Maggio 3, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSETTANTESIMA PARTE 03/05/2023 INCUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Ed eccoci qui con la torta per Marco a cui è piaciuta tantissimo, si tratta di una torta ai bignè con ricotta e panna fresca, molto ma molto gradita da tutti i miei amici. TORTA AI BIGNÈ CON RICOTTA E PANNA FRESCA Ingredienti: bignè fatti in casa, panna fresca 200 ml, crema pasticciera realizzata nella maniera tradizionale ma con l’amido di mais, e lo stesso vale per la crema pasticciera al cioccolato, poi quattro etti di ricotta vaccina, zucchero semolato 200 g, aromi naturali, 6 tuorli per lo zabaione e 250 g di zucchero, liquore al rum, una bacca di vaniglia, 400 g di zucchero per il caramello e 200 g di burro per la crema mou. Per la guarnizione rivestimento: 200 g di cioccolato fondente 50%, una moka di caffè, liquore all’amaretto mezzo bicchiere, e olio di semi di arachidi per la lucidatura. Esecuzione: S’incomincia con realizzare i bignè facendo la pasta choux con uova, farina, burro, acqua e sale. Una volta raffreddati i bignè li farciremo con le creme: metà con la crema gialla e metà con quella al cioccolato. Poi realizziamo il caramello portando ad ebollizione lo zucchero con l’acqua (poca acqua) e subito dopo il burro; ora è la volta dello zabaione a bagnomaria, montando a spuma i tuorli con lo zucchero, e incorporando man mano il liquore, sempre mescolando fino ad ottenere una spuma densa e corposa. Adesso il penultimo passaggio che è quello di incorporare la panna alla ricotta: prima setacciamo la ricotta con lo zucchero, poi montiamo la panna e l’incorporiamo alla ricotta fino ad ottenere una crema densa ma scorrevole, aggiungiamo anche la bacca di vaniglia. L’ultima preparazione è quella della crema di rivestimento: facciamo sciogliere il cioccolato fondente nel caffè, aggiungiamo l’amaretto e mezzo bicchiere di olio, mescoliamo bene sul fuoco a bassa fiamma per amalgamare il tutto. La crema deve risultare densa ma scorrevole, che poi quando si raffredderà sarà come una copertura di guarnizione di tutta la torta, alternata allo zabaione. E adesso abbiamo la composizione o assemblaggio della torta: prendiamo una tortiera trasparente, mettiamo uno strato sottile di crema bianca con ricotta e panna, poi copriamo con i bignè, un altro strato di crema bianca, e versiamo su tutta la torta quattro cucchiai di zabaione, e quattro cucchiai di crema mou, poi incominciamo ancora con i bignè e via via così fino a quando non avremo riempito la ciotola; alla fine copriamo qua e là con delle cucchiaiate di crema al fondente, lasciamola cadere dove va, ed ecco il risultato. Ma quello che conta di più sono i sapori che insieme formano un’armonia di festa. Federica È di una bontà da svenimento! Elena Grazie Fede, lo ha detto anche Marco. Ecco com’ è nel mezzo, vedi nella foto sotto. 04/05/2023 Elena Il piatto che presento oggi è un primo piatto, una minestra di carciofi e verdure; squisita e salutare. MINESTRA DI CARCIOFI Ingredienti per quattro persone: quattro carciofi, una carota, un porro, una patata, una stecca di sedano, basilico, prezzemolo, salvia, alloro, sale, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, mezzo bicchiere di vino rosso, parmigiano reggiano abbondante, brodo di carne, salsa di pomodoro pronta fatta in casa, capocollo di maiale a dadini, pasta mezzana come la gramigna. Esecuzione: in poco olio facciamo soffriggere prima il porro tagliato a rondelle, poi mettiamo il resto: la carota, il sedano, la patata sempre tagliati a piccoli pezzi e i carciofi ben puliti e tagliati a piccoli spicchi. Facciamo soffriggere, sfumiamo col vino, poi aggiungiamo il pomodoro, il brodo, la salvia, l’alloro, il peperoncino, un po’ di sale e il capocollo fatto a dadini e grigliato; lasciamo cuocere il tutto per 15 minuti. Passato il tempo controlliamo la cottura che dovrà essere al dente poi caliamo la minestra e lasciamo cuocere perfettamente. A cottura avvenuta aggiungiamo prezzemolo, basilico tritati, il parmigianoe impiattiamo con una fettina di capocollo grigliato per ogni piatto. Federica assolutamente squisita! 05/05/2023 Elena La ricetta che propongo oggi è un secondo piatto: il pollo allo spiedo con salsa alle erbe e limone; squisitissimo! POLLO ALLO SPIEDO CON SALSA ALLE ERBE E LIMONE Ingredienti: un pollo, due limoni, erbe aromatiche preferite, sale, spezie miste, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, burro chiarificato accompagnato da erbe aromatiche tritate per la spennellatura, panna 50 ml. Il contorno adatto potrebbe essere anche un’insalata di fagiolini, e cipolline in agrodolce. Esecuzione: prendiamo il pollo intero, lo liberiamo dall’eccesso di grasso, poi lo foderiamo di erbe aromatiche e spezie miste, peperoncino, olio, e succo di limone. Lo lasciamo riposare per una notte, eil giorno seguente sarà pronto da mettere allo spiedo, facendolo girare piano piano all’inizio, poi mano a mano che passa il tempo di cottura lo faremo girare più velocemente sempre spennellandolo. A cottura ultimata vediamo il pollo che ha perduto quasi tutta la pelle, ed emana un profumo per tutta la cucina; lo lasciamo intiepidire e lo tagliamo a pezzi. Nel frattempo abbiamo fatto la salsa di limone con l’aggiunta di brodo, erbe sale e panna. Impiattiamo il pollo e lo decoriamo con questa salsetta piccante e golosa. Federica Scommetto che piace a tutti. 06/05/2023 Elena Due primi fatti con il cuore e con semplicità, buonissimi! Sono le pennette al sugo e il risotto al salamino piccante e funghi. PENNETTE AL SUGO E RISOTTO AL SALAMINO PICCANTE Ingredienti per il risotto: riso per risotti, sale, peperoncino, un porro, funghi porcini freschi e secchi, olio extra vergine d’oliva, parmigiano raggiano, brodo di carne, vino bianco secco, erbe aromatiche preferite, salamino piccante, crema di taleggio. Per le pennette: pennette, parmigiano, sugo di pomodoro fatto in casa, basilico, aglio, prezzemolo, origano, chiodo di garofano, ginepro, vino, olio extra vergine d’oliva, latte, sale, pepe, peperoncino. Esecuzione: incominciamo con i condimenti: per il riso facciamo il soffritto con poco olio e i porri, mettiamo i funghi secchi ammollati e strizzati e i funghi surgelati. Sfumiamo col vino bianco, aggiustiamo di sale e peperoncino, aggiungiamo il salamino piccante, un mestolo di brodo e lasciamo cuocere per 10 minuti. Aggiungiamo poi le erbe aromatiche che preferiamo, e sempre mescolando aggiungiamo anche la crema di taleggio. In un’altra casseruola facciamo tostare il riso senza alcun grasso, poi aggiungiamo il brodo, e a metà cottura trasferiamo il riso nella casseruola del condimento e lì finiremo la cottura. A cottura avvenuta aggiungeremo una bella manciata di parmigiano grattugiato e il risotto è pronto da servire. Per le pennette anche qui facciamo soffriggere l’aglio in olio, sfumiamo col vino, aggiungiamo poi il sugo di pomodoro, il chiodo di garofano, le erbe scelte, le bacche di ginepro; lasciamo bollire per 5 minuti, poi aggiungeremo il latte (mezzo bicchiere circa), aggiustiamo di sale, pepe, peperoncino, un giro di olio a freddo e parmigiano. Federica Che meraviglia di gusti! 09/05/2023 Elena Presento i paccheri ripieni fatti a mano con la semola. Il risultato è ottimo perché sono leggeri, e gustosi. PACCHERI DI SEMOLA DI GRANO DURO FATTI A MANO Ingredienti: uova, semola di grano duro, sale, due broccoletti verdi, 4 etti di ricotta vaccina o di capra, macis o noce moscata, sale, pepe, un porro intero, olio extra vergine d’oliva, parmigiano reggiano, spezie mste un pizzico; per la besciamella latte amido di mais, farina, burro, zenzero, cannella. Esecuzione: incominciamo col ripieno lessando i broccoletti al vapore, poi li saliamo e pepiamo, li schiacciamo con la forchetta oppure li tagliamo a coltello molto finemente. Aggiungiamo il macis, un pizzico di spezie miste, sale, pepe, il porro tagliato sottile e saltato in padella con poco olio, mescoliamo il tutto per amalgamare e aggiungiamo il parmigiano grattugiato. Lasciamo riposare e nel frattempo prepariamo la besciamella con burro farina, amido, sale, un po’ di cannella e una punta di zenzero. E adesso impastiamo per poi tirare la sfoglia; poi facciamo dei rettangoli di 7 cm circa ma preferibilmente tutti uguali, li riempiamo e formiamo un pacchero e lo sigilliamo bene. Una volta terminato il lavoro li mettiamo in una padella capiente con un cm di brodo e li lasciamo cuocere lentamente con il coperchio per due minuti. Poi li trasferiamo in una teglia da forno spalmando prima su tutto il fondo uno strato sottile di besciamella, adagiamo i paccheri e terminiamo con la besciamella e il parmigiano. Mettiamo in forno a 180° a gratinare per 10-15 minuti. Federica Li ho provati e sono di una bontà da volerli mangiare sempre. 10/05/2023 Elena Anche oggi propongo una ricetta gustosa, salutare e anche di poca spesa: si tratta di una ricetta con le sarde, pasta e sarde al forno e condite con l’aceto. Buonissime! Anche se io non mangio pesce, le ho cucinate col cuore. PASTA CON LE SARDE E SARDE ALL’ACETO Ingredienti: pasta grossa come rigatoni, sarde, peperoncino, olio extra vergine d’oliva, aceto di mele, parmigiano reggiano, due scalogni, basilico, prezzemolo, alloro, e origano fresco, una noce di burro, 5 filetti di acciughe sott’olio. Esecuzione: puliamo e laviamo bene le sarde, metà le mettiamo in forno e l’altra metà la cuoceremo in padella con olio, acciughe, alloro e uno spicchio di aglio. Una volta cotte le sarde in padella le puliamo dalla pelle, le tritiamo un po’ e le aggiungiamo al soffritto di scalogni, sfumiamo con il vino bianco, aggiungiamo mezzo mestolo di brodo e facciamo cuocere per due minuti. Intanto sforniamo le rimanenti sarde e le irroriamo con l’aceto di mele e un po’ di olio. Adesso caliamo la pasta e la cuoceremo al dente, poi la versiamo nella padella del sugo, aggiustiamo di sale, peperoncino e olio, infine una manciata di parmigiano grattugiato. Ecco il piatto per una persona; consiste in un primo e in un secondo perfetti. Federica E anche con questo piatto ci fai vedere la tua abilità! Elena Grazie! Al prossimo articolo di cucina.
