LA NOSTRA SALUTE

31/01/2023

Giardino d’inverno

Il valgismo  è solo nell’alluce?  Marco di Patty

Le forme cliniche più comuni e importanti riguardano l’articolazione dell’anca come la coxa valga,  il ginocchio,  il piede e l’alluce.  Il ginocchio valgo è determinato dalla diminuzione dell’angolo fisiologico di 170° aperto all’esterno fra gli assi longitudinali della coscia e della gamba.  Il valgismo si riscontra in alcuni distretti ossei dell’organismo normale, per ragioni statiche e funzionali,  ma è un valgismo detto fisiologico perché fa parte della regolare morfologia anatomica dell’essere umano.  Quando invece il valgismo è patologico ossia per processi morbosi,  congeniti o acquisiti,  primitivi o secondari,  a carico dell’articolazione o delle ossa,  il valgismo fisiologico risulta sensibilmente aumentato,  oppure viene a formarsi un valgismo in un osso normalmente rettilineo  come in diverse patologie compresa quella dell’alluce.  Elena  L.

01/02/2023

Che cos’è la classica pelle d’oca?  Marco e Patty

Questo fenomeno si chiama orripilazione.  È un fenomeno provocato da un violento stato emotivo,   come la paura,  il freddo,  le disgrazie ecc.  La psiche comunica tramite il simpatico,  all’innervazione cutanea che induce la contrazione dei muscoli erettori,  che modificano la posizione del bulbo pilifero quindi del pelo.  L’ orripilazione è spesso accompagnata da brivido e come ho già espresso può essere causata dal freddo che in questo caso provoca la contrazione della pelle,  in corrispondenza dei follicoli piliferi,  sottoforma di pelle d’oca. (i pori che si mettono in evidenza come piccoli rilievi conici).  Elena  L.

02/02/2023

Mi parleresti della malattia di Bürger?  Marcodi Patty

La malattia di Bürger è l’infiammazione della tunica intima di un vaso associata a trombosi.  Dapprima interessa le piccole e medie arterie,  poi mano a mano interessa anche le grandi con sede elettiva agli arti inferiori e ai visceri.  Questa malattia è a carico di tutte le arterie,  vene,  vasi linfatici,  a carattere segmentario, tromboocclusivo permente e completo,  con sviluppo di anastomosi o di rete collaterale.  Colpisce più di frequente il sesso maschile;  e si è potuto osservare che  la costituzione ereditarietà, il tabagismo,  le infezioni,  i traumi,  gli eccessi fisici e mentali costituiscono importanti fattori predisponenti.  La sintomatologia si suddivide in tre fasi:  ischemia relativa nello sforzo,  ischemia a riposo,  disturbi trofici fino alla gangrena.  All’inizio,  durante la deamulazione,  compaiono dolori al polpaccio, piede,  natica di un arto, che costringono il malato ad arrestarsi fino alla loro scomparsa.  I dolori però ricompaiono durante la ripresa della deambulazione;  successivamente la cute delle estremità diventa fredda,  poi cianotica con edemi,  ulcerazioni periungueali e ragadi al calcagno,  dolori violenti a riposo,  flebiti migranti,  scomparsa del polso arterioso periferico.   Elena  L.

14/02/2023

La lipomatosi che cos’è ?  È ereditaria?

La lipomatosi è una distrofia,  il più delle volte dolorosa, caratterizzata da depositi di tessuto grasso sparsi in maniera irregolare,  sostenuta da squilibri neuroendocrini.  Questa malattia si osserva di frequente in seguito ad alterazioni dell’innervazione motrice in emiplegici e paraplegici.  La lipomatosi multipla nodulare cervicale viene causata da disturbi trofici e nervosi da disfunzione dei centri ipotalamici,  ed è una malattia ereditaria che si manifesta appunto con la formazione di masse adipose ai lati del collo e colpisce elettivamente soggetti di giovane età  maschili.  La lipomatosi viscerale può interessare il fegato, e altri organi come pancreas,  cuore; mentre la lipomatosi muscolare,  avviene nella pseudoipertrofia muscolare,  considerando la tesaurismosi da grassi neutri.  Elena  L.

16/02/2023

Marco di Patty   I movimenti ritmici o aritmici impressi al corpo passivamente,  sono dannosi?

Elena   Sì,  a volte rendono il nostro corpo sofferente.  Questi movimenti agiscono sull’organo vestibolare dell’orecchio interno,  mettendo in funzione di otoliti e stimolando le terminazioni nervose del nervo vestibolare,  che per via riflessa è deputato a mantenere l’equilibrio,  rendendo editti la corteccia e il cervelletto circa le sensazioni di posizione del corpo.  L’arco nervoso riflesso attraversa il bulbo,  dove prende strette connessioni con il nucleo del vago,  che a sua volta,  in via riflessa,  dà luogo alla sintomatologia:  sensazione di di malessere generale,  cefaslea,  vertigini,  profusa sudorazione fredda,  pallore,  sonnolenza e nei casi più gravi nausea e vomito.  Di norma la sindrome si risolve rapidamente appena cessano le sollecitazioni meccaniche che l’hanno prodotta.  Può essere prevenuta con decubito supino,  orientando il corpo nel senso del movimento e in direzione della marcia.  La terapia è di antistaminici e a sintomatologia iniziata i neuroplegici.

22/02/2023

  Come ci ammaliamo di iperazotemia?  Quali sono le sue origini?  Marco di Patty

L’iperazotemia può essere di origine renale,  quindi si può far sentire con nefriti acute, subacute e croniche;  nefrosclerosi ed extrarenale con vomiti, diarree;  avvelenamenti,   stati post-traumatici; malattie infettive acute ecc.  La determinazione dell’azotemia rappresenta una ricerca fondamentale nel campo delle nefropatie.  Per estensione,  ma impropriamente il termine assume anche il significato di iperazotemia.  Elena  L.

23/02/2023

Ci sono ancora sostanze antibiotiche preparate per sintesi?  Marco di Patty

Sì,  una di queste è prodotta dallo Streptomices  Venezuelae.  Caratterizzano la struttura molecolare del cloramfenicolo una funzione nitrobenzoica e un radicale dicloroacetico che non compaiono in nessun altro composto naturale finora noto.  L’antibiotico puro si presenta in cristalli bianchi,  aghiformi,  di intenso sapore amaro,  solubili in alcool.  Dei due isomeri ottici solo la forma levogira ha effetti chemioterapici.  Questa sostanza antibiotica possiede uno spettro antibatterico notevolmente ampio.  Esso è battericida o batteriostatico in rapporto alle dosi e alla specie microbica sulla quale agisce.  Tra i microrganismi patogeni più sensibili all’antibiotico vi sono:  l’aerobacter acrogenes,  L’Escherichia coli,  la Bordetella pertussis,  la salmonella typhosa,  le Shigelle e vari ceppi di Proteus. Sono inoltre sensibili le Rickettsie responsabili del tifo epidermico e murino,  della febbre Q e della febbre delle montagne rocciose.  Infine l’antibiotico è attivo sui Micoplasmi e sui virus della psittacosi e del linfogranuloma venereo.  Alcuni ceppi dei microrganismiora elencati sono divenuti resistenti al cloramfenicolo;  tale fenomeno costituisce un preoccupante problema clinico,  anche perché spesso gli stessi germirisultano resistenti anche ad altri antibiotici quali la streptomocina,  l’ampicillina,  le tetracicline ecc.  Per l’intensità dell’azione e per l’ampiezza dello spettro batterico,  questo antibiotico figura tre gli antibiotici di largo impiego in medicina.  La sua utilizzazione è particolarmente inducata nella terapia delle febbri tifoidi,  delle infezioni da Rickettsie delle infezioni urinarie di varia origine. E già alle dosi terapeutiche, possiede una notevole tossicità,  potendo causare depressione funzionale del midollo osseo,  con anemia,  manifestazioni allergiche,  nausea ecc.  Elena  L.

26/02/2023

Come si può definire uno stato improvviso di perdita di coscienza?  Marco di Patty

Bisogna prima vedere da che cosa dipende,  perché queste situazioni non sono definibili in un’unica diagnosi;  come si dice in gergo:  bisogna guardarci dentro!  Potrebbe dipendere da uno o più fattori,  come ad esempio insuffucienza cardiaca,  ipertensione arteriosa,  sincopi,  stati epilettici ecc.

Quando sarai medico non avrai incertezze,  perché riuscirai a diagnosticare ogni forma di questo disturbo o patologia.  La sincope,  può essere provocata da intense emozioni,  da stati tossinfettivi,  ipertensine arteriosa,  labilità vasomotoria. Puo essere provocata anche da sforzo grande,  oppure essere conseguente a turbe circolatorie che diminuiscono l’afflusso del sangue al cervello e queste sono chiamate le sincopi cardiache,  con fibrillazione atriale o ventricolare,  collasso cardiaco,  vasodepressione,  trombo,  lesioni intracardiache.  Questa perdita di coscienza può essere improvvisa a volte preceduta da malessere generale,  come nausea,  sudorazione e impressione di mancamento e poi succede che ci si deve lasciare andare in un posto sicuro.  Può essere definita sincope anche alcuni quadri clinici come sincope respiratoria,  arresto degli atti respiratori in seguito a fenimeni nervosi e cioè isterici,  spastici  ad esempio da traumi o da malattie gravi dell’apparato respiratorio;  anche se non si verifica arresto della circolazione ma il sangue non è più ossigenato causa cianosi.   Elena  L.

DIALOGANDO CON VOI

26/01/2023

Fiori finti fatti a mano

Marco e Patty   Quando incominciò la dittatura nazista?

Elena   La data precisa del giorno non lo so bene,  ma so che era il marzo del 1933,  segna veramente una svolta storica nelle vicende di quegli anni.  Dopo l’incendio del Reichstag,  la nuova Camera si riunì senza i deputati comunisti,  ormai in gran parte in prigione o ricercati dalla polizia e comunque esclusi dall’aula nonostante la legittimità della loro elezione.  Alla camera così mutilata Hitler presentò una lunga dichiarazione programmatica nella quale,  senza più alcuna remora,  smentiva anche le promesse fatte il 1° febbraio subito dopo la sua investitura e annunciava senza mezzi termini l’nstaurazione della dittatura. Non solo pronunciò una chiara minaccia all’indirizzo dell’autonomia dei Länder,  ma più esplicita ancora fu la proclamazione della fine di ogni garanzia giuridica per la libertà dei cittadini e la legittimazione del principio delle discriminazioni.  Non meno esplicito fu il linguaggio di Hitler a proposito dell’amministrazione della giustizia:  “In futuro il tradimento della nazione e del popolo sarà punito con spietatezza barbarica” ;  ed era chiaro quello che intendeva Hitler per tradimento e chi fossero i traditori.  Continua…

27/01/2023

Sulla base di queste e  di altre analoghe premesse Hitler sottopose al Reichstag un progetto di legge per sollecitare i pieni poteri,  con lo scopo primo di privare il supremo organo legislativo delle sue prerogative.  Nonostante questo chiaro proposito,  la maggioranza del Reichstag votò l’attribuzione dei pieni poteri a Hitler.  Se si eccettua il partito nazionalsocialista,  che era l’arteficie della riforma dello Stato,  e l’alleato partito tedesco nazionale,  gli altri partiti che votarono la legge eccezionale sancirono in quello stesso momento il loro fallimento e la loro morte politica.  Fallimentare fu soprattutto la sorte dei partiti borghesidell’era Weimariana;  tanto il cattolico partito del Centro, al quale interessava principalmente non pregiudicare i rapporti tra la Chiesa cattolica e il nuovo regime, quanto il partito liberale democratico,  scioglievano ora le loro ultime riserve nei confronti del governo hitleriano.  Tenuti lontano dall’aula i comunisti, l’unico gruppo che votò apertamente contro i pieni poteri fu quello del partito socialdemocratico,  che per bocca del deputato…O.W. respinse decisamente la violazione della costituzione implicita  nella Ermächtigungsgesetz,  non senza pregiudicare un atteggiamento di ferma opposizione esprimendo il suo consenso per la parte della dichiarazione di Hitlerrelativa alla politica estera.  La legge di pieni poteri conferiva al governo la podestà legislativa non solo ordinaria ma anche costituzionale,  pur mantenendo apparentemente inalterati gli istituti   del Reichstag e di un altro organo di governo rappresentativo con poteri amministrativi e legislativi,  la cui sopravvivenza aveva un carattere puramente formale.

