Agosto 28, 2023 VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin DIAOGANDO CON VOI 28/08/2023 Marco di Patty Mi dispiace per mia madre, ha ricevuto delle offese gratuite senza motivo, solo perché la sua amica si è presa troppa confidenza; mia madre l’ha sempre trattata come una sorella e lei è solo una maleducata. Le ha detto che non è furba e nemmeno sveglia, solo perché hanno preferito mia madre a lei. Elena Sì, questo lo sapevo, ma non credevo che Patty dovesse subirne così le conseguenze. Ti fa piacere sapere la verità su questa frase mal fatta? Essere svegli e furbi non significa essere intelligenti! Questo è un dato di fatto. Se l’intelligente fosse stata la sua amica, avrebbero assunto lei non credi? Marco Anche perché chi crede di essere furbo di solito non lo è affatto si scopre sempre la verità. 07/09/2023 Marco e Patty Grazie per la serata di ieri sera, siamo stati bene! Sai che le persone che ti conoscono sono solidali con te? Uno mi ha detto: ” Se avessi tra le mani quel delinquente lo strangolerei, insieme a quelli che lo proteggono! “ Elena Sai che amo la gente, ad eccezione però dei bugiardi, dei ladri e dei maleducati! Insomma per farla breve ad eccezione dei delinquenti! Però, ci sono delle persone malate, psicopatiche che devono essere curati; anche se sono consapevoli di ciò che fanno, non hanno il senso dell’obbiettività, per loro è lecito tutto quindi se non si curano o se non vengono indotti dalle autorità a curarsi, non la smetteranno mai di mettere in mostra atti osceni con il nome degli altri allo scopo di nuocere! 17/09/2023 Marco Di Patty Riesci a perdonare sempre, sto parlando delle persone a cui hai voluto bene? Elena No, non sempre, in queste cose ho un motto che rivela: ” Posso perdonare gli errori ma non riesco a perdonare la menzogna su menzogna, premeditata e raccontata nel modo più subdolo “. 22/09/2023 Federica Ho una notizia che ti farà felice: ” Aspetto una bambina”, dimmi se sei contenta? Poi ne parleremo in privato. Elena Questa sì che è una notizia sana! Non sono contenta ma sono feliceeeeeeeeeee! Abbi cura di te. A presto! 22/09/2023 Marco di Patty Sarà vero che ricordando la storia e la letteratura, i filosofi e i poeti con le loro opere noi stiamo “mitizzando” Il mio prof. dice che non è vero, e dice che certe persone vogliono dettar legge e non sanno nemmeno il significato vero di “mitizzare”. Elena Io credo che il tuo prof. di storia e italiano abbia ragione in quanto noi stavamo solo ricordando anche alcuni dei poeti esistiti ma poco conosciuti non per questo meno bravi; per ciò che riguarda la storia antica e moderna tutti hanno il diritto di non dimenticare certi eventi passati, di dialogare su certi argomenti che hanno determinato la vita dei nostri antenati e anche la nostra. Anzi magari fossero di più i ragazzi interessati come te! La vita non è fatta solo di banalità e leggerezza! 26/09/2023 Marco di Patty La passiflora e il suo frutto sono i miei preferiti, ma vorrei saperne di più, riguardo alla sua forma e alla sua fioritura; perché si chiama anche “frutto della passione?” Elena La passiflora, o fiore della passione è così chiamato perché nella corolla porta gli emblemi del supplizio di Gesù: la corona di spine, i chiodi e il martello. Essa infatti fiorì proprio il giorno in cui il Redentore fu crocifisso sul Calvario. La leggenda narra che era un mattino mite, il vento non più freddo aveva pulito il cielo dalle nuvole e nell’aria si sentiva il profumo leggero di fiori di mirto, infatti era aprile e incominciava la stagione bella, anche i bambini la sentivano e giocavano gioiosi sotto i raggi un po’ deboli del sole. Insieme agli uccellini, anche le piante si parlavano e il loro fruscio causato dal vento sapevano parlare come gli uomini veri. Quando tutto sembrava gaio, ecco che il vento portò alle piccole creature della terra un “mormorio”, che a tratti si alzava e a tratti affiochiva, si dice fosse la voce della turba che accompagnava Gesù al Calvario; che cos’è? Sussurravano le piante tra di loro. ” È la confusione degli uomini che si ammazzano rispose il biancospino.” Poi si vide una nuvola di polvere con dei soldati intorno, nel mezzo un uomo che si trascinava a stento sotto una croce. Il cuore della terra batteva forte, la folla urlava e diceva : ” Gesù deve essere crocifisso!” Una donna che il tempo non aveva ancora sfiorito, piangeva per Lui, era la madre. La guardie armate ridevano al suo dolore, le piante ebbero pietà dell’uomo e si piegarono sullo stelo fragile, così come fanno quando la tempesta si abbatte sulla terra. Ora Gesù era lì che ansimava per la fatica e il peso dei peccatori; la piantina che non aveva un nome e che non era mai fiorita, sentì un piccolo tremito passare sulle foglie tenere. Vorrei quasi piangere sospirò come fanno gli umani quando sono pieni di dolore. Gesù pose il suo sguardo dolce e triste sulla piantina e le disse : ” perché mi guardi cosi? Hai pietà di me? E la piantina rispose: ” sì disse tanta! E Gesù le passò molto da vicino e lasciò cadere una lacrima mista di sangue su di lei, poi un brivido lieve e nacque un fiore: la passiflora. Poi la piantina gridò: ” Il figlio di Dio e lo ripeté due volte mentre le altre piante ancora deboli sugli steli freschi di stagione s’invigorirono quasi per magia, e gli altri fiori dissero alla passiflora: ” che fiore strano è il tuo!” Ma si tratta di una corona, un martello e dei chiodi e le dissero in coro: ” Beata te che possiedi una lacrima di Dio! E la passiflora o fiore della passione non rispose. La sua piccola vita tremava come fa un germoglio, quando il vento di scirocco passa insensibile ai suoi lamenti. Questa è la leggenda della passiflora; molti credono e molti no, ognuno è libero di usare la propria mente e di meditare su ogni cosa a seconda della sua cultura e ispirazione. Ma è anche vero che non tutte le cose che non si vedono non esistano o non siano mai esistite! Ciao Marco spero che la leggenda ti sia piaciuta! 28/09/23 Marco di Patty A volte tra me e me ripeto questa frase: “chissà se ci sono davvero persone che portano male, ossia una sfortuna infinita come crede certa gente?” So che tu non hai mai creduto a queste cose, lo credi tuttora?” Elena Hai ragione, io non ho mai creduto a queste cose, posso capire la superstizione ma non capisco la cattiveria gratuita. Vorrei farti un esempio di una famiglia dove la madre della sposa è molto ma molto cattiva, forse sarà anche dovuto alla sua ignoranza, poi so che ci sono persone ignoranti e buone, allora mi ricredo e penso solo che si tratti di cattiveria, invidia, gelosia che tutto questo sfocia nella mediocrità. Questa signora teneva lontani i parenti del genero perché era ed è ancora oggi gelosa della famiglia di lui, ha inventato mille cose proprio per tenerli lontani tutti, pensa un po’: quando la consuocera faceva un regalo ai nipoti la cattivona diceva che dovevano liberarsene e che avrebbe portato male tenere i loro regali; e pensare che per fare i regali ai nipoti si toglievano il pane di bocca; si fa per dire… questo, per dimostrare l’affetto che provavano per i loro nipoti. Ebbene, si è poi scoperto che la cattivona era gelosa, invidiosa di chi si avvicinava ai suoi nipoti ( figli della figlia) specialmente dei parenti del genero che ancora oggi si ostina a tenere lontani. Questi sotterfugi dati dalla sua crudeltà non le portarono bene, ma si ammalò ed è più di 10 anni che giace tra il letto e la sedia; eppure la sua cattiveria e ottusità colpiscono ancora. Marco, non credere mai che ci siano persone in grado di portare male nelle case, ma sono proprio quelle che lo dicono le peggiori intriganti e maligne. Se ognuno di noi si guardasse dentro, certe crudeltà non esisterebbero davvero. Marco Però anche quel genero lì a non capire o a non voler vedere certe cose, o è cattivo come loro oppure è un grande “tonto! Nessuno dovrebbe permettersi di tenere lontano qualcuno dalle persone che gli vogliono bene e dalle sue radici! Elena Marco sei così giovane e già così saggio e giusto! Speriamo che tu sia un modello da seguire per gli altri tuoi coetanei che non sono come te! 03/10/2023 Marco di Patty Ho letto I poteri dell’anima due” che mi hai dato e ti devo dire che sono rimasto colpito: è bellissimo! Non distribuirlo, perché poi farà la fine del primo, anch’esso molto bello, è stato un peccato che tu sia capitata in mani e cervelli come quelli, altrimenti avrebbe galoppato! Le mafie sono così: vogliono impossessarsi delle cose degli altri! Elena Grazie! Me lo hanno detto in molti.
