PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE QUATTRO 2

18/09/1013

CONTINUA  DA  HERPES  ZOSTER  O  ZONA

L’herpes zoster in genere non recidiva.

Sintomi:  di solito compaiono inzialmente dei disturbi sensitivi ( bruciore, dolore, parestesie)  e talora anche malessere generale. Segue una eruzione cutanea che consiste inizialmente in chiazzette eritematose leggermente rilevate.

Su queste lesioni si formano dopo alcune ore, delle grosse vescicole tese contenenti siero.  Dopo alcuni giorni le vescicole si rompono e si formano delle erosioni  che si coprono di crosticine che, staccandosi,  lasciano una chiazza rosea destinata ad attenuarsi nel tempo.

La localizzazione più frequente è quella toracica; più rare le localizzazioni cervicali e quelle lombari.

Particolarmente grave è la localizzazione al viso, con disposizione lungo il decorso delle branche nervose del trigemino. La terapia è strettamente medica, si basa sull’utilizzo di vitamine B1, B6, B12 e di raggi X.

MOLLUSCO CONTAGIOSO

È un’affezione frequente nei bambini, causata da un virus a DNA.

Sintomi: L’eruzione è costituita da noduli emisferici, di diametro variabile fra  2  e 4  mm. , ombelicati al centro,  di colorito giallo roseo, duri,  non pruriginosi  né dolorosi.

Alla spremitura è possibile far fuoriuscire del materiale biancastro composto da cellule cornee e corpuscoli ovoidali detti ” corpuscoli  del mollusco “.

Le lesioni si localizzano di preferenza al volto, arti, natiche, genitali.

Bisogna evitare di spremere il nodulo poiché si rischia la disseminazione delle lesioni. Il dermatologo interviene asportando le lesioni con cucchiaio tagliente e successiva causticazione.

PITIRIASI  ROSEA  (DI  GIBERT)

È una dermatite  eritemato-desquamantiva.

Sintomi: Inizia con una chiazza rotondeggiante di  2 – 3   cm. di diametro  ( chiazza madre ),  con un bordo colorito rosa pallido finemente desquamante e una parte centrale più pallida e depressa, di colorito  rosa-giallastro.  Tale chiazza si ingrandisce centrifugamente,  mentre al centro si attenua.

Dopo 10-15 giorni si aggiungono chiazze di eritema ed altre lesioni simili alla chiazza madre.  Di solito non c’è prurito.

Dura 4-6 settimane e guarisce spontaneamente. Non è necessario alcun trattamento.

VERRUCHE

Sono provocate da virus a  DNA  che si moltiplicano nel nucleo.

Sono note tre varietà di verruche: volgari,  piane,  plantari. Alcuni aggiungono una quarta varietà, la verruca filiforme.

Verruche volgari:  si presentano come papule piatte, rotondeggianti di colorito grigio-brunastro a superficie ipercheratosica ( eccessivo sviluppo dello strato corneo ) , rugosa.  Hanno un diametro variabile da una capocchia di fiammifero ad una lenticchia e non sono dolenti. Possono essere solitarie o a gruppI, tendono a moltiplicarsi e si localizzano di preferenza sul dorso delle mani e delle dita.

Verruche piane: si presentano come papule piatte,  rotondeggianti di colore bruno giallastro,  con un diametro di 1-2 mm..  Sono localizzate particolarmente al volto e al dorso delle mani.  Sono asintomatiche: Si osservano frequentemente nei bambini.

Verruche plantari: localizzate alla pianta del piede, si presentano in genere incassate nel tessuto e si distinguono dal callo perché la pressione provoca dolore e perché le linee della cute si interrompono ai margini della lesione.  Sono lesioni cheratosiche piane, rotondeggianti, con una parte centrale disseminata di piccoli puntini nerastri.

La deambulazione è resa difficile dal dolore provocato dal peso corporeo.

Se guardiamo al microscopio,  le verruche mostrano ipercheratosi e acantosi ( ispessimento dello strato Malpighiano).

Nelle cellule epiteliali si trovano corpuscoli che rappresentano probabilmente delle inclusioni virali.

Terapia: È strettamente medica, poiché sono frequentissime le recidive ad interventi non correttamente eseguiti.

Si può intervenire in due modi: Asportazione mediante cucchiaio tagliente e successiva causticazione ; o applicazione di azoto liquido e diatermocoagulazione in anestesia locale.

In qualche caso scompaiono spontaneamente, ma spesso recidivano ripetutamente anche dopo vari interventi terapeutici.

Un commento a parte merita la terapia delle localizzazioni periungueali delle verruche, perché: in questa sede l’esecuzione dell’anestesia è dolorosa; è possibile contaminare il letto ungueale con una pratica mal svolta. In questi casi è spesso necessaria l’asportazione dell’unghia.

EPIDERMODISPLASIA  VERRUCHIFORME

Consiste in una lesione verrucosa disseminata,  causata dallo stesso virus delle verruche,  e può degenerare in un tumore della pelle. Continua domani con

GHIANDOLA  SEBACEA

ANATOMIA  E  FISIOLOGIA  DELLA GHIANDOLA SEBACEA

Sono generalmente associate al follicolo pilo sebaceo.

È da tenere presente che non sempre vi è corrispondenza,  sul piano dello sviluppo, fra peli e ghiandole,  nel senso che ad una fine lanugine possono corrispondere grosse ghiandole sebacee e viceversa.

In zone non pelose si possono trovare ghiandole sebacee isolate. Mancano sempre in corrispondenza del palmo della mano e della pianta dei piedi. Ne sono ricchi, invece,  il viso, le spalle, la regione sternale, i genitali.

Si sviluppano principalmente dopo la pubertà. Sul piano strutturale è da ricordare che: vi sono due strati di cellule, di cui uno a contatto con la membrana basale e formato da cellule ricche di glicogene (strato germinativo) da questo strato originano le cellule che formeranno il secondo strato.

La produzione del sebo avviene a livello del secondo strato per differenziazione delle cellule in materiale grassoso.

Il sebo si versa nel lume del follicolo pilifero, giungendo così alla superficie cutanea.   la fuoriuscita del sebo è continua sebbene impercettibile,  a differenza della secrezione delle ghiandole apocrine e sudoripare, che è intermittente. La secrezione sebacea non è regolata da influenze nervose.

La ghiandola sebacea è invece controllata da alcuni ormoni. In particolare gli androgeni ( ormoni sessuali maschili)  la ipertrofizzano,  mentre gli estrogeni  (ormoni sessuali femminili) ne favoriscono l’involuzione. Le ghiandole sebacee si sviluppano alla pubertà perché in questo periodo avviene la maturazione delle ghiandole sessuali.

Il sebo ha ph variabile  fra 3  e  4 e contiene una grande quantità di lipidi ( squalene,    acidi grassi insaturi, steroli).

MALATTIE  DELLA  GHIANDOLA  SEBACEA

La produzione di sebo aumenta dalla pubertà alla maturità, per diminuire nella vecchiaia.

Esistono alterazioni della produzione di sebo in eccesso e in difetto. Scarsa produzione di sebo si ha ad esempio, in alcune rare malattie congenite, e più frequentemente,  in disturbi della maturazione sessuale. Il risultato è la mancanza o la scarsità di sebo sulla superficie cutanea,  con conseguente riduzione della resistenza alla penetrazione dei batteri,  aumento della desquamazione e secchezza della pelle.

SEBORREA

La malattia è caratterizzata da un’eccessiva produzione di sebo. Le ghiandole sebacee sono strutturalmente normali e quindi l’alterazione è solo funzionale.

Le regioni più interessate sono quelle più ricche di ghiandole sebacee: Il capillizio,  la fronte ,  i lati del naso,  il dorso.

Quando la malattia si aggrava, alla produzione eccessiva di sebo si aggiunge eritema coperto da squame giallastre,  disposte particolarmente alla radice del naso,  alle arcate sopracigliari,  ai condotti uditivi.

Possibili complicanze sono: infezioni da batteri piogeni, ecxematizzazione,  innesto della Candida albicans.

La terapia si basa sull’uso di sostanze come catrame e zolfo; si è notato un effetto ” rebound ” in seguito a eccessivo sgrassaggio delle zone seborroiche.  Questo significa che sgrassare eccessivamente la cute costringe le ghiandole sebacee a produrre più sebo e quindi ad aggravare i sintomi della seborrea.

LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTANOVESIMA PARTE

18/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Perché non parliamo degli agrumi che si usano in cucina, di quelli diventati indispensabili come il limone e l’arancia?

ELENA   Certo!  Sono due piante essenziali non solo per i loro valori nutrivi e aromatizzanti ma per le industrie farmaceutiche, quelle alimentari, liquoristiche e cosmetiche; ma in questo articolo  ci asterremo solo ai valori culinari. Pensa un po’ : questa pianta è originaria dell’India, ma cresce bene in tutta Italia specialmente nelle zone meridionali e quelle della riviera. È una pianta con foglie persistenti, lucide anche da ornamento, il frutto è ovale-oblungo, con una protuberanza conica all’apice; la buccia è gialla all’esterno usata come aromatizzante in cucina, bianca all’interno (viene impiegata nelle aziende cosmetiche), è fatto di spicchi rivestiti da una pellicola trasparente, sono carnosi in cui sono immersi i semi. In cucina il limone è molto amato sia per l’aroma della buccia che il succo, e tutto il frutto per fare marmellate , mostarde, e anche per  liquori e creme.

L’Arancia  invece è originaria dell’Asia, ma da molto tempo è coltivata nelle regioni meridionali d’Italia e della riviera. Questa pianta è di dimensioni variabili, le foglie sono di forma ovale arrotondate alla base e acuminate all’apice. Il frutto anch’esso è di forma variabile a seconda delle varietà. È di colore aranciato o giallo aranciato; la superficie è normalmente liscia, con pori evidenti  talvolta è rugosa. Nell’interno è succosa e dolce e i suoi spicchi sono ricoperti e tenuti insieme da una membrana trasparente commestibile. Anche l’arancia come il limone è preziosa nell’alimentazione perché è ricca di vitamina C , è usata molto in cucina per il suo aroma, il succo  e  tutto il frutto per marmellate mostarde creme e liquori. In altri articoli parlerò delle loro proprietà e principi attivi.

