DIALOGANDO CON VOI

15/02/2022

 

Dott.  Robert    Cosa ne pensi della reincarnazione? Ci sarà qualcosa oltre la morte?

 

 

Elena    I saggi di un tempo dicevano che la vita dovrebbe essere come la natura:  c’è un tempo per morire e un tempo per rivivere.

 

Alessandra   Io non voglio pensare ad una possibile vita dopo la morte,  cerco di cogliere il tempo che vola:  di lasciarmi andare come una foglia sull’onda di un torrente,  lungo percorsi concreti,  ma con tutta la leggerezza che la vita ci avrà trasmesso.  Non voglio pensare né al prima né al dopo,  ma immergermi in questa vita come se fosse sempre un mare calmo e lucente della sera,  o un mare  dalle onde impetuose  che  vanno e tornano sempre con allegria.

 

Elena   Hai ragione,  perché se un giorno  ti alzerai con il mare in burrasca dove le onde non ritorneranno più nel loro letto,  ti toccherà osservarle da lontano negli angoli bui della mente;  meglio vivere  oggi come piace a te che aspettare di vivere domani!

 

16/02/2022

 

Linda  Dimmi,  credete nell’esistenza degli angeli?

 

 

Alessandra   Non lo so,  non ne ho mai visto né sentito uno.  Ho ascoltato il Papa dire che i miracoli avvengono,  esistono davvero,  ma lui stesso è scettico quando si parla di visioni Mariane e la visione di angeli. Molta gente afferma di avere visto,  di credere fermamente negli angeli perché secondo loro hanno un motivo valido,  ma sempre inspiegabile.  Addirittura molti credono che sia una suggestione e  proiezione della nostra mente,  non posso dire di non crederci ma neanche di crederci;  lascio un punto di domanda.

 

 

Elena   Io su questo argomento non mi sbilancio troppo,  non per paura dei fanatici,  ma per rispetto di ciò in cui credo.  Dobbiamo riconoscere che ci sono grandi misteri come ad esempio il mistero di S. Michele e di tutte le sue apparizioni.  Comunque ognuno di noi è libero come lo è il suo cuore,  di esprimersi in molte forme, per  non comprimere  i propri sentimenti e la fede.  Ci sono presenze rigorose che conquistano inesorabilmente il reale:  cose imperdibili  come un vento imprevedibile che non si perde in un infinto senza ritorno,  bisogna solo avere fede.

 

18/02/2022

 

Federica   Sai che una persona mi ha chiesto se è vero che le donne che praticano arti marziali sono tutte gay?   L’ho sentito da una mia vicina di casa.  Io ho risposto che quella persona che ti ha fatto questa domanda non sa nemmeno che cosa significhi la parola “gay”. Tu cosa ne pensi?  Grazie!

 

 

Elena   So che a frequentare e a praticare le arti marziali ti ho incoraggiato io,  per difesa personale ovviamente!  Quindi chi meglio di noi può sapere  che non è vero.  Anche se una persona è solare,  ama vivere fino in fondo,  non è detto che nel pacchetto ci sia incluso anche l’omosessualità.  Nella vita ho fatto anche lavori pesanti come giardinaggio,  e anch’io ho frequentato corsi che insegnavano quella disciplina,  ma non ho mai sentito il bisogno di corteggiare o di essere corteggiata da una donna;  non che ci sia nulla di male,  però avrò pure il diritto di scegliere la mia sessualità per essere me stessa?  Anzi ti dirò che i corteggiamenti che mi facevano i ragazzi quando ero giovane  mi lusingavano,  ma sono stata corteggiata anche da due donne e ti assicuro che è stata dura con una liberarsene,  nel senso che quando non si è attratti da persone dello stesso sesso non ci puoi riuscire,  ma nemmeno se ti dovessero costringere,  diventerebbe ripugnante solo al pensiero,  quindi non capisco quando sento qualcuno o qualcuna dire che li hanno costretti!  Anche se quella persona fosse una tua  amica,  non devi fare altro che rompere questa amicizia che amicizia non è mai stata e andartene il più lontano possibile da lei!  Non è proibito dichiararsi con una persona dello stesso sesso,  ma devi accettare anche il rifiuto categorico da parte sua!  Poi se lo “capirai” quella persona  potrebbe anche restarti amica,  ma solo provando un sentimento fraterno che è ancora più importante;  se invece diventa ossessione come ho scritto prima,  meglio prendere le dovute distanze.

 

Federica   Certo che  deve essere brutto essere corteggiati da persone che non capiscono il rifiuto e soprattutto non accettano un rifiuto.  Ma come fanno ad umiliarsi così?

 

 

Elena  L’innamoramento è difficile da contenere,  però alla fine si dovrebbe anche ragionare se a quella persona ci si tiene davvero.  Invece lei diceva che il mio rifiuto non era sincero,  che ero distaccata perché non lo volevo io ma volevo essere imprendibile e diversa e desideravo essere catturata in un modo originale;  immagina tu che fantasia malata!  Mi ha fatto piacere parlarne,  così quando mi leggerà saprà che si era sbagliata di grosso!  Sai?  Mi era successo così anche con un uomo,  lo respinsi perché ero sposata felicemente,  e non accettando il mio rifiuto mi disse che avrei voluto ma non avevo il coraggio io di vivere la storia!  Anche qui non era vero,  solo  che non c’era posto anche per lui.  Ho sentito parlare uomini gay dire che il mondo va avanti anche senza le donne!  Io non direi mai che il mondo va avanti anche senza gli uomini;  sarebbe un mondo zoppo!  Se avete paura di vivere in un mondo dove esistono anche le donne,  allora la vostra è un’odissea che non vi piace!  Non sono battute eroiche quelle,  tutt’altro!  Non è l’esistenza delle donne che vi comprime,  ma la mancanza di coraggio di vivere ciò che siete veramente!  Essere se stessi è la cosa più gratificante che possa esistere.

 

 

28/02/2022

 

Dott.  Robert   Vorrei farti una domanda sulla coscienza.  Pensi che uomini d’affari  come gli statisti ,  riescano a consultare la loro coscienza prima di agire?   O pensi che queste persone con impegni così importanti di responsabilità non debbano appellarsi alla loro coscienza?  Rispondi pure senza timore.

 

Elena  Dovrei essere io a farti questa domanda,  chi meglio di te saprebbe rispondere?  Comunque sono pronta.

 

Ho sempre saputo che chi non ha una coscienza è malato o ottuso.

Io credo che la coscienza renda gli uomini non solo migliori,  ma persone grandi.  E credo fermamente che un uomo che ricopre un ruolo importante come quello di uno statista debba usare la coscienza,  perché al contrario  non diventerà mai un grande ma un barbaro che agisce senza pensare al bene del popolo,  solo per gridare al mondo che lui detta le leggi ed è il più forte.  Non è così che un vero uomo lascia una grande impronta nella storia umana,  ma questa è la figura del vero debole.  Il vero grande non ruba e non uccide ma ascolta la coscienza per aprire trionfali progetti al mondo,  per il bene di tutta l’umanità!

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOTREDICESIMA PARTE

14/02/2022

 

 

 

Come ci si infetta della malattia chiamata tetano?  Marco di Patty.

 

Il tetano è una malattia infettiva sostenuta da un bacillo sporigeno detto” Clostridium tetani”,  che colpisce gli esseri umani ma anche gli animali domestici mammiferi. La penetrazione delle sue spore avviene attraverso le ferite nelle quali si moltiplica diffondendo una esotossina che possiede un elettivo tropismo per il sistema nervoso.  Dopo un periodo di incubazione  di 5-6 a 15 giorni;  nella forma cronica il tempo è più lungo,  il tetano esordisce bruscamente con contratture dolorose ai muscoli della faccia,   con trisma  (chiusura forzata della bocca)  e con caratteristico atteggiamento di riso sardonico;  gli spasmi muscolari si estendono poi alla nuca e al dorso,  determinando un’estensione forzata del capo e dalla colonna dorsale,  vengono interessati anche i muscoli flessori del tronco, quelli laterali,  o tutta la muscolatura  prevalgono la contrattura dei muscoli flessori,  negli inferiori quelle degli estensori.  Si può avere asfissia per spasmo del diaframma e dei muscoli respiratori;  l’interessamento degli sfinteri ostacola l’emissione delle feci e delle urine;  la temperatura corporea,  quasi sempre normale all’inizio,  può raggiungere nel periodo preagonico i 42  °C.   La mortalità al giorno d’ogi è meno frequente,  ma per diversi anni fa era del 30-50%.  La diagnosi si basa sull’obiettività clinica e nell’eventuale ricerca del batterio responsabile nelle ferite.  La profilassi si attua praticando l’immunizzazione attiva con anatossina e nel caso di ferite,  iniettando siero antitossico con metodo desensibilizzante.  A differenza della siero-profilassi,  la vaccinazione garantisce un’immunità di lunga durata.  Inoltre è possibile,  anche a distanza di diversi anni,  ripristinare rapidamente le difese immunitarie specifiche dell’organismo con una sola somministrazione di vaccino  che nei soggetti vaccinati contro il tetano andrebbero praticata ogni due anni.  Elena  L.

 

16/02/2022

 

Secondo te ci si nasce con una coscienza?   O s’impara ad usarla man mano con l’educazione ?  Grazie!  Marco di Patty

 

 

Dal punto di vista neurofisiologico,  la coscienza viene sostenuta  da certe strutture a livello del sistema nervoso centrale, quali soprattutto la sostanza reticolare e il sistema talamico di proiezione. All’attivazione derivata da queste strutture corrispondono precisi indici neurofisiologici,  riflesso psicogalvanico,  elettroencefalografici  ecc.,  che consentono di determinare lo stato di coscienza nello stato di vigilanza,  nel sonno,  nel come, (in cui si ha abolizione della coscienza) .  Nella psicanalisi,  il termine viene usato sia per designare il livello conscio della vita psichica, in contrapposizione a preconscio e inconscio,  sia soprattutto per designare l’insieme delle norme comportamentali acquisite del soggetto nella strutturazione della sua personalità.  Comunque la coscienza resta sempre l’insieme dei processi psichici attraverso i quali l’individuo riesce ad organizzare il proprio comportamento intenzionale,  mantenendo il controllo dei propri processi di pensiero e delle sue attività conoscitive sull’ambiente.  Elena  L.

 

17/02/2022

 

 

Che cosa significa per te la parola “Fisiologia” ?  Grazie! Marco di Patty

 

 

La fisiologia è basata sul metodo sperimentale ed è la scienza che studia le funzioni degli organismi viventi a livello microscopico.  Solo rimuovendo,  alterando e agendo su un determinato organo si riesce il più delle volte a comprenderne la funzione.  A questo scopo si utilizzano gli animali scelti  secondo lo studio in corso,  e siccome molti processi fondamentali come la respirazione,  la divisione cellulare,  l’ereditarietà, e la riproduzione,  sono comuni a tutti o quasi gli organismi,  il risultato delle prove può essere esteso a una vasta gamma di esseri viventi.  Per spiegare molti comportamenti degli organismi,  la fisiologia utilizza modelli fisici,  chimici,  e anche meccanici compatibili con le strutture anatomiche degli organi chiamati in causa,  in quanto le stesse leggi applicabili su quei modelli possono essere riferite ai processi biologici.  Data l’articolozione degli studi,  in seno alla fisiologia sono nate le specializzazioni,  che si occupano ognuna di un unico organo e apparato.  E così abbiamo tutte le specializzazioni:  la neurofisiologia studia il sistema nervoso centrale e periferico,  la fisiologia cardiovascolare la circolazione del sangue e l’emodinamica,  la scienza dell’alimentazione e i meccanismi della digestione ecc.  Elena  L.

21/02/2022

 

Mi parleresti della colite in genere?  Nessuno cura più questa cosa,  perché?  Grazie!  Marco di Patty.

