LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOQUARANTADUESIMA PARTE

17/05/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Il piatto di oggi è di una bontà che parla da solo:  si tratta di una pasta fatta in casa con ceci e farina d ceci,  condita con uno stufato di fagioli ed erbe.

PASTA DI CECI  AL SUGO

DI FAGIOLI BORLOTTI

Ingredienti:  ceci,  farina di ceci,  farina tipo”0″,  sale,  pepe, un uovo,  macis.  Per il condimento:  fagioli borlotti,  sugo di pomodoro fresco,  basilico,  origano,  cerfoglio,  rosmarino,  peperoncino,  due scalogni,  birra,  brodo vegetale,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  mettiamo in ammollo i ceci la sera prima di cucinarli.  Poi li lesseremo con un rametto di rosmarino,  li passiamo al mixer,  con un po’ di olio,  sale,  pepe.  Adesso facciamo una fontana con la farina di ceci e la farina tipo “0” (metà e metà)  poi metteremo l’uovo,  i ceci macinati il macis,  sale e ancora un po’ di pepe.  Facciamo un impasto omogeneo:  poi  tiriamo delle corde dal diametro di un cm e mezzo,  e con il coltello taglieremo dei piccoli pezzi che poi andremo a schiacciare un po’ come fossero delle polpettine in miniatura.  Lasciamo riposare e nel frattempo facciamo il condimento soffriggendo gli scalogni in poco olio,  mettiamo i fagioli congelati o quelli in scatola, poi sfumiamo con la birra,  aggiungiamo  il sugo di pomodoro,  le erbe,  il peperoncino poco sale e il brodo per la cottura.  Lasciamo stufare i fagioli,  e quando il sugo sarà pronto aggiustiamo di sale e pepe,  poi aggiungiamo l’olio e caliamo la pasta nell’acqua bollente salata,  infine la scoliamo e la passiamo nella casseruola del sugo dove la mantecheremo bene aggiungendo anche una bella manciata di parmigiano.

Federica  È  un piatto sano e squisito!  La prossima ricetta cosa sarà?

18/05/2022

Elena  Il piatto di oggi è un risotto in barca di melanzane;  anche questo piatto è squisito.

RISOTTO IN BARCA DI MELANZANE

Ingredienti:  due melanzane grandi,  sale,  pepe,  riso per risotti,  rosmarino,  mentuccia,  alloro,  olio extra vergine d’oliva,  porro,  due cucchiai di salsa di pomodoro, rosmarino,   parmigiano,  formaggio da fonduta,  un trancetto di salmone,  succo di agrumi,  due uova,  farina tipo “00”,  pangrattato fine,  vino bianco,  brodo,  latte.

Esecuzione:  incominciamo con le melanzane,  le sbucciamo,  poi le tagliamo a metà formando un incavo all’interno come una barchetta;  le saliamo e le lasciamo riposare per circa due ore.  Lo stesso vale per lo scarto ottenuto con lo scavino:  ricaveremo dei piccoli dadi,  li saleremo e li lasciamo riposare.  Nel frattempo togliamo il trancio di salmone dalla marinatura,  lo spennelliamo con l’olio e lo mettiamo a cuocere in forno per  15 minuti a 175°.  Passato il tempo faremo un soffritto con il porro e un po’ di olio, aggiungeremo  il vino e il pomodoro (poco),  mettiamo l’alloro,  il rosmarino,  la mentuccia,  aggiustiamo di sale e pepe.  Adesso togliamo il salmone dal forno,  lo puliamo dalle lische,  lo tritiamo a coltello e lo aggiungeremo al ragù.  In un’altra casseruola faremo tostare il riso senza alcuno grasso,  una volta tostato lo sfumeremo con il vino e lo incorporiamo al ragù.  Lo cuoceremo al dente aggiungendo un po’ di brodo,  in ultimo al posto del brodo metteremo il latte,  e i formaggi.  Le melanzane sono pronte per infarinarle poi metterle nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato;  faremo così con  le barchette e poi con i dadini per guarnire il piatto.  Una volta pronte le barchette le riempiremo di riso e tutt’intorno la frittura di melanzane.

Federica  Buonissimo vero?  Perché immagino i sapori.

19/05/2022

Elena  Oggi invece presento ancora dei ravioli,  dal gusto nuovo ovviamente.  Sono ravioli con un ripieno di rapanelli,  ricotta,  e fegatini alla cacciatora,  Buonissimi!

RAVIOLI CON RAPANELLI E

FEGATINI ALLA CACCIATORA

Ingredienti:  per la pasta occorrono due uova e duecento g di farina per pasta fresca,  sale.  Per il condimento:  fegatelli,  scalogni,  vino bianco o rosato,  sale,  pepe,  alloro,  cumino,  brodo vegetale,  spezie miste,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,  panco,  salvia,  burro, granella di noci;  rapanelli,  ricotta vaccina.

Esecuzione:  incominciamo con stufare i fegatelli,  dopo averli lavati con cura e tagliati grossolanamente.  Facciamo soffriggere gli scalogni in poco olio,  adagiamo i fegatelli,  sfumiamo con il vino,  saliamo e pepiamo,  mettiamo anche le spezie miste,  cumino,  alloro,  e il brodo.  facciamo cuocere lentamente fino a cottura.  Poi mettiamo i fegatelli intiepiditi nel mixer,  li tritiamo bene ma non deve diventare una crema.  Aggiungiamo poi la ricotta e i rapanelli grattugiati,  il parmigiano e se occorre anche una manciata di panco;  assaggiamo e aggiustiamo di sale,  pepe e mettiamo anche un tocco di cren o rafano.  Quando il pesto sarà pronto incominceremo a fare i ravioli nella solita maniera:  fontana con la farina,  uova e sale e poi impastiamo e tiriamo la sfoglia tracciando poi dei quadrati,  li riempiamo e con il taglierino per pasta diamo la forma desiderata. Caliamo i ravioli nell’acqua bollente,  dopo alcuni secondi li scoleremo e li metteremo nella casseruola dove abbiamo soffritto la salvia con il burro,  dopo la mantecatura cospargeremo una generosa manciata di parmigiano e granella di noci.

Federica   Mamma mia che buoni!

20/05/2022

Elena  Per oggi ho un’altra torta salata squisita,  questa volta l’ho fatta con il lievito madre.

TORTA SALATA AL LIEVITO MADRE

Ingredienti:  lievito madre,  farina tipo “0” e Manitoba,  acqua,  sale,  olio extra vergine d’oliva,  peperoncino.  prosciutto cotto al vapore,  salsa di pomodoro,  mozzarella di bufala,  origano,  cipolla bianca,  zucchine,  parmigiano,  salvia,  sale e pepe,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  impastiamo il lievito madre con le farine,  l’acqua,  l’olio;  formiamo un impasto omogeneo e lo lasciamo riposare per tutta una notte.  Il giorno successivo lo massaggeremo e se necessario lo governeremo con acqua e farina, lo metteremo ancora a lievitare fino a sera.  La sera lo stenderemo con il mattarello,  poi lo metteremo in teglia coprendo il fondo e i bordi.  Incominciamo a mettere gli ingredienti per la torta:  coprendo il fondo della torta con il prosciutto,  poi metteremo la mozzarella sgocciolata,  il pomodoro in salsa,  l’origano,  un altro giro di prosciutto,  infine le zucchine tagliate sottili e messe prima sotto sale,  poi irrorate con l’olio,  erbe miste e parmigiano.  La torta verrà cotta in forno a 200° per 13 minuti e poi servita ancora calda.

Federica  Che sapori e che fragranza!

Elena  Grazie!  A domani  con i dolcetti da tè.

21/05/2022

Elena  Ed eccoci arrivati all’ora del tè;  ho preparato dei dolcetti sani,  equilibrati adatti per grandi e piccini.

DOLCETTI PER ACCOMPAGNARE

IL TÈ

Ingredienti:  farina per dolci,  zucchero semolato,  tre uova,  lievito per  dolci,  caffè liofilizzato,  cacao amaro,  latte di cocco,  cocco fresco,  burro,  succo del frutto della passione,  arancia e succo di arancia,  estratto di vaniglia o rum per dolci.

Esecuzione:  Sbattiamo le uova con lo zucchero,  in un’altra ciotola mescoliamo il burro insieme al caffè e al cacao,  uniamo il tutto,  aggiungiamo gli aromi (vaniglia o rum),  e adesso incorporiamo la farina mescolata al lievito.  Imburriamo e infariniamo la teglia, versiamo metà del composto e poi versiamo la crema che abbiamo fatto in precedenza con il latte di cocco,  il cocco macinato,  il succo del frutto della passione  e d’arancia,  zucchero e l’amido di mais.  Poi versiamo sopra l’altra metà dell’impasto e adesso andrà in forno a 180° per 35-40 minuti. Una volta tolta la torta dal forno la lasciamo raffreddare,  poi la taglieremo a piccoli dadi adatti per la merenda del tè.

Federica  Oltre ad essere squisita ha dei profumi inebrianti!

23/05/2022

Elena  oggi invece presento un secondo piatto e contorno.  Entrambi squisiti.

INVOLTINI CON PATATE RIVESTITE

Ingredienti:  fettine di vitello,  prosciutto cotto sottile,  salvia,   farina tipo “0”,  rosmarino,  aglio,  succo fresco di agrumi,  sale,  pepe, spezie miste,  olio extra vergine d’oliva vino bianco prosecco,  patate, pangrattato condito con erbe e spezie,  peperoncino.    Sale,  pepe,  acqua frizzante e farina tipo”0″ per la pastella,  olio per friggere le patate.

Esecuzione:  prendiamo le fettine,  le passiamo sotto l’acqua poi le stendiamo sopra il piano di lavoro.  Le irroriamo con il succo fresco di agrumi,  poi  le passiamo nel composto di erbe spezie e panco.  Poi prendiamo le fette di cotto,  le adagiamo una su ogni fetta di carne,  le arrotoliamo su se stesse,  e le lasciamo riposare per una notte.  il mattino seguente li passiamo nella farina,  e poi nel soffritto fatto con olio,  aglio, salvia e rosmarino,  sfumiamo con il prosecco,  lasciamo evaporare e aggiungiamo il brodo;  cuoceranno a calore moderato per circa un’ora.  Nel frattempo prepareremo le patate:  le sbucciamo,  le tagliamo a fette un po’ spesse poi le caliamo nell’acqua bollente salata per un minuto.  Le scoliamo e le passiamo nella pastella fatta con acqua frizzante,  sale,  pepe,  farina tipo “0” e le buttiamo in olio già a temperatura ideale.  Una volta fritte le metteremo ad asciugare sulla carta assorbente e poi in tavola.  Il tutto è risultato squisito.

Federica  Bella l’idea di fare le patate vestite,   adesso ci sono quelle nuove e quando si friggono risultano sempre mollicce,  mentre fatte così rimangono croccanti fuori e morbide dentro.  Buonissime!

Elena  Grazie!  Ciao,  al prossimo articolo di cucina.

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOQUARANTUNESIMA PARTE

07/05/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Oggi presento un cuore di strudel alla pasta frolla.  Friabilissimo  croccante e allo stesso tempo morbido.  Lo dedico a mia madre e a mia nonna.

CUORE   DI  STRUDEL

Ingredienti:  due limoni ,  canditi al limone,  quattro mele,  zucchero, uvetta sultanina,  farina per dolci,  lievito per dolci,  uova,  latte,  rum,   olio di arachidi o di mais,  estratto di vaniglia,  cannella,  zenzero,  fichi secchi e ammollati, lingue di gatto fatte in casa,  zucchero a velo.

Esecuzione: tagliamo le mele a fette,  spremiamo il succo di un limone e grattugiamo la buccia,  tagliamo a piccoli pezzi l’altro limone,  aggiungiamo lo zucchero,  l’uvetta,  la cannella,  i fichi e lo zenzero;  copriamo la ciotola con un coperchio sigillato.  Il mattino seguente faremo l’impasto per la torta:  sbattendo le uova con lo zucchero,  aggiungendo l’olio a filo,  il latte,  e anche tre cucchiai di succo di limone.  Amalgamiamo bene e aggiungiamo la farina e il lievito,  l’impasto non deve risultare troppo denso.  Adesso imburriamo la teglia e poi la infariniamo bene;  vuotiamo metà del composto e subito dopo mettiamo il composto di mele private del succo,  poi finiamo con il resto dell’impasto e mettiamo a cuocere a 180°  per un’ora.  Ecco il risultato:  come ho già  detto la torta risulterà friabilissima,  croccante e morbida.

