Settembre 14, 2021 admin LA NOSTRA SALUTE RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE NOVANTOTTESIMA PARTE 14/09/2021 Sono P. sto prendendo una medicina che invece di farmi star bene mi fa stare male; il mio medico dice che la devo prendere ugualmente e che la mia è solo una fissazione. La medicina è un epatoprotettore. Grazie! Se il medico ti ha prescritto questo farmaco probabilmente ha visto i tuoi esami e ha agito di conseguenza. Gli epatoprotettori sono impiegati nella profilassi e nella terapia delle disfunzioni epatiche e anche per proteggere il fegato dalle lesioni di agenti tossici di natura endogena o esogena. Tra questi farmaci vanno ricordati i riattivatori delle capacità metabolizzanti e disintossicanti del fegato, i quali stimolano la sintesi e l’attività degli enzimi epatici deputati alla distruzione delle sostanze tossiche. L’utilità chimica di molti farmaci epatoprotettori è ancora oggi discussa. Elena L. 16/09/2021 Sono T. di 37 anni, da quando sono nata soffro di tutte le malattie del mondo: eccitabilità neuromuscolare, artrite, gotta, ecxema ecc. Il mio medico curante è molto bravo, ma mi ha detto che per guarire dovrei andare a Lourdes. Pensi anche tu che abbia ragione o per me ci sarà una via d’uscita? Grazie! Probabilmente sarai affetta da “diatesi”, o addirittura la diatesi di Czerny, è una condizione costituzionale che si estrinseca nella prima infanzia, con una esagerata tendenza alle infiammazioni della cute e delle mucose. I segni clinici riconosciuti sono: predisposizione ai processi suppurativi in genere, tendenza all’angina, alle bronchiti, ecc. Anche i vari organi linfatici reagiscono con stati infiammatori cronici e successivamente ipertrofia. La forma allergica comprende diverse forme di aumentata sensibilità organica a sostanze dotate o no di caratteristiche antigeniche. Oppure questa particolare predisposizione dell’organismo a reagire in modo anomalo alla stimolazione fisiologica con manifestazioni di tipo più o meno patologico , potresti essere affetta di “diatesi artritica”, appunto che si manifesta con reazioni patologiche che possono riguardare il ricambio, la pelle, i muscoli, il sistema nervoso e l’apparato circolatorio . Elena L. 17/09/2021 È vero che le necrosi caratterizzano sempre modificazioni da cancro? P. Le cause delle necrosi determinano i caratteri di un focolaio necrotico e cioè la morte di un gruppo di cellule o una parte di un tessuto che resta in collegamento con altre parti viventi del corpo. In relazione con lo stato della circolazione nelle parti contigue i tessuti necrotizzati vengono irrorati dai liquidi interstiziali, che anche per la composizione possono variare entro limiti abbastanza estesi. l’abbondante inibizione facilita fenomeni di vacualizzazione e di rigonfiamento degli elementi, mentre la composizione dei liquidi circolanti dipende come ad esempio la precipitazione della fibrina nel focolaio, e la rapidità dei processi di digestione e di colliquazione. I rapporti tra ambiente con la zona necrotica hanno importanza per le modificazioni fisiche che il tessuto morto potrebbe subire: dissecamento di un tratto della cute, e per gli effetti della penetrazione dall’esterno di germi della putrefazione. i principali tipi di necrosi che si distinguono a seconda del processo che li determina sono: necrosi da coagulazione, più frequente in questi organi: fegato, rene milza, pancreas, ecc. I processi di caseificazione è caratteristica dei processi tubercolari, di certi stadi tardivi della lue e delle neoplasie maligne. L’evoluzione delle necrosi si manifesta con una flogosi a carattere suppurativo attorno al focolaio necrotico, che tende a staccare il tessuto morto da quelli sopravviventi: segue la formazione di un tessuto di granulazione che colma le perdite di sostanza e si trasforma da ultimo in connettivo cicatriziale. Quando la parte necrotica non può essere eliminata perché molto in profondità può venire riparata dai tessuti circostanti e incapsulata per mezzo di una solida barriera fibrosa dalla stessa infiammazione delimitante, seguita dalla formazione di connettivo. In questi il materiale necrotico va incontro alla colliquazione, così che ne risulta una formazione cistica, oppure più di frequente sede di un deposito di sali calcarei (calcificazione). Le cause delle necrosi si distinguono in dirette e indirette. La prima sono dovute a colpi meccanici, come schiacciamento, spappolamento dei tessuti ecc. La seconda causa, le indirette, sono dovute a gravi disturbi circolatori permanenti e l’interruzione dell’innervazione e a questi fattori sono dovute le necrosi da decubito. Elena L. 21/09/2021 Che differenza c’è come gravità di contagio tra il vaiolo e il covid 19? Fede e Alessandro Ma guarda, io credo proprio che siamo lì, perché anche il vaiolo è una malattia infettiva acuta, contagiosa, sostenuta da un virus filtrabile (Boreliota variolae) caratterizzata da una pustolosi cutanea diffusa che guarendo lascia cicatrici importanti perché permanenti. L’infezione come il Corona virus si trasmette da uomo a uomo, per contatto diretto e indiretto