Ottobre 20, 2021 admin LA NOSTRA SALUTE RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTESIMA PARTE 20/10/2021 IL MIO GIARDINO È vero che chi soffre di artrite reumatoide è autoimmune? In che senso? Grazie! I. Sì, l’artrite reumatoide fa parte di quelle affezioni poliarticolari, caratterizzate dall’associazione con un particolare movimento immunitario, è una malattia vera e propria in quanto espressione generale che coinvolge per meccanismi disreattivi ed antiimmunitari, anche altri organi e apparati, si tratta di una patologia e non come magari avevi pensato tu. Questa malattia è manifestata da un’anomala reattività dell’organismo verso cellule o parti dei suoi stessi tessuti. Può dipendere dalla perdita di specificità da parte di determinati componenti tessutali, che diventano immunologicamente eterogenei per l’organismo. Oppure dalla incapacità del sistema immunocitario di riconoscere tali componenti pur conservando essi i caratteri immunologici originari. Elena L. 22/10/2021 È vero che il plasma si può sostituire? In quali circostanze? Grazie! O. Sì, il plasma di un paziente si può sostituire con altri fluidi atti a ristabilire quella quantità di sangue presente nella circolazione, la cui omeostasi è regolata da vari fattori. A mantenere la pressione oncotica, a riequilibrare l’assetto elettrolitico e l’assetto proteico. Le indicazioni di questo procedimento, sono costituite dal plasmocitoma, dalla miastenia grave, dall’anemia emolitica autoimmune, dalla sindrome nefrosica, dalle condizioni in cui vi è un aumento della viscosità del sangue. Si è rivelato utile anche nell’insufficienza epatica fulminante, ecc. Gli effetti collaterali sono rari, sono rappresentati soprattutto da aritmie cardiache, da crisi d’insufficienza cardiocircolatoria, da crisi epilettiche, da coagulazione vasale e da shock. Questa tecnica è usata anche per ottenere derivati plasmatici concentrati: albumina, fibrinogeno, gammaglobuline ed alcuni fattori della coagulazione. Elena L. 25/10/2021 A mio suocero hanno provocato una malattia causata da farmaci, ancora non sappiamo se è la medicina sbagliata o se è stato il dosaggio, però lui ha una malattia nuova con sintomi che prima non accusava. Com’è possibile? M. G. Sì, è possibile, questa malattia può essere provocata da un complesso degli effetti collaterali, delle terapie medicamentose, chirurgiche e fisiche. In particolar modo in psicologia, sorgono dei disturbi funzionali senza una base organica, che insorgono in un soggetto a seguito della diagnosi del medico. Ad esempio, se a un paziente viene diagnosticata un’appendicite, può accusare i sintomi che dà questa malattia in fase acuta, anche se la diagnosi è sbagliata. Comunque sono numerosi i fattori che possono provocare questa malattia da farmaci: errori di posologia: in questo caso si osservano comunemente i disturbi del ritmo, il collasso da farmaci anti-depressivi, incidenti emorragici da anticoagulanti, la sonnolenza da tranquillanti, ecc. Anche un farmaco somministrato per lungo tempo può provocare danni più o meno gravi, anche se per un certo periodo di tempo è risultato del tutto innocuo. Poi ci sono reazioni di ipersensibilità: si tratta di reazioni non prevedibili, sebbene esse siano più frequenti per certi farmaci e in determinati soggetti. Interferenze negative tra più farmici: dall’uso combinato di due o più medicamenti possono aversi fenomeni di sinergismo, di antagonismo, di attivazione e di inibizione metabolica, modificazioni dell’assorbimento intestinale, ecc. Elena L. 27/10/2021 La serotonina può interferire negativamente durante l’assunzione con altri farmaci? P. Credo di sì, ci sono farmaci che antagonizzano la serotonina, entrando in competizione con essa a livello dei ricettori specifici triptaminergici. Il ruolo fisiologico della serotonina è complesso, è noto che tale sostanza determini la concentrazione della muscolatura liscia dei vasi, dell’intestino, dei bronchi, dell’utero e della vescica. Inoltre regola l’automatismo intestinale, modifica la pressione arteriosa in maniera variabile, stimola le terminazioni sensitive dolorifere, interviene nei processi allergici e infiammatori, determina la sintomatologia dell’emicrania e di alcuni tumori dell’intestino tenue. E poi la serotonina interviene nei meccanismi sonno- veglia, nella regolazione centrale della temperatura corporea e in alcuni processi centri determinanti il comportamento emotivo e l’affettività. Elena L. 28/10/2021 Quali sono le nevralgie che ci colpiscono di più? Serena Le sedi più frequenti di nevralgie sono legate al decorso dei vari tronchi nervosi. la nevralgia del trigemino di solito è unilaterale, e interessa una sola branca, la mascellare o la mandibolare, raramente l’oftalmica. Le primo caso il dolore è localizzato alla guancia, il naso, il labbro superiore, nel secondo caso e cioè il mascellare inferiore, al mento, all’orecchio e alla lingua; nel terzo, la regione sopraorbitaria o al bulbo oculare con lacrimazione e arrossamento della congiuntiva. La nevralgia occipitale, è dovuta a irritazione del nervo grande occipitale e si manifesta nella regione occipitale e alla nuca. La nevralgia bronchiale, sostenuta da interessamento del plesso brachiale di destra o di sinistra, questa scatena una sindrome dolorosissima a carico dell’arto superiore omolaterale. Nelle nevralgie intercostali i dolori si evidenziano nella parte laterale e anteriore del torace seguendo il decorso degli spazi intercostali; possono essere accentuati da colpi di tosse, o da profondi movimenti respiratori ecc. La nevralgia sciatica, è dovuta all’irritazione del nervo grande sciatico, talvolta associata