RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOTREESIMA PARTE

24/11/2021

Giardino d’inverno

Dall’articolo precedente  continua “I vasi sanguigni”.    Alla fine troviamo le arteriole che danno origine a una rete capillare che circonda le cellule di tutti i tessuti.  In particolare ricordiamo la rete capillare dei villi intestinali,  e la rete capillare dei glomeruli renali che serve prima a filtrare e poi a riassorbire il filtrato glomerulare.  Il fenomeno di filtrazione e di riassorbimento è molto vistoso in questi capillari,  ma è comune a tutte le reti capillari.  La prima parte della rete capillare,  quella più vicina all’arteriola, per effetto dell’ancora elevata pressione idrostatica del sangue, filtra negli interstizi fra le cellule un liquido simile al plasma sanguigno ma privo di proteine.  Nella seconda parte della rete capillare,  quella vicina alla venula,  il sangue ha perduto gran parte della sua pressione idrostatica,  avendo però un contenuto proteico più elevato del liquido interstiziale,  riesce ad assorbirne una certa quota prima filtrata;  la quota che avanza prende la via dei vasi linfatici. La via principale di ritorno del sangue è però rappresentata dal sistema venoso che iniziando con le venule,  termina infine con le due vene cave, superiore e d inferiore che sboccano nell’atrio di destra chiudendo così il grande circolo.  Anche i capillari linfatici si raccolgono in vasi sempre più grossi e infine costituiscono  nel dotto toracico che termina il suo tragitto sboccando nella vena succlavia sinistra.   Il ritorno venoso è più complicato per il territorio del canale alimentare che per gli altri territori vascolari,  in quanto vi si inserisce la grande ghiandola epatica,  il fegato.  i vasi capillari della mucosa intestinale, si raccolgono in vene che confluiscono in una grossa vena porta,  che entra nel fegato, dove torna a suddividersi  e  dà origine ad una rete capillare che circonda le cellule dei   lobuli epatici.  Questa rete capillare a sua volta confluisce in altri grossi vasi venosi,  le vene sovraepatiche, che sboccano nella cava inferiore.   Il sangue refluo dall’intesino quindi, prima di mescolarsi con il resto del sangue venoso,  prende contatto con le cellule epatiche e questo fatto ha una grande importanza per il bene dell’organismo.  Il fegato infatti è un organo sede di parecchie attività chimiche.  Tra esse ricordo la capacità di accumulare D-glucosio sotto forma di polisaccaride esclusivo degli animali, il glicogeno.  Il D-glucosio assorbito dal lume intestinale,  anziché accumularsi nel sangue, viene immagazzinato nel fegato,  dal quale a seconda del bisogno,  viene restituito al sangue negli intervalli tra un pasto e l’altro.  Nel fegato inoltre si attua la sintesi dell’urea a partire dall’ammoniaca.  Tutta l’urea che si forma dalla demolizione degli amminoacidi viene sintetizzata nel fegato,:  esso svolge la funzione di disintossicazione nei riguardi dell’ammoniaca circolante.  Molte altre attività disintossicanti nei riguardi di sostanze ingerite casualmente o a scopo medicamentoso,  sono  attribuite al fegato.  È opportuno perciò che esso sia inserito come protezione tra il canale alimentare e il resto dell’organismo.  Continua domani.

25/11/2021

Il movimento del sangue ovviamente è realizzato dalla pompa cardiaca.  Questa pompa compie ritmicamente un determinato numero di  cicli nell’unità di tempo,  nell’ essere umano in media 70 al minuto.  Ogni ciclo è costituito da una sistole atriale seguita dalla sistole ventricolare e da una pausa.  Ad ogni sistole segue una decontrazione o diastole.  Le sistoli cardiache,  come le contrazioni muscolari sono accompagnate da un fenomeno elettrico ( l’elettrocardiogramma).  Il ritmo cardiaco è un fenomeno automatico che si origina nel nodo del seno,  e le contrazioni del cuore proseguono indisturbate anche quando esso è separato dall’organismo o addirittura inserito in un altro individuo (trapianto cardiaco).  Separato dalle sue connessioni nervose,  il cuore  non può pulsare solo ad una frequenza costante;  la sua capacità di adattamento in queste condizioni è perciò molto limitata.  Mentre quando esso si trova in sito connesso ai rami cardiaci dei nervi vaghi o simpatici, la frequenza e la forza variano,  a seconda dei bisogni dell’organismo, e e con questo varia ovviamente la pressione del sangue e il volume di questo espulso dal cuore nell’unità di tempo.  I nervi simpatici sono nervi eccitatori,  i nervi vaghi sono nervi inibitori;  essi traggono origine dai centri rispettivamente cardioacceleratori e cardioinibitori situati nel midollo allungato e nel midollo spinale.  Quando per esempio inizia un’attività muscolare,  come camminare,  correre ecc,  il bisogno di ossigeno e di sostanze nutritive solide  aumenta ,  con ciò aumenta anche il bisogno di sangue come portata,  cioè come volume per unità di tempo e unità di massa irrorata.  Questo maggiore  fabbisogno viene soddisfatto aumentando l’attività cardiaca, cioè aumentando la sua frequenza e la sua forza di contrazione.  Tale effetto è dovuto ad un aumento dei centri cardioacceleratori la quale a sua volta è la risposta a impulsi nervosi,  che decorrendo nei nervi cardiaci,  provengono dall’atrio di destra dilatato da un aumento del ritorno di sangue venoso.   Questo aumento di sangue venoso è dovuto alla spremitura meccanica sulle vene che viene messa in atto dalla contrazione dei muscoli.  L’ultma parte continua domani…

26/11/2021

Non è poi da trascurare la possibilità che l’aumento dell’attività dei centri cardioacceleratori,  come avviene per l’aumento dell’attività dei centri respiratori,  sia effetto diretto dell’aumento dell’attività motoria.  Accanto a questi meccanismi di adeguamento del cuore ai bisogni dell’organismo, sono presenti anche dei riflessi protettivi inibitori i quali impediscono che l’attività cardiaca oltrepassi dei limiti che sarebbero dannosi per l’organismo.  Quando per le ragioni sopra descritte o per altre ragioni,  ad esempio reazioni di spavento,  la pressione sanguigna sale, entrano in eccitamento dei recettori sensibili alla pressione (pressocettori),  situati nell’arco aortico e nelle carotidi;  questi inviano impulsi nervosi ai centri cardiaci e deprimono l’attività di questi centri, in modo che anche l’attività cardiaca ne risulti frenata.  Il sistema vasale in cui circola il sangue non è un sistema rigido,  ma è provvisto di pareti muscolari, e partecipa insieme al cuore, al raggiungimento dei fini utili all’organismo.  Quando in seguito ad un’attività muscolare,  il cuore aumenta la sua frequenza e la sua forza di contrazione,  aumenta anche la pressione sanguigna.  Questa variazione di pressione tenderebbe a far aumentare uniformemente la portata sanguigna in tutti i territori dell’organismo,  anche in quelli che non ne hanno bisogno,  con inutile dispendio di energia,  ma ciò non avviene.  Quando in seguito a lavoro muscolare e sotto influenza dei centri cardioacceleratori,  aumenta l’attività cardiaca,  si restringono i vasi che irrorano i muscoli, così che la massa sanguigna viene in parte spostata dal territorio viscerale a quello muscolare.  Elena  L.

27/11/2021

Quali sono gli ormoni che agiscono sull’apparato cardiocircolatorio e respiratorio?   Patty e Marco

Ogni volta che attraverso vie nervose provenienti dal cuore o da altre zone,  il centro cardioacceleratore e il centro respiratorio vengono stimolati,  aumenta anche la dilatazione dei vasi del cuore e dei muscoli scelettrici,  mentre diminuisce quella dei vasi dei visceri addominali e della pelle. Le vie bronchiali  vengono dilatate in modo da diminuire la resistenza al passaggio dell’aria.    Contemporaneamente a questo effetto mediato attraverso vie nervose,  vi è un effetto collaterale sinergico,  mediato attraverso ormoni.  I messaggi motori che partono dal centro  cardioacceleratore e da quello respiratorio, vanno anche a stimolare la midollare surrenale.  Le cellule di questa ghiandola  endocrina secernano adrenalina,  un ormone che ha gli stessi effetti dei messaggi motori simpatici sul cuore,  sui vasi e sui bronchi.  L’adrenalina è quella sostanza cardioacceleratrice e vasodilatatrice nel territorio cardiaco e in quello muscolare,  vasocostrittrice nel territorio viscerale,  e inoltre broncodilatatrice.  Elena  L.

28/11/2021

E gli ormoni che agiscono sull’intestino esistono?  Patty e Marco

Gli ormoni che operano a livello intestinale,  la loro secrezione è provocata dallo stimolo esercitato dal contenuto intestinale direttamente su cellule endocrine,  produttrici di pormoni,  presenti nella mucosa intestinale.  Quindi,  l’acidità del contenuto intestinale,  appena uscito dallo stomaco,  stimola la secrezione di secretina che a sua volta aumenta la produzione degli enzimi proteolitici propri del pancreas  (tripsinogeno e chimotripsinogeno ).  I fermenti proteolitici pancreatici continuano e completano la digestione acida dello stomaco.  Il contenuto in grassi dello stesso liquido intestinale  stimola invece la secrezione di colecistochinina che a sua volta agisce promuovendo l’espulsione della bile dalla vescica biliare nel duodeno.  La bile contiene gli acidi biliari,  sostanze indispensabili alla digestione dei grassi.  Elena  L.

29/11/2021

Se ho ben capito sono gli ormoni che regolano le varie attività dell’organismo,  vero?  Marco e Patty

Certamente,  anche in questo campo l’ipofisi ghiandolare assume un ruolo preponderante attraverso un tropoormome, che va ad influire sulla funzione secretrice  della corteccia delle ghiandole surrenali,  l’ormone adrenocorticotropo.  La corteccia surrenale fabbrica ed immette in circolo una serie di ormoni che dal punto di vista della struttura chimica appartengono ai derivati del colesterolo  (0rmoni stroidei).  Alcuni di essi,  il cortisone favoriscono l’accumulo di D-glucosio come glicogeno e frenano le reazioni infiammatorie.  Per questa ragione sono molto usati in terapia al fine di ridurre certi stati infiammatori  (reumatismi ecc).  Altri steroidi agiscono sul bilancio salino (aldosterone) incrementando la funzione di riassorbimento  quindi di risparmio di cloruro di sodio,  dei tubuli renali.  Altri due ormoni oltre il cortisone,  interferiscono sul metabolismo del D-glucosio.  Essi sono fabbricati dalle isole di tessuto incluso nel pancreas e chiamate appunto le isole del Langherhans.  I due ormoni prodotti da queste isole sono: l’insulina e il glucagone.  L’insulina come molti sanno fa diminuire il tenore di D-glucosio nel sangue,  in quanto ne favorisce sia l’accumulo,  come il glicogeno,  che la utilizzazione.  Il glucagone,  invece fa aumentare il tenore di D-glucosio nel sangue.  la produzione di questi ormoni è regolata dal livello di D-glucosio nel sangue.  Quando questo si abbassa viene stimolata la produzione di glucagone e inibita la produzion e di insulina,  viceversa accade quando il livello di glucosio nel sangue aumenta.

  A domani con le altre spiegazioni che ti piacciono,  nel prossimo articolo di ” La nostra salute”.    Risposte ai lettori quarantadue centoquattresima parte.   Elena L.

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTODUESIMA PARTE

20/11/2021

 

 

 

Continua dall’articolo  risposte ai lettori quarantadue centounesima parte   “Encefalo e nervi encefalici” (La nostra salute)

Le fibre orizzontali mettono in rapporto tra loro i due emisferi del cervelletto e sono dette perciò peduncoli cerebellari.   Tutto questo insieme di fibre costituisce la sostanza bianca del ponte che come negli altri segmenti encefalici che ho descritto,  ad eccezione del telencefalo,  si trova anche alla periferia. Nella sostanza bianca  metencefalica si trovano ammassi di sostanza grigia che costituiscono i nuclei pontini;  alcuni di essi sono connessi con la corteccia cerebrale e anche con quella del cervelletto, quest’ultimo viene così controllato dalla corteccia degli emisferi cerebrali.  la porzione dorsale del metencefalo è costituita dal cervelletto,  segmento encefalico di notevole importanza funzionale perché regola l’attività motoria somatica.  Il cervelletto controlla il tono muscolare e la forza dei movimenti volontari e automatici.  Ciò si realizza per mezzo di riflessi che assicurano l’equilibrio del corpo,  in base a informazioni provenienti dai canali semicircolari e e dall’utricolo dell’orecchio interno e dagli organi locomotori stessi.  Rispetto al resto della massa encefalica,  le dimensioni del cervelletto sono notevoli,  superate solo da quelle degli emisferi cerebrali,  e da ciò deriva il nome,  che appunto significa piccolo cervello.  È anch’esso formato da due emisferi,  emisferi cerebellari o lobi laterali, e da un lobo mediano chiamato “verme” proprio per la sua forma vermiforme,  suddivisa da solchi trasversali in anelli che si susseguono.  la suoerficie degli emisferi cerebellari e del verme è ricoperta da una corteccia cerebellare,che appare come pieghettata per la presenza di solchi poco profondi,  e da scissure profonde,  parallele,  disposte trasversalmente rispetto all’asse ence4falico antero posteriore.   Tale solcatura suddivide la sostanza grigia corticale e la sostanza bianca interna,  in modo tale che sezionando il cervelleto con dei tagli sagittali,  la superficie di taglio presenta un aspetto fogliforme,  o arborescente,  dal quale derivò il nome  di “arbor vitae”, con cui lo designavano gli antichi anatomici.,  fasci che collegano le due metà del cervelletto attraversando la protuberanza anulare,

 

