RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOVENTESIMA PARTE

05/05/2022

Qual è la differenza tra corticosterone e cortisolo?  Grazie!  Marco di Patty

In realtà sono entrambi corticosteroidi,  ma sono diversi.  Il cortisolo è detto anche  composto F di kendall e viene prodotto nella zona a fasce   della corteccia surrenale in seguito a idrossilazione del 17 idrossi-progesterone.  Esso circola nel sangue e viene legato ad una proteina detta transcortina.  Questo ormone viene adoperato spesso in terapia come acetato per via orale,  parenterale,  oppure per uso topico sotto forma di unguento o crema oftalmica.

Anche il corticosterone è un ormone composto detto B di Kendall,  è chimicamente l’11  diidrossipregnene-3.20-dione.  Si ottiene dall’estratto di corteccia surrenale o più comunemente per sintesi a partire dall’acido desossicolico,  dal cortisone e dall11- desossicorticosterone. Questa sostanza è bianco cristallino,  insolubile in acqua,  ma solubile nei solventi organici.  Viene prodotto in quantità di 1, 5-5 mg giornalieri  in seguito a idrossilazione del desossicorticosterone.  Il corticosterone ha prevalente azione glicocorticoide ed è dotato di elevata attività specifica.  La sua somministrazione rafforza sensibilmente la resistenza dell’organismo  allo shock,  ad altri tipi di stress.  Possiede anche effetti mineralcorticoidi,  a dosi elevate è capace come l’aldosterone,  di mantenere in vita l’animale surrenectomizzato, impedendo la comparsa dell’insufficienza renale e cardiocircolatoria.  Esso viene usato nella terapia del morbo di Addison.  Elena  L.

07/05/2022

Quando si ha un’eliminazione abbondante di cistina con le urine,  di che cosa si è affetti?    Grazie!  Marco  di Patty

Si chiama cistinúria,  ed è appunto una manifestazione morbosa da eliminazione abbondante di cistina con le urine.  Ci sono forme gravi in cui vengono  eliminati ogni giorno molti grammi di cistina,  e meno lisina , arginina e ornitina. la cistina dato la sua scarsa solubilità,  è responsabile della formazione di calcoli urinari lisci,  non quelli rocciosi.  Questi calcoli friabili sono di peso variabile,  mollicci,  si sfaldano con niente,  e sono di colore giallognolo.  La formazione e l’eliminazione di questi calcoli, sono precedute e accompagnate da ematuria e coliche renali. Una cistinúria sintomatica si può osservare in caso di grave lesione epatica.   Elena  L.

09/05/2022

Che cosa sono i coenzimi e a che cosa servono?  Grazie!  Marco di Patty

Il coenzima è una sostanza a basso peso molecolare,  ed è la porzione non proteica dell’enzima.  I coenzimi partecipano a gran parte dei processi biochimici di decarbossilazione e intervengono in alcuni passaggi fondamentali determinando il carattere della reazione chimica enzimatica.  Le modalità in cui i coenzimi intervengono nei processi enzimatici sono molteplici:  Essi possono distaccarsi dalla parte proteica  ed essere trasferiti al substrato con cui variamente reagiscono,   oppure cedere al substrato solo un frammento della propria struttura.  In altri casi l’enzima conserva la sua integrità limitandosi a favorire il trasferimento in gruppi chimici,  di ioni o di cariche elettriche da un composto donatore al substrato accettatore. La classificazione dei coenzimi viene effettuata sulla base di criteri funzionali,  cioè  facendo riferimento all’attività degli enzimi corrispondenti.  Si hanno così coenzimi deputati al trasporto di ioni idrogeno oppure al trasporto di elettroni;  permettono il trasferimento al substrato sia di elettroni sia di ioni idrogeno.  Altri coenzimi intervengono nei processi metabolici di decarbossilazione.   L’attività biologica di numerose vitamine deriva dalla loro natura di coenzimi o di metaboliti precursori di coenzimi.   Elena  L.  continua

