LE RICETTE DI CASA MIA CENTOSEIESIMA PARTE

10/10/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   Oggi parliamo di due erbe aromatiche molto usate nella  cucina emiliana, Il ” Crin ” e il Coriandolo “. Il Crin, e una pianta  perenne, erbacea, ci regala dei bellissimi fiori bianchi, il fusto può raggiungere un’altezza di un metro, ha una grossa radice carnosa che è la parte usata nella tradizione alimentare come essenza aromatica e digestiva.  Al tatto è piccante, un po’ come il peperoncino e la senape, ha delle lunghe foglie basali e dei lunghi piccioli, le foglie del fusto sono differenti da quelle inferiori che hanno i lobi lineari mentre quelle superiori sono intere e dentellate di forma lanceolata. L’infiorescenza è come una pannocchia ha quattro sepali verdi e quattro petali bianchi, i frutti non sono altro che i contenitori dei semi. Il Crin appartiene alla famiglia delle “Cruciferae “, è originario dell’Europa orientale e dell’Asia ma è coltivato in quasi tutte le parti del mondo. La radice si raccoglie in agosto-settembre da piante di almeno due anni, per conservarla si essica al sole avendo cura di rigirarla spesso e poi si conserva in vasetti di vetro; ma perché il Crin dia il meglio di sé sarebbe meglio consumarlo fresco.

Il Coriandolo invece è una  erbacea annuale, con un fusto che può arrivare all’altezza di 60 cm circa; non è molto ramificata, le foglie sono rade, lunghe, strette e lanceolate .  L’infiorescenza è formata da una specie di ombrelli composti dai 5 ai 10 peduncoli ciascuno dei quali porta dai cinque ai 10 fiori di colore bianco  o rosa chiaro. Il coriandolo è originario dell’Africa del nord e del Mediterraneo orientale ma è coltivato in diverse parti del mondo. Nell’arte culinaria sono utilizzati molto i frutti, dall’aroma fresco, molto gradevole, mentre la pianta ha un odore molto sgradevole. Questa pianta appartiene alla famiglia delle ” Umbelliferae ” ; si raccolgono gli ombrellini  appena maturi, poi, si riuniscono in mazzi e si lasciano essicare all’ombra cercando di rigirarli spesso, quando saranno secchi allora si potranno conservare in sacchetti di carta. Con il coriandolo vengono realizzate molte ricette  anche di origine orientale, ed ha anche molte caratteristiche salutari.

ELENA   Domani faremo alcuni piatti aromatizzati con queste due erbe.

11/10/2013

ELENA   Ciao cara Fede, ecco i piatti che ti ho promesso: è un tris di minestre insaporite con un poco di coriandolo.

TRIS   AL  CORIANDOLO

TRIS  AL  CORIANDOLO

Ingredienti: rigatoni, ditali, e spaghetti fatti in casa. Per i rigatoni : sugo al pomodoro fresco, basilico, cipollotto, coriandolo, un cucchiaio di panna fresca, pecorino grattugiato, paprika dolce. Per i ditali: erbette trifolate, zucchine al forno, parmigiano grattugiato, spezie miste, rosmarino e coriandolo, cipolla. Per gli spaghetti: semola di grano duro, uova, succo di scalogno, coriandolo, peperoncino, acciughe sott’olio, aglio,  olio extra v. d’ol. poco formaggio grattugiato, sale q.b. acqua o brodo vegetale per la cottura.

Esecuzione:  veniamo ai rigatoni: abbiamo fatto un sugo con pomodoro fresco, cipollotto, basilico, abbiamo aggiunto tutti gli ingredienti tranne il formaggio e la panna. Dopo avere scolato la pasta la metteremo nel sugo, la mantechiamo, mettiamo la panna, per ultimo il formaggio grattugiato e pepe.  Per i ditali : facciamo un soffritto con olio, cipolla, sfumiamo e aggiungeremo le erbette trifolate , un poco di coriandolo, spezie, rosmarino. Adesso scoliamo i ditali, li mettiamo nel ragù , li mantechiamo e aggiungeremo i cubetti di zucchine al forno, infine appena il parmigiano e l’olio.

Per gli spaghetti: facciamo rosolare  lo scalogno, l’aglio, le acciughe con un poco di olio, mettiamo il prezzemolo, il coriandolo, il peperoncino; scoliamo gli spaghetti li mantechiamo infine aggiungeremo il formaggio grattugiato e l’olio extra v. d’ol. e il pepe.

FEDERICA   Solo a vederli mi viene davvero fame!

ELENA   Aspetta di vedere questo piatto di carne infilata negli stecchini, insaporita con il crin.

CARNE  MISTA DI MAIALE   CON PATATE  E RADICCHIO

CARNE  MISTA  DI MAIALE AL CREEN

Ingredienti: filetto di maiale, ritagli di prosciutto, una salsiccia, un pezzetto di arista. Vino bianco secco, crin, erbe miste: dragoncello, alloro, spezie, rosmarino, salvia, ginepro, timo, aglio, cipolla, olio per pennellare la carne contorno di radicchio misto e patate in umido al latte.

Esecuzione : tagliamo la carne in pezzetti da spiedini, la mettiamo in farcia con le spezie e il vino, la lasciamo lì tutta la notte e il giorno seguente la pennelliamo con l’olio e la cucineremo alla griglia la carne non dovrà risultare secca e cruda ma cotta a puntino e dorata. Impiattare con le patate trifolate e il radicchio.

FEDERICA   Se me l’avessi dettata  presto io ti avrei portato la cena, è tutto davvero squisito!

ELENA  Sarà per domani!  Non sto perdendo l’occasione! Vedrai che domani ne farai una da capogiro!

FEDERICA   Quale?

  ELENA    Non lo so, dovrai pensarci, mi fido di te! Se andrai a ballare con Alessandro ti auguro una bellissima serata! A domani!

12/10/2013

FEDERICA    Ho pensato ad una ricetta che piace a tutti ed è molto ma molto sbrigativa, si esegue in due minuti. A me piace moltissimo, ed è il panino alla Federica. Restando sempre in tema di crin possiamo prepararlo con l’affettato suino.

Ingredienti: pane soffiato, quello che quando lo metti sotto ai denti fa criiak! Poi, due fette di crudo stagionato, senza il grasso,  due fette di salame affumicato, cetriolo tagliato a rondelle sottili e condito con olio aceto e sale, una punta di crin, finocchietto selvatico,  burro di arachidi, e Lambrusco.

Esecuzione:  tagliamo il pane, imburriamo le parti interne, adagiamo il salume, il crin, e il finocchietto selvatico. L’altra parte invece la riempiremo di cetrioli.

ELENA    Questo panino non è alla Federica, ma credo che piaccia a molte persone; se poi si mangerà quando il pane è stato appena sfornato, Che delizia!

ELENA   Ora però facciamo dei dolcetti come si deve, un poco diversi dai soliti da offrire per la festa di Halloween.

DOLCETTI  DI  HALLOVEEN

dDOLCETTI  DI  HALLOVEEN

Ingredienti:  pasta sfoglia fresca, mandorle tritate e tostate, zucchero a velo vanigliato, uova, liquore al coriandolo, zucca, mascarpone, cioccolato fondente dolce, amaretti, scorza di arancia, zucchero semolato, frollini al riso.

Esecuzione: Dopo avere fatto la pasta sfoglia la mettiamo a riposare in frigorifero per due ore. Intanto facciamo i ripieni dei dolcetti e quello del saccotto o tortello: prima faremo uno zabaione bello sodo senza farlo impazzire, poi, tostiamo le mandorle e le tritiamo bene nel mixer, aggiungeremo un poco di liquore al coriandolo, sbricioliamo i frollini e facciamo un impasto con questi ingredienti. Adesso riempiremo i dolcetti e li copriremo con un’altra pasta tirata sottile e taglieremo dei cerchi di media grandezza; ora faremo l’altro ripieno cuocendo un pezzetto di zucca al forno, la passiamo nello schiacciapatate, poi ci aggiungeremo degli amaretti sbriciolati, le scorzette di arancia e lo zucchero q.b. Infine incorporiamo il mascarpone miscelato con zucchero a semolato e un uovo. Facciamo il ripieno e ritagliamo il dolce a forma di grande tortello o saccottino. Ora andranno in forno a 170 g° per 20 min. circa. Nel frattempo scioglieremo il cioccolato con un poco di latte per intingere i dolcetti. Eccoli nella foto sopra! Sono pochi perché quando li ho fatti è venuto qualcuno che li ha assaggiati con entusiasmo!

FEDERICA   Io penso che siano troppo buoni per non mangiarli e cioè assaggiarli solo, ecco il perché sono rimasti solo quelli!

FEDERICA   Prova a rifarli poi vedremo come verranno! Per Voi ho una canzone di Riccardo Cocciante ” Se  Stiamo  Insieme ” e questa,  ricordo di avervela dedicata un’altra volta, ma ci sta bene.

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOCINQUESIMA PARTE

08/10/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

IL  PESCO  E  LA  FRAGOLA

ELENA    Cara  Fede oggi parliamo ancora di frutta, per salutare la frutta dell’estate, parleremo di pesche e fragole.

Anche di pesche ne abbiamo molte varietà, oltre 300, è originario della Cina, ma è coltivato da molto tempo in tutta Europa.    Il pesco appartiene alla famiglia delle ” Rosaceae  “. Ci sono piccoli alberi di pesco come in altri che invece possono raggiungere l’altezza di 5-6 metri, i suoi rami sono lisci, senza spine le foglie alterne sono lanceolate si restringono alla base in un corto picciolo mentre sono acuminate all’apice.

I fiori  inseriti sui rami con cinque petali di color rosa o anche rossi; i frutti sono drupe ricoperte di una morbida e lisca pelosità, di colore rosato sfumato in bianco-rosso e bianco giallo e rosso; sono di polpa sugosa e dolce molto saporita, di colore bianco e rosa e di colore giallo-rosa intenso ma trasparente. I frutti del pesco hanno molte proprietà, ma come sempre in questo articolo  parliamo di come viene usato in cucina: è ricco di vitamine e sali minerali, quindi è anche un ottimo dissetante e rinfrescante, emolliente e sedativo. Per non parlare di quanti piatti si possono realizzare con questo frutto magico: conserve, composte, marmellate, sciroppato, torte ripiene, crostate , gelati, pesche imbottite al forno, o a crudo con il latte condensato o mascarpone,che dolci abbiamo fatto anche con le pesche! E chissà quanti ancora.

