RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODUESIMA PARTE

20/11/2021

 

 

 

Continua dall’articolo  risposte ai lettori quarantadue centounesima parte   “Encefalo e nervi encefalici” (La nostra salute)

Le fibre orizzontali mettono in rapporto tra loro i due emisferi del cervelletto e sono dette perciò peduncoli cerebellari.   Tutto questo insieme di fibre costituisce la sostanza bianca del ponte che come negli altri segmenti encefalici che ho descritto,  ad eccezione del telencefalo,  si trova anche alla periferia. Nella sostanza bianca  metencefalica si trovano ammassi di sostanza grigia che costituiscono i nuclei pontini;  alcuni di essi sono connessi con la corteccia cerebrale e anche con quella del cervelletto, quest’ultimo viene così controllato dalla corteccia degli emisferi cerebrali.  la porzione dorsale del metencefalo è costituita dal cervelletto,  segmento encefalico di notevole importanza funzionale perché regola l’attività motoria somatica.  Il cervelletto controlla il tono muscolare e la forza dei movimenti volontari e automatici.  Ciò si realizza per mezzo di riflessi che assicurano l’equilibrio del corpo,  in base a informazioni provenienti dai canali semicircolari e e dall’utricolo dell’orecchio interno e dagli organi locomotori stessi.  Rispetto al resto della massa encefalica,  le dimensioni del cervelletto sono notevoli,  superate solo da quelle degli emisferi cerebrali,  e da ciò deriva il nome,  che appunto significa piccolo cervello.  È anch’esso formato da due emisferi,  emisferi cerebellari o lobi laterali, e da un lobo mediano chiamato “verme” proprio per la sua forma vermiforme,  suddivisa da solchi trasversali in anelli che si susseguono.  la suoerficie degli emisferi cerebellari e del verme è ricoperta da una corteccia cerebellare,che appare come pieghettata per la presenza di solchi poco profondi,  e da scissure profonde,  parallele,  disposte trasversalmente rispetto all’asse ence4falico antero posteriore.   Tale solcatura suddivide la sostanza grigia corticale e la sostanza bianca interna,  in modo tale che sezionando il cervelleto con dei tagli sagittali,  la superficie di taglio presenta un aspetto fogliforme,  o arborescente,  dal quale derivò il nome  di “arbor vitae”, con cui lo designavano gli antichi anatomici.,  fasci che collegano le due metà del cervelletto attraversando la protuberanza anulare,

 

Il cervelletto è collegato con il resto del neuroasse per mezzo di tre coppie di peduncoli cerebellari:  superior,  medi,  inferiori,  nei quali passano fasci di fibre da e per centri superiori,  fasci che collegano le due metà del cervelletto attraversando la protuberanza anulare,  fasci da e per il midollo spinale.  Al di sotto del cervelletto si trova l’ultimo segmento encefalico,  il mielencefalo, detto anche midollo allungato o bulbo.  Questo è posto superficialmente,  essendo ricoperto soltanto da una laminetta meningea molto vascolarizzata chiamata :  tela coroidea del 4° ventricolo.  La cavità che a causa della sua forma a losanga è denominata fossa romboidale, si estende nel metencefalo, e si continua con l’acquedotto di Silvio del mesencefalo;  alla fine è in comunicazione con il canale centrale del midollo spinale.  Il pavimento della fossa romboidale corrisponde alla sostanza grigia bulbare formata dai nuclei di nervi encefalici,  e precisamente delle ultime sette paia,  esattamente dal 6° al 12°.  Tali nuclei,  alcuni dei quali essendo superficiali provocano dei rilievi del pavimento stesso,  sono disposti secondo un ordine che corrisponde a quello dei nuclei di sostanza grigia del modollo spinale;  nel bulbo,  pero il canale midollare,  trasformatosi in 4° ventricoli,  è venuto ad incunearsi,  allargandosi,  tra i due bracci dellH della sostanza grigia che è stata spinta a disporsi su una linea frontale anzichè su due linee sagittali pressoché parallele come il midollo.  nel midollo allungato si trova una formazione grigia,  pari,  chiamata “oliva bulbare” che sporge sulla faccia anteriore ed è una stazione della via motrice che ha collegamenti con il cervelletto  e con altri centri encefalici e del midollo spinale.  Vi sono inoltre due nuclei ( di Gall e di Burdach) sui quali terminano le fibre nervose di senso,  penetrate nel midollo spinale atteaverso le radici posteriori e proiettate a questa stazione mielencefalica che a sua volta è collegata con centri superiori ( per esempio col talamo).  La sostanza bianca del midollo allungato è formata dai fasci di fibre che in senso ascendente o discendente,  lo attraversano, anche incrociandosi.  Come nel midollo spinale la sostanza bianca del bulbo è disposta esternamente, salvo che in corrispondenza del pavimento del 4° ventricolo,  comemho spiegato prima.  Riassumendo,  pertanto,  il midollo allungato è un sito di passaggio per i fasci ascendenti e discendenti,  rispettivamente sensitivi o motori,  che qui s’incrociano o no,  vi passano anche fasci cerebellari.  Esso è anche un’importante stazione nervosa,  sede di centri fondamentali riflessi viscerali,  che si realizzano attraverso le fibre del nervo vago:  centro respiratorio;  centro moderatore del cuore;  centro vaso-motore per la la contrazione delle arterie periferiche;  centri secretori  (perm la glicosuria,  per la secrezione urinaria,  per la secrezione salivare);  centro per i movimenti di masticazione,  di deglutizione, del vomito,  della tosse,  ecc.  Si comprende pertanto perché una lesione del bulbo sia mortale  se interessa i centri vitali sopra elencati o è causa di paralisi se colpisce  i fasci motori,  o di perdita di sensibilità se sono lesi i fasci sensitivi.  Elena  L.