Federica   Che gusti e che meraviglia di bontà!

09/05/2022

Elena  I tortelli di zucca non si rifiutano mai,  ma per farli buoni occorre una buona zucca,  ed io l’ho trovata.

TORTELLI DI ZUCCA CONDITI

CON UVETTA E SPEZIE

Ingredienti:  zucca,  limone,  noce moscata,  parmigiano,  amaretti,  mostarda;  uova,  farina per pasta fresca oppure semola.  Per il condimento:  salsa di pomodoro,  scalogno,  vino bianco,  sale,  pepe,  spezie,  uva sultanina, salvia,  parmigiano grattugiato,  olio extra vergine d’oliva,  pancetta.

  Esecuzione:  tagliamola zucca a fette,  poi la cuoceremo al forno;  una volta raffreddata la schiacceremo con la forchetta per ricavarne una purea liscia.  Aggiungiamo poi il sale,  il pepe,  gli amaretti,  la scorza grattugiata di un limone (solo la parte gialla),  il parmigiano grattugiato, la noce moscata o il macis e la mostarda;   amalgamiamo bene il tutto e lasciamo riposare in frigorifero.  Nel frattempo faremo il ragù con lo scalogno,  in olio extra vergine,  il pomodoro,  aggiustiamo di sale,  mettiamo la salvia,  l’uvetta ammollata e una volta raffreddato aggiungeremo l’olio.  Adesso facciamo la sfoglia e poi i tortelli;  li caliamo subito in acqua bollente e poi li metteremo nel ragù;  aggiungiamo il parmigiano grattugiato infine la pancetta dorata a dadini.

Federica  C’è chi li mangia solo a Natale,  ma come fanno!  A me piacciono in un modo!

Elena  I tortelli sono un piatto tradizionale della Vigilia di Natale,  però al giorno d’oggi si fanno tutto il periodo dell’anno.

10/05/2022

Elena  Oggi simuliamo le linguine al pesto genovese;  il pesto però l’ho fatto con altri ingredienti molto validi.

LINGUINE AL PESTO

Ingredienti:  linguine,  fagiolini,  patate,  brodo vegetale,  erba cedrina,  menta,  pinoli,  pistacchi,  olio extra vergine d’oliva,  cipollotti tropea,  parmigiano,  sale,  pepe.

Esecuzione:  Incominciamo con il fare il pesto macinando i pinoli e i pistacchi,  con un po’ di brodo e olio extra vergine d’oliva,sale,  pepe,  erbe, cipollotti.  Poi lessiamo i fagiolini;  le patate tagliate a tocchetti,  le caliamo in acqua bollente salata poi le passeremo al forno spennellate con l’olio.  Adesso caliamo le linguine nel  brodo,  le scoliamo a cottura al dente e le versiamo nel pesto;  amalgamiamo bene insieme ai fagiolini e facciamo i piatti spolverando con un po’ di parmigiano e patatine al forno.

Federica  Che buone!

11/05/2022

Elena    I fagottini ripieni.  Un piatto sfizioso,  che piace anche ai bambini,  soprattutto ai bambini.

FAGOTTINI RIPIENI

Ingredienti:  pennette,  piselli,  scalogni, vino bianco,  sale e pepe,  canocchie,   formaggio filante,  salsa di pomodoro q.b.,  parmigiano,  aromi,  olio extra vergine d’oliva.   Per la pasta:  un uovo,  due cucchiai di olio di mais,  mezzo bicchierino di brandy,  sale,  mezzo bicchierino di latte,  un pizzico di zucchero,  farina tipo “00”,  olio per friggere.

Esecuzione:  facciamo il ragù tagliando finemente gli scalogni,  aggiungiamo le canocchie già fatte alla griglia e poi sgusciate e tagliate a pezzetti,  sfumiamo con il vino,  aggiungiamo anche i piselli,  infine il pomodoro e le erbe che preferiamo,  sale.  Una volta cotto il ragù,  incomInciamo a fare l’impasto per i fagottini,  e nel frattempo possiamo cuocere la pasta al dente e versarla nella casseruola del ragù perché si insaporisca bene.  In una ciotola mettiamo ,l’uovo,  l’olio,  il brandy,  il latte,  lo zucchero e il sale,  per ultima la farina.  Facciamo un impasto omogeneo che non attacchi alle dita.  (Se si è a tavola in molti ovviamente si moltiplicherà il dosaggio degli ingredienti segnati.  Stendiamo l’impasto non troppo sottile ma nemmeno spesso.  Ora che la pasta si è intiepidita,  ne prendiamo tre cucchiai e la riporremo  nella sfoglia tagliata a quadri,  li chiudiamo bene includendo anche dei pezzetti di formaggio filante,   li caliamo nell’olio bollente e poi sui fogli di carta assorbente.

Federica  Li ho assaggiati,  sono deliziosi!  La pasta poi è di una bontà:  non ha lievito e fa le bolle,  è un impasto tosto!

12/05/2022

Elena  Come ho già menzionato in un altro articolo di cucina,  mangiare anche la carne una volta a settimana non ci può fare male.  Oggi presento un arrosto affettato in salsa di zafferano,  squisito!

ARROSTO AFFETTATO IN

SALSA DI ZAFFERANO

Ingredienti:    filetto di manzo,  spezie miste,  ginepro,  salvia,  rosmarino,  aglio fresco,  olio extra vergine d’oliva,  vino bianco,  sale,  brodo.  Per la salsa:   pistilli o polvere di zafferano,  ricotta vaccina,  brodo,  due cipollotti,  sale,  pepe in grani dragoncello.

Esecuzione:  massaggiamo bene la carne son sale e spezie miste,   dopo due ore la metteremo a rosolare per sigillarla,   aggiungeremo le altre erbe,  il brodo,  mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere per circa un’ora e trenta minuti.  Lasciamo raffreddare la carne,  poi la metteremo in frigorifero e il giorno seguente la taglieremo con l’affettatrice,  oppure a coltello con una lama tagliente.  Stendiamo la carne in un piatto di portata,  la irroriamo con il suo sugo, poi metteremo sopra la salsa realizzata con ricotta sciolta nel latte,  zafferano,  crema di cipollotti,  sale,  pepe;  infine cospargeremo del dragoncello tagliato fine e dei grani di pepe verde.

Federica  Anche questa ricetta non scherza,  ha un livello di bontà e sapore notevoli.

13/05/2022

Elena  Il risotto  piace quasi a tutti,  oggi lo presento con le castagne lessate,  con latte e ricotta;  piace molto anche ai bambini.

RISOTTO CON LATTE,  RICOTTA

E CASTAGNE

Ingredienti:  riso per risotti,  castagne lessate,  sale,  pepe,  noce moscata,  rosmarino,  alloro, latte q.b.,  ricotta vaccina,  scalogno,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,  vino bianco.

Lessiamo le castagne,  poi le sbucciamo,  facciamo un soffritto con lo scalogno e poco olio,  sfumiamo col vino,  e aggiungiamo delle castagne spezzettate.  In un’altra casseruola facciamo tostare il riso,  poi lo verseremo nella casseruola  del soffritto;  saliamo,  pepiamo,  copriamo il riso con il brodo.  A questo punto aggiungiamo il rosmarino la noce moscata, e l’alloro,  lasciamo cuocere al dente poi mantechiamo il riso con latte e ricotta setacciata,  mescoliamo bene,  infine aggiungeremo una manciata di castagne e il parmigiano grattugiato.

Federica  Buonissimo!  Questo piatto contiene pochi grassi  è nutriente ed è per tutti.

14/05/2022

Elena   A molti piace la pizza con la pasta sfoglia;  è buonissima,  anche se preferisco quella con il lievito madre, è  solo per ragioni di burro  che contiene la sfoglia invece della pasta per pizza normale.

PIZZA CON PASTA SFOGLIA FRESCA

Ingredienti:  pasta sfoglia fresca di giornata,  pomodorini,  olio extra vergine d’oliva,  origano,  rosmarino,  sale,  pepe, patate,  cipollotto,  mozzarella,  prosciutto.

Esecuzione:  dopo aver fatto la pasta sfoglia con i sette passaggi,  la metteremo a riposare per mezz’oretta in frigorifero.  Nel frattempo sbucciamo le patate,  le tagliamo a rondelle abbastanza sottili,  e lo stesso vale per il cipollotto.  Caliamo le patate nell’acqua bollente salata e le lasciamo bollire per un minuto,  poi le scoliamo e le irroriamo con olio e un po’ di rosmarino tagliato finemente.  Abbiamo tagliato i pomodorini e messi in scolo per lasciare fuoriuscire il liquido,  abbiamo fatto lo stesso con la mozzarella.  Adesso prendiamo la teglia,  tiriamo la pasta sfoglia sottile (perché in forno si gonfierà,  stendiamo le patate,  le cipolle,  la mozzarella,  i pomodorini,  un giro di olio,  origano,  infine mettiamo il prosciutto e poi in forno a 170° per 20 minuti circa.

Federica   Mi piace da matti!

16/05/2022

Elena  Siamo arrivati all’ultima ricetta di questo articolo.  Allora lo vorrei finire in dolcezza:  con dei cioccolatini fatti in casa,  con crema di nocciole,  e pasta di mandorle.  Squisiti.

CIOCCOLATINI ALLA PASTA

DI MANDORLE E CIOCCOLATO

Ingredienti:  70 g di crema di nocciole, 70 g di cioccolato bianco,  due cucchiai  rasi di cacao,  250 g di mandorle,  250 g di zucchero semolato,  latte,  300 g di cioccolato fondente 60%,  liquore rum per dolci,  estratto di vaniglia.  (se li vogliamo personalizzare possiamo sostituire gli aromi con altri sapori)

Esecuzione:  Maciniamo le mandorle,  sciogliamo  300 g di  cioccolato fondente in poco latte( deve risultare un impasto omogeneo ma non troppo tenero) ;  aggiungiamo il cacao,  la crema di nocciole.  Adesso impastiamo le mandorle con lo zucchero e un po’ di latte aggiungendo anche gli aromi preferiti e il cioccolato bianco. Uniamo i due impasti e mescoliamo bene;  prendiamo una teglia preferibilmente rettangolare o quadrata,  la imburriamo leggermente e adagiamo l’impasto compattandolo bene affinché diventi una superficie liscia e omogenea. Lasciamo riposare la teglia in frigorifero per un giorno, poi togliamo l’impasto dalla teglia capovolgendola e tagliere dei quadratini tutti di misura uguale;  adesso grattugeremo il restante cioccolato fondente poi,  avvolgeremo i cioccolatini uno ad uno nel  cioccolato tritato.

Federica  Sono peccaminosi!  Da consumare sia in estate che in inverno.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOVENTESIMA PARTE

05/05/2022

Qual è la differenza tra corticosterone e cortisolo?  Grazie!  Marco di Patty

In realtà sono entrambi corticosteroidi,  ma sono diversi.  Il cortisolo è detto anche  composto F di kendall e viene prodotto nella zona a fasce   della corteccia surrenale in seguito a idrossilazione del 17 idrossi-progesterone.  Esso circola nel sangue e viene legato ad una proteina detta transcortina.  Questo ormone viene adoperato spesso in terapia come acetato per via orale,  parenterale,  oppure per uso topico sotto forma di unguento o crema oftalmica.