Contemporaneamente alla Camere veniva sottratta anche la competenza per la ratifica di una parte dei trattati internazionali;  in questo modo Hitler si liberava anche di eventuali ostacoli nei confronti della sua politica estera.  La validità della legge dei pieni poteri fu fissata originariamente per il periodo fino al 1° aprile 1937,  ma venne successivamente prorogataper altri 4 anni il 30 gennaio 1939 e si ebbe una nuova proroga fino al 30 gennaio 1943,  e a questa data venne ulteriormente prorogata a tempo indeterminato. In pratica  essa rimase in vigore durante tutto il periodo del terzo Reich;  svincolando il potere esecutivo da ogni controllo parlamentare,  essa costitui dal punto di vista formale la costituzionalizzazione di ogni arbitrio,  fornendo lo strumento diretto della dittatura.  Così divennero i padroni del Reich anche a norma della costituzione.

Quella che il teorico della legalità nazionalsocialista,  Carl Schmitt,  aveva definito ” legge costituzionale provvisoria della nuova Germania”,  in realtà ne divenne la costituzione definitiva,  d’ora in poi come amavano dire i capi nazionalsocialistiil vero Reichstag non sarebbe più stato rappresentato dall’effimero e inutile consenso dei notabili del regime e di personalità fiancheggiatrici decorative insediate nel Rechstag,  ma dai congressi del partito,  che si riunivano in solenne assise a Noriberga,  in una pesante cornice coreografica che rifletteva tuttoil cattivo gusto del regime per le riesumazioni neoclassiche accoppiato dall’inclinazione germanica per le costruzioni titaniche e colossali,  simbolo del nuovo imparo millenario.

   Elena  L.  Questa purtroppo è stroria vera.

Marco   Che cosa significa la parola Länder ?

Elena    Länder?  Sono le regioni,  i cui rappresentanti costituivano il Reichsrat.

28/01/2023

Marco e Patty Perché A. Hitler odiava così tanto gli ebrei?

Elena   Hitler era un pazzo come tutti i rappresentanti delle dittature.

Pensa che Hitler fra il 1925 e il 1927 compose un’opera.  L’opera è divisa in due parti:  nella prima è presentata un’autobiografia dell’autore,  mentre nella seconda sono esposte le idee politiche programmatiche del nascente nazionalsocialismo.  Affermata l’assoluta superiorità della razza ariana,  Hitler spiega come la grande,  spietata battaglia da condurre ,  sia quella contro la razza semita,  giudicata di natura inferiore (perché in realtà era un popolo superiore),  colto e intelligente accusata di voler trascinare il mondo intero verso la più spaventosa corruzione.  Due idee fondamentali sostengono tutte le altre tesi del libro:  quella di razza,  valore supremo preesistente anche allo stato e ad essa deve essere subordinato e quella di spazio vitale,  cioè del territorio necessario e sufficiente a difendere,  a mantenere pura e a incrementare la “razza eletta”,  quella ariana,  destinata a dilatare,  per il bene di tutti,  questo suo spazio vitale fino ai confini del mondo.  Costruito fanaticamente sul mito della grandezza e della gloria della nazione tedesca,  l’opera,  essenzialmente antidemocratica,  ha posto le basi sulla più spietata,  disumana e delirante ideologia nazista.

Il suo motto era “sangue – razza e di “territorio nazionale-spazio vitale”  che Itler andò esponendo e che pure alla base del suo progetto di “millenario impero tedesco” da realizzarsi distruggendo il popolo ebraico e dominando sulle altre nazioni.  Elena  L.  Continua.

29/01/2023

Ho sempre pensato che chi vuole dominare il mondo fosse un pazzo,  nel senso giusto della parola;  se fosse stato un cittadino qualunque lo avrebero confinato in un manicomio criminale.  Ora ti posso raccontare ancora  quello che diceva delle sue teorie educative: “Il debole deve essere spazzato via”.  Allora io penso che avrebbero dovuto spazzare via lui che odiava il mondo,  e non lasciargli commettere quelle stragi di innocenti!  Poi  disse:  ” Nei centri del mio nuovo ordine verrà allevata una gioventù che spaventerà il mondo!” Io voglio una gioventù che compia grandi gesta,  dominatrice,  ardita,  terribile!  Questo deve essere fatto!  Essa deve sopportare il dolore,  non deve avere nulla di effeminato;  un animale rapace,  libero e dominatore.  Farò istruire il mio popolo in ogni esercizio fisico,  una gioventù atletica;  questa è la prima cosa ed è la più importante.  Così facendo distruggerò millenni di addomesticamento dell’umanità ed avrò di fronte a me il materiale nobile,  e potrò creare cose nuove.  Non voglio un’educazione intellettuale,  perché il sapere mi rovina la gioventù.  I giovani devono imparare il senso del dominio e devono imparare la paura della morte.  Questo è l’uomo misura e centro del mondo!

E poi sappiamo tutti quali orrori fece. E pensare che le persone forti sono quelle che amano il popolo come se stesso,  e che la bellezza vera è quella che abbiamo dentro di noi,  verso di noi e verso gli altri.   Anche perché gli uomini belli e scemi come li voleva lui non hanno mai concluso nulla!   ( a pensarci bene avrebbe dovuto togliersi di mezzo da solo,  dal momento che non era né bello e nemmeno intelligente,  ma aveva solo una mente criminale)! Elena  L.

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Dott.  Robert e Linda   Chiudiamo questo argomento portando nel cuore sempre questi innocenti caduti per mano di un governo pazzo e crudele,  ladro di vite umane.

Elena  Come dicono le grandi menti:  “L’importante è non dimenticare”.

Dott.  Robert e Linda  Secondo te sono più figli i figli legittimi che per i genitori non ci sono mai e pensano solo all’eredità,  oppure i figli acquisiti che danno amore,  affetto ai loro genitori fino alla fine dei loro giorni?

Elena  Il sangue non è acqua,  questo è vero,  ma se è vero che i figli sono di chi li cresce,  sarà pur vero che i genitori sono di chi li accudisce.

02/02/2023

Alessandra e Giovanni   Siamo curiosi di sapere da te come hai trovato la cucina nei posti dove sei stata all’estero?

Elena   Non è che io abbia viaggiato tutto il mondo,  ma nei posti all’estero dove sono rimasta per qualche giorno,  in certi altri di più,  la cucina peggiore in tutto e per tutto l’ho trovata in Francia;  non solo in una città di provincia,  ma anche nella bellissima capitale;  allora il piatto più prelibato erano le” lumache”,  io ho preferito mangiare delle uova,  e pensare che era un ristorante famoso.  Poi Londra nel ristorante “Ginos”  allora famoso,  la sera si mangiava  al lume di candela,  ma nonostante fosse il ristorante con gestione italiana,  io ricordo ancora quei piatti nostri rovinati;  persino la pizza era una cosa inmangiabile.  Poi in altri posti trovare un caffè decente era un’impresa.  A Vienna in un famoso ristorante ho mangiato la torta sacher,  quella sì che non l’avevo mai mangiata così buona da nessuna parte,  era paradisiaca,  tutto si perdeva in una fragranza di sapori con note profumate di aromi che ne provo ancora la piacevolezza.  Tutto sommato se una persona italiana resta fuori all’estero per molto tempo io credo che senta la nostalgia della nostra cucina;  per me è imbattibile in tutte le regioni,  chi più  chi meno;  l’Italia resterà sempre al primo posto.

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOCINQUANTANOVESIMA PARTE

25/01/2023

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Anche oggi voglio presentare un piatto di gnocchi nuovi,  eseguiti con amore e creatività.  Eccoli nella foto sotto.

GNOCCHI e CREATIVITÁ

Ingredienti:  ricotta vaccina,  e ricotta di pecora 50%,  parmigiano,  zucca,  scalogni,  fagioli borlotti,  spezie miste,  panco 35% 15% di farina dipo “0”,  80 ml di mosto di vino conservato con acetilsalicilico,  crema di formaggio robiola,  latte q.b.,  olio extra vergine d’oliva,  origano,  vino bianco,  brodo vegetale,  pepe,  noce moscata.

Esecuzione:  incominciamo con soffriggere gli scalogni,  poi mettiamo i fagioli già cotti precedentemente,  i dadini di zucca,  facciamo rosolare e sfumiamo col vino bianco,  aggiungere un po’ di brodo e finire la cottura al dente.  Adesso scaldiamo il mosto a un attimo prima dell’ebollizione,  prendiamo una ciotola capiente e mettiamo il mosto bollente,  il panco,  un po’ di farina e mescoliamo bene,  aggiungiamo la noce moscata,  le due ricotte mescolate insieme,  appena l’impasto  sarà omogeneo (senza mescolare troppo) tiriamo delle corde e tagliamo dei dadi;  una volta tagliati tutti li faremo passare sopra l’asticella per gli gnocchi,  oppure sopra una forchetta,  ecc.  Caliamo gli gnocchi in acqua bollente con il sale,  poi li scoleremo e li  finiremo di cuocere nel sugo,  infine una spolverata di parmigiano reggiano.  Sono squisitissimi!

Federica  Mamma mia! che bontà

26/01/2023

Federica  Sai non credevo proprio che il pesce spada fosse così buono abbinato alla pancetta,  e il contorno di zucca in pastella poi!  Stanno bene insieme,  il tutto è buonissimissimo!

Elena  Bisogna sempre provare,  abbiamo così tanti ingredienti meravigliosi per poterci sbizzarrire anche in cucina,  soprattutto in cucina;  oggi presentiamo involtini di pesce spada in contorno di zucca in pastella.

INVOLTINI DI PESCE SPADA

CONTORNO DI ZUCCA

Ingredienti:  pesce spada,   pancetta steccata,  sale,  pepe,  succo di bergamotto,  cumino,  panco,  prezzemolo,  erba cipollina e erba cedrina,  spezie miste,  rosmarino,  brandy,  zucca,  farina sale,  vino bianco secco e acqua frizzante,  farina tipo “0” olio per friggere.