 

La colite non è una cosa da trascurare,  come del resto tutte le patologie o disfunzioni o affezioni infiammatorie che colpiscono il nostro organismo.  Questa infiammazione acuta o può essere anche cronica del colon,  può essere provocata da infezioni batteriche o altro, da intossicazioni esogene,  intossicazioni endogene e da altre alterazioni funzionali per squilibrio neurovegetativo.  Inoltre può essere di natura allergica o disvitaminosica.  La colite di tipo acuto,  è provocata da tossinfezioni alimentari,  errori dietetici,  o antibiotico-terapia che favoriscono la distruzione della flora intestinale,  o da altre cause.  Inizia in modo brusco con dolori addominali o crampi con l’emissione di feci normali e liquide miste a sangue,  nausea,  vomito,  e anche con febbre modesta, spossatezza e polso frequente.  Questa forma difficilmente può assumere un andamento grave, anche se a volte questi disturbi se si fanno intensi possono allarmare il paziente.  La colite cronica invece decorre con sintomi più lievi e si presenta con aspetti vari:  Colpisce prevalentemente i soggetti nevrotici ed è caratterizzata da eccessiva secrezione di muco nel colon,  stipsi ostinata alternata a diarrea mucosa e membranosa.  la colite parieto-intestinale è caratterizzata da un processo flogistico a disposizione interstiziale,  che interessa gli strati sottostanti della parete.  La colite poliposa è caratterizzata dalla presenza sulla mucosa del colon una massa di polipi.  La colite segmentaria è una colite che può essere provocata da anomalie locali;  la sua insorgenza inoltre,  può essere favorita dall’esistenza  di processi aderenziali o infiammatori  propagatisi dagli organi vicini.  La colite spastica o colon irritabile,  è caratterizzata da disturbi addominali vaghi,  dolori lungo il decorso del colon,  meteorismo,  stipsi ostinata con episodi diarroici;  è di origine psicosomatica.  La più grave forma di colite è la colite ulcerosa  criptogenetica,  è una grave forma di colite a decorso cronico con periodi più o meno frequenti di riacutizzazione,  durante i quali la sintomatologia è rappresentata da frequenti scariche diarroiche contenenti sangue,  con dolori addominali,  tenesmo,  febbre di vario grado,  con quasi sempre un interessamento dell’organismo.  La cura è chirurgica…  Elena  L.

 

 

22/02/2022

 

È vero che il nostro intestino può essere infettato da parassiti simili all’anguillula e che ci fa stare molto male? Marco di Patty

 

 

Sì,  il nostro intestino può ospitare molti parassiti che ci fanno stare male,  uno di questi è lo Strongyloides stracoralis.  Questa infestazione parassitaria dell’intestino dell’uomo da parte di questo parassita si manifesta con anemia, enterite benigna,  febbre lieve ma intermittente;  la cura è la disinfezione.  Questo parassita visto al microscopio si presenta proprio come l’anguilla.  Un altro parassita che disturba molto nell’intestino umano è la “Tenia” o verme solitario,  “Taenia solium” ,  è lungo fino a tre metri,  è munita di uno scolice piccolissimo con due corone di uncini e quattro ventose.  È in grado di produrre dagli 800 ai mille proglottidi,  contenenti ognuna circa 6000 uova.  Come avviene l’nfestazione nell’uomo?  Si dice che l’uomo si infesti mangiando carne di maiale poco cotta,  o cruda contenente gli stadi di larve del parassita dette :  cisticerchi,  i maiali sembra che s’infettino ingerendo feci umane contenenti proglottidi della tenia.  Parassita dell’uomo ed è la specie di Taenia saginata,  detta anche tenia inerme in quanto priva di corone e di uncini: i suoi cisticerchi si rinvengono nella muscolatura e in taluni organi interni dei bovini.  Elena  L.

 

23/02/2022

 

 

Che cos’ è la cariocinesi?  Grazie!  Marco di  Patty

 

 

È una divisione cellulare indiretta,  mediante la quale i “cromatidi” gemelli derivati dalla suddivisione longitudinale di ciascun cromosoma di una cellula,  si distribuiscono nelle due cellule figlie di quest’ultima in modo che ciascun cromosoma venga rappresentato in esse una sola volta.  La cariocinesi assicura quindi un corredo cromosomico costante,  tipico della specie  cui l’organismo appartiene.  Si distinguono quattro fondamentali:  profase,  metafase,  anafase,  telofase.  In profase i cromosomi appaiono come filamenti lunghi e sottili,  più o meno avvolti e intrecciati,  che vanno via via ingrossandosi e spiralizzandosi,  fino a raggiungere 1/10 della lunghezza iniziale.  In ognuno di essi si evidenzia sempre più chiaramente il centro motore, detto centromero;  membrana nucleare e nucleo vanno scomparendo,  mentre dai centrioli,  migrati ai poli opposti della cellula,  si organizza il fuso acromatico,  costituito da fibre continue,  che vanno da un polo all’altro,  e fibre cromosomiali che prendono contatto con i centromeri.   In metafase i cromosomi si muovono e si dispongono a formare la piastra equatoriale del fuso ripiegandosi a V,  con le braccia che sporgono nel citoplasma e con i centromeri interni,  formando così una tipica figura stellata.  Segue la scissione sincrona di ogni centromero  a forma di spirale   in due granuli, ognuno dei quali trascina il  cromatidio cui è collegato migrando ai due poli cellulari.  Segue l’anafase,  in cui si formano due gruppi di cromatidi che si possono ormai chiamare cromosomi figli.  In telofase la separazione dei cromosomi è completa,  si ricostituiscono due membrane  nucleari attorno ai nuovi nuclei,  i cromosomi appaiono nuovamente distesi e a forma di spirale. Contemporaneamente avviene la citodierresi, cioè la divisione del citoplasma nelle due cellule figlie.  Il nucleo acquista poi la morfologia tipica della fase di riposo o fase intercinetica.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTUNESIMA PARTE

10/02/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Per iniziare l’articolo presento una ricetta buona per il palato e per la salute:  è il nuovo polpettone di casa mia.

IL NUOVO POLPETTONE

DI CASA MIA

Ingredienti:  300 g di spinaci lessati e strizzati,  una fettina di zucca,  due patate grosse,  due uova intere,  sale,  pepe,  peperoncino, spezie miste,  parmigiano ,  200 g di prosciutto cotto,  olio extra vergine d’oliva,  limone.

Esecuzione:  maciniamo il prosciutto,  lo mescoleremo insieme alle patate  e zucca lessate,  uniamo gli spinaci,  le uova,  le spezie,  il parmigiano,  saliamo e pepiamo;  poi ungeremo una teglia da pane e stenderemo il polpettone, facciamo un giro di olio e parmigiano e inforniamo a 180° per 30 minuti. Lasciamo raffreddare, togliamo il polpettone dalla teglia, lo tagliamo a fette e  impiattiamo  con insalata mista,  possiamo mettere qualche fettina di limone .  Questo piatto è sano,  nutriente e gustoso,  adatto soprattutto per i bambini.

Federica  buonissimo!

11/02/2022

Elena  Il gelato è un dolce piacere che si consuma anche d’inverno,  anzi,  andrebbe consumato soprattutto d’inverno, che sia fatto in casa, o artigianale o industriale è sempre gradito.  Il mio gelato di oggi è fatto in casa,  insolito come sapore ma è una bomba di bontà!

GELATO ALLA MELISSA E ERBA

LUISA IN UN BAGNO DI

ZABAIONE AL CAFFÈ

Ingredienti:  200 g di latte,  200 g di panna,  130 g di zucchero,  due stecche intere di vaniglia,  6 foglie di melissa,  10 foglie di erba Luisa,  buccia grattugiata (solo il verde di un lime.  Per lo zabaione:  4 tuorli,  100 g di zucchero,  mezzo bicchiere di caffè,  mezzo bicchiere di liquore al caffè.  Per la decorazione: gocce di cioccolato bianco.

Esecuzione:  Incominciamo con lo scaldare la panna con i semi di vaniglia e il baccello vuoto che poi toglieremo  senza arrivare al bollore grattugiare la scorza del lime,  e mettere nella panne le foglie delle erbe profumate e lo zucchero.  Una volta raffreddata alla panna aggiungere il latte freddo,  mescolare bene per amalgamare il tutto. Togliere i baccelli della vaniglia,  le foglie di erbe,  versare il tutto nel cestello in temperatura;  dopo 30 minuti di lavorazione il gelato è pronto da versare in una vaschetta da freezer.  Intanto che si rapprende completamente o che non si squagli,  facciamo lo zabaione montando i tuorli con lo zucchero a spuma leggera,  versare il caffè e mescolare bene,  mettere lo zabaione sopra un pentolino di acqua bollente e sempre mescolando con la frusta,  aggiungere il liquore al caffè;  spegnere il calore perché lo zabaione non faccia i grumi.  Togliere il gelato e formare delle palline,  cospargere lo zabaione e guarnire con gocce di cioccolato bianco.

Federica   Ah!  Che meraviglia,  che sapore ha questo insieme di cose buone senza esagerare con gli ingredienti!

12/02/2022

Elena   Oggi presento un piatto di maccheroni,  semplice ma dal gusto appagante:  sono i maccheroni cotti in brodo di carne alla crema di pecorino e pancetta.

MACCHERONI COTTI NEL

BRODO DI CARNE

Ingredienti :  maccheroni,  brodo di carne,  rosmarino,  origano fresco,  parmigiano,  pecorino,  pepe,  sale,  pancetta,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  immergere i maccheroni nel brodo che sta bollendo,  portare a cottura al dente.  Nel frattempo facciamo il pesto di pecorino,  con un po’ di brodo,  pepe, e olio.  Scoliamo i maccheroni,  li mantechiamo con la crema al pecorino,  aggiungiamo le erbe,  un giro di olio , il parmigiano,  infine la pancetta a dadini e soffritta.  Un piatto gustoso,  e anche leggero.

Federica  Dire gustoso hai ridotto al massimo l’aggettivo,  è squisito!  A me non piace la pasta troppo condita di unto e formaggio,  ma mi piacciono i sapori.

13/02/2022

Elena  Anche se oggi è domenica non potrei non presentare la torta di S. Valentino che ho preparato per i miei amici Alessandra e Giovanni.  Si tratta di un cuore di frolla fragrantissima,  con un inserto di ricotta e iogurt, un inserto di fragole in gelé, con una decorazione di ciuffetti di panna montata alla vaniglia e scaglie di cioccolato fondente.  Eccola!

CUORE DI S. VALENTINO

Ingredienti per la frolla:  due tuorli,  150 g di zucchero,  150 g di burro,  250 g di farina per dolci,  estratto di vaniglia,  aroma limone e arancia  estratto dalle scorze della buccia.  Per le creme:  cinquecento g di ricotta vaccina,  150 g di iogurt intero,  estratto di limone,   zucchero a velo q.b.,  700 g di fragole,  zucchero a piacimento,  la giusta dose di colla di pesce,  cioccolato fondente,  e 250 g di cioccolato bianco,  100 g di panna montata.

Esecuzione:  ho impastato la frolla in un attimo con burro,  zucchero,  vaniglia,   tuorli,   essenze di arancia,  limone e farina;  ho formato un impasto omogeneo ma non troppo solido,  poi l’ho fatto riposare in freezer per 20 minuti.  Dopo di che ho messo le fragole sul fuoco con lo zucchero,  le ho portate a bollore,  ho messo ad ammollare in acqua i fogli di colla di pesce,   10 minuti dopo li ho strizzati e mescolati alla composta di fragole ancora calda ma non bollente.  La colla di pesce deve essere ben sciolta ma soprattutto non si deve superare il dosaggio altrimenti rischia di essere gommosa e non solo solidificata.   Ho setacciato la ricotta,  l’ho mescolata poi allo zucchero, all’essenza limone e allo yogurt intero,  e alla metà del cioccolato bianco sciolto a bagnomaria,  ricavandone una bella crema liscia.  Poi ho messo in tre stampi uguali la frolla,  la crema ottenuta con la ricotta,  e la composta di fragole.  Una volta cotta la frolla l’ho lasciata raffreddare in modo che passasse il tempo necessario per gli altri ingredienti.  Prima di comporre la torta ho fatto sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria,  metà l’ho steso sulla frolla per fare uno strato impermeabile dal morbido umido delle composte;  l’ho decorata con panna montata di fresco,  e ho cosparso delle scaglie di cioccolato fondente su tutto il cuore.  Io credo che questa torta sia buonissima perché gli ingredienti erano freschi,  le consistenze c’erano e tutto il resto non si squagliava,  e i sapori li possiamo immaginare.

Federica   Questa ricetta mi fa impazzire perché tutti questi ingredienti li amo moltissimo!

