Gennaio 26, 2026 Uncategorized Elena Lasagna LA VERITA’ SUL VANGELO E LA S. BIBBIA DUE 26/01/2026 CANA IL PAESE DEL PRIMO MIRACOLO Oggi il luogo visitato più spesso come sede del miracolo è il villaggio di Kefr Kenna, che sulla strada maestra è a una decina di km a Nord-est di Nàzaret, sulla via di Tiberiade e Cafarnao. Ma c’è pure Kirbet Qana (14 km a nord di Nazeret). Che oggi consiste in una piccola distesa di ruderi. Tra gli studiosi non c’è accordo; chi sostiene Kefr Kenna, chi sostiene Kirbet Qana: per entrame le località vi sono indizi a favore e indizi contrari. Per nessuna delle due c’è però l’argomento decisivo. Gli invitati “Vi era la madre di Gesù” , Maria non era un’invitata propriamente: era lì, con molta probabilità, in qualità di parente, anche col compito di dare un po’ di aiuto. E stava con le donne addette alla cucina e alla dispensa, perché al pranzo partecipavano gli uomini da soli. Gesù, invece, “fu invitato coi suoi discepoli” . Era già noto nella zona, tra i suoi seguaci c’era Natanaele Bartolomeo originario di Cana, e l’usanza orientale imponeva molta larghezza negli inviti. Non c’era l’invito personale e limitato, fisso, di oggi. Ognuno poteva portare amici con sé. E poi si accoglieva anche la gente di passaggio, quasi si costringeva il viaggiatore a fermarsi un momento, e lo si faceva mangiare e bere. Per offrire cibo e bevanda a tanta gente si facevano duri sacrifici per mesi e mesi: ma poteva pure accadere che mancasse qualcosa, per l’errore di calcolo o per l’arrivo di convitati inattesi. È ciò che avvenne a Cana per il vino. Era un dramma per la famiglia: l’argomento sarebbe stato sarcasticamente commentato per anni, nel villaggio: “hanno invitato tanta gente e poi l’hanno lasciata a bocca asciutta!” Ad ogni futuro matrimonio, in paese, si sarebbe rievocata quella storia. La notizia del vino venuto a mancare dovette prima circolare, sussurrata affannosamente, appunto tra le donne, che badavano ai rifornimenti. E Maria dovette apprenderla proprio in quel modo. E segratamente andò a riferirla a Gesù, mentre nessuno convitato ancora se n’era accorto, e neppure lo sposo e l’organizzatore del banchetto. Le giare di pietra Erano sei, dice Giovanni, troppe per una sola famiglia. Probabilmente qualcuna fu prestata per l’occasione. Erano di pietra, perché secondo i conoscitori della legge, la pietra non conteneva impurità come la terracotta. La loro capacità era di due o tre “misure”(metrete ) ebraiche. Ogni misura si aggirava sui trentanove litri. Prima del miracolo, Gesù le fece riempire perché ormai, essendo il banchetto già molto avanzato, l’acqua necessaria per le abluzioni era già stata consumata. E, venendo a mancare il vino, la madre di Gesà gli disse: “Non hanno vino”. E Gesù le risponde:”Che c’è tra me e te donna? La mia ora non è ancora venuta”. Sua madre dice ai servi:” Qualunque cosa vi dica fatela”. C’erano lì sei giare di pietra, destinate ai riti di purificazione degli Ebrei, capaci di due o tre misure ciascuna. Gesù disse ai servitori: “Riempite d’acqua queste giare”. E le riempirono fino al collo. E disse loro: ” ora attingete e portate al direttore di mensa”. Ed essi portarono. Il direttore di mensa assaggiò l’acqua cambiata in vino- lui non sapeva di dove provenisse, ma lo sapevano i servi che avevano attinto lacqua- poi chiamò lo sposo e gli disse:”Tutti mettano in tavola dapprima il vino buono, poi, quando la gente è brilla, quello meno buono. Tu invece, hai tenuto in serbo il vino buono fino ad ora”. Questo fu il primo dei segni di Gesù. Fu compiuto a Cana di Galilea. Egli manifeatò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”. SPIEGAZIONE O COMMENTO Che cosa ci vuole svelare questo episodio del vangelo? Una madre sempre attenta a suo figlio, sentendosi sempre vicina, lo segue con il cuore e la mente, per aiutarlo per onorarlo anche nei suoi poteri. Sempre attenta, infatti riesce ad avvisare Gesù in tempo per non far fallire il divertimento e le aspettative di quella festa rivelando al Figlio che erano rimasti senza vino e senza quel vino la festa si sarebbe rivelata una catastrofe, sì per loro e specialmente in quell’epoca era devastante far fallire una festa di matrimonio con gli invitati e non invitati, ma persone che vi parteciparono liberamente. Quindi Gesù fece il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino. Non esiste l’impossibile per Gesù ma anche per noi. Riusciremo ad ottenere tanto di ciò che vogliamo, con la forza e la speranza dell’amore che ci infonde lo Spirito Santo. Basta non abbandonare le Fede. 03/02/2026 UN PESCATORE DI NOME SIMONE Dalle sacre scrutture I primi vangeli e il libro degli Atti degli Apostoli danno la lista competa dei Dodici con alcune varianti nell’ordine dei nomi. Il primo, per ordine e dignità, è indubbiamente Simone Pietro, figlio di un certo Giovanni e Iona, al quale gli evangelisti, ognuno anche con contributi propri, danno concorde e significativo risalto, menzionandolo con impressionante frequenza: 135 volte. Per questo pescatore, nativo di Betsaida sulle sponde del lago di Tiberiade e residente a Cafarnao nsieme con la suocera. Cristo inventò un nome che nessuno aveva mai portato: Kefa che in aramaico signfica pietra, quindi Pietro. Il nuovo nome, secondo la mentalità della Bibbia, stava a significare che Simone diventava preda di Cristo, ricevendo da lui come un nuovo essere, un nuovo destino. Infatti, egli sarà la pietra di fondamento dellaChiesa che Gesù dirà “sua”con pieni poteri sul gregge di Cristo. Nei vangeli Pietro è anche quello dei Dodici che, con le sue battute e le sue reazioni, il suo dramma personale, permette di rendere conto del significato e dell’importanza del sodalizio degli apostoli con Cristo. A presentare Simone Pietro a Gesù, fu suo fratello Andrea, che i cristiani greci venerano perciò come il primo chiamato da Gesù. Di lui sono ricordati alcuni interventi nei discorsi e nei miracoli di Cristo. Tra i dodici ci fu un’altra coppia di fratelli legati intimamente, anche per ragioni di mestiere, a Pietro e Andrea: Giacomo e Giovanni, fu da Cristo scelto a testimoniare di un miracolo, i figli di Zebedeo e di Salome, anch’essi nativi di Betsaida. Con Pietro e col fratello Giovanni, Giacomo fu da Cristo scelto a testimoniare di un miracolo di risurrezione, della Trasfigurazione e dell’agonia del Getsmani, fu il primo dei dodici a subire il martirio a Gerusalemme, per ordine del Re Erode A. che voleva colpire il cuore del Cristianesimo nascente. Giovanni si qualifica il discepolo che Gesù amava , il “prediletto”, l’unico che ebbe il coraggio di uscire allo scoperto sul Calvario al quale Cristo morendo affidò sua Madre. Continua… 09/02/2026 GESÚ E Gesù rivedeva oltre il Giordano campagne sotto il mietitor rimorte il suo giorno non era lontano. E stettero le donne sulle porte delle case, dicendo: Ave Profeta! Egli pensava al giorno di sua morte Egli si assiste all’ombra di una meta di grano, edisse: se non è chi celi sotterra il seme, nen sarà chi miete. Egli parlava di granai nei Cieli, e voi fanciulli, intorno a lui correste, con nelle teste bionde aridi . steli. Egli stringeva al seno quelle teste; e Cefa parlò: se così siedi temo per l’inconsutile tua veste. Egli abbracciava i suoi piccoli eredi. il figlio Giuda bisbigliò veloce: d’un ladro o Rabbì t’è costì Barabba, ha nome il padre suo che in croce morirà. Ma il profeta alzando gli occhi, no! Morirò con l’ombra della voce e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi. Prosa La poesia inizia come molte volte inizia il Vangelo, con grande semplicità. Si avvicina per Gesù il giorno della morte ed Egli, solo fra tutti, sa che la sua ora è giunta. Ma lui non fa nulla per sottrarvisi, e continua, serenamente la sua predicazione sulla terra di Galilea. Accanto a Lui sono i discepoli, che lo seguono con affetto ma con l’animo ancora teso verso i beni terreni e le convenzioni sociali, perché poco e nulla essi hanno capito delle sue parole. (Cefa) Pietro, infatti si preoccupa perché teme che Gesù, sedendo sulla paglia, possa sciupare la sua veste, e Giuda colui che l’avrebbe tradito da lì a poco, lo mette in guardia che tra i bambini accorsi intorno a Lui c’è anche il figlio di un ladro Barabba. Ma il Redentore, che morirà in croce per tutti gli uomini anche per Barabba, in un impeto d’amore, prende il bimbo e lo fa sedere sopra i suoi ginocchi. In quest’atto sublime è racchiuso tutto lo spirito di Gesù. Elena L. 10/02/2026 IL BATTESIMO DI GESÚ Appuntamento al Giordano L’episodio è modesto, in sé: Gesù si accosta a Giovanni, c’è un breve colloquio e poi il rito del battesimo. Gesù ha fatto ben altro nella vita pubblica, eppure i primi cristiani hanno attribuito grandissima importanza a quella giornata, in riva al piccolo fiume. Forse perché la semplice cerimonia condensa in sé molti significati profondamente incisi nello spirito del tempo e provenienti da molto lontano: il millenario mito dell’acqua, strumento universale di purificazione; il deserto e l’antichissima sua funzione spirituale; l’imponente figura del Battezzatore, che ha abbandonato il mondo per ricercare un dialogo diretto con Dio. Continua… 11/02/2026 Quel giorno, Giovanni arriva al Giordano, dove già l’attende un gruppo di seguaci per ricevere il battesimo e ascoltare la sua parola. Ma tra essi, ad un tratto, egli riconosce qulcuno: è Gesù, Gesù di Nazaret. I due giovani si conoscono sono anche parenti, ma hanno potuto parlarsi solo recentemente, perché Giovanni è vissuto in Giudea prima di ritirarsi nel deserto, e Gesù invece ha trascorso la sua giovinezza a Nazaret, lavorando un po’ col padre falegname. Giovanni pensa che Gesù sia venuto appunto, per parlare con lui, come fa da poco tempo, mettendolo anche a disagio. Sono coetanei, Gesù non ha fatto ancora nulla, ma ha l’aria di saperla così lunga sulla vita e Dio… Per Giovanni Egli non è un aspirante discepolo, oppresso dal peso dei peccati. Però non è neppure il Messia avvolto da fiamme e folgori che egli aspetta: e tuttavia…”E io non lo conoscevo”, fa dire al Battista l’altro Giovanni, l’evangelista, nel suo racconto. Non lo conosceva come il Messia, non poteva essere troppo lontano e diverso da quello che ogni ebreo si aspettava. Ma eccoli ormai di fronte: Gesù di Nazaret guarda Giovanni, poi china il capo come fanno tutti, chiedendo di essere battazzato. Per la prima volta in vita sua, Giovanni è incerto. Dovrebbe, come fa sempre, invitarlo a pentirsi e a cambiar vita, ma come è possibile a fare una cosa simile con Gesù? Che cosa c’è da rimproverargli, in che modo dovrebbe cambiare vita? E allora Giovanni si mette a gridare: ” Ma sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”. A queste parole Gesù risolleva il capo e gli dice semplicemente: ” È bene che noi, in questa maniera, adempiamo ogni giustizia”. Gesù parla col linguaggio degli Esseni, i monaci ebrei maestri di Giovanni, per essi la parola giustizia indica la volontà di Dio sulla terra. Giovanni comprende, fa dscendere Gesù nel fiume e lo battezza. L’incontro ha sigillato i loro destini. La missione di Gesù incomincia e quella di Giovanni finisce: anzi per lui gli avvenimenti stanno per precipitare. Arrestato qualche mese dopo per ordine di Erode Antipa, governatore della Galilea e della Perea, viene rinchiuso nella fortezza di Macheronte. I motivi? Devono essere almeno due: intanto far tacere l’uomo che denuncia pubblicamente i vizi di Erode, il tetrarca corrotto: e di conseguenza prevenire possibili torbidi politici suscitati dalla sua predicazione, senza bisogno di chiamare i romani. Erode si ferma lì, non vuole la sua morte: gli basta neutralizzare Giovanni. Ma per Erodiade, la sua moglie-cognata-nipote, tutto questo non basta: egli dev’essere eliminato definitivamente. 12/02/2026 LA TESTA DI GIOVANNI IL BATTISTA E l’occasione favorevole si presenta molto presto. Alla fine di un banchetto, la figlia di primo letto di Erodiade si mette a danzare, affascinando il lussurioso Antipa, che le promette di realizzare qualunque suo desiderio. E la ragazza istigata dalla madre, per antichi rancori verso Giovanni, chiede la testa di Giovanni Battista. Erode Antipa è perplesso. Conosce il valore di Giovanni, inoltre sa che politicamente non è affatto necessario ucciderlo. Ma la parola data a una ragazzina, è più importante della vita di un profeta. Così egli manda a decapitare Giovanni. Ed ecco arrivare la sua testa mozza, su un vassoio d’argento. Giovanni viene decapitato nella fortezza di Macheronte su ordine di Erode Antipa. Gesù invece, ha ancora alcuni anni da vivere. Ma lo attende lo stesso destino. Anche per lui i tempi preparano una condanna a morte. LA TESTA DI GIOVANNI IL BATTISTA Giovanni il Battista è largamente ricordato nella liturgia cattolica, nella tradizione e anche nel folklore. A partire dal V secolo la sua festa viene celebrata il 24 giugno. La data non ricorda la sua morte ma la sua nascita, per sottolineare come Giovanni era destinato fin dall’inizio della sua vita a una straordinaria missione. Quello che conta di Giovanni è la sua irriducibile testimonianza per la giustizia, la sua totale disponibilità per la missione affidatagli da Dio.