La fragola è anch’essa una pianta perenne, dal fusto strisciante e anche rampicante; i suoi fusti fioriferi arrivano ad un’altezza di 20-30 cm, con gli stoloni striscianti sul terreno, ai nodi degli stoloni troviamo foglie e radici, anche se ha un suo rizoma a forma di cilindro . Anche la famiglia delle fragole è numerosissima: sia tra le varietà coltivate che quelle che crescono allo stato spontaneo nei boschi  e nei luoghi erbosi. Le foglie hanno un lungo picciolo divise in tre foglioline dal margine dentato; i fiori  sono molto numerosi con una corolla di cinque petali  di colore bianco mentre il centro del fiore ha uno bottone filiforme di colore giallo. Anche la fragola come il pesco appartiene alla  famiglia delle ” Rosaceae “. I frutti sono portati da un peduncolo che quando arriva a maturazione tende a piegarsi verso il basso. Quella che noi tutti conosciamo come il frutto della fragola in realtà non è che un ricettacolo carnoso di colore rosso vivo dove sono inseriti i veri frutti che si vedono come puntini bruno- giallastri detti acheni. Le sue proprietà  sono molte :  in cucina è usata molto per macedonie, in quanto è un frutto ricco di vitamina C e sali minerali, quindi si presta anche per fare sciroppi per granite, gelatine, marmellate per crostate per il suo aroma inconfondibile , torte, gelati ecc. Noi per salutare questi due frutti abbiamo fatto uno strudel alle pesche miste e alle fragole, eccolo nella foto in basso!

STRUDEL  CON  FRAGOLE  E  PESCHE

STRUDEL DI FRAGOLE  E PESCHE

Ingredienti: pasta sfoglia oppure pasta frolla sottili fatte in casa. Pesche gialle, pesche bianche, amido di mais, fragole e fragoline di bosco, zucchero a velo vanigliato, zucchero semolato, una scorza di limone, amaretto liquore, pangrattato, amaretti, mandorle tostate e passate al mixer,un uovo .

Esecuzione: Stendiamo la pasta sfoglia alta circa mezzo cm, abbiamo fatto le composte con la frutta descritta negli ingredienti, abbiamo spezzettato la frutta, abbiamo messo un poco di zucchero semolato non troppo, l’abbiamo portata a bollore per 5 minuti , poi abbiamo messo un poco di addensante o amido di mais o farina di carruba oppure farina di riso, gli altri ingredienti. Una volta stesa la pasta si fa il ripieno con le 4 varietà di frutta , si ripiega la pasta su se stessa, si pennella con l’uovo sbattuto poi, si mette in forno a 170 g° per 20-30 min. Una volta raffreddato il dolce si spolvera con lo zucchero a velo e si tagliano le fette ( io l’ho tagliato ancora caldo perché volevo mostrare il colore della frutta: nella foto fuoriesce). È  davvero delizioso!

FEDERICA   Lo puoi dire forte, io l’ho assaggiato proprio a casa tua un mese fa.  Senti ma come mai sei così in ritardo oggi?  Sono stati gli scacchi vero?

ELENA   Sì, mi piace molto giocare a scacchi, è uno dei giochi da tavolo che preferisco, però ti confesso che se ci prendi gusto vengono le natiche piatte, la prossima volta voglio farmi costruire un porta tavola di scacchi così lo incollo sul manubrio della cyclette ; mentre si gioca io pedalo, spero si possa fare!

FEDERICA   È una splendida idea!  Ho portato i fagotti di carne , prima di darti la ricetta vorrei che li vedessi! Te li ricordi?

ELENA   Certo! Tutte le ricette che noi mostriamo le abbiamo sperimentate come minimo due volte e non verranno mai pubblicate se non dopo un mese dallo scatto delle foto. IL nostro fotografo lo potrà testimoniare! Anche perché per me non avrebbe alcun senso se dovessi pubblicare ricette che non sono di mia o tua fantasia mi sentirei un’annullità.

FAGOTTI  DI  CARNE  AL FORNO

FAGOTTI   DI  CARNE

 Ingredienti per 4 persone: uova, farina tipo” o “, latte, parmigiano grattugiato, sale q.b. , pepe, besciamella leggera, sugo al pomodoro cipolla e basilico, peperone, una patata, scalogni, spezie miste, porcini freschi q.b.tre etti di carne bovina, olio extra v. d’oliva, pangrattato, vino rosato, brodo pecorino.

Esecuzione: per prima cosa facciamo il ripieno lavando e tagliando le verdure a cubettini piccoli, piccoli, poi, facciamo così anche con la carne e i funghi mettiamo tutto in casseruola incorporando il brodo, il vino, gli aromi. Facciamo cuocere lentamente, lo stracotto dovrà essere senza alcun liquido. mettiamo una spolverata di parmigiano e pangrattato, aggiustiamo di sale e pepe e il ripieno è pronto. Adesso prepariamo la besciamella con la farina di riso, aromi, e pochi grassi; per ultimo faremo la tela  del fagotto con uova latte ,  spezie, parmigiano grattugiato. Li facciamo uno ad uno in una padella rettangolare unta con appena una lacrima di olio. Ora stendiamo i nostri stracci di pastella e facciamo il ripieno, prendiamo una pirofila, facciamo una base di ragù, li adagiamo e sopra li copriremo con la besciamella leggera, un altro strato di ragù e besciamella infine una spolverata di pecorino e via in forno a 180 g° per 15 min.

ELENA   Devo dirti che i tuoi fagotti sono,  non ho parole ma ti dico squisitissimi!

10/10/2013

ELENA   Ciao cara Fede,  ora vorrei presentarti  un piatto di fine agosto, la gramigna verde con gli Champignon gli straccetti di faraona al forno e melanzane, eccoli nella foto in basso.

CHAMPIGNON  IN  UN LETTO  DI GRAMIGNA VERDE

CON  STRACCETTI  DI FARAONA  E MELANZANE

CHAMPIGNONS  E STRACCETTI DI FARAONA

Ingredienti : funghi champignon, cipolla bianca, sale, pepe, prezzemolo e dragoncello, un cucchiaio di formaggio fuso e diluito in un po’ di latte, uova e semola di grano duro, una spremuta di cerfoglio e basilico, faraona, melanzana, rosmarino, aglio, olio extra v. d’ol., qualche pezzettino di peperone, vino bianco.

Esecuzione: Facciamo la sfoglia con due uova, il succo di erbe e la semola, poi la tiriamo sottile ma non troppo e la passiamo nella macchina per spaghetti. Lasciamo asciugare la pasta, poi facciamo la gramigna a pezzetti ricurvi e uguali. Adesso facciamo i funghi al tegame tagliati a pezzettini, con l’aggiunta  della cipolla, sale, pepe, il formaggio fuso, poco. Nel frattempo abbiamo tagliato dei pezzetti di faraona, li abbiamo messi a bagno nel vino, rosolati in padella con gli aromi e poi li abbiamo dorati nel forno a 180° per 10 min. insieme alle melanzane spezzettate e sbollentate. Abbiamo impiattato con una forchettata di gramigna, sopra abbiamo messo i funghi, e nello stesso piatto abbiamo messo i pezzetti di carne con le melanzane.

FEDERICA   È buono , ed è un piatto completo, mi piace molto. E per finire questo articolo ti dedico una bella musica di Giuseppe Verdi  ” La  Traviata  Il  Il  Nabucco, Anche  L’ Aida “.

ELENA   Grazie! A me piace  anche questa musica, anzi brindiamo con il fragolino, Cin!

LE RISPOSTE AI LETTORI OTTANTAQUATTRO

07/10/2013

Tu hai paura delle streghe?  Io sì,  le vedo sempre!

Giuliva

Ah sì?  E dove sono? Quante sono? Io credo sempre a tutto o quasi, però portami la foto, possibile che se le vedi sempre non riesci a riprenderne almeno una? Procurati una grossa corona di aglio e mettila davanti alla porta di casa, non dentro casa le devi tenere fuori!   Ah poveri noi! Sai una cosa? Io credo che sia la tua cattiveria e invidia a generare la strega che è in te, poi riversi sugli altri la tua immagine!  E credo che se tu fossi una persona positiva vedresti Mary Poppins e non le streghe cattive! Perdona la mia franchezza! Sei come quelle poche persone che dicono che c’è sempre qualcuno che porta jella, sono liberi di pensare ciò che essi pensano ma non liberi di danneggiare il prossimo! Se non vi sentite all’altezza di qualcuno o di certe situazioni non dovete attribuire queste vostre amarezze alle persone positive! Perché in questo caso la vera jella è dentro di voi!

Elena  Lasagna

09/10/2013

È  vero che a volte giochi a scacchi da sola? Com’è possibile? Chi vince il Nero o il Bianco?

Giuliana

È  molto più facile di quanto tu possa immaginare, perchè non devi tenere né per il Nero né per il Bianco ma devi  cercare di dare il meglio che puoi;  in quei momenti ciò che conta e cioè  chi fa il padrone della situazione non è più l’uno o l’altro ma  il gioco, a volte si riesce ad impostare o a muovere meglio il Nero a volte il Bianco. Provaci, giocando in questo modo si rafforza sempre più l’autostima, e non solo ma aiuta a diventare più onesti con se stessi, a vedere ancora meglio dentro di Sè .

Elena   Lasagna

10/10/2013

Vorrei poter affrontare coraggiosamente i miei problemi, anche se non sarebbero i miei, ma qualcuno ha fatto in maniera di appesantirmi ancora di più la vita! Come posso ritrovare la forza di reagire e di combattere, in realtà mi sento una macchina senza più carburante. Grazie!

Alice

Cara Alice non dovresti aspettare di finire il carburante come dici tu ma bisognerebbe reagire intanto che hai ancora  una punta di ruggito. Non rinunciare mai ad affrontare i tuoi problemi personali, altrimenti non riuscirai a distrarti da quello che ti fa soffrire. È arrivato il momento in cui devi guardare nel tuo profondo e capire  ciò che ti mette così a disagio, capire se pensare a certe cose continuamente ti renderà felice o se invece è proprio per questo motivo che non ti fa vivere come vorresti. Riesamina tutto ciò che hai fatto , i tuoi ricordi, anche i tuoi periodi più tristi e le persone che ti hanno reso e che continuano a renderti così fragile. Sai, ci sono molte cose in noi da analizzare; cercare di distinguere i  nostri comportamenti , e i temi che si ripetono nelle tue lotte con te stessa e con gli altri. Se la tua coscienza è a posto allora dá un calcio al passato l’importante è non pensarci più, e se qualcuno ti infastidisce, allora chiama il 15-22, o lo farò io per te.

Elena  Lasagna

11/10/2013

Ami il prossimo? Che cosa ami di più nelle persone?

