RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE NOVANTACINQUESIMA PARTE

11/06/2021

 

 

 

 

Qual è la differenza fra betabloccanti e ipotensivi?  Grazie!  Emma

 

Gli ipotensivi che sono impiegati per ridurre i valori della pressione arteriosa,  sono classificati in due categorie:  Ipotensivi diretti e simpaticoplegici.  Gli ipotensivi diretti agiscono soprattutto  a livello delle arteriole,  quindi indipendentemente dal sistema nervoso autonomo.  Spesso in questa categoria vengono annoverati anche i diuretici,  benché la loro attività sia diretta alla riduzione della massa sanguigna più che al tono delle arteriole.  I betabloccanti sono capaci di bloccare i recettori beta-adrenergici che sono situati nel cuore,  nelle arterie e nelle arteriole dei muscoli scheletrici e dei bronchi e che contribuiscono all’eccitamento cardiaco,  alla vaso- e broncodilatazione.  Il blocco dei recettori a livello cardiaco riduce la contrattilità e la gittata cardiaca e il tempo di conduzione atrio-ventricolare mentre quello a livello arteriolare diminuisce la pressione arteriosa.  Da queste azioni derivano gli effetti anti-ipertensivo,  antianginoso,  e antiaritmico dei betabloccanti.  Elena  L.

 

15/06/2021

 

Da un po’ di tempo non sento più profumi e odori,  sembra che il mio olfatto abbia perso la sua attività di sempre,  perché?  Grazie!  G.

 

Di solito questo avviene dopo patologie influenzali con le loro complicazioni,  perché l’olfatto è la conseguenza della stimolazione di recettori chimici situati nel tetto della cavità nasale,  in una regione della mucosa posta vicino al setto.  La stimolazione di recettori è operata da molecole che si sciolgono nei liquidi umettanti la mucosa olfattiva,  che non supera i 5 cm quadrati.  Nell’epitelio della regione olfattiva,  tra cellule di sostegno e cellule secernenti muco, si trovano ciglia finissime,  che rappresentano la parte terminale delle vie olfattorie.  Le fibre nervose attraversano la lamina cribrosa dell’etmoide e penetrano nel bulbo olfattivo;  qui formano sinapsi con fibre che terminano nell’ipotalamo,  nel sistema limbico,  nel nucleo emigdaloideo e nella corteccia,  a livello dell’arca prepiriforme e periamigdaloidea.  Le vie olfattive sono inserite in archi riflessi che connettono funzionalmente le sensazioni dell’olfatto con reazioni di tipo vegetativo,  quali la salivazione e l’aumento  delle secrezioni gastriche.   Il meccanismo con cui le sostanze odorose stimolano i recettori  è ancora incerto.   L’organo dell’olfatto va incontro  rapidamente a fenomeni di adattamento,  per effetto dei quali odori anche molto intensi vengono,  dopo un certo tempo,  male percepiti,  pur restando invariata la capacità di percepire odori di tipo diverso.  Elena  L.

 

16/06/2021

 

È vero che l’oleandro è impiegato in farmacologia per i  suoi alcaloidi e glucosidi  che fanno bene al cuore?  Elsa

 

 

Qualcosa di vero c’è:  le foglie dell’oleandro e anche varie parti della pianta, sì,  contengono alcuni alcaloidi e glucosidi,  alcuni dei quali sono dotati di una debole però attività cardiocinetica,  ma oggi come oggi non sono più usati in medicina per la forte tossicità,  gli scienziati hanno fatto altre scoperte molto più efficaci e sicure!  Elena  L.

 

17/06/2021

 

Abbiamo visto che in certi posti per curare il covid-19 hanno usato il plasma con successo,  ci sono altre malattie che si possono curare con il plasma?  Grazie!  S.

 

Sì,  ci sono malattie di cui richiedono la sostituzione del plasma,  sono costituite dal plasmocitoma o mieloma,  dalla malattia di Wlaldeström,  dalle crioglobulinemie,  dalla miastenia grave, dall’anemia emolitica autoimmune,  dalla sindrome nefrosica,  dalle condizioni n cui vi è viscosità nel sangue.  Utile si è rivelato anche nell’insufficienza epatica fulminante. Per ciò che riguarda gli effetti collaterali sono rari e rappresentati da aritmie cardiache, da crisi epilettiche, o da coagulazione vasale e da crisi cardiocircolatorie;  ma come ho già menzionato,   questi effetti collaterali si verificano molto raramente.  Elena L.

 

18/06/2021

 

È vero che l’uso del cortisone protratto nel tempo porta degli scompensi notevoli?  Insomma ha molte controindicazioni?   Grazie! P.