Gennaio 23, 2026 Uncategorized Elena Lasagna QUANDO CADDE IL CIELO 23/01/2026 Era un’estate di fuoco, la spiaggia era vuota, erano le tre del mattino, c’eravamo solo noi cinque, eravamo seduti sopra gli scogli, ci raccontavamo la nostra vita, la musica continuava a suonare dalla casa dei miei amici, poi, loro quattro ballavano abbracciati, io ero scesa giù per mettere i piedi in acqua e per rinfrescarmi un po’; uno dei nostri amici mi chiese di ballare perché pensava che mi sentissi sola, secondo loro ero assente e pensierosa, ma io avevo ben altro per la testa. In quei momenti l’unica cosa che mi interessava era di restare in silenzio ad osservare e ad ascoltare la musica con le più belle canzoni di quel momento. Ad un tratto vidi un bagliore, ma poi all’improvviso scomparve, sul momento non dissi nulla perché pensavo che fosse la stanchezza a rendermi vulnerabile alla vista del cielo. Ma qualche minuto più tardi, vidi un bagliore e una figura enorme venire verso di noi, con una luce mai vista prima: anche se era notte sembrava un giorno di sole estivo delle ore sedici. Rimanemmo tutti impietriti, ma la figura continuava a venire verso di noi fino a quando ci sdraiammo a terra anche se la figura era ancora lontana. Poi fece un giro nel cielo, lasciando una scia di luce potente e piano piano scomparve dietro la scogliera, pensavamo che andasse a sbatterci contro, perché lo scoglio aveva una punta aguzza. In quel momento si scatenò un vento da temporale e le onde del lago si avventarono contro gli scogli; continuò per circa cinque minuti. Poi ci fu silenzio e pace innaturali, come se fossimo dentro ad un tunnel senza uscita. Ritornammo alla casa anche se sconvolti provammo ad andare a dormire. Il mattino verso le nove andai a fare una passeggiata dove eravamo la notte scorsa, e lì sul posto vidi un vecchio pescatore, mi guardò e mi sorrise, io gli risposi con il saluto, lui stava fissando il lago nel punto in cui successe il fatto. Gli offrii la mia bibita ancora chiusa, e lui mi rispose gentilmente che beveva solo vino, poi si passò la mano sulla fronte dicendo: “eh è un brutto vizio quello del vino, non ti crede più nessuno! ” Ma che cosa voleva dire il vecchio pescatore? La cosa m’incuriosì molto e con tatto gli chiesi: ” Perché dice questo signore? E lui rispose: perché quando parlo non mi crede nessuno, proprio perché bevo, ma io non sono mai ubriaco, la mia mente è ancora lucida come quando ero giovane, mi crede? Ed io risposi: ” Ma certo! Se beve vino per me è una ragione di più per crederle, perché lei tiene pulite le arterie quindi è più lucido degli altri. Lui mi guardò e sorrise poi mi disse: ” O così la me piase! (In dialetto significava: (così lei mi piace!) Qui molti dicono che sono rimbambito, ma ha ragione lei, sono loro che non vogliono vedere e non vogliono sentire niente di più di quello che succede in un giorno normale. Guai a parlare di cose strane che esistono e non le inventiamo, semmai diamo la colpa al buon Dio che ce le fa vedere, sempre se le vogliono vedere! Tutto questo mi fece capire che anche lui aveva visto qualcosa di straordinario, ma non lo disse per non passare per ubriaco e rimbambito. Continua… 24/01/2026 Ad un tratto sentii dei passi felpati arrivare da dietro di me, era il cane pastore di Robert e Linda. Il vecchio gli fece una brusca carezza, poi gli dsse:” stai bravo, come ti chiami? Ed io risposi: “si chiama Giois, è il cane dei signori che abitano laggiù.” Poi il vecchio si guardò intorno e respirava a pieni polmoni; anche se erano già passate le nove e il giorno prima c’era un caldo soffocante, oggi invece c’era un clima sorprendentemente leggero e tiepido. Invitava a restare fuori ancora prima che il sole diventasse bollente. Poi salutai il vecchio pescatore e mi avviai lungo il sentiero del lungolago che portava fuori provincia, con me a fare da guardia c’era sempre Giois, che a tratti si fermava ad annusare, poi mi raggiungeva correndo. Ormai eravamo distanti dalla casa di Linda e Robert, e pensai di raggiungerli a dare una mano in cucina. Da lontano vidi la figura di Robert venirci incontro, ci aveva visti da una delle più alte finestre della villa, sempre premuroso con tutti, così buono, trepido, appassionato alla vita e alle persone. Io mi sentivo molto ma molto sconvolta per tutto quello che successe la notte precedente, che credevo di avere un po’ di febbre, infatti sentivo i brividi che salivano e scendevano lungo la schiena e mi sentivo le guance infuocate. Robert se ne accorse subito e mi portò a casa sorreggendomi. Si era alzato un vento caldo e irreale; io affrettai il passo perché non vedevo l’ora di sdraiarmi e dormire. Arrivati a casa Linda mi tolse gli abiti, mi mise qualcosa di leggero e mi stese sul letto. Avevo una febbre da cavallo, sentivo loro due che parlavano ma io non capivo niente, le loro voci sembravano come un ronzio di api. Mi fecero impacchi con acqua ghiacciata e poi mi addormentai. Mi dissero che dormii per un giorno intero, e quando mi svegliai ricordo che avevo una grande sete. In fondo alla stanza vidi Il dott. Robert, Linda e un loro collega che lavorava all’ospedale del paese vicino, l’avevano consultato per avere la conferma della loro diagnosi: non era influenza ma era una reazione per lo spavento che avevo avuto da quella notte. Mi portarono da bere, e mi dissero che avevo gli occhi scintillanti: diversi da quelli di sempre. Poi dopo essersi presi cura di me mi lasciarono sola nella stanza a riposare, ma io non riuscii più perché mi prese un’angoscia improvvisa: avevo la fronte madida di sudore, la febbre era scesa completamente, dopo tanti pensieri che mi opprimevano la mente mi riaddormentai. Quando mi svegliai, aprii la finestra che dava sul lago e vidi la luce dare i primi riflessi sul lago deserto; erano le luci della riviera; da lontano si sentiva una musica di tango, i primi tanghi della sera nella sala da ballo di una grande barca di un signore del paese. Poi sentìì bussare alla porta: era Robert che veniva a chiedermi come mi sentivo. Mi visitò e mi disse che ormai era tutto finito, febbre e brividi e stanchezza se n’erano andati. Dopo un po’ scesi per stare con loro, passammo la serata insieme a parlare di cose importanti ma nessuno di noi parlò di ciò che avevamo visto quella notte. Continua… Il sole non era ancora tramontato del tutto, ma i pini alti e scuri tutt’intorno alla villa crearono un precoce crepuscolo. Se vivessi qui, io ne toglierei qualcuno, dissi a loro, perché tolgono una delle più belle viste gratuite che danno sul lago. Poi Linda si alzò e ci disse: via tutti da casa perché vi voglio preparare una cenetta coi fiocchi non voglio neanche Marta (Marta era la domestica). Robert mi chiamò a vedere gli ulivi e il vigneto, ma io gli risposi che volevo fare una passeggiata da sola a meditare. Seguiì il vialetto ghiaioso e passai sotto l’arco del gelsomino, e poi da lontano si vedevano gli oleandri fioriti dai cespugli immensi. Arrivai fino al recinto del frutteto, mi beccai una rinfrescata improvvisa dello spruzzatore fissato a una specie di piattaforma in mezzo allo spazio che prendeva il gelsomino e gli oleandri, lanciando lunghi getti d’acqua tremolanti. Le piante sgocciolavano nella penombra della sera. L’aria sapeva di fiori di oleandro, gelsomini ed erbe aromatiche, grossi uccelli bianchi che sembravano aironi, beccavano la terra umida. Rimasi là fino a quando non si spense lo spruzzatore. Poi calò un grande silenzio e presa un po’ dal timore mi venne la pelle d’oca. Guardai il cielo, qualche stella stava punteggiando lassù, rabbrividii ancora anche se la sera era calda ma gradevole. Poi provai come un bisogno di inginocchiarmi al buio a pregare, ma non per molto perché non volevo farli aspettare per la cena. Quando arrivai c’erano due ospiti in più: il medico che mi venne a visitare, con la moglie. Linda mi disse che erano tutti nello studio, dopo aver bussato entrai, vidi che loro tre erano seduti intorno alla scrivania. C’erano altre due sedie, occupai l’ultima verso sinistra. vidi il volto pallido di lei: la moglie dell’altro medico. Robert aveva appena finito di raccontare ciò che avevamo visto qualche notte fa. Ecco il suo pallore da dove usciva e mi guardò con sguardo intenso, poi mi chiese se la portavo là dov’era successo la cosa, io le risposi che dopo cena ci saremmo andati insieme tutti e cinque; ci ritrovavamo ancora in cinque. Lei mi rispose che le sarebbe piaciuto andare subito perché le si era chiuso lo stomaco e non sarebbe andato giù nulla. Io non potevo allontanarmi senza dire niente a Linda e a Robert la mia educazione non me lo permetteva. Allora si mise fuori dalla casa sul dondolo e nel frattempo io spiegai tutto ai miei amici. Poi salì le scale per andare in bagno, e nel salire incontrò una donna che scendeva ( la domestica era stata a mettere a posto le stanze sopra) , una donna sulla sessantina, un viso bellissimo, indossava un abito nero con grembiule bianco di pizzo, i capelli castano chiaro, legati che scendevano dietro le spalle, occhi scuri ed uno sguardo calmo, tranquillo, come se incutesse felicità. (Sembrava il ritratto di mia nonna Selina a quell’età) Poi la moglie del dottore mi chiamò perché non riusciva ad aprire la porta finestra del bagno che dava sul cortile. Ad un tratto sentì dei passi che camminavano nelle stanze del terzo piano, allora io chiesi ai padroni di casa se c’era qualche altro ospite al piano di sopra, ma loro sbalorditi del nostro racconto vennero con noi a vedere e non c’era assolutamente nessuno che si potesse vedere. Ma sia io che l’altra donna avevamo sentito benessimo camminare avanti e indietro: passi decisi e non leggeri. Continua… 26/01/2026 Così Lnda ci chiamò a tavola, la signora del dottore restò fuori a respirare l’aria fresca della sera, ma quando sentì i profumi della cucina che uscivano dalla finestra la vedemmo entrare e scusarsi per il ritardo e incominciò a mangiare. La sera finì deliziosa fino a notte fonda, gli ospiti se ne andarono e noi prima di salire nelle nostre camere ci bevemmo una tisana fresca con il sottofonda di musica classica. Arrivò il mattino, io mi alzai verso le sei, corsi subito alla finesta più alta e volevo vedere se il vecchio pescatore era ritornato da sua figlia che abitava lontano da lì. Sì, lo vidi che stava preparando le canne da pesca, e allora misi a posto in fretta la mia camera, andai sotto la doccia e mi preparai per andare a trovare il pescatore. Volevo invitarlo a mangiare da noi; quando mi vide mi sorrise apertamente con tutto se stesso, era felice anche lui di vedermi, era ancora lì. Mi avvicinai e gli chiesi delicatamente se oggi voleva essere nostro ospite a pranzo, lui mi rispose che quello che volevo sapere me lo diceva anche se non lo invitavo da noi a casa. Io gli dissi: no! Non lo voglio sapere ora, me lo direte oggi, così io vi racconterò il nostro segreto, anzi, noi vi racconteremo il nostro segreto. Gli dissi inoltre che avrei voluto invitarlo per fargli assaggiare un mio piatto molto pregiato nelle nostre zone in cui abitavo. Si tratta di una minestra di carne con il vino. Lui mi ringraziò e disse che per niente al mondo se lo sarebbe perso. Ci salutammo momentaneamente e corsi subito a casa per mettermi in cucina a preparare lo stracotto di carne nella pentola a pressione con le verdure. Nel frattempo grattugiavo il parmigiano e anche un po di pane. Poi incominciai a tagliare i pezzi di pasta del pane che avevamo impastato il mattino precedente, appunto per fare il pane fresco. Linda scese alle otto, e venne in cucina già profumata di pane fresco e stracotto per i cappelletti. Dopo un’ora feci il pesto e Linda fece l’impasto per la pasta; ci mettemmo in tre a fare i cappelletti, venne anche Marta. Linda aveva fatto il brodo di carne il giorno prima, così che era tutto perfetto. Verso mezzogiorno andai dal pescatore e gli chiesi a che ora gli sarebbe piaciuto pranzare. Lui mi rispose che dovevamo dirglielo noi che per lui sarebbe stato giusto. Noi gli venimmo incontro alle tredici, lui un po’ imbarazzato voleva cambiarsi e lavarsi prima di sedersi a tavola, così Robert lo portò davanti alla camera del bagno. Incominciammo a pranzare, gli andai vicino con i cappelletti e gli chiesi se voleva assaggiare quelli asciutti con il vino delle nostre zone (il lambrusco) , poi gli avremmo dato il piatto con i cappelletti in brodo e il parmigiano. Il pescatore gradì moltissimo non solo il piatto delle mie zone, ma anche la premura che avevamo nei suoi confronti. A fine pranzo gli chiesi se voleva vedere una cosa, una statua che Linda e Robert volevano far costruire nella loro residenza. Gli chiesi se l’aveva vista ancora una statua così; lui ci disse che sembrava un angelo, ma non l’aveva mai visto prima d’ora. Lui ci raccontò quello che vide più di una volta: stavo pescando disse ma i pesci non abboccavano, ad un tratto qualcosa mi attirò lo sguardo in alto e vidi che nel cielo azzurro chiaro, c’era uno spazio blu, un blu bellissimo ma scuro, con dei bambinelli intorno che avevano le ali ; noi raccontammo invece quello che avevamo visto qualche sera fà . Ci credemmo subito a lui, come anche lui credette a noi. E da allora fino a quando il vecchio pescatore restò in vita spesso si recava a trovarci, e a volte mi mandava a salutare quando non ero ospite lì da Robert e Linda. Con la figlia e il genero ci scambiamo ancora gli auguri a Natale. Il vecchio pescatore morì alla bella età di noventatre anni, altro che ubriacone e rimbambito! Lui amava il vino: era il suo unico vizio ma non si ubriacò mai. Da quel giorno che ci sembrava che il cielo cadesse su di noi, io non ebbi mai più la febbre, né alcun malanno. Questa narrazione di cose straordinarie, dà un senso alla nostra esistenza e ringrazio il Cielo ancora una volta per questa opportunità.
