Marzo 23, 2026 Uncategorized Elena Lasagna LETTERATURA ANTICA E MODERNA CINQUE 23/03/2026 Oggi presento il poeta tedesco Bertolt Brecht in “A coloro che verranno” 1) Davvero vivo in tempi bui! La parola innocente è stolta! Una fronte distesa vuol dire insensibilità. Chi ride, la notizia attroce non , l’ha saputa ancora. Quali tempi sono questi, quando discorrere d’alberi è quasi un delitto, perché su troppe stragi comporta silenzio! E l’uomo che adesso traversa tranquillo la via mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici che sono nell’affanno? È vero: ancora mi guadagno da vivere. Ma credetemi è appena un caso. Nulla di quel che fo mi autorizza a sfamarmi. Per caso mi risparmiano. ” Mangia e bevi mi dicono e sii contento di averne”. Ma come posso io mangiare e bere, quando quel che mangio a chi ha fame lo strappo, e manca a chi ha sete il mio bicchiere d’acqua? Eppure mangio e bevo. Vorrei anche essere un saggio. Nei libri antichi è scritta la saggezza lasciar le contese del mondo e il tempo breve senza tèma trascorrere. Spogliarsi di violenza, render bene per male, non soddisfare i desideri, anzi dimenticarli, dicono, è saggezza. Tutto questo io non posso: davvero vivo in tempi bui! 2 ) Nelle città venni al tempo del disordine, quando la fame regnava, tra gli uomini venni al tempo delle rivolte, e mi ribellai insieme a loro. Con il tempo passò che sulla terra m’era stato dato. Il mio pane, lo mangiai era tra le battaglie. Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini. Feci all’amore senza badarci, e la natura la guardai con impazienza. Così il tempo passò che sulla terra m’era stato dato. Al mio tempo, le strade si perdevano nella palude. La parola mi tradiva al carnefice. Poco era in mio potere. Ma i potenti posavano più sicuri di me; o lo speravo. Così il tempo passò che sulla terra mi era stato dato. Le forze erano misere, la meta era molto remota. La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me quasi inattingibile. Così il tempo passò che sulla terra mi era stato dato. 3) Voi che sarete emersi dai gorghi dove fummo travolti, pensate quando parlare delle nostre debolezze anche ai tempi bui cui voi siete scampati. Andammo noi più spesso cambiando paese che scarpe attraverso le guerre di classe, disperati anche quando solo ingiustizia c’era, e nessuna rivolta. Eppure lo sappiamo anche l’odio contro la bassezza stravolge il viso. Anche l’ira per l’ingiustizia fa roca la voce. Oh noi che abbiamo voluto apprestare il terreno della gentilezza, noi non si potè esser gentili. Ma voi quando sarà venuta l’ora che all’uomo un aiuto sia l’uomo, pensate a noi con indulgenza. Bertolt Precht PROSA Bertolt Brecht patì la dittatura nazista, e lottò contro di essa con impegno di uomo e di letterato; scrive questa poesia nel 1938. Hitler era al potere da cinque anni, e si apprestava a scatenare la seconda guerra mondiale che per sei anni dal 1939 al 1945 avrebbe scatenato orrore e morte in tutto il mondo. Il poeta essendo in esilio sente con chiarezza i pericoli che insidiano la libertà e la dignità stessa dell’uomo, eli indica nella prima parte della poesia, che è una delle più intense testimonianze del clima dei tempi bui, in cui piombò la gwermania hitleriana con le due guerre. Nella seconda parte il poeta rievoca le lotte e le rivolte della prima guerra mondiale ai tempi del nazismo, quando le forze divennero misere e la meta molto remota. La terza parte della poesia si può considerare un testamento spirituale per i posteri, per coloro che potranno giudicare i tempi bui condannando o anche approvando l’operato di chi vi si trovò coinvolto: il tono della poesia diviene qui intenso e commosso, e l’invito all’indulgenza che il poeta formula altro non è che un invito alla fratellanza, alla umana comprensione che sola può rendere la vita degna di essere vissuta. E. Lasagna 30/03/2026 E va bene, prima lo faccio io, ma mi aspettavo che almeno due di voi me l’avesse già finito. L’ORGOGLIO Che cos’è? Meglio averlo oppure no? Certo! L’orgoglio in una prsona è molto importante. Senza orgoglio si assume quell’atteggiamento sempre indulgente, rassegnato ecc. Il mio orgoglio è quello di avere avuto tre genitori meravigliosi e due nonni altrettanto speciali. L’orgoglio è come il respiro, ci rende capaci di difendere la nostra dignità. Ci aiuta nella sofferenza, e a contestare ciò che è sbagliato per noi, per non cadere negli abissi; guardare ciò che è oscuro e a captare quei messaggi nell’ombra; senza trascurare quelle forme sottili e magnetiche che si muovono intorno a noi. Ci ricorda anche che certi timori non hanno senso, se questa parte di orgoglio che conserviamo per noi stessi, spesso è strategia vincente per poter prendere contatto con le parti più profonde del nostro io, rendendoci coscienti della nostra potenza e non solo della fragilità. Quando invece l’orgoglio ci rende ciechi nei confronti degli altri, e non riusciamo a perdonare chi ci ha ferito, ci copre di ambizione e di cinismo, al punto di non riuscire più a capire ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Il troppo orgoglio ci rende ciechi, egoisti e cattivi; incapaci di dialogare, sottometterci per una buona causa come la fede, e a non vedere in noi stessi e negli altri ciò che è prezioso. LA NOTTE La notte è bella se nel cuore c’è amore La strada è deserta ma in alto brillano le stelle. Il mio cammino nella notte fantasiosa, pensare a cose brutte la mente più non osa; le gioie le dolci illusioni, lascia che ci accompagnino nella brezza della sera; che quando sei in cuore non è nera. La brillante collina mi parla di te, E gli alberi scuri dalle ombre della luna, sembrano vecchi Re dentro la laguna; vorrei passare al di là del fiume là mi sembra tutto più vicino, ma anche là sull’altra sponda ciascun uomo ha il suo destino, solo Dio saprà dominare i suoi colori nella notte, di chi si ama Lui accenderà i loro cuori. Arriverà l’alba, una stella si perde nell’incanto della brezza, la città dorme ancora e tu mia luce dell’ anima, risplendi nell’aurora. E. Lasagna 31/03/2026 03/04/2026 Oggi vi manderò la prosa della lunga poesia di “Giacomo Leopardi : ” Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” Spiegazione In questa lunga poesia si esprimono i temi più autentici della meditazione leopardiana sulla sua vita: è l’approdo poetico più alto della disincantata filosofia del poeta; della sua riflessione pacata sulla vita e sulla morte, sul male di vivere, sulla noia, sulla malvagità della Natura. L’unica certezza che il poeta ha per bocca dell’umile pastore, afferma di avere, è che la vita è male, equesto male è un tutt’uno con l’esistenza, ma ancora peggiore del male è la noia. La vita è descritta come una faticosa fuga verso la morte, come un inutile affannarsi verso un precipizio; la vita non ha senso, niente nell’universo ha senso; perché questo è dominato da ferree leggi meccanicistiche. Qui la forza polica e dolorosa del Leopardi si acquieta in un canto allo stesso tempo dolente e pacato, e nonostante la freddezza e la serenità con cui il poeta esprime il suo pensiero, l’aver trasferito ad un pastore i profondi interrogativi sul dolore e sul significato dell’esistenza, genera un’atmosfera in cui la riflessione è più serena per l’ingenuità, la semplicità, con cui il pastore interroga la giovinetta immortale. Le amare e dolorose certezze del poeta vengono presentate come “dolenti interrogativi nei tremiti o negli stupori di un’anima vergine” nell’illusione che questa possa riconoscere il significato recondito della vita”. Proprio la lucida consapevolezza dell’impossibilità di essere felici dà al canto un tono più triste appunto, per questo altissimo di dolore cocente, ma trattenuto da ogni aspra polemica. E. Lasagna 17/04/2026 Oggi presento una poesia di Franco Fortini: “Complicità” COMPLICITÁ Per ognuno di noi che dimentica c’è un operaio della Ruhr (importante bacino minerario della Germania) che cancella lentamente se stesso e le cifre che gli incisero sul braccio, i suoi signori e nostri. Per ognuno di noi che rinuncia, un minatorie delle Asturie dovrà credere a una seta di viola e d’argento, e una donna D’Algeri sognerà d’essere vile e felice. Per ognuno di noi che acconsente vive un ragazzo triste che ancora non sa quanto odierà di esistere. Spiegazione La sua poesia è breve ma intensa, spietata requisitoria contro i cedimenti di alcuni che considerano storicamente definita la resistenza permanente contro i compromessi, i cedimenti, le alleanze ambigue, gli interessi contingenti. La militanza a cui si riferisce il poeta non è più quella della resistenza armata, ma quella di una vigile e civile resistenza contro chiunque attenti alle libertà conquistate; pertanto sono chiamati a questo compito proprio gli intellettuali, tutti coloro che con il loro impegno quotidiano mettono la loro cultura, i loro scritti, le loro parole al servizio della causa della libertà e della giustizia. Questa storia è una sorta di autocritica dell’intellettuale di sinistra, non priva di delusione e di un certo senso di frustrazione dinnanzi a tante lotte lasciate a metà. È come un appello valido oggi nei confronti di sedicenti intellettuali di sinistra che incitano ad una cieca e sterile violenza quanto di quei militanti che sempre più spesso dimenticano in nome del successo, del prestigio e del benessere materiale e ai valori ideali a cui dovrebbero sempre attenersi! E. Lasagna