DOTT. ROBERT

Ho sempre amato il prossimo, senza aspettarmi nulla in cambio questo mi rende ancora oggi una persona felice , però ci sono certe situazioni che purtroppo non si possono accettare,  e nemmeno cambiare, è questione di dignità: senza parlare di cose grandi come omicidi ecc. ad esempio non posso accettare chi fa del male gratuito e poi getta la responsabilità su altre persone,  il tramare alle spalle così solo per cattiveria. Anche perché in questo caso la cattiveria  non è altro che la maschera della persona debole,  incapace di accettarsi per quello che è ; ecco perché penso che ognuno dovrebbe guardare nel suo profondo e poi farsi delle domande prima di dare per scontato che quella persona stia dicendo la verità. Ormai è risaputo che nelle persone amo il giusto, la cattiveria  è solo distruzione  di se stessi.

Elena  Lasagna

13/10/2013

Mia figlia esce da un matrimonio sbagliato, era fallito prima ancora che conoscesse suo marito; ma come farglielo capire? Ah quando si è innamorati… Poi ci mancava anche il suo licenziamento, il mutuo ancora sulle sue spalle, i bambini da mandare a scuola; si è trovata in un caos di emozioni, soffocate ogni giorno per la paura di litigare. I valori che le abbiamo tramandato suo padre ed io , con quell’uomo non li rispettava più; uomo così disturbato e penosamente incapace di gestire non solo la famiglia ma anche se stesso, e di fare il marito, vive come se fosse sempre in un bordello. Con uno così al tuo fianco puoi gridare quanto vuoi che lui non ti sentirà mai. Così ogni giorno che passa lei si chiude in se stessa, e a poco a poco ho paura che si spenga. Io sto facendo tutto ciò che mi è umanamente possibile, ma lei non reagisce, l’unica cosa che la farebbe ritornare in sé è solo e soltanto lui! Il suo bisogno di attenzioni , la vita con lui è il suo unico scopo di vita, anche se ha dei bambini  adorabili, che sono il regalo del cielo! Ma lei niente! Eppure mia figlia è sempre stata una donna intelligente, indipendente, aperta al prossimo e alla vita, al sociale, com’è possibile? Aveva amicizie sane che ora non vuole vedere, io vorrei tanto che tu le parlassi e che l’aiutassi a rimettersi in carreggiata: anche perché lei ora sta conducendo una vita altrettanto sregolata,  vuota, è piena di debiti; in casa non ha più nulla i suoi gesti di rabbia hanno distrutto ogni cosa comprata insieme a lui.

Ti ringrazio

Annamaria

Carissima, ti capisco, se conoscessi tua figlia potrei consigliarla solo come amica, potrei anche accompagnarla da uno specialista, oppure in un centro dove potrà rapportarsi con altre donne per riacquistare la fiducia in se stessa.  La sua vita sregolata e i suoi gesti insani verso la casa dove ha passato i suoi giorni felici sono dovuti ad un riflesso di rabbia, di ribellione che sono lì dentro di lei.  Ecco perché è importante che tu riesca a trascinarla in uno di quei centri, prima ancora di recuperare il rapporto instabile con lui, è bene che impari ad amarsi come prima,   per ritrovare se stessa per non sbagliare di nuovo. Spesso quello che manifestiamo all’esterno  è il riflesso del nostro  IO più profondo, che vuole riemengere a  tutti i costi per raggiungere le nostre mete più impossibili e spesso sbagliate che  a volte non riusciamo a farne a meno.

Elena  Lasagna

16/10/2013

Ti senti una persona molto sicura di te?

Angelo

Penso che quello di cui siamo sicuri oggi domani non esiste più o forse è già cambiato; non in tutto ma in molte cose. Io cerco di vivere alla giornata perché credo che a questo mondo non si possa essere sicuri di niente; non mi piace la gente che afferma di essere molto sicura di tutto, e di non sbagliare mai; a volte spero di sbagliarmi! Ogni giorno che passa la vita mi insegna sempre qualcosa ed io la imparo, questo sì! Però io so per certo che chi commette reati non può  attribuire la colpa a qualcun altro! Fare confusione non servirà a niente!

Elena  Lasagna

17/10/2013

Che cosa pensi di quella bambina Madeleine scomparsa in portogallo mentre i suoi genitori erano ad una cena con amici? Credi che siano loro gli artefici del rapimento e dell’omicidio , come ha affermato la polizia portoghese?

DOTT.  ROBERT

No, anche se purtroppo esistono genitori assassini,   non è il loro caso, io credo che sia stata rapita da pedofili con l’aiuto di qualcuna che conoscevano molto bene e che quella sera forse si trovava proprio a quella cena! Ancora oggi i genitori di Madeleine stanno soffrendo le pene dell’inferno per la scomparsa della loro piccola.

Elena  Lasagna

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOQUATTRESIMA PARTE

03/10/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

AGLIO   E  PEPERONCINO

ELENA   Nell’articolo precedente ti ho presentato la cipolla, ebbene oggi ti presento l’aglio, e anche il peperoncino. Questi due ortaggi messi insieme sono un condimento assicurato, sia per i loro aromi decisi e anche come nutrienti efficaci, anzi io direi medicinali con gusto! L’aglio è originario dell’Asia centrale, ma è stato introdotto in tutta Europa e in tutto il mondo già da moltissimo tempo. È una pianta erbacea, annuale, fornita da un bulbo che alla fine della vegetazione forma un grande bulbo diviso in bulbilli (detti spicchi). L’aglio si raccoglie in luglio-agosto quando la pianta ovvero il fusto è completamente secco, si lascia disteso sul terreno per una settimana circa e più, poi si levano i bulbi dalla terra, si lasciano asciugare all’ombra e più avanti si formerà una treccia che li unirà senza staccarsi gli uni dagli altri, poi, si appendono in ambiente asciutto.

Questo bulbo meraviglioso oltre alle proprietà medicinali ( che rivedremo in un’altro articolo) ha proprietà aromatizzanti,  per minestre, antipasti di pesce, secondi piatti, zuppe di verdura, verdure lessate e legumi, ecc.

AGLIO E PEPERONCINO Eccolo il peperoncino!  Anche questa è una pianta erbacea annuale, dal fusto eretto e ramificato; può raggiungere l’altezza di un metro. Appartiene alla famiglia delle “Solanaceae”, le sue foglie hanno un lungo peduncolo, sono ovali lanceolate. I fiori sono isolati in gruppi di due-tre sotto l’ascella della ramificazione del fusto. I frutti sono bacche di forma e dimensioni variabili che vanno da rotonde a oblunghe, ovali e coniche ecc. Possono essere di colore rosse o gialle, e raramente solo verdi. È originaria dell’America tropicale, ma ora lo si può trovare in diverse parti del mondo. Le bacche di peperoncini si raccolgono da agosto-settembre e si conservano intrecciati su di se stessi o appesi ai muri nei casolari rustici ma l’importante è che l’ambiente deve essere asciutto.

FEDERICA   Amo questi due ortaggi! Oltre agli spaghetti quale primo possiamo fare con l’aglio e il peperoncino?

ELENA   Molti piatti, e tu lo sai bene! Oggi ti mostro una ricetta di tagliolini, pesce con l’aglio e il peperoncino.

TAGLIOLINI  E  PESCE  DI  MARE

ALL’AGLIO  E  PEPERONCINO

TAGLIOLINI E PESCE DI MARE CON AGLIO E PEPERONCINO

Ingredienti: pesce misto di mare, merluzzetti, sogliole, sgombri oppure oratine), tagliolini fatti in casa, aglio, peperoncino, olio extra v. d’ol.,  mozzarella, radicchio, sale, aromi ( pepe, prezzemolo origano, rosmarino).

Esecuzione: pulire bene il pesce, lavorarlo con sale , erbe e spezie, pennellarlo con l’olio e mettere in forno a 170 g° per 15 min. Fare i tagliolini, cuocerli nel brodo di verdure, scolarli al dente, e mantecarli co aglio, peperoncino, un pizzico di pepe infine l’olio e prezzemolo. e la mozzarella. Pulire il pesce dalle lische, condirlo con limone olio , aglio, e peperoncino, poi si prendono dei filetti già cotti, si fa l’impanatura e si friggono. Pulire il radicchio e impiattare. Vedi nella foto in alto!

FEDERICA   BELLO! Bellissimo questo piatto!

ELENA  Grazie! Domani aspetto il tuo! E adesso è arrivata l’ora  della canzone, vorrei dedicarti una delle canzoni degli Spandau  Ballet ” Through  The  Barricades “.

Domani ti regalerò la ricetta del panettone d’autunno, eccolo , nella foto sotto!

PANETTONE   D’AUTUNNO

PANETTONE D'AUTUNNO

 04/10/2013

Ingredienti: farina per dolci 800 g, lievito 25 g, zucchero 300 g, tre uova, burro 100 g, latte q.b., canditi di scorza di limone fatti freschi, 600 g di uva al netto una stecca di vaniglia,  300 g di lievito madre e 7 g di lievito di birra.

Esecuzione: per fare questo panettone che vediamo sopra bisogna incominciare un giorno prima con sciogliere il lievito nel latte tiepido e aggiungere un quarto di farina. Amalgamare bene,   e aggiungere il lievito madre,  coprire l’impasto con una tovaglia e lasciarlo lievitare in un luogo tiepido per una notte.

Secondo passaggio: il giorno seguente riprendere l’impasto, lavorarlo molto con un poco di farina aggiungendo anche un cucchiaio di acqua tiepida; ricoprirlo con la tovaglia e lasciarlo lievitare per  almeno due ore.

Terzo passaggio: Ripetiamo l’operazione con un altro pugno di farina e acqua tiepida q.b. per farlo diventare bello morbido. Adesso lo faremo lievitare per tre ore; nel frattempo abbiamo lavato l’uva, abbiamo tolto tutti i chicchi e li abbiamo asciugati. Prendiamo anche tutti gli altri ingredienti  e lasciare che il burro si sciolga a temperatura ambiente; intanto ungeremo la teglia stretta di diametro e alta proprio la misura di un panettone. Abbiamo sotto mano tutti gli ingredienti: il forno è già stato acceso deve raggiungere la temperatura di 180°, adesso scioglieremo lo zucchero in un poco di latte, poi aggiungeremo le uova una ad una, mescolare bene per amalgamare. Prendiamo l’impasto e poco alla volta incorporiamo il burro lavorando con il resto della farina, e il miscuglio di zucchero e uova; lavoriamo bene per amalgamare aggiungere anche la vaniglia, poi, i canditi del limone e lasciamo riposare per altre tre ore, infine  incorporiamo i chicchi di uva infarinati leggermente. Mescoliamo   ma fare attenzione a non schiacciarli; quando l’uva sarà distribuita bene all’impasto versare il tutto nella teglia e mettere in forno per circa un’ ora. Controllare la cottura con una stecco. Lasciare raffreddare il panettone e versarlo nel piatto da portata. Confesso che un panettone con l’uva fresca non l’avevo mai assaggiato prima, ho fatto la classica bufetta, ma non è la stessa cosa.