15/02/2022

Elena   Oggi presento delle polpette con dei ritagli di tonno fresco,  in contorno di funghi;  tutto l’insieme è buonissimo!

POLPETTE AI RITAGLI DI

TONNO FRESCO

Ingredienti: ritagli di tonno fresco,  due alici sott’olio,  peperoncino, olive verdi,   e olive nere, pangrattato,  qualche cucchiaio di salsa di pomodoro fatta in casa,  parmigiano,  porro,  dragoncello,  alloro, olio extra vergine d’oliva.  Funghi misti trifolati con scalogno,  uno spicchio di aglio, prezzemolo,  sale e pepe,  vino per sfumare,  un giro di olio.

Esecuzione:  maciniamo il tonno,  saliamo e pepiamo,  aggiungiamo le olive,  il porro il dragoncello,  l’aglio tritati,  poi incorporiamo il pangrattato,  la salsa di pomodoro,  il parmigiano e otterremo un impasto omogeneo e abbastanza sodo.  Formiamo le polpette, le passeremo nel pangrattato integrale,  le adageremo sulla carta da forno dentro la teglia;  facciamo un bel giro di olio e inforniamo a 170 ° per 10 o più minuti.  Serviamo in tavola con i funghi trifolati e pane morbido o polenta all’onda.

Federica   Buonissime,  anzi buonissimo il tutto!

16/02/2022

Elena  E ritorniamo alla pasta,  un alimento che piace sempre a tutti o quasi.  Le lumache di pasta che presento oggi sono di una bontà infinita,  condite con erbe,  e cacciatora macinata.  Deliziose davvero,  anche perché piacciono ai bambini e quando una cosa piace ai bambini deve essere buona sul serio.

LUMACHE DI PASTA AL SUGO

Ingredienti:  Lumache di pasta di media grossezza,  sale,  pepe, brodo vegetale,  olio extra vergine d’oliva,  pisellini stufati,  parmigiano,  peperoncino,  alloro,  ginepro, due scalogni,  basilico,  salsa di pomodoro, anatra alla cacciatora.

Esecuzione:  facciamo il sugo con due scalogni,  salsa di pomodoro,  vino per sfumare,  alloro,  basilico,  peperoncino,  ginepro,  aggiustare di sale e pepe,  portare ad ebollizione e lasciare cuocere per due minuti.  Dopo avere amalgamato questi primi ingredienti,  aggiungere la carne di anatrella selvatica alla cacciatora, macinata, aggiungere i pisellini e mezzo mestolo di brodo;  lasciare amalgamare e cuocere per altri 5 minuti,  poi lasciare intiepidire e aggiungere l’olio a crudo.  Calare la pasta nel brodo vegetale,  e mantecare nella casseruola del ragù,  aggiungere una bella manciata di parmigiano per ogni piatto.

Federica  Io non sono una bambina ma questo ragù mi piace moltissimo!

17/02/2022

Elena  Ancora una buona pasta,  al ragù di trota salmonata e formaggio,  un connubio che piace molto.

PENNETTE ALLA CREMA DI

TROTA

SALMONATA E FORMAGGIO

Ingredienti:  pennette,  trota salmonata,  olive,  olio extra vergine d’oliva,  parmigiano,  origano fresco,  crema di asiago,  basilico,  porro, vino bianco, sale,  pepe, chiodo di garofano e cannella.

Esecuzione:  facciamo rosolare il porro tagliato sottile,  aggiungiamo la trota salmonata cotta al forno,  la spolpiamo e la mettiamo insieme al soffritto, aggiungiamo le erbe,  sale e pepe,  un pizzico di cannella e chiodo di garofano,  lasciamo amalgamare a calore moderato per un minuto.  Nel mixer mettiamo un po’ di olio,  e brodo vegetale,  il soffritto e qualche oliva denocciolata (tagliamo a coltello le olive verdi grosse),  mettiamo anche l’asiago,  e dopo avere ottenuto una bella crema la verseremo nella casseruola del soffritto.  Caliamo la pasta,  la scoleremo al dente e la mantechiamo insieme alla crema ottenuta,  aggiungiamo il parmigiano grattugiato,  l’olio a crudo e delle olive verdi intere.  Il piatto è pronto da servire.

Federica  Come ultimo piatto di questo articolo devo dire che è saporito e delicato.

Elena  Ciao!  Alla prossima ricetta.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODODICESIMA PARTE

09/02/2022

Mi spiegheresti l’insieme dei processi che mantengono costanti le condizioni dell’organismo,  intervenendo con meccanismi di controregolazione ogni qualvolta che si ha un allontanamento dalla situazione di equilibrio?  Grazie!   Marco di Patty

Tutti gli apparati concorrono a mantenere le condizioni necessarie nello svolgere le funzioni,  cioè concorrono a mantenere l’ambiente interno dell’organismo entro i limiti compatibili con la vita e la funzione di tutte le cellule che lo compongono.  Questi limiti riguardano soprattutto lo stato di idratazione dei tessuti,  il mantenimento di un  pH quasi neutro,  (7,40 circa) e di una temperatura interna uniforme  di (37,  o 37,5  C°  circa),  la costanza di alcuni soluti nelle cellule, nei tessuti interstiziali,  nel plasma,  ecc.  Questo processo di autoregolazione, è caratteristico per altro di tutti gli esseri sani,  organizzati in qualità di esseri viventi. La percentuale di acqua nel nostro organismo è del 65-70% circa,  questo significa che in un adulto del peso di 70 kg  ve ne sono circa 45 litri,  30 dei quali si trovano nel protoplasma cellulare,  15 sono extracellulari;  3,5 appartengono al plasma sanguigno,  altri 12 ai fluidi interstiziali.  Normalmente questa quantità di acqua e questi rapporti subiscono poche variazioni,  anche se in un adulto vengono secreti  circa 8 litri di succhi digestivi,  vanno perduti circa 200 cc. di acqua con la sudorazione, altri 400 cc. con l’evaporazione diretta attraverso i tegumenti,  400 cc.  con la respirazione e 1500 cc con le urine.  Il tubo digerente assorbe quasi completamente l’acqua dei succhi digestivi,  però le altre perdite vengono compensate dall’acqua derivante dalle ossidazioni cellulari,  da quella contenuta nei vari alimenti solidi ed eventualmente dall’introduzione di bevande.  Continua.

10/02/2022

Al controllo dell’equilibrio provvede soprattutto il rene,  che,  regolato dall’ippotalamo attraverso l’ormone antidiuretico dell’ipofisi e l’aldosterone,  può variare la quantità delle urine emesse e la concentrazione dei sali eliminati così da mantenere costante la pressione osmotica dei  fluidi organici.  L’altro fattore essenziale per il controllo idrosalino è l’introduzione dei liquidi e trova la sua regolazione naturale nel senso di sete che si sviluppa quando i fluidi organici tendono a concentrarsi.  (Non bisognerebbe mai arrivare a questo,  ma si dovrebbe introdurre liquidi in maniera costante) Al mantenimento del pH,  e cioè dell’equilibrio acido-base,  provvedono:  l’apparato respiratorio che può aumentare o diminuire l’eliminazione dell’anidride carbonica regolando la ventilazione;  il sangue con i sistemi tampone dei bicarbonati e dei fosfati;  il rene che può scambiare le basi dei sistemi tampone con ioni H e con l’ammmoniaca.  La fonte principale del calore per l’organismo è data dall’attività del tessuto muscolare che trasforma in energia termica circa l’80% dell’energia chimica consumata nella contrazione. Il sangue provvede alle diffusioni del calore negli altri organi e tessuti.  Se la temperatura interna tende ad aumentare si mette in moto una serie di riflessi che provocano un aumento della dispersione del calore:  vasodilatazione cutanea, secrezione di sudore,  l’evaporazione del quale assorbe energia ,  sensazione di dover diminuire l’attività muscolare e l’introduzione di alimenti.  Quando la temperatura interna tende a diminuire allora avviene il contrario. Ai limiti dei processi omeostatici c’è poi il continuo ricambio cui sono soggetti i componenti del nostro organismo.  Le cellule infatti,  si rinnovano senza sosta e anche se alcuni tipi cellulari,  come i neuroni e le fibrocellule muscolari,  o alcune strutture come le ossa sembrano rimanere costanti ed immutate,  le molecole e gli atomi che li costituiscono vengono continuamente rimossi e sostituiti,  tranne che nella vecchiaia.  Per alcuni tessuti il ricambio è sostenuto da una continua distruzione e da un altrettanto continua proliferazione di nuovi elementi cellulari.  Valgono per tutti gli esempi della cute e quello delle cellule  del sangue e per dare una misura dell’entità del fenomeno,  basta ricordare che nell’uomo vengono distrutti ogni secondo 10.000.000 di globuli rossi ed altrettanti ne vengono generati.  Gli organi e gli apparati sono interdipendenti nelle loro funzioni e quante informazioni debbano essere scambiate ad ogni istante per la conservazione dell’equilibrio generale.  Continua.

11/02/2022

L’apparato delle comunicazioni,  segue nel nostro organismo tre modelli fondamentali: il sistema nervoso,  il sistema umorale,   e il sistema endocrino.  Del sistema nervoso mi riferisco soprattutto alla sezione vegetativa,  quella che innerva i visceri.  Vi si riconoscono plessi quasi indipendenti  che regolano la motilità e le secrezioni del canale digerente,  e altri plessi più direttamente collegati con i centri,  capaci di inibire o stimolare la secrezione di una ghiandola,  l’attività cardiaca,  la respirazione,  ecc.  La regolazione di queste funzioni ha luogo attraverso un’attività riflessa in cui gli stimoli periferici partono dagli stessi visceri e vengono interpretati nei centri neurovegetativi a volte con la partecipazione o l’influenza diretta del sistema nervoso centrale.;  la risposta motoria risulta coordinata alle necessità dell’organismo intero.  Per esempio:  è sufficiente che il bolo alimentare penetri nell’esofago per eccitare quei movimenti peristaltici che ne provocano la progressione e al contempo determinano l’apertura del cardias così che il cibo possa cadere nello stomaco.  L’insieme di questi movimenti è governato dai plessi neurovegetativi presenti nelle pareti dell’esofago.  La caduta della pressione arteriosa rallenta la stimolazione dei barocettori del seno carotideo e dell’arco aortico,  la dimminuzione dell’ossigeno o l’aumento dell’anidride carbonica nel sangue stimolano i chemiocettori del glomo carotideo e di quello aortico, ne deriva in entrambi i casi una stimolazione del centro vasomotore bulbare che invia impulsi alla midollare surrenale per una maggiore secrezione di adrenalina;  il risultato finale è una vascolarizzazione periferica con aumento della pressione arteriosa.  Un altro esempio chiama in causa la regolazione umorale e i rapporti tra i vari meccanismi di comunicazione che ho citato,  dato che la midollare surrenale fa parte del sistema delle ghiandole endocrine.  Su queste ultime vale la pena di accennare ancora per ricordare di ciò che ho già accennato.  Si tratta di organi che secernano particolari sostanze,  gli ormoni, riversandole direttamente nel torrente circolatorio. In ordine a questa attività presentano solitamente una struttura a cordoni pieni o ad acini chiusi,  tra i quali scorre il sangue in capillari sinusoidali.  La parete del capillare,  segue la morfologia dell’epitelio secernente  accollandosi alle sue cellule,  in modo che il prodotto della secrezione possa passare rapidamente in circolo. Gli ormoni sono attivi in quantità piccolissime,  agiscono sulla proliferazione,  sulla differenziazione e sulla funzione delle cellule semplicemente dirigendone le potenzialità,  senza entrare direttamente nell’elaborazione dell’informazione,  né apportando energia.  Sono di natura ormonale,  agiscono a distanza trasportati dal sangue,  non solo i prodotti delle ghiandole endocrine,  ma anche la sostanza,  ad esempio,  che viene elaborata dalla mucosa duodenale ed eccita la contrazione della colecisti ;  sono ormonali anche i prodotti che si generano nella distruzione o nell’irritazione delle cellule e producono vasodilatazione,  leucotasi,  attivazione dei processi riparativi ecc.  Elena  L.  (Dalle mie ricerche di medicina).