Luglio 1, 2023 DIALOGANDO CON VOI, VARIE E RISPOSTE AI LETTORI admin DIALOGANDO CON VOI 01/07/2023 Marco di Patty Ho letto le tue poesie sono bellissime! Elena Grazie! Ne ho ancora molte di inedite. Marco Immergersi nella poesia ti fa dimenticare quanto una parte di mondo sia meschino e crudele, ma soprattutto falso. Gente che per una manciata di soldi sarebbe disposta ad ammazzare i suoi genitori e fratelli e poi dicono che non è vero, quella è la vera malattia mentale. Ingrati! Elena Sì, ma se si conoscono queste persone quando parlano bisogna registrare, e se ti trattano male si denunciano anche se sono i familiari. Si può voler bene molto ma quando ci sono violenze e prepotenze, alla larga e ci si rispetta andando dall’avvocato con le prove. Non si può insultare perché si appartiene a religioni diverse, o per una questione di denaro; c’è chi pretende senza mai fare niente, e poi parlano bene e razzolano male sono degli schifosi mentitori. I miei nonni dicevano sempre: Chi è bugiardo è ladro! La persona più brutta è quella che mette odio nelle famiglie, e poi mente spudoratamente dicendo che non è vero. Anzi, capisci che sono colpevoli perché ti aggrediscono subito senza motivo o perché dici la verità. Marco di Patty Comunque per me questi delinquenti mentitori potrebbero anche crepare subito. Elena E io aggiungo: anche chi separa i fratelli con delle menzogne per farsi migliori agli occhi di tutti. Ma chi è quella persona che riesce a dare in pasto ai cani un suo familiare? Inventandosi di ogni… una persona che non ha l’anima, malata di mente, oppure è una vita che non vive come vorrebbe. Marco Io non ho mai visto una donna lavorare così tanto come fai tu. Elena Io mi sono sempre guadagnata tutto, non mi sono mai fatta mantenere nemmeno dai miei genitori; anzi ho incominciato presto a lavorare per tutta la famiglia e non me ne vergogno! Ho trovato anche il tempo per studiare e scrivere, lo sto facendo ancora, per questo ringrazio i miei amici veri, non i miei parenti! Chi mi dà forza? La mia coscienza, i miei genitori con i miei nonni e i miei suoceri che hanno sempre apprezzato tutto quello ciò facevo; non li potrò mai dimenticare! Voi tutti e tutte le persone che mi vogliono bene, mio marito che non finirò mai di ringraziare per aver saputo voler bene anche ai miei genitori; ancora oggi li va a trovare al cimitero portando sulla loro tomba i fiori del nostro giardino. Un uomo tutto d’un pezzo di grande carattere e onestà, difficile da copiare. Marco C’è gente che non ti merita! Io e mia madre siamo orgogliosi di essere tuoi amici anzi vostri amici. Elena Anche noi credetemi! Marco Si può dire a una sorella che è malata di mente perché crede in Dio? Elena Uno sano e intelligente non lo farebbe mai! Ma direbbe ” vivi e lascia vivere! “ Marco Ci sono molti Caino in giro! Comunque domani riprenderemo dalle poesie e medicina. Grazie di tutto! 02/07/2023 Elena Questi sono altri miei libri pubblicati, uno lo conosci è ” I poteri dell’anima” n° 1, il numero due non l’ho voluto distribuire quindi è come se fosse inedito; Linda e Robert dicono che è stupendo; gli altri li hanno pubblicati per me sempre Linda e Robert, sono testi illustrati con le mie ricette: sono più di 5.000, tutte mie ricette cucinate da me, in casa mia, anche le fotografie sono state scattate da me. 03/07/2023 Marco di Patty Io credo che le persone ingrate abbiano un’intelligenza inferiore agli animali, tu cosa ne pensi? Elena Certamente, se un essere umano è così gli animali sono mille volte migliori, loro hanno un’intelligenza differente, non hanno la parola, ecc. quindi se sbagliano bisogna addestrarli, educarli, ma una persona adulta se si macchia di ingratitudine non si può dire che sia come un animale, ma migliaia di volte inferiore. L’ANIMALE TI POTREBBE AGGREDIRE SE GLI FAI DEL MALE, MA UN ESSERE UMANO MARCIO DENTRO TI AGGREDISCE ANCHE SE GLI HAI FATTO DEL BENE E PER INGRATITUDINE NEGA TUTTA LA VIOLENZA CHE HA USATO NEI TUOI CONFRONTI. MI FANNO TANTA PENA! 04/07/2023 Marco di Patty Il saggio di medicina che mi hai mandato è a dir poco grande! Mi piace anche la prosa dell’ultima poesia che ti avevo chiesto. Il mio prof. ci ha preso gusto anche lui, dice che con la poesia e la prosa si sente come se aprisse l’anima al mondo. Elena Infatti è così, tuffandosi nella letteratura è un toccasana non solo per la mente ma anche per il cuore. Preparami pure altre poesie per le prose, che mi divertono, poi te le manderò. Ho bisogno di staccarmi dal Web per qualche giorno; devo riordinare e portare a termine cose importanti. Nel frattempo i miei lettori possono sfogliare tutto l’archivio e vedere cose nuove che non hanno ancora visto né letto. A presto. 05/07/2023 Dott. Robert e Linda Che rapporto hai con i tuoi fratelli? Elena Nei loro confronti ho sempre avuto un rapporto leale, anche se abbiamo idee divergenti io le ho sempre rispettate. Posso dire questo: a loro non farei mai del male, ma nemmeno loro a me. 12/07/2023 Marco di Patty Riesci a dire bugie? Non ci credo neanche se me lo dicessi giurando. Elena Non le dico perché ho rispetto di me stessa, non riesco a tradirmi; credo che mi sentirei un cencio sporco. Quando qualcuno rinnega ciò che mi ha detto a distanza di qualche anno e non ha perso la memoria, io provo un senso di pietà e quella persona o quelle persone si annientano da soli. Una persona se è intelligente dovrebbe affrontare sempre ciò che ha fatto o detto, per la sua dignità, per la sua forza; come fa a mentire a se stesso-a sapendo che gli altri sanno che loro stanno mentendo, non riesco a capire. Comunque io credo ancora nelle persone di valore che sono quelle come mio padre, i miei genitori e i miei nonni, per fortuna ne conosco ancora molti così, e vedi la differenza. In giro ci sono anche persone che cercano di fregarti, di dirti una cosa per un’altra, e con questa gente i due occhi aperti non sono mai abbastanza, ma non si vergognano a mentire sempre come se il resto del mondo per loro non esistesse? 12/07/2023 Marco di Patty Sai che ho riconosciuto un’altra delle tue ricette nel libro di cucina che ha acquistato la madre della mia ragazza? Elena Ma guarda lascia che faccia, quella lì pensa di essere infallibile e di essere l’unica che sa cucinare, ma una che sa cucinare davvero non va a copiare le ricette di altre persone; io non guardo mai un programma di cucina per paura che la mia mente si lasci influenzare; quello che faccio voglio che esca dalla mia mente e dalla mia creatività, altrimenti non ci proverei soddisfazione. In quanto alle ricette tradizionali che ho imparato molto tempo fa da mia nonna, le faccio a modo mio, non guardo le ricette di altri. Ho insegnato a Federica a fare il lievito madre, ora lo cura e funziona davvero senza tanto disperarsi. Non è poi così difficile, un po’ di pazienza all’inizio e poi basta seguirlo e alimentarlo ogni giorno. Marco Le prose che mi hai mandato sono favolose, perché non le riscrivi qui sul tuo blog? Elena Sto aspettando una risposta su cose importanti, riguarda ciò di cui ti ho parlato il giorno stesso che mi sono presa un po’ di tempo per seguire certe cose. Se sarà possibile qui le metteremo dopo. 14/07/2023 Marco anche la mia ragazza legge tutte le tue prose, le piacciono molto, e come il mio prof. le è rimasta impressa quella della poesia di E. Montale ” La casa dei doganieri”. Elena Grazie! 15/07/2023 Marco di Patty Mia madre mi diceva spesso di stare attento quando andavo in internet, in realtà abbiamo scoperto che i veri criminali sono quelli che abitano a pochi km da casa nostra. Elena Qui da noi si dice ” Tutto il mondo è paese! “ 19/07/2023 Linda e dott. Robert Una madre che tiene lontano i figli e il marito dalla famiglia di lui che sono persone per bene, questa donna non usa il cervello, toglie ai suoi figli dei valori inestimabili, e li rovina facendoli attaccare al denaro e non ai sentimenti, così importanti per la nostra vita. E lo stesso vale per quella persona che mette odio tra fratelli; vi dovete far curare perché non solo siete malate ma siete da galera. Marco e Patty Noi sappiamo qual è il il tuo Q.I. perché non lo rendi pubblico? È una cosa che ti fa onore. Elena No, no, lasciamo stare per carità! Mando un grazie a Linda e a Robert, anzi non finirò mai di ringraziarli, ma questa cosa la teniamo ben custodita dentro la nostra cerchia di amicizie che non sono invidiose ma ben felici di far parte della nostra famiglia. Ti è piaciuta la prosa della poesia di Antonio Bertolucci “Al fratello? “ Marco Bellissima! Tocca l’anima. 21/07/2023 Marco di Patty Speriamo di poter continuare anche con gli argomenti di medicina, le ricette e tutti gli altri articoli, a me fanno molto comodo; sai che sono sincero. Elena Certo! Si ma dobbiamo creare qualcosa di più potente per fermare quelli che usano l’account, degli altri, gli articoli e le fotografie, che poi vanno ridotti in frasi sconce su siti per adulti senza il nostro consenso, altrimenti non mi va più di continuare. L’amministratore ci sta lavorando. Gli hacker e gli haters sono senza scrupoli e riescono ad entrare in molti siti; ma ci sono anche chi li sa fermare e punire.
Giugno 29, 2023 LE MIE PREVISIONI CON LE MIE LETTERE PER VOI admin TU E IL TUO 2023/24 COSA VUOI SAPERE? 29/06/2023 IL TUO 2023/24 FATTO CON IL CUORE Sono S. del Sagittario Vorrei capire perché le persone che danneggiano l’ambiente e gli altri non vengono punite? Anche se vai dal’avvocato non hai mai ragione. A me hanno saccheggiato il vigneto, so chi è l’autore, ma siccome non ho testimoni, l’avvocato mi ha detto che non si può incolpare qualcuno così senza prove. Io e altri siamo tutti sicuri di cio che diciamo; questa situazione mi fa capire che si deve fare giustizia da soli, e vedrai che poi a loro non verrà la voglia di ripetere ciò che hanno fatto! Anche perché hanno accusato me e la mia famiglia di essere andati a rubare da loro, quando invece quella cosa l’hanno portata dalla loro figlia per esporla nella fabbrichetta. Cosa potrei fare per avere giustizia? Non mi dire di andare a denunciare perché ne ho piene le tasche! Ti ringrazio. Elena Quello che ti ha detto l’avvocato è vero, se non porti le prove non sanno dove attaccarsi. Certo che ti capisco, sono situazioni che andrebbero risolte civilmente, tutti possiamo sbagliare ma bisogna essere forti per ammetterlo. Vedi? Se mi leggi capirai che molte volte io e i miei amici condanniamo la menzogna, l’invidia e la cattiveria, perché certe persone non ci sono con la testa. Se ti raccontassi tutti i dispetti che ho ricevuto da quando abito qui, e non ho mai fatto niente di male né a loro e ad altri, ci sarebbe da scrivere una lunga bibbia. Il fatto è che le persone così sono in gruppi; per fortuna non sono la maggioranza, altrimenti invece di chiamarlo mondo lo si potrebbe chiamare “manicomio”. Io ti consiglio di non lasciare perdere, altrimenti si ripeterà ancora, la cosa da fare è la denuncia: tu esponi le tue idee e vedrai che loro ne terranno conto; i ladri non sono mai stati infallibili, le forze dell’ordine sanno già chi sono; un giorno o l’altro avrai giustizia, anzi qualcuno ci arriverà di sicuro. Metti una telecamera, per ora è la cosa migliore. Ciao! 13/07/2023 Sono L. del Toro, sono anni ormai che mi porto dentro una cosa orribile; sono stata da uno psicoterapeuta, ho fatto molte sedute, ma non sono riuscita a concludere nulla; questo rimorso mi rimarrà per sempre. Anni fa avevo un’amica del cuore, un’amica vera, insieme ci divertivamo, scherzavamo e ridevamo moltissimo la nostra giovinezza. Ad un tratto, prima della maggiore età i suoi genitori la vollero indirizzare ad una vita monastica contro la sua volontà. Quando andavamo in giro a fare passeggiate, io siccome abitavo una casa più avanti l’accompagnavo e la salutavo, mi si ruppe la bici, anzi scese la catena e siccome era arrivata l’ora di cena non volli disturbare suo padre per aiutarmi; allora portai la bici fuori dalla corte e cercai di rimettere a posto la catena, nell’istante sentii le grida della mia amica, grida di dolore, erano i suoi genitori che la stavano picchiando, volevano a tutti i costi mandarla in convento, altrimenti sarebbe stato il disonore della famiglia. Io il giorno seguente come al solito andai a riprenderla per andare a fare la solita passeggiata, ma lei con dolcezza mi disse: non posso venire perché ho mia madre che non si sente bene, il giorno successivo la stessa cosa, poi andai a trovarla ma non si faceva vadere, forse per i lividi? Poi seppi che era partita per il convento di clausura. Il mio rammarico è di non avere denunciato la sua famiglia! Se l’avessi fatto non l’avrebbero forgiata così da entrare in clausura senza avere la vocazione, le hanno rovinato la vita; infatti morì molto giovane. Io non sono degna di avere amiche del cuore; aiutami! Elena Certo che avresti potuto fare qualcosa! Forse non pensavi che la cosa fosse così grave, o forse pensavi che tutto si sarebbe sistemato e che i suoi non potessero convincerla così contro la sua volontà. Potresti rimediare nel denunciare cose che secondo te non andrebbero fatte su altre persone; forse se ti capitasse di salvare qualcuno o qualcuna questa cosa smetterebbe di affliggerti così tanto. Devo ammettere però che sei di buon cuore e non sei affatto una brutta persona, anzi, sei bella dentro e non è vero che tu non meriti una amica del cuore, la meriteresti ancora di più. In certe situazioni ognuno di noi reagisce in modo diverso pur essendo in buona fede, non affliggerti, secondo me il solo pensiero di stare male a ciò che è successo fa capire che non saresti mai rimasta indifferente se fossi stata certa della situazione che dominava in quella famiglia. Sei ancora giovane, cerca di fae del bene a chi ne ha veramente bisogno, poi ci rivedremo. Ciao!