FEDERICA   Che dire, non mi resta che provare e che qualcuno me la mandi buona!

ELENA  Io credo che lo farai meglio del mio! A proposito, dov’è la  tua ricetta?

FEDERICA   Eccola! Ho portato la  ricetta  dei miei gnocchi!

Ingredienti per quattro o cinque persone: tre etti di ricotta vaccina, 150 g, di funghi porcini, 80 g di spalla cotta, due patate grosse, parmigiano grattugiato, noce moscata, sale e pepe, olio extra v. d’ol, salvia, rosmarino, un uovo, farina di semola di grano duro q.b. (circa 100 g più quella che serve per adagiare gli gnocchi).

Esecuzione: mettiamo a cuocere le patate a vapore con la buccia, una volta cotte le passiamo nello schiacciapatate e le lasciamo cadere sulla fontana della farina. Incorporiamo la spalla tagliata fine, quasi in poltiglia, e così pure i funghi trifolati, la noce moscata, il pepe, l’uovo e la ricotta lavorata. Amalgamiamo il tutto ma non deve essere lavorato a lungo; poi si procede nella maniera classica per gli gnocchi.  Vanno buttati nell’acqua e sale q.b. mano a mano che salgono li mettiamo nella padella o teglia per essere mantecati  con la salvia, il rosmarino e l’olio gentile, spegniamo il fuoco e incorporiamo due manciate di parmigiano grattugiato.

ELENA  Anche tu non scherzi! sono deliziosi! Lascia che ti dedichi una canzone bellissima di Tina  Turner  “What’s  Love  Got  To  Do  With  It “.

FEDERICA   Grazie!

07/10/2013

FEDERICA   Ti ho portato questa ricetta di una grossa pesca ripiena, come dessert  è molto buono. Vedi foto sotto, peccato non si possa anche assaggiare!

PESCA  GRANDE  RIPIENA

PESCA RIPIENA

Ingredienti: pesche, in questo caso diamo la ricetta per una sola pesca grossa. Crema di prugne, dolcificata con zucchero a velo vanigliato, zucchero a velo vanigliato e tre cucchiai di panna montata ma non del tutto ( deve scorrere un po’), pistacchi verdi, 100 g di ricotta, 5 amaretti, liquore o sciroppo di melone.

Esecuzione: svuotiamo le pesche, e la polpa la teniamo da parte, andrà dolcificata con lo zucchero a velo, così sprigionerà il suo liquido. Intanto lavoriamo bene la ricotta sempre con lo zucchero a velo, aggiungeremo i pistacchi passati nel mixer, poi gli amaretti sempre sbriciolati, facciamo un bell’impasto morbido come una torta, e aggiungeremo un po’ di aroma al melone; riempiremo la pesca o le pesche e le mettiamo in forno a 140-150 g° per 20 min. Lasciamo raffreddare, poi le adageremo nel piatto da portata dove abbiamo riposto la polpa delle pesche. Abbiamo fatto la crema di prugne miste con la cannella e lo zucchero vanigliato, questa la verseremo ancora tiepida sopra le pesche che una volta raffreddate ci mettiamo anche una cascatella di panna .

ELENA   Sono buone e non poco! Brava! È un ottimo dolce alla frutta.  Che ne dici se dedichiamo al mondo intero  ” Africa ”  Dei  Toto.

FEDERICA   Che bella canzone!  Grazie!

ELENA   Ti va di dare il benvenuto all’autunno con uno strudel ripieno di composta di frutta mista? Te lo farò nel prossimo articolo.

FEDERICA   Io invece ti porterò i miei fagotti ripieni al forno.

LE MIE TISANE E DEL DOTTOR ROBERT QUATTRO

03/10/2013

PER  COMBATTERE  I  VERMI  INTESTINALI

QUALI   TENIA  E  ASCARIDI

LA  FELCE  MASCHIO

FELCE  MASCHIO

La Felce è una pianta perenne,  è originaria di due regioni assai diverse, dell’America del nord orientale e nell’isola portoghese di Madeira, ma quella che abbiamo sopra nella foto è originaria dell’Europa. Cresce nelle regioni submontane e in quelle montane, si trova in tutta Europa nei luoghi ombrosi, vicino agli stagni, predilige umidità. Essa Appartiene alla famiglia delle ” Aspidiaceae  e Polypodiaceae ” dal quale prende il nome questa varietà delicata “Polysticum  setiferum ” , vivono in quasi 200 specie sparse in tutto il mondo.

È una pianta dall’aspetto cespuglioso, all’inizio del loro sviluppo le fronde sono avvolte a spirale, poi si distendono fino alla lunghezza di un metro a due metri circa.  Le fronde sono bipennate, hanno un contorno ovale allungato , sono bipennate e hanno il margine dentato con l’apice  quasi arrotondato. Le felci non hanno fiori ma al lato della nervatura centrale dei lobi,  sono inseriti dei sori contenenti gli sporangi  dove si producono le spore della riproduzione.

La parte usata in medicina sono le fronde e il rizoma ; quest’ultimo ha grandi proprietà ” Vermifughe ” . I principi attivi del rizoma sono la ” filicina”, oli essenziali ecc. Il rizoma e le fronde si raccolgono separati, da agosto ad ottobre, il rizoma si lascia essicare in breve tempo in un posto privo di umidità , poi si conserva in recipienti di vetro mentre le fronde si raccolgono a mazzi e si essicano all’ombra, si conservano in sacchetti di carta.

Le proprietà dei rizomi delle felci maschio sono vermifughe e particolarmente attive per  debellare  ”  tenia e  ascaridi ” i quali una volta resi innocui dai principi attivi si espellano mediante purgante e si debellano totalmente.

Per ottenere un effetto di demolizione dei vermi intestinali assumere sotto il diretto controllo del medico una capsula di rizoma di felce maschio essicato al mattino a digiuno.

PER   PREVENIRE  E COMBATTERE  I  GAS INTESTINALI

LA  MENTA  DOLCE

Questa specie di menta ha caratteristiche diverse anche se appartiene alla stessa famiglia e cioè quella delle ” Lamiaceae”, si trova un po’ sparsa in tutta Europa, nei luoghi umidi, come nei boschi e giardini coltivati e incolti. È una pianta erbacea, perenne, le sue fronde possono raggiungere  e può raggiungere  un metro di altezza. In medicina si usano le foglie e le sommità fiorite. Si raccolgono da luglio a settembre, si riuniscono in mazzi e si lasciano essicare all’ombra curandoci di rigirarle spesso. Poi una volta essicate si spezzettano i rami, si conservano in vasetti di vetro al riparo dalla luce.

TISANA  ALLA MENTA  DOLCE

Per risolvere il problema delle fermentazioni intestinali:  fare una tisana con quattro pizzichi di menta in una tazza di acqua bollente; si lascia riposare per 10 min. poi si filtra e si beve una tazza dopo i pasti.

07/10/2013

UN  VALIDO  RIMEDIO PER  COMBATTERE  L’INSONNIA

 IL  TIGLIO

I  TIGLI  GIGANTI

Il tiglio è un albero a foglia caduca e può raggiungere un’altezza di 25-anche 30 metri. Appartiene alla famiglia delle ” Tigliaceae “, è composto da una grossa radice principale con numerose radici meno grandi laterali. Le foglie sono ovali: sembrano un cuore capovolto, hanno un picciolo lungo e l’apice si restringe in una punta acuminata. Il margine verso la base è intero, mentre  si presenta dentato per il resto del suo perimetro.I fiori sono riuniti in un’infiorescenza pendente supportata da un lungo peduncolo. I fiori hanno un calice di cinque sepali di forma ovale, la corolla è composta da cinque petali gialli con degli stami numerosi fino a trenta e più. Il frutto contiene il seme che si impiega nella riproduzione.

In medicina sono usate le parti dell’infiorescenza con le rispettive brattee. I fiori si raccolgono all’inizio della fioritura insieme alle brattee da giugno a luglio; si lasciano essicare all’ombra e si conservano in recipienti di vetro al riparo dalla luce.

Il tiglio ha grandi proprietà da sfruttare in medicina : ipotensive, rilassanti, antispasmodiche, decongestionanti ecc. I fiori sercitano sull’organismo come efficaci sedativi per combattere l’insonnia.

Per combattere l’insonnia nelle persone ipertese:  Infuso con 05 g. di fiori di tiglio in 200 ml di acqua lasciare in infusione per qualche min, poi filtrare bere da una a tre tazze al giorno.

19/10/2013

Sempre con il Tiglio possiamo curare anche l’influenza, sai quello strano malessere, il freddo che ti prende le ossa e ti senti in balia dell’influenza senza la febbre? Ebbene, il Tiglio è un valido aiuto è anche un ottimo decongestionante come abbiamo già detto ha proprietà rilassanti, calmanti la tosse. Se non c’è febbre ci si rimette in forma presto.

21/10/2013

PER COMBATTERE  LA  DISMENORREA

DECOTTO  DI  EQUISETO  E TIGLIO

L’EQUISETO

L’Equiseto o coda cavallina appartiene alla famiglia delle ” Equisetaceae.  Curiosa pianta con fusto sterile, privo di fiori e semi , dotato di cloroplasti, di colore verde rigato con stami verticillati.  La moltiplicazione viene assicurata dalle spore emesse da un secondo tipo di fusto che compare alla base della pianta in primavera ed è privo di cloroplasti, con uno strobilo alla sommità. La possiamo trovare in tutta Italia, vive nei luoghi erbosi, predilige zone umide quali fossati  e scarpate. È la pianta più ricca di silice, ha molti principi attivi quali: silice organica, e inorganica, acido silicico, in parte solubile; l’equisetonina che esalta l’azione di silice e potassio; luteolina, canferolo: Glucosidi A, B, c.; sali inorganici: carbonato di calcio, solfato e cloruro di potassio, fosfati di ferro, calcio e manganese. Acidi organici: malico, ossalico, acidi grassi. Le parti usate in medicina è tutta la porzione aerea della pianta, per alcune cure sarebbe bene usare solo i fusti sterili e tagliati di fresco. Si raccoglie da maggio per tutta la durata dell’estate, poi si raccoglie a settembre, si lascia essicare all’ombra, si mette in barattoli di vetro o porcellana separata dai fusti sterili.