Il cervelletto è collegato con il resto del neuroasse per mezzo di tre coppie di peduncoli cerebellari:  superior,  medi,  inferiori,  nei quali passano fasci di fibre da e per centri superiori,  fasci che collegano le due metà del cervelletto attraversando la protuberanza anulare,  fasci da e per il midollo spinale.  Al di sotto del cervelletto si trova l’ultimo segmento encefalico,  il mielencefalo, detto anche midollo allungato o bulbo.  Questo è posto superficialmente,  essendo ricoperto soltanto da una laminetta meningea molto vascolarizzata chiamata :  tela coroidea del 4° ventricolo.  La cavità che a causa della sua forma a losanga è denominata fossa romboidale, si estende nel metencefalo, e si continua con l’acquedotto di Silvio del mesencefalo;  alla fine è in comunicazione con il canale centrale del midollo spinale.  Il pavimento della fossa romboidale corrisponde alla sostanza grigia bulbare formata dai nuclei di nervi encefalici,  e precisamente delle ultime sette paia,  esattamente dal 6° al 12°.  Tali nuclei,  alcuni dei quali essendo superficiali provocano dei rilievi del pavimento stesso,  sono disposti secondo un ordine che corrisponde a quello dei nuclei di sostanza grigia del modollo spinale;  nel bulbo,  pero il canale midollare,  trasformatosi in 4° ventricoli,  è venuto ad incunearsi,  allargandosi,  tra i due bracci dellH della sostanza grigia che è stata spinta a disporsi su una linea frontale anzichè su due linee sagittali pressoché parallele come il midollo.  nel midollo allungato si trova una formazione grigia,  pari,  chiamata “oliva bulbare” che sporge sulla faccia anteriore ed è una stazione della via motrice che ha collegamenti con il cervelletto  e con altri centri encefalici e del midollo spinale.  Vi sono inoltre due nuclei ( di Gall e di Burdach) sui quali terminano le fibre nervose di senso,  penetrate nel midollo spinale atteaverso le radici posteriori e proiettate a questa stazione mielencefalica che a sua volta è collegata con centri superiori ( per esempio col talamo).  La sostanza bianca del midollo allungato è formata dai fasci di fibre che in senso ascendente o discendente,  lo attraversano, anche incrociandosi.  Come nel midollo spinale la sostanza bianca del bulbo è disposta esternamente, salvo che in corrispondenza del pavimento del 4° ventricolo,  comemho spiegato prima.  Riassumendo,  pertanto,  il midollo allungato è un sito di passaggio per i fasci ascendenti e discendenti,  rispettivamente sensitivi o motori,  che qui s’incrociano o no,  vi passano anche fasci cerebellari.  Esso è anche un’importante stazione nervosa,  sede di centri fondamentali riflessi viscerali,  che si realizzano attraverso le fibre del nervo vago:  centro respiratorio;  centro moderatore del cuore;  centro vaso-motore per la la contrazione delle arterie periferiche;  centri secretori  (perm la glicosuria,  per la secrezione urinaria,  per la secrezione salivare);  centro per i movimenti di masticazione,  di deglutizione, del vomito,  della tosse,  ecc.  Si comprende pertanto perché una lesione del bulbo sia mortale  se interessa i centri vitali sopra elencati o è causa di paralisi se colpisce  i fasci motori,  o di perdita di sensibilità se sono lesi i fasci sensitivi.  Elena  L.

 

22/11/2021

 

Prima di chiudere l’argomento “nervi encefalici”  voglio riassumerti in un attimo le meningi.

 

 

LE MENINGI

 

Il midollo spinale e l’encefalo,  oltre che dallo scheletro  (colonna vertebrale e cranio) sono prodotti da tre membrane connettivali sovrapposte,  “le Meningi”,  interoste tra lo scheletro e la massa nervosa.  Lo strato più esterno è ” la dura madre”, fibrosa,  spessa e robusta;  essa si continua con la guaina dei nervi,  lo strato successivo è l’aracnoide, la quale invia verso la meninge profonda (pia madre) setti filamentosi che suddividono lo spazio tra queste due meningi (spazio aracnoideo) in lacune entro le quali circola il liquido cefalorachidiano, che assicura la sospensione idrostatica della massa nervosa,  impedisce la compressione delle cellule nervose e ammortizza gli shock,  anche quelli determinati dalle pulsazioni vasali.  La membrana (meninge ) più interna,  la pia madre, è molto vascolarizzata e aderisce alla superficie del neurasse, alla cui nutrizione contribuisce notevolmente.   Le meningi formano setti interposti nelle grandi fessure encefaliche:  in quella tra i due emisferi cerebrali si trova la falce del cervello e nella fessura tra il cervelletto e lobi occipitali vi è il tentorio del cervelletto.

Elena  L.  ( spero di essere stata soddisfacente,  anzi spero proprio di più.

 

23/11/2021

 

Mi piacerebbe da te una descrizione ancora più semplice dei vasi sanguigni.  In certi casi ci sono dei paroloni! Grazie!  L. D.

 

 

Carissima D.  in medicina ci sono grandi nomi e grandi paroloni,  quelli non si possono cambiare,  cerco di darti una spiegazione comprensibile e semplice,  va bene?

 

 

I VASI SANGUIGNI

 

Come molti sapranno,  i vasi sanguigni sono dei canali,  che formano un sistema chiuso,  che in base alla struttura  vengono distinti in arterie,  capillari e vene.  In essi circola il sangue,  nelle arterie in senso centrifugo rispetto al cuore,  nelle vene in senso centripeto;  i capillari formano un’enorme rete a maglie finissime interposta tra arterie e vene,  attraverso la quale si effettuano gli scambi tra il sangue e i tessuti di ogni distretto del corpo.  Vorrei ricordare che reti  capillari possono trovarsi anche inserite nel corso di arterie  ( ad esempio la rete mobile del rene)  0 di vene ( sistema portale del fegato)  e inoltre,  che i capillari delle ghiandole endocrine e del fegato che occupano gli spazi tra le cellule sono detti sinusoidi.  L ed è per questo che le vene sono estensibili e si dilatano passivamente.a struttura dei vasi è così composta: tunica interna che è formata da endotelio ed è uguale in tutti i vasi.  La tunica media,  che nelle grosse e medie arterie è prevalentemente formata da fibre elastiche e nelle piccole arterie è prevalentemente formata da fibre muscolari lisce,  è più o meno abbondante in rapporto al calibro dell’arteria.  Nelle vene la parete media ha fibre muscolari lisce e poche fibre elastiche anastomizzate ed è per questo che le vene sono estensibili e si dilatano passivamente.  La tunica esterna è connettivale,  fibrosa, sottile e in essa si trovano i fascetti nervosi e i vasi nutritizi delle pareti vasali.  Le arterie,  salvo poche eccezioni, come le carotidi,  le temporali e le radiali le cui pulsazioni si possono apprezzare facilmente dall’esterno.  Le arterie di piccolo e medio calibro sono spesse accompagnate da due vene,  queste vene formano reti superficiali come quelle sottocutanee.  Va ricordato che molte vene,  specialmente dove il sangue deve vincere la forza di gravità,  le pareri sono munite di valvole a nodo di rondine,  che riducono il peso della colonna liquida e impediscono il reflusso che causerebbe un ristagno e lo sfiancamento delle pareti dei vasi sottostanti. In alcuni punti il sangue può passare direttamente da  arteria a piccole vene mediante dei vasi di collegamento,  o anastomotici,   formati da cosiddette anastomosi artero-venose,  che si possono aprire e chiudere in base alla necessità di escludere o meno un territorio.  In alcuni organi poi le arterie formani come degli alberi,  i cui rami non sono anastomizzati tra loro,  sono le arterie terminali, e quindi non vi è la possibilità che un difetto di irrorazione possa essere neutralizzato dall’apporto di sangue di un territorio vicino;  arterie terminali si trovano nel cuore e nel sistema nervoso.  L’attività muscolare del cuore inizia con la contrazione o sistole degli atrii,  essi si svuotano,  spingendo il sangue nei sottostanti ventricoli.  Alla sistole degli atrii subentra la contrazione o sistole dei ventricoli,  con questa contrazione essi espellano il loro contenuto nelle due grosse arterie,  aorta e polmonare.  L’arteria polmonare si divide in due grossi rami: uno dei quali va al polmone di destra e l’altro al polmone di sinistra.  Ciascun ramo si suddivide in rami più piccoli, le grosse,  medie e piccole arterie,  terminando infine nelle arterie più piccole, le arteriole. Queste ultime si continuano in una rete di vasi capillari, che come ho già scritto circonda le cupole alveolari.  I capillari alla fine si riunisconodi solito in venule e poi in vene più grosse.  In esse il sangue scorre alla periferia del cuore.  Tutto il sangue refluo dai polmoni si riunisce nelle due grosse vene polmonari di destra e nelle due grosse vene polmonari di sinistra che sboccano nell’atrio di sinistra,  chiudendo così il piccolo circolo.  Il piccolo circolo serve ad assorbire ossigeno e scaricare anidride carbonica.  Il grande circolo serve invece ad assorbire le sostanze nutritive solide dal circolo alimentare e ad espellere le sostanze di rifiuto solide attraverso i reni,  oltre che a fornire ossigeno e sostanze nutritive e a drenare anidride carbonica e prodotti di rifiuto da tutti i tessuti.  Il grande circolo inizia con l’arteria aorta,  che si diparte dal ventricolo sinistro.  L’aorta con diversi rami distribuisce sangue arterioso sia alla metà sopracardiaca che alla metà sotto cardiaca del corpo. Le arterie si ramificano in arterie di grosso,  medio e piccolo calibro,  man mano che si allontanano dal centro propulsore.  Continua nell’articolo La nostra salute ” Risposte ai lettori quarantadue centotreesima parte.  Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTUNESIMA PARTE

10/11/2021

 

 

 

 

 

Qual è la differenza tra disturbo e patologia? Grazie!  N.

 

Il disturbo può diventare patologia se non curato e fermato con farmaci e attenzioni;   di solito è un qualcosa che si risolve senza difficoltà.  La patologia invece ha per oggetto lo studio e le cause che la determinano. La patologia viene distinta in branche diverse,  autonomamente studiate,  ma che nel loro insieme costituiscono  una cosa unica.   Ad esempio:  la patologia cellulare studia  specificamente le alterazioni morfologiche e funzionali delle cellule  che sono il punto di partenza di tutti i processi morbosi.  La patologia generale studia le alterazioni patologiche fondamentali,  che sono alla base dei quadri morbosi;  la patologia specifica studia i meccanismi eziopatologici e le manifestazioni morbose dei singoli organi,  apparati,  sia che la loro cura richieda interventi chirurgici  sia metodi terapeutici  incruenti  (patologia medica) .  La patologia sperimentale infine studia le malattie artificialmente riprodotte.  Elena  L.

 

15/11/2021

 

Cosa pensi del vaccino  e dei non vaccinati?  Fede e Alessandro

 

 

Carissimi,   ho già espresso ciò che penso di questa situazione in un altro articolo.  Io credo nel vaccino e penso che tutti dovremmo vaccinarci.  Ovviamente ci sono persone responsabili quanto me che non possono assumerlo perché affette da patologie importanti e giustamente se sono a rischio del 50% e più fanno bene ad avere paura,  ci sono stati casi di persone che con il vaccino hanno incontrato la morte,  anche se a loro è stato detto che la colpa non è stata del vaccino;  sono casi isolati ma ci sono,  io non nascondo niente!  Elena  L.

 

 

16/11/2021

 

Se ti chiedessi di farmi una descrizione tua dell’encefalo e dei suoi nervi,  dico tua perché non deve essere quella che c’è sui testi di medicina,  me la faresti?  Grazie!  L. D.

 

 

Sì,  con molto piacere,  così mi rinfresco la memoria.

 

L’encefalo è la porzione del neurasse situata entro la scatola cranica.  Fin nelle fasi più precoci dello sviluppo,  la primitiva struttura tubolare si perde a causa della formazione di una serie di 5 vescicole  di centri nervosi in ciascuna di esse cerebrali che si susseguono in senso cranio-caudale.  Queste vescicole hanno le pareti più o meno ispessite in conseguenza della concentrazione e dello sviluppo di centri nervosi preposti a  particolari funzioni in ciascuna di esse.  Determinanti per l’organizzazione strutturale delle singole parti dell’encefalo sono i rapporti con gli organi di senso rapporto con l’organo della vista;  sono concentrati nel capo;  le informazioni trasmesse di tali organi comportano risposte complesse  e di conseguenza complessità di struttura dei centri nervosi.  Le cinque vescicole all’interno sono cave per la presenza dei ventricoli cerebrali in comunicazione tra loro con il canale midollare.  Procedendo in senso cranio-caudale troviamo il telencefalo, connesso con l’organo dell’olfatto,  come indica il nome rinencefalo,  con cui è pure designato,  il diencefalo, in rapporto con l’organo della vista;  il mesencefalo;  il romboencefalo che si suddivide in metencefalo  (cervelletto e ponte) e mielencefalo che è in rapporto con l’organo stato acustico e con gli organi del gusto.  Ecco,  domani continuerò  con la descrizione completa.

 

17/11/2021

 

Il telencefalo attraverso l’evoluzione si è sviluppato ampiamente nell’uomo,  ha acquistato caratteri morfologici e funzionali sempre più complessi,  specialmente a causa dello sviluppo della corteccia cerebrale e per il fato di essere diventato il centro superiore integrativo di quasi tutte le attività della vita di relazione e intellettiva.  Ovviamente anche nell’encefalo,  come nel midollo spinale,  con cui è in continuità,  la trasmissione e l’elaborazione degli impulsi nervosi si realizza attraverso i nuclei e le fibre nervose.   Queste sono riunite in fasci che formano la sostanza bianca e costituiscono tratti di vie.  Tra i fasci di sostanza bianca si trovano masse di sostanza grigia di varia forma e grandezza,  aventi anch’esse valore di stazioni di arrivo o di partenza di fibre nervose;  da alcune di queste si originano  i nervi encefalici che emergono dall’encefalo,  altre fibre mettono in connessione tra di loro i nuclei encefalici aventi significato di centri associativi ecc.  Il telencefalo detto comunemente ” cervello” ,  è la massa più voluminosa dell’encefalo umano,  sovrastante le altre sezioni,  si distinguono due emisferi, separati dal profondo solco detto  scissura interemisferica. Nella corteccia sono state inoltre riconosciute aree corticali aventi valore funzionali diverso, e specifico,  che sono definite quindi localizzazioni,  cioè sedi di funzioni specifiche;  di esse sono state costruite mappe più o meno dettagliate.   In alcune di tali aree vengono proiettate informazioni sensitive proveniente dai nuclei situati in segmenti encefalici inferiori o nel midollo spinale.  Ben note sono l’area visiva,  situata nella corteccia del lobo occipitale,  e l’altra acustica situata nel lobo temporale;  l’area della sensibilità generale si trova nel lobo parietale,  dietro al solco centrale chiamato ” Scissura di Rolando” ;  l’area olfattoria ha sede nella zona della faccia della corteccia volta verso il solco interemisferico.  Altre aere  corticali corrispondono a centri di motilità volontaria e sono situati nella circonvoluzione del lobo parietale.  Qui la corteccia è caratterizzata dalla presenza di cellule piramidali.  Sia nel giro pre-rolandico,  che in quello post-rolandico,  i centri rispettivi di sensibilità e di motilità sono distribuiti nello spazio inversamente alle corrispondenti regioni del corpo da cui provengono le sensazioni o a cui sono inviati i comandi di movimento:  i centri per i muscoli della testa o la sensibilità della cute di essa sono situati nelle zone inferiori dei rispettivi giri pre e post rolandici;  verso l’alto,  e in sequenza,  si susseguono i centri per l’arto superiore,  per il tronco,  per l’arto inferiore, (coscia gamba e piede)  Continua domani.

