Gennaio 12, 2023 admin LA NOSTRA SALUTE LA NOSTRA SALUTE 12/01/2023 Giardino d’inverno La cefalea e l’emicrania, in realtà cosa sono, come s’incontrano questi disturbi o patologie? Marco di Patty La cefalea colpisce la testa di un dolore più o meno intenso, che può essere costrittivo, tensivo urente , ecc. a carattere continuo, intermittente o pulsante. Può interessare tutto il capo o essere ristretto ad una delle sue regioni come il frontale, temporale, il periorbitario, la nuca ecc. Quando la cefalea rappresenta un sintomo di qualche malattia, allora parleremo di cefalea sintomatica; mentre se non si risalisse ad una causa precisa allora si parlerà di cefalea essenziale o primitiva. Quando si ha la cefalea sintomatica? Questo tipo di cefalea si può avere in stati ipertensivi, nelle malattie febbrili in genere, nelle affezioni delle pareti craniche, del naso, dell’occhio, e dell’orecchio; nelle malattie dell’apparato gastrointestinale; nelle malattie neurologiche come menengiti ecc. ; nelle forme varie di intossicazioni; in caso di lavoro o studio eccessivi; ma anche durante il periodo di sviluppo in molti bambini. Per la terapia si consiglia sempre di eliminare la malattia responsabile che induce alla cefalea e non solo quella sintomatica. Per quello che riguarda l’emicrania è una malattia caratterizzata da dolore di tipo pulsante al capo localizzato più frequentemente ad una sola metà del capo. L’emicrania può essere associata a fotofobia, nausea, vomito, ecc. L’emicrania può dipendere da una crisi vascolare, in cui si possono differenziare una fase di vasocostrizione delle arterie cerebrali e una fase subitanea di marcata dilatazione dei vasi arteriosi nella regione dell’arteria carotide esterna. Il malessere può durare anche due 0 tre giorni. Le cause sono molto varie: ereditarie, ormonali, anche in questo caso lavoro eccessivo soprattutto di tipo intellettuale, ingestioni di particolari sostanze, la terapia varia in rapporto del tipo di emicrania che può essere di tipo termale, psicologico (psicoterapeuta), dieta controllata ecc. Elena L. 13/01/2023 Vorrei tanto sapere che cos’è quel continuo rubare che c’è in giro e che c’è sempre stato, è bullismo o una patologia? Grazie! Marco di Patty Diciamo pure che è delinquenza e patologia insieme, e bassa estrazione della razza umana. Elena L. 17/01/2023 Che cosa sono le “sincrasie” o idiosincrasie? Grazie! Marco Di Patty Si chiama idiosincrasia, ed è una reattività patologica dell’organismo di fronte a determinate sostanze, che in pazienti normali sarebbero innocue. L’ idiosincrasia può essere acquisita o ereditaria, può essere più o meno intensa, locale o generalizzata. Le manifestazioni morbose possono essere molteplici e varie, si estrinsecano a carico di qualsiasi organo, apparato con sintomi imponenti e molto fastidiosi, ecc. La sostanza che fa reattività può essere introdotta per via orale, respiratoria, intramuscolare, endovenosa o per contatto attraverso la cute. Per la cura è importante, anzi opportuno scoprire l’agente scatenante e in seguito evitarlo, o le cure saranno solo a livello desensibilizzante. Elena L. 18/01/2023 E la discrasia? Grazie! Le discrasie possono essere transitorie o permanenti e costituzionali. Sono considerate discrasie gravi le variazioni della composizione proteica sia del plasma che di tipo allergico-immunitario, nel corso di vaccini o di schok anafilattico. Nonostante questo termine indichi alcune condizioni abnormi della composizione del sangue e di altri umori dell’organismo, questo termine non corrisponde ad un quadro clinico ben definito. Ma le condizioni patologiche di organi come fegato, rene, e organi ematopoietici che influiscono sulla composizione chimica del sangue portano facilmente a discrasia, come spesso succede nella senescenza che porta a variazioni nella composizione degli umori dell’organismo. Elena L. 19/01/2023 Che cos’è in realtà l’eczema? Marco di Patty Questa sindrome morbosa è determinata da esami istologici daun’infiammazione sierosa prevalentemente a carico dello strato papillare del derma e da una spongiosi focale dello strato malpighiano dell’epidermide con successiva formazione di microvescicole. L’eziologia dell’eczema è la teoria neurogena, secondo cui questa malattia sarebbe legata ad un’alterata capacità funzionale del sistema nervoso centrale; è cmprovata dall’esistenza di una localizzazione simmetrica delle lesioni cutanee, dalla correlazione fra insorgenza o riacutizzazione della malattia e traumi psichici, da inerzia delle reazioni vasali, da una diminuzione della resistenza alla corrente elettrica e da un’accresciuta sensibilità cutanea a certi agenti chimici, e infine dall’esito