Esecuzione:  mettiamo le fette di pesce spada a marinare per qualche ora nel succo di bergamotto.  Nel frattempo prepariamo la farcia con il panco,  le spezie e le erbe;  prepariamo anche la zucca a mini fettine sottili;   la pastella con farina tipo “0”,  acqua minerale frizzante e vino bianco secco.  Adesso togliamo il pesce dalla marinatura,  mettiamo la farcia,  lo giriamo su se stesso e l’avvolgiamo in due fettine di pancetta,  poi lo fissiamo con uno stecchino;  lo mettiamo sulla carta da forno oleata e  via in forno per 20 minuti a 170 °.  Intanto prepariamo la zucca:  fettina per fettina la passiamo nella pastella e poi in padella nell’olio olio bollente.

Federica  Se ho detto che il piatto è buonissimo,  ho detto poco perché è squisitissimo!

27/01/2023

Elena  Un bel piatto di bucatini ogni tanto ci vuole.  Oggi presento i miei bucatini ai peperoni cruschi con stufato di carciofi in crema di parmigiano reggiano e toma.

BUCATINI AI PEPERONI CRUSCHI

Ingredienti:  bucatini,  cuori di carciofi,  peperoni cruschi,  parmigiano reggiano, toma,  brodo vegetale q.b. per fare la crema di formaggio,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe,  aglio,  cumino,  vino per sfumare,  origano.

Esecuzione:  prepariamo subito i carciofi lasciando solo il cuore,  li tagliamo a spicchi e li teniamo a bagno per 15 minuti in acqua e aceto.  Nel frattempo facciamo il soffritto in poco olio,  mettiamo due spicchi di aglio,  mettiamo i peperoni cruschi tagliati a pezzetti già fritti in precedenza,  sfumiamo col vino,  lasciamo evaporare,   poi aggiungeremo i carciofi a spicchi e li porteremo a cottura.  Adesso facciamo la crema di formaggio,  e caliamo i bucatini in acqua bollente salata,  li cuoceremo al dente ,  una volta scolati li metteremo nella casseruola del ragù.  Mantechiamo,  aggiungiamo la crema di formaggio,  dei pezzetti di peperoni fritti e il piatto è pronto da gustare.

Federica  Anche questo piatto è squisitissimo,  con i peperoni  cruschi in due versioni: quelli insieme ai carciofi e gli altri croccanti aggiunti alla fine.  Meravigliosi!

28/01/2023

Elena  Il dolce della settimana lo presento oggi:  è un gelato dal sapore che secondo me piace a tutti,  è quello del bergamotto.  Un gelato che non ha bisogno di accompagnamento per il suo profumo e grande sapore.  Indescrivibile!

GELATO AL BERGAMOTTO

Ingredienti:  due frutti di bergamotto,  250 g di zucchero,  330 ml di panna,  100 ml di latte,  un uovo,  un cucchiaino di estratto di vaniglia.

Esecuzione:  lavare bene con cura i due frutti, tagliarne uno a fettine non troppo sottili,  farle caramellare in metà dello zucchero,  poi sbucciare l’altro frutto come si fa con le mele,  tagliare anche i residui bianchi e poi dividere le fette togliendo le pellicine trasparenti,  versare l’altra metà dello zucchero in una casseruolina e adagiamo anche le fettine o quello che ne resta,  cioè il loro succo,  farle addensare un po’,  aggiungere l’estratto di vaniglia,  una volta lasciato intiepidire amalgamare l’uovo sbattuto.  Mescolare il latte con la panna,  incorporare anche la composta ottenuta dalle fettine di bergamotto,  zucchero e uovo sbattuto.  Amalgamare bene e versare il tutto nel cestello del gelato già in temperatura;  dopo 30 minuti il gelato sarà pronto,  (si può decorare con le fette  sciroppate di bergamotto) .  Un gusto e un sapore che appagano la fatica.

30/01/2023

Elena  Torniamo ad un secondo piatto gustoso e salutare:  trota salmonata e carciofi ripieni alle erbe.

TROTA SALMONATA E CARCIOFI

RIPIENI

Ingredienti:  trota salmonata,  carciofi,  panco,  peperoni,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe,  succo di agrumi,  aceto di mele,  parmigiano reggiano,  alloro,  prezzemolo,  ginepro,  cipollotti,  brodo vegetale,  concia per salami,  issopo.

Esecuzione:  puliamo bene il pesce,  lo mettiamo a marinare nel succo di agrumi misti,  saliamio e pepiamo,  poi lo lasciamo marinare per qualche ora.  Puliamo i carciofi dalle foglie in eccesso,  li mettiamo in ammollo in acqua e aceto,  nel frattempo prepareremo una farcitura saporita con panco,  parmigiano,  concia per salami,  ginepro,  cipollotti (la parte verde),  prezzemolo e alloro.  Asciughiamo un po’ i carciofi,  li riempiamo bene,  poi li mettiamo ben disposti in una casseruola in modo che non si inclinino svuotando la farcia;  aggiungiamo il brodo,  li lasciamo cuocere a fiamma bassa fino cottura preferita.  Adesso tagliamo i peperoni e il resto dei cipollotti,  li disponiamo ben aperti nella padella capiente e adagiamo anche la trota salmonata.  Doriamo bene da ambo le parti,  poi la lasciamo nella padella ad insaporirsi insieme alle verdure di cottura,  decoriamo con qualche fettina di arancia o di ananas.  Il risultato è ottimo come sapore e come apparenza.

Federica   Squisito anche questo piatto!

31/01/2023

Elena  In cucina con Federica abbiamo fatto esperimenti per poter eseguire con successo ” Il salame dolce al cioccolato”,  ricetta antica,  qui da noi è stato uno dei primi dolci che ho mangiato,  oltre alle frittelle,  budini  e ciambelle;  a quei tempi nella ricetta erano incluse le uova,  ma poi col passare degli anni,  nel mio paese di origine,  le uova erano state sostituite dal cioccolato fondente liquefatto insieme al latte.  Domenica  sera abbiamo fatto il salame dolce come piace a Linda e a Robert:  senza il burro,  l’abbiamo sostituito con l’olio.  È riuscito benissimo,  con dei sapori nuovi per il salame dolce.

SALAME DOLCE AL CIOCCOLATO

CON L’OLIO

Ingredienti:  200 g di cioccolato fondente,  300 g di biscotti secchi,  90 ml di olio di arachidi,  60 g di zucchero a velo,  20 g di cacao amaro,  10 amaretti sbriciolati in polvere,  60 g di mandorle tostate,  aroma alla vaniglia,  mezza arancia grattugiata (la buccia) latte q.b.

Esecuzione:  Prima abbiamo tagliato con le mani i biscotti,  per non farli diventare tutti uguali,  poi abbiamo sciolto il cioccolato con un po’ di latte (circa mezzo bicchiere con sciolto il cacao),  poi abbiamo mescolato il cioccolato sciolto all’olio,  amalgamandolo bene,  abbiamo messo la polvere di amaretti,  gli aromi, lo zucchero,  infine i biscotti cercando di farli assorbire aiutandoci con un po’ di latte.  Per ultimo abbiamo messo le mandorle tostate e abbiamo mescolato per distribuirle bene. Abbiamo raccolto il tutto dando forma al salame,   avvolto nella carta da forno e messo nel freezer per tre ore.  Se eseguite tutto alla lettera il salame di cioccolato verrà buonissimo come questo della foto.

Federica  Una delizia veramente,  l’abbiamo pensato per chi deve salvaguardare il colosterolo.  Se non diciamo che dentro abbiamo messo l’olio,  nessuno lo potrebbe mai pensare.

01/02/2023

Elena  Siamo arrivati anche alla fine di questo articolo,  ma lo lasciamo con una ricetta nuova di un risotto golosissimo:  il risotto con le susine rosse di settembre.

RISOTTO ALLE SUSINE ROSSE

Ingredienti:  riso per risotti,  brodo vegetale,  un cipollotto,  sale,  pepe,  susine rosse in composta cucinate con brandy,  menta e cannella (messe a surgelare) foglioline di menta,  scorza di mezzo limone,  latte,  taleggio e parmigiano,  olio extra v.  d’oliva.

Esecuzione:  facciamo rosolare il riso insieme al cipollotto in poco olio a fiamma bassa,  sfumare con il brandy.  Aggiungiamo subito il brodo,  sale,  pepe,  cannella,  mentuccia e lasciamo cuocere al dente.  Una volta pronto il riso lo mantechiamo con la crema di taleggio,  infine spolverizziamo con qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato.  Presentiamo il piatto con qualche fogliolina di menta e qualche pezzetto di susine.

Federica  Un piatto equilibrato,  saporito e brillante e anche salutare.  Squisitissimo!

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOCINQUANTOTTESIMA PARTE

16/01/2023

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Iniziamo questo articolo con una ricetta semplice ma gustosa e molto salutare:  un bel risotto ai fiori di tarassaco. In questo autunno mite ho raccolto i fiori di tarassaco e li ho conservati per fare intingoli,  risotti e creme.

RISOTTO AI FIORI DI TARASSACO

Ingredienti:  due scalogni,  petali di fiori di tarassaco,  mezzo porro,  un pizzico di spezie miste,  crema di parmigiano,  latte q.b.  pecorino grattugiato,  sale,  pepe,  vino bianco e brodo vegetale.

Esecuzione:  facciamo soffriggere in poco olio il porro e gli scalogni tritati,  in un’altra casseruola mettiamo a tostare il riso,  aggiungiamo sale,  pepe,  un pizzico di spezie,  i fiori di tarassaco e lasciamo riposare senza coperchio per un’ora.  Mescolamo il tutto,  sfumiamo col vino,  aggiungiamo il brodo q.b.  e lasciamo cuocere fino a cottura ultimata,  mescolando di tanto in tanto.  Nel frattempo facciamo la crema col parmigiano:  grattugiando il formaggio,  poi mescoliamo in poco latte,  e mano a mano che mescoliamo aggiungiamo il latte a cucchiaiate,  fino a crema ottenuta.  Abbiamo tolto il riso dal calore e lo abbiamo mantecato con la crema,  una girata di pepe e una spolverata di pecorino grattugiato.  Il risotto è pronto da gustare.

Federica  Semplice ma di un gusto!

17/01/2023

Elena  Oggi ho preparato le tortine di S. Antonio,  sono dei dolcetti antichi,  risalgono alla mia memoria da quando avevo 05 anni,  nella mia famiglia si usava fare una torta unica alle mandorle,  la famosa “torta sbrisolona” poi in altre si facevano le mini torte o paste alle mandorle,  eccole nella foto sotto.

TORTINE ANTICHE ALLE

MANDORLE

Ingredienti: 150 g di farina di semola rimacinata,  150 g di farina doppio zero più quella per la lavorazione,  un bicchierino di liquore alla vaniglia,  aroma rum,  300 g di zucchero semolato,  100 g di burro,  un uovo e un tuorlo,  una bustina di lievito per dolci,  100 g di mandorle spellate,  125 g di mandorle integrali.

