RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSESSANTATREESIMA PARTE

11/05/2026

 

Marco  Zia,  mi parleresti del rachitismo e delle sue conseguenze?  Grazie!  Ciao.

 

Elena  Ciao Marco,  certo.

 

Il rachitismo è un disturbo dello sviluppo schelettrico in generale,  ingeressante il processo di ossificazione e il ricambio minerale,   durante il rapido accrescimento proprio nei primi anni di vita.  Colpisce con maggior frequenza i bambini dal primo al quarto anno di vita,  ma non mancano casi di rachitismo tardivo dell’età prepubere.  Oltre alle alterazioni scheletriche,  che sono predominanti,  nel rachitismo sono compromessi anche il sistema emopoietico,  con conseguente oligoemia,  e l’apparato digerente,  ciò che provoca  sovente dispepsia e gastroenterite catarrale.  Le alterazioni ossee del rachitismo,  benché diffuse a tutti i distretti,  interessano soprattutto cranio e coste,  colonna vertebrale,  bacino e ossa lunghe degli arti.  Nel cranio si riscontra il rammolimento della sutura lombdoidea,  esteso a tutto l’osso occipitale e ai margini della grande fontanella che non tende a chiudersi;  proliferazioni ossee,  specie alle bozze parietali e frontali,   conferiscono al craqnio una forma quadrangolare o fanno protrudere la fronte.  Modificazioni contemporanee avvengono nella prima dentizione con ritardo della comparsa di alcuni denti,  piccolezza e seghettatura nell’orlo lelle corone,  deviazione delle stesse lungo l’arcata alveolare,  accavallamento dei denti in sprannumero (distrofie dentarie);  queste alterazioni rivelano un disordine nell’accrescimento della mascella e della mandibola.  L’ingrossamento dei punti di inserzione delle cartilagini costali con le coste,  presenta,  nell’insieme,  un aspetto caratteristico (rosario costale):  il torace risulta in genere appiattito ai lati,  allargato a imbuto in brasso,  mentre anteriormente lo sterno sospinto in fuoi,  assume forma sporgente.  La colonna vertebrale è sede di importanti deformazioni:  la cifosi del segmento dorsale,  e la lordosi di quello lombare,  accentuano in modo esagerato la loro fisiologica curvatura e si combinano quasi sempre con deviazioni laterali (scoliosi),  tanto da creare gli aspetti più strani,  con naturale riflesso sulla forma del torace e del bacino.  Altri sintomi del rachitismo sono la spiccata ipotonia muscolare,  che colpisce elettivamente la parete addominale:  diminuzione del tasso ematico,  del fosforo;  aumento della fosfatasi alcalina del siero.  Sull’eziopatogenesi del rachismo  sussistono ancora oggi molte incertezze,   benché numerosi studiosi siano d’accordo nel ritenerlo una sindrome di carenza di vitamina D.

18/05/2026

Patty,  Sono così demoralizzata che non so nemmeno cosa faccio. Secondo te,  non è presto per questa operazione,  ho solo quarantotto anni. Ti prego,  dimmi che c’ un’altra via d’uscita. Ti ringrazio.

 

Elena  Vedi Patty cara,  il prolasso è la fuoriuscita di un prgano o di una sua parte dalla cavità in cui è contenuto,  attraverso un’apertura naturale per eccessiva lunghezza dei suoi legamenti o per cedimento dei tessuti connettivi che lo sostengono nella sua sede naturale. Nel tuo caso,  ormai è troppo tempo che soffri di questo disturbo,  fino a diventare patologia,  sempre benigna s’intende,  ma col passare del tempo poi le perdite ematiche e urinarie potrebbero diventare più copiose quindi non è consigliabile da parte mia dirti che non devi operarti.  Guarda che ne fanno moltissimi di questi interventi,  purtroppo anche su donne ancora giovani più di te.  Vedrai che una volta fatto sarai contenta perché non avrai più bisogno di ripararti  dalle incontinenze.  Fidati!

 

 

PER I RAGAZZI QUATTRO

09/05/2026

 

 

Oggi vi mostro una poesia di Camillo Sbarbaro,  nato a fine ottocento a Santa Margherita Ligure in provincia di Genova. Ha scitto molte poesie,  ma la sua principale opera si chiama “Pianissimo”  Ma non è questa la poesia che voglio trascrivervi oggi ma è:

TACI ANIMA STANCA DI GODERE

Taci,  anima stanca di godere e di soffrire

(all’uno e all’altro vai rassegnata.  Ascolto e

non mi giunge una tua voce,  non di

rimpianto per la miserabile giovinezza,

non d’ira e di speranza, e neppure di tedio.

Giaci come il corpo ammutolita,  in un

indifferenza disperata. Noi non ci stupiremmo

Non è vero,  mia anima,  se il cuore s’arrestasse,

sospeso se ci fosse il fiato…

Invece camminiamo.  Camminiamo

io e te come sonnambuli.  E gli alberi son

alberi,  le case sono case,  le donne che

passano sono donne,  e tutto è quel che è.

La vicenda di gioia e di dolore non ci tocca.

Perduta ha la sua voce la sirena del mondo?

E il mondo è un grande deserto!

 

PROSA

Quel “taci”  non è un imperativo,  ma una semplice constatazione. Né la gioia,  né il dolore colpiscono più l’anima che è rassegnata a tutto,  fino ad arrivare al tedio:  una vera e propria malattia dell’anima.  Quando lo spirito,  la volontà cessano di partecipare alle gioie,  ai dolori,  alle lotte dell’esistenza,  perché l’anima è malata e rinuncia a vivere perché non ha più la forza di lottare,  allora l’essere umano si sente terribilmente solo;  ecco perché è importante lottare per realizzare i propri sogni.  Il poeta ascolta se dalla sua anima gli può giungere come una volta,  una voce di rimpianto o d’ira,  di speranza o di noia.  Nulla! l’anima tace disperata indifferente,  a tutto come il corpo.  Eppure è viva come è vivo il corpo,  ma non vive chi è incapace di emozioni.  Infatti nessuna delle innumerevoli voci del mondo circostante ha in sé la forza di commuoverla.  Ora lui vede il mondo come vede dentro di sé;  il nulla,  tutto si è spento,  come se non esistesse.  E dice tra sé e sé:  quando il cuore cessa di battere, l’uomo muore.  Ma neppure la morte sarebbe causa di stupore per l’anima del poeta.

N. B.  Non bisognerebbe mai lasciarsi andare così rinunciando alla vita,  a qualsiasi prezzo!

Elena  Lasagna

15/05/2026

 

Luca  (amico di Marco)  Il progresso tecnologico,  danneggia l’ambiente naturale minacciando anche la sopravvivenza dell’uomo?  Grazie!

 

Elena   Bisognerebbe ricondurre l’uomo a una cultura filosofica,  che possa ripristinare l’equilibrio e armonia necessaria tra l’homo faber e l’homo sapiens.  Da sempre quando si parla di ecologia e tecnologia, sembra che la prima imponga a quest’ultima una situazione grave e che sconvolga addirittura i progetti intellettuali e operativi.  Alcuni pensano che ritenendo la questione ecologica imponga una rettifica importante,  ma non è mai stata una svolta radicale dell’agire e del pensare umano.  Paradossalmente potrebbe invece promuoverlo.  Ogni qualvolta che si promuove un progetto come quello di non distruggere più gli alberi ecc. l’ecologia diventa un pretesto per un ulteriore sviluppo tecnologico.  Ho fatto un solo esempio, ma si dovrebbe procedere prima ad un riesame della cultura che ha accompagnato e favorito se non provocato l’opera di degradazione dell’ambiente naturale umano,  altrimenti ci saranno ancora catastrofi;  non inserito in un orizzonte culturale globale,  difficilmente il discorso scientifico potrà vincere l’opposizione di tanti interessi e non solo materiali contrari. Troppe ragioni richiedono questa revisione culturale,  perché la si possa ancora trascurare.  Si tratta di accompagnare scienza e ricerca filosofica che con costante sforzo di attenzione recuperino le necessarie armonie con la natura e con il resto,  nelle ragioni più proprie dell’umano:  come sentimenti,  esperienza storica,  fantasia e intelligenza.  Per me questa collaborazione tra scienza e filosofia è indispensabile, perché quando si ha di mira soltanto il fare, e il produrre, e inevitabile la sua distruzione!  Non è possibile continuare a provocare la natura sempre.  Occorre esplorarla riconoscendone la realtà,  sul piano di una utilizzazione sapientemente rispettosa ma esauribile sul piano dell’uso indiscriminato operato dall’uomo sulle ricchezze della natura,  che obbedisca alla misura egocentrica dell’uomo.

19/05/2026

 

LE  GUERRE del passato sono ancora quelle di oggi.

 

Arabia  Saudita e Iran (del 1978)

 

Nel 1946 la compagnia petrolifera statunitense Aramco  (Arabian-American Oil Company) scoprì nuovi giacimenti petroliferi in Arabia Saudita.  Il Paese,  retto da una monarchia assoluta,  si legò politicamente agli USA che ne sfruttarono le nuove cospicue fonti di ricchezza e ne fecero un punto strategico basilare per la loro politica di controllo del Medio Oriente.  In Iran fin dal 1908,  l’Inghilterra aveva scoperto e sfruttato il petrolio con l’appoggio della monarchia regnante.  Lo sfruttamento inglese continuò anche sotto la dinastia dei Pahlavi,  al potere dal 1925.  Nel 1951 il primo ministro Mossadeq,  uomo politico progressista tentò di rendere indipendente l’economia del Paese dall’Imperialismo Europeo,  nazionalizzando l’industria del petrolio,  ma le forze militari,  appoggiate dagli Anglo-Americani,  interruppero il nuovo corso e riportarono al potere lo Scià.  Reza Pahlavi,  che cedette alle compagnie petrolifere statunitensi,   la gestione di una parte del petrolio Iraniano.  Lo Scià represse duramente le forze progressiste e nazionaliste del Paese instaurando una forma anacronistica di potere assoluto.  Ma nel gennaio 1978 ha avuto inizio la cosiddetta rivoluzione islamica contro il crudele dispotismo dello Scià e l’asservimento economico degli Stati Uniti.  Lo scià,  dopo una serie di tentativi violenti di repressione che hanno causato migliaia di morti,  nel gennaio del 1979, è stato costretto a lasciare l’Iran,  dopo quindici anni di esilio è rientrato l’Ayatollah Khomeini,  capo spirituale e politico della rivoluzione che ha instaurato un regime caratterizzato di fanatismo nazionalistico e religioso.  Lo scià trovava riparo prima negli Stati Uniti,  e quindi in Egitto dove è morto nel 1980.  La vicenda iraniana ha toccato direttamente gli interessi del caqpitalismo statunitense,  in un settore,  quello petrolifero,  di fondamentale importanza per il mantenimento del sistema produttivo in tutto il mondo,  epertanto ancora oggi la situazione è piena di incertezze  preoccupanti.

