LETTERATURA ANTICA E MODERNA E STORIA OTTO

17/06/2026

CANZONE D’AUTUNNO

di Paul Verlaine

 

I lunghi singulti dei violini d’autunno

mi lacerano il cuore d’un languore monotono

Pieno d’affanno e stanco ,  qundo l’ora batte,

io mi rammento remoti giorni e piango.

E mi abbandono al triste vento

che mi trasporta di qua e di là

simile ad una foglia morta.

Su richiesta di Daniela.

ELEVAZIONE

Di Charles Baudelaire

Al di sopra di stagni e di vallate,

di montagne,  di boschi,  nubi e mari,

Oltre il sole,  oltre gli eteri e i confini

delle sfere stellate,  e tu,  mio Spirito,

agilmente ti muovi e come un valido

nuotatore beato dentro i flutti

gaio solchi l’immensità profonda

con indicibile e maschio piacere.

Fuggi da questi morbosi miasmi, ben lontano

và a purificarti,  nell’aria superiore e bevi,

come un liquore divino e puro,  il fuoco chiaro

che colma i limpidi spazi.  Al di là delle noie e

degli affanni che tanto gravano col loro peso

questa esistenza di nebbia,  felice, chi si può

slanciare con ala robusta verso i campi luminosi

e sereni,  colui di cui i pensieri,  come allodole,

prendono nel mattino verso i cieli

libero slancio e plana alla vita,  e senza sforzo

comprende,  il linguaggio dei fiori e delle cose

silenziose.

Su richiesta di Daniela.

22/06/2026

LETTERA DI CARMELA

Mi chiamo Carmela ed ho 49 anni.  Eravamo in 4 fratelli,  due maschi e due femmine.  Mio padre e mia madre erano molto severi con noi,  specialmente con noi femmine;  ci facevano lavorare tutto il gorno fin da piccole e non ci lascaivano mai andare a giocare con le nostre compagne di scuola.  Tra di noi fratelli però eravamo molto uniti,  prima di sposarci,   ma ora non ci vediamo quasi mai.  Quando eravamo piccoli,  nonostante lavorassimo tutto il giorno dopo la scuola,  a volte non c’era niente da mangiare,  ora invece ce n’è troppo e non pensiamo a sfamare chi ne ha più bisogno.  Mi sono sposata perché mio marito piaceva a mio padre,  ma ora però noi anche se abbiamo figli,  non riusciamo a compatirci e ci stiamo separando.  Mi dispiace soprattutto per i miei figli,  loro ci soffrono.  Però dal momento che lui ha un’altra storia parallela,  io devo lavorare dalla mattina alla sera perché lui dice che prima vengono gli altri due avuti con l’altra moglie,  perché sono più piccoli.  Ora io non mi sento tanto bene, ho una patologia che non mi permette di lavorare come prima,  e lui invece non ha nemmeno un lavoro fisso;  proprio per non passare nulla ai suoi tre figli avuti con me.  È una cosa vergognosa!  Ma come si fa a non pensare ai propri figli, a dei bambini di 13, 10 e 8 anni,  che sono la mia vita.  Ho dei vicini così comprensivi che mi aiutano molto,  Che Dio li benedica!  Però non posso gravare sulla loro famiglia abbastanza pesante.  Come posso fare?  Grazie!

 

Carmela,  la tua malattia di cui mi hai parlato purtroppo non guarirà mai ma progredirà e tu dovrai provvedere  non solo a te stessa ma ai tuoi figli.  Per una disabilità così si puo chiedere un sussudio allo stato,  anche se sei ancora giovane,  le malattie non guardano in faccia nessuno;  sarebbe una pensione di invalidità.  Poi ho un impiego che fa per te:  una specie di dama di compagnia ad una signora sola molto anziana ma in salute,  dovresti solo andare tutti i pomeriggi dalle 16 alle 21,   non devi assolutamente fare nulla,  soltanto se desidera un caffè,  o un te  insomma rendersi utile e fare qualcosina mentre le tieni compagnia. Saresti pagata come una badante a mezzo impiego.  Sono certa che sia la signora che tu vi troverete bene insieme; vedi dovresti abbandanoare l’abitazione e trasferirti lì da lei c”è posto per tutta la tua famigliola,  così puoi tenere d’occhio i tuoi figli e senza faticare puoi tenere compagnia alla signora.  Svanirà così la tua angoscia per il sostentamento,  e il tuo spirito brillerà come non mai.  Ti mando l’indirizzo,  intanto io parlerò con lei.  Quando saremo sicure che ti assumerà ci vedremo qui a casa mia per i dettagli.  Ciao!