Esecuzione:  in un recipiente grande mettere le due farine,  lo zucchero,  il burro sciolto,  il liquore,  le uova,  150 g di mandorle tritate (non finemente),   amalgamare bene il tutto,  aggiungere il lievito e il resto delle mandorle, senza lavorare troppo l’impasto,  perché quest’ultimo deve sbriciolarsi.  Imburrare le formine,  e sbriciolare l’impasto:  fare uno strato sottile ma gli stampi dovranno essere coperti perfettamente,  infornare a 185° per 20 minuti.  Le tortine risultaranno  fragranti e squisite.

Federica   Che bella e che buona tradizione!

18/01/2023

Elena   La polenta d’inverno è un’alimento molto ma molto importante,  la farina di mais è senza glutine,  poi  fa molto bene alla circolazione e con intingoli non troppo grassi è gustosissima;  si può gustare appena fatta oppure lasciata raffreddare e fatta abbrustolire sulla piastra.  Eccola in questa ricetta la vediamo che accompagna gli ossobuchi con verdure,  buonissimo il tutto.

POLENTA E OSSOBUCHI

ALLE VERDURE MISTE

Ingredienti:  polenta appena cotta,  ossobuchi,  farina tipo “0”q.b.,  vino rosso,  sale,  pepe,  tabasco,  sedano,  carote,  porro,  scalogno,  basilico,  cerfoglio,  origano,  salsa di pomodoro,  spezie miste,  brodo vegetale.

Esecuzione:  per prima cosa mettiamo gli ossobuchi a marinare nel vino,  cipolle,  sale e pepe.  Poi si tagliano i bordi perché i nervetti non si arriccino,  si passano nella farina,  si fanno rosolare in poco olio da ambo le parti e sui lati.  In un’altra casseruola si mettono tutte le verdure tritate,  si fanno saltare,  poi si uniscono gli ossobuchi e si sfuma col vino,  si aggiungono le spezie,  le erbe,  il brodo e si lasciano cuocere lentamente fino alla fine.  Nel frattempo si fa la polenta quaranta minuti prima della cena o del pranzo,  in modo che si serve appena tolta dal fuoco.  I vostri ospiti aspetteranno con ansia di ritornare a pranzo da voi,  perché è un piatto leggero,  invernale e squisito.

Federica   Mia madre quando li fa al ristorante usa sempre la tua ricetta.

Elena  Mi fa piacere.

19/01/2023

Federica  Devo dirti che i tuoi gnocchi alla rapa bianca,  ricotta, castagne e rafano sono di una bontà senza limiti.

GNOCCHI NUOVI

Ingredienti:  castagne,  ricotta di pecora,  rapa bianca,  rafano,  un uovo intero farina tipo “0”,  sale.  Per il condimento: erbe che preferiamo,  olio extra vergine d’oliva, una noce di burro e parmigiano grattugiato.

Esecuzione: setacciamo la ricotta,  uniamo il  sale,  un pizzico di rafano,  le castagne lessate e macinate,  la rapa cotta al microonde e spapolata,  l’uovo,  la farina quanto basta circa cento g e quella per la lavorazione.  Formiamo delle corde non troppo grosse,  le tagliamo a pezzetti di circa 1cm e mezzo,  poi li passiamo sugli appositi strumenti per gli gnocchi;  li caliamo nell’acqua che bolle e li metteremo nella padella del condimento,  infine spolveriamo con il parmigiano.

Federica  Dire che bontà è poco!

20/01/2023

Elena  Oggi presento il piatto il baccalà in una nuova versione:  non in pastella ma impanato e fatto in padella,  molto gustoso e non unto.  gradevolissimo.

BACCALÁ IN SALSA PEPERONATA

Ingredienti:  baccalà,  panco,  prezzemolo,  origano,  aglio,  olio extra vergine d’oliva.  per la salsa:  peperone rosso,  verde,  e giallo,  patate,  un porro,  salsa di pomodoro,  sale,  parmigiano,  olio,  spezie miste,   vino bianco,  brodo vegetale.

Esecuzione:  tagliamo il baccalà a piccoli pezzi,  facciamo un trito di aglio,  prezzemolo,  origano e lo mescoliamo al panco,  poi impaniamo bene (senza uova) il baccalà,  lo teniamo ancora dentro il recipiente dove c’è rimasta la concia,  in modo che si compatti bene.  Intanto facciamo la salsa peperonata,  tagliando a listarelle i peperoni,  il porro,  e le patate.  Facciamo rosolare solo il porro in poco olio,  poi  sfumiamo col vino e aggiungeremo il pomodoro,  i peperoni,  le patate,  le spezie,  e il brodo,  (un mestolino) lasciamo cuocere senza lasciarli appassire troppo;  a fine cottura aggiungeremo il parmigiano e l’olio extra vergine d’oliva,  e serviremo il baccalà con questa salsa.

Federica  Mi piace molto il tutto:  come l’hai cucinato e l’accompagnamento.  Buonissimo piatto!

21/01/2023

Elena  Ecco l’ultimo dolce che ho fatto per Alessandra e Giovanni,  il loro dolce preferito è la torta diplomatica,  ma hanno aprrezzato molto anche questo alle mele e caffè.

PLUMCAKE GIGANTE ALLE

MELE E CAFFÈ

Ingredienti:  tre mele,  un cucchiaio di caffè liofilizzato,  250 g di zucchero semolato,  tre uova,  450 g di farina per dolci, una bustina di lievito per dolci,  100 g di burro.  Per la composta di mele:  un limone intero,  un bicchierino di liquore all’amaretto,  due cucchiai di zucchero,  due bacche di vaniglia, un cucchiaio di farina o di panco.

Esecuzione:  Per prima cosa laviamo e tagliamo le mele a fettine non troppo sottili,  aggiungiamo lo zucchero,  il succo di limone,  le scorze del limone tagliate e caramellate,  la vaniglia doppia e il liquore.  Portiamo ad ebollizione e lasciamo cuocere le mele per un minuto.  Quando le mele si saranno raffreddate prendere un po di liquido e sciogliere la farina o il panco,  poi mettere sul fuoco e mescolare alcuni secondi.  In una grossa ciotola sbattiamo le uova con lo zucchero,  aggiungiamo il caffè,  il burro sciolto,  la farina,  il lievito,  la composta di mele,  lasciandone da parte un po’ per la decorazione;  passare il tutto nello stampo imburrato,  mettere sopra al centro dello stampo una file di fettine di mele tenute da parte,   poi infornare a 180° per 45 minuti.  Il risultato è eccellente:  morbido,  asciutto,  profumato e leggero.  Eccolo nella foto sopra.

Federica  Che bontà!

Elena  Sì,  me lo hanno riferito.

23/01/2023

Elena   Oggi il mio piatto è una minestra molto gustosa,  si tratta di minestra di ceci,  patate,  gamberetti,  calamari e polipetti,  meravigliosa davvero.

MINESTRA DI PATATE,  LEGUMI

E PESCE

Ingredienti:  patate,  ceci,  calamari,  polipetti,  gamberini,  origano,  sale,  pepe,  alloro,  vino bianco secco,  un porro,  brodo vegetale e conchiglie di pasta,  parmigiano.

Esecuzione:  fare soffriggere in poco olioil porro tagliato a rondelle,  le patate,  aggiungere i ceci precotti poi sfumare col vino,  salare un po’  aggiungere le erbe,  e aggiungere il brodo,  fare cuocere lentamente e nel frattempo cucinare i gamberetti in padella con una noce di burro,  cucinare i calamari tagliati a piccoli filetti per 10 minuti,  infine cuocere per 20 minuti i polipetti.  Quando la minestra di legumi è pronta, versare le conchiglie di pasta,  per ultimo aggiungere il pesce, pepe, un po’ di parmigiano e impiattare.

Federica  Questo piatto è completo ma altrettanto buonissimo!

24/01/2023

Elena  Ecco un altro dei miei panini,  un pranzo completo con pane fresco,  salsicce,  verdura e legumi.  Buono,  buono,  buonissimo.

UN ALTRO DEI MIEI PANINI

Ingredienti:  pane fresco,  lattuga,  scarola,  piselli,  salsa di pomodoro,  alloro,  tabasco,  salsiccia,  vino rosso,  piselli,  olio extra vergine d’oliva,  funghi misti,  cipollotti, (champignons,  porcini prataioli) pecorino stagionato,  brodo vegetale,  uno spicchio di aglio,  sale,  pepe.

Esecuzione:  abbiamo fatto soffriggere i cipollotti tagliati a rondelle,  abbiamo messo le salsicce grigliate e tagliate a pezzetti,  poi,  sfumato col vino rosso,  aggiunto la salsa di pomodoro,  le spezie,  i piselli, e un po’ di brodo vegetale; abbiamo lasciato cuocere per 15 minuti.  Nel frattempo trifoliamo i funghi:  li laviamo e li puliamo bene poi li tagliamo a piccoli pezzi,  e li caliamo nella padella dove abbiamo fatto soffriggere l’aglio,  sfumiamo col vino,  un po’ di sale e pepe,  lasciamo cuocere per qualche minuto.  Ora che abbiamo tutti gli ingredienti pronti laviamo le insalate,  le asciughiamo e componiamo il panino,  eccolo nella foto sopra.

Federica  Squisitissimo!

DIALOGANDO CON VOI

14/01/2023

 

 

A casa di Federica

 

 

Dott.  Robert  e Linda   Che cosa pensi dell’alimentazione a base di farine di insetti e piatti fatti con larve,  e altri insetti ricchi di proteine?  È  progresso?

 

 

Elena  Se va tanto di moda, apriremo un ristorante dove cucineremo a buon mercato,  faremo una scorta di grilli e larve gratis perché le larve le faremo noi con qualcosa di andato a male e lo stesso vale per gli altri insetti.  Dai che sto scherzando!  Solo a pensarci mi viene da vomitare!  Poi secondo me  tutto  questo non è progresso,  ma tanto regresso.  E pensare che se la pazzia non inquinasse il pianeta e non demolisse molte nazioni intere come hanno già fatto ci sarebbe cibo per tutti,  ma proprio per tutti quanti,   senza ricorrere a insetti che nascono da cose marce,  morte e puzzolenti.  Dovrebbero pensare invece di far coltivare tutti quei terreni  incolti che ci sono in tutte le nazioni e ricostruire i paesi per poter far vivere tutti come esseri umani,  e non questa pazzia che va avanti così da quando c’è il mondo.   Quando ci penso mi arabbio anche con me stessa,  perché nessuno sa fermare le guerre.

 

 

16/01/2023

 

 

Dott.  Robert e Linda   Noi ci conosciamo da molto tempo,  e purtroppo in passato abbiamo sentito cose ingiuste su di te,  se parliamo così è perché ci conosciamo troppo bene.  Possibile che certe persone non riescano mai a comprendere la verità e dire la cosa giusta?  Anziché calunniare e cioè dire cose inventate?  Non c’è niente di peggio che dipingere una persona dei propri difetti e orrori,  perché si capiscono bene,  parlano di loro senza neanche rendersene conto,  gettando però il loro sudiciume su di te!  Questa si che è bruttezza dell’anima ed emerge nello spirito della persona,  emana mediocrità falsità da tutti i pori!

 

 

Elena  Sarà perché spettegolando di dice che si campa di più!  Per me non è così!  E secondo voi?

