10/11/2021

Qual è la differenza tra disturbo e patologia? Grazie! N.
Il disturbo può diventare patologia se non curato e fermato con farmaci e attenzioni; di solito è un qualcosa che si risolve senza difficoltà. La patologia invece ha per oggetto lo studio e le cause che la determinano. La patologia viene distinta in branche diverse, autonomamente studiate, ma che nel loro insieme costituiscono una cosa unica. Ad esempio: la patologia cellulare studia specificamente le alterazioni morfologiche e funzionali delle cellule che sono il punto di partenza di tutti i processi morbosi. La patologia generale studia le alterazioni patologiche fondamentali, che sono alla base dei quadri morbosi; la patologia specifica studia i meccanismi eziopatologici e le manifestazioni morbose dei singoli organi, apparati, sia che la loro cura richieda interventi chirurgici sia metodi terapeutici incruenti (patologia medica) . La patologia sperimentale infine studia le malattie artificialmente riprodotte. Elena L.
15/11/2021
Cosa pensi del vaccino e dei non vaccinati? Fede e Alessandro
Carissimi, ho già espresso ciò che penso di questa situazione in un altro articolo. Io credo nel vaccino e penso che tutti dovremmo vaccinarci. Ovviamente ci sono persone responsabili quanto me che non possono assumerlo perché affette da patologie importanti e giustamente se sono a rischio del 50% e più fanno bene ad avere paura, ci sono stati casi di persone che con il vaccino hanno incontrato la morte, anche se a loro è stato detto che la colpa non è stata del vaccino; sono casi isolati ma ci sono, io non nascondo niente! Elena L.
16/11/2021
Se ti chiedessi di farmi una descrizione tua dell’encefalo e dei suoi nervi, dico tua perché non deve essere quella che c’è sui testi di medicina, me la faresti? Grazie! L. D.
Sì, con molto piacere, così mi rinfresco la memoria.
L’encefalo è la porzione del neurasse situata entro la scatola cranica. Fin nelle fasi più precoci dello sviluppo, la primitiva struttura tubolare si perde a causa della formazione di una serie di 5 vescicole di centri nervosi in ciascuna di esse cerebrali che si susseguono in senso cranio-caudale. Queste vescicole hanno le pareti più o meno ispessite in conseguenza della concentrazione e dello sviluppo di centri nervosi preposti a particolari funzioni in ciascuna di esse. Determinanti per l’organizzazione strutturale delle singole parti dell’encefalo sono i rapporti con gli organi di senso rapporto con l’organo della vista; sono concentrati nel capo; le informazioni trasmesse di tali organi comportano risposte complesse e di conseguenza complessità di struttura dei centri nervosi. Le cinque vescicole all’interno sono cave per la presenza dei ventricoli cerebrali in comunicazione tra loro con il canale midollare. Procedendo in senso cranio-caudale troviamo il telencefalo, connesso con l’organo dell’olfatto, come indica il nome rinencefalo, con cui è pure designato, il diencefalo, in rapporto con l’organo della vista; il mesencefalo; il romboencefalo che si suddivide in metencefalo (cervelletto e ponte) e mielencefalo che è in rapporto con l’organo stato acustico e con gli organi del gusto. Ecco, domani continuerò con la descrizione completa.
17/11/2021
Il telencefalo attraverso l’evoluzione si è sviluppato ampiamente nell’uomo, ha acquistato caratteri morfologici e funzionali sempre più complessi, specialmente a causa dello sviluppo della corteccia cerebrale e per il fato di essere diventato il centro superiore integrativo di quasi tutte le attività della vita di relazione e intellettiva. Ovviamente anche nell’encefalo, come nel midollo spinale, con cui è in continuità, la trasmissione e l’elaborazione degli impulsi nervosi si realizza attraverso i nuclei e le fibre nervose. Queste sono riunite in fasci che formano la sostanza bianca e costituiscono tratti di vie. Tra i fasci di sostanza bianca si trovano masse di sostanza grigia di varia forma e grandezza, aventi anch’esse valore di stazioni di arrivo o di partenza di fibre nervose; da alcune di queste si originano i nervi encefalici che emergono dall’encefalo, altre fibre mettono in connessione tra di loro i nuclei encefalici aventi significato di centri associativi ecc. Il telencefalo detto comunemente ” cervello” , è la massa più voluminosa dell’encefalo umano, sovrastante le altre sezioni, si distinguono due emisferi, separati dal profondo solco detto scissura interemisferica. Nella corteccia sono state inoltre riconosciute aree corticali aventi valore funzionali diverso, e specifico, che sono definite quindi localizzazioni, cioè sedi di funzioni specifiche; di esse sono state costruite mappe più o meno dettagliate. In alcune di tali aree vengono proiettate informazioni sensitive proveniente dai nuclei situati in segmenti encefalici inferiori o nel midollo spinale. Ben note sono l’area visiva, situata nella corteccia del lobo occipitale, e l’altra acustica situata nel lobo temporale; l’area della sensibilità generale si trova nel lobo parietale, dietro al solco centrale chiamato ” Scissura di Rolando” ; l’area olfattoria ha sede nella zona della faccia della corteccia volta verso il solco interemisferico. Altre aere corticali corrispondono a centri di motilità volontaria e sono situati nella circonvoluzione del lobo parietale. Qui la corteccia è caratterizzata dalla presenza di cellule piramidali. Sia nel giro pre-rolandico, che in quello post-rolandico, i centri rispettivi di sensibilità e di motilità sono distribuiti nello spazio inversamente alle corrispondenti regioni del corpo da cui provengono le sensazioni o a cui sono inviati i comandi di movimento: i centri per i muscoli della testa o la sensibilità della cute di essa sono situati nelle zone inferiori dei rispettivi giri pre e post rolandici; verso l’alto, e in sequenza, si susseguono i centri per l’arto superiore, per il tronco, per l’arto inferiore, (coscia gamba e piede) Continua domani.