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Oggi detto una poesia di Giorgio Vigolo, nacque a Roma nel 1894.  Nel corso della sua lunga attività artistica,  si affermò non solo come poeta ma anche come critico e musicologo. le sue raccolte poetiche:  Conclave dei sogni, Linee della vita e Canto del destino sono state comprese nel volume:  La luce ricorda.  Delle opere in prosa ricordiamo: La città dell’anima,  Il silenzio creato,  le notti romane e spettro solare.

LA FORESTA

 

Cerco ancora di fare musica

con la mia cetra di nervi d’uomo

che la vita ha accordato e scordato in mille modi;

eppure, un’armonica temperie creò nello strumento

che io sono,  per cui le vibrazioni del mondo

vi acquistano altro misterioso suono profondo

dove tutte le goie e i miei dolori,  cantano come

gli ebbri usignoli nella foresta inondata di luna.

E questa foresta io sono che cammina fra le case

nelle gole di mura io passo come un lampo

di verde esiliato,  fra l’ostile mondo moderno

nemico della natura.

Con chi potrà ancora fare amicizia

il mio bosco angustiato dalle macchine?

 

PROSA

 

Qui il poeta aspira ancora a comporre e creare versi,  ispirandosi alla propria vita,  ai dolori e alle gioie che essa gli ha dato,  e che nel passato acquistando un tono misterioso e profondo,  hanno dato un senso più vero e luminoso alla sua esistenza,  al suo tormento di uomo.  Ma oggi il tormento della sua vita,  il tormento dell’uomo moderno è quello di sentirsi esiliato in un mondo di cemento ostile e indifferente alla natura.  A chi ormai parlerà il suo poeta?  Per chi farà musica con la sua cetra,  se gli altri uomini non sentono più le sue stesse vibrazioni,  presi dal ritmo di un’esistenza sempre più allienante e distruttiva?  Quando l’uomo hadelle certezze,  sia pure in un’alternanza di gioie e dolori,  riesce ad esprimere i suoi sentimenti,  e l’anima sua è come una foresta inondata dalla luce della luna,  ma in un mondo di dubbi e di delusioni, la foresta è totalmente buia ed il poeta sente che nessuno vuole più penetrarvi.

E. Lasagna

23/06/2026

Vorrei riassumere il romanzo di Lev Nicolaevic Tolstoj in “La sonata a Kreutzer;  tratta il problema del matrimonio e della fedeltà,  per giungere alla condanna delle passioni e dell’amore sensuale.

Il protagonista esprime lucidamente le sue idee sulla morale,  sulla condizione e l’educazione della donna.

All’inizio del romanzo egli si trova in compagnia di altri passeggeri su un treno ed assiste ai racconti fatti da un mercante e da un commesso viaggiatore  sulle loro avventure con le donne.  Poi un avvocato racconta ad una signora di una coppia che ha divorziato.  Un contadino,  sollecitato dall’avvocato,  esprime il suo pensiero;  se oggi molte donne lasciano il marito e vi sono molti divorzi,  è colpa dell’istruzione e sostiene che :”ogni siocchezza viene dall’istruzione”.