12/02/2022

Mi parli delle difese come le descrivi tu?  Mi servirebbero per la settimana prossima.  Grazie!  Marco di Patty

In psicologia la difesa è la modalità in cui ogni persona cerca di proteggere il proprio Io in tutte le forme e le circostanze  che vengono vissute nella maniera ansiosa e spiacevole.  I meccanismi di difesa vengono considerati i più importanti strumenti nell’adattamento dell’individuo all’ambiente.  A esso vengono riconosciuta una notevole importanza  anche per la strutturazione della personalità dell’individuo,  per la formazione degli atteggiamenti,  e tutto ciò che ne consegue.  Questi meccanismi di difesa  vengono chiamati:  razionalizzazione,  proiezione,  sublimazione,  rimozione ecc.

Nel corpo ,  i tessuti che ci delimitano rappresentano una anche la nostra prima difesa:  la cute, e il tessuto sottocutaneo sono impermeabili all’acqua e proteggono dai raggi solari,  costituiscono un discreto isolamento termico,  formando una barriera per quasi tutti i microrganismi  e sono la sede del tatto,  uno degli apparati che con l’ambiente ci mette in comunicazione.  Un altro gruppo di difese è rappresentato dai processi infiammatori,  e da quelli immunitari,  intimamente correlati nella genesi e per i tessuti che vi partecipano.  Ogni volta un corpo estaneo,  vivente,  tossico o inerte che sia,  riesce ad entrare nel nostro organismo,  provocando localmente una reazione infiammatoria e cioè vasodilatazione,  afflusso di sangue,  fuoriuscita di leucociti dai capillari e attivazione delle cellule del reticolo endotelio,  tutti elementi che cercano di sciogliere con particolari enzimi o di fagocitare la sostanza estranea.  In alcuni casi la natura di quest’ultima è tale che la reazione diventa generale,  tutto l’organismo vi partecipa  ed è allora che compare la febbre.  L’infiammazione locale può portare alla distruzione dell’intruso,  ma se questo non è possibile le cellule affluite per combatterlo si modificano fino ad avvolgerlo in una specie di capsula che lo rende innocuo.  Se invece la lotta si prolunga  un gran numero di cellule viene distrutto e forma insieme ai tessuti lesi dall’agente estraneo quel fluido denso e giallastro che chiamano pus.;  insieme a d esso, dell’agente infettante può riportare la situazione alla normalità,  alla guarigione.

Quando la sostanza che è penetrata nel nostro organismo è di natura proteica,  e ricordiamo per inciso che tutti i batteri sono  formati anche da proteine,  il tessuto reticolo-endoteliale,  le plasmacellule e i linfociti in particolare, producono delle glubuline capaci di legarsi specificamente alla sostanza introdotta,  annullandone le eventuali proprietà tossiche e facilitandone la distruzione da parte delle altre difese organiche.  Questo tipo di difesa specifico si chiama immunità;  gran parte degli anticorpi,  rappresentati dalle globuline immunitarie,  circolano col plasma,  condizionando così una pronta difesa nel caso di un nuovo contatto con la sostanza che ne ha evocato la produzione.  Tra i processi difensivi si possono enumerare anche quella della coagulazione e quelli riparativi  o cicatriziali.  M olti tessuti sono capaci di sostituire o rinnovare le parti lese con la proliferazione dei propri elementi cellulari:  l’osso fratturato riunisce i frammenticon il tessuto osseo neoformato,  l’epitelio cutaneosi riproduce facilmente, anche il fegato è capace di riformare le proprie strutture.  Se la perdita di sostanza è molto vasta,  però o si tratta di tessuti incapaci di riprodursi,  come quello nervoso e quello muscolare,  le cellule distrutte vengono sostituite dal tessuto connettivo fibroso che poi porterà alla formazione della cicatrice.  Elena  L.

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTESIMA PARTE

02/02/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena   Cosa c’è di più gustoso di un piatto di polpette con polenta?  Queste sono polpette nuove,  piene di sapore anche se non contengono carne.  Sono alle cime di rapa e funghi porcini.

POLPETTE ALLE CIME DI RAPA

E FUNGHI PORCINI

Ingredienti:  cime di rapa,  funghi porcini, sale, pepe,  porro,  prezzemolo,  olio extra vergine d’oliva,  noce moscata, brodo al sapore di funghi,  parmigiano,  pangrattato,  un uovo,  vino bianco,  aceto di mele. Contorno: polenta e gorgonzola,  insalata mista.

Esecuzione:  pulire,  mondare le cime di rapa,  sbollentarle,  scolarle e tagliarle a coltello finemente.  Mettere i funghi a trifolare con olio,  porro tagliato fine, pepe,  un po’ di aceto.  Una volta trifolati,  tagliarli a piccoli pezzettini,  poi unirli alle cime di rapa insieme all’uovo,  sale,  parmigiano,  pangrattato,  noce moscata;  formare le polpette e adagiarle nel soffritto di porro,  sfumare con il vino bianco,  aggiungere un po’ di brodo,  mettere il coperchio e lasciare cuocere per cinque minuti.  Lasciare intiepidire e aggiungere un giro di olio.  La polenta si è già cotta,  lasciamo raffreddare,  la taglieremo a fettine e la metteremo sulla griglia ad abbrustolire, poi la irroreremo con un po’ di gorgonzola dolce.

Federica  Anche questo è un piatto da 30 e lode,  è buonissimo!

03/02/2022

Elena  In passato ricordo il piatto che ho fatto delle castagne in brodo,  oggi invece presento i maltagliati in brodo di castagne secche,  qui da noi si chiamano “bascotti”,  buone per dolci e minestre.

MALTAGLIATI ALLE

CASTAGNE  SECCHE

Ingredienti:  castagne secche,  uova,  farina per pasta fresca,  sale,  olio extra vergine d’oliva, rosmarino,  alloro, pepe,  cannella,  una crosta di parmigiano,  vino bianco,  latte,  pecorino.

Esecuzione:  lasciamo le castagne in ammollo con acqua e bicarbonato per 24 ore.  Prima di cucinarle le passeremo una ad una e toglieremo i residui delle pellicine rimaste.  Poi me metteremo in una casseruola con acqua,  sale,  rosmarino,  alloro,  pepe,  cannella, la crosta di parmigiano e mezzo bicchiere di vino;  portiamo ad ebollizione e lasciamo cuocere  fino a quando le castagne non saranno diventate tenere e si sfalderanno.  Ne prendiamo la metà e la frulleremo nel mixer con il latte,  poi verseremo il tutto nella casseruola di cottura.  Adesso impastiamo le uova con la farina, la tiriamo bene sottile, poi la giriamo su se stessa e taglieremo i maltagliati;  lasciamo riposare la pasta per mezz’ora.  Caliamo i maltagliati nella casseruola delle castagne,  li facciamo cuocere per 45 secondi,  poi li condiremo con una salsa di pecorino e portiamo in tavola.  Una minestra buona e salutare.

Federica  Non dirmi niente se ti dico che amo anche questo piatto,  da matti!

04/02/2022

Elena  Oggi presento una delle mie focacce al lievito madre.  Leggera,  croccante anche il giorno seguente;  con molte ore di lievitazione.

FOCACCIA AL ROSMARINO

Ingredienti:  200 g di farina Manitoba,  100 g di farina tipo “0” e 100 g di farina senza glutine.  Lievito madre 100 g,  olio extra vergine d’oliva, sale,  rosmarino fresco tagliati a coltello,  a piacere,  acqua frizzante.

Esecuzione:  impastiamo le farine con acqua frizzante,  poco sale,  rosmarino tritato fine,  abbondante olio extra vergine d’oliva  e acqua frizzante.  Dopo avere ricavato un impasto omogeneo e liscio,  lasciamo riposare per un giorno intero il nostro impasto.  Passato il tempo,  reimpastiamo la focaccia con un po’ di farina e la stenderemo in una teglia unta e infarinata;   lasciamo riposare ancora per 4 ore e inforniamo a 270 ° per 7 minuti.  Buona da sola,  con formaggi e salumi perché è leggerissima.

Federica  Certo che i prodotti di forno che ci regali sono veramente buoni e leggerissimi davvero!

05/02/2022

Elena  Con la focaccia ci starebbe bene anche una bella zuppa di cipolle,  ed è quello che presento oggi;  buona,  gustosa piace a tutti.

L’ALTRA MIA ZUPPA DI CIPOLLE

Ingredienti per 4 persone:  un kg di cipolle rosate,  sale,  pepe, topinambur,  olio extra vergine d’oliva,  brodo,  alloro,  spezie miste,  vino bianco,  parmigiano, e le erbe che preferiamo,  mezzo porro e uno spicchio di aglio.

Esecuzione:  laviamo e tagliamo le cipolle a fettine sottili,  il porro e l’aglio  (togliendo l’anima) li facciamo soffriggere in poco olio,  sfumiamo con il vino,  lasciamo evaporare, aggiungiamo le spezie,  le erbe il sale,  il pepe  i topinambur e il brodo;  lasciamo cuocere lentamente con il coperchio per 20 minuti circa.  Una volta cotta la zuppa, se la vogliamo cremosa senza alcun frammento di verdure,  diamo un giro con il mixer,  poi un giro di olio e parmigiano,  e la zuppa è pronta da servire in tavola con crostini o focaccia.

Federica   La zuppa di cipolle è buonissima,  a me piacciono le cipolle quindi non si sbaglia mai!

07/02/2022

Elena  oggi metterò in risalto un’erba aromatica molto gradevole,  che non è tanto conosciuta quanto le erbe che solitamente usiamo in cucina,  ma non per questo ha meno proprietà e valore,  si tratta dell’erba Luisa;  io ho fatto un pesto squisitissimo per condire gli gnocchi.  Tempo fa c’era grande consumo di quest’erba per chi avesse voluto fare il liquore in casa, si usava anche nelle distillerie di liquori e nelle aziende farmaceutiche.

GNOCCHI AL PESTO DI ERBA LUISA

Ingredienti:  patate,  farina per pasta fresca, sale,  un uovo per ogni kg di patate,  spezie, parmigiano,  erba Luisa,  dragoncello,  sale,  mandorle pelate,  pepe,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  come al solito per fare gli gnocchi di patate dobbiamo prima cuocere le patate, poi schiacciale con l’apposito strumento,  fare prima una fontana con poca farina,  mettere le patate schiacciate,  le spezie,  l’uovo,  poi dopo avere impastato,  formare dei cordoni e tagliarli  della lunghezza di un cm e mezzo per ogni gnocco. Calare gli gnocchi  nell’acqua che bolle e versarli nella zuppiera del pesto,  fatto con erba Luisa,  dragoncello,  olio,  sale,  pepe, mandorle e parmigiano;  mixare il tutto ed il pesto è pronto.  Una volta mescolati gli gnocchi,  aggiustare di sale,  e mettere una spolverata di parmigiano grattugiato.

Federica  Che buoniii!

08/02/2022

Elena   Un altro primo piatto buono buono,  sono i cannelloni fatti in diversi modi:  e anche oggi ne propongo di diversi.  Mentre stavo camminando ho composto questa ricetta,  sono venuti molto buoni.

ALTRI CANNELLONI

DI CASA MIA

Ingredienti:  Riccione coltivate,  primo sale, parmigiano,  soppressa,  besciamella leggera,  due uova,  farina per pasta fresca,  pepe,  olio extra vergine d’0liva,  2 scalogni,  vino bianco,  alloro,  ginepro, latte q.b.

Esecuzione per il ripieno:  nel mixer mettiamo una fetta di soppressa di 300 g,  200 g di formaggio magro,  400 g di riccione  (radicchio selvatico di campo e coltivato)  lessate e passate in padella con gli scalogni,  sale,  pepe, vino,  alloro e ginepro;  uniamo il parmigiano,  aggiustiamo di sale e pepe.  Adesso impastiamo per la pasta dei cannelloni,  la tiriamo sottile,  la tagliamo a rettangoli,  poi la immergeremo in acqua bollente,  li scoliamo e andranno immersi in acqua gelida,   infine li toglieremo dall’acqua,  li asciugheremo e li stendiamo sul piano di lavoro.  A questo punto versiamo un po’ di besciamella nella teglia, poi riempiamo i cannelloni,   a fine lavoro li copriremo con la restante besciamella,  il parmigiano,  un po’ di latte e andranno in forno a 180° per venti minuti.  Buonissimi e leggeri.

Federica  Che sapori!