ELENA   Ma adesso vorrei farti vedere che ho fatto i ravioli con la mostarda di arancia, sono deliziosi e amati da tutti quelli che li hanno assaggiati.

RAVIOLINI  DI MOSTARDA  DI  ARANCIA

RAVIOLINI  ALLA MOSTARDA  DI ARANCIA

Ingredienti: mostarda di arancia,  cinque amaretti, sale, noce moscata, zenzero,  pecorino dolce grattugiato, quattro etti di ricotta, pomodoro, basilico, olio extra v. d’ol., uova, farina di semola di grano duro, parmigiano grattugiato.

Esecuzione: prepariamo il pesto, stemperando la ricotta che poi mescoliamo insieme alla mostarda 50%, aggiungeremo una grattata di zenzero, noce moscata, pecorino e amaretti sbriciolati; amalgamiamo bene gli ingredienti e nel frattempo faremo il ragù con la composta di pomodoro, basilico, e l’olio. Infine  impasteremo le uova con  la semola e riempiremo dei quadratini che fisseremo girandoli su se stessi. Lasciamo riposare i ravioli e poi li butteremo nell’acqua salata al punto giusto, li scoliamo al dente e li andremo a mantecare con il ragù e una manciata di parmigiano grattugiato.

FEDERICA   Devo dirti che mi ispirano molto, di ravioli ne ho fatti molti ma con la mostarda d’arancia mai! Non vedo l’ora di farli!

ELENA   So che sono buonissimi, e pieni di salute. Ma vorrei anche dettarti un dolce fatto con le castagne, con la crema di castagne e bigné.

FEDERICA   Sento che ho già l’acqualina in bocca!

TORTA  DI  BIGNÈ  ALLA CREMA  DI  CASTAGNE

Ingredienti: castagne 7 etti nel peso netto, zucchero vanigliato, crema pasticcera, e crema di nocciole, bignè fatti freschi, zucchero semolato, cacao dolce, amaretto un bicchierino, 300 ml di panna montata, cioccolato fondente non amaro, latte q.b. 7-8 biscotti frollini, castagne glassate.

Esecuzione: lessiamo le castagne, le puliamo dalle pellicine rosse, poi le passiamo nel passaverdura o nello schiacciapatate, aggiungiamo un cucchiaio di cacao dolce e lo zucchero semolato q.b. Mescoliamo per amalgamare gli ingredienti. Il giorno precedente abbiamo fatto i bignè di media grossezza; adesso facciamo la crema alla nocciola e cioccolato fondente, con il latte,  la cuoceremo a bagnomaria, sempre con il latte faremo la crema alla vaniglia. Adesso lasciamo intiepidire le creme, e poi riempiremo i bignè con le stesse. Prendiamo un contenitore trasparente arrotondato per torte al cucchiaio, faremo uno strato di crema con le castagne, poi, adageremo i bignè alternati con le due creme, uno strato di panna montata soda, poi, ancora la crema di castagne e via via così fino ad esaurimento degli ingredienti. Decoriamo il dolce con pasticcini di panna montata disegnati al momento,  scagliette di cioccolato e tutt’intorno delle castagne caramellate, oppure la rivestiremo con una pioggia di frollini sbriciolati omogeneamente,  e con zollette di limone e arancia candite.

FEDERICA   Ma questo è un capolavoro! Oltre ad essere squisita! Vorrei averla tra le mie grinfie!  Grazie! Ti dedico la canzone di Elisa ” L’Anima  Vola “.

ELENA   A domani!

19/09/2013

ELENA   Ciao! Sono appena arrivata, ho parlato con il dottor Robert di erbe e salute, sai cosa mi ha rivelato? Mi ha detto che la Lavanda contiene un antibiotico naturale non ancora ben definito; quindi la stanno  analizzando e sperimentando di nuovo. Mi ha detto: Non ti sei mai chiesta il perché le nostre nonne mettevano la lavanda tra la biancheria ? Non era solo per il suo profumo, ci sarebbero stati altri fiori con un profumo più gradevole; sembrava che loro sapessero che questa pianta aveva un qualcosa in più degli altri fiori, infatti la mettevano in armadi antichi e non vi era traccia di tarme. I nostri avi avevano una sapienza innata. Io gli ho risposto : non sarà che erano guidati dal loro buon senso sì ma da qualcuno o da qualcosa? Lui non mi ha risposto, e mi ha sorriso!

FEDERICA   È  una bella novità!  Sai che vorrei dettarti una ricetta?

ELENA   Dai che la scrivo!

FEDERICA   Sono spiedini di triglia grande con farina di farro e sesamo in un contorno di fiori di zucca ripieni di cuscus e fagioli cannellini con peperoni grigliati.

ELENA   Grande!

SPIEDINI  DI  TRIGLIE  CONTORNATI  DI

FIORI   DI  ZUCCA  RIPIENI

Ingredienti: triglie abbastanza grandi q.b., olio extra v. d’ol. , prezzemolo, semi di sesamo, farina di farro, limone, fiori di zucca q.b., peperoni, cuscus, fagioli cannellini al prezzemolo. Farina di farro, farina di mais macinata fine e farina doppio zero, latte q.b., salvia rosmarino cipollotti.

Esecuzione: laviamo bene e puliamo le triglie, le rilaviamo e le stendiamo sul piano da lavoro. Ora ne ricaviamo dei pezzetti quadrati più o meno uguali; il resto del pesce lo mettiamo da parte che lo useremo nella zuppa. Passiamo il limone sui nostri spiedini, l’olio , sale e pepe, poi, li passiamo nella farina di farro mescolata ai semi di sesamo, rosmarino e salvia. Li mettiamo sulla griglia e li teniamo d’occhio per non bruciarli ma cuocerli e dorarli. Adesso abbiamo pulito i fiori di zucca, e abbiamo già pronto il cuscus con i peperoni grigliati, i fagioli lessati e conditi con il prezzemolo e passati in padella con  i cipollotti. Li abbiamo mescolati al cuscus precotto e abbiamo imbottito i fiori di zucca. Ora li pennelliamo con l’olio e li passiamo nelle tre farine,  li spruzziamo col latte, vanno nel forno a 140° per 30 min. Si cuoceranno bene e si doreranno fino a diventare croccanti come se fossero fritti.

ELENA   Belli! Bellissimi! Che bella ricetta!

FEDERICA   Grazie! Sai? È da tempo che voglio chiederti se è vero che  usare la farina di farro per fare la pizza, questa poi non lievita?

ELENA   Ho una foto da parecchio tempo proprio della pizza fatta con la farina di farro, e vedrai che non è vero! Guarda un po’?

PIZZA  CON  LA  FARINA  DI  FARRO

PIZZA  ALLA  FARINA  DI  FARRO

FEDERICA   Ma è lievitata! E il procedimento?

ELENA   È lo stesso, la puoi fare con il lievito madre oppure con il lievito di birra, la fai lievitare due ore circa ed è pronta da condire e mandare in forno!

FEDERICA   Grazie! Ti dedico la nuova canzone di Eros  Ramazzotti   e Nicole  Scherzinger ” Fino  All’Estasi “.

ELENA  Caspita!  Grazie a te!

LE MIE TISANE E DEL DOTTOR ROBERT TRE

17/09/2013

PER  COMBATTERE  L’IPERTENSIONE

 L’ULIVO

CURARSI CON L'ULIVO

Di questa pianta già conosciamo il ricavato che ci offre i suoi frutti: l’olio extra vergine d’oliva. Ma non sappiamo ancora tutti che questa pianta ci può fare star bene anche con la sua corteccia e le sue foglie. Le foglie si raccolgono tutto il periodo dell’anno, la corteccia invece si raccoglie a febbraio- marzo  dopo la potatura, incidendo i rami e decorticandoli poi, si taglia a piccoli pezzetti e si lascia essicare al sole, e si conserva in sacchetti di tela. Le foglie devono essere essicate all’ombra e si conserva in sacchetti di carta o tela.

In medicina le foglie dell’ulivo hanno un’azione ipotensiva, abbassa la pressione massima equilibrando la minima; per questo si consiglia un uso sotto il diretto controllo del medico.

Dosaggio per la tisana contro l’ipertensione: tre pizzichi in 100 ml di acqua bollente, dopo 10 min filtrare e bere una tazza al mattino e una la sera.

PER  DEPURARE  IL  FEGATO

IL  RABARBARO

Il Rabarbaro è una pianta che cresce spontanea nella Cina del nord-occidentale, ma è diffusa in quasi tutta l’Europa. È una pianta perenne fornita da un robusto rizoma sotterraneo da cui si dipartono grosse radici.

Le parti usate in medicina è il rizoma, si raccoglie in autunno, si pulisce da tutte le diramazioni delle radici, si toglie il primo strato, e si essica in un ambiente riscaldato, poi si infila in uno spago e si appende in un ambiente privo di polvere e di inquinamento . L’aspetto del rizoma è particolare, non si tratta del solito legnetto più o meno grande di spessore ma sono dei grossi pezzi a forma di cilindro, a altre forme arrotondate; sono di colore giallastro ricoperti di polvere dello stesso colore. La superficie esterna assomiglia ad una roccia: spesso è striata da un reticolo a losanghe.

Per depurare il fegato si fa un decotto con 120 ml di acqua con tre pizzichi di polvere di rizoma, si fa bollire per qualche min.  si bevono due tazze al giorno.

PER  L’IGIENE  DELLA  BOCCA  E

LE  INFIAMMAZIONI  DELLA  GOLA  E  DELLE  MUCOSE

LA  RATANIA

La Ratania è una piccola pianta ma possiede un robusto sistema radicale, composto da grosse radici nodose e contorte che cresce esclusivamente nelle Ande della Bolivia e del Perù. Le parti usate in medicina sono le radici che si presentano in lunghi pezzi tortuosi con la superficie di colore bruno- rossastro ed è coperta da fessure trasversali e lungitudinali, con una corteccia spessa. Si può raccogliere tutto il periodo dell’anno; si levano le radici dove le piante sono più numerose, facendo così un’operazione di sfoltimento. Si  puliscono bene, si essicano all’ombra e  si conservano in sacchetti di tela.

Per lenire le infiammazioni del cavo orale fare un decotto in 120 ml di acqua con tre pizzichi di radice ; fare sciacqui e gargarismi tre volte al giorno.