a quello del piccolo sciatico, i dolori sono localizzati all’anca dietro il grande trocantere e si irradiano in alto verso l’osso sacro, in basso lungo il margine laterale della coscia, al poplite, alla testa del perone fino al malleolo mediale. Elena L. 03/11/2021 È vero che certi esami a scopo diagnostico vengono eseguiti con dei cateteri, come? Grazie! P. Sì, per esempio per fare l’esame della vena epatica, si effettua attraverso una vena del braccio, l’atrio destro, la vena cava inferiore e una vena epatica, fino a raggiungere una delle piccole vene epatiche per registrare la pressione venosa intraepatica. Per diagnosticare perfettamente quello cardiaco, si pratica introducendo attraverso un vaso periferico , di solito la vena mediana del gomito, un piccolo catetere radiopaco semirigido di politene, che raggiunge, se introdotto per via venosa attraverso l’ atrio destro, il ventricolo destro e l’arteria polmonare fino alle sue ramificazioni più piccole. La sezione sinistra del cuore può essere raggiunta perforando con un catetere apposito il setto interatriale. Si possono ottenere così campioni di sangue per effettuare analisi di vario tipo, la pressione intracardiaca e iniettare mezzi di contrasto radiopachi. Elena L. 04/11/2021 Nella mia famiglia abbiamo due persone con la gobba, vorrei sapere se questa malformazione è ereditaria? Grazie! G. No, non credo, fino ad ora gli studi degli scienziati non hanno riportato questa cosa. Questa malformazione, è una convessità posteriore di un tratto della colonna vertebrale. È dovuta a distruzione di corpi delle vertebre provocata da vari processi spondilici, dei quali il più frequente è la spondilite tubercolare, da rachitismo, da caduta, da gravi traumi diretti contro il rachide. La comparsa della gobba più o meno tardiva in rapoorto all’agente eziologico, determina sopra e sotto la zona lesa curve secondarie di compenso e deformazioni più o meno accentuate del torace3 e del bacino con dislocazione dei visceri. A volte la gobba si forma per una sporgenza posteriore delle coste, quando una scogliosi dorsale si associa a rotazione delle vertebre. Se una gobba dorsale è molto pronunciata si può formare un’altra prominenza toracica anteriormente in regione xifoidea. Le conseguenze delle deformazioni ossee sono varie: quando è interessato il rachide dorsale si verifica di solito una dislocazione e anche una certa compressione dei polmoni e del cuore e di conseguenza estrema facilità alle malattie dell’apparato respiratorio. Se è interessato il rachide lombare a soffrirne sono i visceri addominali, in ogni caso si possono verificare compressioni di radici nervose, motrici e sensitive, da parte delle vertebre deformate con sindromi rispettivamente paretiche o nevritiche. Elena L. 05/11/2021 È vero che fanno degli interventi veri con il laser? R. Certo, non solo al giorno d’oggi, ma già da molto molto tempo. Queste onde elettromagnetiche a frequenza ottica, in concordanza di fase, serve ad ottenere fasci estremamente concentrati di luce coerente. La luce coerente e concentrata del laser, provoca la necrosi per coagulazione dei tessuti organici. Si comprende come ne sia stato proposto impiego in alcuni particolari CAMPI DELLA CHIRURGIA, tanto più che la possibilità di disporre luci laser con differente lunghezza d’onda, fa prevedere almeno teoricamente, l’ eventualità di colpire soltanto i tessuti prescelti. L’utilizzo del laser si è andato sempre più allargandosi nel campo della chirurgia; si impiega quasi ovunque. Uno degli impieghi classici tradizionali è la terapia del distacco della retina, o di altre rare affezioni dell’occhio. in questo caso il raggio sottilissimo del laser può penetrare attraverso la cornea, il cristallino, e l’umor vitreo senza provocare danni e raggiungere lo strato pigmentato della retina dove viene assorbito ed esercita quindi i suoi effetti. Elena L. 07/11/2021 È vero che dovremmo vaccinarci anche contro il tetano? Grazie! B. Anche il tetano è una malattia infettiva che si trasmette attraverso le ferite; meglio dire “avviene” nelle quali si moltiplica diffondendo una esotossina che possiede un elettivo tropismo per il sistema nervoso. La diagnosi si basa sull’obiettività clinica e sull’eventuale ricerca del bacillo sporigeno il Clostridium nelle ferite. Questo vaccino oggi non è in discussione, ma anche in questo caso, la mortalità è del 40- 45%; la vaccinazione garantisce un’immunità di lunga durata e inoltre è possibile anche a distanza di diversi anni ripristinare rapidamente le difese immunitarie. Elena L. 09/11/2021 Senti, è da molto tempo ormai che soffro di torcicollo; sembro guarita ma poi mi ritorna, io non credo di provocarmelo in nessuno dei modi, allora perché sono soggetta a questo fastidioso disturbo? Grazie! D. Il torcicollo è determinato da cause molteplici, pensa che certi medici dicono che sia ereditario. Ma so che c’è il torcicollo , sì, a carattere familiare, sostenuto da anomala brevità di uno dei corpi del muscolo sterno-cleido mastoideo, che si manifesta con rotazione del capo e spostamento della faccia verso il lato opposto della parte lesa e verso l’altocon inclinazione dell’occipite indietro. C’è il torcicollo acquisito determinato da processi reumatici o flogistici, primitivi o secondari, alla muscolatura del collo edei nervi. Il torcicollo spastico caratterizzato da spasmo tonico-clonico, dei muscoli del collo, intermittente se legato a lesioni del corpo striato potenziate da altri fattiri funzionali; occasionale se è dovuto a irritazione per cause varie; e il torcicollo osteogeno , dovuto ad alterazioni ossee alla base cranica e delle .cervicali. Elena L.