Anche il corticosterone è un ormone composto detto B di Kendall,  è chimicamente l’11  diidrossipregnene-3.20-dione.  Si ottiene dall’estratto di corteccia surrenale o più comunemente per sintesi a partire dall’acido desossicolico,  dal cortisone e dall11- desossicorticosterone. Questa sostanza è bianco cristallino,  insolubile in acqua,  ma solubile nei solventi organici.  Viene prodotto in quantità di 1, 5-5 mg giornalieri  in seguito a idrossilazione del desossicorticosterone.  Il corticosterone ha prevalente azione glicocorticoide ed è dotato di elevata attività specifica.  La sua somministrazione rafforza sensibilmente la resistenza dell’organismo  allo shock,  ad altri tipi di stress.  Possiede anche effetti mineralcorticoidi,  a dosi elevate è capace come l’aldosterone,  di mantenere in vita l’animale surrenectomizzato, impedendo la comparsa dell’insufficienza renale e cardiocircolatoria.  Esso viene usato nella terapia del morbo di Addison.  Elena  L.

07/05/2022

Quando si ha un’eliminazione abbondante di cistina con le urine,  di che cosa si è affetti?    Grazie!  Marco  di Patty

Si chiama cistinúria,  ed è appunto una manifestazione morbosa da eliminazione abbondante di cistina con le urine.  Ci sono forme gravi in cui vengono  eliminati ogni giorno molti grammi di cistina,  e meno lisina , arginina e ornitina. la cistina dato la sua scarsa solubilità,  è responsabile della formazione di calcoli urinari lisci,  non quelli rocciosi.  Questi calcoli friabili sono di peso variabile,  mollicci,  si sfaldano con niente,  e sono di colore giallognolo.  La formazione e l’eliminazione di questi calcoli, sono precedute e accompagnate da ematuria e coliche renali. Una cistinúria sintomatica si può osservare in caso di grave lesione epatica.   Elena  L.

09/05/2022

Che cosa sono i coenzimi e a che cosa servono?  Grazie!  Marco di Patty

Il coenzima è una sostanza a basso peso molecolare,  ed è la porzione non proteica dell’enzima.  I coenzimi partecipano a gran parte dei processi biochimici di decarbossilazione e intervengono in alcuni passaggi fondamentali determinando il carattere della reazione chimica enzimatica.  Le modalità in cui i coenzimi intervengono nei processi enzimatici sono molteplici:  Essi possono distaccarsi dalla parte proteica  ed essere trasferiti al substrato con cui variamente reagiscono,   oppure cedere al substrato solo un frammento della propria struttura.  In altri casi l’enzima conserva la sua integrità limitandosi a favorire il trasferimento in gruppi chimici,  di ioni o di cariche elettriche da un composto donatore al substrato accettatore. La classificazione dei coenzimi viene effettuata sulla base di criteri funzionali,  cioè  facendo riferimento all’attività degli enzimi corrispondenti.  Si hanno così coenzimi deputati al trasporto di ioni idrogeno oppure al trasporto di elettroni;  permettono il trasferimento al substrato sia di elettroni sia di ioni idrogeno.  Altri coenzimi intervengono nei processi metabolici di decarbossilazione.   L’attività biologica di numerose vitamine deriva dalla loro natura di coenzimi o di metaboliti precursori di coenzimi.   Elena  L.  continua

10/05/2022

Abbiamo un coenzima che interviene in alcuni passaggi fondamentali del metabolismo intermedio dei carboidrati.  Chimicamente è l’estere pirofosforico della tiamina e rappresenta la forma attiva della vitamina B¹.  Questa sostanza è cristallina,  molto solubile in acqua;  si ottiene per sintesi chimica o per via fermentativa.  Questo coenzima nell’organismo si forma a livello di quasi tutti gli organi a partire dalla vitamina B¹ introdotta con gli alimenti e da ATP,  in presenza dell’enzima tiamina-cinasi e di ioni magnesio.  Esempi importanti di processi enzimatici che richiedono l’intervento di questo enzima sono la decarbossilazione anaerobica degli α-chetoacidi nell’ambito del ciclo di Krebs e la transchetolasi nel metabolismo dei pentosi. Questo coenzima viene impiegato in medicina nel trattamento delle neuriti e delle forme neuro-e psicoasteniche,  nel diabete come  coadiuvante della terapia insulinica,  nelle tossicosi,  e in alcune malattie gastrointestinali specie nell’età infantile.  Elena  L.  Con questo argomento ritorno domani.

11/05/2022

Il coenzima A  o  CoA,  è un composto organico contenuto in tutti i tessuti animali nei microrganismi e  in quantità minori,  nelle cellule vegetali.  È  stato isolato nel fegato e in colture di Streptomyces fradiae da Lipmann e Kaplan tra il 1947-50,  i quali ne hanno anche stabilito la natura di nucleotide e anche la struttura chimica,  definitivamente confermata dalla sintesi totale realizzata da Molfatt nel 1959.  Il C0A è formato da adenina,  ribosio,  tre unità di acido pantotenico e tioetanolammina,  quest’ultima prodotto di decarbossilazione della cisteina.  Il C0A è un trasportatore di radicali acilici così come l’ATP è un trasportatore di radicali fosforici.  La funzione molecolare reattiva del C0A è il gruppo –SH  della tioetanolammina,  a livello del quale si formano legami ad alto potenziale energetico sia con radicali acetilici sia con altri radicali di acidi organici.  Il C0A è un metabolita essenziale dell’attività biochimica delle cellule;  la sua presenza è necessaria per lo sviluppo del ciclo di Krebs,  per la sintesi e la demolizione degli acidi grassi e dei fosfatidi,  per la sintesi del colesterolo,  degli ormoni steroidi,  delle porfirine.   Tra i più importanti processi di acetilazione che avvengono nei tessuti con l’intervento del C0A possiamo ricordare:  la coniugazione della glicina con acido benzoico; l’acetilazione detossicante delle ammine aromatiche ed eterocicliche esogene;  l’acetilazione degli amminoacidi;  l’  acetilazione della colina che porta alla sintesi del mediatore chimico della trasmissione nervosa,  l’acetilcolina;  l’acetilazione della glucosammina e della galattosammina,  legata alla biosintesi della sostanza fondamentale del tessuto connettivo.  Elena L.  A domani per l’ultima parte della funzione dei coenzimi.

12/05/2022

Il CoA si forma nei tessuti animali a partire dall’acido pantotenico introdotto con gli alimenti e in piccola misura elaborato dalla flora batterica intestinale.  Un insufficiente apporto di acido pantotenico provoca la riduzione dei livelli tessutali di CoA,  a cui si accompagnano alterazioni di vario tipo,  come ad esempio:  fenomeni degenerativi sul sistema nervoso,  lesioni delle ghiandole surrenali,  manifestazioni di tipi dermatitico,  arresto dell’accrescimento corporeo nell’infanzia.  Coenzima B¹²   derivato 5-deossi-adenosinico della vitamina B¹²,  noto anche con il nome di cobammide.  È in numerosi microrganismi e nel fegato dei mammiferi,  in cui si ritiene costituisca la forma biologicamente attiva della vitamina B¹².   Il coenzima è il cofattore del glutammico-isomerasi,  che catalizza l’isomerizzazione dell’acido L-glutammico in acido L-ß metil aspartico;  inoltre è il coenzima della metil-malonil-CoA-isomerasi,  che permette la trasformazione del metil-malonil C0A in succinil CoA.   Altriimportanti processi enzimatici collegati al metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici richiedono la presenza di tale coenzima.   In medicina viene largamente adoperato nelle anemie,  nei disturbi dell’accrescimento,  nelle convalescenze,  durante la gravidanza,  ecc.   Coenzima Q — Sostanza contenuta nei lieviti e nei mitocondri delle cellule animali,  è un derivato del benzachinone avente una lunga catena laterale poli-isoprenoide.  Il numero delle unità isoprenoidi va in rapporto all’origine: 10 unità nel coenzima Q isolato dal cuore di bue e di altri mammiferi  (coenzima Q¹º), 6-9 unità isoprenoidi nei composti omologhi di origine microbica.  Esiste inoltre una forma che prende il nome di ubicromenolo.  Ricerche sul coenzima hanno hanno confermato la sua funzione di trasportatore di elettroni nell’ambito della catena respiratoria,  come unità di collegamento tra il sistema delle flavoproteine e quello citocromico.  Elena  L.

13/05/2022

Che cos’è l’acido fenico?  A che cosa serve?  Grazie!  marco di Patty

L’acido fenico è un composto chimico che ha la struttura di idrossiderivato del benzene. Si usava un tempo soprattutto come disinfettante e per la preparazione di prodotti farmaceutici  8acido salicilico e derivati).  L’acido fenico esercita un’intensa azione denaturante sulle proteine e sui tessuti animali.  Se lo applichiamo sulla cute produce una pellicola biancastra,  costituita da proteine cutanee denaturate.  Se il periodo di contatto è prolungato si hanno fenomeni di necrotici e gravi lesioni ulcerative che ne hanno limitato o addirittura abolito l’uso come disinfettante.  l’effetto denaturante sulle proteine è pure alla base dell’azione antibatterica del fenolo, che agisce come batteriostatico a concentrazioni di 1:500,  e come battericida  di 1-2%.  In soluzione acquosa del 2% ha un’energica azione funghicida.  Ha un effetto sul sistema nervoso.  Nell’uomo  si ha dapprima una brevissima fase di eccitazione, seguita da un periodo di depressionedei centri cardiovaso-regolatori e dei centri respiratori.  Dal punto di vista tossicologico il fenolo è responsabile di avvelenamenti a scopo suicida o accidentali.  Elena  L.

16/05/2022

Qual è quel processo fisiologico che nell’intestino consente la prograssione del chimo?  Grazie!  Marco di Patty

Si chiamano movimenti “peristaltici”,  che consistono nell’avanzamento di una profonda contrazione circolare dell’intestino che si forma in seguito alla distensione meccanica della parete.  Queste onde si osservano non solo nell’intestino tenue e nel colon,  ma anche nell’esofago,  nello stomaco e inalcuni distretti extra-intestinali,  come gli ureteri.  L’attività peristaltica del tubo digerente è dovuta alla presenza nella parete intestinale di un plesso nervoso,  i cui neuroni vengono attivati dalla distensione della mucosa,  determinando in risposta la contrazione della muscolatura liscia circolare.  ognuno di questi movimenti interessa una zona limitata dell’intestino e ha la durata di ca. 7-8 secondi.  Durante questo movimento,  oltre all’avanzamento del chimo,  sha  anche la sua rotazione in senso antiorario.  Questo fenomeno è importante perché consente il rimescolamento del chimo e un suo migliore contatto con la mucosa assorbente e con i succhi digestivi.  Talora il movimento peristaltico può avere direzione retrograda e  quindi spingere il chimo in direzione caudo-craniale.  I movimenti peristaltici retrogradi hanno importanza particolare nel duodeno,  poiché il reflusso del contenuto duodenale verso lo stomaco permette la neutralizzazione dell’acidità gastrica.  Elena  L.

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOQUARANTESIMA PARTE

29/04/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Quello di oggi è un piatto di pesce di mare dai mille sapori.  Eccolo,   è invitante.

FILETTI DI PESCE DI MARE MISTO

Ingredienti:  filetti di cernia,  di orata,  e di sogliole.  Origano,  rosmarino,  melissa,  prezzemolo,  sale,  pepe,  tabasco, due lime,  pastella con acqua minerale,  farina tipo “0” e panco,  olio di arachidi.  Per il contorno:  pomodori maturi cuore di bue,  cipollotti tropea,  acciughe,  pecorino ligure,  pangrattato,  un uovo,  basilico,  patate e zucca,  noce moscata.

Esecuzione:  laviamo i filetti di pesce fresco,  li irroriamo con il succo di lime,  il rosmarino,  sale,  pepe,  le erbe sopra elencate,  e li lasceremo a marinare per un’ora.  nel frattempo prepareremo il ripieno dei pomodori:  unendo il pangrattato al formaggio,  mettiamo il basilico tritato,  il cipollotto,  la noce moscata,  le patate e la zucca passate al passaverdure,  le acciughe e leghiamo il tutto con un uovo;  riempiamo i pomodori tagliati a metà e li faremo cuocere in forno a 170° per 20 minuti.  Poi  faremo la pastella con la farina,  l’acqua frizzante,  il panco,  il rosmarino,  sale,  pepe,  immergiamo il pesce e lo mettiamo in padella con l’olio a temperatura perfetta;  una volta fritto lo metteremo sulla carta assorbente e poi nel piatto di portata insieme ai pomodori gratinati.

Federica  Mi gusta molto!