18/11/2021

 

Sono state inoltre localizzate aree associative,  e centri di funzioni complesse come il linguaggio,  per il quale abbiamo tre centri:  quello del linguaggio articolato,  quello del linguaggio visivo (scrittura) e quello del linguaggio uditivo.  Il linguaggio o capacità di comunicare,  ha infatti varie componenti quali l’idea,  la parola, il significato di essa, la struttura,  cioè i segni grafici per scriverla e i segnali fonetici per pronunciarla sia come fatto attivo di scriverla e pronunciarla (successione di movimenti) che come capacità di comprenderne il senso,  dopo averla letta o udita,  ecc.   La corteccia del telencefalo è infine sede di attività cerebrali superiori,  quali il pensiero astrato,  la memoria ecc.   Le zone associative sono pari e simmetriche,  sono presenti in ambedue gli emisferi,  ma funzionano solo quelli di un emisfero.  Importanti nuclei telencefalici profondi,  cioè immersi nella sostanza bianca,  sono i corpi striati che fanno parte di un complesso di nuclei destinati all’attività motoria automatica extrapiramidale.  Quest’ ultimo aggettivo indica che i suoi centri sono situati al di fuori della via piramidale,  regolata dalla corteccia del giro pre-rolandico,  che come si disse, è caratterizzata dalle cellule di forma piramidale cui si deve il nome via piramidale.  La via extrapiramidale ha però rapporti con la corteccia del lobo frontale e del lobo parietale ed ha stazioni di sostanza grigia anche in altri segmenti dell’encefalo.  Va ricordato che al telencefalo arrivano arrivano i nervi olfattori,  costituenti il primo paio di nervi encefalici.  Sotto il telencefalo,  in parte incuneato in esso,  si trova il diencefalo nel quale spicca per volume ed importanza funzionale un grosso accumulo di sostanza grigia,  il talamo ottico.  Si tratta di un’importantissima stazione sottocorticale alla quale arrivano tutti gli impulsi sensitivi (olfattori,  acustici, visivi,  di sensibilità generale)  provenienti dagli altri centri e destinati a raggiungere le aree proprie della corteccia cerebrale.   Dorsalmente al talamo si trova l’epitalamo,  in cui si nota una piccola ghiandola endocrina,  l’epifisi ,  ch enell’uomo sembra essere una struttura rudimentale o secondariamente regredita;  ventralmente vi è la regione ipotalamica,  sede di importanti centri regolatori di attività della vita vegetativa,  quali il sonno e la termoregolazione corporea, nonché di gruppi di cellule neuro-secretrici connessi con il lobo posteriore dell’ipofisi.  Si comprende così come l’attività dell’ipofisi possa essere direttamente influenzata dal sistema nervoso centrale.  Continua domani.

 

19/11/2021

 

Al diencefalo arrivano i nervi ottici  (secondo paio di nervi cranici)  cui seguono i tratti ottici che formano parte del pavimento e delle pareti laterali del diencefalo stesso.  La cavità del diencefalo è il terzo ventricolo; essa è in comunicazione lateralmente con i ventricoli del telencefalo e posteriormente si continua con un sottile condotto, l’aquedotto di Silvio,  che attraversa il mesencefalo.  Il mesencefalo o terzo segmento encefalico segue caudalmente al diencefalo. Nell’uomo esso è ricoperto dalla parte posteriore da  due emisferi telencefalici che occorre divaricare per scoprirlo.  Nel mesencefalo si distingue una parte posta sopra all’acquedotto di Silviochiamata lamina quadrigemina, nella quale si nota una struttura grigia stratificata che può ricordare la corteccia del telencefalo  e che sta ad indicare la sua funzione di coordonazione degli stimoli sensitivi visivi e acustici,  e delle risposte motorie tipo riflesso,  quali sono il movimento dei bulbi oculari, la rotazione della testa, il riflesso paillare,  ecc.   Le regioni ventrali e laterali del mesencefalo formano il corpo del mesencefalo,  in cui si trovano i nuclei del 3° e del 4° paio di nervi encefalici destinati ad innervare la maggior parte dei muscoli che fanno muovere i bulbi oculari.  Vi si trova inoltre un’importante stazione della via extrapiramidale,  il nucleo rosso, connesso con il corpo striato,  centro superiore del telencefalo,  già ricordato,  e con il cervelletto,  è deputato a regolare i movimenti del tronco e degli arti.  Il mesencefalo è ovviamente attraversato da fasci di fibre nervose,  che costituiscono una parte notevole della sostanza bianca di questo segmento:  sono i peduncoli cerebrali,  che portano verso i centri superiori  impulsi provenienti dai segmenti inferiori e viceversa,  impulsi rispettivamente sensitivi,  (ascendenti e motori (discendenti).    In coda al mesencefalo si trova il metencefalo,  formato da due parti ben distinte:  una ventrale detta ponte di Varolio,  e una dorsale il cervelletto.  Attraverso il ponte passano le fibre che ho descritto come peduncoli cerebrali parlando del mesencefalo,  e fibre disposte trasversalmente abbracciano le fibre verticali.  Continua nel prossimo articolo 42 centoduesima parte.  A domani per l’ultima parte.

 

Le fibre orizzontali mettono in rapporto tra loro i due emisferi del cervelletto e sono dette perciò peduncoli cerebellari.

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTESIMA PARTE

20/10/2021

 

 

  IL MIO GIARDINO

 

È vero che chi soffre di artrite reumatoide è autoimmune?  In che senso?  Grazie!  I.

 

 Sì, l’artrite reumatoide fa parte di quelle affezioni poliarticolari,  caratterizzate dall’associazione con un particolare movimento immunitario,  è una malattia vera e propria in quanto espressione generale che coinvolge per meccanismi disreattivi ed antiimmunitari, anche altri organi e apparati,   si tratta di una patologia e non come magari avevi pensato tu. Questa malattia è manifestata da un’anomala reattività dell’organismo verso cellule o parti dei suoi stessi tessuti.  Può dipendere dalla perdita di specificità da parte di determinati componenti tessutali, che diventano immunologicamente eterogenei per l’organismo.  Oppure dalla incapacità del sistema immunocitario di riconoscere tali componenti pur conservando  essi i caratteri immunologici originari.  Elena  L.

 

22/10/2021

 

È vero che il plasma si può sostituire?  In quali circostanze?  Grazie! O.

 

 

Sì,  il plasma di un paziente si può sostituire con altri fluidi atti a ristabilire quella quantità di sangue presente nella circolazione,  la cui omeostasi è regolata da vari fattori.  A mantenere la pressione oncotica,  a riequilibrare l’assetto elettrolitico e l’assetto proteico.  Le indicazioni di questo procedimento,  sono costituite dal plasmocitoma,  dalla miastenia grave,  dall’anemia emolitica autoimmune,  dalla sindrome nefrosica,  dalle condizioni in cui vi è un aumento della viscosità del sangue.  Si è rivelato utile anche nell’insufficienza epatica fulminante,  ecc.  Gli effetti collaterali sono rari,  sono rappresentati soprattutto da aritmie cardiache,  da crisi d’insufficienza cardiocircolatoria,  da crisi epilettiche, da coagulazione vasale e da shock.  Questa tecnica è usata anche per ottenere derivati plasmatici concentrati:  albumina,  fibrinogeno,  gammaglobuline  ed alcuni fattori della coagulazione.  Elena  L.

 

25/10/2021

 

A mio suocero hanno provocato una malattia causata da farmaci,  ancora non sappiamo se è la medicina sbagliata o se è stato il dosaggio,  però lui ha una malattia nuova con sintomi che prima non accusava.   Com’è possibile? M. G.

 

Sì,  è possibile,  questa malattia può essere provocata  da un complesso degli effetti collaterali,  delle terapie medicamentose,  chirurgiche e fisiche.  In particolar modo in psicologia,  sorgono dei disturbi funzionali senza una base organica,  che insorgono in un soggetto a seguito della diagnosi del medico.  Ad esempio,  se a un paziente viene diagnosticata un’appendicite,  può accusare i sintomi che dà questa malattia in fase acuta,  anche se la diagnosi è sbagliata.  Comunque sono numerosi i fattori che possono provocare questa malattia da farmaci:  errori di posologia:  in questo caso si osservano comunemente i disturbi del ritmo,  il collasso da farmaci anti-depressivi,  incidenti emorragici da anticoagulanti,  la sonnolenza da tranquillanti,  ecc.  Anche un farmaco somministrato per lungo tempo può provocare danni più o meno gravi,  anche se per un certo periodo di tempo è risultato del tutto innocuo.  Poi ci sono reazioni di ipersensibilità:  si tratta di reazioni non prevedibili,  sebbene esse siano più frequenti per certi farmaci e in determinati soggetti.  Interferenze negative tra più farmici:  dall’uso combinato di due o più medicamenti possono aversi fenomeni di sinergismo,  di antagonismo,  di attivazione e di inibizione metabolica,  modificazioni dell’assorbimento intestinale,  ecc.  Elena  L.

 

27/10/2021

 

La serotonina può interferire negativamente durante l’assunzione   con altri farmaci?  P.

 

 

Credo di sì,  ci sono farmaci che antagonizzano la serotonina,  entrando in competizione con essa a livello dei ricettori specifici triptaminergici.  Il ruolo fisiologico della serotonina è complesso,  è noto che tale sostanza determini la concentrazione della muscolatura liscia dei vasi,  dell’intestino,  dei bronchi,  dell’utero e della vescica.  Inoltre regola l’automatismo intestinale,  modifica la pressione arteriosa in maniera variabile,  stimola le terminazioni sensitive dolorifere, interviene nei processi allergici e infiammatori,  determina la sintomatologia dell’emicrania e di alcuni tumori dell’intestino tenue.  E poi la serotonina interviene nei meccanismi sonno- veglia,  nella regolazione centrale della temperatura corporea e in alcuni processi centri determinanti il comportamento emotivo e l’affettività.  Elena  L.

 

 

28/10/2021

 

Quali sono le nevralgie che ci colpiscono di più?  Serena

 

 

Le sedi più frequenti di nevralgie sono legate al decorso dei vari tronchi nervosi. la nevralgia del trigemino di solito è unilaterale,  e interessa una sola branca,  la mascellare o la mandibolare,  raramente l’oftalmica.  Le primo caso il dolore è localizzato alla guancia,  il naso,  il labbro superiore,  nel secondo caso e cioè il mascellare inferiore, al mento,  all’orecchio e alla lingua;  nel terzo,  la regione sopraorbitaria o al bulbo oculare con lacrimazione e arrossamento della congiuntiva.  La nevralgia occipitale,  è dovuta a irritazione del nervo grande occipitale e si manifesta nella regione occipitale e alla nuca.  La nevralgia bronchiale,  sostenuta da interessamento del plesso  brachiale di destra o di sinistra,  questa scatena una sindrome dolorosissima a carico dell’arto superiore omolaterale.  Nelle nevralgie intercostali i dolori si evidenziano nella parte laterale e anteriore del torace  seguendo il decorso degli spazi intercostali;  possono essere accentuati da colpi di tosse,  o da profondi movimenti respiratori ecc.  La nevralgia sciatica,  è dovuta all’irritazione del nervo grande sciatico,  talvolta associata a quello del piccolo sciatico,  i dolori sono localizzati all’anca dietro il grande  trocantere e si irradiano in alto verso l’osso sacro,  in basso lungo il margine laterale della coscia, al  poplite,  alla testa del perone  fino al malleolo mediale.  Elena  L.

 

 

03/11/2021

 

È vero che certi esami a scopo diagnostico vengono eseguiti con dei cateteri,  come?  Grazie!  P.

 

Sì,   per esempio per fare l’esame della vena epatica,  si effettua attraverso una vena del braccio,  l’atrio destro,  la vena cava inferiore e una vena epatica,  fino a raggiungere una delle piccole vene epatiche per registrare la pressione venosa intraepatica.  Per diagnosticare perfettamente quello cardiaco,  si pratica introducendo attraverso un vaso periferico ,  di solito la vena mediana del gomito,  un piccolo catetere radiopaco semirigido di politene,  che raggiunge,  se introdotto per via venosa attraverso l’ atrio destro,  il ventricolo destro e l’arteria polmonare fino alle sue ramificazioni più piccole.  La sezione sinistra del cuore può essere raggiunta perforando con un catetere apposito il setto interatriale.  Si possono ottenere così campioni di sangue per effettuare analisi di vario tipo,  la pressione intracardiaca e iniettare mezzi di contrasto radiopachi.  Elena  L.

 

04/11/2021

 

Nella mia famiglia abbiamo due persone con la gobba,  vorrei sapere se questa malformazione è ereditaria?  Grazie! G.