 01/10/2013

PER COMBATTERE IL  ” FUOCO DI  SANT’ANTONIO

(Applicazioni esterne)   E GASTRITI (Uso interno)

ALOE DUE

 L’ALOE

È una pianta originaria dell’Africa del sud, appartiene alla famiglia delle “Liliaceae ” ma da molto tempo vive in molte zone dell’Europa. Esistono più di 300 specie di Aloe ma hanno più o meno le stesse caratteristiche e proprietà.  L’Aloe è una pianta perenne, con fusto legnoso , le foglie sono carnose di forma triangolare appuntite, la superficie inferiore e il margine è spesso provvisto di numerose spine, come se fosse il suo decoro o una protezione. I fiori sono a forma di una grande pannocchia composta da numerosi rachemi che possono raggiungere la lunghezza anche di un metro.

Le parti usate in medicina sono le foglie : il succo , le pillole, estratto fluido, la tintura, e la polvere sempre delle foglie. ( L’assunzione di quest’ultima va fatta mediante il diretto controllo del medico.

Per curare il ” Fuoco di Sant’Antonio “: è un’infezione dei nervi che scatena un’eruzione cutanea dolorosa composta di vescicole ricoperte da croste.  Massaggiare delicatamente le zone interessate con succo puro di Aloe più volte al giorno fino alla regressione della sintomatologia.

Per  curare la gastrite: infiammazione della mucosa  che riveste lo stomaco. Si consiglia di assumere un cucchiaio di succo di foglie di Aloe prima dei pasti.

PER DEBELLARE  LA  FEBBRE  INFLUENZALE

E  LA  FEBBRE  MALARICA

LA  CHINA  ROSSA

L’Albero della china può raggiungere dai 20 ai 30 meti di altezza. Appartiene alla famiglia delle ” Rubiaceae “, è originaria delle Ande peruviane, ma si trova in varie parti del mondo: in India, nel Perù, nell’Equador e in altri ancora. Questo albero dalla corteccia rossa, così prezioso ancora per certe popolazioni, è ricco di principi attivi i più importanti sono gli alcaloidi chininici, e l’acido chinico. La sua corteccia che è la parte usata in medicina è piena di screpolature, i rami sono spesso pubescenti e le foglie sono largamente ovali. I fiori sono riuniti in pannocchie terminali molto grandi mentre i frutti sono capsule ovoidali con striature longitudinali.

La corteccia si ottiene dagli alberi adulti e coltivati, estirpandola, quando è il momento migliore  la pianta presenta delle fessure proprio nella corteccia che si aprono sempre di più , quindi si staccano quasi da sole. Si tagliano a piccoli pezzetti e si conservano in scatole di cartone o sacchetti di carta.

Per curare la febbre, decotto: si fa bollire due grammi di corteccia in 250 ml di acqua, si lascia riposare e si assume un cucchiaio  ai pasti.

PER  COMBATTERE   L’ECCITAZIONE  NERVOSA

LA  PASSIFLORA

La Passiflora è una pianta dal portamento rampicante, appartiene alla famiglia delle  ” Passifloraceae “. È originaria dell’America meridionale ma è coltivata in molte parti del mondo  sia per le  proprietà della pianta stessa che per i suoi frutti. Dal rizoma e dalle radici spuntano numerosi altri fusti che danno alla pianta un aspetto cespuglioso . Le foglie sono alterne ed hanno un picciolo molto lungo; alla base delle foglie è composta da due ghiandole anch’esse dal picciolo molto lungo. I fiori si trovano nella parte superiore della pianta, sono a forma stellare, ovvero sono formati da tre brattee ovali seghettate al margine, e cinque sepali verdi all’esterno e bianchi all’interno. All’interno è presente una corona di filamenti viola con al centro una formazione che porta i 5 stami e l’ovario. Il frutto è una bacca ovalea bbastanza grossa (circa le dimensioni di un uovo non troppo grande), con la parte esterna spugnosa, mentre la parte interna si presenta carnosa con i semi nerastri , dolce e profumata.

In medicina si usa tutta la parte aerea della pianta. Si raccoglie quando i frutti sono arrivati a maturazione; incidendo la pianta alla base, poi si lascia essicare all’ombra e si conserva in sacchetti di carta o tela.

Per combattere il nervosismo, tisana: si fa un infuso con 4 grammi di passiflora in 250 ml di acqua. Bere dalle due alle tre tazze al giorno specialmente a metà pomeriggio e la sera prima di coricarsi. Continua nel prossimo articolo…

LE RISPOSTE AI LETTORI OTTANTATRE

13/09/2013

Sai che c’è gente che crede che le persone scomparse sia opera degli extraterrestri? Tu cosa pensi? E di quella ragazza scomparsa due mesi fa con la sua seicento?

Michela

È un bel capro espiatorio questo degli extraterrestri non trovi? Ma io so che ci sono persone in grado di capire e di dare il giusto valore a queste dicerie e che ci siano degli assassini in libertà! In quanto alla ragazza scomparsa a luglio   credo che il padre abbia ragione, che non sia un allontanamento volontario, un genitore se lo sente, l’amore per un figlio fa vedere le cose come veramente stanno!

Elena  Lasagna

14/09/2013

Credi all’innocenza di S. Parolisi?

DOTT. ROBERT

No, mi dispiace! Ci sono tante cose che non ho dimenticato che riportano a lui, ne citerò solo alcune: se una persona è innocente che bisogno c’era di dire tutte quelle menzogne? Si trattava dell’omicidio di sua moglie, tuto il resto sarebbe stato niente in confronto! Poi, secondo me il giorno che Melania è stata uccisa  non erano andati in quel posto con la bambina, e Melania non andò al bagno, ma quel momento lo descrisse così perché lo visse giorni prima. A quell’ora erano là nel posto dove è stato rinvenuto il cadavere di Melania, e credo che il telefonista sia responsabile del depistaggio, e che S. Parolisi ne sia consapevole. Perché quando cercavano Melania lui sapeva già dov’era? E perché  disse ” L’ hanno presa!” Poteva benissimo essersi allontanata perché aveva incontrato qualcuno con cui parlare, oppure poteva anche essersi sentita male. Perché quando la stavano cercando lui non partecipò alle ricerche ma se ne andò in caserma? E poi perché disse che quando  non vide Melania arrivare lui l’andò a cercare nel bar vicino e invece di preoccuparsi per lei  gli venne la stupida fantasia di preoccuparsi di ordinare un caffè per paura di essere sgarbato nei confronti del barista? Che messa in scena!

Elena  Lasagna

17/09/2013

Perché secondo te una persona  tutto ad un tratto getta il suo fango contro l’amica del cuore? Cosa pensi sia successo?

DOTT. ROBERT

Potrebbe essere successo di tutto, il tentativo di valutare la sua personalità non è stato vano, ma non volevo crederci. L’amica potrebbe averla sorpresa in un’orgia di famiglia, e non solo, potrebbe avere ricevuto da lei proposte indecenti che lei ovviamente rifiutò per il ribrezzo che provava;  potrebbe anche essere a conoscenza di segreti inconfessabili. Speriamo che la sua coscienza riemerga e  si unisca al buon senso per combattere insieme la malvagità che purtroppo è parcheggiata lì dentro la sua mente: quella cosa così innata nel male!  Anche in questo caso, che  la giustizia possa trionfare! Se il marito è davvero una persona onesta come dice di essere sul lavoro, allora dovrebbe volere giustizia per quella persona incappata male quel giorno nel fare la loro conoscenza! Sono veramente molte le persone che gettano il loro fango sugli altri, vedono negli altri i loro dei difetti! Hanno una grossa trave che impedisce loro di vedere le cose con giustizia, sempre vogliono, vogliono e vogliono dal prossimo ciò che a loro no spetta, quando pensi che una persona vorrebbe che le ferie fossero pagate anche dal comune, il comune qui, il comune là, ed hanno un lavoro, la casa ; beh questo  la dice lunga… Mia nonna mi diceva : sta alla larga da comari e da compari non credere mai ad una sola parola di ciò che essi dicono!

Pregherò per loro e per tutti quelli che esercitano angherie sugli  altri! Sperando che riescano ad entrare in contatto con se stessi, che è un requisito importante per poter guarire!

Elena  Lasagna

20/09/2013

Perché gli brucia così tanto a quei tre? Che siano così altruisti?

DOTT. ROBERT

Prova  a pensarci! Ma non credere che siano altruisti!  Il loro scopo è quello di sminuire per mettere in risalto  le loro povere qualità altrimenti perché quell’accanimento? Tutto sommato lei non li cita mai neanche li pensa lontanamente! È anche per paura che venga a mancare loro il terreno sotto ai piedi, sai a che cosa mi riferisco!

Elena  Lasagna

Cosa pensi di A.  knox credi nella sua innocenza?

Dott. A.

Io credo che sia una persona astuta, furba, per questo cerca di plagiare la famiglia di M. Kercher. Se veramente fosse innocente cercherebbe di dimostrare la sua innocenza venendo in Italia a cercare il colpevole.

Elena  Lasagna

Quanta importanza hanno per te i valori ?

DOTTOR  ROBERT

Come la libertá ! Anzi, sono la libertà! Ci sono cose pilotate che fanno veramente schifo!

Elena  Lasagna

20/09/2013

Se tu avessi la bacchetta magica chi metteresti primo uomo al governo?

Dott. A.

Io penso che il Premier in carica sia uno dei migliori, è una persona di classe, qualificata al massimo, non troppo giovane o avventato, ma tu glielo vedi un saltimbanco o un pivellino  parlare del bene pubblico  con gli altri paesi del mondo? Sarebbe la fine!

Elena Lasagna

20/09/2013

Chi è quell’uomo di cinquant’anni che odia tutte le persone della sua età?

Donatella

È colui che non accetta d’ invecchiare, allora si circonda di persone che potrebbero essere suoi figli, ma si è mai domandato che cosa provano loro per lui?

Elena  Lasagna

27/09/2013

Com’è possibile perdonare qualcuno che ci ha fatto del male? Tu ci riusciresti?

Annalisa

È facile perdonare qualcuno che vuoi bene o che hai voluto molto bene; per questo il Signore ci insegna ad amare molto. Devo ammettere  però che non è così facile essere come Lui! Ama molto il prossimo se vuoi soffrire di meno! Tu mi chiedi se io ci riesco? Non sempre, ci sono situazioni che richiedono molto tempo! Una parte di me lo vorrebbe mentre l’altra parte… Non voglio essere ipocrita con me stessa perciò ti dico che per certa gente non ho  il perdono facile anche perché ci sono cose  su questa terra  che non si dovrebbero perdonare: se qualcuno cerca di ucciderti dentro io chiedo a Lui di farli crepare all’inferno!

