Marzo 5, 2026 Elena Lasagna Uncategorized PER I BAMBINI 05/03/2026 LA PREGHIERA DEI BIMBI Quasi tutti i bambini pregano il Signore la sera prima di coricarsi, ma non tutti lo fanno con sentimento e devozione. I bimbi che sanno chi è Gesù e la Madonna lo fanno bene, con fede, mentre quei bimbi che non hanno ricevuto la verità dalla loro famiglia, pregano con le labbra; perciò le loro preghiere non arrivano a Dio, ma si smarriscono dietro la luce effimera delle lucciole. Le preghiere dei bimbi preparati invece giungono alla casa del Signore come un canto di angeli, è una casa lontana lontana nei cieli, che gli angeli e i santi nascondono, circondandola di nubi e di stelle; ma le preghiere dei bimbi trovano ugualmente la strada verso la casa di Dio, vi entrano piano piano dal buco della chiave e si nascondono nei nidi degli uccelli, aspettando come essi che Iddio si risvegli. Buona notte. LA CROCETTA D’ORO Di Sergio Corazzini Io porto tanto amore a una crocetta d’oro che s’apre sul mio cuore. È un tenue lavoro, non è un ricordo no; come l’ebbi l’ignoro. Io l’amo perché so che croce fu dolore, e assai ne spasimò o mio dolce Signore. PROSA Il poeta apparteneva a una famiglia borghese caduta quasi i miseria, e perciò da giovanissimo dovette adattarsi per vivere ad un umile impiego. La rassegnazione con cui sopportava le vicende della vita si ritrova nelle sue liriche, di cui costituisce il motivo fondamentale. Strinse rapporti di amicizia con altri giovani poeti suoi coetanei. Questa poesia solo di pochi versi rivela la delicatezza d’animo e la profonda rassegnazione del poeta, che sopportò religiosamente il dolore della sua breve vita per amore di Dio. Egli porta sul petto una crocetta d’oro, a cui è molto affezionato, non perché essa sia un caro ricordo, ma perché è il simbolo della sofferenza di nostro Signore che patì per il riscatto dell’umanità. Elena L. 06/03/2026 LE FIAMMELLE I bimbi intorno al focolare, si divertono, con visini accaldati e rossi, a guardare le fiammelle scoppiettanti, che salgono e salgono ma non le vedo ritornare. Le fiammelle scintillanti e belle che il camino inghiotte, volate forse a riveder le stelle? Buona notte faville buona notte! Mandano un vago scoppiettio, mentre che voi partite, forse è una voce di gentil desio, che vi prega a restar ma voi salite, ma voi salite frettolose a schiere, però che è giunta l’ora che vi tarda le stelle rivedere, e a sé vi chiama una miglior dimora. dove li avete i candidi lettini a cui volate in frotte forse tra i coppi accanto agli uccellini. Buona notte Buona notte e le fiammelle continuano a volare. PROSA Le fiammelle sono le scintille che si sprigionano dai carboni accesi, e salgono su per il camino. I bambini seduti intorno al focolare, si divertono a seguire le fiammelle e chiedono loro se andranno a raggiungere le stelle. I bambini vorrebbero fermarle, ma esse continuano a salire senza ascoltarli. Forse andranno verso una dimora più bella. Elena L. 07/03/2026 Per i bambini dagli otto anni in poi, a meno che non abbiano già letto moltissimi libri. IL FIGLIOL PRODIGO (Dal vangelo secondo Luca cap. 15, v. 11-32) Un uomo aveva due figli, e il minore disse al padre:” Padre dammi la parte che mi spetta”. E divise tra loro il patrimonio. Dopo alcuni giorni, messa insieme una cosa, il figlio minore se ne andò in un lontano paese, e là sperperò tutto il suo avere vivendo dissolutamente. E come ebbe dato a fondo ogni cosa, in quel paese infierì una grande carestia ed egli cominciò a sentiire la miseria. E andò a mettersi con uno degli abitanti del paese, che lo mandò nei suoi campi a badare ai porci. E bramava di riempire il ventre con le ghiande