 

 

Dott. RobertE Linda   Certo che non è così!  Chi fa queste cose non è in pace con se stesso e con il mondo.  Sono persone che non conoscono ancora loro stesse;  ecco perché gettano il loro fango sugli altri,  lo chiamano spettegolare,  ma lo spettegolare non include così tanta cattiveria e falsità!

 

Marco di Patty   Quelle persone lì non dovrebbero neanche esistere.  Ma adesso cambiamo argomento per tirarci su,  ho una domanda per te:  preferisci chi fa le domande o chi dà le risposte?

 

 

Elena   Io preferisco chi fa le domande,  chi si pone delle domande quasi sempre sa trovare le risposte per andare avanti e per cancellare l’ignoranza.  Chi non si domanda mai niente non sa neanche come va la vita e tutto quello che ne consegue.  Spesso mi faccio molte domande,  a volte non trovo subito le risposte,  ma non ho mai mollato fino a quando non scoprivo la verità!

 

 

Marco e Patty  Ci sono persone con più di ottant’anni che sognano ancora,  cosa ne pensi?

 

 

Elena  Tutti noi nel nostro profondo abbiamo echi,  stupori,  che ci fanno continuare a sognare  (significa che siamo vivi) e non sempre un’apparenza troppo sobria e dura non sa celare queste meraviglie,  anzi,  è il contrario;  quando nessuno li vede si lasciano andare e ritornano se stessi,  poi si rimettono la corazza rinnovando misura e proporzioni,  qualcuno poi può restare imprigionato dentro quella corazza ed allora sarà troppo tardi;  meglio essere se stessi sempre!

 

Dotto Robert e Linda  Hai visto o sentito  che oggi hanno dato il via alla vendita di larve farine di grilli e altri tipi di insetti,  sui mercati nei ristoranti e nelle gastronomie?  Io posso accettare tuttele mode,  il progresso ben venga,  ma questo è inconcepibile!

 

 

Elena  A chi lo dici,  ora i carabinieri del N.A.S. dovranno correre in molti posti dove ci saranno persone senza scrupoli che ci faranno mangiare queste schifezze nei ristoranti a nostra insaputa;  già fino ad oggi questo tipo di persone facevano di tutto per manipolare cibo scaduto e cibo non consentito dalla legge,  figuriamoci  quello che salterà fuori! Prima o poi vedremo degli scandali peggio di quello che possiamo pensare.

 

21/01/2023

 

 

Alessandra  Vorrei tanto che ogni giorno ci fossero belle notizie,  di scoperte che fanno il bene dell’umanità,  e altro ancora, come cambiamenti negli esseri umani,  niente omicidi specialmente sulle donne e tanto altro ancora.  Invece vedo che ogni gorno che passa più  guardo la TV e i giornali ne rimango sconvolta,  tra criminali,  assassini e ladri siamo arrivati al bivio e anche di più.  Basta!

Che impressione ti ha fatto la vicenda della nostra diva G.  Lollobrigida?  Mi dispiace così tanto che farei carte false perché riposasse in pace e che avesse giustizia.

 

 

Elena   Secondo me l’unica cosa da fare perché riposi in santa pace,  non bisognerebbe spettegolare su di lei,  sulla sua vita passata e inventarsi cose orribili per denigrarla  per fare notizia;  non se lo merita.  Una donna che ha lavorato fino all’ultimo respiro merita grande rispetto.  Oltre tutto è anche una delle attrici che io ho ammirato molto e niente potrà farmi cambiare idea mai!

 

23/01/2023

 

 

Marco di Patty   Dopo le superiori vorrei fare medicina su questo non ci piove,  però mi piacerebbe anche portare avanti italiano e storia,  poter scrivere bene,  solo che mi mancano ancora certe basi,  ad esempio la narrazione,  se devo narrare una storia,  l’ambiente,  vorrei farlo in modo corretto,  ma non so da dove cominciare.  Tu invece lo fai semplicemente parlando senza neanche accorgertene,  io sono più introverso,  forse è questo,  ma per esempio partiamo dal tema,  come si fa a scrivere in modo perfetto un tema?  Grazie!

 

 

Il tema per esempio è il motivo dominante di un racconto,  il significato profondo di un messaggio artistico,  nella sua connotazione stilistica.  Può accompagnarsi ad altri motivi complementari,  costituendo ciò che si dice la tematica dell’opera.   La ricerca della tematica è il momento essenziale dell’operazione critica,  sempre se vogliamo mantenere una certa linea tradizionale.  È evidente che l’individuazione dei motivi dominanti non potrà ridursi ad una generica elencazione di sentimenti psicologici come l’amore,  l’eroismo,  la morte ecc.  La tematica è all’incrocio di una    precisa visione della vita,  collocata in un contesto storico-culturale che condiziona la formazione dell’autore,  e di una determinata poetica letteraria,  che orienta la scelta espressiva e l’intenzionalità artistica   dell’opera.  Il tema comunque non coincide con la trama,  ma va colto attraverso lo sviluppo della narrazione.  La trama è l’insieme delle vicende che formano l’azione o l’argomento della narrazione,  si può dire che è la favola l’invenzione di una qualsiasi azione narrativa.  Mentre la forma della trama è l’ordine particolare degli avvenimenti del racconto,  lo schema dei rapporti reciproci che fatti e personaggi vengono ad assumere nella narrazione.  Poi ci sono i protagonisti che rivestono certi ruoli.  L’ambiente,  perchè una narrazione sia possibile è necessario collocare l’azione dei personaggi nello spazio e nel tempo:  questa dimensione è appunto l’ambiente, quello naturale a quello storico-sociale,  come la famiglia,  la città,  la società in genere.  Poi il decorso narrativo riguarda innanzi tutto il rapporto tra il narratore e i personaggi.  Il narratore ne sa di più dei personaggi,  deve leggere nel cuore e nella mente delle sue figure,  ci mette a conoscenza dei loro più intimi segreti,  a volte sa ciò che i personaggi stessi non riescono a capire di se stessi e degli altri.  Anche nella narrazione in terza persona si può pensare che il narratore conosca la vicenda dal punto di vista di un personaggio.  A domani  E.L.

24/01/2023

 

Una caratteristica del romanzo moderno è il cosiddetto ” stile indiretto libero o discorso vissuto,  attraverso il quale il narratore dà la parola indirettamente ai personaggi,  inserendo nel racconto, come parte integrante di esso.

Un’altra tecnica narrativa,  di cui le persone colte fanno cenno,  e il “monologo interiore, che consiste nella diretta trascrizione del flusso di idee,  impulsi o sentimenti che si agitano nella coscienza o nell’inconscio di un personaggio.  In questo modo il lettore penetra direttamente nella vita interiore,  nel pensiero del personaggio principale,  e lo svolgimento interrotto di questo pensiero,  sostituendosi alla forma abituale del racconto,  ci informa di quello che il personaggio fa,  e di quanto gli accade.  Questo è il flusso di coscienza  (stream of consciousness )  che non coincide né col tipico  soliloquio che compare nel racconto tradizionale,  né con il diario intimo,  né con la semplice narrazione in prima persona:  tutte forme  lontane da presupposti inconsci da cui sgorga spesso il monologo interiore,  il quale sebbene coincida preferibilmente con un racconto in prima persona,  può però atteggiarsi anche in forme psudoobiettive di terza persona.  Elena  L.

 

25/01/2023

 

Marco e Patty   Andando sull’argomento cucina,  cosa pensi della cucina in generale sia quella italiana e quella nel mondo?  Dici che sparirà nel tempo?

 

 

Elena  Io credo che fino a quando l’essere umano sarà in condizioni di ragionare,  di usare la propria intelligenza e al di là,  farà in modo di non privare il mondo di poter apprezzare la cucina di tutti i Paesi,  perché la cucina è cultura,  è vita,  e più che andare avanti con delle sostanze chimiche che a lungo andare uccideranno ancora di più dell’inquinamento,   perché l’essere umano è fatto di carne e di sangue,  si dovrà mantenere tutto questo come uno scrigno dorato che sa  di vita.  D’ora in avanti non bisognerà più aggregarsi a persone potenti e crudeli che vogliono distruggere per essere  padroni del mondo,  ma padroni di che?  Della morte?  A costo delle vite dei loro figli e dei figli che verranno, di molte vite umane e del benessere che l’uomo ha creato sulla terra con la sua intelligenza e i suoi sacrifici.  Ma dovrà aggregarsi invece a chi vuole mantenere tutto questo,  anzi,  a chi vuole migliorare e lo sta già facendo.  Ribadisco,  solo l’intelligenza vera e la grandezza di spirito può mantenere tutto questo ancora per lungo tempo o per sempre!  Tutto il resto è il nulla!

 

 

 

 

 

IL TUO 2023/24 COSA VUOI SAPERE?

13/01/2023

IL TUO 2023/24 FATTO

CON IL CUORE

Giardino d’inverno

Sono Antonietta,  sono molto anziana,  ma ho una grande memoria,  riconosco bene tutte le voci,  ma non escludo che qualche volta qualcuno possa ingannarmi nell’imitare la voce dei miei figli,  farmi cadere in una trappola e farmi commettere lo sbaglio di aprirgli la porta. Al giorno d’oggi  come possiamo tutelarci da ladri e delinquenti se  non siamo più nemmeno padroni dei nostri telefoni?  Ci ascoltano e poi imitano le voci dei nostri cari affinché noi spaventati riusciamo a cedere alle loro richieste assurde,  portandoci via tutto,  persino i nostri valori affettivi.  Grazie!

È difficile che qualcuno riesca a fregare una persona scaltra come te. Prima di tutto se usano la scusa che uno dei tuoi figli o dei tuoi nipoti o altri ancora stanno male,  o hanno avuto un incidente,  oppure se servono soldi per tirarli fuori da qualche guaio,  si deve telefonare immediatamente ai carabinieri,  prima di cedere a qualsiasi richiesta ,  come ad uno sconosciuto o una vicina di casa,  oppure un’amica che usa qualsiasi scusa per estorcerti denaro o altro.  Non fare entrare mai nessuno in casa tua che non siano persone che entrano tutt’ora.  Poi  ti dico che  ladri e delinquenti sono sempre esistiti,  ricordo episodi di quando ero poco più di una bambina che mia nonna mi mandava in negozio a comprare qualcosa;  mi diceva controlla bene il resto,  mi raccomando!  Ed aveva ragione.  Se mi diceva così sapeva che le persone più appetibili da fregare anche a quei tempi erano quelle considerate le più vulnerabili perché o molto anziane o bambini della mia età 6,  7, 8 anni.  Quindi il delinquente esiste oggi come esisteva allora.  Proprio per questo la vita insegna a valutare con saggezza,  per non sbagliare nessun passo;  l’aspetto di una persona  equilibrata,  scaltra e intransigente  saprebbe mettere i ladri in una condizione di soggezione a qualsiasi età.  Auguri di un buon avvenire per te e per la tua famiglia.  Elena  L.