Marzo 20, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I RAGAZZI TRE 20/03/2026 TESTAMENTO di Carlo Pisacane Spiegazione È uno dei più commossi e sinceri scritti del nostro risorgimento. È il testamento di un combattente per la libertà, il quale ben consapevole degli enormi rischi a cui si espone, partenente alla sinstra mazziniana, ritiene , diversamente dal suo maestro, che il problema da risolvere subito sia quello sociale e che non si possa tentare di organizzare L’Unità d’Italia se prima non si fa prendere coscienza alle masse, non solo con la parola, cercando di istruirle, ma coinvolgendole subito nella lotta. Così le grandi masse contadine, da oggetto diverrebbero soggetto della storia, proprio nel momento in cui la logica capitalistica sta per ritenerle fuori dal moto risorgimentale, dando a questo un’impronta moderata e sabauda. Se era utopistico l’interclassismo di Mazzini, lo era altrettanto il socialismo di Pisacane, la sua speranza di poter conquistare alla causa della libertà masse di diseredati, chiusi in una secolare ignoranza e abulia. La sua fine ad opera, anche di quei contadini che voleva trascinare alla lotta, ne è una tragica conferma. Egli ha coscienza però di una condizione sociale terribilmente ingiusta, che può solo peggiorare con l’avanzare dell’industrializzazione e del capitalismo. C’è in lui la convinzione che all’Italia si presenta l’unica occasione di essere libera e non nella direzione moderata della monarchia; c’è l’invito ai propri patrioti di sentirsi tutti coinvolti in prima persona nella causa della libertà della patria. Forse perché stilato in forma di testamento, il brano risulta più sobrio, meno enfatico, degli scritti più romantici e letterari del Mazzini, e comunque, più tragico, perché le previsioni del giovane Pisacane, si avverarono, e perché il documento rimase quasi sempre ignorato dalla storiografia ufficiale del nostro Risorgimento che non riteneva utile, vista la svolta moderata che ad esso era stata impressa, far conoscere il socialismo di Pisacane. 23/03/2026 Quello che mi piacerebbe parlare con voi oppure in un tema, è: cosa ne pensate dell’orgoglio? In quale misura dobbiamo tenere l’orgoglio per amare noi stessi e in quale misura invece dobbiamo abbandonarlo per amore degli altri? 28/03/2026 Oggi ho una breve poesia di Bertold Brecht ( a gentile richiesta del vostro prof di italiano). GENERALE, IL TUO CARRO ARMATO Generale, il tuo carro armato è una macchina potente. Spiana un bosco e sfracella cento uomini. Ma ha un difetto : ha bisogno di un carrista. Generale, l’uomo fa di tutto. ll tuo bombardiere è potente. Vola più rapido di una tempesta e porta più di un elefante. Ma ha un difetto: ha bisogno di un meccanico. Generale, l’uomo fa di tutto. Può volare e può uccidere. Ma ha un difetto: può anche pensare. PROSA Questa poesia fu scritta da Brecht sotto la dittatura nazista. Ogni manifestazione di violenza dei pochi, è possibile solo se i molti subiscono passivamente la violenza stessa, solo se i molti, non “pensano”. L’ideale interlocutore, il Generale, è potente perché dispone di terribili mezzi di distruzione che la tecnologia più avanzata gli ha messo a disposizione: carri armati che spianano boschi e fracellano cento uomini, e aerei da bombardamento che volano più veloci di una tempesta, e potrebbero trasportare persino elefanti. Però tutti quei mezzi di distruzione non potrebbero funzionare senza uomini capaci di manovrarli. Ed ecco la logica: gli uomini maneggiano i mezzi che danno potenza al generale,, ma anche l’uomo ha un difetto: può pensare! Che significa che fino a quando l’uomo sarà pedina cieca del gioco dei potenti, questi distruggeranno e uccideranno, ma quando l’uomo acquisterà coscienza di sé e della sua dignità, quando comincerà a pensare, saranno finite le guerre e incomincerà la pace. È solo questione di amore e d’intelligenza. E. Lasagna 09/04/2026 Ragazzi, ho letto tutto di Pirandello, ma ho riletto “L’uomo dal fiore in bocca” poi vi mostrerò la prosa. Ho trovato questo racconto molto istruttivo, ci va pensare che la vita non può essere sempre una corsa sensa poterla ammirare e ascoltarla ogni giorno come si merita; perché potrebbe sfuggirci di mano quando meno ce l’aspettiamo. L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA Spiegazione Questo racconto drammatico, sembra che riesca a dare un’idea precisa del teatro Pirandelliano, di quel teatro, che le soluzioni più impensate, ma anche più rigorosamente logiche, i ragionamenti più paradossali, trovano l’ambiente e le impressioni più validi, ma soprattutto più umani. Particolarmente in quest’opera, sembra che Pirandello ci inviti a guardare la vita non semplicemente dal nostro punto di vista di uomini sani e normali, ma anche di quello di altri, di coloro i quali, che per una ragione o per un’altra hanno dovuto spostare il loro punto prospettico, e ragionano, discutono, sentono in modo diverso dal nostro. Chi ha ragione noi o loro? E Pirandello risponde: ” Noi e loro” Perché non c’è una realtà in sé, ma tante realtà quanti sono gli uomini che le creano. Prendiamo il caso di questo racconto: dall’uomo colpito da un male inesorabile, il cancro al labro, egli già sente e soprattutto, sa di essere condannato, e con estrema lucidità di mente conta i giorni che ancora gli restano. Cosa può importare a lui delle nostre norme di vita, del bisogno di nutrirsi e di riposarsi, della necessità di stare a casa per sentire intorno a sé il dolce tepore della famiglia. Egli intende se è possibile concentrare in pochi giorni la vita che gli altri, i santi, i normali, vivono in seguito di ansie; vuole vedere e contemplare ciò che gli altri vedranno nel tanto tempo che hanno a disposizione. Che la notte serva agli altri per riposare, è cosa normalissima, ed essi hanno ben ragione a seguire un certo ritmo, ma per lui, per l’uomo dal fiore in bocca, anche la notte va utilizzata per vedere il mondo. Ed egli non potrebbe ugualmente vederlo, neppure vegliarlo, fino al momento in cui comincerà l’estremo definitivo sonno se non soccorresse la fantasia e una particolare attenzione, se il suo occhio non si soffermasse a guardare le cose, che gli altri non notano neppure, se non restringesse a queste cose comuni il suo mondo. Tutto ciò potrebbe sembrare e forse anche divenire arzigogolo e cerebralismo, ma ad evitare che si pervenga a tale conclusione, vigila lo scrittore, che mostra quanta umanità, quanta rabbia, e soprattutto quanto amore, per la vita e per le creature che la compongono, ci sia in chi sa di essere sul punto di lasciarla per sempre. Il sorriso non è tentativo di evasione dalla realtà, ma virile accettazione di quel che è fatale, e volontà di ridimensionare la propria personale vicenda, per farla diventare parte minima, gocce nell’oceano della natura e del dolore di tutta l’umanità. Ma l’uomo dal fiore in bocca dovrà in sostanza, andate a farle capire queste cose! Vi diranno che siete pazzo e come tale vi tratterranno. Perciò inizialmente si mostra irritato nei confronti della moglie che vorrebbe ricondurlo alla sua normalità e vorrebbe quasi tenerlo prigioniero del suo amore e delle sue cure. E. Lasagna 28/04/2026 Oggi presento un poeta: Giuseppe Gioachino Belli in un sonetto: Er caffettiere filosofo L’ommini de sto monno so l’ istesso che vaghi de caffè ner macinino: ch’uno prima, uno dopo e un antro appresso, tutti quanti però vanno a un destino. Spesso muteno sto e caccia spesso er vago grosso er vago piccinino. E s’incarzano tutti in su l’ingresso der ferro che li sfregne in porverino. E l’ommini accussì viveno ar monno, misticati pe’ mano de la sorte, che se li gira tutti in tonno in tonno; e movènnose ognuno o piano o forte, senza capillo mai, caleno a fonno, pe’ cascà nella gola de la morte. PROSA È un sonetto malinconico in tutto il suo svolgimento, nel quale il poeta non riesce neppure alla fine a ritrovare il suo sorriso, che, anche se qualche volta assomiglia a una smorfia, tuttavia di solito riapre uno spiraglio di cauto ottimismo. L’immagine degli uomini che, simili a chicchi di caffè dentro il macinino, si affannano a raggiungere la gora che li polverizzerà, non è solo alla reale condizione umana, ma è la rappresentazione fisica della nostra ignoranza e della nostra scarsa capacità di comprendere, di accagliere la vita secondo ciò che detta la ragione. Elena Lasagna 04/05/2026 Marco Zia, ti chiediamo la spegazione della poesia di Sergej Esénin: “Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco”. Ce l’hai? Grazie! Elena Sì, ce l’ho, oggi pomeriggio la trascriverò e poi farò la prosa e ti darò informazioni su questo poeta russo. Ciao, a più tardi. NOI ADESSO CE NE ANDIAMO A POCO A POCO di Sergej Esénin Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco verso il paese dov’è gioia e quiete. Forse, ben presto anch’io dovrò raccogliere le mie spoglie mortali per il viaggio. Care foreste di betulle! Tu, terra! E voi sabbie delle pianure! Dinnanzi a questa folla di partenti, non ho forza di nascondere la mia malinconia. Ho amato troppo in questo mondo, tutto ciò che veste l’anima di carne. Pace alle trèmule che, allargando i rami, si sono specchiate nell’acqua rosea. Molti pensieri in silenzio ho meditato, molte canzoni dentro di me ho composto. Felice io sono sulla cupa terra, di ciò che ho respirato e che ho vissuto. Felice di aver baciato le donne, pestato i fiori, ruzzolato nell’erba, di non aver mai battuto sul capo le bestie, nostri fratelli minori. So che là non fioriscono boscaglie, non stormisce la segala dal collo del cigno. Perciò dinnanzi a una folla di parenti provo sempre un brividp. So che in quel paese non saranno queste campagne biondeggianti nella nebbia. Anche perciò mi sono cari gli uomini che vivono con me su questa terra. PROSA Sergej Esénin nato a Costantinovo nel governatorato russo di Rjazan nel 1895 da famiglia contadina, crebbe tra i campi e le steppe; morì alla verde età di trent’anni. Da ciò derivò uno dei motivi essenziali della sua poesia, che spesso è canto della natura e della terra russa. delle sue tradizioni e delle sue leggende. Ebbe una vita travagliata e irrequieta anche a causa della sua incapacità di accettare la rivoluzione del 1917, perché in essa sentiva la fine della vecchia Russia patriarcale. Esénin morì suicida nel 1925 a Leningrado. La gioia e la quiete dell’aldilà non cancellano la malinconia dell’addio alle cose care che si lasciano e per le quali siamo vissuti. Le care foreste di betulle evocano il paesaggio tipicamente russo tanto caro a Esénin. L’amore è rivolto a tutto ciò che è terreno,, non solo però ad uomini e ad animali, ma anche a tutto quanto riguarda ad uomini ed animali; e le tremule foglie delle betulle, e l’acqua del colore della rosa nella quale si specchiarono, sono carezzate dallo stesso sguardo malinconico di addio del poeta. Questa poesia fantasiosa, che si può assumere a messaggio di speranza, di umana solidarietà fondata sulla certezza che dopo la morte raggiungeremo il paese dov’è gioia e quiete. Speranza e certezza, si badi bene che non escludono o condizionano l’amore per le cose terrene e ai viventi, ma anzi, lo esaltano, lo perpetuano anche oltre la morte. che così sarà accettata come fatto ineluttabile ma non tremendo. E. Lasagna
Marzo 19, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER VOI CON TANTISSIMI AUGURI! 19/03/2026 Per la vostra festa con tutto il mio amore. Al mio padre naturale, al mio padre adottivo e padre di Piter, e a mio nonno Pietro il papà di mamma. Con voi dentro il mio cuore non mi sono sentita mai sola neanche un’istante. Tutto l’amore che mi avete dato, io l’ho regalato a voi per sempre!