Giugno 26, 2023 DIALOGANDO CON VOI admin DIALOGANDO CON VOI 26/06/2023 Marco di Patty Lo conosci il poeta e scrittore Giuseppe Chiarini”? Il Prof. mi ha consigliato una sua poesia ” Un povero malato”. Grazie! Giuseppe Chiarini nacque ad Arezzo e morì a Roma. Era un grande conoscitore della letteratura tedesca e inglese, fu intimo amico di G. Carducci, faceva parte del sodalizio carducciano degi “Amici pedanti”, è uno dei critici più apprezzati dell’ottocento. Ha composto un volume autobiografico: ” Primo passo”, poi alcune ottime traduzioni, studi biografici sul Carducci, il Foscolo e il Leopardi più due volumi di liriche, ispirate alla morte di due figli: In memoriam Lacrymae. Nella poesia di “Un Povero Malato” descrive l’animo sensibile e buono dei bambini. L’ispirazione di questa poesia è la deduzione verso i bambini, e dice che non sempre i ragazzini sono crudeli verso gli animali. Eccone cinque che rivelano un animo grande; li osserva mentre guoardano al di sopra di un muro, che recintava un giardino, avevano scoperto in un’aiuola in mezzo ai fiori un povero fringuello, al quale la fucilata di un cacciatore aveva stroncato l’ala. I bambini mossi dalla compassione, per curarlo lo misero in una bella gabbietta, e lo confortavano, esortandolo a guarire, in modo che potesse riprendere presto il volo. Ma il povero uccellino s’intristiva sempre di più, forse dicevano pensava alla mamma e ai suoi fratelli, e un brutto giorno i bambini lo trovarono morto. Grande fu il dolore dei ragazzini che per tutto il giorno e il giorno seguente non ebbero la voglia di giocare, né di ridere come il solito. Toccante è il dolore delle ultime strofe della poesia. Marco A volte i bambini ci insegnano a vivere. Posso domandarti una cosa? Qual è quel fatto che ti toccò quando eri piccola da ricordartene per sempre? Elena Ne ho più di uno da non riuscire a dimenticare. Ma mi colpì molto quando seppi che qualcuno riuscì a rubare tutto ciò che aveva, ad una madre vedova con sette figli; il più piccolo era ancora in fasce. Io credo ancora che gente così non sia da calcolare come esseri umani con un cervello, un cuore e un’anima. Non sono mai riuscita a capire che razza di persone fossero, forse non erano persone ma animali travestiti da bestie. Tant’è vero che una volta mi trovai a faccia a faccia con una di loro, lei sapeva che io avevo saputo tutto, incominciò ad aggredirmi verbalmente, io restai ferma lì, immobile fino a quando non ebbe finito poi la presi per il collo e la tramortii. Da quel giorno quando l’incontravo cercava sempre di scappare o cambiare strada. Quella fu la prima e l’ultima volta che picchiai qualcuno. 27/06/2023 Marco di Patty Ti va di ritornare alla storia di un tempo che fu? Il decadentismo, l’estetismo e l’individualismo, in realtà a che cosa miravano? Tu come ti definisci tra questi movimenti? Grazie. Elena Io non faccio parte di questi tre movimenti, anche se amo la bellezza e l’ordine. Il decadente è fondamentalmente uno sradicato, che si sente contemporaneamente estraneo e supriore agli altri. Si opponeva alla borghesia industriale e ne condannava la volgarità, la superficialità e l’attaccamento al denaro e al benessere, non meno sprezzante era il suo atteggiamento verso il proletario che osava rivendicare i diritti, che avanzava violentemente e contribuiva a creare disordine. Né tantomeno l’artista che si asteneva dal condannare i governi parlamentari e la politica di relativa apertura alle masse e le parvenze di democrazia. Da questo isolamento scaturiva quello che era il centro del sistema decadente, e cioè l’estetismo. In realtà per il decadente la sfera della morale era tutt’uno con quella dell’arte, ed infatti al centro del sistema decadente era l’estetismo; il vero culto o religione del bello. Alla vita e all’arte del decadente non presiedevano la morale, nemmeno le regole della società borghese, ma egli instaurava una nuova morale, una nuova religione, la religione della bellezza, della raffinatezza, dell’eleganza: la vita stessa era costruita come un’opera d’arte. L’estetismo derivava dalla convinzione che il decadente avesse dell’essere superiore, distante tanto dalla borghesia volgare e materialista quanto dal proletario rozzo, prepotente e violento, era causa ed effetto dell’atteggiamento individualista. Questo movimento era caratterizzato da un’esasperato individualismo; incapace di comunicare con il mondo esterno, con un modo con cui non aveva più nulla in comune. Il decadente perse la speranza di migliorare la società, perdendo questa fiducia vedeva i mali della società e se ne ritraeva con disgusto, orgoglioso di sentirsi elevato e al di sopra di ogni mediocrità e superficialità delle masse, fiducioso solo nel gesto isolato, nell’atto che lo distingue dalla inettitudine generale. Nacque così il culto della violenza in tutti i suoi aspetti: da quella politica che aspirava al governo forte contrapposto alla democrazia per respingere definitivamente le istanze delle masse, a quella collettiva che auspicava la guerra come sola igiene del mondo e come mezzo per uscire dalla grettezza dell’ esistenza massificata, a quella individuale come tendenza a porsi al di sopra e al di fuori delle leggi comuni, come ispirazione del gesto eroico e all’azione individuale. Marco Grazie. 28/06/2023 Marco Hanno tirato fuori un’altra poesia di Vincenzo Cardarelli, “Ajace” è stato così famoso? Grazie. V. Cardarelli nacque a Tarquinia e morì a Roma. È stato un poeta scrittore forse meno famoso di alcuni che abbiamo citato fino ad oggi, ma non meno bravo. Pensa che dopo aver compiuto gli studi elementari in Maremma, si trasferì a Roma. Esercitò vari mestieri per vivere, poi andò a Firenze, dove entrò nel giornalismo. Poi tornò a Roma e fondò un periodico “La Ronda”, che esercitò grande influenza sulla letteratura contemporanea. Fu autore di numerosi saggi critici e di versi. Le sue opere sono : I prologhi; Le poesie; Viaggi nel tempo; Giorni in piena; Solitario in Arcadia; Villa Tarantola; ecc. Nella poesia ” Ajace”, l’eroe omerico che combattè con i greci sotto le mura di Troia, è per il poeta, l’eroe discretissimo, colui che seppe affrontare i pericoli e i travagli più duri della lunga guerra, senza recriminare, né atteggiarsi da eroe, e nemmeno chiese l’aiuto degli dei. Egli fu primo fra i suoi, non secondo a nessuno in battaglia, fu però solo nella sventura: il mare, infine, più giusto degli uomini, gli rese giustizia, trasportando sul suo tumulo le armi di Achille, a cui Ajace ambiva; come premio del suo valore, e che invece Ulisse, maestro di inganni, si fece assegnare. Marco Bella, mi piace. Grazie! Marco Perché certe persone non riescono a prendersi le proprie responsabilità? Cosa sono certi dispetti? E poi cercano sempre d’incolpare le persone per bene. Elena Le persone oneste e quelle disoneste fanno parte di questo mondo. L’importante è difendersi sempre e non mentire mai! C’è che ha molte cose da nascondere e cerca sempre di farlo con la gente pulita; anzi se la prende con la gente migliore, mostrandosi loro come vittime, ma c’è anche molta, anzi moltissima gente intelligente e super che ci consoliamo al solo pensiero. 30/06/2023 Marco di Patty Vorrei sapere: alle tue poesie che hai scritto hai fatto anche la prosa? Ne ho un’altra di poesie che abbiamo scelto con il prof, ed è “Il picchio rosso” di Corrado Govoni, te la ricordi? Grazie! Elena Sì, delle poesie che ho scritto ho fatto sempre le prose, le conservo in cartelle insieme alle rispettive poesie; le prose però non le ho pubblicate. Elena IL PICCHIO ROSSO di Corrado Govoni, eccola qui, ho conservato tutte le mie prose, in fascicoli alti 20 cm, io credo di avere imparato a memoria quasi tutte le poesie dei poeti italiani e stranieri, con le rispettive prose. Il picchio rosso, l’ispirazione per questa poesia fu dettata al poeta da un episodio realmente accaduto. Un giorno, quando viveva nella sua casa di campagna a Tamara, andando a caccia, sparò ad un picchio rosso ferendolo ad un’ala. Il povero picchio mandava un verso di dolore come fosse un essere umano, poi cadde sopra un mucchio di paglia e un uomo di una fattoria lì vicino lo finì caplestandolo. Il poesta nerimase così sconvolto che da quel giorno smise di andare a caccia. Il questa poesia è il povero picchio stesso che narra la sua dolorosa storia, dai giorni felici delle scorribande sugli alberi al triste momento in cui fu ucciso. Marco Che bello saper fare le poesie, dici che un giorno ci riuscirò anch’io? O un medico è troppo occupato perché gli venga l’ispirazione? Elena No, che non sarà impegnativo, anzi, le poesie poi saranno un diversivo per rilassarti e sentirti bene dentro. Io sono certa che se hai anche la passione per la letterartura potresti incominciare già da ora, ascoltati e ascolta tutto ciò che ti sembra giusto o sbagliato, ciò che ti farà sentire bene oppure male, ma soprattutto ama tutto ciò che fai; lascia andare la tua mente oltre la barriera dell’impossibile. Ciao, al prossimo articolo di “Dialogando con voi”.