Maggio 2, 2023 DIALOGANDO CON VOI admin DIALOGANDO CON VOI 02/05/2023 02/05/2023 Marco di Patty Come avete passato la festa del primo maggio? Elena Benissimo, abbiamo fatto giardinaggio con tutta la volontà del mondo e la sera ero soddisfatta e felice; a me piacerebbe anche molto viaggiare, ma fare giardinaggio non è da meno. A proposito, tu con la ragazza come avete festeggiato? Marco La tua torta è stata una cosa! Che ad un certo punto ero geloso più della torta che di lei! L’avrei mangiata anche oggi e domani e domani ancora. Elena No! Non voglio farti ammalare di diabete, se la dividi allora te ne manderò ancora, altrimenti no! Lo sai che non voglio sentirmi in colpa. Domani la metterò nelle ricette di cucina. Dott. Robert e Linda Ti capita a volte che le essenze del pensiero tradiscano le tue abitudini? Ti aspettiamo presto! Elena Sì, meno male che mi capita, perché certe abitudini sbagliate meglio tradirle non trovi? A volte mi capita di fare un dispetto al mio realismo puntuale e rigoroso, non si tratta di tradire l’abitudine, ma dare un po’ di distanza a una scelta di un modo di vivere, che poi se dovessi trascurarlo più di tanto non mi sentirei io. 03/05/2023 Dott. Robert e Linda Anche se ci sono persone gentili oneste che con te fanno il loro dovere, non t’infastidisce la mancanza di trionfalismo? Elena No, non tanto, ormai mi conoscete bene, ciò che conta per me sono i fatti, l’importante è dimostrare la verità, questo mi fa sentire ancora più forte, la giustizia, anche se non gridata al mondo intero basta avere la meglio sulle avversità che mi sono presentate e per cui ho lottato molto, cioè scoprire finalmente ed avere la certezza di chi ha sbagliato nei miei confronti, questo per me è grande successo. 04/05/2023 Marco di Patty, come dovrebbe essere secondo te un romanzo fatto bene e raffinato? Grazie! Elena Io la penso come uno dei miei professori d’italiano che conobbi tempo fa: lui diceva sempre che un vero romanzo perché sia affascinante e raffinato dovrebbe essere scritto con stringatezza e sobrietà non andare a prendere o fare troppi giri di parole tanto per riempire le pagine; il lettore lo avverte e non ne verrà mai a capo, ma dovrebbe essere scorrevole, non cadere nel banale e farti venire la voglia di rileggerlo. Marco In questi giorni ho studiato molto, ma mi mancano anche le poesie e le tue prose, magari un altro giorno perché oggi vorrei chiederti una cosa di medicina; nell’altro articolo? Elena Sì, in un nuovo articolo di “La nostra salute”. A tra poco. 05/05/2023 Marco di Patty Ho scelto la poesia, è una di G. Carducci, le ho lette tutte, e sono davvero belle, ancora attuali come “Pianto Antico”. Grazie! Elena Certo, quelli erano poeti con la P maiuscola. Il poeta parla di un pianto antico perché il pianto per la morte di un figlio è antico quanto il mondo, nel senso che un genitore non dovrebbe mai vedere morire un figlio come è successo a lui. Si dice che sia il dolore più grande che possa esistere. Infatti il Carducci fu straziato dal dolore per la morte del figlioletto Dante, si paragonava ad una pianta colpita da un fulmine che inaridisce e muore, la vita ormai sembrava senza scopo senza il figlio nel quale aveva riposto tutte le sue speranze. Quando compose questa poesia era ormai una persona senza alcuna voglia di vivere, egli si era come trasfigurato nella contemplazione virile di una legge universale. La natura che rifiorisce ogni anno a primavera e gode della luce e il calore del sole; l’uomo invece quando la morte l’ ha colpito, non rifiorisce più. In certi suoi versi si capisce che al poeta mancava il conforto della fede cristiana nella vita futura e perciò il suo dolore, pur così misurato, è sconsolato e tragico. 06/05/2023 Dott. Robert Secondo te i figli bisognerebbe viziarli? Elena Io potrei dirti: e che ne so? Ma quello che sentivo da piccola mentre spettegolavo in mezzo ai grandi era: ” I figli non si devono viziare ma si devono amare!” Anche perché io dico se si viziano già da piccoli quando saranno grandi si allontaneranno nel senso che non sapranno amare solo che se stessi, ci si sentirà obbligati a mantenerli anche nei loro vizi e chissà che altro. 08/05/2023 Dott. Robert Ti ho sempre dato ragione a non infierire su chi ha sbagliato con te, ma quando una persona continua a perseverare su quella linea, allora se ascolterai me sarà bene metterci un freno, se non hanno capito con le buone, dovranno capire con le cattive; tu non dovrai nemmeno pagare l’avvocato, ed è anche in gamba. Marco di Patty Mi piacciono molto le poesie di Trilussa, anche se la maggior parte sono scritte in dialetto romanesco. Grazie! Elena Oggi ne metto una qui e domani metto le altre due più corte. Ecco la spiegazione di “Er fume’ e la nuvola”. In questa poesia il poeta racchiude una satira in versi che colpisce coloro i quali, volendo apparire quello che non sono, ad ogni costo, vantano i loro Natali illustri, le altolocate amicizie, mentre provengono da umilissima famiglia. Indizio d’animo meschino è il vergognarsi delle proprie condizioni e cercare di nasconderle; che poi si viene sempre smascherati. Così accade al fumo, che innalzandosi dalla cappa di un camino verso il cielo, e incontrata una nuvola bianca, la rimproverò perché gli intralciava il cammino e la scacciò in malo modo, vantandosi figlio del fuoco. Ma la nuvola gli disse: ” non del fuoco sei figlio, ma di una braciola di maiale che il cuoco sta cucinando! 09/05/2023 Elena Ecco le altre due spiegazioni ovviamente sempre di Trilussa : “L’indecisi” e ” L’uomo e la scimmia”. L’indecisi. Questa poesia parla di tante persone che si piegano secondo il vento che spira! Ora a destra, ora a sinistra, senza reagire, senza idee chiare, senza fermezza nelle loro condizioni morali e politiche. Ebbene questi esseri indecisi sferzano il poeta nei suoi versi. L’uomo e la scimmia. L’uomo spesso parla a sproposito, con tanta superficialità da non sapere quello che dice. In questi versi il poeta vuole dimostrare che l’uomo che va per canzonare a sua volta è canzonato o strigliato. In questo caso voleva bullizzare una scimmia, ma la scimmia ha bullizzato lui e avendo agito per primo lui non può neanche più reagire. Qui dice che l’uomo ridicolizza la scimmia dicendole ripetutamente frasi come quanto sei brutta, quanto sei dispettosa quanto sei curiosa ecc. La scimmia ascolta e con grande calma gli risponde: per forza, guarda quanto ti somiglio! Marco di Patty Sono spiritosissime! 10/05/2023 Marco e Patty Se possiamo permetterci: la parola “corna” tu come la consideri? Grazie! Elena Potete permettervi, eccome se potete, alla parola “corna o tradimento” io reagisco così: per me non esiste essere umano più basso di chi tradisce, piuttosto meglio separarsi che vivere sotto lo stesso tetto con la menzogna! Per tradire la persona che si ama bisognerebbe essere partiti con la testa, altrimenti non mi verrebbe mai in mente. Corna o tradimento significa anche tradire se stessi! 12/05/2023 Marco Di Patty Come mai il Carducci che non era cattolico ha scritto questa poesia? “Santa Maria Degli Angeli”. L’ho letta bene, ma non ho capito se suo figlio gli morì prima o dopo questa poesia. Grazie! Marco, in questa poesia non c’è scritto se il figlio era già morto oppure se la disgrazia avvenne dopo; io credo che la morte del figlio sia avvenuta dopo la poesia “Santa Maria degli angeli”. Comunque Nel luglio del 1877 G. Carducci andò a Perugia Commissario per gli esami di maturità classica. Poi si recò a visitare Assisi, e così scrisse al suo amico G. Chiarini di quanto aveva trovato interessante e bella Assisi, per l’arte la natura, nei loro accordi con la storia, con la fantasia, con gli affetti degli uomini. Tant’è vero che fu tentato a fare due o tre poesie su Assisi e San Francesco. Invece egli scrisse solo questo sonetto: S. Maria degli Angeli, che gli fu ispirato dalla visita alla basilica costruita nel luogo dove S. Francesco morì. Il Poeta contemplando la bella cupola del Vignola, vorrebbe vedere profilarsi, sullo sfondo dei monti, la figura del Santo, in atto di preghiera, mentre eleva a Dio il suo canto di lode e d’amore, che si diffonde nella serenità del paesaggio umbro. 14/05/2023 Alessandra e Giovanni Preferiresti vivere con furbizia disonesta o con onestà e meno furbizia? E del rispetto delle regole cosa ne pensi? Sarà vero che abbassa l’intelligenza? Elena Sicuramente vivere con furbizia disonesta è più comodo, ma vivere con onestà e meno furbizia, per me dà grande forza; è una cosa interiore che custodisco da anni, questa cosa mi regala una forza interiore da spaccare l’acciaio col pensiero. Per me l’onestà è grande ricchezza. In quanto al rispetto delle regole anche questa cosa che abbassi l’intelligenza è una grande bufala. Se non si rispettano le regole non si rispetta nemmeno se stessi; e il rispetto per se stessi è grande sensibilità e intelligenza. Pensate se non rispettassimo le regole mentre stiamo guidando! A parte che a volte ci sono cose incomprensibili come il litigarsi un posto parcheggio, non segnalare con la freccia dove stai per svoltare ecc.