Elena  Lasagna

29/09/2013

Cosa pensi del PDL?

DOTT. ROBERT

Non voglio essere banale ma ha giocato male le sue carte nel senso che ha deluso molti italiani dello stesso partito. Ha dimostrato che dell’Italia e soprattutto del popolo non gliene frega niente, ma adesso il popolo ha potuto vedere con i propri occhi che non è mai stato come predicava  e cioè lottare per il bene del paese ma pensa solamente ai suoi interessi in tutti i sensi e soprattutto per  poter dire sempre l’ultima parola  ! E poi, quell’incolpare  l’opposizione sempre come se fossero gli altri gli unici colpevoli della situazione !  Che tristezza!

Elena  Lasagna

01/10/2013

Che cosa ne pensi della scomparsa di Marianna, tornerà?

Dott. A.

Quando penso a Marianna vedo la solita luce! Io credo che non sia scomparsa volontariamente, anche se ha cercato di scappare da qualcuno che le limitava la sua giovane vita. Secondo me si dovrebbe indagare bene su quella persona, certo con discrezione come sanno fare i professionisti.

Elena  Lasagna

03/10/2013

Vorrei raccontarti la mia storia, ma non vorrei sconcertarti o peggio ancora demoralizzarti, perché la mia storia è davvero una delle più brutte, anzi, orribili, quello che ti ho raccontato non è nemmeno la millesima parte! A volte non riesco a dormire per giorni e giorni, dopo quando sono estremata dormo qualche ora e tutto ricomincia; ricominciano gli incubi, i pensieri, e tutto mi fa sentire come se  esistessi solo in parte perché una parte di me se n’è andata. A volte mi risollevo e vorrei andare in cerca di aiuto da un  terapista o da una terapista, ma poi mi vergogno, tu dici che riuscirò a confidarmi con qualcuno?  Grazie!

Lorina

Ti ho dato questo nome perché so che ci tieni molto , non sei ancora pronta, però secondo me dovresti prendere coraggio e rinunciare all’idea che potresti farcela da sola. Fallo per te stessa ma anche per coloro che ti amano.  Dovresti andare da una terapista professionista, che sia donna, non che sia contraria ai professionisti uomini ma nel tuo caso forse ti troveresti più a tuo agio. È molto importante secondo me riuscire a fare questo passo, cercare aiuto è segno di forza , di maturità, e non come credi tu e cioè il contrario! Oppure trovare un gruppo di sostegno della tua età che possa capirti: affrontare la realtà  del fatto che col tempo le cose sono peggiorate, cercare di essere sincera con te stessa e riconoscere la gravità della cosa e non accontentarti di un sollievo momentaneo! Ricordati che lo stare bene con se stessi non è un capriccio come ti dice lui, ma una priorità! Coraggio , so che ne hai da vendere, muovi il primo passo! Se vuoi posso aiutarti  a trovare la persona giusta , pensaci!

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTOTTESIMA PARTE

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

 12/09/2013

 ELENA   In questo articolo ti presenterò il Ginepro e lo Zafferano, due aromi nobili della cucina italiana.

Il Ginepro è una pianta dalle dimensioni nane, difficilmente raggiunge l’altezza di un albero; il tronco è abbondantemente ramificato e la corteccia si stacca a strisce lungitudinali. Le foglie sono di forma lineare verticillate e terminano con una lunga punta pungente. I fiori sono separati: quelli maschili da quelli femminili; i frutti sono delle pseudobacche formati da tre brattee che circondavano il fiore femminile. Il Ginepro si trova nella zona mediterranea fino a quella alpina di tutta l’Italia, cresce allo stato spontaneo nei luoghi rocciosi e soleggiati ma è coltivato anche nei nostri giardini. Di questa pianta ne parleremo nell’articolo delle tisane, perché come molte di quelle che ho presentato è una pianta ricca di virtù salutari. In cucina si usano i frutti e cioè le bacche per aromatizzare gli stracotti, sia di carne che di verdure e perfino le zuppe di pesce, si può mettere a basso dosaggio anche nel brodo di carne e nelle farce.

Lo Zafferano  è una pianta del valore commerciale inestimabile, una pianta molto delicata e difficile da coltivare, occorre  manutenzione  attenta e paziente. È una pianta erbacea con fiori dal colore che va dal viola acceso al rosso viola, quasi ciclamino, sono ad imbuto, e dagli stigmi si ricava la parte preziosa di colore rosso scuro che una volta a contatto con gli alimenti o l’acqua assume un colore giallo oro; per le sue virtù curative e coloranti e aromatizzanti viene usata sia in cucina che in medicina.

FEDERICA   Adesso però passiamo alle ricette com’è il tuo risotto allo Zafferano?

ELENA  Diciamo che è un poco bastardato tra il risotto alla milanese e quello di casa mia.

RISOTTO  ALLO  ZAFFERANO

Ingredienti: riso per risotti (chicchi grossi) , uno scalogno, una patata, una crosta di parmigiano, uno spicchio di aglio, prezzemolo solo le foglie q.b.  parmigiano grattugiato, una sottiletta a persona mezzo bicchiere di latte e ovviamente lo zafferano (una bustina a persona).

Esecuzione: facciamo il brodo per cuocere il risotto con una crosta di parmigiano, sale q.b., uno spicchio di aglio, due chiodi di garofano, una patata, prezzemolo. In una casseruola mettiamo lo scalogno affettato finemente, poi aggiungeremo il riso; facciamo rosolare con un cucchiaino di olio e incorporiamo il brodo dopo avere schiacciato la patata. Naturalmente mettiamo solo il brodo che serve per  raggiungere una cottura al dente. Incorporare il latte e finire la cottura, aggiungere le sottilette,  lo zafferano e mantecare, infine mettere il parmigiano. La mia esclamazione è ” Che bontá!”

FEDERICA  Me lo sto immaginando! Io so che non si deve vivere per mangiare ma il contrario, ed è proprio per questo che è molto importante scegliere le cose genuine. Secondo te che cos’è che può salvare il mondo?

ELENA   L’Amore profondo! Per quello che si fa in ogni momento della vita, amore per il prossimo, amore per qualcuno, amore per la natura , amore per se stessi! AMORE PER IL PROPRIO PAESE!

ELENA   Adesso ti presento una ricetta golosa anche se c’è di mezzo il pesce. Si tratta di pesce di lago arrosto, contornato di cotolette di verdure miste in pastella allo zafferano e golosini di melanzane.

PESCE  DI  LAGO  ARROSTO

COTOLETTE  DI  VERDURE MISTE

E  GOLOSINI  DI  MELANZANE

PESCE ARROSTO CON COTOLETTA DI VERDURE E GOLOSINI DI MELANZANE

Ingredienti: un bel pesce di lago, rosmarino e salvia, sale e pepe q.b., pangrattato, due bacche di ginepro, una bustina di zafferano, farine di mais,  doppio zero e di  riso, verdure miste lessate, pecorino grattugiato, melanzane, ricotta, erbe o aromi naturali, coppa grigliata, olio extra v. d’ol., acqua minerale frizzante, parmigiano.

Esecuzione: infiliamo nel  pesce due bacche di ginepro, rosmarino e salvia, lo pennelliamo con l’olio e lo passiamo nel pane grattugiato. Lo metteremo nella teglia da forno sopra la carta da forno e lo lasciamo cuocere a temperatura 160 per 20 min. nel frattempo facciamo le cotolette con un impasto di verdure lessate, pangrattato e pecorino. dopo avere formato una cotoletta rotonda la passiamo nella pastella e zafferano,  la friggeremo in olio di arachidi. Poi le stenderemo sopra l’assorbente e faremo i golosini con le fette di melanzane tagliate sottili e passate in acqua salata bollente; le stenderemo sopra il piano da lavoro e dopo aver fatto un impasto con la ricotta, gli aromi preferiti e il parmigiano metteremo sopra le fette un poco di quest’impasto, una fettina di coppa e le giriamo su se stesse. Una pennellata di olio, una spruzzata di latte e via nel forno a 170 g. per 10-15 min. Ora impiattiamo, ( vedi sopra ).

FEDERICA   Che bello anche questo piatto!

ELENA   E dirai anche che buono! Prima o poi  lo farò solo per te!

FEDERICA   Grazie! Ma per goderti la tua serata  ti dedico questa canzone!  È di Petula  Clark  ” Ciao! Ciao!

 14/09/2013

ELENA   Mi avevi chiesto un dolce, una mattonella di Cheese cake, ma non mi piace molto  questa base, preferisco una base di pasta frolla sottile e friabilissima, è molto più leggera. Adesso ti faccio vedere il dolce che mi hai chiesto  con decorazioni diverse.

MATTONELLA  ALLA  CREMA

E  FRUTTA MISTA

MATTONELLA  ALLA CREMA  E FRUTTA MISTA

Ingredienti: frutta di stagione, quella preferita, crema inglese, uova, zucchero, maraschino, vaniglia, farina di mandorle, farina doppio zero, burro, fecola, panna, latte, lievito per dolci.

Esecuzione: per la mattonella friabile fare la fontana mettere due tuorli, lo zucchero sciolto con il  burro, due cucchiai di maraschino  e un cucchiaino di lievito per dolci. Stendiamo la pasta dentro la teglia deve essere mezzo cm, poi va infornata a forno caldo a 180° per 20 min. Nel frattempo facciamo la crema inglese: sbattiamo le uova, solo i tuorli, aggiungeremo la fecola, per ultimo il latte con la vaniglia e lo zucchero. Mescoliamo bene e sempre mescolando  lasciamo cuocere  a bagnomaria. Adesso caramelliamo metà della frutta con zucchero e farina di mandorle, lasciamo raffreddare e prendiamo la nostra mattonella friabilissima, stendiamo la crema e sopra  mettiamo la frutta caramellata; guarnire con frutta fresca o panna montata. Vedi foto sopra!

FEDERICA   Domani voglio provare, e se verrai a trovarmi la assaggerai, mi piace molto! Ciao, a domani!

15/09/2013

ELENA   Grazie della torta era buonissima! Un capolavoro!