 

No,  non credo,  fino ad ora gli studi degli scienziati non hanno riportato questa cosa. Questa malformazione,  è una convessità posteriore  di un tratto della colonna  vertebrale.  È dovuta a distruzione di corpi delle vertebre provocata da vari processi spondilici,  dei quali il più frequente è la spondilite tubercolare,  da rachitismo,  da caduta, da gravi traumi diretti contro il rachide.  La comparsa della gobba più o meno tardiva in rapoorto all’agente eziologico,  determina sopra e sotto la zona lesa curve secondarie di compenso e deformazioni più o meno accentuate del torace3 e del bacino con dislocazione dei visceri.  A volte la gobba si forma per una sporgenza posteriore delle coste,  quando una scogliosi dorsale si associa a rotazione delle vertebre.   Se una gobba dorsale è molto pronunciata si può formare un’altra prominenza toracica anteriormente in regione xifoidea.  Le conseguenze delle deformazioni ossee sono varie:  quando è interessato il rachide dorsale si verifica di solito una dislocazione e anche una certa compressione dei polmoni e del cuore e di conseguenza estrema facilità alle malattie dell’apparato respiratorio.  Se è interessato il rachide lombare a soffrirne sono i visceri addominali,  in ogni caso si possono verificare compressioni di radici nervose, motrici e sensitive,  da parte delle vertebre deformate con sindromi rispettivamente paretiche o nevritiche. Elena  L.

 

05/11/2021

 

È vero che fanno degli interventi veri con il laser?  R.

 

 

Certo,  non solo al giorno d’oggi,  ma già da molto molto tempo.  Queste onde elettromagnetiche a frequenza ottica,  in concordanza di fase,  serve ad ottenere fasci estremamente concentrati di luce coerente.  La luce coerente e concentrata del laser, provoca la necrosi per coagulazione dei tessuti organici.  Si comprende come ne sia stato proposto impiego in alcuni particolari  CAMPI  DELLA CHIRURGIA,   tanto più che la possibilità di disporre luci laser con differente lunghezza d’onda,  fa prevedere almeno teoricamente, l’ eventualità di colpire soltanto i tessuti prescelti.  L’utilizzo del laser si è andato sempre più allargandosi nel campo della chirurgia;  si impiega quasi ovunque.  Uno degli impieghi classici tradizionali è la terapia del distacco della retina,  o di altre rare affezioni dell’occhio. in questo caso il raggio sottilissimo  del laser può penetrare attraverso la cornea,  il cristallino,  e l’umor vitreo senza provocare danni e raggiungere lo strato pigmentato della retina dove viene assorbito ed esercita quindi i suoi effetti.  Elena  L.

 

 

07/11/2021

 

È vero che dovremmo vaccinarci anche contro il tetano?   Grazie! B.

 

Anche il tetano è una malattia infettiva che si trasmette attraverso le ferite;  meglio dire “avviene” nelle quali si moltiplica diffondendo una esotossina che possiede un elettivo tropismo per il sistema nervoso.  La diagnosi si basa sull’obiettività clinica e sull’eventuale ricerca del bacillo sporigeno il Clostridium   nelle ferite.  Questo vaccino oggi non è in discussione,  ma anche in questo caso,  la mortalità è del 40- 45%;  la vaccinazione garantisce un’immunità di lunga durata e inoltre è possibile anche a distanza di diversi anni ripristinare rapidamente le difese immunitarie.  Elena  L.

 

09/11/2021

 

Senti,  è da molto tempo ormai che soffro di torcicollo;  sembro guarita ma poi mi ritorna,   io non credo di provocarmelo in nessuno dei modi,  allora perché sono soggetta a questo fastidioso disturbo?  Grazie!  D.

 

Il torcicollo è determinato da cause molteplici,  pensa che certi medici dicono che sia ereditario.  Ma so che c’è il torcicollo  ,  sì,  a carattere familiare,  sostenuto da anomala brevità di uno dei corpi del muscolo sterno-cleido mastoideo,  che si manifesta con rotazione del capo e spostamento della faccia verso il lato opposto della parte lesa e verso l’altocon inclinazione dell’occipite indietro.  C’è il torcicollo acquisito determinato da processi reumatici o flogistici, primitivi o secondari, alla muscolatura del collo edei nervi.  Il torcicollo  spastico caratterizzato da spasmo tonico-clonico,   dei muscoli del collo,  intermittente se legato a lesioni del corpo striato potenziate da altri fattiri funzionali;  occasionale se è dovuto a irritazione per cause varie;  e il torcicollo osteogeno ,  dovuto ad alterazioni  ossee alla base cranica e delle .cervicali. Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE NOVANTANOVESIMA PARTE

04/10/2021

 

 

 

Vorrei sapere se anche il disturbo del linguaggio viene chiamato dislessia.  Grazie!  B.

 

 

Il disturbo del linguaggio è dovuto a un difetto degli organi che partecipano alla funzione della parola e che non è mai origine centrale.

 

La dislessia invece è quella difficoltà nell’apprendimento della lettura, che non ha a che fare con lesioni neurologiche dimostrabili.  Le cause della dislessia sono numerose:  si nota tra esse il deficit della memoria,  a breve termine,  e le difficoltà di discriminazione,   sia visiva che acustica,  ecc.  Elena  L.

 

05/10/2021

 

Chi sono le persone più intelligenti,  le istintive o le razionali?  Grazie!  N.

 

Entrambe le categorie.   Ciò che di massima unifica tutte le varie definizioni date dall’istinto è il fatto di considerarlo comunque qualcosa di innato,  legato ereditariamente alla specie,  indirizzato verso dei fini biologicamente utili.  Uno degli aspetti più importanti del pensiero di S. Freud,  ha subito notevoli  modificazioni nel corso della vita di questo scienziato:  nella sua formulazione definitiva vengono distinti gli istinti di vita e gli istinti di morte.  Gli istinti secondo Freud,  rappresentano le esigenze di ordine somatico dell’organismo,  che possono rivolgersi sia verso l’individuo sia verso l’esterno.  L’altra categoria è perfettamente rispondente allo scopo,  ponderante,  comprensibile alla ragione ecc.  Elena  L.

 

06/10/2021

 

Mia figlia si è laureata in una branca della genetica,  sono anni che aspetta di lavorare ma non riesce a trovarlo.  Ma che razza di titolo è ?  R.

 

 

Questa branca della genetica studia i modi per migliorare geneticamente la razza umana.  Questa branca si avvale degli studi di popolazioni,  può prevedere quali tipi di incroci sarebbero più adatti per eliminare o diminuire i geni indesiderabili dalle popolazioni umane.   Questo studio è molto complesso perché si mettono in discussione quali siano le caratteristiche desiderabili da riprodurre e quelle da eliminare,  i loro modi di operare sono essenzialmente due:  negativo e positivo.  C’è da considerare che  impedendo la procreazione a individui portatori di caratteri negativi, si blocca anche la trasmissione di caratteri estremamente positivi. Comunque,  questa branca della genetica,  nel suo complesso resta un campo molto problematico e discusso sia sotto il profilo biologico sia sotto quello giuridico e morale. Elena  L.

 

 

07/10/2021

 

Il mio medico mi ha prescritto dei coagulanti,  ma non so il perché,  attenzione,  non anticoagulanti,  ma coagulanti.  Grazie D.

 

Sicuramente il tuo medico non si è sbagliato,  si vede che sei soggetta alle emorragie;  avrai un deficit di fattori della coagulazione sanguigna.  Questa patologia di solito colpisce solo i soggetti di sesso maschile,  ma si trasmette attraverso la femmina,  la quale può essere portatrice sana di un carattere genetico anomalo.  Tale anomalia ha carattere recessivo,  per cui ha la possibilità di manifestarsi clinicamente solo nel genere maschile.  Nella femmina portatrice del gene alterato il disturbo non si manifesta per un fenomeno di inattivazione cromosomica,  cioè per la soppressione del gene anomalo a opera dell’altro cromosoma normale.  Forse tuo padre era affetto da questa patologia e magari tua madre era una portatrice.  Oppure può essere dovuta alla mutazione spontanea di un cromosoma,  ecc. Elena  L.

 

 

11/10/2021

 

Dagli esami clinici mi hanno riscontrato una notevole quantità di grassi nelle feci,  a che cosa è dovuta questa anomalia,  Non riesco ad aspettare fino a posdomani.  Grazie ! V.

 

Non posso trarre conclusioni solo da questo esame,  perché potrei ingannarmi; ad esempio potrei dirti cose da nulla o cose che potrebbero spaventarti.  L’eliminazione di grassi nelle feci in quantità superiore alla norma si riscontra nella sindrome dissenterica a decorso cronico, con remissioni che si alternano a ricadute.   Anche nella malattia fibrocistica del pancreas,  è una forma morbosa congenita propria dell’età infantile,  nella quale la struttura ghiandolare del pancreas risulta completamente sovvertita dalla proliferazione di tessuto connettivo intralobulare e intracinoso con la presenza di numerose formazioni cistiche.  Elena L.

 

13/10/2021

 

Mia figlia ha un’intossicazione da iodio,  ama molto il mare e addirittura mangia solo prodotti del mare,  alghe comprese.  Ha sempre il mal di testa da sinusite,  e infiammazione delle vie respiratorie,  ma nonostante questo non vuole cambiare dieta come le ha prescritto il medico.  A che cosa può andare incontro?  Grazie!  S.

 

Sicuramente glielo avrà detto anche il medico di voltare pagina,  va bene assumere iodio perché fa bene alla tiroide,  ma anche l’eccesso,  non va.  Questi disturbi vengono da una condizione tossica che appunto si verifica in seguito all’assunzione di iodio in eccesso, oppure è troppo sensibile allo iodio.  Nella forma leggera di intossicazione da iodio si manifesta proprio con alterazioni infiammatorie delle vie respiratorie,  da sinusiti,  con fenomeni di irritazione della mucosa boccale,  e ipersecrezione delle ghiandole salivari.  Questa forma che è la più leggera,  scompare cambiando dieta,  e iniziarne una povera di iodio o addirittura dove lo iodio è assente. Tu mi hai chiesto a che cosa può andare incontro tua figlia se non la smette con quella fissa?  Quando l’intossicazione diventa grave,  colpirà il sistema nervoso centrale,  causando turbe della sensibilità  e della motilità come ad esempio: dolori che interessano la sensibilità locale e generale  quelli che si osservano nelle malattie nervose : isterismo,  lesioni cerebrali,  e come nelle malattie infettive da tetano o da meningite ecc.  e poi si accompagna anche a manifestazioni cutanee diverse,  come eritema,  acne, edema palpebrale ecc. quindi farà bene ad ascoltare il suo medico.  Elena  L.

 

 

15/10/2021

 

Sono affetta da calcolosi renale grave,  sì dico grave perché i calcoli al rene si formano sempre.  Li hanno tolti più di una volta,  e adesso soffro ancora della stessa patologia;  dici che dovranno togliermi il rene?   Quando è necessario fare questo intervento?  Grazie!  Chiara.

 

 

Ci sono patologie gravi,  come ad esempio le malformazioni congenite costituite dall’aplasia monolaterale o bilaterale,  dall’ipoplasia o ipertrofia congenita,  da coisti o dal rene policistico,  e da lesioni , contusioni ,  ferite penetranti ecc.  Poi da lesioni  di natura infiammatoria,  glomerulonefriti primitive e secondarie,  le pieliti,  le pielonefriti;  altre condizioni patologiche sono:  l’idronefrosi,  tubulonefrosi;  le lesioni di natura VASCOLARE:  tra cui le nefroangiosclerosi,  tumori rappresentati da carcinomi, da tumori della mucosa del bacinetto.  Altre condizioni patologiche sono:  l’idronefrosi,  la nefroptosi di cui il rene mobile costituisce una forma grave,  la calcolosi renale.  La chirurgia del rene  è costituita da una serie di interventi abbastanza impegnativi.  Si può trattare con la chirurgia casi molto gravi come lesioni da tumori,  tubercolosi,  ecc. o per calcoli presenti nella pelvi,  o in caso di ptosi dell’organo,  ecc.  Elena  L.

 

18/10/2021

 

Mia nonna è affetta da diminuzione della tensione di ossigeno nel sangue arterioso,  per cui ho paura per la sua salute,  questo disturbo o patologia può peggiorare fino a portare alla morte? Come ci si ammala di questa patologia?  Grazie!  V.

 

 

Le cause sono molto complesse e numerose. Nella norma l’emoglobina dovrebbe essere satura di ossigeno;  si manifesta quando l’organismo viene sottoposto a depressione barometrica (  ad esempio ascensione in montagna,  volare ad alta quota,  ecc.  Anche lo scompenso cardiaco con edema polmonare,  in seguito a broncopolmonite,  all’asma,  al collasso polmonare ecc.  Avviene anche che  questa patologia sia dovuta a stasi,  che si instaura il sangue arterioso,  a tensione e a contenuto di ossigeno normali,  non viene fornito ai tessuti la quantità sufficiente a causa di un rallentamento del circolo,  come nello scompenso cardiaco o nell’ostacolo al ritorno venoso per emorragie ecc.  Quando l’insufficienza di ossigeno è molto grave,  il paziente perde conoscenza,  e esercita disturbi notevoli come perdita dell’autocontrollo,  depressione,  apatia,  alterata percezione,  immobilità degli arti ecc. ;  agisce negativamente sulla digestione,  sulla respirazione e sulla circolazione.  Elena  L.

 

20/10/2021

 

Le persone che delirano,  sono malate psicologicamente?  Grazie! F.

 

Sì,  è una patologia che può essere anche grave,  o più propriamente psicopatologia,  che avviene frequentemente in quasi tutte le psicosi organiche come la schizofrenia,  psicosi maniaco depressiva,  paranoia.  Queste condizioni possono anche suscitare allucinazioni ma non nella paranoia.  Nella schizofrenia ,  i deliri sono poco strutturati,  senza logica e variabili nel tempo in contenuti e intensità.  Nella paranoia, sono ben strutturati,  organizzati con una logica ferrea:  il soggetto parte da premesse che non hanno ne capo e ne coda,  che cerca di sviluppare con logica stringente,  giungendo a conclusioni altrettanto errate.  Nei paranoici sembra che il delirio costituisca spesso il sintomo di una malattia mentale particolarmente grave,  con un’alterazione  delle funzioni ideative e critiche.  Il quadro sintomatologico della paranoia è dominato proprio dal delirio,  che nell’età avanzata possono peggiorare sempre di più e sovrapporsi  con altre disfunzioni in rapporto col decadimento senile.