Marzo 18, 2026 Uncategorized Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI 18/03/2026 Annalisa Sai? Ho prestato dei soldi un mese fa, mi aveva detto che li avrebbe restituiti dopo una settimana, al massimo dieci giorni, invece quando lo incontro mi ignora. Elena Io non mi meraviglio più di niente! Però al giorno d’oggi, i soldi o si donano oppure niente, li vadano a prendere in banca. Annalisa Il fatto è che mi guarda come se io fossi colpevole di qualcosa. Elena Questo è un attacco per difendersi dalla restituzione . A volte le persone si comportano così: vogliono farti sentire colpevole di qualcosa che tu non hai commesso per poter fare i comodi loro senza sentirsi in colpa, ma rigirano la cosa e ti ci fanno sentire tu che sei innocente. Annalisa Però sono strategie che non reggono! Ti ho chiesto se sei mai stata invidiosa, ma non ti ho domandato che cosa ne pensi dell’invidia! Elena Per me l’invidia è un sentimento meschino, uno dei più meschini che possano esistere. Spesso chi prova quel sentimento ha tutto: carriera, denaro e potere, quindi puoi ben capire che di persone così noi non ne abbiamo bisogno! Annalisa Se sei d’accordo adesso vado, poi ritornerò stasera per una partita a scacchi; cosa dici ne ha voglia? O ti annoi a giocare con me? Elena Avevo deciso di andare da un’altra parte per verificare una cosa importante, ma tu non mancare, chissà, può darsi che verrai con me, oppure giochiamo. Ciao. 20/03/2026 Annalisa Se vuoi posso restare, se hai qualcosa da fare, lo faccio io volentieri! Se vuoi posso essere la tua serva come ha Zorro. Elena Ma che dici? La serva? Ma non dire più queste cose! Annalisa E va bene, Patty è rimasta tante volte e anche Marco, perché io no? Elena Di te mi fido come mi fido di loro due. Ciao, a più tardi. Ho molti libri se vuoi leggere. 24/03/2026 Annalisa Cosa pensi di quelle diete dimagranti che portano ad avere un corpo da bambina? Elena La magrezza eccessiva già di per sé non è segno di salute. Queste diete purtroppo fanno diminuire non solo il grasso, ma anche i muscoli e le ossa, e dopo qualche tempo anche se la persona riprenderà il peso iniziale, i muscoli e le ossa rimarranno danneggiati. Saranno problemi seri, perché si ritroveranno con il doppio di grasso senza muscoli, con tutti gli acciacchi di questo mondo! Annalisa Secondo te si possono amare due persone contemporaneamente! Elena Per me non esiste! Sarebbe un amore da due soldi! Da buttare! Non fa per me! Annalisa Grazie, ciao, a domani. Annalisa Stamane ti vedo in grande forma! Ti sei abbronzata? Sull”ultima foto sei bianchissima, oggi hai il viso leggermente abbronzato. Come mai? Elena Guarda che non mi sono esposta al sole per abbronzarmi, ma andando a cavallo anche se l’aria era frizzantina, avevo il viso coperto, il sole in montagna pizzica. Ma il mio colore è bianco; certo un bianco sano. Annalisa Sei una cuoca meravigliosa! Ho una domanda molto personale da farti, Posso? Se tu potessi fare un figlio alla tua età, lo faresti? Elena Certo che sì! Se il mio corpo dentro, è a posto come lo è di fuori, credo che ci riuscirei senza fare danni. Poi c’è quel genio del Professor A. Antinori, se me lo dicesse lui, allora posso stare tranquilla. Anzi penso che andrò a trovarlo. Lo conobbi tempo fa e fece un miracolo per una signora sterile, io allora lavoravo in un poliambulatorio. Annalisa Sei tu il genietto, perché sei avanti mille anni luce. Elena Sì, per te e per altri sono avanti, ma vallo a dire a chi ha le famiglie allargate oppure ha vite parallele, due mogli e otto figli e anche una come amante, per vedere se io sono avanti! Io non tollero i tradimenti; se un matrimonio è finito, sì, questo lo concedo, anche se si crede non possibile, invece succede che a volte certi matrimoni diventano un inferno sulla terra. Quindi le persone possono incominciare da zero, specialmente se non ci sono ancora dei figli. Ma avere due mogli, l’amante, per me questo è da manicomio! E bada bene che non c’entra niente la chiesa, ma solo perché mi fanno vomitare. Certa gente non la voglio nemmeno come amica. Che pestilenza! 26/03/2026 Annalisa Vorrei sapere se il romanzo che stai scrivendo ha qualcosa a che fare con te. Grazie! Elena No, proprio niente, ma è una storia di due sorelle, una storia vera. Che la prima sera che sono andate in un locale hanno trovato il vero amore che durerà tutta la vita. Sto parlando degli anni ottanta, sono ancora insieme a sono felici! Loro l’hanno capito subito! Sembra un romanzo rosa ma è la verità! 27/03/2026 Annalisa Senti domani andremo a Rimini, c’è un posto libero sul corrierino, io mi sono permessa di fare il tuo nome; verresti con noi? Elena Domani è sabato, ed io tra il mattino e la sera sono in partenza per il lago, lo sapevi che non rinucerei per nulla al mondo. Annalisa Sì, però dal momento che mi farebbe piacere che tu venissi ho tentato; ma se una volta non ti vedono, che succede? Elena Non succede niente, ma sono io a non voler mancare! Comunque grazie! Annalisa Tempo fa andavo a messa in un paese circostante il mio, ho smesso perché alla fine della S. Mesasa c’era un prete che entrava nel confessionale con un librone alto venti cm circa, di bella manifattura, somigliava allla copertina del Vangelo. Solo che era un libro di stregoneria, perché certe donne poi si comportavano in maniera oscena e lui rideva sotto ai baffi. Uno così come lo giudicheresti? Elena Ma guarda ormai non mi stupisco più di niente, ci sono cose che se non hai le prove hanno sempre ragione loro, ma sono certa che qualche volta ci lasceranno lo zampino. Io vado a messa qualche volta in una chiesa dai miei amici, lì mi trovo bene, e le preghiere a casa le dico da sola. Sono sola con Dio e la Madonna non ho più bisogno di nessuno. Annalisa Tu sei una persona buona, per questo vorrei darti un consiglio di amica sincera: se io fossi in te non svelerei più niente dei tuoi bellissimi segreti, specialmente a quella gente che poi ti pesta. Io ho fatto un giuramento importante che non ti tradirò mai! Promettimi che non dirai più niente di quello che ti è capitato! Elena Io ti apprezzo molto, ma sta tranquilla, io non ci tengo per niente a suscitare scalpore, se devo essere sincera la voglia di farmi vedere così all’improvviso l’ho avuta più di una volta, ma anche se ci dai tutte le prove del mondo, fanno finta di niente! Quando una, due, tre… persone sono perfide non se lo meritano! Annalisa Ma questa cosa non è da tutti, se c’è una che se la merita sei proprio tu, è una cosa troppo grande perché venga messa da parte così! Dimenticavo, hai visto la novità: più che suo padre sembra suo nonno! Annalisa Devo proprio salutarti, mi rimangono poche ore per dormire, si parte alle sette. Adesso non andrei più! Grazie per la partita a scacchi, dici che un giorno riuscirò a vincere? Elena Certo! Ne sono sicura. Elena Buona notte! 30/03/2026 Annalisa Ti vedo alta di umore! Là deve esserci una magia che ti fa sentire ciò che sei, vero? Elena Proprio così! Solo là mi sento me stessa, poi un’altra ragione è il cavallo, ma per prima cosa sono le persone sincere che ti vogliono bene; quando sono in compagnia con loro non mi stanco mai, mentre con persone poco sincere anche se sono parenti, se non senti l’affetto e il bene meglio che se ne vadano presto. Annalisa Come hai passato quei due giorni? Quasi due. Elena Meravigliosamente bene! Ieri alle diciotto abbiamo detto il S. Rosario nella loro cappella, sembra che anche lì ci sia Dio; la Madonna è sempre con me! Sono arrivata alle 22, mi hanno detto che tu eri appena andata via. Annalisa Sì, è vero, prima di andare a casa sono passata di qua. Sai che il professore mi ha detto che fai delle prose stupende? C’era anche lui a Rimini. Elena Grazie! E ringrazia anche lui. Annalisa Sai non ti abbiamo mai chiesto di Emanuela Orlandi, tu la sai la sua storia? Elena La sua è una storia triste più delle altre, perché tempo fa cadde in una rete di pedofili, e nessuno ha saputo dire la verità alla sua famiglia. Il tutto successe lì a Roma, e quel famoso don Mario che si faceva sempre negare; lui era la chiave giusta che apriva tutte le porte, o c’era da spaccargli il grugno! Annalisa Mi sembra quasi impossibile che sia già arrivata la settimana di Pasqua. Allora verrà a casa Piter? Per quanto tempo? Elena Sì, per quantotempo ancora non lo so, quello che so e che il Lunedì (Pasquetta) Ci sarà una festa in suo onore; quindi se vorrai venire così lo potrai conoscere di persona, Annalisa Mi tremano già le gambe! Certo che annullerò tutti gli impegni! Sei sicura nè che posso venire? Elena Ma certo, altrimenti cosa te lo direi a fare?Scommetto che stanotte non chiuderai occhio! Annalisa Ci puoi giurare mi sto già sentendo male adesso! Elena Là ci sono già tre dottori con lui, e poi io saprei curarti bene. Annalisa Nonmancherò nemmeno se avessi la febbre a 40°C. Elena Se sei mesasa così è solo un imbambolamento, non è amore! Annalisa Non saprei proprio ma so che mi sento così! Chiamalo come vuoi ma se non è amore questo! Elena Ho capito! Gli dirò di stare attento a te!
Marzo 14, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I BAMBINI DUE 14/03/2026 L’ANIMA SI REINCARNÓ Uscita dal suo corpo, l’anima volò nella sua casa, poi si presentò al tribunale Celeste, là dove si pesano le buone e le cattive azioni, aveva alla sua destra l’Angelo della Luce, alla sua sinistra l’Angelo delle tenebre. Un altro Angelo versava sulla bilancia tutto il bene compiuto, il maligno versava tutto il male fatto. La povera anima stava lì tremante, tra la speranza e il timore. Quando l’ago della bilancia pendeva a destra, tutti i Cieli splendevano di gioia, quando l’ago della bilancia pendeva alla sinistra, si vedevano angeli neri terribilmente arrabbiati perché quell’anima non aveva fatto peccati. Poi appare in volo un Angelo dorato, con una scia di angioletti bianchi che gli tenevano il lungo manto, e l’anima si vestì di un corpo giovane e vigoroso, come tanti anni prima, dove la morte la portò via in un incidente nella sua abitazione. Ed ora l’anima vivrà per sempre nel suo corpo immortale, perché la luce degli angeli la rese forte e invincibile. Avete visto bambini? Se non si commettono grossi peccati si potrà vivere per sempre! Ciao! Alla prossima. 17/03/2026 Per i più piccoli. C’era una vecchia signora, che dopo avere curato tutte le persone anziane del villaggio, non aveva più le forze di lavorare ancora. Si ritirò in una piccola casa in campagna, per compagnia aveva un cane, un gatto e un canarino nella gabbietta. Li curava come fossero persone, ogni settimana chiamava il medico veterinario, ma purtroppo un giorno non solo le morì il gatto, ma subito dopo il canarino. Lei gli fece il funerale, lo posò in una scatola di plastica imbottita di velluto, e ci pose il canarino morto, poi chiuse la scatola e la sotterrò nel suo giardino. Un giorno la vicina di casa vide il suo cane che stava scavando con le zampette, La scatola si aprì, uscì il canarino e mentre il cane posò il canarino sul terreno la signora corse a sgridare il cane credendo che lui lo avesse ucciso. Lei ebbe paura e invece di spiegare alla vicina di casa che cedeva che il suo cane avesse affogato il canarino preferì rimetterlo nella sua gabbietta. Quando la signora rientrò e vide il canarino nella gabbia le prese un infarto, perché pensava che fosse resuscitato. Le bugie e la paura di affrontare le cose, spesso creano tanti danni agli altri. Ciao! 21/03/2026 Due Bambini, Cecilia e Josè fratello e sorella, sono figli di un povero lavoratore. La vigilia di Natale trascorre per loro come un qualsiasi altro giorno e l’unica gioia che possono concedersi è guardare fuori dalla finestra attraverso i vetri, nel palazzo di fronte la festa che si stava svolgendo. I due bambini sono buoni e non provano invidia per la felicità che vedevano nei visini degli altri. La notte si addormentarono serenamente, e avvenne che nei loro cuori e nelle loro menti fecero un sogno meraviglioso: appare una grande fata, e sempre nel sogno li manda a cercare un’anima azzurra, portatrice di felicità. Prima però, Ella consegna a Cecilia un diamante prodigioso; girandolo si accorgono subito che si vedono le amime dei bimbi, degli uomini, degli animali e delle cose che gli altri bambini e gli uomini non vedono. (Sono troppo occupati a divertirsi e a pensare solo a loro stessi). E. Lasagna 30/03/2026 Oggi cari bambini vi mostrerà una poesia di Trilussa (un poeta romano). ER FUMÉ E LA NUVOLA Un fumo nero nero e fitto fitto, Ch’ esciva da la cappa d’un camino annava dritto, a sbuffi, verso il cielo, tanto che per un pelo, sbatteva in d’una nuvola abbottata: una nuvola ch’era stata assieme a le compagne a fà’ nà pioggia de beneficenza pe’ tutte le campagne. Perché te metti su la strada mia? Je disse er fiume Levate davanti! Io so’ fijo der foco! Passa via! Sai? nun m’incanti j’arrispose lei: fai male a dì ste cose proprio a nopi!