Adesso vorrei mostrarti la tagliata come piace ai bambini, sono pochi i bambini che riescono a mangiare la carne al sangue, ma noi la faremo tenera tenera e saporita come piace a loro.

FEDERICA   Anch’io da piccola non volevo la carne al sangue, per me sarebbe stata una punizione mangiarla.

TAGLIATA   AL   FORNO

TAGLIATA

Ingredienti: un pezzetto di carne  di manzo per tagliata ( la fiorentina potrebbe andare bene), sale, pepe, un trito di erbe, una noce di burro, aglio, vino bianco, brodo, patate, cipolle bianche, peperoni, olio extra v. d’ol.

Esecuzione: rosolare la carne con una noce di burro, una spruzzata di vino bianco, poi, metterla nella teglia da forno con le erbe, l’aglio, un mestolo di brodo e infornare a 170 ° per un’ora e 15 min, circa. La carne si presenterà cotta ma nel centro  sarà  di colore più rosato, a questo punto la taglieremo e la passeremo ancora per qualche min nel forno. A parte cuocere le patate  tagliate a rondelle, cospargerle di pangrattato e aromi, pennellarle con l’olio e infornare a 160 g° per 20 min, controllare la cottura. Nel frattempo abbiamo fatto un mantecato di cipolle bianche e abbiamo tagliato i peperoni riducendoli in piccoli frammenti,  abbiamo aggiunto un poco di aceto di mele, sale e li abbiamo lasciati così per mezz’ora, poi, li abbiamo strizzati e conditi con olio e sale e una manciata si parmigiano grattugiato. Ecco il piatto! Volendo si può aggiungere un poco di sugo di carne , non l’ho messo perché si vedesse meglio la ricetta.

FEDERICA   Sì, la carne cotta così mi piace molto!   Ora passiamo alla serata! Ti faccio dono di questa musica ” Blue  Eyed  Soul ” Ovviamente al sax e  ” White  Lady “.

ELENA  Grazie!

LE MIE TISANE E DEL DOTTOR ROBERT DUE

11/09/2013

PER  COMBATTERE  LE  NEVRALGIE

UN  ANTINEVRALGICO  NATURALE

L’ELICRISIO  PURO

TISANANA  ALL'ELICRISIO

 Questa pianta così importante per la nostra salute, si trova nelle zone verso il  sud negli Appennini nella regione mediterranea e in quella submontana, specialmente nelle zone aride nei luoghi rocciosi vicino al mare. È una pianta perenne dalla fitta tomentosità, i cespugli raggiungono l’altezza di 40-50 cm, le foglie sono inserite sui fusti in modo alterno ed hanno una forma lineare con il margine ripiegato verso il basso. L’infiorescenza è un corimbo , composto da 10-15 capolini , all’interno contengono i fiori di colore giallo fresco, con una lunga corolla terminata da 5 lobi triangolari.

Si usano le sommità fiorite, specialmente i fiori, si raccolgono da giugno ad agosto, appena all’inizio della fioritura per conservare tutto il principio attivo;  si raccoglie in mazzetti e si lasciano asciugare in un ambiente ventilato e riparato dalla polvere. Una volta essicati si staccano i fiori e si conservano in un recipiente di porcellana 0 di vetro al riparo dalla luce.  Le sue proprietà sono analgesiche, i suoi effetti sono molto indicati per sedare  le nevralgie, nelle artriti e nelle forme reumatiche, efficace anche contro il mal di testa con emicrania.

Si usa in decotto con 6  grammi di principio attivo in 300 ml di acqua bere dalle due-tre tazze al giorno.

N.b. Non mi stancherò mai di dirlo: rivolgersi sempre al medico erborista.

PER  COMBATTERE  L’IPERTENSIONE  E

DISTURBI A QUESTA CORRELATI

 Il VISCHIO

Il Vischio questa pianta avvolta dal mistero, nota a tutti ci ricorda la festa più importante dall’anno: il S Natale, per le sue leggende ma ancora più importanti sono le sue proprietà. È un vasodilatatore bulbare, agisce sia per azione diretta sui centri vasodilatatori bulbari, che per rilasciamento del tono nervoso e muscolare dei vasi stessi; esercitando anche un’azione diretta sui capillari e sulle arterie piccole. Esercita anche  un’azione antispasmodica nell’asma, nell’epilessia e nelle tossi nervose agendo anche da efficace tranquillante.

Si usuno le foglie e i rametti giovani prima della comparsa delle bacche; Si raccolgono in primavera o in autunno, si lasciano essicare all’ombra e si conservano in sacchetti di tela.

Si usa sotto forma di decotto nelle forme di ipertensione e e arteriosclerosi, oppure lo sciroppo, nelle dosi consigliate dal medico.

PER  DEPURARE  L’ORGANISMO

LA  GRAMIGNA

La Gramigna è una pianta nota come erbaccia infestante, in realtà è una pianta miracolosa con forte azione depurativa, antiinfiammatoria e ovviamente rinfrescante. È comune nei luoghi erbosi e anche sassosi, si infiltra anche sotto a marciapiedi e pietre. Questa pianta erbacea, lungamente strisciante è perenne, di facile coltivazione anche se è quasi sempre allo stato spontaneo, resistente, perseverante, il suo lungo rizoma che ne è la parte più interessante ossia la parte usata in medicina, lo si può trovare per tutto il periodo dell’anno, meglio però in settembre-ottobre è carica di principio attivo.

Si usa in decotto, 2 g. in 100 ml di acqua : bere una tazza più volte al giorno sempre a digiuno. Per rendere le tisane e decotti più gradevoli al palato si potrà aggiungere anche  solo le scorze degli agrumi.

12/09/2013

CONTRO  LE  INFIAMMAZIONI  DELLE

  PELVI  E  DEI VISCERI

LA  MALVA ,  LA  MARGHERITINA

BORRAGINE  E  CAMOMILLA

La Malva è una pianta perenne, si trova dalla zona mediterranea a quella submontana, spunta quasi sempre allo stato naturale, nei luoghi erbosi ai margini dei fiumi.  Il fusto è alto fino a un metro, a volte eretto a volte striscia sul terreno, le foglie sono tondeggianti o a forma di doppio fagiolo, divise in tre-cinque lobi triangolari, al margine sono dentellate. I fiori sono di colore rosa ciclamino posti all’ascella delle foglie superiori e sono  da due a sei, hanno un peduncolo lungo di qualche cm, la corolla ha cinque petali di forma subtriangolare, ristretti a cuneo alla base e incisi da un insenatura nella parte apicale. Le parti usate in medicina sono i fiori e le foglie.

La Malva si raccoglie da giugno a settembre, quando i fiori sono appena sbocciati, le foglie si raccolgono senza il picciolo.  Si essicano in strati sottini in abiente ventilato all’ombra; le foglie si conservano in sacchetti di tela mentre i fiori si conservano in vasetti  di porcellana o di vetro scuro.

La Margheritina é anch’essa una pianta erbacea perenne, si trova dal mare alle zone alpine, nei prati erbosi e cresce spontanei nei luoghi incolti. Le foglie sono tutte inserite sul rizoma a formare una piccola rosa, sono a forma di spatola, con la massima lunghezza verso l’apice ; l’apice è arrotondato, la base è cuneata e si restringe gradatamente nel picciolo che è alato; le foglie sono abbondantemente tomentose da giovani e diventano più o meno glabre da adulte. I fiori sono riuniti in capolini portati singolarmente da peduncoli lunghi da 10-20- cm; il capolino è racchiuso da una serie di brattee verdi di forma lineare , i fiori periferici sono a lingua bianca o rossastra nella parte esterna, quelli interni sono semplici e gialli. In medicina si usa la parte aerea della pianta: i fiori si raccolgono all’inizio della fioritura, da marzo a a giugno, recidendoli senza il picciolo, la parte aerea si raccoglie nello stesso periodo recidendola nella prima parte sotto le foglie. Si essica tutto all’ombra curandoci di girarla sempre, poi si conserva in recipienti di vetro scuro.

La Borragine è una pianta annuale con radice sottile e ramificata. Il fusto arriva fino a 60 cm di altezza, si trova anche allo stato naturale nei campi erbosi in tutta Italia dalla zona  mediterranea a quella submontana; è carnoso e ha la superficie coperta da peluria lunga e pungente. Le foglie basali hanno forma ovale con un lungo picciolo le foglie del fusto sono più strette e lanceolate, il picciolo è quasi sempre assente o molto corto in quelle superiori e anche le foglie sono coperte da peli rigidi. L’infiorescenza è composta da rachemi che formano una pannocchia; i fiori sono pendenti e sostenuti da un lungo peduncolo, hanno la forma di una stella di colore azzurro intenso; al centro della corolla le antere sono raggruppate a formare un cono scuro. In medicina si usano i fiori, le foglie e tutta la parte aerea della pianta. Le foglie si raccolgono in aprile-giugno prima della fioritura, i fiori si raccolgono appena dischiusi e cioè in giugno-luglio tagliando la pianta  a 10-15 cm da terra. Tutta la parte della pianta si essica in ambiente asciutto e ventilato; la parte aerea si unisce in mazzetti e si appendono in ambiente pulito e asciutto mentre i fiori si conservano in recipienti di vetro al riparo dalla luce.

La Camomilla è una pianta erbacea annuale  arriva all’altezza da 50-80 cm ; nelle piante coltivate arriva anche ad un metro di altezza. Le foglie sono inserite alternamente sul fusto, il contorno è più o meno ovale o lanceolato, sono tri-pennatosette, le lacinie risultanti sono lineari, non più larghe di mezzo cm e sono terminate da una piccola punta.  I fiori sono riuniti in capolini portati da un’infiorescenza corimbosa. I fiori sono di due tipi: quelli arginali sono provvisti di una ligula bianca e quelli interni  sono piccoli e giallastri, inseriti su un ricettacolo cavo internamente e di forma conica. La camomilla cresce anche allo stato spontanea, dal mare, vicino alle zone saline, e nei prati erbosi e incolti. In medicina si usano i capolini fioriti.

  ANTIINFIAMMATORIO  NATURALE

TISANA

In 500 ml di acqua bollente mettiamo un grammo di Margheritina, tre g di Malva, tre gr. di Camomilla e tre g di Borragine. Bere una tazza tre volte al giorno.

LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTASETTESIMA PARTE

09/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

FEDERICA   Mi sei mancata tu  la cucina e gli scacchi!

ELENA   Devo dirti che non mi dispiace, in quanto agli scacchi ti potrai rifare dimmi solo quando!

ELENA  Le piante di questo articolo sono la Maggiorana e la Ruta. Iniziamo con la maggiorana è un ottimo aromatizzante adatta a molte ricette di carni e di pesce. Anche se è originaria dell’Asia centrale e dell’Africa settentrionale  è coltivata abbondantemente in tutte le parti d’Italia e dell’Europa. Si raccolgono le sommità fiorite evitando le parti legnose da luglio a settembre; si uniscono in mazzi e si appendono a seccare in un posto pulito all’ombra, si conservano in recipienti di vetro.

Le sue originali caratteristiche aromatiche si assommano alle proprietà di stimolare la secrezione dei succhi gastrici e risvegliare l’appetito; sul tratto intestinale la Maggiorana agisce normalizzando i processi digestivi bloccando le fermentazioni.

MAGGIORANA

FEDERICA   Vorrei  che almeno qualche volta pensassimo anche a chi non ha problemi di colesterolo e di ipertensione, ma soffre del contrario; chi ha poco appetito e mangia pochissimo diventando ipoteso e debole. Quale piatto potremmo fare per stimolare l’appetito e per aumentare i valori del ferro?

Elena   Prima lascia che ti parli della Ruta un’altra meravigliosa erba con alte proprietà digestive oltre che aromatizzanti. La Ruta cresce dal mare alle zone submontane, tra le rocce e tra i sassi sui terreni misti. La Ruta stimola la secrezione gastrica , facilita la digestione, elimina la fermentazione, tutte proprietà che si estrinsecano a piccole dosi. Si raccolgono le sommità fiorite appena prima della fioritura, in maggio-agosto, recidendo la pianta 20 cm sotto l’infiorescenza, poi, come la Maggiorana si unisce in mazzi si lascia essicare all’ombra e si conserva in sacchetti di tela.

ELENA  Adesso è arrivato il momento di presentarti il piatto adatto per la persona che ti sta a cuore. Io direi un bel carpaccio bovino giovane,  con queste due erbe aromatiche in contorno di verdure miste. Eccolo nella foto sotto!

CARPACCIO  BOVINO  ALLA  MAGGIORANA  E  RUTA

CARPACCIO BOVINO ALLA MAGGIORANA E RUTA

Ingredienti: carpaccio q.b., rosmarino, ruta, maggiorana, olio extra. v. d’ol. pomodori, fagiolini, cipolle tropea, limone, sale e pepe.

Esecuzione: La carne dovrà essere scelta e tagliata molto sottile. Lasciarla macerare per una notte con olio, limone, sale, pepe, maggiorana, ruta e aghi di rosmarino. Il giorno seguente la si potrà accompagnare con cipolle tropea sbollentate e condite, pomodori, fagiolini passati in padella con olio e aglio. Se a qualcuno non dovesse piacere la carne cruda si può benissimo passarla un attimo in forno a temperatura alta. Un bicchiere di lambrusco della zona sarà l’ideale.

FEDERICA   Questo piatto profumato e piccante fa resuscitare l’appetito. Grazie!

ELENA   Non è finita, per lui ho tenuto in serbo questo dolce: è un gelato con pesca, cioccolato, panna alle mandorle e ciliegia. L’ho chiamato Iceberg.

ICEBERG

ICEBERG

Ingredienti: tre stecche di cioccolato fondente,215  g di panna, 80 g di mandorle tostate e pestate al mortaio, 130 g di zucchero, 180 g di latte,  una stecca di vaniglia.

Esecuzione: mescolare il latte con lo zucchero, la panna, la vaniglia e le mandorle. Mettere il tutto nella gelatiera già fredda rimescolare il tutto e dopo 30 min. il gelato alla mandorla è pronto; guarnire con cioccolato grattugiato e metterlo nel freezer perché non si sciolga. Intanto facciamo gli altri: quello alla pesca, 200 g di pesche mature già tagliate a pezzettini, 130 g di latte, 130 di panna, 130 di zucchero. Frullare le pesche con metà dello zucchero, poi incorporiamo il latte, la panna e lo zucchero restante. Mescolare bene per sciogliere lo zucchero, aggiungere una vanillina, versare il tutto nella gelatiera accesa  già fredda e dopo 30 min ecco un buon gelato saporito alla pesca. Anche questo lo mettiamo al fresco e facciamo quello alla ciliegia con 230 g di ciliegie, 120 g di latte, 130 g di panna, 130 g di zucchero. Adesso mettiamo le ciliege nel frullatore insieme al latte , e allo zucchero, poi incorporiamo la panna e mescoliamo bene affinché lo zucchero si sarà sciolto. Mettiamo la miscela dentro la gelatiera e dopo 30 min  anche l’ultimo gelato sarà pronto da mettere  insieme agli altri che guarniremo con delle stecche di cioccolato.

FEDERICA   Lo mangerei per cena! Ma stasera non voglio cenare altrimenti non vincerò la partita  a scacchi! Vi dedico la canzone di Whitney  Houston   ”  I Will Always   Love You “.

10/09/2013

FEDERICA   Che piatto hai preparato per stasera?

ELENA  Stasera se vuoi la rivincita dovrai astenerti davvero dalle cose pesanti, ma un bel riso in bianco con gusto ti farà vincere la maratona degli scacchi!

RISOTTO  ALLE ERBE  DI GRANDE  GUSTO

RISOTTO ALLE ERBE CON GUSTO

Ingredienti: riso per risotti dal chicco grande, maggiorana,   gorgonzola dolce, parmigiano, brodo vegetale, latte di mandorle. Per decorare il piatto: pomodori e cetrioli, pepe, peperoncino.

Esecuzione: scottare il riso nella casseruola calda, spruzzare il vino bianco, lasciare evaporare e aggiungere il brodo vegetale q. b. perché si possa assorbire durante la cottura. Aggiungere un bicchierino di latte di mandorle mescolare, mettere le erbe il gorgonzola, mantecare, a fine cottura aggiungere una manciata di parmigiano e un giro di pepe bianco. Anche se è un piatto semplice è piaciuto molto.

FEDERICA   Stasera resterò qui a cena. So che hai provato dei piatti sfiziosi come sono venuti?

ELENA   Bene! Non c’è rimasto niente. Ho fatto degli involtini con la frittata molto gustosi ma non erano pesanti, sono volati via senza che riuscissi a fare la foto, dovrò  rifarli.

INVOLTINI  D I FRITTATA RIPIENI DI CIPOLLE CARAMELLATE

E  PROSCIUTTO DOLCE

Ingredienti: uova q.b., parmigiano grattugiato, tropea o cipolle rosate, crudo  dolce, formaggio da fonduta, una o due foglie di ruta.

Esecuzione: in una terrina sbattere le uova e aggiungere il parmigiano ( un cucchiaio per ogni uovo ). In una padella piccola fare le frittate, lasciarle intiepidire e mettere in ognuna un cucchiaio di cipolle caramellate, una fettina di crudo spogliato dal grasso e un pezzetto di formaggio sottile da fonduta. Per ogni involtino mettere le due foglioline di ruta e avvolgere le frittate su se stesse fermandole con uno stecchino. Disporle in una teglia con sopra la carta da forno e infornare per 5 min. a 180°. Togliere dal forno, impiattare l’involtino con un’insalata mista cruda.

ELENA   Ne ho un altro, sempre un piatto unico, si tratta di uno sformato di cicoria dolce, (catalogna ) .

SFORMATO  DI  CICORIA  DOLCE

Ingredienti: cicoria catalogna, fontina, cipollotti, patate, coppa grigliata, riso, pane e parmigiano grattugiati.

Esecuzione: preparare il risotto, cuocere la cicoria a vapore e tagliarla molto fine, grigliare le listarelle di coppa. Prendere gli stampi e imburrarli cospargere un poco di pane grattugiato. Adesso impastiamo gli ingredienti: riso, coppa, catalogna il cipollotto fatto al mortaio e passato in padella appena dorato, mettere i formaggi e riempire gli stampi. Mettiamo in forno sempre caldo per 25 min. Togliere dal forno aspettare che si intiepidiscano poi capovolgerli nel piattone da portata. Un  contorno adatto e di grande gusto è qualche fettina di melone e fichi non troppo maturi.

FEDERICA   Che bontà e che bellezza!  Per voi ho un’altra canzone di  Joe  Cocker  ” Just  To  Keep  From  Drowning “. Adesso mi eserciterò con gli scacchi per vincerti!

ELENA   Te lo auguro, arrivederci in cucina nel  prossimo articolo!

PIANTE ED ERBE DEI NOSTRI GIARDINI E DAL MONDO CINQUE

05/09/2013

… CON  LE   ERBE

Dall’art. piante ed erbe dei nostri giardini e dal mondo quattro.

Per esempio,  Abbiamo delle piante come la Betulla che oltre ad essere una pianta dalle possibilità curative enormi, parlare di lei e delle sue diverse specie sarebbe troppo lungo da fare, perché oltre alle proprietà medicinali la Betulla viene usata per la preziosità del legno, ricercato per preparare barche ottimo per preparare pasta da cui ricavare finissima carta. Per non parlare poi dello zucchero di Betulla  che si ricava dal succo dei tronchi, usato nelle diete ipocaloriche, e della birra? Comunque  solo per la Betulla ci sarebbe da scrivere non un articolo o due o tre ecc. ma un intero volume; per cui mi limiterò a riferire solo l’indispensabile per i fini di questa trattazione.

Si conoscono oltre quaranta diverse specie di Betulla: si tratta sempre di una pianta prevalentemente arborea, che cresce di preferenza nell’emisfero settentrionale in boschi freschi, in pendii sassosi, allo stato selvatico. In Canada e in alcuni paesi del nord Europa la Betulla viene anche coltivata per uno sfruttamento intensivo.

La corteccia è chiara, i rami flessibili e penduli, le foglie hanno forma quasi perfettamente triangolare, dentata. I fiori si presentano come piccole spighe pendule, caratteristiche.

Il discorso sullo sfruttamento della Betulla come ho già detto sarebbe troppo lungo da fare. Come non ricordare il “catrame di Betulla, ottenuto per distillazione secca del legno di questa pianta e che per il suo alto contenuto in fenolo,  cresoli e guaiacolo è usato come disinfettante e antiparassitario.