 

22/11/2021

 

Prima di chiudere l’argomento “nervi encefalici”  voglio riassumerti in un attimo le meningi.

 

 

LE MENINGI

 

Il midollo spinale e l’encefalo,  oltre che dallo scheletro  (colonna vertebrale e cranio) sono prodotti da tre membrane connettivali sovrapposte,  “le Meningi”,  interoste tra lo scheletro e la massa nervosa.  Lo strato più esterno è ” la dura madre”, fibrosa,  spessa e robusta;  essa si continua con la guaina dei nervi,  lo strato successivo è l’aracnoide, la quale invia verso la meninge profonda (pia madre) setti filamentosi che suddividono lo spazio tra queste due meningi (spazio aracnoideo) in lacune entro le quali circola il liquido cefalorachidiano, che assicura la sospensione idrostatica della massa nervosa,  impedisce la compressione delle cellule nervose e ammortizza gli shock,  anche quelli determinati dalle pulsazioni vasali.  La membrana (meninge ) più interna,  la pia madre, è molto vascolarizzata e aderisce alla superficie del neurasse, alla cui nutrizione contribuisce notevolmente.   Le meningi formano setti interposti nelle grandi fessure encefaliche:  in quella tra i due emisferi cerebrali si trova la falce del cervello e nella fessura tra il cervelletto e lobi occipitali vi è il tentorio del cervelletto.

Elena  L.  ( spero di essere stata soddisfacente,  anzi spero proprio di più.

 

23/11/2021

 

Mi piacerebbe da te una descrizione ancora più semplice dei vasi sanguigni.  In certi casi ci sono dei paroloni! Grazie!  L. D.

 

 

Carissima D.  in medicina ci sono grandi nomi e grandi paroloni,  quelli non si possono cambiare,  cerco di darti una spiegazione comprensibile e semplice,  va bene?