20/01/2023

Sono Carmela,  sono sposata con due figli grandi e 4 nipoti.  Erano tutti sistemati fuori casa,  ma al più grande è mancato il lavoro e io li ho ospitati tutti e 4 in casa mia.  Sono passati appena tre mesi,  nonostante il bene che mi lega a mio figlio, ( ci siamo sempre capiti e rispettati) io ora non ne posso più della maleducazione di sua moglie e dei miei nipoti.  Non credo di esagerare,  anzi… ma la loro maleducazione è incredibile!   Ad esempio:  la mattina  prima mi alzavo sempre a preparare la colazione per tutti,  rispettando le loro usanze e le loro abitudini,  ma ho smesso perché  venivano a tavola senza nemmeno prima lavarsi,  se gli dicevo buongiorno,  uno di loro mi diceva pensa al tuo che al mio ci penso io!  Poi sia loro che mia nuora non ti danno retta in niente,  mentre stanno mangiando  tutti sono al telefonino con messaggi e chiamate, lo stesso si ripete la sera;  insomma non ne posso più di tutta questa maleducazione e noncuranza di chi li sta aiutando senza chiedere nulla in cambio,  soltanto un po’ di educazione.  Non mi sembra di chiedere troppo.  Anche mio figlio soffre del loro comportamento,  ma quella che capisce di meno è proprio la loro madre.  Questa situazione mi sta facendo venire la depressione,  dammi una dritta  perché ho fatto il passo più lungo della gamba e adesso non so come uscirne.  Grazie tante.

Non sarebbe difficile seguire il tuo filo a tavola sei così accomodante e altruista!  Qui si tratta di grande stupidità e maleducazione a non capire le esigenze della padrona di casa.  Se vuoi liberartene o detti le tue regole,  oppure li sbatti fuori senza essere vulnerabili e dimostrare che ti sei offesa,  altrimenti è fatta!  Prenderanno il sopravvento.  Non sono grandi preoccupazioni da rispettare queste,  la madre dovrebbe capire prima ancora dei suoi figli,  ma evidentemente non esiste niente dentro di lei!  Fa capire loro che certi slanci come i tuoi si devono rispettare,  altrimenti dovrai sopportare le sofferenze verso ciò che è stabilito da altri e per giunta in casa tua!  D’ora in poi migliora la tua quotidianità,  vivi amando tuo figlio e la sua famiglia  a distanza,  se puoi li aiuterai ma devono stare a casa loro!  Non privarti mai più della tua libertà e della tua serena ironia con persone così!  Ciao!

LA NOSTRA SALUTE

12/01/2023

Giardino d’inverno

La cefalea e l’emicrania,  in realtà cosa sono,  come s’incontrano questi disturbi o patologie?  Marco di Patty

La cefalea colpisce la testa di un dolore più o meno intenso,  che può essere costrittivo,  tensivo urente ,  ecc. a carattere continuo,  intermittente o pulsante.  Può interessare tutto il capo o essere ristretto ad una delle sue regioni come il frontale,  temporale,  il periorbitario,  la nuca ecc.  Quando la cefalea rappresenta un sintomo di qualche malattia,  allora parleremo di cefalea sintomatica;  mentre se non si risalisse  ad una causa precisa allora si parlerà di cefalea essenziale o primitiva.  Quando si ha la cefalea sintomatica?  Questo tipo di cefalea si può avere in stati ipertensivi,  nelle malattie febbrili in genere,  nelle affezioni delle pareti craniche, del naso,  dell’occhio, e dell’orecchio;  nelle malattie dell’apparato gastrointestinale; nelle malattie neurologiche come menengiti ecc. ;  nelle forme varie di intossicazioni;  in caso di lavoro o studio eccessivi;  ma anche durante il periodo di sviluppo in molti bambini.   Per la terapia si consiglia sempre di eliminare la malattia responsabile che induce alla cefalea e non solo quella sintomatica.

Per quello che riguarda l’emicrania è una malattia caratterizzata da  dolore di tipo pulsante al capo localizzato più frequentemente ad una sola metà del capo.  L’emicrania può essere associata a fotofobia,  nausea,  vomito,  ecc.  L’emicrania può dipendere da una crisi vascolare,  in cui si possono differenziare una fase di vasocostrizione delle arterie cerebrali e una fase subitanea di marcata dilatazione dei vasi arteriosi nella regione dell’arteria carotide esterna.  Il malessere può durare anche due 0 tre giorni.  Le cause sono molto varie:  ereditarie,  ormonali,  anche in questo caso lavoro eccessivo soprattutto di tipo intellettuale,  ingestioni di particolari sostanze,  la terapia varia in rapporto del tipo di emicrania che può essere di tipo  termale,  psicologico (psicoterapeuta),  dieta controllata ecc.  Elena  L.

13/01/2023

Vorrei tanto sapere che cos’è quel continuo rubare che c’è in giro e che c’è sempre stato,  è bullismo o una patologia?  Grazie!  Marco di Patty

Diciamo pure che è delinquenza e patologia insieme,  e bassa estrazione della razza umana.  Elena  L.

17/01/2023

Che cosa sono le “sincrasie” o idiosincrasie?  Grazie!   Marco Di Patty

Si chiama idiosincrasia,   ed è una reattività patologica dell’organismo di fronte a determinate sostanze,  che in pazienti normali sarebbero innocue.  L’ idiosincrasia può essere acquisita o ereditaria,  può essere più o meno intensa,  locale o generalizzata.  Le manifestazioni morbose possono essere molteplici e varie,  si estrinsecano a carico di qualsiasi organo, apparato con sintomi imponenti e molto fastidiosi,  ecc.  La sostanza che fa reattività  può essere introdotta per via orale, respiratoria,  intramuscolare,  endovenosa o per contatto attraverso la cute. Per la cura è importante,  anzi  opportuno  scoprire l’agente scatenante e in seguito evitarlo,  o le cure saranno solo a livello desensibilizzante.  Elena  L.

18/01/2023

E la discrasia?  Grazie!

Le discrasie possono essere transitorie o permanenti e costituzionali.  Sono considerate discrasie gravi le variazioni della composizione proteica sia del plasma che di tipo allergico-immunitario,  nel corso di vaccini o di schok anafilattico. Nonostante questo termine indichi alcune condizioni abnormi della composizione del sangue e di altri umori dell’organismo,  questo termine non corrisponde ad un quadro clinico ben definito.  Ma le condizioni patologiche di organi come fegato, rene, e organi ematopoietici che influiscono sulla composizione chimica del sangue portano facilmente a discrasia,  come spesso succede nella senescenza che porta a variazioni nella composizione degli umori dell’organismo.   Elena  L.

19/01/2023

Che cos’è in realtà l’eczema?  Marco di Patty

Questa sindrome morbosa è determinata da esami istologici daun’infiammazione sierosa prevalentemente a carico dello strato papillare del derma e da una spongiosi focale dello strato malpighiano dell’epidermide con successiva formazione di microvescicole.  L’eziologia dell’eczema è la teoria neurogena,  secondo cui questa malattia sarebbe legata ad un’alterata capacità funzionale del sistema nervoso centrale;  è cmprovata dall’esistenza di una localizzazione simmetrica delle lesioni cutanee, dalla correlazione fra insorgenza o riacutizzazione della malattia e traumi psichici,  da inerzia delle reazioni vasali,  da una diminuzione della resistenza alla corrente elettrica e da un’accresciuta sensibilità cutanea a certi agenti chimici,  e infine dall’esito positivo che hannol’ipnoterapia e la somministrazione dei tranquillanti.  Mentre la patogenesi dell’eczema sarebbe la teoria allergica,  per cui la sua insorgenza sarebbe dovuta ad una sensibilizzazione della cute verso stimoli esogeni o anche endogeni.  (quindi per motivi esterni o interni).  Un’altra teoria parla di agenti microgeni,  secondo cui l’eczema potrebbe essere determinato da agenti microbici  piococchi e da funghi patogeni.  Da punto di vista clinico si differenziano  diverse forme di eczema:  eczema volgare con vescicole emisferiche,  a contenuto sieroso limpido, che tendono a rompersi spontaneamente.  Passato questo periodo e cioè l’essudativo si ha una fase di desquamazione con successiva normalizzazione della cute.  Poi c’ l’eczema acuta,  con vescicole che tendono a riunirsi e formare chiazze sempre più vaste.  Nelle forme a lungo decorso o in quelle riacutizzate possono coesistere forme di abrasione umide e zone eritematose.  Queste aree squamose,  che possono sussistere anche da sole,  costituiscono il cosiddetto eczema secco o squamoso.    Poi vediamo l’eczema lichenoide, con ispessimento della cute e zone circoscritte percorse in ogni senso da solchi e strisce che s’intersecano a mosaico.  L’eczema ipercheratosico invece dimostra iper  e paracheratosi,  associate ad ispessimento della cute con ragadi.  L’eczema seborroico,  ha delle aree di eritema sopra cui esistono squame giallastre grasse o squame e croste;  predilige il cuoio cappelluto la zona mediana e anteriore e posteriore del torace,  ascelle e pube, i solchi nasolabili e altre parti del viso.  L’eczema disidrosico,  ha distacchi bollosi e flittenulari e fenomeni di macerazione,  si manifesta sulle facce laterali delle dita,  sul palmo e sulle piante delle mani e dei piedi.  La terapia ovviamente è varia.  Elena  L.

21/01/2023

Nella terminologia medica che cosa significa la parola “nigtagmo”?  Quali organi vengono colpiti?  Marco e Patty

Il nistagmo è un’oscillazione involontaria dei bulbi oculari,  nei sensi orizzontale,  vericale o rotatorio.  ma può manifestarsi anche a carico di altri organi mobili,  come il capo e il velopendulo.  Può manifestarsi allo stato di riposo,  oppure durante i movimenti di rotazione dei gloi oculari. Il nistagmo si compone di  una deviazione lenta dei due occhi in una data direzione,  sotto forma di scossa brusca in senso inverso.  Nel definire il senso in cui avviene il nistagmo si tiene conto della reazione spasmodica;  così quando si specifica nistagmo destro o sinistro s’intende che la scossa brusca del globo oculare si verifica verso destra o verso sinistra.  Questa patologia può essere congenita,  familiare,  ereditaro,  può dipendere o no da lesioni oculari.  Non è sintomatico di una malattia particolare,  ma è l’espressione di un’alterata funzione dei centri oculomotori,  o di lesioni cerebrali e dell’apparato  vestibolare.   Elena  L.

26/01/2023

Mi hai detto che c’era la tua definizione di sarcoma,  ma ho guardato attentamente non l’ho trovata.  Me la potresti rifare?  Grazie!  Marco di Patty

Il sarcoma,  nella maggior parte dei casi è una neoplasia autonoma che insorge senza precedenti da tessuto normalmente differenziato.  In genere si tratta di tumori maligni,  con elevata aggrassività locale e con frequente diffusione metastat a distanza;  a volte sono solitari,  altre volte multipli, altre ancora in forma di noduli circoscritti,  oppure di tumori diffusi infiltranti.  La diffusione metastatica può essere più o meno intensa secondo il tipo di sarcoma;  le metastasi avvengono prevalentemente per via ematica.  Si fa una distinzione su base istologica,  fondamentale tra sarcomi immaturi e sarcomi maturi.  I primi non presentano più nessuna rassomiglianza con itessuti connettivi normali,  nei secondi vengono ancora riprodotte le strutture dei tessuti adulti,  anche se in modo incompleto o meglio dire deviato.  I sarcomi possono trarre origine da qualsiasi organo umano;  le sedi più frequenti sono le ossa,  come periostio e midollo,  anche i connettivi intramuscolare,  sottosieroso,  linfoghiandolari ecc.  I reticolo-sarcomi originano con maggiore frequenza negli organi nei quali l tessuto reticolo-endoteliale è più abbondante:  milza,  linfoghiandole,  fegato,  midollo osseo ecc.  Gl emosarcomi derivano da parenchimi emopoietici:  tessuti linfatici,  milza e midollo osseo,  risultano già costituiti da cellule già orientate in senso omopoietico sia sulla serie linfatica sia di quella mieloide. I mesoteliomi  originano dalle cellule di rivestimento delle sierose: pleura,  peritoneo,  pericardio,  vaginale,  sinoviale,  e tendono a risparmiare gli organi da esse rivestiti,  sviluppandosi a corazza sulla loro superficie;  le metastasi in organi lontani sono un’eccezione.  Elena  L.

LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOCINQUANTASETTESIMA PARTE

08/01/2023

IN CUCINA CON AMORE

E CON FEDERICA

Elena  Eccoci già nell’anno nuovo,   per festeggiarlo ho preparato un gelato squisito che si addice anche a questa stagione mite.  Con questa delizia auguro il mio buon anno a tutti quanti.

GELATO FIOR DI LATTE

AL COCCO

Con liquore al cioccolato e caffè fatto in casa

Ingredienti per il gelato:  200 ml di panna,  80 ml di latte,  80 ml di latte di cocco,  estratto di vaniglia,  150 g di zucchero,  aroma al cocco.

Esecuzione:  misceliamo i due latti,  la panna,  lo zucchero e gli aromi,  versiamo il composto nel cestello della  macchina per il gelato (già in pressione)  e dopo trenta-35 minuti il nostro gelato sarà pronto.  Lasciamo un venti minuti nel freezer  poi si potrà comporre le palline senza così squagliarsi facilmente e le potremo accompagnare con le cose che preferiamo:  creme semialcooliche oppure con della frutta fresca.

Federica  Bello da vedere e buono da gustare!  A proposito,  buon anno anche da me!

09/01/2023

Elena  In questi giorni ho provato a fare salse nuove per il pesce e anche per accompagnare le carni.  Eccone una di contorno con il salmone,  buonissima!

BOCCONCINI DI SALMONE

IN SALSA FRESCA

Ingredienti: salmone,  agrumi,  rosmarino,  sale,  pepe nero, olive verdi,  olio extra vergine d’oliva.  Per la salsa:  un porro,  uno scalogno,  capperi,  ginepro, vino bianco,  sedano,  carote,  salsa di pomodoro,  noce moscata,  cren,  un pizzico di aneto,  un pizzico di alloro,  brodo.

Esecuzione:  mettere il salmone già pulito a marinare in succo di agrumi,  sale,  pepe nero e olio.  Posarlo in frigorifero coperto con una pellicola per tre ore.  Nel frattempo ci occuperemo della salsa:  facciamo soffriggere in poco olio lo scalogno e il porro tagliati finemente,  aggiungere il vino bianco ,  poi la salsa di pomodoro,  i capperi,  le erbe sopra elencate,  il trito di carote,  sedano e noce moscata.  Lasciare sobbollire per circa 40 minuti, poi lasciare raffreddare la salsa e servirla con i bocconcini di salmone cotto al forno.

Federica  Con una salsa così c’è da leccarsi le dita!

10/01/2023

Elena  Ho preparato i ravioli con un ripieno di foglie e gambi di carciofi fatti alla cacciatora,  accompagnati da una crema di toma e spezie varie.  Gustosissimi!

RAVIOLI ALLE FOGLIE

GAMBI DI CARCIOFI E TOMA

Ingredienti:  uova,  farina per pasta fresca, sale.  Per il ripieno: olio extra v. d’oliva,  foglie e gambi di carciofi,  due scalogni,  sale,  pepe,  vino bianco,  chiodi di garofano,  un po’ di pangrattato e due cucchiai di parmigiano,  tabasco,  brodo di carne;  toma.  Per il condimento:  stracchino,  pepe, pancetta e  finocchietto selvatico.

Esecuzione:  per prima cosa facciamo la cacciatora con le foglie e i gambi di carciofi facendo soffriggere gli scalogni in poco olio,  sfumiamo col vino,  adagiamo le foglie e i gambi ben lavati, puliti,  e poi spezzettati,  mettiamo un poco di pangrattato e di parmigiano,  saliamo,  aggiungiamo il tabasco e il brodo,  poi facciamo cuocere lentamente fino ad assorbimento del brodo.  Passiamo il contenuto nel tritatutto,  aggiungendo anche il formaggio toma;  formiamo un bell’impasto e lasciamo riposare.  Ora impastiamo due uova con delle farine miste oppure possiamo usare la semola,  poi facciamo subito i ravioli nella forma che desideriamo.  Adesso caliamo i ravioli in brodo o in acqua bollente salata,  li scoliamo,  lasciamo un mestolo del suo liquido che servirà a sciogliere e ad amalgamare lo stracchino;  cospargiamo sopra i ravioli qualche dadino di pancetta rosolata,  del pepe, del finocchietto selvatico e il piatto è pronto da servire.

Federica  Non so che dire se non altro che sono squisitissimi!

11/01/2023

Elena  Il piatto di oggi è un antipasto di sostanza ma leggero,  si tratta di bocconcini di melanzane al forno.  Squisiti anche questi.

ANTIPASTO DI MELANZANE

AL FORNO

Ingredienti:  melanzane,  sale,  pepe,  parmigiano,  olio extra vergine d’oliva,   ricotta di pecora,  pistacchi,  mortadella di Bologna,  cren,  origano,  basilico,  mentuccia, uvetta sultanina.

Esecuzione:  Laviamo le melanzane,  le tagliamo a fettine sottili,  le saliamo e le lasciamo riposare per un’oretta.  Ora facciamo un pesto mescolando tutti gli ingredienti sopra elencati,  tritandoli molto finemente a coltello;  amalgamiamo bene il tutto e dopo aver messo le melanzane in forno spennellandole con olio,  le farciamo con la crema ottenuta e le fissiamo con uno stecchino.  Gli antipasti sono pronti da servire.

Federica   Buonissimi,  perché io c’ero.

12/01/2023

Federica   Diciamo pure che il tartufo fa diventar buone anche le tacche, ma se non si è capaci di cucinare mi sembra molto dfficile che ciò accada. Il tuo vitello tartufato era di una squisitezza infinita,  grazie!

Elena  Il merito è soltanto tuo che mi hai regalato il tartufo,  quindi grazie a te!

VITELLO TARTUFATO

Ingredienti:  magatello di vitello,  alloro,  olio extra vergine d’oliva,  sale,  pepe,  vino bianco,  salvia,  aglio,  rosmarino,  alloro,   un cucchiaio di farina bianca,  una noce di burro,  un pizzico di peperoncino,  tartufo.

Esecuzione:  mettiamo la carne a marinare con una salsa di sale,  pepe,  rosmarino,  salvia,  burro,  aglio,  e alloro;  spalmiamo questa crema sopra e sotto il magatello e lo lasciamo riposare in frogorifero per na notte.  Il giorno successivo lo  rosoliamo in una casseruola già calda a 120°  lo giriamo anche su tutti i lati,  poi mettiamo il vino per sfumare,  dopo aver fatto evaporare l’amlcool versiamo qualche mestolo di brodo, e lo portiamo a fine cottura.  Ora prendiamo un po’ di sugo rimasto,  mettiamo il tartufo sbriciolato e passiamo al mixer per togliere i pezzetti, aggiungeremo un cucchiaio di farina,  versiamo il tutto nella casseruola del vitello e lo lasciamo cuocere ancora per10 minuti.  Prima di affettare la carne accertarsi che sia ben fredda;  prima di servire scaldarla a bagnomaria.

Federica  Non è solo buono ma di più,  con o senza tartufo.

13/01/2023

Elena  Ci credi se ti dico che le uova non sono così facili da cucinare come sembrerebbe?  In qualsiasi ricetta tu le preferisca se non si usa cuore ed anima saranno solo uova senza vita;  io l’ho provata questa cosa, ed ho riscoperto che le uova cucinate bene possono diventare un piatto regale.

BRUSCHETTA DI POLENTA

DI MAIS E UOVA GIRATE

Ingredienti:  farina di mais per polenta,  uova,  saleolio extra vergine d’oliva,  cicoria selvatica,  pomodori saltati,  funghi porcini trifolati,  origano,  basilico,  cipolle rosse,  dadini di speck, aromi naturali a seconda dei gusti.

Esecuzione:  facciamo la polenta come piace farla a noi,  poi appena sarà cotta ne verseremo una parte sottile sopra una teglietta,  la lasciamo intiepidire poi la metteremo in forno a 180° per 10 minuti.  Intanto abbiamo preparato la cicoria selvatica e l’abbiamo passata in padella con parmigiano e olio,  sale e pepe;  lo stesso abbiamo fatto con i funghi,  li abbiamo trifolati con aglio,  prezzemolo vino e un poco di brodo;  siamo passati poi allo speck,  l’abbiamo fatto a dadini e l’abbiamo passato alla griglia.  Infine le uova:  le abbiamo aperte nella padella unta di olio,  abbiamo messo un pizzico di erbe che preferiamo,  sale, pepe,  quando il bianco si è solidificato le abbiamo girate e subito dopo tolte dal fuoco.  Le abbiamo disposte sopra la bruschetta di polenta con le verdure trifolate e cipolle caramellate,  poi abbiamo completato il piatto con dei pomodorini saltati e origano.  Ecco il piatto nell’immagine sopra!

Federica  Squisitissimo!

14/01/2023

Elena  Oggi invece presento la torta che ho preparato giorni fa per Linda e Robert,  si tratta di una torta di crema alla ricotta di pecora,  con lingue di gatto fatte in casa e creme deliziose.

TORTA ALLA CREMA DI RICOTTA

DI PECORA

Ingredienti:  ricotta di pecora,  due pere decana,  7 uova uova,  cacao amaro in polvere,  lingue di gatto,  fecola,  zucchero vanigliato,  rum,  crema allo zabaione,  zucchero semolato 200 g,  cioccolato fondente, 300 g  latte q.b.  panna 120 ml di panna,  mezzo bicchiere di liquore all’amaretto.

Esecuzione:  per prima cosa prepariamo le lingue di gatto impastando due uova,  con la fecola e lo zucchero vanigliato,  poi con il sacco a poche disegniamo i biscotti sopra la teglia infarinata oppure con un foglio di carta da forno;  inforniamo a 175° per 15 minuti  Il risultato saranno dei savoiardi  fragranti e compatti.  Poi sbucciamo le pere,  aggiungeremo un po’ di rum,  un cucchiaio di zucchero vanigliato,  le mettiamo sul fuoco per 10 minuti per fare la composta, lasciamo raffreddare e nel frattempo setacciamo la ricotta,  la dolcifichiamo con lo zucchero vanigliato,  montiamo la panna,  sciogliamo il cioccolato fondente col latte,  e facciamo lo zabaione con i tuorli,  lo zucchero e l’amaretto.  Adesso mettiamo tutti gli ingredienti sopra il piano di lavoro e incominciamo a comporre la nostra torta.  Prendiamo una teglia rotonda trasparente,  incominciamo con lo stendere uno strato sottile di cioccolato fuso,  poi metteremo le lingue di gatto sottili,  spennellate appena con il rum,  poi una parte di ricotta,  zabaione, panna montata e pere,  poi ancora i savoiardi,  e via via cos’ fino alla fine degli strati.  decoriamo la torta con ciuffi di ricotta e panna montata,  e spolveriamo con cacao amaro.  La torta è risultata squisitissima.