10/05/2022

Abbiamo un coenzima che interviene in alcuni passaggi fondamentali del metabolismo intermedio dei carboidrati.  Chimicamente è l’estere pirofosforico della tiamina e rappresenta la forma attiva della vitamina B¹.  Questa sostanza è cristallina,  molto solubile in acqua;  si ottiene per sintesi chimica o per via fermentativa.  Questo coenzima nell’organismo si forma a livello di quasi tutti gli organi a partire dalla vitamina B¹ introdotta con gli alimenti e da ATP,  in presenza dell’enzima tiamina-cinasi e di ioni magnesio.  Esempi importanti di processi enzimatici che richiedono l’intervento di questo enzima sono la decarbossilazione anaerobica degli α-chetoacidi nell’ambito del ciclo di Krebs e la transchetolasi nel metabolismo dei pentosi. Questo coenzima viene impiegato in medicina nel trattamento delle neuriti e delle forme neuro-e psicoasteniche,  nel diabete come  coadiuvante della terapia insulinica,  nelle tossicosi,  e in alcune malattie gastrointestinali specie nell’età infantile.  Elena  L.  Con questo argomento ritorno domani.

11/05/2022

Il coenzima A  o  CoA,  è un composto organico contenuto in tutti i tessuti animali nei microrganismi e  in quantità minori,  nelle cellule vegetali.  È  stato isolato nel fegato e in colture di Streptomyces fradiae da Lipmann e Kaplan tra il 1947-50,  i quali ne hanno anche stabilito la natura di nucleotide e anche la struttura chimica,  definitivamente confermata dalla sintesi totale realizzata da Molfatt nel 1959.  Il C0A è formato da adenina,  ribosio,  tre unità di acido pantotenico e tioetanolammina,  quest’ultima prodotto di decarbossilazione della cisteina.  Il C0A è un trasportatore di radicali acilici così come l’ATP è un trasportatore di radicali fosforici.  La funzione molecolare reattiva del C0A è il gruppo –SH  della tioetanolammina,  a livello del quale si formano legami ad alto potenziale energetico sia con radicali acetilici sia con altri radicali di acidi organici.  Il C0A è un metabolita essenziale dell’attività biochimica delle cellule;  la sua presenza è necessaria per lo sviluppo del ciclo di Krebs,  per la sintesi e la demolizione degli acidi grassi e dei fosfatidi,  per la sintesi del colesterolo,  degli ormoni steroidi,  delle porfirine.   Tra i più importanti processi di acetilazione che avvengono nei tessuti con l’intervento del C0A possiamo ricordare:  la coniugazione della glicina con acido benzoico; l’acetilazione detossicante delle ammine aromatiche ed eterocicliche esogene;  l’acetilazione degli amminoacidi;  l’  acetilazione della colina che porta alla sintesi del mediatore chimico della trasmissione nervosa,  l’acetilcolina;  l’acetilazione della glucosammina e della galattosammina,  legata alla biosintesi della sostanza fondamentale del tessuto connettivo.  Elena L.  A domani per l’ultima parte della funzione dei coenzimi.