positivo che hannol’ipnoterapia e la somministrazione dei tranquillanti. Mentre la patogenesi dell’eczema sarebbe la teoria allergica, per cui la sua insorgenza sarebbe dovuta ad una sensibilizzazione della cute verso stimoli esogeni o anche endogeni. (quindi per motivi esterni o interni). Un’altra teoria parla di agenti microgeni, secondo cui l’eczema potrebbe essere determinato da agenti microbici piococchi e da funghi patogeni. Da punto di vista clinico si differenziano diverse forme di eczema: eczema volgare con vescicole emisferiche, a contenuto sieroso limpido, che tendono a rompersi spontaneamente. Passato questo periodo e cioè l’essudativo si ha una fase di desquamazione con successiva normalizzazione della cute. Poi c’ l’eczema acuta, con vescicole che tendono a riunirsi e formare chiazze sempre più vaste. Nelle forme a lungo decorso o in quelle riacutizzate possono coesistere forme di abrasione umide e zone eritematose. Queste aree squamose, che possono sussistere anche da sole, costituiscono il cosiddetto eczema secco o squamoso. Poi vediamo l’eczema lichenoide, con ispessimento della cute e zone circoscritte percorse in ogni senso da solchi e strisce che s’intersecano a mosaico. L’eczema ipercheratosico invece dimostra iper e paracheratosi, associate ad ispessimento della cute con ragadi. L’eczema seborroico, ha delle aree di eritema sopra cui esistono squame giallastre grasse o squame e croste; predilige il cuoio cappelluto la zona mediana e anteriore e posteriore del torace, ascelle e pube, i solchi nasolabili e altre parti del viso. L’eczema disidrosico, ha distacchi bollosi e flittenulari e fenomeni di macerazione, si manifesta sulle facce laterali delle dita, sul palmo e sulle piante delle mani e dei piedi. La terapia ovviamente è varia. Elena L. 21/01/2023 Nella terminologia medica che cosa significa la parola “nigtagmo”? Quali organi vengono colpiti? Marco e Patty Il nistagmo è un’oscillazione involontaria dei bulbi oculari, nei sensi orizzontale, vericale o rotatorio. ma può manifestarsi anche a carico di altri organi mobili, come il capo e il velopendulo. Può manifestarsi allo stato di riposo, oppure durante i movimenti di rotazione dei gloi oculari. Il nistagmo si compone di una deviazione lenta dei due occhi in una data direzione, sotto forma di scossa brusca in senso inverso. Nel definire il senso in cui avviene il nistagmo si tiene conto della reazione spasmodica; così quando si specifica nistagmo destro o sinistro s’intende che la scossa brusca del globo oculare si verifica verso destra o verso sinistra. Questa patologia può essere congenita, familiare, ereditaro, può dipendere o no da lesioni oculari. Non è sintomatico di una malattia particolare, ma è l’espressione di un’alterata funzione dei centri oculomotori, o di lesioni cerebrali e dell’apparato vestibolare. Elena L. 26/01/2023 Mi hai detto che c’era la tua definizione di sarcoma, ma ho guardato attentamente non l’ho trovata. Me la potresti rifare? Grazie! Marco di Patty Il sarcoma, nella maggior parte dei casi è una neoplasia autonoma che insorge senza precedenti da tessuto normalmente differenziato. In genere si tratta di tumori maligni, con elevata aggrassività locale e con frequente diffusione metastat a distanza; a volte sono solitari, altre volte multipli, altre ancora in forma di noduli circoscritti, oppure di tumori diffusi infiltranti. La diffusione metastatica può essere più o meno intensa secondo il tipo di sarcoma; le metastasi avvengono prevalentemente per via ematica. Si fa una distinzione su base istologica, fondamentale tra sarcomi immaturi e sarcomi maturi. I primi non presentano più nessuna rassomiglianza con itessuti connettivi normali, nei secondi vengono ancora riprodotte le strutture dei tessuti adulti, anche se in modo incompleto o meglio dire deviato. I sarcomi possono trarre origine da qualsiasi organo umano; le sedi più frequenti sono le ossa, come periostio e midollo, anche i connettivi intramuscolare, sottosieroso, linfoghiandolari ecc. I reticolo-sarcomi originano con maggiore frequenza negli organi nei quali l tessuto reticolo-endoteliale è più abbondante: milza, linfoghiandole, fegato, midollo osseo ecc. Gl emosarcomi derivano da parenchimi emopoietici: tessuti linfatici, milza e midollo osseo, risultano già costituiti da cellule già orientate in senso omopoietico sia sulla serie linfatica sia di quella mieloide. I mesoteliomi originano dalle cellule di rivestimento delle sierose: pleura, peritoneo, pericardio, vaginale, sinoviale, e tendono a risparmiare gli organi da esse rivestiti, sviluppandosi a corazza sulla loro superficie; le metastasi in organi lontani sono un’eccezione. Elena L.