Gennaio 21, 2026 Uncategorized Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI 21/01(2026 DOVE MUORE IL SOLE La voix se fait rauque pour la forte colère il ne vait pas la fleur de son age, le coeur ne lui fait pas mal Il s’achemine assaiflé aux pays du soleil sournaise voix loquace, trahie, elle enchante le ciel aussì, pauvre coeur qui nesait pas aimer Triste choix dans la saison odorante de vie, mais les vies s’éteignent à leurs yeaux. Ils feignent de bobbes penseés. Que quelqu’un Les aide! Marcher sur les cailloux, l’esprit ravì; petites proies nu-pieds espoir évanoui, sens occasion de pensée l’esprit ne crie plus comme épée qui trans perce vengeance. Puis on dernier regard, la quiétude s’allume,silence infinì tout s’éteint le rideau baisse! Quelqu’un les revit après? Tendre espoir…puis la caresse de l’aurore Oh jeunesse d’ éphémère passage!… Elena L. Da nella mente e nel cuore. 22/01/2026 Ieri sera Annalisa mi ha chiesto se metterò nel mio blog la formula che abbiamo fatto io Linda e Robert, io ho risposto che per ora resterà in cassaforte di Robert. Abbiamo pensato che quando Peter smetterà di andare in missione, ne riparleremo insieme. Anche perché sarebbe lavoro sciupato mettere una cosa così importante (le ricerche di anni) in balia di persone che se la prenderebbero e poi screditerebbero chi l’ha invventata per impossessarsene. Incomincerebbero a dire: ma saranno qualificati per avere fatto una cosa così importante? E poi se ne imposssasserebbero senza pietà! Certo che siamo qualificati. Imbecilli! Annalisa mi ha detto: certo che la dieta che mi hai fatto mi fa bene alla salute e non mi fa ripredere il peso. Ora ho gli esami ematici perfetti. Annalisa Ho capito che il tuo compagno ideale sarebbe la perfezione interiore fatta persona, vero? Elena Sì, proprio come Peter, ma Peter è un figlio. Annalisa Perché molti prelati non credono alla visione dello Spirito Santo? Ci saranno impostori che non dicono la verità ma ci sono molte persone sincere che dicono di averlo visto. Elena Come ci sono persone bugiarde in mezzo a quelli che dicono di avere visto, anche in mezzo ai prelati ci sono persone che dovrebbero cambiare mestiere. O che vorrebbero tenersi lo Spirito Santo in tasca oppure non credono in niente; e dicono di essere Dio. Dico così perché molto tempo fa frequentavo la chiesa là da una mia amica; il parroco giovane ci diceva che lui era Dio; durante la confessione ci chiedeva di quelle cose, ma di quelle cose! Che da lui non ci confessammo più. Annalisa Dimmi, sei felice? Se vuoi puoi anche non rispondermi. Elena Sì, io sono una donna felice, e il Cielo mi ha dato una prova anche ieri sera. Amo la vita e la concretezza, non amo il dubbio, né amo le persone pagliacci che oggi sono bianche e domani sono nere… ma soprattutto ho delle persone che mi amano davvero; hai visto quello che è successo ieri sera! Annalisa Adesso ti rivolgo una domanda di politica, se ti va naturalmente. Pensi che Trump riesca ad impossessarsi della Groenlandia, ovvero pensi che cercherà di prendersela con la forza alleandosi con altre nazioni? Elena Farà lo scemo intanto le borse scendono per farle salire, e poi riscendere … ma poi credo che rinuncierà e non troverà alleati. Annalisa Ti devo molto per avermi insegnato a giocare a scacchi, adesso che ho imparato discretamente non smetterei mai. Sai? A volte vorrei essere te! Elena Per una persona che si ama e che ama il suo prossimo, nessuno è migliore di se stessa. Linda e Robert mi mandano messaggi per incoraggiarmi a non smetterla con il computer, ma a volte vorrei scrivere soltanto con carta e penna. Annalisa Ma perché? Vorresti privarci di leggere quello che scrivi e quello che ti pace, cosa contano i like e i follower? Tu sei più di tutto questo. Elena No, non è per questo, forse dovrei mettere tutte le poesie che ho scritto e niente altro. Annalisa No, no farci questo! Non ascoltare chi ti odia! Sono pochi quelli che ti odiano, ma purtroppo ci sono, proprio perché sei brava. Adesso se non hai sonno ascoltiamo della musica, la musica è un toccasana. Annalisa Chi ti ha chiesto la formula? Elena È stato uno di qua che si occupa di notizie, mi ha chiesto se vado in televisione a mostrare il brevetto, io gli ho risposto che non si tratta di un giocattolo oppure di un utensile domestico e nemmeno una vela a vapore, ma che deve andare in mano a dottori che sappiano gestirlo come si deve, con serietà e non da pagliacci. Annalisa Ma in realtà che cosa vuole da te quello? Io so chi è, e credi non è una persona affidabile; non vedi che quando parla guarda sempre all’insù oppure da destra a sinista ma mai che guardi in faccia l’interlocutore. La gente così ha molto da nascondere. Me lo diceva spesso il mio papà. Elena Sai, sono tanto stanca di gente falsa! Marco Devi partire oggi o partirai domani? Elena Oggi sta piovendo anche là, volevo andare a cavallo, per questo non so se partire stasera o domani o posdomani. 24/01/2026 Marco Che pranzo che ci hai fatto; Annalisa è ancora a tavola. Cara zia sei una gran cuoca. Elena Siete voi che vi accontentate! Marco Se non mangio così bene neanche al ristorante! A casa mia poi non parliamone! Non sgridarmi se dico così di mamma, lo so che non ha troppo tempo. Marco Ti piacerebbe diventare una santa? Elena No, perché io non la sono in questo mondo e non la sarò nemmeno nell’altro; e sai perché? Perché io amo la vita, amo il mondo, amo tutto ciò che è bello, e amo molto anche il cielo. Io non voglio vivere solo una parte di me per diventare una santa. Ma la voglio vivere in tutta la sua pienezza: ovviamente senza fare del male agli altri. Marco Prima di andare via, ti chiedo se mi aiuterai in medicina, la settimana prossima? Elena Ma certo, te l’ho promesso. 26/01/2026 Mariangela Sai cosa devo confessarti? Che dopo aver conosciuto Peter non avrei voglia di conoscere nessun’altri al mondo; mi ha lasciato una cosa nell’anima che non saprei descrivere. Sei fortunata se un giorno non troppo lontano potete lavorare insieme. Perché sarà così vero? Me l’ha detto lui. Elena Se lo ha dichiarato lui, significa che ha pensato bene a quello che noi tre gli avevamo detto e sta prendendo una decisione saggia. È troppo il tempo che lui segue una strada pericolosa; ma se quella è sempre stata la sua vocazione, io non lo spingerò più di tanto; non sarebbe giusto per lui, non glielo farò più pesare. Il fatto è che mi sto già preoccupando per quando partirà all’inizio di febbraio. Per lui io prego ogni giorno; a volte anche di notte. Anche in lui io vedo Dio e Il Cielo in lui. Per me è mio figlio a tutti gli effetti, come se l’avessi partorito io; non esistono figli del sangue e figli adottivi! Ma solo figli! Annalisa Sai ho letto il tuo racconto, me lo avevano già raccontato Linda e Robert, comunque è una cosa bellissima; ma ne hai un’altra di storie vere da raccontare, perché io lo so. Quando ce la racconterai? Elena Ma non lo so, non è facile per me raccontare queste cose, purché bellissime, e vere, ma un po’ m’imbarazzano. Annalisa A te e a Peter vi dico che vi amo! Non sparite mai dalla mia vita. Elena Se non si vuole sparire non si sparisce dalle persone che vogliamo bene. Marco Elena Hai mai amato e provato ripulsione contemporaneamente per qualcuno? Elena Ma che domande sono queste? Ma certo che no! Non si può amare e allo stesso tempo provare ribrezzo per qualcuno, perché è questo il senso! Non io! Una persona che prova ripulsione per qualcuno non credo che lo abbia mai amato o amata. 28/01/2026 Annalisa Sai cosa mi ha detto Francesca? Che dovresti fare le previsioni e gli oroscopi. Tu hai azzeccato tutto, sia con lei e sia con gli altri dell’ufficio. Tu hai una forza innata! Elena Vi ringrazio, si, lo so che molte persone lo pensano davvero perché me lo hanno chiesto; vedi io non mi lascerei comprare da nessuno e di sicuro non metterei mai l’oroscopo di uno al posto di un altro per denaro o per favori. Questo sia ben chiaro. Anche se mi piace l’astrologia io non sono a corto di argomenti per poter cambiare rotta: ne ho talmente tanti che mi piacciono che a volte non so da dove cominciare; ma a volte accetto di fare l’oroscopo in privato proprio per non avere grane con chi lo fa di mestiere. non a scopo di lucro sicuramente no! Ma per pubblicarne qualcuno non credo che dovrò subire delle multe nel senso di offese, come è già avvenuto in passato. Però quando volete io ve lo farò volentieri. ASCOLTIAMO LA TUA PAROLA Il pensiero del mondo così lacerato lacera anche il mio cuore. Porta quell’amarezza del rimpianto di non aver ascoltato le sue odi. Sento il languore di una tristezza esistenziale che comunica un tono di speranza a chi ama. Ci ha donato il suo tempio perché continuassimo la sua opera, per curare nuovi mondi misteriosi e cogliere in essi il senso del divino. Niente dolcezza né stupore; le nostre emozioni senza tempo, Indietreggia allo stupore che ci invia la mano del Cielo, declinando suggerimenti che vengono dall’anima. L’uomo viene trascinato dall’esistenza come fa il vento con le foglie morte e non pensa che il domani potrebbe essere ancora suo. Elena L. 28/01/ 2026 (tempio: il mondo)