Giugno 26, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DICASA MIA TRECENTOSETTANTASEIESIMA PARTE 26/06/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Ingredienti: un’orata grande, sale, pepe, tabasco, rosmarino, salvia, aglio, prezzemolo, limone. Per la marinatura: succo di arancia, succo di lime, sale, prezzemolo, erba cipollina, olio extra vergine d’oliva. Esecuzione: pulire bene l’orata e lavarla accuratamente. Metterla a marinare nel succo di un’arancia spremuta e un lime, sale, erba cipollina e prezzemolo. Dopo un paio d’ore togliamo il tutto e la riempiremo con le altre erbe citate sopra, sale, pepe, una punta di tabasco, olio extra vergine d’oliva e con il quale la spennelliamo; la mettiamo in forno a 200° per 10 minuti, nel frattempo friggiamo le patatine a secco con qualche fiore di zucca e li serviremo insieme all’orata. Federica Buonissima fatta così, saporita e leggera. Tu sei sempre stata brava a cucinare il pesce, peccato che però a te il pesce non piaccia. Elena Grazie cara fede, non è che il pesce a me non piaccia, mi piaceva tantissimo! Ma da tempo ormai lo cucino soltanto perché anche essendo buonissimo non riesco a mandarlo giù, per tutti i caduti in mare; è una questione di punti di vista. 27/06/2023 Elena Un piatto gustoso con farciture estive; sono i tortelloni ripieni di fiori di zucca e ricotta, altri con borragine e ricotta, gogonzola dolce. Molto buoni. TORTELLONI IN DUE VERSIONI Ingredienti: farina per pasta fresca oppure semola di grano duro, uova, borragine, gorgonzola, fiori di zucca, ricotta, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, latte, parmigiano reggiano, salvia, cipollotti, noce moscata, tabasco. Esecuzione: incominciamo col eseguire i ripieni, setacciamo la ricotta, in una padella facciamo rosolare i cipollotti tagliati finemente, i fiori di zucca a listarelle, poi li uniamo a metà della ricotta, saliamo, pepiamo e aggiungiamo anche il gorgonzola e la noce moscata. Amalgamiamo bene il tutto e passiamo all’altro ripieno: abbiamo sbollentato la borragine, abbiamo aggiunto la noce moscata, un po’ di tabasco, il gorgonzola dolce, e abbiamo amalgamato bene il tutto. Adesso che abbiamo pronti i due ripeni, impastiamo per tirare la sfoglia, che poi andremo a riempire e daremo ai ravioli alcune forme. L’acqua bolle, il sale c’è, caliamo i ravioli un po’ per volta poi li scoliamo in una teglia dove abbiamo messo un pesto di salvia, e crema di parmigiano. Eccoli nella foto sopra; squisiti davvero! Fedeirca Immagino già i sapori e le consistenze. 28/06/2023 Elena Oggi presento una ricetta gustosa, fresca, nutriente fatta con le verdure ed erbe di stagione: è il pasticcio di zucchine in besciamella leggera. Squisito. PASTICCIO DI ZUCCHINE IN BESCIAMELLA LEGGERA Ingredienti: 4 zucchine di media grossezza, sale, pepe, tabasco, prosciutto cotto a fettine, parmigiano reggiano, olio extra vergine d’oliva, salvia, noce moscata, spezie miste, menta, prezzemolo, aglio, farina tipo “0”, latte, olio per friggere. Esecuzione: per prima cosa tagliamo le zucchine per il lungo, dallo spessore di qualche millimetro; le saliamo e le lasciamo riposare un’oretta. Nel frattempo facciamo un besciamella leggera con latte, farina, olio extra v. d’oliva, spezie, noce moscata, parmigiano grattugiato. Adesso prendiamo le zucchine, le mettiamo in un piatto largo dove abbiamo fatto una marinatura con olio, menta, salvia, aglio, tabasco, sale e pepe; le lasciamo marinare per trenta minuti poi le mettiamo sulla griglia per qualche secondo (non devono spapolarsi perché poi dovranno continuare la cottura in forno. Mettiamo insieme il nostro pasticcio prendendo una teglia, sul fondo mettiamo qualche cucchiaio di besciamella, poi copriamo con le zucchine grigliate, una spolverata di parmigiano, il prosciutto, le zucchine e la besciamella, via via fino a quando la teglia non si sarà riempita. Copriamo con un po’ di parmigiano grattugiato e erbe poi inforniamo a 160° per 30 minuti e il piatto sarà pronto. Federica Sai che è come se le avessi assaggiate? Sono squisite! 29/06/2023 Elena A noi piace molto la pasta sfoglia, prima di riuscire a farla come piace a me confesso che ho provato molte volte. Ora però ne è valsa la pena perché mi riesce fragrante, leggera senza il lievito; l’importante è fare molti passaggi: prima per un verso e poi per l’altro, nel senso di amalgamarle ben dal lato verticale e poi passare a quello orizzontale e così via. La mia è buonissima se fatta e usata, se la metto nel congelatore poi cambia notevolmente. Ma niente paura perché non si perde molto tempo a realizzarla: basta impastare bene la prima volta, poi ogni mezz’ora circa la si riprende dal frigorifero e si ripiega, nel frattempo possiamo fare qualcos’altro. SACCOCCI DI PASTA SFOGLIA FRESCA FARCITI Ingredienti per la pasta sfoglia: farina “00”, acqua, sale, burro e molti passaggi. Per la farcitura: salumi, formaggi e verdure. Esecuzione: impastiamo con acqua , sale e farina, formiamo un panetto non troppo consistente, ma che non attacchi alle dita (deve essere vellutato, si tira col mattarello, poi si appoggia sopra il burro a temperatura ambiente, si chiude il panetto a portafogli e lo si passa ancora col mattarello; si ripone mezz’ora in frigorifero e si ripassa dall’altro senso cioè se abbiamo tirato la sfoglia verticalmente, ora la giriamo e la tiriamo orizzontalmente, e così via per tutta la giornata. Il risultato è questo che vedete nella foto; il resto poi è facile, si prende la sfoglia, si traccia e si taglia un rettangolo o un cerchio o altre forme, e si farciscono con quello che vogliamo poi si cuoce in forno a temperatura alta per 15 minuti. Federica Diciamo che la tua sfoglia la mangerei tutti i giorni, come quella della pasta fatta in casa. Elena Grazie! 30/06/2023 Elena La pasta è sempre la pasta, ma si può condire in una miriade di maniere; questa che presento oggi sono i fusilli con stracotto di anatra, erdure ed erbe miste; squisita sia d’inverno che d’estate. FUSILLI IN STRACOTTO DI ANATRA Ingredienti: fusilli, anatra, olio extra vergine d’oliva, sale peperoncino, sedano, carote, cipolla rosata, pomodoro in salsa, origano, basilico, cerfoglio, due chiodi di garofano, marsala secco. Esecuzione: incominciamo con lo stracotto, facendo rosolare la carne disossata e sfumata col marsala secco. In un’altra casseruola facciamo rosolare le verdure in poco olio tagliate a piccoli pezzi, poi uniamo l’anatra. Adesso mettiamo i chiodi di garofano, sale peperoncino q.b. origano, basilico, cerfoglio, il pomodoro in salsa, infine l’acqua o brodo vegetale; portiamo ad ebollizione e lasciamo cuocere il tutto lentamente a stracotto. Una volta lasciato raffreddare tagliamo finemente la carne e la rimettiamo nel suo sugo ad insaporire maggiormente. Caliamo la pasta, la togliamo a cottura desiderata, e la condiamo con il nostro ragù, una manciata di parmigiano sopra ogni piatto; chi desidera il pane abbrustolito, o altre erbe, va bene perché sarà buona comunque. Federica Il ragù con l’anatra in stracotto è fenomenale! Che sapori. 01/07/2023 Elena Oggi presento le mie mezze lune nuove con ripieno di ricotta, cipolle caramellate, erbe e spezie. Sono buonissime anche perché molto leggere. MEZZE LUNE NUOVE Ingredienti: farina tipo “0”, vino moscato delle nostre zone, olio extra vergine d’oliva, sale, zenzero. Per la farcitura: ricotta vaccina o di pecora, cipolle saltate in poco olio, origano fresco, maggiorana, sale, pepe. Esecuzione: in una ciotola mettere la farina, il sale, l’olio, lo zenzero e il vino q.b. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio e setoso, lasciarlo riposare per un’ ora e più, nel frattempo setacciamo la ricotta, la condiamo con le erbe, il pepe, la maggiorana e l’origano. Adesso stendiamo la sfoglia, poi con uno stampo possiamo tracciare dei cerchi o dei rettangoli, mettiamo il ripieno e li chiudiamo bene. Ora li spennelliamo con l’olio e li mettiamo in forno a 185° per 15 minuti; controllare la cottura prima di sfornarli. Federica Squisitissimi!
Giugno 21, 2023 LA NOSTRA SALUTE admin RISPOSTE AILETTORI QUARANTADUE CENTOTRENTASETTESIMA PARTE 21/06/2023 L’ULTIMA PARTE DELLE ARTERIE Proseguiamo con l’arteria iliaca esterna: pari, dà origine all’arteria epigastrica inferiore che risale ad irrorare le zone inferiori della parete dell’addome, e l’arteria circonflessa iliaca profonda con un campo di distribuzione simile alla precedente; all’altezza del legamento inguinale l’arteria iliaca esterna si continua con l’arteria femorale. Arteria femorale: continuazione dell’iliaca esterna, è destinata all’irrorazione dell’arto inferiore; cede un ramo all’arteria epigastrica superficiale per le pareti addominali, le arterie pudende esterne per gli organi genitali esterni, rami per il muscolo quadricipite, l’arteria femorale profonda, e l’arteria grande anatostomotica chepartecipa alla formazione del circolo arterioso del ginocchio, si contina con l’ateria poplitea. Arteria poplitea: continuazione della precedente, prima di dividersi nei due rami terminali, cede rami all’articolazione del ginocchio e ai muscoli gemelli. Arteria tibiale anteriore: ramo terminale della popplitea che cede rami per i due muscoli della loggia anterolaterale della gamba, rami ricorrenti per la circolazione del ginocchio e rami malleolari; si continua distalmente con l’arteria pedidia, che si distribuisce ai tessuti del dorso del piede. Arteria tibioperoniera: breve tronco comune delle arterie tibiali posterioree peroniera, la prima delle quali fornisce rami ai muscoli e ai tegumenti della regione posteriore della gamba, al malleolo mediale terminando con le arterie plantari. L’arteria peroniera si distribuisce oltre che al perone, ai tessuti della regione posteriore della gamba per terminare con le arterie peroniere anteriore e posteriore e con la malleolare posterolaterale. Come nella mano, anche nel piede i rami terminali di varie arterie si anastomizzano tra loro dando luogo tra l’altro alla formazione di un’area plantare, da cui si distaccano gran parte dei rami destinati alle dita del piede. Fine 22/06/2023 Marco di Patty Mi piacerebbe avere anche il sistema venoso. Grazie! Elena L’apparato venoso è costituito da due grossi vasi che sboccano nell’atrio destro del cuore: la vena cava superiore e la vena cava inferiore. Nella superiore confluisce il sangue che proviene dalla testa e dagli arti superiori, anche dal torace. La seconda raccoglie il sangue della parte sotto il diaframma. Nell’atrio destro si getta anche il seno coronario, con il sangue refluo dal miocardio. E anche in questo apparato abbiamo le vene più importanti che sono: la vena cava superiore: impari, formata dalla confluenza delle due vene anonime; riceve anche la vena grande azygos che raccoglie il sangue delle pareti toraciche e comunica con le vene sotto diaframmatiche. Vena anonima: pari, si origina dalla confluenza della giugulare interna e della succlavia. Vena giugulare interna: pari, nasce dal seno venoso laterale, intracranico, raccoglie il sangue proveniente dall’encefalo, dalla lingua, dalla faccia, dalla faringe e dalla tiroide. Vena succlavia: pari, è la vena che convoglia il sangue dell’arto superiore e della parte superiore del torace, ricevendo rami anche dal collo e dall’addome; tra le altre vi confluiscono la giugulare esterna e la giugulare anteriore. Vena cava inferiore: si origina dalla confluenza delle vene iliache comuni; riceve sangue da vasi molto importanti quali le vene epatiche, le vene renali, la vena genitale destra, mentre la sinistra confluisce nella renale. Vene epatiche: raccolgono il sangue refluo dal fegato, sia quello che vi giunge tramite l’arteria epatica, sia quello della vena porta. Vena porta: è un grosso tronco venoso impari, che si distribuisce nel fegato, con una fitta rete di rami e di capillari, portandovi il sangue proveniente dall’intestino e dalla milza, e cioè quello che contiene i prodotti della digestione e quello derivante dalla funzione emocateretica lienale. Tre sono i vasi della cui confluenza nasce la vena porta e cioè la vena mesenterica superiore, la mesenterica inferiore e la splenica o lienale. Continua… 23/06/2023 La vena renale: impari, confluisce alla cava il sangue del rene e della ghiandola surrenale; altri rami surrenali si gettano direttamente nella cava inferiore. Vena genitale: denominazione comune della vena spermatica interna dell’uomo e dell’ovarica nella donna. Raccolgono rispettivamente il sangue deltesticolo e degli altri organi genitali interni femminili; a destra sbocca nella vena cava inferiore, a sinistra nella vena renale. Vena iliaca comune: ramo pari che