09/02/2022

Elena  La ricetta di oggi è tosta,  è di una bontà!  Si tratta di funghi:  funghi trifolati e funghi fritti in polenta fresca e polenta abbrustolita,  una vera delizia.

FUNGHI MISTI TRIFOLATI,  FRITTI

E POLENTA

Ingredienti:  funghi champignons,  funghi porcini r funghi pioppini,  sale,  pepe,  aglio  porro,  scalogno,  vino bianco,  tabasco,  farina tipo “o”, q.b ,  olio extra vergine d’oliva,  brodo ai funghi,  latte,  alloro,  farina per polenta.

Esecuzione:  puliamo bene i funghi e li laviamo sotto acqua corrente.  Facciamo un trito di scalogno,  aglio e porro,  li soffriggiamo in poco olio,  mettiamo i funghi  champignons e porcini a piccoli pezzi,  sfumiamo con il vino e lasciamo evaporare;  aggiungiamo una goccia di tabasco,  tre foglie di alloro,  un giro di pepe e un po’ di sale,  infine un mestolo di brodo e lasciamo cuocere a fiamma moderata per 15 minuti.  Lasciamo riposare,  aggiungiamo un bicchierino di latte e portiamo ad ebollizione sempre mescolando;  si formerà una cremina densa,  quando i fungi trifolati si saranno raffreddati aggiungeremo un giro di olio.  Ora facciamo la polenta classica,  quando la polenta sarà cotta ne stenderemo unpo’ sul piatto,  dove sopra ci stenderemo i funghi trifolati.  Adesso lasciamo riposare l’altra polenta che abbiamo versato in un recipiente e nel frattempo friggeremo i funghi pioppini:  li infariniamo e li caleremo nell’olio bollente al punto giusto, quando i funghi saranno dorati li scoleremo dall’olio e li metteremo un attimo sulla carta assorbente.  Ora tagliamo a fette la polenta, la mettiamo ad abbrustolirsi sulla piastra,  e quando sarà pronta finiamo di impiattare polenta e funghi.  (i funghi fritti sono buoni con la polenta abbrustolita,  mentre quelli trifolati con la polenta fresca).

Federica  Come ultima ricetta di questo articolo di cucina è proprio gustosissima!

APPLICAZIONI TECNICHE

02/02/2022

Rispondo pubblicamente a P.  che mi ha chiesto se le moke del caffè vanno lavate tutte le volte che si prepara il caffè;  e se è vero che più le moke  sono vecchie e più il caffè è buono,  addirittura secondo lei non dovrebbero mai essere lavate.

Io ho risposto:  secondo me per fare un buon caffè la moka deve essere sempre lavata e ben pulita,  senza detersivo,  ma periodicamente passarle con acqua e bicarbonato e sciacquarle con acqua e aceto.  In quanto alle moke di tanti anni fa,  sì,  è vero il caffè riesce più saporito,   però la moka deve essere completamente pulita dentro priva di residui che con il tempo generano muffe invisibili ma tossiche;  in quanto alla facciata sia interna che esterna non importa se non sono più brillanti,  l’importante è il pulito dentro!

Le moke che vedi nella foto sopra,  sono quasi tutte antiche:  (una era di mia madre e un’altra di mia nonna)  tranne quella di colore verde,  le altre hanno compiuto dai cinquanta ai quarant’anni,  tutte funzionanti e fanno ancora tutte un ottimo caffè,  le ho sempre mantenute funzionanti:  pulendo o cambiando loro periodicamente i filtri e lavate accuratamente.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOUNDICESIMA PARTE

01/02/2022

CONTINUA  DALL’ARTICOLO   “RISPOSTE AI LETTORI

QUARANTADUE CENTODECIMA PARTE”

Il sangue e le sue funzioni

Giardino d’inverno

Il colore rosso del sangue è determinato dall’emoglobina contenuta negli eritrociti.  Il contenuto di emoglobina in ciascun eritrocito è definito da un parametro caratteristico,  detto valore globulare.  Gli eritrociti concludono il loro ciclo vitale in 120 giorni ca. ;  essendo privi di nucleo,  essi non hanno la capacità di moltiplicarsi.  La loro distruzione (eritrocateresi) avviene per fagocitosi ad opera di cellule del sistema reticolo-istiocitario,  specialmente a livello della milza.  I leucociti hanno l’importante funzione di provvedere alle difese dell’organismo contro gli agenti patogeni che,  per qualsiasi causa,  penetrano nel circolo sanguigno o si insediano nei tessuti a livello cellulare. Tale  funzione è svolta soprattutto dai granulociti:  i granulociti neutrofili hanno la capacità di uscire dai vasi sanguigni per portarsi nel territorio dove è in corso un processo infettivo.  A tale livello essi attuano la fagocitosi delle particelle batteriche,  che vengono poi distrutte dalla digestione a opera di particolari enzimi endocellulari ( catepsine).  La mobilità dei granulociti si deve in parte ai loro movimenti ameboidi,  in parte a forze attrattive di natura chimica che spingono tali cellule verso il territorio dell’infezione  (chemiotassi).  A differenza dei neutrofili,  i granulociti eosinofili hanno scarsa mobilità e modesta attività fagocitaria.  In essi sono presenti enzimi che intervengono nei processi immunitari, in particolare nella distruzione dei complessi antigene- anticorpo.  I granulociti basofili interverrebbero nei processi dell’emostasi,  contenendo nelle loro granulazioni forti quantità di eparina.  I linfociti svolgono un ruolo di grande importanza nei processi immunitari, essendo sede di sintesi delle globuline anticorpali.  I monociti svolgono un’intensa immunità fagocitaria e quindi svolgono anch’essi una funzione di difesa antinfettiva.  Le piastrine si formano nel midollo osseo dal disfacimento dei dei megacariociti;   svolgono l’importante funzione di favorire la coagulazione del sangue.  Esse infatti si portano nel punto di lesione dei vasi,  dove si agglutinano e liberano fattori che concorrono alla formazione della tromboplastina.   Quest’ultima agisce,  unitamente alla protrombina,  per appunto formare la trombina:  la formazione di questa sostanza,  indispensabile per far trasformare il fibrinogeno in fibrina,  che avviene però soltanto in presenza di ioni Ca++.   continua con i gruppi sanguigni: come e perché.

I GRUPPI SANGUIGNI

Molti di noi sanno che il sangue dei diversi individui può essere suddiviso in gruppi,  in base alla presenza  o meno sulla superficie dei globuli rossi di particolari complessi molecolari,  con caratteristiche di antigeni.  I sistemi antigenici più importanti secondo cui si può giungere alla suddivisione in gruppi,  sono il sistema  ABO e il sistema Rh.  La denominazione ABO deriva dal nome degli antigeni che con la loro presenza (gruppi A,  B,  AB) o con la loro assenza (gruppo 0)  determinano quattro diversi gruppi.  Il sistema Rh prende invece  in considerazione il fattore Rh:  nell’ 87% circa degli individui è presente l’antigene Rh,  per cui questi soggetti vengono  definiti Rh+,  mentre quelli in cui tale antigene è assente vengono definiti  Rh-.  Per quanto riguarda il sistema ABO, nel sangue sono presenti sia gli antigeni eritrocitari,  sia gli anticorpi plasmatici, quindi, negli individui di gruppo A il plasma contiene l’anticorpo (agglutinina) anti-B e i globuli rossi L’antigene (agglutinogeno) A.  Negli individui di gruppo B il plasma contiene l’agglutinina anti-A e i globuli rossi l’agglutinogeno B.  Negli individui di gruppo AB il plasma non contiene nessuna agglutinina e i globuli rossi contengono ambedue gli agglutinogeni A e B.  Infine negli individui di gruppo O il plasma contiene ambedue le agglutinine anti-A e anti-B,  mentre i globuli rossi non contengono alcun agglutinogeno.  I gruppi sanguigni  prendono dunque il nome dagli agglutinogeni presenti nei globuli rossi;  nel sangue di ciascuno individuo non sono mai presenti l’antigene (agglutinogeno)  e l’anticorpo agglutinina) corrispondenti,  mentre è sempre presente invece  l’agglutinina dell’agglutinogeno mancante.  I caratteri che definiscono l’appartenenza di un individuo a un gruppo sanguigno si trasmettono secondo le leggi dell’ereditarietà.  Continua…

03/02/2022

Nell’ambito del sistema ABO l’appartenenza a un determinato gruppo è definita da geni aventi carattere di dominanza.  Così ad esempio,  se uno dei genitori è del gruppo A e l’altro di gruppo O,  il figlio potrà essere di gruppo O o di gruppo A;  oppure ancora,  se uno dei genitori è del gruppo AB e l’altro di gruppo A il figlio potrà essere di gruppo AB,  A,  o AB e così via. Oltre ai due sistemi ABO e Rh,  ne esistono altri,  come per es.  quello MN,  per cui si possono avere tre gruppi: M,  N,  MN.  Questi gruppi non hanno grande importanza pratica.  Da quanto detto risulta chiaro che prima di effettuare una trasfusione di sangue è necessario accertare la compatibilità tra il sangue del ricevente e quello del donatore.  Da sempre gli incidenti trasfusionali sono dovuti all’incompatibilità di gruppo. La trasfusione di sangue tra soggetti che appartengono allo stesso gruppo è sicuramente priva di inconvenienti;  invece ,  in caso di incompatibilità, i globuli rossi del donatore vengono agglutinati dalle agglutinine anticorpali presenti nel sangue del ricevente:  si formano ammassi coerenti che determinano l’ostruzione dei vasi sanguigni  (embolia) e alterazioni circolatorie in organi vitali,  fino al collasso e alla morte.  Inoltre,  in caso di agglutinazione,  i globuli rossi vengono distrutti massivamente;  la grande quantità di emoglobina che da essi si libera tende a precipitare sotto forma di cristalli nei tubuli renali,  provocando insufficienza renale,  anuria e quindi la morte.  Grande attenzione deve essere posta nella pratica trasfusionale al gruppo Rh.  Un individuo Rh¨  ,  trasfuso con sangue Rh+,  viene sensibilizzato e quindi produce anticorpi anti-Rh che possono provocare agglutinazione degli eritrociti in seguito a una seconda trasfusione di sangue Rh+.   Va infine rilevato che l’importanza dei gruppi sanguigni,  oltre che nella pratica trasfusionale,  è notevole anche in campo medico-legale,  perché rappresenta un utile elemento di identificazione personale consentendo di accertare la non paternità.  Elena  Lasagna

05/02/2022

È vero che le ghiandole sudoripare e altri annessi cutanei si possono ammalare di infezioni?  Grazie  Marco di Patty.

Sì,  il dottor Robert dice di sì.   Questa flogosi è determinata da infezione stafilococcica che interessa appunto le ghiandole sudoripare e gli annessi cutanei.  L’infezione interessa elettivamente le ghiandole sudoripare apocrine (ascelle,  perineo,  inguine,  ecc. )  con aspetto foruncoloide – ascessuale,  più frequente durante le stagioni calde.  Il sesso femminile risulta più colpito per l’uso di creme depilatorie e altri prodotti non sempre adeguati al tipo di pelle di ciascun individuo.  Si manifesta con un nodulo di forma sferica,  sottocutaneo,  ma aderente alla cute,  libero sui piani profondi,  dolente;  a volte si risolve spontaneamente.  Spesso diventa molle e dolente,  anzi molto doloroso con arrossamento della pelle a fluttuazione e finisce con l’ulcerarsi al centro:  dove ne fuoriesce pus denso,  senza cencio  (stato di debolezza fisica e psicologica).  Oltre alla forma descritta degli adulti è frequente anche l’infezione infantile che si localizza di solito con ascessi plurimi al capillizio dei lattanti.  Elena  L.

07/02/2022

Secondo te che cosa dobbiamo aspettarci dalle radiazioni?  Marco di Patty.

