LETTERATURA ANTICA E MODERNA E STORIA NOVE

26/06/2026

 

 

Oggi mettendo a posto i libri in biblioteca mi è capitato di vedere un  libro di G. Verga,  ce l’ho dai tempi della scuola,  e mi è balzato agli occhi e alla mente un racconto “LA  ROBA” ,  divertente,  ma ci fa capire molte cose.

SPIEGAZIONE

La roba

Questo romanzo parla dell’ambizione del possedere,  el’avarizia  della roba posseduta,  fanno di Mazzarò l’uomo più infelice e misero di questa terra.  Egli lavora,  si affanna,  sempre più desideroso di possedere,  di accumulare sempre di più ricchezze;  ma a quale scopo? Alla fine dovrà lasciare tutto perché niente può seguirlo oltre la morte.  Mazzarò è il contadino proprietario di terre,  avido,  astuto,  laborioso e pezzente…  Si lavora,  non si dorme la notte,  ci si logora la salute;  per il fine della ricchezza.  Poi,  se si va a vedere quell’uomo che ha denari a palate,  anche lui è un povero diavolo,  incatenato alla sua sorte,  che è quella di continuare a far roba sempre,  con la stessa angoscia del mulo che ormai gira perpetuamente la sua macina.  Ma quando venne il giorno che qualcuno gli disse che doveva lasciare la sua roba, perché ormai per lui non c’era più tempo e doveva pensare alla sua anima, uscì di matto:  andò nel cortile con un bastone,  e barcollando colpì le sue anatre e i suoi tacchini,  strillando diceva “Roba mia vieni con me”!…

29/06/2026

I QUATTORDICI PUNTI DI WILSON

1) Convenzioni di pace palesi,  apertamente concluse e in base alle quali non vi saranno accordi internazionali da segreti di alcuna specie,  ma la diplomazia agirà sempre palesemente.

2) Libertà assoluta della navigazione sui mari all’infuori delle acque territoriali,  tanto in tempo di pace quanto in tempo di guerra;  salvo per i mari che potessero essere chiusi in tutto o in parte mediante un’azione internazionale,  in vista  dell’esecuzione di accordi internazionali.

3) Soppressione,  per quanto sarà possibile,  di tutte le barriere economiche e creazione di condizioni commeciali eguali fra tutte le nazioni che consentiranno alla pace,  e si associeranno per mantenerla.

4) Garanzie date e prese per gli armamenti nazionali saranno ridotti all’estremo limite compatibile con la sicurezza del Paese.

5)  Libera sistemazione,  con spirito largo e assolutamente imparziale, di tutte le rivendicazioni coloniali basate sulla stretta osservanza del principio che,  nel determinare tutte le questioni di sovranità,  gli interessi delle popolazioni interessate,  dovranno avere un peso eguale a quello delle domande eque del governo il cui titolo dovrà essere riconosciuto.

6)  Sgombero di tutti i territori russi e soluzioni di tutte le questioni  concernenti la Russia che assicuri la più libera cooperazione delle altre Nazioni,  per dare alla Russia il modo di determinare,  senza essere ostacolata né turbata,  l’indipendenza del proprio sviluppo politico e della propria politica nazionale,  e per assicurarle una sincera accoglienza nella Società delle Libere Nazioni,  con istituzioni di sua scelta,  e più che una accoglienza,  ogni aiuto di cui abbia bisogno e che desideri.  Il trattamento fatto alla Russia dalle Nazioni sue sorelle durante i mesi avvenire,  sarà la pietra di paragone della loro buona volontà e della loro comprensione dei suoi bisogni,  astrazione fatta dai loro interessi e dalla loro intelligenza e simpatia disinteressata.

7) Quanto al Belgio,  il mondo intero sarà d’accordo che esso dev’essere sgombrato e restaurato senza alcun tentativo di limitare la sovranità di cui gode nel concreto delle altre nazioni libere.  Nessun altro atto servirà quanto questo a ristabilire la fiducia nelle Nazioni nelle leggi che esse stesse hanno stabilito e fissato per regolare le  loro reciproche relazioni.  Senza questo atto salutare,  tutta la struttura e la validità di tutte le leggi internazionali sarebbero per sempre indebolite.

8)  Tutto il territorio francese dovrà essere liberato e le regioni invase dovranno essere restaurate.  Il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871 per quanto riguarda l’Alsazia-Lorena e che ha turbato la pace del mondo per quasi cinquant’anni,  dovrà essere riparato affinché la pace possa ancora una volta essere garantita nell’interesse di tutti.

9)  La sistemazione delle frontiere dell’Italia dovrà essere effettuata secondo le linee di nazionalità chiaramente riconoscibili.

10) Ai popoli dell’Austria-Ungheria,  il cui posto desideriamo vedere tutelato e garantito fra le Nazioni, si dovrà dare più largamente occasione per uno sviluppo autonomo.

11) La Romania,  la Serbia,  Il Montenegro dovranno essere sgombrati e i territori occupati dovranno essere restituiti.  Alla Serbia dovrà accordarsi un libero e sicuro accesso al mare.  Le relazioni tra i vari Stati Balcanici dovranno essere fissate amichevolmente secondo i consigli delle Potenze e in base a linee di nazionalità stabilite storicamente.  Saranno fornite a questi Stati balcanici garanzie di indipendenza politica ed economica e per l’integrità del loro territorio.