si fonde con il controlaterale per dare origine alla vena cava inferiore. A sua volta è formata dalla confluenza delle vene iliache interna ed esterna Vena iliaca interna: pari, ripete la distribuzione dell’arteria omonimae raccoglie il sangue degli organi del bacino e delle pelvi. Vena iliaca esterna: pari, continuazione della vena femorale, e confluisce nella vena iliaca comune. Vena femorale: raccoglie il sangue dell’arto inferiore, si continua con la vena iliaca esterna. Le vene, ad esclusione di alcuni grossi tronchi e delle vene superficiali, quelle che si trovano appena sotto la cute, seguono il decorso delle arterie ed il più delle volte sono doppie, per ogni arteria corrispondono due vasi venosi frequentemente anastomizzati tra loro. Tra le vene superficiali, quelle dell’arto superiore hanno una disposizione incostante, ma sono quasi sempre riconoscibili una vena basilica mediale e una vena cefalica laterale entrambe confluenti nella vena ascellare. Nell’arto inferiore sono costanti una grande vena safena che ha inizio sul dorso del piede e percorre tutta la faccia mediale dell’arto per andare a confluire nella vena femorale, ed una piccola safena che decorre sulla faccia laterale della gamba e si getta nella vena poplitea dietro al ginoccho. Fine 24/06/2023 Elena Ieri sera ho detto a tua madre che per completare l’apparato circolatorio è necessario che tu impari anche il sistema linfatico; te lo scrivo anche qui. Il sistema linfatico è una serie di strutture anatomiche che fanno parte e partecipano contemporaneamente all’apparato circolatorio e a quello omopoietico. La sua funzione è dedita al trasporto della linfa: un liquido che deriva dai fluidi interstiziali, e presenta una composizione diversa a seconda dell’organo di origine. Questa funzione è conformata da un’immensità di canalicoli che partono da tutti i tessuti (tranne che la placenta) e si riuniscono in vasi sempre più grandi che terminano alla confluenza tra le vene giugulare e succlavia dei due lati. I canali più piccoli hanno parerti formate da sole cellule endoteliali; procedono dalla periferia verso il centro, la parete si ispessisce per via dello strato connettivale che ha fibre elestiche e muscolari.I vasi linfatici più grandi sono forniti di un sistema valvolare sul tipo di quello delle vene. Soltanto i vasi maggiori hanno una topografia costante, mentre per i più piccoli, il percorso è assai veriabile. Lungo il percorso dei vasi linfatici sono intercalati i linfonodi: accumulo di tessuto linfatico, hanno una forma dei reni, racchiusi da una capsula connettivale che invia verso l’interno dei sottili sepimenti. In superficie di ogni linfonodo, il tessuto linfatico è ammassato in piccoli noduli chiamati follicoli linfatici, dove si riproduconi i linfociti. Verso la parte centrale il tessuto linfatico è distribuito più uniformemente. La regione corticale è circondata da uo spazio continuo in cui circola la linfa che arriva attraverso i vasi linfatici afferenti. Da questo spazio e cioè il seno linfatico, la linfa si dirige verso la midollare, scorre attraverso cordoni cellulari rivestiti da endotelio raggiunge la parte concava del linfonodo da cui si dipartono i vasi efferenti procedendo verso il centro della circolazione. I linfonodi sono il più delle volte riuniti in gruppi che sono le stazioni linfatiche, a localizzazione fissa. I vasi linfatici dei vasi nferiori del bacino e dei visceri addominali confluiscono attraverso stazioni superficiali e profonde, nei linfonodi che circolano nel tratto lombare dell’aorta. I vasi efferenti di questi linfonodi si riuniscono in un’ampolla, la cisterna di Pecquet, dalla quale un grosso vaso collettore, che è il dotto toracico, sale lungo la colonna vertebrale per gettarsi nella confluenza fra vena succlavia e giugulare sinistra. Dopo aver ricevuto anche la linfa della parte sinistra del torace con il tronco bronco-mediastinico, la linfa dell’arto superiore dello stesso lato col tronco linfatico succlavio e quella della metà sinistra del capo col tronco giugulare. A destra i tronchi linfatici citati si riuniscono in un breve vaso, il dotto lonfatico destro, che sbocca all’unione della vena giugulare e della succlavia di destra. La prograssione della linfa nel sistema è dovuta alla pressione dei liquidi interstiziali, alle fibre muscolari delle pareti dei linfatici, alla presenza di valvole che impediscono il reflusso, all’azione dei muscoli che contraendosi comprimono i vasi; alla minor pressione del sangue nelle grosse vene rispetto a quella dei dotti linfatici. Con la linfa si riversano nel sangue, oltre a componenti specifici provenienti dai diversi organi, anche i linfocitioriginati nei linfonodi. I linfonodi, dall’altra parte, rappresentano importanti stazioni di difesa per un azione di filtro sulla linfa e per la partecipazione al sistema immunitario dell’organismo. Elena Da questi elementi puoi studiare uno ad uno il loro percorso e la loro funzione per capire e memorizzare. Marco di Patty Grazie! Mi piacerebbe avere un consiglio da te, una lezione di vita, perché so che parli con il cuore. Elena Anche tu come pochi eri adulto a cinque anni, non credo che tu abbia bisogno di dritte ; sei più maturo della tua età, lo hai dimostrato dalla scelta che hai fatto, sto parlando della tua ragazza. Comunque io credo che la cosa più bella per una persona sia quella di essere forte con grinta ma soprattutto leale. La lealtà fa di tutti gli esseri umani persone vere, la sincerità è un grande valore, questo credo che tu la sappia già; difendi sempre i tuoi diritti e i tuoi sogni senza mollare mai!
Giugno 17, 2023 LA NOSTRA SALUTE admin RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOTRENTASEIESIMA PARTE 17/06/2023 Elena Mi hai chiesto la spiegazione di “cariocinesi”, eccola. La cariocinesi è la divisione cellulare indiretta, mediante la quale i cromatidi (ciascuna delle due subunità di cui risulta costituito un cromosoma) gemelli derivati dalla suddivisione lungitudinale di ciascun cromosoma di una cellula, si distribuiscono nelle due cellule figlie di quest’ultima in modo che ciascun cromosoma venga rappresentato in esse una sola volta. La cariocinesi assicura quindi un corredo cromosomico costante, tipico della specie a cui l’organismo appartiene. Nella cariocinesi si distinguono quattro stadi fondamentali: profase, matafase, anafase telofase. In profase i cromosomi appaiono come filamenti lunghi e sottili, più o meno avvolti e intrecciati, che vanno via via ingrossandosi e spiralizzandosi fino a raggiungere 1/10 della lunghezza iniziale. In ognuno di essi si evidenzia sempre più chiaro il centro motore, detto centrometro. Membrana nucleare e nucleo vanno sparendo, mentre dai centrioli, migrati ai poli opposti della cellula, si organizza il fuso acromatico, costituito da fibre continue che vanno da un polo all’altro, e fibre crosomomiali che prendono contatto con i centromeri (In metafase i cromosomi si muovono e si dispongono a formare una piastra equatoriale del fuso ripiegandosi a V, con le braccia che sporgono nel citoplasma e con i centromeri interni, formando così una tipica figura stellata. Segue la scissione sincrona di ogni centromero in due granuli, ognuno dei quali trascina il cromatidio cui è collegato migrando ai due poli cellulari. Segue l’anafase, in cui si formano due gruppi di cromatidi che si possono ormai chiamare cromosomi figli. In telofase la separazione dei cromosomi è completa, si ricostituiscono due membrane nucleari attorno ai nuovi nuclei, i cromosomi appaiono nuovamente distesi a forma di spirale. Contemporaneamente avviene la citodieresi, cioè la divisione del citoplasma nelle due cellule figlie. Il nucleo assume poi la morfologia tipica della fase di riposo o fase intercinetica. Marco Grazie! Così è concisa, riduttiva ma efficace. 19/06/2023 Marco di Patty Perché nei nostri vasi ci sono arterie più importanti di altre? Ma le arterie non sono tutte importanti? Elena Certo che le arterie sono tutte importanti, ma alcune sono più importanti perché da esse nascono altre arterie e via via così. Ad esempio l’arteria aorta è l’arteria più importante e principale della nostra grande circolazione. Sorge dal ventricolo sinistro si dirige in alto viene chiamata “aorta ascendente”, descrivendo un arco dall’avanti all’indietro e da destra verso sinistra Arco aortico, poi si pone davanti alla colonna dei corpi vertebrali, discendendo poi nel torace “aorta discendente”, poi attraversa il diaframma, va nell’addome e termina all’altezza della quarta vertebra lombare con la divisione nelle due arterie iliache comuni. Dal tratto iniziale dell’aorta nascono le due arterie coronarie che irrorano il cuore, a livello dell’arco si staccano una dopo l’altra, l’arteria anonima che si dividerà ben presto in succlavia destra e carotide comune destra, l’arteria carotide comune sinistra e la succlavia sinistra. Le carotidi sono destinate all’irrorazione della testa, mentre la succlavia a quella dell’arto superiore. Nel tratto toracico l’aorta emette dieci arterie intercostali per la vascolarizzazione delle pareti toraciche, dallo stesso tratto nascono rami per i bronchi, l’esofago, il pericardio e i linfonodi mediastinci. Sotto il diaframma dall’aorta nascono il tronco celiaco, l’arteria mesenterica superiore, le arterie surrenali medie, l’arteria renale, l’arteria genitale e l’arteria mesenterica inferiore. Per ultimo nel punto in cui l’aorta si divide nelle due iliache, nasce un altro ramo impari e mediano, l’arteria sacrale media, che sembra un ramo terminale dell’aorta. 20/06/2023 Abbiamo l’arteria anonima, si origina dall’aorta e si divide dopo circa due cm in a. succlavia destra e a. carotide comune destra. Arteria succlavia: si origina a destra dall’anonima e a sinistra dall’ aorta. I suoi rami collaterali e cioè le arterie che si dipartono dal suo tronco, sono: L’arteria tiroidea inferiore, la mammaria interna, l’intercostale suprema, la trasversa del collo, la trasversa della scapola, la cervicale profonda, e la vertebrale; la tiroidea inferiore, la trasversa del collo, e la cervicale profonda nascono spesso da un tronco tireocervicale comune. L’arteria vertebrale raggiunge il rachide, attraversa le ipofisi traverse delle vertebre cervicale e penetra nel cranio per contribuire all’irrorazione dell’encefalo. L’arteria succlavia si continua con l’arteria ascellare. Arteria carotide comune: nasce a destra dall’anonima e a sinistra dall’arco aortico; dopo un percorso ascendente si divide in arteria carotide interna ed arteria carotide esterna. L’arteria carotide interna: è il ramo terminale della carotide comune, penetra nel cranio attraverso un canale posto all’apice della rocca petrosa; rami collaterali: arteria caroticotimpanica, arteria oftalmica. Rami terminali, gli ultimi rami in cui un’arteria si divide perdendo la sua individualità, sono: l’arteria cerebrale anteriore, la cerebrale media, la comunicante posteriore e la corioidea. Le prime tre concorrono anastomizzandositra loro e con la cerebrale posteriore, a formare il cosiddetto poligono di Willis, da cui dipende quasi tutta la circolazione cerebrale. Arteria carotide esterna: ramo terminale della carotide comune; rami collaterali: arteria tiroidea superiore, arteria facciale, arteria linguale, arteria occipitale, arteria auricolare posteriore, e arteria faringea inferiore. Essa termina dividendosi in due rami: arteria mascellare interna e l’arteria temporale superficiale, l a prima si distribuisce alla cassa del timpano, al muscolo temporale, alle arcate dentarie, ai muscoli della faccia e conta fra i suoi rami più importanti l’arteria meningea media. L’arteria temporale superficiale irrora la parotide, i muscoli della guancia, il muscolo temporale, i tegumenti della regione parietale e il padiglione auricolare. Arteria ascellare: è la denominazione di un tratto del tronco arterioso destinato all’arto superiore; e infatti il proseguimento della succlavia e si continua con l’arteria bronchiale, i suoi rami collaterali sono l’arteria aeromiotoracica, la mammaria esterna, la sottoscapolare, le arterie circonflesse omerali. Arteria bronchiale od omerale, è la continuazione dell’arteria precedente, il limite tra le due, essendo convenzionalmente stabilito a livello del margine inferiore del muscolo pettorale, cede un’arteria nutritizia per l’omero, rami per la cute ed i muscoli circostanti, l’arteria omerale profonda e le cosiddette collaterali ulnari superiore ed inferiore che partecipano alla vascolarizzazione del gomito, termina dividendosi nell’arteria ulnare e nella radiale. L’arteria ulnare, ramo terminale dell’arteria brachiale; rami collaterali: arterie ricorrenti ulnari per la circolazione del gomito, arteria interossea comune, arteria trasversa superiore del carpo, arterie ulnodorsale e . Arteria ulnopalmare. Termina anastomizzandosi con l’arteria radiopalmare per formare l’arcata palmare superficiale. Arteria radiale: altro ramo terminale dell’arteria brachiale; rami collaterali: arteria ricorrente radiale, rami per i muscoli dell’avanbraccio, arteria trsversa radialeanteriore del carpo, arteria radiopalmare, arteria dorsale del pollice, arteria dorsale del carpo, arterie metacarpee , termina anastomizzandosi con l’arteria ulnopalmare per formare l’arcata palmare profonda. E’ sull’arteria radiale che il medico valuta abitualmente il polso. Dalle arcate arteriose palmari, della cui formazione si è detto a proposito delle arterie ulnare e radiale, che nascono i rami metacarpei palmari e le arterie digitali. 