Aprile 26, 2023 LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI admin TU E IL 2023/24 COSA VUOI SAPERE? 26/04/2023 IL TUO 2023/24 FATTO CON IL CUORE Mi dispiace di non dirti chi sono, ma è solo una precauzione in più di difesa dalla mia ex amica. In vita mia non sono mai stata delusa così tanto come quella che ho avuto da chi credevo fosse la mia migliore amica. L’ho sempre considerata una sorella, mentre lei invidiosa della mia condizione familiare e sociale si dimostrava molto fedele ma retrospettivamente mirava a distruggere la mia famiglia e così è riuscita nel suo intento. E pensare che non l’ho mai fatta sentire ciò che non voleva essere: veniva a casa mia usavamo insieme tutte le mie cose compreso l’idromassaggio e la sauna, quando acquistavo qualcosa per me , la ricordavo sempre, passavamo molto tempo insieme e l’ho aiutata molto, evidentemente non le bastava, voleva anche mio marito; e così come ha fatto con altre sue amiche ci ha fatto separare e divorziare, perché io seppi che aveva una storia con mio marito. Quando me ne accorsi loro negarono tutto, ma io le vidi anche una borsa firmata come quella che lui aveva regalato a me. Non puoi immaginare che donna è diventata: cerca sempre di fare del male agli altri, poi nega tutto! Io vorrei tanto dimenticare che esiste ancora e che credevo fosse un’amica vera. Aiutami a togliermi di dosso questo tormento! Appena starò meglio ti verrò a trovare e ti dirò apertamete chi sono. Per ora ti ringrazio infinitamentee ti chiedo scusa per la lettera anonima! Grazie! Mamma mia! Ma come puoi aver paura di una cretina? Cerca di dimenticare, altrimenti non ne verrai fuori! Cerca un nuovo e forte interesse che occupi molto del tuo tempo, almeno fino a quando questa storia finirà di corroderti. Pensa a una nuova magia per conquistare la felicità, te la meriti! Da una parte dovresti essere contenta che hai smascherato quella donna orribile, e allo stesso tempo ti sei liberata di un’opportunista sanguisuga. Falle vedere la tua forza, demoliscila! So che non sarà facile, ma se non trascurerai nulla nella ricostruzione della tua nuova vita, tornerai a sentire la tua grinta e la tua forza combattiva, mostrando a te stessa e alle persone care i risultati. Quando ti sentirai padrona di te stessa, avrai la possibilità di iniziare una nuova relazione, durevole, senza il rischio di cadere nelle mani di persone che non ti meritano, o di attaccarti a storie complicate, ma che i valori del sentimento vengano appagati come meritano le persone come te! Arrivederci e moltissimi auguri! Ciao! Elena L. 02/05/2023 Sono S. ho quarantanove anni e vorrei che mi dicessi che non sono pazza ma i pazzi sono quelli che commettono cose come queste. Ascolta, e ti ringrazio fin da subito, io e la mia consuocera siamo state invitate al matrimonio di mio cognato, lei è venuta a trovarci una sera, abbiamo parlato, ci siamo accordate per il regalo, poi le ho fatto vedere il mio abito, e sabato me la ritrovo in chiesa con un’abito confezionato identico al mio, cambiava solo il colore. Adesso tu dimmi se sono io o se la pazza è lei? Per lei è tutto normale, anzi è carino come se mi avesse fatto un favore! Ma chi ci crede? Io non sono un’immatura e sono restata lì fino alla fine della cerimonia, ma non le ho rivolto la parola, lei si è chiesta il perché! Ma è mai possibile che le persone siano così in deficit con il cervello? Grazie! Hai fatto bene a non fare scenate da isterica, ma devo dirti che hai tutte le ragioni del mondo! Sì, è vero, non sono cose importantissime, ma da questo comportamento ci dimostra il suo carattere: insicuro, cafone, con poco cervello. Purtroppo a questa età i suoi contorni non si correggeranno più! Certo che cafonate come questa sorprendono, ribaltano tutto ciò che avevi creduto nel bene per lei, lascia una scia vaga di persona egoista e ladra che tra te e lei c’è un abisso, un’amicizia da accantonare per sempre! La sua mente è buia, e lo sono anche i suoi sogni, sempre che ne abbia mai avuti: passa all’azione e pianta tutto, se non lo capirà, peggio per lei! Ciao Buona vita a te! Ciao, sono Lisa del Cancro con ascendente Ariete, vorrei raccontarti moltissime cose, ma certe cose non credo che si possano dire in questa sede, non vorrei essere fraintesa e poi non vorrei neanche metterti nei guai. Posso fermarmi a questo, che ci sono persone in cui non riesci a capire quando fanno sul serio e quando scherzano, come si fa a vivere così in sospeso? Sono sempre stata una persona intelligente e anche molto attenta alla sensibilità degli altri, ma quando ti dicono una cosa, il giorno seguente non è più quella, poi rigirano la frittata a tuo sfavore ecc. Dimmi come potrei fare? Grazie! A tutto c’è un limite, se è ironia lo si capisce benissimo, ma se è una presa per i bassi fondi è un’altra cosa, e un’altra cosa è il voler prendersi gioco di chi credono essere più furbi. C’è da dire che chi fa questi giochetti troppo furbo non è, anzi è il contrario. Vi è più ragione nella mente di un bambino che nella loro maggior saggezza. Quando qualcuno si comporta così non può essere una persona onesta, secondo me vuole qualcosa da te! Il gioco quando è inopportuno per l’avversario diventa un gioco di equivoci, ma può anche rivelarsi utile e istruttivo. Il fatto triste è che se li fai con loro si arrabbierebbero tantissimo, specialmente quando come loro si parla di cose importanti. O riesci a sopportarli per ciò che sono e a combatterli oppure devi tenerli alla larga dalla tua vita; anche se è un posto di lavoro potresti benissimo riferire la cosa al principale, prima che tutto degeneri in liti o altro ancora. Reagisci! Elena L. 08/05/2023 Sono V. del Cancro con ascendente Capricorno, ieri sono stato accusato di avere consigliato male un nostro amico e sua moglie a gestire i loro risparmi, cosa che non è assolutamente vera. Io ho soltanto risposto alle loro domande che esprimevano dolore nel saper che i loro risparmi erano fermi lì sul conto corrente e non guadagnavano nulla. Il mio parere di non banchiere è stato quello di dire come facevamo noi, e cioè investire qualcosa per coprire la svalutazione, ma non mi sarei mai permesso di dare indicazioni di questo genere: ora che i loro risparmi sono diminuiti assai, la colpa sarebbe nostra. Io non so se sono davvero in buona fede o se sono dei furbetti che cercano di dare la colpa a qualcuno dei loro errori per essere rimborsati di quello che hanno perduto. Io so per certo che tutte le persone che tengono i soldi in banca una volta salgono e una volta scendono. Come posso fare per liberarmi di queste persone? Il fatto è che abitano nel nostro stesso palazzo. Ti ringrazio! Ora che la cosa è successa non potrai rimediare in nessun modo se non denunciarli. E l’altro consiglio sarebbe quello di non parlare mai di cose così delicate alla leggera. Un’altra cosa per loro sarebbe quella di mettere i loro risparmi in una cassa di ferro o in PVC in modo che non arrugginisca e sotterrarli in una spiaggia deserta, dove non sale la marea. Conosco quella specie di persone, cercano di farti le scarpe e poi se va male per bene che vada ti incolpano di tutto. O come dite voi sono dei furbetti, oppure i panorami della loro immaginazione non sono tanto vasti, comunque sia bisognerebbe tenere prese di coscienza prima di incolpare gli altri così! Oltretutto non è stato un consiglio ma avete soltanto rivelato il vostro modo di conservare il denaro. A me piace molto la gente, ma quando s’incontrano di questi tipi meglio usare trasparenza e immediatezza nel sentire per capire dove vogliono arrivare; questa gente non sa che cosa sia il sacrificio, vorrebbero ciò che non è loro, guadagnare facile senza guardare in faccia nessuno, e così saranno anche i loro figli. Elena L. 10/05/2023 Marco di Patty Ci sono degli esseri così malvagi che cercano di trascinare gli altri nel loro fango; se è una donna le dicono: che brava donna che sei! O mica tanto? E ovviamente una persona per bene non si vanta di essere brava, fino a quando non le toccherà di difendersi da questi individui sospetti. Se invece si tratta di un uomo per bene cercano anche lì il pelo nell’uovo. Elena L’unica cosa da fare sarebbe quella di assecondarli, e basta! Mi ricordo da ragazzina in un film dove c’era una donna così per bene, di una sensibilità che sarebbe stata rovinata in mezzo a certa gentaglia, così decise di vivere nel bosco, e lì per fortuna incontrò una persona che la capì e dimostrò al mondo che i malvagi sono sempre quelli che usano il loro fango per sporcare quelli migliori di loro.
