultimo aggettivo indica che i suoi centri sono situati al di fuori della via piramidale,  regolata dalla corteccia del giro pre-rolandico,  che come si disse, è caratterizzata dalle cellule di forma piramidale cui si deve il nome via piramidale.  La via extrapiramidale ha però rapporti con la corteccia del lobo frontale e del lobo parietale ed ha stazioni di sostanza grigia anche in altri segmenti dell’encefalo.  Va ricordato che al telencefalo arrivano arrivano i nervi olfattori,  costituenti il primo paio di nervi encefalici.  Sotto il telencefalo,  in parte incuneato in esso,  si trova il diencefalo nel quale spicca per volume ed importanza funzionale un grosso accumulo di sostanza grigia,  il talamo ottico.  Si tratta di un’importantissima stazione sottocorticale alla quale arrivano tutti gli impulsi sensitivi (olfattori,  acustici, visivi,  di sensibilità generale)  provenienti dagli altri centri e destinati a raggiungere le aree proprie della corteccia cerebrale.   Dorsalmente al talamo si trova l’epitalamo,  in cui si nota una piccola ghiandola endocrina,  l’epifisi ,  ch enell’uomo sembra essere una struttura rudimentale o secondariamente regredita;  ventralmente vi è la regione ipotalamica,  sede di importanti centri regolatori di attività della vita vegetativa,  quali il sonno e la termoregolazione corporea, nonché di gruppi di cellule neuro-secretrici connessi con il lobo posteriore dell’ipofisi.  Si comprende così come l’attività dell’ipofisi possa essere direttamente influenzata dal sistema nervoso centrale.  Continua domani.

 

19/11/2021

 

Al diencefalo arrivano i nervi ottici  (secondo paio di nervi cranici)  cui seguono i tratti ottici che formano parte del pavimento e delle pareti laterali del diencefalo stesso.  La cavità del diencefalo è il terzo ventricolo; essa è in comunicazione lateralmente con i ventricoli del telencefalo e posteriormente si continua con un sottile condotto, l’aquedotto di Silvio,  che attraversa il mesencefalo.  Il mesencefalo o terzo segmento encefalico segue caudalmente al diencefalo. Nell’uomo esso è ricoperto dalla parte posteriore da  due emisferi telencefalici che occorre divaricare per scoprirlo.  Nel mesencefalo si distingue una parte posta sopra all’acquedotto di Silviochiamata lamina quadrigemina, nella quale si nota una struttura grigia stratificata che può ricordare la corteccia del telencefalo  e che sta ad indicare la sua funzione di coordonazione degli stimoli sensitivi visivi e acustici,  e delle risposte motorie tipo riflesso,  quali sono il movimento dei bulbi oculari, la rotazione della testa, il riflesso paillare,  ecc.   Le regioni ventrali e laterali del mesencefalo formano il corpo del mesencefalo,  in cui si trovano i nuclei del 3° e del 4° paio di nervi encefalici destinati ad innervare la maggior parte dei muscoli che fanno muovere i bulbi oculari.  Vi si trova inoltre un’importante stazione della via extrapiramidale,  il nucleo rosso, connesso con il corpo striato,  centro superiore del telencefalo,  già ricordato,  e con il cervelletto,  è deputato a regolare i movimenti del tronco e degli arti.  Il mesencefalo è ovviamente attraversato da fasci di fibre nervose,  che costituiscono una parte notevole della sostanza bianca di questo segmento:  sono i peduncoli cerebrali,  che portano verso i centri superiori  impulsi provenienti dai segmenti inferiori e viceversa,  impulsi rispettivamente sensitivi,  (ascendenti e motori (discendenti).    In coda al mesencefalo si trova il metencefalo,  formato da due parti ben distinte:  una ventrale detta ponte di Varolio,  e una dorsale il cervelletto.  Attraverso il ponte passano le fibre che ho descritto come peduncoli cerebrali parlando del mesencefalo,  e fibre disposte trasversalmente abbracciano le fibre verticali.  Continua nel prossimo articolo 42 centoduesima parte.  A domani per l’ultima parte.

 

Le fibre orizzontali mettono in rapporto tra loro i due emisferi del cervelletto e sono dette perciò peduncoli cerebellari.