Per curare la dismenorrea : è il ciclo mestruale irregolare e doloroso. I dolori possono iniziare qualche giorno prima del flusso e interessa quasi sempre la zona del ventre e lombare.

Decotto: si fa bollire 5 gr. di equiseto  i fusti sterili e 5 gr. di tiglio in 500 ml  di acqua per 10 min. lasciare in infusione o macero per altri 10 min, quindi filtrare ; consumare due , tre tazze al giorno. La cura va iniziata qualche giorno prima della comparsa del flusso mestruale, specialmente se abbondante.

Ricordo  a tutte le persone che soffrono di vescica debole un bagno nel decotto di equiseto. Usando sempre i fusti sterili facciamo macerare 100 gr di equiseto in un litro di acqua tiepida per una notte, poi, faremo il decotto lasciandolo macerare ancora per 15 min quindi si filtra e si versa nell’acqua della vasca, restare immersi per 20 minuti. Si consiglia di fare una doccia prima dell’immersione in vasca.

Ancora l’Equiseto: per combattere la

DECALCIFICAZIONE

DECOTTO: 10 gr. di equiseto seccato la parte aerea della pianta. Lasciarla macerare in un litro di acqua per tre ore, poi fare bollire per 20 minuti. Lasciare in infusione per 15 min , filtrare e bere una tazza prima dei pasti.

PER   COMBATTERE  I PIEDI  GONFI

Per uso esterno: decotto di tiglio, fare macerare 10 gr. di fiori di Tiglio in un litro di acqua, bollire per 10 min, lasciare in macero per due ore poi, aggiungere il decotto filtrato all’acqua del pediluvio. Se è possibile ripetere due volte al giorno per 10 giorni, si noterà la differenza.

PER COMBATTERE L’ECCESSIVA SUDORAZIONE  DEI  PIEDI

Pediluvio con decotto di Equiseto: 100 gr. di fusti sterili di Equiseto in un litro di acqua. Fare bollire la droga per 20 minuti, lasciare macerare per un’ora, filtrare e versare il contenuto nell’acqua del pediluvio, restare immersi per 20 min ogni volta. Continua nel prossimo capitolo…

LE RICETTE DI CASA MIA CENTOTREESIMA PARTE

29/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

ELENA   So che adori le banane, anche i bambini ne vanno matti, per questo oggi parlerò di questo frutto importante soprattutto per  le popolazioni povere. Il banano ha origini africane ma è coltivato in molti posti d’Europa. I suoi frutti sono molto nutrienti e ben digeribili in quanto contiene un fermento che ne facilita l’assimilazione. I frutti contengono molti principi attivi come tannini, fosforo, potassio, magnesio e altre materie azotate. Consumata come unico alimento aiuta a dimagrire, grazie al suo fermento che , quando lo stomaco non ha nient’altro da digerire, brucia tutti i grassi di reserva. Ovviamente tutti i medici sconsigliano le diete fai da te.

I  BANANI

BANANI

FEDERICA   Infatti oggi ti ho portato due ricette alle banane. La prima è un secondo piatto  mentre la seconda è un ottimo dolce per tutti: bambini e grandi .

 INSALATA  DI  FRUTTA  ALLE  BANANE

Ingredienti per quattro persone: due grosse banane mature, due grosse pesche, un melone piccolo, due fichi maturi,  culatello di Parma, pasta lievitata con farina di farro, limone.

Esecuzione: prendiamo la pasta lievitata, la tiriamo sottile, la pennelliamo con l’olio e inforniamo a 230 g° per 10 min. Nel frattempo abbiamo lavato e mondato la frutta, abbiamo tagliato tutta la frutta a spicchi, le banane a mezzi cilindri e l’abbiamo irrorata con un po’ di succo di limone.  Poi, abbiamo spento il forno e abbiamo tolto la schiacciata dalla teglia, l’abbiamo messa in un piatto capiente e l’abbiamo cosparsa di fettine di culatello. Dopo essersi intiepidita abbiamo steso la frutta tutt’intorno e sul centro. Come secondo piatto di fine estate è stato gradito molto.

PASTE   ALLE  BANANE  E MELE

Ingredienti: pasta sfoglia sottile 300 g zucchero a velo vanigliato, un bicchierino di amaretto, tre banane, succo di limone, due mele, zucchero semolato, crema al latte di mandorle, cioccolato fondente dolce.

Esecuzione: ritagliamo due dischi sottili di pasta sfoglia, la mettiamo in due teglie uguali, poi in forno per 10 min a 180 g°. Controlliamo la cottura che dovrà essere perfetta e lasceremo raffreddare. Nel frattempo faremo la composta di mele, la crema con il latte di mandorle, e taglieremo le banane al mortaio le manderemo in poltiglia, poi andranno zuccherate e irrorate con succo di limone. Adesso farciremo la pasta sfoglia e la tagliamo con un filo di acciaio perché non si sbricioli. A questo punto mettiamo i quadrati di torta nella teglia e li mettiamo ancora in forno a 200° per 10 min circa. Lasciare raffreddare prima del consumo. Le paste risulteranno friabili e squisite, cospargere con zucchero a velo e scagliette di cioccolato fondente dolce.

ELENA   Sono due ricette da favola, se fatte bene poi, sono divine! Brava! Oggi però vorrei dedicartela io una bella canzone, so che ti piace molto quella dei Rem  ”  Everybody  Hurt “. Buona  domenica con i Rem!

FEDERICA   Grazie!

01/10/2013

 ELENA   La pianta di oggi è la cipolla. Questo ortaggio appartiene alla famiglia delle Liliaceae. È una  pianta erbacea fornita di un bulbo sotterraneo,   originaria della Persia  ma è coltivata in numerose varietà in tutte le parti del mondo. La parte usata in gastronomia è il bulbo.  Le foglie sorgono tutte dal bulbo sono a forma cilindrica nella porzione basale mentre sono parzialmente schiacciate e appuntite in quella terminale. Il bulbo è avvolto in una pellicola di colore differente a seconda delle varietà poi, si avvolge su se stessa stratificandosi fino alla completa crescita. Nella foto sotto alcune varietà di cipolle.

LA  CIPOLLA

LE  CIPOLLE

La cipolla oltre ad essere aromatizzante in molte pietanze è dotata di numerose proprietà, come diuretiche, ipotensive, antisettiche , vermifughe ecc. Ma di questo ne parlerò negli articoli di botanica. La potremo trovare tutto il tempo dell’anno perché dopo la raccolta che avviene solitamente da fine maggio a settembre la potremo conservare  in mazzi intrecciati  appesi in luoghi asciutti al riparo dal sole e dall’umidità.  Con le cipolle possiamo preparare intingoli, minestre, zuppe, secondi piatti, come contorno a crudo, ecc.

FEDERICA   Ho una ricetta  di polenta pasticciata.

POLENTA   PASTICCIATA

Ingredienti: farina di mais per la polenta, sale, pepe, cipolle tropea, uova, parmigiano grattugiato, funghi porcini, olio extra v. d’ol., prezzemolo.

Esecuzione: per prima cosa facciamo lo stufato di funghi porcini, poi mettiamo l’acqua sul fuoco e facciamo la polenta, bella, liscia, senza grumi. Nel frattempo facciamo rosolare la tropea tagliata a listarelle molto sottili, la mettiamo da parte e sbattiamo le uova per la frittata aggiungendo il parmigiano, mescoliamo bene e incorporiamo la tropea. Riscaldiamo una padella e ci buttiamo la frittata; mettiamo il coperchio e spegniamo il fuoco. La polenta è ormai cotta: prendiamo un recipiente da forno preferibilmente di forma rettangolare o quadrata, mettiamo uno strato di polenta, uno di funghi, la polenta, e la frittata, infine la polenta, che dovrà colare da tutti i lati coprendo il tutto. A questo punto pennelliamo la superficie con un velo di burro, e cospargeremo una manciata di parmigiano. Mettiamo sopra la teglia un foglio di alluminio perché non bruci il parmigiano. Inforniamo a 160  g° per 15  min. poi, togliamo la carta d’alluminio  alziamo il calore per altri 5 min. La polenta si presenterà molto croccante sopra e morbida dentro ma molto, molto gustosa!

ELENA   Questa ricetta è strepitosa! Io invece ti preparerò  le cipolle ripiene.

CIPOLLE  RIPIENE

Ingredienti: una cipolla a persona. Cipolle q.b., pane grattugiato, olio extra v. d’ol., sale, pepe, rosmarino e prezzemolo tritati, brodo q.b., carne suina da salame macinata e grigliata, vino bianco, fagioli neri stufati, spezie miste.

Esecuzione: prendiamo delle belle cipolle grosse, bianche oppure rosate, le tagliamo a metà precise nel senso orizzontale, poi, con lo scavino togliamo la parte centrale formando così un incavo per farcirle. Adesso pestiamo al mortaio il rosmarino e il prezzemolo, abbiamo davanti la carne macinata fine e già grigliata ( per togliere grasso e scorie), facciamo un bell’impasto con la carne, le erbe, il parmigiano  grattugiato,  il pane, spezie miste e aggiustiamo  di sale. Abbiamo messo le cipolle già quasi  svuotate sulla vaporiera oppure in una pentola dal doppio fondo, le abbiamo cotte molto al dente. Le abbiamo farcite e disposte nella teglia unta con l’olio,  abbiamo aggiunto una spruzzata di vino e un poco di brodo; le abbiamo messe in forno a 170 g° per venti min. Le abbiamo servite ancora calde con i fagioli neri stufati con il pomodoro, basilico, origano e abbiamo recuperato la cipolla dello scavino.

FEDERICA   Le farei per questa sera! Saranno pesanti? Adesso ti mostrerò la mia paella!

ELENA  No, se digerisci la cipolla non saranno pesanti nemmeno di  sera! Starò a sentire la ricetta della tua paella.

Ingredienti: riso q.b., pisellini cotti a vapore, scampi, gamberetti,  due grosse cipolle rosate, pomodori freschi due, un peperone verde, uno spicchio di aglio, zafferano, pepe, sale, cozze, pollo a pezzetti piccoli già allo spiedo, due fette di coppa grigliata, cozze, olio etra v. d’ol. brodo, seppie tenere già preparate in precedenza e tagliate a listarelle.