Aprile 26, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSESSANTANOVESIMA PARTE 26/04/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Mi hanno chiesto perché non presento più un primo piatto e un secondo insieme, oggi presento il risotto con gli asparagi e una polpetta gigante sempre con asperaragi di contorno e leccornie per decoro. Un piatto buonissimo e anche salutare. RISOTTO AGLI ASPARAGI CON POLPETTA GIGANTE Ingredienti per il risotto: riso per risotti, un porro solo la parte bianca, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva, alloro, moscato bianco, punte di asparagi, latte, spezie (noce moscata, chiodo di garofano), parmigiano reggiano, ricotta di pecora, dragoncello. Ingr. per il contorno e il secondo: carne di manzo tritata e salsiccia limone, sale, tabasco, formaggio fuso, pancetta, latte, asparagi, parmigiano, olio extra vergine d’oliva, prezzemolo, aglio fresco. Esecuzione: Incominciamo con gli asparagi, dopo averli lavati e puliti li mettiamo a cuocere al vapore. Poi maciniamo un pezzo di carne di manzo una parte tenera come lo scamone, lo condiamo bene e poi uniamo la salsiccia grigliata e macinata, facendo una polpetta ben composta aiutandoci col coppa pasta; grigliamo anche il composto e lo lasciamo nello stampo. Ora facciamo il risotto mettendo insieme riso, porro tritato, e spezie; li lasciamo riposare mentre condiamo il contorno di asparagi, con olio, limone e parmigiano, sulle due polpette giganti aggiungiamo una fetta di formaggio, la pancetta grigliata e una crema di asparagi ottenuta al mixer con olio, sale, pepe, una parte verde del porro, asparagi, parmigiano e se occorre un po’ di brodo. Ora ci dedichiamo al risotto mettendolo sul fuoco a tostare con gli altri ingredienti, poi sfumiamo col moscato, aggiustiamo di sale, incorporiamo gli asparagi e il brodo per la cottura. A cottura al dente aggiungiamo un po’ di latte, la crema di asparagi, lo lasciamo cuocere ancora due minuti, infine aggiungiamo il parmigiano, la ricotta in crema e il dragoncello tritato. Ed ecco il piatto nella foto in alto. Federica Squisitissimo! 27/04/2023 Elena Cara Patty la zucca che mi hai donato è strepitosa, sembra appena raccolta: dolce sostanziosa, proprio da tortelli, ed io li ho fatti anche per voi e sono davvero incredibilmente squisiti! TORTELLI DI ZUCCA IN PASTA VERDE Ingredienti: zucca soda, due rami di menta dolce, una pianta di basilico, sale, olio extra vergine d’oliva, scal0gno, polpa di pomodoro fatta in casa, vino bianco, pancetta steccata, amaretti, noce moscata, parmigiano reggiano, la scorza grattugiata di un limone, tre uova, + mezzo bicchiere di succo concentrato di menta e basilico, quattro etti di farina per pasta fresca o semola di grano duro. Esecuzione: s’incomincia dalla zucca, la si cuoce in forno e poi si toglie la buccia e si passa nel passaverdura; la mettiamo in uno scolapastain frigorifero. Il giorno successivo realizziamo il pesto unendo alla zucca gli amaretti schiacciati a polvere, sale, pepe, parmgiano grattugiato, la scorza del limone grattugiata, la noce moscata, poi mescoliamo e amalgamiamo bene il tutto, e incominciamo a fare la pasta, facendo la fontana, mettendo al centro le uova sbattute, e il succo delle due erbe verdi, sale, e la farina. Impastiamo bene energicamente, poi facciamo riposare per 30 minuti il panetto. A questo punto tiriamo la sfoglia, e tracciamo dei rettangoli che andremo a riempire con il ripieno di zucca. Formiamo i tortelli, la solita forma che uso per quelli di zucca. Caliamo i tortelli, li scoliamo e li adagiamo nella casseruola del sugo, poi li condiamo e li presentiamo così, (vedi nella foto sopra). Federica io non dico niente ma so che sono divini! 28/04/2023 Elena Quando si fa il brodo di gallina, nessuno vorrebbe mangiare il lesso, allora mi è venuta l’idea di mescolare sapori, spezie e pezzi di carne per fare un’infornata mista. Il risultato è veramente strepitoso perché il tutto è molto saporito e gustoso. INFORNATA DI VERDURE SPEZIE E LESSO DI GALLINA Ingredienti: melanzane grandi, peperoni gialli, rossi e verdi, cipolle bianche, patate, chiodi di garofano, sale, pepe, olio extra vergined’oliva, parmigiano reggiano, prezzemolo, peperoncino, dragoncello, vino bianco, salsa di pomodoro, brodo di carne e lesso di gallina. Esecuzione: tagliamo le melenzane a metà, le saliamo, e le lasciamo riposare per un’oretta. Intanto prepariamo le altre verdure: le laviamo, le tagliamo a pezzettoni non troppo grandi, poi tagliamo la carne a dadi, e condiamo il tutto con olio, sale, pepe. Mettiamo tutte le verdure in una casseruola, adesso scaviamo le melanzane e lasciamo un cm di polpa per tutta l’area; la tagliamo a pezzi e la mischiamo alle altre verdure. Accendiamo il calore, sigilliamo le verdure e la carne, poi sfumiamo con il vino bianco; a questo punto versiamo qualche cucchiaio di salsa di pomodoro, aggiungiamo tutte le spezie e le erbe tritate, infine incorporiamo un bicchiere di brodo, lasciamo cuocere al dente tutte le verdure e la carne, che poi useremo a farcire le melanzane. Abbiamo spennellato le melanzane con l’olio, riempite, abbiamo messo sopra un bel po’ di parmigiano grattugiato e le abbiamo messe in forno a 160° per 15 minuti. Il risultato è meraviglioso. Federica Sono buonissime, anche il contenitore melanzana è squisito e cotto al punto giusto. 29/04/2023 Elena Un’altra ricetta gustosa e leggera: scaloppe di tacchino marinate contornate da verdure miste in pastella. SCALOPPE DI PETTO DI TACCHINO MARINATE Ingredienti: petto di tacchino, agrumi misti ed erbe miste, zenzero, liquore mille fiori, una noce di burro, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe. Per il contorno: pastella con acqua frizzante e farina doppio zero, sale, peperoni verdi, patate, salvia gigante, anelli di cipolle bianche, zucchine, olio per la frittura, alloro. Esecuzione: Scaloppiamo il petto di tacchino, spremiamo gli agrumi che preferiamo, mettiamo anche la buccia (solo la parte colorata), sale, pepe, erbe aromatiche e una grattata di zenzero. Lasciamo marinare per due ore, intanto prepariamo le verdure, le tagliamo a piccoli pezzi, le passiamo nella pastella e le friggiamo. Poi togliamo le scaloppine dalla marinatura, le mettiamo in padella con una noce di burro, un po’ di olio, sale, pepe, le giriamo e le rigiriamo, spruzziamo con il liquore poi lasciamo evaporare e le serviamo con il loro sugo e le verdure marinate. Si possono fare così anche le scaloppine di anatra, faraona e pollo. Federica Un bel piatto davvero, buono, anche molto salutare. 02/05/2023 Elena Ecco la mia ricetta del riso alla menta e succo d’arancia, l’ho provato proprio per avere una ricetta in più da fare quando a tutti noi ci prende la voglia di un risotto sano e saporito. RISOTTO ALLA MENTA FRESCA Ingredienti: riso per risotti, liquore “strega”, sale, pepe, menta fresca, macis, olio extra vergine d’oliva, gorgonzola dolce, brodo vegetale, succo d’arancia, parmigiano raggiano, cipollotti bianchi, mezzo bicchiere di latte. Esecuzione: mettiamo i cipollotti tagliati finemente nella casseruola con poco olio, la menta e il riso, poi li tostiamo e li lasciamo lì fino a quando saremo pronti di cuocere il nostro risotto. Adesso accendiamo di nuovo il fuoco, poi lasciamoli ritostare ancora un po’, sfumiamo col liquore, aggiungiamo sale, un giro di pepe, togliamo la menta e la mettiamo fresca, un po’ di macis e il brodo. Lasciamo cuocere al dente, e quando saremo arrivati al punto, ritogliamo la menta, mettiamo il succo d’arancia e mescoliamo, poi il gorgonzola insieme al latte, mescoliamo e teniamo sul calore in modo che si sciolga il formaggio; adesso lo togliamo dal calore e aggiungiamo una manciata per porzione di parmigiano grattugiato fresco e impiattiamo. Federica Questo risotto è strepitoso di bontà!
Aprile 26, 2023 IMIEI CONSIGLI DI CUCINA admin I MIEI CONSIGLI DI CUCINA 10 Marco di Patty Che rapporto hai con il lievito di birra, secondo te è da abolire? Elena Certo che no! Io ho una bella abitudine di usare quasi sempre il lievito madre, dico bella perché molti maestri panificatori e anche cuochi di successo lo usano sempre e so come si costruisce; a volte lo uso anche nei dolci, ma non per questo parlerei male del lievito di birra non mi permetterei mai! Anche il lievito di birra è una creatura importante, fa bene a molte cose, pensa che io lo acquisto per curare le piante. Patty non si può dire che il lievito madre non sia il migliore, ho mangiato lì a casa tua, quindi posso dire che le cose che hai realizzato sia con il lievito madre sia con la pasta sfoglia fresca che fai tu e sia anche la pasta fatta in casa e tirata a mano, questo è grande ingegno credimi! Elena Una persona o due pensano che a fare tutto a mano io non sia furba. SONO SEMPRE IN COMPETIZIONE CON ME STESSA e non ho bisogno di mostrare niente a nessuno più di quello che non mi andrebbe, l’importante è che faccia sempre di testa mia! Specialmente in cucina. C’è sempre un perché se una persona fa qualcosa di diverso, il mio perché onesto non lo devo giustificare. 27/04/2023 Dott. Robert La trippa con i fagioli l’hai inventata tu? Elena Certo che no! Pensa mi ricordo che la facevano quando ero piccola, si sentivano dei profumi invitanti, ma quando me la mettevano nel piatto io non la mangiavo, perché pensavo che fosse grassa. La trippa con i fagioli in questi paesi del mantovano e del raggiano è un classico; peccato che c’è chi crede di averla inventata lui e gli altri non la dovrebbero fare. Come del resto anche il brasato, lo spezzatino, e tanti altri buonissimi piatti che vengono dalla cucina antica italiana. Tu sai a me piace molto fare la pasta in casa come ravioli cappelletti ecc. Ma non ho mai detto di averli inventati io, posso dire che molti ripieni sì li ho inventati io come molte altre cose. Dott. Robert Siamo sempre lì! Quella è prevaricazione. Elena Comunque io dagli stolti resto alla larga! Che siano conoscenti, parenti acquisiti ecc. non me ne frega niente, con me hanno chiuso per sempre! 31/05/2023 Qual è un modo semplice per realizzare una polenta senza grumi? Grazie! Marta Preparate le dosi dell’acqua e la farina di mais equivalente, si porta ad ebollizione l’acqua, poi si versa la farina lentamente e nel frattempo si mescola con una frusta senza mai staccare, fino a quando si sarà esaurita la farina. Si porta il tutto ad ebollizione e si mescola di nuovo, poi si mette il coperchio alla casseruola semi chiuso, e si lascia cuocere così per almeno 15 minuti senza mescolare, poi si dà una mescolatina, si richiude, si porta a cottura per altri 20 minuti e si versa sopra una placca di legno o dentro as una pirofila. In questo modo la polenta risulterà liscia e morbida senza grumi. 01/06/2023 Sempre Marta mi ha detto: Ho visto tutte le tue torte specialmente quelle con i canditi e la frutta come le ciliege e l’uva, ho notato che questa frutta resta nel mezzo della torta, ossia, non crolla sul fondo come succede a me. Come fai a farla restare ovunque a galla? Grazie! Elena Marta il lievito va messo prima della frutta, in quanto alle tue torte che non riesci a far stare a galla gli acini di uva, le ciliege, o i canditi non riesco a capire che cosa tu faccia! A meno che la frutta tu la metta bagnata, solo così potrei capire del perché scende, altrimenti non ti verrebbe male neanche se volessi farlo apposta; oppure il forno non è a calore adeguato e cioè troppo caldo o troppo freddo, la temperatura del forno per queste tipologie di torte andrebbe sui 180° e mano a mano che si cuoce (dopo mezz’ora circa si scende un po’come ad esempio a 160°( tutto compreso) per 40-45 minuti. 12/07/2023 M. mi dice: sono già sei mesi che uso il lievito madre, però adesso che fa molto caldo non vorrei che andasse a male, dove posso tenerlo? Grazie! Elena Come sai il lievito madre è un corpo vivo, come le uova andrebbe tenuto in un luogo fresco naturale, se qualcuno non ha spazio e se ha una casa caldissima, lo si può conservare in frigorifero a temperatura bassa; vedi tu, o nel cassetto della frutta e verdura oppure in alto nel primo scaffale, sempre coperto da un telo di lino o di un canovaccio grande sterilizzato, dipende dal tuo frigorifero.