Gennaio 17, 2026 Uncategorized Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI 17/01/2026 Cari amici, arrivederci a Lunedì. Con tutto il mio affetto Ciao! 19/01/2026 Annalisa Sai che tutti i giorni recito il S. Rosario? Però adesso ho una grande cosa da chiederti: la prosa della poesia “A Silvia” di Giacomo Leopardi , non è per la scuola dei miei figli ma per quello di Daniela; sai lei non riusciva a chiedertela, però mi ha detto di dirtelo. Elena Brava per li Rosario, in quanto a Daniela se me la chiedeva direttamente non la mangiavo mica. Uno dei sentimenti che dominano le poesie del Leopardi è l’amore. Nella poesia di A Silvia è l’esempio più felice e più bello. Il Leopardi ebbe una sua concezione dell’amore, “platonica”, secondo la quale ogni uomo possiede un’ideale immagine di donna, un’idea d’amore e d’amare, che rifugge da ogni sensibile forma. L’amore nasce quando l’uomo crede di ravvisare in una donna reale, la sua immagine ideale, ed amando una donna vera, l’uomo si illude di amare la propria idea di bellezza femminile. Da questa concezione nasce un bellissimo canto dell’amore leopardiano, ora rivolto a Silvia, che sveglia in lui, sia pure per troppo breve tempo perché (Silvia morirà di una morte prematura). Silvia probabilmente è da identificare con la figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta di tisi da donna giovane. Silvia rappresenta le speranze del futuro del poeta (donna del suo tempo) ; ma queste speranze crollano sul nascere. Non si sente alcun accento disperato nella sommessa rievocazione della vita di Silvia e della sua prematura morte; si avverte solo una commozione sempre più intensa, specie nelle prime quattro strofe. Tutto il canto ha un equilibrato e graduato svolgimento: la prima strofa, sotto forma di interrogazione rivolta a Silvia, evoca il tempo della vita mortale della giovane. La seconda la presenta nella scena di quel maggio odoroso, intenta nelle opere femminili. Nella terza è rappresentata la vita di allora del poeta, innamorato e felice. La quarta, segna il passaggio dall’atmosfera gioiosa, di quel felice periodo alla tragica condizione degli uomini, vittime della natura; nella quinta è detta la morte di Silvia e nella sesta ed ultima il crollo della speranza del poeta e l’attesa della morte. Elena L. Annalisa Stupendissima! Annalisa Tu però con il padre di Peter hai potuto conoscere molte persone di diversi ceti sociali; che fortuna! Elena Per me non cambia niente: sono tutti esseri umani: persone famose, oppure nobili, oppure poveri, non mi sento diversa da prima. Invece ci sono persone di grande valore nascoste, sconosciute a molti ma con dei principi sani e nobili, che ho avuto la fortuna di conoscere, quella gente non perché sia ricca, ma perché è gente d’altri tempi e d’altri mondi; sembrava che venisse da un altro pianeta tanto sono perfetti, ed io ringrazio Dio per evermeli fatti conoscere. Patty Non sei partita con Peter? Elena Peter partirà all’inizio di febbraio. 20/01/2026 Annalisa Cosa pensi di V. Putin e di Trump? Grazie. Elena V. Putin ha un titolo imperiale che non merita. Uno Zar che sia veramente uno Zar non fa queste cose! Lui per me è il peggiore degli uomini; quindi rispetto zero! Un quanto all’altro, non credo che ami il genere umano come ha detto, lui si è comportato così con il Venezuela, non per togliere il popolo dal terrore, ma l’ha fatto solo per far credere di essere una potenza, anche per spaventare la Groenlandia; in realtà non gliene frega niente di nessuno. Lui mira solo al potere. Se fosse vero che la Groenlandia serve solo per proteggere se stessa e altri popoli, non se ne dovrebbe impossessare, ma poi lasciarla libera. IL CRISTIANESIMO SOCIALE Quando ormai la contesa tra gli ideali liberali e socialisti era divampata, si venne formando, verso la metà del secolo scorso, una nuova dottrina politica e sociale, che prese posizione, con un programma di conciliazione, tra i due contendenti, ed ha avuto crescente influsso in alcuni Stati, sulla vita poitica e sociale. La dottrina Sociale della Chiesa cattolica, nota col nome di cristianesimo sociale. Del liberalismo essa rifiuta il presupposto individualistico e la libertà di concorrenza economica, che condurrebbero ad una lotta di tutti contro tutti, dove il più povero è destinato a soccombere. Ma pure accettando dal socialismo, l’esigenza di proteggere le classi più umili contro quelle dei più potenti, cioè l’impostazione di quella che si chiamò “La questione sociale”, rifiuta energicamente la tesi socialista dell’abolizione della proprietà privata. Considerando la proprietà come un diritto naturale, cioè come un diritto senza il quale l’uomo non può sviluppare a pieno la sua personalità, la dottrina del cristianesimo sociale, aspira anziché alla sua soppressione, alla sua più ampia diffusione, in modo che possano diventare proprietare dei mezzi di produzione, attraverso riforme che vanno alla frantumazione della grande proprietà agricola alla partecipazione azionaria degli operai, alle grandi imprese, il maggior numero di individui. Di fronte all’obiezione, messa innanzi dal socialismo, che la proprietà è il maggior fomite di discordia, essa risponde distinguendo il diritto di proprietà, che è privato, dall’uso di essa, che è sociale; e da questa distinzione trae la conseguenza che, se non si può negare all’individuo di avere diritti individuali sui beni economici, gli si può precludere, non solo col richiamo del precetto evangelico della carità, ma ricorrendo alla regolamentazione coattiva dello Stato, un uso di questi beni che sia nocivo alla società e contrario al bene comune.. Con la dottrina del cristianesimo sociale, la proprietà individuale viene riconosciuta, anzi estesa nella sua titolarità, seppur temperata nel suo esercizio. 21/01/2026 Annalisa Io ho capito il tuo messaggio dalla foto di ieri; era la “giornata del malato”. Elena Sì, certo, ma non l’hanno capita tutti. La stanza come “degenza”, il sorriso era per significare la speranza. Ho imparato che con i malati bisognerebbe avere sempre il sorriso per dare loro speranza anche quando la malattia è terminale; perché la speranza nel Cielo non bisogna abbandonarla mai! Io ne ho avuto la prova. Annalisa Allora cosa hai deciso? Elena Purtroppo qui non sono io a decidere, spero che Peter riesca a capire che so difendermi bene, e sa quante volte ho visto come vanno le cose laggiù con gli occhi del cuore, ma le vedevo e le sentivo veramente. Comunque ho tutto pronto, anche le vaccinazioni; se mi dice di sì io andrò con lui. Annalisa, a noi dispiacerebbe molto, specialmente a Patty e a Marco. Elena Ormai è cosa vecchia, ne avevamo già parlato. Annalisa Posso farti delle domande sconvolgenti? Elena Sentiamo. Annalisa Peter ha mai sentito la nostalgia di sua madre? Te l’ha mai fatto pesare? Elena E questa sarebbe una domanda sconvolgente? Peverella! All’inizio non parlava per il grande dolore, ma poi ho capito che eravamo molto uniti da sempre, perché anche lui mi disse che somigliavo a sua madre, ma non nell’aspetto e tutto il resto. Vedi? I bambini sono i primi a leggerti dentro, lui aveva visto quella compatibilità di carattere e quell’affettività nei suoi confronti: la sentiva tanto che non volle più che suo padre mi lasciasse andar via; aveva solo cinque anni. Ma poi fu sempre così, io voglio che si ricordi sempre di sua madre, ma sono certa che nel suo cuore c’è un bel posto anche per me. Annalisa Sai che mi vien da piangere? Elena E perché non ridi invece? Fa bene a tutti. Elena Annalisa voglio metterti il cuore in pace. Un’ora fa mi ha chiamato Peter e mi ha detto che dove dobbiamo andare noi io non ci potrò andare, perché non vuole vedermi morire un’altra volta. Quindi spero che queste maledette guerre finiscano; pregherò notte e giorno se servirà. Annalisa Certo che se questa non è una prova d’amore di figlio per una madre, allora io non so cosa sia. Adesso mi vien da piangere ancora di più. Elena Dillo a me! 21/01/2026 Marco Mi sei mancata molto, mi accorgo che la cultura ci riempie e ci dà una vita migliore. Elena Con la nuova ragazza di Venezia hai già rotto? Marco Guarda io non so, ma le ragazze che trovo io sono così leggere che mi fanno vomitare. Non voglio oiù saperne. Elena Sai cosa c’è? Che le forze opposte si attraggono, ecco perché tu intelligente sì, ma ingenuo come sei non riesci a distinguere bene. Comunque, sei giovanissimo, non preoccuparti che un giorno troverai la personcina giusta per te. Adesso studia e occupati delle tue passioni fuori dallo studio, ti aiuterò come prima. Oggi però ho già tutto programmato. Daniela Grazie per le due prose del Carducci. Però vorrei anche qualcos’altro di lui oltre alla sua biografia, com’era a quei tempi, cosa pensava dell’Italia? Grazie! Elena Gli intellettuali Italiani e non Solo G. Carducci, sebbene in modi e con prospettive diverse, avevevano partecipato attivamente e generosamente, attraverso le loro opere, al moto risorgimentale e naturalmente, proprio perché intellettuali, lo avevano fortemente idealizzato. Era inevitabile che la realizzazione politica di quel gran moto di idee, dovesse essere deludente, ma la svolta presa dal nostro Risorgimento fu davvero troppo diversa dalle aspettative, e non solo i mazziniani, ma tutti i nostri intellettuali più sensibili ne furono profondamente amareggiati. Essi furono coinvolti nella frattura che si determinò fra i politici e le masse, anche perché peccarono spesso di astrattezza e non furono in grado di comprendere o di accettare svolte politiche determinate di volta in volta dagli eventi reali e dai problemi del nuovo Stato. Carducci contrappone, all’Italietta in cui gli tocca vivere, i tempi passati, i momenti storici grandi, quelli della Roma antica, quelli dei comuni. L’Italia ormai avviata sulla via dell’industrializzazione ha sostituito ai vecchi valori morali, quelli nuovi dell’arrivismo e dell’aspirazione al benessere: la differenza è troppo netta perché Carducci non senta nostalgia per il passato “eroico”, il disprezzo per l’età presente meschina e piccola in cui gli uomini sono tutti presi dalle loro piccole cse. L’eredità di Roma antica è ancora viva e può, secondo Carducci risvegliare negli italiani il senso del valore e dell’operosità; tuttavia questa speranza non riesce a fugare il tono triste e venato di pessimismo che aleggia per tutta l’ ode: gli uomini sembrano sordi al messaggio che emana da queste grandiose rovine. Tristezza e pessimismo sono determinati dalla volgarità degli uomini, dalla speculazione edilizia, dalla buracrazia, se non corrotta inefficiente del nuovo Stato e si visualizzano nell’immagine dei corvi gracidanti e nel suono lento e lugubre delle campane: nemmeno la Chiesa si salva dalla polemica Carducciana, contro il presente mediocre indifferente ai veri valori. (Certo che se il Carducci fosse vivo, chissà cosa direbbe dell’Italia di oggi.) Elena L.