Esecuzione: abbiamo tutto pronto: gli scampi grigliati, le, cozze già aperte, la coppa grigliata, le seppie cotte e tagliate a listarelle, i gamberetti cotti a vapore, e passati nel limone e prezzemolo, il pollo alla griglia è già tagliato in piccoli pezzi. Adesso prendiamo le cipolle, l’aglio, il peperone tagliati molto fini, li rosoliamo e aggiungeremo i pomodori tritati il prezzemolo, sale , e le spezie che desideriamo. In un’altra casseruola facciamo dorare il riso,  aggiungeremo le verdure in poltiglia,   i sapori ,   i piselli, il brodo e lo portiamo più della  metà cottura. Poi, ci incorporiamo i molluschi, i crostacei, la coppa tagliata fine, il pollo e ultimiamo la cottura al dente, infine aggiungeremo le cozze, ancora prezzemolo tritato il pepe. Mettiamo il coperchio per circa cinque min. poi, servire con un prosecco delle zone.  Il riso dovrà essere al dente ma non troppo, i chicchi dovranno staccarsi gli uni dagli altri, dovrà presentarsi bene!

ELENA   Sei un genio! Io credo che sia una Paella molto garbata, sì penso che piaccia a molti! Anche qui ti do un bel 10 e lode!

FEDERICA   Grazie!  Vi dedico un’altra canzone dei Rem, so che piacciono molto anche a te.  ” The  Great  Beyond “.

LE RICETTE DI CASA MIA CENTODUESIMA PARTE

26/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

IL  CARRUBO

ELENA   Avevo promesso che in questo articolo avrei presentato il Carrubo; ebbene questa magnifica pianta appartiene alla famiglia delle” Leguminosae ” è un albero sempreverde con un tronco corto ben piantato , ma la sua chioma si espande e può raggiungere l’altezza fino a 7 metri circa. Il Carrubo è originario dell’Asia minore ma da tempo è coltivato in tutta Italia.

Le foglie ad occhio nudo sembrano grasse, e sono composte da 5 paia di foglioline di forma ovale con un corto picciolo, hanno il margine intero liscio arrotondato, il loro colore è di un bel verde lucido.

I fiori  sono riuniti in rachemi che nascono direttamente dalla corteccia dei rami o anche dal tronco; hanno un picciolo a calice con cinque denti caduchi, non ci sono petali. I frutti sono dei legumi lunghi dai 10-15 cm, di consistenza carnosa e contengono semi neri.  In cucina si usano i frutti sia trasformati in farina e anche così per fare composte, torte, tortellini sia dolci che salati. I frutti si raccolgono quando hanno raggiunto la piena maturazione e cioè in settembre; vanno conservati in vasetti di vetro per difenderli sia dalla polvere che dai parassiti.

FEDERICA   Bella pianta anche questa!

ELENA   È anche molto buona se sappiamo cucinarla bene. Ti voglio presentare un piatto con i frutti di Carrubo. Eccolo nella foto in basso!

 TORTELLI AI FRUTTI DI CARRUBO

CON STECCHINI  DI BACCALÁ  ALLA  VICENTINA

IN  PASTELLA

PIATTO CON FRUTTI DI CARRUBO IN COMPOSTA

 Ingredienti:  frutti di carrubo, mostarda di melone, uova e farina di semola di grano duro per la sfoglia, pomodoro, cipolla, basilico per il soffritto, parmigiano grattugiato, baccalà alla vicentina (con latte e cipolle), farine per la pastella, e per l’involtino che vediamo nella foto : pasta di pane con cipolle bianche tagliate finemente, ripieno di fontina e composta di carruba con aceto balsamico.

Esecuzione: per prima cosa facciamo il pesto con la composta di carruba, e un poco di mostarda fatta con il melone; aggiungeremo al pesto sale, pepe e parmigiano grattugiato. Adesso facciamo il ragù con lo scalogno o cipolla, il pomodoro e per ultimo metteremo il basilico e l’olio d’oliva (ex.v.). Facciamo pure la sfoglia e ne ritaglieremo dei quadrati da riempire con questa farcia dal   gusto molto gradevole e misterioso. In precedenza abbiamo fatto il baccalà alla vicentina,  ne abbiamo preso dei pezzetti , li abbiamo passati nella pastella, poi in padella con l’olio di arachidi, li abbiamo infilati uno ad uno nello stecchino  li abbiamo messi sulla carta assorbente. Infine facciamo un involtino: abbiamo già preparato la pasta lievitata, abbiamo poi tagliato le cipolle fini fini da non vederle, e le abbiamo incorporate alla pasta. Abbiamo tirato la pasta SOTTILE perché  durante la frittura  si alza ancora e rimarrebbe molto alta. Una volta fritta si fa un involtino con la fontina e un poco di composta di carruba resa aspra con l’aceto balsamico. Eccoli Insieme nella foto sopra!

FEDERICA   Che magnifico piatto! Non diventerò mai brava come te!

ELENA  Invece io credo che tu lo sia già , ancora di più! Per dimostrarti che ho ragione , domani mi porterai una ricetta fatta con l’Alloro, sì, perché la seconda pianta di questo articolo è l’ Alloro in cucina, SO CHE SARAI BRAVISSIMA!

FEDERICA Grazie! Ora però tocca a me ! Voglio dedicarvi la canzone di Eros  Ramazzotti ” Un  Angelo  Disteso  Al  Sole

ELENA   Bellissima canzone! Grazie!

27/09/2013

L’ALLORO

ALLORO

L’Alloro è una pianta dalle dimensioni variabili, dal piccolo arbusto può raggiungere l’altezza di 10-12 metri. Appartiene alla famiglia delle ” Lauraceae ” per questo prende anche il nome di Lauro. Essendo una pianta sempreverde la possiamo utilizzare fresca per tutto il periodo dell’anno. L’alloro ha molte proprietà,  ma noi in cucina sfruttiamo quelle aromatizzanti e digestive. Le sue foglie sono di consistenza coriacea, di colore verde scuro nelle meno giovani , verde chiaro nelle foglie nuove . I frutti sono drupe di colore scuro e contengono un solo seme. In cucina sono usate le foglie; è molto ricercato per il suo aroma per insaporire intingoli, arrosti, peperonate ecc. L’infuso di foglie di alloro agisce da stimolante generale dell’organismo, purificando il tubo digerente.

FEDERICA   Ti ho portato la ricetta con l’alloro! È l’astice in salsa spero che ti piaccia molto.

ASTICE  IN  SALSA

Ingredienti: astice, olio extra v. d’ol., sale, pepe, peperoncino vino bianco scalogno, cipolla rosata, sedano, carota, alloro, poco pomodoro, prezzemolo un pizzico di paprika, limone un cucchiaio di farina, vino bianco. Patate e aromi.

Esecuzione: Rompere il guscio  e le chele dell’astice, irrorarlo di succo di limone, poi pennellarlo con l’olio e metterlo sulla piastra a rosolare. Nella casseruola facciamo prima dorare  in poco olio , lo scalogno e la cipolla tagliati finemente, sfumiamo con metà del vino e poi buttiamo anche le altre verdure tagliate fini, mettiamo il pomodoro due cucchiai, due foglie d’alloro,la paprika, il sale, il brodo poi, mettiamo il coperchio. Lasciamo cuocere molto bene aggiungendo anche l’ultima parte del vino. A questo punto prendiamo l’astice, bello da vedere perché ha i segni della griglia, lo taglieremo a pezzi, gli mettiamo sale e pepe e lo incorporiamo alla salsina, l’abbiamo addensata con un poco di farina. Amalgamiamo i pezzi di astice con la salsa ,aggiungiamo il prezzemolo,  un pizzico di peperoncino, e l’olio,  lasciamo riposare per circa due ore. Intanto prepariamo delle patate al cartoccio: dopo averle lavate le passiamo con la buccia in una casseruola di acqua che bolle, le teniamo lì qualche minuto, le asciughiamo e poi le mettiamo in un cartoccio con gli aromi. Chiudiamo bene il cartoccio e le passiamo nel forno per venti min.  Servire l’astice con la salsina e tutt’intorno le patate saporite tagliate a dadini irrorate di salsa maionese fresca! Per concludere in bellezza un Pinot Chardonnay!

ELENA   Che buono l’astice così! Lo sapevo che non mi avresti deluso, brava!  A questo punto vorrei regalarti una vellutata sempre con l’alloro.

VELLUTATA  DI FAGIOLI  CIPOLLE  E  ZUCCA

Ingredienti: due fette di zucca, due cipolle, 200 gr. di fagioli  freschi toscanelli, latte q.b., sale, pepe, basilico, origano, olio extra v. d’ol., brodo vegetale, vino bianco, crosta di parmigiano ben raschiata, due foglie di alloro, crostini al rosmarino.

Esecuzione: mettiamo a cuocere la zucca in forno. In una casseruola mettiamo i fagioli a cuocere con le cipolle affettate, aggiungeremo il vino, l’alloro, aggiustiamo di sale, la crosta del parmigiano. Portiamo ad ebollizione poi, abbassiamo il calore e lasceremo cuocere lentamente. A cottura ultimata mettiamo metà dei fagioli nel passaverdura insieme alla zucca. Adesso incorporiamo il tutto al sugo o brodo della cottura, aggiungeremo il basilico, il pepe, l’origano e l’olio.  La zuppa deve avere una consistenza cremosa ma non troppo solida né troppo liquida: armoniosa!  Servire la zuppa ancora calda con i crostini al rosmarino.

FEDERICA   Che buona dev’essere questa zuppa!      Che ne dici di questa canzone? È dei Bee Gees, ” I Hate  You Then I LOve You ” ,  ve la dedico!

ELENA   Grazie ancor!

28/09/2013

ELENA   Vorrei dedicarti questa ricetta: una delle mie,  sempre cucinate con l’alloro. Se hai molte prenotazioni potresti fare un cosciotto di carne suina, quelle adibite al prosciutto crudo o cotto. Potresti anche acquistarle in tagli piccoli, soltanto  quello che ti serve.

COSCIOTTO  DI   MAIALE

Ingredienti: pezzo di carne q.b., uno spicchio di aglio o due dipende dalla quantità della carne, ( questa ricetta è per 7 etti di carne ) due foglie di alloro, sale, pepe, paprika, vino rosatello, finocchio selvatico, un rametto di rosmarino, un ciuffetto di salvia,   due pizzichi di spezie miste, brodo.