12/05/2022

Il CoA si forma nei tessuti animali a partire dall’acido pantotenico introdotto con gli alimenti e in piccola misura elaborato dalla flora batterica intestinale.  Un insufficiente apporto di acido pantotenico provoca la riduzione dei livelli tessutali di CoA,  a cui si accompagnano alterazioni di vario tipo,  come ad esempio:  fenomeni degenerativi sul sistema nervoso,  lesioni delle ghiandole surrenali,  manifestazioni di tipi dermatitico,  arresto dell’accrescimento corporeo nell’infanzia.  Coenzima B¹²   derivato 5-deossi-adenosinico della vitamina B¹²,  noto anche con il nome di cobammide.  È in numerosi microrganismi e nel fegato dei mammiferi,  in cui si ritiene costituisca la forma biologicamente attiva della vitamina B¹².   Il coenzima è il cofattore del glutammico-isomerasi,  che catalizza l’isomerizzazione dell’acido L-glutammico in acido L-ß metil aspartico;  inoltre è il coenzima della metil-malonil-CoA-isomerasi,  che permette la trasformazione del metil-malonil C0A in succinil CoA.   Altriimportanti processi enzimatici collegati al metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici richiedono la presenza di tale coenzima.   In medicina viene largamente adoperato nelle anemie,  nei disturbi dell’accrescimento,  nelle convalescenze,  durante la gravidanza,  ecc.   Coenzima Q — Sostanza contenuta nei lieviti e nei mitocondri delle cellule animali,  è un derivato del benzachinone avente una lunga catena laterale poli-isoprenoide.  Il numero delle unità isoprenoidi va in rapporto all’origine: 10 unità nel coenzima Q isolato dal cuore di bue e di altri mammiferi  (coenzima Q¹º), 6-9 unità isoprenoidi nei composti omologhi di origine microbica.  Esiste inoltre una forma che prende il nome di ubicromenolo.  Ricerche sul coenzima hanno hanno confermato la sua funzione di trasportatore di elettroni nell’ambito della catena respiratoria,  come unità di collegamento tra il sistema delle flavoproteine e quello citocromico.  Elena  L.

13/05/2022

Che cos’è l’acido fenico?  A che cosa serve?  Grazie!  marco di Patty

L’acido fenico è un composto chimico che ha la struttura di idrossiderivato del benzene. Si usava un tempo soprattutto come disinfettante e per la preparazione di prodotti farmaceutici  8acido salicilico e derivati).  L’acido fenico esercita un’intensa azione denaturante sulle proteine e sui tessuti animali.  Se lo applichiamo sulla cute produce una pellicola biancastra,  costituita da proteine cutanee denaturate.  Se il periodo di contatto è prolungato si hanno fenomeni di necrotici e gravi lesioni ulcerative che ne hanno limitato o addirittura abolito l’uso come disinfettante.  l’effetto denaturante sulle proteine è pure alla base dell’azione antibatterica del fenolo, che agisce come batteriostatico a concentrazioni di 1:500,  e come battericida  di 1-2%.  In soluzione acquosa del 2% ha un’energica azione funghicida.  Ha un effetto sul sistema nervoso.  Nell’uomo  si ha dapprima una brevissima fase di eccitazione, seguita da un periodo di depressionedei centri cardiovaso-regolatori e dei centri respiratori.  Dal punto di vista tossicologico il fenolo è responsabile di avvelenamenti a scopo suicida o accidentali.  Elena  L.

16/05/2022

Qual è quel processo fisiologico che nell’intestino consente la prograssione del chimo?  Grazie!  Marco di Patty

Si chiamano movimenti “peristaltici”,  che consistono nell’avanzamento di una profonda contrazione circolare dell’intestino che si forma in seguito alla distensione meccanica della parete.  Queste onde si osservano non solo nell’intestino tenue e nel colon,  ma anche nell’esofago,  nello stomaco e inalcuni distretti extra-intestinali,  come gli ureteri.  L’attività peristaltica del tubo digerente è dovuta alla presenza nella parete intestinale di un plesso nervoso,  i cui neuroni vengono attivati dalla distensione della mucosa,  determinando in risposta la contrazione della muscolatura liscia circolare.  ognuno di questi movimenti interessa una zona limitata dell’intestino e ha la durata di ca. 7-8 secondi.  Durante questo movimento,  oltre all’avanzamento del chimo,  sha  anche la sua rotazione in senso antiorario.  Questo fenomeno è importante perché consente il rimescolamento del chimo e un suo migliore contatto con la mucosa assorbente e con i succhi digestivi.  Talora il movimento peristaltico può avere direzione retrograda e  quindi spingere il chimo in direzione caudo-craniale.  I movimenti peristaltici retrogradi hanno importanza particolare nel duodeno,  poiché il reflusso del contenuto duodenale verso lo stomaco permette la neutralizzazione dell’acidità gastrica.  Elena  L.