Aprile 20, 2023 DIALOGANDO CON VOI, VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin DIALOGANDO CON VOI 20/04/2023 Marco di Patty Ho scelto medicina, storia o italiano contemporaneamente, va bene? Grazie! Che cosa significa il trattato della Triplice Alleanza? Elena Nel 1882 il 20 maggio veniva stipulata a Vienna la triplice Alleanza tra Austria, Germania e Italia. Era da parte italiana, una decisione imposta dalla necessità di uscire dall’isolamento internazionale, determinato dalla crisi dei rapporti con la Francia conseguenti alla “delusione” di Villafranca, alla difesa francese dello Stato Pontificio dalle legittime rivendicazioni italiane, e poi alla conquista della Tunisia (1881) compiuta contro le mire coloniali e gli interessi italiani. Mentre l’aiuto fornito dalla Prussia bismarckiana nel 1866, che portò all’annessione del Veneto aveva avvicinato l’Italia agli Stati Centrali, che riscuotevano anche la simpatia della monarchia Sabauda e dei circoli ad essa vicini per il modello conservatore dell’ordine sociale e politico da essi rappresentato. Per questi e per altri motivi finì per affermarsi l’abilità politica di Bismarck che poi portò alla triplice alleanza, rinnovata nel 1887 e nel 1891, malgrado il dominio austriaco su Trento e Trieste. Sarà proprio la questione relativa a questi territori a rendere inoperante l’Alleanza nel 1915, quando durante la prima guerra mondiale, l’Italia prenderà le armi contro l’Austria, la nemica tradizionale in tutte le lotte risorgimentali. 21/04/2023 Marco di Patty Un altro aspetto del Romanticismo italiano? Grazie! Domani faremo una poesia? Elena Ok. Un altro aspetto del Romanticismo italiano è la rievocazione della storia passata, compreso il Medioevo, non solo le origini delle letterature nazionali, e quindi l’origine della cultura del concetto di nazione, ma anche uno dei rari momenti di lotta eroica contro l’usurpatore straniero, per la libertà dell’Italia settentrionale dall’Impero. Era inevitabile che in questa situazione storica la maggior parte degli artisti si ponesse il problema di risvegliare le coscienze assopite e di richiamare gli uomini all’azione prima del problema letterario. Forse è questo il motivo per il quale nel nostro Romanticismo, se si escludono Manzoni e Leopardi, non ci sono altri nomi di grandi autori. 22/04/2023 Marco di Patty Vorrei ritornare sulle poesie di S. Quasimodo, mi piacciono molto, ne ho scelta una per oggi, se puoi mi scrivi la spiegazione, se non hai tempo è lo stesso anche domani, la poesia s’intitola ” Alle fronde dei salici”. Grazie! Elena A me piace molto questa materia, quindi non preoccuparti per il mio tempo: quando non sono puntale significa che o è successo qualcosa, oppure è il sito. Allora, ritorniamo alla poesia “Alle fronde dei salici”, Il poeta intende le fronde dei salici piangenti. A quel tempo la fine della guerra e le sue attrocità ad essa connesse, tacevano anche le voci dei poeti. Questa frase l’ha ripresa dalla Bibbia, dove è detto che gli Ebrei, durante la cattività babilonese, sospesero ai salici le loro cetre: “Come potevamo cantare in una terra che non è nostra? Questo intende nella prima strofa. Il ricordo della guerra appena finita, che per l’Italia dal 1943 al 1945, significò anche l’occupazione tedesca e la guerra civile, detta al poeta questa breve e intensissima lirica, in cui è definita la sua condizione durante la bufera bellica: l’impossibilità del canto e l’immensa pietà per le sofferenze altrui. Non è una poesia di odio, questa come nessun’ altra di Quasimodo: la sua è sempre una voce di pietà, di compassione (negli anni ho imparato che è come dovrebbe essere la voce della vera poesia) anche se fra la pietà si può intuire il rimprovero e la condanna della violenza, da qualunque parte essa provenga, perché la violenza lascia una scia di lamenti innocenti quello degli orfani che di quegli orrori sono stati vittime inconsapevoli e purtroppo non finirà mai di essere così! 26/04/2023 Elena Ciao Patty, ho la prosa della poesia di E. Montale “Maestrale” che mi avete fatto pervenire lunedì sera; ho fatto la prosa di fresco, perché secondo me molte poesie di Montale sono sempre attuali e belle. Ho la spiegazione di “maretta, broli, lameggia, protesi e la linea del mare. In questa poesia il poeta paragona la sua vita al mare, il quale come lui, è fatto di tempesta e di calma. Il mare è tornato tranquillo dopo la lotta con il vento impetuoso: soltanto qualche albero ondeggia leggermente la cima e qualche piccola onda s’infrange sulla costa. Il mare ha il colore dell’acciaio, e come in uno specchio si riflette la vita del poeta, che nel vedere un uccello volare verso il mare, incita se stesso ad andare oltre, sempre più lontano. Elena Le parole in cui mi hai chiesto una spiegazione: la maretta significa mare leggermente mosso; broli sono i giardini caratteristici sulla costa ligure; con lameggia il poeta vuole descrivere il mare splendente come una lama di acciaio; protesi sono le dita sollevate verso l’alto; e con la linea del mare il poeta intende la superficie marina. Marco Ci sono dei poeti che dicono che le prose delle poesie non andrebbero fatte, perché ogni persona la può interpretare come meglio crede. Il mio prof. di italiano dice che non è così: ma dice semplicemente che chi la pensa così significa che non capisce la poesia, perché una poesia parla da sé e con la poesia una persona esprime ciò che ha dentro l’anima. Elena Io le prose le ho fatte sempre anche nelle scuole superiori, perché mi piace molto comprendere ciò che esprime l’anima delle persone, ma lascio libera la gente di pensare ciò che vuole. 28/04/2023 Marco e Patty Abbiamo saputo tutto dal dott. Robert, non sappiamo come tu faccia a sopportare certa gente! Al giorno d’oggi le persone parlano e poi rinnegano tutto; ma sono malate o che altro? Oppure si confessano per riferire ciò che vogliono e che non corrisponde a verità! Elena Di queste cose ne parliamo a casa mia o a casa vostra, preferisco così. A proposito, dell’altra poesia di Montale, “Upupa” l’ho trovata, ho dato una sbirciatina alla poesia, per accertarmi di non sbagliare, ecco la spiegazione. Elena L’upupa è un elegante uccello dal becco lungo e curvo, con una cresta di penne sul capo. Ha una cattiva fama presso i poeti, che non si sa da dove provenga, è un uccello calunniato: forse per il suo nome cupo o forse perché sembra un falso gallo a causa della cresta di penne. Ma questo poeta a differenza di tutti gli altri invece di considerarla una creatura del malaugurio, per lui è la gentile annunziatrice dell’imminente primavera, quindi un allegro folletto che vola felice nella luce e nel sole come un folletto alato che, senza volere ignora tutto questo. 29/04/2023 Elena Ecco la prosa della poesia che mi hai portato, “Sette proverbi” di Renzo Pezzani. Lui nacque a Parma nel 1898 e morì a Torino nel 1951. Fu giornalista, poeta e scrittore, e dedicò gran parte della sua attività letteraria ai giovani. In questa poesia è racchiuso un piccolo e breve racconto di quelle umane felicità, cui possono aspirare tutti gli uomini: la gioia dobbiamo trovarla nelle cose che ci circondano, non nelle illusioni lontane che forse non si realizeranno mai.. Se vogliamo conseguire un bene non dobbiamo avere timore delle sofferenze a cui andremo incontro; il pane è l’alimento migliore per chi ha fame, come la nostra casa, per umile che sia, è più accogliente per noi di una reggia. Non bisogna aver paura dei sacrifici se vogliamo formarci una buona posizione; i pensieri cattivi lasciano un’impronta nera sulle nostre anime; quando si è commesso un peccato, per essere purificati, non c’è che un pianto veramente di pentimento. Elena Scommetto che hai scelto questa poesia perché il poeta somiglia un po’ a mia nonna vero? Solo che lei non lesse mai una poesia in vita sua, era guidata dal suo buon senso da una grande intelligenza e dalla sua saggezza. 30/04/2023 Elena Marco eccoti le due prose del Pezzani che mi hai chiesto: ” I due sentieri e La scuola di campagna”; incomincio dalla prima. “I due sentieri” Nella mitologia di Ercole , l’eroe dalla forza prodigiosa, narra che un giorno si trovò ad un bivio: da una parte la strada della virtù, faticosa ma piena di gloria; dall’altra parte quella del vizio, facile, allettante, ma ingloriosa. Quale scegliere? Ercole non esitò e imboccò la via della virtù. Come Ercole ciascuno di noi deve fare la sua scelta. Quando un bambino nasce, un angelo si mette al suo fianco, e da quel momento, insieme essi giocano, ridono, piangono e pregano Dio. ma un giorno essi arrivano ad un bivio: di qua la strada del dolore che conduce a Dio, di là quella del piacere che porta al male. Nella poesia l’angelo scongiurerà il bambino di non aver paura e d’imboccare con coraggio il sentiero irto di spine, in fondo al quale c’è l’eterna gioia. A volte il bimbo non ascolta la voce dell’angelo, e si lascia attrarre dai beni che non portano alla felicità e alla gloria, ma all’egoismo ecc. ma spesso il bimbo ascolta il suo angelo e lo segue per le vie del bene. Vanno insieme cantando in mezzo alle difficoltà e Dio li benedice. Seconda prosa “Scuola di campagna”: Dopo tanto tempo il poeta torna a rivedere la scuola, dove trascorse la sua infanzia e la trova immutata: perfino la maestra è la stessa, ha solo la voce più sottile e stanca. Il tempo sembra non essere passato, e il poeta si sente trasportato all’indietro fino ai giorni lontani delle prime classi elementari…Entra zitto zitto in classe, si siede all’ultimo banco e insieme con i bimbi anch’egli pronuncia le lettere dell’alfabeto. Marco Bellissime! Nostalgiche che sano di vita.