I disturbi del  maniaco depressivo,  insorgono senza nessuna causa apparente,  intervallati da altri periodi di normalità,  nei quali però il soggetto rivela una personalità di tipo ciclotimico:  alternanza di depressione a buonumore.  Nelle fasi depressive il sintomo dominante è la malinconia, con povertà ideativa,  cupezza,  incostanza,  eccitazione negativa che può giungere fino a crisi di furore.  Si può guarire sempre se curato in tempo e costantemente con sedativi e psicofarmaci antidepressivi che innalzano il tono dell’umore e modificano il comportamento agendo in modo specifico sulla sintomatologia depressiva.  Elena  L.

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE NOVANTOTTESIMA PARTE

14/09/2021

 

 

 

 

Sono P.  sto prendendo una medicina che invece di farmi star bene mi fa stare male;  il mio medico dice che la devo prendere ugualmente e che la mia è solo una fissazione. La medicina è un epatoprotettore.  Grazie!

 

Se il medico ti ha prescritto questo farmaco probabilmente ha visto i tuoi esami e ha agito di conseguenza.  Gli epatoprotettori sono impiegati nella profilassi e nella terapia delle disfunzioni epatiche e anche per proteggere il fegato dalle lesioni di agenti tossici di natura endogena o esogena.  Tra questi farmaci vanno ricordati i riattivatori  delle capacità metabolizzanti e disintossicanti del fegato,  i quali stimolano la sintesi e l’attività degli enzimi epatici deputati alla distruzione delle sostanze tossiche.  L’utilità chimica di molti farmaci epatoprotettori è ancora oggi discussa. Elena  L.

 

16/09/2021

 

Sono T.  di 37 anni,  da quando sono nata soffro di tutte le malattie del mondo:  eccitabilità neuromuscolare,  artrite,  gotta,   ecxema ecc.  Il mio medico curante è molto bravo,  ma mi ha detto che per guarire dovrei andare a Lourdes.  Pensi anche tu che abbia ragione o per me ci sarà una via d’uscita?  Grazie!

 

Probabilmente  sarai affetta da “diatesi”,  o addirittura la diatesi di Czerny,  è una condizione costituzionale che si estrinseca nella prima infanzia,  con una esagerata tendenza alle infiammazioni della cute e delle mucose.  I segni clinici riconosciuti sono: predisposizione ai processi suppurativi in genere,  tendenza all’angina, alle bronchiti, ecc.  Anche i vari organi linfatici  reagiscono con stati infiammatori cronici e successivamente ipertrofia.  La forma allergica comprende diverse forme di aumentata sensibilità organica a sostanze dotate o no di caratteristiche antigeniche.  Oppure questa particolare predisposizione dell’organismo a reagire in modo anomalo alla stimolazione fisiologica con manifestazioni  di tipo più o meno patologico ,  potresti essere affetta di “diatesi artritica”,  appunto che si manifesta con reazioni patologiche che possono riguardare  il ricambio, la pelle, i muscoli,  il sistema nervoso e l’apparato circolatorio .  Elena  L.

 

17/09/2021

 

È vero che le necrosi caratterizzano sempre modificazioni da cancro?  P.

 

 

Le cause delle necrosi determinano i caratteri di un focolaio necrotico e cioè la morte di un gruppo di cellule o una parte di un tessuto che resta in collegamento con altre parti viventi del corpo.  In relazione con lo stato della circolazione nelle parti contigue i tessuti necrotizzati vengono irrorati dai liquidi interstiziali,  che anche per la composizione possono variare entro limiti abbastanza estesi.  l’abbondante inibizione facilita fenomeni di vacualizzazione e di rigonfiamento degli elementi, mentre la composizione dei liquidi circolanti dipende  come ad esempio la precipitazione della fibrina nel focolaio,  e la rapidità dei processi di digestione e di colliquazione.  I rapporti tra ambiente con la zona necrotica hanno importanza per le modificazioni fisiche che il tessuto morto potrebbe subire:  dissecamento di un tratto della cute,  e per gli effetti della penetrazione dall’esterno di germi della putrefazione.

 

i principali tipi di necrosi che si distinguono a seconda del processo che li determina sono:  necrosi da coagulazione, più frequente in questi organi:  fegato,   rene  milza,  pancreas,  ecc.  I processi di caseificazione è caratteristica dei processi tubercolari,  di certi stadi tardivi  della lue e delle neoplasie maligne.  L’evoluzione delle necrosi si manifesta con una flogosi a carattere suppurativo attorno al focolaio necrotico,  che tende a staccare il tessuto morto da quelli sopravviventi: segue la formazione di un tessuto di granulazione che colma le perdite di sostanza  e si trasforma da ultimo in connettivo cicatriziale.  Quando la parte necrotica non può essere eliminata perché molto in profondità può venire riparata dai tessuti circostanti e incapsulata per mezzo di una solida barriera fibrosa dalla stessa infiammazione delimitante,  seguita dalla formazione di connettivo.  In questi il materiale necrotico va incontro alla colliquazione,  così che ne risulta una formazione cistica,  oppure più di frequente sede di un deposito di  sali calcarei  (calcificazione).  Le cause delle necrosi si distinguono in  dirette e indirette.  La prima sono dovute a colpi meccanici,  come schiacciamento,  spappolamento dei tessuti ecc.  La seconda causa,  le indirette, sono dovute a gravi disturbi circolatori permanenti e l’interruzione dell’innervazione e a questi fattori sono dovute le necrosi da decubito.  Elena  L.

 

21/09/2021

Che differenza c’è come gravità di contagio tra il vaiolo e il covid 19?  Fede e Alessandro

 

Ma guarda,  io credo proprio che siamo lì,  perché anche il vaiolo è una malattia infettiva acuta,  contagiosa,  sostenuta da un virus filtrabile  (Boreliota variolae) caratterizzata da una pustolosi cutanea diffusa che guarendo lascia cicatrici importanti perché permanenti.  L’infezione come il Corona virus si trasmette da uomo a uomo,  per contatto diretto e indiretto e lo si poteva trovare nelle case attraverso la polvere,  importato da abiti,  aria ecc.  Dopo un periodo di incubazione che può variare da 10 a 20 giorni,  la malattia insorge bruscamente  con brividi,  febbre elevata anche a 40 C° ,  dolore con sede alla colonna vertebrale,  e dopo 20 0 24 ore compare un esantema  (uguale alla scarlattina) ovunque , specialmente inguine,  piega del gomito ascelle,  ecc.  Poi inizia lo stadio eruttivo con la comparsa di di chiazze tondeggianti rosse sangue, e questa manifestazione può interessare tutto il corpo tranne le piante dei piedi,  il palmo delle mani e il cuoio capelluto,  che poi queste vescicole si trasformeranno in pustole ecc.  La malattia del vaiolo può presentarsi in forme diverse  con vari stadi di gravità:  con broncopolmoniti,  pleuriti,   otiti, endocarditi ecc.  fino alla morte.  Un tempo il vaccino era obbligatorio in quasi tutti i paesi del mondo fino alla scomparsa;  oggi il controllo di eventuali forme individuali e diventato assai più semplice e i malati di vaiolo dopo il vaccino divennero  sempre più  rari.  Elena  L.

 

 

22/09/2021

 

Quando avviene la malattia del sonno?  E come possiamo accorgerci?  Al.

 

Questo aumento patologico della durata del sonno,  nell’encefalite letargica è uno dei sintomi più importanti e frequenti.  Può essere molto profondo,  simile a un coma,  oppure normale spesso interrotto da delirio.  La malattia del sonno costituisce il sintomo predominante nei tumori cerebrali del terzo ventricolo e della regione infundibulo- tuberiana e in quelli dell’ipofisi.  Nell’isterismo la malattia del sonno coglie di solito gli ammalati che hanno già avuto attacchi convulsivi ed ha tutti i caratteri di un sonno fisiologico;  mentre in quella costituzionale semplice,  alcuni soggetti hanno la tendenza ad addormentarsi durante il giorno,  in particolari circostanze,  anche se il sonno notturno sia stato normale.  Elena  L.

 

27/09/2021

 

Sono R.,  sono preoccupata perché il medico mi ha diagnosticato un’infiammazione alla colecisti,  dovrò fare tutti gli esami compresi quelli radiologici,  ma intanto sono così agitata che ti chiedo informazioni:  perché viene l’infiammazione alla colecisti?  Sarà vero che oggi non la tolgono più?  Se dovessero operarmi, come ci si sente dopo l’intervento di asportazione? Si vive bene ugualmente o la vita cambia e si dovranno seguire delle regole specialmente nell’alimentazione?  Grazie molte!

 

 

Bisognerà vedere se l’infiammazione è di tipo acuto o cronico ecc.  La forma acuta di solito è provocata da  ostruzione del dotto cistico e dell’ampolla della colecisti per la presenza di calcoli,  i germi in causa sono più frequentemente dei gram-negativi provenienti dall’intestino.  La sintomatologia  comprende coliche biliari,  accompagnate da nausea,  vomito,  lieve ittero,  febbre modica e leucocitosi.  La forma cronica puo stabilirsi in seguito ad attacchi ripetuti di colecistite acuta,  oppure può insorgere cronicamente con riacutizzazioni periodiche.  È mantenuta quasi sempre dalla presenza di calcoli,  anche se non è facile stabilire nel singolo caso quale delle due manifestazioni sia la primitiva e quale la secondaria,  perché in genere si forma un circolo vizioso.  La sintomatologia comprende crisi dolorose,  disturbi dispeptici,  e febbre variabile.  Dalla colecistografia si vede se la colecisti è da asportare o  se verrà curata con farmaci;  in caso di asportazione  dovrai rispettare un regime alimentare adeguato.  Elena  L.

 

29/09/2021

 

 

So che la parola “assimilazione”  ha più di un significato, è vero?  L.

 

In fisiologia è il processo mediante il quale le cellule utilizzano gli elementi nutritivi,  elaborati attraverso la digestione,  l’assorbimento e la circolazione.  Ovviamente l’assimilazioneè possibile solo per le sostanze non eterogenee al protoplasma vivente.  Mentre in psicologia , questo termine viene usato con significati diversi a seconda dei vari contesti.  Secondo il parere di uno psicologo svizzero J.  Piaget,  l’assimilazione è l’incorporazione delle situazioni esterne nelle strutture mentali dell’individuo,  che ne verrebbero così arricchite.  Questo processo è in stretta interdipendenza con quello dell’accomodamento,  che consiste nella modificazione dei propri schemi di comportamento in rapporto all’ambiente.  Assimilazione e accomodamento costituiscono i due processi  attraverso cui si realizza l’adattamento.  Mentre nello studio della percezione,  per assimilazione si intende il processo attraverso cui due situazioni di stimolazione tendono ad essere viste come simili.  E. L.

 

01/10/2021

 

È vero che chi è meteoropatico ha una malattia psicosomatica? Grazie!  T.

 

Non è così facile dare una risposta definitiva senza saperne di più sul soggetto,  è sempre uno stato psicologico,  che può essere più o meno potenziato da questi fenomeni,  in genere intervengono fattori individuali,  anche ereditari, o congeniti.  Oltre agli stati patologici di chiara origine meteoropatica,  queste sindromi si presentano con squilibri  del sistema nervoso,  fenomeni di disidratazione, sintomi di affezioni specifiche come asma,  gastriti e ulcere ecc.  che non sempre corrispondono a un reale stato patologico dell’organismo.  Elena L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE NOVANTASETTESIMA PARTE

15/07/2021

 

 

 

Il megacolon è una patologia che guarisce?  Perché ci si ammala di questa malattia?  Grazie!

 

Il megacolon è una grave dilatazione con ispessimento della parete di un segmento più o meno esteso del colon.  Può essere congenita,  anzi per lo più è congenita ma talora secondaria a stenosi del tratto a valle. Si manifesta con stipsi ostinata, meteorismo notevole, ecc.  Alla palpazione risulta tumefazione più o meno dolente,  in corrispondenza al segmento interessato.  Può complicarsi con occlusioni acute , specie con volvolo.  La diagnosi viene confermata con esame radiologico del colon. Si può guarire da questa patologia:  le cure sono quelle di tenere sotto controllo la stipsi,  una vera cura contro la stipsi ed eventualmente una resezione chirurgica parziale del colon.  Elena  L.

 

17/07/2021

 

So che l’elio è un minerale, ma a che cosa serve?  Grazie!  F.

 

 

L’elio è un elemento chimico,  in medicina è molto importante perché viene usato per aumentare l’efficacia dell’ossigenoterapia in casi di ostruzione delle vie respiratorie di origine infettiva,  allergica,  traumatica, oppure dovuto a neoplasie, a inalazione di vapori irritanti,  ecc.  All’origine di tale impiego vi è la capacità di diffusione dell’elio nelle miscele gassose, e il fatto che la miscela elio(20%) ossigeno (80%) ha un peso specifico pari a un 1/3 di quello dell’aria nelle medesime condizioni,  e quindi una capacità di diffusione 3 volte maggiore, dato che la capacità di diffusione dei gas attraverso orifizi ristretti è inversamente proporzionale al loro peso specifico. L’elio viene anche adoperato in anestesia per ridurre l’infiammabilità del ciclopropano miscelato con l’ossigeno.  L’utilizzazione dell’elio dei respiratori durante le immersioni subacquee è limitata dal costo elevato,  ma presenta importanti vantaggi, specie nelle immersioni ad alta profondità perché riduce il pericolo di embolie gassose durante la decompressione,  per la sua limitata solubilità nel sangue.  Poi elimina il rischio della narcosi da azoto,  che può manifestarsi quando si respiri aria ad alta pressione e bilancia con la sua diffusibilità molto alta  l’aumento delle resistenze respiratorie che si ha in condizioni di iperbarismo.  Elena  L.

 

20/07/2021

 

Il mio medico mi ha prescritto degli anticoagulanti,  a che cosa servono esattamente?  Grazie!  N.