 

 

Il cortisone come molti altri farmaci ha delle controindicazioni,  ma sono certa che i medici prima di prescrivere questo ormone steroide fanno le loro valutazioni.  L’uso del cortisone è controindicato nelle malattie renali croniche,  nell’ulcera peptica,   nell’arteriosclerosi, nell’iperglicemia e nell’ipertensione ecc.  In certi soggetti può produrre effetti collaterali come la ritenzione di sali e di acqua, edemi,  disturbi psichici, la riduzione delle difese immunitarie ecc.  Elena  L.

 

21/06/2021

 

Mi scuso se ti scrivo di questi miei problemi,  ma sono preoccupata perché le mie feci sono di un colore nerastro e non è a causa dell’alimentazione,  perché mi alimento di cibi cucinati in bianco;  il medico mi ha prescritto degli esami,  ma nell’attesa vorrei sapere da te se è una cosa grave.  Grazie!  D.

 

Se non è a causa del pigmento dell’alimentazione,  potrebbe essere che questa colorazione sia dovuta alle trasformazioni biochimiche che il sangue subisce a contatto con i succhi digestivi. È un sintomo assai frequente di chi soffre di ulcere,  delle neoplasie gastriche e delle emorragie gastrointestinali in genere. Se hai dei disturbi come sudore freddo,  polso piccolo e frequente,  capogiri ecc.  allora potresti essere affetta da una di queste patologie,  vedrai che gli esami ematici e altri esami ti daranno la risposta certa;  serve un po’ di pazienza.  Elena  L.

 

22/06/2021

 

Che cos’è quella storia della proteina batterio?   Grazie!  V.

 

 

Questo termine di usa in microbiologia per indicare le singole sostanze proteiche che compongono il corpo batterico.  Con metodi opportuni è possibile estrarre dai batteri varie classi di proteine,  alcune delle quali  dotate di potere antigene.  Le differenze di composizione proteica servono per classificare i ceppi di determinate specie batteriche.  con questo criterio ad esempio vengono di norma distinti più di quaranta tipi di Staphylococcus pryogenes.  Elena  L.

 

23/06/2021

 

Vorrei che mi parlassi della Curcuma,  se ne sentono molte di cose su questa spezia,  ma sarà vero che se si assume in grandi quantità giornaliere previene il cancro?  Grazie!  Veronica

 

 

La curcuma come hai detto tu è una spezia molto apprezzata non solo in India ma in tutto il resto del mondo. Qui da noi viene chiamata:  lo zafferano dell’India.  È una pianta erbacea,  con un rizoma formato da tubercoli di forma ovoidale ed allungata,  di colore giallo,  le foglie sono lunghe fino ad un metro,  l’infiorescenza è una spiga portata da un peduncolo che spunta dal rizoma;  i frutti sono delle capsule divise all’interno in tre logge contenenti numerosi piccoli semi.  È originaria dell’ Asia meridionale,  è attualmente coltivata nella maggior parte delle regioni tropicali ed oltre.  Il rizoma si raccoglie dalle piante alla fine della vegetazione,  si pulisce dalle radichette piccole,  poi si fa bollire per alcune ore e si secca al sole.  Il rizoma varia nella forma da ovoidale ad allungato da tre a 5 cm e va da uno a due cm di diametro;  la superficie è  grigio-giallastra,  marcata da cicatrici semicircolari, a taglio netto è di colore giallo intenso.  In cucina si usa come colorante,  aromatizzante,  antispasmodico e colagoghe.  Il suo principio attivo è costituito principalmente da curcumene.  La curcuma possiede spiccate proprietà sulla cistifellea, sia nel senso di aumentare la quantità di bile secreta,  sia nel senso di fluidificarla e quindi esercita un’azione che favorisce la detossicazione epatica e i processi di digestione del cibo.  Poi ha un’altra proprietà molto importante:  facilita l’espulsione dei calcoli biliari ed ha un’attività antispasmodica nelle coliche epatiche.  In quanto ad assumerne a quintali no!  Alcuni medici sono molto scettici su questa teoria,  perché sostengono che un’esagerata assunzione giornaliera di curcuma possa dare gravi disturbi epatici,  quindi fare l’effetto contrario,  invece di dare benefici.   Elena  L.

 

25/06/2021

 

Il delirio in una persona è sempre malattia mentale o è causato da malattie fisiche?  Grazie!  M.