30/04/2022

Elena  Anche questa ricetta è piaciuta molto,  è un piatto unico perché condita con arrosto di vitello,  però è davvero squisita.

PENNETTE  ALL’ARROSTO

DI VITELLO

Ingredienti:  pennette,  filetto o contro- filetto di vitello, limone,  sale,   pepe,   rosmarino,  aglio,  salvia,  origano,  tabasco,  vino,  noce moscata,  bianco secco,  brodo,  alloro,  timo,  un po’ di burro,  un cucchiaio di farina,  parmigiano,  olio extra  vergine d’oliva.

Esecuzione:  Incominciamo con il massaggiare il filetto  con sale,   pepe,  spezie, rosmarino,  aglio, salvia,  alloro,  timo tritati,  saliamo,  pepiamo ancora e spremiamo il succo di mezzo limone;  lasciamo macerare la carne per una notte intera.  Il mattino seguente facciamo rosolare la carne con aglio e burro,  poi  verseremo il vino per sfumare,  mettiamo un cucchiaio di farina ben amalgamata,  il brodo e lasciamo cuocere a fuoco lento.  Una volta cotto l’arrosto lo lasciamo raffreddare poi lo tagliamo a fette o a tocchetti;  caliamo le pennette, e una volta scolate le mantechiamo nel sugo dell’arrosto;  versiamo un poco di olio dal sapore gentile su tutta la carne,  e impiattiamo con una bella manciata di parmigiano e dei tocchetti di carne arrosto.  Una vera bontà!

Federica    Anche questo però è di una bontà!  Credo fermamente che piaccia a tutti!  Senti che profumi e che sapori!

02/05/2022

Elena  Un piatto semplice ma gustoso,  sono gli gnocchi di oggi,  fatti con pane raffermo e ricotta di capra.  Molto salutare e buonissimo.

GNOCCHI DI PANE RAFFERMO

E RICOTTA

Ingredienti:  pane raffermo,  latte, q.b.,  pepe,  sale,  ricotta di capra,  macis,  parmigiano grattugiato,  farina tipo “0”.  Per il condimento:  salsa di pomodoro fresco fatta in casa,  uno scalogno e mezzo porro,  chiodo di garofano,  bacche di ginepro,  origano,  olio extra vergine d’oliva  parmigiano grattugiato.

Esecuzione:  la sera prima tagliamo il pane e lo mettiamo in ammollo nel latte.  Il giorno seguente amalgamiamo bene il pane,  lo strizziamo e lasciamo cadere il latte in eccesso.  Saliamo e pepiamo,  aggiungiamo il macis,  la ricotta setacciata,  una manciata di parmigiano e con l’aiuto di un po’ di farina,  facciamo un bell’impasto  che non appiccichi alle dita.  Poi versiamo tutto sul piano di lavoro e formiamo gli gnocchi.  Adesso incominciamo a fare il condimento spellando i pomodori sbollentati e passati nell’acqua ghiacciata.  Nel frattempo tagliamo sottilmente porro e scalogno e lo faremo soffriggere in poco olio,  poi sfumiamo con il vino, aggiungeremo i pomodori,   e il resto delle spezie.  Lasciamo bollire a fuoco lento per mezz’ora e poi caliamo gli gnocchi in acqua bollente salata,  li scoliamo e li passiamo nella casseruola del soffritto.  Mantechiamo e aggiungeremo anche un po’ di parmigiano e una bella manciata di origano.

Federica   Sono facili,  semplici e squisiti.  Che bella ricetta!

03/05/2022

Elena   un secondo piatto di carne molto saporito ma così non l’ho mai fatto prima.

FUSI DI POLLO  ALL’ACETO

BALSAMICO VERO

Ingredienti:  fusi di pollo, erbe aromatiche che preferiamo,  sale,  pepe,  spezie,  vino bianco,  aceto balsamico,  brodo di carne.  Per il contorno:  spinaci,  uova,  panco,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,  latte,  farina di ceci;  patate al forno con rosmarino e pepe.

Esecuzione:  laviamo e puliamo bene la carne,  la mettiamo a macerare per una notte con le erbe, le spezie e il vino.  Il mattino seguente le togliamo dalla marinatura e le faremo dorare bene per sigillarle.  Sfumiamo con il vino di marinatura e mettiamo ancora delle erbe fresche, compreso l’aglio e il brodo.  Lasciamo cuocere la carne fino a metà cottura con il coperchio socchiuso,  poi aggiungeremo l’aceto balsamico e ultimiamo la cottura per altri 15 minuti.  Nel frattempo abbiamo lessato gli spinaci  scolati e spruzzati con il latte,  poi vanno strizzati bene,  aggiustati di sale e pepe, un battuto di erba di aglio,  parmigiano,  un uovo,  il panco e la farina di ceci.  Facciamo delle polpettone e le irroriamo con l’olio poi le metteremo a cuocere in forno sulla carta  a 180° per 15 minuti.  Intanto abbiamo pelato le patate,  tagliate a fettone,  salate e cosparse di rosmarino,  e poi in padella con olio per friggere.

Federica  Un bel piatto completo e gustoso.

04/05/2022

Elena  Anche se la pasta che uso può essere ripetitiva,  ma le ricette cambiano sempre!

I MIEI NUOVI MACCHERONI

Ingredienti:  maccheroni di semola di grano duro,  salsa di pomodoro fatta in casa,  sale, peperoncino,  zafferano,  alloro,  aglio acerbo,  vino bianco o rosato,  arrosto di prosciutto, toma e parmigiano,  cipollotti tropea,  carote,  brodo vegetale.

Esecuzione:  facciamo un buonissimo ragù con i cipollotti,  l’aglio acerbo,  il vino bianco per sfumare,  la polpa di pomodoro,  il peperoncino,  aggiustiamo di sale,  mettiamo anche due foglie di alloro,  le carote grattugiate finemente,  lasciamo bollire adagio per 15 minuti,  poi metteremo il prosciutto arrosto tritato e lo zafferano;  quando la pasta sarà cotta nel brodo vegetale,  la scoleremo e la metteremo nella casseruola del ragù,  aggiungendo la toma e il parmigiano.

Federica   Più che buona,  squisitissima!

05/05/2022

Elena   Più che panini oggi presento gli involtini di pasta sfoglia appena fatta. Meravigliosi!

INVOLTINI DI PASTA SFOGLIA

APPENA FATTA

Ingredienti per la pasta sfoglia:  burro,  farina tipo “00”,  sale e acqua,  un cucchiaino di zucchero,  un bicchierino di grappa.   Per il ripieno:  due porri,  sale e pepe,  vino bianco,  alloro,  olio extra vergine d’oliva,  aceto di mele, prosciutto cotto a fette un po’ spesse,  formaggio da fondere.

Esecuzione:  prendiamo il burro a temperatura ambiente (100 g per ogni “150 g di farina,  acqua q. b. ,  sale.  Procediamo nella solita maniera,  cioè prima il burro con metà della farina,  e poi l’altra metà impastata con acqua, sale,  grappa  e zucchero.  Io faccio sempre sette passaggi,  anche otto e sono sicura che mi viene sempre molto stratificata e fragrante.  Una volta finito il procedimento dividiamo la pasta sfoglia,  prendiamo quella che ci occorre e l’altra la metteremo a riposare in frigo.  Con il mattarello tiriamo una pasta sottile,  ritagliamo dei quadri o rettangoli oppure dei triangoli,  poi li farciremo con i porri stufati,  una fetta grande di prosciutto,  e una fetta grande di formaggio che fonde;  li chiudiamo affinché non si aprano durante la cottura e li metteremo in forno a 180°  per 15-20 minuti.  Gli involtini risulteranno leggeri,  fragranti che si sciolgono in bocca,  pronti da servire. Facilissimi da fare.

Federica  La pasta sfoglia è meravigliosa,  anche perché con quella che rimane si possono fare anche cose dolci.  Buona da matti questa ricetta!

06/05/2022

Elena  Un primo piatto molto gradevole e vegetariano:  sono le tagliatelle fatte in casa  avvolte in crema di piselli,  burrata e porri.  Buonissime!

TAGLIATELLE IN CREMA DI PISELLI

Ingredienti:  uova,  farina per pasta fresca oppure semola,  sale;  piselli, burrata,  latte,  peperoncino,  pepe,  limone,  scorza grattugiata per decorare,  cipollotti olio extra vergine d’oliva,  vino bianco,  parmigiano,  brodo vegetale.

Esecuzione:  facciamo la sfoglia,  la tiriamo a mano e taglamo le tagliatelle a coltello.  Mentre le tagliatelle riposano facciamo soffriggere i cipollotti in poco olio,  sfumiamo col vino,  e versiamo la crema di piselli  fatti prima sbollentare e passati nel mixer;  aggiungiamo poca burrata sciolta in poco latte,  aggiustiamo di sale,  pepe e un pizzico di peperoncino.  Caliamo le tagliatellenel brodo,  le scoliamo,  ma le lasciamo non troppo asciutte poi le passiamo nella casseruola del condimento aggiungendo il parmigiano grattugiato,  un po’ di succo di limome e dei filini di scorza per decorare.  Il piatto è pronto.

Federica   delicate,  saporite,  un po’ pungenti e dolci,  squisite!

Elena  Grazie!  Al prossimo articolodi cucina.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODICIANNOVESIMA PARTE

22/04/2022

La dura madre che abbiamo nel cervello potrebbe ammalarsi?  Come? Grazie!  Marco di Patty

Purtroppo sì,  anche la dura madre potrebbe andare incontro a patologie;  ad un processo infiammatorio che può essere accompagnato anche da versamento liquorale o ematico,  o purulento  negli spazi epi- e subdurali.  È un ascesso subdurale è determinato da fattori infettivi delle ossa craniche,  si manifesta con cefalea,  crisi parossistiche,  vomito.  Si cura con antibiotici o intervento chirurgico.  Questa patologia della dura madre è di solito secondaria a contusione cranica e si manifesta dopo giorni o mesi,  con astenia,  vertigini,  cefalea,  seguite da fenomeni di ipertensione endocranica progressiva e di localizzazione in rapporto alla sede dell’ematoma e da disordini psichici;  la cura è chirurgica.  Mentre il processo infiammatorio cervicale della dura madre ipertrofica di Charcot ha spesso un’eziologia luetica,  altre volte sconosciuta.  Si tratta di un processo flogistico cronico con ispessimento delle tre meningi,  prevalentemente a carico della “dura madre” e la formazione di un manicotto che comprime il midollo cervicale;  la sintomatologia è caratterizzata da dolori alla colonna cervicale e paralisi di gruppi muscolari degli arti superiori.  Elena  L.

23/04/2022

È vero che la saliva ci protegge i denti?  Marco di Patty

La saliva ci protegge i denti,  probabilmente per un’azione meccanica detergente,  come solvente dei cibi solidi,  rende possibile la stimolazione delle terminazioni gustative da parte delle sostanze sapide in essi contenute,  assumendo così un ruolo importante nel preparare la secrezione del sacco gastrico.  Il compito importantissimo della saliva umana è anche quello  assolta dall’azione digestiva della ptialina sugli amidi:  infatti l’amilasi salivare è capace di operare la scissione idrolitica dei polisaccaridi quali l’amido e il glicogeno.  In condizioni patologiche la saliva può aumentare o diminuire di quantità secondo le cause determinanti.  Elena  L.

25/04/2022

Se si fanno sforzi esagerati,  è vero che possono insorgere degli ematomi senza che noi possiamo accorgerci di nulla se non solo pochi disturbi della sensibilità?  Marco di Patty

Potrebbe succedere un versamento ematico nel parenchima del midollo spinale. Questa cosa può insorgere non solo dopo grandi fatiche fisiche,  a traumi diretti del rachide,  in seguito a cadute,  ma può insorgere anche per affezioni dei vasi midollari.  Il quadro clinico è variabile secondo la sede e l’estensione,  comprende paralisi,  atrofia muscolare, e proprio disturbi della sensibilità.  Elena  L.