Tutte le radiazioni hanno effetto su tutta la materia,  sia organica che inorganica,  in rapporto alla natura e alla lunghezza d’onda della radiazione,  perché la materia assorbe,  trasmette,  riflette più o meno intensamente ogni radiazione.  Diciamo che i materiali biologici sono i più sensibili e l’effetto può variare da semplici alterazioni superficiali,  ad alterazioni patologiche.  Tali effetti si verificano non solo con le radiazioni degli infrarossi ma anche con periodi più o meno lunghi di esposizione ad altri tipi di radiazioni.  In particolare le radiazioni elettromagnetiche:  campi di microonde emesse da installazioni radar,  possono provocare danneggiamento termico di tessuti sensibili come la retina dell’occhio;  sensibilmente radiazioni luminose  ecc. e anche le radiazioni ionizzanti.  Campi intensi di microonde possono provocare  alterazioni della popolazione cellulare del sangue.  In pratica gli effetti delle radiazioni sull’organismo dipendono da quattro fattori fondamentali:  la qualità e la dose della radiazione,  in rapporto al tempo di esposizione;  la modalità dell’irradiazione interna o esterna;  il carattere acuto o cronico dell’esposizione;  la sensibilità specifica dei tessuti.  Particolarmente sensibili agli effetti delle radiazioni sono i nuclei delle cellule:  le radiazioni indotte nei cromosomi portano durante la riproduzione sessuale,  a profonde trasformazioni delle cellule figlie;  quando vengono colpitecellule riprodutrici si può giungere a una vera e propria mutazione. L’azione delle radiazioni sui cromosomi e geni non si rivela però sempre nociva:  la microbiologia infatti sfrutta, le mutazioni radioindotte per ottenere nuove forme viventi di grande utilità per il genere umano.  come ad esempio nuovi ceppi di muffe per la riproduzione di nuovi antibiotici.  Nell’uomo in genere ,  i danni più gravi si riscontrano nei tessuti emopoietici.  L’irradiazione del timo delle linfoghiandole, della milza,  e del midollo osseo,  porta a una rapida distruzione delle cellule emopoietiche,  con la relativa scomparsa di linfociti,  granulociti,  emazie e piastrine del sangue.  Anche l’apparato digerente è altrettanto sensibile,  come lo è l’apparato genitale,  dove le radiazioni provocano  la riduzione del volume testicolare,  ecc.  e la cute,  che in base alle dosi può presentare arrossamenti,  dermatiti,  ulcerazioni,  adiodermiti croniche.  Per ciò che riguarda il sistema nervoso periferico si è sempre ritenuto che eventuali disturbi fossero conseguenza di alterazioni metaboliche,  ma l’elettrofisiologia invece ha scoperto che anche le cellule nervose sono sensibili alle radiazioni anche a dosi relativamente piccole.  Anche a distanza di molti anni,   possono comparire malattie e fenomeni correlati con l’effetto delle radiazioni sul patrimonio genetico dell’individuo esposto o dei suoi discendenti.  Anche l’esposizione ripetuta a piccole dosi di radiazioni ionizzanti può turbare gravemente i sistemi dell’informazione ereditaria delle cellule  riprodutrici e di quelle somatiche ad alto ritmo riproduttivo,  con conseguenze diverse.  Elena  L.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODECIMA PARTE

26/01/2022

 

 

 

IL TIMO

 

Il timo è una grossa ghiandola situata nel torace,  è un organo bilobato nel mediastino anteriore. Di notevoli dimensioni nell’infanzia fino alla pubertà,  poi entra in involuzione e si atrofizza progressivamente,  perdendo la capacità di elaborare linfociti che in origine è più accentuata degli altri organi linfopoietici    Ha una struttura tipicamente linfoide:  infatti tra le maglie dello stroma ghiandolare,  tra cellule epiteliali che originano embriologicamente dall’endoderma faringeo,  si trovano numerose cellule di tipo linfatico,  alle quali è riconosciuto un importante ruolo nella funzione immunitaria.  Al timo a più riprese ad esso è stata attribuita un’attività endocrina.  Si è supposto che svolga una funzione regolatrice sulla crescita,  sullo sviluppo e sulla calcificazione dello scheletro, e una attività inibitrice della maturazione sessuale.  La  struttura del timo presenta una parte corticale costituita da tessuto linfoide e una parte midollare contenete linfociti e grappoli di cellule situati in un reticolo (corpuscoli di Hassall).  Ho accennato che il timo è essenzialmente un organo linfoide.  Sotto la sua influenza in epoca infantile si formano le cellule responsabili della produzione degli anticorpi che intervengono nelle reazioni di rigetto di tessuti omologhi trapiantati e delle reazioni di ipersensibilità ritardata.  Ancora oggi si pensa che la funzione del timo si svolga attraverso un ormone;  questo agirebbe sulle cellule degli organi linfoidi trasformandoli in linfociti immunocompetenti,  cioè in strutture capaci di formare anticorpi contro proteine estranee. Il timo sembra essere implicato nella patogenesi delle malattie autoimmunitarie,  come l’ertrite reumatoide,  il lupus eritematoso disseminato,  in cui si osservano reazioni di ipersensibilità nei componenti dello stesso organismo.  Elena  L.

 

28/01/2022

 

IL SANGUE E LE SUE FUNZIONI

 

Il sangue è un particolare tessuto che circola dentro i vasi sanguigni,  rappresenta il fattore più importante di uniformità dell’ambiente interno dell’organismo.  Il sangue consta di una funzione liquida detta plasma,  che rappresenta la trama intercellulare,  e di una frazione corpuscolata,  la quale comprende diverse serie di cellule distinguibili,  in base ai caratteri morfologici specifici,  in eritrociti  (globuli rossi)  piastrine e leucociti  (o globuli bianchi). Questi ultimi non rappresentano una classe omogenea di cellule,  poiché comprendono linfociti,  monociti,  e granulociti polimorfonucleati;  i granulociti si differenziano,  a loro volta,  in neutrofili,  basofili ed eosinofili.  I leucociti hanno l’aspetto di masse medie gelatinose del diametro di pochi micron;  sono dotati di nucleo e provvisti di pseudopodi che ne facilitano i movimenti.  Il loro numero varia da 5000 a 9000 per mm³ in funzione dell’età,  dello stato fisiologico e delle eventuali condizioni patologiche dell’individuo.  Il numero dei leucociti dei diversi tipi,  espresso come percentuale del numero totale,  costituisce la formula leucocitaria.  le piastrine si trovano nel sangue circolante in numero di 200.000 ÷ 300 000 per mm³ ;  hanno un diametro di 2-3 μ e presentano una parte centrale colorabile (cromomero)  circondata da una parte chiara,  trasparente,  detta ialomero.  Nell’individuo adulto la massa sanguigna totale è ca.  5 1,  corrispondendo in misura  approssimativa,  1/12 del peso corporeo.  Il rapporto tra la componente corpuscolata e quella plasmatica viene definito ”  valore ematocrito”;  in condizioni normali esso è costante e corrisponde al 45%  per gli elementi corpuscolati e al 55% per il plasma.  Gli elementi corpuscolati,  infatti,  mantengono costante sia la forma e la struttura sia il loro numero,  ciò che porta a conservare inalterato il valore ematocrito  (omeocitostasi).

Il plasma è essenzialmente una soluzione salina,  contenete sali di metalli alcalini  (sodio e potassio)  e alcalinoterrosi  (calcio  magnesio);  tra questi sali il è più importante è il cloruro di sodio che vi è contenuto nella quantità di 9 g per litro.  Nel plasma insieme ai sali troviamo delle proteine plasmatiche,  che vengono raggruppate in diverse frazioni, aventi natura chimica e funzione molto diversa,  quale per esempio,  quella di anticorpi difensivi  (gammaglobuline) o quella di legare grassi  (lipoproteine),  ecc. Una di queste frazioni il “fibrinogeno” è particolarmente interessante,  perché conferisce al sangue una proprietà essenziale,  quella di coagulare,  cioè di trasformarsi da sostanza liquida in sostanza solida.  La coagulazione del sangue impedisce il dissanguamento che deriverebbe da lesioni,  anche piccole,  dei vasi sanguigni.  Certi uomini essendo affetti da una malattia ereditaria,  “l’emofilia”  hanno il sangue incoagulabile,  vivono perciò in costante pericolo di dissanguamento.  La coagulazione del sangue è dovuta,  essenzialmente alla coagulazione di uno dei componenti proteici del plasma,  il fibrinogeno.   Questa proteina è normalmente allo stato disperso ma, quando il sangue viene a contatto con una superficie diversa dal rivestimento interno dei vasi,  essa si rapprende formando fibrille che si intrecciano in una rete ,  la “fibrina” ,  che racchiude nelle sue maglie il siero  (plasma privo di fibrinogeno)  e le cellule ematiche;  l’insieme forma il coagulo di sangue.   Continua…

 

29/01/2022

 

In un tempo successivo la rete di fibrina si contrae ed espelle dalle sue maglie il siero,  mentre vi rimangono ancora incorporati i globuli rossi ed i globuli bianchi.  Questa trasformazione del fibrinogeno dallo stato disperso allo stato di rete solida è dovuto ad una trasformazione chimica irreversibile;  infatti nella rete non troviamo più ò a proteina  fibrinogeno,  ma un’altra proteina,  a fibrina,  derivata dalla prima per parziale idrolisi.  Questa scissione proteica è opera di un enzima,  la trombina,  che si trova nel sangue nello stato inattivo,  come protrombrina,  e che,  in presenza di calcio,  viene attivata da una chinasi che si libera dalle piastrine.  Le piastrine non sono veri elementi cellulari,  come i globuli rossi e i globuli bianchi,  ma frammenti di cellule.  Esse sono molto fragili e a contatto con una superficie ruvida,  diversa dal rivestimento endoteliale vasale,  si disgregano,  liberando la chinasi e dando origine,  in tal modo,  al processo della coagulazione.  Nell’emofilia,  la protrombina si attira molto più lentamente che di norma, mancando nel plasma un altro fattore,  il fattore Vlll, cosicché il tempo di coagulazione è pericolosamente prolungato.

 

La funzione fondamentale del sangue è quella di assicurare le connessioni metaboliche tra i vari organi α,e tessuti dell’organismo,  conferendo così a quest’ultimo un aspetto unitario sotto il profilo biochimico.  Continua.

30/01/2022

 

Più precisamente,  il sangue svolge una funzione di trasporto delle sostanze nutritive e dei metaboliti,  tra questi comprendono  i gas respiratori:  ossigeno e anidride carbonica,  il cui trasporto costituisce la cosiddetta fase ematica della respirazione.  Attraverso il sangue vengono anche veicolati gli ormoni, le vitamine,  gli enzimi e alcune frazioni proteiche aventi,  nel medesimo tempo,  attività regolatrice e di difesa.  Nel plasma sono contenute numerose sostanze allo stato di soluzione;  fra queste figurano il cloruro di sodio,  che conferisce al sangue gran parte della sua pressione osmotica,  e il bicarbonato di sodio, che rappresenta una delle forme di trasporto ematico dell’anidride carbonica.  Una seconda importante funzione del bicarbonato è quella di mantenere entro i limiti fisiologici le variazioni del pH del sangue.  Analogo potere tampone hanno i fosfati,  nella duplice forma di fosfati monobasici e bibasici.  Le proteine sono contenute nel plasma in concentrazioni comprese tra 6,5  e 8%.  Con le tecniche più progredite di separazione (elettroforesi) si è  riusciti a distinguere fino a  30 frazioni proteiche plasmatiche.  La proteina a maggiore velocità di migrazione è l’albumina,  contenuta nel plasma nella percentuale di 4,5%.  Seguono le globuline, contenute nella percentuale di 2’5%,  distinguibili a loro volta in tre frazioni principali,  α,  β,  ϒ,  che a un esame elettroforetico approfondito possono venire ulteriormente classificate in varie frazioni α¹,  α²,  α³,  β¹,  β²,  ϒ¹,  ϒ².  Vi è infine il fibrinogeno,  frazione compresa tra le β e le ϒ globuline.  Ciascuna cellula dell’organismo può contribuire alla sintesi  delle proteine plasmatiche;  esistono strutture specificamente preposte a tale funzione,  in particolare il fegato e le cellule del sistema reticolo-endoteliale.  Continua.