… Nun te fa’ der paese che nun sei. Conosco tanta gente che se dà st’arie, e poi l’acchiappi, strigni, guardi e nun c’è gnente. Datte puro sto fume, ma fai male a dì che vie’ dar foco; Perché tu sai benissimo Ch’è un coco che coce na’ braciola de maiale! PROSA Il poeta, in questa poesia vuole colpire coloro i quali, volendo apparaire quello che non sono, ad ogni costo, vantano la loro illustre vita, la loro altolocata amicizia, il che è tutto falso, perché provengono da famiglie umili e disorientate. Questi indizi sono di animi meschini perché si vergognano delle loro origini, delle proprie condizioni, il voler nascondersi a tutti i costi, c’è il rischio di essere sempre scoperti. Così il poeta paragona il fumo che innalzandosi dalla cappa di un camino, verso il cielo, incontrata una nuvola bianca, la rimproverò perché gli intralciava il cammino, e la scacciò in malo modo, vantandosi figlio del fuoco. “Non m’incanti ribattè la nuvola, non del fuoco sei figlio, ma di una braciola di maiale che il cuoco sta cucinando e del suo fumo che sa di bruciato. E. Lasagna
Marzo 12, 2026 Uncategorized Elena Lasagna LA VERITA’ SUL VANGELO E LA S. BIBBIA TRE 12/03/2026 Il pastore e il Messia atteso. Oggi come oggi, l’immagine del buon pastore non ha più nulla di seducente. Quale era la sua forza duemila anni fa? Intanto è necessaria una rettifica, Il buon Pastore, è il Pastore ideale ed esemplare. Ed è pure il solo e l’unico Pastore. L’imagine è andata deteriorandosi nel corso dei secoli, prendendo una tinta arcaica che in origine non aveva. Nelle antiche civiltà, in Mesopotamia, come in Egitto, il Pastore è il capo, il re. In Israele dopo Mosè, il Pastore è ugualmente colui che governa, ma secondo la legge di Dio, non secondo una politica di potenza. Però a partire da Davide, ci sono dei re buoni e dei re detestabili. Sopravviene l’esilio di Babilonia: al ritorno si fa strada l’idea che il solo buon Pastore è il Messia atteso. Gesù rivendicando il titolo di Pastore, di responsabile del popolo di Dio, afferma dunque la sua qualità messianica. Ma cambia il tipo di rapporto, sostituendo a quello collettivo che tradizionalmente unisce il Pastore al gregge, quello individuale: instaura perciò un rapporto con ciascuna delle pecore, che chiama sue “amiche”. Così il rapporto di subordinazione si trasforma in rapporto di tenerezza; all’autorità si sostituisce l’amore. 13/03/2026 gesù si rivolge agli uomini liberi, ma li chiama “le mie pecore”. È possibile conciliare la nostra libertà con la nostra apparteneza a un gregge? Una certa maniera di leggere la parabola del buon Pastore ha innescato innegabilmente condotto gli stessi capi spirituali a forma di clericalismo oppressivo. I laici assimilati a pecore in attesa di essere tosate, erano confinati in una posizione puramente passiva di ossequio e di approvazione; questo paralizzava spesso le loro iniziative e imbrigliava le loro personali capacità. Gesù ci invita a un comportamento ben diverso. Non c’è niente di passivo nella frase” Le mie pecore ascoltano la mia voce”, poiché ascoltare è già mettere in pratica. Così “le mie pecore mi conoscono”. Questa conoscenza dell’intelletto e del cuore, infatti è l’esperienza totale di un essere. Un’esperienza che viene vissuta, ad esempio, nell’amore di una coppia. Abramo conobbe sua moglie, ed essa ebbe un figlio; ” io non conosco uomo”, dice Maria all’Arcangelo Gabriele. Gesù, certo è la guida: non possiamo cercare ognuno una propria verità; si è sempre liberi ma nei limiti di una appartenenza ad una comunità ben delineata. Questa a taluni può sembrare una , limitazione della loro libertà, ma in effetti non è che la chiave di una libertà più vasta. Avviene così anche nell’amore umano: quando ci si dona totalmente a qualcuno che si ama, non ci si autolimita affatto; ci si supera, ci si rivela a se stessi. 16/03/2026 Chi è il prossimo? È la stessa domanda che fu posta a Gesù, il quale rispose con la “parabola del buon samaritano”. Usò una logica di tipo paradossale, indicando come prossimo non già l’uomo ferito e bisognoso di aiuto, ma il samaritano. In questo modo Gesù sebra indicarci che la nozione di “prossimo” innanzi tutto la conseguenza di un moto del cuore; prossimo è colui al quale ci si deve avvicinare , sia egli davanti alla nostra porta o altrove, e con cuore aperto, al di là della logica umana e della casta, della parentela, della razza, dell’interesse sociale e politico. È l’uomo, senza aggettivi. 17/03/2026 Perché La Madonna si recò in fretta da Elisabetta? Per accertarsi di non avere sognato o altro? Maria non aveva dubbi di prove, ma per partecipare . Tutto il brano evangelistico è sotto il segno della gioia annunciata a Maria, erede dell’attesa di fede di tutto un popolo durante due millenni. “Rallegrati figlia di Sion”: queste sono secondo la traduzione letterale di Luca, l, 28 le prime parole dell’Annunciazione. E le espressioni di gioia sono fra le più frequenti nei primi due capitoli di Luca. Questa gioia e la gioia della Salvezza, attesa dai profeti. È una gioia comunicativa, perché la Buona Novella è fatta per essere diffusa. E Maria vuole condividerla subito con la cugina Elisabetta che ha ricevuto appunto la prima comunicazione di questo evento con l’annuncio della nascita del precursore di Gesù San Giovanni Battista. La fretta di Maria è quella dello slancio non del dubbio. Al momento giusto lei ha chiesto una spiegazione, che concerneva il modo in cui avrebbe avuto e potuto essere la Madre del Figlio di Dio. Lei disse : “come avverrà questo io non conosco uomo”, ma non ha chiesto un segno è l’Angelo che glielo offre. Le disse che Elisabetta ha concepito anch’essa un figlio nella sua vecchiaia, colei che era sterile, e nel sesto mese, perché niente è impossibile a Dio. E mentre Zaccaria (marito di Elisabetta) è biasimato per non avere creduto, Maria è lodata per la sua fede. 18/03/2026 I miracoli sono una prova della divinità di Gesù? No, perché Gesù non cerca mai un’adesione forzata, quasi imposta da fatti miracolosi. Vuole invece risvegliare negli uomini la fede. E vediamo infatti che addirittura. Egli rifiuta di operare miracoli quando lo si sfida a farlo, come intimandogli di mostrare i documenti, di fornire le prove, rifiuta nettamente, a Nazaret, come nel deserto di fronte a satana. Invece a chi è disposto a credere, Egli dà col miracolo un “segno” che lo trasforma testimone della sua parola. E attenzione: “Al tempo di Gesù questi prodigi non erano necessariamente una prova della divinità di chi operava. I contemporanei di lui sono abituati a certi uomini di fede, che autenticano le loro parole con atti concreti. Inoltre essi non hanno il nostro odierno concetto di miracolo: non pensano come invece pensiamo noi- che esso sia un fenomeno impossibile da spiegare con le leggi di natura. Per loro non c’è barriera tra il naturale e il soprannaturale, tra le regole e l’eccezione. 19/03/2026 SAN GIUSEPPE San Giusepp è uno sposo esemplare, un artigiano coscienzioso, un giusto che rispetta la legge. Promesso sposo a Maria, ma alla notizia che lei aspettava già un figlio non suo, Lui decise di mantenere la sua posizione per non disonorarla, ma di ripudiarla in silenzio. Una notte però gli venne in sogno un Angelo del Signore, il quale gli disse che Maria era innocente e che il figlio che portava in grembo era stato concepito dallo Spirito Santo, e che non doveva ripudiarla ma di accettare questa sua volontà. Venne il giorno in cui Maria diede alla luce il Bambino Gesù; il re Erode però vuole la morte di questo bambino, infatti in quei giorni furono uccisi trenta bambini sotto ai due anni, ma Giuseppe avvertito dallo stesso angelo portò al sicuro Gesù e Maria in Egitto. Morto Erode, l’angelo del Signore torna da Giuseppe e gli disse: “Levati, prendi il bambino e sua madre, e torna in terra di Israele, poiché sono morti coloro che attentavano alla vita del bambino. 20/03/2026 LA PALESTINA Il più naturalwe itinerario per attraversare la Palestina da nord a sud, il meno incidentato apparentemente è la valle del Giordano. Ma in realtà è un itinerario pericoloso ai tempi di Gesù, per la presenza di animali selvaggi; e anche faticoso, perché nel corso di lunghi mesi, il calore in questa zona è soffocante. Va nella stessa direzione la strada costiera,, malgrado l’ostacolo del gruppo montuoso del Carmelo che raccoglie la maggior parte del traffico da e per Alessandria d’Egitto. In dieci giorni i corrieri imperiali sbarcati a Cesarea possono raggiungere la capitale egiziana. Un terzo itinerario nord-sud corre in posizione centrale rispetto ai primi due, lungo la linea di cresta delle colline. Ma è un percorso evitato dagli ebrei osservanti, perché passa attraverso la detestata Samaria. Nell’altra direzione Est-ovest, la via reale, collega il porto di Cesarea, via Scitopoli, alla grande pista di Damasco e dell’Oriente, alla quale si congiunge nei pressi di Derat. Più a sud c’è la strada di Giaffa e Naplusa, che passa tra i monti Ebal e Garizim. Infine Gerusalemme è di per sé un centro importante di comunicazioni: da essa partono le strade per Gaza attraverso Betlemme o lungo il torrente Sarar, poi due strade per Giaffa, attraverso Emmaus o la via di Lydda; e una per Gerico. Oltre a quest’ultima città, la strada attraversa il Giordano al guado di Betabara e taglia la grande pista transgiordanica, prima di arrivare a Filadelfia, l’attuale Amman. Ed ora andate, come agnelli tra i lupi “E ora andate!” Per la prima volta gli amici di Gesù si trovano lanciati nel mondo ad annunciare il Regno; da soli senza di Lui. È la svolta capitale: compaiono sulla faccia della terra i primi portatori della Parola. Il mondo che essi percorrono è minuscolo: un pezzo di Galilea. Ma è sufficiente a far sorgere, di fronte all’annuncio, tutti i tipi di reazione che si ripeteranno invariabilmente lungo le generazioni fino a noi. Ecco ciò la lieta speranza, ecco l’indifferenza degli ottusi, il rifiuto e l’odio dei “disturbati”. 21/03/2026 Eccoli riuniti tutti e dodici intorno a Gesù. nel piccolo villaggio di Galilea. C’è Simone detto Pietro, Con suo fratello Andrea; altri due fratelli, Giacomo detto poi il maggiore, e Giovanni, entrambi figli di Zebedeo, uno che sta abbastanza bene, proprietario di varie barche da pesca; poi Filippo e Bartolomeo, Tommaso detto anche latinamente Didimo (gemello) perché appunto ha un fratello nato con lui; Matteo, l’ex-esattore delle tasse; l’altro Giacomo, detto il minore, figlio di Alfeo; Giuda Taddeo, chiamato anche semplicemente Taddeo; Simone il Caneo, detto anche lo Zelota e infine Giuda L’Iscariota, quello che lo tradirà. Dodici, di origine differente, ma amalgamati dalla comune e totale fiducia nel loro Maestro. 