RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOTREESIMA PARTE

24/11/2021

Giardino d’inverno

Dall’articolo precedente  continua “I vasi sanguigni”.    Alla fine troviamo le arteriole che danno origine a una rete capillare che circonda le cellule di tutti i tessuti.  In particolare ricordiamo la rete capillare dei villi intestinali,  e la rete capillare dei glomeruli renali che serve prima a filtrare e poi a riassorbire il filtrato glomerulare.  Il fenomeno di filtrazione e di riassorbimento è molto vistoso in questi capillari,  ma è comune a tutte le reti capillari.  La prima parte della rete capillare,  quella più vicina all’arteriola, per effetto dell’ancora elevata pressione idrostatica del sangue, filtra negli interstizi fra le cellule un liquido simile al plasma sanguigno ma privo di proteine.  Nella seconda parte della rete capillare,  quella vicina alla venula,  il sangue ha perduto gran parte della sua pressione idrostatica,  avendo però un contenuto proteico più elevato del liquido interstiziale,  riesce ad assorbirne una certa quota prima filtrata;  la quota che avanza prende la via dei vasi linfatici. La via principale di ritorno del sangue è però rappresentata dal sistema venoso che iniziando con le venule,  termina infine con le due vene cave, superiore e d inferiore che sboccano nell’atrio di destra chiudendo così il grande circolo.  Anche i capillari linfatici si raccolgono in vasi sempre più grossi e infine costituiscono  nel dotto toracico che termina il suo tragitto sboccando nella vena succlavia sinistra.   Il ritorno venoso è più complicato per il territorio del canale alimentare che per gli altri territori vascolari,  in quanto vi si inserisce la grande ghiandola epatica,  il fegato.  i vasi capillari della mucosa intestinale, si raccolgono in vene che confluiscono in una grossa vena porta,  che entra nel fegato, dove torna a suddividersi  e  dà origine ad una rete capillare che circonda le cellule dei   lobuli epatici.  Questa rete capillare a sua volta confluisce in altri grossi vasi venosi,  le vene sovraepatiche, che sboccano nella cava inferiore.   Il sangue refluo dall’intesino quindi, prima di mescolarsi con il resto del sangue venoso,  prende contatto con le cellule epatiche e questo fatto ha una grande importanza per il bene dell’organismo.  Il fegato infatti è un organo sede di parecchie attività chimiche.  Tra esse ricordo la capacità di accumulare D-glucosio sotto forma di polisaccaride esclusivo degli animali, il glicogeno.  Il D-glucosio assorbito dal lume intestinale,  anziché accumularsi nel sangue, viene immagazzinato nel fegato,  dal quale a seconda del bisogno,  viene restituito al sangue negli intervalli tra un pasto e l’altro.  Nel fegato inoltre si attua la sintesi dell’urea a partire dall’ammoniaca.  Tutta l’urea che si forma dalla demolizione degli amminoacidi viene sintetizzata nel fegato,:  esso svolge la funzione di disintossicazione nei riguardi dell’ammoniaca circolante.  Molte altre attività disintossicanti nei riguardi di sostanze ingerite casualmente o a scopo medicamentoso,  sono  attribuite al fegato.  È opportuno perciò che esso sia inserito come protezione tra il canale alimentare e il resto dell’organismo.  Continua domani.