 

31/01/2022

 

Le Globuline rappresentano gli anticorpi naturali e acquisiti dall’organismo,  svolgono un’importantissima funzione immunitaria,  vengono elaborate in gran parte dalle plasmacellule.  Va comunque sottolineato che le proteine plasmatiche rappresentano un sistema in equilibrio con la cosiddetta “frazione labile”  delle proteine tessutali potendo reversibilmente scambiarsi con queste.  Un’altra funzione delle proteine plasmatiche è quella di concorrere a determinare la pressione osmotica del plasma.  Ciò ha implicazioni importanti per quello che riguarda gli scambi idrici del plasma e liquido interstiziale. Nel determinare la pressione osmotica del sangue,  le albumine hanno più importanza delle globuline.  Pertanto,  là dove il contenuto totale di proteine plasmatiche risulti invariato, ma il rapporto albumine  globuline diminuito,  si avrà la diminuzione della pressione osmotica del plasma;  tale circostanza,  al pari della diminuzione generalizzata delle proteine plasmatiche,  è una delle cause determinanti l’edema tessutale,  cioè l’accumulo di liquidi nello spazio intercellulare.  Il processo di produzione della componente corpuscolata,  cioè delle cellule del sangue (emopoiesi),  si svolge,  durante i primi anni di vita,  nel midollo rosso delle diafisidelle ossa lunghe per lcalizzarsi poi,  in età adulta,  nel midollo delle ossa cortee piatte  (vertebre,  sterno,  bacino,  costole,  cranio,  ecc.);  l’insieme degli organi e dei tessuti in cui avviene la produzione degli elementi corpuscolati del sangue è detto sistema “emopoietico”.  Tutte le cellule del sangue  deriverebbero da un’unica cellula progenitrice indifferenziata,  l’emoblasto,  il quale darebbe vita ai vari elementi maturi attraverso diversi stadi di sviluppo e di differenziazione.  Tuttavia,  si sa che la percentuale di monociti e linfociti derivanti dal midollo osseo è assai modesta dato che l’origine specifica di queste cellule è a livello dei tessuti linfatici,  quali i linfonodi e la milza.   L’ultima parte sarà nel prossimo capitolo:  Risposte ai lettori quarantadue centoundicesima parte.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOVENTINOVESIMA PARTE

25/01/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Questa volta voglio incominciare l’articolo con un dolce,  il dolce che ho fatto per Federica e Alessandro.  Si tratta di una torta alle albicocche,  pasta di mandorle e cioccolato,  l’ho assaggiata e avevano ragione loro:  era buonissima!  Questa ricetta l’ho inventata  proprio il giorno stesso in cui l’ho eseguita;  avevo fiducia,  per il fatto che questi ingredienti sani non avrebbero fallito,  ma sinceramente avrei voluto che avesse un aspetto perfetto!  La rifarò quando ci saranno le albicocche fresche,  allora troverò la perfezione anche nell’ aspetto.

TORTA MODERNA ALLE

ALBICOCCHE

Ingredienti:  le mie albicocche surgelate,  pasta di mandorle fatta in casa,   zucchero semolato e zucchero a velo con vaniglia,  30 g di cacao amaro,  100 g di cioccolato bianco,  150 g di biscotti secchi,  50 g di burro fresco,  3 etti di ricotta vaccina,  la buccia grattugiata di un limone,  e di un’arancia,  succo di albicocche,  200 g di cioccolato fondente al  70%,  estratto di vaniglia,  savoiardi,  liquore al caffè,  tuorli .

Esecuzione:  Una base di cheese cake,  con biscotti macinati,  cioccolato bianco sciolto a bagnomaria,  e un po’ di burro. Poi ho fatto uno strato di cioccolato fondente alla vaniglia,  uno strato di pasta di mandorle,  poi ricotta e zabaione,  fatto con tuorli,  zucchero e liquore al caffè,  uno strato di savoiardi imbevuti nel succo della composta di albicocche e cacao,  infine uno strato leggero di cioccolato fondente e le albicocche in composta con zucchero a velo.

Federica  Io  voglio solo dirti che era una cosa meravigliosa ma è dire poco!  Tu dovresti  apprezzarti di più!  Noi lo pensiamo da sempre!

Elena  Grazie!

26/01/2022

Elena  Questa ricetta sembrerà grassa a molti, in realtà non è così perché si tratta della coda di manzo,  con carne magra e cartilagine;  ha pochissimo grasso.  È una specie di brasato ma senza le fettine di carne;  molto gustoso questo piatto, e anche leggero, leggete gli ingredienti.

CODA DI MANZO BRASATA

Ingredienti:  coda di manzo q.b.,  due cipolle,  olio extra vergine d’oliva,  salsa di pomodoro fatta in casa,  chiodo di garofano,  pepe,  peperoncino,  un bicchiere di vino  secco,  sale q.b.,  brodo,  ginepro, cerfoglio,  salvia.

Esecuzione:  Laviamo bene i pezzi di coda e la metteremo a marinare in acqua acidula con aceto.  Poi al momento di cucinarla l’asciugheremo,  e la rosoliamo in una casseruola senza alcun grasso.  Sfumiamo con tre cucchiai di vino,  aggiungiamo le cipolle tritate, mescoliamo bene e sfumiamo con il rimanente vino.  Incorporiamo tutti gli altri sapori,  infine il brodo e lasciamo cuocere a calore basso,  fino alla cottura (ogni tanto diamo un’occhiata,  io l’ho cotta lentamente sulle braci del camino), poi spegneremo oppure togliamo l’intingolo dal calore,  aggiungiamo un poco di olio e la consumeremo con la focaccia di mais alle braci oppure abbrustolita nell’altra maniera.  Gustosissima!

Federica  Ricordi quando l’hai fatta la prima volta?  Ero lì,  ti chiesi cosa fosse quel profumo che si sentiva in cucina,  tu mi dicesti che era un intingolo con la coda di manzo;  Io ti dissi che per la prima volta non avrei mangiato lì, invece era una cosa deliziosissima!  Da allora mia madre la cucina spesso.

27/01/2022

Elena  Ed ora una ricetta a base di pesce e legumi.  Molto buona e richiesta.

PESCE E LEGUMI

Ingredienti:  fagioli borlotti,  salsa di pomodoro fatta in casa,  erbe aromatiche (alloro,  origano,  rosmarino,   prezzemolo ) e pepe in grani;  cipolle tropea,  vino bianco ,  brodo,  olio extra vergine d’oliva,  sale q.b.  Pesce: trancetti di spigola,  merluzzetto,  e sarde,  farina tipo “0” per l’infarinatura,  e succo di agrumi per la marinatura,  sale,  peperoncino.

Esecuzione:  per lo stufato di fagioli:  tritare le tropea,  soffriggerle in poco olio,  aggiungere la salsa di pomodoro, le erbe,  i borlotti precotti,  sfumare con il vino,  aggiungere il brodo per finire la cottura, gli aromi e lasciare cuocere lentamente.  Togliamo il pesce dalla marinatura,  lo infariniamo,  e lo caliamo nell’olio bollente a temperatura ottimale,  una volta cotto e dorato lo metteremo sulla carta assorbente,  poi lo serviremo con lo stufato di fagioli.

Federica  Che buono anche questo piatto!

28/01/2022

Elena  Un bel piatto di pasta non ce lo leva nessuno!  Tra l’altro ho inventato una ricetta squisita,  sempre con la salsa di pomodoro,  ma siccome  a me che piace molto il sedano,  ho dato un sapore nuovo in più:  un’emulsione di sedano e olio da mettere sopra la salsa,  prova,  è davvero buonissima!

PENNETTE  AL SUGO DI

POMODORO

  SEDANO E CACIO

Ingredienti:  pennette q.b.,  salsa di pomodoro fatta in casa,  uno scalogno e uno spicchio di aglio,  bacche di ginepro,  pepe in grani,  vino bianco o prosecco,  sale,  peperoncino, mezzo bicchiere di succo di sedano,  parmigiano,  pecorino grattugiati,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  facciamo il sugo soffriggendo lo scalogno e l’aglio tagliati sottili,  versiamo la salsa di pomodoro,  sfumiamo con il vino,  poi aggiungeremo le bacche di ginepro,  il pepe in grani,  il peperoncino;  lasciamo sobbollire per 10 minuti.  Terminato il tempo verseremo nel sugo mezzo bicchiere di succo di sedano,  mescoliamo bene,  infine aggiungiamo l’olio a crudo,  e una spolverata su ogni piatto dei due formaggi.

Federica   Che bontà!

29/01/2022

Elena  È già tempo di carnevale,  oggi,  ho rinnovato i miei dolci per questo avvenimento:  ho rifatto le chiacchiere,  o lattughe,  perché  molte signore  e DICO MOLTE ma non solo,  mi hanno chiesto se rinnovo la ricetta,  in loro onore le ho rifatte con successo e sono sicura che riusciranno a farle uguali alle mie.

LATTUGHE  FRIABILI DI

CARNEVALE

Ingredienti:  400 g di farina tipo “00”, + quella di lavorazione;  tre uova,  tre cucchiai di olio di mais,  tre cucchiai rasi di zucchero,  un pizzico di sale, tre cucchiai di brandy,  vaniglia pura,  zucchero a velo meglio se vanigliato,  olio per friggere. (l’impasto deve risultare omogeneo e liscio,  abbastanza elastico per poterlo stendere sottile senza fatica;  carta assorbente.

Esecuzione:  facciamo la fontana con la farina,  mettiamo tutti gli ingredienti:  uova,  i tre cucchiai di olio,  i tre cucchiai di brandy infine i tre cucchiai scarsi di zucchero e la vaniglia.  Impastiamo il tutto,  formando un bel panetto liscio,  lo lasceremo riposare per 20 minuti coperto da un telo da cucina e poi lo tiriamo ben sottile e diamo forma alle lattughe:  le mie sono milleforme,  voi potete fare le forme che desiderate.  L’olio è a temperatura ideale e senza fermarsi mai le friggeremo poi verranno messe sulla carta assorbente infine spolveriamo di zucchero a velo.  Sono leggerissime!

Federica  Mia madre tutti gli anni le fa usando la tua ricetta;  un’altra così buona non l’abbiamo mai trovata!

Elena  Grazie anche a voi!

31/01/2022

Elena  Un’altra ricetta di carnevale fa brillare gli occhi ai golosi di dolci:  sono i bombolotti al forno,  eccoli!

BOMBOLOTTI  AL  FORNO

Ingredienti per la pasta: 400 g di farina,  100 g di burro,  un limone,  un bicchierino di latte,  170 g di zucchero,  150 g di noci tritate a coltello,  una bustina di lievito per dolci,  3 uova,  un bicchierino di nocino fatto in casa;  70 g di zucchero a velo  marmellata di tamarindo fatta in casa  canditi all’arancia.

Esecuzione:  prepariamo la farina dentro in una capiente zuppiera,  mettiamo le uova,  lo zucchero,  il burro sciolto a bagnomaria,  il nocino,  la buccia grattugiata del limone,  un po’ di succo di limone alternato ad un po’ di latte, le noci tritate finemente a coltello e il lievito;  impastiamo bene il tutto,  lo facciamo riposare solo 5 minuti,  poi incominciamo a fare i bombolotti:  stendendo un po’ di pasta allargandola sulla spianatoia con le mani,  poi li riempiremo con la farcia,  copriremo con la pasta usando lo stesso metodo:  non il mattarello ma le mani,  poi con un coppa pasta giriamo e diamo forma.  Inforniamo a 180° per 15 minuti,  controlliamo la cottura e la doratura;  li lasciamo intiepidire e cospargeremo lo zucchero a velo con vaniglia.

Federica  Una bontà superlativa!

01/02/2022

Elena   Come martedì  grasso, oggi si festeggia con la carne:  presento una fiorentina sottile alle braci,  in contorno di peperoni al forno ripieni di patate in pasticcio.  Un piatto davvero goloso.

CARNE ALLE BRACI CON PEPERONI

E PATATE PASTICCIATE

Ingredienti:  dal macellaio acquistiamo una fiorentina sottile e grande,  olio extra vergine d’oliva,  aceto di mele, sale,  pepe,  uno spicchio di aglio,  rosmarino.  Pe ril contorno:  peperoni,  patate,  porro,  origano,  parmigiano,  prezzemolo,  latte.  Per le cipolle in agrodolce:  tropea,  aceto,  zucchero,  sale, peperoncino,  olio,  brodo.