22/05/2026

 

ARABIA E ISRAELE

 

Dopo la fine della prima guerra mondialòe,  la Società delle Nazioni,  aveva assegnato all’Inghilterra la Palestina,  in vista della costituzione di uno stato ebraico indipendente.  Perciò l’Inghilterra favorì l’immigrazione in Palestina di Ebrei provenienti da tutto il mondo. Questo flusso  migratorio si intensificò dopo la seconda guerra mondiale,  ma trovò l’ostilità delle popolazioni indigene arabo-palestinesi che si videro progressivamente spodestate dalle comunità ebraiche.  Malgrado il conflitto latente tra Ebrei e Palestinesi,  nel 1948 scaduto il mandato inglese,  il consiglio Nazionale Ebraico,  guidato da David Ben Gurion, proclamò la nascita dello Stato di Israele.  In conseguenza di ciò,  ebbe inizio un doloroso esodo di Arabo-Palestinesi che si ritrovarono stranieri nella propria terra:  da allora oltre tre milioni di essi si rifugiarono nei campi per profughi presso gli Stati Arabi confinanti. Intanto nasceva l’organizzazione per la liberazione della Palestina,  che iniziava azioni di guerriglia contro lo Stato di Israele.  Scaturiva così  da questa situazione il conflitto tra Paesi Arabi e Israele,  i primi con l’appoggio dell’URSS,  il secondo con quello degli Stati Uniti.  Le motivazioni di fondo di questo conflitto erano legati agli interessi imperialistici,  sul petrolio del Medio Oriente e all’importante questione dei profughi Palestinesi.  Una posizione di guida tra i Paesi Arabi assunse l’Egitto,  dove nel 1952 il re Faruk veniva deposto da Gamal Abd el Nasser,  che proclamava la Repubblica divenendone presidente.  Nasser nel 1956 nazionalizzò il canale di Suez,  fino ad allora gestito con immensi profitti, da una compagnia Anglo-francese: la sua decisione provocò l’attacco armato  Francia e Inghilterra,  che vedevano così tramontare il loro potere coloniale in Medio Oriente.  Accanto alle due nazioni europee si schierò Israele che sferrò un fulmineo attacco contro le difese egiziane nel Sinai.  Fu la prima delle numerose guerre arabo-israeliane,  interrotta dopo pochi giorni dall’intervento dell’ONU,  che sotto le pressioni statunitensi e sovietiche impose ad Israele di lasciare i territori conquistati e a Francia e Inghilterra di abbandonare le loro velleità di intervento in Medio Oriente.  Nel 1967 il conflitto riesplose con la cosiddetta guerra dei sei giorni:  fu Israele ad attaccare improvvisamente l’Egitto,  la Giordania e la Siria,  mostrando al mondo l’efficienza del suo apparato militare,  creato in così poco tempo,  grazie agli aiuti americani,  Israele estese le sue frontiere fino al canale di Suez e al Giordano.  Nel 1973 l’Egitto,  dove nel frattempo era morto Nasser ed era stato eletto presidente della Repubblica Anwar el Sadat e la Siria ripresero le ostilità (guerra del Kippur,  la massima festa religiosa ebraica ricorrendo la quale fu sferrato l’attacco).  Israele riusci a bloccare l’offensiva araba,  ma le gravi perdite che subì fecero crollare il mito della sua invincibilità.  Dopo di allora,  gli Stati Uniti  hanno favorito un avvicinamento tra Egitto e Israele,  sia per sottrarre l’Egitto all’influenza sovietica,  sia per tutelare meglio in un clima di pace i loro interessi economici in tutto il Medio Oriente:  si giunse così al trattato di pace di Camp David,  stipulato tra Egitto e Israele nel marzo del 1979.

27/05/2026

IL CILE

Differentemente da Cuba,  che fu una rivoluzione popolare a fere uscire il Paese in una condizione di arretratezza coloniale,  in Cile,  dal 1964 si era avviato un processo graduale di sviluppo democratico con la collaborazione di tutte le forze politiche progressiste e con l’appoggio della classe operaia e dei ceti medi.  Nel 1970 venne eletto il presidente della repubblica:  Salvador Allende,  leader di Unidad popular,  una coalizione di socialisti,  socialdemocratici,  democristiani,  dissidenti e indipendenti di sinistra.  Le riforme del nuovo governo furono radicali:  vennero nazionalizzate le miniere e le banche,  fu avviata la riforma agraria. L’obbiettivo di Allende era quello di arrivare pacificamente e gradualmente nella legalità costituzionale,  ad un socialismo libertario.  Questa linea politica provocò l’opposizione congiunta della democrazia cristiana e dei partiti di destra i quali,  con una serie di scioperi e boicottaggi al governo,  gettarono il Paese nel caos.  Gli Stati Uniti appoggiarono le forzr reazionarie creando seri problemi all’economia cilena.  In questa situazione di estrema difficoltà,  Allende,  pur essendo criticato dalle masse e da un’ala dello stesso partito socialista,  che vedevano solo come via d’uscita un’azione più decisa contro la destra e la DC, e restò fedele ai suoi principi di legalità costituzionale.  Egli fu coerente con questa linea politica fino all’ultimo,  quando l’11 sembre 1973 restò solo al palazzo governativo dove fu trucidato da un gruppu di militari cileni che attuarono colpo di stato.  Appoggiato dalla destra conservatrice,  dalla democrazia cristiana,  Dalla CIA  ( Central Intelligence Agency,  il servizio segreto statunitense),  il generale Augusto Pinocher, rovesciato il governo democratico di Unidad Popular, e sconfitta la resistenza del popolo cileno,  instaurò nel Paese una feroce dittatura fondata sul terrore,  restituendo l’economia cilena allo sfruttamento statunitense. Le condizioni del Cile erano diventate ancora più spaventose e gravi,  l’economia del Paese era in ristagno,  la disoccupazione aveva raggiunto vette altissime e il terrore dominava  la popolazione ridotta al silenzio. Dalla morte della dittatura di Augusto Pinochet si susseguirono dversi governi,  dalla democrazia alla sinsistra ,  alla destra radicale di oggi.  Di tutte le guerre io penso che siano indotte e governate non da Leader intelligenti,  ma da stupidi,  criminali,  assassini con certi popoli altrettanto complici di stupidità e ignoranza.

E.  Lasagna.

IL VANGELO SECONDO LUCA SESTA PARTE

05/05/2026

 

 

Sempre dal capitolo dodici.

  VIGILANZA

Siate pronti con le cinture ai fianchi e le luci accese;  siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze,  per aprirgli subito appena arriva e bussa.  Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli;  in verità vi dico,  si cingerà le sue vesti,  li farà mettere a tavola e passerà a servirli.  E se,  giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba,  li troverà così, beati loro!  Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro,  non si lascerebbe scassinare la casa.  Anche voi tenetevi pronti,  perché il Figlio dell’ uomo,  verrà nell’ora che non pensate.  Allora Pietro disse:  “Signore,  questa parabola la dici per noi o anche per tutti?” Il Signore rispose: Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio,  che il Signore porrà a capo della sua servitù,  per distribuire a tempo debito la razione di cibo?  Beato quel servo che il padrone,  arrivando,  troverà al suo lavoro. In verità vi dico,  lo metterà a capo di tutti i suoi averi.  Ma se quel servo dicesse in cuor suo:  Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare,  a bere e a ubriacarsi,  il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa e lo punirà con rigore assegnandogli il  posto tra gli infedeli.  Il servo,  che conoscendo la volontà del padrone,  non avrà disposto o agito secondo la sua volontà,  riceverà molte percosse;  quello invece che,  non conoscendola,  avrà fatto cose meritevoli di percosse,  né riceverà poche. A chiunque fu dato molto,  molto sarà chiesto;  a chi fu affidato molto,  sarà richiesto molto di più.  Sono venuto a portare il fuoco sulla terra;  e come vorrei che fosse già acceso!  C’è un battesimo che devo ricevere;  e come sono angosciato,  finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No,  vi dico,  ma la divisione.  D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre;  padre contro figlio e figlio contro padre;  madre contro figlia e figlia contro madre,  suocera contro nuora e nuora contro suocera”.  Diceva ancora alle folle:  “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia,  e così accade.  E quando soffia lo scirocco,  dite:  Ci sarà caldo,  e così accade.  Ipocriti !  Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo,  come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con l’avversario davanti al magistrato,  lungo la strada procura di accordarti con lui,  perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione.  Ti assicuro,  non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”.

06/05/2026

 

Capitolo tredici.

NECESSITÁ DELLA PENITENZA

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei,  il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.  Prendendo la parola,  Gesù rispose: ” Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei,  per aver subito tale sorte?  No,  vi dico,  ma se non vi convertite,  perirete tutti allo stesso modo.  O quei diciotto,  sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise,  credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No,  vi dico,  ma se non vi convertite,  perirete tutti allo stesso modo”.

IL FICO STERILE

Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti,  ma non ne trovò.  Allora disse al vignaiolo:  Ecco,  sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico,  ma non ne trovo.  Taglialo.  Perché deve sfruttare il terreno?  Ma quegli rispose: Padrone,  lascialo ancora quest’anno,  finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto  per l’avvenire;  se no,  lo taglierai”.