25/11/2021

Il movimento del sangue ovviamente è realizzato dalla pompa cardiaca.  Questa pompa compie ritmicamente un determinato numero di  cicli nell’unità di tempo,  nell’ essere umano in media 70 al minuto.  Ogni ciclo è costituito da una sistole atriale seguita dalla sistole ventricolare e da una pausa.  Ad ogni sistole segue una decontrazione o diastole.  Le sistoli cardiache,  come le contrazioni muscolari sono accompagnate da un fenomeno elettrico ( l’elettrocardiogramma).  Il ritmo cardiaco è un fenomeno automatico che si origina nel nodo del seno,  e le contrazioni del cuore proseguono indisturbate anche quando esso è separato dall’organismo o addirittura inserito in un altro individuo (trapianto cardiaco).  Separato dalle sue connessioni nervose,  il cuore  non può pulsare solo ad una frequenza costante;  la sua capacità di adattamento in queste condizioni è perciò molto limitata.  Mentre quando esso si trova in sito connesso ai rami cardiaci dei nervi vaghi o simpatici, la frequenza e la forza variano,  a seconda dei bisogni dell’organismo, e e con questo varia ovviamente la pressione del sangue e il volume di questo espulso dal cuore nell’unità di tempo.  I nervi simpatici sono nervi eccitatori,  i nervi vaghi sono nervi inibitori;  essi traggono origine dai centri rispettivamente cardioacceleratori e cardioinibitori situati nel midollo allungato e nel midollo spinale.  Quando per esempio inizia un’attività muscolare,  come camminare,  correre ecc,  il bisogno di ossigeno e di sostanze nutritive solide  aumenta ,  con ciò aumenta anche il bisogno di sangue come portata,  cioè come volume per unità di tempo e unità di massa irrorata.  Questo maggiore  fabbisogno viene soddisfatto aumentando l’attività cardiaca, cioè aumentando la sua frequenza e la sua forza di contrazione.  Tale effetto è dovuto ad un aumento dei centri cardioacceleratori la quale a sua volta è la risposta a impulsi nervosi,  che decorrendo nei nervi cardiaci,  provengono dall’atrio di destra dilatato da un aumento del ritorno di sangue venoso.   Questo aumento di sangue venoso è dovuto alla spremitura meccanica sulle vene che viene messa in atto dalla contrazione dei muscoli.  L’ultma parte continua domani…

26/11/2021

Non è poi da trascurare la possibilità che l’aumento dell’attività dei centri cardioacceleratori,  come avviene per l’aumento dell’attività dei centri respiratori,  sia effetto diretto dell’aumento dell’attività motoria.  Accanto a questi meccanismi di adeguamento del cuore ai bisogni dell’organismo, sono presenti anche dei riflessi protettivi inibitori i quali impediscono che l’attività cardiaca oltrepassi dei limiti che sarebbero dannosi per l’organismo.  Quando per le ragioni sopra descritte o per altre ragioni,  ad esempio reazioni di spavento,  la pressione sanguigna sale, entrano in eccitamento dei recettori sensibili alla pressione (pressocettori),  situati nell’arco aortico e nelle carotidi;  questi inviano impulsi nervosi ai centri cardiaci e deprimono l’attività di questi centri, in modo che anche l’attività cardiaca ne risulti frenata.  Il sistema vasale in cui circola il sangue non è un sistema rigido,  ma è provvisto di pareti muscolari, e partecipa insieme al cuore, al raggiungimento dei fini utili all’organismo.  Quando in seguito ad un’attività muscolare,  il cuore aumenta la sua frequenza e la sua forza di contrazione,  aumenta anche la pressione sanguigna.  Questa variazione di pressione tenderebbe a far aumentare uniformemente la portata sanguigna in tutti i territori dell’organismo,  anche in quelli che non ne hanno bisogno,  con inutile dispendio di energia,  ma ciò non avviene.  Quando in seguito a lavoro muscolare e sotto influenza dei centri cardioacceleratori,  aumenta l’attività cardiaca,  si restringono i vasi che irrorano i muscoli, così che la massa sanguigna viene in parte spostata dal territorio viscerale a quello muscolare.  Elena  L.