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTIDUESIMA PARTE

08/11/2021

 

 

IN CUCINA CON AMORE

 

E CON FEDERICA

 

 

Elena  Questa  stagione mi ispira il bosco,  i suoi profumi, i suoi frutti,  e le sue bacche è semplicemente poesia come la mia zuppa di funghi freschi.

 

ZUPPA DI FUNGHI FRESCHI

 

 

 

Ingredienti:  funghi  champignons,  pioppini e porcini,  sale,  pepe,  tabasco,  uno scalogno,   uno spicchio di aglio,  prezzemolo,  origano,  alloro,  patate, topinambur, olio extra vergine d’oliva,  brodo,  brandy;  parmigiano o pecorino grattugiati a piacere.

 

 

Esecuzione:  puliamo e spezzettiamo i funghi,  facciamo rosolare lo scalogno e l’aglio tritati,  aggiungiamo i funghi e lasciamo,  il brandy poi lasciamo evaporare e incorporiamo le patate a tocchetti (le patate e i topinambur non dovranno essere ridotti in crema ma si sfalderanno da soli e lasciando  dei pezzi più gustosi al palato.  Aggiustiamo di sale,  pepe, mettiamo anche le erbe e il brodo poi lasciamo cuocere per circa venti minuti.  A questo punto spegneremo il fuoco e lasciamo riposare la zuppa per circa mezz’ora;  servire con parmigiano grattugiato e un giro di olio.

 

 

Federica   Che meraviglia di piatto!  Sento il profumo da qui!

 

 

09/11/2021

 

Elena   Restando sempre in tema con il bosco,  oggi presento un piatto con le castagne,  gustoso alla portata di tutti perché è facile da realizzare.

 

CAPPONE  ALLE  CASTAGNE

 

 

Ingredienti:  cappone,  le parti che volete:  petto o e sovracosce ecc.  castagne, zucca,  olio extra vergine d’oliva gentile,  aceto balsamico,  pepe,  sale,  brodo di carne,  bacche di ginepro, due chiodi di garofano,  noce moscata,  aglio,  rosmarino,  citronette.

 

 

Esecuzione:  prepariamo la carne, la mettiamo a marinare in citronette e rosmarino,  sale e pepe. Intanto prepariamo le castagne:  le cuoceremo a vapore mentre la zucca la faremo a dadi e cotta in forno.  Adesso facciamo riscaldare una casseruola senza alcun grasso,  ci adageremo la carne,  poi la giriamo sul lato opposto e finiamo di rosolarla in maniera perfetta.  A questo punto aggiungiamo le erbe,  le spezie e sfumiamo con un bicchiere di aceto balsamico,  poi  incorporiamo il brodo per la cottura.  Lasciamo cuocere a calore moderato per 40 minuti,  controlliamo e poi spegneremo il calore;  impiattiamo la carne con circondata da castagne lessate e passate in padella con un po’ di aceto balsamico,  insieme alla zucca.

 

 

Federica   Anche questo piatto è meraviglioso!

 

 

10/11/2021

 

Elena   Ancora una volta voglio presentare un piatto di spaghetti:  gli spaghetti al salmone,  meravigliosi!  Sia per quello che riguarda il palato e la salute.

 

 

SPAGHETTI  AL  SALMONE

 

 

Ingredienti:  spaghetti,  salmone,  pomodori freschi,  acciughe sotto sale,  origano,   aglio,  tropea,  basilico,  sale,  pepe,  paprica dolce,  olio extra vergine d’oliva gentile un bicchierino di marsala,  un pizzico di peperoncino,  parmigiano grattugiato.

 

 

Esecuzione:   peliamo e tagliamo i pomodori, facciamo il soffritto con la tropea tagliata fine e uno spicchio di aglio,  sfumiamo col marsala,  e aggiungiamo le acciughe spellate e pulite dalla lisca,  Facciamo cuocere a fuoco moderato,  poi passiamo il tutto nel macina tutto.  A questo punto aggiustiamo di pepe, mettiamo il peperoncino, e un trancio di salmone cotto al forno,  pulito dalla pelle e dalle lische poi pestato al mortaio; mescoliamo il tutto insieme al sugo caldo e aggiungiamo l’olio.  Dopo avere cotto la pasta,  la scoliamo e la metteremo nella casseruola del sugo,  mantechiamo con una noce di burro,  un altro po’ di pepe,  poi aggiungeremo una manciata di parmigiano grattugiato per ogni piatto e un trancetto di salmone cotto al forno.