Federica  Sì,  lo so,  me l’hanno detto,  e adesso la voglio anch’io!

Elena  Quando verrai a trovarmi la rifaremo insieme.

DIALOGANDO CON VOI

26/12/2022

LA MIA CASSIA

09/01/2023

Marco di Patty   Come hai passato il resto delle feste?  Spero bene.  Prima di incominciare con gli argomenti di medicina,  ti va di continuare con italiano e storia?  Anche a me interessa molto il passato.

Elena  Ho passato tutte le feste in buona compagnia,  con persone meravigliose compresi voi due.  Grazie!  A proposito di italiano e storia,  possiamo continuare ancora quando vuoi con gli argomenti di cui abbiamo parlato a voce;  se vuoi posso farlo anche adesso,  lo scrivo subito così ti saprai regolare.

Allora,  mi avevi chiesto se si poteva parlare del periodo dell’ Illuminismo e del Romanticismo.

Fra gli intellettuali luministi e quelli romantici,  specialmente in Lombardia,  non vi fu una grande differenza:  cauto e moderato era stato l’Illuminismo,  fino alla metà del 1800 circa,  il Romanticismo,  in un certo senso, per gli stessi motivi,  cioè per il fatto che la realtà italiana,  le tendenze culturali e politiche premevano non tanto nella direzione di una brusca rottura,  quanto in quella di graduali cambiamenti.  Vi era uniformità anche nella estrazione sociale fra nuovi e vecchi gruppi  intellettuali,  per lo più aristocratici ed esponenti della borghesia imprenditoriale e impiegatizia vi era uniformità di atteggiamenti nei confronti di alcuni problemi,  ad esempio quello della religione il cui ripristino non fu in Italia così traumatico come in Francia,  perché il nostro Illuminismo non era stato ateistico.  Né ci si deve stupire che proprio quegli strati sociali che nel settecento in Lombardia avevano fornito degli intellettuali disposti a collaborare attivamente col potere austriaco sentissero in seguito l’esigenza di ribellarsi a quel potere:  proprio perché più aperti e progressisti,  non potevano non sentire l’oppressione e l’angustia del giogo dei governi restaurati ed aspirare ad una più ampia libertà politica,  nella quale realizzare le loro aspirazioni ad una società più giusta e civile.  È sempre difficile ed arbitrario identificare l’inizio di un fenomeno che,  come il Romanticismo,  investe la cultura e la sensibilità di un’epoca; pertanto  non si può dire certo che il Romanticismo abbia una data di inizio perché sarebbe impossibile. Gli intellettuali della bella Italia rivolgevano spesso l’attenzione al di là delle Alpi,  non dico per vestire le fogge straniere, ma per conoscerle;  non per diventare imitatori,  ma per uscire da quelle usanze vietate le quali duravano nella letteratura come nelle compagnie i complimenti,  a pregiudizio della naturale schiettezza.  Non era certo un invito all’imitazione,  bensì ad ampliare gli orizzonti della cultura,  a conoscere le tematiche culturali d’oltralpe;  soprattutto a svecchiare la cultura e far sì che essa si basasse su interessi reali e contemporanei e non su argomenti non superati.  In ogni caso va chiarito che,  proprio perché l’Italia era stata per secoli la custode della cultura classica,  era impossibile che i romantici riuscissero davvero a far piazza pulita del passato:  Il nostro Romanticismo si innestò sul tronco robusto della tradizione classica rinnovandola,  sì,  per esempio abbandonando l’uso della mitologia,  le regole che limitavano la libertà dell’autore,  l’eccessiva disciplina formale,  ma mantenedo quel rispetto del decoro formale e quell’esigenza di eleganza e rigore nell’espressione che  provenivano proprio dalla tradizione classica. Continua domani.

10/01/2023

Questi sono solo alcuni degli aspetti che differenziano il nostro Romanticismo da quello d’Oltralpe,  ma ancora lo distinguono la mancanza di componenti irrazionali e dell’evasione della realtà,  proprio perché la situazione italiana richedeva una militanza della cultura nella vita reale;  il letterato,  infatti rimane ancorato alla realtà,  alla storia,  per poter contribuire con i suoi mezzi,  alla battaglia per il riscatto dell’Italia.  Tuttavia  non bisogna credere che il nostro Romanticismo si esaurisse tutto nella tendenza realistica ed oggettiva,  che ebbe il suo massimo esponente in Manzoni,  perché accanto a questa vi fu il filone del soggettivismo lirico che si espresse  in forme altissime con Leopardi.  Ma proprio perché la tendenza più sentita e la più vera esigenza era quella di muoversi nell’ambito del reale:  storia,  società, la stessa religione cattolica che faceva parte della realtà della società italiana,  dei gusti e delle tendenze in un pubblico che il letterato voleva sempre più ampio,  un poeta come Leopardi,  ribelle al destino e alla vita nonché alla stessa natura,  ironico nei confronti dei credenti,  finisce con l’essere un po’ atipico nel nostro Romanticismo rimanendo come una grande voce isolata e non sempre compresa.

L’ntellettuale Illuminista si era posto il problema di una letteratura che avesse un fine educativo e che conquistasse un più ampio pubblico,  ma questa era rimasta come una pura intenzione anche a causa del linguaggio ancora troppo elevato,  distante dalle reali capacità di comprensione del popolo.  I romantici invece si pongono il fine preciso della popolarità dell’arte e di un coinvolgimeto di più ampi strati di pubblico.  A questo punto è bene definire due concetti basilari,  e cioè quello di popolo e quello di intellettuale romantico,  che poi è come dire intellettuale borghese.  L’intellettuale romantico è borghese,  non solo per estrazione sociale,  non solo perché si rivolge ad un pubblico borghese,  ma soprattutto è portatore degli ideali e dei valori di questa classe,  ed infatti anche quando si avvicinerà al popolo,  cioè quando amplierà col tempo il suo pubblico,  sarà sempre per trasmettere gli ideali della borghesia che si è ormai affermata come classe egemone,  cioè come classe che detiene le leve dell’ econmia,  della cultura e che aspira a detenere anche quelle del potere.

Dall’ esigenza di un’arte che fosse comprensibile ad un gran numero di persone e che avesse come fine una sorta di rieducazione morale e civile,  derivarono anche la ricerca di una lingua media,  comprensibile a tutti,  tutti coloro che avevano un minimo di cultura,  la volontà di evitare la distinzione fra lingua scritta e lingua parlata ed il tentativo di esprimersi nella lingua parlata ed il tentativo di esprimersi nella lingua parlata nella maggior parte delle persone,  per dirla col Manzoni,  e benpensanti e benparlanti e cioè sempre quella classe borghese.  Il problema della lingua però in un’Italia  divisa in tanti Stati nei quali si parlavano lingue diverse,  non fu di facile soluzione.  mancarono studi seri in proposito,   si eccettua il Manzoni,  e possiamo dire che fu l’esperienza dei singoli, che riuscì a dare una nuova impronta al linguaggio letterario che non poteva restare immutato rispetto al passato.

  A domani!  Cercherò di riassumere per farti capire meglio e di finire l’articolo di questi due movimenti filosofici e culturali…e la lingua.

11/01/2023

Una letteratura che abbia di mira non già il bello ideale degli scrittori greci e latini,  avvulso dal presente e  totalmente estraneo al mondo presente,  bensì  l’educazione civile ed il  miglioramento sociale e morale del popolo,  rifiuta per istinto lo strumento  espressivo della tradizione,  difficile, e tende ad accoglierne uno che sia più agile,  pronto ad accettare modi del parlato e persino termini stanieri. E i primi  attuarono una scrittura di tono medio,  discorsiva e confidenziale,  vivace.  Ma finiamo ancora una volta col riferirmi al Romanticismo lombardo o comunque dell’Italia compresa,  fra Milano e Firenze,  dove sebbene con diverse sfumature di tipo linguistico, si poteva arrivare ad esprimensi in una lingua con cui si aveva una certa consuetudine.  Altrove il letterato che voglia tentare l’esperienza di una letteratura popolare  si muove sulle sabbie mobili perché non ha intorno a sé dei parlanti che possano dettargli un’espressione comprensibile ad un pubblico extraregionale. Era sempre mancata in Italia una lingua nazionale comprensibile a tutti:  si era scelta come lingua letteraria il fiorentino,  ma questo  era andato bene fino a quando lo scrittore prendeva a modello la lingua letteraria,  le espressioni linguistiche di altri letterati,  ed aveva la certezza di non sbagliare,  perché le parole che usava  appartenevano di pieno diritto alla tradizione colta italiana;  ma quando lo scrittore volle adeguare il suo linguaggio al parlato evidentemente non ebbe modelli letterari e non esistevano uniformità di tipo nazionale in fatto di lingua parlata  i termini da lui usati ,  che gli potessero dare la certezza per indicare determinate cose  che avessero quel significato per tutti.

Nel momento in cui le istanze democratiche del Romanticismo pongono l’esigenza di una letteratura aperta ai problemi  del proprio tempo e di un rapporto diverso da quello intercorso  secolarmente in una cultura aristocratica come la nostra,  è naturale che le nuove idee  trovassero,  nella tradizione lombarda,  il terreno più adatto per attecchire prontamente;  non meno naturale poi che il problema di una lingua funzionale rispetto ai programmi romantici si ponesse agli scrittori lombardi del primo Ottocento nei termini di una opzione fra lingua e dialetto;  non già che il ricorso a quest’ultimo significasse la soluzione delle difficoltà di trovare  un rapporto con la realtà più diretta,  ma a degli scrittori periferici per i quali l’italiano è la grammatica,  cioè una lingua non assorbita col latte della balia, ma conquistata nella lettura degli autori collaudati, è difficle il controllo della corrispondenza tra l’espressione appresa sui libri e i propri bisogni espressivi,  controllo e senso vivo concessi invece ad ognuno nell’ambito della propria lingua di natura e cioè il dialetto…..

Ma forse l’equivoco più grossolano è stato quello di vedere nei poeti dialettali una sorta di ingenuità, di primitività ed inconsapevolezza,  convinzione che relegava la letteratura dialettale all’ambito esclusivo del folklore locale:  oggi noi sappiamo bene invece che anche i poeti dialettali sono dei letterati a pieno titolo che si inseriscono,  nell’Ottocento,  nella tendenza realistica tipica del nostro Romanticismo.

Marco di Patty  Al giorno d’oggi vedi un cambiamento?

Elena  Altroché,  oggi c’è una grande libertà di parola,  sia nel dialetto che nella lingua madre,  a molti manca solo la fantasia nel  comporre l’opera,  vanno bene le storie vere,  ma uno scrittore deve arrivare lontano sia con la verità che con la fantasia,  altrimenti le storie sembrano sempre le stesse e cioè banali.