25/03/2026 Hanno percorso insieme la Galilea per mesi e mesi. Hanno seguito Gesù nella sua azione, vedendo crescere intorno a lui l’ammirazione delle folle, e tutti insieme hanno accettato le conseguenze della disciplina, che Gesù ha imposto, in vista della loro missione: niente più casa, niente beni personali. Con una guida simile sono pronti a marciare in capo al mondo, ed egli sempre pronto a placare le loro apprensini e a risolvere i loro dubbi, li prepara pazientemente a un mestiere nuovo: quello di missionari della buona novella. E oggi, appunto, è venuto il momento per tutti di avviarsi su questa strada: Questi inviati di Gesù, gli apostoli dovranno fare onore al loro titolo. Gesù che non ha umane preoccupazioni di prestigio personale, conferisce loro straordinari poteri: guarire gli ammalati, esorcizzare i demoni. resuscitare i morti, proprio come fa egli stesso. E fa loro le sue raccomandazioni come a figli:” non prendete né oro né argento per il viaggio, né moneta nelle vostre cinture, né bisaccia né abito di ricambi”. Il loro destino è la povertà. Ma essi messaggeri di Gesù non si devono preoccupare per il vitto e l’alloggio: ci sarà sempre una casa per accoglierli. “Nelle case in cui entrerete, trattenetevi fino alla partenza. E se qualcuno non vi riceverà, uscite da quella casa o da quella città, e scuotete la polvere dai vostri piedi, per ben mostrare ciò che vi hanno fatto”. I fedeli compagni di Gesù si sparpagliano lungo le strade. D’ora in poi saranno in dodici a diffondere nei villaggi di Palestina il messaggio lanciato dal loro maestro. È la loro prima missione, un vero esordio. Poi, tornandone, raccontano a Gesù tutto ciò che hanno fatto: risultati ed esperienze di questa “prova generale”, saranno oggetto di studio di appartata meditazione. E poi Gesù decide di andare a Gerusalemme, la città nella quale manifesterà il suo amore per gli uomini. Si decide per la strada più breve, quella attraversa la Samaria, e non importa se si tratta di una regione malfamata. Giacomo e Giovanni sono già partiti in anticipo, per organizzare le soste di tutto il gruppo. Ma eccoli ritornare d’improvviso, fuori di sé: i samaritani rifiutano di accogliere questi pellegrini in marcia verso Gerusalemme. È un’offesa intollerabile, e gli apostoli ora che detengono il potere di punire questa ampia razza, lo vogliono subito usare: “Signore” gridano, “Vuoi che noi ordiniamo al fuoco di distruggere quel villaggio ostile?” Gesù rivolgendosi verso di loro, ne dissipa senza complimenti l’eccitato zelo: ” il figlio dell’uomo non è venuto a perdere gli uomini, ma a salvarli”. E non attende replica. Partenza immediata, per un’altra strada. Continua…
Marzo 11, 2026 Uncategorized Elena Lasagna RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CENTOSESSANTUNESIMA PARTE 11/03/2026 Patty Senti, sono venuta a prendere il manoscritto di medicina per Marco. In più l’ultima che ti ha chiesto: la neurite. Grazie! La neurite è un processo degenerativo di uno o più nervi. Le nevriti si differenziano dalle nevralgie in quanto i nervi presentano lesioni parenchimatose con interessamento del cilindrasse o della guaina mielinica. Oppure lesioni interstiziali concernenti il connettivo intras- e perifascicolare. Le mononevriti insorgono in seguito a un trauma del nervo interessato, si manifestano con paralisi flaccida e atrofia dei muscoli innervati del nervo offeso, anestesia superficiale nei territori cutanei dipendenti da questo, abolizione dei riflessi tendinei, disturbi vasomotori, secretori e trofici. Le forme cliniche delle mononevriti dipendono dalla localizzazione e dalla natura della lesione e dall’interruzione completa o incompleta del tronco nervoso. La natura della lesione che ha compromesso l’integrità di un tronco nervoso ha influenza sulla sintomatologia; le lesioni irritative da ferite infette con penetrazione di corpi estranei danno nevriti di tipo irritativo con sintomi di natura sensitiva e trofica. La prognosi delle nevriti localizzate è sempre riservata e il decorso è lungo mesi. Continua… 12/03/2026 La nevrite ascendente ha invece origine incerta, è una forma rara che si osserva come origine di complicazione di piccole ferite localizzate alla punta delle dita delle mani, specie nelle zone innervata dal nervo cubitale. Dopo qualche tempo compaiono dolori che interessano successivamente il dito leso, la mano e l’intero arto, seguiti da fenomeni atrofici e da grave limitazione funzionale: l’evoluzione è molto lenta. Le polinevriti si osservano nel corso di infezioni, intossicazioni endogene (diabete, gotta, colemia) di avitaminosi. Anche il raffreddamento può favorirne l’insorgenza. Si manifestano con paralisi flaccide multiple nel dominio dei nervi spinali; ipotonia e atrofia degenerativa, eventualmente paralisi nel dominio dei nervi cranici (nevrite ottica) anestesia specie alle estremità distali degli arti; abolizione e diminuzione dei riflessi tendinei; disturbi vasomotori, trofici, secretori nelle parti paralitiche; eventuali alterazioni delle funzioni psichiche. Il decorso può essere acuto, subacuto e cronico. Le forme cliniche dipendono dalla predominanza di alcuni sintomi rispetto ad altri (forme motrici o sensitive) o dall’agente patogeno ( alcolica, saturnina da solfuro di carbonio, ecc.) 16/03/2026 Alessandra Da un po’ di tempo il riscontro delle analisi ematiche e delle urine non mi piacciono perché ho il sangue nelle urine, Il medico dice che non ho niente, ma se queste prove ematiche resistono a tutti gli esami, io ho paura. Cosa potrei andare incontro nella peggiore delle ipotesi? Grazie! (questo è quello che mi ha detto Alessandra). Elena Il tuo medico potrebbe avere ragione a dire che non si tratta di niente; potrebbe essere che tu fai gli esami in prossimità del ciclo, oppure alla fine; oppure per altre cose banali che non c’entrano niente con la patologia. Ma l’ematuria può essere anche indice di glomerulonefrite, di cistite, di tubercolosi (ma questo non credo sia il tuo caso) da tumori del rene, oppure di alterazioni infiammatorie o neoplastiche alla vescica ecc. ; ma se così fosse il tuo medico ti avrebbe fatto fare esami più approfonditi, solo ne avesse avuto il sospetto anche lontano. È una cosa microscopica, non evidente ad occhio nudo, ma riconducibile per la presenza di globuli rossi nel sedimento urinario. Va distinta dalla emoglubinuria e può essere anche simulata dall’eliminazione urinaria di determinati farmaci che conferiscono all’urina il colore rosso. Tra questi vanno segnalati i glucosidi antrachinonici, contenuti nel rabarbaro, nella senna, nella cascara, nell’aloe, la rifampicina, alcune vitamine del complesso B, le fenolftaleina e i purganti strutturalmente simili a questa. 16/03/2026 Federica Sai avevo dei disturbi gastrointesitnali e mi hanno riscontrato che sono affetta da “celiachia”. Ho letto in internet che dovrò esonerarmi dall’assumere alimenti con glutine per sempre, è vero? Elena Certo che si! Oltre che sentirsi male, è rischioso continuare ad ignorare questa patologia, potrebbe distr uggere i villi intestinali e fare altri danni. Ma adesso c’è di tutto anche per i celiaci. Persino i salumi e altre cose che ti piacciono senza glutine, e sono pure più leggeri. Il glutine, è una cosa meravigliosa: una miscela di proteine contenute nelle cariossidi dei cereali e in varie leguminose. Il glutine si ottiene dalla farina per allontanamento dell’amido mediante impastamento prolungato e trattamento con acqua corrente. In farmacia serve per preparare capsule gastro-resistenti, dato che la sua digestione non avviene nello stomaco ma solo a livello dell’intestino. In medicina fra le sindromi di malassorbimento intestinale, esiste una forma piuttosto grave, detta enteropatia da glutine, che è espressione di un fenomeno di intolleranza dell’intestino al glutine. Si manifesta con dimagrimento, diarrea, steatorrea, distensione globosa dell’addome. Nei soggetti colpiti ci sono numerosi bambini, mancano a livello della mucosa intestinale gli enzimi peptidasici preposti alla scissione delle proteine del glutine in amminoacidi. Il glutine non viene pertanto assimilato, mentre i peptidi che originano dall’anomala scomposizione della molecola, esercitano effetti irritativi sulla mucosa del tratto digerente. A livello di questa si stabilisce pertanto una reazione infiammatoria, che riduce la capacità dell’intestino di assimilare anche altri alimenti. 24/03/2026 Marco Mi parli dell’Ipofisi, a che cosa serve? È importante quanto la tiroide? Grazie Zietta. Elena L’ipofisi è una ghiandola a secrezione interna localizzata entro la sella turcica dello sfenoide, in stretta connessione anatomica e funzionale con l’ipotalamo. È detta anche ghiandola pituitaria. L’ipofisi ha forma ovoidale, pesa circa 600 mg ca. e può essere distinta morfologicamente, funzionalmente ed embriologicamente in due parti: la neuro-ipofisi che deriva, come l’ipotalamo, dalle pareti del terzo ventricolo, e che deve essere considerata, anche funzionalmente, una parte dell’ipotalamo, costituisce la porzione posteriore della ghiandola (lobo posteriore dell’ipofisi), e per la sua struttura è detta anche pars nervosa o lobo nervoso: l’adeno-ipofisi, che deriva da una invaginazione dell’ectoderma buccale detta tasca di Rathke, e che sebbene strettamente controllata dall’ipotalamo, è una vera ghiandola endocrina. La neuroipofisi si presenta come un prolungamento della iminenza mediana ipotalamica formato da una parte sottile e da una parte allargata. L’adeno-iposifi è formata da una parte tuberale che avvolge lo stelo infundibolare, da una parte distale o lobo anteriore dell’ipofisi e da una parte intermedia o lobo intermedio dell’ipofisi. L’asportazione dell’ipofisi determina conseguenze gravi, ma non letali. Dopo il taglio del peduncolo ipofisario, la neuro-ipofisi, si riorganizza, continuando a mettere in circolo i suoi secreti a livello del moncone. Si fa invece sentire la mancanza dell’adeno-ipofisi. la tiroide, le gonadi e la corteccia delle surrenali diventano ipofunzionanti, se l’individuo è ancora in crescita, la crescita si arresta, compaiono alterazi0ni del metabolismo dei carboidrati e delle proteine. L’adeno-ipofisi si presenta inoltre come un aggregato di cellule poliedriche disposte in cordoni, le quali si distinguono in acidofile, basofile e cromofobe. Finora sono stati identificati con certezza sei ormoni adeno-ipofisari: L’ormone somatotropo o STH, detto anche ormone della crescita; la corticotropina o ACTH; l’ormone luteotropo o prolattina o LTH; l’ormane follicolo-stimolante o FSH; l’ormone luteo-stimolante o LH; l’ormone tireotropo o TSH. Gli ormoni adeno-ipofisari, vengono secreti dall’ipofisi sotto il controllo dell’ipotalamo. Nella porzione dell’adeno-ipofisi detta pars intermedia viene secreto un ormone intermedina o MSH o ormone medianocitostimolante, il quale favorisce la pigmentazione cutanea aumentando la sintesi delle melanine e disperdendo i granuli di pigmento entro i melanociti. La neuro-ipofisi può essere considerata, dal punto di vista sia morfologico sia funzionale, una porzione dell’ipotalamo. Le cellule che secernano gli ormoni neuro-ipofisari, (la ossitocina e le vasopressine) sono raccolte in due nuclei ipotalamici, il nucleo sopraottico e il nucleo paraventricolare. L’attività delle neuro-ipofisi viene compromessa irreversibilmente da lesioni di questi nuclei, con la comparsa di grandi alterazioni del metabolismo idrico. Situazioni di natura patologica infiammatoria, displasica, neoplastica, ecc. possono provocare la distruzione più o meno estesa degli elementi costitutivi dell’ipofisi, con manifestazioni morbose caratterizzate dall’iposecrezione da uno o più ormoni (ipopituarismo). Per proliferazione tumorale o per semplice iperplasia si può avere invece un aumento numerico di cellule ghiandolari secernenti a cui sono legate situazioni di iperpituarismo. Tra gli ipopituarismi figurano il nanismo e l’infantilismo ipofisario, la cachessia ipofisaria, o morbo di Simmonds, la distrofia adiposo-genitale o morbo di Fröhlich, il diabete insipido. Espressioni di iperpituarismo sono il gigantismo ipofisario, l’acromegalia, la malattia di Morgagni o sindrome dell’enostosi frontale. Marco Grazie Zia, è completissimo. Grazie!