21/06/2023 Elena E adesso si continua con l’ultima parte, questo ti servirà ad imparare per conoscere il nome e la funzione di tutte le arterie di cui è composto il nostro corpo. Riprendiamo dall’arteria celiaca: impari, si stacca dall’aorta addominale e si divide quasi subito in tre rami: arteria epatica, la gastrica sinistra e la splenica. L’arteria epatica provvede alla nutrizione del fegato. L’arteria gastrica sinistra dà rami per lo stomaco, per l’esofago e per l’epiploon gastroepatico, termina anastomizzandosi con l’arteria gastrica destra, ramo dell’epatica. L’arteria splenica irrora la milza dopo aver dato rami per lo stomaco arteria gastroepiploica sinistra, arterie gastriche brevi e arteria gastrica posteriore e per il pancreas. Ed ora veniamo all’arteria renale: pari, sorge dall’aorta addominale e si distribusce alla ghiandola surrenale ed al rene. Arteria mesenterica superiore: impari, nasce dall’aorta addominale; cede rami al pancreas e al duodeno, l’arteria pancreatico-duodenale inferiore, l’arteria colica destra e alcune arterie per l’intestino; si anastomizza con le arterie ileo-colica e colica media, suoi stessi rami. Arteria genitale: pari, nasce dall’aorta addominale e scende ad irrora la gonade omolaterale; prende il nome di spermatica interna nell’uomo e di ovarica nella donna. Arteria mesenterica inferiore: impari, dall’aorta addominale, si distribuisce al colon trasverso, al colon discendente, al sigma ed al retto; termina cn le arterie emorroidarie superiori. Arteria iliaca comune: pari, si forma dalla devisione terminale dell’aorta, si divide a sua volta in due rami, l’arteria iliaca interna e l’arteria iliaca esterna. Arteria iliaca interna: pari, si distribuisce agli organi pelvici, alle regioni glutee ed al pudendo, i suoi rami collaterali sono: arteria iliolombare, l’arteria glutea superiore, le arterie sacrali laterali, l’arteria otturatoria con rami per alcuni muscoli pelvici, per la vescica, la prostata, ed imuscoli mediali della coscia, l’arteria ombelicale che nel feto riporta il sangue alla placenta mentre nel neonato si atrofizza in un legamento, le arterie vescicali inferiori, l’arteria emorroidaria media e nella donna le arterie uterina e vaginale; termina con le arterie glutea inferiore e pudenda interna. La prima destinata ai muscoli della regione glutea e ad alcuni muscoli della coscia, la seconda diretta ad altri muscoli regionale ed ai genitali esterni. L’ultimo capitolo continua nell’articolo: “risposte ai lettori quarantadue centotrentasettesima parte”.
Giugno 16, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSETTANTACINQUESIMA PARTE 16/06/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Oggi ho la ricetta di un pesto nuovo, l’ho realizzato con i pisellini e i loro baccelli, il basilico fresco, il limone per dare acidità: un pesto squisito, saporito e leggero. Ingredienti: pisellini freschi, molto giovani con il loro baccello, basilico fresco, succo di limone, parmigiano reggiano, emmental, olio extra vergine d’oliva, un cipollotto bianco, sale, pepe, peperoncino, spaghettoni. Esecuzione: Lavare bene i baccelli dei piselli, poi sgranarli lavare accuratamente anche le foglie di basilico, tagliare a pezzetti i due formaggi, e il cipollotto, aggiungere l’olio, il sale, il succo di un limone, pepe e peperoncino. Mettere il tutto nel mixer e macinare fino ad ottenere una crema verde e profumata. Ora caliamo gli spaghetti, li scoliamo al dente e li condiamo con il pesto nuovo. Federica Delizioso! 17/06/2023 Elena Prima che finiscano i piselli freschi ho voluto realizzare una torta salata di sfoglia fresca, è risultata molto gustosa e leggera. TORTA SALATA AI PISELLI FRESCHI Ingredienti: pasta sfoglia fresca, piselli freschi, salsa di pomodoro fatta in casa, sale, pepe, basilico, timo, salsiccia, cipollotti, olio extra vergine d’oliva, pecorino grattugiato, ciodi di garofano, porro, mezzo bicchiere di vino bianco, cipollotti, aceto, un cucchiaio di miele, sale. Esecuzione: per prima cosa facciamo la pasta sfoglia nel solito metodo mio. Poi stufiamo i piselli dopo averli sgusciati li mettiamo in casseruola con il soffritto di porro, chiodo di garofano, sale, pepe, sfumiamo col vino e poi aggiungeremo la salsa di pomodoro, il timo e qualche foglia di basilico. Adesso mettiamo la pasta sfoglia in una teglia di ceramica, la stendiamo bene, togliamo l’eccesso e la inforniamo a 200 ° per 15 minuti. La togliamo dal forno e ancora calda metteremo i piselli stufati, la salsiccia grigliata a pezzetti e i cipollotti in agrodolce, una spolverata di pecorino grattugiato. Inforniamo ancore per 3- 4 minuti e la torta di piselli è pronta da servire, fragrante e leggera. Federica Che bontà! 19/06/2023 Elena La ricetta di oggi è il pollo fatto in maniera sempre diversa, con salsa di composta di albicocche. Squisito davvero. POLLO IN SALSA DI ALBICOCCHE Ingredienti: un pollo, sale, pepe, concia per arrosti fatta con sale, erbe aromatiche, pepe. Vino bianco delle nostre zone, menta, lardo a fettine, composta di albicocche. Esecuzione: Togliamo tutta la pelle al pollo, lo tagliamo a pezzi, lo mettiamo a marinare nel vino, sale, pepe in grani, concia di erbe aromatiche fatta in casa; lo lasciamo a marinare per tutta la notte. Il mattino seguente facciamo la composta di albicocche (devono essere ben mature), lavandole, tagliandole a pezzi e togliendo i noccioli, le mettiamo in una casseruola senza alcun grasso né zucchero, così al naturale. Le lasciamo cuocere per pochi minuti, in modo che rilascino una crema naturale. Adesso mettiamo a cuocere il pollo, lo avvolgiamo pezzo per pezzo in una fettina di grasso sottile, lo facciamo rosolare da tutte le parti senza nient’altro che un po0 di sale, sfumiamo col vino, lasciamo cuocere aggiungendo ncora del vino. A cottura ultimata il pollo avrà rilasciato il suo succo mescolato ai sapori e al vino. Lo lasciamo immerso lì fino al tempo di impiattare. Impiattiamo ogni piatto come questo che vediamo nella foto. Federica Buono, buono , buonissimo, delicato, saporito e nuovo. Elena Grazie! 20/06/2023 Elena La ricetta di oggi? Sono le tortine ripiene per Marco e Patty. Una buona frolla col ripieno di mele caramellate e crema di limone; io le ho assaggiate appena, ma proprio appena per la mia dieta, però erano squsitissime. Sia io che i miei amici, quasi tutti, non siamo capaci di staccarci dalle mele, la settimana prossima farò l’ultimo dolce con le mele per Federica, poi ritorneremo alla frutta estiva. FROLLA COL RIPIENO DI MELE E CREMA AL LIMONE Ingredienti: farina doppio zero, zucchero, burro, uova, tre limoni dolci non trattati, tre mele, due bacche di vaniglia, zucchero a velo, amido di mais, limoncello. Esecuzione: incominciamo dalle mele: le sbucciamo, le tagliamo a dadini, poi aggiungiamo un po’ di limoncello e zucchero e le facciamo caramellare. Adesso facciamo la crema al limone, prendendo il succo di tre limoni e la buccia (solo la parte gialla) bollita in acqua e zucchero e lasciata raffreddare, poi metteremo l’amido di mais, un tuorlo, la vaniglia e l’addensiamo fino a portarla ad ebollizione per qualche secondo. Lasciamo raffreddare il tutto e incominciamo a fare la frolla lavorando il burro con lo zucchero, incorporare tre tuorli uno ad uno, infine la farina e l’altra vaniglia; formare un panetto profumato e morbido, lo lasciamo riposare per 30 minuti al freddo. Adesso ungiamo la teglia grande, tiriamo la frolla come se dovessimo fare dei ravioloni a cerchio, mettiamo il ripieno e chiudiamo con un altro cerchio, togliamo l’eccesso di frolla e faremo le altre tre tortine; inforniamo a 185 ° per 25 minuti. Le frolle sono ben cotte, fragranti, si sciolgono in bocca. Marco e Patty Sono buonissime mille volte! Grazie! Elena Questo è quello che mi hanno detto Marco e Patty. 22/06/2023 Elena Una signora mi ha domandato se per fare la marmellata di albicocche è la stessa ricetta che si usa per la marmellata di fragole. Sì, si può benissimo mettere l’addensante oppure solo lo zucchero e procedere nell’altra maniera. Te la riscrivo qui. MARMELLATA DI ALBICOCCHE Ingredienti per la prima ricetta: per un kg di albicocche 3 hg di zucchero e l’addensante. Per la seconda ricetta: per un kg di albicocche usiamo 500 g di zucchero, mezzo limone. Esecuzione della prima ricetta: laviamo bene le albicocche, poi le tagliamo a pezzetti, uniamo lo zucchero all’addensante, lo versiamo nella frutta e mescoliamo per amalgamare bene il tutto. Mettiamo sul fuoco vivace la casseruola del composto e la portiamo ad ebollizione; da quel momento possiamo macinare le albicocche con il passaverdure, poi mettiamo ancora il tutto sul fuoco vivace e lasciamo bollire a fiamma alta la marmellata per tre minuti e procediamo per l’ invasatura mentre la marmellata è ancora bollente nei vasi prima sterilizzati. Esecuzione della seconda ricetta: laviamo bene le albicocche, le tagliamo a pezzetti, poi uniamo lo zucchero e incominciamo a cuocerla in una padella larga e bassa, spremiamo mezzo limone e procediamo per almeno un’ora e mezza a fuoco lento. Una volta cotta la maciniamo e la invasiamo ancora bollente nei vasi sterilizzati. N.B. Tutte le marmellate appena invasate calde devono avere i vasetti e i coperchi sterilizzati; una volta invasata la marmellata o la confettura, si capovolgono i vasetti per almeno mezz’ora. Federica Che bel colore che ha! Avrà anche un sapore strepitoso. Elena Quella eseguita con la prima ricetta assume un colore più chiaro, mentre la seconda ha un colore leggermente più intenso. 23/06/2023 Elena Ho pensato ad una ricetta coi fiori di zucca ma non la solite ricette con basi salate che ho fatto durante il mio percorso; questa è dolce: miele, vaniglia arancia e una punta di peperoncino, buonissima. FIORI D ZUCCA DOLCI Ingredienti: fiori di zucca, ricotta, miele, la buccia di un’arancia grattugiata, na stecca di vaniglia per ogni quattro etti di ricotta, un pizzico di sale, peperoncino, olio per friggere, per la pastella: farina tipo “0” , acqua frizzante, sale, cannella; per la decorazione: zucchero a velo con vaniglia, oppure misto a cacao dolce, ecc. Esecuzione: laviamo bene delicatamente i fiori di zucca, poi li asciughiamo con salviette di carta; li puliamo dal fiore interno, poi li adagiamo capovolti sopra l’asse di lavoro. Intanto setacciamola ricotta insieme al miele, aggiungiamo la bacca di vaniglia, un pizzico di sale, l’arancia grattugiata, il peperoncino e incominciamo a mettere il ripieno nei fiori. Ora facciamo la pastella, caliamo i fiori nella pastella e poi nell’olio bollente. Li togliamo quando i fori sono ben dorati e non mollicci, poi possiamo spolverarli con quello che ci piace di più oppure lasciarli anche così come i miei. Federica Sai che a me piacciono di più così che con altri ripieni salati? 24/06/2023 Elena Un altro risotto di casa mia: questa volta è stato eseguito con il prosciutto arrosto; squisitissimo! RISOTTO ALL’ARROSTO DI PROSCIUTTO Ingredienti: riso per risotti, latte, brodo di carne, sale, pepe, chiodi di garofano, cipolla rosata, basilico, origano, arrosto di prosciutto, olio extra vergine d’oliva, vino bianco, parmigiano reggiano, salvia, alloro, salsa di pomodoro fatta in casa. Esecuzione: tostare il riso senza alcun grasso, in un’altra casseruola facciamo dorare la cipolla, sfumiamo col vino e mettiamo anche delle striscioline di arrosto; aggiungiamo i chiodi di garofano e tutte le altre erbe, la salsa di pomodoro, infine il brodo che servirà per la cottura del riso, aggiustiamo di sale e pepe. Lasciamo cuocere il riso lentamente e a cottura ultimata incorporiamo anche la crema di parmigiano, un po’ di latte, decoriamo i piatti con pezzetti di arrosto di prosciutto e salvia. Federica Che buono questo riso!