 

Federica  Io mi ripeterò sempre,  è un piatto così importante ma allo stesso tempo semplice e gustoso!  Squisito!

 

 

11/11/2021

 

Elena    Sto per presentare un altro primo:  sono dei cappelletti vegetariani,   con un ripieno di funghi pioppini,  crema di porcini e gorgonzola dolce.  Buonissimi,  sembrano fatti con lo stracotto di carne.

 

 CAPPELLETTI  AI PIOPPINI

 

E CREMA DI PORCINI

 

 

Ingredienti :  farina per pasta fresca,  uova,  sale,  pepe,  funghi porcini e pioppini,  porro,  olio extra vergine d’oliva,  vino,  aglio,  alloro,  salvia,  besciamella leggera,  parmigiano,  gorgonzola dolce ,  due foglie di  tanaceto.

 

 

Esecuzione:  facciamo il ripieno pulendo e tagliando i funghi,  poi tagliare il porro a rondelle sottili,  soffriggerli in poco olio,  sfumare col vino e aggiungere i funghi,  sale,  pepe,  erbe.  Una volta pronti i funghi li passiamo leggermente nel macina tutto  aggiungendo il parmigiano,  il dolceverde,  il panco,  aggiustiamo di sale e pepe.  Poi incominciamo a fare la sfoglia nel metodo tradizionale,  mettiamo il ripieno e chiudiamo i cappelletti.  Caliamo i cappelletti nel brodo vegetale al sapore di funghi,  li scoliamo e li mantechiamo un attimo nella besciamella,  aggiungiamo anche parmigiano,  salvia, e foglioline di tanaceto  poi li faremo dorare per qualche minuto nel forno a 200 ° .  E il piatto è pronto.

 

Federica  Squisiti,  squisiti,  squisiti!

 

 

12/11/2021

 

Elena   Anche oggi abbiamo un primo piatto dal gusto meraviglioso,  rispetta la salute con qualche trasgressione.

 

MACCHERONCELLI  AI SAPORI

 

DELL’ORTO E DEL BOSCO

 

 

 

Ingredienti per il brodo:  un osso di prosciutto, una patata grande,  una fetta di zucca,  mezzo porro,  uno scalogno,  una crosta di parmigiano,  sale, pepe, peperoncino,  funghi champignons,  basilico,  prezzemolo,  dragoncello tritati,  parmigiano grattugiato,  pancetta steccata appena grigliata,  olio extra vergine d’oliva,  maccheroni piccoli per minestre in brodo.

 

 

Esecuzione:  soffriggere in poco olio il porro e lo scalogno tritati,  aggiungere l’osso di prosciutto,  l’acqua,  sale, pepe,  peperoncino,  patata,  zucca,  funghi,  crosta di parmigiano be grattata.  Lasciare bollire adagio poi togliere l’osso di prosciutto e la crosta di formaggio,  ridurre tutto in crema e calare i maccheroncelli.  Quando la minestra sarà pronta aggiungere il trito di erbe,  il parmigiano e la pancetta leggermente grigliata.

 

 

Federica    Che bontà!

 

13/11/2021

 

 

Elena  Un bel galletto allo spiedo può tirare sú il morale,  specialmente se contornato di patatine fresche.   Eccolo nella foto sotto.

 

 

GALLETTO  ALLO  SPIEDO  E

 

PATATINE CASALINGHE

 

 

 

Ingredienti:  galletto,  patate,  sale,  pepe,  rosmarino,  salvia,  salsa per lo spiedo fatta in casa con erbe,  spezie,  olio,  aceto  sale,  peperoncino, pepe,  erbe per la marinatura (aglio, salvia, origano alloro,  burro)  olio extra vergine gentile.