Gennaio 15, 2026 Uncategorized Elena Lasagna LE MIE RISPOSTE ALLE VOSTRE LETTERE 15/01/2026 Sono Annachiara, tempo fa sono stata adottata da due genitori che mi volevano. Però, io non vorrei essere ingrata nei loro confronti, ma questa è la verità: io per loro non esistevo, perché pur non essendo una peste, cercavo di avere qualche sorriso da loro un po’ di affetto, di attenzione; quell’attenzione di tutti i giorni che i genitori hanno per i propri figli. Sai che non ho mai avuto ne l’uno e né l’altro? Cercavo sempre di aiutarli perchè si accorgessero di me: pulivo la casa, ero brava a scuola, non portavo altri bambini a casa, insomma non ho mai cercato di deluderli. Ma loro hanno deluso me, e moltissimo, perché io non li ho cercati ma loro hanno cercato me! Però questa cosa, il non accorgersi di me mai, mi ha portato bene, perché io che cercavo sempre di farmi apprezzare, in questo modo ho fatto una fortuna incredibile, vorrei dirti che non è vero, ma purtroppo la mia fortuna l’ho pagata con il non ricevere nulla in cambio da loro, ma solo ghiaccio. Ora che ho quasi cinquant’anni cosa me ne faccio della mia ricchezza se ancora adesso loro non mi considerano niente. Ora io ti chiedo solo una cosa: che cosa dovrei fare affinché loro mi apprezzino e mi ragalino un abbraccio. Grazie! Elena Non devi più fare niente carissima! Glielo potresti dire! Dì la verità anche a loro come hai fatto con me! Sei piena di amplificazioni emotive, posso capire quando eri piccola, ma ora, che sei a contatto con molti collaboratori nella tua azienda, hai avuto due fidanzati, insomma, certe cose bisogna crearsele e non voler cambiare le persone specialmente ora che sono anziane molto. Sarebbe tempo che tu uscissi da questo tunnel; sei tu che ora dovresti regalare a loro quello che non hanno potuto darti, almeno provaci e vedrai che ti risponderanno diversamente di quando erano giovani. Usa dolcezza misurata, e pudore come sono loro, senza sentire il bisogno di sconvolgerli. Anche loro ti hanno dato tanto: non saranno stati perfetti ma non ti hanno mai fatto mancare niente di quello che serviva oltre all’affetto e alle attenzioni. Voltati indietro e guarda cosa c’è nel mondo! Per te non sarebbe difficile tendere loro una mano, quella che hai perso tu, fagliela ritrovare; getta via l’orgoglio e poi abbracciali forte, prima che possano non vederti più! Fammi sapere. Ciao! 16/o1/2026 Sono Gianfranco, sono sposato da nove anni ed ho un bambino. Io e mia moglie saremmo felici se non fosse per mia madre che ci sta rovinando la vita con il suo bisogno di affetto. Si lamenta sempre perché non la riteniamo parte della nostra famiglia. Io ora mi sono fatto la mia di famiglia e non capisco che cosa voglia da me, da noi! Per Natale non l’ho invitata e adesso si è offesa come se l’avessi buttata fuori casa. Ma che cosa vogliono questi genitori? Perché non ci lasciano in pace? Come posso fare per tenerla fuori dalla mia vita? Grazie! Gianfranco, con me sei cascato male! Guai a chi tocca la madre, il padre, i figli ecc. Se io fossi in tua moglie, non ti vorrei mai più né vedere né sentire fino a quando non riterrai tua madre parte di te e della tua famiglia. Sei sempre stato così o sei un infelice? Perché? Chi sei tu che non riesci a tenere in considerazione tua madre che ti ha dato alla luce? Nessuno mai dovrebbe essere scontroso e irriverente con i propri genitori! E pensare che la madre è sempre certa! Un vecchio proverbio rivela che ” Mater semper certa; pater incertus semper! Lei è la tua certezza e adesso puoi anche pensarci sopra. Con questo io non voglio farti pensare male della tua famiglia, ma soltanto farti apprezzare tua madre. E tu mi chiedi che cosa vogliono queste madri? Sicuramente tu non hai la cultura della chiesa anche se festeggi il S. Natale. Che cos’è per te il Natale? Perché fai festa? Se non arrivi a capirlo io ti direi di metterti a pregare, sono certa che sei intelligente e troverai la soluzione: di andare da tua madre per chiederle perdono. Cosa speravi che ti dicessi? 19/01/2026 Sono Vanna, io mi chiedo sempre come fai a condurre questa vita stracolma di interessi e di impegni. Vorrei tanto incominciare anch’io; mi piace scrivere, ma non riesco a separare una professione da un’altra. Ho sempre paura dell’imprevisto, di non rouscire a programmare la giornata senza provare ansia e angoscia, e tirare troppo la corda per il mio stato di salute per poi ammalarmi; non me lo potrei permettere. Spiega anche a me come fai tu a fare tutto senza che uno interferisca con l’altro e a non farti cedere i nervi? Riuscirò anch’io a coltivare le mie passioni pur avendo anche la famiglia sulle spalle? Grazie! Elena Certo! Tu potresti fare tutto quello che vuoi, basta volerlo! Dirai: “ma cosa dice questa”? È così, oppure se non ci credi dovresti vivere per circa trecento anni, poi morire e incominciare dall’inizio, portandoti tutto quello che hai imparato prima d’ora. Potrebbe essere una soluzione! Vanna, è questione di fiducia in se stessi, di volontà, di memoria e di organizzazzione. Ho tutto programmato tranne un’ora al mattino e una alla sera per la cura della mia persona e per le preghiere. Quando sei allo stremo della tensione l’unica cosa che mi dà sollievo è l’esercizio fisico e un bagno relax. Mi piace molto scrivere e studiare di tutto, le poesie sono la mia droga, mi escono e le devo scrivere subito o le dimentico; una volta scritte non le dimenticherò più. Un’altra cosa che mi stimola è vivere in un ambiente pulito, lindo, sempre, come del resto la mia persona. A volte gli avvenimenti sono confusi, ma le parole no! Le parole sono una realtà che mi permettono di interpretare non solo i pensieri ma i fatti che succedono e i sentimenti delle persone. Tutto questo mi rende libera, perché attraverso la scrittura riesco ad esplorare tappe fondamentali che mi portano nella loro esistenza. Quindi cara Vanna tutto è possibile anche per te! Vivi sempre come se qualcuno (il Cielo) ti stesse osservando. Ciao! 20/01/2026 Sono Cinzia di trentasei anni, sono ancora nubile, perché non o trovato il compagno ideale. Io vorrei un compagno che abbia tutte le qualità che desidero, perché altrimenti dovrò ricomonciare da zero un’altra volta; e ti confesso che mi sono stancata. Chiedo troppo se lo voglio fedele? lo vorrei giusto, forte, leale, e altre qualità, tutte quelle che spaziano dall’ecologia, ai diritti umani; non importa anche se non è famoso oppure se non è ricco. Un uomo dovrebbe avere tutte le virtù che ha creato il cielo. Non dirmi che sono antiquata! Poi parliamo dell’età: non lo voglio né più giovane, né più vecchio di me, non ti tanto, al massino due tre anni. Grazie. Elena Diciamo che hai del buon senso, tra tutte quelle che mi hanno chiesto se conoscevo qualcuno, si sono raccomandate che deve avere soldi, oppure fama. Tu invece hai la testa sulle spalle, ed io spero che tu possa trovare col tempo la persona che ti piace. Sei una proiettata in avanti, perché hai capito il vero senso della vita. Se non si è persone vere, non contiamo nulla, e per esserlo bisognerebbe per forza possedere molte virtù. Il dialogo con te è capace di offrire molti spunti e riflessioni. E poi l’impronta che lasci avvolge la persona in un’atmosfera fatta di speranza, che fa pensare al futuro con più forza, senza false illusioni. Ma permette alla mente umana di liberarsi da cose insopportabili, che offuscano l’intera immagine, privandoti di essere felice. Perché è tutta questa falsità, questo modo di vivere così alla leggera, questo modo di vivere con slealtà anche verso se stessi , non permette agli umani di essere felici, o è una felicità apparente. Anche se stiamo esagerando un po’, io credo che tu sia una ragazza matura e intelligente, che fa sul serio anche perché tutte queste avventure non danno che angoscia e insoddisfazione; come una maschera in cui si rimane coperti, sospesi e annientati. Cercherò di informarti al più presto. Ciao! 21/01/2026 Sono Veronica, ho cinquant’anni, chi mette i poveri sullo stesso piano fa un grande sbaglio. Noi avevamo la servitù, abbiamo dato tanto e non è servito a nulla perché loro non erano ma contenti e riconoscenti di nulla. Quando ho avuto bisogno per mia madre, lei voleva fare la signora e non ci ha aiutato mai una volta nella sua degenza e abitava nella nostra casa senza pagare l’affitto, se non fosse stato per una clausola che noi avevamo messo sul contratto della nostra casa, loro ci avrebbero rubato la casetta con il diritto di prelazione per usucapione, quindi pensa tu come siamo capitati male. Mai più tenderò la mano a qualcuno, mai! Veronica Fa pure come credi, ma non si può neanche a far pagare a tutti, gli errori di pochi. Io conosco persone bisignose con una dignità che non credevo esistesse. Come ci sono anche ricchi che hanno un cuore grandissimo per il loro prossimo. Comunque non diventare povera di spirito per un qualcosa che ti ha deluso. Ascolta, medita e non arrenderti a quegli impulsi che ti fanno agire senza riflettere. Agisci poi con autocontrollo esenza chiuderti così nella ristrettezza di cuore, anima e cervello. La tua cupezza è molto triste perché a cinquant’anni non si chiudono le porte al mondo, diventando così sfiduciati e oppressi. Sorridi alla vita e la vita stessa ti sorriderà! Ciao, ti auguro buon anno!
Gennaio 14, 2026 Uncategorized Elena Lasagna RISPOSTE AI LETTORI QUARANTADUE CINTOCINQUANTANOVESIMA PARTE 14/01/2026 Daniela Parlami della serotonina, almeno che sappia che cos’è se la devo assumere. Ti ringrazio Elena Le più elevate concentrazioni di serotonina si trovano nel sangue, nelle cellule cromaffini dell’intestino tenue e in alcuni territori del cervello, soprattutto l’ipotalamo. Forti quantità sono presenti anche nei veleni delle vespe. Il ruolo fisiologico della serotonina è compesso. È noto che tale sostanza determina la contrazione della muscolatura liscia dei vasi, dell’intestino, dei bronchi, ecc. regola l’automatismo intestinale, modifica la pressione arteriosa; interviene nei processi allergici e infiammatori, determina la sintomatologia dell’emicrania, e di alcuni tumori dell’intestino tenue. Inoltre la serotonina interviene nei meccanismi sonno-veglia, nella regolazione centrale della temperatura corporea e in alcuni processi centrali determinanti il comportamento emotivo e l’affettività. Numerosi farmaci attivi sul sistema nervoso centrale, interferiscono con il metabolismo della serotonina. Altri farmaci antagonizzano l’azione della serotonina entrando in competizione con essa a livello dei recettori specifici, triptaminergici. Ne sono esempio la metisergide, e la ciproeptadina, che trovano applicazione nell’emicrania. 15/01/2026 Daniela Che cos’è la Lisolecitina? Grazie. Elena È una sostanza tossica che si forma nel sangue per distacco di un radicale di acido grasso insaturo dalla molecola delle lecitine, contenute nello stroma dei globuli rossi. La lisolecitina, ha potente azione emolitica, citolitica e fragilizzante delle pareti vasali. La sua formazione si deve a un enzima idrolitico, la lecitinasi contenuto nel veleno di diversi animali, quali serpenti, vipere, vespe ecc. 16/01/2026 Marta Io ho molti cani, diciamo che ne ho sei, a volte mi capita che escano dal recinto e mi fanno paura, anche perché sono di mio cognato che abita in campagna con noi: è un’azienda agricola. Il mio terrore è quello di essere morsa da uno di loro, cosa posso fare in caso di rabbia per non andare incontro alla morte? Grazie! Elena La rabbia è una malattia infettiva sostenuta da un virus filtrabile: il farmidio inexorabilis, che si localizza nel sistema nervoso centrale. È propria di cani, lupi gatti, ecc.e dei mammiferi in generale. Viene trasmessa con la morsicatura, mediante l’innesto di saliva contenente il virus. Nell’uomo il periodo di incubazione oscilla tra le due alle sei settimane ; ma se ci sono gravi ferite al volto allora l’incubazione viene a restringersi da una settimana a due al massimo. La sintomatologia è caratterizzata da dolori e malessere generale. Dolori in sede di morsicatura, depressione, eccitazione, spasmi ai muscoli, astenia, tremori, convulsioni ecc. strozzamento nel l’inghiottire o nel volere acqua. La rabbia nel cane può manifestarsi in forma furiosa e in forma muta. Nel primo caso si osservano all’inizio irrequietezza, uno stato di eccitazione durante il quale il cane tende ad allontanarsi da casa. Nella forma muta manca lo stato di eccitazione, i sintomi clinici nelle altre specie animali sono più o meno simili. La diagnosi si basa su reperti epizoologici, sui sintomi clinici e sugli esami anatomo patologici e istologici. La profilassi specifica consiste nella vaccinazione. Gianni M. Che cos’è questo dolore alle ossa dappertutto, quando mi devo alzare mi ci vuole un’ora. Va avanti così da due settimane, il medico mi ha detto che dovevo prendere qualche sedativo e tutto sarebbe andato a posto. Io invece sono ancora qui col male dappertutto. Elena Può darsi che sia una forma di influenza, che è una malattia infettiva acuta, sostenuta da un gruppo di virus specifici, epidermica che si trasmette mediante la saliva, l’escreato bronchiale, attraverso i colpi di tosse. L’influenza non rappresenta una causa di mortalità rilevante nel mondo, all’infuori delle forme pandemiche. Le forme pandemiche e le riacutizzazioni epidermiche del’influenza sono dovute alle caratteristiche biologiche dei virus influenzali umani. (A, B, C ). Soprttutto il virus A presenta variazioni nei due eantigeni superficiali, emoagglutinina, e neuraminidasi, in seguito ad ibridizzazione con virus dell’influenza aviaria e suina. Ne risulta la comparsa di nuovi ceppi virali a costituzione antigenica diversa che non trovando nella poplazione è maggiore nel caso in cui (come delle pandemie) si verifichi una trasformazione che interessa ambedue gli antigeni. La vaccinazione è indicata nelle età estreme, e nelle persone a rischio. 19/01/2026 Marco Non ne abbiamo mai parlato di tubulonefrosi? Che cos’è? Grazie! Elena No, noi di questo non ne abbiamo mai parlato, me lo ricorderei, Ma l’ho scritto per un’altra persona. Cercherò di spiegartelo bene, ma non conle stesse parole. È una nefropatia, una malattia a carico del rene che può essere grave. Essa è costituita da un’alterazione del tubulo per ostruzione del suo lume o per processi degenerativi a carico delle sue pareti. Le forme acute gravi si distinguono secondo un criterio eziologico in tre gruppi: nefrosi del tubulo distale, determinate da vasti traumi con schiacciamento di masse muscolari, da trasfusioni di sangue incompatibile, da ustioni estese e profonde, da malattie emoglobinuriche. Nefrosi del tubulo prossimale da avvelenamento da mercurio o da arsenico; nefrosi da malattie infettive: difterite, morbo di weil, polmonite, tifo ecc. , da turbamenti dell’equilibrio acido-base, da terapia con sulfamidici poco solubili, ecc. La sintomatologia è caratterizzata in una prima fase da improvvisa e grave oliguria, o anuria,, con insufficienza renale acuta; in una seconda fase da poliuria, glicosuria, disidratazione e turbe da alterato equilibrio elettrolitico; in una terza fase da lento ritorno alla normalità. Le forme acute lievi insorgono nel corso di malattie infettive, di epatopatie gravi, specie se itteriche, di avvelenamenti esogeni lievi con contrazione della diuresi, e del potere di concentrazione, cilindruria, iperazotemia. Le forme croniche si instaurano secondariamente a malattie del ricambio, quali la gotta, la glicogenosi, come il morbo di wilson, o a neoplasie maligne. Si manifestano con lieve proteinuria, cilindruria, ematuria. Il loro decorso evolve spesso verso l’insufficienza renale, ma possono anche guarire completamente. Patty Come possiamo mantenere le nostre articolazioni sane ed elastiche con l’alimentazione? In quali alimenti troviamo il collagene? Elena Il colagene lo troviamo nei nervetti di vitello, negli ossobuchi di manzo, e in certe parti del maiale (nelle zampe e nelle costine). Certo, vanno cucinati in modo da renderlo un pranzo gradevole alla vista e squisito al palato. 