26/04/2022

Se teniamo il cane in casa con noi,  è possibile che possiamo riscontrare l’acaro della scabbia?   Grazie!  Marco di Patty

Al giorno d’oggi non credo,  anche perché chi adotta l’igiene giornaliera per se,  per la casa e per il cane,  non è così facile andare incontro a certe malattie parassitarie della pelle.  Ci sono prodotti dall’efficacia notevole tipo collari e tutto il resto per la salute del cane.  La scabbia assume aspetti clinici diversi,  in rapporto all’estensione del processo o all’eventuale sovrapposizione di complicazioni di prurito e del grattarsi.  Il sintomo è dato dal cunicolo scavato dall’acaro,  che ha forma lineare o ad arco,  di colore bianco e rosa della cute vicina.  Accanto al cunicolo si possono osservare, specialmente nelle forme che durano da tempo, alcune vescichette trasparenti perlate,  senza nessun alone intorno.  Il contagio avviene più spesso durante la notte,  attraverso la biancheria  del letto oppure il contatto tra malato e sano.  Comunque la scabbia si cura con l’applicazione su tutta la superficie cutanea di farmaci antiacarici,  disinfestando tutta la biancheria e se il cane è quasi sempre in casa anche tutta la casa.  Tempo fa c’era la scabbia norvegese,  riscontrabile in Scandinavia,  sostenuta da un parassita della pelle del lupo.  I sintomi erano gli stessi:  eruzioni cutanee specialmente nei punti dei glutei,  i piedi,  lato flessorio dei gomiti,  scroto,  glande,  aureola mammaria;  quella del lupo norvegese è anch’essa caratterizzata da ipercheratosi,  croste,  localizzate specialmente al capo e al collo.  Comunque  non spaventarti,  se mantieni un’igiene della casa e del cane,  non ti succederà,  con i collari che esistono al giorno d’oggi,  proteggono da molte malattie.  Elena  L.

27/ 04/2022

Che cosa avviene nel nostro organismo con la disidratazione organica?  Grazie!  Marco di Patty.

La disidratazione organica da alterato metabolismo elettrolitico può interessare le cellule,  il liquido interstiziale o cellule e liquido.  La prima condizione si verifica quando,  per deficiente escrezione renale di cloruro sodico, aumenta la concentrazione elettrolitica del liquido interstiziale,  che provoca la fuoriuscita di acqua dalle cellule;  la seconda s’instaura per mancanza di elettroliti,  come avviene nelle malattie con vomito e diarrea persistenti.  La terza  avviene quando si hanno forte perdite di liquidi non compensate da adeguate introduzioni di essi.  Lo stesso avviene nei bambini,  indica una condizione morbosa che li può colpire nei primi mesi di vita,  con febbre transitoria  38-39 °C,  generalmente nella terza e quarta giornata,  elevata disidratazione con eccessiva diminuzione di peso,  apatia,  irrequietezza,  cute inelastica e secca,  occhi incavati,  sete e grida.  la terapia consiste in una pronta e abbondante introduzione di acqua per via orale o fleboclisi con soluzione fisiologica e glucosata.  Elena  L.

27/04/2022

Vorrei che parlassi  ancora di callosità e calli.  Grazie!  Marco di Patty

Le callosità sono ispessimenti cutanei per prevalente sviluppo dello strato corneo,  che estendendosi in superficie forma larghe piastre giallastre;  si formano solitamente in relazioni a compressioni continue,  esercitate sia nel camminare molto o mettendo a dura prova gli arti più esposti al lavoro come le mani.  Mentre il callo è un ispessimento circoscritto dello strato corneo dell’epidermide,  e anche qui con conseguente e ripetute pressioni,  che colpiscono prevalentemente le mani e i piedi.  Le loro formazioni sono legate a determinate condizioni professionali,  a colpi incidenti dei piedi,  a calzature troppo strette;  i calli non tendono ad allargarsi in superficie ma ad approfondirsi.  Ci sono molte forme di calli ne cito qualcuno:  il callo del mignolo,  ad esempio,  si forma per sfregamento della calzatura contro la parte della pelle laterale del piede:  i chiodini:  si formano sotto la pianta superiore del piede appena sotto o di fianco alle dita.  Poi abbiamo il callo osseo che è una formazione interna del periostio e del midollo che si verifica in caso di frattura:  il tessuto neoformato tende a ristabilire la continuità fra le superfici di frattura.  Poi citiamo il callo embrionario: tessuto di granulazione costituito da capillari,  fibroblasti,  cellule reticolo-endoteliali,  osteoblasti,  che sostituisce il coagulo ematico presente nel focolaio di frattura e viene ad occupare lo spazio fra i monconi ossei,  costruendovi intorno un manicotto a ffusolato.  Questo rappresenterebbe il primo stadio del callo osseo.  Abbiamo il callo ipertrofico:  è un callo osseo di notevole dimensioni,  la sua forma è irregolare per la presenza di creste ossee.  Si forma per cause generali:  il rachitismo o locali per inclusione di corpi estranei,  proiettili,  schegge ossee,  ecc.  Spessi questi calli comprimono  o inglobano tronchi nervosi  provocando disturbi gravi come nevralgie e o paralisi.  Il callo deforme è sempre il callo osseo alterato per la deviazione dei monconi dell’osso fratturato,  soprattutto nel senso di un accavallamento;  si può avere anche in seguito a ipertrofia del tessuto osseo di neoformazione,  processi osteomielitici,  fenomeni di sequestro osseo,  degenerazione di tipo neoplastico.  Elena  L.

02/05/2022

Come si diventa isterici?  Grazie!  Marco di Patty

La psicanalisi sostiene che alla base dei disturbi isterici  ci siano dei contenuti inconsci che si manifestano all’esterno in forma simbolica.  Questa condizione psicologica è contrassegnata da intensa suggestionabilità,  labilità emotiva,  intensa reattività a determinate situazioni affettive.  Vi è tendenza all’autocompatimento;  a tali sintomi psichici si accompagnano di frequente sintomi somatici quali paresi,  ecc.  senza che però vi siano cause organiche alla loro base.  È frequente che tali sintomi siano del tutto o in parte simulati,  ma più spesso il soggetto è inconsapevole delle cause di tali sintomi.  Tipico sintomo isterico è la crisi convulsiva,  a volte difficilmente distinguibile da quella epilettica;  ma si nota la differenza perché mentre il malato di epilessia quando cade lo fa inconsapevolmente,  succede tutto ad un tratto,  mentre il disturbato di isterismo quando cade a terra evita di farsi male.  Si distingue un isterismo di angoscia,  quando il sintomo fondamentale è l’ansia e un isterismo di conversione,  quando tali contenuti inconsci disturbanti si convertono all’esterno in sintomi somatici come paralisi anestesie ecc.  Elena  L.

03/05/2022

In che cosa consiste lo psicogramma?  Grazie!  Marco di Patty

Lo psicogramma è la descrizione dei fenomeni psichici e delle caratteristiche della personalità di un individuo.  Questo metodo si avvale di apparecchiature dette psicografi che permettono la registrazione grafica di reazioni fisiche che sono in stretta connessione con fatti psichici,  e delle rappresentazioni grafiche delle caratteristiche personali di un individuo.  Elena  L.

04/05/2022

L’osso mediano che concorre a formare la base del cranio,  può ammalarsi,  o infettarsi e andare incontro ad una patologia vera e propria?  Marco di Patty.

Sì,  anche l’etmoide può ammalarsi di infiammazione,  di un processo flogistico acuto o può restare anche cronico,  suppurativo o meno, dei seni etmoidali.  Se l’essudato infiammatorio non drena dalla cavità dei seni per occlusione o edema degli orifici naturali,  aperta vi è un drenaggio nasale.  A seconda la parte colpita:  quella anteriore o quella posteriore.  La parte anteriore si associa spesso a sinusite mascellare e frontale e si manifesta con dolori acuti locali,  spontanei e provocati con la pressione di un dito,  secrezione nasale purulenta se la forma è aperta.  La parte posteriore,  di frequente è concomitante a sinusite sfenoidale e si evidenzia con cefalea della regione occipitale e del vertice e con secrezione purulenta rino-faringea.  La diagnosi si formula con l’esame radiologico ed eventualmente con la rinoscopia.   Elena  L.

I MIEI PROVERBI, MODI DI DIRE AUTODIFESA E I MIEI PROPOSITI

20/04/2022

I MIEI PROPOSITI

Il distacco da ogni situazione odiosa per non lasciarsi coinvolgere è lecito,  è facile chiudere gli occhi,  sconfinare lo spirito,  per non aiutare il prossimo,  ma non migliora la qualità della vita.  Al contrario,  non elimina ogni tensione  e ogni  angoscia;  ci fa sentire più soli nel mondo inadeguato degli umani.  Elena  L.

25/04/2022

Se si riflette si trova sempre la verità.  Anche se alcuni non sempre arrivano a comprendere,  sono lenti nel valutare,  o forse per loro è più facile chiudere gli occhi per non vedere.  Elena  L.

27/04/2022

Gli slanci del cuore non mentono mai.  Tutto si dispone con naturalezza al posto giusto.  Se è vero amore non fa perdere l’anima,  non fa sentire inadeguati,  perché non toglie nulla  ma aggiunge sempre qualcosa di prezioso.  Elena  L.

28/04/2022

Quante volte si infierisce su persone innocenti,  solo perché a riportare certe malignità sono coloro in cui abbiamo fiducia,  che però non sono persone attendibili ma disturbate.  Quanti uomini e anche donne ci sono cascati!   Non c’è lentezza nel valutare,   nemmeno lasciarsi andare ad una saggia circospezione,  no!  Troppo scomodo,  e se poi di quella gente si è anche invidiosi,  allora si cercano anche alleati,   per potere secondo la fantasia malata,   inchiodare qualcuno,  così,  tanto per smaltire la rabbia che rode dentro e non si sa come spegnerla.  Elena  L.

02/05/2022

Al mondo c’è chi non crede patologicamente in se stesso;  e chi invece ci crede fino in fondo,  sempre privo di dubbi,  credendo persino che sia il mondo a girare intorno a lui e se occorre ad adeguarsi.  Io mi chiedo:  ma la via di mezzo no?  Dove starà il vero, la pace e lo spazio pieno di ombre?  Forse se attraversassimo gli universi più disparati con occhi bene aperti sapremo darci una risposta. Elena  L.

04/05/2022

Con l’abilità della mente si possono smascherare furbizie e inganni,  per prendere il nostro posto di sempre,  quello che ci appartiene!   Elena  L.

09/05/2022

Le cose riportate da chi odia per invidia non corrispondono mai a verità!   Sono prive di importanti difensive,  come una sedia priva del sostegno per potersi sedere.  Non c’è paragone!  Elena  L.

16/05/2022

C’è chi per cattiveria accusa persone innocenti,  mentre per trovare il vero colpevole non ha che da guardare intorno a sé!  Elena  L.

19/05/2022

Il tempo scopre sempre ogni cosa e la persona intelligente lo capta senza sconvolgere;  la verità è una progressione magica,  non serve mentire e occultare,  perché c’è sempre qualcuno che la conosce !  Elena  L.

27/05/2022

A volte per paura di difendere il proprio punto di vista si simulano false certezze!  Perché se fanno già parte della verità?  Elena  L.

06/06/2022

Le emozioni respinte non resteranno soffocate,  ma si trasformeranno in tutto ciò che vorrai;  la tua mente sarà sempre più fresca e questo senso dello spazio  e della libertà ti farà crescere.   Elena  L.

20/06/2022

Ammorbidire la mente nei confronti chi credi migliore di te è segno di maturità. Se sai valorizzare gli altri sei sulla grande strada,  il tuo mondo interiore ti applaude e ti apprezzerà sempre di più!  Elena  L.

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTANOVESIMA PARTE

19/04/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena   Incominciamo l’articolo con i paccheri di pasta fresca,  squisiti anche perché ripieni.

PACCHERI DI PASTA FRESCA

RIPIENI

Ingredienti:  semola di grano duro,  uova,  sale;  spinaci,  palamita,  limone,  olio extra vergine d’oliva,  rosmarino,  scalogni, parmigiano,  besciamella leggera fatta in casa,  noci moscate,  pepe,  pecorino,  brodo vegetale.