 

 

I VASI SANGUIGNI

 

Come molti sapranno,  i vasi sanguigni sono dei canali,  che formano un sistema chiuso,  che in base alla struttura  vengono distinti in arterie,  capillari e vene.  In essi circola il sangue,  nelle arterie in senso centrifugo rispetto al cuore,  nelle vene in senso centripeto;  i capillari formano un’enorme rete a maglie finissime interposta tra arterie e vene,  attraverso la quale si effettuano gli scambi tra il sangue e i tessuti di ogni distretto del corpo.  Vorrei ricordare che reti  capillari possono trovarsi anche inserite nel corso di arterie  ( ad esempio la rete mobile del rene)  0 di vene ( sistema portale del fegato)  e inoltre,  che i capillari delle ghiandole endocrine e del fegato che occupano gli spazi tra le cellule sono detti sinusoidi.  L ed è per questo che le vene sono estensibili e si dilatano passivamente.a struttura dei vasi è così composta: tunica interna che è formata da endotelio ed è uguale in tutti i vasi.  La tunica media,  che nelle grosse e medie arterie è prevalentemente formata da fibre elastiche e nelle piccole arterie è prevalentemente formata da fibre muscolari lisce,  è più o meno abbondante in rapporto al calibro dell’arteria.  Nelle vene la parete media ha fibre muscolari lisce e poche fibre elastiche anastomizzate ed è per questo che le vene sono estensibili e si dilatano passivamente.  La tunica esterna è connettivale,  fibrosa, sottile e in essa si trovano i fascetti nervosi e i vasi nutritizi delle pareti vasali.  Le arterie,  salvo poche eccezioni, come le carotidi,  le temporali e le radiali le cui pulsazioni si possono apprezzare facilmente dall’esterno.  Le arterie di piccolo e medio calibro sono spesse accompagnate da due vene,  queste vene formano reti superficiali come quelle sottocutanee.  Va ricordato che molte vene,  specialmente dove il sangue deve vincere la forza di gravità,  le pareri sono munite di valvole a nodo di rondine,  che riducono il peso della colonna liquida e impediscono il reflusso che causerebbe un ristagno e lo sfiancamento delle pareti dei vasi sottostanti. In alcuni punti il sangue può passare direttamente da  arteria a piccole vene mediante dei vasi di collegamento,  o anastomotici,   formati da cosiddette anastomosi artero-venose,  che si possono aprire e chiudere in base alla necessità di escludere o meno un territorio.  In alcuni organi poi le arterie formani come degli alberi,  i cui rami non sono anastomizzati tra loro,  sono le arterie terminali, e quindi non vi è la possibilità che un difetto di irrorazione possa essere neutralizzato dall’apporto di sangue di un territorio vicino;  arterie terminali si trovano nel cuore e nel sistema nervoso.  L’attività muscolare del cuore inizia con la contrazione o sistole degli atrii,  essi si svuotano,  spingendo il sangue nei sottostanti ventricoli.  Alla sistole degli atrii subentra la contrazione o sistole dei ventricoli,  con questa contrazione essi espellano il loro contenuto nelle due grosse arterie,  aorta e polmonare.  L’arteria polmonare si divide in due grossi rami: uno dei quali va al polmone di destra e l’altro al polmone di sinistra.  Ciascun ramo si suddivide in rami più piccoli, le grosse,  medie e piccole arterie,  terminando infine nelle arterie più piccole, le arteriole. Queste ultime si continuano in una rete di vasi capillari, che come ho già scritto circonda le cupole alveolari.  I capillari alla fine si riunisconodi solito in venule e poi in vene più grosse.  In esse il sangue scorre alla periferia del cuore.  Tutto il sangue refluo dai polmoni si riunisce nelle due grosse vene polmonari di destra e nelle due grosse vene polmonari di sinistra che sboccano nell’atrio di sinistra,  chiudendo così il piccolo circolo.  Il piccolo circolo serve ad assorbire ossigeno e scaricare anidride carbonica.  Il grande circolo serve invece ad assorbire le sostanze nutritive solide dal circolo alimentare e ad espellere le sostanze di rifiuto solide attraverso i reni,  oltre che a fornire ossigeno e sostanze nutritive e a drenare anidride carbonica e prodotti di rifiuto da tutti i tessuti.  Il grande circolo inizia con l’arteria aorta,  che si diparte dal ventricolo sinistro.  L’aorta con diversi rami distribuisce sangue arterioso sia alla metà sopracardiaca che alla metà sotto cardiaca del corpo. Le arterie si ramificano in arterie di grosso,  medio e piccolo calibro,  man mano che si allontanano dal centro propulsore.  Continua nell’articolo La nostra salute ” Risposte ai lettori quarantadue centotreesima parte.  Elena  L.