26/01/2026 Marco Ho bisogno che tu mi spieghi qualcosa sull'”idrocefalo”. Grazie! L’idrocefalo L’idrocefalo : si tratta della presenza nell’interno della scatola cranica di un versamento liquido che, per la sua pressione tende a produrre la dilatazione della teca cranica. Secondo la sede primitiva del versamento si distinguono : idrocefali interni, o ventricolari, idrocefalo fetali patologico, idrocefalo acerbo della prima età, idrocefalo acquisito, nei quali il liquido è accumulato nelle cavità ventricolari, e idrocefali esterni, o meningei, nei quali la raccolta sierosa è situata tra la faccia esterna dell’aracnoide e la faccia interna della, dura madre. L’idrocefalo fetale patologico è caratterizzato da dilatazione delle cavità ventricolari, con assottigliamento delle pareti, le quali unitamente ai plessi corioidei, recano spesso i segni recenti o pregressi di lesioni flogistiche; l’aumento di volume del capo, può apparire fin dalla nascita, oppure dopo qualche giorno o mese. L’entità del versamento condiziona la possibilità di vita. Il decorso può essere progressivo o con ricorrenti acutizzazioni. L’idrocefalo acuto della prima età, rappresenta la conseguenza di un processo tossico o infettivo, localizzato nei ventricoli cerebrali, da infezioni gastrintestinali, pertosse, influenza, polmonite, otomastoidite, ecc. Preceduto da agitazione, insonnia, vomito, stipsi, febbre; si manifesta con crisi epilettiche, strabismo, rigidità generale, tremori e successivamente con i caratteri dell’ idrocefalo già descritti. La guarigione è rara e più raro è il ripristino delle condizioni normali; qualche volta l’idrocefalo si cronicizza, determinando gravissime menomazioni organiche e psichiche. L’idrocefalo acquisito o meningite sierosa di Quincke è una forma di meningite sierosa caratterizzata dall’instaurarsi più o meno precoce dell’idrocefalo. Si distinguono forme a inizio acuto, che colpiscono soggetti giovani, e forme a inizio lento e decorso cronico, più frequenti in età meno giovanili. Le prime si instaurano rapidamente ma in modo subdolo, con o senza febbre, cefalea, rigidità della nuca, iperestesie, e parestesie, convulsioni, paresi, vomito, disturbi pupillari, ambliopia per nevrite ottica. La malattia può assumere un decorso cronico per mesi e terminare con la guarigione o con la morte. Le seconde hanno un decorso molto simile a quello dei tumori cerebrali e spesso anche sintomi di localizzazione simili a quelli della sindrome cerebellare; la durata della malattia varia da settimane ad anni. La prognosi è sempre grave. L’idrocefalo sintomatico dei tumori cerebrali s’instaura per diverse cause: stasi linfatica per occlusione da compressione del foro di Magendie, o dell’ acquedotto di Silvio; stasi venosa per compressione delle vene di Galeno; stasi venosa generale dell’encefalo per aumento della pressione endocranica che sembra in grado di produrre l’obbliterazione delle vene e non delle arterie; irritazione ependimale da parte di sostanze tossiche secrete dai tumori. La malattia si manifesta con i sintomi di aumentata pressione endocranica, sovrapposti a quelli dovuti alla localizzazione tumorale.
Gennaio 12, 2026 Uncategorized Elena Lasagna IL VANGELO SECONDO LUCA TERZA PARTE 12/01/2026 Il discorso della Montagna Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e da litorale di Tiro e di Sidone, 18 che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. 19 Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti. 20 Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: “Beati voi poveri perché vostro è il regno di Dio. 21 Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete perché riderete. 22 Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio delluomo. 23 Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. 24 Ma guai a voi ricchi, perché avete già la vostra consolazione. 25 Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete perché sarete afflitti e piangerete. 26 Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti. 27 Ma voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, 28 benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. 29 A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. 30 Dà a chiunque ti chiede; e chi prende del tuo non richiederlo. 31 Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. 32 Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34 E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestito ai peccatori per riceverne altrettanto. 38 Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’ Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ ingrati e i malvagi. 36 Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro. 37 Non giusdicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; 38 date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio”. 39 Disse loro anche una parabola:” Può forse un cieco giudare un altro cieco? Non cadranno tutt’ e due in una buca? 40 Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno preparato sarà come il suo maestro. 41 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? 42 Come puoi dire al tuo fratello, Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio, allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. 43 Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi , né albero cattivo che faccia frutti buoni. 44 Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. 45 L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore. 46 Perché mi chiamate Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?47 Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile; 48 è simile a un uomo che, costruendo una casa ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra una roccia. Venuta la piene il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. 49 Chi invece ascolta e non mette in pratica , è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande”. 13/01/2026 Selezione degli apostoli 12 In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. 13 Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: 14 Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, 15 Matteo, Tommaso, Giacomo d’ Alfeo, Simone soprannominato Zelota, 16 Giuda di Giacomo e Giuda escariota, che fu il traditore. Vocazione di Levi 27 Dopo ciò, Egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: ” Seguimi”. 28 Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. 29 Poi Levi gli preparò un gran banchetto nella sua casa. C’era una folla di pubblicani ed altra gente seduta con loro a tavola. 30 I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: ” Perché mangiate e bevete con i pubblicani e con i peccatori?”. 32 Gesù rispose:” Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; 32 io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi”. CAPITOLO SETTE Il servo del centurione 3 Quando ebbe terminato di rivolgere tutte queste parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafarnao. 2 Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. 3 Perciò avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. 4 Costoro venuti da Gesù lo pregarono con insistenza:” Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano, 5 perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga”. Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli. “Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto al mio tetto: 7 per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito. 8 Anche io infatti sono un uomo sottoposto a un’autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all’uno: Và ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fa questo, ed egli lo fa”.” Alludire questo Gesù restò ammirato, e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!” 20 E gli invitati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito. 14/01/2026 Il figlio della vedova di Nain 11 In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla. 12 Quando fu vicino alla porta della città ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. 13 Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!” 14 E accostatosi toccò la bara, metre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!” 15 Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. 16 Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo:”Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha voluto il suo popolo”. 17 La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione. 15/01/2025 Gli inviati del Battista 18 Anche Giovanni fu informato dai discepoli di tutti questi avvenimenti. Giovanni chiamò due di essi 19 e li mandò a dire al Signore:” Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?” 20 Venuti da lui, quegli uomini dissero::”Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?” 21 In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi, e donò la vista a molti ciechi. 22 Poi diede loro questa risposta: andate e riferite a Giovanni che ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella. 23 E beato è che non sarà scandalizzato di me!” 24 Quando gli invitati di Giovanni furono partiti, Gesù cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni: “Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata al vento? 25 E allora che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portanovesti suntuose e vivononella lussuria stanno nei palazzi dei re. 26 Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. 27 Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, egli preparerà la via davanti a te. 28 Io vi dico, tra i nati di donna, non c’è nessuno più grande di Giovanni; però il più piccolo del regno di Dio è più grande sdi lui. 29 Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni. 30 Ma i Farisei e i dottori della legge, facendosi battezzare da lui hanno reso vano il disegno di Dio. 31 A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? 32 Sono simili a quei bambini che stanno in piazza gridando gli uni agli altri: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto! 33 È venuto infatti il Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. 34 È venuto il figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. 35 Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli”. 16/01/2026 CAPITOLO 8 La parabola del seminatore 1 In seguito egli se ne andava per la città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. 2 C’erano con lui i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demoni. 3 Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni. 4 Poiché una gran folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, disse con una parabola: 5 “Il seminatore uscì a seminare la sua semente, mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono. 6 Un’altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per mancanza di umidità. 7 Un’altra cadde in mezzo alle spine, e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono. 8 Un’altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto”. Detto questo, esclamò: ” Chi ha orecchi per intendere, intenda!”. 9 I suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola. 10 Ed egli disse: “A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma gli altri sono in parabole, perché “vedendo non vedano e udendo non intendano”. 11 Il significato della parabola è questo: Il seme è la parola di Dio 12 I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parabola dai loro cuori, perché non credano e così siano salvati. 13 Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice;credono per un certo tempo, me nell’ora della tentazione vengono meno. 14 Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soppraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione. 15 Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza. 16 Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto il letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce. 17 Non c’è nulla di nascosta che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciutoe venire in piena luce. 18 Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere”. 19/01/2026 I parenti di Gesù 19 Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. 20 Gli fu annunziato: ” Tua madre e i tuoi fratelli sono fuori e desiderano vederti”. 21 Ma egli rispose: “Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. La tempesta sedata 22 Un giorno salì su una barca con i suoi discepoli e disse:” Passiamo all’altra riva del lago”. Presero il largo. 23 Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Un turbine di vento si abbattè sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. 24 Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: “Maestro , maestro, siamo perduti!” E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia. 25 Allora disse loro: “Dov’è la vostra fede?”. Essi intimoriti e meravigliati si dicevano l’un l’altro:” Chi è dunque costui che dà ordine ai venti e all’acqua e gli obbediscono?”. L’indemoniato di Gerasa 26 Approderono nella regione di Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. 27 Era apena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto dai demoni. Da molto tempo nonportava vestiti, né abitava in casa, ma nei sepolcri. 28 Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: “Che vuoi da me, Gesù, Figlio di Dio Altissmo? Ti prego non tormentarmi!” 29 Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. 30 ” Gesù gli domandò: “Qual è il tuo nome?” Rispose:”Legione”, perché molti demòni erano entrati in lui. 31 E lo supplicava che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. 32 Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise. 33 I demoni uscirono dall’uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi a precipizio dalla rupe nel lago e annegò. 34 Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nelle città e nei villaggi. 35 La gente uscì per vedere l’accaduto, arrivarono da Gesù e trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù; e furono presi da spavento. 36 Quelli che erano stati spettatori, riferirono come l’indemoniato era stato guarito. 37 Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perchéavevano molta paura. Gesù, salito su una barca, torno indietro. 38 L’uomo dal quale erano usciti i demoni, gli chiese di restare con lui, amegli lo congedò dicendo: 39 “Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto”. L’uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto. La figlia di Giàiro e l’emorroissa 40 Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di lui. 41 Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua, 42 perché aveva un’unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano intorno. 43 Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire, 44 gli si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò. 45 Gesù disse: chi mi ha toccato?” Mentre tutti negavano, Pietro disse; “Maestro la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”. 46 Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”. 47 Allora, la donna vedendo che non poteva rimanere nascosta si fece avanti tremando e , gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo il motivo per cui l’aveva toccato, e come era stata subito guarita. 48 Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata, va’ in pace!” 49 Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: ” Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro”. 50 Ma Gesù che aveva udito rispose: “Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata”. Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all’infuori di Pietro. Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. 52 Tutti piangevano e facevano lamento su di lei. Gesù disse:” Non piangete perché non è morta, ma dorme”. 53 Essi lo deridevano, sapendo che era morta, 54 ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: “Fanciulla, alzati!”. 55 Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. 56 I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto. Capitolo nove Missione degli apostoli 1 Egli, allora chiamò a sè i Dodici e diede a loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie.2 E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 3 Disse loro: “Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. 4 In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino. 5 Quanto a coloro che non vi accolgono, nell’uscire dallaloro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi”. 6 Allora essi partirono e passavano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni. 7 Intanto il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: ” Giovanni è risuscitato dai morti”, 8 altri: ” È apparso Elìa”, e altri ancora: “È risorto uno degli antichi profeti”. 9 Ma erode diceva: Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?”. E cercava di vederlo.