Esecuzione:  incominciamo con il ripieno facendo cuocere al forno la palamita marinata,  spennellata con olio e rosmarino,  sale e pepe poi infornata a 170° per 10 minuti.  Abbiamo lessato gli spinati e ben strizzati,  li abbiamo tagliati finemente a coltello,   messi in padella con lo scalogno e poi conditi con il pecorino.  Adesso mescoliamo il trito di pesce con gli spinaci,  aggiustiamo di sale,  pepe,  noce moscata;   facciamo un bel pesto sodo e lo lasciamo riposare  affinché non avremo fatto una bella sfoglia sostenuta.  Adesso tagliamo delle strisce tutte uguali  poi mettiamo il ripieno e le giriamo raggiungendo l’altro lembo  per chiuderle,  spennellare con l’albume la chiusura.  Trasportiamo nella teglia i paccheri ripieni  dopo avere fatto un letto di besciamella leggera,  poi li  spruzziamo bene con il brodo vegetale  e sopra metteremo ancora uno strato di besciamella,  infine il parmigiano grattugiato. Inforniamo a 170 ° per 30 minuti e poi la pasta sarà pronta da gustare.

Federica   Buonissimi e delicati,  anzi,  meravigliosi!

20/04/2022

Elena   Cara Fede,  oggi ti detto un risotto nuovo,   appena sperimentato;  dal momento che è piaciuto ad una persona abbastanza sofisticata  allora lo presento come benvenuto.

RISOTTO  ALLE MELE

E GORGONZOLA

Ingredienti per 4 persone:  300 g di riso,  tre mele imperatore,  uvetta passa,  spumante,  parmigiano,  gorgonzola,  cannella,  latte,  noci,  brodo vegetale,  sale e pepe,  scorza gialla di un limone.

Esecuzione:  sbucciare e tagliare le mele a fettine,  irrorarle con il succo di un limone,  tagliare la buccia del limone (solo la parte gialla),  lasciarle macerare per un’ora;  lasciare macerare anche l’uvetta con lo spumante.  In una casseruola fare tostare il riso senza alcun grasso,  solo le scorze del limone,  poi sfumare con lo spumante,  lasciare evaporare,  mettere il sale,   il brodo vegetale e lasciare cuocere per 5 minuti.  Poi incorporare le mele,  la cannella,  un po’ di latte, le noci,  il pepe e ultimare la cottura con il coperchio socchiuso.  Infine mantecare il riso con latte e gorgonzola,  aggiungere anche una manciata di parmigiano per ogni porzione.  Buonissimo!

Federica  È divino.

21/04/2022

Elena   Ogni tanto un po’ di carne fa stare bene,  la ricetta di oggi è meravigliosa perché  ha sapori contrastati dall’aspro al saporito,  al piccante e al dolce.

FETTINE COTTE  NEL LIMONE

Ingredienti:  filetto di manzo,   rosmarino,  salvia,  aglio,  alloro,  ginepro, quattro limoni,  sale,  pepe,  peperoncino,  olio extra vergine d’oliva,  aglio,  erba cipollina,  pimpinella,  erba cedrina,  crescione,  pinoli,  peperoncino,  aceto di mele.

Esecuzione: prima massaggiamo la carne con le erbe e le spezie:  salvia,  rosmarino,  aglio,  alloro,  ginepro,  sale,  pepe,  il succo di tre limoni grossi.  Il mattino seguente toglieremo la carne e la metteremo a cuocere al vapore per mezz’ora;poi la taglieremo a fettine sottili servendoci possibilmente dell’affettatrice.  Mettiamo le fettine in un recipiente basso e largo in modo che siano distaccate le une dalle altre.  Versiamo  la marinatura sopra le fettine e le lasciamo riposare per un giorno intero;  il giorno seguente le toglieremo dalla marinatura delicatamente e le irroriamo con la salsa fatta al mixer con olio,  aceto di mele,  sale,  peperoncino e un pizzico di pepe,  crescione,  pimpinella erba cipollina,  pinoli,  aglio,  erba cedrina,  un po’ di brodo di carne.

Federica   Io l’ho assaggiata ed è una favola.

22/04/2022

Elena   Quanto è buona la pasta!  Ma anche la pasta fatta in casa non è da meno.  Il piatto di oggi sono dei ravioli con cicoria e tonno fresco pinna gialla.  Stupendi!

RAVIOLI ALLA CICORIA E

PINNA GIALLA

Ingredienti:  uova e farina per pasta fresca,  cicoria,  tonno fresco pinna gialla,  rosmarino,  salvia,  scalogno,  sale e pepe,  pecorino,  besciamella leggera,  olio extra vergine d’oliva parmigiano,  origano.

Esecuzione:  lessiamo la cicoria,  la strizziamo bene e la tagliamo a coltello.  Poi mettiamo a cuocere in forno il tonno spennellato con olio,  sale,  pepe rosmarino,  salvia,  origano.  Nel frattempo passiamo la cicoria in padella con lo scalogno,  un po’ di latte e il parmigiano.  Prendiamo il tonno ormai intiepidito,  lo maciniamo e lo uniremo alla cicoria;  aggiungendo anche il pecorino,  sale e ancora un po’ di pepe,  e amalgamiamo il tutto.  Mentre il nostro ripieno riposa incominciamo ad impastare la sfoglia con un uovo per ogni 100, o 110 g di farina.  Dopo avere tirato una sfoglia sottile e vellutata incominciamo a fare i ravioli e mano a mano che li chiuderemo li metteremo in acqua bollente salata per la cottura.  Li scoliamo e li metteremo in una teglietta  cosparsa di besciamella leggera e una mano di parmigiano grattugiato;  andranno in forno per circa 10 minuti a temperatura di 180°.

Federica  Io devo ripetermi sempre perché le tue ricette sono meravigliose!

23/04/2022

Elena  Ecco la pasta più famosa al mondo:  gli spaghetti.  Quelli di oggi sono di un sapore incredibile,  conditi con spezie e salsiccia,  buonissimi.

SPAGHETTI  DAL GUSTO INTENSO

Ingredienti:  spaghetti,  salsa di pomodoro fatta in casa,  sale,  peperoncino,  pepe,  parmigiano, salsiccia,  macis,  alloro,  crema di ricotta,  porro,  basilico,  vino bianco,  scalogno,  crema di finocchi,  olio extra vergine d’oliva.

Esecuzione:  mettiamo i finocchi a cuocere al forno,  spennellati con olio,  latte,  sale e pepe.  Grigliamo la salsiccia,  e facciamo il ragù;  mettiamo a soffriggere il porro e lo scalogno tagliati finemente,  la salsiccia tagliata a piccoli pezzi,  sfumiamo con il vino,  aggiungiamo la salsa di pomodoro,  peperoncino,  il basilico,  le spezie,  l’alloro,  e lasciamo cuocere per alcuni minuti.  Adesso frulliamo il finocchio cotto al forno poi, lo uniremo alla crema di ricotta,   un po’ di olio,  e un po’ di brodo;  aggiustiamo di sale e pepe e caliamo gli spaghetti in acqua bollente e salata.  Li scoleremo al dente e li metteremo nella casseruola del sugo di ricotta e finocchi,  poi, li adageremo nella teglia facendo dei nidi dove andremo a versare il ragù rosso e una spolverata di parmigiano.  Mettiamo in forno a 180° per 05 minuti. Che bontà!

Federica  Si può dire davvero!

25/04/2022

Elena  Oggi presento la torta di mele che ho fatto per Federica in onore del 25 aprile.  Il risultato è stato ottimo davvero,  ora vi presento la mia fetta.

TORTA DI MELE FARCITA

Ingredienti:  8 mele,  un vaso di confettura di susine nere,  miele d’acacia,  zucchero,  tre uova,  4 etti di ricotta,  un limone,  estratto di vaniglia,  un bicchierino di rum,  400 g di farina per dolci,  una bustina di lievito sempre per dolci,  80 g di burro fresco,  100 g di cioccolato bianco.

Esecuzione:  sbucciamo le mele,  le tagliamo a fettine,  metà le spadelliamo con una noce di burro,   la scorza e il succo di limone,  un po’ di zucchero;  l’altra metà la irroriamo solo con il succo del limone.  Adesso impastiamo le uova con lo zucchero,  la vaniglia,  il burro fuso,  la farina,  la ricotta infine aggiungiamo le mele spadellate e il lievito.  Abbiamo preparato la composta di susine nere,  con l’aggiunta del cioccolato bianco leggermente fuso;  prendiamo la teglia imburrata,  poi la passiamo con lo zucchero mescolato alla farina,  oppure lo zucchero di canna.  A questo punto foderiamo  la teglia con le mele tagliate a fettine e irrorate di limone,  lasciamo cadere metà dell’impasto,  e subito dopo metteremo sopra la composta di susine e cioccolato, poi l’altro strato di pasta e inforniamo a 190° per 45 minuti.  Togliamo la torta dal forno,  e ancora calda la capovolgeremo in un piatto di portata o una tortiera;  spennelliamo con il miele d’acacia e la torta si presenterà meravigliosa.  Tant’è vero che l’ho fatta per il ristorante di Federica.

Federica  Con questa torta hai raggiunto un altro successo.  Grazie!

Elena  In effetti era buonissima davvero.

27/04/2022

Elena  Un brasato vegetale può piacere quanto o diciamo quasi,  quello fatto con la carne;  dovrebbero provarlo anche i carnivori perché è squisito!

BRASATO VEGETALE

Ingredienti:  farina di mais per la polenta,  parmigiano e pecorino grattugiati per condirla,  una noce di burro per insaporirla.  Fagioli,  ceci,  patate,  scalogni porro,  pomodori pelati,  zenzero,  basilico,  vino rosato,  funghi misti,  olio extra vergine d’oliva,  una carota e una stecca di sedano,  prezzemolo,  cumino,  alloro,  brodo vegetale.  E per invogliare anche i grandi carnivori abbiamo decorato con la pancetta grigliata.

Esecuzione: incominciamo con il soffritto:  tagliamo a pezzetti piccoli il sedano la carota,  il porro e gli scalogni,  aggiungiamo i legumi,  e sfumiamo con il vino.  Poi incorporiamo i pelati spezzettati,  l’alloro,  il cumino,  il prezzemolo tritato,  il basilico,  lo zenzero,  il brodo vegetale,  lasciamo cuocere per 20 minuti poi aggiungeremo le patate tagliate a tocchetti e i funghi;  rimettiamo il coperchio e  ultimiamo la cottura controllando di tanto in tanto.  Nel frattempo abbiamo fatto la polenta,  ora si è quasi raffreddata,  ideale per tagliarla a coltello e formare dei piccoli cubi,  andranno abbrustoliti sulla griglia e poi conditi con burro fresco con parmigiano e pecorino grattugiati.  Inoltre per deliziare il palato a chi non può fare a meno della carne,  faremo grigliare anche dei dadini di pancetta e poi li cospargeremo sul brasato.

Federica  Dire che  squisitezza è davvero poco!

28/04/2022

Elena  Oggi invece ho da proporvi un bel piatto di pasta nuova:  palline di lupini,  fagioli cannellini e ceci.  Non è buono ma squisito.

PALLINE DI LUPINI,  CANNELLINI

E CECI

Ingredienti:  farina per pasta fresca,  ceci,  lupini,  fagioli cannellini nella stessa quantità.  Sale,  pepe, rosmarino,  basilico,  pimpinella,  spezie miste,  olio extra  vergine d’oliva,  funfhi champignons  e procini,  cipolla bianca,   panco q.b. , vino bianco secco,  un trito di prezzemolo,  aglio e origano,  crema di formaggi misti allungata con latte.

Esecuzione:  lessiamo i legumi,  li passiamo al macina tutto,  poi li insaporiamo con:  rosmarino tritato,  spezie miste,  parmigiano e formaggio filante,  sale,  pepe,  un po’ di panco.  Intanto facciamo cuocere i funghi dopo averli puliti e tagliati a piccoli pezzi;  mettiamo il trito di aglio,  origano e prezzemolo,  il vino per sfumare,  il sale e il pepe,  li lasciamo cuocere per qualche minuto  e aggiungeremo un po’ di olio.  Adesso facciamo soffriggere la cipolla bianca tagliata sottilissima,  la sfumiamo ancora con il vino,  lasciamo evaporare,  e aggiungeremo poi la crema di formaggi allungata con un po’ di latte. Caliamo le palline di legumi e dopo un minuto le scoleremo e le mantecheremo nella crema e ai funghi.  Il successo è assicurato.