12)  Una sicura sovranità sarà garantita alle parti turche dell’impero ottomano attuale;  ma le altre nazionalità che si trovano in questo momento sotto la dominazione turca,  dovranno aver garantita una indubbia sicurezza di esitenza ed il modo di svilupparsi senza ostacoli autonomamente. I Dardanelli dovranno essere aperti permanentemente e costituire un passagio libero per navi e per il commercio di tutti sulla base di garanzie internazionali.

13) Dovrà essere stabilito uno Stato polacco indipendente che dovrà comprendere i territori abitati da popolazioni incontestabilmente polacche, alle quali si dovrà assicurare un libero e sicuro accesso al maree la cui indipendenza politica ed economica,  al pari dell’integrità territoriale,  dovrà essere garantita mediante accordi internazionali.

14) Un’associazione generale delle Nazioni dovrà essere formata in base a convenzioni speciali,  allo scopo di fornire mutue garanzie di indipendenza politica e di integrità territoriale ai grandi come ai piccoli Stati.

30/06/2026

ILFASCISMO E IL PROBLEMA DELLA RAZZA

 

Prima parte

 

Le razze umane esistono.  L’esistenza delle razze umane,  non è un’astrazione del nostro spirito,  ma corrispondente a una realtà fenimenica e materiale,  percepibile con i nostri sensi. questa realtà è rappresentata da masse quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici,  che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.  Dire che esistono le razze umane,  non vul dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori ma soltanto esistono razze umane differenti.

Esistono grandi razze e piccole razze.  Non bisogna soltanto ammettere che esistono i gruppi sistematici maggiori,  che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri,  ma bisogna anche ammettere che esistono anche gruppi sistematici minori,  come per esempio i nordici,  i mediterranei,  i dinarici,  ecc. individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni.  Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze,  l’esistenza delle quali è una verità evidente.  Il concetto di razza è concetto puramente biologico.  Esso è quindi basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione,  fondati essenzialmente su considerazioi storiche,  linguistiche religiose.  Però,   alla base delle differenze di popolo e di nazione,  stanno delle differenze di razza.  Se gli Italiani sono differenti dai Francesi,  dai Tedeschi,  dai Turchi,  dai Greci, ecc.  non è solo perché hanno una lingua diversa, e una storia diversa.  Sono state proporzioni di razze  differenti che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli,  sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre,  sia che tutte risultino fuse armonicamente,  sia infine che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.  La popolazione della nostra Italia è di origine ariana,  anche la sua civiltà è di origine ariana.  Questa popolazione e civiltà ariana  abita da diversi millenni la nostra Penisola;  ben poco è rimasto della civiltà delle genti pre-ariane.  L’origine degli italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituiranno il tessuto perennemente vivo dell’Europa.  È una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi  storici.  Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli  capaci di influenzare la fisionomia razzista della nazione.  Da ciò deriva che,  mentre per le altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni,  per l’Italia nelle sue grandi linee la composizione razziale di oggi,  è la stessa di quella che era 1000 anni fa:  i 44 milioni  di italiani di oggi rimontano quindi di assoluta maggioranza a famiglie che abitano in Italia da almenno un millennio.  Esiste ormai una pura razza italiana.  Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di Nazione,  ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia.  Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della nazione italiana.  Ma non per me;  è tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti.  Tutta l’opera che finora ha fatto il regime in Italia è in fondo del razzismo. la concezione di razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano nordico.  Questo non vuol dire pero,  introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli italiani o gli scandinavi sono la stessa cosa. ma vuole additare un modello fisico ma soprattutto psicologico di razza umana  che per i suoi caratteri puramente europei si staccacompletamente da tutte le razze extraeuropee, questo vuol dire elevare l’italiano a un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità. È necessario fare una netta distinzine fra i mediterranei d’Europa occidentali da una parte e gli orientali e gli africani dall’altra.  Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana di alcuni popoli europei e comprendon in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.  Gli ebrei non appartengono alla razza Italiana.  Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto.  Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di  nome;  e del resto il processo di assimilizione fu semore rapidissimo in Italia.  Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia,  perché essa è costituita da ellementi razziali,  non europei,  diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli italiani.  I caratteri fisci e psicologici puramente europei degli italiani non devono essere alterati in nessun modo. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee,  nel qual caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo dato che queste razze appartengono a un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri,  mentre sono uguali per motissimi altri. Il carattere puramente europeo degli italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi ra zza extraeuropea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

 

N. B:  Ovviamente si parla di quasi cento anni  fa.  ma per fortuna col passasare del tempo anche le razze si sono amalgamate e di conseguenza migliorate tra i popoli di diverse culture e nazionalità.  Quando si pensa a questa storia,  è così ferma e ottusa da non poter neanche immaginare di vivere con un regime di questa tipologia. Eppure ho  scritto questo articolo perché ancora oggi c’è questa tendenza di sentirsi superiori perché credono di appartenere alla razza ariana.  E pensare che il mescolarsi delle razze  creano figli più intelligenti degli ariani puri;  molto di più!