07/05/2026

GUARIGIONE IN GIORNO DI SABATO

Una volta stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato.  C’era una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma;  era curva e non poteva drizzarsi in alcun modo.  Gesù la vide,  la chiamò a sé e le disse: “Donna,  sei libera dalla tua infermità”,  e le impose le mani.  Subito quella si radrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga,  sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse:” Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare,  in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato”.   Il Sognore replicò: ” “Ipocriti,   non scioglie forse,  di sabato,  ciascuno di voi il bue e l’asino dalla mangiatoia,  per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo,  che satana ha tenuto legata diciotto anni,  non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”.  Quando Egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano,  mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da Lui compiute.

 

08/05/2026

PARABOLETTE

Diceva dunque:”A che cosa è simile il regno di Dio,  e a che cosa lo rassomiglierò?  È simile a un granellino di senapa,  che un uomo ha preso e gettato nell’orto;  poi è cresciuto è diventato un arbusto,  e gli uccelli del cielo si sono posati sui suoi rami”.  E ancora:  A che cosa rassomiglierò il regno di Dio? È simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina,  finché sia tutta fermantata.

Annalisa  È così anche la nostra fede:  ne basta pochissima per farla crescere sempre;  bisogna custodirla come un gioiello sacro e lei crescerà senza misura,  poi ne raccoglieremo i frutti perché ci farà sentire sempre più vicino a  Dio al suo segno di benevolenza infinita.

09/05/2026

IL NUMERO DEGLI ELETTI

 

Passava per città e villaggi,  insegnando,  mentre era in cammino verso Gerusalemme,  Un tale gli chiese:” Signore,  sono pochi quelli che si salvano?”.  Rispose: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta,  perché molti, vi dico,  cercheranno di entrarvi,  ma non ci riusciranno.  Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta,  rimasti fuori,  comincerete a bussare alla porta,  dicendo: Signore aprici.  Ma Egli vi risponderà:  Non vi conosco,  non so di dove siete.  Allora comincerete a dire:  Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza,  e tu hai insegnato nelle nostre piazze.  Ma egli dichiarerà:  Vi dico che non so di dove siete.  Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo,  Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.  Verranno da Oriente e da Occidente,  da Settentrione e da Mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.  Ed Ecco,  ci sono alcuni tra gli uomini che saranno i primi e alcuni tra i primi che saranno gli ultimi”.

11/05/2026

 

OSTILITÁ  DI  ERODE

In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli:” Parti e vattene via di qui,  perché Erode ti vuole uccidere”.  Egli rispose:” Andate a dire a quella volpe:  Ecco,  io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani;  e il terzo giorno avrò finito.  Però è necessario che oggi,  domani e il giorno seguente io vada per la mia strada,  perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.  Gerusalemme,  che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te,  quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!  Ecco,  la vostra casa sta per essere lasciata deserta!  Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte:  Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

12/05/2026

Capitolo 14

L’IDROPICO GUARITO

In sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico.  Eivolgendosi ai capi della legge e ai farisei Gesù disse:” È lecito o no curare di sabato?”.  Ma  essi tacquero.  Egli lo prese per mano,  lo guarì e lo congedò.  Poi disse:” Chi di voi,  se un asino o un bue gli cade nel pozzo,  non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?”. E non potevano rispondere nulla a queste parole.

LEZIONI DI UMILTÁ

Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti,  disse loro una parabola:” Quando sei invitato a nozze da qualcuno,  non metterti al primo posto,  perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti:  Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto.  Invece quando sei invitato,  va’ a metterti nell’ultimo posto,  perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico,  passa più avanti.  Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.  Perché chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Disse poi a colui che l’aveva invitato:  Quando offri un pranzo o una cena,  non invitare i tuoi amici,  né i tuoi fratelli,  né i tuoi parenti,  né i ricchi vicini,  perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.  Al contrario,  quando dai un banchetto,  invita poveri,  zoppi,  storpi,  ciechi:  e sarai beato perché non hanno da ricambiarti.  Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.

13/05/2026

PARABOLA DEL CONVITO

 

Uno dei commensali,  avendo udito ciò gli disse:” Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!”  Gesù rispose:” Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.  All’ora della cena,  mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite,  è pronto.  Ma tutti all’unanimità,  cominciarono a scusarsi.  Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo:  ti prego,  considerami giustificato.  Un altro disse:  Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli;  ti prego,  considerami giustificato.  Un altro disse:  ho preso moglie e perciò non posso venire.  Al suo ritorno il servo riferì tutto al padrone.  Allora il padrone di casa,  irritato,  disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie delle città e conduci qui poveri, storpi,  ciechi e zoppi.  Il servo disse: Signore,  è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto.  Il padrone allora disse al servo:  Esci per le strade e lungo le siepi,  spingili a entrare,  perché la mia casa si riempia.  Perché vi dico:  nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”.

14/05/2026

PER SEGUIRE GESÚ

Siccome molta gente andava con lui,  egli si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre,  sua madre,  la moglie,  i figli,  i fratelli,  le sorelle e perfino la propria vita,  non può essere mio discepolo.  Chi non porta la propria croce a non viene dietro di me non può essere mio discepolo.  Chi di voi,  volendo costruire una torre,  non si siede prima a calcolarne la spesa,  se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che,  se getta le fondamenta e non può finire il lavoro,  tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:  Costui ha iniziato a costruire,  ma non è stato capace di finire il lavoro.  Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re,  non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?  Se no,  mentre l’altro è ancora lontano gli manda un’ambasceria per la pace.  Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi  averi,  non può essere mio discepolo.  Il sale è buono,  ma se anche il sale perdesse il suo sapore,  con che cosa lo si salerà?  Non serve né per la terra né per il concime e così l0 buttano via.  Chi ha orecchi per intendere intenda”.

 

PER I RAGAZZI QUATTRO

04/05/2026

 

 

LA MADRE

di Giuseppe Ungaretti

 

E il cuore quando d’un ultimo battito

avrà fatto cadere il muro d’ombra,

Per condurmi,  Madre,  fino al Signore,

come una volta mi darai la mano.

In ginocchio,  decisa sarai una statua

davanti all’Eterno,  come già ti vedeva

quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,

Come quando spirasti dicendo:

Mio Dio eccomi.  E solo quando

m’avrà perdonato,  ti verrà desiderio di

guardarmi.  Ricorderai di avermi atteso

tanto,  e avrei negli occhi un rapido sospiro.

PROSA

Nell’ansia dell’uomo che avverte lo scorrere del tempo e il peso di una condizione umana di solitudine e di delusione,  la figura materna si pone come mediatrice  di salvezza,  che ricorda le ore e la sicurezza dell’infanzia.  La madre si rivolge con una preghiera intensa e piena di fiducia a Dio,  implorando per lui il perdono delle colpe.  Severa,  ma piena di affetto come quando fu in vita,  attenderà il giudizio della misericordia divina, prima di rivolgersi al figlio ed esprimergli tutto il suo amore. Quando il mio cuore col suo battito avrà fatto cadere il limite che separa la vita dall’eternità,  tu madre mi prenderai per mano, come quando ero fanciullo per condurmi fino al Signore…

E.  Lasagna

01/06/2026

Oggi vi detto una poesia di Rabindranath Tagore”Inno di vita”.  Filosofo indiano,  R. Tagore premio nobel nel 1913,  Questa bellissima poesia la possiamo definire un inno all’operosità degli uomini di buona volontà:  anche tra gli affanni e le guerre,  mentre imperi vanno in rovina,  il lavoro degli uomini segna il trionfo dell’amore e della pace.  La poesia fu scritta dal poeta ormai a pochi mesi prima della morte.  Nella sua opera domina sempre una visione mistica della vita e un senso profondo di pace.  Di lui si disse che l’intera sua vita fu un cantico d’amore.

INNO ALLA VITA

di R. Tagore

Quando il mio sguardo getto su questa

terra di polvere, vedo l’immensa accolta

d’uomini,

cantando essi vanno di età in età per vie

diverse,  compiendo  lorbisogna in vita e

in morte.  Vogano,  seminano,  mietono;

lavorano nei campi ed in città.

Vano è il reale ombrello,  il grido di guerra

più non s’ode; la colonna della vittoria oblia

il senso suo; gli occhi iniettati di sangue, con

loro armi bagnate di sangue,  si celano nelle

ninna-nanne.  Ma gli uomini lavorano di

contrada in contrada vicino e lontano.

Col loro brusio,  col ,oro canto,  fanno

risuonare il mondo.  L’inno di vita suona

notte e dì nella loro gioia,  nei loro affanni.

Imperi vanno in rovina- Pure essi lavorano.

 

 

LETTERATURA ANTICA E MODERNA SEI

30/04/2026

 

Ultimo selfie scattato a maggio 2026

 

Marco  Ci parli della “Rabbia del Sud ”  Di Egidio Sterpa?  Un libro dell’inizio anni settanta.  Grazie.

La rabbia del Sud è un lungo viaggio alla ricerca dell’altra Italia,  di quel Sud ancora diseredato e sfruttato,  considerato terra di conquista.

È un viaggio attraverso le contraddizioni e gli squilibri meridionali,  segni di una realtà particolare in cui esistono isole industrializzate e sacche di miseria e sottosviluppo;   in cui la crescita tumultuosa e sproporzionata e il tentativo di mutare le condizioni di arretratezza economica si scontrano con strutture urbane,  sanitarie,  burocratiche fatiscenti e inadeguate.  Tutte queste contraddizioni creano un senso di frustrazione,  delusione emerginazione e rabbia,  che ha le sue radici in mali secolari,  aumenta di fronte a nuove ingiustizie tramuntandosi in aperta protesta contro lo stato e le sue istituzioni.  Egidio Sterpa individua anche le cause del sottosviluppo meridionale:  l’emigrazione causa ed effetto insieme;  la mancanza di una nuova ed autentica cultura nel Sud,  l’assenza di ceti imprenditoriali preparati e coscienti del loro compito sociale;  le cattive aministrazioni; Le mafie,  il banditismo.  L’interrogativo che sembra percorrere tutto il libro è se sia possibile ancora la presenza di due Italie:  una prospera,  civile,  colta;  un’altra depressa,  arretrata economicamente degradata.  Coloro che per lungo tempo hanno creduto complementari le due Italie e che cioè sono stati convinti che il Sud sottosviluppato fosse un serbatoio di braccia di lavoro ed un mercato facile per il Nord industrializzato,  vengono ora smentiti dalla realtà.  Ora le contraddizioni latenti fino all’inizio del secondo dopoguerra sono esplose e si è visto che è stato eccessivo  lo sviluppo industriale del Nord con città troppo affollate dagli emigranti,  e che il Sud troppo a lungo trascurato e sfruttato ha espresso la sua rabbia in vere rivolte popolari.  Ancora una volta,  il libro che era un grido di allarme del Sud e per il Sud troppo provato,  troppo abbandonato e soprattutto malgovernato a livello locale e a livello centrale.