Federica  Un piatto buonissimissimissimo!

Elena  Grazie!  Cara Fede,  al prossimo articolo di cucina.

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOTRENTOTTESIMA PARTE

08/04/2022

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena   Oggi presento dei ravioli al sugo di pomodoro ed erbe,  con un ripieno di gorgonzola e ortiche;  buonissimi!

RAVIOLI AL GORGONZOLA

E ORTICHE

Ingredienti:   un uovo per ogni 100-110 g di farina per pasta fresca,  sale,  olio extra vergine d’oliva,  spezie,  gorgonzola misto,  ortiche fresche,  parmigiano,  due scalogni,  un porro,  salsa di pomodoro fatta in casa,  alloro,  genziana,  basilico,  cerfoglio,  vino bianco o grappa,  pecorino.

Esecuzione:  iniziamo dal pesto ovvero il ripieno facendo rosolare un porro in poco olio,  sfumare con la grappa,  aggiungiamo le ortiche lessate e strizzate bene;  saliamo e mettiamo le spezie che preferiamo,  le erbe, lasciamo cuocere per qualche minuto e poi togliamo dal fuoco.  Abbiamo grattugiato il parmigiano,  ora prendiamo il composto delle ortiche aggiungeremo il gorgonzola,  il parmigiano e lasciamo riposare.  Intanto facciamo la pasta e mettiamo il ripieno nei ravioli.  Lasciamo riposare e nel frattempo facciamo il  anche il ragù facendo dorare gli scalogni in poco olio,  sfumiamo con il vino e versiamo la salsa di pomodoro,  la genziana,  l’olio e dopo aver cotto i ravioli al dente li mantechiamo nel ragù,  un giro di olio e pecorino e via!

Federica   Buonissimissimissimi!

09/04/2022

Elena  Oggi invece ho pensato di presentare uno snack antico:  di tratta della polenta fritta.  Buonissima e sana per grandi e piccini.  La presento in due versioni:  con zucchero e cannella,  e con miele di agrumi e parmigiano.

SNACK DI POLENTA

SECONDA  VERSIONE

Ingredienti:  farina di mais,  sale,  farina di semola di grano duro.  Zucchero semolato cannella in polvere e in stecche;  miele di agrumi,  parmigiano grattugiato,  olio per friggere.

Esecuzione:  facciamo bollire l’acqua in una casseruola capiente,  saliamo e caliamo adagio la farina di mais per non fare grumi  (la quantità della farina è soggettiva per il fatto che ognuno di noi ha le sue esigenze:  chi la vuole vellutata chi invece molto densa e rugosa,  l’importante è che nel raffreddarsi si rapprenda bene.  Una volta calata la farina la mescoliamo ogni 15 minuti,  la facciamo cuocere lentamente a calore moderato,  e dopo 40 minuti la polenta è pronta da versare sopra un tagliere di legno,  oppure in un recipiente di ceramica o porcellana precedentemente bagnato.  Tagliamo la polenta a cubotti, o a fettine rettangolari sottili, poi per farla diventare croccante fuori e morbida dentro è bene infarinarla nella semola e poi metterla nell’olio bollente fino a quando no si sarà dorata.  Togliamola dall’olio e adagiamola sopra una carta assorbente;  intanto prepariamo la cannella in polvere, lo zucchero,  il miele,  e il parmigiano grattugiato.  Eccole le due versioni del mio snack che piace a moltissimi.

Federica  Piace anche a noi!

Elena  Grazie del tuo miele,  è una bomba di bontà!

11/04/2022

Elena  Restando sempre in tema  snack,  voglio presentare le amate frittelle all’ananas fresco.  Eccole!

FRITTELLE ALL’ANANAS

Ingredienti:  ananas fresco,  farina “00”,  zucchero semolato,  tre cucchiai di olio,  due uova,  latte,  succo di limone,  scorza di limone grattugiata,  vaniglia o estratto di vaniglia,  olio per friggere.

Esecuzione:  leviamo la buccia all’ananas togliamo il torsolo legnoso centrale,  poi lo taglieremo a fettine alte mezzo cm circa o poco più;  le mettiamo distese sopra il piano di lavoro e incominciamo a fare la pastella.  Sbattiamo i tuorli a crema con lo zucchero (zucchero in quantità desiderata)  ,  aggiungiamo la scorza di limone grattugiata,  la vaniglia e sempre mescolando incorporiamo mezzo bicchiere di latte,  aggiungiamo poi la farina fino ad ottenere un impasto molle,  poi andiamo avanti con il succo di mezzo limone,  due cucchiai di farina e ancora un po’ di latte.  Finiamo con l’ultima farina fino ad ottenere un impasto scorrevole ma sodo;  infine aggiungeremo gli albumi a neve.  Dopo avere amalgamato gli albumi facciamo scaldare l’olio e a temperatura ottimale caleremo le frittelle di ananas fatte passare nella pastella.  Una volta fritte le adageremo delicatamente sulla carta assorbente per qualche minuto,  poi le metteremo sopra un piatto grande e le cospargeremo di zucchero a velo con vaniglia.

Federica   Sono leggerissime che non sembrano nemmeno fritte.

12/04/2022

Elena  Ancora un altro snack:  sono le bruschette.  Così versatili che supportano qualsiasi pietanza;  quelle di oggi sono senza carni e nemmeno  salumi anche per rispetto della settimana santa.  Comunque non si perde niente perché sono squisitissime.

BRUSCHETTE  VARIE

Ingredienti:   pane per bruschetta,  cipollotti,  vino,  aceto,  zucchero,  sale,  pepe, origano,  aglio,  prezzemolo,  basilico,  pomodorini,  stracchino,  acciughe,  carciofi trifolati,  parmigiano,  olive,  capperi,  olio extra vergine d’oliva a crudo,  spezie miste.

Esecuzione:  Acquistiamo o facciamo un buon pane.  Poi incominciamo con i carciofi trifolati:  li laviamo e sfogliamo, li tagliamo bene a spicchi e li mettiamo in casseruola con un soffritto di porri, vino per sfumare,  brodo,  sale,  peperoncino prezzemolo.  Adesso mantechiamo i cipollotti facendoli rosolare nell’olio,  poi sfumati col vino,  aggiungiamo aceto e zucchero,  brodo e li facciamo andare in crema.  In un altra padella li tagliamo a rondelle,  li facciamo soffriggere in poco olio e li spadelliamo;  così abbiamo anche la parte croccante del cipollotto.  E adesso è la volta dei pomodorini,  li spadelliamo con olio sale e basilico;  mettiamo il resto degli ingredienti sul piano di lavoro e facciamo abbrustolire bene il pane.  Le due bruschette circolari le spennelliamo con l’olio,  poi mettiamo le due consistenze dei cipollotti,  delle acciughe sott’olio,  l’origano,  le olive e i pomodorini.  Nella bruschetta grande la strofiniamo prima con l’aglio,  poi  l’olio,  lo stracchino,  i carciofi, il prezzemolo,  il parmigiano grattugiato,  i capperi,  i pomodorini e il basilico.  Una squisitezza davvero!

Federica  Anche questa ricetta risveglia l’appetito;  adatta per pranzo,  merenda,  e in versione piccola anche come antipasto.

13/04/2022

Elena    È la volta del pesce azzurro,  in compagnia di verdure avvolte nella burrata.  Buonissimo!

PESCE AZZURRO CON

VERDURE E BURRATA

Ingredienti:  acquistiamo il pesce azzurro che preferiamo,  sale,  pepe,  timo,  rosmarino, succo di agrumi, olive,  oli extra vergine d’oliva,  limone,  cicoria,  burrata,  carote cipollotti,  aceto di mele.

Esecuzione:  Laviamo e sfilettiamo il pesce,  lo mettiamo a marinare nel succo di lime e limone,  sale e pepe.  Poi lo spennelliamo con l’olio,  mettiamo il rosmarino e il timo e lo lasciamo cuocere al forno per qualche minuto.  Nel frattempo scottiamo le verdure,  le cuoceremo al dente,  poi le condiremo con la burrata e un filo di aceto di mele;  impiattiamo il pesce con le verdure.

Federica  Anche questo piatto è molto gustoso.

14/04/2022

Elena   Oggi con le ultime tre ricette auguro buona Pasqua a tutti!   Noi apriremo la cucina martedì  19 Aprile con altre nuove ricette.  Su richiesta ho fatto una torta pasquale, molto pannosa ma non solo;  anche le altre due sono ricette vegetariane. Incominciamo con gli gnocchi agli spinaci.

GNOCCHI NUOVI AGLI SPINACI

Ingredienti:  metà patate e metà spinaci lessati,  farina per pasta fresca,  noce moscata,  un uovo,  tre cucchiai di semola o di farina per polenta macinata fine. Per il condimento:  pistacchi,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,  erba cipollina,  sale,  pepe.  Per la decorazione:  dadini di polenta fritta

Esecuzione:  Mettiamo a cuocere gli spinaci e in un’altra casseruola le patate.  Una volta lessato il tutto lasciamo raffreddare.  Poi prepariamo gli altri ingredienti sul piano di lavoro,  maciniamo le patate e gli spinaci li taglieremo fini a coltello, poi vanno strizzati e messi nella fontana della farina,  aggiungiamo la noce moscata,  l’uovo e impastiamo il tutto.  Facciamo dei rotolini di pasta e  li tagliamo a dadi dove andremo a formare lo gnocchetto con il buco perché riceva bene il sugo.  Mentre gli gnocchi riposano noi facciAmo il pesto con i pistacchi,  l’olio,  il parmigiano,  sale,  pepe, erba cipollina.  Una volta calati nell’acqua bollente salata li scoleremo e verseremo gli gnocchi nella ciotola del pesto;  impiattiamo  con dadini di polenta fritti.

Federica   Che ricetta golosa!  Mi piace moltissimo!

Elena  Grazie!  Ed ora presento il gelato di mirtilli blu!  Mi è riuscito bene considerando che deve ancora andare a rapprendersi in frigorifero.

GELATO AI MIRTILLI BLU

Ingredienti:  300g di mirtilli blu,  120 g di zucchero,  50 ml di latte,  100 g di panna fresca,  una bacca di vaniglia,  un cucchiaio di succo di limone.

Esecuzione:  Frulliamo i mirtilli,  aggiungiamo il succo di limone,  lo zucchero e mescoliamo per farlo sciogliere.  Uniamo i semi di una vaniglia intera, poi il latte e la panna. mescoliamo il tutto e versiamo nel cestello del gelato già allo stato freddo ideale;  dopo mezz’ora il gelato è pronto .

Federica  Che meraviglia!  Sembra un colore sofisticato invece è del tutto naturale.

Elena  Sì,  ma occorrono i mirtilli blu.  (dentro hanno la polpa trasparente mentre la buccia è blu,  il gelato assume il colore della buccia).

TORTA AL CAFFÈ  ZABAIONE

E VANIGLIA

Ed ecco la torta per Marco e Patty.

Ingredienti:  panna da montare,  zucchero semolato,  scorza di arancia,  rum, caffè liofilizzato,  uova,  pan di Spagna,  crumble di torta sbrisolona,  due lastre di cioccolato fondente sottile,  estratto di vaniglia.

Esecuzione:  Per prima cosa montiamo la panna con zucchero a velo e estratto di vaniglia,  la metteremo in frigorifero.  Poi incominciamo dal fondo e facciamo una base di crumble con gli ingredienti della torta sbrisolona.  Una volta cotta la lasciamo raffreddare e incominciamo con un disco di pan di Spagna già fatto precedentemente;  lo spennelliamo con il rum,  e sopra versiamo la bavarese al caffè,  inseriamo la lastrina di cioccolato fondente molto sottile per dare al dolce ancora un po’ di croccantezza.  Adesso mettiamo anche l’altra metà del pan di Spagna  lo spennelliamo con il liquore all’arancia e mettiamo l’altra parte di bavarese al caffè e zabaione.  Copriamo con un’altra lastra velata di cioccolato,  infine avvolgeremo il tutto nella panna montata.  Guarnire con briciole di caffè liofilizzato,  zuccherato, e filini di buccia d’ arancia.