Ai fini farmacologici invece sono le foglie e le gemme di Betulla ad essere utilizzate; dalle foglie si ottengono l’infuso per uso esterno, il decotto ( gemme bollite) , l’estratto fluido. Dall’estratto fluido, previa diluizione con alcool si ottiene la tintura e l’elisir.

06/09/2013

COSA  CONTIENE  E  I  BENEFICI  EFFETTI

Nell’estratto di Betulla sono stati individuati un olio etereo, dei tannini, saponine, vitamina C, acido nicotinico, e altri composti.

Il Principio amaro della corteccia, isolato anche dalle foglie, è detto ” betullina “.  Principale azione farmacologica che si attribuisce all’estratto di Betulla è di essere un eccellente diuretico.  Da anni ormai le scoperte che furono effettuate sulla Betulla hanno ampiamente confermato questa azione.

Altre proprietà che si attribuiscono agli estratti di questa pianta sono quelle di funzionare come antireumatico, antiuricemico e depurativo.  Alcuni autori ne hanno  indicato l’uso come principio attivo eccellente nel trattamento della cellulite:  la Betulla favorisce l’eliminazione dell’acido urico e del colesterolo con conseguente scomparsa dei noduli fibroconnettivali che sono caratteristici di questo inestetismo cutaneo.

Alla Betulla come del resto a numerose altre piante, alcune delle quali   è riconosciuta inoltre un’azione antibiotica, il che rende i suoi estratti verso alcune famiglie di stafilococchi.

  LA  BETULLA  PER  LA  CURA  DEL  CORPO

In funzione di quanto detto nel paragrafo precedente una delle principali applicazioni degli estratti di questa pianta è quella di coadiuvante nel trattamento della cellulite. In preparati di laboratorio destinati a questo uso. Generalmente si associa per accentuarne  l’attività e la conseguente funzionalità, ad altri estratti di cui pure è riconosciuta l’azione e l’efficacia nel trattamento coadiuvante nel trattamento della cellulite; Edera, Quercia marina, ippocastano e altri. Ho già detto che negli estratti di Betulla è riscontrabile un alto contenuto in olio etereo e in tannini; al primo è riconosciuta un’azione stimolante, ai secondi un’azione astringente, per cui è facile sufferire l’utilizzazione degli estratti di questa pianta per la pelle e il cuoio capelluto appunto ha una specifica azione stimolante e astringente, in particolare prodotti di lavaggio e  lozioni per frizionare il c. capelluto.

Queste lozioni provocano calore e riattivano la circolazione, agisce come una linfa che sgorga dalla incisione dei rami. Inoltre un decotto a base di gemme di Betulla mescolate con olio di olivo, viene indicato come ottimo per unzione del cuoio capelluto contro alopecia o caduta dei capelli a mazzi o a ciocche.

Sempre in azione alla sua azione astringente e dermopurificante, interessante l’utilizzazione della Betulla anche nella preparazione di prodotti destinati al trattamento di pelli grasse ed acneiche. In questo caso alla Betulla è necessario associare estratti di Hamamelis e Ratania,  ai quali pure è stata riconosciuta ampiamente un’azione astringente.

Una tra le moderne possibilità di sfruttamento degli estratti di Betulla è quella che ne prevede il suo utilizzo, in prodotti validi destinati  alla protezione solare, sfruttando in questo caso le proprietà lenitive degli estratti della pianta.

Ancora una parola sul ” Catrame di Betulla” che ho citato sopra, spesso più noto come ” Catrame  vegetale di Norvegia”, che in prodotti sempre per capelli ha una specifica azione revulsiva, antisettica e antipitriasica, funzioni queste esplicate dai vari principi attivi che il catrame di questa pianta contiene. Continua…

LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTASEIESIMA PARTE

03/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA  Le piante di questo articolo sono il Melo e il Susino; queste due piante  ci danno dei frutti miracolosi per la  nostra  salute.

Il melo appartiene alla famiglia delle rose , vivono in numerosissime specie   i suoi frutti  si prestano per essere adoperati in  gastronomia per preparare da centinaia a migliaia di ricette sia salate che dolci, liquori e aceto.  Oltre ad essere ricca di vitamine, sali minerali, acido inalico, tannino, la mela è ricca di pectina, che viene impiegata per le preparazioni di addensanti naturali usati dalle industrie dove vengono preparate le confetture alla frutta. Tra tutte le tipologie di frutta, forse la mela è quella che usiamo di più perché  allo stato naturale si conserva più a lungo.

Anche le susine vivono in numerosissime specie e come le mele vengono impiegate nella gastronomia per preparazioni di squisiti piatti dolci e salati. E anche le susine come le mele sono ricche di principi attivi come acidi organici, vitamine e sali minerali che possono accompagnare molti secondi piatti inoltre sono frutti dissetanti ( non  a caso vengono maturi nella stagione estiva).

 MELE  E  SUSINE

MELE E SUSINE

ELENA   Disintossichiamoci con latte e frutta, specialmente con mele e susine.

FEDERICA   La trovo una splendida idea questa; purificare l’organismo dalle scorie azotate. Dimmi dobbiamo chiederlo al medico, oppure possiamo benissimo fare da soli?

ELENA   Io non intendo dettare diete; penso che per una volta a settimana andare a dormire con un bicchiere di latte e qualche frutto tipo una mela e un paio di susine non nuoccia a nessuna persona che gode di ottima salute. Ovviamente non posso dire di persone anziane, o con patologie ecc. ecc. ecc.

FEDERICA   Perché non facciamo una torta con questi due frutti meravigliosi?

ELENA   Sì, faremo una crostata per la merenda dei bambini, piacerà anche ai grandi.

CROSTATA  DI  MELE  E  SUSINE

Ingredienti per la pasta frolla: 370 g di farina per dolci, una bustina di lievito sempre per dolci, il succo e la scorza di un limone, un pizzico di cannella, 150 g di margarina vegetale senza grassi idrogenati, 150 g di zucchero semolato, un bicchierino di liquore alla prugna, un uovo intero e due tuorli. Ingredienti per il ripieno: tre mele di media grossezza, cinque prugne grosse e ben mature, farina di riso q.b. zucchero a velo vanigliato, ancora cannella, una vanillina.

Esecuzione: Prima faremo la pasta frolla impastando tutti gli ingredienti insieme, cercando di lavorare poco l’impasto per non mettere in circolo l’effetto del glutine; ma dovrà essere amalgamato bene.  Lo stendiamo in una teglia foderata di carta da forno, mentre i bordi li ungeremo e poi li foderiamo con la farina facendone cadere l’eccesso. Ovviamente abbiamo già acceso il forno che dovrà raggiungere una temperatura di 170 g°. Adesso prendiamo la frutta già lavorata precedentemente : sbucciando le mele e tagliate a fettine, poi abbiamo aggiunto lo zucchero q.b. la cannella, la vaniglia e le abbiamo fatte asciugare del loro liquido. E così anche le susine dove abbiamo aggiunto un bicchierino di liquore, lo zucchero e la farina di riso q.b. per addensare in modo naturale. La frutta si è già rappresa, ora la stendiamo una sopra l’altra e facciamo delle listarelle con la rimanente pasta; pennelliamo con uovo sbattuto e inforniamo per 40 min circa ( tutto dipende dal forno controllare sempre la cottura e non aprire mai il forno durante la lievitazione ma sempre  a fine cottura. L’ho provata e ti assicuro che è deliziosa!

FEDERICA   Anche di questa ne sento il gusto ed ho l’acqualina in bocca! Dici che sono golosa più che una cuoca?

ELENA   Io dico che sei diventata una vera cuoca!

FEDERICA  Ti ringrazio!

ELENA   Ed ora proseguiamo con le mie ricette: facciamo un secondo piatto adatto a tutte le persone che amano la carne di pollo.

ALA  DI  POLLO ALLA CREMA DI VERDURE  MISTE

SOTT'ALI  DI POLLO IN SALSA

Ingredienti: ali  di pollo, vino bianco, sale, pepe, alloro, salvia  basilico, chiodo di garofano, olio extra v. d’ol., pomodoro fresco, una cipolla dorata, un peperone verde, peperoncino, carote fresche, patate , prezzemolo, un cucchiaino di parmigiano grattugiato.

Esecuzione: lavare , la carne, spogliarli della pelle e del grasso.  Ora li mettiamo in farcia con pepe, peperoncino,  un pizzico di sale e vino bianco secco. Intanto puliamo le verdure, le tagliamo a pezzettini, le mettiamo in casseruola con il chiodo di garofano, l’alloro, salvia, basilico, sale,  il vino bianco e un poco di brodo. A cottura ultimata cospargeremo sulle verdure un cucchiaino di parmigiano, prezzemolo tritato,  un poco di olio e versiamo il tutto nel centro del piatto da portata. Adesso è la volta del pollo che andremo a rosolare con salvia, un spicchio d’aglio,  dragoncello, peperoncino, sale e pepe. Finita la doratura faremo iniziare la cottura con il vino bianco, a fine cottura lo doriamo ancora senza grassi ma useremo quel poco che ne sarà uscito. Impiattare la carne, vedi nella foto sopra!

FEDERICA Cosa devo dire, le tue ricette mi fanno  un effetto antianoressia, anzi si impara ad apprezzare il cibo.  Per questo vorrei dedicarti una bella canzone di  Whitney  Houston  in ” Greatest  Love  Of  All “.

ELENA  Bellissima canzone! Grazie!   Ora vorrei dettarti delle ricette di frullati o centrifugati di frutta e verdura insieme, un concentrato di vitamine e sali minerali.

Per la  prima ricetta  useremo mele, ananas, carota.

Seconda ricetta: mela, susine bianche, sedano,  fragole.

Terza ricetta: mele, pesche, finocchio, menta.

Quarta ricetta: fichi pesche, melone, carota.

Quinta ricetta: pere, banana, lamponi, sedano.

Sesta ricetta: pere mirtilli, sedano, mela.

Settima ricetta: fichi pesche, melone, finocchio.

Ottava ricetta: ananas, maracuja, mela, fico e carota.

Nona ricetta: arancia, ananas, pera, sedano.

Decima ricetta: mela verde, uva, lampone, crescione.