Gennaio 9, 2026 Uncategorized Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI 09/01/2026 Annalisa La tua casa è più quella là di Linda e Robert vero? Elena Sì, diciamo che là con loro mi trovo molto bene e non mi hanno mai deluso e questo valore è molto alto, a volte mi chiedono qualcosa: solo la mia presenza! Loro sono più cristiani che mai! Annalisa Ti chiedo l’ultima cosa e poi ti lascerò andare a dormire. Secondo te amare è peccato? Sinceramente! Elena No, amare non è peccato, anzi, se non si ama non c’è neanche la gioia di vivere. Che cos’è la vita senza amore? Niente! Io sono stata a contatto con molti religiosi e religiose, dottori, ma ti assicuro che tutti la pensavano come me. Ho conosciuto l’amore attraverso la mia famiglia, sì, poi Peter, suo padre, Linda, Robert, e anche gli amici veri che ho; e ti assicuro che questa è una grande ricchezza perché in loro non esiste falsità, ma una grande lealtà. 10/ 01/2026 Daniela mi ha appena rivelato: ho guardato il S. Rosario come mi avevi detto tu, ma lì io ho trovato un assatanato che lo conduceva che non mi era mai capitato prima. No, no non voglio più saperne. Elena Ma guarda che il S. Rosario lo si può recitare da soli. E poi non dire quella parola “assatanato”. Ognuno ha il proprio stile. Oppure ti puoi collegare al canale del S. Padre; con il computer o lo smartphone. Non esiste problema. Annalisa Tu hai parlato di amore, attraverso la famiglia, e tutte le persone che ti vogliono bene, Ma non hai menzionato l’amore che c’è tra un uomo e una donna. Elena L’amore tra un uomo e una donna, se è grande da entrambe le parti, allora supera tutto, anche la lontananza; ma se non è grande abbastanza la lontananza lo spegnerà. Come potrebbe spegnerlo anche la convivenza. L’amore vero è “libertà”! Che dura per sempre. Però ci sono amori grandi che vivono insieme, amandosi per tutta la vita. L’amore è un mistero! Quando arriva meglio che sia non grande ma grandissimo! È quello che penso io. 12/01/2026 Annalisa Sei già di ritorno? Linda mi ha detto che hai avuto le loro scuse; sono contenta per te. Tu come hai reagito? Elena Beh ormai avevano già preso da me degli imbecili, e questa volta al telefono ho reagito con tutta l’ironia possibile. Io non sono né contenta e nemmeno scontenta, oramai io li avevo già cancellati dalla mia mente; è stata una sorpresa sia per me che per Linda e Robert. Annalisa Forse si sono resi conto con chi avevano a che fare: sto parlando di Robert e Linda. Annalisa Ti piacerebbe parlare di Olindo Romano e sua moglie Rosa? A noi interessa la tua ultima opinione. Grazie! Elena Lì ormai ho già detto tutto quello che so, e credo fermamente nella loro innocenza anche se loro rifiutano di ammetterlo. Annalisa Strano, tutti cercano di non andare in carcere o addirittura incolpare gli altri anche se sono colpevoli, e questi vogliono restare in carcere. Elena A volte certe persone preferiscono rstare vive nell’ingiustizia che morte nella ragione. Hai capito adesso? Annalisa Posso chiederti il perché sei ritornata così presto in confronto alle altre volte? Non c’era Peter lá? Elena Certo che c’era, ma la settimana prossima resterò di più. Dovevo mettere una firma urgente qua per un documento importante. Elena Comunque cara Annalisa, la penso come te: spesso le persone che meritano più prestigio e onori, sono le più umili, intelligenti, e non aggressive, senza maleducazione e che amano davvero il loro prossimo. Tutto questo lo si può trovare ovunque, è l’intelligenza che fa tutto; voglio dire che l’intelligenza è in grado di chiedere scusa, di essere educati, e di saper accettare anche la religione e la fede altrui. Certi invece perché credono di avere tutto, allora si prendono la libertà di trattare male i loro domestici, i senza tetto, e le persone religiose ecc. Sapesssi quante storie che averei da raccontare ancora! Il mondo sembra che peggiori di giorno in giorno! Loro dicono che Dio, la S. Vergine non esistono, e anche quando hanno bisogno, che sono in un baratro continuano ad essere maleducati e arroganti; altri invece vanno in chiesa di nascosto ad accendere il cero anche se non credono in niente. Che tristezza. 12/01/2026 Annalisa Dato che Robert anni fa si innamorò di te, pensi che ci siano persone che credono che lo sia ancora? E che magari lì lui ti corteggi alle spalle di Linda? Elena Di questo ne anbbiamo già parlato, io non sono mai stata innamorata di Robert, anche se gli voglio un bene dell’anima, ma fraterno e lui lo sa. Questo per Linda è sufficiente perché io vada là tutte le volte che voglio anzi che volgliono loro. Da quando si sono sposati lui non si è mai azzardato a farmi capire qualcosa anche perché non mi avrebbe mai più rivista. Poi è una persona corretta, non lo avrebbe fatto comunque; lui sa come sono, tra l’altro li ho fatti incontrare io stessa. E adesso non ne vorrei più parlare perché mi dà il voltastomaco al solo pensiero; sarebbe la cosa più meschina che esiste sulla faccia della terra. L’uomo dell’amica o la donna dell’amico, mai! Tra animali e persone esiste una barriera che si chiama dignità. 13/01/2o26 Annalisa Rispondo alla tua ultima domanda che mi hai posto ieri: Secondo te, l’amore è anche paura? Elena In che senso? Puoi avere paura che gli succeda qualcosa di male, non saprei o che si ammali, ma la paura di amare, questo se c’è non è amore. L’amore è il contrario di paura. 13/01/2026 Patty Sai che Marco mi ha detto che in facoltà ha conosciuto una ragazza di Venezia, però sono solo amici, ma dice che si trova bene. speriamo che non siano storie come le altre. Elena Speriamo. Sono contenta così ha una compagna con la quale dividere lo studio e il suo tempo libero che gli rimane, che è molto poco. Sono giovani ed hanno molto tempo davanti a loro. Patty Con l’ultima che erano solo amici, hai visto anche tu che tipa! Ora lo so il perché: ha dei genitori bacchettoni che devono dettare legge anche agli altri, e se secondo loro sbagliano, si permettono di bacchettare come se loro fossero perfetti, e pensare che il più delle volte agiscono sotto ordine di altri stupidi. Elena Ci sono delle persone che si credono perfette; mentre di perfetto c’è solo il Cielo. Quella è la peggiore specie. Anzi diciamo che non sono tanto a posto con la testa. Che educazione vuoi che esca da lì! Quella ragazza lì era molto viziata, in una casa come quella di Robert e Linda e con quello che hanno fatto per lei, è stata maleducata come se fossero loro a deverle qualcosa. Loro danno solo a chi ne ha bisogno e non per delle capricciose e stupide così. Ricordo che Marco si è scusato con i miei amici per lei. E credo che prima di portare qualcun’altra là ci penserà bene. Annalisa Sai? Ho pensato molto ale cose che mi hai detto, ma sai che hai ragione? Il lavoro è vero qui in Italia non è come prima, manca a molti. Pensa che se si mettessero a posto tutti i paesi distrutti dalle guerre, sai quanto lavoro ci sarebbe per tutti? Elena Sì, perché una volta ricostruito un paese poi si divrebbe farlo funzionare e creare tutto, ci sarebbe bisogno di tutto. Pensa a quante persone potrebbero vivere come si deve: formare le loro famiglie, mandare a scuola i bambini, creare tutto ciò che serve affinché non ci sia nessuno a soffrire la fame e il freddo, le umiliazioni e la paura. Si inizierebbe una vita nuova per tutti! Ma perché in molti paesi lasciano andare avanti ancora i dittatori con le loro stragi? Ma perché? 15/01/2026 Annalisa Come sempre le tue colazioni mi sembrano celestiali. Meravigliose! Non arrabbiarti se ti chiedo un tuo parere su un altro omicidio. Posso? Elena Senti perché mi chiedete ancora certe cose che ho già dato i miei pensieri? Annalisa Perché non sei come quelli che lo fanno con superficialità per andare in TV, ma non ti sei mai sbagliata una volta. Ti basta? Io la penso come il dott. Robert e Linda: se vuoi fare del bene alla gente, non andartene da qui! Sei profonda e giusta! Sapiente e non saccente, educata e principesca! Dovevi ascoltarlo quel principe di anni fa! Elena Pure? Sommati a tutti gli altri complimenti che mi hai fatto, dovrei essere una dea. O povera Me! In quanto al principe, sono passati anni luce! Se il cielo mi ha fatto andare da un’altra parte è perché non era destino e credimi sono contenta che non sia successo! Ci sono principi in mezzo ai barboni e ci sono “barboni” dentro l’anima in mezzo ai principi. Annalisa Ma non ti accorgi di quanto sei istruita? Di quanto sai fare? Elena Èproprio per questo che dovrei impiegare meglio il mio tempo, non solo ascoltando voi tutti, ma essere a contatto con le persone che soffrono i disagi della guerra: con le ferite, le malattie, la fame, la miseria; questo sì che è aiutare la gente che ha bisogno davvero. Spero solo che Peter ritorni in sé e che mi faccia andare laggiù! Annalisa A, perché noi qui siamo tutti da buttare o da non ascoltare? Guarda quante persone hai aiutato con la tua parola e i tuoi consigli! Tu hai dei poteri veri! Elena Per carità chi dà troppi consigli è perché ne ha bisogno lei o lui! Annalisa Secondo me stamattina hai la luna di traverso! Sai quanti vorrebbero prendere il tuo posto? Per dire delle stronzate invece della verità? Elena Per forza! Mi chiedete sempre le solite cose, dopo un mese che cosa vuoi che cambi in un omicidio se questo è già stato rivelato; sai qual è il risultato? Ne parleranno a lungo ancora di più, fino a quando non se ne potrà più veramente e allora spegneremo il televisore! Annalisa Io qui ho la storia di un signore da raccontarti eccola la sua lettera. Elena Devo mettere il suo nome? Annalisa Il nome va bene, ma il cognome meglio di no. Spero che Peter mi ascolti davvero. E poi se prima ti voleva là, e adesso che c’è dieci volte più pericolo vuole che resti qua, ci sarà un bene prezioso! O no! E tu non sei contenta? Quello lì è un santo, non quelli che… lasciali perdere! Perché è tutto uno schifo! Ti parlo col cuore. La politica per me è tutto uno… Elena Annalisa io amo la politica perché la politica siamo noi. E amo la Repubblica.
Gennaio 9, 2026 Uncategorized Elena Lasagna ANTICA TERRA D’AUSTRIA 09/01/2026 ANTICA TERRA D’AUSTRIA Grande terra fredda e calda dentro il cuore. I tetti spiovono per spaccar le ombre, non si celano le nevi. L’errabondo vento le richiama ancora in volo come lastricate in mezzo al cielo. I grandi prati sui cavalli dalla criniera al vento volavano sempre più in alto per toccar le cime. Poi di corsa giù per le discese d’albicocchi e grandi abeti le adolescenti corse a rotoloni, sui ginocchi asciutti col sorriso e gli occhi in pianto La casa adorna ci accoglieva di fragranti odori già li sentimmo al calar del sole venirci incontro per risparmiarci l’ora La luna ci mostrava il suo giardino in fiore continuava così la nostra acerba vita in tutto il suo splendore. Elena L. Da nella mente e nel cuore.