Giugno 12, 2023 DIALOGANDO CON VOI admin DIALOGANDO CON VOI 12/06/2023 Marco di Patty Il professore mi ha consigliato la poesia del Pascoli “La picozza” l’ho letta ma secondo me è difficile, forse perché è metà dialettale, ti chiedo aiuto. Grazie! Elena La picozza è una poesia simbolica, in cui la picozza rappresenta l’arte, la poesia, per mezzo del quale il Poeta è potuto salire sempre più in alto, dove si respirano le auree vitali, vicino al cielo e agli orizzonti infiniti. È stata dura la difficoltà dell’ascesa, ma grande è ora la commozione che il Poeta prova nel riguardare il cammino percorso e si augura che altri possano salire ancora più in alto seguendo il suo esempio. Il Poeta con la brevità che si addice alla poesia lirica, descrive la miseria, il pianto e l’abbandono tra cui incomincia la sua via, che poi prosegue con coraggio e con ardore incontrando le più grandi difficoltà e i più gravi pericoli. La via sale, va per il monte, solo senza aiuto, e senza una guida, solo con la picozza con la quale si scava man mano il passo nel ghiaccio. Ma non sale per discendere, per avere applausi e onori. Egli vorrebbe poi se arriva in cima restare a morire tra le aquile (tra gli spiriti dei grandi poeti), augurandosi che dietro di lui qualcun altro arrivi, e guidato dalla rilucente picozza che a lui sarà scivolata di mano, ma che sarà poco lontano, la trovi tra l’alga rossa. L’alga rossa che si vede a volte su altri monti e che fa sembrare la neve tutta insanguinata. (Si sente sempre in tutte le sue poesie il dolore del poeta per la sua giovinezza perduta, ossia per avere perduto presto le persone che lui amava, e nella poesia fa capire quanta vergogna ha provato per la sua miseria che lo costringeva a tenere sempre gli occhi bassi, e nessuno si accorgeva di quello che stava vivendo, detestava l’indifferenza della gente. Quanto pianto faceva da solo e si paragonava ad una pioggia violenta che copre il pianto della natura e copriva anche il suo pianto impercettibile perché tutto si confondeva nel dolore universale). Per questo aveva raggiunto il punto più alto, dove sarebbe bene fermarsi, ma restando umile senza superbia. Il merito di essere così in alto dice che non è suo, ma del monte; perché la poesia eleva l’uomo spogliandolo di ogni meschinità. Marco Io non sarei stato capace. Elena Se dici così sei una personcina onesta e capace di cose belle, vedrai. Rileggi la poesia e adesso che hai la mia spiegazione, prova a farla, sono certa che uscirà qualcosa di bello. 13/06/2023 Elena Oggi ti farò conoscere un altro poeta romagnolo, si chiama Marino Moretti, nacque a Cesenatico. A quei tempi era uno scrittore e poeta molto apprezzato tra gli scrittori italiani contemporanei. La sua poesia è vera, semplice, velata da dolce malinconia; questa si chiama ” Prime tristezze”. Cercala o chiedila al tuo prof. di italiano, Io nel frattempo ti lascio la spiegazione o prosa. Si può essere felici quando si ha la coscienza di non aver compiuto il proprio dovere, anzi di essersi volontariamente sottratto ad esso? Il Poeta era un fanciullo e andava a scuola. Un giorno marinò le lezioni e se ne andò a passeggio in attesa che scoccasse mezzogiorno. Egli aveva creduto in questo modo di conquistare la libertà, mentre invece il suo cuore era stretto dall’ angoscia. Aveva anche timore di essere veduto da qualcuno che conosceva e che potesse riferire ai suoi la marachella, e perciò cercava i luoghi più solitari, dove fosse meno grande il pericolo d’incontrare volti conosciuti. Inoltre il suo pensiero non faceva che correre alla scuola; pensava al suo posto vuoto, ai suoi compagni, alle lezioni studiate. E il tempo non passava mai e ogni tanto chiedeva l’ora a qualche passante nella speranza che fosse giunto il momento di tornare a casa. Con quanta paura e con quanta angoscia si accorse di avere pagato quella vacanza arbitraria. La vera libertà non dà angoscia e da quel giorno decise che sarebbe sempre stato leale con tutti e che aveva capito quale fosse la vera libertà. Marco di Patty È proprio vero che signori e intelligenti si nasce! Oggi c’è gente che ruba, che ammazza e non fanno nemmeno una piega! Ma di cosa sono fatti? Certo non sono degli A. Einstein. Grazie! 15/06/2023 Marco di Patty Siccome nelle altre classi non ho fatto mai “La leggenda di Malaspina” il mio prof. d’italiano me l’ha consigliata; è una poesia che dice che ogni adolescente e, o maggiorenne, dovrebbe conoscere. Elena Io ho quella che scrisse Diego Valeri. Era padovano, professore di letteratura francese all’università di Padova. La sua poesia risente gli influssi Carducciani e crepuscolari. Il suo è un mondo sereno, nel quale poeticamente si trasfigurano le cose di ogni giorno e i sentimenti semplici degli uomini. Scrisse molte poesie ed è autore di molto saggi critici. Con la leggenda del Malaspina riemerge la sua vocazione religiosa e rivela come nella bibbia: “Ama il prossimo tuo come te stesso” che è il precetto fondamentale del Cristianesimo. Bisognerebbe perciò amare il prossimo e aiutarlo nelle sue necessità, dimostrare in ogni occasione quello spirito di carità che contraddistingue i veri cristiani. Ovviamente dobbiamo capire chi invece vuole essere aiutato e non ne ha bisogno, anzi l’egoista prende ai poveri per il solo scopo di arricchire se stesso. Così facendo saremo sempre in grado di leggere nella nostra anima e di non attirare il malaugurio che ci viene dal cielo: quello della giustizia divina. Il Malaspina non credeva a nulla, quindi diventò sempre più avaro e egoista. Cosi che quell’anno il raccolto era stato insufficiente per tutti, si parla del grano e del vino; ma Malaspina aveva il granaio e le botti piene. L’autunno stava per finire e i poveri non sapevano di che tirare avanti, così pensarono di bussare alla porta del Malaspina e chiesero in nome di Dio un po’ di carità, solo quel poco per non morire di fame soprattutto per i loro bambini. Ma il vecchio avaro non volle sentir ragione, non ascoltava nessuno e fece cacciare via la gente povera dai suoi cani. Un giorno passò da quelle parti un povero, più di quelli che l’avevano preceduto; era tutto stracciato con i piedi e le ferite sulla mani, ma aveva uno sguardo dolcissimo. Quella persona era Gesù, sceso sulla terra per affrontare le persone come il Malaspina. Ma anche a lui gli fu negato anche un bicchiere di acqua, con parole sgarbate e cattive; Gesù se ne andò ancora più sconsolato e triste per il comportamento di quell’uomo: una durezza di cuore e una crudeltà da bestie. Passò l’inverno e a primavera ripresero i lavori nei campi. Malaspina in persona sorvegliava il lavoro dei servi, ma quando fu il momento del raccolto, le spighe si trasformarono in spine dalla punta dura, e i bei grappoli d’uva in stecchi, da cui sgorgava il sangue che andava a colmare le botti. Così fu punito Malaspina e dalla sua terra non si raccolse più nulla, né fiori, né frutti, ma solo spine, la sua terra divenne così arida come il cuore del Malaspina. Marco Bellissima! Sì, però oggi bisogna stare attenti prima di aprire la porta e il portafogli a qualcuno. Non trovi? Elena Anche a quei tempi, ma oggi come dici tu ci sono molte più persone che non hanno voglia di lavorare e vorrebbero rubare a chi lavora e a chi ha lavorato sodo; e pensare che il lavoro c’è! Pensa a me è capitata una donna che voleva denaro per la sua madre malata, io le dissi di ritornare domani, nel frattempo m’informai chi fosse veramente e scoprii che quella donna non solo aveva il lavoro ma era una benestante. Vedi? Bisogna stare attenti anche a queste trappole; una persona grande di cuore potrebbe essere derubata. 16/06/2023 Marco di Patty Mi ero dimenticato, il prof. mi aveva suggerito anche “Lamento del Sud ” un’altra di salvatore Quasimodo. Ce la fai per oggi? Elena Certo! In questa poesia il Poeta non sa nascondere la nostalgia struggente per la sua terra: la Sicilia, e trova la capacità di vedere e di sintetizzare felicemente la storia intima, che è quella più vera della Sicilia, e più in generale, del Sud d’Italia. In questo lamento la pianura lombarda, tanto diversa dalla solare e barbarica terra di Sicilia, costituisce il naturale contrasto fisico che è il segno esteriore di un altro ben più grave e ben più profondo contrasto spirituale, ma anche la condizione prima per intendere e compiangere la sorte di tante generazioni che l’ignoranza, l’oppressione, la natura stessa sembrano aver condannato a trascinare i morti in riva alle paludidi di malaria ed a urlare impotenti bestemmie con l’eco dei suoi pozzi. Il motivo della nostalgia poi si fa disperato per la certezza dell’impossibilità del ritorno, per la fatalità che sembra aver condannato anche lui il Poeta, come nel corso dei secoli e dei millenni ha condannato la gente che nel Sud hanno avuto la odiosa e amata loro patria. Così il canto assume forme nuove e apparentemente contradditorie, diviene assurdo contrappunto di dolcezze e di furori, protesta e atto d’amore che, particolarmente in certi momenti, tocca punte sublimi: come quello dei fanciulli che tornano sui monti e costringono i cavalli sotto coltri di stelle. Marco anche questa è bellissima! Elena Certo che S. Quasimodo era un dei grandi poeti di quei tempi. Marco Domani mi parleresti della cariocinesi? Ne vorrei capire qualcosa anch’io. Grazie! 19/06/2023 Marco di Patty Senti ma la parola “Okinawa” quella che significa “anima in volo”, perché si chiama Okinawa? Esiste questa parola, e che cosa significa diversamente? Elena Siccome che ad Okinawa (isola dell’arcipelago delle Ryukyu, nel mar cinese) tanto tempo fa ci fu una battaglia, una delle più sanguinose dell’ultima guerra. Per ben 52 giorni le truppe della 10ª armata americana lottarono per la conquista dell’isola contro i giapponesi che per la prima volta impiegarono i Kamikaze. Lo stesso comandante della 10ª armata il generale Buckner, morì in combattimento. La battaglia infuriò anche nelle acque attorno all’ isola, e i giapponesi perdettero la corazzata”Yamato” e con essa fu eliminata anche la flotta nipponica nel pacifico. I giapponesi tra caduti in battaglia e suicidi, perdettero oltre 100.000 uomini. Io ho sempre pensato che la correlazione con Okinawa o anima in volo fosse dovuta proprio alle tante anime cadute sul posto. Marco Può essere, anzi sicuramente è così. 21/06/2023 Dott. Robert e Linda Una persona ci ha domandato se Marco e Patty abitano lì vicino a te; io ovviamente ho risposto la verità e che lì vicino a te anche se ci fossero una Patty e un Marco non sarebbero loro. Era una persona mandata da uno del gruppo dei corrotti e corruttori. Elena Avete fatto bene, anche perché qui non ci sono delle Patty e dei Marco, e poi che cosa interessa a loro? Ma non hanno niente da fare che perseguitare le persone? Dott. Robert Non puoi immaginare quanto questi soggetti siano subdoli, e quelli che riescono a corrompere sono delle persone invidiose; lasciatelo dire da me che ormai li conosco e conosco anche le loro menzogne. Elena Vi ringrazio!