 

Gli anticoagulanti sono sostanze che impediscono la coagulazione intravasale ed extravasale del sangue.  Le più importanti sostanze anticoagulanti  agiscono con un meccanismo antiprotrombino,  ostacolando l’azione della protrombina o impedendone la sintesi epatica.  Al fine di mantenere il sangue incoagulabile vengono usati soprattutto in laboratorio i decalcificanti del sangue (ossalati,  citrati,  edta)  e le sostanze che ostacolano la formazione di trombochinasi  (siliconi,  paraffina).  L’importante è l’impiego di farmaci anticoagulanti (eparina,  eparinoidi,  dicumarolici)  nelle malattie tromboembolitiche e in particolare nell’infarto del miocardio,  nell’angina pectoris,  nelle malattie cardioreumatiche e cerebrovascolari,  nelle trombosi venose e nell’embolia polmonare. Comunque il loro uso richiede un attento controllo per le numerose controindicazioni e azioni collaterali.  Elena  L.

 

21/07/2021

 

Vorrei sapere il vero significato di condizionamento.  Grazie!  M.

 

 

In psicologia questo termine viene usato in due accezioni:  condizionamento classico e condizionamento strumentale.  Il primo tipo di condizionamento è stato studiato dal filosofo russo Pavlov,  si riferisce ai complessi processi  che si verificano in un organismo ogni volta che due stimoli dotati di determinate caratteristiche vengono presentati in stretta contiguità temporale.  Il secondo tipo di condizionamento o condizionamento strumentale,  è stato studiato in particolare dalla scuola americana sulla scia di E. L. Thorndike  ecc.  si riferisce  ai processi che si verificano in un organismo ogni volta che uno stimolo che abbia prodotto una risposta avente come effetto una ricompensa o l’allontamento di una punizione,  acquista in seguito a ciò maggiori probabilità di produrre la medesima risposta.  La risposta che produce la ricompensa viene detta :  risposta condizionata e lo stimolo che evoca viene detto:  stimolo condizionato. Mentre lo stimolo provocato viene detto :  stimolo incondizionato o più frequentemente ” rinforzo”.  La situazione sperimentale più comunemente usata nel condizionamento strumentale può essere così semplificata: Un animale affamato viene posto in una gabbia sperimentale in cui vi sono una leva che possa essere agevolmente premuta dall’animale,  e una mangiatoia rifornita da un meccanismo automatico,  se il soggetto preme la leva,  una piccola dose di cibo, cadrà nella mangiatoia e  l’animale la mangerà,  ciò renderà più probabile la ripetizione della pressione sulla leva che verrà quindi nuovamente premuta provocando ancora la presentazione del Rf determinando così un ulteriore aumento della probabilità di esecuzione della RC.  La frequenza di risposta aumenta fino al raggiungimento di un livello asintotico. Elena  L.

 

22/07/2021

 

Come agiscono le esotossine nel nostro organismo?  B.

 

Le esotossine sono tutte prodotte da batteri Gram-positivi,  tranne una: il bacillo di Shiga che è gram-negativo.  Le esotossine sono proteine semplici,  termolabili  con peso molecolare variabile.  resistono bene all’invecchiamento,  specie se conservate allo stato secco e a bassa temperatura.  Hanno un grande potere antigene e  provocano facilmente la formazione di anticorpi neutralizzanti.  Sono trasformabili in “tossoidi” in sostanze prive di tossicità,  ma capaci di stimolare l’organismo alla produzione di anticorpi antitossici.  Quest’ultima proprietà ha grande importanza,  perché contiene la preparazione di vaccini specifici.  Le esotossine sono in genere veleni molto potenti.  Hanno un meccanismo d’azione diverso, alcune agiscono come enzimi,  altre come metaboliti, altre esercitano i loro effetti patogeni in maniera del tutto sconosciuta.  I più importanti batteri patogeni produttori di esotossine sono:  Il Corynebacterium diphteriae,  responsabile della difterite;  i batteri del genere Clostridium responsabili del tetano,  del botulismo,  della gangrena gassosa.  Alcuni stipiti di streptococchi emolitici del gruppo A,  produttori di emolisine e della tossina eritrogenica responsabile dell’eruzione eritomatosa della scarlattina.  Gli stafilococchi produttori della tossina alfa con potere emolitico e necrotizzante;  il bacillo di Siga produttore di un’esotossina con proprietà necrotizzanti sulla mucosa dell’intestino crasso,  responsabile dei sintomi della dissenteria.  Elena  L.

 

03/09/2021

 

È vero che il prezzemolo è  abortivo?  Quali sono le altre sostanze che inducono all’aborto spontaneo?  Grazie!  B.

 

Tempo fa si diceva che il prezzemolo,  specialmente il gambo era vietato per le donne gravide perché appunto induceva all’aborto. Ma gli studi degli scienziati ancora non lo hanno confermato,  quindi se sei incinta per sicurezza cerca di non assumere cibi che lo contengano. Ci sono delle sostanze come l’acetil salicilico,  la chinina,  la segale cornuta,  ( no,  non è una battuta,  si chiama veramente così) i purganti drastici,  lo zafferano,  l’ormone ossitocico postipofisario,  il ginepro; possono provocare l’aborto se usati a dosi molto elevate.  Elena  L.

 

09/09/2021

 

Che differenza c’è tra ventilazione polmonare e ventilazione alveolare?  Grazie D.

 

La ventilazione polmonare è quel volume d’aria inspirata ed espirata dai polmoni in un minuto primo.

La ventilazione alveolare è la quantità d’aria che arriva agli alveoli polmonari in un minuto.

La ventilazione alveolare dipende dal volume corrente e non dalla frequenza respiratoria.  Ad un aumento della frequenza corrisponde un aumento della ventilazione alveolare in senso assoluto ,  ma una diminuzione in percentuale per la presenza di una respirazione di tipo superficiale,  per cui meno efficace agli scambi gassosi per il maggior lavoro richiesto,  come si verifica  nell’atelettasia,  nell’enfisema,  ecc.  Lo studio della ventilazione alveolare viene effettuato mediante le prove spirometriche e attraverso la scintigrafia  polmonare che evidenzia le diversità che esistono tra zona e zona,  sia in condizioni fisiologiche che patologiche.  Elena  L.

 

 

Cosa s’intende quando si parla di “Barocettore”?  Grazie!  D.

 

È un recettore vasale che è attivato  dall’incremento della pressione sanguigna di cui regola il livello per via riflessa.   Secondo le attuali concezioni ,  la stimolazione dei barocettori è dovuta ad una distensione del vaso e non alla pressione esercitata dal sangue sulle sue pareti.  I barocettori sono prevalentemente localizzati nelle grandi zone riflessogene dal sistema cardiovascolare:  quali sono la zona cardiaca,  polmonare,  aortica,  e seno-carotidea.  Elena  L.

 

Che cos’è la tunica del corpo umano?  Grazie  D.

 

La tunica in anatomia è la formazione caratterizzata da una struttura a strati concentrici,  può costituire in tutto o in parte la parete degli organi cavi,  o un rivestimento di altri visceri o formazioni come ad esempio: la tunica delle arterie, la tunica vaginale,  la tunica albuginea.  Elena  L.

 

Che cosa s’intende per ipertrofia?  Grazie D.

 

L’ipertrofia è l’aumento progressivo di un organo,  di un tessuto,  dato dall’aumento di volume delle cellule che lo costituiscono.  L’ipertrofia si distingue in:  funzionale e correlativa.  Tra quelle funzionali si ricordano:  l’ipertrofia del miocardio, che si stabilisce in tutte le condizioni che portano ad un aumento delle resistenze circolatorie periferiche o a un’irregolarità della dinamica cardiaca;  l’ipertrofia dei muscoli sottoposti a un lavoro metodico e prolungato.  Altre ipertrofie  funzionali si riscontrano nel corso dei processi infiammatori dei parenchimi e delle mucose a livello delle strutture linfatiche corrispondenti,  stimolate verso la difesa antinfettiva.  L’ipertrofia correlativa,   è determinata dall’azione di ghiandole endocrine,  come avviene per le fibrocellule muscolari dell’utero gravido,  che aumentano molto di lunghezza fino a 10 volte e di spessore fino a 4 volte.  Elena L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE NOVANTASEIESIMA PARTE

30/06/2021

 

 

 

 

Ciao!  Sono B.   di 30 anni,  mi sono accorta di avere molti capillari rotti nei polpacci,  nelle caviglie,  nelle cosce ecc.  Che cosa può essere stato a provocarmi questo disastro?  Grazie!

 

Questo inestetismo compare di solito e di frequente nel corso di processi morbosi del tegumento di ordine congestizio, flogistico e degenerativo e si osserva in molte dermatosi.  A volte sono espressione sintomatica di affezioni di varia natura che si accompagnano a turbe del circolo periferico.  Questa ectasia dei piccoli vasi sanguigni,  dove la forma più importante insorge nella pubertà con emorragie spontanee,  specie a carico delle mucose nasali e orali,  e anemia di tipo ipocromico;  verso i 20-30 anni cominciano a comparire questi segni antiestetici con angiomi di varie dimensioni e di colore rosso-viola,  diffusi sulla cute e sulle mucose che tendono ad aggravarsi con l’età.  Il tuo caso non mi sembra così importante,  sembra provocato,  o da colpi incidenti o da cellulite,  quindi se vuoi riprendere la tua sicurezza e vederti come prima cerca un centro medico dove te li cureranno, e ti daranno una direttiva e un certo comportamento di vita da osservare.  Elena L.  Ciao!

 

01/07/2021

 

Tempo fa scrivesti in un tuo articolo che persone disordinate e sporche possono essere molto intelligenti. Pensi ancora la stessa cosa al riguardo?  Grazie!  Federica

 

 

Forse perché mi capitò di assistere a due casi dove avevano subito cose molto pesanti,  di conseguenza non avevano più la forza di lottare né di accudire la loro persona e tantomeno la loro dimora,  sembravano,  ma non lo erano: il fato sospese la loro verità e furono travolti dall’oscuro,  da quel luogo dove assorbe tutta la vitalità di un individuo.  Ed è qui che con l’aiuto di persone meravigliose  come il Dott. Robert  riuscirono a uscire dal tunnel e trovarono la sorgente della vita. Quelle persone sono ancora abbastanza giovani,  e sono di una bellezza interiore ed esteriore come in un paesaggio fiorito sia dentro che fuori.  Quindi non riesco più a mettere insieme “intelligenza” con  sporcizia, disordine e cattiveria,  anche perché col passare del tempo ho potuto constatare che le persone intelligenti che ho conosciuto sono persone linde sia dentro che fuori.  Elena L.

 

03/07/2021

 

Sono F.  ho 39 anni,  da tempo soffro di metrorragia,  è una cosa seria o capita a tutte le donne?  Grazie!

 

Le metrorragie possono avere origine diversa,  è quella perdita di sangue di origine  uterina che si manifesta al di fuori dal periodo mestruale.  Mentre quando l’emorragia è associata a mestruazioni abbondanti e prolungate nel tempo allora siamo di fronte ad una menometrorragia.  La metrorragia spesso è di natura benigna,  ma potrebbe segnalare una patologia,  quindi dovrebbe essere diagnosticata e curata al più presto.  Quando si è molto giovani e parlo di ragazze nell’età della pubertà si potrebbero verificarsi delle metrorragie,  dovute a  irregolarità o ad assenza dell’ ovulazione,  con conseguente alterazione dei livelli ematici,  degli ormoni…  Poi abbiamo la metrorragia di minaccia di aborto,  o a una gravidanza extrauterina. La metrorragia può essere provocata anche da un fibroma,  da un polipo,  da alterazioni endocrine,  da un’infezione genitale, ecc.  Elena  L.

 

05/07/2021

 

È un periodo che soffro di stress, sono nervosa, ansiosa e in più avverto dolori ovunque,  delle algie specialmente nel punto dello sterno.  Dici che sono affetta da angina?   Grazie!  R.

 

Dovresti recarti dal medico,  io da stare a casa non saprei dirti di più,  so che lo stress e il nervosismo sono ingannevoli. Per quello che riguarda l’angina p.  è una stenocardia caratterizzata da violenti accessi dolorosi, soprattutto nella regione retrosternale o cardiaca,  e poi c’è un’irradiazione tipica alla spalla,  al braccio fino a colpire il polso sinistro,  e poi fino alla parte sinistra della mascella con associazione di sensi di angoscia.  Insomma,  l’angina di cui tu credi di essere affetta non è uno scherzo,  si tratterebbe di un’insufficienza coronarica.  Elena  L.

 

 

06/07/2021

 

Come definiresti un mal di testa costante e forte?  Potrebbe essere qualcosa di brutto?  Oppure solo un’ emicrania?  Grazie!  F.

 

Le cefalee si distinguono in:  cefalea sintomatica e in cefalea essenziale.  La cefalea è sintomatica  quando la cefalea rappresenta un sintomo di qualche malattia.  Si può avere in stati ipertensivi,  nelle malattie febbrili in genere,  nelle affezioni delle pareti craniche,  del naso,  dell’orecchio,  e dell’occhio;   nelle malattie del tratto gastrointestinale;  nelle malattie neurologiche come meningiti,  tumori;  nelle varie forme di intossicazione;  in caso di lavoro e studio eccessivi;  e nelle psiconevrosi.  Nella cefalea essenziale o primitiva avviene quando risulta impossibile risalire ad una causa precisa,  non è detto che siano sempre cose brutte come neoplasie ecc.  c’è gente che soffre di cefalea da una vita.  Elena  L.

 

08/07/2021

 

I fibromiomi possono essere anche maligni?  Grazie!  L.

 

 

Il fibromioma è una neoformazione benigna costituita da fibre muscolari e da fibre connettivali.  È un tumore uterino benigno che insorge solitamente fra i 30 e 50 anni di età;  può avere dimensioni microscopiche e  raggiungere la dimensione di un grosso melone.  I fibromi sono multipli e  possono essere circoscritti  nello spessore della mucosa uterina o svilupparsi verso la cavità sollevando l’endometrio;  a volte invece si evolvono verso l’esterno dell’utero al di sotto del peritoneo che ricopre l’organo.  Alcuni fibromiomi per le loro  piccole dimensioni  non danno alcun sintomo,  ma possono modificare il ciclo mestruale anche a carattere emorragico,  con senso di peso addominale e disturbi vari all’addome. La cura del fibromioma o dei fibromiomi va valutata caso per caso.  Elena  L.