Gennaio 5, 2026 Uncategorized Elena Lasagna DIALOGANDO CON VOI 05/01/2026 Grazie Madre Santa che mi hai aperto gli occhi. Il mio primo selfie dell’anno nuovo 2026 Elena Ieri Patty mi ha chiesto la spiegazione di: “E il verbo si fece carne”. Scusami Patty se te lo dico solo ora, ma ero occupata con due signore. Che cosa significa dice Patty “E il verbo si fece carne?”. Perché mi hai anche detto: ma allora Maria e Elisabetta che sono state concepite dallo Spirito Santo? Io non capisco… Eppure cara Patty è così chiaro! Analizza le due parole e poi mettile insieme. Questo di Maria ed Elisabetta non c’entrano in un certo senso, perché il verbo si fece carne lo disse Giovanni molto prima. Con queste due parole insieme, Dio ha voluto dirci che per moltiplicarci c’era bisogno della “parola” e “carne”. Messo così lo capirebbe un ragazzino al catechismo. Dio è sceso in mezzo a noi per spiegarci come dovevamo comportarci senza che noi rimanessimo sconvolti e che pensassimo che questo era sbagliato, perché come dice Papa Francesco, colpisce un po’ la nostra vergogna. La bellezza del disegno di Dio che ci dice con quelle due parole, per compenetrare annullando fredde separazioni tra uomo e donna, annulla tutte le vergogne se ammesso da Lui. (Non dovrò mica farti il disegnino). Io a catechismo dicevo ai bambini: “Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo”. Dio concepì Maria ed Elisabetta per opera dello Spirito Santo; lì si vede la sua grandezza. Ma negli uomini che hanno trasgredito alle leggi di Dio, ha insegnato un altro modo che è quello della carne, e avvolge tutta l’umanità. Io continuo dire che amo il Cielo. C’è una ragione perche io continui a ribadire questa frase grandiosa. Ma giustamente come dice Papa Benedetto XVI non dobbiamo pensare solo a Dio come opera Celeste ma dobbiamo mettere insieme le due cose: terra e cielo perché uno senza l’altro è incompleto. Annalisa Hai ragione: ci sono persone che si lamentano sempre e non sono poveri. Perché? Elena Ho già espresso il mio pensiero su queste persone, e non mi va di demoralizzarmi ancora di più, perché voglio pensare anche al meglio che c’è tra di noi. Ci sono persone che vivono con poco e sono felici. Annalisa Cosa pensi di quei genitori che hanno ritirato loro i figli per metterli in un istituto senza i genitori. Pensi che abbiano un cuore quegli assistenti sociali? Passare la festa più grande dell’anno senza i loro genitori! Sai che trauma? resterà impresso nel loro cervello per sempre. Quando vedi che ci sono barboni che dormono sotto le stelle con il gelo e le intemperie. Cosa c’è sotto? Elena È, cosa c’è sotto? Dai che lo sai, cosa c’è sotto! Se non ci fossero più bambini negli istituti, come farebbero a tenerli aperti? Loro perderebbero il posto, per loro non ci sarebbe più lavoro. Quando ero piccola, d’estate dormivo sempre sotto le stelle, volevo sentire le cicale e i grilli cantare, vedere la notte, così buia e così limpida per chi ha la felicità di un bambino che viveva in un mondo meno malato. 06/01/2026 Annalisa Sei pronta per metterti a mia disposizione; sono cose importanti! Elena Non adesso, preferirei andare a fare una galoppata per togliermi l’ira! Ti chiamerò io. Elena Eccomi, scusami Annalisa se non metto qui le notizie che volevi sapere, ma io so fino a dove devo spingermi. Tutto ciò che è scritto sul quaderno corrisponde a verità; del resto avrebbero già dovuto chiudere quei casi, tirano avanti così per le trasmissioni, per i giornali ecc. Io non so più che dire! Mi hanno stufato! Vorrei andare avanti con altre cose importanti. Annnalisa Lasciatelo dire, ma quando vuoi sei graffiante! Dolce sì, buona, imprevedibile e precisa, addirittura programmata. Io mi chiedo come fai ad essere tutte queste donne insieme. Elena Io non so se sono come dici tu, ma quello che so è che sono me stessa sempre; altrimenti starei male. Patty mi ha domandato perché se dici a delle suore che hai visto qualcosa in cielo, loro non credono. Perché? Elena Non tutte, ci sono delle suore carine che sanno ascoltare e capire la verità. Altre credono che lo Spirito Santo sia solo per loro. Lo Spirito Santo può anche non abbandonare una persona, ma allo stesso modo può fare così con tante persone, dipende da noi a volerlo. Patty Marco mi ha chiesto se è vero che per il cervello nonc’è bisogno solo di ossigeno, ma anche di zuccheri. Elena Sì, certo, questo lo scrissi anche tempo fa in un altro articolo; ma non bisogna abusarne però. Annalisa Che cosa ti fa più paura? Elena La gente che parla parla e non capisce; non mi fa paura, ma pena. 08/01/2025 Annalisa Tu credi che dietro a quella cosa poco piacevole che ti è successa a capodanno ci sia dietro Linda? Elena Figurati! Se non sapessi come sono loro due, oggi non sarei la loro amica di sempre. Loro sono in alto più di quanto si possa mai pensare. Per me hanno sempre nutrito un sentimento vero; anzi sono desolati più ancora di me. Avrebbero voluto mettere la cosa sotto sopra, ma sono stata io che non ho voluto per non andare incontro a storie legali che non finirebbero più; perché anche loro sono potenti, come i potenti delle guerre; ma soprattutto non ne vale la pena per degli esseri così, perché retrospettivamente sono orrendi! Fidati, Linda e Robert sono persone per bene; ce ne fossero tanti al giorno d’oggi. Ci siamo quasi comunque, è stata un’altra persona che veniva lì a festeggiare il capod’anno; quella conosce tutta l’alta società tra virgolette, non dico lei è una poco di buono, no! Non voglio mettermi pari a loro, ma lo dice lei nel senso che … ci siamo capite. Però ancora non capisco il perché dato che tra noi non c’era quella confidenza di amicizia, ma soltanto di rispetto al saluto, perché appunto ci vedevamo una volta all’anno; era l’unica pecora nera del gruppo oltre a quei due. Delle rispettive mogli o compagne non posso dire nulla perché anche loro non le ho mai conosciute prima. È STATO IL CIELO AD APRIRMI GLI OCCHI. Annalisa Bene, ritornando a Giovanni Pascoli ti ringrazio per la vita e le opere che mi hai allungato, ma adesso ci sarebbe anche una specie di prosa della cavallina storna. La poesia si capisce abbastanza bene, l’insegnante vuole di più. Ti ringrazio. Elena Ok. In questa poesia il sentimento dominante è la morte del padre del poeta e la madre che attraverso la cavallina vorrebbe sapere il nome dell’assassino. Perché la morte del padre ha segnato molto, direi indelebilmente la vita del poeta, che risentì sempre di quella tragedia familiare, trasferendola anche sul piano della meditazione esistenziale, giugendo alla conclusione che gli uomini sono ” cattivi” e che la terra è un “atomo opaco del male”. La cattiveria degli assassini del padre si allarga a comprendere tutti gli uomini: il poeta ne ritrarrà un atteggiamento di sgomento di fronte alla vita, una sua tendenza a considerare la famiglia il “nido” tranquillo fuori dal quale c’è cattiveria e violenza. In questa poesia ha messo in risalto il dolore della madre che, rassegnata alla perdita del marito, non si rassegna però, al fatto che gli assassini non vengano scoperti, e nella sua angoscia di sapere, nella consapevolezza che chi sa tace per viltà o per omertà, chiede alla cavalla di confermare i suoi sospetti. Così, l’animale si contrappone alla malvagità degli uomini: la cavalla “selvaggia” ha per il suo padrone tanto amore, che, libera dalle briglie, vincendo il suo istinto alla corsa, la conduce a casa lentamente, come se avesse capito che egli è in agonia; l’uomo “civile”, invece uccide a bruciapelo e senza motivo un padre buono e giusto. E alla fine la madre nel gran silenzio alzò un dito, disse un nome: e la cavallina le suonò alto un nitrito. Annalisa Che meraviglia, anche la sua prosa. Elena Grazie. 09/01/2026 Annalisa Pensa io sono in mezzo alle istituzioni, ma ancora non so come spiegare ai miei figli come avviene la pubblica amministrazione del governo dentro le istituzioni. S, più o meno lo so, ma se devo spiegarlo ai miei figli non me la sento. E questa è un’altra cosa importante che chiederei di fare a te. Grazie. Elena Diciamo che tu lo sai bene, è solo che non ne hai voglia di spiegarlo a qualcuno. Vero? Va bene. Ti dirò quello che so. Designato dal Presidente della Repubblica, Il Presidente del Consiglio sceglie i ministri della sua compagine governativa (o “gabinetto”come si usa dire, in riferimento al fatto che nel XIII in Inghilterra, il primo ministro si univa congli altri ministri nel suo studio privato (cabina). Il presidente che dirige la politica generale del governo e ne è responsabile”, ed i ministri discutono gli affari politici ed amministrativi in un organo collegiale: Il Consiglio dei ministri. Ne fanno parte anche quei ministri che non presiedono all’attività di ministeri dotati di un proprio bilancio, ma svolgono incarichi specifici a cui sono stati chiamati personalmente (ministri senza portafoglio mantengono ad esmpio i rapporti fra Governo e Parlamento, fra Governo centrale e Governi regionali rappresentano l’Italia all’Onu, ecc. ) Nello svolgimento della sua agttività politica, il Governo è strettamente legato al Parlamento. Ad ogni elezione alle Camere, i voti riportati dai vari partiti indicano qual è il grado di consenso che le diverse forze politiche con i loro programmi riscuotono nell’elettorato; il numero dei parlamentari, di cui ogni gruppo viene a deporre, stabilisce le possibilità aritmetiche per la formazione di un nuovo governo, Su queste basi, il presidente del Consiglio viene designato dal Capo dello Stato e sceglie i ministri mediante accordi con le forze che sono disposte ad appoggiare la sua linea politica. Il Governo entra nella pienezza delle sue funzioni soltanto dopo che le due Camere, separatamente gli avranno accordata la “fiducia”, che potranno in qualsiasi momento , confermare o negare. Il Governo entro certi limiti può svolgere un’attività legislativa diretta, senza passare attraverso la presentazione alle Camere di un disegno di legge di propria iniziativa. Se il Parlamento ha preventivamente fissato con propria legge (legge di delega”) i termini generali a cui il Governo deve attenersi, i decreti (“delegati”) che il Governo emana assumono valore di legge. (UNo dei casi di tale procedimento riguarda l’ordinamento scolastico… Si segue questa via quando i provvedimenti da emanare, particolarmente complessi, devono regolare il funzionamento dei settori della pubblica Amministrazione. Nei casi in cui ritiene indispensabile operare tempestivamente, il Governo può ricorrere a “decreti legge”, che diventano immediatamente operativi. Il controllo del Parlamento si esercita successivamente (entro 60 giorni il decreto-legge deve essere approvato o respinto): questa procedura straordinaria viene impiegata soprattutto per decisioni di intevento economico. (Come tasse, ecc.) All’inizio di ogni anno, il governo presenta il bilancio, di previsione delle proprie entrate e spese. Il bilancio deve ottenere l’approvazione del parlamento entro il 31 gennaio, in caso ciò non avvenga, viene esercitato provvisoriamente , con limitazioni di spesa. La composizione del bilancio comprende, in entrata, il totale delle somme che saranno riscosse con i tributi fiscali, in uscita le spese, ripartite per ministeri e per capitoli di spesa. Il livello della spesa pubblica e del disavanzo del bilancio è uno dei principali strumenti di controllo sull’economia: secondo le idee dell’economia ingleseJ. M. Keynes che hanno profondamente influenzato la politica economica degli stati capitalistici nel secondo dopoguerra– il pareggio del bilancio può favorire la stagnazione dell’attività economica , mentre un aumento di spesa pubblica (con conseguente disavanzo) può moltiplicare la domanda pubblica e privata di beni e aumentare il reddito nazionale. Analoghi effetti può avere una diminuzione delle entrate fiscali, che aumenti la quota disponibile per investimenti e consumi privati. Nel settore economico è invalsa l’usanza di attuare il coordinamento al vertice tra le politiche dei vari ministri mediante la costituzione di Comitati interministeriali: per la programmazione economica (CIPE), per il credito e risparmio(CICR), per i prezzi(CIP). Il (CICR, presieduto dal ministro del tesoro, indica le linee d’intervento nell’erogazione dei crediti. La Banca d’Italia– il cui governatore risponde al ministro del Tesoro, è l’organo a cui spetta l’attuazione dei provvedimenti in materia creditizia, nonché la loro elaborazione sotto il profilo tecnico. Altro compito istituzionale della banca d’italia è regolare il valore di scambio della moneta italiana, nei confronti delle altre monete. Nel fare questo, si tiene conto sia delle riserve auree e delle altre monete pregiate di cui la banca dispone, sia delle scelte di politica economicachele autorità politiche definiscono (ad esempio sostenere le esportazioni, attraverso una svalutazione; ridurre il deficit della bilancia deim pagamenti, riducendo i consumi interni. Il CIP, presieduto dal ministro dell’industria, fissa i prezzi delle merci che sono “amministrate” dal Governo, perché ritenute di prima necessità Come pasta, zucchero, benzina: dal ministro dell’industria dipendono anche le tariffe di erogazione di energia (gas elettricità ecc.) ad opera delle imprese pubbliche del settore. La tabella è una visione d’insieme delle grandezze economiche e del tipo distrumenti, di obiettivi e di vincoli che definiscono la politica economica del Governo. Mi fermo qui, ma c’è ancora tanto da dire…