Aprile 17, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSESSANTOTTESIMA PARTE 17/04/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Il piatto che presenterò oggi è una ricetta che ho creato tempo fa; l’arista con le erbe e quest’anno ho aggiunto anche una salsa ai mirtilli rossi. Davvero un piatto superbo. ARISTA ALLE ERBE CON SALSA DI MIRTILLI ROSSI IL MIO PURÈ DI PATATE BIANCHE Ingredienti: un kg di arista di maiale, vino bianco, rosmarino aglio nuovo, salvia, cerfoglio, timo, olio extra vergine d’oliva, brodo di carne, mirtilli rossi, tre patate medie, una noce di burro latte q.b., sale, pepe, parmigiano reggiano. Esecuzione: mettiamo la carne a marinare con sale, pepe, olio , aglio e salvia. Il mattino seguente rosoliamo la carne da tutte le parti in modo che si sigilli perfettamente. Poi sfumiamo col vino, lasciamo evaporare e incorporiamo le altre erbe tagliate in piccoli frammenti; aggiustiamo di sale e pepe, il brodo, mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere lentamente a calore moderato. Una volta terminata la cottura lasciamo raffreddare la carne, poi la taglieremo a fettine più o meno sottili a seconda dei nostri gusti; la irroriamo con il sughetto che si è formato e la serviamo con la salsa di mirtilli ottenuta dalla composta con l’aggiunta di cannella con il contorno di purè fatto bene. Per il purè abbiamo cotto le patate al vapore, le abbiamo spellate, e schiacchiate con lo schiacciapatate, salate, e mescolate energicamente con la frusta, abbiamo aggiunto una noce di burro, latte q.b. poi le abbiamo sbattute ancora mentre stavano bollendo, il risultato è di un purè saporito, leggero e gonfio infine abbiamo messo due manciate di parmigiano grattugiato di fresco. Federica Tutto di squisitissimo, anche il purè era divino! 18/04/2023 Elena Oggi presento un primo piatto che però essendo molto sostanzioso potrebbe fare da piatto unico; sono i lumaconi di pasta di semola di grano duro ripieni e passati al forno. LUMACONI RIPIENI AL FORNO Ingredienti: lumaconi di pasta di semola di grano duro, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva, ricotta di capra, mozzarella di bufala, parmigiano reggiano, prosciutto cotto, brodo di carne, porri a listarelle spadellati. Esecuzione: mettiamo a cuocere i lumaconi nel brodo, nel frattempo facciamo il ripieno, tagliando a coltello il prosciutto, setacciamo la ricotta, e tagliamo a piccoli cubetti la mozzarella; amalgamiamo bene, aggiungiamo una manciata di parmigiano, aggiustiamo di sale e pepe infine incorporiamo i porri passati in padella. Adesso scoliamo la pasta al dente, la farciamo, la disponiamo in una teglia da forno, mettendo i lumaconi uniti tra di loro in modo che non si rovescino. Adesso mettiamo un mestolino di brodo e parmigiano grattugiato poi in forno a 180° per 15 minuti. Eccoli, fumanti, molto nutrienti e saporiti, io l’ho presentato come piatto unico. Federica Sono davvero una squisitezza! 19/04/2023 Elena Ecco un piatto di baccalà in due versioni: fritto in pastella e l’altro in umido contornato da salsa di verdure miste trifolate. Gustosissimo! BACCALÁ IN DUE VERSIONI Ingredienti: baccalà, sale, pepe, prezzemolo, aglio, cipolla, acqua minerale frizzante, farina tipo “00”, olio extra vergine d’oliva, olio di semi di arachidi, alloro, parmigiano reggiano, due uova, cerfoglio, noce moscata. per il contorno: peperoni misti, patate, cipollotti, spezie miste, vino bianco, panco, latte q.b.. Esecuzione: dissaliamo il baccalà tenendolo in ammollo con acqua per due giorni, cercando di ricambiare l’acqua almeno tre volte al giorno. Poi lo tagliamo a pezzi non troppo grandi, metà lo avvolgeremo nella pastella fatta con acqua, farina, sale, pepe, poi lo friggeremo e lo metteremo sulla carta assorbente. Facciamo l’altra versione: faremo soffriggere uno spicchio di aglio in olio, poi avvolgeremo i quadrotti di baccalà nel panco mescolato con aglio, cipolla e prezzemolo tagliati finemente, li facciamo cuocere lentamente in una casseruola antiaderente, una volta cotto il baccalà lo bagneremo con un composto di parmigiano, uova e un po’ di latte. Lo giriamo , lo rigiriamo e poi impiatteremo le due versioni di baccalà in un letto di verdure fatte in casseruola al dente ma cotte bene, con un giro di olio e un giro di parmigiano. Federica Il tutto è assolutamente squisito! Alla prossima. 20/04/2023 Elena Questa ricetta non è nuova, la realizzai i primi tempi in cui scrivevo nel sito, oggi la ripropongo perché ricordo che era piaciuta tantissimo. GNOCCHI DI RICOTTA VACCINA IN UN LETTO DI COMPOSTA DI SUSINE NERE Ingredienti: susine nere del Garda surgelate, ricotta vaccina, un uovo, sale, cannella, macis, scorza di limone grattugiata, farina q.b. 30 g di burro, salvia, due foglie di alloro, ginepro, parmigiano grattugiato. Esecuzione: incominciamo con la composta di susine: tagliamo le susine a metà, le mettiamo in una casseruola con un pizzico di sale e cannella, buccia grattugiata del limone; le lasciamo restringere del loro sugo. Setacciamo la ricotta, aggiungiamo il macis, sale, l’uovo, e un po’ di farina. Adesso formiamo gli gnocchi poi li passeremo sull’asticella o sopra una forchetta, li caliamo in acqua che bolle, li scoliamo e li versiamo nella casseruola dove abbiamo fatto sciogliere il burro con l’alloro, la salvia, e il ginepro, Impiattiamo la composta di susine, sopra adageremo gli gnocchi, il parmigiano e una spolverata leggera di cannella. Federica Meravigliosi! Questa estate te le porterò così mi delizierai ancora di questi gnocchi. 21/04/2023 Elena Sono contenta che tu sia riuscito a fare il lievito madre, questo mi piace molto della gente: la tenacia il non demoralizzarsi per così poco, bravo Marco. E allora per premiarti oggi ti presento le pizze da taglio al lievito madre, come quelle che avete mangiato qui da noi. Se seguirai tutti i passaggi ti riuscirà come quella che piace a te. ANCORA PIZZA E SEMPRE AL LIEVITO MADRE Ingredienti per una pizza: 100 g di lievito madre 250 g di farina tipo “0”, 200 g di farina manitoba, sale, 50 ml di olio extra vergine d’oliva, acqua q.b. Ingredienti per la farcitura, quello è assoltamente soggettivo. Esecuzione: impastare il lievito madre con acqua, olio, e le due farine, amalgamare bene e solo dopo aver raggiunto un impasto omogeneo incorporare il sale. Lasciare riposare il panetto o i panetti per due ore; dopo di che incominceremo a reimpastare con l’aggiunta di nulla, ma soltanto con le mani infarinate. Stendiamo i panetti nelle teglie, poi lasciamo riposare una notte e il mattino seguente o anche a mezzogiorno meglio ancora, possiamo farcire le nostre pizze che metteremo in forno a 230° per 5 minuti; le pizze risulteranno morbide, asciutte dentro e croccanti, fragranti fuori ma semplicemente golose. Federica Squisitissime! Che vergogna! Io che non riesco mai a mantenere in vita il lievito madre, mentre Marco è più bravo di me! Comunque ti prometto che mi rifarò e ti stupirò. Elena Questo è proprio quello che vorrei. 22/04/2023 Elena Un primo piatto squisito, che lascia un impronta antica di convivialità, adatto come primo piatto prima di un secondo leggero, ma anche da condividere in una seratapassata con gli amici. Ho già realizzato più volte questo piatto, ma ogni volta sembra sempre più buono. SPAGHETTI AL PESTO GENOVESE DI CASA MIA Ingredienti: spaghetti, 40 foglie di basilico, sale, olio extra vergine d’oliva, 100 g di pinoli, parmigiano reggiano, pecorino, aglio, fagiolini, brodo vegetale. (Io metto sempre anche un po’ di pepe e peperoncino). Esecuzione: laviamo bene le foglie di basilico, le tamponiamo con un asciughino da cucina, Mettiamo le foglie di basilico nel pestello, poi aggiungeremo i pinoli, l’aglio senza l’anima, e quando avremo raggiunto una consistenza cremosa, lo trasferiamo in una ciotola, incorporiamo i formaggi grattugiati, l’olio, sale e se ci va anche un pizzico di pepe o peperoncino. Ora portiamo ad ebollizione il brodo dove abbiamo lessato dei fagiolini, caliamo la pasta, e quando avrà raggiunto una consistenza giusta la scoliamo, la versiamo nella ciotola del pesto. Possiamo impiattare singolarmente oppure mettere il piattone sul centro della tavola. Federica Certo che fatta così è di una bontà! Elena Sì, ti devo assecondare, è davvero molto buona. Alla prossima ricetta che sarà dolce. Ciao! 24/04/2023 Elena Ecco ci arrivati all’ultima ricetta di questo articolo di cucina, oggi presentiamo la torta di pesche. Si può realizzare con le pesche fresche di stagione oppure con quelle surgelate come queste che ho fatto io; la torta sarà ottima se le pesche sono state surgelate o congelate rispettando tutte le regole. TORTA DI PESCHE Ingredienti: 350 g di farina tipo “00, 100 g di burro + quello per imburrare la teglia, 180 g di zucchero semolato, qualche cucchiaio di latte, zucchero di canna per la base della teglia, due uova e un tuorlo, una bacca di vaniglia, il succo di mezzo limone + la scorza grattugiata, un pizzico di sale, una bustina di lievito per dolci, composta di pesche. Esecuzione: facciamo la composta di pesche, mettendole nella casseruola con un cucchiaio di zucchero, le portiamo ad ebollizione e le togliamo subito dal recipiente caldo. Una volta raffreddate le pesche, togliamo il liquido che hanno lasciato, poi mettiamo un cucchiaio di farina di riso ben amalgamata e incominciamo a realizzare il dolce. Sbattiamo le uova con lo zucchero, la vaniglia, aggiungiamo il burro a crema, il pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone, poi incorporiamo la farina un po’ per volta, aggiungiamo due cucchiai di latte, la farina e il limezzo limone spremuto, mescoliamo bene, infine aggiungiamo il lievito. Adesso imburriamo la teglia di 20 cm di diametro, poi invece di infarinarla ci mettiamo lo zucchero di canna, le fettine scongelate di pesche a raggiera, sopra la composta di pesche e poi per ultimo versiamo l’impasto; inforniamo a 180° per 45 minuti, controlliamo la cottura prima di togliere la torta dal forno. La torta va presentata capovolta (il fondo deve essere sopra). Eccola, invitante vero? La verità e che è squisita. Federica Presto la farò, solo a vederla mi prende la voglia, le pesche le ho anch’io, le ho messe nel congelatore come mi hai insegnato tu, le ho mangiate in macedonia anche a Pasqua.