Esecuzione: sgrassare la carne se necessario, praticare delle piccole incisioni, poi la lavoriamo con la farcia fatta di sale, pepe, spezie e le erbe elencate sopra. Lasciamo in farcia per 12 ore ricordandoci di massaggiare la carne di tanto in tanto. Poi, la rosoliamo in una casseruola dal doppio fondo, la passiamo bene in tutti i punti e la mettiamo in forno pennellata con un poco di burro e la bagneremo sempre con  il vino alternato al brodo. Perché riesca molto buono il cosciotto di maiale deve essere cotto alla perfezione. Ultimata la cottura si lascia raffreddare, poi, si taglia a fette sottili e si irrorano con il sughetto profumato. Servire con un misto di cannellini cipolline e topinambur tutti cotti a vapore conditi con olio extra v. d’oliva gentile, prezzemolo, timo  e basilico tritati.

FEDERICA   Ma come faccio a superarti?

ELENA   Se vuoi puoi tutto! Aspetto una tua ricetta decidi tu , dolce o salata, primo o secondo, ecc.

FEDERICA   E per concludere l’articolo vi dedico un’altra bella canzone dei meravigliosi  REM  ” Talk  About  The  Passion “.

GLI SCACCHI QUATTRO

24/09/2013

GLI  SCACCHI

N1 DELLA QUARTA PARTITA

In questa partita il Bianco  (che in questi scacchi è quello vestito anche di giallo), pensa di poter sfruttare la posizione solo apparentemente precaria di alcuni pezzi neri (quelli vestiti con il rosso) ma la sua mossa in realtà si rivelerà un errore e il Nero con una serie di brillanti tatticismi vincerà rapidamente.

36  Cd4?, sembra una mossa in grado di mettere in crisi il Nero, che si trova con la Torre c6 attaccata e nell’impossibilità di giocare 36…, C: d4; per 37 A:c3, e se 37…, Tc6:c3; seguirebbe 38 C:f5.  Ma il nero ha la combinazione vincente.

36…, Dh4!;  è una tattica brillante non considerata peò dal Bianco prima di giocare l’ultima mossa.

37  Ael, il Bianco non sa più andare avanti, forse è lontano dal gioco;  infatti sono mosse ineficcaci sia 37 C: c6 per 37…, T: h3+;  38  g:h3,  D:f2+;  39 Rhl,  Cg3≠  che 37 C: f5, per 37…, T:h3+; 38 g:h3,  D:f2+ ; 39 Rhl, e :f5; e il Nero vince!

37…,  C:f4!; il Nero guadagna un pedone e minaccia scacco matto in tre mosse.

38  T:f4, se 38  C:c6, Il Nero proseguirebbe con 38…,T:g2+ ;39 T:g2, D:h3+; 40 Rgl, D:g2≠.

38…, T:h3+ ; il Nero continua nella sua opera di demolizione dell’arrocco avversario; Il Bianco ormai estremato non dispone pezzi che possano intervenire in difesa del Re.

39  g:h3,  D:f4+;  40  Rg2, Ce3+ ; 41 Il bianco lascia il gioco!

ORA PASSIAMO  AD  UN’ALTRA  PARTITA

Adesso mi porterò a metà partita

SECONDA PARTITA DEGLI SCACCHI QUATTRO

A questo punto della partita il Nero ha combattuto ottenebdo un forte attacco e due pedoni di vantaggio. Non mi resta che augurare buona fortuna al Bianco e vinca il migliore!

33…, g4;  con questa mossa il Nero cerca di indebolire l’arrocco avversario e aprire l’importante diagonale hl-a8  dominata dalla Donna in c6.   34  A:h4,  g:h3;  35 g3,  Ce5!;  il Nero alimenta l’attacco portando un altro pezzo contro l’avversario ormai indebolito.

36 Tb3,  il Bianco deve impedire lo scacco di Cavallo in f3; avrebbe perso subito  36  g: f4, per 36…,  Cf3+ ; 37  Rf2, C:d2;  38  D:d2,  Dg2+;  39  Re3, Te8+;  40  Rd3, De4+;  con successivo guagagno della Torre b1.

36…, Ce2+!!;  il Nero conclude ancora una volta brillantemente il suo attacco sacrificando il materiale.

37 T:e2,  Tfl+!!; dopo questo sacrificio di deviazione la Donna del Nero potrà entrare tra le file dell’arrocco avversario decidendo la partita.

38  R:fl,   Dhl+;  39  Rf2,  Cg4≠.

Ora il Bianco è tornato in sé e vuole la rivincita!

SCACCHI QUATTRO TERZA PARTITA

Il Bianco, ha sacrificato un pedone ottenendo in cambio un attacco molto promettente; il Nero non ha potuto arroccare e si trova con alcuni pezzi comprese loe Torri in a8 e in h8 completamente fuori gioco.

19 T: f7!!,  il Bianco con questa brillante mossa costringe il Re avversario a uscire allo scoperto; 19…,  R:f7;  non ci sono altre possibilità per la difesa;

20  Df6+,  Rg8; 21  D:e7,  Tf8; 22 Tfl,  il Nero abbandona.  Se 22…,  T:fl+; segue 23  R:fl e decide la minaccia  Cf6≠ ;  se 22…,  Dc8;  il Bianco vince con Dg5≠.

07/12/2013

32° PARTITA

IL mio Bianco è vestito di giallo in tutte le partite

Questa partita  sembra quasi terminata dove il Bianco ha buone speranze perché ha tre pedoni di vantaggio in cambio della qualità.  La manovra per vincere consiste nel riuscire a spingere un pedone fino alla promozione.

44 Rf4,  Td3;  45  h4,  il  Bianco ha i pezzi e i pedoni in una posizione molto compatta e priva di punti deboli,  il  Nero quindi  non riesce con solo Torre  e Alfiere a contrastare in modo efficace l’azione  del  Bianco.

45…,   Aa4;  46   Rg3,  R17;  il Bianco minacciava lo scacco doppio di Cavallo in  f4.

47  Cf4,  Te3;  48  Rf2,  Ta3;   49  Ad6,  il Bianco sposta l’Alfiere dalla colonna e per lasciare libera la strada al pedone4 passato centrale.

49…,  Ta2 +; 50  Re3,  Adl;  51 e 5,  Ab3;  52  Ce2,  Ta4;  53  Cd4,  Adl;  54  e6+,  Re8;  55  Cb5,  la manovra del Cavallo serve per mettere sotto osservazione la casa di promozione del pedone e la minaccia del Bianco è  56  Cc7 +, Rd8;  57 e 7   con promozione alla mossa successiva.

55…,  Tc4;  56  h5,  se 56  Ce7+ , T: c7;  57   A: e7,  Re7;  il  Nero avrebbe avuto qualche possibilità di patta per la presenza degli  Alfieri di colore contrario.

56…,   Rd8;  57   Af8,  Te2;  58  Rf4,   Tc4+;  59   Rg3,  il Nero abbandona.  Intanto ne preparo un’altra. A domani!

LE RICETTE DI CASA MIA CENTUNESIMA PARTE

23/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

IL  CASTAGNO

ELENA   Presto ci saranno le castagne, oggi ti voglio parlare proprio di questa pianta meravigliosa per i suoi frutti.  Il Castagno  appartiene alla famiglia delle Fagaceae, questo albero raggiunge fino a 30 m. di altezza, ha un grande tronco e una chioma tondeggiante , con corteccia liscia. Le foglie raggiungono la lunghezza di 20 cm circa, lanceolata e ristretta in apice acuto. Il frutto è composto da uno a tre acheni, che sono le castagne. La parte chiamata riccio, è formato da numerosi aculei rigidi e pungenti, è cresciuta insieme alla castagna e la racchiude per proteggerla, ma alla maturità si apre e lascia cadere i frutti che sono di colore marrone all’esterno e pelose all’interno.

Questo frutto è diffuso in boschi estesi fino a 1000 m, nell’Italia settentrionale, mentre a più di m. 1200 nell’Italia meridionale; ed è coltivato in diverse varietà.

La castagna si può conservare anche per due-tre mesi se tenuta in ambiente fresco ma non troppo umido.

La farina delle castagne è usata molto in gastronomia: si fanno dolciumi, primi piatti, marmellate, e si usa come contorno per accompagnare pollame ( Tacchino e faraona) e altre carni come l’agnello.

FEDERICA   Certo che anche questo frutto non  è da meno di tutti gli altri, se non ancora più usato, specialmente nei paesi poveri di molto tempo fa. Hai mai fatto la polenta con farina di castagne?

ELENA   Mi hai lanciato l’idea, faremo uno spezzatino di manzo con polenta di farina di castagne e farina di carruba. Nel prossimo articolo ti parlerò del Carrubo.

SPEZZATINO DI MANZO  CON POLENTA

DI  FARINA  DI  CASTAGNE  E FARINA  DI CARRUBA

Ingredienti: acquistiamo un pezzetto di muscolo della spalla, una grossa cipolla, aglio, salvia , prezzemolo, basilico, vino rosato, peperoncino, pepe, sale, pomodoro fresco, due chiodi di garofano, un pizzico di cannella, olio d’oliva gentile.

Esecuzione: togliamo i residui grassi alla carne, la tagliamo a fettine per il verso giusto, la mettiamo in una casseruola, insieme al trito di una grossa cipolla, pomodoro, salvia, le spezie, peperoncino, l’aglio, sale e vuotiamo il vino fino a metà della casseruola o poco meno.  Lasciamo sobbollire piano piano fino alla cottura, la carne si presenterà cotta a puntino e il sugo ristretto  lo faremo rapprendere con un cucchiaio di farina di riso, poi metteremo l’olio e il piatto sarà gustoso, leggero e anche dietetico se mangiato insieme alla polenta .

Per la polenta ingredienti: farina di castagne 50%, farina di carruba, 25% farina di mais macinata fine.

FEDERICA   Sento  già il profumo di intingolo! Che buon odore !

ELENA   Adesso faremo un’altra carne ma glassata.

CARRÉ  DI AGNELLO  ARROSTO

CARRé DI AGNELLO ARROSTO

Ingredienti: carré di agnello, rosmarino, salvia, aglio, dragoncello, vino bianco secco, sale, pepe, timo, noce moscata.

Esecuzione: Togliamo il grasso in eccesso, prendiamo una casseruola dal doppio fondo, la riscaldiamo e rosoliamo la carne a fuoco lento per non bruciarla, ma scioglieremo il grasso rimasto. Togliamo il carré dalla casseruola e lo metteremo in un’altra con un trito di aglio, rosmarino, salvia estragone e tutto il resto. Lasciamo cuocere lentamente e quando l’agnello sarà ben cotto, lo rosoliamo ancora e faremo restringere il sugo fino a glassarlo, poi, lo cospargeremo sopra la carne. Servire con purè di castagne o purè di patate.

FEDERICA  Che dire! Anche questa ricetta è deliziosa!  E per finire in bellezza vi voglio dedicare ancora Joe  Cocker  in ” Letting go”.