e lo si poteva trovare nelle case attraverso la polvere, importato da abiti, aria ecc. Dopo un periodo di incubazione che può variare da 10 a 20 giorni, la malattia insorge bruscamente con brividi, febbre elevata anche a 40 C° , dolore con sede alla colonna vertebrale, e dopo 20 0 24 ore compare un esantema (uguale alla scarlattina) ovunque , specialmente inguine, piega del gomito ascelle, ecc. Poi inizia lo stadio eruttivo con la comparsa di di chiazze tondeggianti rosse sangue, e questa manifestazione può interessare tutto il corpo tranne le piante dei piedi, il palmo delle mani e il cuoio capelluto, che poi queste vescicole si trasformeranno in pustole ecc. La malattia del vaiolo può presentarsi in forme diverse con vari stadi di gravità: con broncopolmoniti, pleuriti, otiti, endocarditi ecc. fino alla morte. Un tempo il vaccino era obbligatorio in quasi tutti i paesi del mondo fino alla scomparsa; oggi il controllo di eventuali forme individuali e diventato assai più semplice e i malati di vaiolo dopo il vaccino divennero sempre più rari. Elena L. 22/09/2021 Quando avviene la malattia del sonno? E come possiamo accorgerci? Al. Questo aumento patologico della durata del sonno, nell’encefalite letargica è uno dei sintomi più importanti e frequenti. Può essere molto profondo, simile a un coma, oppure normale spesso interrotto da delirio. La malattia del sonno costituisce il sintomo predominante nei tumori cerebrali del terzo ventricolo e della regione infundibulo- tuberiana e in quelli dell’ipofisi. Nell’isterismo la malattia del sonno coglie di solito gli ammalati che hanno già avuto attacchi convulsivi ed ha tutti i caratteri di un sonno fisiologico; mentre in quella costituzionale semplice, alcuni soggetti hanno la tendenza ad addormentarsi durante il giorno, in particolari circostanze, anche se il sonno notturno sia stato normale. Elena L. 27/09/2021 Sono R., sono preoccupata perché il medico mi ha diagnosticato un’infiammazione alla colecisti, dovrò fare tutti gli esami compresi quelli radiologici, ma intanto sono così agitata che ti chiedo informazioni: perché viene l’infiammazione alla colecisti? Sarà vero che oggi non la tolgono più? Se dovessero operarmi, come ci si sente dopo l’intervento di asportazione? Si vive bene ugualmente o la vita cambia e si dovranno seguire delle regole specialmente nell’alimentazione? Grazie molte! Bisognerà vedere se l’infiammazione è di tipo acuto o cronico ecc. La forma acuta di solito è provocata da ostruzione del dotto cistico e dell’ampolla della colecisti per la presenza di calcoli, i germi in causa sono più frequentemente dei gram-negativi provenienti dall’intestino. La sintomatologia comprende coliche biliari, accompagnate da nausea, vomito, lieve ittero, febbre modica e leucocitosi. La forma cronica puo stabilirsi in seguito ad attacchi ripetuti di colecistite acuta, oppure può insorgere cronicamente con riacutizzazioni periodiche. È mantenuta quasi sempre dalla presenza di calcoli, anche se non è facile stabilire nel singolo caso quale delle due manifestazioni sia la primitiva e quale la secondaria, perché in genere si forma un circolo vizioso. La sintomatologia comprende crisi dolorose, disturbi dispeptici, e febbre variabile. Dalla colecistografia si vede se la colecisti è da asportare o se verrà curata con farmaci; in caso di asportazione dovrai rispettare un regime alimentare adeguato. Elena L. 29/09/2021 So che la parola “assimilazione” ha più di un significato, è vero? L. In fisiologia è il processo mediante il quale le cellule utilizzano gli elementi nutritivi, elaborati attraverso la digestione, l’assorbimento e la circolazione. Ovviamente l’assimilazioneè possibile solo per le sostanze non eterogenee al protoplasma vivente. Mentre in psicologia , questo termine viene usato con significati diversi a seconda dei vari contesti. Secondo il parere di uno psicologo svizzero J. Piaget, l’assimilazione è l’incorporazione delle situazioni esterne nelle strutture mentali dell’individuo, che ne verrebbero così arricchite. Questo processo è in stretta interdipendenza con quello dell’accomodamento, che consiste nella modificazione dei propri schemi di comportamento in rapporto all’ambiente. Assimilazione e accomodamento costituiscono i due processi attraverso cui si realizza l’adattamento. Mentre nello studio della percezione, per assimilazione si intende il processo attraverso cui due situazioni di stimolazione tendono ad essere viste come simili. E. L. 01/10/2021 È vero che chi è meteoropatico ha una malattia psicosomatica? Grazie! T. Non è così facile dare una risposta definitiva senza saperne di più sul soggetto, è sempre uno stato psicologico, che può essere più o meno potenziato da questi fenomeni, in genere intervengono fattori individuali, anche ereditari, o congeniti. Oltre agli stati patologici di chiara origine meteoropatica, queste sindromi si presentano con squilibri del sistema nervoso, fenomeni di disidratazione, sintomi di affezioni specifiche come asma, gastriti e ulcere ecc. che non sempre corrispondono a un reale stato patologico dell’organismo. Elena L.