Federica  Lo so,  me l’hanno detto che era una cosa da favole,  una bontà fuori dal comune.  La voglio!

Elena  E con questa torta golosa chiudiamo anche questo articolo di cucina augurandovi  una Pasqua serena.  Ciao a martedì 19 Aprile.

N.B.  Se sfogliate “ricette di cucina” nel mio blog,  vi accorgerete che certe ricette  specialmente del 2018-19-20 ecc.  e che oggi sono pubblicate in internet a nome di un’altra,  in realtà sono state copiate dal mio blog e allora io mi domando:  ”  dici che hai fantasia da vendere da quando eri piccola,  e dici pure che sai fare ricette furbe,  ma se stai copiando,  dov’è la fantasia tanto ardita?  Elena  L.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODICIOTTESIMA PARTE

07/04/2022

Che cosa può alterare l’attività del midollo emopoietico?  Grazie!  Marco di Patty

Può essere un composto chimico o un agente fisico,  che impedisce la produzione o la maturazione delle cellule progenitrici dei globuli rossi,  dei leucociti o delle piastrine.  Tra questi composti chimici potenti ci sono dei farmaci  antineoplasici,  alcuni chemioterapici,  veri farmaci del sistema nervoso centrale,  antiipertensivi,  antidiabetici e anche diuretici. Tra gli agenti chimici industriali si distingue il benzene,  che altera l’attività del midollo.  Mentre tra gli agenti fisici ricordiamo le radiazioni ionizzanti di qualsiasi fonte,  come gli apparecchi radiografici,  radioisotopi,  ecc.  Le manifestazioni di questa patologia sono:  l’anemia,  la leucopenia,  la piastrinopenia.  queste forme globali di  alterazione  tossiche possono interessare tutte le serie midollari,  o più raramente in forma parziale,.  Si distinguono inoltre forme acute,  che si instaurano dopo pochi giorni di esposizione al tossico,  e forme croniche,  che richiedono molti mesi di e alcuni anni di esposizione.  Nella maggior parte dei casi il meccanismo d’azione degli agenti tossici è di tipo allergico o di idiosincrasico;  in questi casi invece il danno midollare si stabilisce direttamente,  come conseguenza di un disturbo della sintesi proteica che impedisce la regolare maturazione di uno o più stipiti cellulari.  Elena  L.

08/04/2022

Che cosa sono quei puntini bianchi rilevati che hanno molte persone sul viso specialmente nella zona perioculare e anche sulle guance?  Grazie!  Marco di Patty

Sono dei piccoli noduli cutanei di colore bianco giallastro dovuti a degenerazione colloide dell’epidermide.  Colloide: è una sostanza che a contatto con una fase liquida acquosa o organica si disperde omogeneamente sotto forma di minuscole goccioline o di particelle solide costituendo un sistema fisico a due fasi che è lo stato colloidale.  Compare sul volto per occlusione del dotto di una ghiandola sebacea;  si tratta di una dermatosi rara.  Elena  L.

09/04/2022

Che cos’è quel pigmento color giallo che assume la pelle di certe persone ?  È una cosa grave? Marco di Patty

Se è quella che dico io si chiama itterizia.  Questa colorazione gialla della cute e delle mucose è dovuta all’accumulo di pigmenti biliari.  Ma a seconda  dei casi la colorazione può assumere anche altri toni:  come ad esempio tono verde,  tono rosso, o tono nerastro melaninico.  All’itterizia in sé sono legati pochi sintomi,  dominando nei singoli casi quelli della malattia che l’ha prodotto.  La bradicardia,  il prurito, che spesso l’accompagnano, sono attribuiti alla concomitante ritenzione degli acidi biliari;  inoltre si possono osservare iperbilirubinemia diretta o indiretta,  ipercolesterolemia,  coluria,  colaluria,  aumento di alcuni enzimi nel sangue ecc.  A caratterizzare i vari tipi di itterizia,  sono proprio la presenza di queste alterazioni e l’assenza delle altre.  L’itterizia colastatica è dovuta al reflusso di bile nel sangue,  per impedimento meccanico alla sua normale eliminazione;  l’ostacolo può verificarsi nelle vie biliari extraepatiche,  calcolosi,  edema infiammatorio, stenosi postinfiammatoria, tumori,  ecc. o in quelle intraepatiche fino al livello dei canalicoli biliari.  Itterizia emolitica,  è legata ad una enorme distruzione dei globuli rossi,  conseguente demolizione di grandi quantità  emoglobina,  sovrapproduzione di bilirubina notevole da superare le capacità coniugatrici e secretrici del fegato così che rimanendo in circolo si deposita nei tessuti.   Si verifica nelle malattie caratterizzate da crisi emolitiche (malattia di Minkoski-Cauffard,  anemie autoimmuni,  favismo, malaria,  ecc.  L’itterizia epatocellulare è dovuta a lesioni tossiche o infettive o per distruzione delle cellule epatiche con conseguente capacità di metabolizzare e secernere la bile.  Questo si verifica in malattie infettive:  epatiti spirochetosi, ecc.  ed in intossicazioni da fosforo, mercurio,  funghi,  e farmaci vari.  A quest’ultima fase appartengono anche un gruppo di itterizia congenita legate a vari tipi di insufficienze metaboliche nella produzione e secrezione della bile quali la colemia di Gilbert  itterizia ereditaria emolitica;  quella anemolitica di Crigler-Najjar,  di dubin-Jonson,  di Rotor, ecc.  Poi c’è l’itterizia benigna del neonato transitoria che può comparire per insufficienza del fegato del neonato a smaltire la bilirubina prodotta dalla lieve emolisi che può verificarsi alla nascita.  L’itterizia catarrale è una dizione disusata, con la quale si identificavano le itterizie epatocellulari e specialmente l’epatite virale.  L’itterizia emolitica costituzionale è un’affezione ereditaria caratterizzata da sferocitosi,  diminuzione della resistenza osmotica delle emazie,  splenomegalia e crisi emolitiche.  Itterizia grave del neonato,  è una delle espressioni della malattia emolitica del neonato da incompatibilità  del gruppo materno- fetale.  Elena  L.

11/04/2022

Quando si parla di scompenso,  ci riconduce allo scompenso cardiaco oppure si tratta di altro?  Grazie!  Marco di Patty

Molto di frequente lo scompenso si riflette elettivamente sul piccolo o sul grande circolo in seguito all’instaurarsi di un’insufficienza cardiaca che porta all’insufficienza circolatoria.  Questa alterazione del normale equilibrio fisiologico  dell’intero organismo o di una sua parte,  ha particolare riferimento all’apparato cardiocircolatorio.  Si dice di scompenso cardiaco quando c’è un’alterata  circolazione del sangue da diminuita efficienza contrattile del miocardio, dovuta a diverse condizioni morbose.  Poi ne consegue un insufficiente afflusso sanguigno ai tessuti in rapporto alle loro necessità metaboliche con un accumulo abnorme di sangue nel piccolo o nel grande circolo o in entrambi.  Lo scompenso può essere enterogrado o retrogrado,  la prima situazione avviene quando è caratterizzato da una diminuzione della portata sanguigna,  la seconda avviene quando è da ipertensione venosa centrale che condiziona stasi periferica;  ipercinetico  quando la gittata sistolica è molto elevata dovuta a un eccessivo afflusso venoso.  Può essere di forma ipodiastolica se è legato a scarso riempimento diastolico del cuore per stenosi valvolari,  per ostacolata dilatazione delle cavità ventricolari da versamenti pericardiaci o da pericardite costrittiva,  per eccessiva brevità della diastole da tachicardia.  Elena  L.

12/04/2022

Com’è la neurochirurgia di oggi?  Ha fatto grandi passi avanti?  Marco di Patty

Sì,  ha fatto passi da gigante,  la moderna neurochirurgia si avvale di tecniche sofisticate,  grazie alla possibilità di utilizzare nuove apparecchiature e strumenti di elevata affidabilità che consentono di operare su distretti molto delicati come la massa cerebrale.  Gli interventi operatori sono possibili in presenza di alcune forme di epilessia con lesioni focali circoscritte ai lobi temporali;  sindromi extrapiramidali,  e in particolare la malattia del Parkinson e il parkinsonismo post encefalitico,  ecc.  Elena  L.

13/04/2022

In che cosa consiste esattamente la genetica?  Marco di Patty

È un insieme di tecnologie che permettono di agire sul patrimonio genetico degli organismi in maniera mirata.  Mediante queste tecniche è possibile unire in laboratorio porzioni di materiale genetico di organismi diversi,  che consente la formazione di nuove combinazioni di geni e quindi di nuove caratteristiche ereditarie.  Tale complesso metodologico va anche sotto il nome di tecnologia del DNA ricombinante.  Le applicazioni della genetica sono: I ) mutagenesi in vitro,  tale metodica permette di rompere il DNA  in punti specifici,  di clonare frammenti di DNA,  di fare analisi delle sequenze di nucleotidi e quindi di sintetizzare oligonucleotidi con sequenze ben definite.  Dal punto  di vista pratico questa  tecnica può essere applicata per la terapia di malattie genetiche come le emoglobinopatie;  la produzione di molecole di interesse medico da parte di microrganismi. L’ingegneria genetica permette la produzione di proteine di origine umana da parte di cellule batteriche:  insulina,  urochinasi,  endorfine,  interferone,  ormone somatotropo (STH),  antigeni virali ecc.  Il rischio della manipolazione del materiale genetico è la possibile interferenza con i meccanismi biologici e il superamento delle barriere naturali che impediscono lo scambio di  geni tra specie diverse.  Elena  L.

15/04/2022

Ci sono persone che hanno i valori di rame molto alti,  come può accadere?  Si possono eliminare?  Il rame si assume attraverso gli alimenti,  nell’aria,  o è una patologia? Marco di Patty

Dipende anche dalle abitudini alimentari della gente,  ma soprattutto nei bambini è una patologia detta il morbo di Wilson.  In questa malattia il rame si deposita in elevate concentrazioni nel fegato, e nei nuclei basali del cervello,  nei reni e nel cuore.  Noi abbiamo una metallo-ptoteina presente nel plasma sanguigno;  è un’albumina,  nella cui molecola sono contenuti atomi di rame.  Questa metallo-proteina costituisce la forma di trasporto del rame nel sangue;  inoltre possiede attività enzimatica,  catalizzando l’ossidazione dei polifenoli.  Una diminuzione dei tassi ematici di questa m.p. sia responsabile appunto di questa malattia.  Adesso però non bisogna abolire il rame perché costituisce un importante elemento essenziale per l’uomo.  Esso interviene nei processi dell’osteogenesi,  nell’eritropoiesi,  nell’assorbimento intestinale e nel metabolismo del ferro.  Elena  L.

17/04/2022

Escludendo l’anoressia,  che cosa è dovuta l’eccessiva magrezza?  Grazie!  Marco di Patty

Tutto può essere,  ci sono delle magrezze da carenza alimentari  o da eccessivo lavoro o ginnastica non compensato da un’adeguata alimentazione.  È anche una condizione organica,  costituzionale o secondaria a diverse malattie,  caratterizzata da diminuzione o scomparsa del tessuto adiposo con appunto conseguente perdita di peso corporeo.  Se la magrezza è costituzionale,  in genere a carattere ereditario e familiare,  prevalgono i processi catabolici,  o una deficienza di questi ultimi,  in dipendenza da lievi squilibri endocrini,  che restano contenuti entro i limiti fisiologici.  Mentre le magrezze secondarie sono sostenute da disendocrinie della tiroide, del pancreas,  dell’ipofisi,  delle surrenali,  da malattie infettive,  da alcolismo,  ecc.  Elena  L.

21/04/2022

È vero che la carenza di vitamina A provoca la dermatosi?  Grazie!  Marco di Patty

Sì,  questa dermatosi è caratterizzata da papule e da polinevrite.  È endemica nelle popolazioni povere,  costrette ad alimentarsi prevalentemente con riso o farina di mais.  Elena  L.