I personaggi maschili di questo romanzo,  appartengono a vari strati sociali,  eppure,  manifestamente o no,  assumono tutti lo stesso atteggiamento del contadino:  vantano avventure e baldorie,  fieri della loro libertà e convinti quasi che sia un dovere abusarne,  ma non ammettono per la donna alcun diritto,  nemmeno quello di amare o di non amare.  La donna tradizionalmente,  non sceglie,  è scelta e ,  grata di essere stata scelta,  ha il dovere di amare il marito;  ma in definitiva,  anche amarlo può essere un lusso,  un eccesso; è necessario  che sia con lui umile e sottomessa,  che resti al suo posto e si attenga al suo dovere di moglie e di madre.  Il suo regno è la casa.  la signora rivendica per le donne,  la stessa umanità che si riconosce agli uomini,  gli stessi diritti, il diritto della donna a lasciare il marito se non lo ama.  Ancora una volta il problema viene respinto e si afferma,  per bocca del vecchio contadino,  il dovere del marito di vigilare sulla moglie,  anche picchiandola,  perché questa gli resti sottomessa e non “ti prenda la mano”.  Ancora un esempio di come anche nei più grandi narratori animati da spirito cristiano,  la donna non sia considerata un individuo, ma un oggetto,   un sub-individuo la cui riuscita dipende dall’uomo.  È lui che deve tenerla a freno,  è lui il dominatore,  il padrone assoluto.

E. Lasagna

25/06/2026

Ho appena finito di leggere una storia di un amore di “Carlo Cassola”

DIETRO  L’INFERIATA

 

La ragazza di Bube,  pubblicato nel 1960,  è una storia d’amore.  Bube è un giovane partigiano,  chiuso e introverso,  che finita la lotta civile, non sa adattarsi alla vita normale; Mara è una ragazza allegra,  estroversa,  onesta.  I due s’innamorano e si fidanzano.  Quando Bube è costretto a nascondersi perché durante una rissa politica uccide un maresciallo dei carabinieri e suo figlio,  Mara lo segue, in una capanna per due giorni il loro unico idillio.  Dopo la fuga in Francia,  da dove però viene espulso,  Bube viene arrestato e condannato a quattordici anni di carcere.  Mara decide di aspettarlo,  perché ora sa che non c’era stato mai nulla di vero nella sua vita:  solo la sciagura,  la terribile sciagura che l’aveva colpita.  Solo Bube che doveva fare quattordici anni di carcere,  solo quello era vero.  Tutto il resto,  la gioventù,  la bellezza,  l’amore,  non era stato niente altro che una beffa,  sì,  solo una beffa e niente altro.  Nella prima visita di Mara  a Bube in carcere,  la privazione,  della libertà aveva già inciso profondamente nel carattere e nel comportamento di Bube che appare depresso,  smarrito e lontano da Mara…

26/06/2026

LETTERA  DI UN UOMO ALLA MOGLIE

E AL FIGLIO LONTANI

 

Amori miei,

     ogni volta spero che non sia l’ultima lettera che ti scrivo;  almeno sapremo che sono vivo.  Prima del ricovero in ospedale,  avrei voluto sentire la tua voce e quella del piccolo.  Dopo mesi trascorsi in ospedale ad aspettare un nuovo cuore,  continua la lieta eccitazione che suscita in me quando leggo le tue lettere e i baci che mi mandate.  Gli auspici dunque non sono lieti,  ma cercherò di mandarli via dai miei pensieri,  perché voglio pensare solamente a voi due. A volte penso alla distanza che ci separa,  ma poi quando vi penso è come se vi avessi qui in questa stessa stanza. È vero, cara  l’amore fa grandi cose!  Comunque anche se l’intervento non dovesse avere un buon esito,  ti prego di non essere triste,  pensa solo a te stessa e a nostro figlio.  Non dovrai mai abbandonarlo in mani che non conosciamo;  per questo ho pensato a tutto,  ho trasferito tutto il patrimonio che mi hanno lasciato i miei genitori sul tuo conto bancario,  dovrà risultare questa cifra:…………….. Questo consiglio ti sembrerà irritante,  ma tesoro mio tu e il piccolo siete tutto per me,  vi amo più della mia stessa vita.  Mia dolcezza,  continuo a pensare e a pregare perché il Signore ci tenga uniti anche in questa vita;  nostro figlio non dovrebbe crescere senza un papà che lo ami.  Ma se per me dovesse finire il mio viaggio su questo pianeta,  vorrei essere rimpatriato e sepolto nella cappella di famiglia.  Grazie! Per avermi dato tanta flicità!   Ciao mio carissimo amore,  sei tutta la mia vita.  Ti amerò per sempre. …

Elena  Lasagna 26/06/2026