Marzo 11, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I RAGAZZI DUE 11/03/2026 LA LETTERA DI ANASTASIA Sono Anastasia, ho vissuto fino a diciannove anni in un paese della Russia, eravamo in cinque figli, 3 maschi e due femmine. I miei genitori erano amabili e giusti, ma non avevamo niente, solo non ci mancava da mangiare perché lavoravamo tutti in quel pezzetto di terreno che avevamo, però eravamo felici. Eravamo quello che si dice qui: una famiglia unita. Purtroppo quando persi mio padre e due dei miei fratelli ho dovuto cercare un lavoro, e sono venuta qui in Italia. Non vi dico in che famiglia sono capitata, il padrone mi guardava come se fossi uno scarto della società, ma noi eravamo una famiglia per bene, mai avuto guai con la giustizia e anche in famiglia ci siamo voluti un grande bene; anche perché quando c’ era il pane fresco era una festa. Mi sono demoralizzata qui in Italia, perché pensavo che le famiglie fossero tutte dominate da padri padroni e schifosi uomini nei riguardi della servitù. Avrei voluto ritornare a Mosca, ma non avevo i soldi per il viaggio, e così andai di casa in casa a chiedere lavoro. Fino a quando incontrai la famiglia giusta, che Dio li benedica! Quanto si soffre non per la povertà ma per la gente ostile e cattiva! Non mi sono mai interessata di politica, ma vorrei tanto avere una casa qui, perché ora che non ho più nessuno al mondo ritornare al mio paese adesso, non mi attira del tutto anche se lo amo lo stesso. Quello che mi interessa adesso è mantenere la salute, e guadagnare abbastanza per fare studiare mio figlio, e poi una casa anche piccola, ma almeno potrei dire è casa mia. Ti confesso che non mi sono mancate le occasioni di farmi un amante per il denaro, ma io non ho accettato mai! Solo di questo posso essere orgogliosa; di non avere tradito me stessa solo per del vile denaro. Però mi sento ricca anche se non ho che le mie braccia e un figlio da mandare a scuola; quello è il mio tesoro più prezioso perché l’ho concepito per amore. Grazie per avermi ascoltato. Anastasia, tu sei una delle donne più ricche del mondo, prova a pensarci, ma lo sai già, questo credo che sia merito anche della tua famiglia dove hai vissuto. Anche qui da noi c’è gente povera e ricca dentro indipendentemente dalle ricchezze materiali. Ma la gente non è tutta così, Puoi trovare la famiglia anche qui e essere felice con tuo figlio. Sento che realizzerai i tuoi sogni: quello di far studiare tuo figlio e quello della casa. Qui da noi c’è un detto che rivela: “la fede fa grandi cose”! Quindi non smettere mai di sperare! Un forte abbraccio! Elena Ciao! Annalisa che cosa hai detto ai giovani di martedì per renderli così entusiasti? Elena Poche cose ma sincere, come quello di essere felici amando molto e non bruciare quell’amore per trasformarlo in cenere o odio ma di portarselo con sé, di non piegarsi mai alla cattiveria, alla superbia, all’indifferenza e alla menzogna. Per restare giovani sempre. Perché solo così ci si sente realizzati nel profondo. 12/03/2026 LA MORTE DI TOMMASO Tommaso è il protagonista del romanzo Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini Un giovane che si potrebbe chiamare disorientato, che vive nello squallore di una borgata romana, fra giovani della sua stessa educazione e delle sue stesse tendenze. L’abbruttimento e il vizio sono congeniali alla situazione nella quale Tommaso e i suoi amici si vengono a trovare, anche se in Tommaso non mancano fermenti che, seppure non portano a grandi conquiste interiori, finiranno a poco a poco, attraverso una serie di imprese balorde, per fare intravedere una coscienza umana e generosa. Tommaso si ammala di tubercolosi, e seppure curato resta definitivamente minato nel fisico. La sua vita allora si svolge in una violenza che potrebbe essere il contravveleno della precarietà sempre imminente e preludente alla fine. Quando una notte una tempesta inaudita si abbatte su Roma, e le case mal costruite della sua borgata vengono allagate; la coscienza di Tommaso si risveglia in un’ansia generosa di solidarietà sociale; per questo egli nel pieno della tempesta si slancia nell’opera di soccorso e rimane lunghe ore in mezzo all’acqua e al vento. Il giorno seguente egli è già un uomo finito. Del vecchio Tommaso resta solo un qualche accenno di violenza verbale: il resto è dimenticato perché redento nella generosità nell’impresa di soccorso e di salvataggio dei bisognosi suoi simili e nel dolore che tutto gli appartiene. E. Lasagna 13/03/2026 CHI SIAMO NOI? È evidente che da quanto si dice che il decadente è fondamentalmente uno sradicato, che si sente contemporaneamente estraneo e superiore agli altri. Se si oppone alla borghesia industriale di cui condanna la volgarità. La superficialità e l’attaccamento al denaro e al benessere, non meno sprezzante è il suo atteggiamento verso il proletariato che osa rivendicare diritti, che avanza violentemente e contribuisce a creare disordine; né tanto meno l’artista si astiene a condannare i governi parlamentari, e specialmente in Italia, la politica di relativa apertura alle masse e le parvenze di democrazia. Da questo isolamento scaturisce quello che è il centro del sistema decadente e cioè l’estetismo. In realtà per il decadente, la sfera della morale è un tutt’uno con quella dell’arte, ed infatti al centro del sistema decadente è l’estetismo, la vera e propria religione del bello. Non la morale corrente, ma le regole della società borghese presiedono alla vita e all’arte del decadente, ma egli instaura una nuova morale, una nuova religione, la religione della bellezza, della raffinatezza, dell’eleganza: la vita stessa è costruita come un’opera d’arte. A sua volta l’estetismo, che deriva dalla convinzione che il decadente aveva di essere superiore e distante, tanto dalla borghesia volgare e materialista, quanto dal proletariato rozzo, prepotente e violento, era causa ed effetto insieme all’atteggiamento individualista. Un esasperato individualismo caratterizza questo movimento: l’individuo si astrae e si isola al di sopra dagli altri, incapace di comunicare col mondo esterno, con un mondo con cui non ha più nulla in comune. Secondo molti esperti sono tramontate le speranze positivistiche di migliorare la società, per sempre; la certezza che la conoscenza dei mali sociali possa contribuire alla soluzione di essi. Il decadente ha perso questa fiducia, vede i mali della società e se ne ritrae con disgusto, orgoglioso di essere un individuo che si eleva al di sopra della mediocrità e superficialità delle masse, fiducioso solo nel gesto isolato, nell’atto che lo distingue dalla inettitudine generale. Nasce così il culto della violenza in tutti i suoi aspetti, da quella politica che aspira a un governo forte contrapposto alla democrazia, per respingere definitivamente le istanze delle masse, e quella collettiva che auspica la guerra come sola igiene del mondo. E come mezzo per uscire dalla grettezza dell’esistenza massificata, a quella individuale, come tendenza a porsi al di sopra e al di fuori dalle leggi comuni, come fosse un’aspirazione al gesto eroico, all’azione individuale. Chi sei? 17/03/2026 Che cosa pensi sull’energia nucleare? Mi sono chiesta molte volte perché molte nazioni l’hanno già da tempo, mentre noi in Italia niente! L’energia nucleare è potenzialmente in grado di soddisfare anche nel futuro una gran parte dei nostri fabbisogni energetici. Mentre una politica a diffusone delle centrali atomiche di potenza porterebbe alcuni vantaggi a breve termine alla nostra politica estera, in quanto non sarebbe necessario aumentare le importazioni di petrolio per far fronte alle richieste crescenti di energia elettrica, inoltre alcune delle attuali centrali termoelettriche alimentate a olio combustibile potrebbero venire sostituite dalle centrali nucleari, liberando per altri impieghi una parte del petrolio. L’energia nucleare presenta inoltre sensibili vantaggi in termini di inquinamento atmosferico e di pianificazione territoriale. Innanzitutto non provoca alcun tipo di inquinamento chimico dell’atmosfera, mentre normalmente le emissioni radioattive si possono mantenere su livelli molto bassi; questo vantaggio dell’aria pulita risulta particolarmente importante per almeno dieci anni, perché tanto ci vorrà per imparare a bruciare il carbone in maniera ecologicamente accettabile. In secondo luogo bisogna osservare, a livello di utilizzazione del terreno, che l’estrazione a cielo aperto del carbone richiede una suerficie maggiore che l’estrazione dei minerali uraniferi necessari per produrre. Negli odierni reattori ad acqua leggera- la stessa quantità di energia elettrica che produrrebbe il carbone. Inoltre l’energia nucleare permette di evitare completamente il problema delle modificazioni del clima su scala mondiale imposte dall’uso di combustibii fossili. Tutti questi vantaggi potenziali hanno in pratica spinto il paese a considerare la fissione nucleare come la principale risorsa del nostro futuro per soddisfare a lungo termine la crescente domanda energetica. 18/03/2026 Oggi propongo una poesia di Vittorio Sereni: “Non sa più nulla, è alto sulle ali”. Non sa più nulla, è alto sulle ali il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. Per questo qualcuno stanotte mi toccava la spalla mormorando: di pregar per l’Europa mentre la nuova Armada si presentava alla costa di Francia. Ho risposto nel sonno: È il vento, il vento che fa musiche bizzarre. Ma se tu fossi davvero il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna prega tu se lo puoi io sono morto alla guarra e alla pace. Questa èla musica ora: delle tende che sbattono sui pali non è musica d’angeli, è la mia sola musica e mi basta. PROSA Il poeta colloca la prigionia in un tempo sospeso tra la vita e la morte; essa è una triste e squallida condizione di non-vita, meglio è la morte. meglio la fine gloriosa del primo soldato , caduto sulla spiaggia normanna. È a lui che Sereni si rivolge perché preghi per la vittoria della democrazia e per la pace. Infatti Egli essendo prigioniero, non ha più nemmeno questa forza, è morto alla guerra e alla pace, lontano dagli eventi, isolato dalla realtà storica, vincolato ad una squallida esistenza, a cui i suoni e la cui realtà sono il vento e la tenda del campo di prigionia. La musica degli angeli e l’eco della tromba dei combattenti, la sua è invece la squalida musica di una triste realtà contingente che lo rende quasi indifferente e insensibile. E. Lasagna 19/03/2026 LA FAME NEL MONDO A parlare nella fame nel mondo sembra prestarsi oggi alla tentqzione di un nuovo conformismo retorico e vuoto che si è impadronito dei pèiù tragici problemi esplosi nella nostra epoca. Non c’è trattato scientifico, rivista, o libro scolastico, pubblicità televisiva, che l’argomento “Fame” non abbia uno spazio programmaticamente assicurato. Pezzi patetici con occhioni di binbi deutriti in primo piano, statistiche allarmanti, previsioni catastrofiche per il futuro, Convegni di esperti pensosi, e aspirati in asettici trasparenti palazzi di cristallo. e così, via via. Il tutto con frequenza imprevedibile, e comunque non connessa al fenomeno della fame, che ovviamente non conosce variazioni, perché la fame quando c’è è permanente. Non intendo fare ironia di dubbio gusto, vorrei solo ridurre il problema ai suoi termini più semplici: In immense zone del globo terrestre, intere popolazioni continuano a morire di fame e di sete; fino ad ora si è fatto si ma non ancora sufficiente per tenere in vita molte persone innocenti. a lenire una così dolorosa sventura. Si è fatto poco e niente perché malgrado il conclamato umanitarismo parolaio dei congressi, il nostro mondo è dominato dagli interessi ben precisi della finanza e dell’economia dei pochi paesi ricchi che detengono le leve del potere. Questi addirittura guerreggiano tra loro, Questi non sono che pochi esempi, ma per averne altri bisognerebbe vivere in certi paesi per poter scoprire la verità fino in fondo. Comunque l’errore più grande sarebbe da parte nostra, quello di perdere la speranza che una progressiva presa di coscienza degli oppressi e di tutti quegli altri che tollerano il turpe gioco degli oppressori possa modificare le strutture di una societò spesso crudele come la nostra. Prendere coscienza significherebbe assicurare a tutti il più elementare diritto alla vita usando le inoffensive armi della fratenità e della carità.