E.  Lasagna

06/05/2026

Marco  Ho appena finito il libro di Giuseppe Tommasi di Lampedusa in “Il principe Fabrizio ” dal  Gattopardo.  Ci dai la tua spiegazione?  Grazie!

 

Elena  Io l’ho letto tanto tempo fa,  Il Gattopardo è un romanzo storico, il romanzo della storia e della vita siciliana e italiana,  dal 1860 al 1883,  vista attraverso gli occhi del protagonista,  con disillusa ma umana comprensione.  L’azione del romanzo ha inizio nel 1860,  quando Garibaldi sbarca a Marsala.  Il principe Fabrizio Salina,  Il Gattopardo è un gentiluomo ormai cinquantenne,  alto,  vigoroso,  bellissimo,  con un che di nume greco;  viveva in una villa a Palermo con la sua famiglia,  una moglie cara e bigotta che gli aveva dato molti figli:  tre figlie,  due di mente ristretta,  e una sola,  Concetta,  sensibile e intelligente,  sebbene chiusa in un orgoglio tradizionalmente principesco,  e due maschi,  un terzo il più ardito.  Essendo andato a cercar fortuna di traffici in Inghilterra,  fedelissimo alle consuetudini della loro casa con anima rituale.  Persuaso che questa famiglia fosse ormai del passato,  incapace di salvare le sue terre e il suo prestigio nel nuovo regno, assecondava e aiutava il suo dilettissimo nipote e pupillo,  Tancredi Falconeri, corso ad arruolarsi fra i Mille,  con la coscienza di acquistare in tal modo la nuova cittadinanza per sé e per i suoi congiunti,  i Salina.  Con l’aiuto del Gattopardo,  Tancredi sposa la bellissima Angelica,  figlia di Don Calogero Sedara che,  salito dal basso con usuraia furbizia,  aveva accumulato una fortuna veramente principesca,  che darà nuovo lustro ai Falconeri.  Prima del matrimonio,  a Palermo,  nella casa dei principi Pantaleoni,  si svolge un grande ballo,  a cui partecipano siciliani di antica e nuova nobiltà e ricchezza insieme con invitati lombardi e piemontesi:  è questa la nuova società che il principe Fabrizio aveva previsto e che voleva.

E.  Lasagna

N. B.  Principe o non principe,  altroché gattopardo!  Quelle famiglie,  a mio avviso erano due famiglie di stolti,  io penso che i veri principi sono quelli che nella vita si comportano da gentiluomini  non abusando della debolezza altrui per fare denaro.  Quella per me era una società con tanto marcio dentro,  incominciando dai genitori e poi saranno stati sicuramente così anche i figli e forse anche i figli dei figli!  Loro sono morti senza sapere cosa significhi essere ricchi davvero e essere grandi uomini!

11/05/2026

 

Il caso di J. Robert  Oppenheimer

 

Julius Robert Oppenheimer,  fisico nucleare che aveva diretto il centro di ricerche di Los Alamos dove era stata realizzata la bomba atomica fatta esplodere nell’agosto del 1945 sulle città giapponesi di  Hiroshima e Nagasaki,  pochi anni dopo nel 1954,  si trovò a dover rispondere a una commissione d’inchiesta sotto l’accusa di essersi opposto alla realizzazione  della bomba H detta anche all’idrogeno e di avere così favorito la rincorsa della Russia nella gara degli armamenti nucleari.  Il processo si svolse in un momento in cui l’opinione pubblica americana era fortemente turbata perché,  con lo scoppio della bomba H sovietica nel 1953 appena un anno dopo lo scoppio della bomba H americana,  si era capito che gli Stati Uniti avevano perduto il monopolio delle armi nuceari e quindi la supremazia bellica sul resto del mondo.  Openheimer,  adducendo difficoltà tecniche,  si era opposto alla realizzazione della bomba H,  ma in verità i motivi erano ben diversi:  egli,  come tanti altri,  era rimasto profondamente turbato dagli effetti devastanti e feroci delle due bombe sganciate sul Giappone,  mentre sapeva che quelle avevano una potenza insignificante rispetto a quella inimmaginabile della bomba H.  Ma i motivi umanitari di Openheimer non furono compresi,  e da questo all’accusa di simpatia per i sovietici e di tradimento,  il passo fu breve.  Al processo svoltosi dal 12 aprile al 14 maggio 1954,  venne condannato, ma nel 1063 il presidente Kennedy annullò di fatto la condanna conferendogli il “premio Fermi”.

13/05/2026

CUBA

PARLIAMONE

Dagli inizi del secolo,  la risorsa principale dell’isola di Cuba,  quella dello zucchero,  era stata gestita dall’economia statunitense.  A livello politico,  gli USA appoggiarono dal 1952 la crudele dittatura di Fulgencio Batista. Dal 1956 si svilppò nel Paese un movimento di guerriglia popolare in cui assunsero un ruolo di guida Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara.  La guerriglia si estese rapidamente dalla campagna alle città e fu appoggiata dalla popolazione cubana,  che vedeva in questo movimento la via per la riscossa nazionale della condizione coloniale in cui gli Stati Uniti tenevano Cuba.  Nel 1959 Castro andato al potere,  espropriò le società americane che possedevano le piantagioni di canna da zucchero e gli impianti di raffineria,  e cominciò a varare riforme democratiche.  I ceti possidenti passarono all’opposizione,  mentre il governo statunitense si irrigidì,  isolando economicamente l’isola.  A questo punto il regime di Castro andò accentuando i suoi caratteri di rivoluzione socialista nazionalizzando gli zuccherifici statunitensi e avvicinandosi all’URSS e alla Cina popolare.  La popolazione cubana rispose agli appelli di Castro e una partecipazione collettiva alla costituzione di un sistema socialista.  Questo entusiasmo popolare fece fallire il tentativo d’invasione dell’isola compiuto nel 1961 alla Baia dei Porci da un gruppo di esuli cubani anticastro appoggiati dal governo statunitense (Amministrazione Kennedy).  Gli Stati uniti preoccupati non tanto di aver perso Cuba quanto del contagio che la rivoluzione cubana potesse portare ai paesi limitrofi come del resto stava avvenendo,  si adoperarono a soffocare la guerriglia scoppiata in Argentina,  in Uruguay,  Bolivia,  tentando così almeno di isolare la potenza  di Castro. Nell’ottobre del 1962 le vicende cubane furono al centro dell’attenzione mondiale.  La richiesta fatta da Castro all’URSS,  di installare nell’isola potenti basi missilistiche sovietiche,  provocò l’instaurazione di un blocco navale statunitense a Cuba.  La situazione internazionale sembrò precipitare e si temette lo scoppio di un altro nuovo conflitto mondiale.  Kennedy e Cruscev riuscirono tuttavia a trovare un’intesa.  Al ritiro delle installazioni sovietiche da Cuba,  corrispose all’impegno americano di rinunciare ad attaccare o a fare attaccare l’isola per abbattere il governo di Castro.  Continuava ad operare in Sudamerica la guerriglia di ispirazione castrista.  Che Guevara vennne assassinato nel 1967 in Bolivia dove conduceva azioni di guerriglia.  Strumento della politica statunitense in America Latina,  fu in questo periodo la cosiddetta ” Alleanza per il progresso”,  un programma di aiuti ai governi reazionari dei paesi Latino-Americani in funzione controrivoluzionari promosaa da Kennedy.

Oggi L’isola di Cuba è sotto la dittatura dell’esercito che si è arricchito notevolmente  con i beni del popolo;  mentre la gente vive una situazione di stenti e grande povertà addirittura disumana!

Elena  Lasagna

20/05/2026

 

L’ANIMA DI PARIGI

 

Per conoscere a fondo l’indole di un popolo,  non basta restare solo alcuni giorni e via,  ma bisogna vivere in mezzo ad esso.  Chi vuole conoscere gli usi e la psicologia dei parigini,  bisogna vovere almeno un mese sui Grands Boulevards.  Su questa grandissima strada che prendemolti nomi e che conduce alla chiesa della Madeleine,  a place della République,  lì si sente l’anima di Parigi.  Sui Grands Boulevards si trova di tutto:  Negazi,  teatri,  cinema,  baracche di venditori ambulanti,  pittori,  caffè,  bistrot,  ecc.  Un misto di aristocratico e di popolaresco,  di raffinato e di dozzinale,  ne fa dunque un’arteria unica dove ognuno si sente a suo agio.  Da un secolo e mezzo a questa parte,  Parigi ne ha viste di tutti i colori,  di tutte le razze perché :  la rivoluzione,  il terrore,  l’Impero,  la restaurazione,  il secondo Impero e la terza repubblica.  Tutti questi avvenimenti hanno contribuito a modìdificare sensibilmente il modo di vivere dei suoi abitanti.  Chissà se la psicologia dei parigini in tutti questi anni sia cambiata.  Una volta la folla che s’incontrava nei Grands Bouleverds,  era curiosa,  indolente,  svagata;  tra le scene che più attiravano la gente erano quelle dei “camelots”.  Oggi invece la gente va più di corsa,  sono distratti non dal paesaggio parigino ma dai telefonini e sempre messaggiano in ogni momento senza neanche badare a dove mettono i piedi.  Oggi ad attirare la gente sono più gli artisti di strada:  esibizionisti di valore e anche grandi pittori pronti a farti subito un grande ritratto.  Un grande campione di “camelot” era Père la Souris,  egli esordiva e incantava e invogliava la gente a comprare anche cose inutili,  ecco perché a Parigi era così famoso.  La sua eloquenza era irresistibile e i curiosi raccolti intorno a lui aprivano il potafogli piuttosto spesso.  i Grands Bouleverds non vogliono dire soltanto i camelots o come propone un purista ”  démonstrateurs”.  ma senza questi ciarlatani i G. Boulevards perderebbero un po’ del loro carattere  e la loro nota più poetica. La conservazione dei camelots è ancora per i parigini un problema importante quanto la conservazione dei monumenti.