Esecuzione:  la sera mettiamo a marinare il galletto intero aperto,  con sale,  pepe e   quello che serve già descritto sopra.  Il mattino lo prepareremo  per lo spiedo facendolo girare lentamente in modo che si cuocia in tutte le sue parti;  spennellando nella concia di tanto in tanto  Quando il galletto sarà pronto lo taglieremo a pezzi e lo metteremo in una teglia infornandolo a 200 ° per 10 minuti.  Intanto abbiamo preparato le patatine sottili spennellate con olio, e con il calore del forno si cuoceranno in pochissimi minuti.

 

Federica   Certo che viene la voglia di sedersi a tavola!

 

 

15/11/2021

 

 

Elena   Ecco un’altra delle mie torte di mele, così genuina,  e saporita che piace molto ai bimbi e ai grandi.

 

 

UN’  ALTRA DELLE MIE

 

TORTE DI MELE

 

 

Ingredienti:  cinque mele delicious,  due limoni interi grossi, un bicchiere di latte,  80 g di olio di arachidi,  o di mais,  280g di zucchero semolato,  + 100 g per fare i canditi,  estratto di vaniglia,  quattro uova,  una fiala di rum,  450 g di farina “00”,   una bustina di lievito e + cucchiaino raso, zucchero a velo per la decorazione e una melina rossa fatta con pasta di mandorle e zucchero.

 

 

Esecuzione:  sbattere le uova intere con lo zucchero,   versare l’olio a filo,   l’estratto di vaniglia,  incominciare con il versare la farina setacciata poco per volta,  alternando il latte e il succo di limone fino alla fine della farina.  ( se l’impasto dovesse risultare troppo liquido aggiungere ancora un po’ di farina)  Adesso mettiamo il lievito e mescoliamo bene,  poi incorporiamo la composta al dente di 4 mele,  (non deve esserci liquido)  incorporare anche una mela,  la quinta sbucciata e fatta a fettine, infine versare i canditi al limone fatti con un limone grande tre giorni prima.  Mettere il composto omogeneo nella teglia di 22 cm. di diametro,   infornare a 190° per 30 minuti,  poi ridurre il calore a 150° e lasciare cuocere per altri 30 minuti.  Decorare la torta da fredda o da tiepida.  Servire con caffè  o tè.

 

Federica   Questa è proprio la torta di mele che mi piace più di tutte:  io ne ho fatte parecchie,  ne ho acquistato in pasticceria,  ma questa  giuro che non potrei sostituirla a nessun altro dolce.  Grazie!

 

16/11/2021

 

 

Elena  I cappelletti,  non sono sinonimo di pasta ripiena di carne, io li faccio anche vegetariani,  e vegani.  Oggi presento  un altro piatto di cappelletti vegetariani,  buonissimi.

 

 

CAPPELLETTI VEGETARIANI

 

 

 

Ingredienti per il brodo:  una cipolla bianca grossa,   uno spicchio di aglio,  mezzo porro,  un finocchio,  chiodo di garofano,  bacche di ginepro,  due foglie di alloro,  sale,  una crosta di parmigiano .  Per il ripieno:  olio extra vergine d’oliva,  sale, pepe,  ceci,  lenticchie,  parmigiano,  rosmarino,  brodo vegetale saporito,  peperoncino.  Per la sfoglia occorrono 110 g di farina per pasta fresca o di semola per ogni uovo.

 

 

Esecuzione:  incominciamo le sera prima mettendo a bagno i ceci,  il mattino seguente li lesseremo nel brodo vegetale insieme alle lenticchie, poi le metteremo in un robottino con un po’ di olio,  sale,  pepe,  qualche ago di rosmarino e parmigiano.  Uscirà un pesto dalla consistenza giusta per fare il ripieno senza dover aggiungere altro.  Poi incominceremo a fare il brodo facendo un soffritto di cipolle aglio e porri tagliati a piccoli pezzetti,  aggiungiamo l’acqua e gli altri ingredienti,  il finocchio tagliato a dadini,  lasciamo cuocere lentamente per mezz’ora.  A questo punto aggiustiamo di sale e peperoncino;  ora incominciamo a fare i cappelletti come se fossero quelli ripieni di carne.  Lasciamoli riposare  poi  caleremo quelli che servono e dopo qualche secondo saranno pronti da impiattare cospargendoli di parmigiano grattugiato.  Sono favolosi!

Federica  Sì, lo puoi ben dire,  sono piaciuti a tutti!