24/09/2013

FEDERICA   Lasciami fare le tagliatelle, ora le so fare anche con il mattarello! Le voglio di un verde chiaro, ci metterò le uova, e anche  due cucchiai di succo di basilico.

ELENA   E per il condimento? Ho pensato ad un pesto, con pecorino, parmigiano, pistacchi verdi, ti va l’idea?

FEDERICA   Dovrebbero diventare squisite!

TAGLIATELLE  AL  PESTO  DI PISTACCHI

Ingredienti: uova, farina di semola di grano duro per la sfoglia, due cucchiai di basilico centrifugato. Per il pesto: parmigiano e pecorino grattugiati, olio extra v. d’ol., sale, pepe, panna fresca, origano e prezzemolo freschi.

Esecuzione: facciamo la sfoglia nel modo tradizionale, adesso facciamo il pesto con i pistacchi, li mettiamo nel robot, li faremo andare in poltiglia, insieme all’origano e al prezzemolo, poi , aggiungeremo l’olio q.b., i formaggi grattugiati, aggiustiamo di sale,  il pepe. Buttiamo le tagliatelle in acqua abbondante salata al punto giusto, le faremo bollire solo un attimo, poi le scoliamo; le mantechiamo con la panna, le togliamo dal fuoco e incorporiamo il pesto, amalgamiamo dolcemente, se necessario aggiungere un poco di acqua di cottura e le tagliatelle sono pronte, lisce e gustose!

ELENA   Facciamo un altro piatto di pasta? Le pennette con rucola speck e cipolle, vedrai che gusto!

Ingredienti: prendiamo delle pennette di semola di grano duro, rucola fresca, cipolle bianche, speck tagliato a listarelle, formaggio fuso, brodo vegetale, poco parmigiano grattugiato, sale, pepe, acciughe sott’olio.

Esecuzione: buttiamo la pasta nel brodo vegetale, la scoliamo al dente, la mantechiamo con le acciughe sciolte in olio d’oliva, aggiungeremo poi lo speck tagliato a listarelle sottili, finiamo la cottura e le togliamo dal fuoco. Adesso ci mettiamo un velo di formaggio fuso sciolto in poco brodo, aggiustiamo di sale e pepe, un cucchiaio di parmigiano e per ultimo una manciata di rucola tagliata sottile. Il piatto è pronto!

FEDERICA   Buono, buono, buono!

ELENA   Un altro piatto di carne ti può andar bene?

FEDERICA   Non bene, benissimo!

ELENA   Sorpresa!

PETTO  DI  CAPPONE  IN  SALSA  FRESCA

PETTO  DI CAPPONE IN SALSA

Ingredienti: petto di cappone, due grosse cipolle, sale, pepe, salvia, chiodo di garofano, alloro, pomodoro, vino bianco. Per il contorno: pomodori e zucchine.

Esecuzione: facciamo dorare il petto in una pentola dal doppio fondo. In un’altra casseruola abbiamo messo un trito di cipolle, un trito di pomodori freschi, sale, chiodo di garofano, salvia,  una foglia di alloro e il vino. Lasciamo cuocere il tutto senza andar fuori cottura, poi passiamo le verdure al passaverdura, aggiungeremo l’olio e cospargeremo il petto di questa salsina benefica e gustosa. Eccolo nella foto sopra!

FEDERICA   Se ti dico che sei meravigliosa ci credi?

ELENA   Intanto dimmelo, poi, ti saprò dire! Grazie a te! E adesso facciamo una torta di uva e pere, però non m’ingrassare solo a vederla!

TORTA DI  UVA  E  PERE

Ingredienti: 600 g di farina doppio zero, quattro uova, 100 g di burro meglio se fresco,  250 g di zucchero semolato,una bustina di lievito per dolci, una vanillina, o una fiala alla vaniglia, un bicchierino di maraschino, un mezzo bicchiere di latte, 400 g di uva già in chicchi, tre pere di media grossezza, cacao dolce , zucchero a velo alla vaniglia.

Esecuzione: lavoriamo le uova con lo zucchero, aggiungeremo poi le uova una ad una, la vanillina, il burro sciolto a temperatura ambiente, il liquore, poi, alterniamo la farina dove abbiamo mescolato il lievito, con il latte, amalgamiamo bene l’impasto e per ultimo mettiamo la frutta leggermente infarinata con farina di riso; infornare a 170 g° per circa un’0retta. Dopo di che apriremo il forno e con uno stecco foriamo il centro della torta, se lo stecco si trascinerà la torta ancora collosa , lasciare per altri 10 min. spegnere il forno e lasciare raffreddare il dolce. La torta si presenterà soffice e asciutta, le pere e l’uva sono rimasti a galla, ben  divisi; adesso la decoriamo con un colino metà di zucchero a velo e sopra il cacao dolce.

FEDERICA   Ci mancava solo questa per farmi andare via l’appetito ! Invece è il contrario!  Ora vi dedico una canzone bellissima di Freddie Mercury   ” Love  Me  Like  There’s  No Tomorrow “.

ELENA   Grazie!

LE RICETTE DI CASA MIA CENTESIMA PARTE

20/09/2013

IN  CUCINA  CON  FEDERICA

L’ANETO  E   ANICE  VERDE

ELENA   Le piante che ti presento oggi sono: l’ Aneto e l’Anice verde. Sono due piante che appartengono alla famiglia delle Umbelliferae. L’Aneto è una pianta erbacea annuale,  con odore pungente che spesso raggiunge  il metro di altezza. Le foglie sono divise tre volte in lacinie sottili, filiformi; il picciolo si dilata alla base in una guaina che abbraccia per un tratto il fusto. L’infiorescenza è formata da ombrelli, senza brattee, i fiori sono piccolissimi di colore giallo. I frutti sono formati da due acheni addossati l’uno all’altro sempre di colore giallo. L’Aneto è una pianta originaria dell’Asia e dell’India, è coltivata ma a volte si trova anche allo stato spontaneo, nei luoghi erbosi in quasi tutta l’Italia . In cucina è preziosa per le sue doti aromatiche : specialmente nel condimento di carni suine. Si raccolgono le sommità fiorite da agosto fino alla fine della fioritura. Si essica all’ombra e si conserva in vasi di vetro. Le sommità fiorite fresche si usano per aromatizzare anche le insalate, le bibite, le tisane, ecc.

L’Anice verde è una pianta anch’essa annuale, e può arrivare fino all’altezza di 50-60 cm. Le foglie basali sono slanciate, a forma di cuore con il margine variamente dentato; quelle del fusto sono molto varie, mentre le inferiori sono formate da tre foglioline. L’infiorescenza è a forma di ombrello, con e senza brattee, composte da peduncoli che sostengono dei piccoli fiori bianchi. I frutti sono formati da due acheni coperti da peli setosi, ma molto rigidi. Le parti usate sono proprio i frutti; anche questa pianta è originaria dell’Asia, ma è coltivata da molto tempo nei nostri giardini ed orti. I frutti si raccolgono quando sono maturi in luglio-agosto, si lasciano essicare all’ombra in un posto ventilato e si conservano in vasetti di vetro al riparo della luce. L’anice verde si usa in pasticceria e in liquoreria, si fanno tisane per bevande dissetanti,  se preso in tisana dopo i pasti ha proprietà digestive.

FEDERICA   Hai una ricetta con queste due erbe?

ELENA   Sì, Ho fatto la coppa fresca di maiale ai ferri con verdure crude.

COPPA  AI  FERRI ALL'ANETO

Ingredienti: coppa fresca di maiale, aneto, sale, pepe, salvia rosmarino alloro, vino bianco.

Esecuzione: mettiamo la coppa in confusione con le erbe sopra elencate qualche ora prima con il vino, nel frattempo prepariamo le verdure miste. Poi  togliamo quasi del tutto gli aromi e incominciamo a cuocere le bistecche di coppa, piano, gradatamente , poi  alla fine faremo sciogliere il grasso senza bruciarla. Eccola nella foto in alto.

FEDERICA   Mi sembra bella magra! Mi sento di dire che la mangerei subito!

ELENA  La potrai cucinare quando vuoi, in questo modo non è grassa, è appetitosa  e non ha molte calorie.

FEDERICA  Ma adesso un dolcetto all’anice verde ce lo regali vero?

ELENA  Va bene,  ma poi non lamentarti se questa settimana ingrassi di un kilo!

QUADRATINI  GONFIATI ALLA MARMELLATA

DI  PESCHE  E ANICE VERDE

Ingredienti: 700 gr. di farina, 100gr. di olio di mais, 200 gr. di zucchero semolato, un pizzico di  fiori di anice verde, marmellata fresca di pesche, tre uova, una bustina di lievito per dolci, mezzo bicchierino di liquore strega, zucchero a velo vanigliato.

Esecuzione: mettiamo tutta la farina a fontana sopra il piano da lavoro. prima di mescolarla al lievito ne terremo un po’ da parte per la lavorazione. poi aggiungeremo lo zucchero, l’olio, il liquore, i tuorli,  mentre gli albumi li monteremo a neve. Mescoliamo bene gli ingredienti, prima che l’impasto sia amlgamato del tutto inseriamo gli albumi. Adesso prendiamo gli stampi quadrati, mettiamo un poco dell’impasto in tutti, poi, uno strato di marmellata e copriamo. I dolcetti andranno in forno a 160 g° per 20-30 min circa. Lasciare raffreddare e cospargere di zucchero a velo van. Si presenteranno profumati e croccanti fuori e morbidi dentro.

FEDERICA   Ah! Che tedio i dolci!  Solo al pensiero mi si sviluppano le papille gustative! Ma pensiamo alla musica! Sai cosa vorrei dedicarvi ? Ancora un volta  Joe Cocker in ” One Night Of  Sin”.

ELENA   Grazie!

22/09/2013

Grazie cara Fede per la festa di ieri sera, anzi di questa notte, ci siamo portati dentro un poco della vostra allegria! Grazie molte. In questo articolo vorrei prima ringraziare ancora le persone che mi vogliono bene, a tutte le persone oneste che conosco, e che mi seguono, in particolare  quella persona che incontrammo tre estate fa in quel paese marino: eravamo seduti davanti alla gelateria insieme ad un’altra coppia; grazie del tuo messaggio sincero e onesto! Mi hai risparmiato molte seccature! Ti auguro tutto il bene possibile!

Ed ora vorrei fare un brindisi insieme a tutti voi per festeggiare il mio centesimo articolo di cucina! Nell’augurarvi buona fortuna vi aspetto nel prossimo articolo e cioè il “centunesimo!

Elena  Lasagna