DIALOGANDO CON VOI LE MIE NUOVE POESIE D’AMORE

29/04/2026

IL MIO CANTO PER TE

Tu sei la poesia che cantano i poeti.

Fonte di sapienza,  di saggezza,  ma nessuno

ascolta le tue grida silenziose. La Sua apparizione:

la fonte che purifica l’acqua torbida,  tu sei il cammino

degli innocenti,  la sorgente dove pulsa il genio

sei la musica che scrivo,  sei il dipinto che riesce

sopra i muri ,  sei il ritratto dell’amore vero.

Tu mi fai brillare ma la tua luce non la vede nessuno

la mente  assorbe un altro linguaggio,  tu ascolti

le grida silenziose di tutti quelli che soffrono

e che nessuno li ascolta!  Solo tu vedi le

mie mani che piangono in preghiera

anche da lontano. Grandezza infinita

come si può  non amarTi!

 

E. Lasagna 29/04/2026

30/04/2026

 

Annalisa  Mentre sei fuori  scrivo per te.  Ciao magica!  Come ti vengono le poesie d’am0re? Da cosa sei ispirata? A chi le dedichi?

Elena  Le dedico a nessuno e a tutti quelli che danno anima e cuore per i bisognosi,  sia ai dottori della medicina e ai dottori della Chiesa. E poi mi ispiro al Cielo,  al Creato ecc. e alle persone che mi amano.

01/05/2026

Annalisa   Ti innamoreresti mai di un dongiovanni? Grazie!

Elena  Assolutamente no!  Io quelli li prendo per i fondelli e basta!

Annalisa  prenderesti per i fondelli anche chi ti ama davvero;  una persona bella,  giovane e ricca dentro?

Elena  Perché dovrei?  So a chi ti riferisci!  No,  lo sai,  io non ne sarei capace.

04/05/2026

Piter   Stai tranquilla,  adesso ci sono io.  La libertà di stampa non deve essere una priorità per pochi,  ma è per tutti. Quindi non lasciare nelle mani di chiunque il tuo sito! Tu non devi dimostrare nulla a nessuno,  ma scrivi perché qualcuno di lassù ti ha dato questo dono:  il dono della sapienza e della giustizia!

04/05/2026

Annalisa  So che non dovrei più chiedertelo,  ma ti sembra giusto che nel caso di Garlasco stiano accusando un innocente perché il vero assassino oltre che salvare la faccia vuole essere anche risarcito?   Ma che giustizia abbiamo qua?

Elena  No,  non è giusto che un innocente debba subire queste angherie perché ci sono avvocati senza alcun senso della giustizia!  Spero solo che questo caso non vada a finire come quello del delitto di Perugia e altri ancora o ci fa pensare per l’ennesima volta che anche in Italia non ci sia giustizia vera.

05/05/2026

Annalisa  Non ti ho ancora chiesto niente per sabato e domenica e ti vorrei ringraziare per venerdì primo maggio;  sei una grande cuoca!  Grazie!

Elena  Per venerdì mi hai ringraziato mille volte;  in quanto a sabato e domenica scorsi mi sono divertita un mondo! Andare a cavallo  mi diverte ancora di più che in elicottero.  Ma ho avuto anche il tempo di ascoltare la S. Messa,  contenta?

Annalisa,  certo,  te lo meriti!

06/05/2026

 

Patty   Ieri pomeriggio ho suonato ma non sono stata aperta da nessuno;  come mai?

Elena  Io e Mariangela siamo andate a correre sulle rive del Po. Perché non hai lasciato un biglietto?  Ti avrei richiamato. Ci siamo divertite molto.

Patty Per me correre è ancora presto;  non ci sarei riuscita.

Elena  Lo so,  è per quello che non ti abbiamo chiamato.  Spero che presto tu riesca a fare tutto ciò che desideri come prima;  sei una persona così di cuore che mi dispiace molto,  ma vedrai che anche questo passerà presto.

………………………………………………………………………………………………

 

06/05/2026

GRAZIE PER IL TUO AMORE

 

Sei l’orgoglio che mostra,  che significa,

che insegna e che trasporta;  un insieme di

atmosfere complicate e profonde,  che

spalancano le porte a corsi d’acqua limpida

senza fine.  Sei il fuoco per il gelo,  sei

la luce per chi vive,  l’ascolto e la pace per

chi si dispera.  Brivido forte sei amore

e non morte,  sorridimi in sogno,

sorridimi ancora, sei luce e respiro

dove vivono i fiori, dalla tua fonte il tuo

profumo  inebria l’aria d’estate. Apro le

mie braccia al tuo volo dorato e profondo

Che mi dice:  non stai sognando,  io vivo per te!

E,  Lasagna 06/05/2026

08/05/2026

Annalisa   Le tue poesie sono bellissime!

Mi prometti che a scacchi non mi lascerai vincere?

Elena  Certo che no!  Non lo farei mai! Comunque stai migliorando.

Annalisa  Sai,  ho provato ad essere costante nella preghiera, ma io non riesco ad acquisire la fede. Come fai tu a credere ancora nonostante tu abbia ricevuto cose sgradevoli da chi avrebbe dovuto trattarti con più educazione?  Sto parlando di quel sacerdote che ti ha detto che hai il peccato negli occhi!  Quando invece sei così limpida!

Elena  Io lo compatisco,  non sono tutte così le persone di chiesa.  E poi,  ti ho detto che io credo nel cielo,  e tu  sai bene il perché!

Annalisa  Infatti io sto parlando della fede nella chiesa,  non in Dio e nel cielo!

Elena  Io non posso dirti di andare in chiesa se non hai fiducia il loro!  Ti assicuro che ci sono operatori della chiesa assolutamente sinceri ed onesti,  si mettono a disposizione di quelli che hanno bisogno e non odiano i ricchi.

Annalisa  io invece ho  stima dei medici come Piter e Michele.  Per me quelli sono come Dio.

08/05/2026

Annalisa  Ti piacerebbe se venissi con te domani?

Elena  Io sarei contenta,  ma domani sono già d’accordo con Linda e Robert che questa settimana non posso andare:  ho promesso a una signora che andrò là da lei a pranzo, mi viene sempre a trovare perché è sola,  è tanto che mi chiede se qualche domenica vado là da lei,  io rimandavo sempre,  non voglio essere ingrata anche perché mi porta sempre de doni con tanta premura,  ed io non vorrei.  Puoi venire qui domenica nel pomeriggio sul tardi  io ci sarò.

Annalisa   Va bene.  A domenica lì.

09/05/2026

Annalisa  Scusa ma non ho resistito a non chiamarti,  Perché Linda mi ha detto che Hai rifiutato le poesie di Michele. Scusami amica mia se ti dico che la tua è una follia!  Lui così pulito,  bello, intelligente e innamorato di te da una vita e tu lo rifiuti? Ma cosa vuol dire è l’amico più caro di mio figlio!  Se insisto così è solo per il tuo bene!  Vuoi continuare con questa vita?  Guarda che al mondo si viene una volta soltanto.

Elena  Ho scritto quello che mi hai detto perché così anche lui capirà che quello che ho detto,  è quello che pensavo prima e quello che penso adesso. Posso ringraziarvi tutti quanti ma ora la penso così.  Ciao Annalisa a domani pomeriggio.

11/05/2026

Elena  Trascrivo il messaggio di Linda e Robert:  Questo fine settimana ci sei mancata tanto,  perfino il tuo cavallo Vita ti cercava,  se avessi visto,  in questi due giorni sembrava un cristiano smarrito.  Ti aspettiamo presto,  mi raccomando!  Ciao e tanti abbracci!

12/05/2026

Elena   Carissima Annalisa,  non ti affannare a darmi i tuoi consigli del cuore,  forse tu non sai che  cosa sia la felicità!  Per me la felicità è sinonimo di libertà;  poter andare e tornare da Piter e dai miei amici come e quando voglio,  e lo vogliono anche loro. Timorata di Dio si ma amo l’amore incondizionato.

 

AMORE  INCONDIZIONATO

Per Te ricorrerò alla preghiera e

romperò ogni patto con la ragione

Ho spalancato le persiane del mio cuore

a Dio.  Tu mi hai ritratto,  dipinto

e scolpito.  Sai ascoltarmi e cogli l’immagine

riflessa che non si offusca mai.  Soffri e

dilaghi ciò che hai dentro il cuore colmo

d’amore.  Amore che lampeggia,  amore

che dispera,  travolge la forza della verità.

Il mito di questo amore è desiderio di vivere

nella realtà;  di prendere quella scossa che non

può più rinunciare a ciò che è completo per la

sua anima.  Senza l’altra metà dell’anima

sei spento!  Non è una carica d’orgoglio,

tu mi chiami,  mi gridi e mi sospiri

sei un’inesauribile sorgente di amore puro

che si chiama “Amore incondizionato!”

 

E.  Lasagna 12/05/2026

13/05/2026

 

Annalisa    Toglimi una curiosità:  quando hai visitato i santuari mariani,  prima o dopo le apparizioni?  Grazie.

Elena  È stato dopo,  per prima cosa sono andata a Lourdes,  in un secondo tempo a Roma, perché l’ha c’ero già stata… poi poco dopo a Fatima,  ultimo a Medjugorje;  è una cosa bellissima che non tradirò mai! Per me prima viene questo,  poi tutto l’amore che ho per le persone che mi amano e per il mondo.

Annalisa  So che sei una bella persona,  ma cosa hai fatto perché ti accadesse questo?

Elena   Proprio niente,  era l’ultimo dei miei pensieri,  non avrei mai immaginato che questo accadesse proprio a me.

Annalisa  Ma da dove è incominciato tutto questo?

Elena  È incominciato a Roma,  dalle suore spagnole,  poi la cosa si  ripete nel tempo;  ci sono cose che non posso dire,  anche perché si rischia di non essere creduti o di essere malvoluti come mi è già successo;  ma io non faccio fatica e tenermi tutto dentro. Questa cosa l’ho scritta e continuo a scriverla nel mio diario.