Giugno 8, 2023 RICETTE DI CUCINA articoli 400 admin LE RICETTE DI CASA MIA TRECENTOSETTANTAQUATTRESIMA PARTE 08/06/2023 IN CUCINA CON AMORE E CON FEDERICA Elena Iniziamo questo articolo con una ricetta di pasta ripiena: ancora dei ravioli, con il polpo e il pecorino, conditi con crema di zucchine trifolate. Buonissimi! RAVIOLI AL POLPO IN CREMA DI ZUCCHINE TRIFOLATE Ingredienti: polpo, pecorino, sale, pepe, limone, zucchine, salvia, aglio fresco, parmigiano reggiano, uova, farina per pasta fresca, panco q.b. zenzero, noce moscata. Esecuzione: facciamo il pesto macinando il polpo già cotto, unendo il pecorino, sale, pepe, la scorza grattugiata del limone, un po’ di panco e noce moscata. Poi passiamo alle zucchine trifolate: le raschiamo, le tagliamo per il lungo formando dei bastoncini che andremo a ridurre in dadini. Li mettiamo in casseruola aggiungiamo il sale, la salvia, l’aglio, un po’ di zenzero; li lasciamo cuocere lentamente senza l’aggiunta di acqua o di olio. Quando avranno raggiunto la cottura giusta aggiungeremo il parmigiano e una noce di burro. Ora che abbiamo tutto pronto non ci resta che realizzare i ravioli, impastando un uovo per ogni 100-110 g di farina, poi tiriamo la sfoglia e mettiamo il ripieno che andremo a coprire e a tagliare per dare forma ai ravioli. Caliamo i ravioli in acqua che bolle, li scoliamo e li condiremo nella casseruola delle zucchine che abbiamo per metà ridotto in crema; aggiungiamo una manciata di parmigiano e il piatto è pronto da servire. Federica Che buoni! 09/06/2023 Elena Oggi ho un altro primo piatto, gli gnocchetti piccoli caratteristici del T. Alto Adige sono gli spatzle. Anche questi buonissimi. GLI SPATZLE DI SEDANO RAPA Ingredienti: sedano rapa, aglio fresco, basilico, parmigiano, scamorza affumicata, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva, pomodoro fresco, origano, chiodo di garofano, vino bianco per sfumare, macis, scalogno, farina tipo “0” q.b. brodo vegetale. L’impasto non deve risultare troppo consistente. Esecuzione: Laviamo e raschiamo bene il sedano rapa, poi lo cuoceremo in forno, lo lasciamo raffreddare, lo maciniamo e aggiungeremo il parmigiano, la scamorza affumicata, sale, pepe, macis, un trito di aglio fresco e la farina q. b. per ottenere un impasto liscio e scorrevole. Facciamo bollire il brodo vegetale, poi trasferiamo il contenuto nell’apposito attrezzo per gli spatzle e incominciamo a calarli nel brodo; li tiriamo su con un mestolo coi buchi e mettiamo gli spatzle nella casseruola del sugo fatto con pomodoro, fresco, scalogno, basilico e olio extra vergine d’oliva, alla fine li mantechiamo avendo cura di girarli garbatamente e cospargeremo una manciata di parmigiano. Federica A me questi spatzle piacciono moltissimo, hanno un sapore golosissimo! 10/06/2023 Elena Un altro piatto fatto col pesce: sono le orate in pastella, buonissime, croccanti e saporite. ORATE IN PASTELLA Ingredienti: orate, olio di arachidi, sale, pepe, pastella con acqua frizzante e farina doppio zero, rosmarino, prezzemolo, basilico erba cipollina, succo di agrumi (arancia e limone). Esecuzione: puliamo bene le orate dalle squame, le tagliamo a tranci, poi le mettiamo a marinare nel succo di agrumi, sale, pepe e un giro di olio. Facciamo la pastella con un trito di erbe (quelle elencate sopra)sale, pepe, acqua e farina q.b. per ottenere un impasto scorrevole ma non troppo. Mettiamo l’olio a scaldare a temperatura giusta, e friggiamo il pesce da ambedue le parti, in modo che resti croccante; lo tagliamo e lo mettiamo sulla carta assorbente e poi in tavola da condividere, magari con patatine al forno oppure un’insalata mista di verdure fresche. Federica Mi piace molto anche così 12/06/2023 Elena Questa volta la ricetta sarà di un dolce che ho già fatto qualche anno fa, oggi lo ripresento alla moda mia, come piace di più ai miei amici: sono i cannoli. Anche la prima volta che li realizzai ne feci anche di giganti, mi hanno detto che erano squisiti. CANNOLI ALLA CREMA DI RICOTTA E ZABAIONE Ingredienti della prima ricetta: farina tipo “00”, zucchero, liquore al caffè, un uovo, 30 g di burro chiarificato, un cucchiaino di cacao amaro, vaniglia. Per la farcitura: crema di ricotta, zabaione, arancia candita, vaniglia, zucchero a velo e cannella. Seconda versione dei cannoli: farina “00”, un cucchiaio di zucchero, marsala all’uovo, burro chiarificato, cannella, olio di arachidi per la frittura. La farcitura è come la prima versione, soltanto ho sostituito l’arancia candita con scaglie di cioccolato fondente.. ma sono entrambi buonissimi! Esecuzione: impastiamo il tutto, dobbiamo ottenere un impasto omogeneo che non attacchi alle dita; poi tiriamo la sfoglia e tracciamo dei cerchi dal diametro come gli stampi. Arrotoliamo i cerchi agli stampi per cannoli, li sigilliamo bene e li caliamo in olio bollente a circa 170° non di più. Li togliamo e li adagiamo sopra la carta paglia o carta assorbente. Si possono conservare in barattoli di latta per almeno una settimana; li troveremo ancora fragranti e croccanti. Li farciremo solo al momento di consumarli. La farcia è stata realizzata setacciando la ricotta con lo zucchero, abbiamo aggiunto la vaniglia, e lo zabaione fatto precedentemente con uova zucchero e marsala oppure amaretto. Le arance candite le abbiamo realizzate il giorno prima del pranzo. Federica Mamma mia che golosità! 13/06/2023 Elena Ed ecco il mio filone di pane a mo’ di pizza, morbido dentro e croccante fuori, buonissimo! Si possono congelare e scaldarli al momento del consumo che resteranno come appena fatti. FILONE DI PANE FARCITO COME LA PIZZA Ingredienti: farina tipo “0”, farina di semola di grano duro, lievito madre, sale, miele, latte, olio extra vergine d’oliva. per la farcitura: salsa di pomodoro fatta in casa, mozzarella di bufala, origano, olive verdi, acciughe e ancora olio. Esecuzione: facciamo il nostro impasto con acqua, le due farine miscelate insieme, il latte, il lievito madre, il miele (un cucchiaino) , mescoliamo bene e aggiungiamo l’olio e il sale. Ottenuto un impasto omogeneo che non attacchi alle dita, lo lasciamo riposare per tutta la nottata, il giorno successivo lo alimentiamo con altra farina, acqua e olio, aggiustiamo di sale e lo lasciamo riposare per almeno tre ore. Poi prendiamo l’impasto e lo dividiamo in quattro panetti, li lavoriamo un po’, diamo forma e li stendiamo divisi nella teglia; li lasciamo riposare mezz’oretta e poi in forno a 270° per 15 minuti. Li togliamo dal forno e ancora caldi li farciamo, poi li rimettiamo ancora in forno per tre minuti. Una delizia leggera e gustosa per il palato e per lo stomaco. Federica Mi sa che li dovrò fare anch’io sono troppo buoni: li terrò pronti per l’evenienza. 14/06/2023 Elena Oggi invece presento delle fettine di vitello arrosto con salsa maionese alle erbe fatta in casa; una delizia. VITELLO ARROSTO IN SALSA Ingredienti: 700 g di carne di vitello, erbe che preferiamo, brodo vegetale, vino bianco delle nostre zone, sale, pepe, due uova. Per la marinatura: rosmarino, succo di limone, sale, pepe, aglio fresco e salvia. Esecuzione: Mettiamo la carne a marinare per qualche ora, poi la rosoliamo bene anche sui lati, sfumiamo col vino e lasciamo evaporare; aggiungiamo un trito di erbe quelle che amiamo di più, aggiustiamo di sale, pepe in grani, e brodo vegetale. Lasciamo cuocere a calore moderato, portiamo a cottura, lasciamo raffreddare la carne e poi la taglieremo a fettine. Nel frattempo facciamo la maionese con un trito di erbe aromatiche, la spalmiamo sulla carne e aggiungiamo anche un poco del suo sugo. Impiattiamo e serviamo la carne di vitello con zucchine fritte o trifolate, oppure con patate spadellate o fagiolini ecc. Federica A me il vitello piace solo così, ho provato a fare le scaloppine, poi tante altre versioni, ma così è squisito e leggero. 15/06/2023 Elena Anche le zucchine si possono cucinare il tantissimi modi, sono così versatili che vorrei cucinarle sempre. Oggi le propongo fritte, metà in pastella e metà infarinate, ma comunque squisite. ZUCCHINE FRITTE Ingredienti: zucchine fresche piccole, e zucchine fresche grandi ( quelle lasciate per più tempo attaccate alla pianta perché ingrossino, proprio per friggerle). Farina tipo “0”, e pastella con acqua e farina, sale e pepe, olio di arachidi per la frittura. Esecuzione: incominciamo dalle zucchine più grandi: le peliamo leggermente, poi le tagliamo a metà e ancora a metà, facciamo dei bastoncelli che andremo a tagliarli a dadi; poi raschiamo le zucchine giovani, le tagliamo a rondelle dello spessore di quache millimetro. Ora saliamo tutte le zucchine e le lasciamo riposare per almenno 90 minuti, poi quelle giovani le immergeremo nella pastella e le friggeremo da sole in olio bollente, una volta che abbiamo levato le zucchine perché dorate, le metteremo sulla carta assorbente. Adesso immergiamo le altre zucchine quelle tagliate a dadi e infarinate soltanto, le lasciamo cuocere e dorare bene poi anche loro le scoleremo e le stenderemo sulla carta assorbente. Poi le trasportiamo in un piatto da portata e le serviremo in tavola. Federica Se mi chiedessero qual è il mio fritto preferito io direi loro che sono proprio le zucchine.