Undicesima ricetta: melagrana, carota, uva.

Dodicesima ricetta: mandarino, arancia, mela verde, sedano.

Tredicesima ricetta: pomodori, mela delicius, limone.

Quattordicesima ricetta: zucca, pesca, pera abate.

Quindicesima ricetta: uva fragola, moscato d’Amburgo, mela, finocchietto selvatico.

Sedicesima ricetta: pesca, albicocca, carota, basilico.

Diciasettesima ricetta: pera abate e pera Williams, albicocca, radicchio dolce.

Diciottesima ricetta: mela selvatica, carota, lamponi, more.

Diciannovesima ricetta: cachi, pere, mele, menta.

Ventesima ricetta: datteri, mele, banane, pere, melissa e mapo.

Dopo la centrifuga si possono aggiungere latte,  chi ha problemi di magrezza eccessiva,  panna, altrimenti miele, erbe come menta, melissa, basilico, camomilla,  o tiglio.

FEDERICA   Non si può certo dire che questi frullati non ci tentano subito!

ELENA  Magari con sopra anche una spolverata di cacao, e altro come caffè solubile, granaglia di mandorle tostate, o di nocciole tostate, o qualche candito piccante  ecc.

LE RICETTE DI CASA MIA NOVANTACINQUESIMA PARTE

30/08/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Le piante di oggi sono il Fico e il Luppolo. Quante ricette abbiamo fatto con i fichi! Ricette salate, dolci, primi piatti, secondi piatti ecc. Al contrario di ciò che si dice il fico è un frutto dietetico, è ricco di proprietà : digestive perché contiene enzimi digestivi; il frutto secco o fresco , esercitano  delicate proprietà lassative utili, per esempio ai bambini.

In quanto al Luppolo, in cucina sono usati le infiorescenze femminili per dare un tocco di amarognolo a certe pietanze, poi viene usato come amaro tonico anche lui per stimolare i processi digestivi ( dopo un abbondante pasto serale). Non dimentichiamo che il Luppolo è noto soprattutto per il suo impiego nell’ industria della birra.

IL  FICO

FICO

 FEDERICA   Perché non presentiamo un bel piatto di frutta mista compresi i fichi ?

ELENA    Ottima idea! Magari anche con un bel gelatino, o creme di frutta

CREME  ALLA   FRUTTA

CREME ALLA FRUTTA E FRUTTA MISTA

FEDERICA   Che delizia per gli occhi!

ELENA   Ora ti mostro una ricetta fatta con la birra: si tratta delle frittelle imbottite di erbazzone, vedrai sono buonissime!

FRITTELLE  FARCITE

 FRITTELLE ALL'ERBAZZONE

ELENA   Chiedo scusa ma c’è un inconveniente che non mi fa proseguire. Ti detterò la ricetta non appena possibile!

Ingredienti: scegliamo erbette, oppure spinaci o catalogna fresca, farina di mais 40% e farina doppio zero 60%, birra q.b. per fare un impasto omogeneo che non sia troppo solido né troppo liquido. Aggiustare di sale, spezie miste, cerfoglio tritato,  cipollotto tagliato in poltiglia, olio di arachidi per friggere, latte, fontina, funghi secchi ammollati e trifolati.

Esecuzione: dopo aver lavato e sbollentato le erbette, tagliarle finemente e metterle a stufare con il latte. Nel frattempo facciamo la pastella per le frittelle con le due farine e la birra, aggiungendo il cerfoglio, sale e spezie, il cipollotto. Adesso passiamo ancora alle erbette dopo la cottura aggiungeremo la fontina e una cucchiaiata di parmigiano o pecorino romano (facoltativo), friggiamo le frittelle, distenderle sopra una carta assorbente, poi, imbottirle con la composta di erbette ; infilare uno stecchino ed ecco il piatto di grande gusto. Servire ancora calde.

FEDERICA   Ieri sera ho provato a farle ma non ho indovinato tutti gli ingredienti. Così invece sono sicuramente buonissime.

ELENA   Sì, però è un piatto fritto, e allora noi ne facciamo subito un altro che sa di salute si tratta della spigola farcita e spogliata contornata di gamberini e alici al forno con patate e verdure crude miste. Anche questo piatto è piaciuto molto, l’ho rifatto più volte.

SPIGOLA  FARCITA  E  SPOGLIATA

SPIGOLA SPOGLIATA

Ingredienti: spigola o spigole, patate, prezzemolo, estragone, cetrioli, pomodori, peperoni, scalogni, aglio, pangrattato, olio extra v.  d’ol. , gamberi, alici, sale e pepe.

Esecuzione: pulire e lavare il pesce, passarlo bene in acqua e aceto, togliere tutta la pelle, e pure tutte le lische sia nelle spigole che nelle alici. Poi mentre il pesce si purifica in acqua e aceto tagliamo i peperoni a listarelle insieme agli scalogni  li stufiamo con brodo vegetale, spezie, peperoncino e un bicchierino di vino bianco. Ora facciamo un composto con questo stufato e il pangrattato, aggiustiamo di sale ecc. e lo usiamo ad imbottire le spigole che dopo averle pennellate con l’olio alle erbe andranno in forno insieme alle alici e ai gamberi. Mettere in forno a 160° per 15 min. Guarnire il piatto con patate e verdure fresche crude di stagione.

FEDERICA   Ogni volta mi stupisci! Quanti sapori! È davvero così tutto incredibile!  Stassera ti dedico una canzone di Elvis  Presley  ” Don’t  Be  Cruel “.

ELENA   Io invece sempre di Elvis  di dedico ” All Shook up ” e It’s  Impossible “.

01/08/2013

FEDERICA   Oggi è una bella giornata di sole e ho pensato di domandarti una bella ricetta di un gelato sempre per i bimbi.

ELENA  Sì, ne ho preparate molte di ricette al gelato pensando ai bimbi. Eccone un’altra con creme e frutta, con pochi grassi.

GELATO  ALLE  ALBICOCCHE

E  CREMA  AL  LATTE

GELATO ALLE ALBICOCCHE

Ingredienti per il gelato alle albicocche: 200 g di albicocche, 130 g o ml di latte, 130 g di zucchero, 20 g di farina di carruba, 100 g di panna fresca.

Esecuzione: dopo avere lavato e mondato la frutta la taglieremo a pezzi e la passiamo al passaverdura. Facciamo scaldare il latte, con la farina di carruba e lo zucchero, lasciamo raffreddare e incorporiamo la panna  mescoliamo e aggiungeremo la crema alla purea di albicocche. Versiamo il tutto nella gelatiera fredda e il gelato sarà pronto in 25-30 min. Mettiamo al fresco e incominciamo a fare il gelato alla crema di latte.

Ingredienti: 300 g di latte, 150 g di zucchero, una stecca di vaniglia del Madagascar, 150 g di panna fresca; per la guarnizione 5 albicocche, tre cucchiai di zucchero.

Esecuzione: scaldiamo il latte ( non farlo bollire) con lo zucchero, lasciamo raffreddare e incorporiamo la panna e il contenuto della stecca di vaniglia. Mescoliamo delicatamente e versiamo il contenuto nella gelatiera fredda, dopo 30 min il gelato sarà pronto. Lo lasciamo in freezer per 15 min e lo mescoleremo all’altro; oppure faremo il fondo con il gelato all’albicocca, poi copriremo con quello alla crema di latte e sopra guarniremo con albicocche caramellate, non troppo dense.

FEDERICA   Sono la solita golosona! Ho l’acqualina in bocca! Io vorrei dedicarti una canzone di Gianni Morandi, è di molto tempo fa ma anche questa è bellissima!  ” La  Fisarmonica! Ciao! Buona Domenica!

ELENA    Grazie!

02/09/2013

FEDERICA   Vorrei fare delle polpettine vegetali molto gustose, che non si senta il bisogno della carne, ovviamente senza legumi perché le abbiamo già fatte.

ELENA   Credo di avere la ricetta giusta,   non ho la foto ma le ho fatte e sono davvero buone! Non metterei le patate perchè credo che diventerebbero pesanti per il fatto che la patata assorbe molto di tutto. Sono le polpette con minestra corta e carciofi; se eseguirai bene il lavoro saranno buonissime.

POLPETTE  DI  MINESTRA  E  CARCIOFI

 Ingredienti: minestra sottile tipo tagliatelle cotte in brodo vegetale, cuori di carciofi, sale, pepe, peperoncino, parmigiano e pecorino grattugiati, aglio e cipolla, pane grattugiato, sugo di pomodoro fresco fatto con verdure compreso il peperone verde, olio extra v. d’ol. noce moscata, una spruzzata di vino bianco, pinoli.

Esecuzione: tritiamo le tagliatelle o i filini che dovranno essere asciutti da ogni liquido. Aggiungeremo poi i pinoli tritati e li passiamo al tegame senza alcun grasso, fino a fare una crosticina dorata; aggiungere i cuori di carciofini lessati o trifolati, tagliati molto fini,  aggiustiamo di sale, pepe, peperoncino, noce moscata, un briciolo d’aglio, e cipolla, incorporare i formaggi grattugiati e formare una bell’impasto da dove ne ricaveremo delle polpettine che passeremo nel pane grattugiato fine. Abbiamo fatto un sugo con il pomodoro fresco, erbe e verdure le mettiamo nel tegame del ragù, spruzziamo col vino bianco e lasciamo cuocere per alcuni min. Servire tiepide con l’aggiunta di olio .

FEDERICA   Mi ispirano, ne sento il profumo da qui!

ELENA   Volendo si possono sostituire i carciofini con le melanzane trifolate e lasciate andare in poltiglia.

FEDERICA   Anche queste saranno una bontà.  Sai da tempo volevo domandarti se le marmellate fatte in casa sono migliori con l’addensante oppure le vecchie ricette di una volta che si facevano bollire dalle due alle tre ore così al naturale.

ELENA   Se l’addensante è genuino come certe ditte lo sanno preparare, allora sono meglio le marmellate cotte in tre min con l’addensante in quanto la sua breve cottura permette alla frutta di mantenere integri i suoi principi attivi : minerali, vitamine, antiossidanti ecc. Tu saprai che la bollitura a  lungo  andare distrugge in parte questi tesori della nutrizione.

FEDERICA   Grazie! Adesso ti dedico  una bella musica ” Un  Grande Amore E  Niente Più” di Peppino Di Capri.