 

 

È sempre un’alterazione mentale, che può variare dallo stato confusionale alla formulazione di idee tra loro coerenti ma non aventi corrispondenza con la realtà.  I deliri possono anche comparire in numerose condizioni tossiche, tossinfettive e psicotiche. In psicopatologia il delirio è un sintomo molto frequente,  in quasi tutte le psicosi organiche caratterizzato dalla credenza di fatti che sono lontano dalla realtà;  possono essere accompagnati da allucinazioni.  Nella paranoia sono ben strutturati,  organizzati con logica ferrea;  il soggetto parte con premesse errate che sembra sviluppare con logica stringente,  giungendo a conclusioni altrettanto errate.  Nella paranoia si riscontrano deliri persecutivi,  spesso accompagnati da idee deliranti di superiorità.  Il delirio paranoico costituisce spesso l’unico sintomo di tale psicosi,  che potrebbe passare inosservata per anni sia per la cura che il paziente tende spesso a nascondere  sia per la logica  con cui è costruito,  che porta  altre persone a credere in quello che dice!  Elena  L.

 

26/06/2021

 

Il dermatologo mi ha riscontrato una dermatite sostenuta da  germi steptococchi e stafilococchi,  guarirò completamente da questa infezione?  Grazie!  D.

 

Le dermatiti suppurative si manifestano con bolle,  pustole che poi andranno a formarsi le croste,  circondate da aloni che dal rosso vivo periferico passano a un rosso violaceo centrale.  L’eventuale interessamento dei vasi linfatici regionali, si evidenzia con strie linfangitiche e quello dei nodi linfatici con adeniti a carattere acuto.  Più che altro sono frequenti nei bambini,  le dermatiti  rappresentano pericolose porte d’ingresso nel circolo sanguigno dei germi piogeni,  i quali inevitabilmente vanno a localizzarsi nei reni.  Le forme cliniche di dermatiti si differenziano sostanzialmente in base all’azione dei germi che le sostengono;  si distinguono quindi forme da streptococco,  forme da stafilococco e forme miste,  che sicuramente se saprai curarti guarirai completamente.  Elena  L.

 

28/06/2021

 

Il siero del nostro sangue, che cosa contiene di così perfetto oltre ai nutrimenti che già sappiamo?  L.

 

Il siero umano e di altre specie animali,  contiene un fattore molto importante.  La sua presenza è necessaria per lo svolgimento di vari processi immunitari,  come ad esempio le reazioni antigene-anticorpo che producono la lisi di antigeni corpuscolari  (reazioni citolitiche,  emolitiche,  batteriologiche), le reazioni opsoniche ecc. L’attività del complemento è aspecifica:  esso interviene infatti in reazioni immunologiche di diverso tipo.  Inoltre questo fattore di origine umana è attivo anche nei processi immunitari che si svolgono nel sangue di altre specie e viceversa.  Questa sostanza è inattivata dalla conservazione ( già uno o due giorni dopo il prelievo),  dal riscaldamento a 56  °C, dal trattamento con soluzioni di acidi,  alcali,  agenti ossidanti,  dagli enzimi proteolitici,  ecc.  Continua domani.

Le reazioni immunitarie di agglutinazione e di precipitazione, a differenza di quelle citolitiche,  si  svolgono anche in assenza di questo fattore. In tali processi, il complesso antigene-anticorpo neoformato ha la proprietà di fissare qusto fattore e di sottrarlo al mezzo in cui è avvenuta la reazione.  Infatti per particolari proprietà chimico-fisiche,  questo fattore possiede una spiccata affinità per il complesso antigene-anticorpo,  pur non avendo alcuna tendenza a legarsi all’antigene o all’anticorpo presi separatamente.   Il processo di fissazione avviene in tutte le reazioni immunitarie,  ma solo in alcuni casi tale fatto è determinante ai fini dell’andamento del fenomeno.

Mediante opportune reazioni immunologiche è possibile privare il sangue normale dal fattore in esso contenuto. Ciò ha importanza nella pratica di laboratorio  in quanto fornisce un mezzo  per rilevare determinate reazioni antigene-anticorpo che si svolgono senza manifestazioni visibili.  Infatti l’andamento di tali reazioni può essere evidenziato attraverso un sistema rivelatore. In questo sistema  si osserverà emolisi solo se la reazione antigene-anticorpo nel siero in esame,  è ancora disponibile non è avvenuta,  cioè nel caso in cui il fattore non essendo stato fissato è ancora disponibile.  Un comune procedimento di laboratorio  basato sulla fissazione del fattore è la reazione di Wassermann,  utilizzata per la diagnosi sierologica della sifilide.  Gli studi di natura chimica del fattore hanno dimostrato che esso è costituito da 4 diverse sostanze o frazioni.  Il fattore è attivo  solo in presenza di tutti i suoi componenti,  ecc… Elena  L.