Annalisa  Senti mi scuso se ho insistito per Michele,  ora capisco la tua sensibilità,  la tua onestà.  Voi tutti siete fatti della stessa pasta meravigliosa e limpida.  Vi adoro tutti! In confronto a voi tutti,  quella persona là,  non vale il prezzo di una cicca!  Quanto odio anch’io la menzogna!

Elena  Sai  a me non importa se questa famiglia mi odia,  io porto rispetto a tutti,  e quelli che non riescono ad essere persone civili,  non saprei cosa dire,  nemmeno che cosa fare se non evitarli più che posso. Non voglio neanche sapere il perché,  non si può odiare qualcuno solo perché esiste.  Io non ho paura di niente e di nessuno. Tutto sommato sono fortunata ad avere delle amicizie così,  sembra proprio che ci sia la mano del Cielo.

 

 

 

PER I BAMBINI QUATTRO

24/04/2026

 

 

LA BELLEZZA DEL CREATO

 

La bellezza del creato che ammalia la terra è ancora capace di commuovere.  Tutti i narratori ne hanno parlato,  quanto vorrei che fosse una bellezza indistruttibile!  Purtroppo da sempre dobbiamo imparare a difenderla,  ad averne più cura.  Molti attentati sono stati compiuti per distruggere i paesaggi della nostra terra madre:  sono stati abbattuti alberi,  sono state inalzate orribili costruzioni che deturpano la visione della bellezza divina  rubando gli spazi verdi per gli schiamzzi felici dei bambini.  Il mare ha pietà dell’uomo che continua ad inquinarlo e non vede la bellezza che esprime!  Certe creature umane sono aperte solo al disperato bisogno senza peovare nulla di ciò che  esprime la natura !  Prati smaltati di fiori,  acque gioiose che riflettono l’azzurro del cielo;  i tappeti d’erba carezzati dall’alito gaio del vento! Il profumo immortale delle violette,  le querce verdi e secolari;  i pini dalla chioma ad ombrello tipicamente caratteristici della flora mediterranea e i cipressi eleganti e altezzosi che fanno da cornice ai monti e alle riviere Italiane,  come i grandi ulivi,  e le cascate del lago di Garda,  le cascate sulle montagne da nord a sud,  che nelle giornate di sole brillano come le stelle nella notte. Il senso misterioso e suggestivo  di tutto questo va cercato in un aspetto speciale,  infinitamente gioioso,  che ha la sua casa e la sua strada;  il filo invisibile che lega la terra al mare e al Cielo! Quanto ho sognato questo senso pittoresco ma reale!  Non importa come e non importa dove,  ma trovarla ci dona il senso della giovinezza perenne che accompagna i nostri anni più dolci. Osserviamola sempre.

E. Lasagna

 

07/05/2026

Ho una poesia di Giacomo Leopardi per i bambini da otto ai tredici anni circa.

 

ODI MELISSO   (Lo spavento notturno)

 

Odi,  Melisso:  io vo’

contarti un sogno di questa notte, che

mi torna a mente in riveder la luna.  Io

me ne stavo alla finestra che risponde

al prato, guardando in alto: ed ecco

all’improvviso distaccasi la luna: e mi

parea chw quanto nel cader s’approssimava,

tanto crescesse al guardo;  infin che venne

a dar di colpo in mezzo al prato;  ed era

grande quanto una secchia,  e di scintille vomitava

una nebbia,  che stridea sì forte come quando

un carbon vivo nell’acqua immergi e spegni.

Anzi a quel modo la luna,  come ho detto,

in mezzo al prato si spegneva annerando a

poco a poco,  e ne fumava l’erba intorno

intorno.  Allor mirando in ciel,  vidi rimaso

come un barlume,  o un’orma,  anzi una

nicchia ond’ella fosse svelta;  in cotal guisa,

ch’io n’agghiacciava;  e ancora non

m’assicuro.

Melisso

E ben hai che temer,  che agevol cosa

fora cader la luna in sul tuo campo.

 

Alceta

Chi sà? Non veggiam noi spesso di state

cader le stelle?

Melisso

Egli ci ha tante stelle,

che picciol danno è cader l’una o l’altra

di loro,  e mille rimaner,  Ma sola ha questa

luna in ciel,  che da nessuno cader fu vista

mai se non in sogno.

Spiegazione

 

Sembra che il poeta abbia voluto descrivere in questa poesia un sogno fatto da lui stesso.  È un dialogo tra due pastori:  Alceta e Melisso.   Alceta racconta di aver veduto in sogno la luna staccarsi dal cielo,  farsi sempre più grande e cadere infine in mezzo al prato e a poco a poco spegnersi,  come un tizzone acceso ed immerso nell’acqua,  mentre in cielo restava una specie di nicchia nel punto in cui si era distaccata.  Tale era stato lo spavento provato da Alceta che,  al solo ricordo,  egli si sentiva ancora agghiacciare dalla paura.  Ma Melisso bonariamente lo prende in giro e gli fa riflettere come il suo sia stato solo un sogno,  e che non potrà mai tramutarsi in realtà.

 

Questa poesia del Leopardi è tratta dai canti.  Ovviamente questo è solo un sogno,  la luna non cade mai.  Ma in cielo gli angeli possono arrivare sulla terra:  sono bianchi o dorati,  piccoli o enormi, ma non ci fanno del male,  anzi portano solo bene e forza,  ci regalano vitalità.

E. Lasagna

18/05/2026

Cari bambini,  ogi vi presento una delicata leggenda di Costantino nigra,  poeta dell’ottocento.  Nacque a Villacastelnuovo Piemonte;  fu segratario di Massimo D’Azalio prima e poi di Camillo Cavur che gli affidò molte e delicate mansioni.

 

LA CASA DI NAZARETH

Presso la cuna del Figliol divino

sta filando la Vergin Benedetta,

a San Giuseppe con in man l’accetta

acconcia il tronco di un reciso pino.

Ma nel tepor primaverile è sceso il sonno

sulla casa pia; caduto è il fuso ai piedi di Maria,

dorme Giuseppe sulla panca steso.

E il piccolo Gesù si leva,  e il fuso raccoglie

e fila.  Ma com’ei lo tocca,  l’arida lana in fila

d’oro fuso.  Poi con la pialla il duro albero monda;

come virginei ricci in torti giri, o nastri pinti nei

color dell’Iri,  la ghirlanda dei truccioli il circonda.

Gli Arcangeli in immensa teoria e i fiammeggianti

cherubili in coro,  miran cantando l’umile lavoro

delle mani del figlio di Maria.  Ma dei celesti messi,

ecco,  la voce si muta in pianto,  e si racchiudon

l’ale,  poiché in man dell’arteficie immortale

l’albero ad un tratto s’è foggiato in croce.

PROSA

Questa dolce leggenda narra di un giorno di primavera,  il caldo invita il sonno.  Giuseppe abbandona l’accetta e si addormenta sulla panca,  mentre Maria lascia cadere il fuso e chiude gli occhi.  Allora il piccolo Gesù che riposava tranquillo nella sua culla,  si alza,  raccoglie il fuso e si mette a filare:  Ma il fuso,  appena Egli lo tocca, diventa d’argento e la lana si trasforma in oro.  Poi prende l’accetta e continua il lavoro di Giuseppe,  i truccioli che escono dalla pialla,  assumono tutti i colori dell’arcobaleno e si trasformano in una ghirlanda.  Gli Angeli scesi dal Cielo ad ammirare il lavoro di Gesù,  cantano in suo onore,  ma ,  ad un tratto, il loro canto si muta in pianto e nascondono il volto nelle ali,  perché l’albero,  che Gesù lavorava,  ha preso la forma di una croce.

E.  Lasagna

26/05/2026

 

Oggi vi detto una poesia di Nicola Vernieri,  nato ad Albanella in provincia di Salerno.  Il poeta osservando la natura deduce che gli elementi della natura sono per lui i servitori che Dio ha concesso all’uomo.  Ecco il vento che con la sua forza porta le provviste per il freddo le foglie da bruciare nel caminetto,  poi spazza,  spolvera; poi ecco il sole che rende più luminosa e accogliente la casa;  poi ecco la luna che lascia filtrare i suio pallidi raggi nella stanza da letto  e innalza il pensiero degli uomini a Dio.  La poesia dice così:

I MIEI SERVI

Il primo è il vento,  che mi fischia all’alba

dalla toppa dell’uscio,   e tiene a bada

uno stuolo di foglie di vitalba

che ogni giorno mi porta sulla strada.

Irrompe dentro,  porta la provvista al focolare

dopo fruga,  annasa, sbatacchia imposte,

spolvera, rovista,  e spazza così tutta la casa.

Secondo servo è il sol,  con l’oro in grembo

che mi lustra la porta e me l’abbella,  che si fa

specchio al muro,  e di un lembo di un suo

fascio di luce m’ammantella;  mentre l’ombra

sua tacita compagna,  mi regge ai piedi quel

mantello d’oro, ed umile e fedele,

m’accompagna,  dividendo con me

l’ozio e il lavoro.

05/06/2026

 

IL MIO POSTO

Un volo di rondini echeggia!

È ancora primavera.  Il lago trema…

 spumeggia la fresca onda mattutina.

Il sole ritarda,  ma dalla chiesa le lmpide

campane suonano a festa. I primi raggi brillano

sull’erba tenera della mattina.  Nel

castello sui monti a mezzogiorno i bimbi

giocano tutt’intorno;  sull’altura dolce e forte

risplende il paese all’ombra della notte.

O Cielo tu mi conosci amo la gente,  la

primavera,  il mio rifugio

è il bosco e la riviera.

 

E. Lasagna 05/06/2026

15/06/2026

Questa storiella me la raccontarono tempo fa,  si chiama:  IL DESINARE  ALL’OSTERIA.

Il mio commento:  Che strano modo di fare le porzioni a tavola ha quest’ospite,  che pigliamper sé la parte migliore e più abbondante.  Gesù non ci insegna così:  prima vengono tutti gli altri e poi se rimane a se stessi.