Marzo 6, 2026 Uncategorized Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI 06/03/2026 Annalisa Che cosa provi quando scopri la menzogna nelle persone che ti stanno a cuore? Elena Ho pietà di loro e perdono; vedi? Certa gente parla con l’intelligenza che si ritrova! Ma la pietà del Cielo è infinita. Annalisa Se si ama qualcuno e lui o lei non lo sa, lo si può considerare vero amore? Elena Se dall’altra parte c’è empatia, magari glielo farà capire e poi lo scopriranno insieme con il tempo se davvero è vero amore o se è solo passione. Annalisa Come lo scopriranno se vivono così distanti? Elena L’amore fa miracoli, fa nascere un’empatia vigorosa che non si perderà facilmente. Questa si chiama vita. Annalisa io auguro cose bellissime anche a te. Non sarà Piter per caso? Se è così vi auguro una grande felicità! Avete la stessa età, circa. Annalisa Lui è bellissimo, io non so se gli piacerò davvero! Elena Anche per lui come me, ricordo che la bellezza è soprattutto quella dell’anima; dovresti avere più fiducia in te stessa. Annalisa Ma Patty mi ha detto che lui non ha occhi che per te! Elena Ma perché è stato lontano per mesi e quando è venuta là con me che c’era anche lui ha capito che eravamo affiatati, ma essendo mio figlio, è un altro modo di volersi bene, un modo senza malintesi o che ne so, il nostro è amore non tra un uomo e una donna ma tra madre e figlio che si vogliono bene davvero, quindi c’è posto per una fidanzata sempre se per lui sarai la donna ideale, ovviamente. 07/03/2026 Annalisa Per fortuna che ti ho trovata, speravo che non fossi già partita, devo farti gli auguri per la festa della donna; per te con la D maiuscola. Salutami Piter. Elena Ma guarda che Piter là non c’è, te lo posso salutare telefonicamente quando ci sentiremo. Però io non posso sollecitare con lui quello che provi, questa è una cosa molto delicata; non restare delusa se per caso lui ti dirà di no, anzi ringrazialo per la sua sincerità. Piter non è un uomo facile, ma credo che abbia bisogno di trovare la donna giusta; non c’è nulla di più basso che volere una persona se lui o lei non sono d’accordo. Tu sei intelligente e lo sai; indipendentemente da quello che provi tu; se vieni respinta, non è perché tu non sia alla sua altezza, anzi, lo saresti eccome, ma al mondo non ci si innamora a comando. Grazie per gli auguri di domani se per caso non ci sarò. Ciao, buon fine settimana a tutti! 09/03/2026 L’intelligenza non la si giudica solo dal numero di lauree che uno ha conseguito. Anzi… Annalisa Ti piacciono i giochi di prestigio? Elena No, non mi hanno mai illuso neanche da piccola. Per me sono giochi innocui per scemi! A me picciono le cose vere. Vado a raccogliere le viole, ciao! 09/03/2026 Marco Che cos’è la storia dei giochi di prestigio? Elena Ma niente Marco sono cose a cui non voglio neanche pensare! Hai presente chi non ha nulla da fare? Bene, alcune babbione di cinquant’anni sostengono che io riesco a diventare invisibile! Ma vorrei dire loro che io non c’entro niente, se qualcuno mi fa diventare invisibile in loro presenza certo non è merito mio; io non sono così magica! Marco Però, ricordati che domani alle nove ho promesso al mio prof. di Italiano che saresti andata nella sua classe. Annalisa mi ha già informata due volte, quindi non mancherò, anzi, verrò con piacere. Annalisa Se tu dovessi preparare un pranzo per una persona a cui tieni molto, prenderesti qualcuno o lo faresti da sola? Che cosa prepareresti? Elena Come primo piatto ravioli con pasticcio di carne e tartufo, il tutto in equilibrio; vitello in sugo di erbe, e sugo di sapori nordici, olio, extra vergine d’oliva e limone, contorno di verdure al gratin; dolce da forno, ricoperto di pasta sfoglia leggera e fillo in un nascondiglio di crema mou, crema caffè e cioccolato, crema pasticciera al rum e vaniglia; infine all’ultimo momento prima di servire una copertura di panna leggera al sapore di mandorla dolce; ovviamente tutto con moderazione. 10/03/2026 Grazie Carissimi Linda e Robert, Voi per me siete non solo dei carissimi amici ma siete fratelli veri, e genitori meravigliosi; se qualcuno deve imparare a vivere dovrebbe venire lì da voi. Grazie per la fiducia che mi avete dimostrato. Questa estate sarò spesso lì da voi. 10/03/2026 Annalisa Quei versi che hai scritto alla fine del libro ” I poteri dell’anima” A chi li hai dedicati? Al principe? …Grazie a Te per avermi dato quella forza di combattere. Ogni volta che scenderà il crepuscolo, prenderò una stella perché l’immortale non svanisca. Sarò felice di pensare a te perché so che quando si farà giorno ti rivedrò nel sole arrivederci dolce Sovrano, ogni volta che mi penserai troverai in me la fede di un vero amore. Elena Macché principe! Li ho dedicati a Dio, anche se Dio non l’ho mai visto, ma so che esiste, oppure non so se quello che ho visto fosse lui in altre vesti; ci sono stati episodi di grande emozione e di verità che mi hanno fatto vivere con coraggio quei momenti di separazione da persone che amavo e che amo tutt’ora. E loro ne sono i testimoni attendibili e perfetti. Post Scrittum per i maleducati: Non seguitemi ma ignoratemi anche in internet! 10/03/2026 Annalisa Hai visto? Che ti dicevo? Sei piaciuta molto a tutti! Elena Sono rimasta soddisfatta, sono dei ragazzi e ragazze splendidi e molto educati. Grazie! 11/03/2026 Annalisa Se tu fossi certa di rendere infelice una persona a cui vuoi bene, cosa faresti? Elena Io sparirei dalla sua vita. 12/03/2026 Annalisa Il principe che conoscesti tu tramite il padre di Piter, non sarà quello che hanno fatto vedere recentemente in TV ? Quello che ha denunciato la sua fidanzata perché gli ha sottratto molto denaro? Elena Ma che sei scema? Io un tipo così non l’avrei neanche voluto conoscere, si vede in faccia ciò che è! Come si fa a reclamare ciò che ha ottenuto dai suoi errori! Sì, perché se ami una donna, non le dai in mano la tua carta di credito; una donna vera si sarebbe offesa, l’ha trattata come una prostitua di lusso. E poi la disonora così ! È un altro principe dall’anima bassa e popolare. No, quello che ho conosciuto io tempo fa era un po’ più in su, ma non troppo. Dico non troppo perché si dava delle arie da principe; ma un vero principe prima lo è dentro l’anima e poi non lo ostenta come se gli altri fossero scemi; tutti sapevano chi fosse! Pensa che mi ha anche chiesto di ballare, ma il suo comportamento mi fece ballare con un ragazzo chiamato ad aiutare ai tavoli. Annalisa Ma tu sei matta da legare! Elena Tu credi? Ma cosa pensi che sia un ragazzo con un titolo così? Meno di altri che sgobbano dalla mattina alla sera e sono più signori di un principe con un’anima così scarsa di buon senso? 14/03/2026 Annalisa Mi daresti la rivincita un’altra volta? Forse viene troppo tardi. Sai? Non ho mai incontrato prima un’anima così bella come la tua. Se fossi un uomo ti sposerei! Elena Sposarmi? Per carità! Io invece non sposerei nessuno mai! Amerei un uomo, uno solo, ma se mi sbagliassi lo cercherei da un’altra parte e poi lo porterei nel cuore per sempre. Amore è libertà! E non inchiodarmi a un dito! Annalisa E se quell’uomo fosse falso, infimo, spregevole che riversa i suoi peccati su du te per salvare la faccia, cosa faresti? Elena Niente, le persone non si cambiano. L’importante è che io rimanga pulita dentro, poi il tempo quando qualcuno non se lo aspetta la verità verrà sempre a galla! Tutta! Aiutati che il Ciel ti aiuta. Annalisa Esiste l’amore platonico? Elena Certo! Platonico e libero. 16/03/2026 Federica Adesso che ho anche il bimbo piccolo mi stanco moltissimo, arriva la sera che sono morta. Tu sai bene che non posso mollare tutto, oppure andarmene così di punto in bianco! Come fare ad organizzarsi con la casa, il ristorante, i figli piccoli? Elena Niente, se proprio non ce la fai devi scegliere i figli! Cara fede, non ti ho mai visto così abbattuta se non per la crisi che hai avuto con Alessandro. Ora che andate bene dovresti organizzarti o assumere qualcuno al ristorante, un aiuto temporaneo. Organizzarsi in modo che tu abbia anche del tempo per respirare; non solo sembrerà tutto più facile da sopportare, ma piacevole ed emozionante. Se ti libererai da tutte le strette soffocanti, ti regalerai il volo leggero senza forzati atterraggi. Si dice che quando un lavoro piace, non si lavora neanche un gorno! Porta con te (dentro di te ovviamente) solo ciò che è leggero; poi aumenta con il tempo, quando ti sarai stabilizzata. Spero di vederti qualche volta, lì da Robert e Linda, così andremo a passeggiare con i bimbi. Ciao! Arrivederci! 16/03/2026 Annalisa Non sei mai stata invidiosa di qualcuno o di qualcosa? Elena No, mai, io sto bene se anche gli altri stanno bene. Mi ha insegnato mia nonna, ti posso confessare che è un grande toccasana. Con mia nonna sono cresciuta a pane e dolcezza, ma per difendermi dal male ho dovuto imparare le arti marziali, ma non le ho usate sugli altri, quasi mai. Loro ti insegnano (i mestri veri di un tempo) che prima di usare la violenza bisogna scendere in ” equilibro, armonia, umiltà” Poco più di due mesi fa, mi sono trovata in una situazione imbarazzante e violenta, però io non ho alzato in dito, ti confesso però che avrei staccato tutti i denti in un solo colpo a quella persona e alla moglie. Ci sono cose che sono molto forti da sopportare, non sempre si è in grado di farlo. Annalisa Ci vuole una bella energia anche a non combattere con i pugni, specialmente chi lo sa fare come te. Da dove viene tutta quella energia che hai? Io non ci riesco. Elena Una parte del nostro patrimonio energetico complessivo ci è stato assegnato alla nascita. Deriva dalla fusione dell’energia del padre e della madre che ci viene assegnata come eredità. È la forza vitale originaria e rappresenta la parte della nostra energia essenziale. Tale energia è incaricata di assicurare la riproduzione della specie. Ad ogni individuo sono quindi assegnate capacità di sviluppo diverse, proprio perché la sua energia originale è genetica, ancestrale, e come tale non può essere modificata.