27/11/2021

Quali sono gli ormoni che agiscono sull’apparato cardiocircolatorio e respiratorio?   Patty e Marco

Ogni volta che attraverso vie nervose provenienti dal cuore o da altre zone,  il centro cardioacceleratore e il centro respiratorio vengono stimolati,  aumenta anche la dilatazione dei vasi del cuore e dei muscoli scelettrici,  mentre diminuisce quella dei vasi dei visceri addominali e della pelle. Le vie bronchiali  vengono dilatate in modo da diminuire la resistenza al passaggio dell’aria.    Contemporaneamente a questo effetto mediato attraverso vie nervose,  vi è un effetto collaterale sinergico,  mediato attraverso ormoni.  I messaggi motori che partono dal centro  cardioacceleratore e da quello respiratorio, vanno anche a stimolare la midollare surrenale.  Le cellule di questa ghiandola  endocrina secernano adrenalina,  un ormone che ha gli stessi effetti dei messaggi motori simpatici sul cuore,  sui vasi e sui bronchi.  L’adrenalina è quella sostanza cardioacceleratrice e vasodilatatrice nel territorio cardiaco e in quello muscolare,  vasocostrittrice nel territorio viscerale,  e inoltre broncodilatatrice.  Elena  L.

28/11/2021

E gli ormoni che agiscono sull’intestino esistono?  Patty e Marco

Gli ormoni che operano a livello intestinale,  la loro secrezione è provocata dallo stimolo esercitato dal contenuto intestinale direttamente su cellule endocrine,  produttrici di pormoni,  presenti nella mucosa intestinale.  Quindi,  l’acidità del contenuto intestinale,  appena uscito dallo stomaco,  stimola la secrezione di secretina che a sua volta aumenta la produzione degli enzimi proteolitici propri del pancreas  (tripsinogeno e chimotripsinogeno ).  I fermenti proteolitici pancreatici continuano e completano la digestione acida dello stomaco.  Il contenuto in grassi dello stesso liquido intestinale  stimola invece la secrezione di colecistochinina che a sua volta agisce promuovendo l’espulsione della bile dalla vescica biliare nel duodeno.  La bile contiene gli acidi biliari,  sostanze indispensabili alla digestione dei grassi.  Elena  L.

29/11/2021

Se ho ben capito sono gli ormoni che regolano le varie attività dell’organismo,  vero?  Marco e Patty

Certamente,  anche in questo campo l’ipofisi ghiandolare assume un ruolo preponderante attraverso un tropoormome, che va ad influire sulla funzione secretrice  della corteccia delle ghiandole surrenali,  l’ormone adrenocorticotropo.  La corteccia surrenale fabbrica ed immette in circolo una serie di ormoni che dal punto di vista della struttura chimica appartengono ai derivati del colesterolo  (0rmoni stroidei).  Alcuni di essi,  il cortisone favoriscono l’accumulo di D-glucosio come glicogeno e frenano le reazioni infiammatorie.  Per questa ragione sono molto usati in terapia al fine di ridurre certi stati infiammatori  (reumatismi ecc).  Altri steroidi agiscono sul bilancio salino (aldosterone) incrementando la funzione di riassorbimento  quindi di risparmio di cloruro di sodio,  dei tubuli renali.  Altri due ormoni oltre il cortisone,  interferiscono sul metabolismo del D-glucosio.  Essi sono fabbricati dalle isole di tessuto incluso nel pancreas e chiamate appunto le isole del Langherhans.  I due ormoni prodotti da queste isole sono: l’insulina e il glucagone.  L’insulina come molti sanno fa diminuire il tenore di D-glucosio nel sangue,  in quanto ne favorisce sia l’accumulo,  come il glicogeno,  che la utilizzazione.  Il glucagone,  invece fa aumentare il tenore di D-glucosio nel sangue.  la produzione di questi ormoni è regolata dal livello di D-glucosio nel sangue.  Quando questo si abbassa viene stimolata la produzione di glucagone e inibita la produzion e di insulina,  viceversa accade quando il livello di glucosio nel sangue aumenta.

  A domani con le altre spiegazioni che ti piacciono,  nel prossimo articolo di ” La nostra salute”.    Risposte ai lettori quarantadue centoquattresima parte.   Elena L.