Esecuzione:  mettiamo a marinare la carne la sera prima del consumo;  con olio,  aceto,  sale,  aglio,  rosmarino,  pepe.  Al momento di consumare la carne toglierla dalla marinatura e metterla direttamente sulla griglia sopra le braci;  spennelliamola di tanto in tanto,  la giriamo e quando la carne avrà raggiunto la cottura preferita la toglieremo e la serviremo con i peperoni ripieni e le cipolle in agrodolce. Per i peperoni ripieni ho fatto soffriggere il porro,  con pochissimo olio,  ho aggiunto le patate tagliate a tocchetti,  le ho salate e pepate,  h aggiunto un po di brodo,  l’origano,  il prezzemolo tritato,  e alla fine le ho mantecate con il latte e parmigiano grattugiato.  Nel frattempo avevo messo  a cuocere i peperoni in forno,  li ho tolti e li ho riempiti di pasticcio di patate,  li ho infornati per 5 minuti a 180° e poi li ho serviti insieme alla carne con le cipolle in agrodolce.

Federica  Che spettacolo!  Hai finito l’articolo con un bel piatto;  semplice sì ma bisogna saperlo fare!

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTONOVESIMA PARTE

21/01/2022

 

 

 

 

LA TIROIDE :  è situata nella base del collo ,  sotto la laringe (pomo d’Adamo), è formata da due grossi lobi uniti dall’itsmo,  stretto ponte di tessuto tiroideo,  dalla parte mediana dal quale si può elevare un sottile lobo intermedio. Il suo peso è di circa 20-30 g.  Come ho già accennato,  la tiroide ha struttura follicolare e le pareti dei follicoli sono formate,  nell’adulto,  di un solo strato di cellule cubiche o appiattite a seconda della quantità di sostanza colloide che si trova dentro il follicolo.  La colloide,  così chiamata per la sua sostanza gelatinosa,  contiene la tiroxina,  ormone tiroideo ricco di iodio.  Il prodotto dell’attività secretoria delle cellule tiroidee che prima viene versato e depositato dentro il follicolo,  deve poi attraversare l’epitelio,  portandosi verso l’esterno per essere immesso nei capillari sinusoidi che come una rete avvolgono i follicoli.  Nelle cellule tiroidee sono stati riconosciuti diversi stati di attività,  corrispondenti a richieste funzionali varie.  La tiroide è uno degli organi più abbondantemente vascolarizzati.  Essa secerne due tipi di ormoni :  la tirocalcitonina,  polipeptide secreto dalle cellule follicolari che controlla la calcemia e le iodotironine,  amminoacidi prodotti dalle cellule dei  follicoli, i cui effetti sono rivolti essenzialmente al controllo del metabolismo.  Il nucleo delle iodotironine è costituito dalla forma levogira della tironina alla quale possono legarsi due atomi di iodio  (3,3 -diiodotironina)  ,  oppure (3,5,3) -(triiodotironina) o quattro(3,5,4,5- tetraiodotironina o tiroxina.  Solo le due ultime iodotironine (T, e T 4 ) sono attive dal punto di vista fisiologico e rappresentano i veri ormoni tiroidei.  Continua…

 

22/01/2022

 

Nel sangue la tiroxina si trova per lo più legata a proteine, nella concentrazione di mcg/100 ml. Solo la quota libera circolante,  pari a 0,o04 mcg/100 ml,  esercita l’azione fisiologica.  La T³ è più attiva della tiroxina,  rispetto alla quale è meno legata alle proteine plasmatiche.  Gli effetti fisiologici degli ormoni tiroidei sono rivolti essenzialmente al controllo del metabolismo.  Le iodotironine aumentano il consumo di ossigeno in tutti i tessuti metabolicamente attivi e aumentano la produzione di calore.  Tale effetto inizia dopo parecchie ore dalla somministrazione,  diventa massimo dopo cinque- sei giorni per poi scomparire lentamente.  Gli ormoni tiroidei aumentano la glicogenolisi, aumentano l’assorbimento del glucosio da parte dell’intestino e diminuiscono la produzione di insulina,  provocando di conseguenza iperglicemia,  con curva da carico di glucosio di tipo diabetico.  L’azione sul metabolismo lipidico consiste essenzialmente nella diminuzione della colesterolemia determinata dall’aumento dell’eliminazione biliare del colesterolo.  Piccole dosi di ormoni tiroidei,  in sinergismo con l’ormone somatotropo attivano l’anabolismo proteico;  per contro dosi elevate lo accelerano negativizzando il bilancio dell’azoto.  Nell’ipertiroidismoil bilancio azotato è positivo,  l’ eccesso di proteine tende ad accumularsi nei liquidi interstiziali provocando il mixedema.  La tiroxina esercita effetti stimolanti sul cuore:  aumenta la frequenza cardiaca e la gittata sistolica,  come l’eccitabilità del miocardio e la velocità di circolo.  L’ormone stimola inoltre l’accrescimento scheletrico,  la maturazione sessuale e lo sviluppo psichico.  la secrezione tiroidea è regolata dalla tireotropina dell’ipofisi.   L’ipofisectomia provoca atrofia e ipofunzione della tiroide, mentre la somministrazione di di estratti ipofisari esalta la captazione dello iodio e la secrezione ormonale.

 Elena  L.  Diciamo che così può bastare,  altrimenti ti annoierai, ma più stringato di così non te lo farei mai,  perché le cose si devono sapere perfettamente.

 

Le ghiandole paratiroidi:

sono 4 piccoli corpi di forma rotondeggiante,  situati sulla faccia posteriore della tiroide,  racchiusi dentro la capsula connettivale della tiroide.  La loro struttura è fatta a cordone,  a file di cellule compatte,  dentro una fitta trama di connettivo e di sinusoidi.   Sono due superiori o interne, e due inferiori o esterne posti sulla faccia posteriore dei lobi laterali tiroidei,  tra i rami dell’arteria tiroidea inferiore. Vi si distinguono cellule principali,  o cromofobe,  con citoplasma omogeneo e cellule cromofile (acidofile) ricche di granuli.  Alcuni individui possono ritrovarsi altre  ghiandole paratiroidee dette: “paratiroidi ectopiche situate in altre parti del colo o nel mediastino,  mentre ammassi di tessuto analogo a quello proprio delle paratiroidi possono trovarsi anche nello spessore di altri organi come ad esempio il timo.  La funzione delle paratiroidi è quella di secernere un ormone detto: “paratiroideo o paratormone” ,  che è il principale regolatore del livello ematico del calcio e interferisce quindi in molti processi biochimici generali dell’ organismo.  La disfunzione dell’attività paratiroidea può provocare tetania  (in caso di ipoparatiroidismo)  quindi atonia muscolare,  calcolosi renale,  alterazioni ossee,  ecc.

Perché è così importante il paratormone?   Perché il suo ruolo fisiologico è strettamente legato al metabolismo del calcio.  Continua…

24/01/2022

 

Questo ormone favorisce l’assorbimento del calcio introdotto con gli alimenti,  collaborando in questo con la vitamina D,  riduce l’ escrezione renale del calcio e aumenta la mobilizzazione a livello delle ossa.   Attraverso questi effetti il paratormone regola l’eccitabilità nervosa,  controlla i processi della coagulazione e i processi contrattili a livello della muscolatura scheletrica e cardiaca,  infine determina il tenore calcico della parte minerale delle ossa. In casi di deficienza di paratormone,  che di solito si verificano nel corso di processi tumorali a carico delle paratiroidi o in seguito all’esporazione chirurgica di queste ghiandole,  si instaura una grave ipocalcemia,  con convulsioni che potrebbero portare alla morte per paralisi dei muscoli respiratori. Nei bambini una carenza di paratormone,  se associata alla mancanza di calcio o di vitamina D,  può essere responsabile di uno stato di ipereccitabilità muscolare o spasmofilia,  in cui brusche contrazioni muscolari seguono all’applicazione di stimoli anche lievissimi sui nervi o sui muscoli.  Mentre l’eccesso di questo ormone è una condizione piuttosto rara,  ma viene in seguito a un tumore secernente delle paratiroidi.  Le caratteristiche dell’iperparatiroidismo  sono appunto l’ipercalcemia,  la decalcificazione di ampie zone delle ossa e la deposizione di sali di calcio nel rene e in altri tessuti.  Elena  L.

 

Isole pancreatiche del Langerhans

 

Tra gli acini ghiandolari del pancreas esocrino,  si trovano sparsi ammassi di cellule epiteliali in cui si riconosce una struttura a cordoni anastomizzati,  frammisti a capillari sinusoidi.  Le cellule possono essere distinte in due categorie:  cellule piccole,  con granuli acidofili che non vengono sciolti nei trattamenti con alcool,  usato per l’allestimento dei preparati istologici,  e cellule più grandi con granuli che vengono invece disciolti dall’alcool. Le prime dette cellule A,  producono il glucagone;  le seconde dette β o B (basofile) producono l’insulina.  Alcuni studiosi descrivono altri tipi di cellule  (γ o C e D)  che si trovano più o meno costantemente e la cui attività funzionale è incerta.  Riassumendo,  le isole del Langerhans sono dei piccoli ammassi globosi di cordoni cellulari separati da capillari sinusoidali,  presenti in grandi quantità nel pancreas.  Elena L.

 

LE CAPSULE SURRENALI

 

Sono due corpi ghiandolaridalle dimensioni di una grossa mandorla,  situati,  come indica il loro nome, uno su ciascun rene.  Sono formati da due parti,  la corticale e la midollare, di origine e significato diverso.

La corticale deriva dal mesoderma ed ha una struttura cordonale con file di cellule epiteliali disposte in varia maniera ,  che è facile riconoscere tre strati o zone:  zone glomerulare o esterna,  in cui i cordoni sono avvolti a vortice o a gomitolo.  Zona fascicolata o media,  con cordoni rettilinei e paralleli.  Zona reticolare o interna con cordoni anastomizzati a rete;  in tutti e tre gli strati,  ovviamente i sinusoidi sono interposti tra i cordoni e ne seguono l’andamento.

La midollare della surrenale si origina dall’ectoderma,  quando si differenzia il sistema nervoso;  anzi dalla stessa zona(creste gangliari) da cui deriva la midollare della surrenale derivano le cellule dei gangli simpatici,  simpatoblasti,  che si trovano anche frammiste alle cellule tipiche della midollare, con cui hanno compiuto un lungo percorso migratorio.  Le cellule proprie della midollare sono le cellule cromaffini, così chiamate perché si colorano in giallo-bruno con il bicromato di potassio;  tale colorazione è dovuta alla riduzione di questo sale ad opera di un precursore dell’adrenalina, che è l’ormone secreto appunto dalla midollare.  L’adrenalina è simile al mediatore chimico delle cellule simpatiche con le quali c’è affinità di origine embriologica e c’è anche uguaglianza di attività fisiologica  (per esempio vasocostrizione dei vasi periferici).

 

La corticale surrenale produce vari ormoni a struttura steroidea,  che influiscono sulle ghiandole sessuali maschili e femminili e sui caratteri sessuali secondari,  sul ricambio idrico-salino e sul metabolismo dei carboidrati,  dei lipidi e delle proteine,  sugli stati infiammatori  e allergici (cortisonici).  È interessante notare come,  sia nel maschio che nella femmina,  vengono secreti ormoni sessuali di tutti e due i tipi,  ma in rapporti diversi.  Continua.

Riassumendo:  le capsule surrenali,  sono le due ghiandole a secrezione interna che sormontano il polo superiore,  l’una del rene destro e l’altra del rene sinistro;  il colore l’abbiamo già detto, e sono avvolte in una fascia renale. Al taglio sono costituiti da due parti:  parte periferica costituita da due strati sovrapposti di cellule epiteliali;  parte centrale (midollare) costituita da cellule epiteliali poliforme riunite a cordoni intersecantisi a formare una rete.  Ogni strato ha una diversa fisionomia funzionale. La corteccia secerne due tipi di ormoni.  Al primo tipo appartengono quelli ad azione prevalentemente sessuale.  Al secondo tipo quelli influenzanti il ricambio degli idrati di carbonio.  Al terzo tipo quelli attivi sul ricambio idrosalino.  La parte midollare secerne l’adrenalina e la noradrenalina.  la patologia comprende essenzialmente affezioni di natura infiammatoria ed affezioni di natura blastomatosa.  Nell’uno e nell’altro caso si possono avere  sindromi di insufficienza funzionale delle ghiandole (morbo di Addison) o sindrome di iperfunzione surrenale Iperaldosteronismo  o sindrome di Conn,  sindrome di Cushing,  un’esaltata funzione della corticale).

   Elena  L.