 

09/07/2021

 

Si esce dalla tossicomania?  Grazie!  G.

 

 

La tossicomania si stabilisce in seguito all’impiego ripetuto di sostanze stupefacenti. A fini voluttuari le droghe vengono fumate,  assunte per bocca,  e più spesso iniettate come la morfina e l’eroina.  L’assuefazione e la tolleranza alla droga si instaura con grande rapidità e in poco tempo il tossicomane giunge a iniettarsi anche fino a 20 fiale giornaliere di morfina.  Nelle gravi tossicomanie la sindrome di astinenza compare dopo 6-8 ore dall’ultima somministrazione.  Inizialmente si hanno sudorazione,  aumento della secrezione nasale e lacrimale,  nausea,  tremori,  eccitazione,  e se la droga non viene somministrata,  il soggetto accusa entro 26- 36 ore violenti dolori addominali,  crampi muscolari,  brividi,  depressione psichica,  disturbi della pressione e del ritmo cardiaco. Spesso aumentano il metabolismo basale, la glicemia e si stabiliscono alterazioni endocrine e anche ematologiche.  Mi chiedi se si può uscire dalla dipendenza da droga?  Io credo di sì,  ma ci vuole la collaborazione e la consapevolezza del soggetto o non ne uscirà mai!  Elena L.

 

10/07/2021

 

Che cosa consiglieresti a due giovani che vogliono avere dei figli?   Grazie!  L.

 

 

Se io fossi un medico di famiglia e qualcuno dei miei pazienti mi facesse questa domanda io risponderei loro di fare un check-up,  proprio per valutare le condizioni generali, la funzionalità degli organi,  il dosaggio ormonale  ecc.   Si tratta solo di un controllo preventivo   non solo a soggetti già in età avanzata ma anche per i giovani,  per fare prevenzione e per proteggere i futuri nascituri.  Elena  L.

 

12/07/2021

 

Perché le persone alcolizzate danno i numeri,  che cosa si scatena nella mente?  Si guarisce ? Grazie!  F.

 

Quando una persona è alcolizzata spesso  va delirando,  quindi il delirio è un’alterazione mentale che può succedere anche a chi non ha dipendenza da alcool.  Mentre il delirio dell’alcolizzato specialmente se ha raggiunto la cronicità viene colpito da una forma morbosa, che poi è favorito da alcune malattie acute come la polmonite,  da stati di deperimento,  traumi ecc.  Il suo quadro clinico risulta caratterizzato da uno stato confusionale allucinatorio,  in cui  allucinazioni  prevalentemente visive,  tattili e uditive.  L’umore e il comportamento variano secondo il contenuto delle allucinazioni e la coscienza è più o meno obnubilata come quando si sogna.  La caratteristica della persona alcolizzata è anche il tremore che colpisce tutti i movimenti delle mani,  delle braccia,  del viso e delle gambe;  le parole non sono limpide come tartagliate e l’andatura barcollante.  Mi chiedi se si può guarire?  Certo che si può ma bisogna volerlo con tutte le tue forze;  risolvi i problemi per i quali hai incominciato a bere e poi piano piano lascerai anche l’alcool.   Fatti aiutare!  Elena L.

 

13/07/2021

 

Sono R., sono piena di callosità ai piedi,  perché vengono i calli?  Grazie!

 

Se sfogli il mio blog vedrai che c’è molto sui nostri piedi,  calli compresi.  Comunque ora posso darti una delucidazione di calli ecc.  È un ispessimento circoscritto dello strato corneo dell’epidermide  conseguente a ripetute pressioni,  prevalentemente localizzate alle mani e ai piedi.  Queste formazioni sono legate a determinate condizioni,  che possono essere professionali,  all’uso di calzature troppo inadeguate ecc.  I calli non tendono ad allargarsi in superficie,  ma ad approfondirsi provocando nel derma una reazione connettivale. Abbiamo diverse tipologie di calli:  il callo deforme; il callo osseo; il callo embrionario;  il callo ipertrofico,  ecc.  Partiamo dal callo osseo: è una proliferazione dello strato interno del periostio e del midollo che si verifica in caso di frattura:  il tessuto neoformato tende a ristabilire la continuità fra le superfici di frattura.  La formazione del callo osseo può presentare ritardo o arresto per cause fisiologiche generali o locali,  o per condizioni patologiche locali,  per malattie generali infettive.   Il callo embrionario: tessuto di granulazione costituito da capillari,  fibroblasti,  cellule reticoloendoteliali,  osteoblasti,  che sostituisce il coagulo ematico presente nel focolaio di frattura e viene a occupare lo spazio fra i monconi ossei, costituendovi intorno un manicotto a fuso.  Rappresenta il primo stadio del della formazione del callo osseo.  Callo ipertrofico:  è un callo osseo di notevole dimensione,  di forma irregolare per la presenza di creste ossee. Si forma per cause generali o locali.  Callo deforme: è un tipo di callo osseo alterato per la deviazione dei monconi di frattura dell’osso, soprattutto nel senso di un accavallamento;  si può avere anche in seguito a ipertrofia del tessuto osseo di neoformazione,  processi osteomielitici,  fenomeni di sequestro osseo,  degenerazione di tipo neoplastico.  Elena L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE NOVANTACINQUESIMA PARTE

11/06/2021

 

 

 

 

Qual è la differenza fra betabloccanti e ipotensivi?  Grazie!  Emma

 

Gli ipotensivi che sono impiegati per ridurre i valori della pressione arteriosa,  sono classificati in due categorie:  Ipotensivi diretti e simpaticoplegici.  Gli ipotensivi diretti agiscono soprattutto  a livello delle arteriole,  quindi indipendentemente dal sistema nervoso autonomo.  Spesso in questa categoria vengono annoverati anche i diuretici,  benché la loro attività sia diretta alla riduzione della massa sanguigna più che al tono delle arteriole.  I betabloccanti sono capaci di bloccare i recettori beta-adrenergici che sono situati nel cuore,  nelle arterie e nelle arteriole dei muscoli scheletrici e dei bronchi e che contribuiscono all’eccitamento cardiaco,  alla vaso- e broncodilatazione.  Il blocco dei recettori a livello cardiaco riduce la contrattilità e la gittata cardiaca e il tempo di conduzione atrio-ventricolare mentre quello a livello arteriolare diminuisce la pressione arteriosa.  Da queste azioni derivano gli effetti anti-ipertensivo,  antianginoso,  e antiaritmico dei betabloccanti.  Elena  L.

 

15/06/2021

 

Da un po’ di tempo non sento più profumi e odori,  sembra che il mio olfatto abbia perso la sua attività di sempre,  perché?  Grazie!  G.

 

Di solito questo avviene dopo patologie influenzali con le loro complicazioni,  perché l’olfatto è la conseguenza della stimolazione di recettori chimici situati nel tetto della cavità nasale,  in una regione della mucosa posta vicino al setto.  La stimolazione di recettori è operata da molecole che si sciolgono nei liquidi umettanti la mucosa olfattiva,  che non supera i 5 cm quadrati.  Nell’epitelio della regione olfattiva,  tra cellule di sostegno e cellule secernenti muco, si trovano ciglia finissime,  che rappresentano la parte terminale delle vie olfattorie.  Le fibre nervose attraversano la lamina cribrosa dell’etmoide e penetrano nel bulbo olfattivo;  qui formano sinapsi con fibre che terminano nell’ipotalamo,  nel sistema limbico,  nel nucleo emigdaloideo e nella corteccia,  a livello dell’arca prepiriforme e periamigdaloidea.  Le vie olfattive sono inserite in archi riflessi che connettono funzionalmente le sensazioni dell’olfatto con reazioni di tipo vegetativo,  quali la salivazione e l’aumento  delle secrezioni gastriche.   Il meccanismo con cui le sostanze odorose stimolano i recettori  è ancora incerto.   L’organo dell’olfatto va incontro  rapidamente a fenomeni di adattamento,  per effetto dei quali odori anche molto intensi vengono,  dopo un certo tempo,  male percepiti,  pur restando invariata la capacità di percepire odori di tipo diverso.  Elena  L.

 

16/06/2021

 

È vero che l’oleandro è impiegato in farmacologia per i  suoi alcaloidi e glucosidi  che fanno bene al cuore?  Elsa

 

 

Qualcosa di vero c’è:  le foglie dell’oleandro e anche varie parti della pianta, sì,  contengono alcuni alcaloidi e glucosidi,  alcuni dei quali sono dotati di una debole però attività cardiocinetica,  ma oggi come oggi non sono più usati in medicina per la forte tossicità,  gli scienziati hanno fatto altre scoperte molto più efficaci e sicure!  Elena  L.

 

17/06/2021

 

Abbiamo visto che in certi posti per curare il covid-19 hanno usato il plasma con successo,  ci sono altre malattie che si possono curare con il plasma?  Grazie!  S.

 

Sì,  ci sono malattie di cui richiedono la sostituzione del plasma,  sono costituite dal plasmocitoma o mieloma,  dalla malattia di Wlaldeström,  dalle crioglobulinemie,  dalla miastenia grave, dall’anemia emolitica autoimmune,  dalla sindrome nefrosica,  dalle condizioni n cui vi è viscosità nel sangue.  Utile si è rivelato anche nell’insufficienza epatica fulminante. Per ciò che riguarda gli effetti collaterali sono rari e rappresentati da aritmie cardiache, da crisi epilettiche, o da coagulazione vasale e da crisi cardiocircolatorie;  ma come ho già menzionato,   questi effetti collaterali si verificano molto raramente.  Elena L.

 

18/06/2021

 

È vero che l’uso del cortisone protratto nel tempo porta degli scompensi notevoli?  Insomma ha molte controindicazioni?   Grazie! P.

 

 

Il cortisone come molti altri farmaci ha delle controindicazioni,  ma sono certa che i medici prima di prescrivere questo ormone steroide fanno le loro valutazioni.  L’uso del cortisone è controindicato nelle malattie renali croniche,  nell’ulcera peptica,   nell’arteriosclerosi, nell’iperglicemia e nell’ipertensione ecc.  In certi soggetti può produrre effetti collaterali come la ritenzione di sali e di acqua, edemi,  disturbi psichici, la riduzione delle difese immunitarie ecc.  Elena  L.

 

21/06/2021

 

Mi scuso se ti scrivo di questi miei problemi,  ma sono preoccupata perché le mie feci sono di un colore nerastro e non è a causa dell’alimentazione,  perché mi alimento di cibi cucinati in bianco;  il medico mi ha prescritto degli esami,  ma nell’attesa vorrei sapere da te se è una cosa grave.  Grazie!  D.

 

Se non è a causa del pigmento dell’alimentazione,  potrebbe essere che questa colorazione sia dovuta alle trasformazioni biochimiche che il sangue subisce a contatto con i succhi digestivi. È un sintomo assai frequente di chi soffre di ulcere,  delle neoplasie gastriche e delle emorragie gastrointestinali in genere. Se hai dei disturbi come sudore freddo,  polso piccolo e frequente,  capogiri ecc.  allora potresti essere affetta da una di queste patologie,  vedrai che gli esami ematici e altri esami ti daranno la risposta certa;  serve un po’ di pazienza.  Elena  L.

 

22/06/2021

 

Che cos’è quella storia della proteina batterio?   Grazie!  V.

 

 

Questo termine di usa in microbiologia per indicare le singole sostanze proteiche che compongono il corpo batterico.  Con metodi opportuni è possibile estrarre dai batteri varie classi di proteine,  alcune delle quali  dotate di potere antigene.  Le differenze di composizione proteica servono per classificare i ceppi di determinate specie batteriche.  con questo criterio ad esempio vengono di norma distinti più di quaranta tipi di Staphylococcus pryogenes.  Elena  L.

 

23/06/2021

 

Vorrei che mi parlassi della Curcuma,  se ne sentono molte di cose su questa spezia,  ma sarà vero che se si assume in grandi quantità giornaliere previene il cancro?  Grazie!  Veronica

 

 

La curcuma come hai detto tu è una spezia molto apprezzata non solo in India ma in tutto il resto del mondo. Qui da noi viene chiamata:  lo zafferano dell’India.  È una pianta erbacea,  con un rizoma formato da tubercoli di forma ovoidale ed allungata,  di colore giallo,  le foglie sono lunghe fino ad un metro,  l’infiorescenza è una spiga portata da un peduncolo che spunta dal rizoma;  i frutti sono delle capsule divise all’interno in tre logge contenenti numerosi piccoli semi.  È originaria dell’ Asia meridionale,  è attualmente coltivata nella maggior parte delle regioni tropicali ed oltre.  Il rizoma si raccoglie dalle piante alla fine della vegetazione,  si pulisce dalle radichette piccole,  poi si fa bollire per alcune ore e si secca al sole.  Il rizoma varia nella forma da ovoidale ad allungato da tre a 5 cm e va da uno a due cm di diametro;  la superficie è  grigio-giallastra,  marcata da cicatrici semicircolari, a taglio netto è di colore giallo intenso.  In cucina si usa come colorante,  aromatizzante,  antispasmodico e colagoghe.  Il suo principio attivo è costituito principalmente da curcumene.  La curcuma possiede spiccate proprietà sulla cistifellea, sia nel senso di aumentare la quantità di bile secreta,  sia nel senso di fluidificarla e quindi esercita un’azione che favorisce la detossicazione epatica e i processi di digestione del cibo.  Poi ha un’altra proprietà molto importante:  facilita l’espulsione dei calcoli biliari ed ha un’attività antispasmodica nelle coliche epatiche.  In quanto ad assumerne a quintali no!  Alcuni medici sono molto scettici su questa teoria,  perché sostengono che un’esagerata assunzione giornaliera di curcuma possa dare gravi disturbi epatici,  quindi fare l’effetto contrario,  invece di dare benefici.   Elena  L.

 

25/06/2021

 

Il delirio in una persona è sempre malattia mentale o è causato da malattie fisiche?  Grazie!  M.