18/11/2021
Sono state inoltre localizzate aree associative, e centri di funzioni complesse come il linguaggio, per il quale abbiamo tre centri: quello del linguaggio articolato, quello del linguaggio visivo (scrittura) e quello del linguaggio uditivo. Il linguaggio o capacità di comunicare, ha infatti varie componenti quali l’idea, la parola, il significato di essa, la struttura, cioè i segni grafici per scriverla e i segnali fonetici per pronunciarla sia come fatto attivo di scriverla e pronunciarla (successione di movimenti) che come capacità di comprenderne il senso, dopo averla letta o udita, ecc. La corteccia del telencefalo è infine sede di attività cerebrali superiori, quali il pensiero astrato, la memoria ecc. Le zone associative sono pari e simmetriche, sono presenti in ambedue gli emisferi, ma funzionano solo quelli di un emisfero. Importanti nuclei telencefalici profondi, cioè immersi nella sostanza bianca, sono i corpi striati che fanno parte di un complesso di nuclei destinati all’attività motoria automatica extrapiramidale. Quest’ ultimo aggettivo indica che i suoi centri sono situati al di fuori della via piramidale, regolata dalla corteccia del giro pre-rolandico, che come si disse, è caratterizzata dalle cellule di forma piramidale cui si deve il nome via piramidale. La via extrapiramidale ha però rapporti con la corteccia del lobo frontale e del lobo parietale ed ha stazioni di sostanza grigia anche in altri segmenti dell’encefalo. Va ricordato che al telencefalo arrivano arrivano i nervi olfattori, costituenti il primo paio di nervi encefalici. Sotto il telencefalo, in parte incuneato in esso, si trova il diencefalo nel quale spicca per volume ed importanza funzionale un grosso accumulo di sostanza grigia, il talamo ottico. Si tratta di un’importantissima stazione sottocorticale alla quale arrivano tutti gli impulsi sensitivi (olfattori, acustici, visivi, di sensibilità generale) provenienti dagli altri centri e destinati a raggiungere le aree proprie della corteccia cerebrale. Dorsalmente al talamo si trova l’epitalamo, in cui si nota una piccola ghiandola endocrina, l’epifisi , ch enell’uomo sembra essere una struttura rudimentale o secondariamente regredita; ventralmente vi è la regione ipotalamica, sede di importanti centri regolatori di attività della vita vegetativa, quali il sonno e la termoregolazione corporea, nonché di gruppi di cellule neuro-secretrici connessi con il lobo posteriore dell’ipofisi. Si comprende così come l’attività dell’ipofisi possa essere direttamente influenzata dal sistema nervoso centrale. Continua domani.
19/11/2021
Al diencefalo arrivano i nervi ottici (secondo paio di nervi cranici) cui seguono i tratti ottici che formano parte del pavimento e delle pareti laterali del diencefalo stesso. La cavità del diencefalo è il terzo ventricolo; essa è in comunicazione lateralmente con i ventricoli del telencefalo e posteriormente si continua con un sottile condotto, l’aquedotto di Silvio, che attraversa il mesencefalo. Il mesencefalo o terzo segmento encefalico segue caudalmente al diencefalo. Nell’uomo esso è ricoperto dalla parte posteriore da due emisferi telencefalici che occorre divaricare per scoprirlo. Nel mesencefalo si distingue una parte posta sopra all’acquedotto di Silviochiamata lamina quadrigemina, nella quale si nota una struttura grigia stratificata che può ricordare la corteccia del telencefalo e che sta ad indicare la sua funzione di coordonazione degli stimoli sensitivi visivi e acustici, e delle risposte motorie tipo riflesso, quali sono il movimento dei bulbi oculari, la rotazione della testa, il riflesso paillare, ecc. Le regioni ventrali e laterali del mesencefalo formano il corpo del mesencefalo, in cui si trovano i nuclei del 3° e del 4° paio di nervi encefalici destinati ad innervare la maggior parte dei muscoli che fanno muovere i bulbi oculari. Vi si trova inoltre un’importante stazione della via extrapiramidale, il nucleo rosso, connesso con il corpo striato, centro superiore del telencefalo, già ricordato, e con il cervelletto, è deputato a regolare i movimenti del tronco e degli arti. Il mesencefalo è ovviamente attraversato da fasci di fibre nervose, che costituiscono una parte notevole della sostanza bianca di questo segmento: sono i peduncoli cerebrali, che portano verso i centri superiori impulsi provenienti dai segmenti inferiori e viceversa, impulsi rispettivamente sensitivi, (ascendenti e motori (discendenti). In coda al mesencefalo si trova il metencefalo, formato da due parti ben distinte: una ventrale detta ponte di Varolio, e una dorsale il cervelletto. Attraverso il ponte passano le fibre che ho descritto come peduncoli cerebrali parlando del mesencefalo, e fibre disposte trasversalmente abbracciano le fibre verticali. Continua nel prossimo articolo 42 centoduesima parte. A domani per l’ultima parte.
Le fibre orizzontali mettono in rapporto tra loro i due emisferi del cervelletto e sono dette perciò peduncoli cerebellari.