Aprile 12, 2023 DIALOGANDO CON VOI, VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin DIALOGANDO CON VOI 12/04/2023 DAL VITTORIALE CIMELIO DI GABRIELE D’ANNUNZIO Marco di Patty Ho visto che hai messo una foto del Vittoriale, è perché ti ho parlato di Gabriele D’Annunzio? Quale poesia mi proponi? Elena Pensavo che me lo dicessi tu. Facciamo così: ne scegli una e domani me la proponi per la prosa. Marco di Patty Ok. Volevo chiederti la spigazione del film “Parenti Serpenti” io non l’ho visto ma m’incuriosisce. Elena Sì, te la scrivo subito ma non in questo articolo, la scrivo in quello precedente dove ho fatto gli auguri di buone feste. 13/04/2023 Marco di Patty Ho scelto due poesie di G. D’Annunzio: una è “La sabbia del tempo” e l’altra è I pastori; adesso tocca a te con la spiegazione. Grazie! Elena Andiamo in ordine, incomincio con La sabbia del tempo. In questa poesia D’Annunzio è ispirato dal trasalimento che avverte facendo scorrere la sabbia tra le dita: questo gesto, così naturale richiama improvvisamente una sensazione molto profonda, che è quello dello scorrere del tempo, quel tacito e malinconico che travolge e cancella ogni cosa. Dalla calda sabbia che scorreva tra le dita il suo cuore avvertì che il tempo trascorreva più inesorabile, questo fluire del tempo ha un valore più vero di quello che potrebbe sembrare a prima vista. E poi pensa all’equinozio autunnale che precedendo l’inverno annuncia pioggia e giornate buie e quando arriva l’inverno offusca lo spendore delle salse marine. E così la mano del poeta è stata per un istante l’urna della sabbia del tempo, e il suo cuore palpitante per l’ngoscia che lo ha assalito, è stato come la clessidra, mentre l’ombra di ogni stelo, che diventa più lunga man mano che ci s’ inoltra nella stagione invernale e il sole sembra abbassarsi all’orizzonte, è come l’ombra dell’ago della meridiana che proietta sul tacito quadrante. Elena Adesso la spiegazone di “Pastori” In autunno i pastori d’Abruzzo lasciano i loro monti e trascinano i loro greggi verso la pianura, in terra di Puglia, al mare, per svernare. Questa vicenda si ripete ogni anno da tempo immemorabile, nella gravità dei gesti di questi pastori costretti ad una vita lontano dalle loro case. E qui alla descrizione si vede e si sente come un grido di rimpianto del poeta perché vorrebbe essere con i suoi pastori, con quella gente che gli ricorda la sua infanzia, e i luoghi natii e la sua casa. Prima di lasciare i loro monti i pastori hanno bevuto a lungo in modo profondo perché rimanga in essi il sapore dell’acqua natia come conforto e illusione lungo la via che li porterà lontano. Poi pensa al sentiero antico erboso per il quale passano le mandrie, che è stato segnato dal calpestìo da tutti quelli che sono passati di lì; ormai è diventato un silenzioso fiume di erbe. Poi rivede la lana delle pecore sotto il sole che sembra di un colore biondo brillante che non differisce dalla sabbia del lido. Marco Bellissime! Elena Grazie! 14/04/2023 Marco di Patty Perché non mi racconti anche qualcosa di lui, credo che tu ne sappia molto sulla vita di G. D’Annunzio. Sì, certo, molte persone che lo hanno amato e lo amano ancora lo ricordano tutt’oggi. G. D’Annunzio è stato un personaggio dalla vita molto avventurosa, e per le folle divenne una leggenda. Nacque a Pescara nel 1863 e morì a Gardone nel 1938. Compì i suoi studi giovanili a Prato nel collegio Cicognini e nel luglio 1881 conseguì la licenza liceale. Proprio in quel periodo pubblicò le sue prime liriche ispirandosi al Carducci dal titolo” Primo vere”, che gli procurarono un’improvvisa notorietà. Si trasferì a Roma nel novembre del 1881 con l’intenzione di prendere la laurea in lettere presso quell’Università, che ben presto però smise di frequentare e divenne collaboratore di riviste famose come “Il Fanfulla della domenica”, “Il Capitan Fracassa”, ” La Cronaca Bizzantina” e la “Tribuna”. La sua fama intanto era cresciuta e pubblicò nel 1882 una raccolta di poesie “Canto novo” eun libro di novelle “Terra Vergine”. Poi nel 1891 andò a Napoli dove fu redattore del “Mattino”. Nel 1893 fece ritorno in Abruzzo per la morte del padre, ospite del pittore Michetti, e nei due anni successivi scrisse “Il trionfo della morte” e “Le Vergini delle rocce”. Nel 1898 al 1910 visse quasi sempre in Toscana nella villa di Settignano, la famosa “Capponcina”, dove fin dall’inizio visse con la famosa attrice drammatica Eleonora Duse, che poi fu ispiratrice di molte sue opere. Questo fu il periodo più intenso dei suoi capolavori, fra le sue opere ricordiamo: i primi tre libri di poesie delle “Laudi” poi i romanzi: “Il fuoco e forse che sì e forse che no”, i drammi: “Francesca di Rimini, La fiaccola sotto il moggio, La Nave e uno dei suoi più grandi capolavori che è ” Fedra e la figlia di Iorio. La sua vita disordinata e dispendiosa lo costrinse ad abbandonare la sua fastosa dimora, la villa di Settignanoche fu messa sotto sequestro dai creditori e i suoi preziosi arredi furono venduti all’asta. Si stabilì in Francia ad Arcachon sull’Atlantico fino al maggio del 1915 che poi tornò in Italia dove prese parte attiva alla guerra. Gabriele D’Annunzio compì mprese audacissime di quella guerra, ricordiamo la beffa di Buccari e il volo su Vienna. Durante un ammaraggio forzato il D’Annunzio fu ferito all’occhio destro e lo perdette. Fu decorato tre volte con medaglia d’argento e alla fine della guerra lo premiarono con la medaglia d’oro. Un’altra sua impresa audace da ricordare fu quella di Fiume, che egli occupò e tenne dal settembre 1919 al 1921. D’Annunzio poi si ritirò da ogni attività politica e si stabilì a Gardone fino alla sua morte; dove riprese la sua attività letteraria, pubblicando varie opere di grande importanza, come il ” Notturno e le Faville del maglio”. D’Annunzio è considerato ancora oggi il rappresentante più genuino del decadentismo europeo, che caratterizzò l’età post-romantica. Ma il decadentismo d’Annunziano è quasi tutto esteriore: in esso prevale il gusto non sempre controllato della bravura verbale, della risonanza ritmica, di un sensualismo esasperato. Non mancano nell’opera d’Annunziana espressioni di genuina poesia: nel dramma la Figlia di Iorio, in molte pagine delle Laudi e nelle prose in cui dette ascolto alla voce della memoria, come il ” Notturno e Nelle Faville del Maglio”, troviamo la parte migliore di una produzione vastissima, rivolta a generi letterari diversi e piena di influssi vari e spesso contrastanti. Marco È tutto così affascinante che non vedo l’ora di andare a visitare il “Vittoriale”. Grazie. 17/04/2023 Marco di Patty Il professore mi ha dato un romanzo da leggere, in questi due giorni l’ho letto tutto, e quello di Leonardo Sciascia “Il giorno della civetta” con “Mi ci romperò la testa”; lo conosci? Se è sì, vorrei che me ne parlassi, per una mia conferma. Grazie! Elena Sì, L’argomento del romanzo “Il giorno della civetta” è la storia di un delitto: del presidente di una cooperativa edilizia, Salvatore Colasberna, che opera in un paese della Sicilia, viene ucciso con la lupara mentre sta salendo sull’autobus. Immediatamente si fa di tutto per fare apparire questo omicidio come un delitto passionale, ma il capitano dei carabinieri Bellodi non si lascia ingannare e dà inizio alle indagini riuscendo ad individuare il mandante, dopo aver costretto con uno stratagemma due personaggi del luogo implicati nella vicenda, Zicchinetta e Saro Pizzuco, ad accusarsi a vicenda e quindi ad accusare il vero mandante: il capomafia don Mariano Arena. Vengono tutti e tre incriminati, ma subito gli amici e i protettori del mafioso si muovono ed arrivano fino a Roma, e durante una licenza del capitano nella città di Parma, Zicchinetta, dopo essersi procurato un perfetto alibi, ritratta la confessione insieme a Saro Pizzuco, e così escono tutti e tre dal carcere. È da parte di Sciascia, l’amara constatazione che gli sforzi di un uomo solo sono vani contro la mafia e le sue ramificazioni. La conclusione del romanzo lascia aperto uno spiraglio di speranza, con l’affermazione del capitano: “mi ci romperò la testa” è un impegno a ritornare in Sicilia e a risolvere il caso, ma oggi sappiamo che era solo un’illusione, che quella mafia che allora stringeva forti legami con alcuni uomini di potere, quel sistema di ingiustizia e di soppraffazioni non è stato affatto debellato, anzi, è penetrato in gran parte delle strutture della società. Marco Però mi dispiace, ma non trovo giusto che le persone di legge abbiano paura, e tu? Elena La paura non ha mai determinato nulla! Ma non averne porta alla morte! Bisogna agire con cautela e come si ramificano loro si devono ramificare anche chi li combatte. Ciao a domani. 19/04/2023 Marco di Patty Posso dirti che se penso alle mafie, non riesco a dormire la notte; anche perché vorrei rendermi utile per aiutare chi lotta per la sua sconfitta. Elena Non sentirti in colpa perché tu di colpe non ne hai di certo. L’unica cosa che puoi fare è quella di non essere mai dalla loro parte; se tutti la pensassero così la mafia scomparirebbe. Marco Di questo puoi starne certa, io non sarò mai e dico mai dalla parte di quella gente! Ma non riesco a capire il perché certa gente si aggrega a loro? Per soldi? Non credo che essi vengano pagati, anzi la mafia se può te ne prende ma non ti dà nulla. Elena Criminali non si nasce, ma ci si diventa. Certe persone stanno dalla loro parte perché sono persone deboli, si sentono dei grandi al solo pensiero di essere dei criminali; io ne conosco purtroppo e pensare che è tutto il contrario: la persona forte non è cattiva e non commette mai atti di violenza contro il mondo. Sono persone che cercano protezione e aiuto per portare avanti la vita di tutti i giorni, ma non sanno che stanno facendo del male al paese ma più di tutti a loro stessi e ai loro figli. Arrivederci al prossimo articolo! Marco Facciamo storia, italiano o andiamo avanti con madicina? Tanto li devo fare tutti. Elena Decidi tu.