che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava. Allora rientrato in sé disse:” Quanti garzoni in casa di mio padre han pane in abbondanza, mentre qui io muoi di fame! M’alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te, non son più degno di esser chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi garzoni”. E alzatosi andò da suo padre. E mentre egli era ancora lontano, suo padre lo scorse, e mosso a pietà, gli corse incontro e gli si gettò al collo e lo baciò. E il figlio disse: ” Padre ho peccato contro il cielo e contro di te; non son più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai suoi servi: ” Presto portate qua la veste più bella, rivestitelo e mettetegli al dito l’anello e ai piedi i calzari; portate il vitello grasso e ammazzatelo; e si mangi e si banchetti, perché questo figlio era morto è risuscitato; era perduto ed è stato ritrovato”. Così cominciarono a fare grande festa. Ora il figlio maggiore era in campagna, e nel ritorno, avvicinandosi a casa, sentì musiche e danze, ciamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse ciò che sentiva e che vedeva. Egli rispose:” È tornato tuo fratello, e tuom padre ha ammazzato il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano”. Allora egli andò in collera e non voleva entrare; ma suo padre andò fuori e si mise a pregarlo. Ma rispose a suo padre:” Padre da tanti anni iomti servo, non ho mai trasgredito un tuo comandamento, eppure non mi hai mai regalato uncapretto per fare festa con i miei amici. Mentre appena è arrivato questo tuo figlio che ha sperperato tutto il suo, hai per lui ammazzato il vitello grasso”. E il padre rispose:”Figlio, tu stai sempre con me e tutto il mio è tuo; ma era giusto banchettare e fare festa, perché questo tuo fratello era morto ed è risuscitato, era perduto ed è stato ritrovato. Spiegazione Questa parabola, quella della “pecorella smarrita”, e “La dramma ritrovata” illustrano la misericordia divina verso i peccatori. Queste sono immagini stupende di pietà, verso la debolezza umana, che Gesù poteva sentire più degli altri uomini. Perché non dobbiamo esaltare sempre i bravi ma dobbiamo invece cercare di perdonare i figli o i genitori, o i fratelli che si sono perduti nel peccato ed hanno smarrito la fede cristiana. I personaggi del ” Figliol, prodigo” sono naturalmente simbolici: Il padre è Dio misericordioso, il figlio è l’uomo peccatore. Elena L. 09/03/2026 CAINO E ABELE La loro triste storia “Abele fu pastore di pecore e Caino agricoltore. Dopo molto tempo avvene che Caino offeì a Dio sacrificio dei frutti della terra; Abele poi offrì i primi del suo gregge, i più grassi. Dio riguardò Abele e i suoi doni, ma non riguardò Caino e i doni di lui. Caino si adirò grandemente, e il suo volto si abbatté. Il Signore gli disse: “Perché sei adirato? Perché abbattuto è il tuo volto? Forse, se farai del bene, non anche ne riceverai? Se invece farai del male, il tuo peccato non starà subito alla tua porta? Disse Caino al fratello Abele:” Usciamo fuori” E come furono per i campi Caino insorse contro il fratello Abele e l’uccise. Disse il Signore a Caino: ” Dov’è il fratello tuo Abele?” E lui rispose: “Non lo so, sono io forse il guardiano di mio fratello?” Gli disse il Signore: ” Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. Sarai perciò maledettto sulla terra… Anche se lavorerai non ti darà frutti; sarai ramingo e fuggiasco per il mondo…”. (Antico Testamento . Genesi4). L’uccisione di Abele fu quindi il primo fratricidio commesso sulla terra; triste è la stroria toccata al buon giovane ignaro, ma più terrinile è quella del suo triste fratello, tormentato da un rimorso senza fine. Elena L.
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