Marzo 5, 2026 Uncategorized Elena Lasagna PER I BAMBINI 05/03/2026 LA PREGHIERA DEI BIMBI Quasi tutti i bambini pregano il Signore la sera prima di coricarsi, ma non tutti lo fanno con sentimento e devozione. I bimbi che sanno chi è Gesù e la Madonna lo fanno bene, con fede, mentre quei bimbi che non hanno ricevuto la verità dalla loro famiglia, pregano con le labbra; perciò le loro preghiere non arrivano a Dio, ma si smarriscono dietro la luce effimera delle lucciole. Le preghiere dei bimbi preparati invece giungono alla casa del Signore come un canto di angeli, è una casa lontana lontana nei cieli, che gli angeli e i santi nascondono, circondandola di nubi e di stelle; ma le preghiere dei bimbi trovano ugualmente la strada verso la casa di Dio, vi entrano piano piano dal buco della chiave e si nascondono nei nidi degli uccelli, aspettando come essi che Iddio si risvegli. Buona notte. LA CROCETTA D’ORO Di Sergio Corazzini Io porto tanto amore a una crocetta d’oro che s’apre sul mio cuore. È un tenue lavoro, non è un ricordo no; come l’ebbi l’ignoro. Io l’amo perché so che croce fu dolore, e assai ne spasimò o mio dolce Signore. PROSA Il poeta apparteneva a una famiglia borghese caduta quasi i miseria, e perciò da giovanissimo dovette adattarsi per vivere ad un umile impiego. La rassegnazione con cui sopportava le vicende della vita si ritrova nelle sue liriche, di cui costituisce il motivo fondamentale. Strinse rapporti di amicizia con altri giovani poeti suoi coetanei. Questa poesia solo di pochi versi rivela la delicatezza d’animo e la profonda rassegnazione del poeta, che sopportò religiosamente il dolore della sua breve vita per amore di Dio. Egli porta sul petto una crocetta d’oro, a cui è molto affezionato, non perché essa sia un caro ricordo, ma perché è il simbolo della sofferenza di nostro Signore che patì per il riscatto dell’umanità. Elena L. 06/03/2026 LE FIAMMELLE I bimbi intorno al focolare, si divertono, con visini accaldati e rossi, a guardare le fiammelle scoppiettanti, che salgono e salgono ma non le vedo ritornare. Le fiammelle scintillanti e belle che il camino inghiotte, volate forse a riveder le stelle? Buona notte faville buona notte! Mandano un vago scoppiettio, mentre che voi partite, forse è una voce di gentil desio, che vi prega a restar ma voi salite, ma voi salite frettolose a schiere, però che è giunta l’ora che vi tarda le stelle rivedere, e a sé vi chiama una miglior dimora. dove li avete i candidi lettini a cui volate in frotte forse tra i coppi accanto agli uccellini. Buona notte Buona notte e le fiammelle continuano a volare. PROSA Le fiammelle sono le scintille che si sprigionano dai carboni accesi, e salgono su per il camino. I bambini seduti intorno al focolare, si divertono a seguire le fiammelle e chiedono loro se andranno a raggiungere le stelle. I bambini vorrebbero fermarle, ma esse continuano a salire senza ascoltarli. Forse andranno verso una dimora più bella. Elena L. 07/03/2026 Per i bambini dagli otto anni in poi, a meno che non abbiano già letto moltissimi libri. IL FIGLIOL PRODIGO (Dal vangelo secondo Luca cap. 15, v. 11-32) Un uomo aveva due figli, e il minore disse al padre:” Padre dammi la parte che mi spetta”. E divise tra loro il patrimonio. Dopo alcuni giorni, messa insieme una cosa, il figlio minore se ne andò in un lontano paese, e là sperperò tutto il suo avere vivendo dissolutamente. E come ebbe dato a fondo ogni cosa, in quel paese infierì una grande carestia ed egli cominciò a sentiire la miseria. E andò a mettersi con uno degli abitanti del paese, che lo mandò nei suoi campi a badare ai porci. E bramava di riempire il ventre con le ghiande che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava. Allora rientrato in sé disse:” Quanti garzoni in casa di mio padre han pane in abbondanza, mentre qui io muoi di fame! M’alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te, non son più degno di esser chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi garzoni”. E alzatosi andò da suo padre. E mentre egli era ancora lontano, suo padre lo scorse, e mosso a pietà, gli corse incontro e gli si gettò al collo e lo baciò. E il figlio disse: ” Padre ho peccato contro il cielo e contro di te; non son più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai suoi servi: ” Presto portate qua la veste più bella, rivestitelo e mettetegli al dito l’anello e ai piedi i calzari; portate il vitello grasso e ammazzatelo; e si mangi e si banchetti, perché questo figlio era morto è risuscitato; era perduto ed è stato ritrovato”. Così cominciarono a fare grande festa. Ora il figlio maggiore era in campagna, e nel ritorno, avvicinandosi a casa, sentì musiche e danze, ciamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse ciò che sentiva e che vedeva. Egli rispose:” È tornato tuo fratello, e tuom padre ha ammazzato il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano”. Allora egli andò in collera e non voleva entrare; ma suo padre andò fuori e si mise a pregarlo. Ma rispose a suo padre:” Padre da tanti anni iomti servo, non ho mai trasgredito un tuo comandamento, eppure non mi hai mai regalato uncapretto per fare festa con i miei amici. Mentre appena è arrivato questo tuo figlio che ha sperperato tutto il suo, hai per lui ammazzato il vitello grasso”. E il padre rispose:”Figlio, tu stai sempre con me e tutto il mio è tuo; ma era giusto banchettare e fare festa, perché questo tuo fratello era morto ed è risuscitato, era perduto ed è stato ritrovato. Spiegazione Questa parabola, quella della “pecorella smarrita”, e “La dramma ritrovata” illustrano la misericordia divina verso i peccatori. Queste sono immagini stupende di pietà, verso la debolezza umana, che Gesù poteva sentire più degli altri uomini. Perché non dobbiamo esaltare sempre i bravi ma dobbiamo invece cercare di perdonare i figli o i genitori, o i fratelli che si sono perduti nel peccato ed hanno smarrito la fede cristiana. I personaggi del ” Figliol, prodigo” sono naturalmente simbolici: Il padre è Dio misericordioso, il figlio è l’uomo peccatore. Elena L. 09/03/2026 CAINO E ABELE La loro triste storia “Abele fu pastore di pecore e Caino agricoltore. Dopo molto tempo avviene che Caino offrì a Dio sacrificio dei frutti della terra; Abele poi offrì i primi del suo gregge, i più grassi. Dio riguardò Abele e i suoi doni, ma non riguardò Caino e i doni di lui. Caino si adirò grandemente, e il suo volto si abbatté. Il Signore gli disse: “Perché sei adirato? Perché abbattuto è il tuo volto? Forse, se farai del bene, non anche ne riceverai? Se invece farai del male, il tuo peccato non starà subito alla tua porta? Disse Caino al fratello Abele:” Usciamo fuori” E come furono per i campi Caino insorse contro il fratello Abele e l’uccise. Disse il Signore a Caino: ” Dov’è il fratello tuo Abele?” E lui rispose: “Non lo so, sono io forse il guardiano di mio fratello?” Gli disse il Signore: ” Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. Sarai perciò maledettto sulla terra… Anche se lavorerai non ti darà frutti; sarai ramingo e fuggiasco per il mondo…”. (Antico Testamento . Genesi4). L’uccisione di Abele fu quindi il primo fratricidio commesso sulla terra. Triste è la storia toccata al buon giovane ignaro, ma più terribile è quella del suo triste fratello, messo alla prova da nostro Signore, proprio come i loro genitori. Adamo ed Eva nel paradiso terrestre; Caino fu tormentato da un rimorso senza fine. Senza la fede non c’è ubbidienza né rispetto. Elena L. 11/03/2026 QUANDO DIO CREÓ GLI ANIMALI Quando Dio ebbe creato gli animali, ne chiamò alcuni e disse loro: “Voi sarete gli amici dell’uomo e lo servirete”. Lavorerete per lui e in compenso vi darà cibo e vi curerà. E disse agli altri: ” Voi non assalirete l’uomo e vi procurerete da voi il vostro cibo”. Così disse il Signore: e quando la terra fu pronta per accoglierli, Egli vi pose l’uomo e la donna. Questo è il luogo che voi abiterete disse loro. La terra è grande e ricca di piante e verde; con l’aiuto degli animali voi la coltiverete in modo che possa dare il cibo per tutte le creature che da voi discenderanno. Gli animali vi daranno oltre il lavoro doni preziosi: pelle, lana, piume, per coprirvi e difendervi dal freddo; latte, e uova, per il vostro sostentamento. Voi li amerete e li proteggerete, ma soprattutto li rispetterete. I buoni ascoltano e mettono in pratica le parole del Signore: amano e curano gli animali domenstici, e non li costringono a lavori superiori alle loro forze; non cacciano se non per bisogno, gli animali selvatici, ed anche per questi sentono pietà, se li vedono soffrire. Leggendo queste pagine, imparerete come vivono gli animali, come si affatichino per procurare il cibo sé e ai loro piccoli; come sappiano fabbricarsi la casa e difenderla dai nemici, come sappiano essere pietosi fra di loro; come siano fedeli e riconoscenti verso gli uomini che li trattano con amore. 13/03/2026 I giochi dei bambini in campagna. Io arrivai in campagna, ricca di una cosa meravigliosa; una bellissima capanna, intorno una fontana che zampillava ninna nanna. Stava tra verdi pini, con il riso dei bambini il ridente labbro di marmo, s’invetra come la trasparenza cristallina di un cielo limpido. Poi i giochi sulla dolce ombra dei cipressi alti che arrivavano al cielo rosso e attendevano la grande luna che rispende nella notte bruna. Per i bambini piccoli. PROSA Ho sognato la campagna all’ora del tramonto, rallegrata dalle grida gioiose dei bambini, che giocano intorno alla fontana, offriva uno scenario incantevole. Osservavo, rapita da improvvisa commozione, l’avanzare lento delle ombre, che a poco a poco tutto sommergono, mentre il cielo per l’ombra dei pini si era fatto più buio, sembravano attendere l’arrivo della luna. E. Lasagna