Aprile 5, 2023 VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin ARRIVEDERCI CI RITROVEREMO QUI IL 12 APRILE 05/04/2023 In occasione di queste festività dedicherò un po’ di giorni alla famiglia, agli amici e parenti. A tutte le persone affezionate che mi seguono e a tutti voi Auguri! Intanto potete leggere ricette e altri articoli in archivio. Ciao! Elena L. Dott. Robert Quello che posso aggiungere di molto importante per la gente è che in questi paesi ci sono in giro prevaricatori travestiti che riportano cose non vere per denigrare persone innocenti; degli oconi corrotti che pensano di non essere riconosciuti. Usano il potere di professioni che non avrebbero mai dovuto intraprendere; si intruffolano ovunque! Ma quello che fa più schifo è che vengono ascoltati da persone che come loro non dovrebbero occupare posti come quello di essere a contatto con il pubblico! INFORMATI STOLTO CHE COSA SIGNIFICA LA PAROLA SINGHIOZZO! Elena Eccoti la spiegazione del film “Parenti Serpenti”. Si tratta di un film molto triste, perché purtroppo rispecchia la verità di ciò che succede in alcune famiglie povere di cuore e di intelletto. Ci sono due genitori anziani con figli ormai grandi e sposati (maschi e femmine) che hanno lavorato una vita per crescerli e farli studiare, si sono occupati anche dei nipoti; e tutte le grandi feste come il S. Natale e altre festività importanti si riunivano tutti a casa dei loro genitori con i rispettivi bambini. Si divertivano e progettavano la loro vita in allegria, fino a quando uno dei genitori non si ammalò e poi lo seguì anche l’altro; invece di pensare ad organizzarsi come meglio potevano gestire la cosa, inscenarono un omicidio per liberarsi dei loro genitori ammalati provocando un incendio o meglio dire uno scoppio della stufa che avevano in anticamera per farli saltare in aria, e così fu. Spero di essere stata esatta nella descrizione perché il film l’ho vidi più di vent’anni fa! Dimmi tu se questa cosa non ti lascia l’amaro in bocca? Per fortuna ci sono persone belle dentro come tu e tua madre e gli altri otto nostri amici, spero che viviate per l’eternità! Marco Sono sconvolto! Per me non esiste niente di più bello dell’affetto della famiglia e delle persone che ti amano. Elena Anch’io la penso così!
Aprile 3, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSESSANTASETTESIMA PARTE 03/04/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Incominciamo l’articolo con un primo piatto sostanzioso e gustoso, sono i ravioloni con salsa di verdure miste e pesto di tacchino in salmì. Strepitosi! RAVIOLONI CON SALSA DI VERDURE E TACCHINO IN SALMI’ Ingredienti: Per la sfoglia: due uova, 200 g di farina per pasta fresca e sale. Per il ragù: olio extra vergine d’oliva, pomodoro in salsa fatta in casa, origano, salvia, guanciale, parmigiano reggiano. Per il ripieno: coscia di tacchino, vino rosso, brandy, farina q.b. (un cucchiaio) cipolle, carote, sedano, chiodi di garofano, bacche di ginepro, pepe, sale, alloro, timo, un dl di panna fresca. Esecuzione: iniziamo con il salmì: togliamo la pelle alla coscia di tacchino, facciamo dei taglietti sulla polpa coscia perché penetri la marinatura, poi aggiungiamo i chiodi di garofano, il ginepro, il pepe in grani, il sale, il trito delle tre verdure, infine versiamo il vino e lasciamo marinare per una notte. Poi scoliamo il liquido e asciughiamo bene la carne; scoliamo anche le verdure e le mettiamo a rosolare in poco olio con la coscia di tacchino, la giriamo, sfumiamo con del brandy, aggiustiamo di sale e pepe, poi incorporiamo il cucchiaio di farina e il liquido della marinatura. Cuociamo a fiamma bassa per un’ora o fino a cottura desiderata poi versiamo la panna e lasciamo intiepidire; una volta cotto il tutto passiamo la carne al tritatutto, insieme alle verdure , aggiungiamo un po’ di parmigiano e il ripieno è pronto. Adesso impastiamo la sfoglia, tracciamo dei cerchi grossi, mettiamo il ripieno e chiudiamo con un altro cerchio, sigilliamo il contorno e li caliamo in acqua bollente salata. Una volta scolati i ravioloni li mantechiamo nel sugo al pomodoro e finiamo con dadini di guanciale resi croccanti in padella. Federica Ma sono divini! 04/04/2023 Elena Alcune persone che conosco vorrebbero la mia ricetta della zuppa di cipolle. La mia è fatta anche con i funghi porcini secchi, è buonissima e molto gustosa. LA MIA NUOVA ZUPPA DI CIPOLLE Ingredienti: un kg di cipolle bianche e uno scalogno, alloro, ginepro, prezzemolo, due chiodi di garofano, funghi porcini secchi, una patata grossa, vino bianco per sfumare, mezzo bicchiere di latte, pepe, sale, olio extra vergine d’oliva. Esecuzione: puliamo bene le cipolle e lo scalogno, mettiamo a soffriggere lo scalogno e un giro di olio, sfumiamo col vino bianco, aggiungiamo le patate tagliate a grossi pezzi, le cipolle affettate, gli aromi, sale e pepe e un itro di acqua. Facciamo cuocere lentamente fino a metà cottura e solo allora aggiungeremo i porcini secchi ammollati un’ora prima in acqua tiepida ; lasciamo cuocere ancora per 15 minuti e poi togliamo dal fuoco. A questo punto togliamo i pezzi di patata, la schiacciamo e con un po’ di latte formiamo una crema, la incorporiamo alla zuppa, aggiungendo una o due manciate di parmigiano grattugiato e un giro di olio a crudo. Federica Deliziosa! 12/04/2023 Elena Come vi avevo promesso eccomi qui con la ricetta del giorno; oggi ho preparato per voi lo strudel di pasta brisée, salato, una ricetta fatta con il cuore. STRUDEL SALATO Ingredienti per la pasta brisée: 300 g di farina tipo “0”, 125 g di burro oolio extra vergine d’oliva, sale, un uovo intero. Per la farcitura: mozzarella di bufala, prosciutto, catalogna, porcini surgelati, olio extra vergine d’oliva, brandy, mezzo porro, timo, parmigiano reggiano grattugiato, sale, pepe. Esecuzione: prima di tutto dobbiamo scottare la catalogna, tagliarla finemente, e condirla con olio, aceto e formaggio; seconda cosa trifoliamo i funghi facendo rosolare il porro tagliato fine in poco olio, aggiungiamo i funghi e sfumiamo col brandy, poi li mettiamo a raffreddare vicino alla catalogna. Adesso prepariamo la mozzarella, la togliamo dal latticello, la tagliamo a spicchi e la mettiamo a sgocciolare in un recipiente con i fori. Prepariamo anche il prosciutto e incominciamo ad impastare la pasta brisée usando il burro a temperatura ambiente, uniamo la farina, il sale e incominciamo ad amalgamare gli ingredienti, facciamo riposare il panetto per mezz’ora. Adesso stendiamo la pasta fino a raggiungere lo spessore di qualche millimetro, mettiamo il ripieno, poi chiudiamo arrotolandolo su se stesso come fosse un salame; lo mettiamo in forno a temperatura di 200° per 15 minuti. Controllare la cottura prima di sfornare lo strudel. Eccolo nella foto in alto. Federica Questo è talmente buono che fa girare la testa. A maggio ti chiamerò a farne una decina per il pranzo di nozze; lo serviremo a fettine come antipasto. Grazie! 13/04/2023 Elena Oggi presento ancora dei ravioli ma questi sono vegetariani, deliziosi ugualmente. RAVIOLI VEGETARIANI Ingredienti: un kg di cozze, finocchi, carote, una patata, cren, sale, pepe, burro, parmigiano reggiano grattugiato, crema di taleggio, olio extra vergine d’oliva, aglio fresco, prezzemolo, un chiodo di garofano, origano fresco e salvia. Per la pasta occorrono: due uova, duecento g di farina per pasta fresca, sale. Esecuzione: per prima cosa facciamo il ripieno dei ravioli pulendo bene le cozze, poi le facciamo aprire in una casseruola dove abbiamo messo olio, aglio, sale e pepe, un chiodo di garofano. Una volta aperte le togliamo dal loro guscio, e le metteremo insieme alle verdure che abbiamo sbollentato e portato a cottura giusta, (finocchio e carote e una patata) abbiamo passato tutto al mixer in modo leggero, non deve essere una poltiglia ma neanche troppo evidente. Abbiamo amalgamato bene il tutto con il parmigiano, cren, sale, pepe, e ancora un po’ di prezzemolo. Adesso facciamo l’impasto dei ravioli e poi li realizziamo in una forma rettangolare; li caliamo in acqua bollente salata poi li condiremo con olio, burro e una crema di taleggio, cospargeremo un po’ di origano e salvia. Il piatto è incredibilmente squisito. Federica Sono squisitissimi! 14/04/2023 Elena La ricetta di oggi è un classico: scampi e patate al cartoccio. Il tutto buonissimo, ovviamente a chi piace il pesce. SCAMPI AL LIMONE CON PATATE AL CARTOCCIO Ingredienti: scampi q.b., patate, panco, prezzemolo, salvia, aglio, rosmarino, olio extra vergine d’oliva, limone, sale, pepe. Esecuzione: prepariamo gli scampi per la pulitura del budellino facendo un’incisione sotto e con uno stecchino lo si sfila, poi si lavano bene e si mettono a marinare con olio, limone, sale e pepe. Intanto che loro prendono la marinatura tagliamo le patate a spicchi o a rondelle, le mettiamo nella carta da forno, le saliamo, le spruzziamo con l’olio, mettiamo le erbe tritate, un po’ di panco, poi le avvolgiamo bene e le riavvolgiamo con la carta stagnola che metteremo nel camino di fianco alle braci. Quando le patate saranno pronte, incominceremo a riscaldare la piastra per abbrustolire gli scampi. Ecco il piatto nella foto sopra. Federica Gli scampi con le patate così sono di un gusto meraviglioso! 16/04/2022 Elena Ecco la sfogliata al succo di fragole, Alessandra mi ha detto che era super sia come gusto che come friabilità. A Giovanni è piaciuta molto come la torta diplomatica che gli faccio ogni tanto. SFOGLIATA AL SUCCO DI FRAGOLE Ingredienti per la pasta sfoglia: acqua, burro farina, sale. Per il ripieno: mascarpone, fragole mature, tre uova, (solo il tuorlo), rum zucchero a velo con vaniglia, savoiardi sottili fatti in casa Esecuzione: realizziamo la pasta sfoglia nel metodo che più ci aggrada, ( io consiglio di ripiegarla almeno 7 volte, diventa più friabile) una volta stesa, scegliamo la misura se quadrata o circolare, la bucherelliamo e la mettiamo in forno a 200° per 15 minuti, la togliamo dal forno e la spennelliamo con uno sciroppo di zucchero denso ma non troppo, la lasciamo caramellare per altri 5 minuti. Adesso sterilizziamo i tuorli, poi li sbattiamo aggiungendo dello zucchero a velo fino a trovare la dolcezza preferita, incorporiamo il mascarpone, lo amalgamiamo perfettamente alla crema di uova, aggiungiamo un po’ di rum per dolci, e incominciamo a stratificare con la sfoglia, i savoiardi imbevuti nel succo di fragole che abbiamo ottenuto dopo la loro bollitura, la crema al mascarpone e via via così fino all’ultmo strato di pasta sfoglia che decoreremo con lo zucchero a velo vanigliato. Federica Sai che le torte con la pasta sfoglia che fai tu sono diventate le mie preferite. Questa non l’ho assaggiata, ma solo a vederla mi fa venire l’ acqualina in bocca.