 

Un giovane si fermò a un’osteria e fu invitato a sedere a mensa col padrone,  sua moglie,  due figli e due figlie.  Sulla tavola erano posti cinque piccioni e un pollo,  e il giovane venne pregato di tagliarli e servirli.  Egli divise un piccione tra i due figli,  un altro piccione tra le due figlie,  un terzo piccione fra il padrone e sua moglie e tenne i due ultimi per sé.  L’oste fu sorpreso da quel metodo di distribuzione.  Tuttavia,  quando i piccioni furoni finiti,  egli chiese al giovane di tagliare e distribuire anche il pollo.  Il giovane accondiscese:  diede la testa al padrone e a sua moglie, una coscia a ciascuno dei due figli,  un ala a ciascuna delle figlie e tenne il tronco per sé.  Subito il capo di casa chiesa una spiegazione.  Ho fatto il meglio che potessi per distribuire equamentele parti rispose il giovane.  Voi vostra moglie e un piccione fate tre;  i vostri due figli e un piccione fanno tre; la vostre due figlie e un piccione fanno tre;  io e due piccioni facciamo tre.  Quanto al pollo,  io ho dato la testa a voi e a vostra moglie perché voi siete i capi della famiglia;  ho dato le gambe ai vostri figli,  perché essi sono i sostegni della famiglia;  ho dato le ali alle vostre figliole perché esse si mariteranno e voleranno via dalla casa;  io poi mi sono tenuto il tronco del pollo perché esso assomiglia a un bastimento col batimento io venni qui e col bastimento  ripartirò.

 

 

 

 

IL VANGELO SECONDO LUCA QUINTA PARTE

22/04/2926

 

Il quarto articolo l’ho terminato con Marta e Maria.  Adesso proseguirò con il capitolo 11.

La preghiera cristiana

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore,  insegnaci a pregare,  come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Ed egli disse loro: “Quando pregate dite:” Padre sia santificato il tuo nome,  venga il tuo regno;  dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,  e perdonaci i nostri peccati,  perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,  e non ci indurre in tentazione”.  Poi aggiunse:” Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico,  prestami tre pani,  perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall’interno gli risponde: Non m’importunare,  la porta è già chiusa e i bambini sono a letto con me,  non posso alzarmi per darteli;  vi dico che,  se anche non si alzerà a darglieli per amicizia,  si alzera a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.  Ebbene io vi dico:  Chiedete e vi sarà dato,  cercate e troverete,  bussate e vi sarà aperto.  Perché chi chiede ottiene,  chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.  Quale padre tra voi,  se il figlio gli chiede un pane,  gli darà una pietra?  O se gli chiede un pesce,  gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo,  gli darà uno scorpione? Se dunque voi,  che siete cattivi,  sapete dare cose buone ai vostri figli?  Quanto più il Padre vostro Celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”

24/04/2026

Il demonio muto

 

Gesù stava scacciando un demonio che era muto.  Uscito il demonio,  il muto cominciò a parlare e le folle riamasero meravigliate.  Ma alcuni dissero: “È in nome di Beelzebùl,  il capo dei demoni,  che egli scaccia i demoni.  Altri poi per metterlo alla prova,  gli domandavano un segno dal cielo.  Egli,  conoscendo i loro pensieri, disse:  Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra.  Ora,  se anche satana è diviso in se stesso,  come potrà stare in piedi il suo regno?  Voi dite io scaccio i demoni in nome di Beezebùl.  Ma se io scaccio i demoni in nome di Beezebùl,  i vostri discepoli in nome di chi li scacciano?  Perciò essi stessi saranno i vostri giudici.  Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio,  è dunque giunto a voi il regno di Dio.  Quando un uomo forte,  bene armato,  fa la guardia al suo palazzo,  tutti i suoi beni stanno al sicuro.  Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince,  gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.  Chi non è con me,  è contro di me; e chi non raccoglie con me,  disperde. Quando lo spirito immondo esce dall’uomo,  si aggira in luoghi aridi in cerca di riposo e,  non trovandone, dice:  Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto,  la trova spazzata e adorna.  Allora va,  prende con sé altri spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima”.

 

27/04/2026

BEATITUDINE

Mentre diceva questo,  una donna alzò la voce in mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”  Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”

IL SEGNO DI GIONA

Mentre le folle si accalcavano,  Gesù cominciò a dire:”Questa generazione è una generazione malvagia;  essa cerca un segno,  ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona.  Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive,  così aqnche il figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà;  perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone.  Ed ecco,  ben più di Salomone c’è qui.  Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno;  perché essi alla predicazione di Giona si convertirono.  Ed ecco ben più di Giona c’è qui.  Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio,  ma sopra il lucerniere,  perché quanti entrano vedano la luce.  La lucerna del tuo corpo è l’occhio.  Se il tuo occhio è sano anche il tuo corpo è tutto nella luce;  ma se è malato,  anche il tuo corpo è nelle tenebre.  Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra.  Se il tuo corpo è tutto luminoso,  senza avere alcuna parte nelle tenebre,  tutto sarà luminoso come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore”.

28/04/2026

GESÚ  E  I  FARISEI

 

Dopo che ebbe finito di parlare,  un fariseo lo invitò a pranzo.  Egli entrò e si mise a tavola.  Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.  Allora il Signore gli disse:  “Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto,  ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità.  Stolti!  Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno?  Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro,  ed ecco tutto per voi sarà mondo.  Ma guai a voi,  farisei,  che pagate la decima della menta,  della ruta e di ogni erbaggio,  e poi trasgredite la giustizia e l’amore di Dio.  Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre.  Guai a voi,  farisei,  che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze.  Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo”.  Uno dei dottori della legge intervenne:”  Maestro,  dicendo questo,  offendi anche noi”.  Egli rispose:” Guai anche a voi dottori della legge,  che caricate gli uomini di pesi insopportabili,  e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!  Guai a voi che costruite i sepolcri dei profeti e i vostri padri li hanno uccisi.  Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri:  essi li uccisero e voi costruite i loro sepolcri.  Per questo la sapienza di Dio ha detto:  Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno;  perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti,  versato fin dall’inizio del mondo,  dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria,  che fu ucciso tra l’altare e il Santuario.  Sì,  vi dico,  ne sarà chiesto conto a questa generazione.  Guai a voi dottori della legge che avete tolto la chiave della scienza.  Voi non siete entrati,  e a quelli che volevano entrare l’avete impedito”.  Quando fu uscito di là,  gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti,  tendendogli insidie,  per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

29/04/2026

IL LIEVITO DEI FARISEI

capitolo 12

Nel frattempo,  radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda,  Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: ” Guardatevi dal lievito dei farisei,  che è l’ipocrisia.  Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato,  né di segreto che non sarà conosciuto.  Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre,  sarà udito in piena luce: e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.  A voi miei amici,  dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla.  Vi mostrerò invece chi dovete temere:  Temete Colui che,  dopo aver ucciso,  ha il potere di gettare nella Geenna.  Sì,  ve lo dico,  temete Costui.  Cinque passeri non si vendono forse per due soldi?  Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.  Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.  Non temete,  voi valete più di molti passeri.  Inoltre vi dico:  Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,  anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;  ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.  Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo gli sarà perdonato,  ma chi bestemmierà lo Spirito Santo,  non gli sarà perdonato.  Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe,  ai magistrati e alle autorità,  non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire;  perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire”.

30/04/2026

 

IL RICCO STOLTO

Uno della folla gli disse: “Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità”. Ma egli rispose: “O uomo,  chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”.  E disse loro:  “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupudigia,  perché anche se uno è nell’abbondanza,  la sua vita non dipende dai suoi beni”.  Disse poi una parabola:  “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto.  Egli ragionava tra sè:  Che farò  poiché non ho dove riporre  i miei raccolti?  E disse: Farò così:  demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.  Poi dirò a me stesso: Anima mia,  hai a disposizione molti beni per molti anni;  riposati,  mangia, bevi e datti alla gioia.  Ma Dio gli disse:  Stolto,  questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita.  E quello che hai preparato di chi sarà?  Così è di chi accumula tesori per sé,  e non arricchisce davanti a Dio”.

04/05/2026

 

FIDUCIA NELLA PROVVIDENZA

Poi disse ai discepoli:” Per questo io vi dico:  Non datevi pensiero per la vostra vita,  di quello che mangerete;né per il vostro corpo, come lo vestirete.  La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito.  Guardate i corvi: non seminano e non mietono,  non hanno ripostiglio né granaio,  e Dioli nutre.  Quanto più degli uccelli voi valete!  Chi di voi,  per quanto si affanni,  può aggiungere un’ora sola alla sua vita?  Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa,  perché vi affannate del resto?  Guardate i gigli come crescono:  non filano,  non tessono,  eppure io vi dico che neanche Salomone,  con tuttala sua gloria,  vestiva come uno di loro.  Se dunque Dio veste così l’erba del campo,  che oggi c’è e domani si getta nel forno,  quanto più voi,  gente di poca fede? Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete,  e non state con l’animo in ansia:  di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.  Cercate piuttosto il segno di Dio e queste cose vi saranno date in aggiunta.  Non tenere piccolo gragge,  perché al padre vostro è piaciuto   il suo regno. Vendete ciò che avete e datelo in elemosina,  fatevi borse che non invecchiano,  un tesoro inesauribile nei cieli,  dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.  Perché dove è il vostro tesoro,  là sarà anche il vostro cuore.

 

 

 

 

DIALOGANDO CON VOI

22/04/2026

 

Marco di Patty  Zia, dici che mia madre guarirà perfettamente?

Elena  Certo che sì,  non ti ha mentito,  te lo assicuro io.  Poi vedrai,  quest’estate la porterò là da Linda e da Robert,  non le faremo toccare niente,  finché non si sarà ripresa completamente.  Ma adesso però con il lavoro deve andarci cauta;  mi raccomando Marco aiutala tanto.

Marco  Con i miei amici abbiamo parlato di “Cerchi nel grano”  Che cosa c’è di vero in tutto questo?  È solo una leggenda?  Grazie anche da parte loro.