 

 

È sempre un’alterazione mentale, che può variare dallo stato confusionale alla formulazione di idee tra loro coerenti ma non aventi corrispondenza con la realtà.  I deliri possono anche comparire in numerose condizioni tossiche, tossinfettive e psicotiche. In psicopatologia il delirio è un sintomo molto frequente,  in quasi tutte le psicosi organiche caratterizzato dalla credenza di fatti che sono lontano dalla realtà;  possono essere accompagnati da allucinazioni.  Nella paranoia sono ben strutturati,  organizzati con logica ferrea;  il soggetto parte con premesse errate che sembra sviluppare con logica stringente,  giungendo a conclusioni altrettanto errate.  Nella paranoia si riscontrano deliri persecutivi,  spesso accompagnati da idee deliranti di superiorità.  Il delirio paranoico costituisce spesso l’unico sintomo di tale psicosi,  che potrebbe passare inosservata per anni sia per la cura che il paziente tende spesso a nascondere  sia per la logica  con cui è costruito,  che porta  altre persone a credere in quello che dice!  Elena  L.

 

26/06/2021

 

Il dermatologo mi ha riscontrato una dermatite sostenuta da  germi steptococchi e stafilococchi,  guarirò completamente da questa infezione?  Grazie!  D.

 

Le dermatiti suppurative si manifestano con bolle,  pustole che poi andranno a formarsi le croste,  circondate da aloni che dal rosso vivo periferico passano a un rosso violaceo centrale.  L’eventuale interessamento dei vasi linfatici regionali, si evidenzia con strie linfangitiche e quello dei nodi linfatici con adeniti a carattere acuto.  Più che altro sono frequenti nei bambini,  le dermatiti  rappresentano pericolose porte d’ingresso nel circolo sanguigno dei germi piogeni,  i quali inevitabilmente vanno a localizzarsi nei reni.  Le forme cliniche di dermatiti si differenziano sostanzialmente in base all’azione dei germi che le sostengono;  si distinguono quindi forme da streptococco,  forme da stafilococco e forme miste,  che sicuramente se saprai curarti guarirai completamente.  Elena  L.

 

28/06/2021

 

Il siero del nostro sangue, che cosa contiene di così perfetto oltre ai nutrimenti che già sappiamo?  L.

 

Il siero umano e di altre specie animali,  contiene un fattore molto importante.  La sua presenza è necessaria per lo svolgimento di vari processi immunitari,  come ad esempio le reazioni antigene-anticorpo che producono la lisi di antigeni corpuscolari  (reazioni citolitiche,  emolitiche,  batteriologiche), le reazioni opsoniche ecc. L’attività del complemento è aspecifica:  esso interviene infatti in reazioni immunologiche di diverso tipo.  Inoltre questo fattore di origine umana è attivo anche nei processi immunitari che si svolgono nel sangue di altre specie e viceversa.  Questa sostanza è inattivata dalla conservazione ( già uno o due giorni dopo il prelievo),  dal riscaldamento a 56  °C, dal trattamento con soluzioni di acidi,  alcali,  agenti ossidanti,  dagli enzimi proteolitici,  ecc.  Continua domani.

Le reazioni immunitarie di agglutinazione e di precipitazione, a differenza di quelle citolitiche,  si  svolgono anche in assenza di questo fattore. In tali processi, il complesso antigene-anticorpo neoformato ha la proprietà di fissare qusto fattore e di sottrarlo al mezzo in cui è avvenuta la reazione.  Infatti per particolari proprietà chimico-fisiche,  questo fattore possiede una spiccata affinità per il complesso antigene-anticorpo,  pur non avendo alcuna tendenza a legarsi all’antigene o all’anticorpo presi separatamente.   Il processo di fissazione avviene in tutte le reazioni immunitarie,  ma solo in alcuni casi tale fatto è determinante ai fini dell’andamento del fenomeno.

Mediante opportune reazioni immunologiche è possibile privare il sangue normale dal fattore in esso contenuto. Ciò ha importanza nella pratica di laboratorio  in quanto fornisce un mezzo  per rilevare determinate reazioni antigene-anticorpo che si svolgono senza manifestazioni visibili.  Infatti l’andamento di tali reazioni può essere evidenziato attraverso un sistema rivelatore. In questo sistema  si osserverà emolisi solo se la reazione antigene-anticorpo nel siero in esame,  è ancora disponibile non è avvenuta,  cioè nel caso in cui il fattore non essendo stato fissato è ancora disponibile.  Un comune procedimento di laboratorio  basato sulla fissazione del fattore è la reazione di Wassermann,  utilizzata per la diagnosi sierologica della sifilide.  Gli studi di natura chimica del fattore hanno dimostrato che esso è costituito da 4 diverse sostanze o frazioni.  Il fattore è attivo  solo in presenza di tutti i suoi componenti,  ecc… Elena  L.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE NOVANTAQUATTRESIMA PARTE

18/05/2021

 

 

 

Foto scattata due giorni fa.  Dedicato a mio padre e al nonno.

 

Che cosa ne pensi dell’eutanasia?  Io vorrei che le persone care non dovessero mai soffrire,  quindi sono favorevole.  Rina.

 

 

 

Io no!  Ho visto persone care in coma,  non solo mio padre ma anche una persona di cui ero affezionatissima,  non avrei mai dato il mio consenso per sopprimere la loro vita;  ed ho fatto bene perché quelle persone poi non sono morte,  sono uscite dal coma e hanno vissuto ancora per lunghi anni.  Anche se sono state presentate proposte di legalizzazione,  l’eutanasia per me costituisce omicidio volontario secondo il diritto naturale,  anche se in passato chi ha praticato l’eutanasia è stato giudicato non punibile per me lo è,  anche secondo pronunce della giurisprudenza.  Elena  L.

 

20/05/2021

 

Quali sono le cause che portano alla meningite?   Grazie! T.

 

 

Le cause possono essere infettive o tossiche.  La meningite cerebro-spinale colpisce i bambini in tenera età fino a 5 anni,  dopo un’incubazione di qualche giorno,  insorge acutamente con brividi,  febbre elevata, vomito, rigidità muscolare,  convulsioni ecc.  La meningite tubercolare frequente nei bambini e nei giovani,  è sempre secondaria ad altro focolaio tubercolare,  la sintomatologia è caratterizzata da un periodo di che va dai 15 ai 30 giorni,  con malessere e modificazione del carattere,  deficit dei nervi cranici,  degli arti, ipertermia,  a volte morte per asfissia o per convulsioni ecc.  La meningite acuta sierosa insorge di solito nel corso di malattie infettive e di intossicazioni esogene o endogene;  la sintomatologia è attenuata e il decorso è variabile.  La meningite linfocitaria è caratterizzata da una sindrome clinica più modesta,  con febbre meno elevata e la compromissione generale e meningea sono relativamente più lievi e transitorie.  Il termine di meningite linfocitaria andrebbe sostituito con meningiti da virus erpetici, cioè con il nome del virus di volta in volta in causa.  Elena  L.

 

21/05/2021

 

Che cos’è un nodulo carotideo?  Perché si formano?  Grazie!  E.

 

 

È una piccola formazione nodulare situata presso la biforcazione della carotide comune,  di natura istologica e di funzione fisiologica incerta.  È probabile che appartenga al sistema endocrino, pare influenzi,  per azione riflessa in correlazione a stimoli chimici, l’attività del sistema cardiorespiratorio, sinonimi: ghiandola, paraganglio, glomerulo carotico.  Plesso carotideo: ricca anastomizzazione dei due rami  del tratto cervicale del simpatico che avvolge la carotide; seno carotideo:  porzione lievemente  dilatata della carotide comune, alla sua biforcazione,  sede di importanti riflessi regolatori della pressione del sangue;  sifone carotideo:  è il tratto flessuoso della carotide interna che scorre attraverso il seno cavernoso della dura madre.  Elena  L.

 

24/05/2021

 

Una persona priva di sensibilità pensi che possa essere anche intelligente?   Grazie!  Federica e Alessandro

 

 

A questa domanda vi risponderà con più esattezza il Dottor Robert.  Quello che posso dirvi è che la sensibilità è una componente dell’intelligenza.  La persona insensibile spesso è cattiva,  quindi bisognerà vedere da dove proviene questa sua cattiveria,  se è gratuita o se deriva da persone e da esperienze negative che ha incontrato sul sentiero del suo cammino,  oppure se è una cosa congenita,  ecc…  Elena L.

 

25/05/2021

 

Quando si può pronunciare in una persona la parola denutrizione?  M.

 

La denutrizione è una condizione patologica conseguente a un apporto alimentare insufficiente e prolungato nel tempo.  Chi incontra questa patologia si notano dimagrimento,  lesioni cutanee, astenia,  alterazioni delle principali funzioni organiche come la digestione,  circolazione,  bradicardia,  alterazioni psichiche del sistema nervoso periferico,  edema,  decalcificazione,  diarrea,  ecc. Le cura sono di competenza strettamente medica.  Elena  L.

 

27/06/2021

 

Di quale materiale sono fatti i calcoli biliari?  M.

 

I calcoli biliari possono essere formati da colesterina,  da bilirubinato di calcio o da entrambe le sostanze in varie proporzioni.  L’origine della malattia è più frequente nelle donne che negli uomini, si invocano fattori costituzionali per la frequente familiarità dell’affezione,  fattori infettivi che favorirebbero la precipitazione dei costituenti biliari,  alterazione della formazione della bile, e soprattutto,  modificazioni dei rapporti tra questi vari costituenti sotto l’influenza di vari fattori.   I calcoli di bilirubinato sono frequenti nei soggetti affetti da malattie emolitiche,  in relazione alla maggior produzione di bilirubina che si verifica in questi pazienti.  La malattia può rimanere asintomatica per molto tempo o anche per sempre,  spesso si manifesta con disturbi dispeptici,  intolleranza per i grassi, coliche epatiche infezioni delle vie biliari,  ostruzione delle stesse con ittero.  Le complicazioni sono frequenti:  colicistiti,  angiocoliti,  empiema della colecisti,  perforazioni della vescichetta biliare,  ecc.  Spesso la cura è chirurgica:  colecistectomia.  Per le concrezioni di colesterina di piccolo volume,  sembra possa essere utile un farmaco che sarebbe capace di provocare la dissoluzione dei calcoli.  Elena  L.

 

28/05/2021

 

Il mio medico mi ha riscontrato un’infiammazione della radice di un nervo spinale.  Quali origini hanno queste patologie?  Grazie!  Elisa P.

 

Può essere tutto!  Vale a dire  che può essere di origine infettiva,  tossica,  traumatica,  o anche neoplastica.  A volte può insorgere in seguito a una rachianestesia per l’azione irritante delle sostanze anestetiche sulle fibre nervose.  Inizia unilateralmente con dolori acuti continui,  accentuati da sforzi,  anche da tosse,  con disturbi della sensibilità,  vasomotori e trofici.  Elena L.

 

31/05/2021

 

Ho appena 37 anni e sto diventando sorda,  ci sento di più quando sono in ambienti rumorosi,  com’è possibile?  Grazie!

 

Può essere,  che sia un processo degenerativo dell’apparato auricolare.  Colpisce di più le donne giovani,  anche più giovani di te e tende a peggiorare in gravidanza e durante il periodo di allattamento;  spesso ha carattere familiare,  sai se nella tua famiglia c’è qualcuno che soffre della stessa patologia?  Comunque dovresti fare esami clinici,  l’esame audiometrico per esempio.  Elena  L.

 

01/06/2021

 

Ho trent’anni,  ti sembra giusto che spesso mi venga a mancare l’equilibrio?  La pressione è  a posto, che cosa potrebbe essere?  Grazie!  F.

 

Io posso dirti qualcosa in merito,  ma non posso certo sostituire il medico.  L’equilibrio è garantito da complessi meccanismi fisiologici ai quali contribuiscono principalmente le funzioni del labirinto vestibolare e del cervelletto,  nonché l’attività dei recettori visivi,  degli esterocettori del tatto e della pressione e dei propiocettori  presenti nelle capsule articolari,  nei muscoli del collo,  del tronco e degli arti.  A livello dell’apparato vestibolare esistono recettori sensoriali dai quali partono in permanenza impulsi destinati a informare i centri nervosi superiori sulla posizione del corpo nello spazio e sulle modificazioni che tale posizione subisce durante il movimento.    Potresti soffrire di labirintite.  Elena  L.

 

04/06/2021

 

Perché da certi esami risultano forti quantità di glucuronidasi?  A.

Se le forti quantità sono nelle urine,  allora potrebbe essere un’infiammazione alla prostata.  È un gruppo di enzimi,  deputati alla divisione idrolitica dei prodotti di combinazione dell’acido glucuronico.    La presenza di glucuronidasi nell’intestino umano consente il parziale riassorbimento in circolo di sostanze che vengono eliminate nella bile come glucuronidi,  istituendo il cosiddetto circolo entero-epatico dei glucuronidi.  L’attività delle glucuronidasi è inibita specificamente dal lattone dell’acido glucarico.  Forti quantità di glucuronidasi vengono liberate dalle cellule in preda a fenomeni patologici di natura infiammatoria  e altro,  e questo spiega l’elevata concentrazione di questi enzimi nelle urine in pazienti affetti  da tumori della vescica e della prostata.  Elena  L.

 

08/06/2021

 

Che cos’è la neurosi?  F.  Grazie!

 

La neurosi è lo stesso che nevrosi.  La scuola che più si è occupata e si occupa di neurosi o dei disturbi nevrotici,  è la psicanalisi.  Le neurosi hanno origine psicogena e derivano dal conflitto fra le pulsioni istintuali rimosse e le istanze etico-sociali.  Come ho già scritto ad un’ altra persona,  tale conflitto può essere ricercato nell’infanzia dell’individuo e si hanno allora le psiconevrosi.  Una distinzione importante nella classificazione  delle nevrosi è tra isteria di conversione,  in cui si ha somatizzazione dei sintomi,  e isteria d’angoscia caratterizzata dalle fobie,  e nevrosi ossessivo-compulsive,  caratterizzata da azioni coatte e idee ossessive.  Elena  L.