 

Elena   I cerchi nel grano sono un’immensa scrittura leggibile solo dal Cielo.  Profezia gigantesca degli ultimi giorni?  Proiezione del Cielo sulla Terra?  Ricordo bene che nell’estate del 1995 a Longwood Warren apparve dal giorno alla notte,  uno dei più famosi disegni nel grano,  una straordinaria composizione grafica che mostrava l’esatta disposizione dei pianeti Mercurio,  Venere,  Terra  (pianeti interni) e del pianeta Marte rispetto al Sole. La precisa configurazione astronomica tratteggiata nel grano, appariva come una sorta di fotografia degli aspetti tra i pianeti,  in una disposizione che ciclicamente si ripresenta ogni sessantasette anni.  L’aspetto ancora più interessante era costituito dal fatto che,  essendosi i cerchi formatosi nello stesso anno in cui era comparsa la celebre cometa di Hale Bopp,  la disposizione dei cerchi raffigurava lo schema della posizione dei pianeti come se fossero stati visti da un ideale spettatore posto in sella alla cometa il primo gennaio del 2001.

Per quanto alcuni dei più conosciuti cerchi nel grano siano stati catalogati come indubbia opera di falsari,  il fenomeno non può essere semplicisticamente ridotto a uno scherzo ben organizzato.  Oltre al fatto che si tratta di apparizioni sempre più frequenti,  le figurazioni mostrano dei tratti sempre più complessi e caratteristiche come l’intreccio degli steli,  i segni di calore,  e le indubbie tracce di radioattività che non possono in alcun modo essere attribuite ad alcuna causa naturale a noi conosciuta.  Come se si trattasse di una vera e propria stagione dei cerchi.  È singolare anche il fatto che proprio all’inizio della primavera,  delle spighe di grano vengano piegate al suolo da ignote forze:  ogni anno queste strane opere d’arte riappaiono puntualmente  e costantemente nelle medesime località.  Va inoltre detto che la comparsa dei cerchi spesso si è dimostrata in stretta connessione con l’accadimento di eventi reali.  Stabilito che come nel caso di Lonwood Warren compaiono sulla terra delle configurazioni che raffigurano il verificarsi di fenomeni Celesti,  sarebbe lecito chiedersi quali siano le forze che,  interagendo fra loro,  fanno in modo che l’evento astrale si configuri con una sorta di calco proprio sulla Terra.  Ad oggi la questione aperta dei cerchi nel grano è stata completamente sottovalutata.  I cerchi nel grano sono sotto agli occhi di tutti ed è praticamente impossibile ignorare l’evidenza di un fenomeno del tutto oggettivo.

 

Daniela  Io non ho il Vangelo,  anche perché per i ragazzi sto facendo i salti mortali,  prima preferisco accontentare loro.  Vorrei chiederti se riprenderai a dettarci i Vangeli.  Grazie.

Elena   Sarà un piacere.  Però ne detterò un pezzo ogni tanto,  va bene?  Matteo l’ho finito,  poi c’è qualcosa di Giovanni,  ma avevo iniziato con il Vangelo secondo Luca,  ed è da lì che riprenderò,  anzi lo farò adesso in un articolo nuovo.  Ciao.

23/04/2026

Elena  Ritornando all’argomento “I cerchi nel grano” , degli studiosi britannici di fenomeni meteorologici,  George Terence Meaden,  presosi a cuore il problema dei cerchi nel grano, dopo lungo “lavoro di ricerca durato quasi dieci anni,  scrisse un libro:  “The Circles Effect and Its Mysteries.  In quelle pagine si mostrò del tutto convinto di avere trovato nell’ambito delle scienze naturali una risposta al problema:  lo straordinario fenomeno andava ricondotto a suo parere a dati di natura strettamente atmosferica,  vale a dire,  l’esistenza di un nuovo genere di turbine definito ” plasmavortex”,  un tipo di turbolenza in grado di produrre forme circolari dalle inedite fattezze.  Ma quando pareva si fosse trovata una plausibile risposta al fenomeno,  i cerchi nel grano apparsi successivamente all’uscita degli studi di Meaden presentavano una tipologia talmente complessa rispetto ai precedenti,  che l’elaborata teoria decadde immediatamente. Le teorie di Meaden non erano più sostenibili.  Perché nessuna forza naturale è in grado di organizzarsi in modo da dare forma a figure così complesse.  Perché dietro a questo mistero c’è un’intelligenza in grado di giudare le forze della natura elettromagnetica e cioè “Le forze del Cielo”. Ma che cosa ci vogliono dire le forze del Cielo con queste opere così complesse ma così significative? Forse perché dobbiamo mettercela tutta per la conservazione della terra e dell’essere umano?  O forse qualcuno ci vuole dimostrare quanto può essere potente “DIO”! E se non fosse per la disubbidienza di Eva e Adamo noi saremmo come Lui. Sì,  perché dopo questa disobbedienza i poteri che ci concesse Dio erano come i suoi,  ma avendo voluto l’ umano il libero arbitrio,  ci nascose questi poteri nel profondo della nostra anima,  in modo che se qualcuno di noi li avesse trovati allora sarebbe diventato come Dio. Ritrovare questi poteri bisognerebbe diventare proprio come Lui.

Marco  Tutto questo è magnifico,  affascinante come argomento.  Grazie Zia !

27/04/2026

Annalisa  Io darei vent’anni della mia vita per poter vivere là con tutti voi!  Chiedi al Cielo se si può fare!  Io credo che persone così non ne esistano più! Ti prego fammi ritornare là per l’ultima volta!  Grazie!

 

Elena  Perché  un ultima volta?  Hai paura di abituartici?  Dai non esagerare.

Annalisa  E chi esagera?  A me sembra di vivere in un altro pianeta,  fuori da questa terra!  Il dott.  Robert,  La dott. Linda Il dottor Peter e Il dottor Michele! Ma come fai a non accorgerti quanto sei per lui!

Elena  Sono così per tutti loro e loro sono tanto e ancora di più per me!

Annalisa  Posso domandarti che argomento avete sollevato ieri?  Grazie!

Elena  Ieri abbiamo parlato di molte cose,  ma tutti noi abbiamo empatia per quelle popolazioni dove esiste la dittatura! Prova ad immaginare la gente che non può esprimersi e non può neanche sognare,  ma devono accettare tutto quello che dicono loro,  sbagliato o giusto che sia!  Come si fa a vivere così?  Alcuni preferiscono la morte! Nessuno di noi vuole la guerra,  ma certi popoli come possiamo difenderli se i capi di governo non vogliono nessun dialogo?   Che sofferenza!

Annalisa  Anch’io se fossi nelle loro mani preferirei morire!

 

BASTA CON LA SOFFERENZA DELLE GUERRE

Passerà quest’angoscia?  Nemmeno alla terra che attende!

Il chiaro dell’alba respira il tuo sangue

dentro le città deserte.   Il dolore spacca

il cuore e la mente,  ma nessuno copre il

suo pianto;  anche le stelle hanno

vergogna di risplendere sulle rovine

dell’uomo stolto,  che ha provocato la morte

di tutto,  piano piano si allontanano nella

notte buia.  Una voce di bimbo che piange

sotto le rovine;  nel silenzio il rumore

delle bombe rimbombano dentro il suo cuore.

Nessuno lo sente,  ma un gruppo di angeli lo

fanno volare.  L’uomo ormai non sente

più niente,  alta è la sua paura e la

disperata speranza di un alba piena di sole.

Qualcuno si avvicina per dire la guerra è finita

ma il freddo del cuore continua perché nell’aria

si sente ancora odore di morte!  Perché mi hai

portato là quel mattino!

 

Elena Lasagna

 

Annalisa  Ti dico che sei la donna più onesta che abbia mai conosciuto!  Grazie per il S. Rosario,  va bene se vengo tutte le sere alle 19? Grazie!

 

Elena  Sì,  va benissimo,  puoi portare Patty,  e anche Francesca se vuoi.

Annalisa  Lasciami scrivere quello che penso di te!  Tu sei piena di ricchezza interiore e di  intelligenza,  sei buona,  ma allo stesso tempo sei forte sia fisicamente che psicologicamente,  sai perdonare,  affascinante,  saggia,  hai la capacità di giudicare con fermezza e ti sai prendere le tue responsabilità  tu non diventerai mai una debole; hai forza di volontà e determinazione,  non sai mentire,  bella dentro e bella fuori,  e poi sei tanto che non riesco nemmeno a trovare le parole giuste.  La tua bontà come dice la dottoressa Linda ci spaventa perché a volte il tuo buon cuore sa caricarsi di colpe che non ha,  ma sono di chi non ha il coraggio di ammettere i propri errori. Per questo hai subito molte ingiustizie!  Ma adesso dovresti solo fare un passo avanti e sarai felice.

 

Elena  O  mamma mia!  Quanti pregi che mi avete donato!  Mi sento arrossire.

28/04/2026

Francesca  Cosa ne pensi oggi dell’intelligenza atificiale?

 

Elena  Io non ho cambiato idea rispetto all’anno scorso. Ci sono stati molti licenziamenti in diversi settori a causa  della A.I.  Mi fa impressione,  vorrei che non esistesse. Si arriverà al punto che per certi giovani non ci sarà più lavoro.

Annalisa  Ho sentito che certa gente si fidanza con uomini e donne costruiti con l’intelligenza artificiale;  non fa per me!  Io il fidanzato lo voglio di carne ed ossa,  più carne che ossa.

Elena  A me farebbe una certa impressione avere una macchina come compagno,  mi sembrerebbe di avere un morto che cammina.

Annalisa  Certo che uomini come Piter,  Michele e il dott. Robert sono in estinzione!  No,  così non ne nasceranno più!  Che peccato!

Elena  Ma non è sicuro,  ci sono persone come noi che cresceranno i loro figli con dignità,  avranno dei valori e di conseguenza avranno anche la giusta educazione e l’intelligenza forte e onestà. Mentre invece ci sono genitori che indottrinano i loro figli a cercare di far fessi gli altri,  più fregano il prossimo e più sono “furbi “,  insegnano loro a rubare ecc. Purtroppo io ne conosco,  ma quelli un giorno non saranno capaci di fare nuente.

Annalisa  Hai ragione tu quando dicevi che il mondo si divide in due parti…

Elena  Meglio dire in tre!